Difensore civico
L’incarico è stato conferito con Decreto della Presidente della Regione n. 37 del 20 maggio 2026, pubblicato sul Buras n. 28 del 28 maggio 2026, Parte I e Parte II.
L’Ufficio del Difensore civico è ubicato all’interno del Palazzo del Consiglio regionale della Sardegna, in via Roma n. 25 a Cagliari.
Ricevimento al pubblico
Dal 21 luglio 2026 sarà attivo lo sportello di ricevimento per il pubblico, tutti i martedì dalle ore 10 alle ore 12,30 nei locali del Palazzo del Consiglio Regionale nella via Roma a Cagliari. Sarà possibile prenotare un appuntamento contattando il numero verde o inviando una mail ai recapiti sotto indicati.
Gli Uffici del Difensore civico possono essere contattati ai seguenti indirizzi:
- Numero Verde 800.060160 o Numero a pagamento 335.872.13.71
(Ore 10-12 dal Lunedì al Giovedì) - pec: difensorecivico@pec.crsardegna.it
- email: difensorecivico@consregsardegna.it
- PRESENTAZIONE
- Aderisci alla campagna POSTO OCCUPATO
Posto Occupato è una campagna di sensibilizzazione nazionale contro la violenza di genere che ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla diffusione di questo fenomeno nella nostra società.
I dati restituiscono una realtà pesante nella quale ogni giorno si rincorrono notizie relative a femminicidi e violenze nei confronti delle donne in ogni contesto e in ogni regione.
Non ci sono zone non toccate da questo fenomeno che è purtroppo trasversale e strutturale. Per superare questo stato di cose occorre uno sforzo che non può essere confinato al solo momento punitivo o esaurirsi nella strategia sanzionatoria pur necessaria ed imprescindibile: serve un lavoro collettivo, un impegno a tutti i livelli istituzionali e di tutta la società.
Il fenomeno della violenza è articolato, a volte subdolo e spesso sommerso, coinvolge troppo spesso i legami familiari e di relazione lasciando molte donne sole.
Con questa iniziativa invitiamo tutti i Comuni, gli enti, istituzioni e insieme a loro i privati che volessero dare un segno in questo senso, a adottare uno spazio per il POSTO OCCUPATO, documentando con una foto o un video questo impegno che vuole ricordare le vittime di violenza e costituire un momento di richiamo forte alla necessità di contrastare a tutti i livelli questo fenomeno.
- ISTRUZIONI DI INVIO
Per l’uso delle immagini, se la foto mostra solo la sedia con la locandina, di norma non serve una liberatoria delle persone; se invece compaiono persone riconoscibili, serve attenzione alla normativa su immagine e consenso. Le liberatorie per la pubblicazione di foto e video, infatti, sono documenti separati che autorizzano la diffusione delle immagini in specifici contesti.
In allegato sotto, si trova il file di proposta fac simile, ricordando che per ridurre i profili privacy, la soluzione più semplice è realizzare una foto della sola sedia o postazione con la locandina, evitando volti o persone riconoscibili; la pagina dell’iniziativa ‘POSTO OCCUPATO’ richiede foto dell’allestimento e una breve descrizione del contesto.
Fac simile liberatoria [file.docx]
Per il breve testo accompagnatorio della foto si danno le seguenti indicazioni:
il testo dovrebbe essere composto preferibilmente da 3-5 righe, contenente le seguenti informazioni:
– luogo in cui è stata realizzata l’iniziativa;
– data o occasione dell’adesione;
– modalità con cui è stato predisposto il “posto occupato”;
– eventuale breve motivazione o messaggio di adesione.
A titolo esemplificativo, il testo può essere formulato così:
“Il giorno XXX, presso XXX, è stato allestito un ‘Posto Occupato’ come segno di adesione all’iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Il gesto intende richiamare simbolicamente il vuoto lasciato da chi non può più occupare quel posto nella vita quotidiana.”
