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Resoconto della seduta n. 161 del 27/07/2021

CLXI SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Martedì 27 luglio 2021

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 11 e 12.

CERA EMANUELE, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 3 giugno 2021 (152), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Angelo Cocciu, Michele Cossa, Carla Cuccu, Roberto Deriu, Michele Ennas e Aldo Salaris hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 27 luglio 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che nel BURAS numero 43 del 23 luglio 2020, è stata pubblicata la sentenza della Corte costituzionale numero 153/2021 del 15 luglio 2021 con cui la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1 commi 1, 2 e 3 della legge regionale numero 18 del 24/6/2020 inerente l'inquadramento del personale Agenzia Forestas nel contratto collettivo regionale di lavoro.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 999 (pervenuta in data 15 luglio 2021), numero 1012 (pervenuta in data 20 luglio 2021), numero 1118 (pervenuta in data 26 luglio 2021).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CERA EMANUELE, Segretario. Sono state presentate le interrogazioni numero 1111, 1112, 1113, 1114, 1115, 1116, 1117, 1118, 1119, 1120, 1121, 1122, 1123, 1124, 1125, 1126, 1127, 1128, 1129, 1130, 1131, 1132, 1133, 1134, 1135, 1136, 1137, 1138, 1139, 1140.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

CERA EMANUELE, Segretario. Sono state presentate le mozioni numero 492, 493, 494, 495, 496, 497, 498, 499, 500.

Dichiarazioni della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento in merito ai recentissimi incendi che hanno colpito la Sardegna.

PRESIDENTE. Purtroppo il disastro occorso alla Sardegna, il terribile disastro, uso questa iperbole volutamente, a conseguenza di un incendio che ha messo in ginocchio l'intero Montiferru, quindi distruggendo territori, paesaggi e mettendo in ginocchio popolazione ed economia, imponeva che il Consiglio regionale aggiornasse i propri lavori tenendo in considerazione la discussione su questo tema. Per questa ragione la Conferenza dei Capigruppo nella giornata di ieri, all'unanimità, ha deciso di iscrivere all'ordine del giorno la discussione inerente appunto i fatti disastrosi dei giorni scorsi e che purtroppo ancora continuano a interessare la Sardegna, chiamando a riferire in Aula l'Assessore dell'ambiente Gianni Lampis. Io mi sento anche, l'ho già fatto a nome del Consiglio regionale, di esprimere vicinanza e solidarietà ai territori e alle popolazioni coinvolte, assicurando un intervento quanto più pronto possibile da parte dell'Aula che unanimemente e con grande spirito di unità si è subito messa a disposizione per affrontare il tema. Un ringraziamento anche a tutti gli uomini e le donne della generosa macchina dell'antincendio, che con spirito eroico, non esito a usare questo termine, hanno evitato che questo terribile incendio potesse avere degli esiti ben più gravi di quelli che purtroppo sono stati sono stati registrati. La discussione quindi parte con le comunicazioni da parte della Giunta e quindi da parte dell'Assessore, a cui darei subito la parola.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Presidente, volevo solo chiedere una cosa. Ieri appunto durante la riunione dei capigruppo ci è stata data la disponibilità del presidente Solinas, ci ha detto che sarebbe arrivato verso le undici e mezza, mezzogiorno, se è previsto a breve, nel caso si potrebbe anche aspettare a mio avviso, sennò mi dica lei insomma se ha informazioni in merito.

PRESIDENTE. Sì, allora, certamente la disponibilità del presidente Solinas è stata confermata, nel frattempo tra la tarda ora di ieri e stamattina è stata annunciata la visita del dottor Curcio, che sta arrivando in Sardegna, ovviamente per discutere con il Presidente della Regione. Naturalmente abbiamo l'Assessore Lampis, naturalmente non può non ricevere il dottor Curcio, non appena non appena insomma finirà il colloquio e la riunione operativa il Presidente non farà mancare la sua presenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desiré Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' ALMA (M5S). Presidente, noi capiamo che il Presidente della Regione Sardegna non possa fare a meno di ricevere il dottor Curcio, ci mancherebbe altro, però vista l'importanza dell'argomento, vista la tragicità in cui la nostra isola versa in questo momento. Quello che le chiedo, Presidente, è sicuramente di ascoltare l'assessore Lampis, ma è fondamentale in questo momento che il Presidente della Regione sarda sia presente nella discussione di questa tragedia. Quindi le chiediamo, Presidente, di ascoltare l'Assessore, di interrompere il Consiglio e di aspettare che sia presente nella discussione dell'argomento il Presidente della Regione Sardegna. Questo è un atto dovuto non tanto a noi, ma all'intero popolo sardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, ma semplicemente per fare due considerazioni alla luce delle cose che sono state decise ieri in Conferenza dei Capigruppo, dove devo riconoscere c'è stato un clima non solo di unione, ma si è cercato anche di condividere in quegli attimi, all'interno della Conferenza dei Capigruppo, della drammaticità del momento, cercando di fare tesoro delle cose che sono successe e che ci avrebbero dovuto portare oggi ad avere in quest'aula anche un atteggiamento consono proprio a un momento così drammatico e proprio per questo è stato chiesto l'intervento del Presidente della Regione. Vorrei ricordare che il Capo della Protezione civile è già arrivato, dovrebbe arrivare alla centrale operativa fra qualche minuto, vorrei ricordare che comunque il Presidente della Regione deve partecipare per forza al tavolo, però nulla vieta che lui ha dato la disponibilità di poter essere presente appunto anche per dirci qualcosa in più rispetto alle cose che ci potremmo dire noi oggi all'interno di quest'Aula. Quindi condivido anche il pensiero della collega del Movimento 5 Stelle, nel senso che noi possiamo anche iniziare la discussione, e io chiederei di poter iniziare nel senso che, non per qualsiasi altra tattica, qui oggi non ci sono tattiche, siccome è presente il collega, sindaco di Santu Lussurgiu, che abbiamo avuto l'onore ieri di andare a visitare, e abbiamo constatato di persona insieme a lui il dolore, e cogliamo l'occasione che è presente in quest'Aula, direi Presidente di iniziare i lavori e di avere interlocuzione col Presidente per cercare di programmare, se riusciamo, un orario entro il quale lui potrebbe essere presente in quest'Aula e dare la disponibilità, perché anche noi vorremmo capire le ultime novità che riguardano non solo la Protezione civile, ma anche le interlocuzioni che ci sono state col Governo nazionale. Quindi, presidente, troviamo il modo di avere l'interlocuzione per cercare di capire anche a che ora il Presidente potrebbe essere presente. Qualora non riuscissimo ad averlo stamattina possiamo ipotizzare di poterlo avere dopo la ripresa dei lavori di questo pomeriggio in Aula, valutiamolo e sentiamo il Presidente.

PRESIDENTE. Certamente condivido le considerazioni dell'onorevole Manca e dell'onorevole Mula. Io non so come si svolgerà il vertice tra il Capo della Protezione civile e il Presidente della Regione, se decideranno di fare poi un sopralluogo nei territori, questo non lo posso sapere, penso che non lo possano neanche prevede preventivare gli interessati. L'impegno mio è quello comunque di sentire il Presidente della Regione e poi riferire al Consiglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, anch'io credo che dovremmo comunque dare avvio ai lavori, chiaramente poi con l'impegno che sta prendendo lei che il Presidente, appena si dovesse liberare dall'impegno che chiaramente ha con il direttore della Protezione civile nazionale, possa comunque venire al più presto a riferire in Aula, se non riuscisse oggi anche domani. Perché credo che in un momento comunque di estrema emergenza che stiamo vivendo anche in queste ore, perché il pericolo non è assolutamente passato, io credo che nulla osti affinché il Consiglio che comunque è riunito possa rimanere appunto riunito in consesso, in attesa che, se non oggi anche domani, il Presidente assolutamente debba venire a riferire in Aula. Quindi io vorrei ascoltare anche dalle parole dell'Assessore all'ambiente la situazione, lo stato dell'arte, prima poi di iniziare la discussione, perché sicuramente molti di noi avranno da dire delle cose, anche con proposte di soluzione se dovessero esserci, o comunque non sicuramente per fare una discussione strumentale che in questo momento a poco serve.

PRESIDENTE. Bene, ho sentito il Presidente, il dottor Curcio è arrivato in Sardegna, anche lui mi confermava il fatto che fosse legato alla disponibilità che deve dare naturalmente al Capo della Protezione civile, però ha confermato la presenza non appena si fosse liberato, questo naturalmente. C'è da dire che la seduta di oggi si era pensata di svolgerla proprio per sentire l'Assessore all'ambiente, Gianni Lampis, e penso che comunque i lavori possano iniziare, si possa anche se vogliamo fare gli interventi, e poi attendere che il Presidente possa venire una volta terminato il vertice con il dottor Curcio. Questo non ci impedisce, naturalmente lo dovremmo fare, di riaggiornare i lavori dell'Aula a un'altra volta, anche quando le situazioni anche in termini di valutazione dei danni saranno più chiare. Ancora, ripeto, le squadre sono interessate alle operazioni di spegnimento, quindi era però opportuno e necessario nell'immediatezza sentire l'Assessore competente.

Non so se oggi, perché se sarà oggi il Presidente non farà mancare la sua presenza, o in un'altra seduta futura, il Presidente potrà riferire con maggiore visione dei fatti e dei danni anche alla luce delle interlocuzioni ai vertici con le autorità statali.

Dichiarazioni della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento in merito ai recentissimi incendi che hanno colpito la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

LAMPIS GIANNI, Assessore della difesa dell'ambiente. Presidente, ho il dovere di sottolineare in principio del mio intervento che mentre l'Aula legittimamente oggi mi chiede di riferire sulle prime notizie che possono essere date in merito ai tragici eventi che hanno caratterizzato la nostra isola negli ultimi giorni, ancora la fase operativa di emergenza non è conclusa. Questa premessa è doverosa, badate bene, perché le procedure di elaborazione delle informazioni tecniche ed amministrative devono per forza seguire un iter che le strutture regionali di riferimento, insieme anche a quelle statali che sono state coinvolte, quindi le prefetture, i Vigili del Fuoco, il Dipartimento nazionale, andranno ad elaborare e che senza dubbio potranno essere messe a disposizione di ciascuno di voi per le successive valutazioni di competenza. Mi sia concesso anche esprimere, l'ho già fatto ieri di persona, a nome mio personale, del Presidente, della Giunta, l'ho fatto insieme al Presidente del Consiglio regionale e ad una delegazione di consiglieri regionali, che hanno ritenuto di doverci accompagnare ieri, un sincero sentimento di solidarietà nei confronti di quelle comunità, dei sindaci, degli amministratori comunali, degli operatori economici fortemente danneggiati, aziende agricole, agri zoo tecniche ma non solo. La zona industriale di Cuglieri, l'area artigianale di Cuglieri ha visto fortemente compromesse anche attività produttive che si occupano di altro. Una stima dei danni che ad oggi non c'è per le motivazioni che vi dicevo prima, ma sempre ieri ho detto che forse sarà impossibile calcolare i danni al patrimonio ambientale, perché i danni sono a mio avviso inestimabili per quella concezione che i sardi hanno sempre avuto del loro ambiente, del loro territorio, del loro paesaggio, e cioè attribuire a questo un valore sociale ancora prima che economico, un valore sociale di prospettiva, che fosse in grado di delineare anche direttrici di sviluppo per questa terra. Se dovessimo provare a ripercorrere qualche tappa di questi due giorni non possiamo non partire dal 22 luglio, quando il CFD meteo di Arpas aveva diramato un avviso di condizioni meteorologiche avverse per alte temperature, con validità dalle 10 del 23 luglio alle 18 del 25 luglio, prevedendo temperature massime localmente oltre i 40 gradi, specie su Campidano e Sulcis da venerdì, in estensione alle valli del Tirso e del Coghinas da sabato, e un'ulteriore estensione sulla Gallura domenica, in quanto una seccatura atlantica, avvicinandosi al Mediterraneo occidentale, provoca la risalita di masse d'aria calda dal Nord Africa. Il fenomeno culminerà domenica 25 luglio in tarda serata. Sempre il 23 luglio il CFD della Protezione civile della Regione Sardegna, diramato con riferimento alla giornata successiva, e quindi al 24 luglio, il bollettino di previsione è di pericolo di incendio estremo, con fase operativa di preallarme in sei zone del settore occidentale del centro settentrionale della Sardegna, è alto, fase operativa di attenzione rinforzata sul restante territorio regionale, con la sola eccezione di alcune zone classificate con pericolo medio nella parte sud orientale. Nella stessa giornata il bollettino di vigilanza meteorologica, diramato dal CFD meteo ha evidenziato temperature massime molto elevate e comunque sempre maggiori dei 37 gradi per tutte le zone di allerta. Quindi anche nelle giornate del 24 e poi del 25 luglio la previsione di pericolo e di incendio estremo, con fase operativa di preallarme, venivano estese a tutte le tre zone del settore nord orientale della Sardegna, confermando la previsione di temperature massime molto elevate e sempre maggiori di 37 gradi per tutte le zone di allerta. Il 23 luglio in agro di Bonarcado, in località Lavros, al confine del Comune di Santu Lussurgiu, mi permetto di focalizzare l'attenzione degli interventi anche sulla base insomma delle indicazioni che mi sono state date dell'intervento, anche sulla base delle indicazioni che mi sono state date a quello che è avvenuto sul Montiferru, però ci tengo a sottolineare per vostra opportuna conoscenza che tra il 23 e il 24 luglio gli incendi in Sardegna hanno interessato tantissimi comuni: Seneghe, San Basilio, Usellus, Villasor, Arzana, Cabras, tutti quelli del Montiferru, ancora Nurri, Riola Sardo, Calangianus, Loiri Porto San Paolo. Un'emergenza diffusa su tutto il territorio regionale, che ha fortemente visto la presenza di tutte le strutture regionali coinvolte dal primo momento, cioè dal primo giugno, quando inizia la campagna antincendio, il Corpo forestale di vigilanza ambientale, la Protezione civile con i suoi volontari, l'agenzia Forestas, che con la soluzione contrattuale ha il massimo schieramento possibile in tutto il territorio della Sardegna, per non dimenticare le compagnie barracellari e per non dimenticare il ruolo importante anche del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, con cui anche quest'anno abbiamo sottoscritto una convenzione di collaborazione. E naturalmente avremo modo poi di specificarlo meglio, la flotta di tre Canadair assegnata alla Regione Sardegna dal Dipartimento nazionale di Protezione civile, che ha subito poi un'implementazione nel corso delle ore sulla base delle comunicazioni che le strutture operative inviavano a Roma.

