Versione per la stampa http://www.consregsardegna.it/wp-content/plugins/print-o-matic/css/print-icon-small-black.png

Resoconto della seduta n. 64 del 08/07/2020

LXIV Seduta

Mercoledì 8 luglio 2020

Presidenza del Presidente Michele PAIS

Indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

Indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 16 e 04.

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 16 giugno 2020 (58), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ignazio Manca, Gianluigi Piano e Alessandro Solinas hanno chiesto congedo per la seduta dell'8 luglio 2020.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 390, 502, 519, 521, 525 e 536.

(Risposta scritta pervenuta il 7 luglio 2020).

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 182 e 183.

Annunzio di presentazione di proposta di legge nazionale

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 6/NAZ.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 569, 570, 571, 572, 573, 574, 575, 576, 577, 578, 579, 580 e 581.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. Sono pervenute le mozioni numero 298, 299, 300.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso, i lavori riprenderanno alle ore 16 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 13, viene ripresa alle ore 16 e 30.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

L'ordine del giorno reca la discussione del Rendiconto del Consiglio regionale per l'anno 2019. É stata distribuita la relazione sulla gestione e la nota integrativa al bilancio di esercizio 2019 in cui vengono riepilogate tutte le spese inerenti il funzionamento del Consiglio.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Approfittando della presenza del Vicepresidente della Giunta e dell'Assessore della programmazione Fasolino, noi il 12 di marzo abbiamo approvato la legge numero 10, la Legge di stabilità, dove abbiamo deferito bandi, procedure concorsuali, rendicontazioni al 31 di luglio.

Allora, la situazione è veramente complessa, si trovano comuni, cittadini, imprese, bandi sul PSR, la 4.1 Progetto Giovani, dove devono rendicontare quell'investimento e quella misura, sono assolutamente impossibilitati a chiudere a rendicontazione entro il trentun luglio, perché ordini magari di macchinari, aziende che non hanno prodotto in quel periodo, allora, io vi chiedo e le chiedo, Presidente, di farsi portatore, e questo nei confronti naturalmente della Giunta e dell'Assessore della programmazione, affinché tutti i bandi, la 16.1, creare partenariati, riunioni, di posticipare ad ottobre, metà ottobre, fine ottobre. E' una cosa che non può essere gestita così, a scadenza di bandi e di rendicontazione al 31 di luglio e noi come Regione non diamo gli indirizzi e non posticipiamo, non possiamo tenere le amministrazioni comunali, le imprese e i cittadini nel limbo. Quindi vi chiedo espressamente di modificare, posticipare questo termine della legge numero 10 ad ottobre.

Discussione ed approvazione del Rendiconto generale del Consiglio regionale per l'anno 2019.

PRESIDENTE. Metto in votazione il Rendiconto per il Consiglio regionale per l'esercizio 2019 e i relativi allegati che ne fanno parte integrante, redatti ai sensi dell'articolo 11 comma 4 e dell'allegato numero 10 del decreto legislativo 23 giugno 2011 numero 118 e successive modifiche e integrazioni.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Rendiconto del Consiglio regionale per l'esercizio 2019 e dei relativi allegati.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione del disegno di legge: "Misure per il sostegno al sistema produttivo regionale per fronteggiare l'emergenza economica

derivante dalla pandemia SARS-CoV-2" (171/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 171/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Valerio De Giorgi, relatore di maggioranza.

DE GIORGI VALERIO (MISTO), relatore di maggioranza. Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge n. 171, trasmesso dalla Giunta regionale al Consiglio il 19 giugno 2020 e assegnato alla Terza Commissione permanente il 22 giugno 2020, è stato approvato all'unanimità nella seduta pomeridiana del 30 giugno 2020, a seguito della illustrazione dello stesso da parte dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

Il provvedimento si inserisce nell'ambito delle misure per il sostegno al sistema produttivo adottate dalla Regione Sardegna al fine di fronteggiare l'emergenza economica derivante dalla pandemia SARS-CoV-2 attraverso l'istituzione di un strumento finanziario di natura rotativa diretto a favorire l'accesso al credito ai soggetti che svolgono attività economica con sede operativa in Sardegna.

Il fondo è finalizzato alla concessione di finanziamenti alle imprese di qualunque dimensione, sia a breve che a medio-lungo termine, sia per investimenti che per capitale circolante.

Detto strumento finanziario è alimentato fino a un massimo di 60 milioni di euro dalle risorse derivanti dalla riprogrammazione del POR FESR, come previsto dalla Deliberazione n. 23/1 del 29 aprile 2020, approvata in via definitiva, dopo il parere della Commissione Terza, il 12 giugno scorso, e per euro 40 milioni dalle risorse regionali stanziate col disegno di legge in esame.

In totale, si stima che il monte complessivo delle risorse disponibili alla luce dell'effetto moltiplicatore conseguente all'accordo che la Regione Sardegna ha concluso con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) sia pari ad euro 200 milioni, innalzabili a euro 300 milioni qualora si addivenga alla decisione di incrementare di ulteriori euro 50 milioni la quota regionale.

Stante l'urgenza che il provvedimento in esame riveste, condivisa da tutte le forze politiche attesa l'urgente necessità di immettere liquidità a favore del sistema imprenditoriale isolano nel più breve tempo possibile, se ne auspica una rapida approvazione da parte dell'Aula.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cesare Moriconi, relatore di minoranza.

MORICONI CESARE (PD), relatore di minoranza. Presidente, questo provvedimento non ha bisogno di un ulteriore contributo in termini di approfondimento, perché? Parto da un'agenzia che è circolata qualche minuto fa, mezz'ora fa, forse un'ora fa, attraverso la quale, stavo leggendo, l'Ansa poi ripresa un po' da tutti i mezzi di informazione, dai media e dai giornali online, ci dice che 34 mila richieste di accesso certificano l'attenzione, oltre che dell'onorevole Comandini e dell'onorevole Ganau, del sistema delle imprese sarde rispetto alle misure che sono state messe a disposizione da parte delle iniziative del Governo, oltreché della Regione. E ci dice questa agenzia che ci sono 34.000 richieste di accesso al contributo a fondo perduto del decreto rilancio, ci dà una cifra, ci dà un elemento utilissimo in termini di informazione, parziale, poco rispetto alle informazioni di cui avremmo bisogno, però ci dice che ci sono 31.142 domande, che sono stati già erogati 72 milioni, che 20.000 delle 31.142 domande sono su persone fisiche, 12.000 e rotti sono su persone non fisiche; e che 11.000, la maggior parte di queste, sono su Sassari, poi 8600 e rotti su Cagliari, 5900, quasi 6000, sono nel sud della Sardegna.

Ci dà una informazione, cioè ci dà una rappresentazione, ci aiuta a costruire l'analisi degli effetti della pandemia e dell'emergenza economica sul sistema economico e sul sistema delle imprese.

Noi, che cosa stiamo provando a fare da un po' di tempo a questa parte? Stiamo provando a costruirlo questo scenario. Chi lo deve fare? Io penso che ognuno di noi, ogni consigliere regionale stia provando a comprenderlo. Mi risulta che la Giunta, perché ce lo hanno detto loro stessi, gli assessori di volta in volta, stia lavorando su questo. Per avere queste informazioni non basta la buona volontà, e mi rivolgo oltre che al presidente della Commissione bilancio, e credo siano degli argomenti interessanti, perché alla fine noi ci inseguiamo ogni volta su queste questioni senza venirne a capo, e sembra che ogni volta ci sia una contrapposizione, opposizione-maggioranza, ma non è così. Stiamo cercando di comprendere la misura esatta, perché poi c'è la legge quadro, quella che la Giunta ha chiama la legge-quadro, e sembra che ogni volta…. e la verità e che non ci comprendiamo, perché noi proviamo a dire qualcosa forse senza riuscire a spiegarci bene.

Allora noi abbiamo bisogno di comprendere gli effetti dell'emergenza sul sistema economico e sul sistema delle imprese. Se noi avessimo avuto un Consiglio regionale, parlo della struttura, non dell'aula e basta, non dei consiglieri regionali, funzionanti, avremmo avuto a disposizione un centro studi, un ufficio studi, non esiste. Presidente Pais, è possibile che alla luce di questo sforzo che stiamo compiendo, si attivino le procedure, perché se non siamo nelle condizioni noi qui in questo Consiglio di poter disporre di un ufficio studi, si utilizzino le informazioni della Camera e del Senato? E siccome lì il lavoro lo fanno, e credo che venga fatto pagando dirigenti e funzionari affinché quell'ufficio studi metta nelle condizioni i parlamentari di poter lavorare utilizzando le informazioni di cui si ha bisogno, è possibile che stipuliamo una convenzione, verifichiamo, in maniera tale da poter accedere a delle informazioni, che sennò noi non possiamo avere? Quelle informazioni ce le dovrebbero dare, mi dicono, le banche, la Banca d'Italia, anche il Banco di Sardegna… non è possibile così!

PRESIDENTE. No, onorevole Moriconi, la stavamo ascoltando con grande interesse. La prego di concludere. Ha perfettamente ragione. Si rivolga alla Presidenza, all'Aula.

MORICONI CESARE (PD). Ecco, è possibile che noi verifichiamo come dotare il Consiglio regionale, che non ha più neanche più personale, quei pochi che ci sono provano a dare un contributo ad un Consiglio, ai consiglieri regionali, che non sono più nelle condizioni neppure di attingere le informazioni e devono andare sui giornali per sapere che ci sono 34 mila richieste, quindi una base dati importante. Allora, vengo su questo provvedimento, però è un appello che rivolgo al Presidente e un appello che rivolgo al Consiglio, perché sennò è inutile che noi inseguiamo provvedimenti che rischiano di diventare solo delle risorse sparate sul mucchio, ma non perché la Giunta è colpevole di… ma perché non abbiamo più strumenti. Nel passato esisteva un rapporto convenzionato tra la Giunta regionale, gli Uffici della Giunta e l'Università che lavorava per costruire quel patrimonio di informazioni che poi venivano messi a disposizione degli Uffici e della Giunta affinché gli Uffici e la Giunta operassero nella consapevolezza delle informazioni di cui si ha bisogno. Questo provvedimento è un provvedimento che arriva in Aula oggi, passa attraverso questi mesi di attesa, di grande aspettativa da parte delle imprese, soddisfa una parte del fabbisogno, io non lo so quale parte del fabbisogno va a soddisfare e quale parte lascia scoperta, non lo so, so però che la Commissione una volta che è stata riunita ha esitato il provvedimento rapidamente, una volta condivisa l'adeguatezza della proposta l'ha sostenuta, tanto che il giorno dopo sarebbe addirittura venuta in Aula per poterla approvare. Si chiama responsabilità, questa, si chiama senso di responsabilità, vale per questo provvedimento, vale sempre, cioè non è un'opposizione diversa rispetto a quella che ci ritroviamo di fronte in altri momenti, è la stessa, è la stessa responsabilità che predilige le finalità, a favore in questo caso del sistema delle imprese, e rifiuta e rifugge qualsiasi ipotesi di manovre; lo dico perché ogni tanto ricorre questo, è un senso di responsabilità da parte delle opposizioni che predilige l'interesse generale alle battaglie di bandiera, alle battaglie ideologiche, alle bandiere di posizione. Ecco, le risorse però sono queste, soddisfano una parte della domanda, non sono sufficienti, si utilizzano quelle che sono disponibili raschiando il fondo del barile per provare a mettere sull'altro provvedimento di cui parleremo nei prossimi giorni, che è la legge quadro. Io penso che la consapevolezza della esiguità delle risorse è tale per cui lo sforzo che dobbiamo fare è che, siccome non bastano, vediamo un attimino di creare un sistema virtuoso, e vale anche nell'atteggiamento da parte della Giunta e dei responsabili di questo Governo regionale, per aiutare non soltanto la discussione politica e il dibattito politico ma anche il sistema delle imprese. Perché qualche giorno fa, la settimana scorsa, nel frattempo che si provava a fare una riflessione di questo tipo, i giornali riportavano le posizioni di un rappresentante della Giunta, più precisamente dell'assessore Nieddu, del quale io ho profonda stima ma che in quell'occasione rispondeva tirando dentro i sardi rispetto ad una battaglia che è una battaglia di bandiera, ma che non interessa i sardi, ed è una battaglia di tipo antieuropeista che non può assolutamente trascinare le imprese sarde, e in quel caso di sistema sanitario che non è un corpo estraneo rispetto al problema del bilancio regionale, anzi mi risulta che sia la parte più importante del bilancio, e lui affermava, ispirandosi al professor Magnani che la sanità in Sardegna non aveva bisogno di soldi, di alcuni strumenti finanziari come il MES (non voglio aprire la discussione sul MES, si capisce) perché "il nostro Stato sovrano - testualmente - per definizione dovrebbe avere la disponibilità della propria moneta". Ora, io penso che un argomento di questo tipo, nel momento in cui si sta facendo il massimo sforzo per creare una prospettiva alle imprese, sapendo che dentro il bilancio della Regione, nel bilancio della sanità ci sono una parte delle risorse che possono essere utilizzate e liberate per sostenere gli effetti di una crisi che sarà devastante, e ce ne renderemo conto nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, io penso che trascinare la Sardegna e i sardi all'interno di una battaglia ideologica di questo tipo non fa bene, anche perché noi i prossimi giorni discuteremo della legge cosiddetta quadro, e quando discuteremo di quella legge ci renderemo conto come le risorse sono poche, che non è stata fatta un'analisi, non è stata fatta una scala delle priorità e delle criticità, che quelle soluzioni soddisfano una minima parte dei problemi ma che nel frattempo…

PRESIDENTE. La faccio concludere perché è stato interrotto più volte, prego onorevole.

