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Resoconto della seduta n. 160 del 13/07/2021

CLX SEDUTA

Martedì 13 luglio 2021

Presidenza del Presidente Michele PAIS

Indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

Indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 11 e 20.

MUNDULA ANTONIO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 25 maggio 2021 (151), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Caredda, Carla Cuccu, Michele Ennas, Aldo Salaris, Giovanni Satta, Stefano Tunis e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta del 13 luglio 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Domenico Gallus ha comunicato, con nota prot. 5234 del 9 luglio 2021, di aver ritirato la propria adesione dal Gruppo UDC-CAMBIAMO, e con nota prot. 5248 del 12 luglio 2021 ha dichiarato di aderire al Gruppo Partito Sardo d'Azione.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 273, 274, 275, 276.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 623, 691, 701, 710, 858, 871, 874, 884, 885, 894, 907, 910, 923, 951 (pervenute in data 28 giugno 2021), 32, 44, 118, 718, 770, 830, 836, 839, 928, 934, 960, 991, 996, 1004, 1066, 1075 (pervenute in data 29 giugno 2021), 1057 (pervenuta in data 1° luglio 2021), 1041, 1065, 1072, 1077 (pervenute in data 2 luglio 2021), 450 (pervenuta in data 7 luglio 2021)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MUNDULA ANTONIO, Segretario. Sono state presentate le interrogazioni numero 1089, 1090, 1091, 1092, 1093, 1094, 1095, 1096, 1097, 1098, 1099, 1100, 1101, 1102, 1103, 1104, 1105, 1106, 1107, 1108, 1109, 1110.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

DERIU ROBERTO, Segretario. Sono state presentate le interpellanze numero 155, 156, 157.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

DERIU ROBERTO, Segretario. Sono state presentate le mozioni numero 484, 485, 486, 487, 488, 489, 490, 491.

Discussione, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento, della proposta di legge: Oppi - Giagoni - Mula - Mura - Canu - Caredda - Cera - Sechi - Ganau - Agus - Manca Desiré Alma - Cocco. Incremento delle risorse per il finanziamento dei contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali di cui alla legge regionale n. 6 del 2020 (276) e approvazione di ordine del giorno.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione sulla proposta di legge numero 276, a firma Oppi e più, quindi di tutti i Presidenti di Gruppo del Consiglio regionale. Non c'è relatore né di maggioranza né di opposizione, però darei la parola, qualora volesse, al primo firmatario,

E' iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo!). Ho l'esigenza innanzitutto di dire che, a seguito della legge 6 del 2020, in talune circostanze non siamo neanche stati informati puntualmente del fatto che questo provvedimento ha dato certi risultati, e fu frutto di una serie di incontri fatti con gli stessi laureati in medicina, che sollecitavano un incremento e una legge di carattere regionale, come altre regioni, in modo tale da poter avere la possibilità di eliminare questa situazione di grave disagio che c'era in Sardegna perché con la legge nazionale è evidente che la riduzione dei medici è stata drastica ed è quella che ci ha creato una serie di problemi. Con la legge 6 si è ottenuto già un primo risultato, infatti si è passati a 30 medici e 5-6 non medici a disposizione, nelle scorse legislature Praticamente a 200 medici e a 62 non medici, e si è ritenuto di concerto, allora facciamo degli incontri con gli operatori del settore, assieme ad Agus, a Gianfranco, agli amici del Centrodestra e della Lega eccetera, per ottenere un assenso, ci fu qualche piccola difficoltà, ma alla fine riuscimmo a trovare la convergenza. È chiaro che la situazione ha teso a peggiorare e quindi si è ritenuto, a seguito di un provvedimento già presentato dagli amici, da Agus e più, e presentato anche da noi, di ritenere opportuno collegare in un'unica legge il provvedimento e, alla fine, siccome il ritardo è abbastanza sostenuto, perché è previsto per legge che il 20 di questo mese ci siano le prove, è chiaro che siamo arrivati leggermente in ritardo, quindi su un provvedimento fatto e corretto da parte dell'Assessore competente, che ha modificato sulla base di indicazioni fatte però dall'intero Consiglio nel triennio 5-10-15, in modo tale che ci sia la possibilità concreta di andare avanti, praticamente si è trovata poi una convergenza generale perché si potesse fare un 102 quindi scavalcando la Giunta e la Commissione, e questo è stato possibile su un'indicazione anche dell'Assessorato competente. Io ho il dovere di dire due cose, che sono queste, anche sulla base di richieste fatte nell'ultimo incontro dei Capigruppo. Questo intervento è una normativo si incastona in un più ampio disegno di rivisitazione complessiva della strategia di medio e lungo termine in tema di formazione di personale sanitario. Già nel 2000 il legislatore ha provveduto ad aumentare esponenzialmente le borse di studio regionali, al fine di porre le basi per la formazione di nuova e più ampia platea di personale medico e laureato non medico, che potesse ambire a lavorare presso il Servizio sanitario regionale. Con la legge numero 6 del 2020 il numero delle borse è passato da 30, come ho detto prima, e 5 o 6 non medici messi a disposizione dalla Regione nella scorsa legislatura, 200 medici e 62 per i non medici. Tale esponenziale conferimento di borse regionali per un verso ha dato maggiori chance di formazione post laurea ai giovani sardi e, per l'altro, messo le basi perché tali nuove leve potessero sviluppare il loro percorso di vita e di lavoro in ambito regionale. Il mercato del lavoro, come la purtroppo prevedibile già nello scorso quinquennio, ha evidenziato una grave carenza di personale sanitario disposto a lavorare in Sardegna, e in particolar modo negli ospedali posti in aree rurali, intendendo come tali tutte le città e i cittadini posti al di fuori delle aree metropolitane di Cagliari e Sassari. Il Consiglio regionale ha quindi l'onere di proseguire nel solco di tale virtuosa scelta politica, riproponendo la scelta di aumentare le borse di studio anche per il prossimo triennio. Questo disegno di legge all'articolo 1 somma alle borse già finanziate per l'anno 2021 - 53 per i medici e 11 per i non medici -, ulteriori 200 borse annue per i medici, per un valore di 5 milioni per l'anno 2020, 10 milioni per l'anno 2022 e 15 milioni per l'anno 2023, a valere sui capitoli di bilancio (…). Queste 200 borse che inizialmente nella legge le abbiamo approvato, 55 voti su 55, all'unanimità, (…), poi sono diventate, per questioni tecniche, 200, potranno eventualmente anche essere rimodulate, questo è opportuno dirlo, rimodulate per dare maggiore spazio; si ricorda che 11 sono già state assegnate per la formazione di personale laureato non medico, cioè farmacisti, biologi, psicologi, chimici e fisici, il cui valore è pari a euro 11 mila 603,49 cadauna, contro quelle mediche di euro 25 mila. Ciò consentirebbe anche di formare un numero superiore di sanitari, preso atto del fatto che una borsa per personale non medico costa circa la metà di quella terra personale medico. In ragione dei termini imposti dal Ministero dell'università e della ricerca all'articolo 2, è prevista una deroga al passaggio in Giunta che al previo rilascio del parere della sesta Commissione consiliare per la definizione della programmazione di spesa, che per motivazioni d'urgenza è delegata sulla base delle indicazioni date dall'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, al Direttore generale della sanità, si precisa infatti che lo svolgimento del concorso nazionale per le scuole di specializzazione è previsto per il 20 luglio, quindi siamo praticamente alle porte, e che ciò comporta che la Regione Sardegna deve comunicare il numero dei contratti aggiuntivi nelle due settimane precedenti. Siamo in tempo questa settimana per poterlo fare. Credo che questo sia positivo, e verificato che originariamente le borse erano previste per un numero di 194 all'anno per tre anni è chiaro che c'è una disponibilità, che va concordata soprattutto con coloro i quali, e mi rivolgo agli amici del Centrosinistra che nella riunione fatta dai Capigruppo hanno posto questo problema, per concordare con l'Assessore competente e con il Direttore generale l'eventuale modifica, perché se fossero sei borse da 25 mila ci sono 13 borse per i non medici o, viceversa, voglio dire, credo che questo possa essere fatto e sarà oggetto però immediatamente di una discussione, in modo tale che si sappia Per chi sono, per quali patologie eccetera eccetera. Credo, e non posso che ringraziare tutti, perché la prima legge, che è stata approvata all'unanimità, ha avuto già un risultato positivo, questa è forse l'unica attività che ci può consentire di ritornare su certi livelli e avere la disponibilità di medici che non si allontanano dalla Sardegna. Noi avevamo originariamente posto il limite di dieci anni di residenza in Sardegna e sei post specializzazione, il Ministero ha ritenuto opportuno correggerla a 5 e a 3, noi ci siamo adeguati perché non venisse poi nuovamente non approvata, abbiamo fatto questo, fatto che è stato positivo e che ci ha consentito un primo passo, questo è un secondo passo che noi dobbiamo fare per rendere giustizia ai sardi e rendere giustizia ai medici che devono essere ovviamente in maggioranza, lo saranno senz'altro, sardi, perché la legge nazionale che ha fortemente penalizzato. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Questa è stata una legislatura estremamente conflittuale, almeno nei primi due anni e mezzo, passa agli onori delle cronache più per i litigi e le divergenze anche su tematiche su cui sarebbe più utile magari provare ad andare d'accordo, piuttosto che sui momenti come quello che il Consiglio si appresta a vivere questa mattina in cui, grazie a uno sforzo di lungimiranza, si troverà un accordo che vedrà verosimilmente l'unanimità o comunque un'ampissima maggioranza in quest'Aula intervenire su un problema che ci portiamo dietro da anni e che può trovare soluzioni solo con un investimento orientato al lungo periodo. Nelle tante riunioni che abbiamo fatto in questo periodo di aperta emergenza negli ospedali della Sardegna è emersa l'idea, a volte, che i problemi gravi si possano risolvere spostando specialisti da una parte all'altra della Sardegna, con l'idea che ci siano oggi territori, ospedali, che hanno un gran numero di specialisti in diverse aree mediche, e invece ci siano territori in grave difficoltà abbandonati più di altri; ci sono tantissime differenze, è vero, ci sono realtà che necessitano di un intervento immediato, ma deve essere chiaro a tutti che gli specialisti non si vendono al supermercato, o siamo in grado di fare oggi un investimento che vedrà i suoi frutti solo tra quattro anni, oppure tra quattro anni, nel 2025, di fronte all'emergenza del 2025, la Sardegna, tutta, si troverà a piangere esattamente come ha pianto nel 2020 e nel 2021. E oggi invece mettiamo le basi affinché in futuro non si pianga più, affinché le professionalità presenti nella nostra Isola, i giovani della nostra Isola possano essere messi in condizione di servire alle loro comunità e a un sistema sanitario che non è mai stato in crisi come in questi giorni. Non c'è ospedale, non c'è territorio, non c'è realtà che non denunci la carenza di specialisti. L'elenco di interrogazioni che è stato letto prima di questa seduta è un esempio, più della metà denunciavano la carenza di personale specializzato; perché patiamo questa carenza? In parte perché da quando esiste il concorso nazionale, il fatto che siano stati applicati a livello nazionale, nello stesso modo in cui sono stati applicati per le altre regioni dell'Italia continentale, i criteri e i parametri anche a una Regione insulare come la nostra, ha fatto sì che in alcune specializzazioni personale formato in Sardegna sia andato poi, subito dopo l'acquisizione del titolo, a lavorare nelle strutture del continente, questo ha privato la nostra Isola di professionalità su cui invece avevamo fatto il conto. Allo stesso modo c'è il fatto che abbiamo ancora delle difficoltà nelle scuole di specializzazione. Oggi abbiamo cinque scuole che sono state ammesse con riserva, su questi aspetti il Consiglio regionale non ha competenze e non ha possibilità di intervento, ritengo però che sia una tematica che si debba sorvegliare, perché sarebbe assurdo se oggi stanziassimo le risorse sottraendole ad altro, sottraendole anche agli sprechi che a volte ci sono stati, e poi queste risorse non avessero un tornaconto immediato rispetto appunto a nuovi contratti e nuove persone formate e pronti a lavorare nei nostri ospedali. L'anno scorso era stato fatto un primo passaggio con lo stanziamento di 5 milioni di euro per il solo anno 2021, che poi è stato ampliato 2022-2023, ma semplicemente per consentire il pagamento delle borse a chi ha fatto l'anno scorso il primo anno, il rischio serio, senza la legge che oggi andremo ad approvare, era quello di avere una semplice una tantum, quindi un anno in cui le 200 borse contribuiscono a mettere un freno ma non risolvono il problema, con lo stanziamento pluriennale invece inserito nella legge di oggi il problema viene risolto. I 600 circa specialisti che verranno creati, oltre quelli che appunto studieranno grazie alle borse messe a disposizione dal Ministero e ampliate quest'anno anche grazie a una decisione saggia da parte del livello nazionale, risolveranno il problema e renderanno quella brutta parola che prende il nome di imbuto formativo, un ricordo per quest'Isola. Chiudo su due aspetti, oggi noi entriamo in Aula utilizzando la procedura d'urgenza ex articolo 102, di solito non siamo mai felici di concederla, in questo caso, ad appena una settimana dal concorso nazionale, non credo che ci siano alternative, però occorrerà parallelamente avviare una riflessione e uno studio sugli effetti della legge. L'ho detto prima e l'ha detto prima di me l'onorevole Oppi, c'è una riflessione che riguarda le borse di area non medica e la parte di stanziamento che riguarda quegli aspetti, ci sono le scuole di specializzazione ammesse con riserva e ci sono ancora in Sardegna delle scuole di specializzazione che non sono stati ammesse, quindi rischiamo di avere per determinate specialità delle carenze che possiamo colmare semplicemente con un automatismo che è possibile inserire anche in una legge successiva. Bisogna poi pensare agli effetti che il contrasto con l'epidemia appunto ha avuto nel 2020 e 2021 con gli studi di chi ha dedicato parte del suo tempo a lavorare in reparti che magari non avevano alcuna attinenza con la propria specialità. Dobbiamo dire grazie agli specializzandi che hanno consentito di tenere aperti i reparti, bisogna però evitare che tra qualche anno ci siano delle carenze formative legate al grande lavoro portato avanti e che viene ancora portato avanti negli ospedali di tutta la Sardegna. Detto questo, ci si aspetta che dopo aver tamponato l'emergenza con questo intervento legislativo, ci possa essere una fase di studio che veda magari il coinvolgimento anche delle due Università per capire come fare in modo che questo problema diventi un semplice ricordo del passato e in futuro si ragioni dei futuri imprevisti avendo già in organico le persone e le professionalità in grado di contrastarli.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Elena Fancello. Ne ha facoltà.