Dicevo che l'incendio del 23 luglio in agro di Bonarcado in località Lavros, al confine del Comune di Santu Lussurgiu, è stato segnalato alle ore 17 e 51, e la richiesta del primo elicottero della flotta regionale da parte della Funzione spegnimento della Sala Operativa Unificata SOUP è delle 17 e 52, con decollo alle 17 e 55. La Funzione volontariato della SOUP, al fine di informare le autorità comunali dell'intervento di un mezzo regionale su un incendio nel proprio territorio, tra le 18 e le 18 e 10 ha chiamato il Sindaco e il Vicesindaco di Santu Lussurgiu e il sindaco di Bonarcado. La Funzione volontariato alle 18 e 15 informa circa l'incendio via sms i funzionari della Protezione civile, del CFVA e l'Assessore della difesa dell'ambiente. L'intervento dei mezzi aerei regionali e delle squadre a terra è stato tempestivo con il seguente schieramento: quattro elicotteri della flotta regionale provenienti dalle basi di Fenosu, Bosa, Anela, Fenosu Super Puma; pattuglie del Corpo forestale a terra; squadre dell'Agenzia Forestas; squadre dei Vigili del fuoco; squadra delle organizzazioni di volontariato e squadre dei Barracelli. L'incendio si è evoluto velocemente nelle ore successive, ma non sono giunte alla Funzione volontariato segnalazioni di criticità legate all'evento in questione. Al riguardo si rileva il concomitante incendio in località Sa tuppa in Comune di San Basilio, divampato alle 14 e 15, che ha impegnato per tutto il pomeriggio i tre Canadair oltre a quattro elicotteri della flotta regionale. Nella mattina del 24 luglio proseguono le operazioni di bonifica dalle ore 6 e 58 a Bonarcado con Eli Fenosu.

Ritengo opportuno darvi una serie di informazioni di tipo orario su quello che in questo momento è nella mia disponibilità. Alle 9 e 16 l'elicottero di Fenosu è operativo sul Montiferru; alle ore 12 e 07 arriva il Super Puma; alle ore 12 e 13 arriva un altro elicottero dalla base di Bosa: alle 13 e 09 arriva il primo Canadair; alle 15 e 20 arriva al secondo e alle 16 e 30 arriva il terzo. Tutti e tre i Canadair hanno un orario di fine delle proprie attività alle ore 21. A partire dalle ore 16 iniziano a pervenire in Sala le notizie delle prime evacuazioni, inizialmente dal Comune di Santu Lussurgiu (circa 50 famiglie), poi a seguire nel corso della notte dal Comune di Cuglieri (circa 200 persone), Sennariolo (tutto il paese, 155 persone), Tresnuraghes (inizialmente un numero imprecisato di persone), Flussio (3 famiglie). E' stato chiesto anche ai Sindaci, stante lo stato di pericolo, di coinvolgere gli agricoltori e allevatori nella realizzazione di fasce parafuoco a protezione dei paesi.

Dalle prime luci dell'alba del 25 luglio sono proseguite le operazioni di spegnimento dell'incendio con il seguente schieramenti: 6 elicotteri della flotta regionale (Anela, Bosa, Marganai, Sorgono, Fenosu, Fenosu Super Puma); l'elicottero dell'Esercito che è dislocato su Elmas; 9 Canadair. Voglio precisare che da sabato il costante contatto con la Protezione civile nazionale ha consentito già di implementare dal giorno prima la flotta dei Canadair disponibili; ci tengo a precisarlo in questa sede, sul totale della flotta nazionale noi ne abbiamo assegnati tre, ci tengo anche a dire che in passato ci è stato detto che siamo stati bravi perché, rispetto al passato, abbiamo diminuito sia il numero degli incendi rispetto alla media degli ultimi dieci anni, ma soprattutto lo scorso anno abbiamo chiuso con un meno 63 per cento sulla superficie percorsa da incendi, io però che ho partecipato al tavolo tecnico anche quest'anno, nel momento in cui si doveva decidere di assegnarci la flotta nazionale, non solo siamo riusciti ad avere confermati i tre Canadair dislocati sull'aeroporto civile di Olbia ma è arrivato anche l'elicottero dell'Esercito su Elmas. Nove Canadair, dicevo, il 25 luglio sui territori interessati, pattuglie del Corpo forestale, squadre dell'Agenzia Forestas, squadre dei Vigili del fuoco, organizzazioni di volontariato e Barracelli; sono proseguite le valutazioni preventive, in particolare nella mattina 30 persone ospitate in una struttura fuori paese in Comune di Borore e a causa dell'intenso fumo e 400 persone evacuate nella parte bassa dell'abitato di Scano Montiferro, che nel primo pomeriggio è stato minacciato dalle fiamme. Gli eventi poi sono proseguiti anche nella giornata del 26.

Lo dicevo prima, i danni al patrimonio ambientale sono certamente incalcolabili, però voglio sottolineare in questa sede quella che è stata la priorità, soprattutto nelle ore notturne di sabato 24 e ancora di domenica: la prima priorità è sempre stata quella di salvare la vita delle persone, e questo è stato possibile grazie ad un grande, lodevole lavoro che hanno fatto i sindaci, dando attuazione ai Piani comunali di Protezione civile, evacuando in sicurezza i propri concittadini. Ieri, durante la visita in alcuni di questi Municipi, quando mi è stato detto "da trent'anni non è cambiato nulla", mi son permesso di dire che io penso che qualcosa sia cambiata, e forse il mio collega Andrea Biancareddu me lo può confermare perché domani a Curraggia ci sarà una commemorazione dei morti che furono vittime di un incendio che circa trent'anni fece perdere la vita a quelle persone. Ecco, questa è stata in ogni momento, per il sistema regionale di Protezione civile ma anche per quello nazionale, la prima priorità. Certo non sono meno importanti per quest'Aula, per la Giunta regionale, per il Presidente, per l'intera Isola i danni alle attività economiche, i danni al paesaggio. Domenica sera il Presidente della Regione, penso vi sia noto, ha convocato la Giunta alle ore 19 e ha chiesto alla Giunta di esprimersi sulla dichiarazione dello stato di emergenza regionale, che, anche ai sensi di una legge che questo Consiglio regionale ha votato poco più di un anno fa, consente di avere procedure tecnico-amministrative veloci per provare a dare risposte celeri a quei territori.

Ripeto un'altra cosa che in questi giorni ho detto, e cioè che usciamo da un'altra terribile esperienza, l'esperienza di Bitti, quell'esperienza però ha consolidato un modello organizzativo-gestionale che ha consentito di dare risposte immediate, certo non in quindici giorni perché per i miracoli non siamo ancora attrezzati, però abbiamo visto i primi ristori nei primi sei mesi per quelle famiglie, abbiamo visto una condivisione di quest'Aula nell'assegnazione di risorse sia per i danni al patrimonio pubblico che per i danni al patrimonio privato che per i danni al settore agricolo. Noi pensiamo di utilizzare questo sistema di coordinamento, questo sistema di cooperazione e condivisione dell'emergenza, perché siamo certi che possa essere utilizzato in condivisione con le comunità locali per dare risposte celeri per sveltire la burocrazia. Il Sindaco di Santu Lussurgiu, l'onorevole Loi, più volte mi ha raccomandato di mettere in campo un processo partecipativo coordinato, con delle regole anche di comportamento per evitare fughe in avanti, per evitare che ci siano solo gare a mettersi medagliette sul petto: da parte mia, da parte nostra non ci potrà essere questo atteggiamento, c'è la volontà confermata di scrivere insieme un percorso di ricrescita, di rinascita, un percorso di speranza per le vostre e per le nostre comunità, perché non è solo un problema del Montiferru quello che noi abbiamo vissuto, è un problema della Sardegna, è un problema della Sardegna perché si è toccato un polmone verde della nostra Isola, e quindi le comunità, la politica nella sua interezza, ha il dovere di occuparsene e preoccuparsene.

Il Dipartimento nazionale sapete che ha anche implementato la dotazione dei Canadair, con ulteriori 4 unità, 2 provenienti dalla Grecia e 2 provenienti dalla Francia; la visita oggi del capo della Protezione civile prevede come prima tappa Alghero, per salutare gli equipaggi e portare loro il ringraziamento della Nazione e certamente anche della nostra Regione. Il sistema di Protezione civile europeo è venuto in soccorso perché non c'era la possibilità di far arrivare altri Canadair della flotta nazionale in Sardegna, non c'era questa possibilità perché le emergenze erano anche altrove, non erano solo da noi. Potremmo dire che avremmo bisogno di implementare la flotta nazionale, posso essere d'accordo, certamente però questa non può essere una imposizione che può fare la nostra Regione o che può fare l'Assessore della difesa dell'ambiente al Dipartimento nazionale, è un compito della politica più in generale, e certamente questo può essere anche un elemento di valutazione che consegno a questo Consiglio regionale.

Vi ho detto quindi della delibera sullo stato di emergenza, vi ho detto degli impegni che il Presidente della Regione ha preso anche in termini economici con i Sindaci convocati in videoconferenza quella sera, ma l'impegno del Presidente è stato anche confermato nei confronti dei rappresentanti delle associazioni del settore agricolo e zootecnico, ma anche nei confronti dei rappresentanti delle associazioni dell'artigianato e produttive in generale.

Lo dicevo prima, l'emergenza non è ancora finita, se noi dovessimo provate solo ad immaginare cosa è successo in quei canali, in quelle valli, soprattutto nelle ore notturne, forse ci possiamo rendere conto che certi luoghi erano inaccessibili dalle squadre a terra, certi luoghi presentavano una temperatura, una caloria che era fortemente proibitiva nel consentire anche l'intervento delle squadre a terra. I piloti degli aerei confermavano che il fronte dell'incendio a causa del vento avanzava anche di chilometri improvvisamente, e infatti lungo il perimetro dell'intera macchia nera possiamo anche trovare alcune isole verdi, proprio per questo motivo; le condizioni meteo climatiche non consentivano di poter gestire in maniera ordinaria un evento eccezionale di questo tipo, un evento eccezionale, lo ribadisco, è non era una questione di fasce parafuoco, di cunette sfalciate e di tante attività di prevenzione che comunque devono essere fatte e che questa Giunta regionale ha inserito nella propria deliberazione del mese di aprile, quindi ben prima della data di inizio delle prescrizioni stesse, cioè il primo giugno; quel vento, quelle condizioni climatiche erano ingestibili! La forza dell'uomo contro la forza della natura, e voi mi insegnate, anche per un'esperienza umana superiore alla mia, che contro la natura in diversi casi si può essere perdenti.

Io ho garantito in queste ore, in questi giorni tutta la mia presenza nella sala della Protezione civile; ieri ho visitato alcuni Comuni, non tutti, non ce l'ho fatta, era umanamente impossibile farli tutti ieri, so che qualche mio collega è stato anche in altre parti, proveremo a farlo, però, ripeto, la priorità in questo momento è chiudere la fase operativa emergenziale. Abbiamo strappato un impegno - e con questo concludo -: la flotta dei Canadair, rinforzata come in questi giorni, sarà a nostra disposizione per tutte le fasi di bonifica, perché un perimetro così vasto se dovesse essere bonificato solo con le squadre a terra avrebbe bisogno di un mese, o forse anche di più, quindi noi vogliamo tenere quella flotta aerea a disposizione per le bonifiche, perché le condizioni anche in questo caso meteorologiche della settimana e in previsione dei prossimi 15 giorni non sono certamente delle più rosee, e abbiamo il dovere di ribadire questa richiesta di aiuto, che non è un atto di arrendevolezza rispetto alle nostre disponibilità, è il riconoscimento della necessità di un'operazione che ha bisogno di tutta la solidarietà nazionale.

