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Resoconto della seduta n. 189 del 07/02/2022

Bozza provvisoria

CLXXXIX SEDUTA

Lunedì 7 febbraio 2022

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 16 e 51.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 25 ottobre 2021 (177), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Sara Canu, Daniele Cocco, Michele Cossa, Piero Maieli e Maria Laura Orrù hanno chiesto congedo per la seduta del 7 febbraio 2022.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che con nota del 4 febbraio 2022 la cancelleria della Corte Costituzionale ha trasmesso la copia conforme della sentenza n. 24 del 29 novembre 2021 depositata in cancelleria il 4 febbraio 2022 con la quale la Corte Costituzionale

a) dichiara l'illegittimità costituzionale dei seguenti articoli della legge regionale 18 gennaio 2021, n. 1 (Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed in materia di governo del territorio. Misure straordinarie urgenti e midifiche alle L.R. n. 8 del 2015, L.R. n. 23 del 1985, L.R. n. 24 del 2016 e L.R. n. 16 del 2017): articolo 1, articolo 3, articolo 5 comma 1 lettere b) e i), articolo 9, comma 1, lettera b), articolo 11, comma 1, lettera a), articolo 13, articolo 14, comma 1, lettere d) e h), articolo 15, comma 1, lettera c), articolo 16, comma 1, lettera a), articolo 17, articolo 18, articolo 19, articolo 21, articolo 23, articolo 24, articolo 25, comma 1, primo periodo, articolo 26, articolo 27, articolo 30, comma 2;

b) dichiara non fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale dei seguenti articoli della legge regionale 18 gennaio 2021, n. 1: articolo 1, articolo 4, comma 1, lettere a), b), c), numeri 1) e 2), g), h) e i), articolo 5, comma 1, lettere b) e i), articolo 6, articolo 7, articolo 8, comma 1, lettera a), articolo 11, comma 1, lettere b), d), f), g) e h), articolo 12, articolo 14, comma 1, lettere a) e b), articolo 28, commi 1 e 3.

c) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dei seguenti articoli della legge regionale 18 gennaio 2021, n. 1: articolo 8, comma 1, lettera b), articolo 14, comma 1, lettera g), articolo 16, comma 1, lettera b).

Comunico altresì di aver designato, in data 3 febbraio 2022, l'onorevole Giorgio Oppi quale componente della Giunta per il Regolamento in sostituzione dell'onorevole Pietro Moro.

Comunico di aver designato ai sensi dell'articolo 8, comma 2 del Regolamento, l'onorevole Giovanni Antonio Satta quale Presidente della Giunta delle Elezioni.

Comunico di aver designato, in data 3 febbraio 2022, ai sensi dell'articolo 8, comma 2 del Regolamento, quale Presidente della Commissione per la Biblioteca il Vicepresidente del Consiglio, Giampietro Comandini.

Comunico inoltre di aver confermato, ai sensi dell'articolo 13, comma 1, dello stesso Regolamento, quale componente della Commissione per la Biblioteca l'onorevole Carla Cuccu e di aver designato quale componente della stessa l'onorevole Laura Caddeo in sostituzione dell'onorevole Annalisa Mele.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 311, 312.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 73, 437, 523, 601, 606, 748, 1158, 1162, 1184, 1197, 1220, 1222, 1224, 1234, 1243, 1254, 1313.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1339, 1340, 1341, 1342, 1343, 1344, 1345.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. E' stata presentata la mozione numero 560.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, per chiedere una rapida Conferenza dei Capigruppo per definire la programmazione dei lavori in aula. Grazie.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per una Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 02, viene ripresa alle ore 17 e 28.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula.

Discussione generale congiunta del Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2022/2024 (30/XVI), del disegno di legge: Legge di stabilità regionale (legge finanziaria 2022) (301/A) e del disegno di legge: Bilancio di previsione triennale 2022-2024(302/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta del Documento di economia e finanza regionale relativo alla manovra di bilancio 2022-2024, del disegno di legge numero 301/A, legge di stabilità regionale 2022, e del disegno di legge 302/A, bilancio di previsione 2022-2024.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Schirru, relatore di maggioranza.

SCHIRRU STEFANO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Presidente, Assessori, colleghe e colleghi, presentiamo all'Aula la manovra finanziaria che ha completato i passaggi di legge in tempi assai rapidi, ma sicuramente accurati. Infatti, i documenti costituenti la manovra di bilancio 2022-2024 approvati dalla Giunta regionale con deliberazione 48/66 il 10 dicembre, sono stati trasmessi al Consiglio il successivo 17 dicembre 2021, per essere assegnati alla Terza Commissione per il previsto esame il 21 dicembre, come alle altre Commissioni permanenti per l'espressione dei pareri di competenza. I provvedimenti sono stati prontamente inseriti all'ordine del giorno dei lavori della Terza Commissione, che ha avviato l'esame il 21 dicembre 2021 con l'illustrazione da parte dell'Assessore alla programmazione, che ringrazio per la sua attiva, fattiva ed utile collaborazione. Nelle sedute dell'11 e del 12 gennaio 2022 la Commissione ha svolto le consuete audizioni dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle categorie produttive, del mondo del credito, delle università, delle associazioni degli enti locali e del terzo settore. Acquisiti i pareri delle Commissioni di merito - Prima, Seconda, Quarta Quinta, e Sesta -, trasmessi alla terza Commissione tra il 13 e il 19 gennaio, nelle sedute del 19 e 20 gennaio 2022 si è completato l'iter che ha portato all'approvazione della manovra con il voto favorevole dei Gruppi di maggioranza e quello contrario dei Gruppi di opposizione.