MORICONI CESARE (PD). Nel frattempo noi rinunciamo ad una quantità di soldi importanti che non vanno a finire, o non andrebbero andare a finire all'interno della sanità, ma metterebbero il bilancio regionale nelle condizioni di poter liberare una quantità di risorse che sono utili all'interno del sistema economico oltre che quello sanitario. Lo dico perché nell'assunzione della responsabilità dei Gruppi dell'opposizione, in questo caso facendo la relazione dei Gruppi di minoranza, io vorrei che fosse chiaro come lo sforzo che si sta compiendo al fine di perfezionare tutte le norme, non in contrapposizione alla Giunta ma per fare in modo anche che le risorse vengano spese bene, è il risultato di un atteggiamento lineare e leale nei confronti non soltanto del Consiglio e della Giunta ma dell'intero popolo sardo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà. Ha a disposizione dieci minuti.

DERIU ROBERTO (LEU). Sarà dura, signor Presidente, arrivare alla fine dei dieci minuti, perché io sono abituato a parlare meno.

Se si va a pagina 2 della relazione illustrativa, si noterà come nel commento all'articolo 2, comma 1, la Giunta dichiari di non ritenere "più strategico un intervento che punti esclusivamente agli investimenti, invece ritiene strategico e necessario utilizzare parte di quelle risorse - si sta parlando del cofinanziamento regionale - per intervenire al fine di consentire la ripresa economica nel territorio regionale con uno strumento più articolato che abbracci diversi comparti economici danneggiati dalla emergenza epidemiologica", e fin qua anche noi siamo d'accordo, soprattutto coordinando questa affermazione con quella che è contenuta altrove nelle relazioni sia illustrativa che tecnica che descrivono, ad esempio, il settore turistico come meritevole di attenzione particolare perché dal finanziamento di esso deriva un effetto moltiplicatore che interessa un grandissimo indotto. Però poi a pagina 6, e stiamo parlando della relazione tecnica, al settimo capoverso, nella quartultima riga, sempre descrivendo il senso del cofinanziamento rinvenuto in parte, 20 milioni, in un fondo fino adesso destinato all'artigianato, si dice che "non si ritiene più strategico indirizzare un ammontare così consistente di risorse esclusivamente agli investimenti e soprattutto nei confronti di un solo comparto", questo solo comparto sarebbe il comparto dell'artigianato. Ora, bisogna mettersi d'accordo su che cosa voglia dire in Sardegna artigianato, o meglio dobbiamo ricordare che cos'è l'artigianato in Sardegna. In Sardegna ci sono 70 mila imprese, micro per lo più e piccole imprese, tra commerciali artigianali, diciamo che sono metà e metà, forse le artigianali sono un po' meno di quelle della distribuzione, però si incaricano queste imprese della maggior parte della produzione sarda, nel senso che in termini ovviamente di valore aggiunto e di contributo al PIL l'industria dà un contributo maggiore però in termini di generale partecipazione alla produzione è il grande numero di micro imprese e di piccole imprese che in Sardegna costituisce l'ossatura della produzione. Ora, dire che non è strategico finanziare questo comparto significa fare un'inversione di tendenza rispetto alle ultime scelte compiute da questo Consiglio che ha una sua importanza, e forse anche una sua gravità. Noi stiamo apprezzando molto lo sforzo fatto dall'Assessore della programmazione, perché sono soldi, molti, che affluiscono in mano regionale per aggredire il problema derivante dalla crisi economica conseguente o comunque contestuale alla pandemia. E ci interessa naturalmente come debbano essere spesi. Qua nel cofinanziamento questi pochi 20 milioni, però dobbiamo registrare che c'è un punto sul quale si potrebbe avere da discutere, e noi ne discutiamo. Perché è chiaro che dopo che la passata legislatura si è conclusa con la redazione, da parte di un'apposita Commissione speciale, di un documento che poi ha portato agli stanziamenti compiuti dalle leggi di stabilità a beneficio delle categorie artigiani e commercianti oggi dire che non è strategico per questa maggioranza e per questa Giunta investire sull'artigianato è un'affermazione molto impegnativa. Dico, la mia non è una critica ecco, un'accusa dire state togliendo i soldi agli artigiani, no sto dicendo una cosa forse più grave, cioè vogliamo costruire una politica economica, una risposta alla crisi economica distinguendo tra produzione e settore turistico a danno della produzione, anziché verificare le condizioni per evitare una diminuzione di impegno della Regione a beneficio dell'artigianato, cosa che non si verificava da molte legislature, e quindi qui ricomprendo centrosinistra e centrodestra. Questo ceto dei coraggiosi, questa borghesia produttiva, questo mondo delle imprese di famiglia o di famiglie imprenditrici che costituisce l'ossatura della produzione dell'impresa in Sardegna, noi non possiamo in nessun caso in questo momento abbandonarla. Secondo noi questo è un errore, anche a fronte del cofinanziamento che poi si riduce in questo caso a un 10 per cento delle somme che complessivamente, o anche meno, delle somme che complessivamente la Giunta sta riuscendo, meritoriamente ripeto, a mobilitare. Per cui se c'è da fare una riflessione oggi da un punto di vista generale, quindi proprio di primo esame di questo provvedimento è proprio nel problema che noi reperiamo le risorse di cofinanziamento per 20 milioni sottraendole all'impegno che questo Consiglio regionale aveva iniziato a profondere a vantaggio di una categoria che non possiamo invece più trascurare. E l'affermazione contenuta a pagina 6 della relazione tecnica dove si dice che non sembra opportuno finanziare così largamente un solo comparto non tiene conto del fatto che invece l'indicazione politica, assunta da questo Consiglio, era proprio quella di puntare su questo comparto. Investimenti sulle micro e piccole imprese significa riprendere una attività strategicamente da perseguire di allargamento della capacità produttiva, di rafforzamento e di innovazione delle nostre imprese artigianali. È un errore, è un errore sottrarre soldi proprio a quel comparto; è chiaro che 20 milioni l'Assessorato non li poteva trovare facilmente facendo la cernita di mille capitoli e non ha voluto evidentemente operare tagli lineari e togliere pochi spicci a tutti i capitoli, io questo lo capisco, però ritengo che questa volta dicendo invece che non è strategico finanziare l'artigianato stiamo commettendo un errore e dico stiamo, dico stiamo, la mia non è un'accusa ma è una segnalazione perché so che anche nelle fila della maggioranza inevitabilmente, essendo una maggioranza di centrodestra e quindi tradizionalmente insediata in quei ceti culturalmente, elettoralmente, so che nella maggioranza c'è una grande sensibilità rispetto a questo tema. Per cui è un invito alla Giunta, è un invito alla maggioranza per cercare di mitigare o di anche capovolgere questa affermazione, cioè che noi non puntiamo tutti insieme sull'artigianato. Perché io ho intenzione di votare favorevolmente a questo provvedimento, sto facendo pubblici complimenti all'assessore Fasolino e alla Giunta per l'insieme del provvedimento, però non posso associarmi a una dichiarazione così impegnativa dal punto di vista politico che dice che non è strategico finanziare l'artigianato; l'artigianato, il commercio sono due settori decisivi per il numero di imprese, per il numero di dipendenti, per il fatturato generato, sono due settori decisivi per la nostra economia e per un eventuale rilancio di essa. È impossibile non volerci investire in questo momento in cui dobbiamo insieme risalire la china, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, un saluto alle colleghe e ai colleghi, alla Giunta, intanto noi nel ragionare del provvedimento oggetto della discussione della seduta di oggi non possiamo non tener conto delle questioni che tanto indicavano i colleghi Moriconi e Deriu e poi alcune altre che brevemente vorrei illustrare. Intanto non vi è un limite nel provvedimento…

PRESIDENTE. Prego onorevole Zedda…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). …no a meno che l'onorevole Mula non stesse fornendo risorse ulteriori aggiuntive all'Assessorato per garantire il pagamento agli artigiani ci lasci discutere…

PRESIDENTE. Prego, prego può continuare.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Qual è il limite dicevo, il limite non è dato dal fatto di essere poco laboriosi nell'ambito dell'Assessorato alla programmazione al bilancio e nella persona dell'onorevole Fasolino o in generale, al di là dei giudizi su ogni singolo Assessore, il lavoro svolto fino ad oggi sui provvedimenti portati alla nostra attenzione, il vero limite, ma non del provvedimento in sé, che abbiamo votato favorevolmente in Commissione e verosimilmente, salvo modifiche, voteremo anche in Aula a favore, il vero limite è l'assenza di una strategia da parte del Presidente della Regione. Tanto è vero che sollecitati gli Assessori in molti casi su idee di sviluppo, sulle questioni che sono le une intrecciate con le altre e si reggono in quanto un'impalcatura interconnessa, a queste domande sistematicamente c'è una difficoltà da parte degli Assessori di riuscire a raccontare quello che a loro non essendo stato raccontato è difficile che possa essere trasferito a noi. Cioè qual è il ragionamento complessivo più generale che collega i provvedimenti l'uno, l'altro e l'altro ancora e quindi crea una rete di protezione e di tutela per le imprese e le famiglie, questo è il grande assente! Oltre a essere assente sistematicamente il Presidente, ma se fossero presenti le idee ma assente il corpo tutto sommato potremmo farcene una ragione. Invece è l'assenza doppia di idee e fisica che comporta una situazione drammatica. Quindi non è attribuibile oggettivamente all'assessore Fasolino, anzi il merito del provvedimento va anche nell'intuizione di voler coinvolgere (la Bei) all'Assessorato e all'Assessore e lo sforzo anche economico di reperire risorse. Ma il fatto che quel che veniva detto prima dai colleghi non ci sia questo inquadramento generale poi alla fine che cosa genera… tanto qui siamo abituati anche perché interrogati a salti non saprebbero manco il contenuto del provvedimento, dico siamo abituati alle distrazioni e ai tentativi di distrazione loro nei nostri confronti…