Come Regione Sardegna, l'ho detto prima, abbiamo messo in campo tutto quello che avevamo, tutto! Si può fare più prevenzione, sono d'accordo, sono d'accordo soprattutto a fare più prevenzione di tipo culturale, però, e la prevenzione culturale si fa nei luoghi in cui per eccellenza si fa cultura, e cioè le scuole. L'avevamo messo all'interno dei nostri impegni, purtroppo l'emergenza pandemica non ci ha consentito di entrare nelle scuole: lo faremo, lo faremo con le nostre strutture, certo forse non sarà sufficiente neanche quello, però siamo qui per dire che tutto quanto era nelle nostre possibilità è stato fatto anche in questa occasione, e certamente sarà ancora così in futuro, sarà ancora così sempre, a prescindere dall'Assessore di turno, del Presidente di turno e della maggioranza di turno, perché quando si parla di Protezione civile, quando si parla di emergenza, permettetemi di dire che non si può ricondurre tutto ad una questione di parte o di partito ma la vita delle persone, il bene del nostro paesaggio e del nostro ambiente rappresenteranno sempre per tutti - mi piace credere questo - un'assoluta priorità. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie signor Assessore, lo scandire di giorni, ore e minuti nel suo intervento ricorda la lettura di un bollettino di guerra, quale effettivamente è stata.

Io darei ora la parola all'onorevole Diego Loi, Sindaco delle comunità maggiormente interessata da questo disastro, che ho potuto visitare proprio ieri toccando con mano lo sconforto, il senso di disperazione ma anche la grande forza e la volontà di rinascere.

È iscritto a parlare il consigliere Diego Loi, il sindaco Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente, buongiorno a tutti, buongiorno ai colleghi e ai membri della Giunta regionale. Inizio col ringraziare per questo momento di attenzione a questa tragedia che ha caratterizzato non solo il Comune del quale io sono Sindaco, Santu Lussurgiu, ma l'intero territorio del Montiferru e una parte anche della Planargia.

Il senso di disperazione, il senso di svuotamento che in questa tragedia ha evidentemente investito non solo chi ha la funzione in questo caso di provare a mantenere la maggiore dirittura morale, il maggiore controllo delle emozioni, come sono i Sindaci che in questa situazione si sono trovati a dover gestire, o a dover partecipare a un evento molto più grande di loro, ma ha investito l'intera comunità, non solo quella di Santu Lussurgiu ma del territorio che si è visto sostanzialmente in poco tempo portar via tutto ciò che di più bello aveva dal punto di vista del patrimonio, ovvero quello dell'ambiente, di quello che era nelle strategie di sviluppo l'ipotesi della costituzione del parco del Montiferru, che ha sempre caratterizzato una delle parti ambientalmente più pregiate del Centro Sardegna, e io direi della Sardegna tutta.

Lo richiamava l'Assessore, il fatto che ognuno di noi, ognuno dei Sindaci e quindi delle comunità che si è trovata investita da questo evento è convinto del fatto che non è una perdita di una risorsa appartenente al proprio ambito territoriale, alla propria comunità, al proprio Paese ma che sia una perdita dell'intero territorio non solo del Montiferru, non solo della parte della Planargia ma della provincia di Oristano e della Sardegna tutta. Ed è questo un po' ciò che ci ha portato via, il fuoco ha portato via ettari ed ettari di terra, ha portato via tantissime risorse variegate delle specie arboree che appunto popolavano l'area, ha portato via la prospettiva sulla quale il territorio, i singoli Comuni, i Comuni assieme lavoravano in termini di ipotesi di rilancio per creare delle occasioni di sviluppo. In questi giorni continuo a ripetere nelle varie interlocuzioni che il fuoco ci ha bruciato l'anima perché ci sentiamo tutti quanti molto scorati di fronte a questo fenomeno che è stato più grande di noi, che è ancora in atto ma fortunatamente sotto controllo, ma per i quali ogni minuto, ogni cambio di vento, ogni situazione determina una grande preoccupazione. Nella nostra popolazione, nella cittadinanza dei vari comuni risuona costantemente il rumore degli elicotteri, dei Canadair. Ma il rumore è ancora più forte che è quello che si sentiva nella notte degli arbusti, degli alberi che scricchiolavano al fuoco che li mangiava completamente. Il paesaggio spettrale, oggi mentre scendevo per pervenire verso Cagliari passavo nell'area SIC detta Sos Molinos una delle parti ambientalmente più pregiate dell'area, un tristissimo ritratto di un paesaggio spettrale. È rimasta, diciamo, una piccola parte di vegetazione proprio a ridosso del fiume su cui poi danno origine le cascate, che sono abbastanza note del nostro territorio, e una piccola nicchia con una Madonna che è miracolosamente rimasta illesa dalle fiamme che invece hanno bruciato tutto il resto.

Il sentimento non riesce ad essere ora che quello di una disperazione, io personalmente non riesco a spostare la dimensione della riflessione su un qualcosa che diventa ed è diventato insomma troppo grande per noi, nella misura in cui sostanzialmente da un momento all'altro bisogna capire che cosa rimane, stiamo aspettando per il tramite anche dalla Direzione Generale della Protezione civile il quadro esatto delle porzioni di territorio, anche suddiviso per Comuni che hanno investito l'area, ma ieri nella gradita visita del Presidente del Consiglio e dell'Assessore abbiamo avuto modo di andare in una delle porzioni più rilevanti del territorio che è stato investito ovvero il cantiere dell'agenzia Forestas, dato in concessione dell'agenzia Forestas, sul territorio, sulla dimensione complessiva dell'area data in concessione di 800 ettari, 500 sono bruciati. Quindi questo vuol dire che c'è un tema che evidentemente impone immediatamente delle riflessioni e così è sostanzialmente proporzionalmente legato alle altre parti del territorio. E su questo però la mia prima parte di questo momento di riflessione, che volevo condividere con voi, che insomma è un po' caratterizzata da evidentemente uno scoramento, non riesco ad avere una modalità diversa di raccontare, ha poi un'altra faccia che è quella nella quale le nostre comunità sono abituate a tirar fuori tutta quella forza vulcanica che caratterizza quell'area, e l'area del Montiferru e quindi tirar fuori le energie che ci devono consentire di riprendere immediatamente. Non possiamo perdere un minuto rispetto all'ipotesi di immaginare un percorso per il quale dalle ceneri rifiorisca ancora più forte il nostro territorio. Su questo spero di avere il tempo di poter fare alcune riflessioni che ritengo molto importanti e che abbiamo condiviso in questi giorni. Intanto è importante agire immediatamente, è importante agire immediatamente, su questo non posso non dare un'attestazione di apprezzamento rispetto alla delibera della Giunta che è stata fatta appunto lo scorso giorno per la dichiarazione dello stato di emergenza regionale, che evidentemente caratterizza questo evento in una maniera abbastanza precisa. Non parlo evidentemente solo di risorse, io non sono convinto che il problema della ricostruzione da noi saranno le risorse, e questo è un atto di grande fiducia nei vostri confronti, nei confronti del Presidente della Regione, della Giunta e del Consiglio regionale, perché? Perché è evidente che le prospettive di poter stanziare delle risorse a favore della ricostruzione sono chiare, le conosciamo anche se dovranno essere definite. E quindi io non credo, voglio avere la fiducia che il territorio non verrà abbandonata da quel punto di vista, cioè della necessità delle risorse, ma non voglio caratterizzare il problema della ricostruzione del nostro territorio con le risorse, perché non è un problema solo di risorse economiche, è un problema di strategia, è un problema di individuare i mezzi tecnico - scientifici più adatti perché si possa, quanto prima possibile, immaginare un rifiorire dell'ambiente completamente vituperato e in questo senso anche umiliato. Così come si sentono umiliate le nostre popolazioni. Su questo l'ho chiesto e su questo dico che mi batterò, spero che non ci sia la necessità, ma lo ritengo un elemento fondamentale per la definizione di una strategia di prospettiva per i prossimi speriamo cinquant'anni almeno, rispetto a quanto era successo nel '94, che un evento di questa natura ugualmente distrusse buona parte del Montiferru, anche se a memoria delle persone che hanno una memoria storica appunto maggiore della mia e della nostra questa portata, la portata di questo evento non era assolutamente paragonabile a quella. Quindi, io immagino e chiedo la costituzione di un tavolo di lavoro nel quale tutte le Istituzioni che possono evidentemente aver titolo nel poter immaginare un percorso di sviluppo si siedano assieme alle amministrazioni, uso volutamente questo ordine perché credo che noi dobbiamo restituire alle comunità quello che in qualche modo gli abbiamo tolto. E quindi io dalle comunità vorrei partire dal fatto che credo fondamentale che il Comune di Santu Lussurgiu lavori con il Comune di Bonarcado, lavori col Comune di Cuglieri come già sta facendo nell'ambito dell'Unione di Comuni, si lavori con tutti gli altri Comuni Scano, Sennariolo, Tresnuraghes eccetera perché si capisca e perché sia molto chiaro anche presso le comunità di come siamo tutti legati l'uno all'altro e soprattutto non è immaginabile che un percorso ad esempio di riqualificazione del patrimonio ambientale, di recupero di salvaguardia, non saprei se ancora vi possa essere l'ipotesi di salvare, è chiaro che non può avere una perimetrazione comunale. Qua il territorio è un territorio nel quale evidentemente le relazioni storiche sono sempre andate a favore della crescita e son sempre stati forieri di percorsi positivi. Questo tavolo per la ricostruzione io vorrei che fosse integralmente condiviso con le amministrazioni nelle quali amministrazioni a pari diritto possano essere protagoniste. È stato annunciato che durante la Giunta straordinaria che il modello dovrebbe essere quello di Bitti, non ha avuto neanche un secondo per poter approfondire, nella sostanza credo di aver capito che vi sia un centro di comando operativo efficace che sia in grado di rispondere velocemente alle esigenze. Però io vorrei che questo modello fosse veramente e integralmente condiviso con i Comuni, e non parlo di comuni inteso esclusivamente come istituzione che è l'ambito fondamentale, ma lo dico in riferimento al fatto che noi dobbiamo coinvolgere le forze sociali che vivono e che popolano e animano, per quanto un'anima bruciata, un po' le nostre comunità. Questo passaggio lo dico perché in questa tragedia come spesso capita. almeno io sono abituato a voler provare a vedere sempre qualcosa di positivo, anche quando si è con il cuore straziato, in questo caso la grande umanità, la grande collaborazione il senso di valore superiore e della dimensione del patrimonio ambientale, del patrimonio collettivo rispetto alla vita propria è stato qualcosa di eccezionale, questo dal punto di vista dei volontari, dal punto di vista della popolazione dei giovani che hanno partecipato in maniera forte a questo evento disastroso. Ieri fino a tarda sera un gruppo di venti ragazzi nel fronte più alto del Monte che guarda verso il mare in una località che si chiama Bau e Mela hanno consentito in un'azione coordinata con il Canadair di evitare la distruzione della restante parte del monte che non era stata ancora bruciata con aziende, con bestiame e tante, tante altre criticità. Questo credo che sia un valore che noi dovremmo riuscire a recuperare, perché nella distruzione totale della prospettiva di sviluppo sulla quale si stava lavorando con i giovani oggi probabilmente possiamo recuperare questa energia e lavorare assieme, evidentemente laddove è possibile su alcuni ambiti, dobbiamo assolutamente recuperare subito il patrimonio arboreo. Ne parlavamo ieri e c'è evidentemente la possibilità di porre in essere delle strategie che forse una parte degli alberi bruciati li possa salvare, c'è la necessità di intervenire con immediatezza sul problema del dissesto idrogeologico di alcune parti che sono completamente ormai sottoposte al pericolo di frana essendo completamente raso al suolo tutto ciò che invece prima conteneva quelle parti di vallate, mi riferisco soprattutto al tratto ad esempio Bonarcado, Santu Lussurgiu, Santu Lussurgiu, Cuglieri le cui parti di montagna sono quelle più esposte al rischio, per quello che è successo. Voglio esprimere la grande solidarietà nei confronti delle comunità che come la mia sono state colpite in particolar modo credo che il disastro maggiore, per una serie di ragioni, l'abbia vissuta la comunità di Cuglieri, sono in costante contatto con tutte, credo che insomma da un punto di vista di quello che si diceva prima, ovvero la necessità di tutelare innanzitutto le vite umane, Cuglieri abbia forse vissuto uno dei momenti più tragici che possa essere ricordato in questa ulteriormente tragica esperienza. Io vorrei che questa iniziativa, chiedo scusa, che questo evento, che questa disgrazia, che questi tre giorni così devastanti possano essere in realtà non vani, possano essere un monito per tutti noi per le Istituzioni evidentemente, perché anche se può essere un po' altisonante ciò non avvenga più, lo diciamo sempre ma in realtà poi non si sa perché continua ad avvenire. Vorrei che questa occasione sulla quale, come ha già detto, credo che non ci siano problemi, voglio credere che non ci siano problemi per ciò che sono le forze da mettere in campo su tutti i vari livelli per la ricostruzione, vorrei però che questa tragedia fosse da monito per lavorare subito da parte di questo Consiglio regionale per immaginare quale possa essere da domani in poi una nuova modalità di intervento sulla Protezione civile e che collochi la nostra Regione nell'ambito di una tutela probabilmente maggiore di quella che ha ricevuto anche dal livello nazionale. Questo perché non è possibile immaginare che gli interventi che vengono destinati alla Sardegna possano essere subordinati dalla distanza della nostra terra da altri punti dai quali provengono ad esempio i Canadair, e questo lo dico perché sono convinto che probabilmente se ci fossero stati più Canadair forse avremmo potuto salvare una parte maggiore del territorio, e lo dico perché probabilmente nelle lotte che questa Regione deve fare, che ha detto di voler fare, che puntano principalmente su due cardini quello della identità e quello dell'autonomia, io credo che tutti assieme dovremo la lottare e lavorare perché anche da questo punto di vista possa essere rivendicata questa nostra specialità. Questo se noi riteniamo, come io sono convinto che sia, che la Regione Sardegna debba salvare tutto ciò che di prezioso ha e che ci viene invidiato nel mondo che è quello della bellezza delle nostre risorse, del patrimonio ambientale, della specialità che caratterizza le nostre genti, che però sono fiere, è vero, però insomma a un certo punto poi si crolla. E quindi questo credo che sia il ruolo delle Istituzioni, quello che vorrei che questo fosse da oggi in poi il tema, uno dei temi evidentemente che su questo ambito mi piacerebbe trattare, poter risolvere, perché questa condizione di grande disorientamento di cuore spezzato, come l'ho chiamato anche prima, che viviamo per chi interpreta in maniera profonda le istituzioni, come insomma io provo a fare, mi sento di dover chiedere anche scusa alle persone soprattutto ai giovani cui noi oggi per una serie di ragioni abbiamo tolto una porzione importante di territorio, abbiamo in qualche modo cancellato le ipotesi sulle quali si stava anche lavorando in termini di valorizzazione dell'ambiente, valorizzazione del turismo, quella altisonante lotta allo spopolamento delle quali tutti quanti noi spesso ci nutriamo nei discorsi ma che poi nel caso nostro non poteva che basarsi sulla risorsa paesaggistica, sulla risorsa del territorio, sulla risorsa dell'ambiente, sulla risorsa del saper fare sulle tradizioni agroalimentari che rendevano possibile, che erano rese possibili dalle caratteristiche del territorio. Ecco io vorrei che dopo questo dolore che, ripeto mi scuserete non riesco a dissociare o non far trasparire, vorrei che insomma da domani quando finalmente sarà finito questo incubo della paura, che ogni minuto ci attanaglia, sulla possibilità che possano riaccendersi focolai, dicevo che da domani si possa immaginare possiamo noi essere coloro che consentono alle nostre popolazioni, alle nostre comunità, ma dico anche alla Sardegna tutta, e anche oltre, di poter immaginare che il Montiferru possa ritornare a fiorire ed essere quel posto che tutti quanti abbiamo conosciuto. Io ringrazio il Consiglio regionale tutto, ringrazio il Presidente per l'attenzione e lo ribadisco e su questo io garantisco la mia piena collaborazione, grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Loi, grazie signor Sindaco.

