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Resoconto della seduta n. 63 del 03/07/2020

LXIII Seduta

Venerdì 3 luglio 2020

Presidenza del Presidente Michele PAIS

Indi

del Vicepresidente Giampietro COMANDINI

Indi

del Presidente Michele PAIS

Indi

Del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

Indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 15 e 22.

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 9 giugno 2020 (57), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Domenico Gallus, Piero Maieli, Pietro Moro, Mario Mundula, Gianluigi Piano, Aldo Salaris, Giovanni Antonio Satta e Stefano Tunis hanno chiesto congedo per la seduta del 3 luglio 2020.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 475 e 520.

(Risposta scritta pervenuta il 1° luglio 2020).

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge Mula - Giagoni - Mura - Sechi - Salaris - Cocciu - Caredda: Modifiche alla legge regionale 20 dicembre 2019, n. 22 (Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2019 (Proroga di termini)) e norme di interpretazione autentica del Piano

paesaggistico regionale (153/A - parte seconda).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge numero 153/A.

Siamo arrivati alla votazione dell'emendamento numero 1028, che è stato votato. Quindi passiamo all'emendamento numero 1008.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente. Intanto per ringraziare tutti i colleghi per lo sforzo che si sta effettuando in questi giorni, chi per un motivo, chi per un altro. L'emendamento all'emendamento numero 694 in discussione, ovvero l'emendamento numero 1008, è un soppressivo parziale: "Il comma 1 dell'articolo 2 è soppresso". Questo è il testo dell'emendamento.

Intanto io vorrei fare alcune precisazioni in merito all'emendamento numero 694. Considerato il fatto che questo emendamento non è nient'altro che la riproposizione plastica di quanto è stato già scritto all'interno della proposta di legge che stiamo esaminando, ovvero la 153 parte seconda, in effetti sono rimasta un po' perplessa. Ieri poi era abbastanza tardi, quindi eravamo anche tutti un po' stanchi, però effettivamente il comma 1 e il comma 2 con questo emendamento vengono accorpati in un unico comma, il comma 2 della legge emendato è praticamente identico, infatti cita i beni e fa proprio riferimento alla fascia costiera di cui all'articolo 17, comma 3, lettera a) delle norme tecniche di attuazione del PPR, eccetera, b) i beni identitari di cui all'articolo 2, comma… eccetera, e c) le zone agricole e l'edificato. Insomma una parte rimane completamente uguale, infatti ieri ponevo il problema e dicevo: ma siamo sicuri che questo sia un sostitutivo? Perché effettivamente è completamente uguale la seconda parte, ovvero il comma 2, e la prima parte, invece, che riguardava il comma 1 è soltanto stata, in gergo possiamo dire, shakerata, cioè nel senso che sono state cambiate le disposizioni delle parole, ma effettivamente il contenuto è identico. Per cui per noi questo emendamento è da ritenersi bocciato perché è identico e continuiamo a ripetere quello che abbiamo detto fino a ieri, ovvero che per noi il Piano paesaggistico regionale non ha bisogno, non c'è alcuna necessità di essere interpretato…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Continuiamo con la discussione degli emendamenti, ma siamo passati agli emendamenti sull'emendamento. Io sono neo eletto di questa Assemblea, almeno la prima legislatura, quindi questo modo di affrontare comunque è un bagaglio, perché un emendamento all'emendamento è stato fatto proprio per togliere dei nostri emendamenti alla discussione, ma questo dimostra anche le intenzioni della maggioranza, nel senso che già la proposta di legge nasce con lo scopo di parlare di strade quando in realtà non è il tema delle strade, ma il tema è quello del Piano paesaggistico regionale, cioè il PPR, e quindi con questi mezzi si sta facendo questo gioco, ma è lecito e quindi ci stiamo e noi partecipiamo e ringrazio appunto i colleghi del gruppo dei Progressisti per questo loro emendamento all'emendamento appunto soppressivo, che mi trova favorevole e quindi sicuramente darò il mio voto favorevole, verde, perché il tema è l'ambiente, cioè il tema della natura che è troppo importante e non si può banalizzare, sintetizzare così velocemente e con tanta superficialità. Cerchiamo invece di discutere in maniera ampia come stiamo facendo, anzi è un'occasione per affrontare i tanti problemi che la Sardegna merita di trattare. Con questo emendamento secondo me possiamo risolvere qualche problema a una legge che non ci troverà mai d'accordo perché è fatta con lo scopo appunto di togliere il verde dalla Sardegna e renderla grigia, un grigio che a me non piace, e quindi dobbiamo assolutamente dare voto favorevole.

Io son convinto che la maggioranza recepirà questo intento perché anche loro, una parte della maggioranza ha il colore verde come il simbolo della loro appartenenza politica, quindi sono sicuro che troverò nel tabellone il colore verde.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Inauguriamo questa nuova sessione con l'emendamento all'emendamento presentato dai nostri colleghi Progressisti, ovvia la presentazione di questo emendamento all'emendamento, dato che l'emendamento della maggioranza è un semplice accorpamento di due commi in uno, con l'unico evidente intento ostruzionistico di impedire alla minoranza di discutere gli emendamenti che aveva presentato sulla prima proposta di legge, quella che prevedeva due articoli, è ovvio quindi che questo accorpamento non può modificare di un millimetro i concetti che questa maggioranza vuole portare avanti e di conseguenza noi non ci muoviamo di un millimetro dalle nostre posizioni, e proponiamo un emendamento soppressivo per anzi darvi la possibilità di approvarvi soltanto quella che è la vostra vera volontà perché ce l'avete gridato, detto in tanti in queste ore, sia ai microfoni e sulle televisioni che sui giornali e anche qua che è quello di realizzare i due assi viari Sassari-Alghero, completarlo e realizzare l'Olbia - Arzachena, che è un sogno che in Gallura inseguono da tempo. Quindi in questo modo vi diamo la possibilità con questa soppressione di vedere realizzati i vostri sogni che purtroppo avete sbagliato a voler inseguire con questo éscamotage che noi ovviamente combattiamo. Anche noi siamo per la realizzazione delle due strade, lo sappiamo, l'abbiamo detto anche noi ai microfoni, nelle televisioni, sui giornali e in quest'Aula più volte e quindi penso che questo sia l'emendamento fondamentale che vi dia una mano decisiva per arrivare ai vostri veri obiettivi, obiettivi veramente condivisibili, plausibili e per i quali vi applaudiamo perché effettivamente dimostrano la vostra volontà di addivenire ad un intervento deciso per quanto riguarda la realizzazione di arterie fondamentali per lo sviluppo socio economico del Nord Sardegna, due arterie che aspettiamo da decenni e che finalmente con questa soppressione potranno essere realizzate, anche se magari prima arriverà il parere favorevole del Consiglio dei Ministri che sarà una pietra tombale su questa vostra sciagurata proposta.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA ALMA DESIRE' (M5S). Siamo rientrati, siamo ritornati e continuiamo i discorsi che abbiamo lasciato ieri notte, abbiamo anche oggi tutta la sera, tutta la notte a disposizione e parliamo di un emendamento. Parliamo di questo emendamento soppressivo, un emendamento portato da voi con l'unico scopo di accorpare due articoli, unico scopo avente naturalmente la riduzione della tempistica della discussione di questa proposta di legge che continuiamo a dire essere assolutamente oscena. Oscena ma non per il tentativo di cercare di portare avanti, l'abbiamo detto, quello che era la proroga del Piano Casa che è stata portata avanti, siamo finalmente riusciti a scorporare questi articoli, per cui avete riportato, oserei anche dire prepotentemente, questa volontà di continuare a cercare di rendere legittimo quello che per noi è veramente illegittimo, cioè quello di dare la possibilità a chi vuole di costruire e cementificare nelle nostre coste. Questo per noi è assolutamente inaccettabile, l'ho dichiarato, l'ho detto anche in questi giorni, Assessore, per noi è incredibile che poi lei possa permettere, possa consentire che questo veramente possa succedere nel nostro territorio, da chi come lei dice di amare fortemente la nostra terra e di amare fortemente il nostro territorio. Ve lo dicevo anche ieri, noi ci saremmo aspettati che lei proponesse un piano di rilancio, più che altro per cercare di trovare uno sviluppo economico, sociale e culturale che magari potesse partire dall'interno, dalle zone interne del nostro territorio per rilanciare, questo era uno dei vostri obiettivi, rilanciare il territorio e la cultura sarda.

Però secondo me non si può fare dando la possibilità anche alle multinazionali di poter arrivare in Sardegna e di fatto cementificare, e di fatto usurpare, e di fatto violentare, nel vero senso della parola, il nostro territorio e le nostre coste. Quindi noi continuiamo questa lotta, questa battaglia, aspettando da lei magari qualche parola, qualche frase diversa rispetto a questi due giorni di mutismo quasi selettivo, direbbe un…

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). … non sia una persona di estrema simpatia, gli vogliamo tutti bene, da qualche sera ancora di più e continueremo a volergliene, soprattutto se deciderà di esprimere parere positivo a questo emendamento.

Questo emendamento soppressivo non è e io non lo chiamerei tanto emendamento canguro, ma emendamento pantera, per rendere onore al collega onorevole Deriu che ha scritto anche un libro sulla famosa pantera di Bultei, perché questo emendamento di fatto si è mangiato una serie di altri emendamenti come fossero agnellini inermi che pascolavano e brucavano l'erba per tornare alla rappresentazione che ci ha fatto l'altro giorno l'Assessore in sardo parlando di pastori erranti. Rileggendo l'emendamento pantera, io lo chiamerò così d'ora in poi, il comma a), lo dicevo ieri, non vi siete fatti mancare niente, fascia costiera, beni identitari, edificato in zona agricola, io direi anche 300 metri oltre la battigia, così potremo costruire anche le palafitte, magari le potremo fare in legno, quindi non parleremo più di malta o cemento, però sicuramente renderemo più apprezzabile questo articolo 2 che poi di fatto è il cuore di tutta la legge. Noi continuiamo a chiedervi sommessamente, con l'affetto che vi abbiamo dimostrato, di rinunciare a questi due commi e di andare ad approvare il terzo e il quarto, per fare quelle due opere che voi, come tutti noi, vorremmo che riprendessero immediatamente come lavori per essere definitivamente completate. Credo che gli altri due articoli non ci azzecchino proprio niente con quello che volete fare, se questo davvero avreste voluto fare, però lei mi ha detto, Assessore, anzi non me l'ha detto però me l'ha fatto capire, quello che volete fare non è quello che è scritto nella legge o meglio volete fare questo che è scritto nella legge ma non ce lo volete dire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Io devo dire che voi ci avete provato, ci avete presentato un emendamento molto grande che contiene delle cose piccole e quindi questo emendamento molto grande che contiene delle cose piccole, che ha il ruolo e la funzione di emendamento pantera, si è mangiato tutti gli altri emendamenti, però nel contenuto, nella sostanza, nelle parole scritte, in qualche modo c'è tutto quello che volete fare, Assessore, cioè l'attacco violento nei confronti di quello che è il patrimonio più importante della nostra Isola. Anche leggendo nella fittezza delle righe, quello che è in qualche modo la mancanza di una copianificazione dei beni identitari, dell'agro, della fascia costiera, è scritto con chiarezza, è scritto con molta chiarezza, così come è scritto con molta chiarezza che voi in qualche modo volete, attraverso questo emendamento, avere le mani libere nei confronti di una pianificazione che non è più congiunta con altri enti, ma è una pianificazione che dovrà avvenire soltanto in quegli uffici aperti che lei ha detto quando ha parlato in sardo con tanta enfasi. Io ho sempre la porta aperta, gli uffici son sempre aperti e noi crediamo che è giusto che siano così, però quando si parla di territorio, quando si tratta di pianificazioni, i soggetti principali sono le comunità, sono tutti gli organi che devono svolgere un'azione di controllo per la verifica e il rispetto di quelle che sono anche norme sovra regionali. Allora, quando parliamo di fascia costiera, lo sappiamo benissimo, è una delle zone più delicate, una delle zone in cui bisogna mantenere ulteriormente con maggiore attenzione quello che è l'equilibrio dell'habitat naturale, il che non significa di non poter costruire un carico antropico, però proprio perché è una delle zone più delicate, che deve mantenere quella che è la caratteristica e l'integrità di essere una risorsa strategica, fondamentale per lo sviluppo sostenibile, non può essere relegata alle autorizzazioni di un ufficio, a una valutazione dell'ufficio. Noi l'abbiamo vista, e purtroppo è stato anche un errore che casualmente adesso vi vede a fianco, Assessore del turismo e Assessore dell'urbanistica, il caso Castiadas. L'abbiamo visto cosa succede quando andate da soli in giro per i Comuni a dire che si possono fare le cose, che poi in qualche modo poi trovate il vostro Presidente che dice: "Fermi tutti, evitate di fare sciocchezze e quindi in qualche modo vi evita di fare figuracce." Noi vogliamo, perché vi vogliamo bene, vi vogliamo bene, che voi continuate non ad andare in giro da soli, perché andando in giro da soli, poi la dimostrazione è quello che è accaduto a…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Ieri, parlando di paesaggio, probabilmente abbiamo dato l'impressione di avere una visione forse un po' troppo romantica, abbiamo parlato di bellezze naturali, di rispetto dei panorami e forse, ripeto, ne abbiamo fatto un quadro eccessivamente romantico. Invece la situazione è molto più preoccupante, molto più concreta di quanto possiamo immaginare. Per questo è necessaria una pianificazione urbanistica e ancora di più una copianificazione, proprio per garantire l'interesse pubblico che è quello di un uso ordinato e razionale dei suoli. Ma anche la pianificazione e una copianificazione ci dà garanzie di una tutela dell'ambiente e anche di quel paesaggio che è urbano. Lo dico perché ieri sembrava, a me stessa prima che ad altri, che stessimo parlando di paesaggio senza immaginare quello che si delinea o che noi delineiamo nelle nostre città, nei nostri centri urbani. Ma ci sono, oltre quello del rispetto di un ordinato utilizzo del suolo, ci sono anche altri interessi pubblici, per esempio quello di un assennato ma anche conveniente, in termini dico anche economici, anche di occupabilità e di lavoro, del patrimonio edilizio esistente. Come dire, non c'è bisogno, e lo dicevo anche ieri, che per sostenere il comparto dell'imprenditoria edilizia si debba per forza costruire ancora ex novo, è davvero sufficiente che in un'ottica davvero di rispetto dell'ambiente e anche di sostenibilità del nostro ambiente, per una cautela nei confronti per esempio anche di questi eventi climatici che vanno degenerando.

C'è tutto un…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Devo dire che mi trovo piuttosto arricchito dal dibattito di ieri, stanco ma arricchito, abbiamo realizzato molte cose, abbiamo appurato sotto ogni sfaccettatura, dietro qualsiasi tipo di ragionamento, oltre qualsiasi dissimulazione, la reale volontà sottesa alla proposizione di questa legge.

