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Resoconto della seduta n. 155 del 15/06/2021

CLV SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Martedì 15 giugno 2021

Presidenza del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 11 e 16.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 20 maggio 2021 (148), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Angelo Cocciu, Roberto Deriu, Michele Ennas, Antonello Peru e Aldo Salaris hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 15 giugno 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che è stata pubblicata nel BURAS n. 35 del 10 giugno 2021 l'ordinanza n. 100 del 17 maggio 2021 con la quale la Corte Costituzionale, in relazione al giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 4, comma 1, lettera a), e 5 comma 1, lettera c) della legge regionale 6 marzo 2020, n. 6 (Norme in materia di contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali), dichiara estinto il processo.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 271.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1042, 1048; numero 1030, 1057.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 1067, 1069, 1070, 1071, 1072, 1073, 1074, 1075, 1076, 1077, 1078, 1079.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. E' pervenuta l'interpellanza numero 153.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 478, 479, 480, 481, 482.

Discussione del Rendiconto del Consiglio regionale. Documento n. 14/XVI/A

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del Documento n. 14/XVI/A, Rendiconto del Consiglio regionale.

Darei l'illustrazione data per letta.

È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Ma io aspettavo che ci fossero i due Questori, come sono sempre stati, perché io non mi sono mai seduto, non sono come coloro i quali in varie circostanze vanno presso la Presidenza, ho ritenuto per tanti anni, sempre, mai sedermi in quello spazio, anche perché nella precedente legislatura ho votato sempre contro il bilancio del Consiglio regionale, per una serie di motivi, allora lo giustificavo con argomenti diversi, perché il caos regnava sovrana, trent'anni che non si facevano gare, e peraltro mettevo in evidenza la differenza sostanziale che c'era fra la casta vera, e la casta dei Consiglieri, che casta non è. Però per sette anni, cinque anni, ho cercato di portare un minimo di struttura sanitaria, chissà perché, nonostante ci fossero i fondi, è arrivata soltanto quindici giorni fa, e nessuno ha comunicato ai consiglieri che esiste una piccola struttura sanitaria, ci abbiamo messo sette anni, un po' troppo direi.

Alcune cose non mi vanno bene e dico subito quali sono. Ecco perché deciderò nel mio intervento se votare contro, come ho sempre fatto, oppure astenermi. Vedete questa legislatura è caratterizzata da una situazione anomala, c'è un'assenza minima di quattro giorni e una presenza massima di tre giorni, cioè dal venerdì al lunedì qui non viene nessuno, qualcuno, raramente, ma non si fa l'attività. Si dice troppo spesso lavoriamo anche il venerdì, sabato, domenica, e invece non si è mai lavorato né il sabato, né la domenica, qualche rara volta il venerdì qualche Commissione, regna il caos, Presidente, soprattutto perché si accavallano, anche domani mattina, mi parlava poc'anzi il collega Talanas, mi diceva domani mattina ho dei problemi eccetera, sennò si accavallano le Commissioni. È strano, quando erano 80 Consiglieri e 8 Commissioni queste cose non si verificavano, si tratta di avere una struttura presso la Presidenza che coordini questo lavoro, diversamente continueremo a lavorare nel caos, molte volte le Commissioni non hanno il numero legale perché uno è in due Commissioni, e così via. C'è una situazione difficile, la fuga dei dipendenti, da 180 sono diventati 88, vero Segretario generale? 88, 86, alcuni stanno andando via, il che vuol dire un lavoro certamente non proficuo.

E devo dire un'altra cosa molto grave, qui dentro non solo praticamente vige il protagonismo, che è soggettivo e di gruppo, che crea tensione. E noi molte cose, vedete, qui non funziona questa struttura, ma se si hanno 39 milioni di avanzo di esercizio, non ha importanza quale possa essere praticamente il costo, questo doveva essere sistemato in quindici giorni. Bisogna ringraziare l'opposizione che se avesse voluto avrebbe chiesto per ogni cosa il voto segreto, perché anche la macchinetta non funziona, si guasta troppo spesso, oppure non parte, e noi continuiamo imperterriti. Poi, soprattutto, questa sudditanza alla Regione, ai funzionari della Regione che comandano il Consiglio regionale, è una vergogna! Credo di poter dire che basta che sia caduto un calcinaccio, qui alla sinistra del Consiglio, e siamo circa due anni per sistemare, costerà 30, 40, 50.000 euro, è una vergogna! E siccome la dignità la dà, per quanto riguarda la politica in senso generale, il Consiglio regionale, in passato ho dovuto dire una cosa, ma non è che oggi mi discosto molto, ho dovuto dire che chi dava la dignità al Consiglio regionale degli erano le statue di Nivola, e ho precisato, è agli atti, che nel pomeriggio si mettevano i manifesti, vero Presidente Ganau? Si ricorda? Subito dopo si giocava a carte, dopo si giocava a pallone, all'imbrunire cominciava un po' di traffico di cocaina, e a notte fonda anche il sesso. Questa era la storia di questa struttura, e oggi qualcuno si sta agitando perché li vorrebbe fare qualche cosa, qualche associazione culturale. Ma quale associazione culturale, Presidente, qui sanno tutti, i servizi sanno che qui dietro ci sono praticamente, alcuni sono considerati dell'Al Qaeda dai servizi, e altri c'è un caos generalizzato, siamo in mezzo ai pachistani e agli altri. E quindi credo che sia opportuno riguardare bene le cose. E poi soprattutto un'altra cosa che mi irrita, e lo voglio dire ai colleghi, allora noi avevamo un diritto, io non ho di questi problemi, mi son dichiarato anche disponibile, perché sono l'unico che non ha diritto ad avere un quid che ha fatto praticamente una legge, che è stata portata avanti a suo tempo dalla Lega e dal M5S, la differita, e che poi è stata approvata in tutta Italia e in tutte le Regioni, senza distinzione alcuna. È una sciocchezza, ma è una cosa che potrebbe, soprattutto per il trattamento che è stato fatto a coloro i quali, ai foranei, che sono i penalizzati, che sono coloro che riguardo a prima prendono il 40 per cento dello stipendio, sto parlando degli esterni, che per quanto riguarda l'indennità chilometrica in effetti ci rimettono, mentre prima potevano comprarsi due macchine nei cinque anni, chi vi parla, lo sa benissimo il Segretario e tutti quanti, per 27 anni non ha preso l'indennità chilometrica che gli competeva, tant'è che abbiamo gli atti predisposti dai due Segretari, non ha preso per tanti anni l'adeguamento, e non mi competerebbe, perché avendo fatto molti anni di fatto c'è una integrazione nella legge che dice che a chi compete un vitalizio x (sempre se sarò vivo) non ha diritto ma deve rinunciare, quindi non può avere altro. Però, Presidente, ne stiamo parlando da cinque anni, ci può essere uno che si alza male la mattina, ma come si fa a non portare avanti un provvedimento per rendere giustizia ai consiglieri regionali? Non è accettabile che nessuno qui ha gli attributi per fare le cose, questa è l'unica verità! E la verità è anche che la gente non viene perché ormai si è abituata a non far niente, ed è vergognoso che in questo Consiglio regionale - lo dico perché voglio che si sappia - quattro giorni alla settimana qui non c'è nessuno, manco i gatti ci sono, e continuiamo imperterriti su questa posizione. Bisogna lavorare, produrre, le leggi sono state di per sé non approvate, ma al di là di questo qui non si lavora, ed è una vergogna, e non si realizzano le cose che devono essere realizzate. Non si sistemano le strutture, un giorno cade una lampada, un altro giorno si blocca; persino per quanto riguarda i parcheggi, l'avevo detto parecchi anni prima che sarebbe successo qualche cosa, è successo qualche cosa, ebbene siamo rimasti fermi. È pur vero che in questa legislatura sono state fatte molte gare, si è recuperato rispetto agli anni passati, ma questo è un Consiglio che non sta funzionando, e sta creando situazioni esterne che sono praticamente di ludibrio nei confronti del Consiglio e dei consiglieri regionali.

