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Resoconto della seduta n. 190 del 08/02/2022

Bozza provvisoria

CXC SEDUTA

Martedì 8 febbraio 2022

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Michele PAIS

Indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

Indi

del Presidente Michele Pais

La seduta è aperta alle ore 10 e 20.

PIRAS ANDREA, Segretario f.f, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 26 ottobre 2021 (178), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Caredda, Daniele Secondo Cocco, Michele Ennas, Elena Fancello, Annalisa Mele, Maria Laura Orrù e Aldo Salaris hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana dell'8 febbraio 2022.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta, i lavori riprenderanno alle ore 10 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 22, viene ripresa alle ore 10 e 38.)

Continuazione della discussione generale congiunta del Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2022/2024 (30/XVI), del disegno di legge: Legge di stabilità regionale (legge finanziaria 2022) (301/A) e del disegno di legge : Bilancio di previsione triennale 2022-2024 (302/A)

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Leggendo il testo del disegno di legge che stiamo discutendo e i diversi pareri e contributi che sono giunti dalle Commissioni permanenti, dalle parti sociali che sono state audite in terza Commissione, dall'ANCI, dal Consiglio delle autonomie locali e soprattutto, a mio avviso, dalla relazione di minoranza illustrata dall'onorevole Moriconi con approfondimenti e suggerimenti che mi auguro vengano presi in considerazione dalla Giunta e da lei Assessore, ma il primo elemento che salta vistosamente agli occhi è una insufficiente prospettiva sullo sviluppo dell'Isola nel medio e nel lungo termine che a mio parere dovrebbe invece proprio in questo frangente di crisi e di preoccupazioni caratterizzare il principale strumento di programmazione di una Regione che è la legge di bilancio. Benché tra tutti gli osservatori si sottolineino aspetti anche incoraggianti per la ripresa generale dell'Isola, un elemento come quello dell'inefficacia e capacità di spendita delle risorse disponibili non può che preoccupare. Eppure la Regione continua anche in questo momento drammaticamente critico ad avocare a sé prerogative che potrebbero essere dei comuni sacrificando perciò la propria funzione principale che è quella legislativa, funzione che stiamo esercitando scarsamente e per di più a passo di gambero.

Tra i diversi articoli vorrei soffermarmi anch'io sull'articolo 10 che affronta la lotta allo spopolamento, è pur vero che si prevedono finanziamenti e contributi per i centri con una popolazione inferiore ai 3000 abitanti, ma se contestualmente non si prevedono azioni che consentano il conseguimento e il raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni nei servizi primari, si rischia di costruire una bellissima automobile senza le ruote. Pensiamo agli asili nido, ai servizi sociali, alla sanità di base, a scuole dignitose e di qualità, ai trasporti, anche quelli scolastici, a luoghi di aggregazione, solo per fare qualche esempio. Proprio il Consiglio delle autonomie locali attraverso Sindaci e Sindache che ben conoscono la fatica di rispondere sempre ai più impegnativi bisogni delle loro comunità, spesso soli e sole nel prendere le decisioni più delicate e urgenti, suggeriscono un fondo sperimentale di almeno cinque anni che consenta di avviare e sostenere in un arco di tempo adeguato le iniziative che pure nell'articolo 10 vengono indicate. Come già considerato negli interventi che mi hanno preceduto ieri, anche in questo caso non si può immaginare di incentivare la residenza nei piccoli centri con contributi a pioggia e senza attività di monitoraggio e di valutazione, ma questa mi pare un'attitudine poco applicata nella nostra regione. Suggerimenti chiarissimi, dunque, che rappresentano la volontà di affrontare il tema dello spopolamento e aggiungerei della denatalità, cominciando a ragionare su strategie concrete, su strumenti già collaudati in altre regioni italiane con ottimi risultati. Nel complesso della manovra mi chiedo e naturalmente chiedo all'assessore Fasolino, se davvero ritiene che così come è presentata possa dare quell'impulso che i cittadini, le Istituzioni, i soggetti produttivi, il mondo del lavoro in generale si aspettano per dare nuova linfa all'economia e alla vita sociale dell'Isola dopo una stagnazione di ormai due anni. Le chiedo cioè, Assessore, se davvero ritiene che tra le righe di questo provvedimento si possono intravedere le potenzialità di uno sviluppo imprescindibile e non più procrastinabile, se stiamo puntando su strumenti, risorse e istituzioni che a quello sviluppo possono dare la necessaria accelerazione. Ho dei forti dubbi, Assessore, e faccio solo un esempio che attiene al settore della conoscenza, riconosciuto anche nel mondo dell'economia come pilastro fondamentale di uno Stato e propulsore della crescita e del benessere della propria comunità. Questo settore che comprende istruzione, formazione professionale, educazione per adulti, istruzione tecnica superiore, università e ricerca, mi pare pressoché assente in questa manovra.

PRESIDENTE. Chiedo un attimo di silenzio per consentire a chi sta intervenendo di poterlo fare in maniera tale che si senta, perché penso che non riesca a sentirsi neanche chi sta intervenendo.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, ma l'importante è che mi ascolti l'Assessore. Ho dei forti dubbi e sono fermamente convinta che si debba definitivamente convenire tutti quanti sull'assioma che cultura corrisponde a progresso, a crescita economica, a benessere e a giustizia sociale. Solo costruendo intorno a questi valori lo strumento fondamentale dell'azione politica della Regione, avremo, ma temo di dover dire avremmo avuto, possibilità realistiche di uscire da questa crisi che ci avvolge e sapremo o avremmo saputo disegnare una Sardegna prospera e autonoma. Questa finanziaria però non mi appare abbastanza coraggiosa ed è davvero un peccato.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Diego Loi. Poiché non è presente in Aula, decade.

È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Alcune osservazioni sulla manovra di bilancio. Combattere lo spopolamento dei centri abitati, decrescita della popolazione, invecchiamento delle famiglie è un nostro dovere e va fatto in modo radicale, con politiche adeguate e strategie integrate. La Giunta regionale nella manovra che discutiamo ha semplicemente ipotizzato finanziamenti a pioggia, l'onorevole Moriconi, nella sua puntuale relazione, ha ricordato che lo fa, la Giunta regionale, ignorando per l'ennesima volta il contributo del Consiglio regionale il quale in materia di interventi a favore delle giovani famiglie nei Comuni soggetti a spopolamento, custodisce agli atti la proposta di legge numero 84 del 6 dicembre 2019, utile base di partenza per l'elaborazione di qualsiasi provvedimento legislativo attinente agli stessi scopi, sviluppato sulla base di un'interessante analisi di dati statistici dei medesimi obiettivi di cui all'articolo 10. Circa 87,7 milioni di euro in tre anni per incentivare lo sviluppo sociale, economico e produttivo per le nuove famiglie dei Comuni interessati da spopolamento, per sostenere i giovani che decidono di restare nei propri paesi come scelta di vita. Parliamo di reddito di intelligenza, perché anche i giovani che vogliono avere una propria famiglia e dei figli hanno diritto allo studio e nel contempo a restare e vivere nei piccoli Comuni sardi, luoghi ideali per poter far crescere le loro bambine e i loro bambini. In merito invece al controllo democratico della spesa sanitaria, nella scorsa legislatura, sostenuti da un gran numero di colleghe e colleghi, abbiamo ottenuto l'istituzione di una Commissione di inchiesta sulla spesa sanitaria, essa vide interrompersi i suoi lavori con un niente di fatto, laddove ciò che contava non era la Commissione, ma l'inchiesta, perché l'inchiesta, ovvero la conoscenza che essa avrebbe prodotto, se si fosse svolta in profondità, avrebbe consentito di risolvere i problemi che invece oggi ci troviamo ad affrontare nelle peggiori condizioni, dentro la pandemia, all'interno di un percorso di riforma che stenta ad essere attuato. Il Consiglio regionale che ogni anno decine di destinare una parte di enorme consistenza del bilancio alle politiche della salute, agisce privo dell'adeguata conoscenza dei problemi, ma soprattutto privato delle più elementari notizie dell'efficacia e dell'efficienza delle spese compiute negli anni precedenti. Ci muoviamo alla cieca, brancolando tra le rovine di un enorme edificio burocratico, insaziabile e decadente, turbati in continuazione dalle grida di dolore che si levano da questa o quella struttura territoriale o centrale del welfare sanitario. Questa condizione di completa soggezione del Consiglio regionale e persino della Giunta alle frammentarie notizie che provengono dai centri di spesa sanitari determina politiche sempre emergenziali, sempre estemporanee, sempre insufficienti a garantire una risposta alla domanda di salute e all'obbligo costituzionale del buon andamento dell'amministrazione a quello scopo preposta. E su questo vorrei dire alcune cose sul tramonto della politica e l'espansione della burocrazia. Perché burocrazia significa, col suo doppio etimo francese e greco, "potere dell'ufficio". Quegli uffici o insieme di uffici che la Costituzione all'articolo 97 prefigura e prescrive "imparziali", costituiscono la parte tecnica e professionale del governo, che compongono insieme alla parte politica ed onoraria. Quando la parte politica è debole e insufficiente la parte tecnica si trova a riempire il vuoto di decisione e di elaborazione e conduce la pubblica amministrazione attraverso la propria cultura interna, seguendo il suo istintivo e innato orientamento alla crescita a dismisura. Per questo motivo un gran numero di provvedimenti, di leggi, di decisioni sul bilancio ogni anno sono assunte da questo Consiglio regionale nella direzione dell'incremento della spesa, a vantaggio dei corpi burocratici, al di là e al di fuori di ogni previsione relativa all'efficienza e all'efficacia del lavoro di quei corpi. Abbiamo già fatto cenno alla spesa sanitaria, potremmo parlare di quella della gestione del territorio, dell'edilizia residenziale pubblica, del lavoro, del finanziamento dell'impresa, della gestione dei servizi pubblici essenziali quali l'acqua o il trasporto. Una grande ricognizione degli effettivi bisogni e delle reali tendenze della spesa, della ricaduta sociale dell'attività del sistema dell'amministrazione pubblica in Sardegna potrebbe ricondurre il bilancio regionale a uno strumento di effettivo controllo democratico della spesa del denaro pubblico, anziché semplicemente elencazione di provvedimenti che assegnano, in modo parcellizzato e incontrollato, somme a questo e a quel segmento di burocrazia.