Questa legge che noi stiamo combattendo, ma non perché vi sia uno scontro di idee, che appunto, se vi fosse uno scontro di idee, dall'altra parte dell'emiciclo e da parte della Giunta queste idee dovrebbero emergere, diversamente questo non sta succedendo. Infatti noi stiamo portando delle idee e stiamo portando delle idee precise, delle idee che vanno a combattere contro l'autostrada che si sta lasciando con la scusa, perdonate il gioco di parole, di realizzare una strada, l'autostrada che si sta lasciando a speculatori e palazzinari. Noi a questo siamo contrari, è inutile che si vada anche dagli organi di stampa a dire: "No, ma loro sono contrari al PPR, sono dei terroristi urbanististi, ambientalisti". Non è vero, non è per niente vero. Il vero terrorismo, la vera bomba, la si sta sganciando con questa legge, l'approvazione di questa legge andrà veramente a creare uno scompiglio, ieri ho parlato di (…) di lusso in modo molto provocatorio, ma lo ritratterò anche durante il prosieguo di questa seduta che sono sicuro sarà lunga, e arricchirà tutti i consiglieri presenti. Perché mi rendo conto, ieri abbiamo già discusso praticamente di tutto, oggi farei anche un cenno alla questione e al modo in cui sta cercando la maggioranza, in una forma quasi a mio avviso abusiva dei mezzi regolamentari, di portare all'interno di questa legge un maxiemendamento che praticamente riprende il contenuto fondamentale di questa legge, il contenuto soprattutto che noi stiamo andando a contrastare con i numerosi emendamenti che stiamo proponendo, con le idee alternative che stiamo proponendo e lo sta facendo, si chiama canguro, in Parlamento lo chiamano canguro, c'è chi poi gli ha dato accezioni animalesche differenti, anche perché nell'assorbire gli altri emendamenti li ha letteralmente fagocitati, perché ho seguito con attenzione, per quanto forse ora tarda e naturalmente la concentrazione fosse venuta anche meno, il dibattito ieri sera relativamente alla questione dell'emendamento che assorbì…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Due giorni interi di lavori, 24 ore di discussione, centinaia di interventi e ancora non abbiamo capito quale sia il reale oggetto del contendere. C'è chi parla di una legge provvedimento che servirebbe a consentire lo sblocco al TAR di due importanti arterie di collegamento bloccate da decenni ormai, c'è chi invece, anche nelle interviste, parla apertamente di una norma che ha lo scopo di sbloccare l'edilizia, abbattere il PPR o iniziare l'opera di abbattimento del PPR, far recuperare circa 60 mila posti di lavoro e insomma tutt'altro rispetto alle descrizioni che ci sono state fornite sino ad ora dall'assessore Sanna e dal relatore di maggioranza, gli unici della maggioranza ad aver preso parola in questo dibattito. Io credo che questa sia già una prova di opacità e sia anche il motivo principale a cui è legato anche il nostro atteggiamento in quest'Aula. Io lo dico anche per chi ci segue dall'esterno, questa è una delle sedute su cui in questa legislatura si sta concentrando l'attenzione esterna all'aula molto più di altre, e questo nonostante si tratti di un botta senza risposta, perché appunto gli interventi avvengono soltanto dai banchi della minoranza. Quello che sta succedendo è legato alle prassi e alle dinamiche consiliari, lo hanno detto i colleghi, è stato presentato un emendamento capace di far decadere le centinaia di emendamenti presentati dalla minoranza, la minoranza ha presentato a sua volta dei subemendamenti e ora si stanno discutendo questi. Io ringrazio il Presidente dell'Aula che ieri ha diretto in modo da far valere le istanze della minoranza, si tratta di un comportamento che è sempre avvenuto ed è legato anche al diritto che ha la maggioranza di far valere le sue ragioni attraverso l'uso dell'oltranza, per esempio e quindi del protrarsi dei lavori sino a tarda notte, e dà però alla minoranza la possibilità di presentare emendamenti, di discuterli, di presentare emendamenti agli emendamenti e di far valere le proprie ragioni utilizzando tutti i mezzi previsti dal Regolamento che in queste due sedute è stato rispettato sino all'ultimo articolo. Con questo appunto la invito a continuare questa opera assolutamente di garanzia nei confronti delle opposizioni che anche nelle prossime ore continueranno a spiegare il contenuto della legge e a pretendere che dalla Giunta e dalla maggioranza arrivino le spiegazioni necessarie affinché quest'Aula sia in grado di esprimere un voto pienamente cosciente. La cosa da evitare, il fatto da scongiurare è che a distanza di mesi, a mesi dall'approvazione possibile o dalla non approvazione di questo testo, qualcuno dei presenti…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Sento il dovere morale intanto, non dico di chiederle scusa, di capire se le devo chiedere scusa, perché io ieri, in una forma per me giocosa e affettiva nei suoi confronti, ad un certo punto ho detto che avremmo dovuto considerarla come bene identitario, intendevo dire un bene prezioso da proteggere con riferimento al fatto che ieri ha fatto una serie di interventi a garanzia delle prerogative dei consiglieri della minoranza, per cui se lei in qualche modo questo appellativo può averla urtata, io le chiedo assolutamente scusa, non era mio intendimento farlo, era proprio in termini estremamente affettivi, le chiedo poi se me lo può dire.

Con riferimento invece al merito dell'emendamento, ovvero il 1008 che è un soppressivo parziale di quell'emendamento pantera, di cui ha parlato il collega Cocco, anch'io penso che dobbiamo riprendere il filo del ragionamento di ieri che spero non si sia perso nei meandri della notte. Ovvero, voi avete proposto la rivisitazione dei commi 1 e 2 del testo originario, i commi 1 e 2 erano quelli che introducevano la possibilità di dare l'interpretazione autentica del PPR su quei tre beni che abbiamo ormai tutti imparato a conoscere, beni identitari, coste e agro.

Ecco, noi continuiamo a dirvi che questa operazione, secondo noi, è antistorica e non persegue il bene della Sardegna e dei sardi. Eravamo riusciti, ormai più di 15 anni fa, a mettere nero su bianco in quel documento che si chiama PPR che i nostri beni fossero protetti e la modifica delle cose che si potessero fare sugli stessi fosse obbligatoriamente sottoposta a un processo comune di copianificazione, MIBACT-Regione Sardegna. Questo a noi sembra il percorso più cautelativo per quelli che sono gli interessi dei sardi. Con questo emendamento stiamo sostanzialmente chiedendo che voi facciate un passo indietro e quindi non solo ritiriate questo emendamento, ma potreste evitarlo votando il nostro che riporta il testo alla sola permanenza dei commi 3 e 4 che sono quelli delle viabilità, che sono la cosa che anche a noi sta a cuore e sulla quale vi invitiamo a concordare con noi.

PRESIDENTE. Nessuna offesa, anzi un complimento, l'avevo preso come complimento, assolutamente.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Mi rivolgo all'assessore Zedda in qualità di Vicepresidente, voi siete realmente convinti, ed è la motivazione per cui vorremmo cassare questo comma, ormai due commi in uno, voi siete veramente convinti che gli uffici che hanno predisposto quella norma, molto più semplice dal punto di vista urbanistico, relativa all'insediamento e la possibilità di installare chioschi in modo permanente nell'arenile e che si è scontrata col Governo perché non reggeva, perché chi l'ha scritta confondeva la proroga delle concessioni con la vicenda urbanistica di temporaneità, è elemento invece di possibilità di superare l'elemento temporale dando stabilità al manufatto. Voi siete veramente convinti che gli Uffici, coloro che hanno scritto una norma molto più semplice, alla fin fine è persino banale dal punto di vista urbanistico, confondendo l'aspetto amministrativo di una proroga di una concessione con l'aspetto urbanistico, sia in grado di incidere e modificare e correggere il piano paesaggistico regionale. Lo sapete dove vi sta portando l'assessore Sanna e coloro che hanno scritto questa norma? Vi stanno portando esattamente nella direzione di avere la prua contro da parte del Governo, perché l'intervento del PPR, e già siamo in ritardo nonostante le sollecitazioni, se si deve intervenire sul PPR, si deve intervenire con l'adeguamento del PPR, con l'aggiornamento del PPR, se voi forzate in un'altra direzione, cosa che ovviamente chi ha scritto il testo non ha alcuna consapevolezza di questo, se voi forzate in questa direzione vi trovate il governo contro che sarà persino in imbarazzo perché potrebbe aver luce l'idea e accendersi quella lampadina del commissariamento del settore.

Voi state andando esattamente in quella direzione, io non lo so chi ve lo fa fare, invece che discutere della sanità avremmo uno sciopero a breve di tutti i sindacati martedì, lunedì del settore dei trasporti, gli ambulanti, i settori economico-produttivi, cioè la priorità delle priorità era proporre una legge alquanto, come dire, barcollante rispetto a norme certe e condivise da tutti e che rispondono ad esigenze esterne delle quali siamo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Capisco la stanchezza, venti ore di lavoro in quest'Aula, ma io francamente non l'ho sentita, quindi mi scuso.

Intanto per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento. Vedete, il racconto che state facendo a quest'Aula, quest'oggi, ieri, l'altro ieri, non è il racconto che avete fatto alla Sardegna, ai sardi, in campagna elettorale. Avete preso degli impegni e gli impegni che sono scritti, sono impegni che quando una maggioranza che poi viene anche premiata al voto dei sardi, dovrebbe avere la piena coscienza di mantenere quegli impegni e gli impegni sono la legge urbanistica.

Noi avremmo voluto discutere una legge urbanistica, il PPR è uno strumento che come ho avuto modo già di precisare in interventi precedenti, è uno strumento quindi che regolamenta la tutela del paesaggio, invece la legge urbanistica è lo strumento di pianificazione che riguarda lo sviluppo di un'isola, che riguarda la possibilità, tutelando quel bene paesaggistico, di mettere in campo delle condizioni per lo sviluppo del nostro sistema dell'agro. La possibilità, vedete, di presentare a quest'Aula un Piano sociosanitario, partendo dai territori, non l'avete fatto, siete partiti da creare e duplicare posti di potere in quest'isola. L'altro aspetto su cui vorrei prestare attenzione, è che continuate ad accedere a quelle che sono le competenze da parte del nostro Statuto, l'articolo 3 e 4 del nostro Statuto, oltre naturalmente…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Per ribadire anch'io il concetto che ha poc'anzi espresso l'onorevole Piscedda, nel senso che la passione per l'argomento non deve mai degenerare nella mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni, quindi naturalmente ove dovessi aver sbagliato naturalmente sono pronto anch'io a chiedere scusa per la serata di ieri, i toni sicuramente erano alti perché il tema è estremamente sentito. Per quanto riguarda invece l'emendamento, nel chiedere di apporre la firma mia e dell'onorevole Cocco all'emendamento numero 1008, questa mattina, per provare a ricaricare le batterie, ho provato a fare una passeggiata in una spiaggia a me cara, ho preso la macchina e mi sono recato a Villaputzu a trovare un amico, e provare a capire se la battaglia che stiamo portando avanti e che abbiamo portato avanti nel corso di tutta la serata di ieri e anche nella giornata precedente, avesse un senso. Badate, tutti coloro con il quale ho avuto modo di discutere e di parlare, mi hanno detto: "State facendo bene, noi abbiamo un'attività turistica, noi viviamo di turismo, non abbiamo bisogno di nuovo cemento, abbiamo invece bisogno di una politica turistica che sia all'altezza del momento storico in cui stiamo vivendo". Quando prima l'onorevole Deriu mi ha chiesto: "E' partita qualche campagna turistica per promuovere la Sardegna"? Oggi è il 2 luglio, oggi è il 2 luglio e ad oggi tutto tace, nel senso che, 3 luglio scusate, tutto tace, ha ragione l'onorevole Peru, tutto tace, al contrario di quello che sta già succedendo in Sicilia, dove si è fatta una grandissima campagna promozionale, al di là di quello che sta succedendo in Trentino, al di là di quello che sta succedendo in tutta Italia, la Regione Sardegna in silenzio ha pubblicato quest'oggi, il 3 luglio, se entrate nel sito della Regione Sardegna, la manifestazione di interesse, il bando per partecipare alla campagna promozionale per promuovere l'Isola. Magari partirà ad ottobre, perché logicamente la stagione turistica in Sardegna, si sa, in spiaggia si va ad ottobre, a novembre, a dicembre, mica si va quando c'è il sole, quando il male lo si può godere bene.

Badate, questo per dire che il mondo turistico che sta soffrendo fuori da quest'Aula, non sta aspettando nuove colate di cemento, non sta aspettando che si intervenga sui beni identitari, interessa poco il tema della copianificazione, interessa molto invece il tema delle risposte che quest'Aula e l'intera classe politica riesce a dare per rilanciare l'economia, per rilanciare il mondo del lavoro, per rilanciare il mondo del…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Io devo dire che come ho letto questo emendamento, ho avuto qualche problema a capire come fosse stato ammesso, perché un sostitutivo totale o parziale dovrebbe modificare sostanzialmente il tema che emenda. In questo caso non mi pare che sia proprio così, però capisco come vanno le cose, quindi non ne faccio una malattia. Ecco, quello che voglio dire, che voglio ribadire, è che a me non stupisce il fatto che la Regione Sardegna voglia modificare il PPR e assumere in proprio la responsabilità della definizione dei vincoli senza una copianificazione, quello che mi stupisce e che mi imbarazza è la scelta dello strumento dell'interpretazione autentica. In realtà l'interpretazione autentica riporta indietro la lancetta alla data del 2006, annullando di fatto tutti i vincoli copianificati e rimettendo in discussione e aprendo anche una serie di potenziali contenziosi con chi ha subito dei dinieghi sulla base della copianificazione, che sono difficilmente valutabili in termini di importanza e riaprendo, rilasciando uno spazio importante a copianificazioni, a lottizzazioni che sono state invece bloccate proprio dall'intervento del Piano paesaggistico regionale.

Il Piano paesaggistico regionale ha avuto il pregio di tutelare le coste, di tutelare l'ambiente in maniera organica, abbiamo detto che può essere modificato, noi siamo per fare un intervento di modifica del PPR, ma il PPR deve essere modificato secondo le norme che lo regolano, quindi con una copianificazione ampia dei territori, con una serie di atti istruttori che debbono essere portati, discussi e validati, allora sì che si può fare una modifica di questo tipo. Questa è una scorciatoia, ed è una scorciatoia pericolosa, lo stiamo dicendo in tutte le salse, in tutte le lingue, tra l'altro ci avete detto che c'era una scadenza imprescindibile del 2 luglio per la presentazione delle memorie, il 2 luglio è passato, quindi anche questa era probabilmente una bugia delle tante che state raccontando per accelerare l'iter di questa pratica, io credo che questo non sia corretto, non sia utile, non sia utile soprattutto alla Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Io sono indignato perché in continuazione, in mia assenza, in quest'Aula si citano intanto i personaggi delle mie opere letterarie, senza aver capito nulla di che cosa essi rappresentino, in secondo luogo ci sono colleghi che millantano che io abbia parlato con loro di argomenti dei quali a me non interessa proprio nulla. Quindi smentisco queste citazioni. E voglio dire su questo argomento che per me è stato illuminante l'intervento del Presidente Agus, nel momento in cui dice che dalla maggioranza effettivamente non abbiamo avuto interventi durante questa cosiddetta maratona, e ciò mi ha fatto riflettere sul fatto che in realtà la maggioranza ha scaricato su di lei tutto il peso della conduzione dell'Aula, e questo magari spiega anche dei momenti difficili che abbiamo avuto, perché effettivamente non avendo il nostro contraddittore dobbiamo rivolgerci a lei, come bene identitario e parafulmine delle nostre invettive e dei nostri tentativi di far naufragare questo progetto che non condividiamo. Lo voglio rivelare, spero di non aver detto un segreto, noi non siamo d'accordo con questa legge.

Questo emendamento si prefigge di picconare un pochettino il vostro canguro, penso che non ci possa riuscire, penso che faccia la fine degli altri emendamenti, però hanno una durata di un'ora circa ciascuno nella discussione, basta fare la moltiplicazione e vediamo che c'è molto tempo da perdere ancora, o da impegnare ecco per raccogliere la sua precisazione di ieri, molto tempo da impegnare in questo argomento, non è possibile magari fare diversamente? Io non lo so, perché ormai abbiamo fallito tanti tentativi, ma d'altronde è difficile ragionare con chi dice che questa è una crociata, nientemeno, per prendere la Gerusalemme del PPR, visto che gli attribuite questo valore così sacro. Di meno? La Medina, La Mecca del PPR. Comunque insomma io voto favorevolmente, non perché sia convinto che questo sia un emendamento decisivo, infatti chiederò poi di intervenire prima della votazione per richiamo al Regolamento su questo emendamento, però per adesso annuncio un voto favorevole.

