Interrogazione n. 885/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 885/A

PISCEDDA – PINNA – GANAU – COMANDINI – CORRIAS – DERIU – MELONI – MORICONI, con richiesta di risposta scritta, sull’adeguamento del sistema tariffario delle strutture per minori e sull’integrazione, nella banca dati regionale delle comunità socio-integrate, autorizzate ad operare tramite procedura “SUAPE”.

***************

I sottoscritti,

premesso che:
– la legge regionale n. 23 del 2005 al titolo VI dispone la “Regolazione qualitativa del sistema dei servizi” in ambito sociale e socio-sanitario e il regolamento di attuazione D.P.Reg. n. 4/2008 mediante il quale si individuano le diverse tipologie di strutture sociali e socio-sanitarie che possono operare sul territorio regionale;
– la Giunta regionale, con deliberazione n. 3/6 del 28 gennaio 2021 ha proceduto a dare avvio all’attività di programmazione delle strutture socio-sanitarie partendo da una ricognizione effettuata sul territorio regionale attraverso il nuovo Sistema informativo del welfare regionale – SIWE- progetto finanziato con il PO FESR e FSE2014-2020, nel cui ambito si sta costruendo la banca dati delle strutture sociali e socio sanitarie riconosciute e autorizzate all’attività in base ai criteri e disposizioni del titolo III del D.P.Reg. n. 4/2008;
– la banca dati è quindi lo strumento individuato per mettere a disposizione dei comuni, dei PLUS, di province e Regione, un quadro aggiornato delle strutture in attività nel territorio e aggiornato in merito ai servizi offerti e ai soggetti tutelati;

atteso che:
– le strutture presenti nella banca dati SIWE risultano essere 130, ripartite in modo preminente nel sud Sardegna e disomogeneo sul resto del territorio regionale;
– nella deliberazione della Giunta regionale n. 3/6 del 2021 viene riconosciuto il carattere parziale delle informazioni contenute nella banca dati e che sono messe a disposizione dei comuni in cui sono ubicate le sedi di strutture sociali e socio-sanitarie per la verifica, la convalida e l’inserimento degli aggiornamenti;
– nella medesima deliberazione viene proposta l’attivazione della programmazione a partire da quelle di seguito individuate come:
– A 1.1 Case famiglia per minori e giovani adulti;
– A 4.1 Comunità di pronta accoglienza per minori;
– B 1 Comunità di accoglienza per minori;
– B 2 Comunità di sostegno di gestanti e/o di madri con bambino;

rilevato che il deliberato dispone:
– di definire, per le strutture A 1.1, A 4.1, B 1 e B 2, quale prima programmazione, quella emersa dal monitoraggio delle strutture attualmente autorizzate, e contenuta nell’allegato n. 1 alla presente deliberazione per costituirne parte integrante e sostanziale, che di fatto rispecchia il fabbisogno espresso dal territorio, incrementata del 20 per cento per garantire, nel caso di nuove e diverse esigenze manifestate dal territorio medesimo, il riequilibrio a livello regionale dando priorità alle zone in cui i servizi sono maggiormente carenti;
– di stabilire il termine di un anno dall’approvazione della presente deliberazione per una eventuale revisione della prima programmazione, che possa essere aggiornata con eventuali strutture non mappate che dovranno essere comunicate al competente Servizio della Direzione generale delle politiche sociali ai sensi dell’articolo 37 del D.P.Reg. n. 4/2008;
– “a tale fine si rende necessario garantire il flusso costante di dati (sugli ospiti, sul personale impiegato, ecc.) tra strutture/Comuni/Regione mediante il SIWE e la validazione semestrale dei dati caricati dalle strutture da parte dei Comuni competenti in materia di vigilanza;-di dare atto che, in ottemperanza alle disposizioni di cui all’articolo 40, comma 1, lettera b), non potranno essere oggetto di accreditamento le strutture che non siano ricomprese nella programmazione definita e aggiornata secondo le indicazioni della presente deliberazione;

