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Resoconto della seduta n. 153 del 03/06/2021

CLIII SEDUTA

(POMERIDIANA)

Giovedì 3 giugno 2021

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 16 e 22.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 18 maggio 2021 (146), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Emanuele Cera, Angelo Cocciu, Michele Cossa, Giuseppe Meloni, Aldo Salaris e Gian Filippo Sechi hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 3 giugno 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Discussione e approvazione della proposta di legge numero177/A.

Modifiche alla legge regionale n. 16 del 2017 (Norme in materia di turismo).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 177/A inerente alle modifiche alla legge regionale 16 del 2017.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore di maggioranza.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. La proposta di legge numero 177 ha l'obiettivo di permettere alle strutture ricettive extra alberghiere di diventare una vetrina importantissima per i prodotti sardi. La modifica è apportata all'articolo 16, della legge 16 del 2017: "Norme in materia di turismo", e consente alle strutture ricettive extra alberghiere presenti nella nostra Isola, al pari delle strutture ricettive alberghiere, di incrementare il consumo di prodotti sardi e sensibilizzare il cliente a riconoscere già da subito i marchi che ne garantiscono la qualità, l'unicità e l'eccellenza, quindi permettono al turista di stringere un più forte legame con la nostra Terra. Il settore extralberghiero infatti pesa sempre di più nel panorama turistico italiano e soprattutto in Sardegna, dove sta conquistando una fetta importante di turismo, ed è per questo motivo che è necessario renderlo più professionale e più competitivo. La Sardegna ormai, lo sappiamo, rappresenta una meta prediletta per le vacanze e viene apprezzata non solo per le meravigliose spiagge e quindi per quelle che sono le nostre caratteristiche naturali, ma anche per i nostri prodotti. Un altro argomento che viene inserito nella proposta di legge, all'articolo 1, disciplina la possibilità che nelle strutture ricettive alberghiere sia possibile, in via temporanea e solo su richiesta del cliente, l'aggiunta di un posto letto supplementare, in deroga ai limiti di dimensione stabiliti dalla legislazione in materia, venendo così incontro alle richieste degli operatori del settore e introducendo una disposizione che tra l'altro è già presente in numerose regioni d'Italia. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Corrias, relatore di minoranza.

CORRIAS SALVATORE (PD), relatore di minoranza. Grazie, Presidente. La proposta di legge 177/A reca: "Modifiche alla legge 16 del 2017 e alla legge 11 del 2015". Nell'articolo 01 si interviene sul comma 4 dell'articolo 14 della legge 16 testé richiamata andando ad incorporare anche il DL 107 e il DL… non era freudiano l'errore, ma quasi… il DL 178 della Giunta, laddove appunto si intravede la possibilità di aggiungere in sostanza, in deroga temporanea, dei posti letto laddove se ne faccia richiesta; devo essere sincero, in sede di relazione, lo dico finora, nulla quaestio su questa ipotesi. Nell'articolo 1 si interviene invece sull'articolo 16 della legge 16 del 2017, laddove si dà la possibilità anche alle strutture extra alberghiere di esporre e vendere prodotti e manufatti locali, così come all'articolo 1 bis si dà la stessa possibilità, qua però si interviene sull'articolo 3 della legge 11 del 2015, agli agriturismi; se non poniamo particolari questioni sull'articolo 01, da dove comunque andrebbe in pratica vagliata la bontà di quell'ipotesi, ma non ci sono pregiudiziali, non da parte mia, non da parte nostra, non ora, poi magari ne discutiamo, certo è che sugli articoli successivi qualche criticità c'è, che si riscontra nella seria possibilità che nel momento in cui si autorizza, faccio un esempio così ci capiamo meglio, un affittacamere, una casa vacanze, una guest house, di vendere ad esporre un prodotto tipico, poi su questo bisogna intendersi, purtroppo non è meglio specificato che cosa si intenda per prodotto tipico, ma un manufatto locale di natura artigianale e artistica a quel punto si rischia che laddove si espone e si vende quel prodotto il turista, che va a visitare Alghero, Bottidda, Escolca, Guspini, non si senta nemmeno motivato, per la tipologia di visitatori alla quale appartiene, di andare a farci visita, a far visita direttamente magari alla bottega che produce laboriosamente, artisticamente gli stessi manufatti, capite dunque che si rischia di spegnere un dinamismo che ad oggi funziona. Il turista che viene in Sardegna nella bassa stagione, che va ad Alghero, Bottidda, a Escolca, a Guspini, magari anche a Baunei, è ospite in una guest house con pochi posti letto però poi ha la curiosità di andare a vedere e ad acquistare un manufatto locale, a vedere come lo si lavora, ad apprendere quali sono le fasi di lavorazione, ecco, se il manufatto lo si trova bello e pronte in una vetrina di una guest house c'è il rischio che quel processo venga, come dire, spento e inibito. Quindi direi che su questo bisogna perlomeno vigilare. La nostra non è una pregiudiziale, Assessore, è un legittimo e ragionevole dubbio, e proviamo anche ipotizzare eventuali soluzioni sul dubbio che si incorra in un errore di questo tipo. Un'altra criticità è la gestione della concorrenza; qua non si vogliono fare leggi sulla concorrenza, ci mancherebbe, si vuole porre il problema, e farlo anche qua, probabilmente l'abbiamo fatto già in Commissione quinta, laddove appunto, e la soluzione si può intravedere proprio qua, non si distingue la vocazione dell'ospitalità con la vocazione della produzione di manufatti. Io credo che una proposta di legge come questa, che è seria, sia chiaro, debba essere però inquadrata meglio nel momento in cui come Assessorato al turismo si incoraggiano le dimensioni di rete, e mi spiego meglio; io, ospite del guest house di qualsivoglia Paese, devo essere invitato ad andare a far visita alla bottega orafa, o alla bottega del ceramista, perché faccio due passi per lo stesso paese, perché apprezzo la bontà del borgo, e queste sono unicità, fra l'altro, della nostra Regione, però è necessario fare rete. Soluzioni finora se ne sono anche praticate, e penso ai centri commerciali naturali, ma ce ne potrebbero essere anche altre, e quindi sono soluzioni queste che vanno senz'altro incoraggiate; non vorrei che, invece, fare la vetrina nella guest house, nella casa vacanze o nell'affittacamere andasse invece a dire all'ospite "vieni che trovi tutto qua e statene qua". Immaginate se io invece vado, senza andare lontani, vado a Dorgali e voglio comprare un prodotto di Oliena, io quel prodotto dovrei andare ad Oliena ad acquistarlo e a vedere come lo producono, poi mi sia consentito, e lo dico con un po' di ironia, non so quanto da Dorgali ci si sposti a Oliena, questi sono i sani campanilismi della nostra Regione, però in sostanza la criticità che voglio rappresentare è questa, se invece si trova tutto nella stessa location, c'è il rischio davvero che il visitatore non si sposti non dico da Dorgali a Oliena, ma neanche in seno a Dorgali, dove invece di botteghe orafe ce ne sarebbero parecchie da visitare, ma lo dico anche per Baunei, mi sia consentito, per il mio Paese, dove vorrei che l'ospite, quando viene nella casa del centro storico, possa uscire a fare due passi presso il ceramista, presso l'artigiano orafo e magari mangiare un gelato con latte di capra. Ecco, non vorrei che con questa legge queste possibilità venissero inibite, ed è una questione che pongo e ritengo opportuno farlo ora, in discussione della stessa proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie, Presidente. Devo dire che l'occasione è ghiotta per parlare di turismo a stagione iniziata, e devo dire che ero impegnato a misurare i metri cubi d'aria relativamente a poter andare stasera in pizzeria, e in questa elaborazione dei metri cubi d'aria in qualche modo ho ascoltato con interesse le parole del relatore di minoranza, il collega Corrias, che ha messo subito in evidenza alcune criticità. Io devo dire che la prima criticità è l'enfasi, l'enfasi con la quale sono state presentate le proposte di legge, le proposte di legge che in qualche modo vengono definite proposte di legge sul turismo; il turismo è una cosa seria, è un'industria importante, strategica per la nostra Isola, e quindi va trattato e gestito con competenza e professionalità. Dico questo perché la proposta di legge 177, illustrata dal relatore di maggioranza e dal collega Corrias, pone fra i due problemi, perché non stiamo parlando di una legge organica del settore turismo, stiamo parlando di due problematiche, una che riguarda i posti letto e l'altra che riguarda la possibilità di vendita e esposizione di prodotti tipici e manufatti, non stiamo andando oltre questo, quindi devo dire che pur ponendo problematiche importanti che riguardano l'artigianato, riguardano i prodotti tipici e che riguardano il problema dei posti letto, io credo che per affrontare queste problematiche forse sarebbe stata meglio una ulteriore discussione, un'ulteriore istruttoria, perché i due problemi esistenti vengono trattati male; non è solo un problema di campanile o di criticità, vengono trattati male. Il primo problema, quello dei posti letto, e io non so se i colleghi di maggioranza hanno ben visto, intrapreso cosa significa questa norma. Questa norma significa che si può dare in deroga ai limiti dimensionali stabiliti dalla legislazione in materia, quindi del decreto ministeriale che stabilisce il numero di posti letto per metri quadri di camera, non metri cubi d'aria, e stabilisce chiaramente che a secondo dei metri quadri di camera ci possano stare un numero di posti letto; c'è un decreto ministeriale, il Decreto ministeriale numero 21 dell'ottobre del 2008, e relativamente a questo Decreto ministeriale stabilisce cosa occorre per avere una stella, cosa occorre per avere l'autorizzazione, quindi mette i comuni in primo luogo a definire quelli che sono, nei controlli, quelle che sono le caratteristiche che deve avere una struttura alberghiera. Beh voi, con questa deroga, in una camera normale di un albergo potete mettere letti a castello fin quanto volete, cioè con questa norma si stabilisce che in una camera possano mettere letti a castello e inserire letti a castello a mia discrezione, perché poi anche la richiesta del cliente, io dico "voglio venire con 12 miei amici, 13 miei amici, ha una camera libera?" "Non si preoccupi, metto quattro letti a castello". Io credo che questo non sia il livello e la qualità del turismo a cui noi ambiamo, e soprattutto senza mettere un limite questo è chiaramente una deformazione dell'offerta di posti letto nel nostro mercato turistico di qualità. Allora, il problema esiste, ma così com'era scritta la norma originaria, cari colleghi, caro relatore di maggioranza, la norma originaria andava incontro a un'esigenza reale che era quella dei nuclei familiari, perché moltissimi albergatori hanno sempre avuto il problema del figlio minore, e allora mettere un letto in più quando un nucleo familiare va con 1 o 2 ragazzini era una cosa ovvia e vi era la necessità di intervenire dal punto di vista legislativo. Ed era importante l'intervento dal punto legislativo per salvaguardare quei nuclei familiari accompagnati da minori e per dare una certa elasticità all'albergatore, così come l'avete voluta voi diventa una di quelle norme da "ammuntonare" tutto quello che è possibile. Io credo che questo non è in qualche modo giustificabile e non è la risposta che si deve dare al turismo, una richiesta che doveva essere legittima nei confronti dei nuclei familiari che era la richiesta degli albergatori e continua a essere la richiesta di tutti gli albergatori, voi, quella che in qualche modo è la vostra ansia da prestazione, perché voi avete le ansie da prestazione politica, in quest'ansia da prestazione avete partorito una norma che porterà veramente nei confronti di alcune strutture alberghiere, di riempire le stanze all'infinito con letti a castello. La norma dei letti a castello non mi piace, ritorniamo a una norma che difende e tutela le famiglie con minori che era la richiesta degli albergatori e diamo qualità a una legge che in qualche modo è importante. Sulla questione della vendita dei prodotti tipici e manufatti locali, l'ha detto benissimo il mio collega, guardate, nelle dichiarazioni dell'Assessore del turismo, di molti colleghi, noi abbiamo sempre dato un tema al turismo, turismo uguale territorio. In qualche modo il territorio era l'elemento più forte del turismo e dovevamo fare in modo che gli ospiti, uscendo dalle proprie strutture alberghiere, attraverso eventi, attraverso la bellezza dei nostri borghi, attraverso la qualità dei nostri cibi, attraverso la possibilità di andare a trovare le botteghe nei nostri paesi, potessero in qualche modo fare lì i loro acquisti, potessero in qualche modo lì vedere non solo l'acquisto ma anche la trasformazione del prodotto locale in manufatto, permettere in qualche modo questa commistione fra la struttura ricettiva e la possibilità di fare acquisti, uno arriva in quel luogo e non si sposta, questa non è la nostra idea di turismo. Noi vogliamo che l'albergo, la struttura ricettiva a mare, sia un momento della vacanza ma non sia l'unico momento della vacanza, che la vacanza è anche l'identità che può trovare a monte il turismo e quindi attraverso la possibilità di andare in quelle botteghe, in quell'artigianato tipico, in quegli acquisti che può fare nel territorio, c'è la differenza di qualità di offerta turistica. Allora, il fatto di mettere dentro una bellissima struttura e poi che l'ospite acquisti tutto, io credo che sia un modo deformante di vedere il turismo oggi in Sardegna, deformante. E poi, cari colleghi, chi controlla? Se io vado nelle botteghe degli artigiani sardi, a Desulo, a Orosei, e vado da un artigiano, so che quello è il prodotto dell'artigiano, ma se io vado in una bacheca in una struttura alberghiera e vedo un manufatto, chi mi dice se quello è fatto in Cina o è fatto in una delle botteghe artigiane dove posso andare ad acquistare, chi me lo dice e chi mi garantisce e mi certifica che quello è un prodotto fatto dalle mani dei nostri artigiani. E allora i problemi ci sono e sono reali, però la vostra soluzione da ansia di prestazione vi ha offuscato la vista e non vi permette di dare la risposta di qualità, di resilienza al turismo in questo momento. E allora, cari colleghi, lo ha detto benissimo il relatore di minoranza, noi crediamo che questi siano problemi reali, però diamo proposte vere, non titoli, perché con i titoli non andiamo da nessuna parte, ma con i titoli soprattutto non aiutiamo quegli operatori turistici che già hanno vissuto una stagione tremenda nel 2020 e che hanno bisogno di qualità, di competenza, di certificazione e non di manifesti che dicono tutto e il contrario di tutto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Mi ricollego a quanto detto dall'onorevole Corrias e dall'onorevole Comandini che ho seguito con attenzione, sia il primo che il secondo intervento. Non so da dove cominciare, chi vi ha fornito queste idee?