PRESIDENTE. Io peraltro ringrazio chi è intervenuto e per le parole che mi sono state rivolte, volevo sottolineare che la mia conduzione è tesa a garantire al massimo le prerogative di qualsiasi Consigliere, a maggior ragione della dell'opposizione, e anche in questo caso sto ammettendo emendamenti che tecnicamente sarebbero potuti non essere ammessi. Perché se voi vedete l'emendamento che insomma avete di fronte, parla di "Il comma 1 dell'articolo 2 è soppresso", non facendosi riferimento all'emendamento tecnicamente l'avrei potuto non ritenere ammissibile, con un'interpretazione diciamo estensiva ho capito il senso dell'emendamento, così come tutti gli altri. Quindi vorrei che voi valutaste questo metodo di valutazione assolutamente ampia, e in qualche maniera vi adeguaste a quelle che sono le decisioni che questa Presidenza prenderà anche in seguito, che sono assolutamente a garanzia non solo dell'opposizione del Consiglio, ma del rispetto del Regolamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Presidente, buonasera ai colleghi e alle colleghe, saluti ai membri della Giunta. Riprendiamo oggi appunto la seconda fase evidentemente di questa lunga discussione, abbiamo incominciato con l'emendamento numero 1008, per il quale insomma dichiaro il mio voto favorevole. Voto favorevole che nel momento in cui appunto l'emendamento propone la soppressione integrale del comma 1 dell'articolo 2, così come appunto emendato dalla Giunta, sostanzialmente mette ancora in evidenza e vuole sollecitare questa maggioranza al riflettere sulla direzione che si sta prendendo, ovvero una direzione che ci racconta di un intervento funzionale a sbloccare due opere importanti, come la Sassari-Alghero e la Olbia-Arzachena, e che però diciamo ha nella sua enunciazione complessiva della proposta di legge evidentemente delle condizioni o degli inserimenti di elementi che ci inducono a pensarla in maniera diversa. Più interventi anche dei colleghi continuano a dire, anche oggi nelle note stampa che abbiamo potuto vedere, si fa riferimento alla possibilità che appunto il Governo e il Ministero emettano il proprio parere favorevole attorno alla realizzazione quindi allo sblocco delle opere, e allora a quel punto io chiedo, ma laddove ad esempio domani, immaginiamo un tempo positivo, dovesse arrivare questo parere che cosa succederà. Se questa legge è funzionale allo sblocco delle due opere, e se queste opere invece dovessero essere sbloccate preventivamente, siamo tutti d'accordo che verrà ritirata la proposta di legge?

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1008.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento 1009, in questo caso ammesso per interpretazione estensiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento e ringraziare i colleghi firmatari, come primo firmatario abbiamo la collega Orrù. Su questo emendamento va nella direzione di cercare di correggere la possibilità che quest'Aula non vada ad approvare una norma che sarà sicuramente impugnata, perché va a interpretare uno strumento di tutela del paesaggio che è il PPR, che è stato approvato da un organo diverso dal Consiglio, è stato approvato dalla Giunta, così come nella maggior parte delle Regioni italiane. Perché vi ricordo che questo strumento è stato elaborato, e prima ancora di essere approvato è stato pianificato con tutti gli attori del territorio, a partire dalle autonomie locali, e quindi dai Comuni, dalle associazioni dei Comuni quindi dell'ANCI, ha avuto anche dei passaggi "particolari" e quindi di copianificazione con alcuni Comuni che sono stati pilota, comuni cosiddetti pilota, nel senso che si sono "prestati" all'adozione di tutte quelle norme che sono contenute all'interno del PPR.

Vi ricordo che il PPR è uno strumento di tutela e valorizzazione del nostro paesaggio. Uno degli aspetti su cui vorrei richiamare la vostra attenzione è che il paesaggio non è, il paesaggio in questo caso ancorché venga tutelato dal PPR è un patrimonio di tutti noi, quindi il PPR che è lo strumento può essere cambiato, e rientra nella facoltà legittima della maggioranza. Il paesaggio invece è un qualcosa che noi, tutti noi, soprattutto la classe politica, la classe dirigente che è all'interno di quest'Aula, dovrebbe tutelare, magari restituire quel paesaggio migliore rispetto a quello che abbiamo trovato, ai nostri figli. I danni che sono stati fatti in passato, il collega Ganau lo ricorderà meglio di me…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, intanto per ringraziarla, perché insomma sta dimostrando di essere super partes e questo va riconosciuto, e per affermare il mio voto favorevole all'emendamento numero 694 che sopprime la lettera a) del comma 1 dell'emendamento, e lo fa proprio in virtù del fatto che poiché l'emendamento numero 694 è una riproposizione dell'articolo 2 è chiaro che noi non ne condividiamo la sostanza per i motivi che ci siamo detti in questi giorni e che continuiamo a ripetervi. Una delle questioni che sono state portate alla discussione e la mancanza di condivisione con gli enti locali, i Comuni e comunque i territori interessati. Io vorrei sempre ricordare questo, il Piano paesaggistico regionale ha avuto un grande momento di condivisione con tutti i nostri Comuni e con i territori e questo è fondamentale, perché tutti i piani, ma anche tutte le leggi poi devono essere applicate da chi opera nei vari settori, parliamo dei Comuni che devono dare delle risposte ai professionisti, i professionisti stessi che devono applicare le leggi e le norme, ed è chiaro e palese che queste devono essere scritte bene, devono essere chiare, non interpretabili come purtroppo la maggior parte delle nostre leggi e dell'impalcatura che abbiamo in essere è. Io essendo anche ingegnere, architetto, conosco bene le difficoltà quando si deve progettare, perché i rimandi e le costanti necessita di avere di fronte il manuale delle leggi diventa un problema, perché certe volte qualcosa può sfuggire, quindi l'iter di approvazione di un qualsiasi progetto, di un qualsiasi procedimento che si vuole portare avanti diventa lungo e complicato sia per chi deve progettare o a applicare le norme, che per chi deve poi dare dei pareri. Questi pareri arrivano spesso dai Comuni, i Comuni conosciamo bene le difficoltà che vivono, sono sottodimensionati per poter dare realmente delle risposte forti e nei tempi dovuti, quando è necessario…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, l'emendamento si riferisce alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 2, quindi riprendiamo la discussione sulla fascia costiera, perché andrebbe riposta un'attenzione maggiore su questa parte dell'articolato in particolar modo su questi commi? Perché il rischio è che, e mi rivolgo a lei Presidente, che provenendo da quella bellissima cittadina che è Alghero, la costa, sia su un versante più a nord di Alghero, sia nel versante più a sud di Alghero, è di una bellezza ed è un patrimonio di tutti noi. Una vocazione turistica che Alghero ha tra le prime città in Sardegna fondamentalmente, per una questione di numero di inglesi che visitarono Alghero già sul finire dell'Ottocento, rischia di pregiudicare uno sviluppo perché le due lettere, la a) che tratta della fascia costiera, e quella dell'agro, delle case sparse, rischiano di pregiudicare lo sviluppo turistico alberghiero a favore del proliferare di seconde case. E voi che siete di Alghero avete vissuto, lei, altri che conoscono la realtà di Alghero, avete per primi in Sardegna vissuto quel fenomeno di acquisto di case nel centro storico da parte di persone provenienti da altre zone d'Europa e del mondo, che ha comportato che il costo degli affitti, la possibilità per algheresi da generazioni di trovar casa nel centro storico sia diventato oggettivamente molto complesso, per il costo. Questi fenomeni con la materia urbanistica possono essere governati nel bene o nel male, nell'Agro, nella fascia costiera, così nelle città. Se invece andiamo ad intendere che queste possibilità sono aperte e son possibili non per la generazione di occupazione-posti di lavoro, e quindi a favore anche degli Algheresi, o Bosani, se stiamo alla Costa che condividete con l'altra bellissima città sul nord ovest della Sardegna, oppure il rischio è che noi tutti, voi, visto che l'esempio è di Alghero, veniate esclusi a favore di un intervento economico, magari impossibile per i residenti…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, nel dichiarare già il mio voto favorevole a questo emendamento all'emendamento numero 694, che riguarda la lettera a), la fascia costiera, mi volevo riferire a quanto anticipato e accennato dall'onorevole Lai, perché quello che sta venendo fuori da questo palazzo è un senso di coscienza che i cittadini sardi stanno di nuovo acquisendo, perché si stanno rendendo conto che quello che avviene invece all'interno del palazzo, cioè la nostra ferma resistenza a questa legge che voi volete approvare non è fine a se stessa, perché la gente quando gli si spiegano con parole semplici le cose, e gli si fa capire che questa legge non ha niente a che fare col Piano casa, la cui proroga è già stata approvata, e con il nuovo piano casa che ancora non è arrivato neanche in Commissione, e gli si spiega che si stanno usando quelle due strade per violentare il PPR, inizia a capire che da questa parte ci sono persone serie, poi non dico che da quell'altra non ci sono persone serie, ma che da questa parte ci sono persone serie che stanno portando avanti una campagna fondamentale per la tutela della nostra isola. E quindi vorrei mettere l'accento su questo fatto, cioè su quello che si sta montando fuori dal palazzo, che è un qualcosa che quindi determinerà che voi andiate a cozzare contro una realtà sociale che ha già rifiutato questo provvedimento, anche perché questo provvedimento è destinato soltanto a pochi, a interessi particolari, che verranno sicuramente soddisfatti nell'immediato, ma che poi successivamente non avranno quel ritorno economico che sperano di avere, anche perché l'idea di turismo e di eco-sostenibilità che ormai sta prendendo piede va in una strada diametralmente opposta a quella che voi state perseguendo. Quindi questo è importante, ricordatevi che state andando contro la volontà popolare, ancorché qua avete la maggioranza, fuori non avete la maggioranza. Questo è un dato certo, fatevene una ragione, so che non vi interessa niente perché andate avanti come treni, però sappiate che poi il treno può anche deragliare, e noi su questo treno non ci siamo saliti e non ci vogliamo assolutamente salire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' ALMA (M5S). Grazie Presidente. Assessore, continuiamo, lo so che è sempre lì, la vedo, ce l'ho di fronte. Allora, naturalmente voto favorevole a questo emendamento, un emendamento soppressivo parziale all'emendamento numero 694, noi voteremo assolutamente a favore, e riguardando poi la lettera a), vedo scritto sempre "fascia costiera", fascia costiera, l'ha detto ieri il mio collega, 1849 chilometri di costa della nostra terra, 1849 chilometri di promesse da parte del vostro Governo, e mentre Assessore io la guardo, e sorrido perché affianco a lei c'è anche l'altro Assessore al Turismo, con il quale io devo essere onesta ho sempre avuto un grande rapporto di rispetto e di dialogo, non sia geloso, c'è anche l'altro Assessore, quindi ho sempre avuto un grande rapporto di rispetto, di dialogo e di confronto. E' forse la prima volta che mi ritrovo in quest'Aula a chiacchierare, anche a discutere, seppure su un provvedimento del quale non mi trova assolutamente d'accordo, anche ad affrontare un argomento che riguarda le nostre coste, per cui un discorso urbanistico, ma anche e soprattutto legato al turismo. E allora quello che mi sorprende nelle tante dichiarazioni che ho anche ascoltato da parte dell'Assessore Chessa, che ripeto e ribadisco apprezzo, è questa volontà da parte del Governo espressa in questo anno, e ritorno sempre lì, della valorizzazione del nostro territorio e di ciò che ci caratterizza. Io mi ricordo che una volta parlando anche con l'Assessore c'era questo progetto di rivalorizzazione dei nuraghi, e quindi vedo, credo, che questo progetto di rivalorizzazione a quelli che sono anche i nostri beni identitari non si sposa con questa proposta di legge, perché un conto è, noi sappiamo perfettamente che le economie della Sardegna sono veramente molto risicate, per cui bisogna cercare di indirizzare quel poco che riusciamo ad indirizzare verso una politica volta al rilancio dell'esistente e di quello che ci appartiene, che ci caratterizza, la storia della Sardegna…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, visto che abbiamo iniziato la serata con le scuse, anch'io devo chiedere scusa, prima di tutto al collega Lai che si è beccato un cartellino giallo da parte sua per colpa mia, e chiedo scusa anche a lei in quanto in alcuni momenti non ho riconosciuto, come invece riconosco oggi, come hanno riconosciuto altri miei colleghi, un atteggiamento molto democratico, molto rispettoso, soprattutto garante di quella che è anche il ruolo e la funzione dell'opposizione. Questo fa bene non soltanto per la discussione di stasera, ma ripone le questioni a posto anche per un rapporto futuro in un momento in cui credo che, al di là dei contenuti, vi è la necessità che ognuno svolga al meglio la propria funzione. Quindi il cartellino giallo di Lai oggi spetta a me.

Detto questo, l'emendamento numero 1009 ha una sua origine a difesa di una delle parti più importanti del territorio che è la fascia costiera. L'Assessore Chessa, che casualmente è in Aula, e che probabilmente sa meglio di ognuno di noi dell'importanza della fascia costiera, visto che lo abbiamo seguito in questo anno e mezzo durante il suo tentativo nobile, importante, la sua fatica di cercare di dare un'immagine della Sardegna bella, accogliente, di una Sardegna sicura, in cui il tratto turistico costiero è uno degli attrattori più importanti, ricordo a me stesso per primo, purtroppo aggiungo, che il turismo in Sardegna ancora un turismo marino balneare, cioè noi tentiamo in ogni momento di cercare di promuovere le nostre zone interne, cerchiamo di promuovere i nostri borghi, cerchiamo di promuovere il nostro artigianato, le nostre manifestazioni, però noi nel mondo siamo ancora conosciuti come dal punto di vista di un turismo marino balneare. Ma siamo conosciuti da un punto di vista di turismo marino balneare perché dal PPR in poi siamo riusciti a tutelare quell'ambiente, in cui insistono strutture ricettive importanti. Sono state fatte strutture ricettive importanti con grande intelligenza, rispettando l'ambiente, rispettando i vincoli di quel Piano paesaggistico regionale, a significare che anche in quel piano con la stessa pianificazione congiunta si possono fare le cose. Quindi credo e sono convinto per questo, per quello che è stato realizzato in questi anni nella fascia costiera, per i risultati che le strutture ricettive hanno ottenuto in termini di presenze di turisti, che l'eliminazione di quella che è la pianificazione congiunta sarebbe un danno…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento all'emendamento numero 1009, e come stiamo dicendo un po' da qualche ora noi ci stiamo confrontando non sulle strade ma sul tema del PPR, perché è il vero tema in argomento. E credo che sia giusto a questo punto della discussione ricordare la visione del PPR, cioè il Piano paesaggistico regionale persegue il fine di preservare, tutelare, valorizzare, tramandare alle generazioni future l'identità ambientale, storica e culturale insediativa del territorio sardo, ma anche per proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale, e le relative bio diversità, e quindi assicurare la salvaguardia del territorio e promuovere forme sostenibili al fine di conservare e migliorare la qualità.