È iscritto a parlare il consigliere Stefano Schirru. Ne ha facoltà.

SCHIRRU STEFANO (Psd'Az). Grazie Presidente, colleghe, colleghi è doloroso intervenire in quest'Aula mentre la Sardegna brucia e i delinquenti sono a piede libero. Ed è ancora più doloroso il tragico senso di impotenza che la classe politica ha nell'assistere inerme a questa folle distruzione della nostra terra. Le immagini della devastazione portano, come hanno detto i vescovi sardi, una infinita tristezza, non ci sono troppe parole da aggiungere al dolore di tutti i sardi, ma non possiamo oggi esimerci da una riflessione da fare insieme liberi per una volta dai ruoli di maggioranza o di opposizione, una riflessione che serve a capire perché questa terribile tragedia sia stata possibile e spingersi fino a ipotizzare quale follia criminale alberghi in una persona che decide di uccidere il nostro patrimonio di bellezza e armonia, che voglia mettere a rischio la vita di migliaia di persone, le loro proprietà e di quei poveri animali che abbiamo visto in queste ore morti o moribondi. In questi momenti tutti noi chiediamo un inasprimento delle pene per i colpevoli. Io stesso in alcune dichiarazioni alla stampa dettate da emozioni violente ho ipotizzato che si debbano portare a un tempo lunghissimo, cinquant'anni, i tempi che possono consentire a un terreno, oggetto di devastazione speculativa, per poter tornare a essere oggetto di finanziamenti. Non si tratta di una proposta provocatoria, come è evidente, ma di punire chi consapevolmente mette a rischio il proprio terreno nel progetto scellerato di poter ricavare contributi pubblici, aiuti, sovvenzioni da un terreno altrimenti improduttivo. Non mi sfugge certamente che con questo si possa, come si suol dire, buttar via il bambino con l'acqua sporca o portare le vittime incolpevoli delle devastazioni ad essere anche privati di un sostegno pubblico dopo il danno, insomma oltre al danno la beffa, ma è altrettanto certo che di fronte a chi cerchi di speculare distruggendo la nostra unica, vera, incontestabile ricchezza che è il nostro territorio celebrato nel mondo, e mettendo a repentaglio la vita di uomini e animali, noi dobbiamo avere una durezza implacabile e la pena deve essere certa. Ma la chiave, secondo noi, dalla questione è quella citata prima dall'Assessore, è quella della cultura, in primo luogo nella sensibilizzazione da fare dalla più tenera età che porti ad inquadrare il patrimonio naturale boschivo come un valore, una ricchezza, una fortuna. I bambini lo devono capire, gli adolescenti crederlo, gli adulti testimoniarlo. La natura incontaminata è il futuro, è il progresso, la tradizione e la ricchezza, per questo sin da oggi credo che non sarebbe bene concludere una discussione così importante senza un progetto ben chiaro, e quindi occorrerebbe istituire una giornata del bosco per le scuole di ogni ordine e grado già dalla prossima legge omnibus, mettere a disposizione della pubblica istruzione le risorse, i fondi necessari per poter avviare questa campagna di sensibilizzazione e di cultura dell'ambiente. Arrivo però a parlare di una forma di cultura più profonda, perché la cultura di cui deve essere imperniata l'amministrazione pubblica è la cultura della prevenzione e della lungimiranza, sono anni, decenni per la precisione, che abbiamo deciso di risparmiare proprio sulla prevenzione, la decisione di ridimensionare il ruolo delle province, che erano gli unici enti territoriali competenti in materia di manutenzione delle campagne, con il taglio e la raccolta programmata dei fieni primaverili, è stata nefasta anche per questo motivo. La Sardegna è un territorio troppo vasto e troppo poco popolato, sempre meno, perché lo si possa controllare efficacemente senza avere enti territoriali responsabili, laddove i terreni sono sotto controllo delle amministrazioni gli incendi non divampano, essi partono, vengono domati quando ancora si può fare e cioè al principio. Quando gli incendi partono, complici le condizioni e i venti forti e costanti come solo in Sardegna se ne conoscono, bloccarli è praticamente impossibile, tanto più quando i mezzi a disposizione sono pochi e devono arrivare da lontano, un'ora di rogo è un tempo infinito. Giacciono nei cassetti della Regione progetti ultradecennali che prevedevano la realizzazione della flotta regionale di aerei attrezzati per lo spegnimento rapido degli incendi, esigenze di risparmio fini a se stesse hanno affogato nel mare del populismo i progetti di indipendenza e di prevenzione, ed eccoci arrivati al risultato di oggi. Dotiamo la Regione di una flotta moderna di velivoli in grado di affrontare le emergenze, sono molti soldi, certo, ma ben spesi, perché il danno che oggi abbiamo di fronte ai nostri occhi è letteralmente incalcolabile. Ancora una volta la tecnologia, la Regione si doti di un monitoraggio ambientale e territoriale continuo, dai satelliti è possibile vedere tutto e controllare ad un livello di precisione inimmaginabile, noi avevamo delle torrette installate circa una quindicina d'anni fa che oggi sono inutilizzate, non possiamo non modernizzarci in questo.

Concludo. Sarà solo l'unione di una cultura della prevenzione e del rispetto del territorio a salvarci dai nuovi danni, perché è vero che oggi piangiamo per una cosa che è una tragedia biblica, ma ricordiamo quante estati abbiamo passato a dire le stesse cose con le nostre coste invase dalle fiamme. Più controllo, più organizzazione, più cultura, più efficienza, meno divisioni strumentali e meno polemiche sterili ci aiuteranno a ricostruire e a riforestare, ma dobbiamo intervenire certamente e subito.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie Presidente. Fra qualche anno il colore della Sardegna sarà l'azzurro del mare e il nero della terraferma, nero il colore del lutto che in questi giorni affligge l'intero nostro territorio. Solidariet��, dicevamo prima, io credo che a quelle popolazioni a poco serva in questo momento la solidarietà fine a se stessa, serve altro, servono risposte importanti, straordinarie e concrete, e servono subito. Ha detto bene l'assessore Lampis, noi abbiamo messo a disposizione tutto quello che avevamo, è vero questo, ma è vero che tutto quello che avevamo è troppo poco rispetto a un fenomeno atavico che tutti gli anni assedia e distrugge tutto quello che di bello abbiamo nella nostra isola e nel nostro territorio. Faccio degli esempi, voi sapete da quand'è che l'Agenzia Forestas non assume un dipendente? Dal 2005. In quell'anno si bloccò il turnover occupazionale che vedeva, non 5000 dipendenti come ora, ma ne vedeva molti di più, Comuni che misero a disposizione dell'allora prima Azienda Foreste demaniali, poi Ente Foreste della Sardegna, i loro terreni, li dettero in concessione per essere salvaguardati e in cambio ebbero delle dotazioni occupazionali importanti. Ora quelle dotazioni con le quiescenze maturate sono ridotte al 40, al 35, al 30 per cento, e non sono mai state sostituite. Questo bisogna fare, la prima cosa da fare è questa, ci sono delle leggi che sono depositate da tempo in Commissione che prevedono lo sblocco del turnover occupazionale, ma di questo non si è mai parlato. Il Corpo forestale della Sardegna: sapete qual è l'età media dei dipendenti del Corpo forestale della Sardegna? È altissima, cosa aspettiamo a fare i concorsi per assumere delle nuove persone? Anche lì siamo in ritardo. Io ho parlato giorni fa con l'assessore Lampis, col direttore della Protezione civile della Sardegna, non è possibile, signori, esistono delle compagnie barracellari che fanno attività antincendi in maniera brillante, persone formate per fare solo quello. Ebbene, tutti gli anni a luglio e ad agosto i sindaci devono prendere il telefono per chiamare o l'Assessore degli enti locali, o la Protezione civile, o il Corpo forestale per dire: "Non abbiamo i mezzi perché sono fermi", mi rispondono quattro giorni fa: "Stiamo ancora esaurendo la graduatoria di quelli che hanno fatto richiesta". Siamo ad agosto, non è possibile, la prevenzione si fa anche dotando quelle compagnie, quelle associazioni di volontariato dei mezzi per poter fare la prevenzione. Avete detto bene prima, quando si arriva sull'incendio dopo cinque, dieci minuti quell'incendio probabilmente rimane circoscritto, altro è se poi sull'incendio si arriva molto più tardi. Quindi noi diciamo questo, è vero, Assessore, diciamo subito che per chi ha acceso quel cerino stiamo parlando di criminali, di infami, di delinquenti che vanno perseguiti, io metterei anche delle taglie su queste persone, e lo dice uno che proviene da un partito che ha sempre bannato queste cose, ma non ne possiamo davvero più. Però siccome l'esperienza ci ha dimostrato sino ad ora che questi miserabili la fanno sempre franca, bisogna provare ad utilizzare anche strumenti straordinari per combatterli, strumenti straordinari. Però dobbiamo recitare tutti un mea culpa, io mi rivolgo a me, mi rivolgo anche ai colleghi sindaci, mi rivolgo ai commissari delle province, a parte il fatto che io, Assessore, credo che l'ordinanza sulla pulizia dei terreni sia dei privati che degli enti pubblici vada fatta entro maggio e non entro giugno, io vi chiedo, lo chiedo sommessamente, facciamoci un giro anche nelle città o nei paesi più grandi dell'isola della Sardegna per vedere all'interno di quei Comuni come vengano fatte quelle pulizie. Qualche giorno fa anche a Nuoro c'è stato un incendio di dimensioni importanti che è partito dalla periferia della città, perché? Perché i privati che avrebbero dovuto per ordinanza preparare le cosiddette fasce antincendio non lo hanno fatto. Ma chi è che deve vigilare su questo? Chi è che deve vigilare su questo? Lo sappiamo, l'ordinanza lo dice chiaramente, però se poi le ordinanze non vengono rispettate si va incontro a quello che abbiamo visto in questi giorni, perché è troppo tardi. Sentivo il Presidente della Coldiretti dire: "Fra quindici anni rivedremo quello", fra centocinquant'anni rivedremo quello, perché gli alberi, le piante millenarie della Sardegna, gli ulivi maturi non li vedremo noi fra quindici anni, noi non li vedremo più, io non li vedrò più. Quindi se noi vogliamo e volessimo che questo non succeda più, dobbiamo immediatamente mettere davvero in atto, in pratica delle misure straordinarie, e quando mi riferisco, non voglio rubare troppo tempo perché so che tutti i colleghi vorranno intervenire, Presidente, a misure straordinarie io credo che un ordine del giorno non ci serva a niente, colleghi, noi abbiamo necessità di un dispositivo di legge che metta quelle risorse straordinarie che sono in questo momento indifferibili, altrimenti ci stiamo prendendo in giro. Non chiedo altro, chiedo solo questo, tornare in Aula immediatamente con un dispositivo di legge che possa mettere immediatamente a disposizione le risorse per quei territori e per fare quelle cose di cui stiamo parlando: sblocco del turnover occupazionale in Forestas, assunzioni nel Corpo Forestale e le associazioni di volontariato, le compagnie barracellari, perché si può fare una ricognizione seria su quelle che effettivamente fanno un campagna antincendi, quelle che possono essere messe in condizione di poter svolgere quell'attività in maniera degna, solo questo chiedo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giovanni Antonio Satta. Ne ha facoltà.