FANCELLO ELENA (PSd'Az). Grazie all'onorevole Oppi, come primo firmatario, la norma che andiamo ad approvare oggi è giusta e doverosa, non possiamo accontentarci di confermare sempre lo stesso numero di posti e borse di studio quando sappiamo che nei limiti all'accesso alle scuole di specializzazione sanitaria, sta nelle cause della carenza di medici che sta colpendo la nostra Regione, così come l'intero territorio nazionale. Ribadisco il concetto espresso nella mozione numero 487, è necessario che ci dotiamo di una programmazione a lungo termine che tenga conto del fabbisogno di medici e adegui il sistema di reclutamento. Non basta dire che le norme impongono determinate modalità, perché le norme si possono cambiare, occorre avere una visione e il coraggio di portarla avanti con determinazione anche nei confronti dello Stato centrale, abolire il numero chiuso nelle facoltà di medicina, rimodulare il sistema di selezione per l'ingresso nelle scuole di specializzazione, lasciare libera la scelta dell'Ateneo e consentire la partecipazione fino a tre test per specialità. Sono riforme necessarie per superare la mancanza di medici e la Regione Sardegna deve rivendicarle a gran voce, altrimenti questa emergenza non finirà mai.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Arriviamo oggi all'approvazione in extremis di una legge che prevede l'incremento indispensabile delle borse di studio per gli specializzandi, garantendo quindi la copertura per i prossimi tre anni. Dico che arriviamo in extremis perché il 20 ci saranno i concorsi per l'attribuzione degli accessi nelle specialità e ad oggi la Regione Sardegna non aveva provveduto ad intervenire sulle borse di studio. Ricordo che con l'interrogazione della scorsa settimana abbiamo sollevato il problema e la risposta è stata che le risorse erano in assestamento di bilancio, cosa che avrebbe comportato un superamento dei termini per realizzare questo importante intervento a cui si è posto rimedio con un intervento del Consiglio regionale, che grazie alla presentazione di due proposte di legge che poi sono state unificate e che hanno trovato l'accoglimento di tutti i Capigruppo, oggi arriva finalmente in Aula appunto all'ultimo momento visto che tra una settimana ci saranno i concorsi. Con questa legge diamo risposta all'incredibile imbuto formativo che escludeva dall'accesso alla specialità e di fatto alla professione centinaia di medici in Sardegna. Un tema che non è soltanto della nostra Isola, che viene da una pessima programmazione nazionale e regionale, a cui anche il Governo nazionale si è messo in campo per porre rimedio a questa carenza incrementando finalmente le borse di studio nazionali.

Restano però dei temi aperti che io voglio proporre all'attenzione di tutti, innanzitutto manca una vera programmazione delle borse in base alle esigenze stimate per ciascuna specialità, oggi questo atto è delegato di fatto ai rettori dell'università e non sempre rispondono le considerazioni dei rettori alle reali esigenze del sistema sanitario regionale sulle carenze delle singole specialità. L'altro tema è quello dell'istituzione delle borse di studio e la possibilità di accesso alle borse di studio per medici sardi che frequentano le scuole di specializzazione che non sono più presenti nella nostra Isola e che quindi hanno la possibilità con le stesse regole poi che valgono per i sardi che partecipano alle borse di studio regionali, che hanno accesso alle borse di studio regionali con lo svolgimento nell'Isola, la possibilità poi di svolgere l'attività professionale per i tre anni successivi nella nostra Isola e anche questo è un tema che va affrontato visto che le scuole di specializzazione che oggi mancano sono scuole di specializzazione importanti, penso a pediatria, pneumologia per esempio, ma ce ne sono anche altre e altre sono in discussione con un sistema di accreditamenti che penalizza fortemente la nostra Isola, è un sistema di accreditamenti universitario, nazionale, su cui noi credo che dovremmo dire qualcosa perché non è possibile che la nostra Isola sia così fortemente penalizzata da regole che sono imposte a livello nazionale, che forse vanno bene per le grandi università, ma non possono andare bene per le università della nostra Isola e che stanno mortificando il sistema formativo della nostra Isola nel campo sanitario in particolare. L'altro tema è quello della definizione, anche questa sulla base delle esigenze reali, delle scuole di formazione per specializzazioni sanitarie non mediche e anche qua abbiamo un oggi una delega all'Assessorato, al direttore generale dell'Assessorato, che però non ha probabilmente tutti gli strumenti per valutare quale sia il fabbisogno e anche su questo bisogna fare uno studio in maniera che soprattutto dal prossimo anno in poi abbiamo contezza esattamente di quelle che sono le esigenze per ciascun comparto e su quelle possiamo intervenire in maniera mirata e non semplicemente sulla base di un'intuizione. L'ultima cosa che voglio porre all'attenzione del Consiglio è la necessità di incrementare i posti di accesso alla formazione per medici di medicina generale, anche questa è un'esigenza che credo abbiamo tempo ancora per rivedere, perché non c'è una scadenza immediata come quella del 20 di luglio, che però è una necessità vista la carenza di medici di medicina generale in tutta la nostra Regione che va in qualche maniera sanata vista l'importanza della medicina di base che ha nella nostra Regione ma in generale nel sistema sanitario nazionale. Ecco, questi sono i temi che volevo sottolineare alla attenzione del Consiglio, con l'auspicio che siano affrontati in maniera esaustiva il più rapidamente possibile, sin dai prossimi giorni, noi siamo ovviamente disponibili, come sempre lo siamo stati, su questi temi a dare il nostro contributo e a concorrere alla formazione dei provvedimenti.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). "Ci siamo e ci saremo", ha appena detto l'onorevole Ganau perché è doveroso, è un dovere oltre che politico, credo morale. La pandemia ci ha messo di fronte a quelli che sono i disastri di una sanità e questi disastri della sanità è chiaro non possono essere i disastri di 2 o 3 anni, ma sono disastri che arrivano da lontano. Arrivano da lontano soprattutto per una gravissima miopia di programmazione e oggi abbiamo sotto gli occhi quello che è successo e rispetto a quello noi abbiamo, ribadisco, il dovere non solo politico ma anche morale di proporre delle soluzioni e questa è una piccola proposta di soluzione. Noi torniamo sulla legge approvata a marzo del 2020 sulle borse di studio per le specializzazioni mediche e torniamo oggi per implementare in maniera importante quelle che erano le risorse incluse nella dotazione finanziaria di quella legge, è il minimo che possiamo fare. Io credo che gli specializzandi, Assessore mi rivolgo a lei che conosce la situazione, quanto e meglio di me, ci hanno dato una grossa mano e io dico che devono continuare a darci una grossa mano e mi riferisco soprattutto a quegli ospedali, dove purtroppo probabilmente per arzigogoli burocratici non sono potuti andare. Ne abbiamo già parlato in Commissione e ne abbiamo già parlato in altre riunioni, io credo che occorra trovare lo strumento giusto perché dove c'è necessità urgente, impellente, purtroppo questa è necessità indifferibile, esiste in molti ospedali, gli specializzandi possano dare una mano e se è possibile anche studiando ulteriori strumenti per poter indennizzare quella che è la loro attività in quei posti. Stiamo dicendo in questi giorni che purtroppo nonostante la carenza cronica che ormai è un dato acquisito di medici e soprattutto di alcune specialità mediche e non solo, il problema è anche la non appetibilità, così viene definita, di alcuni ospedali, che significa che alcuni medici e probabilmente anche alcuni specializzandi non andrebbero in determinati posti perché quei posti non sono appetibili. Allora noi dobbiamo fare in modo che tutti i posti, con una perequazione vera in tutto il territorio della Sardegna, siano appetibili allo stesso modo. Questa non è la risposta o la panacea purtroppo per la grave patologia della sanità sarda, ma è una prima risposta importante. E certo che poi andremo e continueremo a scontrarci con l'imbuto formativo a cui faceva riferimento il collega e l'amico Francesco Agus, un imbuto formativo a monte col numero chiuso in medicina, un imbuto formativo a valle col numero chiuso nell'ingresso delle scuole di specializzazione. Ha detto bene Gianfranco, hai detto bene, noi tutti insieme dobbiamo fare qualcosa rispetto al Governo nazionale, rispetto al Ministero e al Ministro perché le soluzioni si trovino, perché o evidentemente questi signori non hanno capito qual è la gravità della situazione, oppure non vogliono fare nulla, ma oggi non fare nulla non può esistere, perché è una responsabilità che nessuno di noi si può assumere in questo preciso momento. Sulle specialità non mediche io credo che anche lì occorra fare una ricognizione seria e proporzionalmente alle stesse occorre dare anche a loro quello che spetta in termini di risorse, ha detto bene l'onorevole Oppi quando ha detto che una borsa di una specialità non medica costa esattamente la metà di una borsa per una specialità medica, quindi su questo dovremmo fare una riflessione attenta e cercare di dare risposte anche a loro.