I provvedimenti sono stati licenziati dalla Commissione sostanzialmente nel testo proposto dalla Giunta regionale, le forze politiche, infatti, hanno convenuto sulla necessità di addivenire ad una rapida approvazione della manovra di bilancio sollecitata anche da sindacati, associazioni datoriali, università; quasi tutti gli emendamenti sono stati ritirati e rinviati al dibattito in Aula. Pur ricordando che la Regione è in esercizio provvisorio, costretta quindi a spendere in dodicesimi, e che quindi una rapida approvazione dei provvedimenti è assai utile, sarà importante l'apporto di modifiche che l'Aula vorrà dare al provvedimento per imprimere un forte segno politico alle decisioni, accordando la più ampia partecipazione possibile.

La grave crisi sanitaria economica e sociale, che ha investito il mondo e il nostro Paese, è assai più grave se parametrata ad una realtà povera ed in forte ritardo di sviluppo come quella sarda. L'assai fragile e debole contesto imprenditoriale isolano è stato devastato da due anni di deprivazione forzata del mercato; i segnali di ripresa sono fiochi, e se anche fossero ben più pregnanti non sarebbero di certo sufficienti a colmare il vuoto di due anni così difficili e drammatici. In un quadro di questo genere, il ruolo della parte pubblica è irrinunciabile, sia per interventi nell'immediato sia per la programmazione di azioni che dipanino la loro azione nei prossimi anni, favorendo la micro imprenditorialità e le attività legate all'Agenda 2020-2030 sul tema della sostenibilità. In questo senso mi sento di raccomandare alla saggezza dell'Aula forti e caratterizzanti azioni politiche che valgono a porre la Sardegna come un forte attore di innovazione nel panorama mondiale: è dal coraggio che noi sapremo avere in questi giorni che si svilupperanno le attività del futuro e il ruolo che la Sardegna vuole avere nel mondo globalizzato. Particolare attenzione andrà destinata al mondo della salute, perché in questi due anni abbiamo imparato quanto importante sia una buona organizzazione, una capillarità territoriale, per garantire i cittadini da minacce che non immaginavamo neppure nel nostro peggior incubo.

Il mio breve intervento di presentazione non intende andare oltre i limiti imposti al mio ruolo di Presidente della Commissione bilancio e programmazione, nel porgere all'Aula una manovra nel suo complesso molto buona e nel proporre interventi di caratterizzazione politica nel senso dell'aiuto alle imprese e alle classi sociali più svantaggiate. Fare presto sarà utile all'Isola ma sarà più utile fare bene, possibilmente in un'ottica di fattiva collaborazione tra tutte le forze politiche, ciascuno nel suo ruolo ma ciascuna orientata al superiore interesse della Sardegna. Credo sia anche doveroso, a nome della Commissione, ringraziare sia l'Assessorato che i nostri Referendari di Commissione, ma anche la minoranza che è stata parte attiva durante la discussione e ci ha consentito anche di approvare la manovra in Commissione in tempi assai rapidi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cesare Moriconi, relatore di minoranza.

MORICONI CESARE (PD), relatore di minoranza. Presidente, colleghi, Assessori, assessore Fasolino, la prima finanziaria politica, dopo quelle cosiddette tecniche nelle quali la pandemia ci ha costretto, noi ce l'aspettavamo diversa, ma non per la pretesa di piegare le decisioni politiche della maggioranza sulle posizioni della minoranza, controvertendo le regole della democrazia che invece comprendiamo e rispettiamo, quanto per l'attesa, evidentemente delusa, di una manovra di bilancio che affrontasse i temi delle grandi sfide e le criticità principali dalle quali discendono i motivi del grave ritardo di sviluppo della nostra regione.

Partendo dall'assunto che la spesa è un importante strumento per conseguire gli obiettivi delle politiche, se non siamo capaci di spendere non aspettiamoci e non promettiamo neppure i risultati sperati. Dall'ultima relazione annuale della Corte dei conti europea emerge che tra gli Stati membri dell'Unione europea l'Italia è il Paese con minore capacità di assorbimento dei Fondi strutturali di investimento europeo, nello stesso periodo nel quale la Corte dei conti in Italia evidenzia le maggiori e gravi criticità della capacità di spesa della nostra Regione. Ed infatti, dai dati pubblicati dall'Agenzia per la coesione territoriale risulta che alla data del 31 dicembre scorso tra le Regioni d'Italia la Sardegna è ultima e terzultima, rispettivamente, in termini percentuali di spese effettuate sulle risorse del Fondo sociale europeo e del Fondo europeo di sviluppo regionale. Il combinato disposto di quanto appena detto è che la Sardegna è ultima tra gli ultimi.

Nella relazione di minoranza alla manovra di bilancio che abbiamo depositato agli atti di questo Consiglio facciamo un richiamo a una parte delle iniziative che abbiamo proposto sin dall'inizio di questa legislatura, non per un ego autoreferenziale ma per lo scopo di riprovare a dare impulso all'azione politica regionale, prigioniera dei propri limiti strutturali da cui sappiamo discendono l'incapacità di analisi e di elaborazione strategica delle politiche, l'inadeguatezza della programmazione, l'inefficienza dei processi attuativi e delle procedure di spesa, che a loro volta producono a cascata gli effetti conseguenti certificati dai menzionati giudizi della Corte dei conti, certificati dai dati sui ritardi della spesa sui fondi europei, certificati da riscontri delle ultime posizioni occupate nelle tabelle delle risorse regionalizzabili del PNRR, certificati anche dai pareri delle diverse associazioni che abbiamo audito in Commissione. Al riguardo, colleghi, l'esempio che Coldiretti fa delle tante risorse che risultano ufficialmente impegnate e pagate dall'Amministrazione regionale in favore delle agenzie agricole, che lo sappiamo impiegano anni prima di liquidare ai destinatari finali le proprie risorse, presumiamo non sia una banale nota da iscrivere a piè di pagina, perché significa che il dato reale delle risorse non spese è ben peggiore del dato ufficiale.

