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Resoconto della seduta n. 217 del 04/10/2022

Bozza provvisoria

CCXVII SEDUTA

Martedì 4 ottobre 2022

Presidenza del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

Indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 11 e 19.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 29 marzo 2022 (206), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. I consiglieri regionali Michele Cossa, Aldo Salaris e Giovanni Satta hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 4 ottobre 2022.

Poich�� non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che in data 28 settembre 2022, il Gruppo consiliare Riformatori sardi ha comunicato la costituzione del nuovo Ufficio di Presidenza, che risulta così costituito: Presidente, onorevole Annalisa Mele; Vicepresidente, onorevole Michele Cossa.

Comunico che con nota del 27 settembre 2022 il Presidente della Regione ha trasmesso il proprio decreto numero 71 del 14 settembre 2002 con il quale sono accolte le dimissioni da Assessore regionale dei trasporti presentate dal signor Giorgio Todde; sono assunte, in via provvisoria, le relative funzioni di Assessore dei trasporti ad interim dal Presidente della Regione.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 347, 348, 349, 350.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 46, 304, 365, 741, 803, 1102, 1392, 1416, 1429, 1495, 1511, 1553, 1559, 1560;

(Risposte scritte pervenute in data 11 agosto 2022)

1558, 1569;

(Risposte scritte pervenute in data 6 settembre 2022)

1534;

(Risposta scritta pervenuta in data 7 settembre 2022)

1503, 1581;

(Risposta scritta pervenuta in data 20 settembre 2022)

1592;

(Risposta scritta pervenuta in data 23 settembre 2022)

1589, 1596;

(Risposte scritte pervenute in data 27 settembre 2022)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1584, 1585, 1586, 1587, 1588, 1589, 1590, 1591, 1592, 1593, 1594, 1595, 1596, 1597, 1598, 1599, 1600, 1601, 1602, 1603, 1604, 1605, 1606, 1607, 1608, 1609, 1610, 1611, 1612, 1613, 1614, 1615, 1616, 1617, 1618, 1619.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le interpellanze numero

183, 184, 185, 186.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero

608, 609, 610, 611, 612.

PRESIDENTE. Prima di passare all'ordine del giorno farei una sospensione dei lavori del Consiglio, per tenere una Conferenza dei Capigruppo.

Il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 36, viene ripresa alle ore 12 e 03.)

Elezione di un Questore del Consiglio

PRESIDENTE. Prego i colleghi Consiglieri di riprendere posto.

Il Consiglio deve procedere alla votazione a scrutinio segreto per l'elezione di un Questore a seguito del decesso del consigliere Oppi.

Secondo l'art. 5, comma 3, del Regolamento interno, è eletto chi abbia raggiunto la metà più uno dei voti.

Votazione a scrutinio segreto per schede

PRESIDENTE. Indico la votazione segreta per l'elezione di un Questore del Consiglio.

Prego i Consiglieri Segretari di procedere alla chiama.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Hanno ottenuto voti: Mundula, 1; Sechi, 42.

Viene proclamato eletto: Gian Filippo Sechi.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Secondo Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE SECONDO (LEU). Approfitto della riunione del Consiglio regionale dopo diversi giorni, qualche mese, per chiedere a lei, da Presidente del Consiglio, di poter riferire al Presidente della Giunta regionale che si ha necessità indifferibile di conoscere quelle che sono le linee guida per gli atti di indirizzo aziendale delle ASL, perché ci risulta che erano state approvate in Giunta le delibere di riferimento però ad oggi non si conoscono i contenuti delle stesse. Siccome senza atti aziendali le ASL non sono in grado di dare alcuna risposta rispetto alla drammatica situazione sanitaria della nostra Isola, io credo che entro oggi tutti i consiglieri regionali e la Commissione sanità debbano essere in grado di conoscere i contenuti di quelle delibere, che da quello che mi risulta non conoscono neanche gli Assessori. Quindi chiederei a lei di intervenire con urgenza presso il Presidente, non presso l'Assessore ma presso il presidente Solinas perché tutto il Consiglio regionale sia messo a conoscenza di quella che è la delibera sulle linee guida per gli atti aziendali, non dimenticando che la Commissione sanità, e questo lo dobbiamo in parte anche al nostro compianto Giorgio Oppi, all'unanimità, su indicazione dell'onorevole Oppi, approvò un parere che dava all'Assessore e al Presidente delle indicazioni precise su come andava riformulata la stessa, quindi noi siamo in attesa di conoscere l'esito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (LEU). Presidente, mi scuso perché ormai sembra un tormentone, però a tutt'oggi non abbiamo ancora notizia della nomina dei garanti, e lo dico in modo particolare per il contesto che stiamo vivendo, per i problemi anche legati alla povertà che colpiscono le famiglie, e quindi i minori, l'infanzia e gli adolescenti, per non parlare poi della situazione delle persone private della libertà individuale. Credo che ormai abbiamo superato il ridicolo e adesso siamo veramente alla vergogna, e mi dispiace dover rappresentare ancora una volta in Consiglio questa preoccupazione. Spero che si possa risolvere al più presto, come promesso l'ultima volta dal presidente Pais.