Comunico che sono rientrati dal congedo l'onorevole Cuccu e l'onorevole Ennas.

SATTA GIOVANNI ANTONIO (MISTO). Grazie Presidente, colleghi consiglieri, Assessori, permettetemi in apertura di salutare il Presidente, anche se in questo momento non è presente, ma ho visto che segue di persona le operazioni, e in particolare l'assessore Gianni Lampis per l'impegno e l'abnegazione dimostrata in queste terribili ore per la nostra terra, grazie Gianni.

Vorrei iniziare il mio intervento di oggi partendo da quello che è il mio nome, Giovanni Antonio, che non deve essere mai visto separato né in Giovanni, né in Antonio, qualcuno mi chiama Giovanni Satta, qualcuno mi chiama Antonio Satta, ma non lo dico perché non voglio essere confuso con l'onorevole collega Giovanni, o con l'ex Sindaco di Padru, in quanto il mio nome è Giovannantonio, che richiama alla memoria un triste momento della storia del mio paese, Buddusò, ma credo di tutta la Sardegna. Sono passati ormai più di sessant'anni dall'agosto del 1957, il territorio di Buddusò fu protagonista di un terribile incendio in cui perse la vita il fratello di mia madre, Giovanni Antonio, appunto mio zio, ecco perché i miei genitori decisero di chiamarmi così, Giovanni Antonio, con lui era anche presente Serafino Porcu, anche lui purtroppo perse la vita, legato a me anche lui da un legame di parentela, in quanto fratello di mia nonna. Entrambi morirono nel tentativo di salvare le greggi, l'unica loro fonte di reddito, nell'avanzare di un terribile incendio che colpì il nostro territorio, appunto quello di Buddusò, e poi si estese fino a raggiungere il mare, da Buddusò fino al mare. In questi sessant'anni, anzi, non dobbiamo solo ricordare questo evento come il penultimo prima di quello che ha colpito in questi giorni la Sardegna, ma uno dei tanti terribili incendi che ha colpito la nostra terra spesso devastandone soltanto il patrimonio culturale e produttivo, come in questi giorni, e in altri tragici eventi in cui persero la vita delle persone nel tentativo di spegnere l'incendio, come nel luglio del 1983, l'incendio di Curraggia a Tempio, non vedo presente Andrea, ma lui ricorderà forse più di altri, oppure quello di Sos Aranzos, anche lì persero la vita delle persone, Giuseppe ricorderà perché Sindaco di Golfo Aranci, e anche altri incendi più recenti purtroppo si sono sviluppati nei territori di Siniscola, Torpè, Alà dei Sardi, causando ingenti danni. Questi eventi apocalittici, così come li ha definiti in risposta al mio messaggio di vicinanza e solidarietà, ricevuto dall'amico onorevole Diego Loi, sindaco di Santu Lussurgiu, non devono ripetersi come ha detto poco fa. Cari colleghi, infatti oggi il fuoco da strumento di civiltà e di cultura in Sardegna ha assunto le vesti di strumento di morte e di lutto, non solo Montiferru, 20.000 ettari di bosco sono stati inceneriti dal fuoco, e sia ben chiaro non sono solo 20.000 ettari di piante bruciate, animali che hanno trovato una straziante morte, ma sono 20.000 ettari di vita che si svolge dentro e sopra quei terreni, che ospitavano quei boschi, quegli oliveti, quei vigneti, quei pascoli, pensate a cosa è successo a quei terreni che in poche ore hanno perso tutta la loro bellezza, maestosità e la loro capacità di produrre benessere e ricchezza. Mi chiedo quale sia la chiave interpretativa di questo evento che possa meglio di altre integrare il corretto ruolo della politica. Qualcuno dirà quella economica, qualcun altro quella ambientale, o qualche altro quella sociale, avrebbero comunque ragione costoro, perché i danni li possiamo valutare in chiave economica, in chiave socioculturale e in chiave ambientale, ma in queste ore di dolore mi sono chiesto quali sono la valutazione e l'analisi che questo Consiglio, in relazione al suo ruolo, è tenuto a fare più di altri. Ebbene, io credo che lasciando agli economisti, agli agronomi, ai tecnici dell'ambiente e ai sociologi il compito di fare quelle valutazioni in sede tecnica, noi dobbiamo guardare a ciò che questo evento induce in chiave di trasformazione antropologica dei luoghi. Possiamo immaginare che dopo questo incendio in quei luoghi tutto possa tornare come prima sull'equilibrio dei rapporti sociali? Io credo che il nostro impegno, al di là delle costanti, scontate, seppur doverose attestazioni di vicinanza e di solidarietà, sarà necessario a garantire iniziative che evitino la trasformazione sociale e culturale di questi gesti, di sicuro col ricorso al sostegno economico, ma anche con azioni che tutelino l'integrità culturale e sociale di quelle comunità. Io, sia ben chiaro, non voglio spingermi oltre il lecito nel valutare questa vicenda ma, fin da ora, mi sento di dire che dovremo vigilare affinché non ci sia chi intenda speculare su quanto accaduto e che voglia approfittare di una condizione di debolezza economica e psicologica dei nostri figli di Sardegna, che hanno subito questa tragedia. Una delle funzioni di questo Consiglio regionale, infatti, è quella di garantire l'integrità complessiva della comunità sarda nelle sue articolazioni territoriali; chi, se non questo Consiglio, deve cercare di proteggere il popolo sardo? In questa logica, cari colleghi, dovremo portare le iniziative a sostegno e a tutela di questi territori e di quelle comunità, in accordo con le stesse, secondo le loro priorità di intervento evitando il ricorso a forme di ristoro che non siano funzionali alle loro reali ed effettive necessità. Ma non solo dei ristori si deve occupare questo Consiglio regionale; sarebbe inutile, come in tante altre occasioni è stato dimostrato, intervenire soltanto con il ripristino delle risorse delle attività produttive oggi colpite, questo Consiglio regionale oggi deve, e uso un termine di obbligatorietà, "deve" intervenire con degli strumenti che vadano ad incidere profondamente nel tessuto culturale di questa nostra terra. La tradizione del fuoco, l'impunità, la scelleratezza, l'incuria la distrazione devono essere colpite nel profondo attraverso una campagna di sensibilizzazione che vada ad incidere nel tessuto culturale dei giovani sardi, perché è del futuro che noi dobbiamo preoccuparci e occuparci. Sarebbe inutile, come ho detto, limitarci ad inutili celebrazioni di eroi e ricordarne le gesta, abbiamo il dovere noi, come Consiglio regionale, di mettere in campo tutti quegli strumenti che oggi per domani ci impediscano di dover intervenire per nuove e terribili tragedie, sia ambientali che umane. Dobbiamo evitare che un danno economico pur rilevante si strutturi nel tempo come danno sociale, culturale e antropologico; ce lo chiede la Sardegna, ce lo impone il nostro ruolo. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Grazie, Presidente. Esprimendo la massima e sincera solidarietà al collega Sindaco Diego Loi, nel contempo voglio manifestare un grande apprezzamento per quanto, con molta competenza e passione, al netto di ogni potenziale conflittualità politica, ha espresso l'assessore Gianni Lampis, e di questo lo ringrazio, perché credo che nel Montiferru abbia visto anche il Monte Arci, così come io del Montiferru ho visto quell'amato Sopramonte che un tempo aveva i lecci che si affacciavano sul mare, tanto che, si testimonia, in età romana persino i tonni si cibavano di ghiande. Noi abbiamo avuto nella Sardegna un'Isola verde, forse unica nel Mediterraneo, che era tale almeno fino all'Ottocento, quando un lento e doloroso processo di depauperamento per volontà sabauda ha fatto diventare di quei lecci il carbone per i treni della penisola. Perché dico questo, al di fuori di ogni sentimento tardo romantico? Perché c'è un interrogativo di fondo che credo debba interessare anche a questo Consesso: di chi sono le responsabilità?

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue CORRIAS SALVATORE.) C'è in questi giorni la solita tediosa contesa per la quale c'è chi dice: "La responsabilità è quella storica, culturale, sociale di noi tutti", altri che dicono "Eh no! È colpa del governante di turno, quindi anche vostra, quindi anche sua, Assessore, che pure tanto si è adoperato". Io credo che la responsabilità sia di tutti di tutta la classe politica, ma di tutta la società sarda, nel momento in cui non fa propri dei processi di autocoscienza; mi spiego meglio. Al netto di quanto lei ha già detto, e altri dopo di lei e prima di me hanno ribadito, questi processi si attivano nel momento in cui ci assumiamo la responsabilità, tutti, di quello che succede, è evidente che poi noi abbiamo il dovere di tradurli questi processi di autocoscienza in dispositivi di legge, probabilmente, questo mi sia consentito, non avrei aspettato ad aprile come Giunta per iniziare a determinare quel percorso che poi in questi giorni purtroppo si è dovuto attivare. Devo essere sincero, anche a me quando è arrivata l'allerta, il preallarme per le alte temperature ho detto: Santo Dio, che cosa sta per succedere! In qualche modo era la cronaca di un disastro annunciato. Con questo si è inteso, lo ribadisco, non dico che ci siano responsabilità soggettive o oggettive, tutt'altro, dico che, per l'ennesima volta, dinnanzi a quei 20.000 ettari, che sono quelli del Montiferru, sono quelli di Arzana, di Loiri, di altre parti della Sardegna dobbiamo chiederci perché quest'Isola benedetta e verde che era è diventata il pagliaio del Mediterraneo, per cui inesorabilmente a luglio c'è sempre il disastro che incombe. Quindi io dico che noi, come Assemblea oggi, e voi, come Esecutivo di oggi ed Esecutivo di domani, dovremo arrivarci per tempo, e allora l'assunzione di responsabilità diventa pratica di prevenzione, e la prevenzione non è quella che mi ricorda la Protezione civile con un preallarme due giorni prima, ma è quella che passa evidentemente, ma questo l'ha detto anche lei, e anche su questo concordo, per processi di educazione. Mi faceva notare la collega prima che già dalla classe prima della Scuola Primaria i bambini vengono introdotti all'educazione ambientale; non mancano i depliant di Forestas, del Corpo di vigilanza ambientale e forestale ma io mi chiedo: quei depliant poi dove vanno a finire, in mezzo al bosco? Oppure diventano motivo di riflessione, di condivisione morale e culturale in famiglia, per cui tutti singolarmente quel processo di autocoscienza lo facciamo nostro? Noi che le campagne le viviamo storicamente dai tempi dei romani ai tempi dei Savoia fino ad oggi, perché il tema vero è quello degli incendi, ma è quello della bassissima antropizzazione dei nostri territori, e quindi dallo spopolamento. È una riflessione che va fatta, dunque, della prevenzione che passa per l'educazione. Infine, per essere pratici e propositivi, va intensificato il controllo. Bene ha detto il collega prima nel momento in cui ha indicato alcune vie: garantire il turnover in Forestas, che fa già tanto come Agenzia, garantire più assunzioni in seno al Corpo di vigilanza ambientale e forestale, dare più risorse alle compagnie barracellari, che sono associazioni anche civiche e, soprattutto, perché i sindaci virtuosi, come Diego e tanti, si trovano a dover fare di necessità virtù in situazioni di emergenza estrema, e non significa non lasciarli soli solo quando arriva l'emergenza, significa sostenere i Piani di Protezione Civile comunali sempre, per tempo, con risorse finanziarie e umane. Guardate, nei fronti di incendio e di guerra, che sono quelli della Sardegna rurale, i barracelli sono senz'altro una truppa della quale non si può fare a meno. Quindi servono più risorse nell'ottica del reclutamento delle persone per il controllo e, in un'ottica di investimenti futuri, e oggi l'Europa ce ne dà opportunità, mi sembra che anche su questo il Governatore si sia già espresso, io condivido quell'ipotesi, la Sardegna la dobbiamo riportare ad essere un'Isola verde, con politiche di deforestazione… di riforestazione, perdonatemi, perché poi ci sono stati anche processi deforestazione, per cui al posto dei lecci hanno messo i pini e l'eucaliptus, scelte assolutamente, da un punto di vista ambientale e paesaggistico, perlomeno discutibili. Credo che la Sardegna possa tornare ad essere verde nel momento in cui tutti ci impegniamo, mettendo in moto processi di autocoscienza che portano a garantire la prevenzione, a garantire il controllo e, soprattutto… sì, concludo, volevo solo dire questo; è un impegno politico il nostro ma deve essere anche un impegno morale, perché nel momento in cui bruciano i boschi vanno via anche i giovani e questo non ce lo possiamo permettere, perché è una Terra che abbiamo in eredità dai nostri padri ma, soprattutto, ce l'abbiamo in prestito dai nostri figli. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emanuele Cera. Ne ha facoltà.