“LA DIFESA CIVICA A SCUOLA: DIRITTI, LEGALITA’ e CITTADINANZA ATTIVA PER UNA COSTITUZIONE VIVA”
Il Difensore Civico è un organo autonomo e indipendente che ha il compito di tutelare i diritti e gli interessi dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione regionale.
In Sardegna l’ufficio del Difensore Civico è stato istituito con la legge regionale n. 4 del 17 gennaio 1989, è nominato con decreto del Presidente della Regione su designazione del Consiglio regionale e viene scelto tra i cittadini che, per preparazione ed esperienza, diano la massima garanzia di indipendenza, obiettività, serenità di giudizio e competenza giuridico-amministrativa.
Il Difensore svolge diverse funzioni e compiti e tra i più rilevanti:
– il controllo dell’attività dell’Amministrazione regionale e degli enti correlati;
– l’intervento, d’ufficio o su richiesta dei cittadini, nei casi di inerzia o risposte insoddisfacenti dell’amministrazione;
– il riesame dei provvedimenti di diniego o di differimento del diritto di accesso ai documenti amministrativi e del diritto di accesso civico, sia “semplice” che “generalizzato”.
La riflessione sui temi della legalità nella formazione scolastica costituisce un momento importante e significativo di presa di coscienza dei diritti e doveri di ogni persona verso la collettività.
L’articolo 8 della legge n. 92 del 2019 sull’insegnamento di Educazione civica, prevede che l’insegnamento trasversale dell’educazione civica possa essere integrato con esperienze extra-scolastiche, a partire dalla costituzione di reti anche di durata pluriennale con altri soggetti istituzionali.
In questa prospettiva il Difensore civico, soggetto istituzionale qualificato, sviluppando la possibilità prevista dalla legge 92/2019 offre, con il progetto “La difesa Civica a Scuola: Diritti, Legalità e cittadinanza attiva per una Costituzione viva“, la propria disponibilità alle scuole per rendere note le specifiche competenze proprie del suo ruolo.
Per le sue caratteristiche il progetto, pur nel rispetto dell’autonomia propria di ciascuna istituzione scolastica, si presta anche ad essere inserito in percorsi più ampi e articolati di educazione alla legalità, eventualmente anche già attivati.
Inoltre, il Difensore Civico ha in essere un’iniziativa dedicata al contrasto alla violenza, che può essere utilmente condivisa e integrata con le attività svolte dalle scuole.
DESTINATARI
L’iniziativa progettuale è rivolta alle alunne ed agli alunni ed alle studentesse e agli studenti delle scuole, statali e paritarie, del primo ciclo di istruzione della Sardegna.
FINALITÀ E OBIETTIVI
La finalità del progetto “La difesa Civica a Scuola: Diritti, Legalità e cittadinanza attiva per una Costituzione viva” è quella di sensibilizzare alunni e studenti sui temi della legalità, della conoscenza e osservanza delle regole di cittadinanza attiva avvicinandoli al mondo della pubblica amministrazione.
In questa prospettiva è rilevante il dettato della legge n. 92 del 2019 con la quale il legislatore ha introdotto l’insegnamento trasversale di Educazione civica, obbligatorio per tutti i gradi dell’istruzione, a partire dalle scuole dell’infanzia.
Il legislatore ritiene che l’insegnamento di Educazione civica sia basilare nella formazione dei futuri cittadini e fondamentale per la costruzione di una società più equa e rispettosa dei principi costituzionali.