PRESIDENTE. Onorevole prego.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Proseguo Presidente, e perché emerge questo scollamento, cioè tra le alcune azioni per quanto si possa non condividere alcune altre, dicevo prima, e altri invece come queste che potrebbero e anzi speriamo possano generare al netto dei limiti indicati per quanto riguarda il settore dell'artigianato, ma possono generare, potranno generale dei benefici, qual è il limite? È l'assenza della conoscenza della realtà, che noi viviamo. Guardate è emblematica la tabella che è presente sui flussi turistici presenze e arrivi a pagina 5. Ricorderete, anche coloro che chiacchierano lo ricorderanno, e se non lo ricordo glielo ricordiamo noi, che il Presidente della Regione, nell'unica occasione che ha dato a noi tutti di poter discutere con lui presente in aula giusto qualche settimana fa, per poi assentarsi sistematicamente nuovamente, con la voce e la retorica che lo contraddistingue ha raccontato a tutti noi, senza manco volgere uno sguardo all'Assessore che magari l'avrebbe corretto in corso d'opera, che sarebbero arrivati, fonti Federalberghi, 3 milioni di turisti nell'arco dei tre mesi. Parlava a giugno, quindi l'indicazione era luglio, agosto, settembre. Quando abbiamo sommessamente replicato che manco Federalberghi si poteva mai aspettare un dato simile in questa fase, ci è stato detto che eravamo degli extraterrestri, tenendo conto che poi gli extraterrestri solitamente sono intelligenze superiori, anche perché arrivano da noi, cosa che noi ancora non abbiamo fatto nel non essere riusciti ad arrivare da loro, almeno così è nei film di fantascienza, di persone totalmente distaccate dalla realtà. Andiamo a vedere la tabella. 2017, arrivi, luglio, agosto, settembre: 584 mila, 626 mila, 484 mila, presenze che significa il numero ovviamente di pernottamento della stessa persona, 3 milioni e 300, 3 e 800, 2 e 200. Stessa cosa nel'18 con qualche dato in crescita, ma non vale la pena stare ai numeri, stiamo alla sostanza. Cioè, il Presidente della Regione, dopo un anno e mezzo, su un tema come quello dei trasporti, del turismo, degli arrivi e delle presenze, non ha alcuna consapevolezza dei numeri e degli argomenti, tanto che un'ora dopo è stato smentito da Federalberghi, e oggi lo smentite addirittura voi con documenti ufficiali della Regione citando fonti Istat. Ci credo che poi non c'è una linea, non c'è una strategia, non c'è un indirizzo, non c'è un'indicazione, non c'è un suggerimento, non c'è a quanto pare manco una telefona per sollecitare un Assessore, c'è la fine delle comunicazioni e della volontà, capacità, persino la sfida a se stessi di voler far qualcosa di bene per la propria isola. E questo è emblematico, cioè la non conoscenza neanche dei numeri, per fortuna i numeri sono testardi e difficilmente si può interloquire sui numeri, a differenza di come ci si può arrampicare sugli specchi della politica. E che cos'altro emerge? Emerge, Assessore, che in questa fase probabilmente, mettendo a correre così tante risorse, queste, altre di altri provvedimenti, di quelli dal Governo, di altri provvedimenti ancora che arriveranno, abbiamo visto in terza Commissione quasi 150 milioni di euro ulteriori di investimento, che son tante risorse, non è poca cosa, soprattutto per la disponibilità nostra e per le ulteriori possibilità date da altri interventi nazionali ed europei. Che cosa avrei immaginato, ma non da parte sua, non è compito suo, ma da parte del Presidente della Regione? Cogliere l'occasione per sminare alcuni degli elementi che nella vostra relazione sono indicati e potrebbero determinare benefici perché sono elementi storici che hanno determinato una debolezza del nostro sistema economico. A che cosa mi riferisco? Parcellizzazione delle imprese. Probabilmente in questa fase, ho seguito per anni le relazioni della Banca d'Italia, in particolar modo la relazione della Banca d'Italia sede Sardegna con il focus sulla Sardegna, i numeri cambiavano, l'unica cosa che sistematicamente di anno in anno, di relazione in relazione, non veniva modificata erano gli elementi di criticità del sistema imprese isolano, parcellizzazione, difficoltà nello stare insieme con altre imprese, collaborare, troppe poche persone assunte, e per quale motivo l'assenza di mercato, la non capacità di crescere, o quasi l'accontentarsi in alcuni casi, troppe imprese a carattere familiare che non inseriscono, scardinando l'impresa familiare, che non significa che sia un aspetto negativo l'impresa familiare, ho tanti esempi e potrei citarli di imprese familiari dove sono stati formati figlie e figli che hanno fatto studi all'estero, sono ritornati nell'azienda costruita dal nonno e le hanno fatte brillare di ulteriore luce positiva sfidando altre imprese e conquistando altri mercati. Quindi non è un ragionamento nel dettaglio di ogni singola impresa, ma in molti casi a fronte della necessità di avere alte professionalità si preferisce un familiare senza professionalità da inserire nell'azienda di famiglia perché ha il solo titolo di essere parente. Non è una cosa mia, è una…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Piu. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Grazie Presidente, buonasera alle colleghe e colleghi. Io intervengo perché la proposta di oggi è una proposta importante che va nella giusta direzione, abbiamo avuto già modo di discuterne ampiamente anche in Commissione. Però intervengo perché, secondo me, un elemento centrale della discussione sicuramente è quella della rimodulazione dei 40 milioni e di come sono stati individuati, che credo sia una rimodulazione corretta che vada nella giusta direzione. Quello però che al momento si vede, si legge plasticamente nel presente che viviamo è che noi abbiamo tantissimi fondi all'interno dei bandi, ad esempio quello T3, che non vengono utilizzati. Cioè, mi spiego meglio. Noi abbiamo negli ultimi due anni una richiesta da parte dei privati nel settore turistico di investimenti pari a quasi 20 milioni di euro, cioè investimenti che i privati vogliono fare attraverso il bando di competitività, che l'Assessore conosce ampiamente e conosce benissimo, attraverso delle istruttorie che vengono gestite dalla SFIRS. La SFIRS è controllata dal centro di programmazione e l'assist che io voglio fare all'assessore Fasolino è quello di iniziare a far lavorare chi ancora invece mantiene, continua a mantenere delle pratiche da istruire che negli ultimi due anni non hanno smosso niente. Perché è assurdo che noi oggi votiamo, io voterò ovviamente a favore per questo provvedimento, per la rimodulazione di un fondo rotativo di 40 milioni di euro, come trovo assurdo però che la stessa Regione al suo interno non riesca ad autorizzare pratiche sul fondo T3 che potrebbero sbloccare milioni di euro, e invece quei milioni di euro sono fermi sia nelle aspettative di chi vuole fare l'investimento sia di chi, purtroppo, da quell'investimento potrebbe giovare in termini lavorativi. Se si inizia realmente, Assessore, ad inserire il ragionamento che è stato fatto in questo provvedimento, anche in maniera più pratica nei settori in cui la Regione può fare la differenza con soldi che sono già stati destinati da bandi della precedente amministrazione e che ancora oggi purtroppo non sono istruiti, io credo che la sua autorevole figura, ma soprattutto quella del centro di programmazione, possa finalmente far smuovere chi ha delle pratiche ferme sulla propria scrivania e finalmente dare risposte a degli imprenditori che invece su quel comparto, quello del turismo, vorrebbero investire. Perché è troppo semplice continuare a offrire dei prestiti, dei finanziamenti che, seppure sono agevolati con un piano di ammortamento anche lungo, però sempre di prestiti si tratta, a differenza di quanto invece un privato voglia investire proprie risorse, e lei sa bene di che cosa sto parlando, e che oggi purtroppo a distanza di due anni non ha ancora avuto nessun tipo di risposta. Sono voluto intervenire proprio su questo provvedimento non tanto per fare una denuncia, ma per cercare di portare anche all'attenzione del Consiglio regionale e della sua figura tutti quegli investimenti che invece potrebbero finalmente partire e che consentirebbero a una fetta del turismo grande come quella degli investimenti sull'impresa turistica, potrebbero far giovare alla nostra isola di tanti finanziamenti, ma soprattutto di tanti posti di lavoro, con fondi che non sono fondi, e che devono andare a essere cercati o recuperati chissà da quale capitolo di bilancio. Quindi favorevole al lavoro che è stato fatto, perché anche recuperare da una ricontrattazione dei mutui 20 milioni io credo che sia stata un'ottima mossa, come quella di ricalibrare i fondi sull'artigianato, però cerchiamo anche di fare delle azioni vere, puntuali, perché ci sono tutte quante le possibilità, gli uffici in questo caso, non quelli a cui fa capo lei, ma gli uffici che noi come Organo politico dobbiamo controllare è giusto che inizino a visionare delle pratiche che non possono rimanere all'interno degli uffici chiuse per molto tempo. Grazie.

PRESIDENTE. É iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Non so se utilizzerò tutti i dieci minuti a mia disposizione, però ne voglio utilizzare alcuni per dire, prima di entrare nel merito del provvedimento, quanto sta diventando difficile intervenire all'interno di quest'Aula, e lo dico non per provocazione, tanto meno per polemica, lo dico perché anche il mite preparato onorevole Moriconi ha, in una fase di rabbia, chiesto più attenzione, ed è difficile che quest'Aula si limiti solo ed esclusivamente non al confronto politico, alla dialettica, che ci starebbe anche, ma solo ed esclusivamente alla fase del voto, ossia si ha sempre più fretta di votare un determinato provvedimento, si ha sempre meno preparazione per arrivare ad un confronto tra le diverse parti politiche, e con idee naturalmente differenti. E lo dico anche perché il continuo chiacchiericcio, lo spostarsi da una parte all'altra di tanti consiglieri regionali sta diventando complicato per chi invece vuole svolgere il suo ruolo in maniera seria all'interno di quest'Aula. Da questo punto di vista Presidente le chiederei di adottare un atteggiamento un attimo più severo per permettere a quest'Aula, che è l'Istituzione più alta all'interno della nostra Regione, di avere un dibattito franco, sincero, costruttivo talvolta e anche ostruzionistico quando non si condividono i provvedimenti, però sempre nel rispetto, perché quello che sta succedendo, con i cellulari che suonano, con i chiacchiericci, con gli spostamenti stanno davvero infastidendo troppi consiglieri regionali.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SATTA GIOVANNI ANTONIO

(Segue Eugenio LAI.) Entrando nel merito invece del provvedimento, l'abbiamo già fatto all'interno della terza Commissione consiliare, abbiamo chiesto, in più di un'occasione sia all'Assessore Fasolino, sia al suo Direttore generale di illustrare il provvedimento sul fondo dei fondi, il cosiddetto fondo BEI, questo perché è uno dei provvedimenti più attesi all'esterno di questo Consiglio regionale, si voglia perché si è dato un peso attraverso gli slogan, attraverso anche gli articoli di giornale, attraverso le tante discussioni che si sono fatte in questi mesi, è anche un'aspettativa che deve essere ripagata, e ci auspichiamo che sia ripagata anche in termini di risultati. Però ciò che dicevo in precedenza l'onorevole Moriconi, ossia che è indispensabile una fase di studio sui provvedimenti che si stanno attuando in Sardegna, è fondamentale per riuscire a capire se si stanno sperperando risorse oppure se le risorse che stiamo stanziando vanno a finire, attraverso una leva economica, a migliorare l'economia, a sostenere l'economia, a sostenere quelle imprese e a permettere che quelle determinate attività finanziarie economiche non cessino la propria attività abbassando le serrande. E lo diciamo anche perché, Assessore, ribadendo il principio per cui ci ha portato questa sera a discutere questo provvedimento in Aula con la massima urgenza e con la massima condivisione, perché il tempo non è una variabile indipendente anche questa, il tempo di risposta con cui si mettono insieme le comunicazioni, i bandi e anche le risposte con le quali si permette alle aziende di avere queste risorse all'interno dei propri conti correnti è indispensabile, ossia se noi riusciamo a non perdere più tempo rispetto a quanto ne è già stato perso in precedenza con provvedimenti che sono arrivati in ritardo all'interno di questo Consiglio regionale e che grazie solo alla responsabilità da parte delle opposizioni sono stati approvate all'unanimità, non sono stati chiesti giorni che consentono alle opposizioni di fare le proprie relazioni, noi riusciamo a dare quelle risposte che al di fuori di quest'Aula le imprese e le attività economiche si aspettano, se noi continuiamo a tergiversare, a riempire provvedimenti di burocrazia, a riempire provvedimenti solo di aspettative ma non di risposte, noi rischiamo effettivamente di creare più danni che benefici al mondo economico. E allora per questo le domande che le ho fatto in Commissione qualche giorno fa gliele ripropongo qui all'interno dell'Aula: ad oggi tutti i 200 milioni di euro, ossia i 100 milioni di cofinanziamento della Regione e i 100 milioni che dovrebbe mettere la banca che si è aggiudicata o le banche che si sono aggiudicate il bando per il fondo BEI sono disponibili? Cioè tutti i 200 milioni di euro ad oggi si possono spendere dopo questo provvedimento? Perché questo è un tema indispensabile. Noi sappiamo e condividiamo il fatto che oggi andando ad approvare questo provvedimento questi 40 milioni di euro daranno risposte soprattutto alle grandi aziende, non alle micro e piccole per le quali ci sono già le risorse e si potrebbe già partire con il bando, ma soprattutto alle grandi aziende, però chiediamo che i tempi siano a livello di crisi, ossia a livello di impresa che soffre, non possiamo più attendere che questo provvedimento prima della sua entrata in vigore ci metta ancora più del tempo che ci ha messo per entrare all'interno di quest'Aula. Quindi la domanda è questa Assessore, Assessore Fasolino: l'iter al Comitato di vigilanza è terminato? Se è terminato ha avuto risposta positiva? E se ha avuto risposta positiva, consapevoli del fatto che le opposizioni stanno dimostrando una responsabilità forte nell'approvazione immediata di questo provvedimento, in quanto tempo i bandi vengono pubblicati e si danno le risposte alle imprese? Perché siamo due mesi ormai che si parla del fondo dei fondi, che si parla del fondo BEI addirittura con articoli su quotidiani nazionali, che può essere un esempio che altre regioni d'Italia possono percorrere, e lo è nel momento in cui riesce a dare tempi certi e risposte certe alle imprese, perché troppe volte abbiamo annunciato provvedimenti, sia la scorsa maggioranza, sia questa, che poi nell'economia reale non hanno dato i frutti perché sono arrivati fuori tempo massimo. E l'altro tema l'onorevole; l'onorevole Moriconi è entrato nel merito citando le 34 mila richieste sul fondo perduto, i 72 milioni di euro, io credo che al di là delle contrapposizioni, Assessore, Giunta e Consiglio regionale debbano entrare nel merito dei provvedimenti e dei risultati che si attendono. Ci troviamo di fronte a provvedimenti che entrano in Aula, in Commissione con la vostra richiesta di essere celeri per dare le risposte, senza però un quadro esatto dove si sta intervenendo, non c'è ad oggi un quadro esatto degli interventi che abbiamo messo in campo come Regione, come Governo, come enti locali, cioè, non c'è un coordinamento generale tra i diversi stanziamenti e le diverse risposte, per assurdo rischiamo talvolta, così come sta succedendo anche in altri provvedimenti che ci troveremo a discutere nei prossimi giorni, di vedere programmate risorse verso cui è già intervenuto il Governo, nonostante neanche il Governo sia stato celere nei tempi, risorse verso provvedimenti e azioni che ha già previsto il Governo. Io credo che non si possa perdere neanche un euro delle economie, neanche un euro di denaro pubblico che in questo momento stiamo mettendo in essere, e per fare questo serve questo coordinamento, Assessore, un coordinamento che attraverso i suoi uffici, attraverso i suoi consulenti, attraverso i consulenti della Giunta, attraverso gli esperti della Giunta, deve porre in essere il Presidente, se ci fosse, come dice Massimo Zedda, ma lo chiediamo a lei, perché naturalmente è presente all'interno di quest'Aula, e chiediamo che per avere un quadro esatto e interventi che siano effettivamente produttivi nell'economia dell'Isola c'è bisogno di quella fase di studio, che metta insieme tutti i provvedimenti e sia in grado di dire, "queste risorse si possono togliere da qui perché c'è già questo provvedimento, queste risorse invece servono in quest'altro provvedimento", così come il fondo resisto, aumentare il fondo resisto perché abbiamo bisogno di detassare il mondo del lavoro, di abbattere il costo del lavoro, però questo si può fare solo attraverso una forma di coordinamento che questo Consiglio non è in grado in questo momento di fare perché manca un centro studi, mancano tantissimi elementi, però i consulenti che avete a disposizione come Giunta metteteli a disposizione per attivare uno studio reale, perché qui non si tratta di Destra o Sinistra o Movimento 5 Stelle, qui si tratta di dare risposte all'economia reale, qui si tratta di permettere a quelle aziende di avere quel sussidio che gli consenta di non abbassare le serrande.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente. Signor Assessore, lei è, secondo me, un uomo fortunato: sempre abbronzato, sorridente, dà risposte a tutti, non disdegna, anche lei, di tenere la porta aperta del suo ufficio e devo dire che, quindi, anche noi ci sentiamo, come centrosinistra, fortunati ad avere un Assessore come lei, però la fortuna ogni tanto bisogna anche in qualche modo non metterla in un angolo, bisogna assecondarla, bisogna cogliere quelli che sono gli aspetti positivi di cui un amministratore regionale, soprattutto come è lei, onorevole Fasolino, anche per l'Assessorato che ricopre, in qualche modo deve tener conto. E quando parlo di fortuna dico che in questo momento drammatico di emergenza del Covid-19, che ha visto non soltanto la nostra isola, la nostra nazione, ma tutto il mondo impegnato a trovare soluzioni dal punto di vista medico e anche dal punto di vista sociale, ma soprattutto dal punto di vista economico, è importantissimo e strategico mettere in campo tutte le risorse disponibili quando parliamo di economia, in qualche modo di un'economia che poi riguarda chi deve mangiare, chi deve produrre, chi deve continuare a lavorare. E allora, considerando anche i dati che lei conosce bene di due giorni fa, dell'Istat, che purtroppo registrano per il nostro Paese un meno 11,2 per cento del PIL relativamente al 2020, peggiore di quello che si diceva tre mesi fa, ed è uno dei dati più negativi a livello europeo, evito, per non far tremare i polsi, di dire qual è il dato del PIL regionale, evito, per dire in che situazione ci troviamo, un'azienda su tre rischia di chiudere in Sardegna. Ora, di fronte a questo scenario drammatico, io credo che non sono necessarie né magliette, né bracci di ferro, né continuare una politica sterile contro lo Stato e contro l'Europa, cari colleghi, e dico questo perché quando parlo della fortuna dell'assessore Fasolino dico che il provvedimento di oggi può essere portato in quest'Aula per dare ristoro alle imprese grazie al fatto che la Sardegna e l'Italia stanno in Europa e grazie al fatto che la Sardegna sta in uno Stato che ha permesso di ottenere i 20 milioni attraverso la rinegoziazione dei mutui e attraverso il Fondo dei fondi, che non è altro che una misura messa in campo dalla BEI, che non è la banca di investimenti di Escolca, me ne scuserà il mio Sindaco, ma è un istituto europeo - europeo voglio sottolineare - che ha messo in campo 240 miliardi di euro per permettere agli Stati membri di dare le garanzie a quelle imprese che non possono andare in banca neanche a chiedere un mutuo per un prestito personale, perché non hanno nulla, neanche la casa o il negozio, per dare la garanzia per un prestito personale. E ora la fortuna dell'Assessore, e io sottolineo anche l'intelligenza dell'Assessore, è stata quella di cogliere le opportunità a livello europeo e a livello italiano per metterle a disposizione della nostra Regione, delle nostre imprese, e sapere che in questo momento le bandiere di Pontida è meglio che ritornino in soffitta e si pensi soprattutto alle bandiere europee che sono quelle che ci possono permettere di guardare al futuro e di dare il futuro ai nostri operatori. È per questo, quindi, Assessore, che noi abbiamo dimostrato…