Per arrivare poi ai proclami di questa manovra, annunciata per essere quella con la quale finalmente - parole del Presidente della Regione - "sarebbero stati contrastati con forza e decisione mali atavici come lo spopolamento dei territori e l'isolamento". Mi corregga se sbaglio, Assessore, è il fiore all'occhiello di questo disegno di legge finanziaria l'articolo 10, il tema a cui la Giunta attribuisce il significato politico più rilevante della manovra, un'operazione che vale almeno 209.255.400 euro in cinque anni, da spendere in incentivi per ogni figlio, contributi per ristrutturazioni prime case, avvio nuove attività, da assegnare tutti sulla base esclusiva del possesso del parametro di residenza in Comuni con popolazione sotto i 3000 abitanti, dopodiché - anche qui mi corregga se sbaglio - nessuna analisi, né la descrizione di una strategia, né una previsione degli effetti delle misure nel breve, medio e lungo periodo, niente, né in relazione alle condizioni reddituali dei beneficiari e neppure a quelle di marginalità o perifericità dei Comuni destinatari della misura. Confindustria segnala la lacuna e scrive di "mancanza di valutazione degli effetti dei percorsi e della platea dei beneficiari", dice anche che "manca un approccio integrato alla programmazione della spesa e che esiste per questo il rischio di ridondanze o contrapposizioni con altri fondi, per esempio le ristrutturazioni", ragion per cui, Assessore, esprime seria preoccupazione sulla possibilità che l'intervento si riveli inidoneo, con la conseguenza, se fosse, della preclusione dell'utilizzo delle ingenti risorse per possibili altre iniziative: ad allungare, come dire, l'elenco delle troppe risorse non spese a danno dei sardi. Al riguardo, colleghi, io credo che non possiamo non richiamare il fatto che, per contrastare proprio il progredire dello spopolamento, sin dal 2015 con le misure di cui alla Strategia 5.8 della programmazione territoriale appena conclusa la Regione aveva previsto la realizzazione di 25 progetti di sviluppo territoriale, spalmati su 37 Unioni dei Comuni comprendenti 295 Comuni, per 343,5 milioni di euro di nuovi investimenti e altre risorse, per un ammontare complessivo di somme di poco inferiore al miliardo di euro: tutto inattuato o in grave ritardo di attuazione. Mentre continua l'arretramento e l'involuzione dei servizi sanitari, soprattutto nelle aree interne dove non è assicurata né la diagnostica, né i servizi di base nell'accesso alle strutture ospedaliere, mentre in quasi quattordici anni, su 34 case della salute finanziate a partire dal 2008, ne sono state realizzate appena 15, di cui non si sa esattamente quante realmente operative, mentre gli indicatori infrastrutturali elaborati su dati Istat da Bankitalia ci dicono che la Sardegna è ultima tra tutte le Regioni d'Italia in strade, ferrovie, porti, aeroporti, ospedali, quartultima in reti idriche, terzultima in telecomunicazioni e reti mobili, mentre l'energia in Sardegna continua a costare di più e il metano è solo un tema di dibattito, mentre le scuole sono sempre più lontane e il diritto alla mobilità solo un articolo della Costituzione, voi, Assessore, ve la volete cavare con un articoletto col quale volete far credere di poter dichiarare guerra ai mali atavici della Sardegna programmando lo stanziamento di qualche decina di milioni di euro l'anno sulla base del parametro occasionale dei 3000 abitanti. Assessore, tutte le analisi sviluppate dai più accreditati istituti preposti allo studio dei

dati statistici, ma anche SNAI che di mestiere fa esclusivamente questo, dicono che per fronteggiare i temi dello spopolamento, della denatalità, dei saldi anagrafici negativi, servono adeguate politiche e strategie integrate, non misure messe lì per fare il titolo del giornale del giorno dopo, e soprattutto che se non si creano le precondizioni dello sviluppo, intese come l'accesso ai servizi essenziali, della sanità dell'istruzione e della mobilità, gli interventi su cui si ripongono le aspettative migliori non generano l'ammontare degli effetti attesi o addirittura non generano alcun effetto: è la tesi di SNAI e anche la nostra. CNA Sardegna, invece, la dice così: "L'impresa non si fa dove ci sono problemi logistici o laddove mancano le infrastrutture fondamentali", che più o meno è la stessa identica cosa. E' il segno evidentemente, colleghi, della mancanza di una visione di insieme delle politiche e dell'assenza di un approccio integrato alla programmazione della spesa, che noi denunciamo e di cui siamo fortemente preoccupati, segno evidentemente confermato dall'assenza nel DEF di alcun riferimento al PNRR, a parte tre richiami marginali, tre contati, come dire che nelle strategie e negli obiettivi generali e specifici che la nostra Regione intende perseguire non sono contemplate le straordinarie opportunità offerte dal PNRR, e non è un dettaglio meramente tecnico. Noi crediamo che non ci sia più spazio per l'improvvisazione e l'approssimazione, perché la crisi economica e sociale e così devastante che se non facessimo l'impossibile per innescare un processo virtuoso in grado di dare certezza e speranza alla nostra Isola e al nostro sistema produttivo ci caricheremo di una gravissima colpa politica. La legge finanziaria, allora, è l'occasione per affrontare questi temi, l'ultima occasione di questa legislatura, l'unica strada per realizzare quella dimensione sociale e della dignità di cui parlava qualche giorno fa il Presidente della Repubblica e che anche i sardi hanno tutto il diritto di rivendicare.

PRESIDENTE. Comunico che, anche in deroga a quanto previsto dal Regolamento interno, si è deciso di dare la possibilità ai consiglieri che non fossero presenti di intervenire anche domani.