Io all'Aula suggerisco una cosa su questo, io credo che sia opportuno fare un ordine del giorno per ricordare questo a chi poi dovrà mettere in pratica la legge che stiamo approvando oggi, una legge che viene approvata con l'articolo 102 a dimostrazione che l'intera Aula, gli interi 60 consiglieri di quest'Aula, quando si mettono in testa di fare i consiglieri regionali qualche volta ci riescono. Io credo che l'approvazione di questa legge oggi possa essere propedeutica a un percorso futuro, vicino, che ci deve vedere insieme anche per approvare delle norme più importanti e mi riferisco alla legge di assestamento di bilancio. I sardi hanno necessità urgentissima di avere delle risposte e quelle risposte possono arrivare esclusivamente dall'approvazione di quella legge che deve essere una legge asciutta, che contenga al suo interno solo quelle risposte alle domande che molti nostri concittadini, direttamente e indirettamente, ci stanno chiedendo da troppo tempo, quindi ben venga l'approvazione unanime, perché sono certissimo che sarà un'approvazione unanime di questa legge che può essere integrata, se l'accezione giusta può essere questa, con un ordine del giorno per dare soddisfazione anche alle specialità non mediche. Ricordiamoci che questi signori che andranno a beneficiare di questa norma che stiamo approvando, sono quelle persone che noi abbiamo definito in tutti questi giorni gli eroi, i nuovi eroi che si sono messi a disposizione in trincea e non solo in trincea per combattere un male oscuro e subdolo che purtroppo ha creato e ha messo in difficoltà interi popoli e il popolo sardo anche e in particolare, però noi dobbiamo ricordarci che loro sono stati eroi e lo sono ancora anche con gli atti concreti e questo finalmente è uno di quelli.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Faccio mie le parole delle colleghe e dei colleghi che sono intervenuti per sottolineare nel mio intervento alcuni degli aspetti che sono già stati evidenziati, in particolar modo dal collega Agus, dal collega Ganau e dal collega Cocco. Intanto va immediatamente attivato un percorso di verifica puntuale sulla predisposizione delle Scuole di specializzazione ad accogliere questo numero superiore di specializzandi nel corso di un periodo, tenendo conto che stiamo andando ad aumentare di molto, per fortuna, il numero degli accessi e delle possibilità date agli studenti, ma deve essere attrezzata e adeguata la formazione per poter recepire e formare queste persone. È scontato, è un'ovvietà che però sottovalutata rischia di depotenziare il provvedimento odierno e quello approvato nel corso dell'anno passato. L'altro elemento, più politico, è che a fronte di una questione che viene più volte sottolineata e cioè dell'opposizione che si oppone, sono, questo episodio odierno di questa legge così come altre occasioni durante le quali abbiamo avuto modo di dialogare e confrontarci, la prova che l'opposizione esprime totale disponibilità al confronto, al ragionamento insieme, all'approvazione di leggi insieme alla maggioranza, quando queste leggi vanno nella direzione di migliorare le condizioni di vita dei sardi e della nostra Isola. Nel momento in cui invece c'è un incentivo alla contrapposizione da parte della maggioranza, l'opposizione svolge il suo ruolo di opposizione. Andrebbe colto l'elemento positivo, andrebbe colto anche in relazione agli ingenti finanziamenti europei che però devono, per poter essere ottenuti, avere quale precondizione la predisposizione di progetti, un dialogo, un confronto, andrebbe colto anche su quel tema più generale che riguarda anche la sanità questa disponibilità. L'altro elemento è che, non può essere che su alcuni aspetti che sono stati trattati, gli atenei dialoghino in solitudine nel confronto con il Governo e la Regione dialoghi in solitudine senza un confronto con gli atenei sardi nel rapporto col Governo. L'impressione che si dà a livello nazionale è che noi per primi non abbiamo le idee chiare, quindi è indispensabile che si faccia un immediato lavoro di coordinamento sui dati, sulle esigenze reali della Regione Sardegna insieme agli atenei per andare a livello nazionale a concordare una serie di aspetti sui quali è necessario intervenire con il Governo, ma ad una voce e non invece con un coro di voci che cantano però musiche e sinfonie differenti, perché questo non consente di avere una possibilità di ottenere qualcosa per la Regione, per gli atenei e alla fin fine per le studentesse e per gli studenti. L'altro elemento è quello legato ad un ragionamento comune di questo tipo deve portare a una serie di punti condivisi e tra questi anche concordare con il Governo alcuni incentivi economici sia per le questioni che ha sottolineato il collega Ganau, e cioè l'aiuto economico per coloro che sono costretti a frequentare scuole di specializzazione nella penisola in assenza di quelle scuole nell'ambito del territorio sardo, e l'altro aspetto, che ha evidenziato il collega Agus insieme al collega Cocco, stabilire quale tipo di incentivo e quali siano le motivazioni per cui molte persone abbandonano alcuni presidi ospedalieri per scegliere altri presidi in Sardegna o nella penisola. Non è solo un elemento economico perché c'è anche un aspetto legato al fatto che aver depauperato diversi presidi sanitari nell'ambito del territorio determina che quelle ragazze e quei ragazzi, quei specializzandi, futuri medici a tutti gli effetti con specializzazioni, decidano di abbandonare anche quei luoghi perché in quei luoghi c'è una formazione continua di minor valore perché il depotenziamento di quei presidi ospedalieri determina che quel percorso di formazione continua, di cognizione e conoscenza della casistica variegata sia inferiore rispetto ad altre realtà; e quindi è strettamente connesso rispetto alla sanità territoriale e all'aver depotenziato diversi presidi nell'ambito del nostro territorio.

