Interrogazione n. 1072/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 1072/A

(Discussa in Aula il 22/06/2021 ai sensi dell’articolo 123 bis del Regolamento)

(Pervenuta risposta scritta in data 02/07/2021)

COMANDINI – GANAU – CORRIAS – DERIU – MELONI – MORICONI – PINNA – PISCEDDA, con richiesta di risposta scritta, sul rilancio del Porto canale di Cagliari a seguito della call internazionale bandita per l’individuazione di un nuovo terminalista.

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I sottoscritti,

premesso che il 28 maggio 2019, a conclusione della discussione della mozione n. 3 sul futuro del Porto canale di Cagliari a seguito del calo dei traffici e l’incertezza dei posti di lavoro, è stato approvato l’ordine del giorno n. 2 che ha impegnato il Presidente della Regione a:
– ad individuare le più efficaci forme di riduzione dei tempi derivanti dalla burocrazia;
– ad ispirare la pronta realizzazione delle infrastrutture materiali e immateriali che garantiscano la massima estensione delle zone di sospensione fiscale;
– a recuperare la tradizionale vocazione industriale favorendo l’insediamento di aziende italiane o estere nei millenovecento ettari di Zone economiche speciali (ZES);
– ad attivarsi presso il Governo nazionale perché si arrivi in tempi brevi all’emanazione di decreti di attuazione della ZES;
– a richiedere al Governo nazionale per i lavoratori portuali la stessa normativa già prevista per i lavoratori di Gioia Tauro e Taranto;
– a richiedere la costituzione di un tavolo nazionale per monitorare l’attuale crisi del Porto canale e sostenere le iniziative della Regione;
– ad individuare le misure necessarie per rendere ancora competitivo e consentire al Porto canale di Cagliari di non essere tagliato fuori dai principali mercati internazionali, puntando a rendere effettivi i possibili vantaggi fiscali, investire su moderne infrastrutture e sfruttare il collegamento con l’Aeroporto di Elmas per le merci che necessitano di tempi brevi, puntando a creare un polo produttivo e logistico di sicuro interesse specializzato in determinate merci;

considerato che:
– l’Autorità portuale, nel dicembre 2019, ha bandito una call internazionale al fine di assegnare in concessione l’intera banchina del Terminal container ad un unico soggetto;
– il 30 agosto 2021 la PIFIM company ltd, società anglo-olandese, ha presentato la manifestazione d’interesse, provocando non poche aspettative per il rilancio del Porto canale, aspettative riguardanti soprattutto i circa 200 ex lavoratori della Cagliari International container terminal per i quali la fase della cassa integrazione è scaduta a settembre scorso;

considerato ulteriormente che: l’AdSP ha inviato, in data 23 novembre 2020, il preavviso di rigetto della proposta presentata dalla PIFIM, adducendo al fatto che la proposta fosse carente di alcuni requisiti stabiliti dal bando e che, inoltre, la stessa PIFIM avrebbe formalizzato una sostanziale rinuncia alla partecipazione al bando motivandola con una incompatibilità dei propri piani industriali con l’ipotesi ventilata dal MISE di istituire un’agenzia per il lavoro portuale a sostegno degli ex dipendenti CICT;
visto che la società anglo-olandese PFIM ha presentato, entro i termini di scadenza del 9 dicembre 2020, le controdeduzioni avverso il preavviso di rigetto notificatole dall’Autorità portuale;

valutato che le controdeduzioni presentate dalla PFIM necessitano di attenta valutazione da parte della AdSP del mare di Sardegna, e che non sono certe le tempistiche della conclusione dell’iter di valutazione;

ritenuto che allo stato attuale la priorità è la salvaguardia dei lavoratori, e il protrarsi dei tempi di definizione della gara potrebbe mettere a rischio la tutela degli stessi;

verificato che:
– la Taranto port workers agency Srl, con proprio atto deliberativo ha costituito l’Agenzia di transhipment formativo per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale, prevista dall’articolo 4 del decreto legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, nella quale sono confluiti i lavoratori in esubero delle imprese che operano ai sensi degli articoli 16 e 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84;
– l’Agenzia svolge attività di supporto alla collocazione professionale dei lavoratori iscritti nei propri elenchi anche attraverso la loro formazione professionale in relazione alle iniziative economiche ed agli sviluppi industriali dell’area di competenza dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio;

vista la situazione di crisi, sempre più allarmante, preoccupazione manifestata anche questi giorni scorsi dai lavoratori che rivendicano le tante promesse ricevute ma mai concretizzate, che ribadiscono appunto la necessità di attuare una strategia vincente per il rilancio del terminal del Porto canale, iniziando dagli interventi di agevolazione fiscale e doganale, la logistica connessa alle infrastrutture, l’attività di scouting per attrarre nuovi player ai quali affidare la concessione i servizio dell’infrastruttura portuale del capoluogo;

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dei trasporti per sapere se non ritengano opportuno:
1) chiedere urgentemente la riconvocazione di un tavolo ministeriale, coinvolgendo tutti i soggetti e le parti interessate, affinché si concretizzi il progetto dell’istituzione di un’agenzia di transhipment formativo per i 192 lavoratori dell’ex CICT e di altri lavoratori attualmente in cassa integrazione, sul modello Taranto Port workers agency Srl, ai sensi dall’articolo 4 del decreto legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, così da salvaguardare sia le significative professionalità maturate in questi anni sia i fondi pubblici regionali stanziati per la loro formazione;
2) rendere concretamente utilizzabili le opportunità che le leggi e le norme consentono per rendere disponibili vantaggi fiscali, l’abbattimento delle tasse di ancoraggio, agevolazioni per favorire l’insediamento di attività logistiche e produttive e di nuovi soggetti in una logica di filiera di produzione, magazzinaggio e movimentazione, la ZES, le aree logistiche integrate, le zone franche puntando a rendere immediatamente operativo un polo produttivo e logistico di sicuro interesse specializzato in determinate merci, in grado di attirare nuovi investitori interessati al rilancio del Porto canale di Cagliari;
3) attivarsi presso il Governo nazionale affinché si concluda tempestivamente l’iter di costituzione delle ZES così da rendere più competitivo dal punto fiscale l’eventuale nuova call internazionale;
4) vigilare sulla call internazionale bandita dall’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna nel dicembre del 2019 e ancora vigente, affinché si possa addivenire, in tempi brevi, alla sua definizione con l’assegnazione delle banchine al nuovo terminalista.

Cagliari, 9 giugno 2021

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