È iscritto a parlare il consigliere Michele Ciusa. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). La discussione della legge finanziaria ci permette di fare il punto della situazione economica e sociale della nostra Isola, una situazione in cui è necessario tener conto di tutti gli aspetti e di tutte le conseguenze che la pandemia ha provocato nel nostro territorio, ma ormai, a distanza di due anni dalla diffusione dei primi contagi, è necessario mettere al centro del dibattito i grandi temi della Sardegna, questo perché i cittadini sardi in questi due anni hanno dato il loro contributo per contrastare il virus e adesso non possiamo tenerli ancora in un limbo solo per la vostra mancanza di organizzazione. Nei giorni passati, ma temo ancora oggi, sono stati troppi i cittadini che non sapevano a chi rivolgersi quando risultavano positivi, poi c'era chi, in attesa della terza dose, aveva avuto il Covid, l'ha superato e, non dovendo fare più il booster, non sa ancora quando potrà ricevere un green pass, questo perché centinaia di persone pur essendo stati segnalati dal proprio medico o dei farmacisti alle ASL di riferimento sono spariti dai radar: non solo i green pass di queste persone non sono stati mai disattivati ma i green pass di avvenuta guarigione non è mai arrivato, e forse non arriverà mai. Pertanto, come faranno questi cittadini a rispettare le nuove regole in vigore? Spero che la tardiva ordinanza del Presidente sui tamponi antigenici possa essere utile per superare questo gravoso impasse che hanno subito e ancora subiscono tanti cittadini.

A questo punto è lecito fare una riflessione. Quando abbiamo detto che introdurre una riforma sanitaria in piena pandemia avrebbe creato ulteriori problemi, sia ai cittadini che alla malandata sanità sarda non avevamo torto. Purtroppo sono i fatti che ci danno ragione. E sto tralasciando tutte le problematiche degli ospedali e dei pronto soccorso che meriterebbero un'attenta e specifica riflessione. Ma oggi non è più possibile accettare che l'emergenza sanitaria del Covid elimini dall'agenda politica i grandi temi della Sardegna, sia quelli storici lavoro e trasporti, ma anche i temi che saranno protagonisti da qui ai prossimi anni, nei prossimi venti, trent'anni come ad esempio il tema dell'energia. I venti di guerra in Ucraina non possono essere solo annoverati come una nuova guerra fredda tra la Russia e gli Stati Uniti in cui l'Europa viene schiacciata tra il suo posizionamento nella NATO e la dipendenza dal gas russo. È l'energia il tema cui dovremo affrontare, il PNRR mette al centro dei suoi obiettivi la transizione ecologica non più procrastinabile, ma necessaria come elemento di sviluppo e stabilità di una comunità. La Regione Sardegna non può ignorare questi aspetti, non può ignorare questo futuro, è necessario che ci si prepari per tempo, perché sarà un processo lungo che non può ricadere solo sulle spalle dei cittadini sardi. Il tema dell'energia dovrebbe essere un tema cardine per questo Consiglio regionale, è necessario che su questa tematica il Consiglio regionale venga coinvolto. Presidente, a mio avviso è necessario che la Giunta ci venga a riferire quali azioni si stanno mettendo in campo, quali azioni si prospettano per la nostra terra e quale posizione, in merito a questo, la Regione Sardegna sta assumendo con Roma. Noi siamo favorevoli alla transizione ecologica, ma auspichiamo che la stessa non si trasformi ha un vantaggio di pochi a discapito dei sardi. Sarebbe difficile accettare che i sardi non abbiano alcun beneficio della produzione in loco dell'energia con l'aggiunta della cessione di parti del nostro territorio, sarebbe una beffa, sarebbe una nuova servitù. Per questo è necessario che ci sia una discussione alla luce del sole che non è più rinviabile. Saper gestire con razionalità, pianificazione ed efficienza il tema dell'energia significherebbe in futuro non essere più schiavi delle continue fluttuazioni di mercato, quasi sempre al rialzo, delle bollette dei costi delle materie prime. Costi che oggi si abbattono sulle imprese e sulle famiglie già colpite fortemente dalla pandemia. È necessario che la Regione faccia le dovute pressioni al Governo soprattutto alla luce di una realtà come quella sarda che deve fare i conti anche con la sua condizione di insularità. Infatti, noi non possiamo non raccogliere il grido disperato delle associazioni di categoria che chiedono di mettere a disposizione risorse per salvare e rilanciare le nostre piccole imprese sarde. La lotta allo spopolamento che voi dite di voler combattere con questa Finanziaria deve tradursi in azioni concrete che consentano la crescita delle nostre piccole imprese per generare ricchezza e quindi posti di lavoro. Per questo ritengo che sia giusto in questo momento sostenere le piccole imprese sarde con degli aiuti per favorirne la crescita e lo sviluppo nel mercato nazionale ed estero. Ma non solo, a nostro avviso è necessario che la Regione diventi un interlocutore fondamentale per il tessuto produttivo sardo, che ascolti i problemi e le soluzioni e che quindi partendo dal basso lavori alla realizzazione dei distretti produttivi. In questo modo chi oggi lavora in un determinato settore potrà fornire alla nostra Regione le linee guida di sviluppo da perseguire in un determinato ambito in coerenza con i programmi regionali. Tutto questo noi l'abbiamo scritto in una proposta di legge, serve la volontà politica di approvarla e di lavorare per il bene della nostra terra. Questa è una proposta che può indicare una reale e possibile via di sviluppo per la nostra terra mentre fino a ora l'unica proposta di sviluppo avanzata da parte vostra è stata il Piano Casa, che è finito su un binario morto con la sentenza della Corte costituzionale, fatto peraltro ampiamente annunciato da noi in quest'Aula. Con questo modo di procedere avete creato solo incertezza e preoccupazione, avete dimostrato solo la vostra incapacità di azione. Colleghe e colleghi, ho cercato di tracciare un filo conduttore perché tutto è interconnesso, se vogliamo salvare veramente la nostra terra dobbiamo ragionare in quest'ottica, dobbiamo unire questi punti per poter dare finalmente una seria prospettiva di rilancio alla nostra terra, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente, colleghe colleghi, Vicepresidente della Giunta, Assessore alla programmazione, bilancio, la manovra finanziaria 2022 - 2024 ha sostanzialmente un'impostazione con una duplice finalità: da un lato conferma le spese ricorrenti quelle permanenti, continuative, come sanità, funzionamento del sistema Regione, rifinanziamento di quelli che sono gli interventi, diciamo, di carattere ordinario; e dall'altro lato punta su elementi di novità, che sono appunto la ripartenza economica così definita e la lotta allo spopolamento di cui noi tutti abbiamo parlato più volte in Commissione bilancio e nelle varie Commissioni permanenti di questo Consiglio.