Per questo motivo, mi astengo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Io ho ascoltato con attenzione le dichiarazioni dell'onorevole Oppi, e su alcune cose credo che sia necessario fare un minimo di chiarezza, perché altrimenti si dicono cose che rimangono agli atti e che non sono contestate da nessuno.

Intanto voglio dire che la permanenza in Consiglio dal martedì al giovedì, con la possibilità per chi non sta nel territorio cagliaritano di mantenere i propri rapporti con l'elettorato, credo che sia un'esigenza che abbiamo più volte posto e che è alla base del fatto che il sabato e il lunedì qua ci siano meno presenze di quelle che normalmente ci sono. Questo non significa che non c'è una disponibilità a lavorare, quando ci sono stati impegni nessuno si è mai tirato indietro e abbiamo sempre lavorato e sempre mantenuto gli impegni. Quindi credo che sia un diritto dei consiglieri regionali che non stanno nel Cagliaritano di poter mantenere i rapporti politici con il proprio elettorato, questo credo che vada chiarito.

Sulle gare d'appalto. Io sono arrivato qui da Presidente del Consiglio e ho trovato una situazione dove non c'era una gara che non fosse in proroga. Abbiamo attivato subito le procedure, è stata fatta la gara per la vigilanza, per la sicurezza, per le manutenzioni, e oggi si sta continuando su quella base che è stata attivata proprio su mia sollecitazione, mi pare di poterlo dire tranquillamente, e si sta andando verso una regolarizzazione di tutte le gare d'appalto che erano in sospeso da troppi anni.

Sulla fuga dei dipendenti. Anche qua, la fuga dei dipendenti era cosa nota ed era già una carenza cinque anni fa. Abbiamo attivato un concorso che avrebbe, se non fosse stato sospeso da questa maggioranza, secondo me in maniera inopinata, con una Commissione già insediata, a quest'ora avremmo finito le procedure concorsuali e avremmo potuto attingere da quella graduatoria per assumere il personale che manca, che è una necessità assoluta e prioritaria di questo Consiglio.

Quindi l'invito che faccio alla maggioranza è di riprendere quel percorso, di accelerare per arrivare ad una graduatoria che consenta al Consiglio regionale di avere i funzionari che servono per far camminare e per dare gambe all'attività legislativa.

Sulla struttura sanitaria. Anche qua voglio dirla tutta, io ritengo che si tratti di un privilegio ingiustificabile che noi stiamo mettendo in campo, perché non c'è nessuna struttura che abbia una convenzione specifica con l'Azienda sanitaria locale e che consenta di avere la presenza di personale sanitario 24 ore qua durante le attività del lavoro. Non siamo diversi dagli altri, questa qui è una struttura parlamentare e credo che il servizio sanitario nazionale valga anche per noi nella stessa maniera con cui dovrebbe valere per tutti gli altri.

Mi dispiace dire queste cose, ma tutte le volte che c'è una discussione sul bilancio vengono fuori delle polemiche che sono assolutamente ingiustificate e non sostenibili, quindi io invito il Questore ad assumersi le proprie responsabilità e a dire se è d'accordo o meno con questo bilancio, perché è sulla base di questo che noi decidiamo se votare a favore o meno. Questo deve essere chiaro, non è possibile che un bilancio arrivi qui senza la firma di un Questore, con un Questore che non prende la posizione pro o contro, che si astiene tirando fuori tutta quanta una serie di motivazioni che secondo me non sono giustificabili.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Solo per comunicare il voto di astensione del Gruppo del Movimento 5 Stelle.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Io credo che l'attività del Consiglio regionale meriti una discussione tra le forze politiche che non è più rimandabile. Questa è la legislatura delle prime volte, perché per la prima volta sono accadute cose che non vogliamo in alcun modo che diventino prassi. Credo che sia necessario, a prescindere dal ruolo che si occupa in quest'Aula, di maggioranza o di minoranza come i nostri Gruppi consiliari, ragionare su come far funzionare meglio il Consiglio regionale, non è però il bilancio un mezzo per farlo funzionare meglio. Nel bilancio spicca da anni l'assenza della possibilità di garantire un ricambio funzionale alla sostituzione delle professionalità, delle elevatissime professionalità che recentemente sono andate in quiescenza, e che, senza una sostituzione, un turnover applicato in maniera sistematica, rischiano di privare il Consiglio regionale della possibilità di portare avanti le politiche che il Consiglio, per le funzioni attribuite dallo Statuto d'autonomia, deve portare avanti. Invece in questa legislatura ci si è resi conto di non avere supporto da parte degli uffici della Giunta; abbiamo leggi che obbligherebbero la Giunta a fornire un'assistenza tecnica al Consiglio regionale durante l'iter di approvazione delle leggi, penso per esempio a quell'analisi tecnico normativa che dovrebbe essere una delle basi di partenza da cui iniziare la discussione delle leggi in Commissione, e che invece in questa legislatura è arrivata sempre in gravissimo ritardo, senza relazione finanziaria, con errori in alcuni casi sanzionati dopo anche dal Governo che ha fatto l'analisi successiva all'approvazione.

Credo che sia arrivato il momento di mettere la parola fine a questo modo di legiferare, che non va bene per noi, e lo dichiariamo in Aula anche al momento dei voti contrari, ma credo che non vada bene nemmeno per i colleghi che in quest'Aula su posizioni diverse dalle nostre approvano quei testi. Questo però è un ragionamento che non può essere fatto solo in sede di bilancio, è un ragionamento che merita un approfondimento tra Gruppi politici, un approfondimento anche a partire dalle proposte avanzate dalla stessa opposizione, che credo ormai sia non rimandabile, o meglio lo si può rimandare ma in quel caso sarà un lavoro che verrà buono per la prossima legislatura, e non certo per questa. Viceversa, sul documento che è oggi all'ordine del giorno, si tratta, lo sappiamo, di un documento tecnico, in questo caso è il rendiconto, quindi è una certificazione delle spese e delle entrate che questo Consiglio ha iscritto nel bilancio. Il Questore di minoranza ci ha rassicurato sulla correttezza delle cifre iscritte, per cui il voto di astensione che daremo al bilancio ha solo un significato politico.

PRESIDENTE. �� iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). I dubbi che avevo espresso la settimana scorsa, e che probabilmente sono stati anche mal raccontati da qualche collega, sono gli stessi che io ho quest'oggi, allora provo a ripeterli, alcuni li ha anche già citati l'onorevole Oppi, che è un Questore che ha annunciato la sua astensione sull'approvazione del rendiconto del Consiglio regionale.

I temi aperti sono tanti, se all'interno di questo rendiconto non sono stati affrontati in questo anno, così come è stato esposto dal Questore, naturalmente qualche perplessità mi viene. Il fatto stesso che il bilancio non sia firmato dai Questori, e lo stesso Questore non abbia invitato a votare a favore, così come farebbe un qualsiasi Sindaco davanti al Consiglio comunale o un qualsiasi Assessore al bilancio in fase di approvazione del bilancio di previsione o del rendiconto, è un aspetto che mi lascia molto perplesso.

Per queste ragioni, Presidente, so che non è un fatto inusuale ma il Gruppo di LEU voterà contro il rendiconto del Consiglio regionale, perché sono diverse le questioni aperte e se non vota a favore chi ha proposto questo rendiconto, naturalmente non si può chiedere agli altri consiglieri di farlo. Quindi per queste ragioni noi voteremo contro il rendiconto di questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Io continuo a dire che quando facciamo la Conferenza dei Capigruppo probabilmente a poco serve. Ci siamo detti alcune cose poi entriamo in quest'Aula e vengo a sentire i ragionamenti di qualche collega, in generale, che qualcuno voterebbe contro e c'è chi si astiene. Vorrei capire chi è che dovrebbe votare questo bilancio del Consiglio regionale e vorrei ricordare a qualche collega che di scelta politica c'è zero, stiamo parlando degli stipendi che vengono pagati, anche i nostri, che probabilmente se votiamo tutti contro non ci pagheremo manco i nostri stipendi. Quindi vi vorrei riportare a un senso di responsabilità, perché stiamo parlando di un organo che ha un suo funzionamento e che noi siamo portati a votarlo a favore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare sul documento numero 14/XVI/A, lo metto in votazione, si tratta del rendiconto che è stato presentato all'unanimità dal Collegio dei Questori e approvato all'unanimità dall'Ufficio di Presidenza. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(È approvato)

Discussione dello schema di norma di attuazione numero 3/XVI/A.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione dello schema di norma di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna n. 3/XVI/A.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pierluigi Saiu, relatore.