(Interruzioni)

Ho disturbato qualcuno? Io, Presidente, sono stato in silenzio, ascolto tutti…

PRESIDENTE. Vi chiedo un po' di silenzio per cortesia, fate svolgere l'intervento. Mi scusi, onorevole Comandini.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). È per quello che noi, Assessore, abbiamo svolto in tutti i suoi passaggi un'azione, come è stato ricordato dai colleghi, molto responsabile su questo fondo, lo abbiamo fatto dal momento delle Commissioni, lo abbiamo fatto al momento dell'Aula, abbiamo espresso i nostri voti positivi, abbiamo avuto soprattutto, mi scuserà Assessore, pazienza, perché credo che questa sia una virtù da parte dei colleghi del centrosinistra. Abbiamo avuto pazienza perché il Fondo dei fondi inizia il suo percorso esattamente 70 giorni fa - 70 giorni fa! - e 70 giorni in questo periodo di crisi sono un'era geologica. In 70 giorni qualche impresa, qualche bottega rischia di non aprire più la serranda. Quindi abbiamo avuto pazienza, riconosciamo i meriti dell'Assessore, però oggi bisogna correre, Assessore, bisogna correre perché i punti…

Presidente, diventa veramente… allora, io lo dico un'altra volta: noi non vi chiediamo di ascoltarci, ma almeno di avere la buona educazione del silenzio.

PRESIDENTE. Vi chiedo di fare silenzio, l'ho chiesto anche prima. Ha ragione, si sente un brusio in tutta l'Aula. Ha ragione l'onorevole Comandini, mi scusi.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Possiamo anche evitare un confronto democratico in quest'Aula, però noi ci stiamo sforzando in tutti gli elementi di questo Consiglio, dalle Commissioni all'Aula, di portare un contributo, ci stiamo anche sforzando di dare idee. So che le idee sono difficili da cogliere da chi non ne ha, però permetteteci di svolgere questo lavoro. Poi a questo punto daremo un Bignami, daremo qualcosa, però vi prego un attimo fate altro, ecco fate altro, però almeno non chiacchierate.

Allora io credo, Assessore, che alcune questioni che sono emerse, dal senso di responsabilità alla pazienza, sono anche relativamente non all'approvazione di questo disegno di legge, sono ad alcune situazioni che ancora a noi sono oscure, Assessore, perché il bando a cui le imprese dovranno partecipare è un elemento a noi ancora sconosciuto, è ancora un oggetto misterioso. Noi abbiamo fatto sino a questo momento tutte operazioni di carattere finanziario, abbiamo messo a disposizione le risorse, sia nella delibera famosa di 70 giorni fa che nella legge di oggi, quindi abbiamo lavorato per mettere a disposizione risorse, però poi come queste risorse andranno alle imprese almeno questa parte dell'Aula non lo sa. Non lo sa! Allora, Assessore, io credo che sia necessario oggi, oggi le chiedo, avere qualche informazione in più, non solo per noi, ma anche per tutti gli operatori che aspettano fuori, sapere quale può essere l'agibilità di questo fondo, perché il titolo è straordinario, l'opportunità è grande, la cifra è allettante, sino a 800 milioni di euro, però esistono ancora degli elementi di criticità nei confronti di alcune categorie. Assessore, le dicevo prima, l'Europa ha messo a disposizione alla BEI 240 miliardi, altre regioni lo hanno attivato, però l'Europa non è tutta uguale, ci sono regioni più forti al Nord, però ci sono regioni più deboli al Sud e la Sardegna fa parte di queste regioni più deboli, dove alcune imprese avranno difficoltà di superare il filtro delle banche. E allora iniziamo a sfatare anche questa situazione: le banche non si comportano tutte allo stesso modo nei confronti delle imprese. Noi da questa parte abbiamo necessità di capire, a livello di individuazione dei soggetti finanziari che dovranno gestire il fondo, quali sono le garanzie per le imprese che non riescono ad avere la possibilità di avvicinarsi a una banca, non le dico di andare dal settorista, di avvicinarsi a una banca! È quindi fondamentale conoscere che tutto quello che noi stiamo facendo poi sia in qualche modo abbia la possibilità di avere una agibilità e mi riferisco soprattutto al merito di credito. Oggi, lei lo sa meglio di me, ci sono molti, soprattutto nel campo degli artigiani, nel campo del commercio, nel campo del settore turistico, il merito di credito è quello che non permette alle imprese di avere prestiti. Allora queste garanzie sono fondamentali per avere in qualche modo, oltre che un'apertura di credito politico nei suoi confronti, anche un'apertura di credito nei confronti delle imprese. In ultimo, Assessore, lo diceva prima il collega Deriu, lo diceva in maniera sicuramente più precisa, più puntuale del sottoscritto, essendo stato il Presidente della Commissione d'inchiesta sull'artigianato, il cosiddetto "ceto dei coraggiosi", e quindi io credo che, sorride l'assessore Chessa, che si è reso conto probabilmente qualche ora fa li avete scippato 20 milioni di euro, non so con quale cuor leggero si è visto scippare 20 milioni di euro. Assessore, qui c'è danno e beffa, c'è danno e beffa, il danno è che gli artigiani si vedono sottratti di 20 milioni di euro, la beffa, e per quanto abbia avuto anche modo di parlarne qualche minuto fa, la beffa sta nel fatto che il mondo dell'artigianato, sia nella delibera del 29/04 che nel disegno di legge, quel mondo dell'artigianato non viene considerato strategico, non viene considerato strategico, anzi sembrerebbe che è più strategico il mondo della biomedicina, per quanto sia importante, che la bottega, il tessitore di tappeti, l'incisore di legno, tutto quello che è la nostra storia e la cultura. Allora Assessore, io comprendo che l'assessore Chessa si è distratto, io credo che lei, Assessore, le parole hanno un senso, soprattutto quando sono scritte, vedere negli atti di programmazione di questa Giunta che l'artigianato non è strategico per la nostra Isola, è un'offesa, è un'offesa, che non riguarda noi, ma riguarda milioni, migliaia di cittadini che continuano ad aprire la bottega, che non andranno in banca, che non potranno prendere il fondo dei fondi, ma vedranno soltanto il fondo della loro attività che hanno svolto in questi anni in solitudine e silenzio perché voi li state abbandonando.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Mi sembra doveroso, per quanto riguarda questo provvedimento, dire due cose per quanto riguarda la maggioranza. Condivido quasi totalmente l'intervento del collega Comandini, a parte un attimino quando un po' si lascia andare su alcune considerazioni, e proverò a dare anche qualche spiegazione nel merito. E dico che ha ragione, intanto per un fatto molto importante che è la burocrazia degli uffici della nostra Regione, che continuano a non funzionare, le nostre banche, vorrei dire la SFIRS, qualcuno l'ha nominata, che continua a non funzionare al meglio, continua a non funzionare al meglio, le pratiche sono ancora ferme, istruttorie molto lente, non credo che basti solo la bravura dell'Assessore per cercare di sbrigare la mole di pratiche che noi abbiamo ferme nelle varie diciamo non solo banche, ma anche negli Assessorati. Quindi, caro Assessore, lo dico a lei per dirlo anche al Presidente, bisogna cambiare alcune cose, cambiare alcune cose, non certo quello che lei ha fatto perché è stato straordinario, nel senso che io ammetto tutte le considerazioni che sono state fatte in quest'Aula perché ha fatto un grande lavoro, nel senso che questo accordo con la BEI è una cosa innovativa che ci potrebbe aprire, ci aprirà delle procedure che saranno completamente nuove per quanto riguarda questa Regione, quindi ben venga e questo lo dobbiamo all'Assessore, ma anche alla Commissione che ha lavorato bene, maggioranza e opposizione, perché quando nei momenti di crisi, quando ci sono dei momenti importanti dove dobbiamo restare uniti, abbiamo dimostrato che sappiamo fare cose importanti. Non è assolutamente così come è stato descritto, è vero che i 20 milioni arrivano ed erano destinati all'artigianato, ma non è stato uno scippo, così come dice il mio collega e amico Deriu, è pur vero che in questa relazione posso dire che è scritta un po' così, quando si dice che non è un settore strategico. Io lo cancellerei questo passaggio, lo cancellerei. Però possiamo dire una cosa, che fino ad avantieri sapete quanti soldi ci mettevamo, artigianato e commercio? 4 milioni signori, 4, non noi, voi, 4. E sapete quanti ne abbiamo lasciato? 2 per il commercio. Quindi la distrazione famosa dei fondi, sono 2 milioni, che è sempre grave la cosa, quindi prendiamo l'impegno di dire assolutamente: "Non è che non è strategico, lo è eccome strategico". E non è un messaggio che devemanco passare, quello di dire che è un settore che noi dobbiamo e ci possiamo permettere di tralasciare, assolutamente non è così e non sarà così. Quindi il fatto che all'assessore Chessa, come dice qualcuno, gli hanno scippato i soldi senza dire mezza parola, è naturale che era concordato, ma sappiamo benissimo che abbiamo un impegno, noi come maggioranza in fase di programmazione del nuovo bilancio che quelle somme le dobbiamo rimettere, e come si dice, anche con gli interessi. Quindi, burocrazia, perfettamente d'accordo, però signori miei, uno strumento che oggi, in una situazione drammatica come questa, l'ha detto bene il collega Comandini, il fatto di poter dare alle piccole e medie imprese 800 mila euro con 24 mesi di preammortamento e quindici anni di tempo a restituire quelle somme a tasso zero, io credo che questo sia un intervento innovativo. Magari non è quel fondo perduto che voi più volte avete comunque sollecitato, ma vi vorrei anche ricordare il ritardo di questo provvedimento, come il DL numero 162, deriva dal fatto che comunque noi abbiamo dovuto aspettare i provvedimenti che lo Stato avrebbe dovuto mettere in campo e non sto criticando lo Stato, ci mancherebbe altro, per cercare di fare interventi complementari, dove non arrivava lo Stato, abbiamo provato ad arrivarci noi come Regione. Quindi ecco, non voglio giustificare il ritardo perché anche noi abbiamo le nostre colpe, però dico è uno strumento molto importante, l'Assessore ha fatto un grande lavoro, ora bisogna dargli gambe. Perché, Assessore, io l'altro giorno ho avuto modo di verificare quello che sta succedendo per quanto riguarda il marmo bond e non solo il marmo, granito e sughero, i comparti produttivi di quest'isola.