Assessore Fasolino, vorrei parlarle adesso, in particolare come Assessore della ricerca, di quella parte del PNRR che riguarda la trasformazione digitale e la nuova industrializzazione sostenibile. La Sardegna oggi ha una grande opportunità, dedicarsi all'edificazione dell'Einstein Telescope, una struttura da collocare nelle profondità della terra e nel cuore dell'isola, da dove questo oggetto tecnologicamente avanzatissima può costituirsi quale motore di una gigantesca trasformazione dell'apparato produttivo, dell'assetto della ricerca, nel complesso della vita civile della Sardegna intera. Le stime dell'impatto socio economico di questa opera sono impressionanti. Il costo dell'opera è un miliardo e 700 milioni di euro, l'effetto complessivo sul volume d'affari è 6 miliardi e 184 milioni di euro, il valore aggiunto è 2 miliardi e 263 milioni di euro, l'effetto sull'occupazione nei nove anni di costruzione è stimato in 36085 unità di forza lavoro. Al di là degli effetti economici indotti le attività che avranno luogo nell'Einstein Telescope avranno certamente ricadute in termini di trasferimento tecnologico sui fornitori di beni e dei servizi e lungo la relativa catena del valore, ciò perché i macchinari, gli strumenti, l'hardware, il software necessari per ogni esperimento che verrà condotta una struttura saranno sviluppati necessariamente attraverso una interazione costante tra ricercatori e fornitori, con un trasferimento continuo di competenze e conoscenze. I fornitori esposti a richieste formulate secondo i più elevati standard internazionali avranno dunque l'opportunità di realizzare beni e servizi che sono necessariamente ad altissimo contenuto innovativo, sia in termini di processo, che di materia trattata.

Assessore Fasolino, la prima missione del PNRR è intitolata "la trasformazione digitale", si tratta di raccogliere la sfida tecnologica che caratterizzerà i prossimi decenni in linea con le attuali prospettive di una comunità in forte trasformazione, capace di recepire le esigenze più complesse e di garantire risposte certe, stabilendo in Sardegna un polo tecnologico di eccellenza in ambito delle connessioni digitali, della sicurezza cibernetica, non solo a livello nazionale, ma anche nel contesto euro mediterraneo. Vi sono in particolare tre obiettivi da cogliere: la cyber sicurezza, le competenze digitali e 5G. In particolare sul 5G le difficoltà storiche nel garantire una connettività ad alta velocità costituisce un problema endemico, la soluzione più rapida attuale potrebbe essere la copertura 5G attraverso accordi quadro specifici da definire con gli operatori aggiudicatari delle frequenze. Le peculiarità tecnologiche di elevato valore, unite alla capacità della rete 5G di coprire il territorio in modo capillare, possono rappresentare una soluzione per tanti problemi sardi: spopolamento, nuovi investitori, abbandono scolastico, pandemia eccetera.

Signora Vicepresidente della Regione, i giovani e le masse neet, l'aumento della competitività digitale in Sardegna, il rilancio della sua rilevanza industriale ad alto contenuto tecnologico derivante dall'Einstein telescope potrà altresì favorire un processo virtuoso di riassorbimento del vuoto educativo, formativo e occupazionale che caratterizza le grandi masse giovanili, che per lunghi anni non hanno studiato, né lavorato, i cosiddetti NEET. Il mutare delle condizioni generali della struttura economica con la diffusione di produzione e servizi che nasceranno attorno all'Einstein telescope potrà rappresentare una straordinaria occasione per l'allestimento di una grande stagione di rigenerazione e riqualificazione umana, in parallelo con le azioni materiali sovvenzionate dal PNRR, dai fondi europei statali e dalle politiche regionali.

Il Consiglio regionale ha deciso di dotarsi, signor Presidente, di un'apposita Commissione di inchiesta sull'argomento per porre serie basi scientifiche a una politica di accompagnamento di queste trasformazioni, ancora però questa iniziativa consiliare non si è svolta, rischia di essere compromessa dalla lentezza con la quale stiamo gestendo la vicenda. I giovani, come ricordato anche dal Presidente della Repubblica di recente, sono il fulcro e la motivazione della società politica di apertura e trasformazione, e devono essere i protagonisti di una fase storica, tesa al riequilibrio tra merito, bisogno, produzione e civilizzazione nel mondo occidentale. Un ultimo accenno, signora Vicepresidente, signor Assessore del bilancio e della programmazione, sul ruolo delle piccole e micro imprese. Oggi, come ieri, il tessuto imprenditoriale commerciale artigianale di piccola e piccolissima industria, compresa la start up dell'innovazione, costituiscono per il nostro Paese, anche per la nostra Sardegna, il terreno sul quale può svilupparsi un nuovo modello economico sostenibile e fiorente, caratterizzato e sostenuto dalla tecnologia, orientato alla sostenibilità. Il popolo dei coraggiosi resta il soggetto economico e sociale rispetto al quale le cure vanno indirizzate con maggiore premura, a preservare dal dilagare delle tendenze egemoniche di un mercato oligopolistico, dominato dalle grandi concentrazioni internazionali di capitale. In questo senso alcune politiche della Regione sono state purtroppo contraddittorie rispetto a tale processo, come ad esempio in ambito turistico, dove sono stati confortati con ristori adeguati soltanto grandi gruppi alberghieri, a detrimento della molecolare diffusa rete delle imprese di settore, anche a carattere familiare, senza premiare le quali è impossibile parlare secondo verità di una politica economica a sostegno delle imprese.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, un saluto alle colleghe e colleghi, agli Assessori presenti. Gli interventi dell'onorevole Moriconi, degli onorevoli Satta, Corrias, Caddeo e Deriu, aiutano molto in una riflessione sulla legge in discussione in relazione alle tematiche che sono state portate all'attenzione dell'Aula da loro. Intanto per quanto riguarda l'impianto della proposta in esame. Dovrebbe essere, così almeno è stata definita, una legge di stabilità di svolta per lo sviluppo della Sardegna, stride rispetto a questa affermazione la debole e sintetica relazione di maggioranza e, ad oggi, ancora l'assenza di interventi da parte della maggioranza. Nessuno pretende che tutte le colleghe e i colleghi dei gruppi di maggioranza intervengano nel sostenere, e anche in alcuni casi ovviamente ripetere cose dette da altri colleghi, ma almeno alcuni interventi per definire qual è la reale convinzione su questo provvedimento da parte vostra aiuterebbe anche il nostro ragionamento. E un ragionamento alla fine tutti insieme, non tanto per dimostrare di essere bravi oratori, quanto per dimostrare di aver fatto qualcosa di buono per la nostra isola e per il futuro dei sardi. Il Vicepresidente della Commissione, relatore di minoranza, ha definito alcuni elementi che sono noti relativi alle difficoltà del sistema Sardegna, sono noti da circa trent'anni, alcuni addirittura ancora più indietro nel tempo, possono essere riscontrati in termini di difficoltà. Basti pensare, tema che è stato citato, quello delle infrastrutture delle reti tecnologiche, da ultimo l'onorevole Deriu che si è concentrato sul tema dell'istruzione e di quella massa importante di giovani che non cercano lavoro e non studiano, che immediatamente andranno a rimpinguare le fila di quella parte della popolazione giovanile difficilmente collocabile nel mondo del lavoro, perché assenti capacità, competenze, professionalità e in alcuni casi, mi riferisco ad altri ambiti legati alla cultura di ognuno, delle persone che vivono in quest'isola, addirittura un analfabetismo funzionale che determina persino la difficoltà di comprensione di un testo scritto, che non riguarda solo le masse giovanili, o una parte di queste, ma riguarda addirittura persone che hanno anche un'età più avanzata rispetto alle giovani generazioni. Questi problemi sono uno degli elementi che determinano l'assenza di sviluppo nella nostra terra, il nanismo delle imprese e via dicendo, i collegamenti aerei e navali, tutti i problemi noti, bisognerebbe iniziare ad affrontare almeno alcuni di questi. Per non parlare delle reti, è stato citato anche l'esempio delle reti idriche che determinano un costo e pochi benefici per l'ambiente e per le cittadine e i cittadini sardi. Uno degli elementi sui quali invece voi state fondando questa proposta di legge per il futuro dell'isola è l'argine allo spopolamento e lo sviluppo delle zone interne. È stato detto con semplicità, ma allo stesso tempo forza, dall'onorevole Corrias. Non è sufficiente mettere un incentivo perché in quei luoghi attecchiscano famiglie, ragazze, ragazzi, nuovi nati e imprese, altrimenti alla fin fine sarebbe persino una ricetta facile. Erogare un po' di soldi per i neonati e le famiglie, un qualcosa perché qualche impresa operi in quei territori. Alla fin fine sarebbe semplicemente una questione di assenza di risorse per chi non può intraprendere una strada di aiuto di questo tipo. Ma siccome le risorse ci sono, è più difficile riscontrare idee di sviluppo, alla fin fine anche elementi similari a questi hanno dato quale elemento statistico l'assenza poi alla fine di benefici, così come ci si aspettava. Perché sono ricette che sono state adottate già altre volte nel corso del recente passato e invece serve una qualità della vita, lo ha detto da ultimo anche l'onorevole Deriu, l'assenza di sicurezza per la salute è un elemento che incentiva la vita in alcuni dei vostri luoghi, dove voi vivete, e dove voi riscontrate questa paura, oppure un elemento che disincentiva la permanenza di vostri cittadini in quei luoghi. Questi sono gli elementi fondamentali che determinano poi che le persone decidano di vivere in alcune realtà: la qualità dell'istruzione, la qualità della vita, la tutela della vita e della salute, i servizi essenziali dislocati sul territorio, la capacità e possibilità di raggiungere altri luoghi in modo semplice e via dicendo. Non è l'incentivo, poco o molto che sia, a determinare questa possibilità di sviluppo di quelle zone.

