Interrogazione n. 1119/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 1119/A

MANCA Desiré Alma, con richiesta di risposta scritta, sulla modalità di riparto e requisiti di utilizzo del fondo per i test genomici per il carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce previsti dal decreto 18 maggio 2021 del Ministro della salute.

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La sottoscritta,

premesso che:
– in Italia il carcinoma della mammella rappresenta il tumore più frequentemente diagnosticato: nel 2020 secondo il Rapporto Aiom-Airtum “I numeri del cancro 2020” sono stati stimati 54.976 casi nella popolazione femminile, il 30,3 per cento di tutte le forme tumorali;
– in base ai dati 2017 del registro tumori (Sassari – Nuoro) sono stimabili in Sardegna un numero di nuovi casi pari a circa 1.200-1.300 per anno;
– il carcinoma della mammella, inoltre, risulta ancora la causa più frequente di morte per tumore nel sesso femminile, anche se, dalla fine degli anni 80, si osserva una moderata ma continua diminuzione, attribuibile sia ai progressi terapeutici sia ad una maggiore anticipazione diagnostica legata alla prevenzione secondaria e in particolare alla diffusione dei programmi di screening organizzato;
– i casi prevalenti (persone viventi a cui è stato diagnosticato un carcinoma mammario) si stima siano in Sardegna circa 15.000, numero che, per buona parte, risulta ancora in follow up (9-10.000 circa a 10 anni dalla diagnosi) e che, quindi, gravita sui servizi di senologia clinica;

considerato che:
– i test genomici sono uno strumento decisionale in più, che in aggiunta ai parametri clinici, istopatologici e strumentali, supporta i clinici nella scelta dei percorsi terapeutici più adatti per le pazienti con carcinoma della mammella in fase iniziale per le quali è incerta l’utilità di una chemioterapia in aggiunta alla endocrinoterapia dopo l’intervento chirurgico, consentendo di definire un piano di trattamento personalizzato e appropriato;
– è quindi molto importante avere la possibilità di identificare le pazienti alle quali non è possibile assicurare un significativo beneficio con la chemioterapia, evitandone gli effetti tossici oltreché psicologici;

atteso che:
– l’articolo 1, comma 479, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”, che prevede che: “al fine di garantire alle donne con carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce un trattamento personalizzato sulla base di informazioni genomiche, evitando il ricorso a trattamenti chemioterapici e l’aggravamento del rischio di contagio da Covid-19 per la riduzione delle difese immunitarie, a decorrere dall’anno 2021, nello stato di previsione del Ministero della salute, è istituito un fondo, con una dotazione di 20 milioni di euro annui, destinato, nei limiti del medesimo stanziamento, al rimborso diretto, anche parziale, delle spese sostenute per l’acquisto da parte degli ospedali, sia pubblici sia privati convenzionati, di test genomici per il carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce”;
– i test genomici per il carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce sono stati sviluppati con lo scopo di contribuire, assieme agli altri dati clinici, istopatologici e di diagnostica strumentale, a precisare maggiormente la valutazione prognostica delle neoplasie e, conseguentemente, al fine di supportare l’oncologo medico nella individuazione e nella personalizzazione del piano di trattamento più appropriato per la singola paziente;
– la prescrizione dei test genomici deve essere effettuata da un’equipe multidisciplinare dei centri di senologia che hanno in carico la paziente per l’indicazione, l’esecuzione e il follow up della eventuale chemioterapia adiuvante, tenuto conto delle preferenze espresse dalla paziente, all’uopo opportunamente informata;
– i centri di senologia preposti alla prescrizione e all’esecuzione dei test genomici sono individuati dalle regioni e dalle province autonome, che espletano le necessarie funzioni di coordinamento e verifica, nell’esercizio delle relative competenze in materia di tutela della salute;
– le risorse, pari a 20.000.000 di euro, sono ripartite tra le regioni e le province autonome tenendo conto del numero dei test da somministrare in relazione alla popolazione femminile residente, alla potenziale incidenza e prevalenza del carcinoma mammario e alla stratificazione clinico-patologica;
– per l’anno 2021, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del decreto 18 maggio 2021 nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero della salute una delibera riportante le indicazioni di cui all’allegato 2 del decreto 18 maggio 2021 relative alle modalità organizzative per la prescrizione, l’esecuzione, l’utilizzo, il monitoraggio, le verifiche e i controlli dei test multigenici prognostici e/o predittivi da eseguire nell’ambito del percorso di cura e con garanzia di presa in carico multidisciplinare;
– il decreto 18 maggio 2021 è stato pubblicato sulla GU Serie generale, n. 161 del 7 luglio 2021,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto esposto;
2) se gli uffici preposti siano stati attivati per la necessaria raccolta dei dati e la verifica dei requisiti previsti dal decreto;
3) quali tempi siano previsti per la trasmissione al Ministero della salute della deliberazione riportante le indicazioni di cui all’allegato 2 del decreto 18 maggio 2021 relative alle modalità organizzative per la prescrizione, l’esecuzione, l’utilizzo, il monitoraggio, le verifiche e i controlli dei test multigenici prognostici e/o predittivi da eseguire nell’ambito del percorso di cura e con garanzia di presa in carico multidisciplinare.

Cagliari, 13 luglio 2021

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