PRESIDENTE. Per quanto riguarda quanto richiesto dall'onorevole Cocco, le linee guida sono state approvate il 30 settembre e non sono leggibili, quindi mi farò carico di chiedere al Presidente se ha intenzione di renderle pubbliche il prima possibile. Invece per quanto giustamente segnalato dall'onorevole Caddeo, appena arriva il Presidente… è una competenza del Presidente del Consiglio.

Discussione del testo unificato: Disposizioni in materia di energia (TU DL105-PL100/B)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione del testo unificato del disegno di legge n. 105 e della proposta di legge n. 100.

Ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore. Grazie Presidente, grazie colleghi, dopo un iter un po' travagliato finalmente siamo riusciti a portare in Aula il testo unificato; il testo è unificato perché parte da un'iniziativa dell'Assessorato, viene condiviso dai colleghi di minoranza e approvato all'unanimità in Commissione.

Lo scopo di questa legge è chiaramente quello di dotare di strumenti energetici alternativi e innovativi i Comuni o le Unioni dei Comuni, quindi parliamo di eolico, fotovoltaico, geotermico e anche l'idrogeno. Il valore assoluto è quello chiaramente di creare energie alternative che finalmente dovrebbero sdoganarci da quello che invece è il consumo di energie derivate dai combustibili fossili. Il ruolo è quello anzitutto di rendere autosufficienti i Comuni e gli edifici pubblici, quindi scuole, municipi, asili e così via, dopodiché si passa alle famiglie meno abbienti fino ad arrivare ad un obiettivo molto più virtuoso e molto più ambizioso, che è quello di rendere completamente autosufficienti le nostre comunità.

La proposta di legge è perfettamente allineata con quelle che sono le indicazioni nazionali e internazionali di fornirsi di fonti energetiche alternative, e abbiamo inserito le Unioni dei Comuni perché ci sono dei Comuni che non hanno la possibilità di avere zone industriali o consorzi industriali, dove già di per sé possono essere costruite appunto delle fonti energetiche alternative, mentre con l'inserimento delle Unioni dei Comuni si dà la possibilità di aggregarsi e quindi di poter trovare un unico luogo che serva da comune denominatore per raggiungere lo scopo.

È stata inserita stamattina con un emendamento presentato in Commissione da me e dall'Assessore, che poi è stato condiviso all'unanimità da tutta la Commissione, una dotazione finanziaria di 14 milioni per il biennio 2023-2024 e auspico che questa legge proceda in Consiglio così come è proceduta in Commissione, quindi trovando la massima condivisione e l'unanimità dell'Aula.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Ringrazio i colleghi della Quinta Commissione per aver riportato in Aula questo testo unificato che, riprendo il Presidente, non è solo di iniziativa della Giunta, perché, Presidente Maieli, è anche di iniziativa dei Gruppi consiliari di opposizione, e onestà avrebbe voluto che nella sua introduzione avesse ricordato anche questo piccolo particolare, non solo politico ma anche relativamente al fatto che oggi approviamo un testo importante che riguarda un settore come quello delle comunità energetiche, del reddito energetico e di semplificazione di alcuni procedimenti amministrativi che però non risolve il problema energetico che oggi vive la Sardegna. Non lo risolve perché, ahimè, al di là del contributo che ha voluto dare il Partito Democratico nel presentare tre anni fa l'istituzione del reddito energetico… perché la nostra proposta è di tre anni fa e quindi dopo tre anni riusciamo a portare a casa un risultato importante per le famiglie sarde, anche grazie al contributo dell'Assessore che poi col testo unificato introduce e migliora anche il testo alla luce delle nuove normative nazionali ed europee, in qualche modo va a coprire uno dei problemi di cui altre Regioni d'Italia hanno già voluto occuparsi nel corso degli anni passati, cioè la costituzione delle comunità energetiche e del reddito energetico.