La manovra quindi concentra gli interventi di novità politica su queste due azioni ed è appunto su quelle che io cercherò di concentrare il mio intervento, perché ritengo che quelle azioni sono l'aspetto politico che caratterizza la Giunta e la maggioranza di governo nella nostra Regione. Questi due macro obiettivi, che sono appunto le disposizioni di contrasto allo spopolamento, le disposizioni in materia di sviluppo locale, la norma prevede una serie di interventi di contrasto allo spopolamento l'ha ricordato, con molta più precisione il nostro relatore di minoranza. Incentivi per le attività economiche dei Comuni della Sardegna con meno di 3000 abitanti al 31 dicembre 2020 sulla base del dato Istat fotografato alla 2020. E quindi risultano 275 comuni sotto i 3000 abitanti. Il primo dei molteplici appunti che sorgono da una lettura attenta sulla proposta di legge riguarda la scelta dell'utilizzo del parametro dei 3000 abitanti da applicare su base regionale quale requisito per poter accedere ai contributi pubblici previsti per il contrasto allo spopolamento. E come prima osservazione occorre rilevare che il fenomeno dello spopolamento, l'ho detto anche in Commissione bilancio, sebbene con eccezioni e con una diversa intensità ormai riguarda l'intera Isola, e non risparmia neanche i due centri maggiori, che sono Cagliari e Sassari. La prima evidenza di questa scelta risiede innanzitutto nel fatto che il metodo scelto, forse ispirandosi al modello dello studioso (Tibeau) degli anni Cinquanta, un economista statunitense che ha fornito una lettura sulla mobilità dei cittadini da un territorio all'altro, da una comunità all'altra. E nel momento in cui si spostavano da un territorio all'altro, da una comunità all'altra esprimevano delle preferenze rispetto ai servizi forniti da quella comunità. Ebbene il modello di economia degli anni Cinquanta veniva definito da quell'economista statunitense: votare con i piedi. Quindi a questo modello probabilmente ha fatto riferimento la maggioranza di Governo, quindi questi cittadini che si spostano da un comune di 3 mila e qualche abitante vanno a vivere in un comune di 2999 abitanti. Il rischio è quello di essere un mero e sostanziale esercizio di travaso, Assessore, piuttosto che un vero stimolo al ripopolare la Sardegna e popolare soprattutto quelle aree che sono in vera difficoltà demografica. Le problematiche dei piccoli comuni, specie quelle dell'entroterra, sono evidenti e sono sotto gli occhi di tutti. Ed è per questo che avrebbero meritato un approccio diverso e certamente più puntuale. Un Comune sotto i 3000 abitanti prossimo ad una città in termini di chilometri o tempi di percorrenza, fornito magari da trasporti efficienti, ho difficoltà a trovarli qua certamente in questa nostra Regione, ma certamente ci sono comuni prossimi alla città, prossimi ai porti e aeroporti che sono certamente serviti meglio nella qualità dei servizi erogati e in particolare quelli dei trasporti, rispetto a quei Comuni dell'entroterra, quei Comuni che per essere raggiunti necessitano magari di collegamenti certamente migliori rispetto a quelli di oggi. È palese che in un'ottica di stimolo al cambio di residenza o alla delocalizzazione di impresa quest'ultima tipologia di paese ne uscirà ancora più debole e marginale anche in relazione ai Comuni oggi assimilati e degni di ricevere i contributi da parte della Regione. Allo stesso tempo nelle disposizioni non vi è alcuna correlazione con la vicinanza dalla costa, che insieme alla prossimità con i grossi poli urbani e altri Paesi di sviluppo strutturali, costituisce il vero fattore naturale di sviluppo economico, regionale. In termini generali pertanto sarebbe stato più consono e opportuno rilevare dei puntuali indicatori, Assessore, per singolo Comune e intervenire con un sistema differenziato a seconda dei casi. Altra riflessione va posta sugli strumenti adottati; non vi è dubbio che le famiglie abbiano necessità di supporto e che quelli offerti a livello statale siano al momento certamente insufficienti, c'è bisogno, ed è giusto assistere le famiglie, e supportare anche economicamente le nuove nascite. Difficile però concordare che tale fabbisogno vada esclusivamente circoscritto ai cittadini alle famiglie residenti sotto i 3000 abitanti, così come è necessario supportare le imprese, specie quelle dei piccoli centri, dei piccoli contesti che lottano quotidianamente con un mercato globale, per di più eroso dalla pandemia. Esse vanno sostenute ma il sostegno deve essere assolutamente giudicato da una analisi puntuale economico, sociale che tenga conto delle vocazioni dei territori e della loro vita….