L'altro elemento è quello legato all'invito che vi rivolgo a leggere quello che è stato scritto anche su questa parte che è stata definita dal Presidente della Regione come fondamentale: "..a favore dei nuclei familiari che risiedono o trasferiscono la residenza nei Comuni oggetto di agevolazione per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo nel corso del 2022 e anni successivi". Disgraziata la famiglia di ragazze e ragazzi che ha deciso di mettere al mondo una bambina o un bambino a dicembre 2021, che colpa ha? Che cosa vi ha fatto di male? Anche perché stabilendo l'età, nel comma successivo, di cinque anni, basterebbe dire che in quelle realtà possano beneficiare di incentivi di questo tipo tutte le famiglie residenti con bambini fino a cinque anni, compresi ovviamente i neonati dal 2022 in poi, e fare una verifica sistematica. Il problema è che non c'è più il tempo. Cioè proponete una questione che voi definite come fondamentale non a inizio legislatura per correggere, modificare e verificare, dati alla mano, se quell'idea ha determinato buoni frutti, ma proponete una cosa del genere e non c'è più il tempo per verificare da parte vostra se quell'idea, quella proposta è realmente un elemento fondamentale per un argine allo spopolamento, oppure no e va quindi corretto. Provvedimenti di questo tipo hanno determinato finte separazioni per mettere la residenza in alcuni Comuni, e quindi separazioni di nuclei familiari, solo ed esclusivamente prima come beneficio per l'eliminazione dell'IMU sulla prima casa, oggi per avere un beneficio economico per figli che poi alla fin fine avranno il domicilio altrove.

L'altro elemento è il trasferimento delle aziende, leggete con attenzione il comma, 15.000 euro per l'apertura di una attività, o unità locale, o per il trasferimento dell'azienda nel territorio oggetto di agevolazione. Anche qui è noto che cosa è accaduto nel passato, invece che determinare nuova occupazione, da un Comune A, ci si è spostati al Comune B, senza incremento di occupazione. E attenzione a citare il de minimis come intervento fondamentale, perché se il de minimis non ha dei parametri e l'individuazione di alcune tipologie di impresa, quanto si è verificato nei Comuni ha determinato la creazione solo di Bar, e anche questo è un problema.

L'altro elemento, e chiudo, il contributo elevato a 20.000 euro, quando l'avvio o il trasferimento aziendale determina un aumento dell'occupazione. Quindi se uno aumenta l'occupazione ha un beneficio a prescindere dal numero di addetti nuovi, solo l'aumento dell'occupazione, quindi 1, 5, 10 occupati in più, il beneficio è 5000 euro in più rispetto a chi trasferisce un'azienda esistente da un luogo ad un altro, senza incremento di occupazione. E cioè date un beneficio economico per chi crea nuove busta paga che copriranno il costo di due buste paga… Spero che chi abbia scritto queste norme non sia lo stesso che vi abbia dato il contributo per la omnibus e per il Piano casa, perché sono commi che ad una lettura attenta sembrano scritti da persone che non hanno alcun tipo di consapevolezza sulle conseguenze, o sulla reale e possibile applicazione e beneficio per le famiglie e per le imprese.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Desiré Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Grazie Presidente. Assessore, buongiorno, almeno lei che rappresenta la Giunta, in questo momento non c'è neanche la Vicepresidente, vabbè parlare del Presidente è ormai diventata quasi un'utopia, perché mi chiedo spesso se la Regione Sardegna abbia ancora un Presidente. In quest'Aula forse saremo mesi che non lo vediamo, mesi, forse l'avremmo visto in tre anni una decina di volte, sto esagerando. Comunque ricordo a tutti, ricordo a tutti i sardi che il Presidente c'è, esiste, ma in quest'Aula non si fa mai vedere. Ed è bello vedere comunque la sua serietà, Assessore, perché lei ogni volta che si parla di bilanci lei è sempre presente, è puntuale e corretto, e questo comunque ci fa piacere. Detto questo, prima di parlare dell'argomento di oggi, mi piace un po' il passato, perché il passato deve servire a vivere il presente e soprattutto a costruire il futuro. Il passato racconta che nell'ultimo rendiconto che è stato votato, che è passato in questa Regione, questa Giunta ha avuto l'incapacità di spendere un miliardo e 400 milioni; questo è un dato che non deve passare in sordina, non deve passare inosservato, un miliardo e 400 milioni che il governo sardo-leghista non ha saputo spendere. Questo è l'esempio dell'incapacità di questo Governo di portare avanti la Regione Sardegna, o quello che si chiama comunemente lo sviluppo dell'economia sarda.

E allora parliamo un po' di questo miliardo e 400.000 euro. Da poco stavo parlando con un collega vostro, di maggioranza, il quale mi ha detto "mancano 20 milioni di euro per dare a tutti i diabetici i dispositivi per che servono loro per vivere", allora domando, e faccio sapere a tutti i sardi: con un miliardo e 400.000 euro quanti dispositivi per i diabetici avremmo potuto comprare? Avremmo risolto il problema dei diabetici? Sì, l'avremmo risolto, e non solo, ci sarebbero rimasti altri milioni e milioni da spendere, e magari li avremmo potuti spendere per lo scorrimento delle liste di attesa. Da poco parlavo anche con l'Assessore alla sanità il quale ha detto "abbiamo messo a disposizione 16 milioni di euro per lo scorrimento delle liste d'attesa nei vari ospedali", peccato che poi in tutti gli ospedali le liste d'attesa non solo non sono state ridotte ma addirittura i tempi di attesa sono notevolmente aumentati. Quindi 16 milioni di euro che evidentemente non sono stati spesi, o siete stati incapaci di gestire questi soldi. Con un milione e 400.000 euro magari si sarebbe potuto intervenire per tutti i malati che hanno la sclerosi multipla e non riescono a curarsi, per tutti i malati oncologici che aspettano gli interventi perché non ci sono - lo dite sempre - i medici, secondo voi.