Siamo ancora in alto mare, Assessore, io ho chiesto informazioni, certo non dipende da lei, e posso garantirle che non sono stato molto tenero, perché chi non funziona bisogna avere il coraggio anche di cambiare. Chi non funziona, cioè ci sono le imprese che stanno aspettando, quindi chi se la sente va bene, chi non è capace deve tornare a casa.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io devo dire che ogni qual volta ho l'opportunità di intervenire o di ascoltare gli interventi che vengono fatti in questo Consiglio, nascono delle grandi opportunità per il futuro, vengono fuori molte idee, molte riflessioni importanti, molte considerazioni che reputo fondamentali per scrivere il futuro della nostra Isola, e in passato molti interventi sono stati fondamentali per poter scrivere alcune delle pagine positive. Io per quanto riguarda questo provvedimento vorrei ringraziare i componenti delle Commissioni, i componenti in particolare della terza Commissione, in particolare il Presidente della stessa Commissione, l'onorevole De Giorgi, per il lavoro che è stato fatto, ma vorrei ringraziare il lavoro fatto anche dall'opposizione, perché se oggi noi siamo qui e stiamo discutendo questo provvedimento in questi tempi, è grazie al fatto che l'opposizione, da quando c'è stata questa emergenza, ha sempre cercato di dare un supporto e di collaborare con la maggioranza. E i risultati sono a volte provvedimenti positivi, non per il centrodestra, non per il centrosinistra, ma sono provvedimenti positivi a prescindere, e allora questa è la strada che noi dobbiamo cercare di intraprendere, la strada che dobbiamo cercare di continuare a percorrere per portare degli ottimi risultati all'economia della nostra Isola. E veramente tanti sarebbero gli interventi positivi sul quale vale veramente la pena fare una grande riflessione, a parte quella dell'onorevole Comandini che mi reputa molto fortunato, e apprezzo. Però, io vorrei partire proprio da lei quando dice che in questo momento bisogna, utilizzo un termine anche forte, sfruttare l'Europa, forse è arrivato il momento di prendere l'iniziativa e di utilizzare al meglio il nostro ruolo all'interno dell'Europa. E questa è un'opportunità che non possiamo assolutamente non prende, ma non è che non possiamo non prendere per noi, non ce lo possiamo permettere per quei dati che proprio lei e alcuni colleghi hanno evidenziato che attraversa l'economia della nostra isola, quei dati che sono emersi e che emergono ogni volta, lo ricordava l'onorevole Zedda Massimo, che vengono fuori, che è una crisi strutturale da parte delle imprese sarde, dovute probabilmente anche a un problema culturale del sistema impresa, e che dovremo tenerne conto per disegnare il futuro dopo che abbiamo passato questo momento di crisi emergenziale dovuta al Covid. Allora è un momento che dobbiamo assolutamente utilizzare, dobbiamo utilizzare l'Europa, utilizzare le risorse che l'Europa mette in campo per far ripartire la nostra economia. E siamo stati la prima Regione d'Italia a utilizzare questo strumento e questo è sicuramente positivo, da qui dobbiamo partire però, perché questo come dicevate anche voi deve essere un punto di partenza.

Vorrei solo rispondere ad alcune considerazioni fatte dall'onorevole Deriu, a cui in parte ha già risposto l'onorevole Mula. Però vorrei anche fare una precisazione sulla relazione, perché la relazione non recita che il comparto dell'artigianato non è un comparto strategico, ma dice completamente il contrario, dice quando parliamo dei 20 milioni, "I restanti 20 milioni sono assicurati attraverso la rimodulazione dell'intervento a favore delle imprese artigiane previsto con la legge di stabilità. Le valutazioni effettuate in sede di approvazione della legge di stabilità sono state effettuate in un contesto economico e sociale completamente diverso, fino all'approvazione della manovra in Giunta avvenuta a dicembre, si è deciso di finanziare il comparto artigiano ritenuto strategico per la Sardegna. Dopo la crisi epidemiologica sono cambiate le priorità di intervento, non si ritiene più strategico indirizzare un ammontare così consistente di risorse esclusivamente a un unico comparto", ma spiego la motivazione, perché quel provvedimento era un provvedimento per un anno solare, un provvedimento per dodici mesi, noi oggi siamo a causa della crisi arrivati a metà dell'anno, quindi non avremmo mai potuto spendere tutte quelle risorse per il comparto artigiano e avremmo rischiato di dover fare una variazione e utilizzare queste risorse nell'anno venturo, allora abbiamo detto utilizziamole per uno strumento che consente anche al mondo artigiano di avere liquidità, perché considerate che l'importo che noi avevamo previsto, cioè i 40 milioni, è un importo che non si vedeva da vent'anni, è un importo che considerava e che dava l'opportunità al mondo artigiano di avere un fondo perduto del 40 per cento, quindi è un provvedimento che dava forza al mondo artigiano, oggi lasciare quell'importo avrebbe voluto dire che gli artigiani avrebbero dovuto avere le risorse per il restante 60 per cento, in questa condizione di crisi che stiamo attraversando abbiamo detto dividiamo le opportunità, diamo a una parte l'opportunità di avere un fondo perduto pari al 40 per cento, ma diamo a chi invece nel mondo artigiano non ha le risorse l'opportunità di avere liquidità. Quindi, assolutamente, non voleva essere da parte della Giunta e allo stesso tempo anche delle Commissioni, del Consiglio, non voleva dare un significato nel quale il mondo artigiano non è più strategico all'economia di quest'isola, ma al contrario, il mondo artigiano è talmente strategico che dobbiamo dare l'opportunità di avere anche la liquidità, non soltanto il fondo perduto, e quindi abbiamo inserito anche gli artigiani all'interno del fondo dei fondi.

Io penso che questo provvedimento, come avete detto voi, sia un provvedimento importante, l'onorevole Mula ha spiegato anche alcuni aspetti fondamentali, 25 per cento del fatturato, 24 mesi preammortamento, quindici vent'anni con per la maggior parte interessi zero, o quantomeno fino alla quota di 800 mila euro, che non vuol dire che non ci saranno gli interessi, ma vuol dire che gli interessi saranno pagati dalla Regione Sardegna. Sono state chieste alcune spiegazioni su quello che è il provvedimento, il provvedimento è quello che abbiamo annunciato nella Commissione, quindi la possibilità di un accesso al credito molto più semplice da parte delle imprese, perché il rischio è preso in carico dalla Regione Sardegna, in quanto le risorse sono della Regione Sardegna, quindi non è una garanzia, le risorse sono nostre, quindi c'è la possibilità di avere un rischio azionario che nel mondo bancario non si era mai visto, e la possibilità anche di un merito creditizio bassissimo. Cioè con la possibilità di arrivare a vent'anni ci sarà l'opportunità di avere un credito meritizio veramente risicato, e ripeto con un rischio azionario che nel mondo bancario non si era visto. Quindi un provvedimento che darà l'opportunità di far ripartire una parte della nostra economia, però qua ci dobbiamo inserire per fare quelle valutazioni che l'onorevole Comandini e che l'onorevole Moriconi insieme all'Onorevole Lai hanno annunciato, dobbiamo cercare di capire qual è lo scenario che oggi noi ci troviamo davanti, qual è la situazione dopo i provvedimenti nazionali, dopo i provvedimenti regionali, dopo una parte emergenziale…. quindi qual è lo scenario che noi ci troviamo di fronte in base a tutti i provvedimenti che abbiamo messo in campo, in base anche a quella che viene chiamata la legge quadro, e all'interno di questo scenario dobbiamo obbligatoriamente capire anche che spazio possono avere le proposte fatte dall'opposizione. Io ho avuto l'opportunità di parlarne con lei, onorevole Moriconi, perché è quello che più spesso anche in Commissione, anche perché rappresenta con il ruolo di Vicepresidente l'opposizione, ha prospettato alcune di queste soluzioni, ecco secondo me è arrivato il momento magari di sedersi e capire, in uno scenario come quello che stiamo vivendo, di portare avanti un provvedimento che possa comprendere alcune considerazioni importanti come una parte di fondo perduto che venivano prevalentemente dall'opposizione e che secondo noi in quel momento ancora non erano percorribili. Quindi io penso, e vorrei concludere con questo, io penso che il lavoro che si sta facendo, e il lavoro che questo Consiglio regionale sta facendo per affrontare questa emergenza sia un lavoro importante, sia un lavoro che potrà essere preso come esempio però siamo solo nella prima fase, se vorremo veramente scrivere una storia positiva per la nostra economia e vorremo essere ricordati come quelli che hanno in un momento di difficoltà tirato fuori il meglio da se stessi e dal ruolo che ricoprono, dobbiamo continuare su questa strada, non farci condizionare da quelle sirene negative, perché il risultato che noi dobbiamo portare avanti che è quello dell'economia della Sardegna è molto più importante rispetto a quello della maglietta che indossiamo.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore, dichiaro chiusa la discussione generale e metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

LAI EUGENIO (LEU). Dico subito che il nostro voto sarà positivo, però, Assessore, in alcuni tratti il suo intervento oggi non mi ha convinto, glielo dico con la stessa stima di sempre. Non mi ha convinto perché si è soffermato sul giustificare il fatto che state togliendo risorse dal mondo dell'artigianato con il fatto che ci sono stati ritardi, che non sono sicuramente imputabili a questo Consiglio regionale ma se ci sono stati ritardi sono imputabili alla Giunta e agli Uffici, sul fatto che avete deciso di togliere queste risorse perché le reputate meno importanti in quel settore rispetto ad altri, e allora la domanda è quella sempre principe di questa discussione di oggi: in base a che cosa avete reputato che queste risorse nel mondo dell'artigianato sono meno importanti rispetto a quelle sul fondo BEI; è questo il tema, su quale studio si è basato il suo ragionamento, su quale relazione economica si è basato il suo ragionamento per togliere queste risorse al mondo dell'artigianato? Non è un attacco ma è una considerazione, perché fuori da qui giustificare il fatto che state togliendo 20 milioni di euro o 40 milioni di euro al mondo dell'artigianato perché reputate più importante darlo sotto forma di mutuo… e oltretutto sull'accesso al credito, Assessore, rimane sempre il merito creditizio che, nonostante sia basso per i 100 milioni di euro che metterà a correre la Regione, non è detto che sia lo stesso per i 100 milioni di euro che metterà a correre la BEI, oppure la banca, e su questo non è entrato nel merito, sulle considerazioni che abbiamo fatto un po' tutti come Gruppi di opposizione non ci ha dato risposte sul tempo che ci impiegherà per pubblicare questi bandi, sul fatto se le risorse ad oggi sono tutte spendibili, non solo queste che stiamo togliendo al mondo dell'artigianato, sul fatto, insomma, che ci sia una certezza per l'impresa e l'imprenditore di beneficiare di questi fondi in tempi che siano umani, considerata la crisi attuale.

Assessore, lei si è soffermato più sulla polemica dei fondi dell'artigianato che sul merito del provvedimento. Noi lo conosciamo, e voteremo a favore, perché io credo che una sua precisazione su questi temi sia indispensabile per convincere anche gli altri colleghi.

PRESIDENTE. No, Assessore, io farei intervenire prima l'onorevole Deriu e l'onorevole Satta, dopo in conclusione le do la replica della replica.

DERIU ROBERTO (LEU). Io rinuncio per ascoltare l'Assessore.

PRESIDENTE. Ah, perfetto. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo scusa se magari non sono stato abbastanza chiaro e quindi se mi sono soffermato sulla risposta, che comunque ritenevo molto importante, al mondo degli artigiani. Tornando alla questione degli artigiani, lei mi ha detto che non ho spiegato, ho spiegato: non saremmo mai riusciti a spendere quelle risorse nel tempo che rimaneva, quindi sarebbero andate in economia e le avremmo dovute riutilizzare nel 2021, allora io dico, siccome il provvedimento che noi stiamo mettendo in campo è un provvedimento importante ad ampio respiro per una diversa tipologia di aziende, utilizziamo parte di queste risorse, alle quali potranno partecipare anche gli artigiani, e i 20 milioni magari li rimetteremo nell'anno successivo. Quindi ho spiegato che era solo una questione di tempo la strategicità, non altro, quindi chiedo scusa se magari non ero stato abbastanza chiaro

per questo.

Sull'importanza del provvedimento, siccome di questo provvedimento più volte ne abbiamo parlato in Commissione e in diverse Commissioni forse ho dato per scontato che si conoscesse l'importanza dello stesso provvedimento, ma soprattutto anche della variazione che oggi stiamo portando, perché la variazione che stiamo portando oggi dei 40 milioni serve per le grandi imprese, perché le grandi imprese non possono essere finanziate con i fondi POR e allora avevamo la necessità di utilizzare risorse regionali per poter finanziare anche le grandi imprese. Quindi abbiamo fatto questa variazione di bilancio, dove abbiamo preso le risorse oltre che dagli artigiani dal risparmio che abbiamo ottenuto con la trattativa con Cassa depositi e prestiti per i mutui, e abbiamo utilizzato 20 milioni di quei risparmi più 20 milioni degli artigiani.

Per quanto riguarda la tempistica, il tempo è fondamentale e probabilmente avremmo potuto anche arrivare in Aula un po' prima, io dico che gli Uffici, devo essere onesto, gli Uffici in questo caso, la Commissione in questo caso hanno lavorato in maniera molto veloce per poter portare questo provvedimento il prima possibile; siamo in una fase fondamentale, abbiamo attivato le procedure d'urgenza anche per avere tutte le risposte concrete e, siccome avevamo l'opportunità per poter portare avanti l'iter con BEI, di poter utilizzare soltanto il 25 per cento delle risorse e siccome quelle le avevamo già nell'asse in precedenza abbiamo potuto portare avanti tutto l'iter e siamo alle battute finali, dove la settimana prossima la BEI firmerà il contratto con le banche e successivamente si potranno presentare le richieste ed erogare le risorse.

Io mi auguro che questo provvedimento non basti, perché vorrà dire che siamo riusciti ad arrivare veramente a tutti quelli che facevano le richieste, ed è per questo che vi dico già che ci stiamo attivando per trovare ulteriori risorse da potere inserire all'interno di questo bando per poter allargare ancora la platea, per fare in modo che non rimangano aziende fuori da queste richieste.