Ecco, questo è il tema centrale di questa nostra discussione di queste ore, e tutto questo poteva essere fatto anche magari con una discussione più ampia anche in Commissione, magari si andava a cercare appunto i temi che credo che prima o poi affronteremo sul piano sul piano casa, anche se non c'entra su questo argomento perché voi avete altri fini, ma comunque creare un'idea di governo del territorio che a mio avviso deve essere basata sulla ricerca del giusto equilibrio tra il mantenere la testimonianza della memoria sarda e la progettazione di un futuro sostenibile e compatibile, con la massima salvaguardia del bene comune che è l'ambiente, per perseguire appunto, per cercare di ottenere tutto questo è indispensabile appunto armonizzare tra loro l'ambiente e gli aspetti sociali, storici, culturali, economici del nostro territorio. Quindi per affrontare queste sfide ambientali, ci vuole tanta volontà, che però siamo chiamati a farlo, e quindi affrontare tutto questo basando tutto sui nostri valori, e quindi cercare di orientare il nostro progetto su forme nuove di tecnologia, di visione ambientale. Per questo è importante che l'emendamento numero 1009 venga accolto dall'Aula con un voto favorevole, perché finalmente riusciremo anche a sbloccare questo stallo in cui siamo finiti tutti, in questa situazione che si è creata. Quindi io ribadisco il voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, dicevo prima che l'emendamento pantera davvero non si fa mancare nulla, consigliavo, e lo faccio di nuovo all'Assessore di aggiungere un'ulteriore proposta per consentire che anche oltre i 300 metri dalla battigia si possa costruire qualcosa, le palafitte in malta mi suggerisce un amico muratore sono bellissime, quindi potremmo anche ingegnarci a fare qualcosa del genere. In campagna elettorale mi risulta che più volte abbiate detto a tutti quei cittadini sardi che dovevano essere tutte quelle persone che avrebbero dovuto e poi vi hanno votato, non tutte, buona parte che vi hanno votato, che le avreste liberate dalle spiagge private, perché come sapete tutti gli anni, forse quest'anno un po' meno purtroppo, ci sono grandi difficoltà, perché il cittadino comune possa andare con la propria famiglia, con un piccolo ombrellone di quelli che non costano troppo, a prendere un po' di sole, a fare un bel bagno in una spiaggia che dovrebbe essere di tutti, e sempre meno sono queste spiagge purtroppo, perché sempre di più vengono occupate, e per poter avvicinarsi alla battigia, alla spiaggia appunto, per poter fare il bagno, poter prendere un po' di sole occorre pagare. Io credo che con questa parte, con questo comma a) il problema diventerà ancora di più importante, e credo che i cittadini, quelli dei quali ci occupiamo sempre di meno avranno ancora più difficoltà ad avere un pezzo di libertà in più per poter anche loro beneficiare di un dono prezioso quale il sole e quale l'acqua del mare. Ebbene voi state facendo di tutto perché questo possa non avvenire, o meglio perché questo possa avvenire. Se l'assessore ci degnerebbe davvero di darci qualche spiegazione in merito, io credo che gliene saremmo davvero molto grati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, allora riparto dal ragionamento precedente, perché d'altronde noi siamo Consiglieri regionali eletti da tanti cittadini e ci chiedono di portare la loro voce all'interno di questo Consiglio regionale. Allora dicevo, durante quell'incontro, quegli imprenditori turistici mi hanno detto: Eugenio guarda oggi è stato pubblicato il bando sulla promozione della nostra Regione nei media nazionali e internazionali, per importi abbastanza esigui, diciamocelo, sotto soglia, quindi sotto i 40.000 euro, e la scadenza del bando è il 12 luglio. Tra partire la campagna pubblicitaria, assegnare le gare, e tutto quanto, se siamo proprio celeri si parla di fine luglio, primi di agosto. Ora la domanda che voglio porre a quest'Aula, anche in considerazione dell'emendamento che parla di fascia costiera è questa, ed è quella che mi ha posto quell'imprenditore turistico: sappiamo in che periodo e quanti mesi prima i turisti prenotano le vacanze nella nostra isola? Siamo sicuri che far partire una campagna pubblicitaria nel pieno mese di agosto sia una cosa positiva per la nostra isola? Perché in questi mesi di lockdown non si è prevista una campagna pubblicitaria che partisse con tempi congrui, con metodi congrui, che attirasse i turisti nella nostra isola. E la seconda considerazione che mi hanno fatto è questa, il bando si chiama Sardegna sicura, che è un po' quello Covid free che cita sempre il presidente Solinas. Ed è vero che fortunatamente i tassi di Covid in Sardegna sono bassi fortunatamente, probabilmente in questa questione l'insularità è stato un fattore positivo, è altrettanto vero però che venendo verso Cagliari ho parlato con alcuni Sindaci della fascia costiera, e la domanda è stata: Come fate voi Sindaci a mettere in campo i controlli per il rispetto dei protocolli nazionali, visto che naturalmente la Regione Sardegna anche su questo campo è restata immobile? La risposta è stata: la Regione non ci ha dato un euro, la Regione è stata assente in questa fase, noi con grosse difficoltà, quasi in una situazione di impossibilità, ci troviamo a dover affrontare una situazione di controlli che naturalmente hanno bisogno di risorse per essere fatte, hanno bisogno di protocolli ad hoc, queste risorse e questi protocolli non ci sono. Cioè il turismo in Sardegna voi lo volete rilanciare aumentando la cubatura…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Presidente, siamo chiamati a esprimere il parere, io mio voto sarà favorevole a questo emendamento, però un emendamento che sostituirebbe un altro emendamento della Giunta, e io leggendo questo emendamento che verrebbe sostituito faccio difficoltà a comprenderne il significato. Quindi vi chiedo, chiedo anche all'Assessore di spiegarci il significato, perché non mi limito a leggere la letterina a) fascia costiera, ovviamente come tutti, come ognuno di noi ha il dovere di fare, leggo tutta la frase. E allora leggiamo tutta la frase dell'emendamento che vorremmo emendare, vorremmo cassare, anche solo per questo, per come è scritto andrebbe cassato. Allora la frase è questa: "Si interpreta nel senso che sono in ogni caso sottratti alla pianificazione congiunta tra Regione Autonoma della Sardegna e Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo sui suddetti beni, in particolare su…" "la fascia costiera di cui all'articolo…". Quindi rileggo: "Si interpreta nel senso che sono in ogni caso sottratti alla pianificazione congiunta tra Regione Autonoma Sardegna e Ministero per i beni culturali e per il turismo, sui suddetti beni, in particolare su la fascia costiera…", credetemi faccio fatica a comprenderne il significato in italiano, non è una battuta, non è ostruzionismo, è una richiesta di spiegazioni rispetto a un comma che noi vorremmo comprendere meglio per poter poi essere più sereni anche nell'esprime il voto, e in ogni caso sarà, visto che mi pare non ci sia questa volontà di spiegazione, spero che ci sia, sarà un voto favorevole per l'abrogazione di questa parte, della lettera a). Avrei tanto da dire rispetto al discorso fascia costiera e quant'altro, ma mi riservo di farlo in un successivo momento, dopo che l'assessore ce lo spiega. Vi chiedo proprio di darci una spiegazione sul significato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Allora riprendo un po' il filo del discorso precedente che era quello sul paesaggio, e mi rendo conto che soprattutto dopo l'intervento dell'onorevole Meloni che è completamente pertinente, e siccome ieri siamo stati richiamati a stare sul senso dell'emendamento, in questo caso dell'emendamento all'emendamento che dichiaro già subito di votare favorevolmente. Io apparentemente mi discosto un po', ma perché voglio continuare a svelare quel dubbio che ci è nato rispetto a quella che viene chiamata malafede della norma, perché qualcuno avrebbe, e mi riferisco proprio all'onorevole Giagoni, che oggi è presente, in un'intervista aveva detto: sì, noi non è che vogliamo cementificare, ma dobbiamo aiutare l'edilizia. Si ricorda onorevole? Era questa la sua dichiarazione. Da qui sicuramente nascono le preoccupazioni. E io continuo a ragionare sul paesaggio che non è soltanto un paesaggio dal punto di vista naturalistico e basta. Stavo dicendo quanto sarebbe importante, anche in termini di economia e di imprenditorialità, ragionare sul riutilizzo del patrimonio edilizio che esiste ed esiste anche nelle aree urbane, cioè il recupero per esempio di quelle aree dismesse, tutto questo per rispettare e non consumare il suolo che ormai è una risorsa, se possiamo definirla, Assessori, con un ossimoro abbondantemente limitata. Perché in effetti lo stiamo riducendo al lumicino a furia di consumarlo. Credo che sia per queste ragioni che già a livello europeo esistono delle direttive, dei trattati che ci aiutano, aiutano gli Stati membri e poi a cascata le Regioni in cui questi Stati si articolano e così la Sardegna, che fin dal 2006, si è attrezzata a rispondere a queste richieste anche dell'Europa, che sono già del 2000. Tutte le norme che poi le diverse nazioni, e ripeto anche le Regioni, stanno tracciando sono appunto nel rispetto di…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, la stampa sta seguendo con attenzione il dibattito, perché il tema è un tema serio e di grande impatto sul futuro. In particolare segnalo un editoriale in prima pagina di un importante quotidiano che parla, descrivendo la legge in discussione oggi, di un virus, di una legge simile un virus che infetterà sino a farlo morire il PPR e ogni forma di tutela del paesaggio in altre parti parla di leggina a piede di porco e dice apertamente che l'Assessore sta portando avanti il mandato affidatogli dal Presidente di assaltare il castello del PPR. In altri tempi per molto meno il Presidente aveva trovato giusto scrivere un editoriale in risposta, cioè non un editoriale, una risposta e richiedere la pubblicazione della stessa. Io spero che prima dell'approvazione della legge o comunque del prosieguo della discussione della legge il Presidente si esprima in questa materia, perché non è possibile… Presidente, stanno riniziando quelle fastidiose risate di sottofondo le chiederei di far rispettare l'ordine perché non siamo in una sitcom dove a quel punto le risate potrebbero anche essere quelle sovrumane sì… gli applausi, magari si può anche alternare perché credo che ci siano anche altri effetti. Comunque io chiedo che se non in quest'Aula almeno all'esterno di quest'Aula, magari in risposta a quell'editoriale, ci sia una presa di coscienza e una rivendicazione di quello che sta avvenendo.

L'articolo in questione, l'emendamento in questione riguarda la fascia costiera e io mi chiedo in un momento in cui l'80 per cento degli alberghi è chiuso, quasi 30.000 stagionali non sono stati riassunti e hanno il problema di mettere su il pranzo e la cena perché son rimasti senza ammortizzatori sociali e senza il sostentamento che la stagione sino all'anno scorso gli dava. Il tema che viene posto all'Assessore al turismo quando in questi giorni sta, appunto, credo parlando con i proprietari delle strutture e con chi vive di turismo è quello di nuove cubature, è quello di far rivivere vecchie lottizzazioni bloccate da quindici anni o è quello di far sopravvivere le realtà turistiche che rischiano di dover portare i libri in tribunale entro la fine di quest'anno? Perché il problema è questo, noi in quest'Aula dovremmo sfruttare questo tempo per interrogarci sulle emergenze e su come…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Grazie Presidente, qui si parla di fascia costiera, ma fascia costiera, gli Assessori dovrebbero, secondo me, spingere l'amministrazione a ignorare alcuni sicofanti e non sto parlando della Calosoma sycophanta quel bellissimo insetto, sto parlando dei sicofanti, quelli che fanno la spia, quando le nostre coste anziché essere gestite correttamente, con i porti collaudati, con i moli sotto controllo, con le strutture vigilate dall'amministrazione, sono invece preda, evidentemente, di chi deve riscontrare il fatto che non c'è nessuna manutenzione. Questa qui è la fascia costiera da tenere sotto controllo, non l'abuso di una Amministrazione che pretende che il parlamento sardo sia la cassa di risonanza delle paure dei burocrati. I burocrati inizino a fare quello che devono fare, l'Amministrazione si mobiliti, guidata dalla politica, questo è il motivo per cui io sono davvero contro questa legge. Perché voi rinunciate a comandare sull'amministrazione; l'amministrazione non fa quello che volete voi, siete voi che fate quello che vuole l'Amministrazione, cambiando e distorcendo le leggi a uso e consumo dei burocrati, vi stanno dominando! Il che è un oltraggio a chi vi ha votato ed è un oltraggio anche a noi che non condividiamo quello che fate. Però il fatto che voi non controlliate questa amministrazione e che questa Amministrazione tramite voi entri nell'Aula per darsi le regole che più piacciono è il vero vulnus al sistema democratico. Altro che crociata, la crociata immaginaria, voi pensate di mandare un segnale politico, che poi alla fine è propagandistico, ma nella realtà è l'Amministrazione che fa quello che le pare. E poi Presidente facciamo tutti quanti un bell'emendamento orale di comune accordo che corregga la sgrammaticatura del canguro, perché nel senso che sono in ogni caso sottratte alla pianificazione congiunta eccetera, eccetera, attività culturali per il turismo sui suddetti beni, ma sarà "i suddetti beni" o no? Perché non ha senso. E poi ci sono due lettere A cioè l'avete letto il vostro emendamento che doveva risolvere tutto, ci sono due lettere a) lettera a), lettera a), lettera b) lettera c) ma correggete questa roba prima di farcela discutere facciamo, un emendamento orale all'emendamento tutti d'accordo e restituiamo almeno la grammatica.

PRESIDENTE. No! Ma è corretto perché le sono le due lettere a) che sono contenute nell'articolo. Quindi è corretto va… quello è una sgrammaticatura davvero quello è giusto correggere.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente, io voglio ricordare quali sono le finalità del Piano paesaggistico regionale che sono iscritte nel testo, sono quelle di preservare e tutelare valorizzare e tramandare alle generazioni future l'identità ambientale, storica, culturale e insediativa del territorio sardo, proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale con la relativa biodiversità e assicurare la salvaguardia del territorio e promuovere forme di sviluppo sostenibili al fine di migliorare la qualità. Queste sono le finalità del PPR, all'interno di queste identifica la fascia costiera come una risorsa strategica e fondamentale per lo sviluppo del territorio sardo sostenibile e riconosce la necessità di ricorrere a forme di gestione integrata per garantire un corretto sviluppo in grado di salvaguardare la biodiversità l'unicità e l'integrità degli ecosistemi. Ecco io credo che queste finalità siano state ottenute alla perfezione dal Piano paesaggistico regionale; è una cosa che ci riconoscono tutti nel mondo. Il Piano paesaggistico regionale è stato un elemento che è stato in grado di salvaguardare, l'integrità, l'identità, la biodiversità e le condizioni naturali della nostra Isola. E questo l'ha fatto anche grazie a quella copianificazione che noi oggi vogliamo superare, non solo la vogliamo superare ma la vogliamo annullare retroattivamente, e su questo io continuo a fare la mia battaglia, credo che sia un errore, perché apre al contenzioso e alla riproposizione di lottizzazioni che sono state bloccate clamorosamente dall'entrata in vigore del PPR e che sarebbero un danno se fossero riproposte oggi in Sardegna. Noi vogliamo la certezza che questo non avvenga. Allora rispetto a queste cose la strada da seguire era quella di una modifica del PPR, non di un'interpretazione autentica. Questo è il vulnus di questa legge il primo vulnus di questa legge, si ricorre a un'interpretazione autentica che riporta indietro la lancetta di 14 anni, è una cosa incivile, lo dico con molta convinzione, è una cosa incivile, perché significa che tutti i vincoli che sono stati posti, oggi possono essere ridiscussi e chi ha avuto un vincolo o parere contrario da parte dell'amministrazione regionale per i vincoli imposti può fare ricorso per il danno che ha ricevuto. Perché la norma retroattiva annulla ogni effetto degli atti precedenti e quindi riporta la situazione a zero annullando ogni abuso, annullando ogni vincolo, quindi è una…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, lei con me oggi generosissimo. Io penso su questo di essere già intervenuto sulla cosa, mi sono iscritto per parlare su quello successivo…

PRESIDENTE. Vede l'apertura credito e l'assoluta buonafede e benevolenza nei suoi confronti. Per sgomberare da ogni dubbio dal punto di vista censorio.

Quindi allora possiamo mettere in votazione l'emendamento, scusate, onorevole Mula vuole intervenire? Onorevole Mura vedo che anche lei rinuncia?

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Con tutte queste lusinghe che state facendo al Presidente mi avete fatto venire il dubbio che lo stiate corteggiando, per portarlo alla vostra parte, ma non credo spero almeno però almeno non abbiate l'intenzione di togliergli il titolo di ottuso severo come gli aveva dato onorevole Deriu la volta scorsa. Non sto a dirvi tutte le criticità che il PPR ha dimostrato negli ultimi 14 anni, le avete dette tutte voi, le avete dette voi nelle vostre premesse, quando avete detto che il PPR è da modificare, l'avete detto quando avete detto che il PPR è vecchio, quando avete detto che il PPR ha avuto difficoltà nell'attuazione e nella programmazione delle pianificazioni dei Comuni sia costieri che intermini le avete dette tutte, non è che ci sia molto da dire, il PPR è una un'azione che non ha avuto gli effetti che chi l'ha creata e ideata immaginava questo lo sapete benissimo. Il PPR ha rappresentato una stagione politica, una stagione politica che ha dato un motivo di esistere forse a una certa parte politica, che ha dato un argomento forte sotto una guida molto autorevole, molto forte e questo rappresenta per voi oggi, rappresenta un ricordo. Voi siete più innamorati di quella stagione che non del testo del PPR stesso, questa è la questione, e ne siete fedeli, ne siete fedeli con religiosa devozione, come ho già avuto occasione di dire, quando riuscirete ad abbandonare questa religiosa devozione, che ci state dimostrando in queste ore, in questi giorni, forse riusciremo a entrare nel merito del tema e magari iniziare un confronto costruttivo, per avviare finalmente quella modifica che tutti voi avete annunciato in queste ore, in questi giorni, grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1009.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento 1010.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, ritornerò dopo su una questione che volevo sottoporre alla sua attenzione invece le parole dell'onorevole Mura mi, per la una questione anagrafica lo dico per una questione anagrafica, cioè definire noi, questa parte politica come coloro che si sono interessati dell'ambiente nel 2004 è la negazione della nostra storia politica.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PIERO COMANDINI

(Segue ZEDDA MASSIMO.) Noi siamo quelli, e prima di noi abbiamo da altri ereditato il testimone, coloro che hanno impedito la speculazione col Piano regolatore di Roma che prevedeva la devastazione dell'Appia Antica e nasce lì l'intervento della Corte Costituzionale nella tutela dell'Appia Antica negli anni Sessanta e Settanta che fa emergere, come tutela e livello culturale, e mette insieme la tutela costituzionale della cultura con il tema dell'ambiente. Noi siamo quelli che hanno ricevuto il testimone da quelli che si opponevano per il sacco di Roma, il sacco di Palermo, la devastazione delle ville liberty a Palermo, siamo quelli che hanno preso il testimone cercando di difendere Napoli dalle mani sulla città, i templi di Agrigento, siamo quelli che più di recente hanno avuto il testimone da Assessori regionali come Luigi Cogodi che negli anni Ottanta, insieme a Mario Melis, propose la tutela nei 300 metri, Mario Melis in Sardegna adottò la norma col suo Assessore regionale della tutela nei 300 metri. Noi siamo quelli che prima di abbattere la casa della povera gente abbiamo fatto abbattere la casa del potentissimo ministro Gava in Costa Smeralda, perché prima di far abbattere la casa del povero con l'edilizia spontanea Luigi Cogodi e Mario Melis fecero buttar giù, andando contro il potentissimo ministro Gava, la villa di Gava che era mascherata da un capanno degli attrezzi in riva al mare, da un grande capanno degli attrezzi, e si mosse l'intero Governo per impedire quella demolizione, l'indomani mattina c'era la discussione al TAR. Quella di Soru, io non ne parlo mai, quella di Soru per chi non conosce Cagliari è una villa che è sorta l'altro giorno, per chi conosce Cagliari e Villasimius era la villa Trois è chiaro?