Su questo dico due parole, il reddito energetico, oltre che un aspetto di risparmio energetico, è anche un welfare importante per quanto riguarda le famiglie, perché attraverso l'istituzione del reddito energetico regionale e attraverso i criteri che la Giunta dovrà dare all'interno di quello che la legge prevede, le famiglie avranno un risparmio sulla bolletta della luce. Avranno un risparmio perché all'interno di una economia circolare di energia, parte va a essere utilizzata per quanto riguarda il problema energetico familiare, il resto viene venduto alla GSA che poi ritorna al Comune, quindi attraverso la possibilità di installare i pannelli fotovoltaici sopra le abitazione private si crea effettivamente per quanto riguarda la popolazione della Sardegna, al pari di quello che avviene anche nel Comune di Porto Torres che è stato il primo Comune in Italia che ha istituito la comunità energetica, e attraverso il reddito energetico regionale diamo una risposta in un momento estremamente grave per le famiglie di poter intervenire sul costo della bolletta. Però questo non basta, Assessore, non è sufficiente, e non è sufficiente perché i ritardi accumulati sino ad oggi relativamente a una politica energetica che manca da parte di questa Giunta, e i ritardi accumulati anche nella gestione da parte del presidente Solinas relativamente alla tematica dell'energia, se da una parte il Consiglio sta intervenendo con questo importante provvedimento legislativo per le famiglie, credo che quei ritardi accumulati dal Presidente sia sulla mancanza di una discussione del DPCM in quest'Aula, ma soprattutto con la figuraccia che ha fatto fare a questa Regione relativamente all'impugnazione di quel DPCM, seguito passo per passo… devo dire che l'Assessore all'ambiente, e gli faccio gli auguri, avrà la possibilità di seguire più da vicino da Roma essendo neo eletto, però lei e il suo collega della Giunta vivaddio lo sapevate bene di quel DPCM, vivaddio l'avete seguito passo per passo con gli importanti ruoli che svolgevate nella Commissione Stato-Regioni, per cui vedere il vostro Presidente, dopo che il DPCM è stato approvato, impugnarlo e vedersi bocciata quell'impugnazione, non conoscendo gli elementi basilari del diritto per cui era un era effettivamente infondato il provvedimento di impugnazione, se non l'ennesimo spot elettorale cui il Presidente in qualche modo ha abituato questa Regione, laddove quando non è d'accordo con qualcuno spara uno spot elettorale, con impugnazione e quant'altro, io credo che forse è stata una grande figuraccia istituzionale per questa Regione ma soprattutto è stata la certificazione di una mancanza di politica energetica. Per cui anche i comunicati che anche in queste ore vediamo da partiti di maggioranza che evocano l'impegno della Giunta relativamente alla politica energetica, nel momento stesso in cui ai cancelli della Portovesme non si sa se dopodomani i 200 lavoratori potranno rientrare alla propria attività, o San Gavino mi ricorda la mia collega, io credo che in qualche modo, al di là della buon auspicio di una legge positiva, io credo che oggi ci sia la certificazione di un fallimento totale sul tema più drammatico e importante che è il tema energetico, gestito effettivamente in maniera maldestra dal Presidente. Riconosco che gli Assessori hanno cercato di mettere mano, di aiutare e gestire il DPCM e anche alcune fasi delicate, però ha prevalso nel Presidente sempre il calcolo elettorale piuttosto che il benessere dei sardi, io credo che oggi ci sia proprio questa certificazione, perché sono convinto che questo è l'unico e ultimo provvedimento in materia energetica che quest'Aula discuterà e mi auguro che approverà, e però di energia non se ne parlerà mai più, se non attraverso comunicati o per guardare in maniera abbastanza inerme la chiusura delle fabbriche energivore del polo industriale del Sulcis-Iglesiente, l'aumento delle bollette della delle famiglie e vedere in maniera definitiva lo spegnimento della luce in Sardegna, ma noi ci auguriamo anche lo spegnimento di questa maggioranza sardo-leghista che ha governato così male nostra Isola.