Voi veramente pensate di valorizzare il nostro artigianato per il quale ci abbiamo messo decenni per spostare l'artigianato artistico, dall'ambito del piccolo oggetto che il turista poteva acquistare come fosse una calamita da posizionare nel frigo, a oggetto di valore: tappeti, tessuti, ricami, oggetti in ceramica, gioielli.

Elementi tanto di valore che basta percorrere la via Roma e le vie limitrofe per vedere in quali negozi sono ospitati. Negozi di prestigio, di altissimo livello, di alta qualità, andate in via Baylle, in via Roma, perché sono oggetti di altissimo valore.

Non è la bottiglia di mirto foderata in sughero che ormai quasi non si vede più, ma riportare indietro di decenni da quell'approccio, cioè di grandi artigiani che producono manufatti, oggetti di altissimo valore, riportarlo indietro alle produzioni con oggetti che provengono da altri Paesi e prodotti con materia prima che proviene da altri Paesi, è un attimo. Andate qua fuori e così in giro, andate da coloro che gestiscono il marchio ISOLA, andate da coloro che hanno aperto negozi pagando fior fior di quattrini per affitti o per locali e dite loro che da domani basterà dichiarare di avere un bed and breakfast, un posto letto, per poter avere un pezzo dell'appartamento dedicato a negozio, questo nascerà. Guardate che su questo tema sono stati già fatti errori nel passato, perché sapete quanto ha inciso l'extra alberghiero nel distruggere il settore alberghiero, perché la maggior parte di quelle strutture operano in barba rispetto alle norme per cui non è vero che il proprietario di casa risiede in quell'immobile per il quale una parte è destinata a ospitare turisti. Ci sono persone che prendono in affitto appartamenti, ovviamente non possono vivere in 3-4 appartamenti contemporaneamente, e semplicemente usano quegli appartamenti come bed and breakfast aggirando le norme e violando le norme sul numero di stanze dei bed and breakfast arrivando addirittura ad avere un numero di stanze equivalenti a un albergo di media dimensione. Sappiamo già che c'è stato questo problema che ha determinato un sistema fuori controllo, disincentivando gli alberghi che erogano posti di lavoro e pagano le tasse e oggi gli volete addirittura dire che un pezzo dell'abitazione può diventare un negozio che vende oggettistica di chissà quale livello. Ma veramente pensate di poter andare a controllare le migliaia e migliaia di bed and breakfast e affittacamere per verificare che cosa vendano in ogni singola stanza? A parte che non si potrebbe manco fare perché stiamo parlando di abitazioni private, quindi dovreste avere un'autorizzazione da parte della magistratura per ogni singola abitazione. Quindi entrate anche in conflitto, in un ginepraio di norme e leggi per cui vattelapesca cosa si potrà fare. Ma a quelle persone che hanno investito risorse e denaro che cosa gli direte? Che hanno sbagliato ad aprire un negozio, a valorizzare l'artigianato? Gli esempi migliori, per chi conosce Su Gologone, hanno addirittura la bottega all'interno di produzione di oggettistica, di oggetti che in quel caso sono addirittura immaginati, pensati e fatti realizzare dalla proprietaria. Ma è oggettivamente di altissimo valore e qualità, è quello che vi ha cercato di dire l'onorevole Corrias, rischiate di distruggere in un sol colpo il settore turistico già impoverito e il settore dell'artigianato. Vedrete, voi veramente pensate che vasi, produzioni tessili, manufatti in legno, verranno esposti e venduti nei bed and breakfast alle cifre alte, giustamente, o pensate invece che verranno venduti oggetti di fatto non fatti e realizzati in Sardegna che saranno brutte copie e anche un po' pacchiane di oggettistica che viene venduta in tutto il mondo e il rischio diventerà quello.

Guardate, persino Roma è intervenuta per quanto riguarda l'oggettistica, non l'artigianato, l'oggettistica di qualità, perché sapete quanto era diffusa la vendita di prodotti falsi vicino al Colosseo. Ovviamente tutti dichiaravano che erano prodotti realizzati a Roma, nel Lazio, la verità è che provenivano tutti quanti dalla Cina o da altre parti del mondo. Persino loro son dovuti intervenire, solo che era un po' più facile, perché erano visibili, perché era l'ambulantato che viveva attorno ai luoghi archeologici di pregio e quindi erano individuabili. Nelle abitazioni come farete? Ci sono i negozi per questo, va aiutato l'artigianato, non va aiutato colui che venderà falso artigianato, perché a fronte di uno che realmente potrà dotarsi magari di prodotti eccellenti, la maggior parte che già viola le regole, la maggior parte di fatto continuerà a violarle, non c'è motivo, la legge che andava approvata e che andrebbe discussa è quella sulla promozione dell'artigianato artistico e sulla valorizzazione di questo, ma perché quell'artigianato si possa affacciare in campo internazionale, non perché venga venduta una calamita da mettere su un frigorifero, non è quello l'artigianato, è un ritorno di quarant'anni indietro l'idea che l'artigianato sia quello.

Artigianato sono i tappeti ispirati dai grandi artisti sardi, ci sono tappeti realizzati in Sardegna che son stati ispirati e disegnati da Nivola, ci sono brocche, ci sono gioielli, fedi, che vengono anche usate non solo come gioiello ma addirittura come dono per le nozze, questo è il livello del nostro artigianato, un livello altissimo che compete nel mondo con l'artigianato artistico di altissimo pregio e valore, lo state trasformando non in un elemento che deve abbellire sale, saloni, case, ma in un elemento che diventa un ricordino del viaggio, la penna con su scritto Sardegna, la calamità col nuraghe, una cartolina dove possibilmente a fianco al nuraghe ci devono essere due pastori e ritorniamo all'immaginario collettivo per cui alla domanda: "Come immagini che fosse la Sardegna degli anni Settanta o la Sardegna nel 2021…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Molto brevemente, intanto per sollecitare il fatto che sul tema turismo sia riservato anche più spazio rispetto a quello che sino ad ora è stato dedicato dall'attività del Consiglio regionale. Sottolineo il fatto che in questo momento in particolare, il settore viva diversi problemi. Uno riguarda i ritardi nell'erogazione delle risorse, sono un sistema di aiuto approvato a larghissima maggioranza dal Consiglio regionale, le prime erogazioni sono già iniziate, purtroppo però i tempi sembrano essere più lenti rispetto a quello che era stato prospettato anche dall'Assessorato nelle recenti interlocuzioni e questo è il primo problema. In secondo luogo, questo è un anno particolare, l'Assessore lo sa ed è un anno che vede speriamo la ripartenza delle nostre strutture, però la pandemia non si è fermata, non è finita, la vaccinazione ha aiutato a uscire dalla crisi, tutti noi stiamo riprendendo a vivere in maniera simile a quello che si faceva appena qualche anno fa, anche se sembra molto più tempo, il problema è che le strutture alberghiere necessitano di regole certe e di un protocollo di sicurezza per evitare che accada anche quest'anno quello che è successo purtroppo l'anno scorso. Su questi temi siamo un po' indietro, la stagione è iniziata solo sulla carta, quindi abbiamo le prossime settimane per metterci al pari con le altre regioni che hanno già provveduto a dotare appunto le strutture di protocolli chiari, evitiamo e chiudo questa parte, di ragionarci solo una volta che il problema si dovesse verificare. Pensiamo prima all'eventualità che una persona che magari vive molto distante da quest'Isola, possa trovarsi con la febbre nella sua stanza d'albergo o possa essere positiva a un tampone.