SAIU PIERLUIGI (Lega), relatore. Lo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale prevede l'istituzione del Collegio dei revisori dei conti, organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica dell'Amministrazione regionale sarda.

Il testo si compone di quattro articoli e disciplina la composizione e costituzione del collegio e demanda alla legge regionale la disciplina di dettaglio relativa ai compensi, alla specificazione di alcune funzioni e competenze. L'istituzione di tale organo era già stata prevista dallo schema di norma di attuazione esitato dalla Commissione paritetica il 19 settembre 2017, e sul quale è stato acquisito il parere favorevole del Consiglio regionale con un ordine del giorno approvato il 18 aprile 2018; il testo è stato nuovamente sottoposto alla Commissione paritetica al fine di effettuare qualche modifica tecnica, e trasmesso al Consiglio regionale per essere sottoposto ad un nuovo parere ex articolo 56, comma 2 dello Statuto speciale.

La Prima Commissione consiliare nella seduta del 21 gennaio 2021 ha trasmesso lo schema di norma di attuazione alla terza Commissione consiliare per l'acquisizione del parere di competenza, ai sensi dell'articolo 45, comma 7 del Regolamento interno. La Terza Commissione permanente, analogamente alla volontà manifestata nella legislatura precedente nella seduta del 4 maggio 2021, ha espresso a maggioranza parere favorevole sul testo, subordinandolo all'accoglimento dell'integrazione normativa che segue: "Il Consiglio regionale della Sardegna, organo legislativo della Regione rappresentativo del popolo sardo, dotato di autonomia organizzativa, funzionale, contabile e di bilancio ai sensi della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, ha facoltà di istituire con regolamento interno un proprio organo di revisione nel rispetto dei principi stabiliti dalla normativa statale in materia, ai relativi oneri si provvede con risorse del bilancio del Consiglio regionale senza nuovi o maggiori oneri a carico dello Stato." La prima Commissione ha colto quindi l'occasione per ribadire nuovamente l'importanza del riconoscimento della facoltà per il Consiglio regionale di istituire un proprio organo di revisione in una fonte normativa collocata fra le fonti di rango costituzionale e gli atti aventi forza di legge e approvata con procedimento rinforzato, analogamente a quanto previsto per la Regione; tale facoltà peraltro si evince anche dal combinato disposto dell'articolo 19 bis del decreto legge n. 138 del 2011 e dell'articolo 72 del decreto legislativo n. 118 del 2011. La possibilità di istituire un proprio organo di revisione disciplinato con regolamento interno del Consiglio regionale è stata anche riconosciuta nella relazione illustrativa dello schema di norma di attuazione in discussione dalla stessa Commissione paritetica, che, tuttavia, non ha integrato in senso conforme il testo, né ha motivato il mancato recepimento dell'integrazione normativa proposta dal Consiglio regionale con l'ordine del giorno numero 91 del 18 aprile 2018. Nella seduta del 6 maggio 2021 la prima Commissione ha condiviso e ha fatto propria l'integrazione normativa proposta dalla terza Commissione e, auspicando la rapida approvazione del decreto legislativo, ha deliberato di proporre al Consiglio di esprimere parere favorevole sullo schema di norma di attuazione qualora integrato con la proposta di disposizione aggiuntiva sopra riportata.

L'ordine del giorno che è stato discusso quindi in prima Commissione, in terza Commissione e poco fa anche in sede di Conferenza dei Capigruppo reca la firma dei Capigruppo di tutti i Gruppi consiliari, e quindi in questa forma si propone all'attenzione del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Il documento in approvazione determinerà successivamente l'approvazione di una legge in Consiglio regionale, suggerirei, per quanto riguarda il Collegio dei revisori della Regione, siccome alla fine il controllo sul bilancio lo fa il Consiglio tramite le Commissioni e poi col voto in Consiglio, di inserire nell'ambito della procedura stabilita dalle norme di attuazione, questa norma in particolar modo sull'istituzione del Collegio dei revisori della Regione, la possibilità che la procedura sia in capo al Consiglio regionale, per la nomina di un organismo, quello del Collegio dei revisori, di controllo della Regione, e quindi successivamente ci ritroveremo a discutere di questa vicenda in relazione alle procedure da adottare per quanto riguarda la nomina del Collegio dei revisori, per quanto la norma definisca già una procedura, ma non stabilisce in capo a chi, per quanto riguarda l'estrazione dei nomi da un elenco predisposto. Ora, che l'elenco venga predisposto dalla Presidenza della Regione o che venga predisposto dalla Presidenza del Consiglio, nulla cambia rispetto all'esito ovviamente, ma sarebbe molto importante riportare la procedura in capo al Consiglio, dando anche un'evidenza del controllo in capo all'organismo Consiglio regionale, all'Istituzione che in definitiva controlla, verifica, e ha il potere anche di approvazione per quanto riguarda il bilancio, la legge di stabilità della Regione, grazie.

PRESIDENTE. È stato presentato l'ordine del giorno numero 1.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(È approvato)

Discussione del testo unificato, DL 105 e PL 100: "Disposizioni in materia di energia e modifiche alla legge regionale 9 del 2006".

PRESIDENTE. Il successivo punto all'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato DL 105 e PL 100, "Disposizioni in materia di energia e modifiche alla legge regionale 9 del 2006"

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore di maggioranza.

MAIELI PIERO (Psd'Az), relatore di maggioranza. Grazie Presidente, con il disegno di legge numero 105, Disposizioni regionali in materia di energia e modifiche alla legge regionale numero 9 del 2006, si avvia quel processo di riforma della politica energetica richiesto dall'Unione europea in cui le Regioni e gli enti locali hanno un ruolo determinante per il raggiungimento degli obiettivi in materia di fonti energetiche rinnovabili, di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni clima alteranti. La politica energetica regionale si propone, infatti, di assicurare la continuità e la sicurezza dell'approvvigionamento energetico a condizioni accessibili per cittadini e imprese. Il riequilibrio del novero delle fonti energetiche primarie al fine di garantire agli utenti finali la disponibilità di vettori energetici con minore impatto ambientale. La promozione delle fonti energetiche rinnovabili in un'ottica sostenibile integrata di sviluppo del territorio con l'aumento dell'efficienza e del risparmio energetico. Il piano energetico ambientale regionale della Sardegna rappresenta lo strumento fondamentale per la programmazione e la pianificazione della politica energetica e ambientale; si potranno così raggiungere gli obiettivi prefissati dalle politiche nazionali ed europee. La Regione e gli enti locali sono quindi chiamati ad agire in sinergia al fine di dare attuazione alla politica energetica dell'Unione europea finalizzata a superare la generazione delle energie fossili e a puntare di contro su una generazione costituita da fonti energetiche rinnovabili nonché su nuove forme di efficientamento energetico e di riduzione dei consumi energetici. L'obiettivo della norma è tra gli altri l'istituzione del reddito energetico regionale al fine di promuovere l'uso locale dell'energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili e la massimizzazione dell'autoconsumo. Rappresenta inoltre uno strumento di lotta alla povertà energetica intesa sia come sostegno indiretto alle famiglie, in particolare quelle in difficoltà economica, attraverso l'abbattimento dei costi dell'energia elettrica sia come promozione dell'efficienza energetica degli edifici. Grazie a un autoconsumo dell'energia prodotta le famiglie sarde potranno abbattere i costi della bolletta elettrica, iniziativa mette insieme una misura di contrasto alla povertà e lo sviluppo di energie rinnovabili. Col reddito energetico regionale i cittadini non saranno solo fruitori ma anche i produttori di energia, coniugando l'attenzione per l'ambiente e con i principi di equità etica e creando dello sviluppo. Rappresenta inoltre un'opportunità di sviluppo del territorio per effetto della possibilità di favorire la creazione di una filiera locale nel settore dell'installazione, manutenzione e gestione degli impianti di produzione energetica. La promozione dell'autoconsumo, della massimizzazione del consumo locale dell'energia e l'abbattimento dei costi energetici per cittadini, famiglie, imprese rappresentano quindi l'obiettivo principale della legge suddivisa in cinque capitoli e 25 articoli, approvato all'unanimità dalla Commissione, grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Gianfranco Satta, relatore di minoranza.