La predetta legge articola l’insegnamento di educazione civica attorno a tre assi: lo studio della Costituzione, lo sviluppo sostenibile, la cittadinanza digitale. Come anche esplicitato nell’art. 3 della legge, sono di particolare rilevanza ai fini del presente progetto:
– lo studio e l’approfondimento della nostra Carta costituzionale e delle principali leggi nazionali e internazionali, con l’obiettivo di fornire gli strumenti per conoscere i diritti e doveri, di formare cittadini responsabili e attivi che partecipino pienamente e con consapevolezza alla vita civica, culturale e sociale della loro comunità;
– l’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie;
– la conoscenza delle istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali;
– l’educazione all’utilizzo consapevolmente e responsabilmente dei nuovi mezzi di comunicazione e degli strumenti digitali, in un’ottica di sviluppo del pensiero critico, sensibilizzazione rispetto ai possibili rischi connessi all’uso dei social media e alla navigazione in Rete, contrasto del linguaggio dell’odio.
ATTIVITÀ, SVOLGIMENTO, TEMPISTICHE
Le azioni di cui sopra saranno condotte dal Difensore civico secondo un calendario concordato, preferibilmente nelle giornate di mercoledì e giovedì, dal mese di ottobre 2026 al mese di maggio 2027.
Le date disponibili sono di volta in volta pubblicate ed aggiornate sulla pagina web del Difensore civico, alla pagina dedicata al progetto. Gli incontri con gli istituti saranno stabiliti secondo l’ordine di arrivo delle adesioni. L’ufficio del Difensore civico potrà concordare con gli istituti richiedenti date alternative in considerazione della distribuzione geografica degli istituti richiedenti.
Il Difensore civico incontrerà una o più classi contemporaneamente, individuate per gruppi omogenei (di età, interessi, programma scolastico svolto, ecc.) da ciascun istituto richiedente.
Gli incontri si svolgeranno presso ciascuna istituzione scolastica richiedente, ed avranno una durata massima di due ore, affrontando in linea generale i seguenti temi (salvo richiesta di approfondimento di tematiche specifiche):
· ruolo e funzione del Difensore Civico regionale;
· Costituzione, diritti e doveri delle persone;
· Cittadinanza digitale, con particolare riferimento a bullismo e cyberbullismo
L’inizitiva è aperta al confronto e al dialogo mediante la partecipazione attiva di alunne e alunni e di studentesse e studenti.
MODALITÀ DI ADESIONE
Gli istituti interessati potranno presentare la candidatura compilando la specifica scheda allegata ed inviandola,
entro e non oltre la data del 5 ottobre 2026
all’indirizzo difensorecivico@consregsardegna.it. All’atto della candidatura si dovranno indicare almeno tre possibili date.
Ogni istituto, al fine di pianificare al meglio l’attività, individuerà al suo interno un docente di riferimento responsabile del progetto per la scuola, che avrà il ruolo di raccordo tra l’istituto e l’Ufficio del Difensore civico.
RISORSE UMANE COINVOLTE – GESTIONE E COORDINAMENTO
Il Difensore civico regionale e il suo Ufficio cureranno la raccolta e la gestione delle adesioni e la conduzione dell’attività.
L’U.S.R. svolgerà compiti di consulenza, coordinamento della comunicazione fra l’Ufficio del Difensore civico e le scuole, disseminazione dell’iniziativa.
VALUTAZIONE FINALE DELL’ESPERIENZA PROGETTUALE
La valutazione finale dell’esperienza progettuale sarà cogestita dall’U.S.R. e dall’Ufficio del Difensore civico e mirerà a rilevare dati quali-quantitativi al fine del miglioramento di una successiva riedizione.
RIFERIMENTI UTILI
Difensore civico regionale:
– Avv. Rosanna Mura
difensorecivico@pec.crsardegna.it – difensorecivico@consregsardegna.it
https://www.consregsardegna.it/relazioni-con-i-cittadini/autorita-di-garanzia/difensore-civico/
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Capo servizio Autorità di Garanzia presso il Consiglio regionale della Sardegna:
– Dott.ssa Caterina Piras
caterina.piras@consregsardegna.it – 070 6014300
MODULISTICA
Il Difensore Civico, istituito con la Legge regionale n. 4 del 17 gennaio 1989, esercita le sue funzioni in piena indipendenza e controlla, in relazione ad atti o procedimenti amministrativi, l’attività:
- dell’Amministrazione regionale
- di enti delegatari di funzioni amministrative regionali
- dei concessionari di pubblici servizi regionali
- di ogni altro ente pubblico sottoposto alla vigilanza della Regione
per assicurare il buon andamento, la tempestività, la correttezza e l’imparzialità dell’azione amministrativa.