E spieghiamo oggi anche attraverso una formazione per gli operatori, cosa fare in quelle situazioni in maniera anche da rendere la nostra Isola sicura per i turisti che ci vorranno venire a visitare, per i sardi che anche dopo settembre continueranno a vivere in quest'Isola e dovranno farlo nella più totale sicurezza. L'altro tema, ma di questo dedicheremo anche altri atti già pronti per il Consiglio regionale, è quello dei trasporti. Se oggi chiediamo a qualunque operatore turistico quale sia il problema della Sardegna, legato appunto al settore turistico, ci risponderanno dicendoci che oggi i turisti non sanno come raggiungere la nostra Isola. Il principale vettore nazionale è in grave crisi ed è in un momento, l'ennesimo, di grande cambiamento interno, i vettori esteri scontano appunto un inizio della stagione tardivo e legato anche al fatto che ci sono ancora molti Paesi chiusi al traffico con l'estero, i vettori navali hanno ugualmente gravissimi problemi. Ecco, questo è un tema che deve essere affrontato dal Consiglio regionale anche perché questo tipo di problemi non può essere affrontato a compartimenti stagni o con idee diverse tra singole forze politiche. Io credo che nessuno di noi aspiri a un'isola più isolata di quello che è, per cui l'invito che poi verrà anche supportato da atti, è quello di portare questi temi in Consiglio regionale e di discutere di turismo in una maniera più ampia rispetto a quello che le tre leggi oggi in discussione ci consentono di fare. Riguardo a questa prima legge, molto brevemente, per quanto riguarda il primo articolo faccio mie in toto le considerazioni dell'onorevole Comandini e dell'onorevole Zedda, si tratta di normative agganciate anche a normative di rango statale, per cui io inviterei anche a un esame, se ancora non è stato fatto, della compatibilità con le normative in materia di sicurezza soprattutto. Il letto in più che viene aggiunto, spesso in deroga, è un qualcosa che quando avviene in deroga ha un significato e quando viene scritto su legge rischia non solo di non essere possibile perché in contrasto con altre normative, ma rischia anche di non tutelare gli stessi titolari delle attività di ricettività alberghiera. Detto questo, appunto, come dice anche il relatore di minoranza, l'onorevole Corrias, fatte queste verifiche, è un qualcosa su cui si può ragionare. Viceversa, per quanto riguarda l'articolo 1 e l'articolo 1 bis le perplessità sono molto superiori. Io segnalo questo fatto, e chiudo, negli alberghi, quindi sto parlando di strutture alberghiere che pagano stipendi, pagano tasse, generano reddito e il più delle volte hanno anche mutui onerosi da ricompensare ogni anno, in quelle strutture il negozio all'interno, la bottega, la boutique, e quasi sempre gestita da privati esterni alla struttura alberghiera, avendo codice Ateco e finalità diverse il più delle volte l'albergo, anche quando si tratta di un grande gruppo alberghiero, semplicemente affitta degli spazi e fa sì che ci sia un servizio che consente l'acquisto di prodotti tipici, di prodotti di artigianato o di abbigliamento alle persone ospitate all'interno dell'albergo, specificando però che quella non è l'attività alberghiera, quello è uno spazio interno che viene dato in subaffitto o in comodato d'uso. Non vedo possibile come sia compatibile questa attività con quella del bed and breakfast, che non ha nemmeno una partita IVA, e che di punto in bianco si troverebbe trasformato in una piccola bottega casalinga all'interno di un'abitazione privata. Io credo che questo tipo di modifica non sia compatibile non con la legislazione regionale, perché in questo caso non si tratta di un'attività oggi vietata, che domani non è più consentita, in questo caso si tratterebbe di permettere o provare a permettere con legge regionale qualcosa che la legge regionale non è in grado di permettere. Considerando poi che nell'iter che ha portato all'approvazione, almeno a giudicare dalla relazione di maggioranza, non sembrano essere stati sentiti le organizzazioni più rappresentative della categoria degli operatori turistici, io invito tutti a una riflessione perché anche i promotori della norma e anche i sostenitori più accesi dalla stessa credo non vogliano fare un buco nell'acqua, o peggio ancora approvare una legge che poi non ha nessuna possibilità di avere effetti concreti.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cocco Daniele. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, io volevo chiedere se prima di scrivere questa legge qualcuno ha ascoltato i tessitori, quelli che fanno i tappeti di Nule ad esempio, o quelle persone che fanno le fedi sarde, perché io credo che non siano assolutamente d'accordo che il tappeto di Nule venga portato a Santa Teresa di Gallura, e poi quel turista che può invece andare a Nule, e oltre a prendere il tappeto prende anche le scarpe del pastore in pelle, o le cinture in pelle, o le altre cose che si fanno in quei laboratori, non ci va.

Quindi io non credo che voi abbiate audito i rappresentanti di queste categorie, perché già stanno arrivando messaggi dicendo che veramente state equiparando dei gioielli della storia dell'artigianato sardo ai letti a castello, perché di questo si tratta. Cioè, ma ci rendiamo conto? Cioè noi dovremmo aumentare i posti letto in base a cosa? E quale sarà il titolare del bed and breakfast che l'indomani toglie quei posti letto? Ma non prendiamoci in giro, perché ci stiamo veramente prendendo in giro. Io credo che a chi rappresenta Confartigianato dovremmo dare altre risposte, sono quelle risposte rispetto alla domanda che hanno fatto, ed è la domanda di mettere risorse fresche per quella che è la crisi dell'artigianato, perché non sarà sicuramente questa legge che cambierà le sorti di quelle categorie, di quelle filiere che oggi sono davvero in grande crisi. Quindi io credo che prima di andare ad approvare questa legge, tra l'altro la gatta frettolosa fa i gattini ciechi, così si dice, io credevo che stamattina la pausa che vi siete presi potesse servire a rimodulare questa proposta, però la proposta vedo che dagli emendamenti presentati è rimasta la stessa di qualche giorno fa. Ma, davvero, io chiedo di riflettere un attimino, di prendervi qualche minuto di riflessione, perché credo che la legge non possa essere approvata in questa maniera, perché io credo che non rappresenti quelle che sono le istanze delle persone che dovrebbero beneficiare della stessa, anche perché quelle persone secondo me non le abbiamo sentite, non le abbiamo ascoltate e non hanno potuto dare il loro parere che sicuramente non sarebbe stato positivo. Quindi io, davvero, chiedo prima di proseguire, di andare ad approvarla, di prendervi qualche minuto in più di riflessione, se non vi sono bastate le ore di stamattina, credo che ci siano ancora minuti questo pomeriggio per poter in qualche modo, anche rispetto agli interventi che mi hanno preceduto, che hanno ben rappresentato quello che dovrebbe essere e che non è in questa in questa proposta, possa essere rivisto.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Presidente, quando ho letto questa proposta di legge il primo pensiero che ho avuto è stato quello della differenza di pensiero tra chi ha proposto questa legge e sicuramente il nostro e quello del mio gruppo. All'inizio di questa proposta c'è scritto "La presente proposta di legge ha l'obiettivo di permettere alle strutture ricettive extra alberghiere di diventare una vetrina importantissima per il prodotto sardo", e allora io evidenzierei questa frase, la evidenzierei alle 34.894 imprese artigiane sarde registrate nel 2020, le quali rappresentano il 22 per cento di tutte le attività produttive della Sardegna. Nelle imprese artigianali sarde ci sono quasi 62.000 addetti, e allora mi chiedo, ma davvero il vostro pensiero, la vostra unica azione presentata in questo Consiglio regionale per il turismo sta nell'aumento dei posti letto nei bed and breakfast, e la possibilità di vendere l'artigianato sardo, e basta? Cioè, la vostra proposta di legge presentata oggi con urgenza, che in teoria avrebbe dovuto cambiare le sorti del turismo. E allora io mi chiedo, ma è mai possibile, io mi ricordo che quando sono andata a visitare Capri c'era tutto il mondo dei limoni di Capri, tutto il mondo dei limoni di Capri, per cui artigianato artistico, locale, tessuti, Capri!

E non è che io lo stesso artigianato locale di Capri lo trovavo a Napoli, piuttosto che a Milano, devo andare a Capri per visitare le botteghe tipiche di Capri. Ma quando mai si è visto che in un bed and breakfast abbia la possibilità di esporre i tappeti di Samugheo? Ma quale azione andate a pensare? Ripopolamento delle zone interne della Sardegna, rivalorizziamo i Paesi, e poi mi date la possibilità di esportare anche i prodotti tipici dei paesi, di aprire la vendita nei BED AND BREAKFAST e nelle strutture extra alberghiere, come chiamata voi le chiamate? Ma io mi vergognerei cinque minuti prima di fare una proposta del genere! E allora al posto di portare i turisti nei nostri paesi, nei nostri centri, al centro della Sardegna, a far visitare, a far conoscere la storia sarda, no, noi nei BED AND BREAKFAST diamo la possibilità di portare invece la nostra cultura, la filigrana sarda, i tappeti, il pane sardo, tutto! Ma davvero ci vuole anche su questo coraggio! Ma questa è un'idea innovativa per il rilancio del turismo? Ma davvero pensate questo? Ma davvero avete pensato solo di portare questo? Questa è l'innovazione che voi pensate per la Sardegna? La valorizzazione della cultura sarda? Questa è l'azione che voi proponete? Ma dai su!

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente, ho sentito gli interventi da parte dei colleghi di minoranza, l'onorevole Comandini, Zedda, l'onorevole Desirè Manca. L'onorevole Comandini ha sottolineato che questa legge potrebbe andare in contrasto con quelle che sono le normative nazionali. Mi risulta che un decreto del Presidente della Giunta regionale dalle Marche del 23 settembre 1998, numero 160, all'articolo 2, il comma 2, prevede l'aggiunta occasionale del posto letto e la rimozione al momento della partenza. Quindi già esiste una questione del genere. Poi l'onorevole Zedda ha sollevato il rischio di vendere prodotti realizzati in altri Paesi all'interno delle strutture extralberghiere. Onorevole Zedda, lei ha uno strumento, è un Consigliere regionale, presentava un emendamento in merito, quindi poteva anche essere valutato dalla maggioranza, dalla minoranza, sennò altrimenti le sue sono solo parole inutili, solo gazzosa, si può dire. Poi l'altro aspetto è che noi quest'anno in base ai dati di Feder balneari e alberghi, associazioni di categoria del turismo alberghiero del mare, la Sardegna è tra regioni più gettonate per le proprie vacanze, quindi il fatto di aggiungere un posto letto darebbe così la possibilità a quelle attività extralberghiere di poter recuperare quella che è stata la perdita per la causa Covid. Poi questo è già un intervento che, adesso non sono riuscito a recuperarlo, ma che riguarda anche la Regione Toscana. Quindi è una deroga temporanea che permette di andare incontro alle esigenze delle famiglie che scelgono la nostra terra come meta e che soprattutto in questo particolare momento non vedrebbero di buon occhio soluzioni differenti, assai più esose, oltre che meno pratiche per il nucleo familiare. Io ho sempre sostenuto che osservare le realtà territoriali dovesse portare con sé la capacità di analizzare situazioni e contesti, facendoci prendere spunto e ricreando da noi situazioni che sappiano andare a vantaggio di tutti. D'altra parte questa modifica non abbassa assolutamente il livello dell'offerta, ma dimostra la volontà di dare ascolto alle esigenze del cliente, offrendo i servizi richiesti. Per ciò che riguarda la vendita di prodotti tipici locali in strutture extralberghiere, sì, forse c'è l'aspetto legato alla questione di tener conto quelli che sono i prodotti a chilometro zero, forse all'interno della legge si poteva fare un approfondimento ulteriore, però riteniamo che la vendita di prodotti sardi realizzati in Sardegna, confezionati quindi, possa essere anche un incentivo, una promozione di quello che è il nostro prodotto, quindi allargando quella possibilità di farlo conoscere anche a chi soggiorna nelle strutture extralberghiere. C'era anche un aspetto che ho sollevato, che probabilmente potrebbe creare un po' di problemi, ma siccome riguarda quell'emendamento che abbiamo presentato che andrebbe in contrasto con le normative europee e con le normative nazionali, legato a quello che la vendita di questi prodotti dovrebbe essere fatta lontana da quelle che sono le botteghe, che gli stessi prodotti che troviamo nelle botteghe, probabilmente li ritroveremo all'interno delle strutture extralberghiere, ma purtroppo questo emendamento dovrò ritirarlo, perché come ho detto prima va in contrasto con quelle che sono le normative europee e nazionali. Dunque ringrazio la Commissione che ha lavorato, il Presidente Maieli, il collega Piras che fa parte di questa Commissione e tutti i commissari, perché per noi come Lega è una proposta che non può che essere ben accolta e sostenuta come merita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.