SATTA GIANFRANCO (Progressisti), relatore di minoranza. Grazie Presidente, colleghe e colleghi onorevoli, la presente proposta legislativa, come è noto, nasce formalmente dall'unione tra la proposta di legge numero 100 Istituzione del reddito energetico regionale, presentata in data 30 dicembre 2019, e il DL, disegno di legge dalla Giunta numero 105, Disposizioni regionali in materia di energia e modifiche alla legge regionale numero 9 del 2006, presentato per l'appunto dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale all'industria il giorno 20 gennaio 2020. Riporto le date dalla proposta perché nel ragionamento che seguirà saranno molto importanti e da tenere bene a mente. Bisogna, infatti, chiarire prima di entrare nel merito del testo oggi in esame alcuni aspetti che hanno caratterizzato questo processo legislativo collocandoli nel giusto ordine temporale, anche se non esplicitamente nominata, infatti, occorre opportunamente dare atto come all'interno della proposta unificata confluiscono una parte del DL numero 105 della Giunta e anche i contenuti della PL della proposta di legge numero 47/A "Promozione delle istituzioni delle comunità energetiche", presentata da me come primo firmatario in data 4 settembre 2019, ovvero ben prima dell'iniziativa della Giunta, datata, come detto, 20 gennaio 2020. Ora appare del tutto evidente come questo assorbimento del tutto tacito, per non dire occulto, costituisce una sola e una chiara mancanza di bon ton della politica, che si sa non lo si può certamente improvvisare dall'oggi al domani se non lo si possiede realmente, ma rappresenta anche una vera e propria sgarbatezza dal punto di vista istituzionale. Per la stesura della proposta di legge per l'istituzione delle comunità energetiche di fatti vi è stato un lavoro, tanto lavoro da parte mia, del mio Gruppo di studio, di documentazione, di confronto nonché naturalmente di stesura, come normale oltre alla componente politica proponente sono stati coinvolti altri soggetti in primis la Commissione consiliare quinta competente che ha lavorato alacremente sul testo e poi lo ha esitato anche all'unanimità la proposta di legge 47/A è stata esitata all'unanimità. Dopo la presentazione invece del DL 105 da parte della Giunta regionale questo Consiglio regionale ha deliberato il ritorno in Commissione quinta dalla PL 47/A, grazie anche alla intercessione da parte del Presidente del Consiglio, con l'auspicio forse, e credo, di unificare magari i due testi, praticamente identici. La Commissione chiamata ad esprimersi per l'unificazione del testo con il parere contrario dell'Assessore all'industria a maggioranza dei presenti ha negato questa possibilità. Insomma a fronte di una proposta e di un lavoro politico e tecnico di vari anni dall'Amministrazione regionale vedere ignorare del tutto ciò, e come detto appunto occulto, non è apparso minimamente rispettoso da parte di chi invece il rispetto verso le istituzioni che essa stessa rappresenta dovrebbe metterlo in cima al proprio operare. Non solo oltre a questi aspetti, che potremmo definire di garbo e doveroso rispetto innanzitutto verso il ruolo che si ricopre, tenuto conto di quello che l'Assessore in questi due anni e mezzo ha fatto, anche se sarebbe più opportuno dire non ha fatto, la domanda che sorge spontanea è la seguente: con tutte le vertenze che sono aperte nel suo Assessorato, con tutte le potenziali proposte di legge che riguardano il settore, c'era proprio bisogno di ignorare un lavoro fatto da altri? Da un gruppo politico che ha caratterizzato il proprio agire in questi anni proprio per l'importanza su questi temi. Una scelta che davvero si fatica a comprendere se non prendendo in seria considerazione e quindi ammettendo esplicitamente che il livello di capacità non sia sufficiente a compiere dei passi in perfetta autonomia.

Nel merito della proposta innanzitutto si inquadra all'interno di un ampio processo di riforma della politica energetica che parte dai dettati dall'Unione europea e coinvolge poi man mano gli ambiti nazionali e locali. Un modello questo che mira a decentrare e diffondere capillarmente i siti di produzione accorciandone le distanze con l'utente finale ora più coinvolto e responsabilizzato in prima persona.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue SATTA GIAN FRANCO.) L'approvazione del Piano energetico regionale della Sardegna avvenuta con deliberazione del 2 agosto del 2016, uno degli obiettivi principali del piano energetico regionale è quello di promuovere la diffusione dei distretti energetici, come definiti con l'insieme delle istanze energetiche caratterizzate da contiguità territoriale tale da permettere la condivisione delle infrastrutture di consumo e produzione in maniera fisica o virtuale. Lo scopo è quello di integrare le diverse tecnologie di produzione e consumo e accumulo energetico in modo tale da favorire la gestione ottimale delle produzioni e del carico dell'efficientamento dei diversi utenti finali e la massima realizzazione dell'utilizzo locale delle risorse energetiche endogeno. In questo scenario la Regione di concerto con gli enti locali dovrà compiere passi decisivi verso obiettivi ormai non più rimandabili in termini di aumento di produzione e consumo di fonti di energia rinnovabile e di efficientamento energetico con la conseguente riduzione di emissioni dannose per l'ambiente. L'ottimizzazione dell'autoconsumo, e quindi la migliore gestione dell'energia immessa in rete, permette in tali configurazioni energetiche di ridurre l'impatto delle comunità sul sistema di distribuzione evitando la realizzazione di nuove infrastrutture, migliorando la qualità della fornitura elettrica e favorendo una maggiore penetrazione di impianti a fonte rinnovabile non programmabile.

Peraltro qui in Sardegna la promozione dell'autoconsumo e la condivisione dell'energia a livello locale, con il conseguente abbattimento dei costi energetici per i cittadini e imprese, è stata ben sperimentata con ottimi risultati e ricadute nei comuni di Benetutti e Berchidda primo esempio di smart community delle regioni finanziate con risorse regionali dalla legge regionale 5 del 2016, poi gli strumenti nazionali FSC e comunitari e il FERS. Tra le novità della rivoluzione verde a transizione ecologica del Piano nazionale di ripresa e resilienza il governo Draghi prevede uno stanziamento di 70 miliardi di euro per lo sviluppo delle comunità energetiche, la misura prevede misure di incentivazione in favore soprattutto di quelle comunità locali, quelle comunità locali sotto i 5000 abitanti in particolare per quei Comuni che sono a rischio spopolamento e quindi finanziamenti per amministrazioni pubbliche, famiglie ed imprese. Nel complesso l'iniziativa mostra la volontà del legislatore di intervenire nel sistema politico energetico regionale con delle disposizioni normative coerenti con le politiche europee e nazionali più attuali. Di contro e in contrapposizione con quanto detto viene constatato come gli interventi proposti non siano corredati dal necessario supporto finanziario, come invece chiaramente necessiterebbero e queste, diciamo, proposte di legge meritano. Non appare sufficiente infatti il rimando al futuro stanziamento di risorse senza alcun impegno già in questa fase, il rischio maggiore è quello che senza l'adatto accompagnamento finanziario che già dovrebbe esserci dall'anno di entrata in vigore della legge la norma resti tale solo sulla carta senza nessuna applicazione concreta. Da qui la necessità che per dare reale efficacia alle disposizioni previste si stanzino delle risorse adeguate già con l'entrata in vigore della norma, in sintesi pur essendo la strada tracciata dalle politiche nazionali ed europee purtroppo, come abbiamo, visto la capacità di questo Governo regionale ci fa sorgere comunque più di qualche preoccupazione. Un ulteriore è segnale questo che semmai ce ne fosse ancora bisogno dimostra la totale inadeguatezza di questa Giunta.