PRESIDENTE. Prego, prego, può continuare è interessante.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). …Grazie Presidente, quindi in un contesto regionale di sviluppo, il massimale di finanziamento tra l'altro, e noi siamo intervenuti anche su questo con alcuni emendamenti, non paiono essere orientati a sostenere iniziative capaci di apportare valore aggiunto, duraturo al tessuto economico sociale locale e della nostra Isola. Da sempre i flussi demografici seguono le aspettative attese in termini di qualità della vita, quindi facilità di accesso ai servizi sanitari, scolastici, commerciali e possibilità di lavoro duraturo. In ogni comune è ormai diffuso lo spopolamento, non si può affrontare esclusivamente con contributi e sussidi, non è questa la strada, o a fondo perduto, ma questi devono seguire o essere assolutamente concomitanti ad una stagione d'investimenti infrastrutturali e su questo interveniamo su alcuni emendamenti e ci auguriamo che l'Aula trovi una condivisione su questo. Le migliori scelte di investimento in ambito territoriale sono rappresentante dal coinvolgimento delle Amministrazioni locali, quindi richiamo l'Assessore ai risultati dettati dal coinvolgimento delle comunità, dei cittadini e delle imprese con il metodo che abbiamo a mio avviso portato con ottimi risultati che è la programmazione territoriale, questo può essere un metodo che va ripreso, rivalutato e rilanciato per le sfide che attendono i nostri territori e la nostra società. Nella presente manovra finanziaria invece non si ravvisa nulla di tutto questo, le iniziative proposte rappresentano un ulteriore occasione persa, nel contrastare in maniera precisa e puntuale una crisi che non appare… bisogna cogliere magari l'opportunità del dibattito in Aula per migliorare la manovra e credo che l'Assessore su questo mi auguro che sia disponibile.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Grazie Presidente, colleghe, colleghi, Vicepresidente, Assessori presenti in aula, credo anch'io così come detto da chi mi ha preceduto, che l'Assessore alla programmazione al bilancio saprà fare proprie le argomentazioni che qua noi vogliamo portare all'Aula distratta, invero, questo pomeriggio. Vista l'opportunità che questa finanziaria varata, è vero relatore di maggioranza, in tempi rapidi, ma mi consenta con modi non proprio accurati, e che appunto all'Aula oggi è chiamata a discutere. E le argomentazioni che noi possiamo portare in questa sede sono quelle che già il relatore di minoranza senza alcuna aggiunta, a mio avviso, quindi ho un po' la presunzione di dargli manforte, ha già esibito in maniera chiara e nitida sul fatto anzitutto che l'alibi perenne e perpetuo del Covid, viva Dio, sta venendo meno, in uno scenario storicamente difficile che soffre troppi, troppi ritardi, e questo il relatore di minoranza lo ha detto argomentandolo in maniera molto chiara sulla spendita dei fondi FESR, noi ci attestiamo su una percentuale del 39 per cento, forti ritardi sulla spendita dei fondi della programmazione territoriale a valere sulla strategia 5.8; in verità, ad essere onesti, e noi siamo onesti, Assessore, anche per negligenza dei territori, i ritardi spesso son dovuti a motivazioni che esulano da responsabilità politiche di questa Giunta. Ritardi sul PNRR, come attestato dalle tabelle pubblicate il 24 di gennaio, ieri dunque, sullo stato delle cose relativamente appunto al PNRR c'è un ritardo insopportabile e su questo a più riprese, con mozioni e interrogazioni, abbiamo provato a sollecitarvi. Ritardi sulla dotazione infrastrutturale, lo ha detto appunto molto bene il relatore di minoranza, e sono dati della Banca d'Italia mica dati di parte, dove risulta che la Sardegna sia l'ultima in quanto a dotazioni di strade, ferrovie, porti, aeroporti e ospedali, terzultima sulle telecomunicazioni, quartultima sulle reti idriche, ebbene quei temi, che rientrano a pieno titolo in quella cifra distintiva che voi vorreste tale in questa legge finanziaria, che è tutta nell'articolo 10, sul tema dei temi che è quello dello spopolamento, che noi crediamo stiate affrontando con un approccio anche ideologico, anche concettuale sbagliato, ed è su questo che vorremmo, con argomentazioni chiare e nette, esservi d'aiuto, nell'interesse della nostra Sardegna. Non è col bonus natalità che si risolve il problema dello spopolamento, al limite avrei fatto un "bonus residenzialità"; noi non possiamo scegliere dove nascere ma possiamo scegliere dove andare a vivere e magari, perché no, in questa Terra della longevità dove andare a morire, perché nell'analisi che è mancata, e bene ha detto il mio stimato collega relatore di minoranza, forse si è tenuto molto poco conto del dato demografico anagrafico, sul tasso di fecondità per esempio. Oggi c'è una Sardegna che si spopola non solo per ragioni di una mancata riproduzione, e non lo dico in termini darwiniani, sia chiaro, ma probabilmente per ragioni di altra natura, e c'è un problema vero che è quello dei giovani che vanno via e che non tornano, e quindi è una residenzialità mancata. C'è un problema di Sardegna che invecchia e che non fa più figli, ma i figli non si fanno perché uno prende un bonus bebè, i figli si fanno laddove si sceglie poi di mettere su famiglia. In un Paese poi la soglia discrimine dei 3000 abitanti, e io credo che anche dalla maggioranza ci sarà qualche emendamento che possa correggere il tiro, e noi lo sosterremo, è quantomeno arbitraria; cosa vuol dire, che un abitante di Villagrande Strisaili o di Buddusò non pu�� avere diritto al bonus natalità? Quindi lì dovete correggere il tiro. Così come credo, per incoraggiare la residenzialità e l'impresa, perché uno in un Paese ci deve anche vivere, che non bastino i 15 mila euro per risistemare una vecchia abitazione, sarebbe letteralmente un discorso di facciata, piuttosto acceleriamo i tempi sui Piani particolareggiati dei Piani urbanistici comunali, per fare in modo che nei centri storici dei nostri borghi abitabilissimi si possa vivere meglio, con dignità, per godere di una bellezza straordinaria che è a disposizione, Assessore del turismo, di tutti, non solo dei sardi. Ecco, questo manca e quindi manca soprattutto una dotazione infrastrutturale adeguata. Anche il PNRR; sulle ferrovie c'è poco, sul gommato, quindi sulla viabilità stradale non c'è nulla. Sulle scuole; nelle scuole purtroppo abbiamo tanti plessi scolastici vuoti. Sugli asili nido; grande punto sul quale i comuni sono competitivi, a proposito di PNRR, c'è il rischio che gli asili nido rimangano vuoti proprio perché il bonus natalità non è sufficiente e crediamo non possa bastare, perché servono strade, servono scuole da riempire e serve soprattutto, questo è l'altro grande tema che riguarda i servizi, una infrastrutturazione sanitaria adeguata. C'è un Piano di servizi territoriali che contempla Ospedali di comunità e Case della salute; anche qua, rispetto a quindici anni fa è stata fatta un'analisi adeguata che dica "lì bisogna mettere una casa della salute in modo tale che ci siano coloro che nascono e vivono in quel territorio e possono diventare dei pazienti?" Io questo non lo so ma ne dubito, il problema è che oggi ci sono molti reparti di molti presidi ospedalieri della Sardegna più remota e lontana che stanno chiudendo i battenti, questo è il vero problema, quindi occorrono più servizi, occorre più lavoro, occorrono più imprese che facciano in modo che i giovani possano rimanere a lavorare nei paesi, perché non è solo un problema di Villagrande Strisaili o di Buddusò, la ciambella si sta sciogliendo sul mare, è un problema anche di San Teodoro, è un problema anche di Golfo Aranci forse, è un problema anche di Pirri e non si risolve col bonus natalità e nemmeno con le altre misure che all'articolo 10 voi contemplate. Ma se proprio lo dobbiamo prestare un occhio più attento alla Sardegna più debole, quella delle periferie dell'interno, quelle che Mattarella ha definito "periferie esistenziali", perché non sono solo periferie geografiche e sociali, sono periferie esistenziali, antropologiche, quelle annunciate nel 54 da Salvatore Mannuzzu, rileggetelo, che diceva che si paventava fin da allora il "finis Sardiniae", la fine della Sardegna, son passati settant'anni e noi questa fine non la vogliamo, ed è per questo che vi vogliamo aiutare ora, qua, nel dirvi che questa finanziaria così concepita non va bene, e anche su altre misure, appunto sulla Sardegna dei piccoli borghi, belli ma spopolati, dove non bastano i discorsi di facciata, occorre motivare le persone a starci. Lo strumento di Forestas è uno strumento straordinario, e faccio un passo indietro sull'articolo 9, e sono convinto che anche su questo ci ritroveremo sulla necessità di correggere il tiro, c'é il discorso noto a tutti dello sblocco del turnover, c'è il discorso dei compendi che insistono su uso civico, e anche su questo verremo in soccorso di una legge in quei punti scritta male. Quindi, e chiudo, dico che oggi noi, in questa che è la vera finanziaria politica di questa legislatura, finito l'alibi del Covid abbiamo, avete la possibilità non di scrivere la fine della Sardegna, ma la possibilità di riscriverne la ripartenza. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Svolgerò il mio intervento domani.