CHESSA GIANNI, l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

Presidente, grazie anche ai Consiglieri tutti che mi danno comunque l'opportunità anche di parlare qualche volta di turismo, perché tutti ci riempiamo di grandi propositi, però poi di fatto le risposte come diceva qualcuno non sono le migliori, però sono piccole risposte, e io su queste piccole risposte e queste piccole domande vorrei dirvi qualcosa. Intanto in due anni in cui sono io Assessore, e dal primo giorno che mi sono insediato, ho invitato le associazioni di categoria, quindi questo che dico è pubblico, quindi può essere usato, ho invitato più volte anche per iscritto, mandando mail, pec, invitandoli a presentare proposte in merito alla propria associazione di categoria, quindi artigiani, commercio, dicendo anche più volte, se poi non va bene, le ricambiamo. A volte non tutto ciò che scegliamo, le regole sono azzeccate, le mettiamo e sperimentiamo. Io non ho ricevuto mai proposte, poi che mi smentiscono ovviamente, sono qui, se dico queste cose ci sarà anche un motivo. Quindi, ahimè, abbiamo dialogato tanto, abbiamo fatto tanti begli incontri, questa è una proposta che arriva dalla Commissione, io sapete mi adeguo a tutto e accetto tutto, se siete d'accordo voi, il vostro Assessore è chiaro che con voi, è dalla vostra parte. Io credo che sia una piccola risposta, ci stiamo adeguando ad altre Regioni che già hanno attuato questa norma, altre regioni d'Italia, noi come al solito siamo sempre tra gli ultimi, in deroga per il posto letto, il terzo o più posti letto. Certo probabilmente l'onorevole Comandini, come citava, guardate che la bontà di questo emendamento era riferito al nucleo familiare, perché questa era la bontà in origine, perché anch'io sapevo in origine, però poi perché limitarsi alla provvidenza? Il nostro Piano alberghiero è fermo dagli anni Settanta. Ma come si può pensare di adeguare le stanze di un albergo, o fargli diminuire la capacità ricettiva senza poi dargli un premio di cubatura, alle strutture già esistenti per adeguarle, gli standard europei sono già cambiati, in 4, 5, 6 anni è già cambiato rispetto al patrimonio alberghiero che abbiamo noi. Questo è un adeguamento poi a chi? A quelle istanze, su richiesta, che uno può anche chiedere, può anche andare con amici, per carità, nella bontà è sacrosanto che si riferiva ad una famiglia, ma poi uno in camera chi ci mette? Se ha esigenza di avere un letto a castello a due o più posti, di certo ci andrà con persone che ha confidenza, io non mi porrei questo problema, perché è su richiesta. Il disagio lo chiede chi affitta la camera, e tra l'altro paga per avere quel disagio, e il giorno dopo se va via si deve ripristinare tutto, quindi è in deroga. Per quanto riguarda i bed and breakfast (ovviamente si parla di quelle strutture regolari) a me non mi disturba vedere che un bed and breakfast, semmai ci andassi, ma vedo che l'extra alberghiero prima della pandemia ha fatturato 260 milioni di euro nel 2019, era in netta crescita poi purtroppo, ahimè, la pandemia ha bloccato un po' tutto il sistema, ma quanti di voi in hotel (perché noi siamo gente di mondo che viaggiamo, abbiamo visto esposizioni di artigianato, sculture, mostre e altre cose, anche di prodotti locali) ma in hotel quanti di voi hanno comprato? Io credo pochi, io in hotel non compro, eppure viaggio, perché poi quando viaggio ho l'idea di andare a visitare un negozio, ma niente vieta che uno possa comunque esporre e fare promozione di un prodotto: è comunque una forma di promozione, se non la produce lui da qualche artigiano o da qualche commerciante lo compra, o da qualche produttore lo acquista, ovviamente devono essere forme regolari. Poi c'è il problema dei controlli, ma la contraffazione è un problema reale in tutto il mondo, noi la subiamo spesso, questo è un altro problema, se qua parliamo di controlli è un fatto reale. Però guardate, siccome non conosco ogni parte della Sardegna ma un po' conosco Cagliari, non vi siete mai accorti, chi frequenta il Poetto, che non c'è, in una città di mare - lei, onorevole Zedda, ha fatto anche il Sindaco sette anni, quindi conosce bene il Poetto, perché ha realizzato anche una parte dei lavori che sono stati apprezzate dalla città di Cagliari -, non c'è un negozio che venda salvagenti, pantofoline, creme solari, non ce ne è uno! Nove chilometri di costa, una città sul mare, non si vendono prodotti sul mare. Certo non dobbiamo diventare Rimini, ecco, dove vogliamo arrivare se poi di fatto solo in questi ultimi anni stiamo cercando di cambiare?

Non dimentichiamo, signor Sindaco Zedda - la chiamo ancora signor Sindaco -, che sino a pochi anni fa, senza polemica, si organizzavano i mercatini natalizi in Piazza del Carmine, nella piazza centrale della città di Cagliari, per vendere frutta e verdura perché quello si vendeva, si sarebbe dovuta vendere l'oggettistica natalizia e si vendevano alimentari che non c'entrano niente con l'oggettistica natalizia. Quindi noi stiamo cambiando piano piano, ci stiamo adeguando un pochettino a quello che è il fabbisogno di chi lavora nel settore turistico; è un dato di fatto che i bed and breakfast e l'extra alberghiero sta crescendo… stava crescendo adesso ovviamente speriamo di dare un impulso, e grazie a Dio abbiamo dei dati che fanno pensare bene per luglio e agosto in Sardegna, speriamo che sia finita questa pandemia e ci sia una forte ripresa, però per una forte ripresa serve anche l'impegno di tutti: io credo che niente e nessuno può escludere l'altro.

Va bene, comunque decidete, io sarò a favore. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 01, al qual è stato presentato l'emendamento numero 2, a firma Comandini e più.

Per esprimere parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore di maggioranza.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo.

CHESSA GIOVANNI (PSd'Az), Assessore del turismo. Il parere è contrario.

Apro la discussione sull'articolo 01 e sul relativo emendamento.

È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Ho ascoltato come sempre con molto interesse l'intervento del collega Giagoni e la risposta ai nostri interventi dell'assessore Chessa, e devo dire che bisogna capire il contesto in cui ci stiamo muovendo.

Onorevole Giagoni, anche noi conosciamo benissimo il decreto della Regione Marche, lei però si è fermato alla virgola, dopo la virgola dice "nuclei familiari", perché quello che bisogna evitare con questo articolo, con questa deroga, è quello che non un singolo letto ma N letti possano essere messi in una stanza. Quindi bisogna evitare quella politica dei letti a castello, di ostelli (con tutto il rispetto per gli ostelli) in cui si vorrebbero trasformare importanti strutture previste dall'articolo 14 della legge n. 16 - i condhotel, gli alberghi residenziali, gli alberghi rurali, gli alberghi diffusi, i villaggi albergo -, perché noi avremo due diversi sistemi di offerta turistica: avremo questo settore, quello dell'articolo 14 con tutte queste strutture in cui è pensabile mettere x letti a castello nelle stanze, e tutte le altre strutture a cui abbiamo dato stelle perché dovevano elevare lo proprio standard della propria offerta turistica (che si baserà sempre più sulla qualità), dandogli la possibilità invece di mettere quello che vogliono nelle stanze. Aggiungo, per i più attenti: in un periodo nel quale sappiamo che c'è stato il Covid. Chi legge con un minimo di attenzione una rivista di turismo sa che l'offerta si baserà molto sul distanziamento, sulla possibilità che gli ospiti abbiano metri cubi d'aria (come li chiamate voi), e quindi andare in sicurezza in vacanza, voi in tutta risposta dite "venite da noi, in quella stanza di 8 metri quadri potete mettere sette letti a castello". Ma vi rendete conto cosa dice questa norma, siete consapevoli di quello che state portando a votare quest'Aula? Allora è chiaro che sono piccole le risposte, come dice l'assessore Chessa, lo sappiamo, è vero, però si possono anche qualificare: era più giusta la proposta nel disegno di legge che era uscita dall'Assessore piuttosto che questa (possiamo dirlo senza essere smentiti), laddove si parlava di famiglie, perché è quello che chiedono le famiglie quando prenotano in un albergo. "Ci è rimasta una camera con due letti", "ma io ho mio figlio di sei anni: posso aggiungere un letto?". Questa è la domanda che si sentono fare i proprietari di alberghi.

(Interruzione)

Può metterne anche un quarto, di letto, però se leggete in italiano cosa c'è scritto, "aggiungere posti letto supplementari", significa che ne posso aggiungere quanti ne voglio, in larghezza e in altezza: questo significa in italiano. Le richieste come quella a cui ha risposto la Regione Marche, ma vi posso citare anche la Regione Emilia-Romagna, la Regione Toscana, la Regione Veneto, sono andati tutti in favore delle famiglie, che quando una famiglia con due bambini, dello stesso nucleo familiare, ha bisogno di mettere il terzo e il quarto letto, gli si può dare il terzo e il quarto letto. Quanti di voi si sono trovati di fronte a questa situazione? Tantissimi. E allora, onorevole Giagoni, non è l'extra alberghiero quindi che intendiamo sui posti letto, per quanto riguarda i posti letto noi pensiamo alle famiglie perché sono quelle che si muovono e hanno bisogno di maggiori servizi, è alle famiglie che dobbiamo dare risposta in questo caso, e con questo articolo voi veramente state dando una politica di "ammuntonati" in letti a castello, senza nessun criterio, derogando a un decreto ministeriale, laddove è permesso, però in quel decreto ministeriale, come sa benissimo il mio collega Giagoni, in termini di stelle c'è scritto tutto quello che devono essere i metri quadri e i requisiti minimi. Perché volete derogare a questo?

Quindi, noi abbiamo presentato un emendamento, riportando la norma a quello che era in origine, dicendo con chiarezza che la deroga è permessa per i figli minori dello stesso nucleo familiare: così la norma secondo noi regge, dà certezza a quegli albergatori che devono ospitare le famiglie e si crea veramente una situazione migliore che dà una risposta alle famiglie e agli stessi albergatori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Sull'ordine dei lavori, Presidente, soltanto per chiedere, alla luce delle considerazioni che stava facendo il collega… siccome sappiamo leggere anche noi, abbiamo bisogno, Presidente, di un minuto di sospensione in aula. Con l'impegno che fra un minuto riprendiamo assolutamente i lavori.

PRESIDENTE. La seduta sospesa per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 29, viene ripresa alle ore 17 e 45.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula. Credo che l'onorevole Comandini debba specificare l'emendamento aggiuntivo.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). L'emendamento aggiuntivo numero 2 l'abbiamo modificato, ascoltando più voci del Consiglio e anche con la collaborazione dei colleghi della maggioranza, con: "da riservare alla sistemazione dei minori al seguito".