PRESIDENTE. Grazie, assessore Fasolino.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Io a differenza di qualche collega in quest'Aula ho ascoltato veramente con grande attenzione sia la relazione del Presidente della Commissione terza, che ringrazio, e con molta più attenzione per alcuni dati, non per il valore, della relazione che ha presentato l'onorevole Moriconi, che a mio avviso ha portato all'attenzione di questo Consiglio un elemento fondamentale, che è la valutazione del provvedimento.

Io rilevo in questo DL anche un elemento magari di valutazione che deve essere ulteriormente approfondito da parte di questo Consiglio, alla luce anche di tutte quelle riflessioni che ha fatto l'onorevole Moriconi, ma anche nella risposta dell'Assessore alla programmazione, e mi riferisco alla fase attuativa. Lei lo sa benissimo, Assessore, che il beneficio di questo provvedimento lo si valuta nel momento in cui arriva alla pancia di quell'impresa; allora, la delibera di Giunta nella quale si elaborano quelli che sono i criteri è fondamentale, quindi nella tempistica e nell'individuazione del beneficiario.

Nella proposta di legge, così come è stato fatto nel provvedimento della 162 in Commissione, noi abbiamo inserito nell'articolato e nella norma la possibilità che dopo l'approvazione della delibera…

PRESIDENTE. Eh no guardi ho già praticamente dato la possibilità a fare la replica della replica consentendo… eh ho capito però il Regolamento va rispettato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Io devo dire che intervengo, condivido molto la replica dell'Assessore, sono d'accordo con lui che il rischio a carico della Regione sarà una garanzia per quanto riguarda tutte quelle imprese. Però mi rivolgo a lei, Assessore, soprattutto chiedendogli la cortesia di togliersi giacca, cravatta, camicia e di mettersi il grembiule da artigiano. Perché? Perché c'è una necessità, Assessore, lei qua mette camicia e giacca fa i provvedimenti, approviamo le leggi, ci dice che, e noi la crediamo, che tutto funziona, però poi quando lei trasmette alcuni provvedimenti anche della Giunta nei confronti dei suoi Uffici, io credo che lei debba rimettere il grembiule da artigiano, perché quello che lei ci ha detto che abbiamo chiesto noi, è già previsto in una delibera di Giunta la 19/15 del 10 aprile, quando si danno tutta una serie di indicazioni per sveltire tutte le azioni della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. E lei sa meglio di me che tutte quelle indicazioni che noi condividiamo atte a semplificare la procedura amministrativa attraverso il quale le aziende e le imprese possano avere le risorse sono totalmente inadeguate, totalmente in attuate. Faccio due esempi, le faccio, l'anticipazione dell'80 per cento su quello che sono i bandi T 1,2,3,4 che permetterebbero alle imprese artigiane, se parliamo di artigiani, di avere l'80 per cento delle risorse a disposizione attraverso fideiussione, quindi concessi attraverso fideiussione, da parte degli Uffici sono totalmente inevase. Allora, Assessore, io credo come lei che in quest'Aula tutti siamo sulla stessa strada per cercare di velocizzare, però qualche suo apprendista non ha ancora capito che deve fare il lavoro che dice l'artigiano, non deve uscire dal tema. Allora la invito, così come le chiediamo oggi sul fondo BEI di rivedere il rapporto di collaborazione che c'è nella sua bottega, altrimenti le sedie della sua bottega escono con tre gambe e le sedie che escono con tre gambe rischiano di far cadere le persone.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Franco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Semplicemente prima di votare l'ordine del giorno, chiedo cinque minuti di sospensione, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, mi rivolgo in particolar modo all'assessore Fasolino e all'assessore Zedda… scusate… grazie Presidente, mi rivolgo dicevo in particolar modo all'assessore Zedda e all'assessore Fasolino nel riprendere il ragionamento di prima, io vorrei chiedere loro se il fatto di non accorpare le elezioni della Senato collegio senatoriale di Sassari, Collegio di Sassari le elezioni, a carattere nazionale altri referendum con le elezioni comunali che comporterà una spesa di 9 milioni di euro, a fronte del fatto che per trovare 9 milioni di euro bisogna fare i salti mortali, per dare questa possibilità, per dare questa possibilità a voi tutti di poter poi spendere a beneficio dei sardi. E siccome l'assessore Zedda ha individuato nel progetto di legge 162 5 milioni di euro per le persone in difficoltà economica a fronte del coronavirus, io vorrei capire se possiamo permetterci di buttare 9 milioni di euro, per un calcolo che non si capisce da dove nasca, perché c'è chi sostiene la tesi che non si possa fare campagna elettorale ad agosto, no invece in piena pandemia si fa una campagna elettorale favolosa, con le piazze piene con incontri, strette di mano è una di una facilità incredibile. Noi rischiamo di buttare 9 milioni di euro per una corbelleria che non sarebbe mai concepibile in una fase economica drammatica come questa. È una cosa che grida vendetta! Buttare 9 milioni di euro per non si capisce quale motivo!

PRESIDENTE. Fatelo concludere sta giustificando il proprio voto, prego concluda onorevole Zedda.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Anche perché se stiamo parlando non ha capito perché non ha seguito ovviamente il collega Capogruppo della Lega, cosa che fa sistematicamente.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, lei continui senza riferirsi ai suoi colleghi, grazie.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Io vorrei capire se stiamo parlando di risorse parliamo di risorse a beneficio delle imprese sarde e dei sardi, visto che abbiamo dovuto raschiare il fondo del barile delle casse della Regione per trovare 20 milioni di euro in rimodulazione e altre risorse, se è argomento attinente o meno il fatto di buttarne 9, per aver indicato date differenti per lo svolgimento di tornate elettorali che potevano essere serenamente accorpate

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, ha venti secondi per dire se è contrario o favorevole.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ho terminato, avendo anche negato e contraddetto e andando contro le disposizioni del Comitato scientifico nazionale e regionale che invitava l'accorpamento per non avere ulteriori assembramenti in date differenti. Il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Stara per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