PRESIDENTE. È iscritto A parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' MARIA LAURA (LEU - Demos - Possibile). Grazie Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, stiamo approvando un testo di legge con estremo ritardo, e state anche cercando di inserire due articoli che poco hanno a che fare con lo spirito del testo e ancora a meno con i tempi che corrono. Lo sappiamo tutti, il mondo negli ultimi anni è davvero cambiato totalmente. L'emergenza dei prezzi del gas e delle bollette non ha ancora raggiunto il suo apice e già in tanti sono in crisi, compresi i comuni. In Italia e in Europa tutti discutono su come agire per uscire da questa situazione che voi state proponendo all'interno del giusto testo di legge sulle Comunità energetiche, invece qualcosa di passato state proponendo quella vecchia trincea del gas metano e del carbone o comunque di energia prodotta da gas climalteranti, parlo dell'articolo 17 e dell'articolo 18. Una scelta sbagliata sia dal punto di vista strategico che economico. Il gas naturale nell'ultimo anno è decuplicato, e lo sappiamo tutti, il prezzo del petrolio è raddoppiato, mentre i costi delle energie rinnovabili è stabile o comunque tende a diminuire. Qualche tempo fa avete sostenuto, anche con l'impugnazione del DPCM del 29 marzo del 2022, riguardante l'individuazione delle opere e delle infrastrutture necessarie al face out dell'utilizzo del carbone in Sardegna e alla decarbonizzazione dei settori industriali dell'Isola, questa è proprio la via per la chiusura delle due centrali a carbone che abbiamo. Avete sostenuto invece il potenziamento delle centrali a carbone e il completamento della rete del gas con la dorsale e le sue diramazioni. Mi sembra sia stata la scelta sbagliata! Siete fermi e abbiamo solo perso tempo mentre i cittadini, le imprese, i comuni non sanno più come fare. Ormai lo dicono gli studi e Terna nel suo documento sugli scenari di domanda di energia elettrica e gas naturale relative alla nostra Isola lo specifica bene: in Sardegna possiamo fare a meno del gas. Tutti sappiamo che la Sardegna ha potestà legislativa sulla produzione e distribuzione dell'energia elettrica e dovrebbe farle valere con forza e criterio; è per questo che vi abbiamo criticato quando non avete mai voluto affrontare il tema energetico con la consapevolezza che è necessaria una legge quadro capace di mettere insieme i principi per risolvere la questione dell'approvvigionamento energetico dell'Isola. Va benissimo il testo sulle comunità energetiche, anche se oggi sappiamo che è parecchio in ritardo, ed è tra l'altro privo di copertura finanziaria al netto dell'emendamento che è stato presentato e che spero sia sufficiente a coprire tutti i bisogni. Oggi più che mai serve appunto incentivare ulteriormente anche a livello regionale la realizzazione delle comunità energetiche in tutte le comunità economiche e sociali della Sardegna al fine di poterle poi collegare fra loro in maniera intelligente e creare una vera e propria rete interna locale che viva di produzione e di autoconsumo. Ma questo non è ancora sufficiente, oggi serve essere convinti sulla decarbonizzazione. Gli studi effettuati indicano la strada da percorrere per arrivare al 2030 con quasi l'80 per cento di energia prodotta da fonti rinnovabili, serve inoltre intervenire in maniera importante sulle reti di distribuzione interna, ormai obsolete. L'energia deve essere trattata come un bene primario a cui tutti i cittadini devono poter accedere ed è per questo che aprirei anche un ragionamento con lo Stato e lo farei immediatamente sempre in termini di potestà legislativa sulla produzione e distribuzione per acquisire le reti e gestirle, provare a gestirle noi. Come aprire fin da subito anche un'interlocuzione con il Governo nazionale per stipulare un accordo tale per cui la sovrapproduzione di energia da eolico e fotovoltaico siano un vantaggio per le cittadine e i cittadini, come? Chiedendo delle ricompense dallo Stato, bisogna avere il coraggio di chiedere compensazioni per una percentuale consona che a mio avviso può arrivare anche al 50 per cento per l'installazione di mega impianti, compreso l'eolico offshore. E ancora credo sia fondamentale identificare le zone idonee e non idonee alle installazioni e provare ad applicare il modello portoghese con il criterio delle aste, è necessario verificarne l'applicabilità, ma credo sia legittima anche in Italia, il ragionamento è semplice, ragionamento che hanno fatto lì; chi vuole fare impianti in queste determinate aree si faccia avanti, chi offre l'elettricità al prezzo minore potrà costruire l'impianto ovviamente a spese sue, così facendo il Portogallo è arrivato a produrre il 90 per cento dei propri consumi e le stime parlano di una produzione nei prossimi anni del 150 per cento dei propri consumi elettrici da rinnovabili e ovviamente il surplus è destinato all'esportazione. Applicando questo sistema per noi sardi il Tyrrhenian link diventa utile sia per la stabilizzazione delle reti che per il passaggio di energia che genera economia.

Concludo. Credo si sia perso davvero troppo tempo, era necessario, ma lo è ancora oggi, avere una legge sull'energia in Sardegna. Questa legge deve essere seria moderna e al passo con i tempi, cercate di capire da che parte ruota il mondo altrimenti ci troveremo a pagare care non solo le bollette ma anche l'essere rimasti indietro nel tempo sprecando definitivamente il periodo storico che ci regala tante opportunità. Il momento in cui si potevano fare delle scelte strategiche guardando verso il futuro perché il tempo è adesso e voi invece state semplicemente rimanendo ancorati al passato, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Sull'ordine dei lavori. Grazie Presidente, ma mi chiedo cosa sia stato fatto rispetto al parere del CAL. Perché mi risulta che proprio in questi minuti in un altro palazzo di questa città sia riunito il Consiglio delle autonomie locali proprio per discutere il parere su questa legge. Al di là del fatto che probabilmente siamo fuori tempo massimo rispetto ai dieci giorni canonici, probabilmente riunire il Consiglio regionale nello stesso momento in cui si sta riunendo il CAL per esprimere un parere su una legge che andremo ad approvare stamattina credo che sia insomma poco logico. E quindi mi chiedo se non ci siano state interlocuzioni fra questa Presidenza e la Presidenza del CAL, perché mi risulta ce ne siano state e perché non hanno portato ad una soluzione in questo senso. Perché oggi andare ad approvare una legge che non tiene conto del parere del CAL che sta arrivando in questi minuti mi sembra una scelta sbagliata francamente. Quindi volevo capire a che livello si sono fermate le interlocuzioni fra la Presidenza del Consiglio regionale e la Presidenza del CAL, grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Meloni, per quanto di mia conoscenza so che stamattina si è riunita la quinta Commissione. Do adesso la parola al Presidente, so che è stato richiesto il parere, i termini sono scaduti quindi la Commissione credo che abbia preso atto della scadenza dei termini. Comunque do la parola al Presidente.

Ha domandato di parlare il consigliere Piero Maieli. Ne ha facoltà.