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sembra che per fortuna l'interlocuzione abbia portato ad un ragionamento totalmente differente rispetto a quello iniziale, cioè vincolando e limitando a quelle esigenze reali, cioè dei minori al seguito, l'aumento dei letti, come già accade negli alberghi nel caso appunto ci siano bambine e bambini al seguito, o comunque minori.

Per quanto riguarda invece gli aspetti che venivano citati, ricordo semplicemente, innanzitutto a me stesso, che al Poetto ci sono anche supermercati, non è che non ci siano alcuni negozietti che vendono, ci sono supermercati, ci sono negozi all'interno del Lido e ci sono persone autorizzate, ambulanti, in particolar modo nel litorale di Quartu, che vendono prodotti per il mare. Capisco non conoscere tutta la Sardegna, ma non conoscere manco la città nella quale si abita è un elemento di gravità maggiore, soprattutto se si svolge un certo lavoro per l'intera Isola…

(Interruzione)

Tanto è inutile, perché anche se ascoltasse non capirebbe, quindi non cambierebbe molto il senso della cosa.

Quindi bisogna, anche per evitare figuracce, stare attenti a quello che si dice, questo lo suggerisco e lo lascio a voi come consiglio.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare sull'articolo 01, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1 bis.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Sull'articolo 1 bis e sull'articolo 1 appena votato il parere è stato contrario. Anche su questo forse sarebbe utile lo stesso spirito che ha animato la discussione formale in Aula e a bordo Aula sull'articolo 01. Qui si parla di vendita sia per quanto riguarda le attività ricettive extra alberghiere sia per quello che riguarda le attività agrituristiche, vendita di prodotti tipici e manufatti locali. La vendita di prodotti è prerogativa di un certo tipo di attività, non delle attività ricettive, tant'è che nelle attività ricettive, anche quelle alberghiere, la vendita è sempre, almeno questa è l'esperienza che ho io, delegata a soggetti terzi che prendono in comodato d'uso o in subaffitto degli spazi interni alla struttura alberghiera. Pensare che lo possa fare un bed and breakfast o un agriturismo crea qualche dubbio, più di un dubbio. In questo caso secondo me il tema non è "è buono o cattivo", "è una legge che approvo o che disapprovo". In questo caso secondo me il tema è che una cosa del genere non si può fare, perché il titolare del bed and breakfast che ti vende un chilo di pane o un maglione non può emettere ricevuta o fattura sul chilo di pane o sul maglione che ti vende, non è la sua attività, non ha nemmeno una partita IVA quello del bed and breakfast, e gli agriturismo sono ugualmente soggetti a norme che regolano anche il fatto che parte del cibo e delle preparazioni che somministrano sia legata a prodotti prodotti dall'azienda agrituristica, cioè dell'azienda agricola all'interno della quale sorge la struttura agrituristica. Permettere di vendere manufatti locali e prodotti tipici rischia di creare o il buco dal quale passa il fiume, quindi si introduce una deroga che magari è utilizzata solo da una struttura per andare oltre la legge e per fare concorrenza sleale ad altri, oppure, come immagino, in un buco nell'acqua perché nessuno potrà utilizzare questa norma che è in palese contrasto con le normative statali. Cioè il codice Ateco qual è? Le possibilità che hanno questo tipo di ditte di operare consente la vendita all'interno della stessa di questi prodotti? E poi, e chiudo, mentre negli alberghi esistono spesso degli spazi che per legge, anzi per via della classificazione in stelle, devono essere aperti all'esterno, il bar per esempio nei quattro stelle deve essere isolato e deve essere anche aperto all'esterno, in questo caso nei bed and breakfast la possibilità che siano anche vetrine elementi di apertura è totalmente fuorviante. Penso che il bed and breakfast per sua definizione può ospitare solo chi dorme nella struttura. Non può entrare qualcuno in un bed and breakfast dove non risiede, dove non dorme, dove non ha pagato. Per cui quella vetrina, che tra l'altro non si capisce bene da chi può essere anche aperta, visto che il proprietario è obbligato a dormire nella struttura o comunque ad avere la residenza, non a essere nella struttura con un orario definito, perché quello non è tra gli obblighi del gestore della struttura di bed and breakfast. Cioè ci sono una serie di interrogativi che non trovano risposta, per cui mi chiedo forse, così come è stato fatto per l'articolo 01, dove si è arrivati a una sintesi che permetterà l'emersione di una pratica che già avveniva, e cioè l'ampliamento di un letto per permettere a un intero nucleo familiare composto anche da minori di dormire nella stessa camera, credo che forse valga la pena rivedere anche l'articolo 1 e l'articolo 1 bis. Senza queste modifiche il voto sarà assolutamente contrario.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Mi ricollego alle parole dell'onorevole Agus che suggerisce di rivedere, così come fatto sull'altro articolo, anche il contenuto dell'articolo 1 e successivamente del resto del testo in modo tale da riportarlo ad una legittimità maggiore rispetto a una situazione che rischia di degenerare e potrebbe determinare un ulteriore elemento fuori controllo e la diffusione di oggettistica falsa di fatto, non prodotta in Sardegna. Alla fine questi spazi si trasformeranno in piccoli negozi in modo abusivo, totalmente abusivo, in barba a coloro che, invece, operano in base alle regole avendo affittato dei locali commerciali adeguati e per quella vocazione specifica e state intervenendo quasi inserendo una concorrenza sleale tra coloro che operano in base alle regole e coloro che opereranno senza alcuna regola e criterio, e con difficilissimi controlli. Già oggi è impossibile controllare i bed and breakfast, figuriamoci addirittura l'attività di vendita all'interno dei bed and breakfast e poi da normare chissà come, tenendo conto che state trasformando in negozianti che dovrebbero emettere fatture, ricevute, che dovrebbero ovviamente acquistare prodotti con bolla di consegna, di carico e scarico e via dicendo, con una complicazione che renderà impossibile sia stare all'interno di un percorso di regole, sia contrastare le eventuali ulteriori illegittimità rispetto a quelle già contenute nel testo e che già determineranno difficoltà nei controlli e impossibilità di operare nel rispetto delle norme.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Grazie Presidente. Anch'io vorrei esprimere qualche dubbio relativamente all'articolo 1 già votato e all'articolo 1 bis. Esprimo un dubbio relativamente all'espressione oltre che esposizione, ma sull'esposizione nulla quaestio, io francamente non avrei niente da dire a una forma promozionale, ma sull'espressione "vendita di prodotti tipici e di manufatti locali". Il termine "prodotto tipico" è un termine ambiguo ed è un termine anche polisemico, cioè che ha significati molteplici e perfino contraddittori, cioè in tutto il mondo, purtroppo, in Italia o in Europa manca una definizione condivisa del termine prodotto tipico. Le caratteristiche di prodotto tipico che rimandano alla zona di origine del prodotto stesso possono avere anche due aspetti: una la dipendenza territoriale e l'altra l'origine geografica delle materie prime o la localizzazione delle attività di trasformazione e lavorazione o stagionatura. Non necessariamente questi due aspetti sono entrambi presenti nei prodotti tipici. Noi stiamo davvero introducendo all'interno di strutture non alberghiere la possibilità di vendere anche prodotti del settore agroalimentare che noi definiamo prodotti tipici, cioè stiamo trasformando un negozio casalingo all'interno di una casa privata non tenendo conto della compatibilità non soltanto con le norme, ma anche con le questioni di carattere fiscale, con tutti gli aspetti che possono derivare per la contabilità aziendale, e soprattutto stiamo introducendo degli elementi di una banalizzazione, scusate se lo dico, ma di una generalizzazione così di basso livello che nulla ha che fare con il prodotto di qualità regionale. Allora così come è successo nell'articolo 01 noi vorremmo essere anche propositivi, come d'altronde è nella nostra mission, e vorremmo suggerire di copiare quello che in altre regioni italiane da decenni fanno e fanno molto bene, ad esempio accantonare il ragionamento prodotto tipico e andare verso un branding territoriale, un cosiddetto marchio ombrello così come si fa nel Trentino Alto Adige nel Sud Tirolo, dove c'è una riconoscibilità e una percezione chiara da parte del consumatore del prodotto di qualità. È un branding trasversale, che associa prodotti, servizi alimentari e non, con un marchio inconfondibile. Ci sono anche i servizi turistici. In questo modo noi possiamo garantire la qualità, la provenienza certificata, la provenienza anche da un ambiente salubre, quindi assessore Chessa e colleghi della maggioranza, stiamo attenti a mettere dentro la legge i termini "prodotti tipici", perché un conto è parlare di manufatti, sui quali i colleghi bene prima di me, sia il relatore di minoranza, ma anche l'onorevole Comandini, oltre che gli altri colleghi della minoranza che sono intervenuti, hanno detto bene, un conto è parlare di manufatti di artigianato artistico e un conto, invece, è parlare di prodotti tipici. Stiamo parlando dell'agro alimentare e dobbiamo chiarire molto bene che cosa intendiamo per prodotto tipico.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente. Io credo che la ragione dell'articolo 1 votato e dell'articolo 1 bis che abbiamo in discussione riguardi un aspetto molto delicato dove si voglia mettere insieme l'esigenza ricettiva e la valorizzazione di quelli che sono i prodotti tipici e i manufatti locali, quindi l'obiettivo credo che sia abbastanza condivisibile e abbia anche una sua ragione di essere. Ricordo che questo ragionamento fu fatto anche in sede di discussione della stessa legge numero 16 del 2017. Noi cosa avevamo fatto in quell'occasione? Avevamo fatto una cosa che non era una scoperta di quelle entusiasmanti che cambiano la vita delle attività produttive, avevamo detto che le strutture ricettive potevano essere il luogo migliore per l'esposizione dei prodotti, quindi in tutti gli alberghi, in tutte le strutture ricettive della Sardegna potevano essere messe le famose vetrinette dove poter esporre i prodotti e i manufatti tipici della Sardegna, perché quello era il modo migliore per far conoscere e, devo dire, interessare gli ospiti alla qualità e alla bellezza dei nostri manufatti. Pensare di ampliare questa scelta con la vendita credo che sia un errore, lo abbiamo già detto prima con i colleghi nei vari interventi, credo si faccia chiaramente un errore in qualche modo portando l'ospite a rimanere chiuso in quella struttura, a non dover visitare le bellezze che ci sono intorno a quella struttura, quindi non stimolarlo ad andare nel territorio, non stimolarlo ad andare a vedere dove si produce quel manufatto, quindi a frequentare le botteghe della Sardegna, dei nostri paesi. Io credo che questo sia un gravissimo errore oltre che un aspetto veramente, capisco che l'ansia di prestazione vi porta molte volte a dire "abbiamo fatto una legge", però, attenzione, bisogna fare delle leggi che funzionano perché non è poi che quando arrivano a Roma vengono bocciate e che quando poi trovate i funzionari dell'Assessorato regionale, in questo caso al turismo, sono brutti e cattivi perché non riescono a interpretare le norme. Probabilmente perché voi scrivete delle cose che non si possono applicare e quindi il problema non è del funzionario regionale o del Governo che ha l'obbligo di controllare le leggi, il problema è nostro, dove dobbiamo scrivere tutto e più di tutto per far contento chi ci tira la giacchetta e molte volte mettiamo in legge delle norme che poi non sono applicabili. Quello che voi scrivete con l'articolo 1 bis è già previsto perché nella legge del 2015, la numero 11, la vendita è prevista, cioè negli agriturismo la vendita è prevista. Però cosa ha fatto il legislatore nel 2015? Non era che più intelligente di noi, forse andava negli agriturismo e guardava cosa aveva intorno al di là di quello che gli mettevano nel piatto, cari colleghi, e si rendeva conto che in quell'agriturismo lui acquistava i prodotti dell'agriturismo, dell'attività agrituristica, perché io vi sfido a dirmi qual è quell'agriturismo che vede i prodotti degli altri agriturismo. O è un matto, e non credo che i nostri titolari di agriturismo siano dei matti, o è uno che non è un produttore agricolo, perché se uno in un agriturismo non vende i prodotti della sua attività agricola e vende i prodotti di altre attività agricole vuole dire che o è un matto o è un abusivo, perché in quell'agriturismo, come è scritto nella legge del 2015, alla lettera e), si possono vendere i prodotti di trasformazione della propria attività dell'agriturismo agricola. E allora, cari colleghi, ma voi pensate veramente che l'agriturismo diventi una bottega nella quale trovo tutto e un po' più di tutto? Vuole dire che quell'imprenditore che ha aperto l'agriturismo non è un imprenditore, non è uno che vuole bene alla sua terra, non è uno che ama il suo lavoro, non è uno che ama i suoi prodotti, ma fa altro, fa il bottegaio. Ora, con tutto il rispetto per i bottegai, io credo che i nostri agriturismo che devono essere agriturismo di qualità debbano vendere i prodotti della terra, la loro trasformazione del formaggio, la qualità, e debbano raccontare quello che fanno, debbano raccontare quello che trasformano. L'altro che fa lo può trovare su altre strutture. Voi volete che i nostri agriturismo diventino delle botteghe? Io no. I nostri agriturismo per quello che io penso non devono essere delle botteghe. Le botteghe sono altre, rispettabilissime attività economiche, però le trovi in altri luoghi. Quando io vado nella bellissima campagna sarda voglio degli agriturismo che mi vendono i loro prodotti, che hanno trasformato con le loro mani e che mi raccontino la loro storia. Questo che voi…