CERA EMANUELE (FI). Grazie. Signor Vicepresidente, Signori della Giunta, onorevoli colleghi, da Sindaco ho affrontato eventi calamitosi, so cosa si prova, so cosa produce nell'animo di chi è coinvolto e, soprattutto, di chi ha responsabilità istituzionali, pertanto mi sento di esprimere vicinanza e solidarietà al collega Sindaco Diego Loi, ai Sindaci dei territori coinvolti, ma esprimere sincero apprezzamento anche a chi ha coordinato le operazioni di spegnimento, in modo particolare all'assessore Lampis, alla Protezione Civile regionale, a tutte le forze messe in campo, sia coloro i quali agiscono professionalmente, sia a coloro i quali si sono prodigati in termini di assoluta solidarietà e di vicinanza ai Comuni coinvolti. Oggi, se vogliamo che la seduta non si consumi come un rito, come qualcosa che deve esser fatto per dare all'esterno la percezione che la politica non è aliena rispetto a quello che avviene fuori dalle quattro mura del Palazzo, dobbiamo guardarci negli occhi gli uni con gli altri e chiederci se abbiamo il coraggio di combattere questa battaglia fino in fondo, da uomini e donne prima che da persone impegnate in politica, perché quando le fiamme circondano i centri abitati, divorano ettari di vegetazione, uccidono, mettono in fuga decine e centinaia di persone c'è poco spazio per le dispute e le contrapposizioni quotidiane, è il momento del coraggio, di fare un giuramento alla nostra Terra, che noi andremo a combattere questa battaglia. La seduta del Consiglio odierna ci deve vedere protagonisti assoluti in uno scenario, come quello del Montiferru, di dimensioni catastrofiche, mai visto prima, si parla di oltre 20.000 ettari andati in fumo e intere comunità messe in ginocchio da un terribile e vecchio nemico, che non è in questo caso un nemico esterno, un governo patrigno o una pandemia imprevedibile che viene da lontano, qui il nemico è interno, lo conosciamo bene, sia nei casi degli incendi dolosi che in quelli colposi, perché delle due l'una, o è un'azione criminale o una disattenzione che produce gli stessi effetti di un'azione criminale. Anzitutto dobbiamo pensare all'emergenza, perché ci sono i cittadini che hanno perso tutto, e bene ha fatto la Giunta regionale ad attivarsi da subito. Siamo stati ieri nei luoghi del disastro, abbiamo ascoltato la voce e la disperazione di alcuni primi cittadini e già anticipato ai nostri rappresentanti al Governo quella che sarà la nostra posizione. Occorre completare lo spegnimento, come ha precisato l'assessore Lampis, e iniziare, direi anche immediatamente, le bonifiche e recuperare con estrema urgenza e smaltire gli animali morti, curare i feriti, sostenere celermente i sindaci, le amministrazioni locali, le famiglie e le imprese coinvolte, in modo particolare quelle dell'allevamento e dell'agricoltura, bloccare i pagamenti delle tasse, promuovere da subito un Piano di ripristino del patrimonio ambientale, attivare misure di prevenzione stabili, capillari ed efficaci, perché quelle attuali, signori, non sono sufficienti, proprio in relazione, lo ha detto il Sindaco collega di Santu Lussurgiu, proprio in relazione alla pressoché assenza della vegetazione, che rende quei centri urbani e quei territori ancora più fragili sotto il profilo del rischio idrogeologico. Occorre, allora, chiedere allo Stato di adottare misure analoghe a quelle previste in occasione di altre situazioni calamitose e adottare nel nostro assestamento una serie di interventi di aiuto regionale, come è avvenuto in occasione delle alluvioni o di precedenti incendi. Ma il nostro compito non si completa qui, non può essere una presa di coscienza che si risveglia al prossimo rogo, chi viene da quei territori, da quella provincia oggi ha voglia di riscatto, di rivincita, vorrebbe con forza che si continuasse a parlare del casizolu di Santu Lussurgiu, del bue rosso del Montiferru, dell'olio di Cuglieri, eccellenze che caratterizzano quel territorio e che purtroppo non lo caratterizzeranno più per i prossimi anni. Voglio, o vorrei, che nessun sardo debba soffrire come stiamo soffrendo noi, con le nostre famiglie, con le imprese in ginocchio, con i nostri figli che dalla finestra vedono il fumo nel cielo del loro futuro. La battaglia sarà lunga e investe anche altri aspetti, come quelli legati alla difesa dell'ambiente, alla cultura della legalità, al sentirsi parte di un destino comune, perché la Sardegna non è quella di chi mette fuoco alla propria terra, è quella della paradura, dell'aiuto reciproco, della solidarietà di tutti, riconosciuta a tutti i livelli, del sostegno di chi perde il proprio gregge. Ecco, cerchiamo di tradurre, anche nella nostra azione politica, culturale e sociale, i valori più alti di una tradizione millenaria e di una civiltà antica come la nostra; uniti possiamo farcela. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Con la delibera 22/19 del 17 giugno 2021 è stato approvato il Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, riferito al triennio 2020-2022, e in particolare all'attività dell'anno 2021. La delibera ha 7 allegati; il primo è dedicato alla relazione generale, ovvero a mettere in luce le linee di indirizzo, i ruoli e i compiti delle strutture statali e regionali nell'ambito dell'attività antincendio. Su 152 pagine le prime 27 sono dedicate a tutti i soggetti che concorrono alla campagna antincendio: la Regione, che approva il Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta contro gli incendi boschivi; la Protezione Civile regionale, alla cui Direzione generale sono attribuite competenze relative alla pianificazione, previsione e prevenzione e all'acquisizione di beni e servizi destinati all'attività antincendio; il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, che svolge compiti di vigilanza, prevenzione e repressione nella materia degli incendi dei boschi e, secondo i programmi regionali annuali di intervento nelle aree extra urbane; l'Agenzia Forestas, che concorre alla campagna antincendi con personale proprio, sotto la direzione e il coordinamento operativo del Corpo forestale e di vigilanza ambientale; l'ARPAS, che deve garantire un servizio permanente adeguato, che consenta l'emissione quotidiana dei bollettini di pericolosità per incendi; il Centro funzionale decentrato della Regione Sardegna, che deve fornire un servizio continuativo per tutti i giorni dell'anno e, se necessario, su tutto l'arco delle 24 ore giornaliere, che sia di supporto alle decisioni delle autorità competenti per le allerte e per la gestione dell'emergenza; l'ANAS, che deve concorrere con il proprio personale all'attività di sorveglianza degli incendi per la viabilità di competenza per tutto il periodo di elevato pericolo di incendio boschivo, garantendo il mantenimento delle condizioni di sfalcio della vegetazione erbacea; Abbanoa, con cui è incredibilmente ancora in corso la predisposizione di un protocollo di collaborazione per garantire l'utilizzo degli idranti dislocati nelle aree urbane ed extraurbane. A fronte di tutto questo enorme apparato, i cui ruoli e compiti sono ben chiari, ci domandiamo che cosa non ha funzionato, non certo per trovare un colpevole, ma per intervenire in maniera specifica e puntuale al fine di individuare le azioni da porre in campo affinché il nostro patrimonio ambientale e il nostro sistema economico siano, una volta per tutte, tutelati e messi in sicurezza, dimostrando finalmente di avere tutti a cuore la salvaguardia di quel tesoro dal valore incommensurabile che ci è stato donato e che si chiama Sardegna. Perché, badate bene, la tragedia che ci ha colpito dimostra che perdersi nelle questioni meramente organizzative sulla carta, non ha nessuna utilità concreta. Noi dobbiamo comportarci da buoni padri di famiglia nei confronti della nostra terra e della nostra gente. Il buon padre di famiglia, la propria casa e i propri figli li protegge tutti i giorni da tutti i rischi, ogni minuto è prezioso, tutto l'anno, soltanto facendoci carico di questa verità la giornata di oggi potrà essere rivoluzionaria, prendiamone atto, il tempo è scaduto.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Annalisa Mele. Ne ha facoltà.

MELE ANNALISA (LEGA). Parlo da testimone oculare purtroppo di un'immane tragedia, una Apocalisse ormai sotto gli occhi di mezza Europa. Sappiamo con certezza che si tratta di un fronte di fuoco che non ha precedenti, non solo a memoria d'uomo o nella storia della Sardegna autonomistica, ma forse in tutta la storia d'Italia.

Sabato, appena scoppiato l'incendio ero lì, alle pendici di Montiferru, a Bonarcado, il mio Paese, e ho visto il procedere delle fiamme alimentate da un vento fortissimo, caldissimo, spaventose lingue di fuoco che seminavano devastazione.

Il Presidente Solinas si è immediatamente messo al lavoro con l'unità di crisi, coadiuvato dall'assessore Lampis e dagli staff operativi. Il primo obiettivo era quello di salvaguardare le vite umane. Grazie a Dio e all'impegno di tutti possiamo almeno confortarci con il fatto che non sono state perse vite umane. Mentre le fiamme si spostavano a Nord verso la costa, già presso i primi focolai si stagliava uno scenario di tremenda devastazione, sovrastato da un cupo silenzio, segnato dalle lacrime di tutti quelli che come me erano lì. Il Montiferru, l'Isola, sono stati colpiti nel cuore, una profonda ferita al nostro patrimonio naturale e paesaggistico, alla nostra identità, alla nostra storia collettiva, alle nostre storie personali. Prevenzione, prevenzione tutto l'anno, tutti i giorni, è un imperativo categorico spesso frustrato e inoltre dobbiamo essere assolutamente autonomi istituendo al centro della Sardegna, magari a Oristano, a Fenosu, un punto operativo che serva tutta l'Isola, evitando i dannosissimi lunghi tempi per il rifornimento a Ciampino dei Canadair e anche, a quanto ho capito, il cambio dell'equipaggio. Quindi ci dobbiamo concentrare su due direttrici, velocità e massima concretezza nell'erogazione dei ristori, progettazione e realizzazione in tempi brevissimi di un'epocale strategia antincendio che dovrà contrassegnare questo secondo scorcio di legislatura tra sistematica prevenzione, e per prevenzione si intende intanto quella immediata perché alcuni colleghi hanno già citato la prevenzione a breve termine, ma io vorrei anche aggiungere la messa in sicurezza dei costoni in cui ci sono degli enormi massi che potrebbero quindi da un momento all'altro andare sulle strade oppure sulle case. Pulizia delle fasce, i bordi delle strade, creare punti per il rifornimento idrico per gli elicotteri e i mezzi di terra, è necessario assolutamente incentivare la cura delle campagne, soprattutto dei boschi, con finanziamenti rilasciati a seguito di progetti che però non richiedano quella troppa, tanta burocrazia. I piani di protezione civile dovrebbero prevedere opere di prevenzione, inoltre sarebbe assolutamente necessario nell'abitato e in riferimento soprattutto a quelli a ridosso dei boschi, prevedere un sistema di punti per attacco pompa idrante sul modello americano. Questa guerra millenaria contro il fuoco va vinta, se perdiamo nessuno ha alibi e dobbiamo combattere quindi anche contro ogni criticità all'interno dell'amministrazione senza cincischiare.

In quest'ottica occorre promuovere ogni sinergia e prendo atto con soddisfazione dell'impegno di Vannia Gava, sottosegretario alla transizione ecologica, per lo stanziamento nel PNRR di ingenti fondi per il rimboschimento e importanti interventi per il territorio, noi esigiamo che questi vengano messi a disposizione al più presto. Insomma, ci attende una nuova stagione di ripensamento e di riprogettazione, una volta per tutte, nella lotta secolare al fuoco che i nostri avi, compresa la nostra Eleonora d'Arborea, seppero contrastare con il coraggio e la decisione che ci servono tuttora come esempio morale. E il mio ringraziamento di cuore corre infine in particolare ai Sindaci dei territori colpiti che ho visto piangere, a tutte le forze istituzionali in campo e soprattutto ai semplici cittadini che hanno messo a disposizione le loro autobotti, mezzi o semplicemente le loro braccia contro un immane nemico, un mostro che se ne infischia di vittimismi e di sentimentalismi e intende divorare la nostra terra, la nostra economia, la nostra anima.

Grazie, grazie, grazie, soprattutto alla tenacia, al coraggio e all'abnegazione delle generose popolazioni del Montiferru che ora aspettano un'azione immediata, efficace, lungimirante.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Assessore, non mi unisco al coro dei complimenti perché sono stati già numerosi ed evidentemente lei non ha bisogno anche del mio, vorrei invece sottolineare che dalla sua relazione io mi sarei aspettata qualcosa di più tecnico e anche di più specifico e preciso. Io sento il bisogno in quanto consigliere, in quanto rappresentante dei cittadini e delle cittadine sarde, di capire se oltre gli orari che lei ci ha indicato, tutti gli strumenti utili a innanzitutto rilevare tempestivamente i primi focolai sono sufficienti e se non sono sufficienti quali sono le proposte del suo Assessorato e della Giunta. E a questo proposito penso anche che immediatamente il nostro Presidente del Consiglio, anche su sua sollecitazione avrebbe dovuto convocare in seduta anche permanente tutte le Commissioni per ragionare, in vista anche della variazione di bilancio, per ragionare sulle effettive emergenze relative a questa disgrazia, a questa tragedia, e su quello che possiamo fare immediatamente. Non mi permetto di suggerire, non sono un tecnico, altrimenti qui facciamo come per l'epidemia, siamo tutti i virologi, o per i Campionati europei, siamo tutti commissari tecnici della Nazionale. Io non sono un'esperta, ma sono sicura che attraverso le Commissioni o addirittura attraverso il lavoro della Giunta, si possono consultare le persone esperte e i tecnici. Però il dubbio, da cittadina normale, è quello che in un territorio così composito, così delicato, sicuramente con un sottobosco molto molto fitto, dove sentivo stamattina che le guardie forestali dicevano che ci sono punti in cui possono entrare solamente i cinghiali, come facciamo a controllare adesso i focolai con le forze a terra. Ecco, io penso che dobbiamo ragionare e studiare in maniera urgente questo fenomeno.