MAIELI PIERO (Psd'Az). Presidente, per ribadire quello che era stato appena detto, i termini sono scaduti i cinque giorni fa, non che noi non volessimo tener conto del parere del CAL, però era un provvedimento che era stato chiesto con estrema urgenza sia dalla Capigruppo che dal presidente Pais, quindi ci dispiace molto. Tant'è vero che io ho interloquito anche stamattina chiedendo se fosse possibile avere il parere entro la seduta del Consiglio, e ben venga se arriva entro oggi, come ci è stato promesso, lo presenteremo in Aula e quindi ne discuteremo insieme. Premetto che mi hanno già detto che il parere è favorevole. È chiaro che poi sarà più particolareggiato e sarebbe bello, sicuramente utile per quanto riguarda il Consiglio, conoscerlo e potervelo illustrare. Non è che c'è stata una cattiva volontà, purtroppo i termini erano scaduti già quasi da una settimana, questo è quello che è successo.

PRESIDENTE. Credo che la risposta del Presidente sia stata esaustiva.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Però non vorrei che si confondesse il rispetto del Regolamento con le questioni legate all'opportunità politica e al rispetto di organi statutari e di istituzioni diverse. Perché qui a parole ciascuno di noi rivendica il fatto che il Consiglio regionale non debba essere prevaricatore rispetto al pensiero dei comuni e alle prerogative degli enti locali, dopodiché chi ha il compito di essere maggioranza tanto qui quanto all'interno del Consiglio delle Autonomie locali non può farsi trovare dopo tre mesi di inattività totale al punto di non aver nemmeno consultato informalmente il Consiglio delle Autonomie locali. Perché la Presidente del Consiglio delle autonomie locali fa parte del partito dei Riformatori che è un partito che esprime Assessori regionali, che sostiene la maggioranza che oggi ci ha portato anche in questo spiacevole incidente diplomatico. Siccome si tratta di uno spiacevole incidente diplomatico, perché tutti noi vogliamo approvare il prima possibile questa legge, che ha atteso anche troppo, ma nessuno di noi vuole mancare di rispetto a un mondo che, appunto, a parole tutti noi sosteniamo. Quindi, Presidente, secondo me si può risolvere tutto anche per le vie brevi e per le vie informali, però chiederei a lei che ricopre in questa seduta questa carica di farsi carico del fatto che l'onorabilità dell'istituzione non venga lesa da polemiche che sicuramente ci saranno visto che in queste ore appunto se il CAL ha capito di doversi riunire oggi vuol dire che c'è stato quantomeno un problema comunicativo. Può sicuramente essere risolto, non sottovalutatelo perché sarebbe un peccato.

PRESIDENTE. Mi è parso di capire che l'interlocuzione c'è stata e che a quanto pare lo stesso Presidente del CAL abbia manifestato il parere favorevole, così ha detto il Presidente. Comunque siamo in fase di discussione, ben venga se arriva.

Ha domandato di parlare il consigliere Piero Maieli. Ne ha facoltà.

MAIELI PIERO (Psd'Az). Presidente, forse non sono stato chiaro. Intanto il parere è stato chiesto nei termini, è stato consultato anche durante la Commissione il Presidente dell'ANCI qui son stati consultati tutti e per carità è stato apprezzato moltissimo l'apporto di tutti. Purtroppo, ripeto, anche stamattina io ho interloquito col Presidente del CAL che mi ha garantito che entro oggi avrebbe mandato il parere e quindi ribadisco ben venga se entro oggi, tanto non penso che la discussione si esaurirà in questa mattina, ben venga se arriva, come detto, in tempo, che venga messo a disposizione di tutti e quindi commentato. Ma ribadisco il parere è favorevole. Tanto è vero che ho chiesto se era necessario fare degli emendamenti, perché se c'era qualcosa appunto da apportare alla legge, e mi è stato detto di no, mi è stato detto semplicemente che il parere sarebbe stato un po' più esaustivo e avrebbe chiarito magari alcuni aspetti e alcune, diciamo, peculiarità della legge, tutto qua. Quindi non credo che ci sia necessità di fare ulteriori polemiche, mi dispiace semplicemente che i tempi non siano concisi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU - Demos - Possibile). Presidente, mi pare che, anche per bocca del relatore, non ci siano ostacoli a leggere, anche se è possibile recepire, il parere del CAL. Quindi naturalmente abbiamo bisogno di leggerlo, per leggerlo dobbiamo aspettare che arrivi. Ora sono le 12 e 51, ci possiamo anche rivedere e decidere di rivederci alle 15 e 30, alle 15 o alle 16, questo non c'è nessun tipo di problema, in maniera tale da dare quelle ore di tempo a disposizione al CAL per farci avere il parere. Naturalmente la richiesta è al Presidente di evitare eventualmente problemi diplomatici e sentire la Presidente del CAL e poi inviare a tutti i Consiglieri lo stesso parere. Credo che questa sia la soluzione migliore per ovviare a questo tema e non c'è né da parte mia né da parte delle opposizioni, come è stato detto anche in alcuni interventi che mi hanno preceduto, nessun intento di ostruzionismo alla legge, anzi condividiamo e che è stata votata in Commissione in maniera unanime.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Grazie Presidente, ma nulla da eccepire su quello che hanno detto anche i colleghi di opposizione, però io direi per cercare di essere appena appena operativi, visto che non abbiamo iniziato alle 10 e mezza ma abbiamo iniziato alle 11 e mezza, mezzogiorno meno un quarto, è ormai diventata la regola. Io direi di continuare intanto almeno la discussione generale perché credo che ci siano diversi iscritti a parlare, poi nel mentre aspettiamo che possa arrivare questo parere alla ripresa dei lavori se il parere è arrivato così siamo in grado di poterlo votare e continuare con i lavori, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Cera. Ne ha facoltà.