L'altro elemento, che non è slegato da questi aspetti, è una verifica puntuale sulle condizioni delle liste d'attesa e sulle questioni legate alle prestazioni sanitarie interrotte durante la vicenda pandemica, e in particolar modo le questioni legate alla prevenzione, perché o su quegli aspetti interveniamo oggi anche potenziando, grazie al finanziamento in legge, queste e l'attivazione di scuole di specializzazione anche negli ambiti in cui abbiamo una maggior crisi legata alla lentezza della sanità sulle cure interrotte, o sul sulla prevenzione interrotta a causa dell'interruzione di quelle prestazioni per il periodo della pandemia, oppure noi rischiamo di avere una serie di ulteriori problematiche dal punto di vista sanitario per la salute delle persone proprio per la lentezza e la difficoltà nel far fronte a quelle cure che si sono interrotte, e quindi una serie di dinamiche legate alla salute delle persone che possono aggravarne le condizioni. Su questi aspetti andrebbe immediatamente, e chiudo, attivato un percorso di confronto, collaborazione tra la Regione e gli atenei, per arrivare immediatamente ad alcune proposte puntuali e condivise, in modo tale che ad una voce si possa interloquire col Governo e strappare, ottenere anche alcuni risultati che possano arginare alcune delle questioni che sono state poste alla nostra e alla vostra attenzione.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Desiré Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' ALMA (M5S). Presidente, meglio tardi che mai, a una settimana dal concorso nazionale portiamo questa legge così importante per tutti i sardi e per la Sardegna stessa. E noi l'abbiamo sempre dichiarato, davanti a determinati argomenti non ci deve essere e non deve esistere appartenenza politica, colore politico o maglietta politica. Questo è un argomento sanitario, la sanità riguarda tutto il popolo sardo, indipendentemente poi da chi vota il popolo sardo. E l'abbiamo detto tante, davanti a determinati argomenti noi ci spoglieremo molto volentieri e un toglieremo la nostra bandiera, la nostra maglietta, per indossare quella dei sardi, del popolo sardo, che tutti noi rappresentiamo. E l'abbiamo dimostrato oggi in quest'Aula acconsentendo a questa legge, con la 102, quindi abbiamo acconsentito, abbiamo fatto in modo che questa legge arrivasse con la massima urgenza, fosse stato per noi molto probabilmente questa legge sarebbe arrivata molto prima. Cinque milioni di euro che mettiamo a disposizione, che la Regione Sardegna mette a disposizione per il futuro dello stesso popolo sardo. E allora noi, l'abbiamo già dichiarato diverse volte, siamo assolutamente affianco a tutti gli specializzandi che in questi mesi di pandemia, non lo dimentichiamo, hanno salvato la vita al popolo sardo, alle nostre persone, ai nostri ragazzi, ai nostri familiari, i nostri parenti, perché non dimentichiamo quello che ha insegnato questa pandemia, non c'erano solo i medici, ma c'erano affianco a tutte le persone che avevano necessità gli specializzandi. E mai come quest'anno ci siamo resi conto del disastro sanitario che la nostra Regione ha vissuto in questi ultimi decenni, perché si parla di disastro sanitario, e allora oggi con questa legge noi mettiamo una pezza, ma non si può continuare ad andare avanti andando a mettere le pezze sul disastro sanitario che la Regione sarda vive costantemente. Ben vengano 253 borse, ben vengano, ma non si può e non possiamo finire qua. L'ha detto poco fa il mio collega, ci deve essere un maggior coordinamento con le università, e quando c'è e ci sono i piedi da puntare, anche a livello nazionale, per far riconoscere la diversità anche della Regione Sardegna bisogna farlo e bisogna farlo tutti insieme. Forse è la prima volta che in due anni e mezzo ci trovate assolutamente d'accordo con questa proposta di legge che arriva. Io mi ricordo che nella Conferenza dei Capigruppo quando ci è stata posta la domanda siete d'accordo a non andare in Commissione, per cui a perdere in questo caso tempo così prezioso per il popolo sardo? Noi abbiamo detto subito sì, subito sì uniti per cercare di dare almeno questa volta un po' di dignità ai nostri ragazzi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Presidente, quasi tutti i problemi del sistema sanitario regionale sono riconducibili a due grandi categorie: la carenza di medici e lo squilibrio nella ripartizione del personale sanitario, del personale medico in particolare, nei poli sanitari della Sardegna. Sono queste due le grandi questioni che bisogna affrontare se vogliamo superare la stragrande maggioranza dei problemi del sistema sanitario della nostra Regione. Spesso in quest'Aula molti Consiglieri, ma anche fuori da quest'Aula, le associazioni dei malati, le organizzazioni sindacali e gli amministratori locali chiedono medici, lo fanno a Olbia, lo fanno a Nuoro, lo fanno a San Gavino. Le cronache dei giornali sono abitate quotidianamente da richieste che arrivano da diversi territori della Sardegna di personale medico. Mancano medici Oristano, mancano medici a Olbia, mancano medici a Nuoro, è evidente dunque che la carenza di personale medico è un problema strutturale. E l'intervento del Consiglio regionale di oggi, e non sono qui del tutto d'accordo con chi parla di una pezza, perché questo non è un intervento tampone, questo provvedimento legislativo è la conseguenza di altri due provvedimenti legislativi, come ricordava correttamente l'onorevole Oppi nel suo intervento, approvati dal Consiglio regionale lo scorso anno, il primo marzo e poi a luglio, che va nella direzione di aumentare le risorse economiche per le borse di studio. Quindi se vogliamo dare una risposta seria alle emergenze del nostro sistema sanitario la prima cosa che dobbiamo dire, e sono contento che la diciamo tutti senza dividerci, è che aumentare le borse di specializzazione consente di aumentare i medici, perché è inutile che si dica "servono più medici" se poi il Consiglio regionale, se poi la Regione, la politica non dà concretamente gli strumenti per fare in modo che si formino più medici. Non possono esserci più medici se non ci sono più risorse per formare medici, e questo oggi è quello che sta facendo il Consiglio regionale. E l'Aula, il Parlamento dei sardi, è chiamato ad approvare provvedimenti strutturali, perché quelli che ci siamo trovati di fronte nel momento in cui tutto il mondo ha dovuto affrontare una pandemia sono limiti strutturali importanti, su questo c'è una convergenza unanime, e ne sono lieto, su altri no. Però è altrettanto vero che è un problema strutturale del nostro sistema sanitario era la sua organizzazione, attraverso l'ATS, che tanti danni ha prodotto, soprattutto per quanto riguarda i presidi del mio territorio, e sul quale quest'Aula, anche se non con la stessa unanimità che si riscontra oggi, è intervenuta. Quindi è giusto sottolineare come il Consiglio regionale abbia il dovere di fare quello che sta facendo oggi, cioè di approvare provvedimenti di natura strutturale che intervengano sui problemi di sistema della nostra sanità. Ecco perché agire sulla leva della formazione è importante, ma agire sulla leva della formazione, così come accennavo all'inizio del mio intervento, richiede da un lato l'incremento delle borse e delle risorse per la formazione degli specializzandi, dall'altro però è necessario un intervento sulla rete formativa che consenta di distribuire sul territorio dell'intera Sardegna gli specializzandi, e questo è l'altro aspetto. Cioè al Consiglio regionale io chiedo in termini di visione di affrontare i problemi della sanità, tenendo presente sempre le due categorie fondamentali dei problemi che dobbiamo risolvere: la quantità di personale medico e la distribuzione del personale medico. Perché, oggi, i problemi sono che ci sono pochi medici e non sono distribuiti bene, sono concentrati a Cagliari e a Sassari e ci sono realtà, Oristano, Nuoro, Gallura, Medio Campidano, Sulcis, che soffrono invece una carenza oltre quella della mancanza di medici, carenza oltre quella della mancanza di medici perché i medici preferiscono stare soprattutto a Cagliari e a Sassari. E allora il legislatore regionale, cioè noi, dobbiamo porci il problema di come affrontare lo squilibrio che c'è nella distribuzione del personale medico e dobbiamo porcelo non solo per quanto riguarda i dirigenti medici già strutturati, ma anche per quanto riguarda gli specializzandi. Ecco perché è un tema di riflessione che io propongo a quest'Aula, e sul quale poi lavorerò affinché quest'Aula si esprima con un voto su un provvedimento normativo, è quello della distribuzione, di prevedere dei meccanismi incentivanti per le reti formative delle scuole di specializzazione, che consentono di far arrivare specializzandi in tutti i presidi della Sardegna. E' una sfida che io lancio a questo Consiglio regionale e che mi auguro possa essere raccolta con la stessa unanimità che c'è oggi sull'incremento delle risorse economiche a favore delle borse di specializzazione, perché se fino a questo momento abbiamo lasciato che il tema della disparità nella distribuzione del personale medico fosse gestito solo ed esclusivamente dall'ATS, piuttosto che dalle aziende universitarie, allora io credo invece che il Consiglio regionale debba assumersi la responsabilità di provvedimenti che vadano a incidere anche su quell'aspetto, quindi non solo sulla quantità di medici, e in questo caso non solo sulla quantità di borse di specializzazione che consentiranno la formazione di più medici, ma anche sulla distribuzione di questo personale, a cominciare anche dagli specializzandi, attraverso forme di incentivazione che con le reti formative consentano a tutti i presidi della Sardegna di poter contare su questa maggiore quantità di medici specializzandi.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Annalisa Mele. Ne ha facoltà.

MELE ANNALISA (LEGA). Presidente, intanto sottoscrivo tutto quanto appena detto dal mio collega Saiu. Con questa legge noi stiamo andando a incrementare quelli che sono i contratti di formazione specialistica medica per il triennio 2021-2023, in questo modo quindi si cerca proprio di colmare e risolvere quella grande criticità di carenza di personale specialistico in tutti i presidi sanitari della Sardegna. Io quindi voglio ringraziare tutti i colleghi consiglieri che hanno consentito che questa legge arrivasse in Aula con procedura d'urgenza. Vorrei solo fare una riflessione che si aggiunge a una che ha fatto anche il collega Ganau. Io credo che adesso dovremmo lavorare subito per poter incrementare anche il numero dei posti per la scuola di specializzazione della medicina di base, perché se facciamo uno studio accurato del fabbisogno a medio e lungo termine sicuramente avremo quei numeri per poter così programmare i nuovi accessi alle scuole di specializzazione e al corso della medicina generale. Vorrei anche sottolineare una cosa, che nella legge che poi è diventata la numero 19 del luglio 2020, durante appunto la sua stesura era stato previsto anche l'incremento del numero dei posti per il corso di medicina generale e anche per quanto riguarda le professioni sanitarie non mediche, era stata stralciata. Io quindi vi chiedo, riprendiamola in mano, inseriamo tutto, facciamo un articolato più organico e strutturale in modo poi da non doverci più mettere mano, e dare quindi finalmente risposta a quella che è l'esigenza sia di specialisti, sia di medici di base, sia di pediatri di base, sia di professionisti sanitari non medici.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, colleghi, lo ribadisco anche io, quando ci troviamo a parlare di temi come questo di interesse generale si trovano tutte le convergenze del caso. Si è riusciti a portare direttamente in Aula questa legge, anche perché era molto urgente che questa legge venisse approvata prima della scadenza, si è trovata la convergenza su un tema che unisce tutti innegabilmente e sul quale sono sicuro si riuscirà a lavorare su questo tema ulteriormente, al fine anche di garantire una maggior soddisfazione di quelle che sono le esigenze del nostro sistema sanitario e scolastico, che purtroppo non sono solo queste 250 borse ma sono anche di più, chiaramente, è stato detto oggi ed è stato ribadito in tutte le occasioni possibili.

Abbiamo bisogno di medici. Io vengo da Oristano, come sapete la provincia probabilmente maggiormente afflitta dal problema legato alla mancanza di figure mediche specializzate: reparti che chiudono, reparti a mezzo servizio, reparti, come l'emodinamica, che dovrebbero lavorare a pieno regime e che invece soffrono ma soprattutto fanno soffrire, e talvolta purtroppo anche morire, le persone, perché non hanno un'adeguata dotazione professionale.

C'è da dire una cosa: abbiamo bisogno di medici e abbiamo bisogno di formarli, quindi sicuramente garantire un maggiore ingresso di studenti all'Università, aprendo quanto più possibile i numeri degli ingressi, garantire un utile spendita delle borse, creare condizioni adeguate anche per la crescita professionale. Non dobbiamo però solo formali, dobbiamo anche trattenerli, queste due cose vanno studiate ed affrontate congiuntamente, naturalmente applicandosi a studiando in una prospettiva che travalichi l'arco di una legislatura, concetto che molte volte a chi governa prude un po', perché, sbagliando, la politica spesso e volentieri cerca di attuare solo quelle soluzioni che portano - l'abbiamo visto in questa legislatura purtroppo molto volte - un immediato ritorno elettorale. Questa operazione, invece, va fatta in maniera lungimirante, e su questo sicuramente troverete la nostra condivisione, il nostro appoggio ma soprattutto, come è successo nelle occasioni in cui si è avuto un minimo margine di discussione, il nostro apporto a livello di idee e capacità.

Per trattenere questi ragazzi però bisogna anche fornire loro le condizioni base per lavorare in un ambiente di lavoro salubre, e per ambiente di lavoro salubre intendo un ambiente dove sicuramente non si mette a rischio la propria carriera, la propria vita, ovvero un ambiente formato da organici completamente inadeguati alle funzioni che dovrebbero svolgere, a livello numerico non certo professionale, dove veramente molte volte il medico mette a rischio la propria vita professionale: sicuramente questo non incentiva a restare. Sicuramente è necessario applicarsi perché vi sia una più competente e trasparente amministrazione all'interno della sanità regionale; amministrazione della sanità regionale dove la politica deve ingerire non per inserire persone fedeli ma incapaci, ma per portare competenze e profili professionali manageriali adeguati ai compiti che devono svolgere, e questo non sta succedendo in tantissime occasioni.