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che devono intervenire che devono iscriversi entro la conclusione del primo intervento.

È iscritta a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, le comunità energetiche possono essere la carta vincente a mio avviso del percorso di decarbonizzazione dell'Isola. La Sardegna ovviamente può scegliere di intraprendere una transizione energetica al 100 per cento Green approfittando anche dell'esperienza delle comunità energetiche già presenti nell'isola. Il consigliere Satta relatore di minoranza ha fatto l'esempio di Berchidda e Benetutti che sono due Comuni sardi famosi per l'iniziativa di diventare energeticamente autosufficienti e hanno utilizzato appunto il modello di comunità innovativo. Ma ci sono altri Comuni che si stanno affacciando con interesse a questo modello e sono Villanovaforru, Ussaramanna, Serrenti e diversi Comuni nel nostro territorio che hanno ottenuto delle risorse e che portano avanti questo importante sistema democratico per quanto riguarda l'energia. Le smart city poi alla fine lo sappiamo sono modelli di approvvigionamento energetico che si basano su rinnovabili sistemi di accumulo e appunto reti intelligenti. Gli obiettivi sono quelli di promuovere l'autoconsumo istantaneo, massimizzare il consumo locale dell'energia e abbattere i costi energetici per cittadini e imprese. È chiaro che un Piano energetico regionale innovativo e all'avanguardia guarderebbe con successo quest'approvazione di un testo che potrebbe davvero cambiare, diciamo così, la strategia energetica della Sardegna. E dovrebbe puntare a farlo proprio per far sì che la Sardegna diventi un modello europeo basato su sistemi per la gestione intelligente e l'uso efficace dell'energia come previsto anche dalla sharing economy. Però la Sardegna potrebbe diventare energeticamente sufficiente, e quindi diventare anche un esempio virtuoso da riproporre nelle altre realtà italiane, se ha coraggio e questo coraggio dovrebbe trovarlo, come diceva anche l'onorevole Satta, investendo, stanziando risorse che non possono essere quelle che sono state scritte in questo disegno di legge. È per questo che a mio avviso bisognerebbe integrare e cercare di creare un fondo da destinare ai Comuni che intendono costituire le comunità energetiche e per realizzare l'impianto la Comunità dovrebbe anticipare il capitale che poi recupera attraverso gli incentivi, le economie sulle bollette e gli sgravi fiscali, 50 per cento del capitale in cinque anni. Il Comune potrebbe attingere dal fondo e restituire il capitale anticipato mediante un piano di rientro standard una parte potrebbe essere a fondo perduto, condizionata dalla partecipazione, nelle comunità energetiche di fasce sociali deboli o disagiate per realizzare una maggiore giustizia energetica. Poi potrebbe essere interessante promuovere le comunità energetiche attraverso incontri con i sindaci in cui si spiegano le finalità delle comunità energetiche, le modalità di realizzazione e gli esempi virtuosi che abbiamo anche sul nostro territorio, attivare poi i programmi di sensibilizzazione presso le cittadinanze con l'obiettivo di illustrare le finalità economiche, sociali ed ambientali e far comprendere che si tratta di un percorso inteso alla presa di coscienza dei problemi energetici connessi alla tutela dell'ambiente, alla condivisione di una logica di razionalizzazione dei consumi, alla necessità di un uso condiviso delle risorse energie energetiche in modo da realizzare una fattiva transizione ecologica anche in ambito culturale, e poi proporre attraverso un esame della normativa civilistica tributaria dei modelli di soggetti giuridici di aggregazione adeguati alle comunità, cooperative, associazioni, per intenderci, proponendo modelli di statuti standard in modo che anche i segretari comunali non abbiano difficoltà o incertezze interpretative su queste nuove norme e nuove forme di compartecipazione tra Comuni e cittadini. Penso che se si attuano queste proposte il cammino possa diventare molto più agevole e si possa passare da un modello normativo teorico ad una fase operativa un po' più pratica. Io penso che questo disegno di legge, nonostante abbia qualche miglioria da percorrere, sia comunque un primo passo per restituire una dignità di tipo energetico alla Sardegna. Quello che dobbiamo scongiurare è che all'interno dei vari piani nazionali si possa pensare di trasformare invece la Sardegna in un hub di produzione energetica per tutti, perché, voglio dirlo, i potenziamenti dei vari cavi, il cavo nord, Porto Torres passando dalla Corsica e arrivando in Toscana, e il potenziamento, anzi la realizzazione effettiva del cavo da sud verso la Sicilia, non sono l'auspicio migliore, perché in un contesto in cui non vengono identificate le zone idonee e le zone non idonee dove installare gli impianti nel caos più totale si potrebbe far sì che la Sardegna diventi terra in cui vengono sistemati in maniera non ordinata troppi sistemi che poi non giovano alcun vantaggio ai cittadini e alle cittadine. L'obiettivo principale è la possibilit�� di avere il fabbisogno energetico per tutti i cittadini con un abbassamento delle bollette e questo deve essere una priorità per tutti gli amministratori e per tutte le persone che comunque hanno a cuore il bene delle cittadine e dei cittadini. Non facciamo l'ennesimo errore e quindi proviamo davvero a pensare un sistema democratico di energia, e questo potrebbe essere il primo passo. Chiudo sottolineando l'importanza che dobbiamo, anche attraverso il Consiglio regionale, far comprendere al Governo, che è quello di normare, esiste una direttiva europea non ancora recepita dal Governo, fondamentale che questa venga recepita perché sennò molti comuni, ma anche la Regione potrebbe ritrovarsi con interpretazioni che non sono positive. Mi fermerei qua sull'intervento e spero che altri consiglieri possono intervenire perché questo è uno dei temi principali per la Regione Sardegna e che ancora nessuno parli di energia mi sembra un po' paradossale.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, mi ricollego agli interventi dei colleghi Satta e Orrù che hanno inquadrato bene gli argomenti contenuti nel testo in discussione che meriterebbero una discussione molto più ampia oggettivamente, nel senso che ci dovremmo sentire tutti coinvolti su una materia come questa che riguarda il futuro e lo sviluppo per l'intera isola, se non addirittura per l'intero pianeta, nel corso dei prossimi decenni. L'altro giorno il Ministero, quello che un tempo era dell'ambiente, oggi della transizione ecologica in relazione ai cambiamenti climatici, ha posizionato, all'esterno degli uffici delle sedi istituzionali del Ministero stesso, un tabellone luminoso che indica un conto alla rovescia che riguarda il tempo che ci rimane per invertire la rotta a livello mondiale circa la devastazione del pianeta. Fino a qualche anno fa, fino agli anni Novanta, gli scienziati ponevano come punto di non ritorno per quanto riguarda i cambiamenti climatici e l'intervento a beneficio del pianeta e dell'ambiente una data che si avvicinava alla fine di questo secolo. Nel corso di vent'anni gli scienziati hanno dovuto rivedere i dati, circa appunto gli effetti dell'intervento degli esseri umani sul pianeta e in particolar modo sulla devastazione del pianeta e l'alterazione del clima, tanto da aver posto come obiettivo e punto di non ritorno un'anticipazione della data che rispetto a quel che era definito e indicato negli anni Novanta, e cioè la fine di questo secolo, l'indicazione del conto alla rovescia si colloca a una distanza da noi di meno di dieci anni, cioè se entro dieci anni il pianeta non adotta una serie di soluzioni che vadano nella direzione di un intervento strategico capillare di abbattimento di consumi energetici e tutela dell'ambiente l'effetto moltiplicatore di quegli aspetti di devastazione dell'ambiente potrebbero generare l'impossibilità di avviare un percorso di miglioramento delle condizioni di vita sul pianeta mettendo a rischio la vita nel pianeta. Fino a qualche anno fa era un argomento che ancora negli anni Novanta veniva indicato nell'ambito della cinematografia come fantascienza, i film che riguardavano le materie sulla devastazione del pianeta e il rischio di arrivare ad un punto di non ritorno per quanto riguarda gli effetti degli stravolgimenti sull'ambiente venivano indicati, nell'ambito delle tante categorie dei film, tra catastrofici e fantascienza dando ad intendere che fossero cose inimmaginabili e dovute alla fantasia di sceneggiatori. La scienza ci pone davanti al fatto che quegli aspetti che un tempo venivano indicati come catastrofismo o fantascientifico oggi sono né più né meno tesi di laurea, interventi che determinano premi Nobel per quanto riguarda sia economisti sia scienziati che studiano la materia della riconversione energetica a beneficio del pianeta. E noi cosa dovremmo fare? Noi a cascata dovremmo, non intervengo sulle questioni che sono state dette in modo molto dettagliato e puntuale sia dagli onorevoli Orrù e Satta, in particolar modo le questioni sulle comunità energetiche e anche alcuni esempi di buone pratiche in Sardegna, ma mi limito a un tema più generale, e cioè a cascata in base a questa legge noi dovremmo rivedere tutta la legislazione e tutto il modo di operare, dal trasporto pubblico all'edilizia, per avviare interventi di abbattimento dei consumi energetici. Pensate solo che cosa riguarda in Sardegna la risorsa acqua e i costi energetici per la produzione, la lavorazione e l'erogazione dell'acqua, per non parlare di alcune situazioni paradossali, ad esempio Sassari, dove l'acqua è pubblica, ma non è potabile. Sarei curioso di conoscere il volume di plastica dato dalla diffusione delle bottiglie di plastica in tutta la zona di Sassari dove le persone non hanno la possibilità di bere l'acqua corrente, come ad esempio invece accade in tanti quartieri della città di Cagliari, e sono invece costretti a spendere ingenti risorse perché l'acqua è necessaria a tutti, a benestanti e a persone in difficoltà economica, e sono costrette anche quelle famiglie in difficoltà economica a spendere cifre importanti ogni mese e a produrre rifiuti di plastica a causa del fatto che a Sassari l'acqua non sia potabile. Varrebbe la pena fare un intervento di questo tipo? Probabilmente andremmo nella direzione di quelle buone pratiche che nella quotidianità riuscirebbero ad eliminare sia produzione di rifiuti sia costi energetici ulteriori, così come sui sottoservizi. L'altro aspetto è quello dell'impostare un ragionamento anche sul consumo futuro e cioè degli obiettivi, d'altronde anche le agende, sia a livello mondiale, si è svolto di recente il G7, sia a livello nazionale ed europeo pongono degli obiettivi. Qual è la nostra produzione di CO2 in Sardegna, e quanto vorremmo abbatterla nel corso dei prossimi anni, e quanto negli anni successivi? Che numero e che quantità di energia alternativa abbiamo nell'ambito dei nostri territori e quanto vorremmo produrne, quanto vorremmo produrne in funzione dei bisogni? Se sono temi universali che attengono ai diritti non si capisce perché una politica energetica di questo tipo con interventi di questo tipo non debba essere fatta dal pubblico. Perché parchi eolici privati? Perché serre fotovoltaiche private? A furia di privatizzare tutto ciò che è indispensabile per la vita, l'acqua, l'energia, i rifiuti, gli aspetti legati al trasporto, gli aspetti legati alla rete tecnologica noi stiamo privando di diritti pubblici essenziali l'intera popolazione, e senza stabilire neanche un quantum. L'altro elemento sul quale vorrei soffermare la mia attenzione è poi legato al valore inestimabile dell'ambiente, segnalo che un gruppo di cittadine e cittadini stanno segnalando a noi tutti la devastazione nell'ambito del territorio vicino ad Alghero per quanto riguarda la realizzazione di una strada immensa in un luogo dove invece avrebbero dovuto far passare un cavo, dei sottoservizi, così almeno parrebbe dalle denunce fatte da alcune cittadine e cittadini, segnalo anche l'aspetto contenuto nell'articolo 18 di questo testo di legge che riguarda l'autorizzazione per quanto riguarda gli impianti di stoccaggio e trasporto del GNL. Lì bisogna fare una scelta, ovunque ci serve questo tipo di approvvigionamento energetico? Vale la pena farlo a Porto Torres per quanto riguarda un servizio da erogare a Porto Torres e a Sassari, a Cagliari, a Oristano, ad Arbatax, a Olbia, e vale invece un ragionamento differente e non il trasporto su gomma con autocisterne per approvvigionare di gas le zone interne che probabilmente, se diventassero comunità energetiche, non avrebbero bisogno di quell'approvvigionamento? Investendo su rinnovabili, anche piccolo, in ogni abitazione, investendo sugli aspetti legati alla coibentazione e quant'altro per quanto riguarda l'edilizia, risparmio, sostituzione di oggetti energivori con incentivi pubblici per eliminare, dalle lampadine agli elettrodomestici, ciò che consuma troppo. Non è che poi alla fine scopriamo o potremmo scoprire che non c'è questa esigenza di distribuire gas ovunque, ma probabilmente già nell'ambito di alcune comunità dell'interno si potrebbe fare un ragionamento totalmente differente per quanto riguarda consumi, costi energetici e garanzia dell'approvvigionamento energetico. Ecco, su questo varrebbe la pena fare una riflessione molto più ampia…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zedda.