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, il tempo a sua disposizione è terminato.

Metto in votazione l'articolo 1 bis. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Intanto sono rientrati dal congedo l'onorevole Cossa e l'onorevole Mura.

Ha domandato di parlare il consigliere Piero Maieli per la norma in sede di coordinamento. Ne ha facoltà.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Grazie Presidente. Giusto per specificare l'emendamento dove si specificava il terzo letto, quindi può essere riservato a minori "e/o appartenenti al nucleo familiare". Su questo penso siamo d'accordo.

PRESIDENTE. No, per esigenze familiari, scusi onorevole…

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore di maggioranza. No, abbiamo detto a minori e/o del nucleo familiare.

(Interruzione)

Infatti siccome è accompagnato dai genitori o comunque sia abbiamo parlato prima che uno può andare col figlio che si accompagna a un cuginetto o a un amichetto minore, quindi e/o un appartenente del nucleo familiare, che può essere la suocera piuttosto che la mamma.

PRESIDENTE. Va bene. Quindi "e/o appartenenti al nucleo familiare".

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD), relatore di minoranza. Grazie Presidente, perché da relatore avverto la necessità di dire cosa ne penso, oltre quanto già dichiarato durante la relazione. Io penso che le ragioni di questa proposta di legge che vede come primo firmatario il collega Maieli siano buone, siano buone negli intendimenti. Probabilmente le modalità con le quali le stesse ragioni vengono rappresentate, devo essere sincero, non sono molto chiare. Sull'articolo 01 noi abbiamo detto che sul piano dell'allineamento rispetto alla norma nazionale confortata dalla legge delle Marche e sul piano della necessità di agevolare le famiglie con figli minori - poi su questo emendamento io non sono intervenuto, ma lo ritengo buono ed opportuno, quello del collega Comandini - su questo abbiamo detto che non ci sono resistenze, solo qualche perplessità, non foss'altro perché poi bisogna porsi nei termini non tanto degli affari di famiglia, quanto della qualità vera delle strutture che questa possibilità, nel momento in cui propongono la loro offerta, la possano dare sperando appunto di non turbare il mercato e di non distorcere le esigenze della domanda dei clienti. Sugli altri due articoli sono stati molto chiari i colleghi che mi hanno preceduto e da relatore vi ringrazio. Uno, la perplessità, quindi la criticità forte che si manifesta riguarda il che cosa si debba intendere per prodotti tipici, e questo non viene detto con quella chiarezza necessaria che il legislatore dovrebbe sempre usare, prodotti tipici di natura agroalimentare, oppure no, e la questione si pone soprattutto sull'articolo 1 bis, l'agriturismo che già produce e somministra i prodotti bisogna capire qua, laddove quelli agroalimentari ci stanno tutti, se debba proporre i propri o quelli di altri, e questo rischia appunto di dare adito a fraintendimenti e una legge non può dare adito a fraintendimenti. Rimane però la perplessità di fondo, e non mi voglio dilungare oltre, che è quella che ho provato a rappresentare prima in sede di relazione, che è quella per la quale la vocazione di una struttura ricettiva alberghiera è quella, che è quella di ricevere gli ospiti e di farlo come si sa fare in Sardegna, assessore Chessa, e lei l'ospitalità non esita a richiamarla sempre per la bontà che noi sardi sappiamo rappresentare. Però una cosa è la vocazione dell'accoglienza, una cosa è la vocazione anche artistica delle produzioni. Io continuo a sostenere, e sono d'accordo, e forse l'avrei votata a favore questa legge se si fosse parlato solo di esposizione, la vendita è un'altra cosa, e non entro nel merito delle questioni relative alle licenze o meno. Io vorrei che l'ospite che va a casa sua, che ha una casa vacanza, vedesse la bontà di quella ospitalità che lei saprà narrare, ma poi per acquistarla deve fare i cento passi che gli consentiranno di trovare l'artista che…

PRESIDENTE. In qualità di relatore può finire, certo, anche perché è appassionato il suo intervento.

CORRIAS SALVATORE (PD), relatore di minoranza. Provo sempre a metterci la mia passione, per lo meno ci provo… e vorrei che ciò che lei propone nella sua casa di vacanza, io non voglio entrare nel discorso del bed and breakfast che è già un po' diverso, io lo possa ritrovare dalle mani di chi quella stessa bontà da lei rappresentata riesce a narrarla nel migliore dei modi.

Mi sia consentito di chiudere sulle differenze necessarie richiamando un'analogia necessaria, so che ci sono in atto, le dovremmo ridiscutere in Commissione quinta, delle linee guida della Giunta per le quali è consentito somministrare alimenti e quindi venderli laddove si producono. Vigiliamo su questa possibilità come stiamo cercando di vigilare oggi sulle possibilità che questa legge apre, e per queste stesse ragioni per le quali è necessario vigilare ed essere almeno poco poco critici e scettici noi ci asterremo sul voto a questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. In virtù del principio dei vasi comunicanti tra interventi, il suo intervento sarà contenuto.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Intanto è solo una questione di minuti. Mi premeva, poiché è stato già fatto, sono state poste molte attenzioni da parte dell'Aula e dei colleghi che sono intervenuti sulla salvaguardia delle peculiarità del nostro territorio, sul fatto che le strutture ricettive extra-alberghiere devono rimanere quello che sono anziché essere amplificate in questa veste. Ci tenevo, facendo una piccola forzatura tematica, a rappresentare una criticità che ho riscontrato da qualche settimana quando i funzionari dell'Assessorato dell'agricoltura si sono incontrati con le parti sociali perché sono state loro presentate le cosiddette linee guida, le direttive attuative della legge regionale 26 luglio del 2018, che sostanzialmente stabiliscono le regole che le imprese agricole devono adottare per trasformare, confezionare e vendere i loro prodotti. Una delle cose che è stata prevista da queste linee guida è che possono ad esempio consumare in loco. Però gli adempimenti che sono stati proposti sono molto più semplici rispetto a quelli a cui devono sottoporsi invece le imprese alimentari ed artigiane e per i ristoratori che somministrano alimenti. Ad esempio, la cucina di casa dell'agricoltore può essere utilizzata per trasformare, lavorare e vendere questi prodotti, cosa che non è consentita a nessuno. Quindi immaginatevi che quelli che oggi sono fornitori dei ristoranti, dei bed and breakfast, eccetera, domani, se queste linee guida vengano approvate, diventano i loro principali concorrenti. Questa cosa ovviamente è ancora a livello di presentazione di bozza da parte dell'Assessorato ai portatori di interesse, io l'ho scoperto leggendo la lettera di Confcommercio, ed è chiaro che dal mio punto di vista è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Quindi siccome il tema è questo stasera sostanzialmente, io ve lo anticipo prima che sia troppo tardi, soprattutto ai colleghi della Commissione, metteteci mano perché tanto arriveranno da voi queste linee guida. Quindi non per andare contro gli agricoltori, ma ognuno faccia il suo mestiere sennò stiamo parlando davvero di una concorrenza dove ognuno può fare quello che vuole, ma le regole di controllo peraltro, mentre per i ristoratori sono affidate ai NAS, ai Vigili del fuoco, eccetera, in questo caso sono affidate ai veterinari, al servizio veterinario che mai riuscirà a fare una cosa del genere. Quindi chiedo soprattutto al Presidente della Commissione di andarselo a vedere e, occhio, usiamo lo stesso criterio che stiamo usando stasera, grazie.

PRESIDENTE. Davvero chiarissimo, onorevole Piscedda.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Il mio voto, come ha dichiarato il relatore di minoranza, il collega Corrias, sarà di astensione, però non posso che sottolineare due aspetti partendo proprio da quello che diceva l'Assessore, un piccolo intervento, piccole risposte anzi. Cari colleghi, non so se ve ne siete resi conto, noi, augurandoci che tutto vada per il meglio, in questa stagione turistica avremo un boom di presenze, si parla già di 10 milioni di presenze e oltre. Quindi abbiamo una situazione per quanto riguarda una delle nostre maggiori industrie, che è l'industria del turismo, molto favorevole, però anche molto delicata, molto delicata, perché 10 milioni di presenze in più significano che la Regione, tutto l'apparato della Regione deve farsi trovare pronto dal punto di vista sanitario, dal punto di vista di controlli. Voi ci state quotidianamente dicendo, passaporto verde, giallo, rosa, blu, non so più che colore prendere in esame per quanto riguarda quello su cui si dovranno organizzare in arrivo i turisti, è evidente che ancora non ci sono univoche comunicazioni a carico dei turisti che devono venire in Sardegna, in alcuni punti di arrivo si notano già delle differenze nelle procedure, ad alcuni viene chiesto se hanno fatto la vaccinazione, il tampone e ad altri no. Allora, visto che queste sono piccole risposte con grandi criticità, quello che chiediamo alla maggioranza è di mettere testa su quella che sarà la grande sfida della stagione 2021, è una stagione su cui non possiamo fallire, è una stagione in cui l'Amministrazione tutta, tutto il sistema regionale deve dare il meglio, quindi una stagione di grande sfida. Con questi piccoli interventi sicuramente non affrontiamo quella stagione, avremmo preferito oggi in quest'Aula discutere di altro per il sostegno del turismo, voi avete voluto partire dai piccoli passi, noi vi chiediamo adesso di correre, correre con quanto state promettendo dal punto di vista sanitario, dal punto di vista dei trasporti, dal punto di vista dei controlli. Dovete correre, perché se voi affrontate questa stagione a piccoli passi dobbiamo dire che voi inciamperete dopo la prima curva, e questo non ce lo possiamo permettere.