Ho ricordato un po' il passato perché il passato ci deve servire per tenere sempre vivo il ricordo del presente, il ricordo delle persone che stanno male, il ricordo delle persone che non riescono a curarsi, il ricordo delle 390.000 aziende che hanno chiuso in Sardegna nel 2020, e cosa leggo in questo vostro provvedimento, in questa legge di stabilità 2021-2022? Leggo le solite manovre ordinarie, i soliti articoli per le spese ordinarie, e poi toccate un punto che è stato uno dei vostri cavalli di battaglia nella campagna elettorale, la lotta allo spopolamento, questo argomento è stato toccato dai colleghi di opposizione sia ieri che oggi. E che cosa pensate per lottare contro lo spopolamento dei piccoli Comuni sardi? Pensate di dare 600 euro per ogni bambino nato dal 2022, e questo per cinque anni, ma naturalmente non a tutti i Comuni e non a tutti i Comuni piccoli ma sono quelli che arrivano fino a un tetto massimo di 3000 abitanti, cioè il Comune che ha 3020 già non rientra più. Con questo articolo pensate di regalare questi soldi in modo tale che le famiglie finalmente facciano figli, e allora io mi chiedo: nel momento in cui io abito in un Comune con 3100 abitanti, e per usufruire di questi soldi che mi arrivano ogni mese mi sposto da un Comune all'altro, è vero che sto cambiando la residenza nel Comune che ha meno di 3000 abitanti ma sto creando lo spopolamento nel Comune che ha 3100 abitanti. Per cui voglio capire qual è la ratio con la quale voi avete pensato questo provvedimento, cioè andate a colmare in un paese per creare il buco in un altro paese. E poi mi domando, è vero che queste famiglie hanno 600 euro al mese, ma è anche vero che questi figli che devono vivere in quel paese, magari sperduto e dove per arrivare ci sono strade arcaiche che ormai non si conoscono neanche più e non vengono neanche più segnate nelle cartine stradali, quei bambini nel momento in cui dovessero avere necessità di andare a fare una visita medica dal pediatra allora quei 600 euro devono servire alle famiglie per mettere la benzina nella macchina e portare il figlio dal pediatra, perché manca il pediatra, oppure nelle stesse famiglie che hanno necessità di andare a farsi fare una ricetta dal medico di base quei 600 euro devono servire per andare nell'altro territorio per farsi fare una ricetta medica, oppure se le stesse famiglie hanno la necessità di andare in un ospedale, quei 600 euro devono servire per recarsi nel plesso ospedaliero più vicino.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue MANCA DESIRÈ.) Tutto questo per dire che è inutile che voi andiate a dare 600 euro a famiglia quando mancano i servizi essenziali, e per servizi essenziali intendo sanità, intendo istruzione, intendo lavoro. E allora la lotta allo spopolamento deve partire dalla costruzione anche del lavoro all'interno dell'entroterra sardo, dei paesi più piccoli; io non posso pensare che la vostra visione così riduttiva possa prevedere solo ed esclusivamente il finanziamento per i figli e non per i genitori o per i giovani che devono rimanere in Sardegna, e allora una delle frasi che io sento pronunciare di più in questo Consiglio regionale è anche quella di cercare di trattenere i nostri giovani in Sardegna, ma io non leggo niente in questa manovra, niente per incentivare che i nostri figli, i nostri giovani possano crearsi una vita nella loro terra. Non potete pensare che date 600 euro ai figli e tenere i genitori senza lavoro: bisogna costruire la base, non iniziare dal tetto, e se poi il tetto è anche fatto di paglia, come viene menzionato in questa manovra, crollerà tutto, come sempre, ma voi ci siete abituati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Sarò molto breve, perché mi dispiace ma volevo fare un piccolo accenno al fatto che qualche intervento da parte della minoranza, per quanto anche in alcuni tratti costruttivo, abbia voluto evidenziare che non abbiamo subìto la pandemia, sembra quasi che non sia successo niente. Oggi ci troviamo, dopo quasi tre anni dalla nostra elezione, a discutere la prima finanziaria, la prima che ci consente appunto di cercare di dare qualche risposta a quello che è il tessuto economico e commerciale della nostra Isola. Non possiamo sicuramente fare miracoli, questo bisogna dirlo, però abbiamo puntato molto su alcune misure, in particolare puntiamo alla lotta contro lo spopolamento delle zone interne, e dagli interventi che mi hanno preceduto colgo anche delle cose positive, alcune delle quali le condivido, perché come ha detto anche chi mi ha preceduto poc'anzi non si può pensare che lo spopolamento non colpisca il paese che supera i 3000 abitanti. Faccio due esempi, di due paesi che sono vicini al mio, Bitti e Orune, paesi che erano abbondantemente sopra i 5000 abitanti, che qualche decennio fa superavano i 3000 abitanti e oggi sono uno a 2200 abitanti e l'altro a 2500. Quindi la lotta allo spopolamento va fatta mettendo dei paletti, questa Assemblea però è legittimata anche ad apportare delle modifiche, quindi io sicuramente, assieme ad altri colleghi mi auguro anche della minoranza, vorrei apportare qualche modifica, perché non è giusto dare dei soldi, Assessore, ai Comuni che hanno meno di 3000 abitanti ma che magari dieci anni fa avevano 1000 abitanti e oggi ne hanno 1800 o 2000, quindi lì non c'è il problema dello spopolamento, mentre magari di contro altri paesi, tipo Orgosolo o Fonni, che sono due dei paesi più conosciuti della nostra Isola per quanto riguarda l'interno, superano i 3000 abitanti e non avranno diritto ad avere questi benefici. Ho fatto anche un conteggio e sono soltanto 24 i Comuni al di sopra dei 3000 abitanti che hanno avuto negli ultimi vent'anni una perdita di almeno il 10 per cento della popolazione, quindi penso che questa correzione sia doverosa da parte nostra. È anche vero che purtroppo per vivere in quel paese non basta incentivare la natalità; la natalità è importante perché crea ricchezza, crea sicuramente le condizioni perché c'è anche la vivibilità, perché dove non ci sono bambini non vive nessuno, dove non ci sono bambini non c'è vita e non c'è speranza, quindi è importante la misura che noi vogliamo mettere in atto, ma occorre anche qualcosa in più, quel qualcosa in più in parte è stata ipotizzata dalla Giunta, che incentiva la nascita di attività produttive, dando per la prima volta dopo tanti anni un contributo a fondo perduto a chi vuole intraprendere attività commerciali, nuove iniziative imprenditoriali all'interno di questi Comuni, ma io penso che ancor di più lo debba essere e lo sarà un'altra voce che è appena indicata all'interno del provvedimento approvato dalla Giunta, ma che va anche quello ulteriormente rimpinguato, che è quello di Forestas. Io penso che in quei territori colpiti dallo spopolamento sia fondamentale andare ad investire, come ci dice anche lo stesso PNRR che indica nella conversione ambientale il nostro futuro, in un'Isola che, sembra strano, ma lo dovreste sapere tutti, oggi è quella che ha la più alta densità di boschi in Italia (non lo sapevo, oggi l'ho scoperto ed è dato importante), quindi quei boschi sono un nostro patrimonio che va sicuramente preservato e tutelato, va preservato dagli incendi, dobbiamo preservare il nostro territorio dalle calamità naturali. E quindi io credo che anche quell'articolo 9 nella voce di Forestas meriti una variante. Dobbiamo rimpinguare quel capitolo, dobbiamo fare in modo che ci sia un recupero di quelle che erano le maestranze occupate da Forestas almeno negli ultimi quattro o cinque anni, dobbiamo farlo nel biennio che ci aspetta. Questo per dare risposte, perché se io ho - come ha detto giustamente l'onorevole Desirè Manca - 600 euro al mese per cinque anni, sicuramente non sono stimolato a fare la mia vita in un paese piuttosto che andarmene in un altro centro, magari a Cagliari, a Sassari o ad Olbia, dove invece il lavoro ce l'ho. Quindi noi cerchiamo di percorrere due strade, dobbiamo lavorare sul doppio binario, credo che questo sia fondamentale, quindi annuncio che chiederò a questo Consiglio di approvare all'unanimità due emendamenti, che siano, uno rivolto a modificare sensibilmente quel provvedimento per quanto riguarda i centri che hanno subìto lo spopolamento per portarlo almeno a 5000 abitanti, a condizione che ci sia comunque una perdita demografica importante, e poi l'altro, quello appunto di Forestas, dove chiedo che ci sia un programma che non possiamo più rimandare, perché avevamo la legge già prevista in Commissione, la Commissione non si è potuta riunire perché non abbiamo più il Presidente in quanto ha dovuto dimettersi il presidente Saiu. Quindi io credo che sia il momento giusto è il luogo più opportuno per far sì che anche questo provvedimento venga approvato all'unanimità da questo Consiglio.

Poi per il resto abbiamo visto quello che succede in sanità: non è che mancano le risorse, mancano purtroppo i medici. Dobbiamo fare in modo anche di recuperare questa risorsa umana la cui mancanza sta sicuramente martoriando quelle popolazioni del centro Sardegna, ma non solo anche quella delle grandi città, perché purtroppo la mancanza di risorse umane all'interno della sanità è veramente una piaga che bisognerà affrontare.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Piu. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Ci apprestiamo a discutere la prima finanziaria di questi tre anni, e questo è un dato di fatto, dato che la pandemia ha purtroppo ha imposto alla politica, e anche a quella della maggioranza, dei tempi diversi da quelli che magari si sono prefissati in campagna elettorale, e ci accingiamo a discutere una finanziaria che prima di essere presentata non è stata discussa in quest'Aula nei termini e nelle linee di indirizzo, questo perché il Consiglio regionale ha e dovrebbe avere questa linea, cioè quella di poterla modificare una finanziaria, di dare un contributo su aspetti e su caratteri di tipo generale che consentono sicuramente di dare una proiezione della nostra Isola per i prossimi venti-trent'anni. Nel mio intervento rimarco il fatto che sanità e trasporti, non solo dopo la pandemia ma anche prima della pandemia, siano i due assi principali di crescita di una Regione, perché prima di arrivare all'articolo 10 della finanziaria che ci state proponendo, quello sullo spopolamento, mi sarebbe piaciuto e vorrei capire anche ad esempio dall'Assessore ai trasporti Todde, dall'Assessore alla sanità Nieddu, che tipo di regione si immaginano fra dieci anni, e come un bambino che nasce in un paese che oggi soffre di spopolamento si dovrebbe spostare e da chi dovrebbe essere assistito per quanto riguarda la sanità. Abbiamo un grave problema, e abbiamo riscontrato molte volte non solo problemi sulla sanità di prossimità ma principalmente anche sulla mancata visione e presa di coscienza di chi oggi fa assistenza nelle nostre città e nei nostri paesi, che non è la sanità pubblica ma sono semplicemente le persone di famiglia, cioè i caregiver, che ancora non hanno avuto modo di essere regolamentati, l'Assessore alla sanità non ha ancora avuto modo di nominare una Commissione che possa consentire di fare un'analisi su tutto il territorio regionale di chi in questo momento presta l'assistenza all'ammalato di prossimità, che vorrebbe continuare la sua vita, magari riuscire anche a portarla a termine, nella propria abitazione. Ecco, di questo nella finanziaria non se ne parla, e mi rivolgo a lei, Assessore, perché lei è il proponente; ovviamente so bene che non tutti i settori e non tutti gli Assessorati passano dalle sue decisioni, e sarebbe interessante nel dibattito consiliare ascoltare le proposte degli Assessori di riferimento su determinati temi, perché se non risolviamo il problema della sanità, non risolviamo il problema dei trasporti, si possono dare anche 10.000 euro all'anno a un cittadino per rimanere in un territorio afflitto da spopolamento, ma non cresce niente. Allora per far crescere un'Isola ed evitare che 13.000 persone (perché questo è il numero esatto delle persone in meno nel 2020) che risiedono nella nostra Regione se ne vadano, c'è bisogno di consentire il progresso di quei territori ma soprattutto il fatto che quei territori possano essere abitati, possano essere vissuti e possano essere utilizzati da tutti, perché crescono le zone urbane, crescono le zone costiere e tutto attorno a questa crescita c'è il niente, c'è il deserto. E allora i treni, la continuità marittima, la continuità aerea, ecco questi sono i temi di una finanziaria, questi sono i temi che danno la visione da qua ai prossimi anni di una Regione e non si può venire qua e dire dopo la pandemia, dopo questi tre anni non avere ancora idea che il mondo sta cambiando che il mondo è cambiato negli ultimi tre anni, forse al doppio di velocità rispetto a quanto ci si poteva attendere qualche anno fa, e continuare a fare degli interventi che sono spot, tampone che servono sicuramente a risollevare un po' gli umori, le emozioni di qualcuno da un certo punto di vista quasi nazionalistici, ma dall'altro non consentono alla Sardegna di aprirsi al mondo, perché la competitività negli asset importanti sanità, turismo… io non continuo finché l'Assessore non si siede, grazie collega. E allora gli asset importanti, quelli che dovrebbero dare alla nostra Regione una spinta importante, ecco quelli non ci sono, perché io non riesco ancora ad individuare, non riesco ancora a capire come una Amministrazione comunale di un piccolo paese possa attraverso l'intervento dell'articolo 10 dire: fra dieci anni avremo il 20 per cento in più di abitanti. Non si risolve con una Finanziaria lo so benissimo, si risolve con la politica discutendo però di temi veri, cercando di entrare quanto più possibile nella risoluzione delle criticità e soprattutto ascoltare i cittadini. Perché sulla sanità abbiamo avuto numerose segnalazioni tutti, soprattutto sulla sanità di prossimità, ci sono tantissimi cittadini sardi che non riescono a curarsi in maniera efficace e in maniera rapida, sono costretti a fare i viaggi ancora della speranza e sono costretti a trasferirsi dal loro paese verso le città proprio per cercare di assistere nel miglior modo possibile i loro familiari. Ecco, assessore Fasolino, stimoli la discussione all'interno di quest'Aula, stimoli i suoi colleghi di Giunta, io per lo meno, per quanto mi riguarda, ne ho citato due, che sono a capo di due Assessorati fondamentali, e ci facciano sapere, ci dicano esattamente come ci si può curare in un paese dove c'è un ospedale che dista più di 50 chilometri e come si possa andare a studiare in un paese dove una scuola disti più di 50 chilometri cercando di rimanere di vivere in un Paese che oggi perde cittadini, perde popolazione, che fra cinquant'anni questa Regione perderà 164 borghi. Di queste cose dovremmo parlare in un tema così importante come quello della finanziaria e non soltanto mettere delle piccole pezze ad un mondo che viaggia ad una velocità diversa rispetto a questo documento, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente, un tempo quando era la politica che entrava nelle aule si diceva che la finanziaria, i numeri rappresentavano le scelte politiche più importanti di un Governo, e quindi era il momento più alto del confronto…