CERA EMANUELE (FI). Grazie Presidente, sull'ordine dei lavori sarò brevissimo, per significare che un provvedimento così importante, come quello che oggi stiamo affrontando in quest'Aula, credo che debba trovare la massima condivisione.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue CERA EMANUELE.) Pertanto la necessità di poter prendere atto e conoscere anche quello che è il parere degli enti locali, che saranno coloro i quali principalmente saranno i beneficiari degli interventi normativi e anche a fronte degli investimenti che si vorranno proporre. Quindi credo che questa Assemblea abbia la capacità di rimandare almeno l'approvazione di questo provvedimento al parere dei sindaci che sono riuniti oggi e che auspichiamo possano in qualche modo produrre un documento che potrà essere posto all'attenzione dell'Aula. Quindi l'appello è quello di condividere al massimo questo provvedimento non fosse altro per la portata degli interventi previsti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Allora considerato che l'onorevole Meloni mette a conoscenza dell'Aula il fatto che il Consiglio delle Autonomie locali si è riunito e stia procedendo all'elaborazione di un parere, però non ho ben capito se, onorevole Meloni, e lei onorevole Agus, state chiedendo che la discussione riprenda dopo che sarà disponibile il parere. Se questa è la richiesta, cioè se voi state chiedendo di sospendere la discussione e di riprenderla una volta che il parere sarà disponibile il nostro Gruppo è favorevole a questa vostra proposta.

PRESIDENTE. Allora se posso contribuire a dare ulteriori elementi per la scelta. Come sapete il termine entro il quale il CAL avrebbe dovuto esprimere il parere è, diciamo, spirato il 29. Unanimemente, unanimemente in Conferenza dei Capigruppo si è deciso di procedere con la discussione di questo argomento stante l'urgenza e l'importanza che l'argomento stesso avesse nel quadro sociale che tutti noi stiamo vivendo. Oggi io ho avuto modo di parlare con il Presidente del CAL, mi riferisce che il CAL avrebbe elaborato alcune proposte emendative, alcune proposte emendative che riguardano gli articoli 4, articolo 5, articolo 6, l'articolo 9 e l'articolo 10 quindi delle proposte emendative io non so se superano il lavoro della Commissione competente. Detto questo poiché dobbiamo ancora passare all'esame degli articoli possiamo fare la discussione generale dopodiché, perché è un argomento che tutti quanti noi abbiamo considerato centrale, la prima proposta emendativa, peraltro assolutamente non vincolante, ma una proposta emendativa del CAL, riguarda l'articolo 4, quindi si potrà prendere in considerazione, la prima proposta emendativa all'articolo 4. Ora la discussione generale sull'impianto della norma, che mi pare essere condivisa, perché ovviamente il discorso dell'energia trovo una sostanziale condivisione, la discussione penso la si possa fare. Stamattina concludiamo la discussione generale, stasera votiamo il passaggio all'esame degli articoli e procediamo. Perché altrimenti rinviare una discussione per un emendamento che arriva all'articolo 4 mi sembra davvero… Quindi svolgiamo la nostra discussione generale, anche perché abbiamo condiviso che questo è un argomento prioritario, perché altrimenti ce ne andiamo forse a domani, forse no, forse alla settimana prossima, e non penso che sia interesse di nessuno assumere delle posizioni dilatorie. La discussione generale la possiamo concludere rinviando il termine per la presentazione degli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Presidente, diventa una discussione generale surreale, una discussione generale su una proposta che sappiamo tutti che verrà modificata, o comunque avrà degli emendamenti che potrebbero modificarne anche la natura. Io mi chiedo per quale motivo, per risparmiare un'ora? Un'ora che avremmo potuto risparmiare prima, abbiamo iniziato in ritardo. A questo punto che senso ha non attendere queste proposte da parte del CAL e poi ci riuniremo alle tre, anziché alle quattro, anzi alle 15, anziché alle 16, e proseguiamo con la discussione generale, però a quel punto non surreale come sarebbe invece in questo caso.