È iscritto a parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente. Il tema che tratta sostanzialmente di due argomenti principali, ovvero quello delle comunità energetiche e quello del reddito energetico regionale mi trovano sostanzialmente d'accordo. Su questo devo ringraziare l'onorevole Satta che ci ha fornito tutti gli elementi che consentivano di entrare su un tema sicuramente importante che questa Regione fa bene a trattare, a disciplinare e a promuovere, che è quello della possibilità e della capacità delle nostre comunità che sicuramente devono fare rete, e questo lo diciamo da tempo, di poter evidentemente superare, con un vantaggio competitivo della possibilità di realizzare iniziative a livello locale, i gap che caratterizzano i nostri territori. Quindi trovo l'iniziativa sicuramente molto interessante ed auspico in particolare che anche la tempistica che è indicata nell'articolato rispetto alle linee guida che dovranno informare le attività delle nostre comunità siano rispettate e che siano in questo senso oggetto di stimolo per i nostri territori. Voglio, poi nel corso della discussione si potranno approfondire ancora meglio, evidenziare alcune riflessioni che spero possano essere oggetto di attenzione, intanto le modalità attraverso le quali le comunità energetiche si creano a livello locale, ovvero specie nelle porzioni di territorio che sono più parcellizzate e che quindi hanno necessità di fare aggregazione ed economia di scala per essere più forti, credo che questo debba essere un principio importante da tenere in considerazione rispetto alle linee guida. Ma l'aspetto più rilevante che ritengo importante e che è più volte richiamato, ovvero quello del rispetto dell'ambiente, credo che il rischio, e quindi l'attenzione da parte della Giunta che redige le linee guida, sia quello di tenere in considerazione i rischi di una diffusione eccessiva di strumenti di produzione di energie da fonti rinnovabili che possano avere però come contropartita quello della compromissione del paesaggio. Assessora Pili, volevo richiamare la sua attenzione su questo punto che chiedo di tenere in considerazione durante la redazione delle linee guida, ovvero che nella definizione delle fonti energetiche rinnovabili che possono caratterizzare l'autoproduzione delle comunità, siano esse singole, siano essi aggregate, sulla base delle indicazioni che verranno date, si tenga in considerazione un aspetto particolarmente rilevante che è quello dell'impatto ambientale, che in tutto questo periodo anche le fonti energetiche alternative autorizzate hanno prodotto nei nostri territori. Io mi riferisco ad esempio a quello che è capitato nel mio territorio, che per l'autoproduzione di alcuni imprenditori agricoli, senza che talvolta potessero avere effettivamente impatto positivo sulla loro produzione e sulla loro attività, si è disseminato il territorio di micro eolico, che ha probabilmente il vantaggio di produrre una qualche remunerazione di varia natura ai produttori, però in realtà credo che impatti in maniera molto forte sull'aspetto paesaggistico, sul tema della bellezza del nostro paesaggio, dei nostri territori e quindi sulla valorizzazione del territorio. Quello che volevo evidenziare almeno in questa prima riflessione è questo, che bisognerà, credo, portare molta attenzione al contemperare i due elementi, ovvero che non ci sia pur all'interno della norma che ancora oggi consente di realizzare determinati tipi di impianto, non vi sia dall'altra parte un'invasione e un predominio di questi elementi di produzione di energia rinnovabile a discapito però della bellezza del paesaggio. Questo è probabilmente uno dei temi che con il Piano paesaggistico per le aree interne si sarebbe dovuto affrontare. Qual è il vantaggio rispetto a una direzione piuttosto che lo svantaggio rispetto a qualcosa che è di valore superiore, che è la bellezza del nostro paesaggio. Questo riguarda una porzione importante dei nostri territori e su questo volevo riportare l'attenzione, e la ringrazio per avermi ascoltato su questo punto che credo sia molto importante per tutelare veramente i nostri territori, non solo evidentemente un discorso di superare le distanze tra comunità all'interno del nostro territorio regionale, e non solo, aiutare da un punto di vista di benefici di carattere economico ma una grande attenzione sull'aspetto immateriale, che però è la nostra grande risorsa, che è quella del paesaggio. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie, Presidente, signori della Giunta, onorevoli colleghi. Il testo unificato 100, che in qualche modo raccoglie, prende in esame la proposta del Partito Democratico, di cui sono primo firmatario, che è l'istituzione del reddito energetico regionale, e il disegno di legge 105 che riguarda disposizioni e modifiche ad alcune norme regionali, e l'introduzione del reddito e delle comunità energetiche, è sicuramente un testo importante che riguarda un tema importantissimo, che è il tema energetico, un tema che, a mio avviso, ma anche ad avviso dei colleghi della minoranza che sono intervenuti, avrebbe meritato maggiore dignità, perché noi in quest'Aula abbiamo discusso in questi anni tantissimi temi che riguardavano singoli comparti o proposte dei consiglieri, però forse ci dimentichiamo che il volano per molte politiche, che si discutono in termini anche sociali e non soltanto produttivi, questo volevamo si chiama energia, per cui ridurre una discussione così importante in un'Aula molto distratta, annoiata, io credo che non dia dignità al tema e non si abbia consapevolezza di cosa succede nei prossimi 24 mesi. Allora, noi su questo tema dell'energia torneremo più volte, cari colleghi, perché noi crediamo molto che una politica energetica sia alla base di tutte le politiche di sviluppo di un territorio, di una Nazione, di una Regione, e cercheremo di stanarvi per capire qual è la vostra posizione in merito alle politiche energetiche che voi avete in testa, se le avete in testa, per quanto riguarda la Sardegna. E allora io dico subito tre cose: primo, i temi posti sono temi fondamentali, l'ha fatto benissimo il relatore di minoranza nell'introdurre i ragionamenti che ci riguardano, ha proseguito la collega Orrù, il collega Zedda, lo abbiamo fatti intanto quelli che sono i temi e l'importanza dei temi energetici però, caro Assessore, glielo dico con sincerità e serenità, noi abbiamo posto dei temi fondamentali però la risposta è sbagliata, ed è fortissimamente sbagliata perché se vogliamo dare risposte ai problemi energetici la risposta non è solo le comunità energetiche, reddito di energia e l'autorizzazione unica per alcune autorizzazioni che devono in qualche modo essere rilasciate, noi, dopo cinque anni dall'approvazione del Piano energetico ambientale regionale e dopo l'ultimo monitoraggio del 2019, probabilmente… forse disturbo, vorrei chiedere ai colleghi se, oltre ad accendere una lampadina, capiscono anche di cosa si tratti nella discussione del Piano energetico regionale, se però preferiscono mantenere la loro cultura a livello di accendere una lampadina, io li lascio nella loro ignoranza, e mi rivolgo a chi ha la dignità e la sensibilità di ascoltare. Dicevo che quindi la risposta è sbagliata, Assessore, lei lo sa meglio di me, perché la risposta ai temi fondamentali anche del nostro periodo si possono in qualche modo risolvere, affrontare e discutere con tutte le comunità o con l'approvazione di un nuovo Piano energetico ambientale regionale o con la sua revisione; sono utili ma non servono risposte parziali, servono in qualche modo per scaldarci gli animi, per in qualche modo dare una risposta a quelle che sono le richieste, ma noi ci aspettiamo da questa Giunta regionale oltre agli spot, oltre a quelli che sono i post su Facebook, ci aspettiamo una risposta più organica, più funzionale al momento in cui veniamo, è forse giunto il momento che nel confronto del Piano energetico ambientale regionale, approvato nel 2010 dalla Giunta Pigliaru, se ci sono delle cose da modificare, se ci sono delle analisi da fare, se ci sono degli aggiustamenti anche riguardo alle nuove disposizioni nazionali europee, io credo che la Giunta debba portare in discussione questo Piano, e allora sì che ci confronteremo sui temi che sono stati sollevati stamattina, su questi ci confronteremo e ci vorremmo confrontare. Allora, tornando al testo unificato, in cui anche la nostra proposta di Partito Democratico sul reddito energetico, di cui discuteremo, e sulla comunità energetica c'è però sulla stessa proposta, cari colleghi di maggioranza, il vostro vizio di origine, voi dall'inizio della Legislatura avete un vizio, e lo state sempre in qualche modo portando avanti, anche per quanto noi vi diciamo "guardate che questo vizio ormai non è che l'abbiamo capito solo noi in Aula, non è che siamo soltanto noi svegli nel renderci conto quanto voi sbandierata proposte di legge e disegni di legge" e del vizio di fare leggi senza copertura finanziaria, dall'inizio della legislatura, oltre a essere costantemente bocciati dal Governo, non perché sono brutti e cattivi ma perché fate leggi che non sono costituzionalmente perfette o violano le normative nazionali o europee, e lo state facendo ma sembra che questo sia uno sport a cui siete affezionati