PRESIDENTE. Colleghi lasciate intervenire l'onorevole Zedda.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Colleghi stiamo cercando di fare un ragionamento differente. Io sto dicendo che la tutela dell'ambiente, dei centri storici non viene da un episodio di pochi anni fa, viene dalla difesa che sempre c'è stata di un patrimonio universale che noi vorremmo trasferire alle generazioni future, questa è la nostra storia…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, non so se sia stato fatto già un golpe alla Presidenza, visto che vedo il collega Comandini nello scranno più alto di quest'Aula e il che non può che farmi piacere. Riprendo da dove ha lasciato l'onorevole Zedda la legge 45 dell'89 ha compiuto trent'anni l'anno scorso e nonostante questo dimostra la sua attualità e lo dimostra ancora di più alla luce dei tentativi reiterati e sempre presenti di smantellamento del sistema di tutela. Io immagino solo cosa sarebbe successo alla nostra Regione senza quello strumento, ci è voluto coraggio, io ho avuto la fortuna di sentire dal vivo dai protagonisti di quella di quella stagione dallo stesso Mario Melis e dall'assessore Luigi Cogodi il racconto di quelle gesta e non solo non c'è niente di cui vergognarsi, ma sono cose che inorgogliscono chi si sente di appartenere a quella parte politica. E sarebbe interessante anche sentire, ma questo Consiglio ha una biblioteca molto fornita e in quella biblioteca sono presenti anche i resoconti integrali di quei giorni, ne parleremo nelle prossime sedute, nei prossimi giorni perché sarà interessante anche vedere come partiti che si chiamano nello stesso modo a distanza di trent'anni possano cambiare così radicalmente posizioni. Detto questo riprendo con l'Assessore al turismo il discorso interrotto poco fa. Siamo in una situazione di gravissima crisi occorre ragionare su strumenti emergenziali immediati, non possiamo permetterci nel mese di settembre e ottobre di intervenire sull'emergenza, perché nel mese di settembre, ottobre l'emergenza sarà finita e sarà finita con morti e feriti. Le imprese in crisi semplicemente non saranno più iscritte nei registri della Camera di Commercio ma saranno iscritti in quello dei tribunali fallimentari. Su questo tema ovviamente non mi aspetto una risposta oggi, perché appunto il tema è diverso, mi aspetto una reazione però immediata, siamo nel mese di luglio, sino al mese scorso si blaterava ancora di 3 milioni e mezzo di presenze possibili, lo sappiamo tutti le presenze turistiche quest'anno saranno sotto il milione, ci saranno forse 800.000 turisti, sarà esclusa una parte di turismo medio alto, che è quello che negli anni scorsi consentiva alla Regione di…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, fa piacere vederla seduta lì. Guardate l'intervento dell'onorevole Mura lascia un po' perplesso, nel senso che non è che il PPR è una cosa che un Governo decide di fare, così forse lo faccio, forse non lo faccio, è obbligatorio! Non è un piano che uno può decidere di fare, non fare, aggiornare, non aggiornare; si deve fare e lo si deve aggiornare, ma non per scelta, per obbligo! Poi mi spiace ed è profondamente doloroso sentire certe parole e sentirle il 3 luglio, che è il giorno in cui 25 anni fa è morto uno dei politici che io reputo uno dei più grandi politici Alexander Langer, un ecologista, una parola che ancora oggi potrebbe essere attuale o forse ancora oggi potrebbe essere all'avanguardia, perché all'interno delle sue agende c'è una politica che potrebbe essere riscritta oggi, potrebbe essere scritta oggi e attuabile oggi e sarebbe davvero ancora attuale. Un politico che secondo me è sempre importante ricordare e che ognuno di noi dovrebbe leggere con molta attenzione, perché ci sono alcune persone che sono moderate, che portano avanti politica la politica in maniera molto sottile, che non alzano la voce, che non urlano, che sono sempre pacate, che cercano sempre di creare dei ponti e non di creare dei muri. E sono quelle persone che purtroppo in una società come quella in cui stiamo vivendo rischiano di essere sempre le meno ascoltate che poi invece vengono solo ricordate nel futuro. Noi abbiamo bisogno di elevare il nostro livello politico, abbiamo bisogno di interventi che abbiano un senso non interventi dove si denigra chi prova a dare una immagine differente di una visione differente di sviluppo della nostra Isola. Uno sviluppo che abbiamo ripetuto mille volte essere un uno sviluppo sostenibile, che mette al centro quelle priorità, perché non bisogna andare in giro e raccontare, parlare e riempirsi la bocca di parole di cui poi non si pratica il significato. Perché le parole per avere un senso devono essere poi attuate, devono essere praticate, perché le cose non si possono cambiare raccontando di cambiarle e poi per percorrendo la strada in senso contrario, facendo i salti indietro. Il bene dei sardi per poi fare un salto indietro nel tempo e ottenere non il bene dei sardi ma di qualcun altro, perché i giornali nazionali oggi parlavano dei pirati che vogliono venire a colonizzare la nostra terra. Siamo sempre così, dobbiamo continuare a vivere in questa situazione?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie Presidente, mi auguro che abbia portato appresso il cartellino giallo e il cartellino rosso, perché fra un po' sicuramente gli animi si riscalderanno. Volevo rispondere all'onorevole Mura, finalmente dopo tante richieste qualcuno di questa parte è intervenuto, però, onorevole Mura, non può dire a noi che non siamo entrati nella discussione di merito sulla vostra proposta. Stiamo solo parlando di quello e stiamo cercando di farci convincere da voi se qualcun altro intervenisse probabilmente almeno ci proverebbe. Sinora non è successo, noi non siamo innamorati ci innamoriamo di altro, non siamo innamorati di una norma legislativa, che tra l'altro abbiamo detto che è da rivedere, l'abbiamo detto e ribadito più volte. Però siamo convintissimi che sia da rivedere e da rivedere, ora non c'è l'assessore Sanna perché a lui avrei voluto dire che in genere i killer agiscono in modo implacabile, silenzioso, e lui questo sta facendo in maniera implacabile, silenziosa sta ponendo fine a quella norma che noi non volevamo uccidere, ma volevamo cambiare. Lui non parla, non risponde, evidentemente ha delle direttive a cui deve dare seguito e rispetto a questo non c'è tempo da perdere, per cui non ci degna neanche di un minimo di attenzione.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue COCCO DANIELE.) Noi glielo stiamo chiedendo anche in maniera sommessa più volte e questo non avviene. Diceva e cantava il grande Fabrizio De André che dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. Da questo dovremmo ripartire, dal cemento non nascerà niente, col cemento che si trasformerà in diamante o vorrebbe trasformarsi in diamanti non nascerà niente. Da quello che invece abbiamo trovato, che il creato ci ha regalato sono nati fiori e potrebbero nascere i fiori. Voi state facendo di tutto con questa legge perché anche questo fenomeno bellissimo che la natura ci ha riservato non possa più sviluppare i suoi effetti. Credo che davvero il killer silenzioso e implacabile impersonato dalla figura dell'assessore Sanna tra…

PRESIDENTE. Tutto ha l'assessore Sanna tranne che l'aspetto del killer.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente, io sono veramente orgoglioso di sedere in questa parte di quest'Aula e sento veramente addosso la responsabilità di seguire e anche di difendere, se è possibile migliorare, tutti quegli strumenti che sono stati messi in essere a tutela e valorizzazione del paesaggio. E mi riconosco pienamente nell'intervento fatto dall'onorevole collega Massimo Zedda che ha segnato la sua attività politica, soprattutto da ultimo da sindaco del Comune di Cagliari, nella valorizzazione e recupero ai fini turistici di una città tra le migliori nel Mediterraneo, per la qualità architettonica e gli interventi fatti negli ultimi dieci anni. A differenza di voi che proponete invece una politica vecchia che guarda agli anni Cinquanta e Sessanta, ai disastri fatti negli anni Cinquanta e Sessanta. Lo dicevo nel precedente intervento, la qualità degli interventi dell'edificato fatti a Platamona, Lido Iride, no, no, cinquant'anni che ormai le diverse amministrazioni regionali e quelle anche comunali del Comune di Sassari, Sorso a cui fanno riferimento quelle porzioni di quel territorio della costa, che si ripropongono di riqualificare quel tratto del paesaggio così segnato. Ancora oggi quelle strutture rimangono lì a sfregio del nostro paesaggio. Vede, se veramente la vostra intenzione è quella di mettere in campo uno strumento che vada a modificare il PPR io compartecipo naturalmente alla discussione a cercare di migliorare, ma non è questo, perché lo sa bene l'onorevole Mura, che uno strumento di quella portata va iniziato…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Grazie Presidente, dov'è l'Assessore non c'è! Va beh lo sostituisce lei, tanto stavamo parlando poco fa con lei. Va bene si è spostato. Naturalmente il voto favorevole dell'emendamento all'emendamento, lettera b) e quindi si tenta di modificare, l'abbiamo detto ieri diverse volte, e di cercare di incidere in quelli che sono i nostri beni identitari, la conservazione e la promozione, Assessore, proprio con lei ne abbiamo parlato tante volte, dei siti archeologici del periodo nuragico. Assessore, la stavamo aspettando, e allora prima di continuare aspetto che lei si sieda, rubo proprio tre secondi e così continuiamo il nostro discorso che abbiamo iniziato ieri. Perfetto ne parliamo con tutte e due, tanto è tutto collegato turismo, urbanistica, insomma, trasporti, mi dispiace che oggi non ci sia l'Assessore ai trasporti, perché state pensando di far cementificare le coste, però bisogna capire anche come ci si arriva poi nelle coste. In Sardegna sono stati catalogati più di 10.000 beni identitari, parliamo dei castelli, parliamo di nuraghi, di chiese, le Domus de janas, parliamo di santuari, parliamo di grotte. Diecimila beni identitari, non so se si capisce esattamente il patrimonio che possediamo, no? È vero la storia ci insegna che non siamo stati capaci negli ultimi anni e forse anche nei secoli a far risaltare quello che ci appartiene, che ci identifica. La storia della Sardegna, però la domanda che vi ponevo poco fa, la vedo difficile, vedo questo progetto che si sposa veramente male anziché che non si sposa proprio con quello che voi avete dichiarato sul patrimonio e sulla valorizzazione di quello che rappresenta poi la storia della Sardegna. Per cui mi piacerebbe davvero capire come un…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente, per annunciare il mio voto favorevole a questo emendamento e continuare la riflessione che stiamo portando avanti in questi due giorni. Sicuramente l'impegno che stiamo mettendo tutti quanti nel sostenere le nostre posizioni dimostra l'importanza del tema e dimostra sicuramente come nell'incedere dei lavori evidentemente il peso che ci portiamo tutti quanti, evidentemente ideologicamente, è un peso che diventa ogni ora sempre più forte. Non vorrei che la stanchezza però dei lavori rivelasse poi o quasi ci desse ragione su alcune supposizioni che abbiamo fatto. Intendo non è che per caso questo non è in realtà il provvedimento che va a favore della realizzazione delle due arterie ma diventi o si trasformi o si manifesti nella sua essenza vera, ossia un provvedimento ideologicamente che va contro una determinata stagione politica o che vuole andare contro il presidente Soru nei tempi che furono? Io posso dire solo semplicemente che per chi mi conosce, per chi conosce la storia, io non ho mai sostenuto alcuna, come dire, informazione, norma, convinzione, postulata, o come dire, per intercessione divina, ma ho sempre tentato di vederne nella profondità l'essenza. Questa battaglia che facciamo è una battaglia, nella quale io partecipo, perché mi sono convinto che intanto alcuni provvedimenti debbano avere un carattere generale, alcuni provvedimenti abbiano senso inquadrati in un ragionamento complessivo e soprattutto che quando si dice una cosa questa, la parola anche scritta, corrispondano i fatti, perché altrimenti se è altro preferirei la risposta a quella domanda che ho già fatto più volte in queste ore: ovvero a cosa serve questo provvedimento!

PRESIDENTE. Onorevole Loi, forse è sfuggita a me la sua dichiarazione di voto, favorevole?

LOI DIEGO (Progressisti). L'ho detto all'inizio dell'intervento, favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente, anticipando il mio voto favorevole a questo emendamento, che ovviamente cerca di mantenere la tutela massima per lo meno per i nostri beni identitari, vorrei sottolineare il fatto che negli ultimi giorni, nelle ultime ore la fandonia per cui questa legge aveva come obiettivo la realizzazione delle due strade Sassari - Alghero, Olbia - Arzachena si sta man mano diradando definitivamente dato che anche esponenti della maggioranza stanno finalmente mettendo in luce quella che è la loro vera volontà e che noi da subito avevamo manifestato. Poi magari la si mette in evidenza, come ha fatto l'onorevole Tunis, dicendo che questa manovra provocherà 60 mila nuovi posti di lavoro, le solite cifre fantasmagoriche, come i 3 milioni di turisti che dovevano arrivare in Sardegna e come la data del 2 luglio come data ultima per presentare le memorie, forse è quella dell'anno prossimo. È questa una politica menzognera, che non mi trova sicuramente d'accordo, non fa parte del mio modus operandi, è la mia prima esperienza in questo Consiglio, ne sto prendendo atto e sicuramente cercherò di starle sempre più lontano. Perché poi le cifre vere sono quelle che leggiamo, purtroppo, dai giornali o dai social, come ieri quella del titolare di un noto albergo di San Teodoro che con un messaggio su Whatsapp ha comunicato a 40 stagionali che non avrebbe aperto, il 2 luglio; quello lo ha fatto proprio il 2 luglio, non come voi che il 2 luglio lo avete sparato tanto per sparare. E poi volevo riferirmi all'intervento dell'onorevole Francesco Mura e alla replica dell'onorevole Massimo Zedda, che a mio parere pone in evidenza ciò che era prima e ciò che è adesso il PSd'Az. Il PSd'Az con Mario Melis ha portato avanti politiche ecosostenibili già in epoca in cui erano futuribili; il PSd'Az attuale, invece, sta portando avanti politiche cementificatorie così. Questa è la differenza. Mi riferisco poi al famoso Forza Paris che l'assessore Quirico Sanna esclama al termine di tutti i suoi interventi, quasi per dargli un pathos che magari precedentemente non era riuscito a dare. Quel Forza Paris si è ridotto a due parole adesso, due parole che servono per fare propaganda, ma che nell'intimo non hanno più niente. Questa è la realtà, anche se voi lo negherete sino alla morte, ma questa è la realtà purtroppo. Il PSd'Az si è piegato…

PRESIDENTE. Onorevole Li Gioi, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente. Mi scuserà l'onorevole Chessa, ma nell'annunciare il voto positivo all'emendamento numero 1010 provo a fare un ragionamento, riprenderò successivamente la questione del turismo e la discussione del confronto di oggi. Provo a farlo per ricordare all'onorevole Mura qualche dato.