atteso che:
– la deliberazione non chiarisce se le strutture non comprese possano continuare a svolgere la propria attività in quanto regolarmente autorizzate SUAPE ovvero se la non inclusione nell’elenco di cui all’allegato 2 sia elemento ostativo al proseguo dell’attività;
– l’allegato 2 alla deliberazione n. 3/6 del 28 gennaio 2021 illustra il sistema tariffario definito senza evidenza di criteri specifici e/o diversificati a seconda dei differenti servizi offerti;
– dal 2008 al 2013 l’Assessorato competente ha aperto tavoli di confronto con i referenti delle strutture per minori, all’interno dei quali è stata rappresentata la varietà dei servizi esistenti sul territorio regionale e indicata con precisione anche la differenziazione dell’offerta dei programmi, dei progetti e dell’assistenza attraverso operatori professionali, specialisti vari quali psicologi, pedagogisti e di specialisti vari quali logopedisti, etc, che determina una notevole variazione di costi da struttura a struttura;
– all’interno dei tavoli di confronto fin da allora emerse chiaramente come le comunità di accoglienza per minori devono sostenere costi di gran lunga maggiori rispetto a quelle di accoglienza di mamma e bambino;
– tuttavia, l’allegato 2 della deliberazione n. 3/6 del 2021 illustra il sistema tariffario definito senza evidenza di criteri specifici e/o diversificati a seconda dei differenti servizi offerti omologando in tal modo tutte le strutture e servizi offerti;

considerato inoltre che l’emergenza sanitaria in corso da marzo 2020 ha imposto alle comunità un investimento nettamente superiore in risorse umane e professionali specifiche rispetto al passato in considerazione della chiusura delle scuole e dell’avvio della DAD e che le comunità per minori si sono trovate a dover gestire i minori e le minori ospiti h24 senza il supporto dei servizi presenti sul territorio con un aggravio di spesa che necessita di essere riconosciuto;

rilevato che nella deliberazione della Giunta regionale n. 3/6 del 2021 manca la definizione e la conseguente descrizione delle strutture a ciclo diurno, le quali sono da intendersi, per attività e servizi resi, come centri semiresidenziali,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto sopra riportato;
2) quali siano stati i criteri di inserimento nella banca dati dal momento che risulterebbero inserite comunità che hanno cessato l’attività già da tempo e che mancano invece, nell’elenco, diverse strutture di categoria C4 che risultano essere in piena attività;
3) nelle more della revisione e integrazione della banca dati regionale SIWE evidentemente incompleta, in quale modo intendano considerare le strutture attualmente non ricomprese dalla mappatura e regolarmente autorizzate e funzionanti come da autorizzazione SUAPE;
4) se non valutino appropriato riconsiderare il sistema tariffario adeguandone i criteri e gli importi ai differenti servizi realmente offerti;
5) se non sia da stimare necessaria una integrazione delle tariffe rispetto al periodo marzo 2020-gennaio 2021 (permanenza dei minori in comunità h24 per tutto il periodo della DAD);
6) se non reputino corretto inserire a pieno titolo tra le strutture a ciclo diurno autorizzate tramite SUAPE (D – Strutture a ciclo diurno D 1 Centri di aggregazione sociale, D 2 Centri socio-educativi diurni, D 3 Centri famiglia) così come legiferate nella normativa attualmente vigente (rif. allegato alla deliberazione della Giunta regionale n. 38/14 del 24 luglio 2018);
7) se non sia da ritenersi utile, ai fini del dialogo e della necessaria collaborazione tra istituzione e le associazioni delle comunità titolari di interesse sociale generale e in particolare dei minori da esse tutelati, la riconvocazione di tavoli di confronto al fine di meglio modulare le disposizioni sulle necessità e sui servizi reali offerti e così riattivare una buona prassi di ascolto e intesa.

Cagliari, 15 febbraio 2021

Condividi:
Aumenta dimensioni caratteri
Alto contrasto