e che vi serve soltanto per fare il post del momento o il comunicato di stampa, continuate a fare leggi senza copertura finanziaria, beh, io non credo che bisogna essere consiglieri regionali per capire che le leggi senza copertura finanziaria vanno in un fascicoletto e rimangono in quel fascicoletto, lo abbiamo fatto qualche settimana fa col turismo enologico, ho visto spot, dichiarazioni, qualche volta entusiasmanti su una legge fondamentale approvata per la Regione, purtroppo quella legge ha zero euro, i primi che se ne sono resi conto sono gli operatori, le cantine, tutti quelli che aspettavano attraverso quella legge la possibilità oggi di intervenire attraverso le risorse finanziarie che foste stata in grado di mettere in quella legge, e invece in quella legge avete messo zero euro.; oggi tornate con lo stesso vizio, testo importante, di raccontare in maniera, come ha fatto il relatore di maggioranza nella sua relazione, però noi che siamo abituati, purtroppo per voi, a iniziare a leggere le vostre leggi dall'ultimo capitolo, dall'ultimo comma, ci continuiamo a rendere conto che nell'ultimo comma delle vostre leggi la norma finanziaria è zero. Ve lo abbiamo già detto, ve l'ho già detto, non potete continuare a fare "le nozze coi fichi secchi", non potete continuare a fare leggi senza un euro, leggi di principio. Allora i principi sono già scritti, scolpiti nelle leggi nazionali e nelle disposizioni europee, quello che in qualche modo è la scelta politica sono le risorse che voi mettete a disposizione, ma così come continuate a fare, essendo ancora incapaci di legiferare, perché siete incapaci di legiferare, è quello di fare leggi di principio, scopiazzato molte volte da altre leggi nazionali o dai colleghi che ci lavorano, poi vi ingolfate, rimanete imbarazzati, perché non avendo studiato non sapete quanto costano queste leggi, perché non avete studiato! Non avete la fase iniziale che è quella dello studio di una legge, che permette di capire anche quanto costa una legge, e voi anche su questa, non avendo studiato ma avendo copiato, fate una legge in qualche modo per avere un comunicato oggi o un post di Facebook, però nell'ignoranza non sapete quanto mettere in una legge. Allora, cari colleghi, io credo che questo giochino che state portando avanti dall'inizio legislatura ormai l'abbiamo scoperto non soltanto noi ma anche i sardi, noi non ci sottrarremo nella volontà di darvi elementi per poter discutere buone leggi, noi siamo stati, perché anche l'opposizione è eletta in questo Consiglio per fare buone leggi, non sempre le avete accolte, anzi, quasi mai, e continuate quindi a portarci in questa discussione. E allora, cari colleghi, il testo unificato di due, di tre, di quattro elementi, perché si parla di quattro elementi, tre autorizzativi e due che riguardano due possibilità importanti, è una risposta parziale a un grande problema, su questo non ci sottrarremo nella discussione sull'articolato dal dare la nostra opinione, però da una Giunta che vuole in qualche modo tracciare una linea importante ci aspettiamo molto di più, ci aspettiamo molto di più e su questo saremo molto severi, sul resto vi lasciamo soli nella vostra ignoranza e, attraverso i nostri emendamenti, cercheremo di colmare questa lacuna, sapendo benissimo che non ci riusciremo. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Grazie, Presidente. Il mondo, mi è stato insegnato, si divide in persone colte e persone che dicono di esserlo, preferisco eventualmente che mi venga riconosciuto il fatto di essere competente in un argomento piuttosto che cercare di attribuirmelo attraverso il detrimento dei colleghi.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue TUNIS STEFANO.) Non entrerò nel discorso, che non considero virtuoso, del sapere chi tra noi ne sa di più su questo argomento, mentre invece cerco di cogliere gli elementi positivi di questo dibattito, che ha un elemento che lo caratterizza, cioè il gesto di apertura e di generosità nel presentare come testo condiviso un qualche cosa che al limite poteva essere consegnato a un emendamento in termini di contributo dell'opposizione, viceversa, vista l'importanza del tema, si è detto "questo è un testo unificato", e lo impone la serietà dell'argomento, perché è corretto dire che questo è uno degli argomenti che maggiormente impatterà sulla vita dei cittadini sardi nei prossimi decenni. Ma se è vero, come qualcuno ha correttamente osservato, che ben prima se ne sarebbe dovuto occupare il Consiglio regionale, è vero che la Giunta in questo non è stata distratta, è sufficiente chiedere ai pochi veri player energetici che ci sono in campo nazionale e regionale per verificare che un protagonismo come quello che manifesta in questa legislatura la Regione Sardegna non l'ha mai avuto, meno ancora nella scorsa legislatura, perché se invece di una dichiarazione di principio, come il Protocollo sul metano firmato dalla Giunta Pigliaru col Governo Renzi, ci fosse stato un atto che aveva forza di legge, se quei contenuti fossero stati acquisiti ad una norma, sarebbe stato più semplice esigere delle istanze che correttamente ricorrono all'interno delle nostre discussioni, ma che il Governo ha avuto, soprattutto il Governo Conte, la possibilità di rimangiarsi, perché non era scritto da nessuna parte, un Agreement non aveva nessun valore, come poco valore, mi rincresce doverlo sottolineare, ha un Piano energetico, come pomposamente è stato definito, che però riporta contenuti che non si sposano con la necessità di approfondimento che ha questo tema, cioè questo tema non può essere affrontato col buon senso o con la sensazione che bisogna andare in una certa direzione; ci sono delle oggettività tecniche, quando ci si occupa di questi argomenti, che purtroppo richiedono studio, richiedono approfondimento e sono difficilmente comunicabili. Allora, la difficoltà nella comunicazione non deve essere sostituita da questo goffo tentativo di buttarla in caciara, perché, voglio dire, i pochi player che si occupano di questi argomenti distrattamente prendono in considerazione che qualcuno che ha già amministrato possa dare un contributo migliore dall'opposizione, tanto è vero che si è assenti da quelle discussioni, non si viene ascoltati, e mi confermate che su questi argomenti la cosa più importante è essere ascoltati dove si decide, e questa Giunta, e mi rincresce sottolinearvelo, è molto ascoltata dove si decide. Quindi io credo che bisogna opportunamente sfruttare la prima occasione che ci è concessa di discutere di questo argomento, e non limitarla alla discussione di oggi, non è possibile in poche ore esaminare quel numero di emendamenti e capire quanto coerentemente impattano su un articolato come questo, e di conseguenza sono convinto che con la nostra discussione si debba fermare per oggi l'esame della norma, debbano essere esaminati uno per uno gli emendamenti che sono arrivati dalla maggioranza e dall'opposizione e arrivare, prima della replica della Giunta e prima del passaggio agli articoli, a un momento di confronto per capire quali emendamenti mantenere, perché potranno essere ripetitivi, qualcuno inutilizzabile, ma comunque degli elementi di spunto che non mi sento di archiviare oggi ,né quelli che provengono da quella parte dell'Emiciclo né quelli che vengono da questa parte dell'Emiciclo. Quindi mi prenderò, ci prenderemo il tempo che occorre per entrare nel merito e vedremo se e come questo articolato può essere migliorato. Certamente però archivio da subito il tentativo di trasformare un argomento come questo in una discussione politica "noi di qua, voi di là"; avete tutto il tempo di arrivare molto meno impreparati di quanto siete arrivati oggi sull'argomento e di arrivare la settimana prossima con delle questioni di merito sui quali poggiare la nostra discussione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie, Presidente. Io non so, chiedo scusa, se ci sono ancora degli interventi dei colleghi in discussione generale, ma chiederei, Presidente, prima di sospendere i lavori diciamo pausa pranzo, proprio una sospensione del Consiglio per qualche minuto per capire in che modo, e condividerne anche metodo, su questi emendamenti che sono stati presentati, per capire anche questo pomeriggio se sarà il caso di poterli vedere e comunque poi valutare l'opportunità o meno di continuare i lavori questo pomeriggio, i lavori dell'Aula. Quindi le chiederei, appena possibile, una sospensione, bastano cinque minuti, Presidente, magari dopo gli interventi, se ci sono ancora ulteriori interventi da parte dei colleghi. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Io non ho alcun altro intervento, quindi dichiaro chiusa la discussione generale, sull'ordine dei lavori chiede di intervenire l'onorevole Cocco.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Per dire che condivido ciò che ha appena espresso sia l'onorevole Tunis che il Capogruppo del Partito Sardo, è assolutamente indispensabile che ci si fermi un attimo per capire come programmarci, perché effettivamente gli emendamenti sono sostanziali, quelli che abbiamo visto, e vanno assolutamente… dovremo capire in che maniera discuterli, se tornare in Commissione o non tornare in Commissione, non credo che siamo in condizioni di continuare con la legge.