COSSA MICHELE (Riformatori). Dai non fare questa sceneggiata…

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). …io non faccio sceneggiata, è una questione di educazione, ritenevo che un uomo educato come te, che ha vissuto quest'Aula più di me, sapesse che quando si interviene probabilmente la Giunta dovrebbe ascoltare anche l'opposizione, probabilmente era una presunzione non averti capito e ti chiedo scusa. Quindi quando la politica entrava nelle aule attraverso la finanziaria era il momento di più alto confronto, era il momento in cui le scelte erano le scelte radicali con cui si pensava di cambiare le sorti di un proprio popolo, di una propria Regione nei settori più strategici la sanità, l'industria, il lavoro, trasporti e quindi noi probabilmente con un attimo di presunzione ci aspettavamo che soprattutto il primo bilancio politico della vostra Giunta fosse il momento del più alto confronto. Probabilmente abbiamo peccato di presunzione, perché non c'è stato il confronto né in quest'Aula né all'esterno di quest'Aula. E guardi, assessore Fasolino, io so benissimo l'impegno che lei ha messo e sta mettendo nel svolgere il ruolo difficile di Assessore del bilancio e della programmazione, probabilmente con una Giunta che non capisce, come lei, quanto questo ruolo è delicato. E mi dispiace dire che ha perso, avete perso un'occasione politica importante.

Non avete colto lo stesso spirito autonomista degli anni Sessanta quando col primo Piano di rinascita si è ridisegnata quella Sardegna e con una partecipazione, un dibattito pubblico e politico che ha visto interessati tutti i Comuni, tutte le forze sociali. In quegli anni Sessanta la grande mole di denaro che arrivava attraverso il Piano di rinascita ha mosso le coscienze, ha scritto insieme partendo dalla base il futuro della Sardegna. Oggi con la stessa opportunità che voi avete, perché la stessa opportunità che voi avete non l'ha avuta nessun altro Governo di questa Regione negli ultimi quarant'anni, non l'ha avuta nessun'altro la mole di denaro, la mole di opportunità, gli strumenti di programmazione che sono disponibili oggi, non l'ha avuta nessun altro. Voi avevate e avete tutta questa mole di opportunità dal PNRR, dei fondi strutturali, dall'accordo quadro con lo Stato che mette a disposizione ingenti risorse economiche. Eppure con tutte queste opportunità, che allora erano state colte da Efisio Corrias, Paolo Dettori, Segni, Giovanni Del Rio altri uomini che sono passati alla storia, che probabilmente qualcuno di voi non passerà alla storia di questa Giunta, passerà proprio nel libro dei ricordi, più che nell'essere punto di riferimento per le future generazioni. Eppure voi questa opportunità non l'avete voluta cogliere e ci state proponendo una finanziaria taglia e cuci. Perché se uno legge gli 11, 12 articoli è il ripristinare o spostare risorse da una parte all'altra di leggi che abbiamo fatto nella passata legislatura, leggi di settore ma senza nessun chiaro indirizzo e scelta programmatica che possa passare alla storia. Quindi, Assessore, prima di tutto è un'occasione persa, noi eravamo pronti alla discussione, eravamo pronti a dare il nostro contributo, l'ha detto benissimo il relatore di minoranza, il collega Moriconi, eravamo pronti noi, erano pronte le parti sociali, quando ci hanno ricordato, in una delle rarissime audizioni, che solo una volta nei primi tre anni di legislatura sono state coinvolte su temi programmatici importanti, le parti sociali, sia quelli più vicine a questa parte, che anche quelle vicine a voi, che hanno criticato nel metodo, prima di tutto, ancora prima che nella sostanza, che questa è una finanziaria taglia e cuci scritta quasi con un manuale Cencelli programmatorio di spesa.

E allora io credo che l'occasione persa, Assessore, vada recuperata, perché guardi, noi ce lo siamo sentiti dire spesso e volentieri, anche in questi minuti: bisogna chiudere in fretta l'approvazione della Finanziaria. Perché il vostro problema è sempre e solo la velocità con cui bisogna approvare le leggi, ancora prima del contenuto e della loro reale applicazione. E questa voglia di approvare le leggi vi ha portato a sonore bocciature, leggasi la legge urbanistica, solo per fare un piccolo esempio, o alcune parti dell'omnibus. Guardate, nella storia di questa Aula il problema non è la velocità con cui si approvano le leggi ma è la qualità delle leggi, la loro efficacia, la loro capacità di risolvere i problemi di quest'Isola. Per cui perdere una settimana in più per sé sentire quella parte sociale, per migliorare quello strumento finanziario probabilmente scomoderà a qualcuno di voi, ma sicuramente impedirebbe la bocciatura del risultato. Perché, guardi, i temi ci sono tutti son stati elencati dai colleghi, guardi il tema che sta più a cuore a voi, e a noi, e riporto questo tema fondamentale per la Sardegna è il tema del lavoro. Forse troppo poco citato, ma è il tema del lavoro vero quello che permette a una coppia di poter accedere a un mutuo in banca, di chiedere un prestito, quello è ancora il tema vero. Perché i dati del lavoro vero, quello a tempo indeterminato, del posto fisso, come si diceva una volta, ci pone ancora ultimi nel panorama nazionale. Su 57 mila contratti attivati nel 2021, su 57 mila, 55 mila sono a tempo determinato, sono a tempo determinato! Quindi il tema del lavoro è ancora drammatico in questa Isola, tutti i provvedimenti, alcuni dei quali abbiamo anche condiviso, non sono stati in grado in questo periodo di dare lavoro vero. Così come l'aumento della cassa integrazione della NASPI, e soprattutto, lo dico perché so quanto è sensibile su questo tema la vicepresidente della Giunta la collega Zedda, noi siamo ancora in testa per quanto riguarda il tasso di disoccupazione femminile. Perché in questa drammaticità del tema del lavoro le donne sono ancora quelle che pagano il prezzo più alto e hanno più difficoltà di trovare un'occupazione vera, e ora di fronte a questi dati del lavoro vero, del lavoro a tempo indeterminato che riguarda le categorie più deboli come le donne, io credo che su questo la discussione sulla finanziaria con queste risorse avrebbe meritato un percorso diverso. Invece la fretta, la solita fretta quella di dover per forza rispettare i tempi di una sua discussione ha tenuto fuori i temi principali del lavoro, ha tirato fuori anche, Assessore, una delle strategie, perché c'è il metodo, ci sono i temi e c'è la strategia. La strategia che vi eravate dati, che abbiamo in qualche modo anche noi condiviso, quella che era quella di una visione integrata del Governo della Regione attraverso l'Agenda 2030 non c'è nulla, non c'è un tema trasversale, non c'è un tema trasversale, è un taglia e cuci di movimentazione di denaro da un capitolo all'altro e non ci sono i temi in qualche modo di integrazione.