Il Difensore Civico interviene:
- d’ufficio,
- a richiesta del diretto interessato
- ad iniziativa di associazioni o formazioni sociali
- nei casi che destino allarme o preoccupazione nella cittadinanza.
I cittadini o gli enti che abbiano in corso una pratica o che abbiano diretto interesse ad un procedimento amministrativo in corso presso le amministrazioni, enti e aziende sopra indicati, hanno diritto di chiedere notizie sullo stato della pratica o del procedimento. Trascorsi inutilmente trenta giorni o ricevuta risposta insoddisfacente, possono richiedere, ai sensi dell’art. 6 L.R. n.4/1989 l’intervento del Difensore Civico.
Il Difensore Civico ha altresì competenza:
- in materia di ricorsi avverso il diniego o differimento di accesso agli atti (c.d. Accesso documentale) dell’Amministrazione regionale e degli enti indicati dall’art. 25 della legge n.241 del 18 agosto 1990 e m.i.
- in materia di ricorsi avverso il diniego o differimento di accesso civico dell’Amministrazione regionale e degli enti indicati dall’art. 5 comma 8 del d.lgs. 33/2013 em.i.
Gli uffici di segreteria del Difensore Civico ricevono, previo appuntamento, i cittadini che vi si recano personalmente, forniscono indicazioni, richiedono chiarimenti e l’integrazione della documentazione, danno suggerimenti nei casi che esulano dalla competenza del Difensore Civico.
Leggi inerenti all’attività del Difensore civico:
– Legge regionale 17 gennaio 1989 N.4 – Istituzione dell’Ufficio del Difensore Civico in Sardegna.
– Legge regionale 3 febbraio 1993, N. 9 – Norme sulla salvaguardia dei diritti dell’utente del servizio sanitario nazionale.
– Legge 7 agosto 1990, N. 241 – Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e diritto di accesso ai documenti amministrativi – art. 25.
– D.lgs. 14 marzo 2013 N. 33 – Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni – art. 5 e 5 bis.
Ricorso ex art. 6 L.R. n.4/1989
I cittadini o gli enti che abbiano in corso una pratica o che abbiano diretto interesse ad un procedimento amministrativo in corso presso amministrazioni o enti regionali, hanno diritto di chiedere notizie sullo stato della pratica o del procedimento. Trascorsi inutilmente trenta giorni o ricevuta risposta insoddisfacente, possono richiedere l’intervento del Difensore Civico.
L’intervento dovrà essere richiesto esclusivamente attraverso gli appositi modelli debitamente compilati, sottoscritti e corredati di copia di un documento di identità.
Per motivi organizzativi le richieste di intervento presentate sotto diversa forma non potranno essere evase.
Ricorso avverso diniego di accesso documentale
(ex art. 25 comma 4 L.241/1990)
I cittadini o gli enti che abbiano presentato una richiesta di accesso agli atti nei confronti delle amministrazioni regionali hanno diritto di presentare ricorso al Difensore Civico regionale.
Trascorsi inutilmente trenta giorni dalla presentazione della domanda di accesso, o ricevuta risposta di diniego totale o parziale, i cittadini possono presentare ricorso al Difensore civico regionale attraverso gli appositi modelli debitamente compilati, sottoscritti e corredati di copia di un documento di identità.
Se la richiesta d’accesso riguarda atti di amministrazioni comunali o provinciali il Difensore civico competente è quello comunale o provinciale o, qualora in quegli ambiti territoriali il Difensore civico non sia stato istituito, il Difensore civico dell’ambito territoriale immediatamente superiore.