PRESIDENTE. Scusate, possiamo fare quello che decidiamo naturalmente, però cosa c'entrano le proposte di emendamenti con la discussione generale? Possiamo rinviare a questo pomeriggio l'intervento della Giunta, possiamo rinviare l'intervento della Giunta… i Capigruppo lo fanno prima, chi vuole intervenire in discussione generale, però rinviare tutto a stasera in attesa di un emendamento che si inserisce all'articolo 4 io lo ritengo un atteggiamento un po' dilatorio, però, su un tema così importante.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU - Demos - Possibile). Presidente, ho sottolineato che non c'è nessuna volontà da parte delle opposizioni di fare ostruzionismo, quindi questo lo diamo per assodato. Credo che però anche nella discussione generale abbiamo bisogno di capire qual è il parere degli enti locali, perché lei mi dice che è solo all'articolo 4. Io vorrei capire qual è il parere generale invece del CAL sul testo di legge e quali sono le proposte emendative. L'ha detto bene l'onorevole Meloni, poi l'ha detto l'onorevole Saiu, l'ha detto l'onorevole Cera, non cambia niente, siamo disponibili ad approvare il testo di legge oggi, naturalmente con un confronto anche sulle proposte che arriveranno dal CAL, però le stiamo chiedendo solo ed esclusivamente di avere a disposizione questo parere.

PRESIDENTE. Va bene, altrimenti qua continuiamo con gli interventi sull'ordine dei lavori e non concludiamo niente. Ribadisco, io ritenevo che fosse assolutamente non ostativa la presentazione delle proposte emendative per la discussione generale, tuttavia mi pare che dall'opposizione, che io rispetto, sia arrivata… scusate, lo ribadisco, poiché è arrivata dal Consiglio, opposizione, condivisa dalla maggioranza, la proposta di aspettare il parere del CAL il Consiglio regionale si chiude adesso per la fase antimeridiana ed è riconvocato questo pomeriggio alle ore 15. Però vi chiedo di essere… prego, onorevole Tunis, non avevo segnato la sua prenotazione, non avevo segnato la sua richiesta di intervento, certo che può, ci mancherebbe altro.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Se i miei colleghi lo consentono e hanno piacere torniamo dalla pausa con alcune considerazioni che volevo portare all'attenzione del dibattito, perché ho ascoltato con molta attenzione l'intervento della collega Orrù e del collega Comandini, e ci sono degli spunti di riflessione importanti se partiamo dall'identificazione del punto in cui ci troviamo. In questo momento, noi siamo in presenza di due grossi problemi: la carenza di energia e il costo dell'energia. Tutte e due sono legate a decisioni prese lustri fa di natura economica e non strategica. Perché noi dipendiamo dalla Russia? Perché in quel momento storico il prezzaccio del gas russo aveva fatto preferire, non alla Sardegna e non all'Italia, ma all'Europa il fatto di prendere questo gas e scegliere per esempio di non infrastrutturarsi con il tubo che veniva dall'Algeria che aveva una caratteristica, cioè quello di non essere pagato al consumo, ma essere pagato come investimento. Quindi l'Europa, e l'Italia con l'Europa, sceglie di essere dipendente dal gas russo perché prevale la natura economica. Il cambio di scenario internazionale ci consegna una situazione che non siamo capaci di fronteggiare. Perché? Perché in quel momento abbiamo scelto di pagare poco e non di essere capaci di affrontare tutte le situazioni. Quindi come lo affrontiamo? Lo affrontiamo con una differenza di pesi rispetto a chi? Quasi vent'anni fa ha fatto le scelte opposte, perché gli Stati Uniti si rendono indipendenti energeticamente da tutti, fanno degli investimenti infrastrutturali e oggi pagano grosso modo 10 euro chilowattora, cosa che noi non siamo capaci di fare perché quella scelta non l'abbiamo fatta. Allora che cosa facciamo, interveniamo con quello che siamo in grado di fare, aumentiamo un po' il prelievo dal TAP, cerchiamo di gestire un pochettino meglio attraverso il consumo invernale i depositi che abbiamo a disposizione, valuteremo altre situazioni strategiche. Ragionevolmente, la principale delle quali sarà cercare di utilizzare quei 400 miliardi di metri cubi che ci sono presenti nei pozzi che già conosciamo, e sono nella nostra disponibilità, per spalmarli in un periodo di tempo. Cara Maria Laura, si parla di light transition in questo momento, perché? Perché ragionevolmente sappiamo che la nostra dipendenza da combustibili climalteranti sarà un pochettino più lunga rispetto a quella già molto sfidante del 2050 che ci eravamo proposti, e non perché lo dico io o perché lo dice la Regione Sardegna, perché lo dice il mondo, perché lo dice il fatto che, se noi continuiamo a ragionare con questi due criteri, la nostra particolarità, onorevole Comandini, immaginare di poter discutere del tema energetico della Sardegna partendo dal punto di vista della Sardegna in questo momento mi pare errato. Onorevole Orrù, immaginare di poter affrontare il tema dell'abbandono dei combustibili fossili in un momento in cui non saremo neppure in grado di passare dal combustibile fossile al gas naturale, perde la caratteristica della realtà, perde la caratteristica dell'aderenza a ciò che è possibile fare. Il tema che noi non abbiamo il gas oggi paradossalmente in parte ci favorisce, perché il nostro chilowattora dal punto di vista termico quest'inverno costerà un po' meno, perché noi andiamo a GPL. Ma mi devo basare su questo? Mi devo basare sul fatto che la mia Regione per qualche mese o magari qualche anno può essere avvantaggiata rispetto al resto d'Italia? Oppure devo cercare di rimanere agganciato al vagone? Perché l'unico strumento che avrà, siccome l'energia non tornerà mai al valore di prima, perché non può tornare al valore di prima, perché in questo momento il rifornimento dalla Russia è interrotto e quindi ti dovrai infrastrutturare, dovrai implementare capacità di rigassificazione dove c'è il consumo, dovrai per forza di cose intervenire sul sistema in termini più ampi. E a quel punto che cosa farà? L'unica cosa che potrà intervenire, e sta già intervenendo, perché non sta scendendo il contributo al GSE, semplicemente siccome prima la materia incideva al 40 per cento nella bolletta, oggi incide al 70 per cento perché costa molto di più, tutto ciò che andava al GSE per finanziare le rinnovabili sta finendo nella fiscalità generale. Se non capiamo questi piccoli meccanismi e pensiamo che le rinnovabili costano meno, siamo disorientati. Chiamiamo le cose col loro nome, noi dobbiamo rimanere agganciati al treno europeo perché prima o poi l'azione regolatoria deve investire anche noi, perché l'azione regolatoria sarà l'unica capace di tenere sotto controllo il valore, il prezzo dell'energia, ma noi dall'azione regolatoria siamo e rimaniamo fuori perché abbiamo scelto di essere reti isolate e non rete nazionale del gas. Allora chi si assume la responsabilità di dire che quando dovessimo trovare gli strumenti finanziari per intervenire in termini regolatori noi non ci saremo perché abbiamo ostinatamente detto di no alla possibilità di essere nella rete nazionale del gas. Io non me la assumo questa responsabilità, come non mi assumo la responsabilità di dire che siamo capaci, entro il 2030 ho sentito, ma magari fosse anche un po' dopo, entro il 2050…