In definitiva - e concludo, anche perché non vorrei ribadire concetti che sono stati già ampiamente affrontati dai colleghi che sono intervenuti prima di me -, dobbiamo fare di tutto per alimentare la meritocrazia, perché se riusciamo ad applicare e fare nostro questo concetto, non solo riusciremo a trattenere i nostri ragazzi ma riusciremo anche ad attrarne degli altri.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Io intervengo perché è un tema che mi è molto caro, un tema sul quale spesso come Gruppo PD siamo intervenuti anche in Commissione, come ha spiegato prima di me il Capogruppo Ganau. Intervengo perché noi stiamo parlando oggi di una questione che vede la Sardegna quasi vicino al tracollo. Il nostro sistema sanitario è al tracollo, lo dico perché stamattina, dalle 8 alle 9, ho partecipato ad una manifestazione molto composta ma anche molto determinata, ad un sit-in di protesta a Guspini, nel paese in cui sono nata, in cui vivo e di cui mi onoro anche di aver fatto il Sindaco, una comunità composta e dignitosa che chiede semplicemente di essere ascoltata, chiede semplicemente che non vengano negati i diritti costituzionali. Stiamo parlando di una goccia che ha fatto traboccare il vaso: per due settimane consecutive il servizio di guardia medica festiva è stato chiuso, senza comunicazioni la prima volta, la seconda volta con una comunicazione pervenuta al Sindaco che, in quanto autorità sanitaria locale, si è fatto carico di informare come ha potuto i cittadini. I tutto con una forma di silenzio che è offensiva nei confronti delle persone che hanno bisogno di questo servizio: nessun cartello affisso alla porta della guardia medica, il telefono che squilla a vuoto, persone allo sbando che non sapevano a chi rivolgersi. Ecco, la mancanza dei medici, si dice, è vero, i medici non ci sono, la pandemia ha messo in evidenza una situazione di gravità, è vero, ha scoperto quei nervi che già erano scoperti, e non è colpa sicuramente di questa Giunta regionale, forse neanche di quella precedente, è un sistema che è stato lasciato allo sbando anche dai Governi nazionali ed è un sistema però che noi abbiamo alimentato. La disparità di cui parlava il collega Saiu, di cui parlava il collega Agus e i colleghi dell'opposizione: territori in grave difficoltà dimenticati da tutti, disparità che mortificano delle comunità intere e che negano diritti costituzionali. E' vero, noi oggi stiamo, anche con coraggio e con la volontà di tutti gli schieramenti e di tutti i consiglieri, affrontando problemi strutturali, ma c'è una contingenza che preme, che morde e che non può attendere soluzioni strutturali e i loro tempi, è la distribuzione delle unità di personale. Comuni di 18.000 abitanti che non hanno nemmeno un servizio di guardia medica notturna e festiva: è assurdo. L'ospedale più vicino, che non può sostituire la guardia medica, è a 15 chilometri di distanza, e non può essere intasato da cittadini e da pazienti che hanno bisogno invece del servizio di guardia medica.

Per tornare invece al cuore del problema e soprattutto all'argomento che stiamo trattando, e cioè l'incremento delle borse di studio, io mi unisco all'intervento di alcuni consiglieri relativamente alla necessità di procedere a una verifica puntuale del fabbisogno. Esiste per legge anche in Sardegna, in base al decreto legislativo 368 del 1999, l'Osservatorio regionale per la formazione medica specialistica, ora io, da consigliere regionale facente parte della Commissione sanità, vi assicuro che non so di che cosa si sta occupando l'Osservatorio regionale per la formazione medica specialistica, perché mi aspettavo che a corredo di questa proposta di legge ci fossero quantomeno dei dati sul fabbisogno, dati che incrocino anche la prospettiva dei pensionamenti da qui ai prossimi 5-6 anni (che è il tempo che serve per formare un medico più la specializzazione). Sono dati che si devono incrociare necessariamente: dove sono questi dati? Nella delibera del 4 agosto 2020, quella in cui la Giunta ha fatto la programmazione della spesa per l'assegnazione dei contratti di formazione specialistica medica, tra le scuole di specializzazione con fabbisogni formativi prioritari c'è un lungo elenco ma mancano i medici di medicina generale. Io credo che questo sia un grave errore, Assessore, un errore che si somma ad altri errori di mancanza di programmazione. Ora noi andiamo ad a ad integrare 200 borse di specializzazione, Assessore, mi rivolgo soprattutto a lei: abbiamo bisogno di dati, abbiamo bisogno di una banca dati del passato e del futuro, perché 200 borse di specializzazione vanno a coprire il fabbisogno al 50 per cento di ogni anno, per quello che mi risulta.

Chiudo questo intervento dicendo che noi non possiamo continuare a lasciare i giovani medici laureati in un limbo, un limbo che è il tradimento delle aspettative; quando questi ragazzi, ora medici, ora professionisti, si sono iscritti al primo anno di medicina l'hanno fatto sapendo di poter diventare medici e di poter lavorare o all'interno di un ospedale o nel territorio, oggi questo per loro è un tradimento. Numero chiuso programmato? Numero chiuso e basta, perché non è affatto programmato, e i dati che emergono, anche leggendo le relazioni e i report… ne cito una, Associazione libera specializzandi fattore 2 A: L'analisi fa emergere dei dati allarmanti, dati che dicono che il 90 per cento dei candidati che accede ai test per le scuole di specializzazione ha un'età anagrafica inferiore ai 36 anni, mentre il 65 per cento è sotto i trent'anni, si tratta della futura, io direi anche attuale, generazione di medici, oggi non utilizzabili come forza lavoro. Sono dati approssimativi, insisto: abbiamo bisogno di dati.

Io chiudo dicendo che è necessario sì, come stiamo facendo in questo momento, programmare per il futuro e programmare in prospettiva, ma abbiamo bisogno di riorganizzare e di ridistribuire le forze in campo, altrimenti corriamo il rischio che ci siano territori e sardi di serie A, che hanno accesso alle cure, e territori di serie B e sardi che non hanno accesso alle cure, e noi non possiamo permettere che i sardi siano trattati in maniera diversa.

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che è rientrata dal congedo l'onorevole Carla Cuccu.

E' iscritta a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Faccio mie le parole dei colleghi di minoranza che mi hanno preceduto, sottolineando che oggi è un momento importante, un momento che ci consente di stare uniti e di votare, probabilmente all'unanimità, questa proposta, e questo perché quando le proposte sono valide e migliorano la vita delle cittadine e dei cittadini noi siamo pronti a sostenerle, cosa che invece in passato non è stata con diverse proposte che potevano anche non essere portate in Consiglio regionale.

Non voglio ripetere assolutamente quello che è già stato detto dai colleghi ma vorrei insistere sul tema dell'importanza di investire sulla sanità pubblica, e lo dobbiamo fare con convinzione e lungimiranza, perché, come ha detto adesso prima di me anche l'onorevole Pinna, non continuino ad esserci strutture ospedaliere e territori di serie A e territori invece di serie B. Per questo è fondamentale attivare quel processo di analisi per individuare proprio gli ambiti su cui si vuole intervenire; per far sì che gli investimenti siano efficaci e programmati serve un ragionamento complessivo soprattutto in vista degli ingenti finanziamenti europei in arrivo, l'ha sottolineato molto bene l'onorevole Zedda, ed è ovvio che per far sì che quell'abbandono di cui voi tutti avete parlato di alcune strutture ospedaliere di alcune parti del nostro territorio non avvengano più è necessario un investimento anche sulle strutture ospedaliere, dotarle di apparecchiature e di attrezzature per migliorare l'efficienza dei servizi erogati e consentire quindi anche ai medici di lavorare con dignità. E' fondamentale quindi anche un processo di recupero degli edifici esistenti, l'allestimento di una rete territoriale delle case di cura destinate alla prima presa in carico del paziente (l'abbiamo visto anche nel periodo di Covid quanto è importante questo tipo di approccio) e la Regione dovrebbe stabilire, a mio avviso, e adottare dei precisi obiettivi attraverso un piano di sviluppo che preveda una completa riorganizzazione e un potenziamento dei servizi territoriali, sia sociosanitari che in prossimità della persona, ma devono essere a titolarità pubblica. Penso e spero che in quest'Aula siamo tutti d'accordo sul fatto che la sanità debba essere pubblica, perché forse questo è sfuggito in alcuni passaggi, in alcuni passaggi anche nell'erogazione di risorse che sono stati fatti in passato. E ricordiamoci anche che esistono delle priorità, e queste sono il potenziamento della medicina di base, è già stato espresso da alcuni colleghi che mi hanno preceduto però è forte ancora oggi l'urlo dei Sindaci sotto il Consiglio regionale di alcuni territori, dell'entroterra soprattutto, che si preoccupano del fatto che non ci sono medici di base che vogliono andare in alcuni territori, e questo è grave perché nel momento in cui manca un servizio essenziale quel territorio muore lentamente, ed è inutile che poi dopo andiamo a parlare di spopolamento. Quindi insieme a questo io ragionerei anche su un progressivo affiancamento al sistema delle residenze RSA di una rete di assistenza domiciliare, un potenziamento del sistema di emergenza e della rete dei consultori pubblici, e poi bisogna aprire assolutamente un ragionamento, anche in virtù delle risorse che potranno arrivare, sulla sanità digitale, un'interconnessione dei sistemi informativi, l'informatizzazione dei processi gestionali del personale, dando adeguato supporto alle amministrazioni per ottimizzare l'utilizzo delle risorse, incluso l'accesso informatico alle agende di prenotazione accreditate, con l'obiettivo della riduzione delle liste d'attesa, facilitando i cittadini nell'accesso alle prenotazioni mediante strumenti digitali. Questo dobbiamo farlo ed è una prerogativa che possiamo anche prenderci in capo come Regione. E ancora, in un'ottica di riduzione dei costi sanitari indiretti, ovvero i costi sostenuti dalle famiglie e la spesa out of pocket, dobbiamo investire in politiche di prevenzione, specie per le malattie croniche. Ricordiamoci che è fondamentale anche investire in ricerca medica.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Antonio Piu. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). E' doveroso intervenire in quanto la legge che stiamo proponendo oggi è una legge di cui abbiamo discusso nei mesi precedenti con l'Assessore, ci siamo confrontati tantissime volte in merito all'assenza non da ultimo quella dei pediatri in un territorio come quello di Sassari. Mancano i pediatri, mancano gli anestesisti, come ad esempio il problema che abbiamo ad Alghero, e io parlo solo ed esclusivamente di quello che è il territorio del nord Sardegna, che conosco sotto tanti punti di vista. Quello di oggi è un atto di programma e difficilmente in questi due anni e mezzo il Consiglio regionale ha affrontato atti di programma a lungo raggio, questo credo che sia il primo, anche perché veniamo da una pandemia, da una difficoltà dall'evidenza che le grandi lacune del sistema sanitario purtroppo, soprattutto dico purtroppo, che nella nostra Regione continuano a manifestarsi nonostante le continue pezze che si cerca di mettere ad un sistema che sta, Assessore, facendo acqua, non dico da tutte le parti, ma per buona parte, soprattutto nei centri, negli ospedali più importanti.