Allora, Assessore, io capisco bene che probabilmente i Segni, i Dettori, tutte quelle persone che hanno scritto la storia di questa Sardegna, che hanno anche avuto la possibilità di migliorare la condizione economica e sociale di questo popolo non ci siano più in quest'Aula né da quella parte e né da questa parte, però quello che vi chiediamo è un po' di umiltà, riaprire la discussione, ricoinvolgere il popolo che in qualche modo vuole essere coinvolto e occupiamoci del tema basilare senza invenzioni di carattere ingegneristico finanziario perché abbiamo visto che poi non funzionano, perché ancora oggi il bando rEsisto, Fondo BEI e altre questioni messe in campo non hanno funzionato, così come i 600 euro per superare il problema dello spopolamento, 600 euro serviranno a qualche famiglia per prendere la macchina e trovarsi il pediatra dove non c'è in quel Comune, non serviranno i 600 euro, servirà la politica. E allora con umiltà rimettete la politica al centro delle cose e forse veramente scriveremo una pagina di storia.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (UDC Cambiamo). Grazie Presidente, la legge di bilancio è uno dei momenti più importanti e significativi nel quale l'organo legislativo delinea le strategie economiche, sociali e strutturali di un'intera Istituzione. Mancano circa due anni alla fine di questa legislatura e per questo vorrei cogliere l'occasione per fare una riflessione su quello che è stato fatto e su quello che c'è ancora da fare. Una legislatura nata con le migliori premesse, una maggioranza composta da colleghi che hanno sicuramente a cuore il bene dei sardi e della Sardegna. Lo stesso vale per il Presidente della Regione che subito dopo il grande consenso da parte dei sardi si è mostrato un profondo conoscitore delle problematiche dell'Isola, palesando un'ampia visione di prospettiva articolata su grandi temi, soprattutto quelli che maggiormente avrebbero dovuto trovare leve e condizioni per la crescita e il bene di questa terra. Le aspettative erano tante, come lo sono ancora, le condizioni per una legislatura di cambiamento c'erano allora, e forse ci sono ancora oggi. Ma io, cari colleghi, sento molto rispetto per le Istituzioni, sento molto rispetto per i miei colleghi e se ne sento altrettanto anche per il Presidente, ma rispetto maggiore lo sento per chi sta fuori da questo palazzo. Lo sento per il mondo dell'impresa e delle partite IVA che faticano e non poco a stare a galla, lo sento per il mondo delle campagne che si trova in sofferenza in una terra nella quale avrebbe dovuto gioire, lo sento per i più deboli, i più sofferenti che utilizzano quotidianamente la nostra sanità pubblica, per tutti quelli che lavorano nelle istituzioni con alto senso di servizio e per tutti quelli che quotidianamente lavorano in trincea, e mi riferisco ai sindaci, agli amministratori delle comunità locali. Però senza voler per forza ricercare i colpevoli, ma per tradurre la voce del popolo, mi chiedo, e chiedo a voi che rappresentate questa Assemblea soprattutto ai colleghi della maggioranza, la realtà che abbiamo di fronte è in linea con le aspettative dei sardi? Se giriamo i territori, e tanti di voi lo fanno, tra i Sindaci, tra le associazioni di categoria, tra gli enti intermedi, tra i sindacati, tra gli amici anche, sono pochi quelli che applaudono alle azioni di questa maggioranza, inutile nasconderlo, perché ce ne stiamo rendendo conto tutti, è inutile nasconderlo. E se abbiamo il coraggio di dire la verità questo è il momento, questo è il momento giusto per dire la verità, questo è il momento, cari colleghi, soprattutto quelli di maggioranza, per cambiare rotta e per cambiare passo. E non giustifichiamoci dietro la pandemia, perché è vero che ci ha travolti, è vero che ci ha fatto vivere momenti difficili, è vero che stiamo vivendo momenti difficili, ma è anche vero che ci ha offerto grandi opportunità per poter ridisegnare un nuovo modello di sviluppo, non ce lo facciamo sfuggire, non ce la facciamo sfuggire questa grande opportunità, questa occasione. Allora Giunta e Consiglio io vi invito a riflettere, qualcuno può anche accusare il Consiglio per aver messo in campo pochi provvedimenti, io non sono d'accordo su questo, non è proprio così, i provvedimenti sono stati presentati ma la verità è un'altra, è un'altra perché purtroppo a tanti provvedimenti non si riesce a dare né concretizzazione e né realizzazione, e io non lo capisco il perché, qualcuno lo dovrebbe spiegare, perché succede questo? Io lo chiedo ai miei colleghi della maggioranza perché succede questo, perché il nostro Gruppo e parlo a casa mia ha fatto proposte importanti per rilanciare l'azione di questa maggioranza, ha fatto importanti provvedimenti legislativi e innovativi e ne faccio qualche esempio concreto: in sanità, per esempio, io applaudo la maggioranza perché siamo riusciti ad approvare una riforma fortemente voluta dai sardi e questo certo è un grande merito della maggioranza e anche del Presidente, ma per renderla efficace avremmo dovuto far partire in parallelo come è stato detto mille volte, i progetti per la realizzazione di ospedali moderni, l'unica soluzione per migliorare le tecnologie abbattere i costi e gli sprechi e rendere più funzionale l'assistenza attraverso la miglior distribuzione degli operatori sanitari, lo diciamo sempre che c'è mancanza di medici, questa proposta è stata accolta da tutti, è stata accolta dalla maggioranza e rilanciata con alta voce dal Presidente. Io penso che sia tutto congelato in questo momento, non abbiamo sentito più niente, perché? Perché nonostante i buoni propositi rimaniamo inchiodata al palo? Io lo chiedo questo; perché? Perché se abbiamo le intelligenze giuste dentro questo Consiglio e dentro la Giunta non le utilizziamo al meglio? Perché? Spieghiamocelo! Perché non vogliamo lasciare un buon ricordo in questa Terra? Dobbiamo avere il coraggio di dirlo. E ancora; dopo tanti anni, e mi dispiace che non c'è l'Assessore della sanità in questo momento, dopo tanti anni siamo riusciti ad allinearci alle regioni più evolute sul tema del diabete, grazie a questo Gruppo e grazie soprattutto a questo signore che c'è qui vicino a me che si chiama Giorgio Oppi. Il 4 novembre dello scorso anno la Consulta regionale per la diabetologia ha approvato le linee guida per la distribuzione dei sensori CGM e dei microinfusori, sarebbe bastata una delibera di Giunta per avviare l'iter della distribuzione ma ancora la delibera di Giunta non c'è, eppure credo che per redigere una delibera di Giunta ci vogliano pochi giorni e non pochi mesi; perché siamo così lenti? Perché siamo delle lumache? Per quale motivo se possiamo essere veramente delle lepri? Perché! Qualcuno lo dovrà spiegare questo. Potrei anche continuare, con la riforma degli enti locali e la nascita della Città metropolitana di Sassari, che tutti l'abbiamo voluta questa, che doveva dare più equilibrio all'architettura della istituzione per esaltarne, come abbiamo detto e come è la verità, il protagonismo dei territori. Tutto in stallo, tutto in stallo! Perché non siamo riusciti a difenderla dove doveva essere difesa, perché non siamo riusciti a difendere una legge che meritava, e allora siamo passati sicuramente, anzi, siamo caduti dalla padella alla brace, siamo caduti perché questo stop non solo a Sassari sta facendo perdere ingenti risorse in riferimento alla Città metropolitana, ma stiamo perdendo le risorse sulla rete metropolitana e questo è uno dei motivi per cui questo Gruppo presenterà un emendamento per riequilibrare questo gap, ed è l'emendamento che fa ritornare alla disciplina della legge di riforma del 2016.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue PERU ANTONELLO.) Allora io continuo a dire: perché questa lentezza se abbiamo veramente le capacità per fare meglio e fare di più? La proposta di legge che è stata presentata da questo Gruppo in piena pandemia per promuovere gli strumenti finanziari innovativi, proposta apprezzata da tutti, da tutta la maggioranza e soprattutto dal Presidente, questa proposta sapete dove è? È bella accucciata nei cassetti della Commissione bilancio. Il provvedimento delle zone interne presentato da questo Gruppo con due emendamenti delle finanziarie precedenti pari a 5 milioni di euro sugli alberghi diffusi, che è un punto di forza del nostro programma di Governo, e anche questa risorsa sicuramente ha preso il volo, non è stata programmata, e proporremo un emendamento in questa finanziaria sperando che non faccia sicuramente la stessa fine. E per finire, la mozione approvata dagli amici dei Riformatori in riferimento al dar seguito alla graduatoria T1, T2, T3, T4 e così via, quelli che disciplinavano l'aiuto alle imprese, milioni di euro stanziati dalla precedente Giunta che ancora ora sono nei cassetti della SFIRS. Io sono convinto che noi siamo buoni a complicare anche le cose fatte, siamo buoni anche a complicare le cose semplici, non riesco a capirne il motivo, qualcuno lo dovrà spiegare! Perché, l'ho sottolineato all'inizio, un Presidente, lo dico veramente con grande sincerità, di grande qualità, un Presidente di grande qualità, lo dicono tutti ed è anche la verità, buoni propositi da parte dei miei colleghi di Consiglio e di Giunta, ma perché continuiamo a correre con i pesi alle caviglie, con la zavorra sulle spalle? Per quale motivo dobbiamo correre perché questo non ci fa assolutamente e ci impedisce di arrivare al traguardo a cui dobbiamo arrivare. Questa mia verità, cari colleghi, non è semplice, lo so che non è semplice da dire e da raccontare in quest'Aula, purtroppo è la vera realtà, è la realtà che si vive fuori da qua, e vi assicuro che non mi diverte assolutamente dire questo dai banchi della maggioranza, al contrario, mi rattrista e mi amareggia tantissimo dire questo, perché avrei preferito gridare in tutti gli angoli della Sardegna che stiamo migliorando la qualità della vita dei cittadini, io avrei voluto dire questo, che difendiamo i cittadini con la pancia per terra! Invece non è così, e la cosa triste è che ne siamo tutti consapevoli, la cosa triste è che ne siamo tutti consapevoli e non si riesce a reagire. E allora questo mio intervento non vuole essere assolutamente un attacco a nessuno, ma vorrei che fosse veramente uno stimolo, credetemi, perché avere il coraggio di dire la verità significa voler bene al Presidente, dire la verità significa voler bene a tutto il Consiglio e alla Giunta, dire la verità significa soprattutto voler bene ai sardi e alla Sardegna, e per questo chiedo di continuare a lottare per questa Terra, tutti, io ne sono convinto che qua ci sono le intelligenze per farlo; facciamolo! Iniziamo a reagire. E lo dico perché io lo farò, io lo farò ricordandomi però sempre, e ce lo dobbiamo ricordare tutti, che abbiamo avuto una fiducia importante dai sardi, quindi non possiamo assolutamente disattenderla perché meritano veramente altro. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie, buongiorno a tutti, colleghi, colleghe, Presidente, membri della Giunta presenti. Non riuscirei a fare come opposizione un intervento più critico di quello del collega Peru; mi dà l'idea che, ormai, a due anni dalle elezioni, già fiutata la malaparata qualcuno sta iniziando a uscire dai ranghi della maggioranza e sta iniziando a dire "no, ma io non la volevo così quella legge, no, ma io gliel'avevo chiesto di farla diversamente, no, ma io al Presidente gliel'avevo detto ed è lui che non mi ha ascoltato", tutte queste cose che già si sentono anche sui territori e non è bello, colleghi, sicuramente non è onorevole da parte di chi comunque si è preso l'onere di governare la Sardegna. Parliamo di questa finanziaria che dovrebbe, insomma, come si può dire, essere emblematica, traggo spunto da parole di autorevoli esponenti di maggioranza, della vostra visione di Sardegna, del coraggio che serve per rilanciare la Sardegna. Ebbene, colleghi, secondo me questo coraggio è mancato, è mancata soprattutto l'adeguata percezione dei problemi e la conseguente elaborazione di soluzioni. Ci si è voluti approcciare, in particolare in questa legge, a temi che sono, a me, a noi, molto cari: i giovani, lo spopolamento, la creazione d'impresa. Ebbene, alcune osservazioni relativamente a quelli che sono gli strumenti che vengono messi a disposizione, con una premessa di principio. È già stato detto negli interventi dei vari colleghi, non mi ripeterò, ma alcuni punti fondamentali vanno affrontati. Le necessità quali sono per favorire i nostri giovani? I nostri giovani dai quali passa il futuro della Sardegna. Contrasto all'abbandono scolastico; si sta parlando tanto di questi NEET (Not engaged in Education Training), una sigla che definisce giovani che vagano nei meandri di una società all'interno della quale non riescono a inserirsi con gli strumenti che la società mette a loro disposizione, quindi non sarà che la società stessa e gli organi politici, soprattutto, chiamati in questo caso a recepire le loro esigenze, a fornire loro gli strumenti per rappresentarsi positivamente, nella maniera in cui lo desiderano, ma per rappresentarsi positivamente all'interno della società. E su questo dovremmo fare una riflessione; stiamo dando gli strumenti adeguati? Io penso di no. Immigrazione e denatalità e, soprattutto, un tema che dovremmo avere molto presente, il trattenere chi è tornato durante l'epidemia Covid. C'è una massa di giovani, che erano impegnati all'estero e che sono dovuti tornare in Sardegna, e io ho modo di parlare con tanti di loro, che vogliono restare in Sardegna, cioè questo è il momento cruciale per mettere sul campo tutte le armi a nostra disposizione finalizzate al riuscire a trattenerli, eliminando le stesse ragioni che li hanno portati ad emigrare prima e li porteranno, nel prossimo futuro, quando la situazione auspicabilmente si normalizzerà, a ritornare fuori dalla Sardegna, a meno che la Sardegna stessa non sia stata in grado, tramite la regione Sardegna, di mettere a loro disposizione gli strumenti necessari per poter decidere, senza rinunciare alle proprie aspirazioni, di restare in Sardegna. Si parla di creazione di impresa; beh, la creazione d'impresa deve essere intesa come creazione di valore sul territorio che si auto sostenga poi sul mercato, quindi tenendo anche d'acconto il cosiddetto effetto moltiplicatore di quello che può essere l'effetto di un investimento pubblico. Dobbiamo prendere in considerazione le start-up, sicuramente, le imprese ad alto valore tecnologico, ma anche e soprattutto l'adeguamento delle imprese esistenti, ma soprattutto ancora l'adeguamento degli imprenditori esistenti, perché se già il contesto socio economico non è favorevolissimo alla creazione e alla crescita di impresa, sicuramente anche l'utilizzo di modelli vetusti da parte dei nostri imprenditori, i modelli imprenditoriali vetusti da parte dei nostri imprenditori è qualcosa su cui noi come Ente regionale possiamo e dobbiamo fare tanto, oltre che, naturalmente, formarne di nuovi di imprenditori. Educazione all'imprenditorialità; l'imprenditorialità deve entrare dentro le scuole, dalle scuole superiori passando sicuramente per l'Università e pervadere quanto più possibile l'istruzione dei nostri giovani, così da consentire loro, in maniera efficace, di poter scegliere e avviare una carriera, cosa che statisticamente in Italia si fa molto dopo, come tanti altri atti di emancipazione giovanile, molto dopo rispetto al resto della media detta europea. Questi incentivi che stiamo erogando per insediare imprese o persone all'interno dei Paesi al di sotto dei 3000 abitanti, bene, è già stato detto lo voglio rimarcare perché è importante, se io do 700 euro a una persona o 15 mila euro a persona per andare a insediarsi in un Paese intorno al quale c'è il nulla, sarà comunque una persona con 15 mila euro in tasca in mezzo al nulla, potranno essere due, potranno essere 3, ciò che serve è investire in servizi, è investire nella creazione di un ambiente tale da far sì che non saremo noi in un certo momento a dover dare alle persone i soldi per insediarsi in un posto, sarà quello stesso posto che noi avremo reso attrattivo investendo in infrastrutture, investendo anche solo nella linea internet, come si può pensare di far insediare un'impresa che abbia una minima necessità di tecnologia, adesso ditemi quale impresa non utilizza internet, all'interno di un Paese dove devono usare le cosiddette "saponette" per avere internet, e ci son persone che in maniera ammirevole cercano di portare avanti imprese ad alto valore tecnologico all'interno di centri dove internet non c'è o dove comunque c'è una linea internet incapace di sostenere i volumi di traffico necessari per poter fare qualsiasi cosa, anche solo mandare una PEC con un allegato di più di 30 Kb, e chi minimamente ha fatto qualcosa nella propria vita capisce bene che questa è una condizione assolutamente limitante. Quello che dobbiamo tenere in mente noi è che serve davvero ritessere totalmente la trama del nostro tessuto socio-economico, e questo non si può fare a "spizzichi e bocconi", perché diversamente la pezza diventa peggio del buco. Poi dirette naturalmente: "Ma non ci sono abbastanza soldi per fare tutto quello che voi chiedete"; è arrivato in nostro soccorso il PNRR e tante altre linee di finanziamento europee all'interno delle quali possiamo inquadrare perfettamente tutte le problematiche delle quali la Sardegna maggiormente soffre. E mi rifaccio all'intervento sempre puntuale del collega Moriconi, il quale dice giustamente che noi siamo una delle Regioni in Europa, e sicuramente in Italia, meno capaci di spendere fondi europei, è quindi giusto creare le strutture finalizzate a sostenere la capacità… chiedo scusa, Assessore. porterà i dati per smentire queste mie affermazioni, io penso di farle assolutamente con cognizione di causa… serve comunque costruire le strutture finalizzate a prendersi in carico l'enorme mole di lavoro che necessiterà l'utile spendita dei fondi che verranno dedicate alla Sardegna, e se non siamo capaci di spendere i fondi europei purtroppo, anche per quanto riguarda i fondi che la Regione stanzia, non si può dire diversamente. C'è chi nel Montiferru ancora, quasi tutti, aspetta i fondi che noi a novembre abbiamo stanziato per porre rimedio, un iniziale rimedio, ai danni causati dai roghi che hanno devastato quella zona quest'estate. Ebbene, sembra quasi che è calata l'attenzione e la Regione si sia dimenticata di loro; la Regione deve dare loro una risposta, la Regione deve dare loro un segnale, quantomeno tenerli informati relativamente allo stato dell'arte di quella che è la liquidazione sì di ingenti somme, ma di somme che sicuramente servono loro nell'immediato, perché sono enormi i danni che queste persone devono contrastare. Un'ultima riflessione; manca in questo momento, dove sarebbe assolutamente necessario il dialogo, il dialogo con l'opposizione, il dialogo con le parti sociali, che dall'opposizione, dalle parti sociali tantissime proposte arrivano, tantissime cose che, a sentire l'onorevole Peru, neanche ve lo dovrei dire io che magari dovreste fare meglio ad ascoltare di più, perché poi c'è da dire che l'assenza del Presidente all'interno di questa Giunta è l'ulteriore emblema di quella che è la distanza siderale di questo Governo regionale dai sardi. Quindi un appello: ascoltateci, ascoltatevi, a questo punto, perché sembra che non vi ascoltiate neanche tra di voi, ma soprattutto ascoltate i cittadini.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Andrea Piras. Ne ha facoltà.