Voglio poi fermarmi un attimo sulle considerazioni che è stata la sua prima e mi è sembrata anche unicastrategia e ipotesi per superare questo fenomeno in Sardegna, la cultura e quindi il coinvolgimento delle scuole. Va benissimo Assessore, peccato che di educazione ambientale le scuole se ne occupino da moltissimo tempo e che il collega Corrias parlava di prima elementare, ma invece fin dall'infanzia si portano avanti progetti di educazione ambientale. Addirittura i ragazzi giovanissimi vengono coinvolti perfino in azioni di pulizia di boschi, di pinete, di spiagge, penso che lei lo sappia benissimo, al limite anche, a mio avviso, di confini un po' labili di sfruttamento minorile, qualche volta siamo stati accusati anche di questo. Ecco, io penso che la scuola sia già fortemente impegnata a questo, ma lo dicono le indicazioni nazionali per i curricula ecco non è libera iniziativa di una scuola qualsiasi. Quindi io spero che si vada oltre queste proposte, perché purtroppo, ahimè, i bambini vengono educati fin da piccolissimi, ma ci deve essere qualcosa che poi quando diventiamo grandi dimentichiamo, interessi personali, interessi collettivi, è tutto da verificare, da verificare anche, questo lo faranno le analisi forensi, se poi di incendio doloso si tratta certamente l'incuria ne farebbe un incendio colposo e su questo bisognerà verificare. Chiudo ricordando che nel 1983 il consiglio di circolo dell'Istituto di Isili fece il suo primo collegio dei docenti… Assessore, mi scusi, capisco che la questione degli animali ha toccato fortemente anche a me… Dicevo, il primo collegio dei docenti del Circolo di Isili si fece nel bosco incendiato, questo per dire che la scuola è sempre stata sensibile e lo è tuttora, io però davvero mi aspetto soluzioni scientificamente studiate che portino anche al coinvolgimento culturale naturalmente, però che ci garantiscano che la nostra terra è davvero presidiata.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Moro. Ne ha facoltà.

MORO PIETRO (UDC-Cambiamo). La tragedia che si è consumata in questi giorni in Sardegna è di enorme entità, e questo che è accaduto ci deve far riflettere con un discorso chiaro e conciso. Un appello ad avere più rispetto per il mondo in cui viviamo, sembrerebbe che nell'Isola siano più di 40.000 ettari secondo le previsioni più ottimistiche quelli inceneriti dagli incendi, significa che 400 milioni di metri quadrati di terreno sono stati completamente distrutti. Numerose aziende non esistono più, macchia mediterranea bruciata e il conteggio del bestiame morto e quello perduto, dati che si potranno fare solo nei prossimi giorni. Ci lasciano senza parole e grande sgomento, le immagini e le testimonianze dei pastori e dei proprietari dei fondi che raccontano la devastazione provocata dai vasti incendi divampati nella nostra Isola. Da ciò che abbiamo sentito e letto, sembrerebbe che in tutti i Comuni interessati la maggior parte del territorio è andata distrutta, ci vorranno parecchi decenni e diverse generazioni prima di vedere ripristinare le condizioni del suolo e la sua fertilità, ristabilire gli equilibri ecosistemici e la complessità della macchia mediterranea. In questa immane tragedia abbiamo visto un enorme dispiego di forze impegnate a spegnere l'incendio, per quanto siamo grati ai vigili del fuoco, agli addetti del Corpo forestale, a quelli della Protezione civile, alle Compagnie barracellari, ai dipendenti dell'Agenzia Forestas e ai numerosi volontari che con qualsiasi mezzo si sono adoperati. Un ringraziamento va anche all'assessore Lampis che si è prodigato in maniera molto forte affinché la cosa avesse dei risvolti meno gravi e un grazie va anche alla Francia e alla Grecia per solidarietà internazionale, poiché hanno mandato in soccorso i loro Canadair. Dovremmo però fare una riflessione, ogni anno assistiamo ad incendi più o meno grandi, questo ci deve far capire che poche cose sono state fatte per prevenire, chi guarda al futuro invece deve capire che è necessario ribilanciare l'impegno, lavorando molto sulla prevenzione e meno sull'intervento emergenziale che lascia strascichi per decenni.

Gli incendi di questi giorni hanno mostrato ancora una volta come troppe superfici sono state abbandonate dai proprietari che non trovano remunerazione adeguata per occuparsi della proprietà, invece per contrastare gli incendi è necessario riscoprire la cura del territorio. È impensabile che il fuoco possa arrivare a distruggere un capannone, a meno che non parta all'interno lo stesso fuoco.

Evidentemente attorno allo stesso non si è fatta nessuna prevenzione. Detto questo sono vicino alla popolazione, ai colleghi consiglieri e ai Sindaci dei territori colpiti e a tutti coloro che vivono questa emergenza. Come consiglieri vogliamo impegnarci affinché queste situazioni non si verifichino più, per questo necessitano piani antincendi coordinati, con la corretta pianificazione territoriale delle aree boscate e macchia mediterranea. Si devono prevedere e realizzare le giuste infrastrutture antincendio essenziali nella prevenzione, fondamentali durante l'intervento di spegnimento. È necessario incentivare il presidio del territorio e far sì che non vi sia un totale abbandono del bosco, ricordando agli imprenditori agricoli il ruolo dei veri e propri guardiani. Chiudo condannando in modo più assoluto questo vile gesto e ricordando che la prevenzione e la sensibilizzazione sono i principali strumenti per contrastare gli incendi.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Io inizierò a non fare i complimenti a noi stessi e mi rivolgo alla sedia vuota del Presidente della Regione Sardegna, l'ennesima sedia vuota del Presidente della Regione Sardegna. Non riesco a farci i complimenti per niente e non riesco a farlo perché io l'ho anche scritto, questa è stata una cronaca di un disastro annunciato. E perché è la cronaca di un disastro annunciato? Perché il 7 giugno il Comitato spontaneo di Montiferru scrive una lettera di richiesta di aiuto della pulizia delle strade e dell'istituzione delle fasce anti fuoco e lo scrive al Sindaco di Cuglieri, il quale prontamente e subito l'ha rinviata agli enti competenti, cara sedia vuota del Presidente, e successivamente viene spedita a lei, caro presidente Solinas, cara sedia vuota, oltre che alla provincia, quindi tutti sapevano, tutti, e nessuno, nessuno ha fatto niente. La realtà è che i Sindaci, a me dispiace per l'onorevole collega Loi, e io capisco la sua posizione, non riesco a essere buona come lei perché la realtà �� un'altra, la realtà ci viene rappresentata da tutte le persone che oggi, ieri e avantieri stanno piangendo. E non mi sento di farci i complimenti perché non è scappato il morto, non ce la faccio, è più forte di me. I sindaci, cara sedia vuota del Presidente della Regione Sardegna, sono lasciati da soli, questa è la verità. I sindaci non hanno gli strumenti per poter agire ed intervenire per prevenire, perché fino adesso non ho fatto altro che sentire solidarietà agli abitanti, al popolo sardo che è stato colpito da questa tragedia, ma il popolo sardo non mangia con la nostra solidarietà, le aziende che sono state distrutte non rinascono con la nostra solidarietà, gli animali morti, i pastori, gli agricoltori non mangiano con la nostra solidarietà, avrebbero continuato a mangiare se ci fosse stata la vera campagna antincendio di prevenzione. E ricordo, cara sedia vuota del Presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, che esiste una legge, la 353 del 2000, la quale competenza per la prevenzione è della Regione. E allora io vorrei capire, vorrei sapere cosa è stato fatto per la prevenzione, nonostante tutti sapessero che questa sarebbe stata la cronaca di una morte annunciata, la morte degli animali, la morte delle aziende, la morte delle persone, della vita delle persone, della professionalità. Questa è la verità e noi non facciamo altro che farci i complimenti, ma i complimenti di cosa? Noi non siamo stati in grado di prevenire, questa è la verità! E allora non faccio altro che sentire 7500 persone messe a disposizione per lo spegnimento degli incendi. Cara sedia vuota del Presidente della Regione Sardegna, di queste 7540 quante davvero sono abilitate per spegnere gli incendi? Quante hanno l'età che consente loro di intervenire nello spegnimento? Quante di queste persone sono abilitate a spegnerlo e quante invece hanno incarichi amministrativi? E allora ricordiamo, caro Presidente della Regione Sardegna, cara sedia vuota, che lei ha destituito il Comandante del Corpo forestale, ma non l'ha sostituito, un ente privo di comando. E allora ricordo, cara sedia vuota del Presidente della Regione Sardegna, che il facente funzioni degli enti provinciali sono scaduti e nessuno ha fatto il bando per la sostituzione, perché fate così, aspettate tre mesi e poi li confermate. Questa è la verità! Questa è la responsabilità politica di questo Consiglio regionale! Basta con i complimenti, con le falsità, non c'è scappato il morto, e non c'è scappato il morto perché dobbiamo dire grazie ai tanti volontari che per 15 ore, per 20 ore sono rimasti lì anche con i secchi e con l'acqua pur di salvare la loro dignità, perché ormai è rimasta loro solo la dignità. E allora ci chiede unità di intenti. E come non essere tutti uniti nel cercare davvero di mettere in moto la macchina amministrativa e ristori immediati, ma non il conteggio dei danni, non abbiamo il tempo di contare i danni, sono inestimabili, adesso dobbiamo agire, mettere in campo i soldi per almeno conservare la dignità delle persone che hanno perso tutto. E nessuno noi, compresa me, vive questo e capisce questo. E tutti noi, compresa me, ci dovremmo vergognare di non essere stati in grado di prevenire.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alfonso Marras. Ne ha facoltà.

MARRAS ALFONSO (PSd'Az). Presidente, vorrei iniziare prima salutando e ringraziando l'amico e collega colui Diego loi, che rappresenta nella sua testimonianza non solo la sua città, il suo territorio, ma anche quello della planargia che in queste ore, in questi giorni hanno vissuto dei momenti davvero drammatici. Nel suo racconto abbiamo visto proprio la drammaticità e l'emozione di quei momenti, che ci devono far pensare, far riflettere proprio per cercare una unità, una condivisione all'interno di questo Consiglio regionale affinché si possano dare quelle risposte che quelle popolazioni e quelle aziende meritano, soprattutto in un momento di grandissima difficoltà. La tragedia che ha colpito nei giorni scorsi il nostro territorio costituisce certamente una immane tragedia che ha messo in ginocchio la vita, le case e le attività di numerose persone, non possiamo quindi rimanere insensibile e inerti di fronte al dolore, alla sofferenza di chi in poche ore ha perso tutto, dobbiamo attivarci immediatamente per fornire il sostegno necessario alle persone che oggi chiedono e da noi si aspettano la vicinanza delle istituzioni. Noi in questo momento abbiamo il dovere di fare tutto ciò che è in nostro potere per aiutare concretamente chi in questo momento si trova privato dei beni essenziali. E' stato certamente un evento inaspettato e di una gravità imprevedibile, ma dobbiamo riscontrare ed evidenziare l'immediata e pronta efficacia della macchina organizzativa, che con grande tempestività ha intrapreso tutte le attività necessarie ad arginare e fermare un incendio che sembrava felice non avere fine. Mi riferisco a tutte le forze intervenute nel nostro territorio e in particolare al Corpo della Guardia forestale, dei dipendenti dell'Agenzia Forestas, delle compagnie barracellari, alla Croce Rossa e ai numerosissimi volontari che hanno prestato le proprie forze ed energie per fornire una mano d'aiuto. Ringraziamo tutte le Forze dell'ordine, tutti i sindaci e gli amministratori locali che sono sempre in prima linea in tutte queste tragedie, in queste difficoltà, che pure appunto nel pericolo non hanno abbandonato le proprie comunità e sono personalmente scesi in campo per garantire sostegno e aiuto. Un evento disastroso dal quale emerge il grande senso di solidarietà di noi sardi che nel momento delle difficoltà sappiamo rimboccarci le maniche e risollevarci più forti di prima. Sono certo che con l'aiutano e la vicinanza delle Istituzioni che noi rappresentiamo il nostro territorio potrà superare questo arduo momento, nella speranza che la nostra attività in questo Consiglio possa per il futuro contribuire a prevenire ed evitare simili eventi. Proprio per questo auspico davvero la condivisione di tutto il Consiglio regionale, affinché si possano dare concretamente da subito quelle risposte che questi territori meritano. Vorrei ringraziare la macchina organizzativa della protezione civile, l'assessore Lampis che qui la rappresenta, il Presidente della Regione che a mio avviso hanno, pur ovviamente nella difficoltà del momento e nella drammaticità degli eventi, hanno dimostrato comunque la capacità di arginare un fenomeno ripeto inaspettato nel miglior modo possibile. Però da qui dobbiamo ripartire per ricostruire, quindi non abbandonandoci alla rassegnazione ma appunto alla volontà di riprogrammare e dare una nuova speranza a questi territori.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Mario Mundula. Ne ha facoltà.