PRESIDENTE. Metto in votazione la proposta di legge numero 177.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 177.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della proposta di legge sulla "Disciplina dell'enoturismo in Sardegna".

PL numero 209/A.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di legge numero 209/A.

Ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore di maggioranza.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Grazie Presidente. Anche questa legge riguarda il comparto turistico. L'enoturismo ha lo scopo di offrire numerose opportunità per il nostro territorio. Il vino ormai non è più considerato un mero prodotto da tavola, ma rappresenta un intero patrimonio culturale, ecco perché l'enoturismo in Sardegna può essere uno strumento per raccontare la forte identità territoriale in grado di esprimere produzioni di qualità in un paesaggio diversificato, dando anche la possibilità di vivere in Sardegna in termini di turismo destagionalizzato ed esperienziale. Teniamo conto che la produzione enologica sarda vanta quindici indicazioni geografiche tipiche, IGT, diciotto denominazioni d'origine controllata, DOC, e una DOCG, denominazione di origine controllata e garantita, Vermentino di Gallura. Col termine di enoturismo si intendono tutte le attività formative ed informative rivolte alla produzione vitivinicola e del territorio e la conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, quindi visite guidate ai vigneti nei luoghi di coltivazione, produzione e di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, le iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo svolte nell'ambito delle cantine e dei vigneti, la degustazione e la commercializzazione di produzioni vitivinicole aziendali anche in abbinamento ad alimenti. L'attività di enoturismo può essere esercitata dall'imprenditore agricolo, dai comitati di gestione delle strade del vino, dalle cantine sociali, cooperative, alle quali i soci conferenti e i produttori dei propri vigneti per la produzione, la lavorazione e la commercializzazione del vino e dai consorzi di tutela dei vini a denominazione e indicazione geografica. Gli operatori delle attività di enoturismo sono inseriti nell'elenco regionale tenuto dall'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, inoltre al fine di agevolare le attività di enoturismo è prevista la presentazione della SCIA mediante un modello semplificato approvato con decreto dell'Assessore regionale dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale. La proposta di legge definisce anche i requisiti e gli standard minimi di qualità per lo svolgimento delle attività di enoturismo, tra i quali l'apertura annuale o stagionale di almeno tre giorni a settimana all'interno dei quali possono essere compresi domenica e i giorni prefestivi o festivi. L'obiettivo è quindi quello di offrire grandi opportunità garantendo lo sviluppo turistico ed economico del settore vitivinicolo ricco di cultura e di tradizioni tutelandone la qualità. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Corrias, relatore di minoranza.

CORRIAS SALVATORE (PD), relatore di minoranza. Grazie Presidente, signore e signori della Giunta, colleghe e colleghi onorevoli. La proposta di legge numero 209 che oggi ci impegna ha come finalità quella di valorizzare le produzioni vitivinicole del territorio e di qualificare l'accoglienza nell'ambito di un'offerta turistica di tipo integrato. Noi di questa proposta condividiamo lo spirito e le intenzioni, ma si è detto sin d'ora che essa non contribuisce a creare nessun valore aggiunto rispetto al decreto del 12 marzo 2019, il decreto Centinaio. Anzi, come è stato evidenziato da diverse associazioni di categoria, sembra quasi una riproduzione pedissequa e acritica della legge della Regione Toscana sullo stesso argomento, non sembrerebbe contenere questa norma alcuna rivendicazione rispetto alle specificità del nostro territorio e delle nostre produzioni, e soprattutto nessuna visione d'insieme e nessuna sinergia con il comparto turistico. È necessario a questo proposito, così com'è negli obiettivi del legislatore nazionale, incoraggiare la diversificazione dei servizi offerti dalle imprese vitivinicole per aumentare i redditi degli imprenditori, consentendo loro di migliorare e ampliare l'offerta ai clienti e ai turisti, far conoscere le produzioni enogastronomiche tradizionali, diffondere la conoscenza della cultura contadina, valorizzare il paesaggio e i beni culturali del territorio. Condividiamo e facciamo nostre le osservazioni del Consiglio delle autonomie locali che ha evidenziato la necessità di superare la spartana regolamentazione dei requisiti indispensabili per lo svolgimento delle attività in questione e prevedere strumenti e incentivi per rafforzare i legami con i territori, per mantenere vivo il fondamentale valore identitario e attrattivo dei paesaggi viticoli e dare sviluppo alle imprese agricole e alla resilienza delle aree interne in un futuro di ecosostenibilità. Guardate, a questo proposito non possiamo non pensare alle Langhe, alle Langhe di Pavese e di Fenoglio, al Caucaso di Omero e di Apollonio Rodio, non posso non pensare alla Sardegna alle strade del vino, a tutto ciò che la attraversa in questi termini da Jerzu e Tertenia fino a Oliena e Dorgali, quindi alla Sardegna di Deledda e di Cambosu, sono elementi culturali che vanno ad arricchire l'ecosistema vitivinicolo della Sardegna, quello che viene definito con parola difficile giacimento ampelografico. È attestato, io ho citato il Caucaso, su ogni versante archeologico e antropologico che in Sardegna ci fossero viti plurimillenarie: pensate a Cabras o a Urzulei a Sa Domu e s'Orcu. Ma andiamo avanti; all'articolo 3 vengono definiti i requisiti per lo svolgimento dell'attività di enoturismo, tra tutti i titoli elencati non figura però il minimo riferimento a una formazione in ambito turistico, che il titolare, i familiari, i soci, i dipendenti o i collaboratori esterni dell'azienda vitivinicola che aspira a svolgere l'attività debbono per forza possedere. Considerato che il Decreto ministeriale attribuisce alle regioni alcune specifiche competenze, tra cui fornire la formazione teorico pratica per le aziende per gli addetti, anche con lo scopo di garantire e mantenere il rispetto dei requisiti e degli standard minimi per l'esercizio dell'attività, ci si sarebbe aspettati un maggiore dettaglio delle previsioni di cui all'articolo 4 sulla formazione e la promozione. Si parla, infatti, al comma 1 di attività formative che l'Amministrazione regionale deve organizzare in maniera autonoma o in collaborazione con gli enti di formazione nel settore agricolo, funzionali al rilascio di attestati di frequenza; ma anche qui è assolutamente assente il minimo riferimento alla formazione in ambito turistico. È invece molto probabile che il viticoltore che decide di intraprendere l'attività di enoturismo… piuttosto io chiederei, lo so che non è interessante il tema, però c'è un po' di brusio… dicevo, è invece molto probabile che il viticoltore che decide di intraprendere l'attività di enoturismo necessiti di formazione specifica in quell'ambito, e non deve essere dato per scontato che già la possieda. Proprio all'articolo 7 è istituito l'elenco degli operatori di enoturismo presso l'Assessorato dell'agricoltura, che deve anche proporre alla Giunta regionale la disciplina e le modalità per l'iscrizione all'elenco; sarebbe opportuno pensare a modalità di gestione condivisa di questo strumento con l'Assessorato regionale del turismo, Assessore, dell'artigianato e del commercio.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue CORRIAS SALVATORE.). A questo proposito ritengo necessario richiamare la necessità di coinvolgere dentro un'unica regia proprio il suo Assessorato. Già da tempo il suo Assessorato ha concentrato la propria attenzione sull'attività enoturistica e, coerentemente con la destinazione e Sardegna 2018-2021 del Piano strategico di sviluppo e marketing turistico regionale, ha elaborato il progetto Sardinia Wine Experience, affidandone la realizzazione a UniNuoro. Quel progetto si fonda sulla sostenibilità paesaggistica, culturale ed economico sociale, è previsto che tutte le attività siano realizzate in una dimensione partecipata e collaborativa con l'obiettivo di giungere allo sviluppo economico e sociale, salvaguardando, al contempo, il patrimonio paesaggistico produttivo, andando a creare, sotto il marchio Sardinia Wine Experience, un'offerta turistica legata non più solo al mare e alle spiagge, ma integrata per gli altri mesi dell'anno con un nuovo prodotto, strutturato e allo stesso tempo sostenibile, che rinforzi le filiere vitivinicole, agroalimentari e dall'artigianato, rivolgendosi a target e mercati in grado di definire nuove stagionalità per attrarre nuovi flussi. Ecco, sorprende che nella norma non vi sia alcun riferimento a questo percorso già individuato e che ha coinvolto tanti operatori del comparto, creando una base di partenza che non può essere ignorata dal legislatore. Mi avvio alla conclusione, Presidente. Si conviene comunque, in ogni caso, sul fatto che una norma sull'enoturismo possa rappresentare un'occasione importante per le aziende del comparto, che si vedrebbero così investite di una nuova opportunità competitiva, utile non solo ad ampliare e diversificare l'offerta, ma anche a suscitare nei confronti del prodotto e del suo processo di produzione, ulteriore attenzione e interesse. Sarebbe stato più auspicabile, però, che la norma lasciasse intravedere un progetto strategico ampio, da cui si potesse nitidamente percepire il legame tra territorio, prodotti agroalimentari, beni culturali e identitari da una parte, e il turismo dall'altra; un mix virtuoso che noi, per certi versi, non intravediamo. Tirando le somme dunque, e chiudo davvero, possiamo concludere che, sì, il turismo legato al vino deve essere assolutamente valorizzato per le opportunità che potrà offrire al nostro territorio, è una norma sull'enoturismo e da auspicare. Questa norma, però, l'avremmo solo voluta più coraggiosa e, soprattutto, più sarda, sia nei contenuti che negli intenti. Grazie.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie, Presidente. Solo per chiederle una sospensione e per chiedere anche la convocazione della Conferenza dei Capigruppo per poter anche discutere di questi emendamenti che sono stati presentati. Quindi forse sarebbe il caso, Presidente, di sospendere un attimino, così riusciamo anche a…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Vista la caratteristica prettamente tecnica dei numerosi emendamenti presentati, forse è più utile che si riunisca, anche in maniera estemporanea, la Commissione competente, dove ci sono i colleghi che hanno seguito il testo sin dalle prime battute.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Visto che stiamo andando verso una pausa per consentire ai colleghi mi pare della Commissione competente di poter valutare il testo, le chiederei anche se fosse possibile sapere come mai sono state eliminate le parti che riguardano il "non possono esercitare le attività di enoturismo", in relazione al fatto che dando uno sguardo ad alcuni dei reati che erano contemplati, ovviamente nel caso di sentenze passate in giudicato ci potrebbe essere anche l'interdittiva sull'operare nell'ambito di quei settori, però gli articoli erano: "Commercio di sostanze alimentari contraffatte o adulterante", il 442; il 444: "Commercio di sostanze alimentari nocive"; il 513 e il 513 bis: "Turbata libertà dell'industria o del commercio", "illecita concorrenza con minaccia o violenza"; il 515: "Frode nell'esercizio del commercio"; il 517: "Vendita di prodotti industriali con segni mendaci". Quindi, se la Commissione potesse anche chiarire perché il testo in origine aveva questi elementi come pregiudiziali per poter operare o meno, a seconda di queste condanne passate in giudicato, e perché invece sia stato stralciato dal testo e se invece non sia di fatto già ricompreso nelle stesse condanne l'interdizione dall'esercizio del commercio nel caso di condanne passate in giudicato per queste tipologie di reato. Grazie.