PIRAS ANDREA (LEGA). Grazie, Presidente, colleghe, colleghi e Assessori presenti. Ieri e questa mattina in quest'Aula abbiamo ascoltato le perplessità e, per certi versi, le accuse che l'opposizione muove alla maggioranza per ciò che riguarda il disegno di legge attualmente in discussione. Tutto assolutamente lecito, il gioco delle parti impone infatti di essere incentrati più sulla critica dell'operato altrui, piuttosto che sulla propria capacità di autovalutazione. Non voglio che le mie affermazioni vengano scambiate per polemiche sterili o per autocelebrazioni, ma lo dico perché ho ascoltato con molta attenzione le osservazioni sulla questione spopolamento espresse dai colleghi dell'opposizione e mi sono chiesto: che cosa hanno fatto negli ultimi anni i Partiti di coloro che oggi asseriscono essere insufficienti i nostri interventi per la lotta allo spopolamento dei piccoli centri? La risposta è alla portata di tutti: nulla! Per la prima volta, infatti, la Sardegna combatterà con forza e decisione contro questi mali atavici, mirando ad incidere realmente e concretamente sul tessuto sociale ed economico della Sardegna. Forse quanto previsto nella norma non raggiunge la perfezione ma almeno ci stiamo provando, quantomeno stiamo investendo su ogni territorio, soprattutto su quei piccoli centri periferici che nelle loro peculiarità rappresentano il cuore pulsante del passato della nostra Isola, il cuore di ogni tradizione e folclore. Un contrasto allo spopolamento che passa dall'investimento per la nascita di nuovi nuclei familiari nei piccoli paesi, per la crescita di attività imprenditoriali in quei territori ritenuti deboli; l'imprenditoria, a cui oggi guardiamo con rinnovata speranza e con la consapevolezza che dobbiamo sostenerla nella ripresa post Covid. Dopo questi anni di grave difficoltà, di interventi atti alla sola sopravvivenza delle aziende, oggi finalmente mettiamo in campo azioni che ci consentiranno di sostenere la competitività delle nostre realtà locali, misure che possono fungere da promotore per il mantenimento e l'accrescimento del tasso occupazionale, misure che favoriscono anche quell'alternanza generazionale indispensabile per lo sviluppo della Regione. Basti pensare, infanti, a quanto promosso in materia di commercio; ben 30 milioni per contributi a fondo perduto nella misura del 40 per cento, o ai 10 milioni per il finanziamento della legge 949, da sempre punto di riferimento per tutto il comparto degli artigiani. Interventi concreti, insomma, improntati sul domani, senza mai però dimenticare le difficoltà passate a causa dell'emergenza sanitaria che abbiamo vissuto e le esigenze delle categorie più fragili.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Questa, si è detto, è la prima finanziaria politica che approda in questo Consiglio, in quest'Aula, in questa legislatura, e sarebbe anche la penultima finanziaria in grado in grado di produrre effetti in questa legislatura. Uso il condizionale, ancor di più dopo l'intervento del collega Peru, perché l'intervento del collega Peru è un intervento politico che ha messo a nudo quello che peraltro sappiamo già da tempo, cioè quelle che sono le contraddizioni e ormai le lacerazioni all'interno della maggioranza e mi sarei aspettato che dopo l'intervento del collega Peru che, badate, ha detto quello che dice anche fuori da quest'Aula, uno dei pochi, forse è quasi l'unico che lo ha fatto, mentre tanti altri della maggioranza che dicono le stesse cose fuori da quest'Aula, poi non hanno il coraggio di dirlo in quest'Aula, quindi merito al collega Peru per aver conclamato una certezza che è sotto gli occhi di tutti, in particolare sotto gli occhi dei sardi. Perché poi produce immobilismo e questo immobilismo, purtroppo, nuoce ai sardi e lo stiamo vedendo, lo stiamo purtroppo toccando per mano. Quindi per questo dico che forse è la penultima, perché mi sarei aspettato che dopo questo intervento, come normalmente accade in casi eclatanti come questo, si chiede l'interruzione, la sospensione dei lavori e si faccia un chiarimento in maggioranza su come si intenda proseguire, probabilmente questo è l'antipasto di un chiarimento che ci sarà nelle prossime ore, nei prossimi giorni, anche con riferimento a quello che non avete ancora deciso. Cioè non avete ancora deciso se su uno strumento, è stato detto più volte, così importante quale la manovra finanziaria, abbiate intenzione o meno di apportare delle modifiche con degli emendamenti. Ma gli emendamenti non è che li portate perché pensate che sia un disegno di legge perfetto e quindi intoccabile, non li portate perché appena muovete una pietra, anche la più piccola di questa impalcatura fragilissima che avete cercato di rimettere in piedi, succede il patatrac. E quindi il Presidente, il partito del Presidente in particolare, chiede di andare avanti, lo ha fatto per il tramite del Capogruppo, ma anche per il sintetico Presidente della Commissione, chiede di andare avanti perché qualsiasi discussione, qualsiasi tentativo di entrare nel dettaglio rischia di farvi implodere. E quindi ben vengano interventi come questi perché servono ad aprire una discussione, soprattutto fra la maggioranza e poi immagino che ci possa essere una discussione finalmente in quest'Aula che produca proposte emendative che siano in grado di migliorare questo testo. Non è vero che noi non facciamo delle proposte, anche sulla scorta degli sbagli che eventualmente sono stati commessi negli anni e nei lustri direi precedenti, perché non si può addebitare a una forza politica, sia essa oggi maggioranza o minoranza, un tema, un problema così grosso quale quello dello spopolamento delle zone interne e non solo purtroppo delle zone interne di questa Isola. Io lo dico appunto questo per sottolineare il fatto che si tratta teoricamente della penultima finanziaria, per sottolinearne, nel caso in cui vi fosse bisogno, l'importanza strategica e per ricordare ai colleghi, su tutti a lei collega Schirru, adesso non è in Aula ma mi ascolterà, che appunto è il Presidente della Commissione bilancio, che sarebbe inutile approvare in tempi brevi una legge così importante se i contenuti non sono adeguati alle reali esigenze e alle aspettative dei sardi, come peraltro è stato puntualmente sottolineato dagli interventi dei miei colleghi della minoranza e anche dal collega Peru e in particolare evidenziato nell'ultima relazione puntuale, dettagliata, esaustiva, del Vicepresidente, collega Moriconi. Debbo dare atto a lei Assessore di aver lavorato affinché questa finanziaria arrivasse nei tempi, diciamo così, accettabili, giusti, corretti in questo Consiglio. Lei ha fatto pervenire la finanziaria, dobbiamo darne atto perché anche i sardi devono saperlo questo, questa finanziaria è arrivata in tempi non esattamente nei termini però in tempi accettabili in questo Consiglio, dopodiché la Commissione ha scelto di non decidere, come ha fatto anche con la omnibus, ha fatto un atto dovuto, assolutamente, quello di audire tutte le parti che normalmente debbono essere audite per una manovra così importante e poi ha rimandato il problema, lo ha ancora una volta così come è accaduto nell'omnibus ha deciso di rimandare all'Aula quelli che sarebbero altrimenti emersi come dei problemi che non dovrebbero essere dei problemi, cioè apportare delle modifiche e provare a migliorare un testo. E oggi quello che emerge è che questo andazzo pare possa addirittura interessare anche l'Aula, cioè la Commissione ha rinunciato al proprio ruolo e l'aula sta rinunciando al proprio ruolo, se dovesse accadere quello che qualcuno ha già fatto trapelare, cioè che la maggioranza non propone nessun tipo di emendamenti perché non accetta il dibattito e non vuole che si faccia alcun dibattito, ci saranno gli emendamenti chiaramente della minoranza, molti dei quali, tantissimi dei quali saranno volti a migliorare il testo e lo diremo nel corso dell'articolato in che modo vorremmo migliorare il testo, qualcuno l'ha già detto nel corso della discussione generale e voi puntualmente cercherete di respingere questi emendamenti senza aprire alcun dibattito e di fatto rendendo inutile non solo la discussione ma l'esistenza stessa di questo organo così importante per l'istituzione stessa del Consiglio regionale, l'aula così importante. E allora io potrei iniziare ad elencare tutti i temi sui quali poi faremo approfondimenti anche nel corso dell'articolato, la sanità su tutti immagino che prenderà tanto tempo la discussione sulla sanità, chiederò io stesso chiarimenti, in particolare appunto all'assessore Nieddu quando sarà presente nel momento in cui affronteremo l'articolo 4 e immagino e spero che ci siano delle risposte finalmente, visto che è stato detto più volte, è il tema dei temi quello della sanità sarda che veramente è sotto gli occhi di tutti, appare come una sanità allo sbando. Allora spiegateci, assicurateci e diteci cosa state facendo perché invece non sia così, ma temiamo che purtroppo possa essere così e cerchiamo di capire se possiamo ancora correre ai ripari.