PRESIDENTE. Si, certamente, sospendo il Consiglio regionale, però in Conferenza dei Capigruppo si era deciso di trasmettere gli emendamenti in Commissione perché ne discutessero in quella sede, dopodiché si poteva ritornare in Consiglio. il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 50, viene ripresa alle ore 13 e 08.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, prego i consiglieri di prendere posto.

Il testo unificato DL 105 e PL 100 si è deciso di mandarlo in Commissione per la verifica degli emendamenti, Commissione che si terrà nella giornata di giovedì, seguirà convocazione da parte del Presidente della quinta Commissione.

Invece per la prosecuzione dell'ordine dei lavori, andiamo alla seduta di stasera.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per sapere nella seduta pomeridiana quali sono i testi che vengono presi in esame fra quelli presenti nell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Soltanto per constatare che all'ordine del giorno abbiamo ancora due punti, considerando che non è una decisione quella di rimandare gli emendamenti in Commissione, la Commissione ha il compito di esaminare gli emendamenti e in questo caso, data la difficoltà tecnica della legge, è bene che l'esame avvenga con la struttura oltre che con l'Assessore dell'industria che può aiutare nel dipanare alcune problematiche. Però, siccome rimangono soltanto due punti, e uno credo che il Consiglio non sia in condizione di iniziare la discussione, parlo della legge, almeno per quello che riguarda l'altro tema quale pesca e acquacoltura, io penso che il Consiglio possa decidere oggi, stamattina, chiudiamo la seduta stamattina ed evitiamo ulteriori rinvii.

PRESIDENTE. No. Facciamo questo pomeriggio.

Il Consiglio è aggiornato a questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 08.

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