Le scuole di specializzazione ne abbiamo a Sassari quattro che sono state ammesse con riserva, rischiamo fra due anni di non avere più cardiologi, gastroenterologi, oculisti e una delle eccellenze del Santissima Annunziata, quella guidata dal professor Portoghese, lo scorso anno abbiamo avuto l'onore di ospitare in Commissione, ci ha raccontato di come i tanti specialisti che vanno sotto la sua ala finita la specializzazione volano verso altri lidi e non quelli sardi. Allora il concetto delle scuole di specializzazione quindi del fatto di riuscire a mantenere l'intelligenza all'interno della nostra Isola non sempre va di pari passo con quelle che sono le esigenze nazionali, ma in virtù del fatto che la nostra Isola, la nostra Regione a Statuto speciale abbia l'obbligo di discutere, di programmare e di cercare di capire come poter trovare delle soluzioni affinché chi fa una scuola di specializzazione negli ospedali sardi, e quindi diventa un polo d'eccellenza, possa continuare a rimanere a lavorare lì dove il suo percorso ha avuto inizio. Questo perché la Regione sarda purtroppo, in tanti lo sapete, è una di quelle regioni dove i tanti cittadini purtroppo vanno fuori, il cosiddetto continente, a farsi curare e quindi la spesa sanitaria della nostra Regione aumenta a favore di chi, tipo le Regioni come la Lombardia o quelle del Nord, hanno interesse ad avere i pazienti e i cittadini sardi nelle loro cliniche, nei loro ospedali. Allora il concetto dei denari, il concetto della programmazione deve iniziare proprio dai grandi temi, dai grandi numeri e quindi dall'analisi esatta che l'Assessorato a cui lei fa capo deve portare in quest'Aula. Perché è una discussione seria per risolvere il problema non solo delle scuole di specializzazione, ma soprattutto della sanità sarda e quindi della garanzia che ogni cittadino sardo deve avere alla cura, deve passare il proprio dalle grandi proposte che vanno nel lungo periodo e non nel breve periodo. Quindi quando poc'anzi ho parlato di atti di programmazione a breve termine che quest'Aula purtroppo ha affrontato nei mesi scorsi penso alla suddivisione di nuovo delle otto ASL, della spolpamento o della frammentazione che si sta creando in un sistema vecchio, che ormai è veramente non più adeguato alle esigenze del territorio, sia nei territori con una densità di popolazione inferiore, sia per i grandi centri urbani. Non abbiamo parlato di digitalizzazione, ancora oggi assistiamo a pazienti che portano faldoni di cartelle per cercare di passare da un ospedale a un altro anche nella stessa Regione. Ecco io credo principalmente che è un atto come questo vada seguito, ma ci sia bisogno, Assessore, di individuare altre risorse per quelle scuole di specializzazione che oggi sono state ammesse con riserva e che a breve, purtroppo, ci troveremo, e rischiamo di pagarne le conseguenze. Anche in Sardegna abbiamo dei poli di eccellenza che vanno assolutamente tutelati, ma soprattutto vanno rigenerati sia nel modo di programmazione che questa Regione deve avere, non solo, ripeto, da un punto di vista economico, ecco questo siamo chiamati a programmare per i prossimi anni e questo è un primo punto di partenza che ci vede assolutamente favorevoli ma consapevoli anche del fatto che questa è soltanto una goccia in mezzo a un oceano, un oceano di riforme che questa Regione aspetta da troppo tempo, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Sì grazie Presidente, ma semplicemente non vorrei aggiungere nulla sulle cose dette dai colleghi, che tecnicamente dico non fa una grinza, cioè un provvedimento importante che io non vorrei assolutamente venga sminuito, come dire, noi l'avevamo detto, noi abbiamo fatto, voi avete fatto. Io credo che un provvedimento che è stato fatto all'unanimità, è stato fatto all'unanimità da una Commissione che ha lavorato e ha lavorato bene, oltretutto c'è un impegno importante perché stiamo parlando di 5 milioni più 10, più 15, quindi è un impegno non di poco conto, ma io credo che ne valga la pena perché investire in sanità sicuramente i soldi sono spesi bene. È naturale che come afferma qualcuno quando parla di difficoltà, certo le difficoltà ci sono, vorrei ricordare che la passata legislatura sul tema sanitario praticamente era quasi caduta quell'amministrazione, quindi i disastri, come dice la collega Pinna e ne condivido l'analisi fatta, non derivano da questa Giunta regionale, sicuramente manco dalla precedente totale, è un sistema che abbiamo ereditato da tanto, è un sistema che continua ad accumulare debiti, è un sistema che noi stiamo cercando di tenere in piedi dopo una pandemia, che vorrei ricordare ha messo in crisi i sistemi sanitari nazionali tipo quelli della Lombardia molto più collaudati rispetto al nostro, e abbiamo cercato insomma di metterci le pezze famose, così come qualcuno dice. Io credo che ce la siamo cavata in maniera più che egregiamente. Quindi il provvedimento è un provvedimento che va riconosciuto il merito e la sensibilità di tanti colleghi, e a me personalmente non piace nemmeno quando si cerca, e in questo caso mi riferisco alla stampa, ad adombrare aloni, come dire, una maggioranza che litiga, figuratevi hanno litigato anche sulla prima firma. Non è vero! Non è vero, perché ne abbiamo riconosciuto l'impegno del collega Oppi e la maggioranza aveva deciso che il primo firmatario doveva essere l'onorevole Oppi, perché era doveroso, quindi non è vero quando si cerca di adombrare che su provvedimenti anche importanti si deve comunque litigare, non è vero, non è vero! La maggioranza ha lavorato bene, insieme all'opposizione, un provvedimento che arriva in Aula, ne siamo convinti noi come ne siete convinti voi, e colgo l'occasione visto che è presente l'Assessore, l'ha detto qualche mio collega io mi auguro, Assessore, che questo provvedimento che va in una certa direzione serva anche per quel famoso riequilibrio territoriale. Perché in effetti è vero che noi continuiamo, io parlo di Nuoro essendo del nuorese, ma vorrei parlare anche dell'oristanese, continuiamo a vivere situazione di grosso disagio all'interno di un sistema sanitario che non c'è assolutamente equilibrio territoriale, perché noi continuiamo a lamentare medici che vanno via da Nuoro, che continuano ad andare in altre direzioni, in altre località non mi sembra corretto, non mi sembra corretto, è ora anche di smetterla, perché non vorremmo fare cose che sarebbero poco piacevoli e non è la colpa dell'Assessore. Però credo che i nostri territori martirizzati meritino un'attenzione diversa da quella che abbiamo avuto fino ad oggi e su questo vi possiamo garantire che stiamo vigilando e ringrazio anche i colleghi dell'opposizione, come i colleghi di maggioranza del nuorese, che stiamo cercando di tenere viva l'attenzione. Però, Assessore, credo che un occhio di riguardo diverso serva, sapete benissimo com'è la situazione del Nuorese, che sta crollando giorno dopo giorno, e non è piangere, ma noi vi chiediamo veramente un impegno serio, grazie, naturalmente il voto del Partito Sardo d'Azione non può essere che favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene sanità e dell'assistenza sociale.

NIEDDU MARIO, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente, è quasi superfluo sentire l'Assessore dopo quello che ho sentito nel dibattito, non posso ovviamente che ringraziare tutti, tutti quanti indistintamente maggioranza e opposizione, tutti i capigruppo, il relatore e primo firmatario l'onorevole Oppi, perché era un provvedimento, avete detto tutti dovuto, nel senso che ovviamente di fronte al rischio che spaventava di andare incontro a problemi relativi al concorso che si terrà il 20, giustamente l'Aula si è dimostrata molto sensibile a portare all'attenzione questa problematica e risolverla in tempi brevissimi. Non che non ci avessimo pensato, nel senso che non è di oggi il provvedimento di aumentare le borse, ricordo erano 32, sono state portate già a 200 lo scorso anno, ma ovviamente questo impegno va ribadito anno dopo anno, perché dobbiamo pensare che le scuole di specializzazione ovviamente insistono su quattro o cinque anni e il finanziamento ogni anno va riproposto. Con questo schema di finanziamento che è state andando ad approvare oggi stiamo mettendo anche il primo tassello su un comportamento più virtuoso rispetto a questa problematica perché abbiamo incrementato, andiamo ad incrementare di anno in anno il finanziamento in modo da prevedere che il prossimo anno non saremo nella condizione di dover inseguire eventualmente una problematica come questa. Quindi dicevo l'abbiamo già previsto, la programmazione è stata fatta insieme all'Università, tant'è che abbiamo per esempio, visto che c'è stato il Covid, che qualcosa ce l'ha insegnata, abbiamo previsto di aumentare per esempio di raddoppiare i posti in alcune scuole che erano state un po' trascurate, neglette, come quella di virologia, per esempio raddoppiandone i posti. La programmazione si fa in base alla capacità formativa delle varie scuole, e qui mi riallaccio a quello che si diceva prima, diceva l'onorevole Piu, diceva che ci sono delle problematiche relative a rischio di perdere l'accreditamento nelle scuole della Università di Sassari. Purtroppo le normative non le fa la Regione Sardegna e le problematiche di accreditamento, ovviamente, esulano dalle competenze della capacità e dalle possibilità della Regione e quindi dell'Assessorato alla sanità.