PRESIDENTE. Onorevole Loi, il problema è questo, che se tutti gli interventi li programmiamo per domani, domani non riusciremo a svolgerli tutti nei tempi che ci siamo dati. Dividiamoci all'interno dei Gruppi, cioè, chi vuole partecipare all'interno dei Gruppi si fa una programmazione interna e ogni Gruppo decide chi far intervenire nella giornata di domani e chi interviene oggi, perché non posso traslare tutti gli interventi a domani.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Solo per chiedere un chiarimento. È stato detto all'inizio della seduta che nella Conferenza dei Capigruppo avevate concordato un intervento per Gruppo nella giornata odierna… mi pareva che le minoranze avessero fatto una proposta di questo tipo e fosse stata accolta, insomma, tant'è vero che poi è stato detto "lasciamo una maglia abbastanza larga, coloro che sono assenti potranno iscriversi anche domani", ma avevamo capito, dall'interlocuzione avvenuta, che in ogni caso i presenti si sarebbero dovuti iscrivere entro la giornata di oggi o comunque il primo intervento dopo le relazioni di maggioranza e di minoranza, ma sarebbero andati a domani.

PRESIDENTE. Vediamo se e riesco insomma a spiegarmi meglio. In deroga a quanto previsto dal Regolamento si è deciso che chi anche non fosse stato presente oggi, e quindi non avesse avuto la possibilità di prenotarsi entro il primo intervento, l'avrebbe potuto fare domani, perché abbiamo deciso di dividere la discussione generale in due sessioni tra oggi e domani, quindi comunque di finire la discussione generale nella giornata di domani, è evidente che se tutti quanti gli interventi li trasliamo a domani non c'è il tempo materiale per conclude la discussione generale. Se rimane fermo il termine che ci siamo dati per me possiamo anche chiuderla qui, però non vorrei che domani si dicesse "benissimo, no, abbiamo necessità di andare al giorno successivo"; ci siamo dati un ampio margine di tempo di discussione, utilizziamolo per chi volesse intervenire.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, sempre sull'ordine dei lavori. Quello che lei ha detto nella seconda parte del suo intervento va bene, però la prima parte era che oggi si sarebbero fatti massimo 5-6 interventi, uno per Gruppo, e poi domani si sarebbero tenuti tutti gli altri

PRESIDENTE. Allora, i sei, sette interventi erano parametrati sul tempo che ci siamo dati, abbiamo pensato di concludere i lavori per le 19, 19 e mezza, quindi abbiamo previsto che si sarebbero potuti svolgere sei, sette interventi, non ché si sarebbero svolti sei, sette interventi e poi alle 18 saremo andati a casa; sono le 18 e mezza, possiamo lavorare per qualche altro minuto e quindi chi volesse intervenire che lo faccia oggi, dopodiché una parte del Gruppo può intervenire certamente anche domani, ma ci si divide, se tutti i Gruppi traslano…

LI GIOI ROBERTO (M5S). Colleghi, dite voi che eravate presenti se sto sbagliando io.

