Mozione n. 487

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 487

(Discussa in Aula il 06/07/2021 ai sensi dell’articolo 123 bis del Regolamento)

FANCELLO – SATTA Giovanni – LANCIONI – MAIELI – MARRAS – MULA – SCHIRRU – USAI sulla necessità di rimodulare il sistema di selezione per l’ingresso nelle scuole di specializzazione di area medica e di assumere gli specializzandi coinvolti nell’emergenza Covid con contratti a tempo determinato.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PRESO ATTO che:
– la pandemia da Covid-19 ha inciso pesantemente sul sistema sanitario acuendone le fragilità;
– la pandemia da Covid-19 ha messo in evidenza l’importanza della medicina territoriale, in termini di prevenzione e tempestività delle cure;
– la pandemia da Covid-19 ha acuito le disparità sociali;

CONSIDERATO che:
– in Sardegna e in particolar modo nelle sue zone interne si sta verificando un allarmante fenomeno di riduzione progressiva del numero di medici, sia di base che specialisti, e che ciò sta incidendo fortemente sulla qualità della vita e sulla sicurezza dei cittadini;
– per far fronte all’emergenza innescata dalla pandemia Covid-19 è stato necessario assumere con contratti di Co.Co.Co specializzandi all’ultimo o al penultimo anno;
– i suddetti specializzandi, affrontando l’emergenza, hanno maturato un bagaglio di esperienza straordinaria rispetto a quella che fornisce un normale percorso di studi, e che questa esperienza deve essere valorizzata;

RILEVATO che:
– l’insufficienza di posti nelle scuole di specializzazione di area medica, a fronte delle criticità messe in evidenza dalla pandemia di Covid-19 e della crescente mancanza di medici appare obsoleta e inadeguata alle circostanze;
– allo stato attuale, con l’impiego di una graduatoria nazionale, l’immatricolazione ai corsi di laurea delle professioni sanitarie in atenei “fuori sede”, ovvero lontano dalla propria residenza, diventa possibile solo ai nuclei familiari che posseggono un reddito medio alto, tagliando fuori una grande fetta di popolazione che oggi, anche a causa della pandemia, ha ridotto notevolmente il proprio reddito non potendosi permettere quindi gli studi universitari di un figlio fuori sede;
– l’arruolamento nelle scuole di specializzazione di area medica avviene utilizzando una graduatoria nazionale, facendo sì che una volta terminato il corso di studi i neo specialisti facciano rientro nella loro regione di origine lasciando scoperto il territorio dove si sono formati e mettendo in crisi il sistema sanitario locale;
– nell’immediato, la drammatica carenza di medici potrebbe essere in parte attenuata contrattualizzando gli specializzandi che hanno accettato l’incarico Co.Co.Co in emergenza e che hanno maturato una preziosa esperienza;
– il decreto legislativo del 9 marzo 2020, il cosiddetto “Salva Italia”, in deroga emergenziale dispone assunzioni di specializzandi a tempo determinato anche in assenza dell’accordo-quadro tra università e regioni, ma sempre nell’ambito della rete formativa della scuola di afferenza;

RITENUTO che:
– per coprire in parte il fabbisogno di medici, si può agire d’urgenza con la stipula di contratti a tempo determinato che inquadrino gli specializzandi che hanno prestato la loro opera per affrontare l’emergenza Covid-19 tramite Co.Co.Co;
– sia necessario effettuare una programmazione che tenga conto del fabbisogno di medici nel territorio sardo e sulla base di questo rimoduli il numero di posti disponibili nelle scuole di specializzazione equiparandolo almeno a quello dei laureati negli Atenei sardi;
– sia necessario aumentare il numero di borse di studio regionali per le scuole di specializzazione;
– con un arruolamento locale sarebbe statisticamente molto più probabile che la formazione specialistica post-laurea si diffonda in maniera più equa sul territorio nazionale, mettendo al riparo i sistemi sanitari regionali che oggi risentono di gravissime carenze di personale medico specializzato, problema maggiormente sentito in Sardegna dove insiste la problematica dell’insularità;
– per entrambi gli arruolamenti (corsi di laurea delle professioni sanitarie e scuole di specializzazione di area medica) al test d’ingresso a livello nazionale per tutti gli Atenei si potrebbero affiancare graduatorie di merito locali;
– per l’arruolamento ai corsi di laurea delle professioni sanitarie lo studente dovrebbe essere libero di partecipare alla selezione nell’Ateneo dove desidera, in funzione delle proprie motivazioni e possibilità economiche garantendo sempre il diritto allo studio che non deve essere condizionato dallo stato economico familiare;
– per quanto concerne le scuole di specializzazione, per evitare la chiusura di reparti per mancanza di medici specializzati, si dovrebbe dare la possibilità a ciascun medico di partecipare al concorso nazionale ma nell’Ateneo dove preferisce;
– al fine di dare maggiori opportunità di scelta, sarebbe utile diversificare i test per specialità e fissarli per gruppi in date differenti consentendo al candidato di presentarsi fino ad un massimo di tre test selettivi all’anno,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a procedere con l’assunzione a tempo determinato degli specializzandi che hanno prestato la loro opera per affrontare l’emergenza Covid-19 tramite Co.Co.Co;
2) a far sì che la Regione si doti di una programmazione che calcoli il fabbisogno di medici nel territorio sardo e che, sulla base di questo, rimoduli il numero di posti disponibili nelle scuole di specializzazione equiparandolo almeno a quello dei laureati negli Atenei sardi;
3) a reperire le risorse necessarie per incrementare il numero di borse di studio regionali per le scuole di specializzazione;
4) a intraprendere ogni possibile iniziativa presso il Ministero della salute affinché:
a) sia rimodulato il sistema di selezione per l’ingresso nelle scuole di specializzazione di area medica attraverso la libera scelta dell’Ateneo;
b) i test per specialità siano fissati per gruppi in date differenti consentendo al candidato di presentarsi fino ad un massimo di tre test selettivi all’anno.

Cagliari, 30 giugno 2021

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