Sugli enti locali sarà presente l'assessore Sanna, ci si augura che almeno per questo esercizio gli stanziamenti per le spese di funzionamento, vigilanza, guardiania, telefonia, energia elettrica siano corretti e si eviti così quanto accaduto nel 2021 rispetto alla necessità di dover riconoscere ad esercizio finanziario inoltrato e quasi terminato debiti fuori bilancio con importi elevatissimi. Ora si fanno le previsioni, non a novembre nel momento in cui diventano dei debiti fuori bilancio. Sui fondi europei, è stato detto, visto che è assolutamente entrato benissimo nel dettaglio il collega Moriconi e quando ha parlato forse il collega Solinas, la Vicepresidente della Regione, la collega Zedda scuoteva la testa, forse non è d'accordo, avrà altro da dire sulla classifica che è stata stilata rispetto alla spendita delle risorse, io credo, collega Zedda che comunque la si pensi, poi i numeri, soprattutto la fonte dalla quale provengono, la dicono tutta, io credo che comunque la si pensi sia stato un errore e non l'addebito all'assessore Fasolino, sia stato un errore tenere per quasi tre anni un centro così nevralgico, ultimi o penultimi o terzultimi o quint'ultimi che si possa essere nella spendita delle risorse, un centro così nevralgico come il Centro regionale di programmazione senza direzione, senza direttore generale ma con dei volenterosi sostituti che comunque lavorano da sostituti e non da titolari della direzione.

Per quanto riguarda il PNRR, è stato già detto, questa finanziaria non fa che confermare la totale assenza dal dibattito e dai processi decisionali del Consiglio regionale, e mi chiedo e vi chiedo, colleghi della minoranza, se a voi sembra corretto e normale questo, sta passando un treno eccezionale e nessuno di noi sa chi decide per noi e per i sardi su infrastrutture, transizione energetica e quant'altro. Sulla questione spopolamento ci tornerò, visto che il tempo è tiranno, nel momento in cui affronteremo l'articolo specifico. Ho ovviamente una mia linea di pensiero, non è esattamente in linea con quella che è la proposta della maggioranza, io spero che ci possano essere delle modifiche per migliorare questa proposta, ma temo che, come è stato detto, abbia un peccato originale che è quello di non rientrare in una strategia complessiva e quindi rischi di diventare semplicemente una goccia nell'oceano.

PRESIDENTE. Io non ho altri iscritti ad esclusione dei Capigruppo, dopo do la parola all'onorevole Mula, però se siamo d'accordo io trasferirei e gli interventi dei Capigruppo a questo pomeriggio, non dividerei tra stamattina e stasera, riprendiamo quindi i lavori alle 17 e 30.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Era soltanto per preannunciare che nei lavori di questo pomeriggio dell'Aula stiamo predisponendo, abbiamo valutato un ordine del giorno che poi sottoporremo all'Aula per poterlo anche votare per quanto riguarda la solita problematica che io anche i giorni scorsi avevo sollevato sulla applicabilità delle norme contenute all'interno della omnibus. Continuiamo a constatare il verificarsi che quelle norme non vengono applicate, ci sono degli interventi, quindi tutti quei contributi che erano stabiliti e sono dentro quel provvedimento, nonostante quest'Aula abbia fatto un ulteriore provvedimento dove si dava arco temporale per tutto il 2022, non solo per le manifestazioni ma anche per la rendicontazione, gli Uffici, dico in generale tutti gli Uffici della Regione continuano a chiedere polizze fideiussorie e continuano a tirar fuori, io non so, non vorrei dire qualche altro termine, quindi io credo che l'Aula che è sovrana, se poi saremmo d'accordo una volta che è pronto il documento lo passeremo ai colleghi per esortare ogni Assessore di poter fare, per la propria parte naturalmente, nel proprio Assessorato con i propri Uffici al rispetto e all'obbligo dell'applicazione di quella legge, perché quella è una legge, quindi questa è una difficoltà che stiamo incontrando e riguarda tutti i territori della Sardegna e semplicemente stiamo predisponendo questo documento, quindi lo passeremo a tutti i colleghi, se ci sarà unanimità ne chiederemo la votazione.

PRESIDENTE. Concordo assolutamente, c'è l'esigenza di non svilire la volontà del Consiglio regionale, quindi ordine del giorno o un intervento normativo è opportuno assolutamente farlo.

I lavori riprenderanno alle ore 17 con gli interventi dei Capigruppo.

La seduta è tolta alle ore 12 e 22.

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