MUNDULA ANTONIO MARIO (FdI). Presidente, Assessori, colleghi, oggi è un giorno tristissimo, un giorno dove tutti noi abbiamo il cuore pieno di rabbia perché è un evento eccezionale che si è verificato, che ha messo in ginocchio la nostra terra. E' un giorno tristissimo che ha visto di recente l'impegno di tantissime persone, direi quasi eroico, per far fronte alla situazione che si era venuta a creare nei giorni scorsi. Gli incendi sono eventi atavici per la nostra terra, son sempre eventi gravissimi, nessuno dimentica i morti di Curraggia e tanti altri eventi tragici, come è stato quest'ultimo. Ne abbiamo discusso tanto, se n'è sempre discusso, ma evidentemente le soluzioni trovate non bastano, o diciamo meglio non sempre bastano. Però, a mio parere, cercare in questo momento delle responsabilità oltreché prematuro mi sembra anche ingeneroso, anche perché probabilmente non ce ne sono e soprattutto non spetta a questo Consiglio cercarle, eventualmente se ne discuterà quando gli organi competenti eventualmente appureranno che ce ne sono. Quello che in questo momento è il mio stato d'animo e spero e credo anche quello di tutti gli altri è un forte sentimento di solidarietà per la gente e i territori colpiti, che hanno subito dei danni economici importantissimi e degli incalcolabili danni ambientali. La nostra isola è gravemente ferita, tutti i Sardi, tutti siamo feriti, siamo feriti profondamente e soprattutto in quello che credo sia il nostro amor proprio, nel nostro orgoglio, ed è questo sentimento che ci deve far riflettere su che cosa si è sbagliato in tanti anni, su che cosa potremmo aver sbagliato noi, ma soprattutto quali siano le soluzioni che dovremmo cercare perché questi eventi non si ripetano più. E' chiaro che sulle condizioni climatiche non possiamo fare nulla, e in questi ultimi anni le condizioni climatiche si sono inasprite, sempre più caldo, temperature sempre più alte. Succede che queste in queste occasioni si verificano questi eventi eccezionali, probabilmente partiti da mani assassine, principalmente, però in questi eventi eccezionali quello che noi mettiamo in campo, le risorse umane e i mezzi a disposizione evidentemente non bastano più. Ormai è il momento veramente di trovare soluzioni che non dico che siano migliori, ma devono essere diverse. Quindi bisogna ripartire da una rivisitazione di quei meccanismi che sono la prevenzione, perché tutto è perfettibile, la tecnologia ha fatto passi da gigante, e partire comunque dal gradino più basso. E non sono d'accordo con la collega Caddeo, perché se è vero quello che ha detto lei, collega, che la scuola è già talmente impegnata in questa campagna di prevenzione e di sensibilizzazione, allora vuol dire che non serve a niente, perché i risultati sono nulli a questo punto, quindi evidentemente anche là c'è da fare ancora qualcosa. Pensare seriamente, come qualcun altro ha detto, al turn over the dei forestali. Tutti sappiamo che ormai moltissimi sono in età di pensione, sono le forze a terra, bisogna avere delle forze fresche e giovani. E soprattutto pensare a implementare quei mezzi che sono indispensabili in condizioni così avverse ed in luoghi, come ha chiaramente detto anche l'Assessore, impraticabili, i Canadair, o mezzi antincendio che possono essere elicotteri eccetera. Col costo di un F 15 compriamo 6 Canadair, quindi implementiamo la flotta, ma non regionale, la flotta nazionale, regionale diventa all'occorrenza. Il compito comunque di questo Consiglio, a mio modo di vedere, di questa Assemblea è quello di dare un impulso forte alla ricerca di soluzioni condivise con i territori, con i sindaci, che sono stati bravissimi in prima linea in questo evento tragico. E non ultimo con il Governo, perché non ci sia solo un impegno economico, perché è chiaro che ci deve essere, pronto, veloce, per tutti quelli che hanno subito dei danni irreparabili, ma ci deve essere anche un impegno per la ricostruzione, soprattutto l'impegno per le soluzioni atte al fatto che queste situazioni, che lasciano delle ferite sulla nostra terra molto profonde, non si ripetano più.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, "il fuoco che ha bruciato l'anima", queste sono state le parole che più mi hanno toccato dell'onorevole Loi, ed è con queste parole che vorrei iniziare proprio questo intervento, perché la tragedia sociale e ambientale che ha colpito il Montiferru e la Planargia ci tocca tutti da molto vicino. Per cui io sicuramente porto la mia solidarietà più profonda alle comunità colpite, ai sindaci in prima linea e a tutte le persone, le cittadine e i cittadini che in questi giorni hanno vissuto qualcosa che per noi probabilmente oggi non è neanche pensabile. E a chi poi ha perso tutto, a chi ha visto ridursi in cenere la prospettiva di sviluppo, soprattutto come diceva l'onorevole Loi per i giovani di quel territorio, questo è l'ennesimo colpo al cuore dolorosissimo che non può essere liquidato con la solita rincorsa al linciaggio del piromane di turno, che certamente se qualcuno ha delle responsabilità è giusto che paghi, ma se ci limitiamo a questo il problema continua a rimanere e si ripresenterà sempre uguale. Perché limitarsi a indirizzare la nostra indignazione sulle responsabilità individuali è semplice, immediato e contemporaneamente perfettamente inutile. Fondamentale, a mio avviso, sostenere l'emergenza con fondi e supporti adeguati immediatamente, ma ripeto ancora le parole dell'onorevole Loi, che sicuramente più di tutti oggi riesce ad esprimere un concetto profondo e sentito, perché vive il dolore e le necessità di quella comunità, il problema della ricostruzione non sono solo le risorse, ma è un problema di strategie, mezzi tecnico scientifici adatti per far rifiorire l'ambiente. Il problema dei roghi, lo sappiamo tutti, è un problema strutturale e va affrontato nel totale della sua complessità, serve un lavoro serio, sono l'educazione e la politica che devono intervenire sul serio, a monte. Sorgono le solite questioni, dove sono i Piani strategici di intervento per la manutenzione e prevenzione costante? Dove sono gli investimenti in politiche educative e di prevenzione nelle scuole e nei territori? Le politiche ambientali di riforestazione e valorizzazione del patrimonio ambientale? Dove sono le azioni che coinvolgono e restituiscono centralità ai Comuni con un serio intervento nelle stazioni di vigilanza forestale, ai cantieri e al personale di Forestas, agli altri strumenti di tutela diretta del territorio? Ecco, noi come gruppo, il 14 ottobre del 2020 avevamo presentato un'interrogazione in merito e chiedevamo proprio se si erano ripristinati i sistemi di tale rilevamento al fine di prevenire gli incendi e garantire la salvaguardia del patrimonio boschivo sardo, e quali opere si volevano mettere in campo. Noi non abbiamo avuto nessuna risposta. E oggi, mi duole dire, che avrei voluto avere una risposta e probabilmente un'attenzione in più da parte di tutti sotto questo punto di vista. Oggi non possiamo far altro che gridare il nostro dolore e purtroppo ricordare cos'è la politica regionale degli ultimi anni, ma anche degli ultimi mesi, nient'altro che distribuzione di incarichi e poltrone, e tentativi di erodere gli strumenti, certamente migliorabili, che ci sono per tutelare l'ambiente. Faccio un cenno al Piano paesaggistico regionale. Poche, pochissime le attenzioni all'ambiente, alle aree rurali, mai alcun tentativo di lavorare sulle opportunità della nuova programmazione europea e dei fondi del PNRR. E su questo che vi chiedevamo di intervenire con progetti concreti per parlare di un green deal sardo che mettesse al centro il territorio e l'ambiente, e quando lo dicevamo ci ridevate dietro. Questo è il problema più grande, è che non vogliamo affrontare il tema nel totale delle sue complessità, attraverso un sistema interdisciplinare che non può continuare a lavorare per compartimenti stagni, perché piangeremo sempre i morti dal fuoco, il nostro ambiente che si distrugge o le alluvioni. E' dall'inizio appunto della Legislatura che vi chiediamo di mettere al centro dell'agenda politica la questione ambientale, la tutela e la valorizzazione delle nostre aree interne, ma niente l'agenda politica è stata sempre impegnata per altro, e questo ormai è sotto gli occhi di tutti. Serve un lavoro appunto interdisciplinare, capace di tutelare e valorizzare il nostro capitale ambientale, formare e riformare il capitale umano presente sui territori, investire risorse serie con progetti strategici per creare sviluppo e ricchezza, partendo dalle aree interne e dalle zone rurali, che invece continuano a spopolarsi e a essere abbandonate a se stesse. È certamente necessario trovare le mani di chi ha acceso i cerini, se ci sono, ma dobbiamo anche allargare lo sguardo e cercare le altre fortissime responsabilità, anche con un'autocritica seria e, per quanto complesso, impegnarci una volta per tutte a risolvere questo nostro annoso e ricorrente problema.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Andrea Piras. Ne ha facoltà.

PIRAS ANDREA (LEGA). Presidente, in questi giorni abbiamo assistito a un disastro ambientale e sociale senza precedenti. L'Alto Oristanese è stato letteralmente avvolto dalle fiamme, con dieci centri del Montiferru pesantemente colpiti e i suoi abitanti costretti ad abbandonare le proprie abitazioni e assistere inermi alla distruzione di aziende e imprese, alla distruzione del lavoro di una vita, inermi anche di fronte alla terribile visione di bestiame e fauna selvatica carbonizzati dal fuoco che ha messo in ginocchio un popolo intero, che ha dovuto fare i conti con l'ulteriore difficoltà legata alla mancanza di acqua dovuta alla distruzione delle condotte. Scene che mai avremmo voluto vivere e che lasciano in noi un senso di perdita, di vuoto che difficilmente verrà colmato e che richiederà da parte nostra tanto tempo e tanto impegno per vedere almeno in parte una concreta ricostruzione sia delle imprese coinvolte che del patrimonio boschivo andato distrutto. Un momento di pericolo e di difficoltà che è causa di gravi danni che non si esauriscono dopo aver spento le fiamme, ma si traducono in dissesto idrogeologico e nuovi rischi per la popolazione, se non gestiti nel modo corretto al termine dello stato di emergenza. Per questo appare indispensabile pensare sin da subito, come ben specificato dal Sottosegretario alla transizione ecologica e capo dipartimento ambiente della Lega, Vania Gava, ad un piano di riforestazione della zona interessata dall'incendio. La riforestazione, infatti, oltre ad avere un innegabile effetto positivo sulla qualità della vita dei cittadini, è uno strumento utile per il consolidamento del terreno ed è stato nel tempo sin troppo spesso lasciato al caso ed effettuato in modo poco accorto o non effettuato affatto. Certo, il Governo non può né deve lasciarci soli in questo momento tanto drammatico per la Sardegna, ha il dovere morale di dare tutto il supporto finanziario e non solo, così come ha fatto avvalendosi dello straordinario apporto della Protezione civile nazionale durante i concitati momenti vissuti nelle giornate di sabato e domenica; giornate durante le quali ancora una volta abbiamo assistito a una mobilitazione di privati cittadini che è stata un balsamo lenitivo per un animo sofferente e ferito come il nostro, che si è tramutato in raccolta fondi promossa anche dal nostro partito e da tante altre associazioni territoriali: un aiuto concreto a un popolo che vive in una terra tanto bella quanto difficile, in una terra tanto selvaggia quanto fragile che deve imparare ad amare di più partendo dai suoi rappresentanti sino ad arrivare a coloro che la scelgono per trascorrere momenti di spensieratezza e divertimento.

Un grazie di cuore va senza dubbio a tutti gli operatori del Corpo Forestale e dei Vigili del fuoco, della Protezione Civile e della Croce Rossa, dei Carabinieri, della Polizia di Stato e delle Compagnie barracellari e a tutti i Sindaci dei paesi coinvolti, sempre presenti e pronti a scendere in campo senza badare al pericolo, alla fatica, alla difficoltà pur di dare supporto, ma penso anche a tutte le migliaia di volontari tra cui moltissimi cacciatori, la cui conoscenza dell'ambiente, del territorio, della rete stradale campestre è fondamentale, a cui va il nostro incondizionato ringraziamento. Un recentissimo protocollo numero 2534 del 17 luglio 2021 stilato tra le associazioni venatorie e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale alla Direzione generale Protezione civile ha coinvolto fin dal corrente anno la categoria dei cacciatori per l'attività di presidio e controllo del territorio per la campagna antincendi regionale. Questa adesione su base completamente volontaria ancora una volta colloca i cacciatori quali guardiani dell'ambiente a riprova della loro reale vocazione, benché in tanti ne dicono il contrario.

Pensiamo ora quindi a risollevarci, con lo spirito combattivo e forte che da sempre contraddistingue il nostro popolo, ma che non deve esaurirsi ora ma proseguire nelle settimane e nei mesi a venire affinché la voglia di riscatto si tramuti poi in capacità di prevenzione e di azione per le stagioni che verranno, stagioni che rischiano di essere sempre più difficili a causa dei cambiamenti climatici e che non possiamo pensare di affrontare senza una programmazione ancora più mirata e incisiva. Grazie.

PRESIDENTE. Con l'intervento dell'onorevole Piras si concludono i lavori che riprenderanno sera alle ore 16. Quindi il Consiglio è riconvocato per stasera alle ore 16. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 13 e 51.

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