Ieri c'era un ragazzo che si aggirava qui in Consiglio regionale e con l'onorevole Moriconi e l'onorevole Cocco abbiamo provato a chiacchierare un po' con questo giovane ragazzo, un ricercatore del Centro studi Paolo Dettori che stava facendo qui una ricerca sull'Ottava Legislatura di questo Consiglio regionale, dove c'erano personaggi politici che erano in grado di fare ragionamenti visionari e anche estremamente seri per il futuro della nostra Isola. E allora, nel provare a fare un ragionamento con lui, abbiamo aperto una discussione sulla politica e giocoforza siamo andati a finire sul tema di uno dei politici migliori che c'è stato in Italia forse, per me sicuramente il migliore, che è Enrico Berlinguer, che ho citato anche ieri in quest'Aula. Allora nel 1982, ed è legato a questo emendamento, il 25 maggio Enrico Berlinguer interviene a Milano al Congresso nazionale della FGCI e osserva: "Uno sviluppo quantitativo imponente, ma incontrollato ha già determinato non solo la possibilità, ma la minaccia concreta di rovine ecologiche gravissime e irreparabili. Per tutti gli anni Sessanta imperava il vacuo ottimismo del progresso incessante - un po' quello che ha detto poc'anzi l'onorevole Mura -, del benessere che si sarebbe via via diffuso, ma ora esplodono contraddizioni che rasentano ormai l'assurdità, tra abissi di miseria e culmini di ricchezza, tra spreco degli armamenti e bisogni elementari insoddisfatti, contraddizioni nuove del nostro tempo che attengono ai problemi del rapporto tra risorse e popolazione, tra sviluppo e ambiente, e che non si possono affrontare senza porsi l'obiettivo di una guida più razionale e più democratica dei processi economici e sociali sul piano nazionale, europeo e mondiale". Ora, come può ben vedere onorevole Mura, la storia della sinistra a tutela delle coste, a tutela dell'ambiente, non inizia sicuramente nel 2014, la storia della sinistra come storia ambientalista, come storia progressista, come storia ecologista nasce sicuramente ben prima e studiare prima di fare determinate affermazioni può consentire di non cadere in inutili tentativi di provocazione che nulla hanno a che vedere con la discussione odierna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente. Vede, onorevole Mura, per noi il PPR non rappresenta, come lei ha cercato di attribuirci, un ricordo quasi religioso. Nessun ricordo, semplicemente la constatazione di uno strumento efficace, i cui benefici sono sotto gli occhi di tutti, quindi non un ricordo, ma il riconoscimento di uno strumento che è stato utile per la tutela del territorio e per la tutela ambientale. Questo non significa che sia un totem appunto, e quindi che non debba essere modificato. Noi abbiamo più volte detto che necessita di un aggiornamento e di una modifica, e su questo vi sfidiamo. Noi siamo pronti a discutere le modifiche e gli aggiornamenti del PPR, un aggiornamento e un adattamento alle condizioni che sono evolute in questi 14 anni. Su questo noi siamo qui, siamo pronti a discuterne, ma è diverso quello che voi ci avete proposto. Oggi ci state proponendo una scorciatoia, una scorciatoia che tramite una norma interpretativa, e in questo caso mi riferisco all'emendamento attuale, svincola i beni identitari da quelli che sono i vincoli che vengono sovrapposti dalla copianificazione. Premesso, e lo dico adesso, che il mio voto è favorevole a questo emendamento, cosa significa questo? Significa che nel PPR per ogni bene identitario c'è una fascia di rispetto di 100 metri, ma non tutti i beni identitari sono uguali. Un nuraghe non è uguale ad una torre di avvistamento costiera, e quindi la zona di rispetto va modulata in base al bene identitario, e questo non può che essere fatto da chi ha la competenza, da chi ha l'esperienza, come la Sovraintendenza che definisce quali sono le aree.

Voi con questo intervento state mettendo a rischio le aree che sono già state definite di tutela in accordo col Ministero e che, con una retroattività dell'interpretazione autentica, vengono di fatto cancellate e possono oggi essere oggetto di richieste di edificazione all'interno di quelle aree, perché stiamo riaprendo un capitolo che era già definito e che era un capitolo di tutela, che ha garantito la sopravvivenza e anche la valorizzazione di quei beni identitari che sono i beni che poi servono per valorizzare, anche dal punto di vista turistico, la nostra isola, e che per questo vanno tutelati, mantenuti, ristrutturati e valorizzati. Quindi da questo punto di vista credo che noi siamo pronti a discutere di tutte le proposte di variazione del PPR, che seguono le norme previste per le variazioni del PPR, e rimaniamo in attesa di una proposta che ancora non vediamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie Presidente. Io sono contenta di aver visto sfondare il muro del silenzio che la maggioranza si era imposta, e quindi ringrazio l'onorevole Mura per il suo intervento. L'unica cosa che mi dispiace è che, forse è il tenore, ma sicuramente anche il contenuto, ci fanno pensare che anche quando voi dite che il PPR va aggiornato, va rinnovato, invece, da quello che ha detto lei, onorevole Mura, sembra che non serva, che non lo volete e questo, le devo dire la verità, mi preoccupa molto perché è da ieri che tento di capire come mai si vada ad approvare una legge come questa. Il PPR giustamente va rinnovato, va modernizzato, la collega Orrù diceva è un obbligo, io aggiungerei è una necessità. È una necessità! Anzi coinvolgo adesso l'assessore Biancareddu. Io credo che un documento di una tale portata e di una tale importanza dovrebbe perfino essere conosciuto e studiato nelle scuole, ma ne parleremo, chissà. Poi vorrei aggiungere una cosa, rivolgendomi all'assessore Chessa, rispetto al turismo. È vero, forse siamo stati imprudenti a dichiarare che sarebbero arrivati tre milioni di turisti, che non arriveranno ormai, ne siamo più che convinti, però il turismo in Sardegna, proprio rifacendoci a questo emendamento, ai beni identitari, deve essere e dovrà diventare sempre di più un turismo culturale e quindi lavoriamo in quella direzione, non fermiamoci a fare vetrine e propaganda solamente per il turismo più balneare, più estivo. Io sono convinta che arriverebbero veramente altrettanto a frotte se noi valorizzassimo sempre di più e sempre meglio tutti i nostri beni identitari.

E tornando al mio discorso iniziale, che era quello dei paesaggi, mi piace sottolineare quanto ancora una volta le linee europee un po' ci indicano, e cioè l'importanza della diversità dei paesaggi che abbiamo la fortuna di poter apprezzare e che però abbiamo il dovere di tutelare, e tutelare, onorevole Mura, non possiamo che farlo dandoci delle regole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie Presidente. Ruberò qualche secondo, Presidente, per chiederle se si può abbassare un po' l'aria condizionata.

(Interruzioni)

Qua arriva forte. Stiamo parlando di ambiente, tanta carta e anche l'aria condizionata. Sembra fatto apposta… va beh, io la richiesta gliela faccio.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 1010 intervengo per dichiarare il mio voto favorevole. Invece io voglio dire all'onorevole Mura che ho apprezzato il suo intervento, nel senso che comunque un esponente della maggioranza è intervenuto, quindi si è creata, comunque, una forma di dibattito ed è sempre positivo questo. Come ha detto lei, lei ha rafforzato le sue convinzioni sulle nostre posizioni, ma anch'io ho rafforzato le mie convinzioni su quello che state facendo, nel senso che non ho sentito parlare di strade, e in teoria questa legge è fatta per le strade, così ci avete raccontato, però io ritengo che, invece, il fine è tutt'altro. Per noi, come abbiamo detto più volte, per il nostro Gruppo il PPR non è un dogma, non è un vangelo e infatti abbiamo anche noi detto che si può naturalmente discutere, modificarlo, anche perché noi non apparteniamo a quella stagione, siamo un gruppo nuovo in quest'Aula consiliare e quindi se ne può discutere, si può modificare. Io non capisco l'idea, la visione, il progetto del futuro che avete voi, come maggioranza e Giunta, perché a me sembra più questa manovra di scardinare il PPR una manovra che è un sostanziale liberi tutti, cioè facciamo quello che vogliamo e vediamo un po' un po', un po' la Casa delle Libertà, un po' il ritorno alla Casa delle Libertà. Quindi io rinnovo la mia dichiarazione di voto favorevole e rinnovo anche la richiesta di abbassare l'aria condizionata. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Deriu, do la parola all'onorevole Piscedda intanto, così interviene dopo, onorevole Deriu.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Sostituire così indegnamente l'onorevole Deriu è un privilegio. Io devo dire che sono veramente contento di come si sta sviluppando il dibattito perché mi sembra che siamo finalmente riusciti a capire che anche la maggioranza ha una voce, e mi ha fatto piacere sentire quella dell'onorevole Mura, con la R di Roma e non quella con la L di Livorno, prima o poi speriamo che anche l'onorevole Mula ci dica… ecco, io vorrei che mi rispondeste. Vorrei che vi assumeste questo coraggio di fronte ai sardi.

PRESIDENTE. Onorevole Piscedda, non provochi l'onorevole Mula.

PISCEDDA VALTER (PD). Va bene, lascio l'onorevole Mula, ma stavo pensando, l'ho già fatto ieri, all'onorevole Saiu, rappresentante della Lega, che a Nuoro si sta candidando a rappresentare la sua città. L'articolo che stiamo proponendo di sopprimere, il comma b), è quello dei beni identitari. Io ieri affettuosamente ho riconosciuto lei come tale, ma chiedo all'onorevole Pierluigi Saiu con quale coraggio lei intende rappresentare la città, che ha al suo interno il Redentore, il museo MAN, che sono beni identitari, il Liceo Ginnasio (non so se ha studiato lì), la casa natale di Grazia Deledda, tutte cose che lei sta chiedendo che la Regione possa stralciare con un semplice canguro, nemmeno la pantera di Bultei, e non ha il coraggio di rispondere qui al popolo sardo. Perché non ci dice con quale faccia lei andrà in giro a rappresentare la città? Che cosa dirà ai suoi concittadini? Perché non lo dice qui in Aula? Perché non si assume questo coraggio? In nome di…

(Interruzione del consigliere Pierluigi Saiu)

PRESIDENTE. Onorevole Saiu… prego onorevole Piscedda.

PISCEDDA VALTER (PD). Userò gli ultimi secondi per scusarmi perché non volevo davvero offenderla. Lei sa che gode anche della mia simpatia. Mi chiedevo solo quale coerenza poteva esserci tra la tutela dei beni identitari, che nella città di Nuoro sono assolutamente ben presenti, e il voler con una norma interpretativa metterli a rischio. Noi stiamo proponendo la soppressione di questo comma affinché anche la sua città venga tutelata. Vi chiediamo, le chiediamo di accodarsi. Non volevo offenderla, le chiedo scusa e mi taccio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Grazie signor Presidente. Gli studiosi parlano di pre-Parlamento nella prima fase dell'esperienza parlamentare, cioè quando un'assemblea parla, ma non tra sé, ma col re, in questo caso col Governo. Noi ci rivolgiamo al nostro Governo, alla nostra Giunta sperando che la Giunta modifichi un provvedimento o assuma un'iniziativa per modificarlo. Quando, invece, noi arriviamo a una fase più evoluta, quella di un Parlamento dove si discute e dialetticamente si formano delle decisioni tra opposte o diverse opinioni, allora là raggiungiamo una fase più matura. Ecco perché io mi associo a coloro che hanno apprezzato l'intervento del Presidente Mura, perché ci offre la possibilità intanto di un confronto, quindi la possibilità di un dialogo, ma poi soprattutto per le cose che ha detto, che non sono assolutamente banali né da trattare con scherno, prima di tutto perché provengono dal rappresentante di uno dei Gruppi più importanti della maggioranza e poi perché provengono da una persona che è riconosciuta come seria e come attenta come il Presidente Mura. Ci è stato detto: se noi scorgessimo o riconoscessimo nella vostra azione la volontà di un serio confronto noi accederemo a questo confronto. Naturalmente ciò è ostacolato da tutti gli accordi presi, non mantenuti, le schermaglie diciamo parlamentari, però nella vicenda, nel cuore contenutistico di questo argomento abbiamo veramente la possibilità di un dialogo? Perché dirci che la vostra è una crociata e che la nostra è una fede incrollabile, sciocca e anche appiattita su questo tema non è una premessa laica per una valutazione comune. Noi abbiamo detto, il Capogruppo del Partito Democratico l'ha spiegato molto bene, noi abbiamo la possibilità sempre di rivedere scelte che sono state fatte anche nel passato sulla base di un dialogo con voi, però ci serve effettivamente una base dalla quale partire. Questo testo non ci appare tale, abbiamo detto in tanti momenti perché no. Appoggio anche questo emendamento proprio per questo motivo, perché per adesso non c'è una base sulla quale discutere.

PRESIDENTE. Intanto comunico che gli onorevoli Salaris e Giovanni Antonio Satta sono rientrati dal congedo.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente. Io dico che ha perfettamente ragione il collega Mura nel dire che noi siamo fedeli con religiosa devozione alla difesa del paesaggio. Io sono fedele con religiosa devozione, ma anche con convinzione a quello che è rappresentato dal paesaggio in termini non solo di valore astratto, ma di valore trasversale per quanto riguarda la tutela di un patrimonio importante, di un patrimonio che ci ha permesso, e se noi in maniera intelligente continuiamo a tutelarlo attraverso strumenti come è stato il PPR, che può aver mostrato dei limiti, però è stato per lunghi anni uno strumento importante, ed è stato un aspetto importante anche per lei, onorevole Mura, a Torre Grande è stato uno strumento importante, è stato uno strumento importante in tutte quelle località in cui ha impedito che attraverso la copianificazione si poteva intervenire per evitare quello che, purtroppo, vediamo anche in molte coste, e non soltanto coste, sul nostro territorio. Il paesaggio è talmente importante, onorevole Mura, in una nazione e in un territorio in cui, e questa sarebbe una discussione seria da fare, dobbiamo pensare a quale modello di sviluppo ci vogliamo dare. Vogliamo pensare che sia un modello di sviluppo unico quello turistico? È sbagliato. Vogliamo pensare che sia un modello unico quello industriale? È sbagliato. Il nostro modello di sviluppo deve essere un modello di sviluppo trasversale, che abbia una identità, e in Sardegna meno male di identità ne abbiamo diverse, e attraverso queste identità possiamo tutti quanti costruire il nostro modello di sviluppo. Onorevole Mura, io mi sento, quindi, molto legato a quella devozione. Sono convinto che non è una questione di destra e di sinistra, perché ho visto cose fatte bene da amministratori lungimiranti di destra e di sinistra, però quello che voi state facendo oggi sta compromettendo molto la scrittura di un futuro nella nostra isola. Perché, guardi, non è che cancellando la copianificazione di 10 mila beni identitari… 10 mila i beni identitari! Io voglio chiedere all'assessore Quirico Sanna, che è sempre molto attento e che…

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Grazie Presidente. Per esprimere il voto favorevole rispetto a questo emendamento e per dire che il racconto che viene fatto, che un po' fate voi e che io vorrei non venisse fatto perché non corrisponde alla realtà, rispetto al fatto che c'è una… Presidente!

PRESIDENTE. Prego, io la ascolto. Si sente benissimo. Nel momento in cui anch'io dovessi avere difficoltà ad ascoltarla intervengo, stia tranquillo.