E a questo punto però consentitemi una licenza voglio entrare un po' nel merito di quello che è, visto che poi tutti quanti un po' l'avete richiamato, perché effettivamente questo dibattito sulle Borse ha consentito di mettere a nudo, per l'ennesima volta, se ancora ce ne fosse bisogno, quelli che sono i problemi che il sistema regionale sanitario della Sardegna sta affrontando e sta cercando non di risolvere, perché è una fase in cui non stiamo cercando di risolvere problemi strutturali con provvedimenti tampone, perché siamo in questa fase ovviamente non possiamo che cercare di tamponare le varie falle che si aprono ogni giorno nel nostro sistema, perché con i pensionamenti noi ogni giorno andiamo incontro a problemi che sono ovviamente prevedibili fino a un certo punto, perché i pensionamenti o le malattie o le limitazioni funzionali o la legge 104 purtroppo ogni giorno apre scenari che sono impensabili e sono veramente drammatici in molti dei presidi. Per cui c'è quello scollamento e quello scoramento e quello, come dire, squilibrio territoriale che ovviamente viene acuito da queste problematiche, quello che faceva per esempio riferimento adesso l'onorevole Mula, ha fatto un riferimento molto puntualmente anche dall'onorevole Saiu. È vero purtroppo sono problemi che è difficile affrontare nel momento in cui non abbiamo le risorse umane per farvi fronte. E in questo senso è propedeutico l'approvazione di questo schema di finanziamento delle borse regionali, è propedeutico proprio nella risoluzione anche degli squilibri territoriali. Ovviamente come ho avuto occasione di dire in una Conferenza socio sanitaria territoriale, a cui era presente se non ricordo male l'onorevole Lai, di questo beneficerà il mio successore. Quindi da questo punto di vista mi rifaccio a quello che diceva anche l'onorevole Solinas, siamo lungimiranti, stiamo ragionando non nell'orizzonte temporale del breve ma nel medio - lungo periodo. Quindi stiamo facendo un'operazione di cui la Sardegna beneficerà complessivamente nel suo sistema sanitario regionale nei prossimi quattro o cinque anni. E questo non penso che sia un atto di programmazione innegabile per il futuro, al quale tutti quanti ovviamente guarderanno con favore e ringrazieranno questo Consiglio regionale per aver avuto la lungimiranza di adottarlo. Quello che volevo richiamare, visto quello che è stato detto in quest'Aula, è che abbiamo ovviamente, come ho detto e come voi avete ricordato, un problema emergenziale gravissimo nel sistema sanitario regionale dovuto, non stiamo qui a indagare ormai abbiamo sviscerato in tutti i modi, mancata programmazione delle Facoltà di Medicina con numero chiuso, mancata programmazione delle scuole di specializzazione, i nodi arrivano al pettine oggi, è una tempesta perfetta il famoso Cigno Nero che si sta materializzando in questo momento acuito anche dalla pandemia. E a questo proposito io ho fatto, oltre a battaglie come quella sulla revisione del DM 70, che adesso ha iniziato, per esempio, a vedere la luce, perché è stata attivata la Commissione in base all'articolo sul Patto per la salute, e io ho chiesto fortemente di inserire che consenta la revisione del DM 70, questo procedimento, questo processo ha iniziato il suo percorso e di questo sono felicissimo, ma ho iniziato un'altra battaglia insieme adesso in Commissione salute della Conferenza delle regioni abbiamo aperto, o meno apriremo un contenzioso col Governo, perché io ho chiesto fortemente che si cambi modo e che si cambi registro e si cambi passo perché non è possibile, ho detto che non è possibile affrontare un momento emergenziale come questo per la sanità della Sardegna, ma poi i problemi sono comuni a tutte le altre Regioni anche, ho detto che non è possibile affrontare un momento emergenziale come questo con strumenti ordinari, quindi ho chiesto fortemente che il Governo si impegni a darci la possibilità di utilizzare strumenti normativi originali, nuovi e straordinari e soprattutto che ci sia la possibilità di rivedere anche i contratti collettivi e gli accordi nazionali di lavoro, perché noi oggi non siamo in grado di fare quello che voi chiedete nei territori per riequilibrare le forze in campo tra i vari presìdi perché abbiamo i vincoli dettati dalle normative nazionali. Un esempio per tutti sia quello che io ho chiesto già da oltre due settimane al ministro Speranza una revisione della normativa sulle USCA che in questo momento sono inattive, hanno, ho qui il report settimanale, bilancio delle USCA: lavoro zero. Sono ad attività zero, perché fortunatamente non ci sono casi da assistere. Però non possiamo spostare i medici delle USCA a coprire per esempio le sedi carenti di medicina generale, perché la legge non ce lo consente. Io ho chiesto al Ministro una modifica della normativa nazionale che istituisce le USCA ancora non ha avuto risposta però non demordo e sono in attesa e continuerò a pressare il Governo perché queste risposte arrivino quanto prima. Mi riallaccio al tema della medicina generale perché per dire che è vero non abbiamo chiesto in questa fase un aumento delle borse di medicina generale, perché la medicina generale viaggia su altri binari, peraltro a livello di trattativa nazionale, perché c'è, come dire, una fonte di finanziamento diversa per le borse di medicina generale, il Governo ha riconosciuto la Sardegna un aumento delle borse di 25 unità per il prossimo anno. Quindi c'è già qualche cosa, però nulla vieta che anche noi possiamo decidere un aumento del finanziamento delle borse della medicina generale, perché anche lì scontiamo problematiche importanti, anche se devo dire molto meno che sull'ospedaliera, perché dalle ultime graduatorie che abbiamo stilato per la medicina generale abbiamo un numero di medici che potrebbe essere anche sufficiente. Lì scontiamo il solito problema che abbiamo anche con gli ospedali e cioè il rifiuto di sedi che non vengono giudicate, come diceva qualcuno prima, appetibili dai colleghi e quindi su questo, purtroppo, non abbiamo forte capacità di incidere, perché non possiamo ovviamente costringere, torniamo al discorso che facevo prima, accordi collettivi nazionali di lavoro, contratti collettivi nazionali di lavoro non consentono ovviamente grandi alternative rispetto a questo, salvo modifiche, che però non sono nelle corde del sistema Regione Sardegna o di qualunque altra Regione. Per cui per questo ovviamente siamo in attesa di vedere se questa, non dico battaglia, ma questa interlocuzione che abbiamo ingaggiato adesso col Governo sortirà effetti, nel, spero, non nel brevissimo sarà difficile, ma quantomeno nel medio periodo contiamo di riuscire a portare a casa qualche risultato.

PRESIDENTE. Grazie Assessore. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

È aperta la discussione sull'articolo 1.

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

È aperta la discussione sull'articolo 2.

All'articolo 2, per quanto riguarda la deroga, riguarda solo il 2021. Proprio implicito non è perché non è scritto, però a quanto pare bisogna specificarlo.

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

È aperta la discussione sull'articolo 3.

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Votazione finale, ci saranno degli interventi da fare perché ci sono dichiarazioni di voto.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Filippo Sechi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECHI FIAN FILIPPO (UDC Cambiamo!). Grazie Presidente. Questa legge conferma l'impegno costante del nostro Gruppo e della maggioranza nel voler investire sui giovani laureati sardi in medicina. Lo abbiamo fatto presentando la proposta di legge sulle borse di studio per le scuole di specializzazione, il nostro obiettivo rimane da sempre la valorizzazione e il sostegno al percorso di studi e di specializzazione dei nostri studenti, ma c'è anche un obiettivo generale non meno importante: lavorare per fare in modo che in futuro il nostro sistema sanitario non debba soffrire ancora di carenze di organico. L'anno scorso abbiamo dato un segnale importantissimo, quest'anno dopo lo stanziamento di fondi per le prime cinquantatre borse di studio stiamo intervenendo con un finanziamento che non guarda solo a quest'anno, ma si proietta anche a tutto il triennio fino al 2023. Le somme stanziate incrementano di 200 unità i contratti già finanziati con la delibera della Giunta regionale. Credo che soprattutto in questo periodo, e dopo quello che abbiamo vissuto con gli effetti della pandemia, sia un segnale importante che vogliamo dare sia ai nostri laureati che a tutto il nostro sistema sanitario. Per questo motivo e anche in totale coerenza con quanto questo Gruppo ha già fatto in tema di formazione professionale medica il nostro voto è convintamente favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie Presidente. Quando l'anno scorso abbiamo approvato la legge numero 6 lo abbiamo fatto in modo quasi unanime, basandoci su due capisaldi, garantire una borsa per ciascun giovane medico azzerando a regime l'imbuto formativo e garantire l'assunzione dei futuri medici specialisti nelle strutture ospedaliere regionali in modo tale da garantire i livelli minimi assistenziali su tutto il territorio. Questi due obiettivi non sono mutati in quest'anno, anzi il prosieguo dell'emergenza pandemica ha tenuto il faro acceso sul drammatico bisogno di nuovo personale che il nostro sistema sanitario ormai da tempo ha. Quest'oggi diamo mostra ancora una volta di avere conoscenza e consapevolezza di tali criticità e di sapere comprendere appieno le dimensioni del problema adottando concrete e fattive azioni a favore di condivise risoluzioni, differenziandoci così da chi ha preferito attendere paziente che fosse la maggioranza attualmente alla guida della Regione ad aumentare del 594 per cento i contratti regionali di specializzazione rispetto al passato benché per tanto tempo ne abbia discusso. Uno sforzo importante, un risultato concreto che è stato apprezzato anche al di fuori dei confini regionali e che non intendiamo certo vanificare, ma semmai potenziare quanto più possibile. Saranno sempre più infatti i medici che nei prossimi anni andranno in pensione e dovranno… Presidente, posso continuare?

PRESIDENTE. Prego, può continuare.

GIAGONI DARIO (LEGA). …e dovranno essere sostituiti da nuove e giovani figure pronte a sopperire alla preoccupante carenza di specialisti, una carenza in buona parte figlia di una scarsa e poco edotta programmazione del passato che ha lasciato troppe cose al caso e non ha fatto i conti con le reali esigenze in campo medico, che da lì a breve si sarebbero inevitabilmente prodotte. Detto questo, però, il tema che andiamo a trattare oggi ha messo, seppure indirettamente, in evidenza anche un'altra basilare tematica, la non più rinviabile necessità di procedere con una tempestiva e condivisa variazione di bilancio, una variazione che ci consentirebbe di operare con consapevolezza e mettere in campo risorse fondamentali per imprese e lavoratori, enti locali più in generale per un'isola che attende e osserva il nostro operato. Proprio per loro abbiamo il dovere di procedere in modo più spedito ascoltandone esigenze e reclami che non sono mai sbagliati o impropri, ma sono il frutto della consapevolezza di una quotidianità da cui spesso purtroppo abbiamo la tentazione di allontanarci, almeno sino a quando non ci rende protagonisti diretti.

Per questa conclusione, il nostro Gruppo voterà a favore di questa legge. Quindi a conclusione di questa discussione mi auguro vivamente vi sia un degno prosieguo dell'Assemblea e vengano approvate quelle proposte che da tempo attendono al palo, come la norma inerente l'importanza del tema dell'energia quanto mai attuale a seguito di alcune dichiarazioni che hanno destato preoccupazione, e delle comunità energetiche, o la norma che darà un nuovo volto alla protezione della fauna selvatica. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Per annunciare il voto favorevole dei Riformatori a questo provvedimento che arriva effettivamente un pochettino proprio al limite, come hanno sottolineato molti colleghi, e va dato atto all'onorevole Oppi di aver sollevato il tema già da moltissimo tempo. Comunque l'importante è che ci stiamo arrivando, ci stiamo arrivando con un orientamento dell'Aula che mi sembra quasi unanime, eppure sono state poste sul tavolo, Assessore, lei le ha anche raccolte, una serie di questioni, alcune che non dipendono da noi, come il tema della formazione e del reclutamento dei medici e dei problemi che sta causando il sistema del numero chiuso, dell'ammissione alle facoltà di medicina, altre sulle quali forse qualcosa si può fare, come quello della distribuzione territoriale dei medici, che però può essere risolto o con la deterrenza, che è una strada impercorribile ovviamente, oppure con l'incentivazione, ma anche questo sfugge parzialmente alle possibilità della Regione, perché stiamo parlando di questioni che investono il contratto nazionale di lavoro dei medici. Eppure, tutta la vicenda della pandemia, tutto quello che è successo deve portarci ad un ragionamento che è stato affrontato nella scorsa legislatura anche in sede di rete ospedaliera, cioè il tema del riequilibrio tra ospedale e territorio perché la pandemia ci ha fatto vedere direttamente come una rete territoriale debole e disorganizzata incida pesantemente sulla salute dei cittadini. Noi ci concentriamo sempre sui posti letto negli ospedali, quando viene chiuso un reparto e, parliamoci chiaramente, alcuni reparti vengono chiusi in questo periodo per garantire al personale la possibilità di fare un po' di ferie, ci concentriamo su questo e non ci occupiamo mai della rete dei servizi territoriali, che dovrebbe essere invece quella che attrae maggiormente la nostra attenzione, perché poi alla fine è lì che si fa la prevenzione, è lì che si fanno i primi interventi, ed è lì che si realizza la sanità vera, laddove l'ospedale deve essere l'ultima ratio, il luogo dove le persone vanno non quando hanno un'unghia incarnita, ma quando hanno un problema serio che non può essere risolto a livello territoriale. Di queste cose io credo che dovremmo parlare, dei medici di base…