Il ricorso deve essere presentato entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione della comunicazione di diniego o dalla formazione del silenzio rigetto.
Ai sensi dell’art. 12, comma 2, del D.P.R. 12 aprile 2006, n. 184 il ricorso deve essere notificato, a cura della parte ricorrente, agli eventuali controinteressati (soggetti che dall’esercizio dell’accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza) mediante invio di copia dello stesso tramite raccomandata AR. Nel termine di 15 giorni dall’avvenuta ricezione i controinteressati possono presentare al Difensore civico, anche per via telematica, le loro controdeduzioni.
Le ricevute dell’avvenuta spedizione della copia del ricorso ai controinteressati devono essere allegate al ricorso.
Ricorso avverso diniego di accesso civico
(ex art. 5 comma 8 d.lgs. 33/2013)
I cittadini o gli enti che abbiano presentato una richiesta di accesso civico, sia “semplice” (ex art. 5 comma 1) che “generalizzato” (ex art 5 comma 2), nei confronti delle amministrazioni regionali hanno diritto di presentare ricorso al Difensore Civico regionale contro il diniego espresso o tacito, o il differimento, opposto alla richiesta di accesso.
Trascorsi inutilmente trenta giorni dalla presentazione della domanda di accesso, o ricevuta risposta di diniego totale o parziale, i cittadini possono presentare ricorso al Difensore Civico regionale attraverso gli appositi modelli debitamente compilati, sottoscritti e corredati di copia di un documento di identità.
Se la richiesta d’accesso riguarda atti di amministrazioni comunali o provinciali il Difensore civico competente è quello comunale o provinciale o, qualora in quegli ambiti territoriali il Difensore civico non sia stato istituito, il Difensore civico dell’ambito territoriale immediatamente superiore.
Il ricorso deve essere obbligatoriamente notificato all’Amministrazione interessata mediante invio di copia dello stesso tramite raccomandata A.R.
Le ricevute dell’avvenuta spedizione della copia del ricorso all’Amministrazione devono essere allegate al ricorso.
In caso di accoglimento della richiesta di accesso da parte dell’Amministrazione, è data possibilità al controinteressato di presentare ricorso al Difensore Civico ai sensi del comma 8 dell’art.5 d.lgs. 33/2013.
Il diritto di accesso documentale, previsto dagli articoli 22 e seguenti della legge 241/90, consiste nel “diritto degli interessati di prendere visione ed estrarre copia di documenti amministrativi” detenuti dalla pubblica amministrazione. Legittimati all’esercizio del diritto sono solo coloro che dimostrino di essere titolari di “un interesse diretto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso”. Tale interesse deve essere pertanto adeguatamente esplicitato in sede di istanza di accesso.
Il diritto di accesso civico previsto dal D.lgs 33/2013 non richiede, al contrario, alcuna particolare legittimazione (pertanto può essere esercitato da chiunque senza necessità di motivare la richiesta) e si articola in due fattispecie:
- L’accesso civico semplice (art.5 comma 1) che consiste nel diritto di richiedere alle pubbliche amministrazioni che siano pubblicati documenti, informazioni o dati la cui pubblicazione sia obbligatoria per legge.
- L’accesso generalizzato (art. 5 comma 2) che consiste nel diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli soggetti ad obbligo di pubblicazione, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti, secondo quanto previsto dall’articolo 5-bis.
Si riporta, di seguito, quanto contenuto nelle linee guida dell’ANAC, approvate con Delibera n. 1309 del 28 dicembre 2016, in materia di distinzione tra le varie forme di accesso:
“Distinzione fra accesso generalizzato e accesso civico”
L’accesso generalizzato non sostituisce l’accesso civico “semplice” (d’ora in poi “accesso civico”) previsto dall’art. 5, comma 1 del decreto trasparenza, e disciplinato nel citato decreto già prima delle modifiche ad opera del d.lgs. 97/2016. L’accesso civico rimane circoscritto ai soli atti, documenti e informazioni oggetto di obblighi di pubblicazione e costituisce un rimedio alla mancata osservanza degli obblighi di pubblicazione imposti dalla legge, sovrapponendo al dovere di pubblicazione, il diritto del privato di accedere ai documenti, dati e informazioni interessati dall’inadempienza.