PRESIDENTE. Però, non attiviamo la discussione su questo.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Bisogna sapere il numero degli iscritti.

PRESIDENTE. Certamente i Capigruppo che sono undici, oltre…

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie, Presidente. Una cosa importante che abbiamo deciso in Conferenza di Capigruppo comunque è stata quella di stabilire che domani, addirittura abbiamo parlato, e anche il collega Agus aveva parlato, di primo pomeriggio, insomma, senza andare oltre, comunque entro domani pomeriggio, anche sul tardi avremmo chiuso la discussione generale, quindi questo è un dato di fatto, poi stasera che avremmo portato la discussione fino alle ore 7, se non ho capito male, correggetemi se sbaglio, e comunque che ci sarebbero stati degli interventi ma non abbiamo detto uno per Gruppo o… cioè stasera e domani, io mi fermerei al fatto che comunque domani pomeriggio noi dobbiamo chiudere la discussione generale e poi fermarci un attimino, così come abbiamo detto, per capire per quanto riguarda poi gli emendamenti. Questo è quello che a me risulta abbiamo deciso in Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo!) Sarà che io, avendo una certa età, mi sono rincoglionito, però non è così. Noi abbiamo detto 6-7 interventi, abbiamo valutato male per quanto riguarda i relatori di maggioranza e minoranza, i quali sono stati eccessivamente rapidi, però abbiamo detto "facciamo 5-6 interventi, 7 interventi, dopodiché aggiorniamo a domani mattina alle dieci e mezza, terminiamo all'una perché c'è (…) e poi andiamo di sera e di sera dobbiamo, come hai detto tu, terminare certamente tutto quanto per andare poi a mercoledì mattina. Però dobbiamo dire la verità, non è che abbiamo detto alle sette, bugia! Perché proprio io sono intervenuto dicendo 5-6 interventi, ho valutato che le due relazioni fossero più ampie. Per coerenza dobbiamo essere corretti.

PRESIDENTE. Va bene. Ci sono stati solamente tre interventi, io ho iscritti, oltre i Capigruppo, l'onorevole Desiré Manca, Massimo Zedda, l'onorevole Caddeo, l'onorevole Loi, l'onorevole Deriu, l'onorevole Meloni, l'onorevole Solinas, tranne insomma gli assenti che…

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facolt��.

GANAU GIANFRANCO (PD). Per chiarire un fatto, che chi non si è iscritto oggi domani non parla, che è presente oggi in Aula però, salvo i Capigruppo, perché qua sono tutti quanti iscritti della minoranza, non c'è nessuno che si è scritto della maggioranza, anche questa cosa qui non va bene. Quindi chi non si è iscritto oggi e non ha consegnato l'iscrizione alla Presidenza, che è presente in Aula, domani non può intervenire. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). A meno che ciò a cui faceva riferimento l'onorevole Oppi, e cioè "il ricongiungimento" di taluno, non sia contagioso, io ritengo che si debba recuperare quello che ci siamo detti in Conferenza dei Capigruppo garantendo due cose: la prima la rapidità, o meglio, un termine più o meno definito per la conclusione dei lavori, che era quello che richiamava l'onorevole Mula, e poi una gestione dei lavori che consenta la massima partecipazione possibile dei componenti dell'Assemblea, attraverso addirittura una deroga alla disposizione che ci imporrebbe l'iscrizione nel primo intervento. Quindi, per sottrarmi al diffuso rincoglionimento che mi sembra di percepire direi… è una citazione, Presidente… rimaniamo a quello che ci siamo detti in Conferenza dei Capigruppo e utilizziamo il buon senso per consentire a tutti i consiglieri regionali che vogliono intervenire, stasera o domani, di poterlo fare, del resto la finanziaria è una, cerchiamo di utilizzare il buon senso.

PRESIDENTE. Ribadisco; la decisione di suddividere la discussione in due giornate era quella di garantire a tutti di poter intervenire e ampliare al massimo lo spazio di discussione, utilizzare però questa decisione per andare al giorno successivo questo non si può fare, quindi noi possiamo anche chiudere qua, l'importante è che domani la discussione generale si concluda e si voti il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie, Presidente. Per chiarire; chi vuole intervenire domani si può iscrivere direttamente domani, gli assenti e i presenti? Perché io mi sono iscritta oggi perché il mio Capogruppo, insieme agli altri Capogruppo, hanno recepito quello che è stato deciso nella Conferenza dei Capigruppo, cioè che io mi sarei dovuta iscrivere oggi per parlare domani, quindi voglio sapere, mi devo cancellare e quindi mi riscrivo domani per parlare domani?

PRESIDENTE. Lei è già iscritta.

MANCA DESIRÈ (M5S). Perfetto.

PRESIDENTE. Ora do la parola all'onorevole Agus, dopodiché concludiamo e andiamo a domani. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Se la proposta è quella di chiudere chiudiamo e andiamo a domani.

PRESIDENTE. Sì, assolutamente, il termine è quello di domani di chiudere i lavori.

Il Consiglio è aggiornato a domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 18 e 28.

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