PRESIDENTE. Prego, concluda.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). …della pediatria territoriale che sta scomparendo e delle Case della salute che non riescono a decollare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente. Io intervengo tanto ribadendo la decisione del Gruppo di votare a favore ovviamente di questa legge, ma intervengo dopo l'onorevole Giagoni perché credo che questo sia il modo peggiore per concludere una discussione che si è svolta unanimemente sotto un segnale di condivisione piena di una proposta di legge, e la rivendicazione del ruolo prioritario della maggioranza che risolve i problemi è assolutamente un falso che non tiene conto del ruolo che ha svolto l'opposizione nel sollecitare l'attenzione a questo problema fin dallo scorso anno e che grazie alle proposte che sono nate dall'opposizione ha trovato una risposta in termini legislativi a quel problema che oggi riaffrontiamo in termini più organici, e quindi credo che sia proprio il modo sbagliato di proporre una conclusione di una discussione. È assolutamente inopportuno, sciocco, sciocco rivendicare responsabilità che negli anni sono da attribuire a entrambe le parti, perché come tutti sapete in questa Regione vige l'alternanza, e quindi cinque anni ha governato il centrosinistra, cinque anni ha governato il centrodestra, cinque anni prima il centrosinistra, cinque anni prima il centrodestra, e queste sono responsabilità di una mancata programmazione che negli anni si è venuta a creare e che grazie a una scelta del Governo allora di centrodestra con i 5 Stelle è stato ulteriormente peggiorato da "Quota 100", che ha creato un disastro in termini di fuga dalle funzioni sanitarie di tutti quelli che avevano paura che un'ulteriore riforma delle pensioni causasse un peggioramento della condizione. Quindi credo che sia proprio sciocco, sciocco e sbagliato chiudere una discussione rivendicando ruoli quando si è arrivati ad una proposta che unitariamente stiamo votando tutti e che da una risposta ad un problema che è storico e che non è attribuibile a questa o a quella maggioranza, è un problema di mancata programmazione nazionale innanzitutto e regionale di conseguenza, ma non è attribuibile a quella maggioranza che c'era cinque anni fa o quella che c'era dieci anni fa, siamo tutti responsabili nella stessa maniera credo, e quindi rivendicare ruoli che sono tra l'altro non rispondenti alla realtà, perché ricordo che se non fosse stato per un intervento, per un'interrogazione che abbiamo presentato qualche giorno fa noi questo problema non sarebbe stato messo in discussione, e avremmo dovuto aspettare l'assestamento di bilancio per vedere queste risorse a termini già scaduti, perché il venti di luglio era il termine ultimo per intervenire. Quindi, ripeto, chiudo qua perché le polemiche non servono, ma sono stato…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fausto Piga per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIGA FAUSTO (FdI). Grazie Presidente. La Regione Sardegna continua a investire sui giovani medici sardi, lo aveva fatto lo scorso anno con un primo aumento delle borse di specializzazione e quest'anno si ripete mantenendo gli impegni presi. Si tratta di uno sforzo economico straordinario, un doveroso cambio di passo rispetto al passato se si considera che in questi anni stiamo pagando il prezzo di una gestione incapace e miope del passato, e che ci ha consegnato un sistema sanitario fragile e sofferente al di là del Covid perché il Covid non ha fatto altro che accentuare le difficoltà, difficoltà che sono note a tutti, c'è una carenza di medici di famiglia, c'è chi paventa chiusure di guardie mediche o di farmacie territoriali, di poliambulatori che lavorano a singhiozzo, ospedali in sofferenza. Ebbene, oggi con piacere registro comunque un clima di collaborazione in quest'Aula a testimonianza che la direzione che stiamo prendendo è comunque una direzione unitaria, trasversale che va nella direzione giusta. Oggi stiamo mettendo le basi per incominciare a risolvere la carenza dei medici nel sistema sanitario pubblico, oggi stiamo di fatto investendo sul futuro, i risultati non li vedremo immediatamente, di conseguenza da subito non ci sarà la risoluzione delle carenze dei medici soprattutto nei territori e negli ospedali, ma già oggi dire che il cosiddetto imbuto formativo potrebbe essere un elemento, un fattore di minore criticità credo che sia una buona speranza per il futuro sia del sistema sanitario che di tanti giovani medici sardi. Io chiudo dichiarando il voto favorevole mio personale e di tutto il Gruppo di Fratelli d'Italia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. Il voto sarà convintamente favorevole, tanto favorevole da aver portato il nostro Gruppo e l'intera minoranza a ritirare una proposta di legge antecedente dal punto di vista cronologico rispetto a quella che stiamo discutendo. Siccome questa minoranza però non ha mai avuto l'idea di fare opposizione scrivendo delle belle proposte destinate però a rimanere lettera morta, ci fa molto più piacere essere cofirmatari di una proposta unanime da parte di tutto il Consiglio regionale. Sottolineiamo un aspetto però, lo facciamo solo perché sollecitati, anche oggi il goal lo si fa ai tempi supplementari, anzi ai rigori, tra sette giorni c'è il test nazionale su cui ovviamente noi non possiamo intervenire in alcun modo per spostare la data, la sensazione è che senza gli interventi della minoranza con la presentazione di interrogazioni, e addirittura con la proposta di legge che fortunatamente è stata messa nel cassetto per permettere al Consiglio di discuterne una all'unanimità, avremmo rischiato di perdere un treno su cui invece siamo tutti d'accordo. Quindi io invito i colleghi, soprattutto quelli della maggioranza che avrebbero tanti problemi su cui concentrarsi, di evitare mistificazioni e in alcuni casi palesi falsità. Non aiutano, non contribuiscono a creare un clima migliore, e soprattutto rischiano magari nel prossimo futuro di rendere più lunghe, di rendere più difficili, di rendere più complicate anche le discussioni sulle quali siamo tutti d'accordo. Quando si è tutti d'accordo sulle istanze di buon senso potremmo utilizzare il tempo invece che per raccontare storie, per discutere ed entrare nel merito della questione perché la questione di merito è complicata, ha tanti aspetti che vanno analizzati perché oggi questi 5 milioni, che poi sono 15 milioni nel complesso delle annualità, potrebbero in alcuni casi non avere il riscontro che tutti noi desideriamo, perché ci sono scuole di specializzazione che hanno ancora gravi difficoltà e a volte sono gravi difficoltà legate anche all'applicazione di riforme approvate da questo Consiglio regionale. Capisco però che questi aspetti richiedono studio, applicazione e conoscenza, e a volte invece, per fare un certo tipo di polemiche, è più facile cercare la scorciatoia che magari assicura due righe sul giornale, ma non assicura la risoluzione dei problemi. Per questo ribadisco la disponibilità da parte del nostro Gruppo a ragionare sulle cose e a contribuire a risolvere i problemi, a cominciare dal voto favorevole che verrà dato a questo testo di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, solo due parole, non sarei intervenuto, come non sono intervenuto durante la discussione, anche perché lo ha fatto egregiamente il mio il mio Capogruppo, però anch'io non posso esimermi dal ribattere alcune questioni che abbiamo sentito quest'oggi, intanto perché la verità dei fatti è quella che se l'opposizione non avesse dato il 102, quindi la procedura d'urgenza, quest'oggi quest'Aula non avrebbe discusso questo provvedimento e, soprattutto, l'avrebbe fatto in un momento in cui i concorsi per le borse di specializzazione erano già scadute. Quindi io direi ai colleghi che sono presenti all'interno di quest'Aula, e capisco l'esuberanza di taluni di voler rimarcare meriti che probabilmente non hanno, però vorrei provare a riportare la discussione su una giornata che deve essere costruttiva, così come è stata fino ad ora. Non foss'altro anche perché gli attacchi sulla organizzazione della sanità, sulla situazione del personale, sulla distribuzione del personale non sono arrivati solo dall'opposizione, diversi Consiglieri, anche della maggioranza, sono intervenuti per ribadire le difficoltà e le urgenze impellenti che ci sono in questo momento perché, badate, se nella scorsa legislatura la sanità non andava bene, dal 2019 ad oggi neanche uno di quei problemi si è risolto. Quindi proviamo ad essere costruttivi, proviamo a risolvere davvero le difficoltà che ha quest'Isola e molliamo le bandierine, che servono a ben poco, se non qualche soddisfazione personale, che è senza senso. Comunque annuncio il voto naturalmente positivo da parte del Gruppo di LEU e anche la disponibilità per un ulteriore approfondimento relativamente ai temi che si sono trattati quest'oggi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie, Presidente. Non spreco tempo a rispondere alla diatriba tra le parti politiche, opposizione e maggioranza, l'abbiamo detto da prima, su questi temi non ci deve essere l'appartenenza politica: destra, sinistra, centro, davanti e dietro. Assolutamente favorevole a questa proposta di legge.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Dobbiamo votare un ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Chiedo un minuto di sospensione per vedere il primo ordine del giorno proposto da… non ricordo chi, non è quello di Cocco, l'altro, perché non ho firma qua.

PRESIDENTE. No, scusate, sull'ordine dei lavori faccio un intervento anche io. Su questa legge c'è solo l'ordine del giorno numero 1, successivamente, una volta che verrà approvata questa legge, apriremo un altro punto.

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Votazione finale della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 276.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

- Approvazione, ai sensi dell'articolo 51 della Legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna) di un ordine del giorno-voto relativo alla proposta di legge: Piras - Giagoni - Ennas - Mele - Saiu - Canu - Manca Ignazio. Modifiche alla legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 (98/A).

PRESIDENTE. Ora, nell'ambito della legge numero 98, che è in discussione, è stato presentato un ordine del giorno sul quale, però, l'onorevole Giagoni ha chiesto una sospensione.

La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 46, viene ripresa alle ore 13 e 50.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula. È in votazione l'ordine del giorno numero 1 inerente il controllo della specie del cinghiale e di altre specie opportuniste, e c'è l'inserimento anche della firma dell'onorevole Piras per quanto riguarda il Gruppo della Lega.

Mettiamo in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

La seduta è tolta, il Consiglio sarà convocato a domicilio. Grazie, buona giornata a tutti.

La seduta è tolta alle ore 13 e 51.

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