Garante regionale per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale
L’incarico è stato conferito con Decreto del Presidente del Consiglio Regionale N. 2 del 30 gennaio 2023, pubblicato sul Bollettino Ufficiale Regione Autonoma della Sardegna N.5 parte II del 30 gennaio 2023.
L’Ufficio del Garante è ubicato all’interno del Palazzo del Consiglio regionale della Sardegna, in via Roma n. 25 a Cagliari.
Gli Uffici del Garante possono essere contattati ai seguenti indirizzi:
- email: garantedetenuti@consregsardegna.it
- pec: garantedetenuti@pec.crsardegna.it
- tel.: 070/6014326
23/07/2026
Inaugurazione del nuovo reparto 41-bis nella Casa circondariale di Uta
Dichiarazione della Garante:
“Rimango allibita nell’apprendere dalla stampa che il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sia venuto alla Casa circondariale di Uta per inaugurare il nuovo reparto destinato al 41-bis.
Una visita lampo, svolta nel più assoluto riserbo, della quale, come Garante regionale delle persone private della libertà personale, non ho ricevuto alcuna comunicazione.
Mi auguro che, oltre al taglio del nastro, il Ministro abbia visitato anche le sezioni ordinarie, dove detenuti, Polizia penitenziaria, personale sanitario e operatori vivono ogni giorno condizioni estremamente difficili. Mi auguro che abbia verificato di persona le criticità strutturali, il sovraffollamento e le condizioni di lavoro del personale, ormai allo stremo.
Mi auguro, inoltre, che il Ministero chiarisca come intenda gestire il nuovo reparto del 41-bis e con quali risorse umane, affinché la sua apertura non finisca per aggravare ulteriormente una situazione già molto complessa.
Il mancato coinvolgimento delle istituzioni regionali rappresenta uno sgarbo istituzionale. Il confronto tra le istituzioni non è una cortesia, ma un dovere, soprattutto quando si parla di carcere, sicurezza, diritti e legalità”.
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22/07/2026
Visita alla Casa di reclusione di Alghero