PRESIDENTE. Penso che siano tutti argomenti che possono essere trattati nel momento di sospensione. Il Consiglio verrà sospeso per venti minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 39, viene ripresa alle ore 19 e 13.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

Discussione e approvazione della proposta di legge sulla "Disciplina dell'enoturismo in Sardegna".

PL numero 209/A.

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Io ho una vecchia lista di prenotazioni che penso che sia decaduta, quindi passerei direttamente alla votazione sul passaggio all'esame degli articoli.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1 cui è stato presentato l'emendamento numero 1.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore di maggioranza.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

CHESSA GIOVANNI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Parere conforme.

Mettiamo in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Articolo 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2, a cui sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore di maggioranza.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

CHESSA GIOVANNI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Parere conforme.

Mettiamo in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento 16. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3 a cui è stato presentato l'emendamento 17.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore di maggioranza.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

CHESSA GIOVANNI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Parere conforme.

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento 17. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4, a cui sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore di maggioranza.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

CHESSA GIOVANNI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Parere conforme.

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento 4. PRESIDENTE. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento 5.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Sull'emendamento 4 volevo aggiungere la firma, lei è troppo veloce… troppo veloce per me, non in generale.

PRESIDENTE. No, no, aggiunta la firma all'emendamento 5.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5, a cui sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore di maggioranza.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Parere negativo sull'emendamento 6 e favorevole sull'emendamento 7.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

CHESSA GIOVANNI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Parere conforme.

PRESIDENTE. L'emendamento 6 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Articolo 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6, a cui sono stati presentati degli emendamenti. Gli emendamenti 8 e 9 sono stati ritirati.

Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7, a cui sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore di maggioranza.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

CHESSA GIOVANNI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Parere conforme.

PRESIDENTE. È in votazione l'emendamento numero 10.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento 11. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Articolo 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 8. L'emendamento 12 ad esso presentato è stato ritirato. Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 11 a cui sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore di maggioranza.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

CHESSA GIOVANNI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Parere conforme.

PRESIDENTE. Emendamento 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento 14. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Testo dell'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 12, a cui è stato presentato l'emendamento numero 15.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore di maggioranza.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

CHESSA GIOVANNI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Parere conforme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDI GIAMPIETRO (PD). Capisco sempre le ansie quando si devono approvare delle leggi che sono importanti, sì, probabilmente non è stato visto nella riunione con i Capigruppo e la Commissione e quindi non voglio sollevare nessun problema, essendo molto rispettoso degli accordi che sono stati presi, però almeno voglio che rimanga agli atti di quest'Aula l'emendamento che abbiamo presentato come Gruppi dell'opposizione. Abbiamo presentato un emendamento che, di fatto, andava a scrivere la norma finanziaria, perché io vorrei che fosse chiaro a tutti che senza la norma finanziaria questa proposta di legge è un manifesto di buone intenzioni, abbiamo fatto una legge che è un manifesto di buone intenzioni dove si dice che "faremo, faremo, faremo, faremo", però è una legge senza un centesimo, non c'è un centesimo, nell'approvazione di questa legge io credo che questo deve essere ben presente a tutti, a noi era presente nel momento in cui abbiamo depositato l'emendamento alla norma finanziaria, non voglio in qualche modo deludere e disturbare i festeggiamenti, però io dico subito che su una legge così importante che riguarda l'enoturismo, per tutte le premesse che sono state fatte, per tutte le intenzioni in molti dei presenti in Aula, per tutto quello che è stato detto fuori e più che fuori, io eviterei di stappare bollicine e aprire bottiglie di vino rosso e bianco, perché prima di festeggiare mettete i soldi, perché è troppo facile "fare le nozze coi fichi secchi", però in questo caso, quando parliamo di operatori economici che aspettano risposte serie, voi su questa legge state emettendo zero euro Io voterò a favore della legge perché non voglio disturbare questo clima che si è creato, però agli atti rimanga che questa legge parte senza nessun soldo, per cui rimettete le bottiglie in cantina e cercate i soldi.

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, l'emendamento è ritirato? No. Allora, io posso capire l'esigenza, peraltro si può anche intervenire in sede di assestamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Per dire che condivido tutto quello che ha appena detto il caro collega Comandini e per protestare con lei ancora una volta Presidente, perché sarò io diverso, strano o non normale, però per me è insopportabile che ancora una volta andiamo ad approvare una legge senza che l'Assessore di riferimento sia in Aula, è veramente una mancanza di rispetto e ripeto quello che ho detto qualche giorno fa, perché tutti i 60 consiglieri qui presenti, sono 60 consiglieri eletti e non nominati e qui continuiamo ad avere Assessori nominati che non si presentano in Aula quando si parla di leggi proposte da loro oppure che sono leggi comunque che dovrebbero afferire a quelle che sono le competenze in questo caso dell'Assessore dell'agricoltura, è veramente una cosa insopportabile e continua così. Mi dispiace dirle, Presidente, che lei evidentemente non ha il carisma per poter richiamare queste persone perché siano presenti in Aula.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). A parte la presenza degli Assessori, credo che sia indispensabile quando noi portiamo all'attenzione dell'Aula delle proposte di legge, oltre alla presenza dell'Assessore serve assolutamente anche la presenza del direttore generale e del funzionario di quell'Assessorato, perché molte volte è capitato che ci dobbiamo confrontare. Quindi non dico oggi, in previsione futura, Presidente, sarebbe il caso che anche i funzionari e i dirigenti siano presenti quando discutiamo le leggi, quando abbiamo dei chiarimenti che noi dobbiamo e vogliamo ottenere, è importante che ci possiamo confrontare con loro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

CHESSA GIOVANNI, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Considerato il fatto che è una legge dove di turismo c'era solo la frase e l'Assessorato non era inserito, però grazie anche ai colleghi adesso faccio parte di questa legge e mi farò carico in assestamento di bilancio anche di trovare le risorse perché altrimenti è inutile fare le leggi senza poi la possibilità di dargli le gambe e dare risposte. Quindi mi farò carico di questo perché è giusto e corretto, mi sembra il minimo che si possa fare, una legge accompagnata anche dai fondi di bilancio.

Discussione e approvazione della proposta di legge sulla "Disciplina dell'enoturismo in Sardegna".

PL numero 209/A.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). La ringrazio dell'opportunità che mi dà per dichiarare la nostra disponibilità a votare favorevolmente la proposta di legge, ma non per un gioco dinamico di emendamenti più o meno condivisi perché quegli emendamenti contenevano, nonostante le perplessità espresse nella nostra relazione, contenevano la nostra volontà che lo stesso Assessore del turismo ha testé ribadito di parlare di enoturismo con il turismo di mezzo. Non si può parlare di enoturismo parlando solo di agricoltura nonostante sia assente l'Assessore, crediamo che un tema così importante, io prima ho richiamato anche altre dimensioni culturali e financo letterarie, io credo che nulla possa rimanere fuori da un tematismo così importante che è tale sotto ogni profilo, antropologico, ecosistemico di tutto il settore vitivinicolo e crediamo davvero che si possa investire tanto da un punto di vista turistico su ciò che quell'ecosistema offre per tutta la storia plurimillenaria di quest'isola e per le sue peculiarità. Salutiamo l'Assessore. Io credo che sia davvero importante il fatto che ci siamo ritrovati su questi temi, un po' a fatica ma ci siamo ritrovati, perché non si può prescindere di parlare di vino, in vino veritas forse, senza che si considerino a dovere tutti i risvolti culturali e auspico, come ha fatto il mio collega prima, siccome non si fanno le nozze con i fichi secchi o col solo vino, si trovino anche le risorse per dar gambe agli intendimenti che questa legge contiene per le ragioni che già erano comunque in relazione, nonostante le perplessità che abbiamo esibito più volte e sulla necessità, voglio chiudere in questo modo, di valorizzare le esperienze esistenti come reti, come strade del vino, come club di prodotto, come Sardinia wine lab experience, quella di UniNuoro, noi dobbiamo ripartire dalla A avvertendo la necessità che altrimenti le strade del vino non vanno avanti e si fermano e per questo, Assessore del turismo, sarà fondamentale il suo apporto e l'apporto della sua struttura. Voteremo a favore di questa legge.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 209/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Annalisa Mele. Ne ha facoltà.

MELE ANNALISA (LEGA). Io sto intervenendo adesso perché ho saputo veramente una cosa vergognosa che si sta verificando nella sanità oristanese. Infatti il responsabile del disastro in cui sta precipitando l'ospedale di Oristano ha ben visto di decidere, questo mi è stato segnalato da diversi dipendenti medici dell'ospedale di Oristano, ha deciso di prendere da una ditta privata delle guardie mediche in affitto per sostenere il pronto soccorso di Oristano. Quindi quello che io voglio segnalare, è comparso su Facebook, è che a partire dal primo luglio si cercano medici per codici verdi e bianchi in cui non è richiesta nessuna specializzazione per un compenso di 600 euro a turno, io vorrei veramente denunciare questo fatto perché…

PRESIDENTE. Onorevole Mele, avrà l'opportunità…

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Le chiedo di valutare, anche visto quello che abbiamo detto durante l'ultima Capigruppo in relazione alla possibilità di organizzare il question-time, di convocare con la massima urgenza anche durante la seduta di martedì un question-time con l'Assessore della sanità. Le propongo di calendarizzare già per martedì, la prima ora della riunione di martedì la dedichiamo a questi temi, la collega avrà modo di spiegare la sua questione che probabilmente non sarà solo sua e noi avremo modo di presentare le nostre interrogazioni, una a Gruppo almeno.

PRESIDENTE. Sul question-time sa che è un'occasione a cui tengo, valuteremo anche la sua proposta.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Che la situazione della sanità sia disastrata lo sappiamo tutti. Voglio precisare che c'è una situazione di emergenza nel Sulcis, ultimo fanalino di coda, e chi ha vinto il concorso nel Sulcis è stato trasferito in altre sedi, attraverso dei strani movimenti di chi gli piace andare alle tonnare, da chi gli piace andare in elicottero, da chi gli piace fare tutto, ma rovinare la sanità in Sardegna. La responsabilità è dell'ATS di tutte queste porcherie, prima vanno via meglio è.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Sarò breve, la collega Mele ha fatto una denuncia…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Io sospendo il Consiglio e lo riaggiorno tra un'ora!

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). La collega Mele ha fatto una denuncia che ritengo vada assolutamente approfondita, quindi chiederei anche una convocazione straordinaria della Commissione sanità al fine di approfondire, ma…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Soltanto per segnalare che mentre in tutta l'Italia si aprono le vaccinazioni ai sedicenni, c'è un Comune della Sardegna che inizia con la zeta e che viene considerato di serie zeta, comune di Zerfaliu, dove gli ultraottantenni non hanno ancora concluso la vaccinazione ed è una situazione che si trascina di settimana in settimana nel silenzio assoluto dell'Assessorato, dell'Assessore della sanità e dell'ATS.

PRESIDENTE. Il Consiglio è aggiornato a martedì alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 19 e 40.

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