PRESIDENTE. Concluda.

TUNIS STEFANO (MISTO). Grazie Presidente… a un 100 per cento energia rinnovabile quando non siamo capaci di dire dove e come. Perché la levata di scudi che non ha risparmiato nessuno, perché ognuno si è alzato a dire: "L'offshore non va bene, va meglio l'onshore", nessuno ha detto questo, perché tutto va bene basta che non sia davanti ai nostri occhi o nel giardino di casa nostra. Questo è un fatto di responsabilità politica, è un fatto che ci deve investire tutti e che non pu�� essere ridotto a una discussione che riguarda semplicisticamente la Sardegna, io ritengo. Credo che la Sardegna, come ha fatto sino a questo momento, debba essere protagonista alle interlocuzioni che avrà il Governo quando prenderà decisioni fondamentali, la principale delle quali sarà quella di ricominciare a estrarre gas dove ha smesso, perché oggi la nostra capacità estrattiva si limita a 3, 4 miliardi di metri cubi, dovrà di necessità essere portata a 10, 12, 13, questo è il vero tema in palio in questo momento. Così come bisognerà decidere di infrastrutturarci con un sistema di trasporto congruo, e non sempre che abbia la necessità di regolazione, e quindi un tubo, che venga dall'unico posto da cui potremo prendere il gas, che è l'Algeria, perché la possibilità di prenderlo dalla Russia è comunque compromessa per ragioni fisiche, non soltanto geopolitiche. Questi sono il tema e la discussione serena che volevo consegnare ai colleghi, però se non capiamo dove ci troviamo poi diventa difficile articolare le nostre considerazioni, diventa anche difficile assumere una posizione che poi possiamo esportare nei luoghi più appropriati. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie. È un intervento anche completo di discussione generale.

Onorevole Mula, lei voleva intervenire ora oppure rinviamo direttamente alle 15?

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Ho sentito che lei ha aggiornato alle 15, noi abbiamo un incontro di Gruppo, di partito alle 15, quindi chiederei che l'inizio dei lavori nel pomeriggio venisse spostato alle 16, 16 e 30, è un incontro fissato da tanto tempo, ci viene veramente male procrastinarlo.

PRESIDENTE. Io sono sempre disponibile, però quando si fissa la data del Consiglio regionale non è la parte residuale della giornata, attorno al Consiglio regionale che dura…

TEDDE MARCO (FI). Questo è chiaro, però è altrettanto che io rappresento l'esigenza del Gruppo, poi lei può non accoglierla, io la rappresento lo stesso, terremo conto del fatto che non può essere accolta.

PRESIDENTE. Certo. Siccome la giornata di oggi l'abbiamo discussa anche con il Capogruppo di Forza Italia e abbiamo deciso di dedicare tutta la giornata al tema, però possiamo iniziare anche stasera alle 19. Però sto dicendo che ci eravamo dati un metodo di lavoro in base al quale si doveva iniziare alle 11, è l'una e un quarto e non abbiamo affrontato questo punto…

TEDDE MARCO (FI). Non per nostra responsabilità.

PRESIDENTE. Possiamo iniziare alle 16, ma non più tardi delle 16.

TEDDE MARCO (FI). Va bene, d'accordo.

PRESIDENTE. Non più tardi delle 16. Il Consiglio regionale è convocato alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 13.

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