I due diritti di accesso, pur accomunati dal diffuso riconoscimento in capo a “chiunque”, indipendentemente dalla titolarità di una situazione giuridica soggettiva connessa, sono quindi destinati a muoversi su binari differenti, come si ricava anche dall’inciso inserito all’inizio del comma 5 dell’art. 5, “fatti salvi i casi di pubblicazione obbligatoria”, nel quale viene disposta l’attivazione del contraddittorio in presenza di controinteressati per l’accesso generalizzato.
L’accesso generalizzato si delinea come affatto autonomo ed indipendente da presupposti obblighi di pubblicazione e come espressione, invece, di una libertà che incontra, quali unici limiti, da una parte, il rispetto della tutela degli interessi pubblici e/o privati indicati all’art. 5 bis, commi 1 e 2, e dall’altra, il rispetto delle norme che prevedono specifiche esclusioni (art. 5 bis, comma 3).
Distinzione fra accesso generalizzato e accesso agli atti ex l. 241/1990
L’accesso generalizzato deve essere anche tenuto distinto dalla disciplina dell’accesso ai documenti amministrativi di cui agli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 (d’ora in poi “accesso documentale”). La finalità dell’accesso documentale ex l. 241/90 è, in effetti, ben differente da quella sottesa all’accesso generalizzato ed è quella di porre i soggetti interessati in grado di esercitare al meglio le facoltà – partecipative e/o oppositive e difensive – che l’ordinamento attribuisce loro a tutela delle posizioni giuridiche qualificate di cui sono titolari. Più precisamente, dal punto di vista soggettivo, ai fini dell’istanza di accesso ex lege 241 il richiedente deve dimostrare di essere titolare di un «interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso». Mentre la legge 241/90 esclude, inoltre, perentoriamente l’utilizzo del diritto di accesso ivi disciplinato al fine di sottoporre l’amministrazione a un controllo generalizzato, il diritto di accesso generalizzato, oltre che quello “semplice”, è riconosciuto proprio “allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico”.
Dunque, l’accesso agli atti di cui alla l. 241/90 continua certamente a sussistere, ma parallelamente all’accesso civico (generalizzato e non), operando sulla base di norme e presupposti diversi.
Tenere ben distinte le due fattispecie è essenziale per calibrare i diversi interessi in gioco allorché si renda necessario un bilanciamento caso per caso tra tali interessi. Tale bilanciamento è, infatti, ben diverso nel caso dell’accesso 241 dove la tutela può consentire un accesso più in profondità a dati pertinenti e nel caso dell’accesso generalizzato, dove le esigenze di controllo diffuso del cittadino devono consentire un accesso meno in profondità (se del caso, in relazione all’operatività dei limiti) ma più esteso, avendo presente che l’accesso in questo caso comporta, di fatto, una larga conoscibilità (e diffusione) di dati, documenti e informazioni.”
NOTA. Si raccomanda di scaricare i modelli editabili prima della compilazione.
MODULO 1 – RICHIESTA DI RIESAME DEL DINIEGO/DIFFERIMENTO DI ACCESSO AGLI ATTI [file.odt]
MODULO 1 – RICHIESTA DI RIESAME DEL DINIEGO/DIFFERIMENTO DI ACCESSO AGLI ATTI [file.pdf]
MODULO 3 – MODELLO NOTIFICA CONTROINTERESSATO EX ART. 25 LEGGE N. 241/90 [file.odt]
MODULO 4 – MODELLO NOTIFICA CONTROINTERESSATO EX ART. 5 D. LGS. 33/2013 [file.odt]