STARA FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, per esprimere il voto favorevole. Però io volevo capire un pochino da parte dell'Assessore, si è spostato, con quale criterio vengono erogati i soldi e se i soldi vengono erogati solo alle società che hanno sia la sede legale, sia la sede operativa in Sardegna, questo è un punto importante per capire un pochino la dinamica, perché i criteri non li conosciamo, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, era prenotato prima dell'intervento dell'Assessore comunque può essere utile sottolineare un aspetto, oltre il fatto che le coperture sono le stesse individuate né più né meno quando più di due mesi fa sono state individuate nel provvedimento approvato dalla Giunta, erano coperture individuate nella fretta, perché si pensava a un provvedimento capace di arrivare in Aula in poche settimane, il mio voto sarà favorevole ovviamente al passaggio agli articoli e al voto finale dello stesso, però ci tengo a precisare questo. Ebbene forse avendo chiaro un iter un po' più lungo, quindi dall'annuncio del Presidente a oggi sono passati tre mesi, ci sarebbe stato il tempo per una seria revisione della spesa atta a recuperare i 60 milioni di euro non nei macrocapitoli utili ma nei tanti capitoli in cui magari la spesa poteva essere giustificabile prima di una pandemia ma allo stato attuale delle cose appare totalmente ingiustificata e forse oggi invece sarebbe necessario concentrare la spesa nei capitoli realmente indispensabili a tener su le imprese sarde in grave crisi. Lo dico perché anche in futuro analizzeremo dei provvedimenti anticrisi, senza però una seria revisione del bilancio sarà complicato trovare le coperture. Oggi il problema sono i fondi degli artigiani e quelli di Lavoras che stiamo utilizzando ugualmente come coperture finanziarie di un testo ugualmente anticrisi, domani saranno sicuramente altri capitoli ugualmente importanti per l'economia della Sardegna. Il secondo punto riguarda il fatto che il comma 3 affidi a una delibera di Giunta da approvare entro dieci giorni l'iter che porterà poi queste risorse effettivamente nelle casse delle imprese che attendono. Io credo che anche durante questa fase il Consiglio non possa che essere coinvolto, non c'è in legge, e mi dispiace perché ci sarebbe potuto essere il ricorso a un parere o anche semplicemente una trasmissione alla Commissione competente, però ritengo che li passi la differenza tra un provvedimento buono e apprezzato da tutti che funziona e un provvedimento invece che magari finisce per non essere efficace come potrebbe essere. Per cui anche nel resto della discussione che ci separa dal voto finale io credo che sarebbe interessante anche capire meglio come i criteri, le modalità, le specifiche tecniche di attuazione andranno poi tradotte. In queste ore…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Grazie, Presidente, per annunciare il voto forse scontatamente favorevole da parte del Gruppo Misto a questo provvedimento, ma anche per rilevare l'importanza che ha ritrovarsi su questo tipo di provvedimenti. Non vi è, visto e considerato che siamo arrivati primi in Italia a utilizzare questo strumento, una prassi con cui confrontarlo. Il problema di chi arriva prima degli altri è che non ha benchmarking, che non ha punti di riferimento sull'efficacia di una misura, però il fatto di essere arrivati primi significa essere stati tempestivi nell'individuare in questa una misura possente di aiuto alle imprese, perché chi ha confidenza con il mondo dell'impresa sa che un'importante liquidità, con un ammortamento così strutturato e un tasso di interesse inesistente, rappresenta una possibilità di ripresa o di sviluppo, perché ricordiamoci che noi non abbiamo soltanto imprese da sostenere nella difficoltà, abbiamo molte imprese da sostenere nell'espansione, perché ricordiamoci che abbiamo anche imprese capaci di essere forti e leader nel mercato, in un mercato che offre alle aziende l'opportunità di crescere anche rispetto alla situazione pre-Covid. Questo è un punto sul quale dobbiamo continuare a lavorare, e credo che le misure che nei giorni prossimi andremo ad affrontare e che si innestano non sull'aspetto finanziario, ma sul metabolismo dell'azienda, soprattutto quello fatto di incasso e pagamento, possano ancora rappresentare un plus e soprattutto un vantaggio competitivo di chi opera in una Regione che è arrivata prima rispetto alle altre, che è arrivata prima rispetto al resto d'Italia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierluigi Saiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Grazie, signor Presidente. Se io volessi rovinare il clima di quest'Aula, parlerei dei provvedimenti del Governo che per le imprese non sono arrivati; se io volessi rovinare il clima in quest'Aula, racconterei delle conferenze stampa che il Presidente del Consiglio dei Ministri, durante l'emergenza Covid, ha tenuto promettendo miliardi di euro alle imprese parlando di potenza di fuoco e poi rimanendo prigioniero della sua vanità. Ma io non voglio rovinare il clima del dibattito in quest'Aula, e quindi non parlerò delle cose che il Governo nazionale non ha fatto, degli aiuti alle imprese che sono stati promessi e che non sono arrivati, e parlerò invece come rappresentante di questa assemblea che oggi sta discutendo una variazione di bilancio, sta discutendo una variazione da 40 milioni di euro che si aggiungono ai 60 milioni che sono già stati trovati e che determina, attraverso l'effetto moltiplicatore che ci ha spiegato molto bene l'Assessore, un intervento da 200 milioni di euro per le imprese sarde. Ora, al netto di tutto quello che si sarebbe potuto fare, sarebbe bastato leggere i giornali di oggi per vedere come il dato peggiore in Europa sul PIL della crisi Covid è quello italiano. Di fronte a questo scenario noi dobbiamo avere il senso di responsabilità anche in quest'aula di affrontare il tema con serietà senza cedere alla tentazione di fare polemiche. E allora, lo dico ai colleghi della minoranza, ci sarebbe piaciuto dare 400 milioni alle imprese, ci sarebbe piaciuto dare un miliardo a fondo perduto alle imprese, ci sarebbe piaciuto che il Governo nazionale finanziasse queste nostre splendide iniziative, e invece abbiamo a che fare con un provvedimento finanziato solo con i soldi della Regione Sardegna, solo con i soldi del bilancio regionale sardo, rispetto al quale possono essere fatte tutte le critiche che volete, ma così come è stato per i diritti alle famiglie e così come sarà col disegno di legge numero 162, le imprese sarde, questo Governo regionale e questo Consiglio regionale le stanno aiutando solo con i soldi del bilancio regionale sardo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Anche da parte nostra per annunciare il voto favorevole del Gruppo dei Riformatori, noi non siamo intervenuti nella discussione generale, ma abbiamo avuto occasione già in sede di discussione nella Commissione competente di fare il nostro plauso all'Assessore della programmazione e a tutto il suo staff, e anche al Centro regionale di programmazione, per aver esplorato e portato a definizione questo accordo con la Banca europea per gli investimenti, che io credo potrà fare da battistrada e credo che stia già facendo da battistrada anche per le altre regioni. Un sistema innovativo di reperire risorse, che non sono gratis naturalmente, che però rappresentano una iniezione di liquidità importante per il nostro sistema. Resta sullo sfondo, Assessore, il tema che è stato affacciato da diversi colleghi e che io condivido, di fare in modo che queste risorse arrivino effettivamente a destinazione, perché la macchina regionale soprattutto in queste circostanze si presenta non come un motore, ma come un freno nei confronti dell'apparato produttivo sardo, anche quando vengono destinate risorse importanti come queste. Per cui l'incubo che una massa così ingente di risorse venga vanificato non tanto dalla burocrazia, Assessore, perché i maggiori produttori di burocrazia siedono in questo Consiglio regionale quando scrivono norme malfatte, ma spesso nella indolenza e nella incompetenza di chi fa male il proprio lavoro. Su questo, Assessore, noi possiamo vigilare e dobbiamo vigilare efficacemente per fare in modo che chi prende lo stipendio per dover fare determinate cose le faccia bene e tempestivamente, perché in caso contrario non è giustificata la sua presenza in quel posto di lavoro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Al netto delle contrapposizioni politiche e partitiche che qualcuno in quest'Aula vuole sollevare anche dal punto di vista istituzionale tra Governo centrale e Governo regionale, io riprenderei invece le parole dell'Assessore, ovvero quelle della possibilità di un'occasione, di un'occasione che certamente può essere un'occasione, come è stato detto in precedenza, di ripresa e di sviluppo, ma nel condividere pienamente la relazione di minoranza proprio sul fatto dell'analisi che è un'analisi che è venuta un po' a mancare, su questo vorrei porre alcune questioni. Non ho sentito parlare, non ho sentito nessuno porsi il problema di chi sta soffrendo di più realmente in questa crisi, e a mio avviso sono i giovani e sono le donne. È chiaro che noi dobbiamo assolutamente guardare anche in questa direzione e non lasciare nessuno indietro e far sì che soprattutto in Sardegna non ci siano delle esclusioni, inoltre è chiaro che noi dobbiamo cercare di migliorarci dal punto di vista digitale e tecnologico. Un'impresa, chiaro che se si vuole parlare di sviluppo noi dobbiamo puntare su quella che sarà la transizione digitale, e su questo dobbiamo mettere grande forza, anche perché le nostre imprese oggi lavoreranno sempre di più in termini digitali. Inoltre, una cosa che è venuta a mancare ancora è quella legata alle politiche giovanili, l'emigrazione, i giovani, i nostri giovani sardi che sono partiti e che oggi vogliono ritornare possono ritornare anche a seguito di quella che è stata l'emergenza sanitaria, come si possono rapportare in un'Isola che guarda verso il futuro, a queste domande dobbiamo provare a dare una risposta e lo dobbiamo fare assolutamente in termini costruttivi e senza, ripeto, lasciare nessuno indietro, ma per fare questo è necessaria un idea di Sardegna e onestamente io non sto leggendo un'idea chiara di Sardegna e una volontà di portare a sistema, in maniera strategica, una serie di interventi, vedo ancora delle misure puntuali e spero che questo possa essere sicuramente portato avanti in maniera più forte, perché è sulla base della strategia e dell'idea che si vuole portare avanti che in un momento in cui si possono sfruttare le occasioni bisogna assolutamente sfruttarle nel miglior modo possibile e non lasciar correre quei treni che possono passare oggi ma che domani probabilmente potrebbero non passare. Quindi guardiamo all'Europa come un'occasione, ma cerchiamo di capire quale occasione vogliamo dare noi alla Sardegna e al territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fausto Piga per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIGA FAUSTO (FdI). Grazie, Presidente. Intervengo Per annunciare a nome del Gruppo di Fratelli d'Italia il voto favorevole al provvedimento e poi per cogliere anche l'occasione per complimentarci con l'assessore Fasolino, un provvedimento che è atteso dal sistema produttivo della Sardegna e va nella direzione auspicata già da tempo, quella di aiutare le nostre imprese a rimanere aperte e questo provvedimento, che da iniezione di liquidità al sistema produttivo, va sicuramente in questa direzione, un provvedimento importante che potrà fare anche da apripista a livello nazionale, visto appunto questo accordo BEI che mette in campo 200 milioni di euro e che noi speriamo possano arrivare quanto prima nelle casse delle nostre attività produttive. La regione Sardegna ha fatto tanto, sta facendo tanto, è una situazione di emergenza, di assoluta gravità, a volte può sembrare anche che la Sardegna non stia facendo abbastanza, ma vi assicuro che fare di più non è assolutamente scontato e non è assolutamente facile, come appunto a volte si crede di far passare. Il lavoro della Regione è un lavoro in sinergia con il Governo, un lavoro complementare, stiamo cercando quotidianamente di intensificare il lavoro appunto della Regione laddove il Governo magari non ci riesce abbastanza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÉ ALMA (M5S). Grazie, Presidente. Se volessi rovinare il clima di unione e di condivisione che stiamo vivendo in questo momento in questo Consiglio regionale ricorderei a qualcuno che il proprio leader ha scelto il Presidente del Consiglio del Governo e che ha portato avanti insieme al Presidente del Consiglio del Governo, quello che è stato un Governo di circa un anno e mezzo e che poi lo stesso leader ha abbandonato rifugiandosi da un'altra parte, ma che è stato sostenuto questo Presidente dallo stesso leader di questo Partito, ma siccome stiamo vivendo un momento che non, davvero, viviamo quasi mai in questo Consiglio regionale, ed è quello di unione e di spirito di collaborazione, noi non faremo polemica, ed è per questo motivo, Assessore, che noi voteremo a favore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Cocciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Grazie, Presidente, grazie per la parola, un saluto a lei, alla Giunta e a tutti i colleghi consiglieri. Ringraziamo l'assessore Fasolino per il grande lavoro che ha svolto fino adesso, insieme all'Assessore Zedda, entrambi gli Assessori di Forza Italia, ma vi ringrazio soprattutto perché avete avuto un cuore molto grande per dedicare tantissimi giorni, tantissimi mesi a quella che è la soluzione di questo problema. Con tante difficoltà, con tante problematiche ci siamo messi a lavorare da subito, nel periodo del Covid, e questa è la seconda sequenza, il secondo intervento di aiuti che vengono erogati all'interno della Regione Sardegna ad assoluta indipendenza, nel senso che sono iniziative nostre, della Regione, dopo quelle erogate alle famiglie attraverso i bonus ci sono anche quelle erogate attraverso l'intervento della Regione, se avessimo aspettato sicuramente le forze di Governo saremmo rimasti ancora imboscati, fra virgolette, in quelli che sono i meandri della natura senza avere altri risultati, perché tantissime iniziative ancora non sono mai state erogate e riconosciute, addirittura in maniera poco sincera e poco pulita hanno cercato in qualche maniera di accusarci per il mancato arrivo dalla cassa integrazione oppure altro, però la verità viene sempre a galla perché le bugie hanno le gambe corte. Grazie ai miei Assessori di Forza Italia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie, Presidente. È sempre difficile intervenire a livello emotivo dopo l'onorevole Cocciu, mi commuove sempre un po'. Io non volevo intervenire adesso, intervengo perché l'onorevole Saiu una volta tanto ha detto quello che penso io: in politica, soprattutto nelle conferenze stampa, si promette sempre tanto, forse il Presidente del Consiglio Conte ha promesso cose che non ha mantenuto, è successo anche a qualcun altro che ha promesso di portare il prezzo del latte a un euro in 48 ore, di abbattere, eliminare le accise in 100 giorni di Governo, e quindi ci può stare, ci sta tutto. I fondi non sono solo fondi regionali sono in gran parte fondi europei, quindi questo bisogna dirlo, questo non toglie il mio grande apprezzamento verso l'assessore Fasolino, noi tanto siamo convinti della bontà di questo provvedimento che siamo stati noi a chiedere che fosse inserito immediatamente nei lavori d'Aula. Io avrei fatto qualcosa di più rispetto al fondo perduto, perché non mi convince molto il discorso del merito creditizio rispetto a quello che vorrebbe la Regione e rispetto a quello che potranno fare le banche, perché davvero questo provvedimento sta creando tantissimi aspettative e noi tutti, io credo tutti ci auguriamo che quelle aspettative vengano rispettate, perché davvero sarebbe un insuccesso di tutti, perché la volontà nostra altro è se davvero non si arrivasse al cuore del problema, e il cuore del problema sono quelle persone che tutti abbiamo citato, lo diciamo sempre e io lo ripeto sino alla fine, gli ultimi, gli esclusi, quelli che hanno subito più danni da questa emergenza, per cui io davvero mi auguro con tutto il cuore che si arrivi al punto di caduta, e che il punto di caduta possa essere quello che ci siamo prefissi con questo provvedimento di legge, che è stato possibile realizzare grazie alla buona volontà e alla grande disponibilità di tutti, non mi risulta che da parte di questa minoranza qualcuno abbia fatto saltare qualche Commissione perché l'Assessore aveva il telefono scarico e non poteva rispondere a qualche telefonata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie, Presidente, mi spiace non essere riuscito a partecipare maggiormente a questo dibattito, altri impegni mi hanno tenuto fuori dal Consiglio stasera. Intervengo perché ispirato, innanzitutto per dichiarare il mio voto favorevole, come ha anche anticipato la mia Capogruppo Desirè Manca, e anche per fare una osservazione, che nel momento in cui non si ha un contributo di fatto da dare a una discussione si cerca sempre di attirare le ire dei partecipanti così da avere un minimo di considerazione, ed è quello che è appena successo dalla parte alla mia sinistra dell'emiciclo questa sera. Tanti soldi sono stati promessi, a tutti i livelli istituzionali, pochi ne sono arrivati dalla Regione, stanno arrivando i soldi dallo Stato, arriveranno, lo auspico e lo spero, i soldi anche da parte della Regione Sardegna, perché questi soldi colleghi li stiamo mettendo a disposizione oggi ma non sono ancora arrivati a nessuno, su 100 milioni, 200 con l'effetto moltiplicatore, 20 sono i fondi regionali che abbiamo anche tolto al finanziamento di un'altra categoria, difatti abbiamo qui un ordine del giorno sul quale poi ci esprimeremo anche noi favorevoli, 20 altri vengono da una rinegoziazione dei mutui fatta con Cassa depositi e prestiti, che se non sbaglio è un Ente che fa capo al Governo nazionale, e poi tutto il resto sono fondi europei, quindi diciamo che magari qualche riconoscimento in più allo Stato italiano e all'Europa, in questo caso, deve essere. Io sono generazione Erasmus, come non essere un europeista, certo, magari con qualche correttivo, ma questo magari è un discorso che affronteremo in un momento successivo. Ribadisco il mio voto favorevole e l'auspicio costruttivo, come costruttivo è stato l'atteggiamento da parte di tutte le opposizioni nel dibattito e nella discussione relativa a questo provvedimento che, come hanno detto i miei colleghi, è arrivato più di due mesi fa, ripeto l'auspicio affinché i fondi messi a disposizione con questa legge vengano erogati quanto prima nei tempi più brevi possibile, quindi, agli imprenditori sardi, alle partite IVA, a tutti coloro che ne saranno beneficiari e che ne hanno sicuramente tanto bisogno, ora più che mai.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Cera per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CERA EMANUELE (FI). Velocissimo Presidente, la ringrazio. Intanto per significare che il provvedimento, così come ha detto il Presidente, è stato esitato favorevolmente da tutti i componenti della Terza Commissione, quindi già questo dovrebbe creare le condizioni per manifestare piena e totale approvazione verso il disegno di legge oggi in discussione. Lo ha fatto il mio Capogruppo, voglio rafforzarlo nella parte relativa ai ringraziamenti e soprattutto sottolineare il grande senso di responsabilità da parte dell'assessore Fasolino nel portare avanti un provvedimento che va a sostenere un'altra serie di linee di intervento che la Giunta regionale, anche soprattutto in relazione all'impegno dell'assessore Zedda, sta mettendo in campo. Un altro particolare che vorrei sottolineare è quello relativo alla parte finanziaria del disegno di legge. Lo ha detto il collega Mula: non c'è assolutamente un disimpegno nei confronti della…

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cera, mi perdoni. C'è veramente un brusio insopportabile. Peraltro queste cose capitano quando interviene l'onorevole Cera e sembra quasi un complotto nei suoi confronti da parte mia…

CERA EMANUELE (FI). Secondo me lo è!

PRESIDENTE. …ma le assicuro che non ho organizzato niente. Perciò concluda, le do anche trenta secondi in più.

CERA EMANUELE (FI). Grazie Presidente, finalmente ho lei dalla mia parte. Dicevo la parte finanziaria del provvedimento, quella relativa alla variazione al bilancio sul capitolo destinato agli artigiani, sa bene l'assessore Chessa che questo filone della nostra economia non può e non deve essere assolutamente sottovalutato. L'impegno politico di questa maggioranza è tale e tanto da aver stanziato, così come diceva il Capogruppo del PSd'Az, cinque volte tanto rispetto a quello che veniva finanziato negli ultimi anni, quindi credo che la volontà politica sia espressa totalmente. L'auspicio piuttosto è quello, così come hanno rappresentato diversi colleghi, che si vada spediti. L'ho detto e lo ribadisco, le emergenze vanno assolutamente affrontate con provvedimenti celeri, non possiamo bloccarci nei bandi e allungare i tempi, e soprattutto nella parte relativa…

PRESIDENTE. Onorevole Cocciu! Onorevole Cocciu, sta intervenendo il suo collega di partito Cera. Prego.

CERA EMANUELE (FI). Finisco Presidente. Dicevo non bisogna tardare molto sui bandi e ancor meno sull'istruttoria delle istanze che verranno presentate. Finisco anche perché il voto favorevole è stato preannunciato dal Capogruppo Cocciu. È stato assolutamente portato avanti … e ringrazio per l'impegno profuso sia l'assessore Fasolino che l'assessore Zedda.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 1.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Valerio De Giorgi, relatore di maggioranza.