Garante dei detenuti – Visita Alghero del 22 luglio 2026
Il commento della Garante:
“Carcere di Alghero: il caldo non può diventare una condanna nella condanna. Oggi ho visitato il carcere di Alghero insieme al Garante comunale delle persone private della libertà personale, Carmelo Piras.
Ho trovato una situazione resa ancora più drammatica da un caldo asfissiante e insopportabile.
Tra le persone detenute ho incontrato un uomo di 80 anni, affetto da una polmonite. È stato trasportato quattro volte in ospedale, ricoverato e dimesso dopo dieci giorni. Oggi affronta la convalescenza in una cella dove l’aria è irrespirabile. Respira con estrema difficoltà, parla a fatica. Nel carcere di Alghero non esiste un centro clinico in grado di garantire un’assistenza sanitaria adeguata.
Come si può pensare che una persona anziana e gravemente malata possa curarsi in queste condizioni? Il diritto alla salute non si perde con la detenzione. La pena non può tradursi nell’abbandono o nella negazione delle cure.
Ringrazio la direzione e il personale per il lavoro immane che fanno quotidianamente”.
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21/07/2026
Visita alla Casa circondariale di Nuoro
Il commento della Garante:
“Questa mattina ho visitato il carcere di Badu ‘e Carros, a Nuoro. A parte il caldo soffocante – quasi 45 gradi – abbiamo trovato una situazione tranquilla. Per ora.
Tutti, però, attendono una decisione che potrebbe cambiare profondamente il volto dell’istituto: l’arrivo di nuovi detenuti sottoposti al regime del 41-bis (circa 70), ma al momento non è stata comunicata alcuna data ufficiale per il loro trasferimento.
È una prospettiva che suscita interrogativi tra il personale, il territorio e le istituzioni.
Alla visita hanno preso parte Niccolò Rinaldi, Paola Marteddu, Lapo Rinaldi, Giovanna Serra garante del Comune di Nuoro”.
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20/07/2026
Visita alla Casa circondariale di Sassari
Il commento della Garante:
“Caldo atroce. Qualche materasso steso per terra. Mi dicono che sul pavimento si sta un po’ più al fresco. Tra le tante situazioni che ho visto, due mi hanno colpito in modo particolare.
La prima riguarda un ragazzo di 18 anni. Da minorenne era seguito dalla Neuropsichiatria per tratti dello spettro autistico e ADHD. Oggi è in attesa di una rivalutazione. Si trova in carcere per un reato non grave, in attesa che una struttura possa accoglierlo. Ma in Sardegna le strutture di accoglienza si contano sulle dita di una mano e non ci sono posti disponibili. La domanda è semplice: si può tenere un ragazzo in carcere in queste condizioni?
La seconda storia è quella di un detenuto trasferito da un altro istituto. Durante una lite, altri detenuti gli hanno gettato addosso dell’olio bollente. Ha riportato gravi ustioni al torace e ha perso l’udito a causa delle lesioni subite. Mi ha chiesto una crema lenitiva che gli è stata prescritta. Costa 17 euro. Lui non lavora, non ha familiari che possano acquistargliela e il carcere, non trattandosi di un farmaco mutuabile, non può fornirgliela.
Anche questo è il carcere.
Ma sarebbe ingiusto fermarsi solo a questo. Ho visto anche alcune sezioni migliorate rispetto al passato. E ho visto un direttore, una vicedirettrice e tutto il personale lavorare con professionalità, umanità e dedizione in mezzo a un mare di disperazione. Cercano ogni giorno di tenere insieme sicurezza, dignità e speranza in condizioni spesso estremamente difficili”.
Attività ed interventi della Garante. Resoconto sintetico dell’attività svolta dalla Garante dalla data di insediamento
Il Garante regionale per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà, istituito con la Legge n. 7 del 7 febbraio 2011, svolge, in collaborazione con le competenti amministrazioni statali e locali, le seguenti funzioni:
- assume ogni iniziativa volta a verificare che alle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale siano erogate le prestazioni inerenti al diritto alla salute, al miglioramento della qualità della vita, all’istruzione e alla formazione professionale e ogni altra prestazione finalizzata al recupero, alla reintegrazione sociale e all’inserimento nel mondo del lavoro previste dalla presente legge;
- segnala agli organi regionali eventuali fattori di rischio o di danno per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, dei quali venga a conoscenza;
- si attiva nei confronti dell’amministrazione interessata, affinché essa assuma le necessarie iniziative volte ad assicurare le prestazioni previste dalla lettera a);
- interviene nei confronti delle strutture e degli enti regionali e delle amministrazioni locali in caso di accertate omissioni o inosservanze rispetto a loro competenze che compromettono l’erogazione delle prestazioni previste dalla lettera a) e, quando queste omissioni o inosservanze perdurano, propone agli organi regionali titolari della vigilanza su tali strutture ed enti le opportune iniziative;
- formula indicazioni e proposte, anche su richiesta degli stessi organi regionali, in merito agli interventi amministrativi e a carattere legislativo volti ad assicurare il pieno rispetto dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale; su richiesta degli stessi organi, esprime pareri su atti amministrativi e legislativi che possono riguardare i medesimi soggetti;
- promuove iniziative concrete di informazione, comunicazione e promozione culturale sui temi dei diritti e delle garanzie delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.
Legge regionale 7 febbraio 2011 n.7
– Istituzione del Garante regionale per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.
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- 21/11/2025 – La Garante interviene come relatore al seminario “Il sistema carcerario: tra diritto penitenziario e diritti umani”
La Garante ha partecipato in qualità di relatore al seminario “Il sistema carcerario: tra diritto penitenziario e diritti umani”, organizzato dall’associazione ELSA Cagliari (The European Law Students Association). Nel suo intervento, previsto nella sessione antimeridiana, la Garante da discusso la tematica “Lavoro e trattamento penitenziario”.


- 20/11/2025 – Visita alla Istituto penale per i minorenni di Quartucciu
Il commento della Garante:
“Carcere minorile di Quartucciu. Tredici ragazzi presenti. Alcuni arrivati con i barconi in cerca di fortuna. La maggior parte sono molto piccoli, dai 15 ai 16 anni. Il nuovo blocco non è stato ancora consegnato. Sicuramente anche questo Natale rimarranno in una struttura che non ha niente di legale”.
- 12/11/2025 – La Garante partecipa al convegno “Un’Isola che include”

- 06/11/2025 – Visita alla Casa circondariale di Uta
Il commento della Garante:
“Voci da un altro mondo, disperazione e tormento:
- il mondo Sconvolto di D, in piena fase delirante. È convinto di essere stato vittima di un ologramma che lo ha riprogrammato. Nonostante ciò, accetta la terapia: si convince, si fa accompagnare in infermeria e riceve l’iniezione. Dopo, mi abbraccia;
- l’incontro con V e la sindrome infantile. Ho incontrato V solo due o tre volte. Soffre di una sindrome infantile che lo fa apparire come un bambino di dieci anni, pur avendo circa 45 anni. È un caso unico per me. Ha chiesto di poter dormire con i suoi orsacchiotti. Una persona che non può stare né in una cella normale né in una sezione specifica. Fortunatamente, il carcere è riuscito a trovare per lui una sistemazione adeguata e protetta;
- l’attesa di A. Infine, c’è A, il cui padre sta morendo e che attende con ansia il permesso per poterlo salutare un’ultima volta”.