DE GIORGI VALERIO (MISTO), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

ZEDDA ALESSANDRA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Favorevole.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Ribadisco quello che dicevo prima in merito ai fondi che verranno utilizzati per quanto riguarda lo spostamento delle date, quindi non aver voluto far combaciare le date delle elezioni, 9 milioni di euro. Il finanziamento per il sistema aeroportuale sardo in continuità territoriale ammonta all'incirca a 45 milioni di euro, cioè 9 milioni di euro sono un quarto, poco meno, dell'importo complessivo che consente ai sardi di spostarsi e poter viaggiare e ai turisti, quelli allontanati grazie alle follie diffuse per mesi sui passaporti sanitari, di poter raggiungere la Sardegna. 9 milioni di euro. 9 milioni di euro è una cifra superiore di molto a quel che riceve tutto il settore dello spettacolo, 9 milioni di euro è una cifra superiore a quel che riceve parte importante del sistema delle attività produttive, 9 milioni di euro ci servirebbero per tutt'altro e non per moltiplicare le occasioni di incontro tra le persone col rischio di contagio semplicemente per non voler trovare una data singola.

L'altro aspetto è, invece, quello sul provvedimento, e cioè non si è colta e non si sta cogliendo l'occasione per rimuovere quegli ostacoli e, badate bene, anche l'altra analisi contenuta nella relazione tecnico-finanziaria indica con molta chiarezza l'aspetto legato al fatto che, per quanto siano numericamente consistenti le imprese, il nanismo delle imprese, l'incapacità di stare insieme è offuscata dal numero complessivo delle imprese, ma emerge se leghiamo quel numero al fatturato, tant'è vero che nella relazione compare immediatamente che a fronte di un fatturato complessivo di 27 miliardi di euro, ben 17 miliardi sono il fatturato delle prime 100 imprese, e sappiamo bene che poi al primo posto c'è la SARAS che stacca di molto, con diversi miliardi, la seconda impresa che è un gruppo che si occupa, Nonna Isa, che ha al suo interno la CASAR, eccetera eccetera, che pesa per un altro miliardo.

Quindi di questi 17 miliardi, pochi sono gli imprenditori che compongono questa platea, pochissimi sono coloro che partecipano in termini di fatturato a quell'ingente risorsa. Noi dovremmo cogliere queste occasioni per cercare di risolvere alcuni di questi problemi, anche mettendo una quota di quelle risorse come incentivo ed elemento incentivante per andare nella direzione di accorpare, cioè mettersi insieme magari per riempire un container e per iniziare la prima volta esportazioni a fronte invece dell'incapacità per la piccola dimensione delle imprese, l'incapacità di dialogo, di poter comporre quel container e poter per la prima volta affacciarsi sul mercato estero. Non lo dico per tutto, ci mancherebbe, non è che chi non fa così lo abbandoniamo, ma mettere un elemento incentivante potrebbe scatenare quella scintilla e che poi potrebbe generare quella fiammella per poter sminare alcuni di questi elementi che da sempre caratterizzano in negativo il sistema imprenditoriale, che ha solo bisogno forse di un'indicazione, della direttrice, del percorso che dobbiamo segnare noi perché in solitudine alcuni non ce la fanno trovare a trovare la luce che li può condurre verso questi obiettivi più alti. Così come forse anche nell'ambito dell'artigianato, è stato citato, sapete voi perché molte imprese non salgono sopra il numero, imprese artigiane, e rimangono nel settore artigiano pur potendo fare il salto nel settore industria? Perché il numero di addetti è nove, e temono il superamento di quel numero per non incappare in tutti quei sistemi di vincoli, lacci e laccioli che paragonano la grande impresa, la grande intrapresa economica e industriale a coloro che hanno dieci dipendenti. Varrebbe la pena usare anche queste brecce aperta finalmente nell'austerity dell'Europa e nelle regole e nelle norme europee, anche per intervenire con procedimenti, con leggi, norme innovative per cercare di determinare incentivi perché queste imprese possano crescere, nella debolezza dell'oggi costruire una maggior forza e radicamento per il futuro.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cesare Moriconi. Ne ha facoltà.

MORICONI CESARE (PD). Brevemente, perché questo articolo tratta la norma finanziaria, cioè lo sforzo che la Regione compie per trovare le risorse da mettere a disposizione ai fini delle misure che sono individuate, anzi che poi alla fine la Giunta regionale, con propria deliberazione, andrà a definire sulla base dei criteri e delle modalità che riterrà. Però qui l'articolo 2 dice con quali soldi, ed è opportuno esprimere, anche se brevemente, l'espressione di approvazione perché poi alla fine votiamo l'articolo e votiamo le risorse che sono state individuate.

Nella discussione generale, i colleghi che sono intervenuti, soprattutto da parte della opposizione, hanno provato a rappresentare il significato di risorsa, della quantità delle risorse e hanno provato ad inserire, come spunto di riflessione non polemico, l'importanza di andare ad attingere utilizzando tutti gli strumenti possibili e immaginabili, e siccome non sono argomenti di carattere polemico e neppure provocatorio, hanno messo in campo anche la riflessione sulle misure che l'Unione europea ha offerto a tutti i Paesi membri dell'Unione, compreso l'Italia, compreso la Sardegna che è parte in causa, siamo interessati, forze politiche d'accordo, forze politiche contrarie, però non aveva alcuno spirito polemico. Perché lo dico questo? Perché io non credo che sia corretto approcciare ad un dibattito di questo tipo, minacciando di rovinare il clima della discussione di un'Aula che invece si è confrontata in maniera molto corretta.

Perché non è esatto dire che il lavoro che si sta facendo lo si sta facendo solo attraverso l'utilizzo delle risorse del bilancio regionale, e perché nel contributo che noi abbiamo provato ad offrire, abbiamo provato a stimolare la riflessione che riguarda la discussione di oggi, ma anche la discussione dei temi che ci riguarderanno i prossimi giorni, per dire che coordinare le misure significa utilizzare meglio le risorse. Abbiamo detto, leggendo gli articoli di ANSA, le informazioni di ANSA, abbiamo detto che 34.000 sono le richieste sul fondo perduto, ecco, noi avevamo detto semplicemente che non è sbagliato fare una verifica delle ricadute dei benefici del decreto rilancio, che non è una misura astratta, non è un provvedimento astratto, è un provvedimento che ha le ricadute che stanno nelle cifre che sono state messe a disposizione anche dai media qualche ora fa e che non erano a disposizione del Consiglio. Per dire che al fondo perduto, a cui si stanno rivolgendo le 34 mila imprese, che diventeranno di più, si aggiungono le altre misure che sono nel decreto rilancio e che non risolvono tutti i problemi, ma dire che non ci sono, l'esenzione IRAP sul saldo del 2019, la prima rata è del 2020, significa tapparsi gli occhi e non provare a coordinare quelle ricadute che non risolvono tutti i problemi, però concorrono alla risoluzione di una parte dei problemi, almeno. Che l'esenzione della prima rata dell'IMU non è qualcosa di astratto, ma è una misura che è prevista all'interno di quel provvedimento, che il credito d'imposta sul canone di locazione non è una cosa astratta, ma è una misura che incide, su quali imprese noi ci siamo chiesti, in che misura ci siamo chiesti, che cosa resta scoperto nel sistema delle imprese, e credo sia un fatto corretto, non provocatorio e neppure con spirito polemico sostenere ciò. E anche sul credito di imposta che riguarda l'adeguamento dei locali sulle misure Covid, così come sui processi di sanificazione, così come sulla riduzione degli oneri delle bollette. Voglio dire, alla fine io mi chiedo: "Ma è così sbagliato provare a compiere uno sforzo per coordinare le poche risorse che sono nella disponibilità del nostro bilancio, al fine di spenderle meglio per evitare che magari le stesse imprese beneficino in modo stratificato e fare in modo che altre imprese invece beneficino, visto che rischiano di restarne escluse? Noi pensiamo di no, e non lo diciamo né con spirito polemico, né con spirito provocatorio, lo diciamo perché a noi sta a cuore la risoluzione di questo problema, è per questo che noi speriamo, votando questa norma all'interno di questo provvedimento, di rafforzare un messaggio che inviamo nuovamente alla Giunta ma all'intero Consiglio perché aiuti, non tanto il Consiglio nel proprio confronto, ma le imprese sarde a venirne fuori il più possibile da questa situazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'articolo 3.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'allegato 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato 1, così come modificato dall'emendamento 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

L'onorevole Mula aveva chiesto, prima della votazione dell'ordine del giorno presentato dall'onorevole Comandini, una sospensione.

Il Consiglio è sospeso per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 19, viene ripresa alle ore 19 e 22.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula, abbiamo fatto una sospensione per consentire una specificazione dell'ordine del giorno rispetto alla quale può far sintesi il presentatore, onorevole Comandini.

Ha facoltà di parlare il consigliere Giampietro Comandini.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Volevo ringraziare i colleghi dell'Aula, la Giunta in quanto abbiamo avuto la possibilità durante la discussione del disegno di legge che riguarda il finanziamento del fondo BEI anche di fare un focus importante per quanto riguarda l'artigianato; focus che riteniamo tutti quanti strategico in quest'Aula, e lo abbiamo dimostrato sia nel dibattito che nelle programmazioni passate. Per cui proponiamo un ordine del giorno con un emendamento orale, in cui la premessa rimane la stessa, che sono le misure previste dal fondo BEI, in cui impegniamo il Presidente della Regione - e qui c'è l'emendamento orale che poi consegnerò agli Uffici - "di continuare a intensificare la strategia a favore del settore dell'artigianato, così come già programmato nella legge di stabilità 2020" - in cui avevamo inserito i 40 milioni - e nei disegni di legge approvati dalla Giunta". Questa ci pare una sintesi a nostro avviso perfetta, democratica, che in qualche modo continua ad impegnare la Giunta con atti a favore di un settore che tutti quanti riteniamo strategico.

Grazie, onorevole Comandini, non ci sono opposizioni all'emendamento orale.

COCCO DANIELE (LEU). Chiedo che si aggiunga la mia firma, dell'onorevole Lai e dell'onorevole Deriu.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, anche i componenti del mio Gruppo chiedono di aggiungere la loro firma all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, potrei chiedere il parere della Giunta sull'ordine del giorno, perché nella confusione non abbiamo capito.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la Vicepresidente della Giunta.

ZEDDA ALESSANDRA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Così come è formulato il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Scusate, l'ordine del giorno sarà a firma di tutti i Gruppi.

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo ora alla votazione finale del disegno di legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 171.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del documento: "CORECOM. Programma delle attività per l'anno 2020. (Trasmissione ai sensi dell'articolo 14, comma 2, della legge regionale 28 luglio 2008, n. 11) Misure per il sostegno al sistema"

(6/XVI/A) e approvazione di ordine del giorno.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione del documento: "CORECOM. Programma delle attività per l'anno 2020. (Trasmissione ai sensi dell'articolo 14, comma 2, della legge regionale 28 luglio 2008, n. 11) Misure per il sostegno al sistema" (6/XVI/A).

Ha facoltà di parlare il consigliere Alfonso Marras, relatore.

MARRAS ALFONSO, relatore. La seconda Commissione nella seduta del 19 maggio 2020 ha licenziato ai sensi dell'articolo 14 della legge regionale del 2008 numero 11, il programma di attività del Corecom per l'anno 2020 e ne ha disposto la trasmissione all'Assemblea. L'approvazione del documento da parte della Commissione è intervenuta successivamente a quella del bilancio interno del Consiglio che ha già destinato la somma complessiva da destinare al Corecom, e quindi tale passaggio si rende necessario comunque al fine di garantire l'erogazione degli importi all'organismo. Sempre la seconda Commissione nella seduta del 19 maggio ha provveduto ad effettuare l'audizione del Comitato per comprendere appieno le richieste e le esigenze avanzate, ha quindi deciso di confermare per lo svolgimento dell'attività del 2020 quanto già stanziato nel bilancio interno del Consiglio, pari a 220.000 euro, a fronte di una richiesta avanzata di 315 mila euro. Quindi si è provveduto a una rimodulazione delle voci, però lo stesso Corecom ha evidenziato come alcuni capitoli di spesa andassero rimodulati e per questo abbiamo presentato un emendamento, che di fatto riallinea sempre per quell'importo le stesse voci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Noi non riusciamo, Presidente, a rovinare il clima in quest'Aula, proprio non riusciamo, ce la mettiamo tutta, e devo dire che io voterò a favore dell'ordine del giorno, Presidente, però ricordo a lei che è anche Presidente della seconda Commissione che se ci sono da fare delle modifiche ad atti di programmazione che ha in carico una Commissione, io avrei preferito che quelle modifiche fossero discusse nella Commissione che ha come oggetto quello che ha in carico. Quindi, se la seconda Commissione ha in carico la verifica della documentazione del Corecom, sarebbe stato molto più corretto che il Presidente fosse venuto in seconda Commissione per approvare in maniera unitaria con tutti i componenti le modifiche che ci vengono proposte con un ordine del giorno. Questo è il percorso che noi abbiamo sempre mantenuto, oggi invece ci troviamo l'illustrazione del documento del Corecom e poi l'approvazione di modifiche allo stesso documento che non passano attraverso la Commissione ma attraverso un ordine del giorno che propone lo stesso Presidente. Questo, presidente Pais, non mi sembra il percorso normale, mi sembra che le Commissioni… ci sono anche le minoranze perché possano essere discusse tutte le modifiche, non vorrei Presidente che questo diventi prassi!

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, ho capito benissimo però devo mettere in votazione l'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). C'è un emendamento che è stato presentato al DOC prima dell'approvazione dell'ordine del giorno, che è l'emendamento fatto dal Presidente che modifica le disposizioni finanziarie.

PRESIDENTE. Allora, l'ordine del giorno recepisce l'emendamento presentato, quindi lo mettiamo in votazione, però era giusto approfondire il tema per la correttezza anche dei lavori, chi è favorevole? Votazione palese!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 2, CORECOM.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è aggiornata a domani alle 10.

La seduta è tolta, buonasera a tutti.

La seduta è tolta alle ore 19 e 32.

Aumenta dimensioni caratteri
Alto contrasto