MELONI GIUSEPPE (PD). Va bene, grazie. Questo racconto rispetto al fatto che in quest'Aula ci siano posizioni diverse tra chi è assolutamente a favore per il mantenimento tout cour del PPR e chi, invece, lo vuole modificare, ci siano due fazioni contrapposte, e quindi noi siamo quelli che guardiamo indietro e invece dall'altra parte ci sarebbero quelli che guardano avanti, io questo racconto lo respingo assolutamente, perché ritengo che sia un modo sbagliato di procedere e un modo sbagliato di conoscere o non conoscere le cose. Probabilmente avrei partecipato con molta più passione e attenzione a un dibattito così importante e delicato, anche sulla revisione del PPR, che si facesse in modo serio. L'ho detto anche l'altro giorno, adesso capisco che l'Assessore durante un dibattito così lungo si distragga, non ascolti e vada a pensare che tutti i nostri interventi siano da non ascoltare, però assicuro anche all'Assessore che l'errore che si sta commettendo è un errore grave, affrontare un argomento così delicato e importante come le modifiche che state apportando voi a una materia così importante senza una discussione vera in Aula, senza che questa discussione fosse preceduta da tutto quello che deve essere fatto rispetto ad audizioni, rispetto a confronti, rispetto a dibattiti, come è giusto che sia per strumenti che poi, come vedete, rimangono in vigore per decenni, quindi che vanno anche oltre quello che siamo noi e soprattutto incidono in modo profondo e importantissimo rispetto al destino dei sardi, quindi dei nostri figli anche. Siete ancora in tempo, fermatevi. Fermatevi! Fateci capire dove volete arrivare! Perché io ero uno di quelli che pensava che, in effetti, l'urgenza fossero queste due strade. Il vostro comportamento di questi giorni mi ha fatto rivedere completamente questo pensiero. Voi non state pensando alle strade, non vi importa nulla di queste due strade. Voi state pensando ad altro. E allora diteci cosa avete in mente, perché non vorrei che questo dibattito, che ora sembra solo una sterile polemica fra maggioranza e opposizione, domani…

PRESIDENTE. Onorevole Meloni, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie Presidente. Non posso che unirmi anch'io alla crociata iniziata dal collega Ciusa, ma anticipata anche da me, relativamente all'aria condizionata. È l'unica cosa che ha smosso i colleghi di maggioranza, devo dire, a parte il contributo alla discussione dato dal mio caro concittadino, il collega onorevole Mura. Non sono d'accordo quando lui parla di Vangelo, dogmi, totem, eccetera. Lo abbiamo già detto, ma vale la pena ripeterlo: va bene, cambiamo il PPR. Lo si vuole cambiare? Nessuno di noi ha mai espresso la volontà di rendere il PPR un testo inciso sulla pietra, immodificabile, appunto un dogma. Non è così, nella maniera più assoluta, anzi. Il problema è che qui le idee scarseggiano da una parte dell'emiciclo, dall'altra, invece, arrivano. Quindi, io dico, confrontiamoci, che ognuno metta sul tavolo le proprie idee e vediamo di giungere a una soluzione quanto più condivisa possibile, ma dopo un confronto, perché quello che c'è stato da parte vostra è l'ennesima manifestazione di forza, l'ennesima volontà, senza voler ascoltare nessuno, senza dare il minimo peso all'operato della minoranza, la quale difatti in questi giorni, anche notti oramai, sta facendo di tutto per potervi riportare alla ragione. E si va contro un muro, perché si andrà contro un muro, si andrà a sbattere e si andrà a creare una situazione della quale nemmeno voi siete del tutto coscienti, perché molti di voi, tra l'altro, sono sindaci di paesi, di città dove insistono numerosi beni identitari che saranno privi di difesa ed allora magari in quel momento vi renderete conto, come tanti altri politici, di aver votato delle leggi che poi sono andate non solo a vostro discapito, e non parlo di utilità politica o di riconoscimento che i vostri concittadini e i vostri elettori potrebbero avere di voi, ma proprio a discapito della popolazione e a discapito delle generazioni future che vivranno nelle vostre comunità, le quali si spera prospereranno per lungo tempo. Quindi non avere limiti non è per forza un beneficio, anzi, perché nel momento in cui si crea un'autostrada - questo l'ho già detto ma vale la pena ripetere anche questo - i limiti poi si creeranno dopo. Quando si crea un sistema disomogeneo, sregolato, privo di qualsiasi logica, ebbene lì chi arriverà dopo di noi dovrà andare a mettere mano, chi arriverà dopo di noi, qua in Consiglio regionale, si troverà a dover ulteriormente dibattere e ci troveremo ad avere una Sardegna ancor più arretrata di quanto già è, perché purtroppo, lo sappiamo, viviamo in uno stato di arretratezza rispetto al resto d'Italia e soprattutto d'Europa, per non parlare del mondo. Ebbene, mentre gli altri vanno verso una direzione, mentre gli altri pianificano, mentre gli altri pensano…

PRESIDENTE. Onorevole Solinas, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Grazie Presidente. Colgo e accolgo anch'io con favore la voce del collega Mura, che rispetto perché ritengo buona e autorevole, però è l'unica e non spezza sicuramente il registro monologante che a noi, anche noi stessi, questo va confessato, però ci conforta nel contempo, senza voler ambire a costruire la memoria dei padri nobili, che questo dibattito, che è poco dialogante ma molto monologante e monologico, rimarrà comunque agli annali di questa istituzione. Qua non si parla né di totem, né di tabù, né di dogmi, né di anatemi, perché significa squalificare anche la nostra tensione a voler suscitare un dibattito che evidentemente non c'è e non vi interessa.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Corrias. Io molte volte sono corrotto dalla piacevolezza dei vostri interventi che mi inducono ad ascoltarli con interesse, però voglio ricordare che le dichiarazioni di voto servono per esprimere il voto dando una succinta motivazione, non per fare una valutazione sul provvedimento intero. Quindi la invito a parlare dell'emendamento.

CORRIAS SALVATORE (PD). La ringrazio del suo richiamo alla coerenza degli argomenti che in genere tengo viva…

PRESIDENTE. Nel senso che io son stato molto lasco nell'ammettere anche gli emendamenti, però chiedo a voi anche correttezza e rispetto del Regolamento.

CORRIAS SALVATORE (PD). Guardi, io gliel'ho già detto l'altra volta, la correttezza la usiamo sempre…

PRESIDENTE. Certo, però questo volevo veramente sollecitare a tutti quanti noi…

CORRIAS SALVATORE (PD). Però me li restituisce questi secondi poi?

PRESIDENTE. Prego, continui.

CORRIAS SALVATORE (PD). Sì, stando comunque all'emendamento, che evidentemente voterò favorevolmente, e richiamandovi al tema che è quello dell'identità, dei beni identitari, che ho detto ieri non è un fatto di destra e di sinistra, non è un concetto volatile, non è un concetto barattabile, e questo è un fatto che riguarda voi più di noi, che richiamate spesso l'idea politica all'ideologia dell'autodeterminazione, ma se parliamo di cose concrete, parliamo di beni identitari e di beni paesaggistici e di coste, l'abbiamo detto ieri, è necessario che emerga da voi oggi, non con accuse a noi di visioni di nostalgia, ma semmai con l'apprezzamento per il fatto che vogliamo mettere in campo una visione di futuro. Vorremmo capire qual è la vostra visione su quello che si intende fare sui beni identitari e paesaggistici, e ne abbiamo tanti, l'abbiamo detto più volte anche ieri. E io sinceramente non vedo, non scorgo, men che meno in questa incursione dell'interpretazione autentica, un benché minimo barlume di visione ed è per questo, io non voglio, Presidente, divagare, semplicemente prendo atto, in un monologo persistito, del disinteresse del quale io, fossi componente di maggioranza, mi preoccuperei per la memoria che poi rimane, perché domani si chiederà conto, magari con lo stesso atteggiamento di nostalgia di chi verrà dopo di noi, di quello che l'Assemblea oggi sta facendo ad un anno e mezzo dall'insediamento di questo Governo regionale, e gli esempi sono molteplici, se parliamo di beni identitari e paesaggistici, che meritano quell'attenzione che oggi evidentemente, stante un'assenza totale di visione, non siete in grado di dare, ma questo vale qua come vale altrove. Prima si è richiamata l'Atene sarda. Noi siamo nella Gerusalemme d'Italia, l'ha definita così un grande scrittore. Assumiamo questa consapevolezza e da qua ripartiamo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. Il voto sarà favorevole. Noi dobbiamo fare delle leggi che disciplinano il governo del territorio, che devono dare certezze giuridiche, che devono dare il senso della dignità e della forza di un Governo che non si lascia trascinare da situazioni o da stimoli occasionali. Non c'è macchiavello giuridico che possa giustificare un nostro arretramento. Il dibattito, quello avvenuto 31 anni fa in quest'Aula come quello di oggi, si svolge in un clima di preoccupazione, direi di tensione, perché i valori in discussione sono decisamente eccezionali e di tale rilievo che il nostro dibattito non si svolge solo in Consiglio regionale, ma in un contesto ben più ampio, nell'ambito della cultura italiana e direi europea, perché l'attenzione su questo tema non si esaurisce in quest'Aula ma va oltre l'ambiente degli addetti ai lavori. Credo che noi siamo chiamati a dare una risposta di civiltà non contingente, non opportunistica, ma che abbia il valore dei grandi principi e che esprima una capacità di governo che spieghi nel tempo i suoi effetti, perché le leggi si rivolgono soprattutto al futuro, a creare le premesse di uno sviluppo civile, che naturalmente è anche economico, anche sociale, anche cultura. La Sardegna negli anni settanta e ottanta in materia turistica ha commesso molti errori, come li ha commessi in materia urbanistica in generale, perché non avevamo esperienza, perché ci si è trovati di fronte al tumultare di un fenomeno così impetuoso che, forse anche veicolato dalla celebrità di alcuni investitori, ha colto di sorpresa i poteri pubblici e la stessa cultura imprenditoriale della Sardegna. Era Mario Melis che spiegava il perché il Consiglio regionale dovesse approvare la legge 45 e perché il Governo italiano non si sarebbe mai azzardato ad impugnare quella norma. Ebbene, visto che conosco i sentimenti e la storia politica in cui affonda la sua formazione l'assessore dell'urbanistica, non può che sorgermi una domanda; Assessore, ma cosa vi è successo in questi trent'anni? Chi come lei è cresciuto a pane e quei discorsi, come può dopo trent'anni venire qui, in Aula, e dirci l'esatto contrario? Io invito lei e i colleghi a rileggersi le pagine del 1989 che portarono il Consiglio regionale ad approvare la legge 45, quelle sono pagine di una modernità eccezionale, quello che è stato capace quella classe dirigente, pur con tanti problemi, pur con tante difficoltà, di fronte alla sfida del futuro è un qualcosa alla quale noi tutti dobbiamo essere grati, e la cosa che però colpisce è che è proprio il suo Partito uno…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie Presidente. Intervengo semplicemente per dire che qualcuno prima di nominare il PSd'Az si dovrebbe sciacquare la bocca, perché se dovessi andare a parlare di alcuni partiti politici presenti in quest'Aula e fare un po' di excursus, anche molto breve, dovrei dire delle cose che non interessano sicuramente a quest'Aula, quindi quando uno parla di cementificatori dovrebbe prima pensare che cos'è che ha fatto nella sua vita. Io da sardista ho fatto il Sindaco in uno dei primi Comuni in Sardegna che ha approvato, un Comune costiero, il PUC adeguato al PPR, penso che il PUC di Orosei se andiamo a vedere non è carico di cemento, quindi prima qualcuno deve dimostrare, fa l'amministratore comunale, poi può venire in quest'Aula a dire che noi siamo dei cementifica tori. Quindi, dette queste cose, e quando uno inizia a farsi un po' un esame di coscienza rispetto a quello che ha fatto nella sua vita politica, magari è titolato a entrare in quest'Aula per dire due cose. Ma non solo questo, siccome ho sentito tante di quelle fesserie, mi perdoni il termine, Presidente, quando dicono questi signori "vogliono affossare la fascia dei 300 metri dal mare", ma è perché non conoscete l'urbanistica, o almeno qualcuno, perché la 45 dell'89, di cui adesso ha parlato il collega Agus, che è ancora vigente eccetera, il PSd'Az non la vuole mandare a casa, caro collega, e l'articolo 10 bis della 45 dell'89 è vigente, ma non solo, i vincoli paesaggistici di primo, secondo e terzo livello se andiamo, altrimenti a qualcuno faccio le fotocopie e si guarda a quali sono i vincoli ministeriali, cioè quelli che non si possono cancellare con una non copianificazione, mi dispiace che manca il collega Piscedda perché gli avrei ricordato, che che ne dica… eccolo qua! Che vinca o non vinca il collega Saiu, e io gli auguro tutte le fortune di questo mondo perché bastano i disastri che hanno fatto a Nuoro le vostre correnti politiche, detto questo, però il monte Ortobene non può essere… non possiamo togliere i vincoli perché mancherà la

copianificazione, perché il Monte Ortobene è vincolato dai decreti ministeriali di vincolo, caro collega, e questi devi copianificarli col Ministero. Quindi provate a dire un po' di verità quando dite le cose, vogliono cementificare nei 300 metri, fesserie, bugie, e mentite sapendo di mentire perché non si può toccare, non si può toccare e non solo quella fascia, tutti i beni identitari, e andiamo a vederli quelli che ci sono qui dentro, vogliamo vedere quelle che si possono toccare senza copianificazione? Quindi vuol dire che semmai il PPR può essere modificato va sempre copianificato. Io vi inviterei intanto di non nominare il PSd'Az, ve lo chiedo…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mula.

Metto in votazione l'emendamento numero 1010. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1010.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento 1011.

Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Grazie, Presidente. Assessore, continuiamo il discorso, adesso però mi dispiace la devo un po' abbandonare, Assessore, perché sono stata sollecitata dal collega e lei mi perdonerà, però siccome sono stata sollecitata io non posso tirarmi indietro, e siccome non mi posso tirare indietro e, grazie a Dio, spero, poi l'ha ribadito anche il nostro Presidente del Consiglio, esiste la libertà di parola ed esiste la libertà di poter esprimere i propri pensieri, le proprie idee, la propria ideologia, e quindi mi piace continuare a seguire quello che è stato un po' l'esempio anche del Presidente del Consiglio. Quindi non trovo né vergogna, nessun dispetto, ma neanche nessun ostacolo nel nominare i partiti politici che fanno parte di questo massimo consesso regionale, e non credo che ci sia nessun problema nell'evidenziare che chi sta governando la Sardegna è un governo sardo-leghista, anzi è un mio diritto anche dirlo, anche perché corrisponde assolutamente alla realtà, e siccome abbiamo sentito parlare di verità diciamocele allora due verità, mi ha proprio stimolato il collega del Partito Sardo d'Azione. Quindi, parlando di verità, la verità racconta che è stata portata questa proposta di legge inserendola in un Piano casa nel rinnovo e nella proroga del Piano casa, la verità racconta che l'opposizione presente in questo Consiglio regionale è riuscita a far stralciare questa parte, che poi è arrivata in Consiglio regionale adesso, relativo alla cementificazione, e lo ribadisco, cementificazione dell'agro, cementificazione delle coste. Per cui siamo riusciti a far stralciare questa parte. Arriviamo in quest'aula e iniziamo la discussione, una discussione che è iniziata su uno strumento che è stato utilizzato sin dall'inizio, che è quello delle due strade, le due strade della Sassari-Alghero e della Olbia-Arzachena, queste due serie sono state lo strumento tramite il quale è arrivata questa obbrobriosa proposta da parte della maggioranza e, mi permetto di dirlo e di ribadirlo, maggioranza, sempre governo sardo leghista. Quindi, cosa è successo? Si è tirato avanti per questo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). L'emendamento che trattiamo parla invece dell'agro. Mi spiace non aver potuto interloquire con lei, Presidente, in relazione a quali siano i beni identitari, anche con un esempio puntuale che lei conosce ovviamente meglio di me, cioè la realtà di Alghero. Perché nell'elenco dei beni vi sono certo i nuraghi, domus de janas, menhir, tombe dei giganti, castelli, fortificazioni, santuari, abbazie, chiese, cappelle, cripte, cimiteri, pozzi, grotte, necropoli, templi, fari, portali, ponti, ville e relitti. Con questi articoli noi, approvata la legge secondo i promotori, potremmo intervenire in solitudine senza l'ausilio di istituzioni terze sugli interventi nelle vicinanze rispetto ai beni identitari, e così nel nell'agro. Questo significa la Grotta di Nettuno e le altre grotte vicino, significa una serie di bellezze che compongono dal punto di vista architettonico, monumentale, archeologico, dalle mura alla Torre Sulis e altro, quel patrimonio che è la città di Alghero. Spostandoci nell'agro io la invito però, Presidente, tanto ritornerà a casa nei prossimi giorni, tempistica dei lavori permettendo, di mostrare senza enfasi le norme, questa e il nuovo Piano casa che viene proposto, ai responsabili delle cantine Sella e Mosca, e così ad altri produttori di vini nell'ambito del territorio agricolo, e dir loro che, con le due norme, il combinato disposto determinerà che i terreni attorno non saranno più terreni agricoli, ma potranno essere modificati e trasformati in terreni edificabili, e a quale costo loro potranno acquisire ulteriori terre per mettere su vigne? Provate a porre un pezzo di economia dell'isola, che lavora la terra, queste questioni, e chiedere loro se saranno generatori questi commi di benessere, sviluppo e occupazione, oppure potrà essere la mortificazione di ulteriori possibilità di lavoro del futuro. È per questo che voterò a favore, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie mille, Presidente. Per completare il discorso che faceva il collega onorevole Zedda, intanto chiarisco il mio voto favorevole all'emendamento, chiariamo alcuni alcune questioni. Per quanto ci riguarda, onorevole Mula, da questi banchi non ha mai sentito dire che si vuole costruire nei 300 metri, conosciamo le norme, conosciamo le regole, conosciamo abbastanza bene ciò che si può e non si può fare. Però quello che accennava l'onorevole Zedda è la realtà, nel senso che intanto cerchiamo di capire come funziona, perché: le fasce costiere, identificate come zone F all'interno di tutti i PUC, e voi lo sapete abbastanza bene; l'agro, che è identificato quasi sempre nelle zone E; e i beni identitari che sono per lo più molti all'interno dei centri storici che stanno nelle zone A. Queste particolarità all'interno dei Piani urbanistici noi le conosciamo bene, quando si inizia l'iter di adeguamento del PUC al PPR, iniziano una serie di interlocuzioni tali per cui si comprende all'interno dei territori cosa si può e cosa non si può fare e voi, che siete stati Sindaci, lo sapete meglio. Far correre in parallelo un'interpretazione autentica, che è quello che sta succedendo, e in parallelo l'approvazione del Piano casa con una norma tra l'altro che noi ancora non abbiamo visto, che gironzola nei cellulari di tantissime persone, ma che formalmente non è ancora stata vista da noi, parla di volontà di costruire, di abbandonare l'ettaro, insomma si può costruire all'interno di un ettaro di terreno, tra l'altro neanche contiguo, quindi se io ho un pezzo di terra da una parte e un altro pezzo dall'altra potrei realizzare, lo vedremo quando il testo arriverà, ad ogni modo si possono realizzare… non sono neanche dei completamenti, non devono per forza essere aziende agricole, e già questo è un tema politico che bisognerebbe aprire. Inoltre c'è la possibilità, perché l'avete detto anche voi in diverse dichiarazioni, ma l'avete anche affermato, di poter dare respiro all'edilizia anche consentendo alcune cose nelle zone di salvaguardia costiera, quindi zone F, è quello che accadrebbe anche invece nei centri storici che in alcune parti potrebbero trovarsi a dover tranquillamente poter effettuare…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Per apporre la firma mia e dell'onorevole Cocco all'emendamento numero 1011 dichiarando il voto positivo, e devo dire che per un secondo l'onorevole Mula, nel suo accorato appello, mi stava quasi per convincere, perché naturalmente mi sembrava Sardista da una vita. Però, badate, la questione di cui ci troviamo a discutere, ossia l'edificato nell'agro apre naturalmente diverse questioni, e la prima: è pensiamo davvero che costruire nell'agro sia una risposta chiara e netta allo spopolamento? Pensiamo davvero che costruire nell'agro, anche a fini residenziali e anche per coloro i quali non sono imprenditori agricoli sia davvero una risposta per migliorare i nostri centri urbani, per migliorare la qualità architettonica e urbanistica dei nostri paesi, delle nostre città? O pensiamo solo ed esclusivamente che costruire nell'agro per alcune zone della nostra Isola sia mera speculazione edilizia? Se continuiamo a discutere quasi come se la Sardegna fosse tutta uguale e che Escolca, il mio paese, sia uguale a Villasimius in termini urbanistici, così come state prevedendo voi qui, state sbagliando totalmente, perché le esigenze sulle costruzioni nell'agro e le esigenze dell'agro sono nettamente differenti. E tornando a quell'incontro che ho avuto con quell'imprenditore turistico di Muravera e di Villaputzu lo sapete cosa mi ha detto? Mi ha mostrato un video e peccato che qui non ci sia un proiettore perché ve lo avrei fatto vedere, perché a furia di discutere di costruzioni nell'agro, a furia di discutere di questa cosa, la gente sta iniziando a chiudere anche gli accessi alle spiagge con paletti e fil di ferro, e ho il video qui nel cellulare.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue EUGENIO LAI.) È per queste ragioni che io voto a favore di questo emendamento, è per queste ragioni che io sono contrario alle speculazioni nell'agro, è per queste ragioni che dico che l'agro va usato per una seria politica agricola di rilancio dei prodotti agroalimentari e dei percorsi di filiera. È qui la vera sfida di un processo ecosostenibile di sviluppo che quest'isola deve avere, non sicuramente quello di nuova cementificazione, non sicuramente quello di nuove zone F, non sicuramente quello di nuove case che a tutto servono tranne che alla vita quotidiana dell'individuo, della famiglia e della persona. Perché se dovessimo andare a vedere i numeri dei residenti sardi e dovessi andare a vedere il numero delle abitazioni che sono in Sardegna, ci potremmo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Cocciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Grazie, Presidente, saluto tutti, la Giunta, il Presidente e i colleghi consiglieri. Sono intervenuto per fare una breve riflessione visto che ieri gli interventi sono stati un po' come dei piccoli battibecchi tra me e qualche collega dell'opposizione. E ho sentito anche in maniera molto calorosa quelle che sono state le vostre opinioni nei nostri confronti. È vero che è giusto fare politica, è vero che è giusto fare delle contrapposizioni, però secondo me si sta veramente andando oltre, e si sta veramente mistificando ai danni della Sardegna quella che veramente è la realtà. Se voi pensate che questo PPR, che è il PPR che è nato in questi ultimi quindici anni, abbia prodotto del bene, della salute alla Sardegna, io ne avrei veramente dei seri dubbi. Ma in questo periodo, dopo che abbiamo presentato quella bozza di nuovo Piano casa, ho incontrato anche molti amici imprenditori del centrosinistra, dei quali io non ricevo il voto, perché non ricevo il voto, hanno un'impostazione politica diversa dalla mia e la rispetto, però siamo amici con i quali chiacchieriamo e affrontiamo delle argomentazioni importanti. Loro sono molto favorevoli a quell'impostazione di Piano casa che noi vogliamo dare, noi non siamo cementificatori, cari colleghi, per un semplice motivo, perché non vogliamo esserlo e seconda cosa perché le normative che esistono non ce lo permettono. Cementificare sulle cose significa far finta che le zone F non esistano, che non ci sia alcun limite all'interno e oltre la zona F, e procedere con la costruzione e realizzazione di complessi, nel passato ne sono stati fatti tanti, ne sono stati fatti tanti brutti e noi nelle nostre zone ne abbiamo anche degli esempi, parlo della Gallura, i vari villaggi senza fare i nomi, e così via, costruiti negli anni Sessanta. Noi questo non lo vogliamo assolutamente, vogliamo ripartire da quelle che sono le norme che già esistono e i limiti che il PPR in alcune situazioni ha anche posto, perché noi non andiamo a cancellare l'articolo 10 bis del della "45" dell'89, noi assolutamente teniamo in considerazione tutto quello che c'è. Se poi adesso mi venite a dire che vogliamo essere cementificatori perché vogliamo riprendere quella che è la normativa sull'agro, è una cosa veramente eccessiva. Popolare le campagne in alcuni casi è anche positivo, si avvertono gli incendi, si avvertono i vari pericoli che si possono verificare. Un'altra cosa che verrà messa in evidenza all'interno del Piano casa nuovo, sarà la possibilità di trasferire i volumi esistenti, ma non creare…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Nell'annunciare il mio voto favorevole ovviamente a questo emendamento, volevo innanzitutto leggere la definizione di paesaggio che è stata elaborata dalla Convenzione Europea del Paesaggio nel 2000. Il paesaggio designa una determinata parte di territorio così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalla loro interrelazione. Ecco quindi che una tentativo di svellere il PPR così come la maggioranza sta facendo in maniera unilaterale, in maniera lineare, senza considerare quelle che son tutte le diversità del nostro territorio è assolutamente da respingere. Rivolgendosi al mio collega Angelo Cocciu, che parlava giustamente del Piano casa, io confermo che anche questa parte politica che in questo momento rappresento, è favorevole ad alcuni aspetti del Piano casa che state proponendo quando finalmente vi metterete d'accordo dato che ci sono sei proposte ancora da mesi, e quindi la proposta sintetica non è ancora arrivata in Commissione. Però parlare di Piano casa non è parlare di questo state facendo con questa legge, e questo è uno dei motivi di disinformazione che vengono gettati in faccia alla gente, e quindi la gente è assolutamente confusa e non capisce di cosa si stia parlando in questi giorni in quest'Aula e della battaglia che noi stiamo portando avanti. Perché una cosa è il Piano casa, e quando lo vedremo anche noi daremo il nostro contributo positivo, una cosa è questo tentativo becero che state mettendo in atto, dapprima provando a fare una finta prova del Piano casa, e poi dopo averlo stralciato con la scusa ridicola delle due arterie stradali. Questa è la verità, tutto l'altro è narrazione, come siete abituati a fare. E quindi siccome davanti ai cittadini e agli elettori bisogna essere sinceri, sia in campagna elettorale che quando poi si è stati eletti sia in maggioranza che in opposizione, noi siamo in campagna elettorale sino a quando poi si è stati eletti sia in maggioranza che in opposizione. Noi stiamo continuando a farlo, voi mi sembra di no, e questo è importante, questo sempre nel bene dei cittadini e per lo sviluppo della nostra isola, a cui io tengo come tenete voi, state sicuri, però deve essere uno sviluppo sano e che non vada soltanto dietro alla chimera dei 60.000 nuovi posti di lavoro, che è la solita sparata che vi contraddistingue.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie, Presidente. In questo emendamento si parla di agro, io dichiaro già il mio voto favorevole. Vede, onorevole Mula, lei ci ha tacciato di parlare di fesserie e di dire bugie. In questo caso io mi rifaccio ad atti, atti concreti che sono stati portati avanti dalla vostra maggioranza, che sono stati sventati grazie alla nostra opposizione col Piano casa di dicembre. Voi avete proposto che in agro si potesse costruire all'interno di un lotto minimo di un ettaro anche senza avere una conduzione agricola, anche accorpando volumetrie di aree non limitrofe addirittura non dello stesso comune, l'ho letto nel testo che avete portato in aula e che è stato stralciato perché c'è stata un'opposizione e non ce la facevamo con i tempi, e poi non è stato riproposto. Quindi è un testo che è stato prodotto da voi e questo ci fa preoccupare molto su quali siano le vostre idee in termini di gestione dell'agro. L'agro è un bene che non può essere ridotto ad un insediamento abitativo diffuso perché crea dei disastri ingovernabili, l'agro è destinato a chi coltiva la terra e questo è quello che è contenuto nel PPR, che bisogna avere una conduzione agricola preminente per poter avere una un insediamento residenziale in agro, altrimenti si sta facendo altro, si sta facendo speculazione, si sta facendo un danno incredibile al territorio, come è stato fatto prima dell'avvento del PPR. Ed è per questo che noi siamo preoccupati, sulla base di elementi che ci date voi, noi non siamo tranquilli per niente che la Regione non abbia più la copianificazione col Ministero, è un credito incredibile su queste basi che sono basi concrete proposte da voi e portate fino all'Aula. Quindi io credo che non si possa che sostenere un emendamento che porta ad uno scorporo dell'agro dal provvedimento generale. Quindi su questo noi voteremo ovviamente a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Grazie, Presidente. Per ribadire quanto sostenuto adesso anche dal Capogruppo, quindi il voto è favorevole a questo emendamento. Sull'agro io vorrei intervenire in un dibattito più approfondito che non siano i tre minuti di una dichiarazione di voto, perché chiederei massima attenzione, massima attenzione perché quello che un po' ci viene chiesto da tanti, cioè il fatto di poter liberalizzare ancora ulteriormente in agro, se facciamo una proporzione, sicuramente nelle zone B, C, F, non sono tantissimi i sardi che hanno delle proprietà, mentre magari nelle zone agricole, se non altro per il loro valore per le successioni che si creano nel tempo, probabilmente molti hanno degli interessi, delle proprietà. E quindi quelle stesse persone vorrebbero per questioni affettive, ma anche per questioni di proprietà, poter edificare nell'agro. Io credo che il compito della politica sia anche quello di spiegare, dare spiegazioni, provare a fare intendere per quale motivo esistono per esempio le zone F, le zone C nell'urbanistica, le zone B, le altre e poi le zone agricole, perché se noi apriamo completamente a tutto, cioè al fatto che indifferentemente - perché poi sostanzialmente questo accadrebbe -si possa costruire in zona agricola piuttosto che in un'altra zona, io mi chiedo cosa ci fanno le zone per esempio F turistiche, prima sono state richiamate anche dal collega Cocciu. Cosa ci fanno le zone F turistiche, e programmare le zone F turistiche quando poi si possono fare sostanzialmente le stesse cose in agro, il rischio a questo, badate. Io su questo vorrei confrontarmi perché anche in virtù dell'esperienza esercitata nel mio ruolo da Sindaco, l'onorevole Cocciu ha fatto il vicesindaco e assessore dell'urbanistica di una importante città come quella di Olbia che ha dell'agro e sa tutte le difficoltà che ci sono per garantire i servizi, io non parlo solo in termini ambientali e non parlo nemmeno delle speculazioni, parlo solo per i servizi. Perché chi va poi a risiedere in agro vuole la raccolta differenziata, vuole lo scuolabus che vado a prendere i propri figli. Noi pensiamo di poter fare una regione grande come la Sardegna tutta edificabile indifferentemente come se ci fossero insediamenti storici piuttosto che zone che andrebbero insediate ora perché in agro, ecco su questo io chiederei massima attenzione e per questo voto a favore di questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Meloni.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie, Presidente. Per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento. Il paesaggio non solo come identità di quei luoghi, ma emozione, senso dei luoghi, storia, tradizione e fruizione per quei luoghi. Ha ragione il collega onorevole Mula, il governo del territorio è regolato da leggi che sono datate, parliamo del decreto Floris del 1983, a cui noi adeguiamo i nostri strumenti attuativi nei nostri piani prima di fabbricazione, adesso piani urbanistici, diciamo tutte quelle che sono le norme quindi che regolano le dimensioni quindi dei lotti, delle cubature, delle lottizzazioni e quant'altro, la legge numero 23 dell'85, la "45" del 1989. Questa è materia urbanistica, diversa è invece la materia che regolamenta la tutela del paesaggio, che è una norma di carattere generale che deriva non dall'interesse del tempo di Soru, quindi è di quella amministrazione, ma deriva semplicemente dall'applicazione del Codice Urbani e dal fatto che magari nell'approvazione del PPR qua in Sardegna si è voluto fortemente dare identità a quei territori, e magari avendo anche in quella situazione una visione politica e strategica di integrazione di costa e di interno, perché qua sta veramente la centralità di una politica che si occupa dei problemi del benessere comune delle persone e non di sentire quei pochi che oggi chiedono, magari all'onorevole Cocciu, di approvare un nuovo Piano casa che…

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Satta.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie, Presidente. Stavo chiedendo lumi all'onorevole collega Deriu perché purtroppo le risposte non le ha avute da chi di dovere, che giustamente si fa consigliare da chi ha più esperienza di tutti noi nell'aula, mi riferisco all'onorevole Oppi, e spero dia buoni consigli al futuro sindaco candidato sindaco di Nuoro. Ma volevo anche, nel merito dell'emendamento, nell'esprimere il mio voto favorevole, e nel rimarcare alla collega Orrù che la mia firma non c'è, chiedere al collega Cocciu, mi ha fatto piacere intanto sentire la sua voce in questo dibattito…

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Piscedda. Mi perdoni, stiamo intervenendo sugli emendamenti.

PISCEDDA VALTER (PD). Sul comma c.

PRESIDENTE. Però, onorevole Piscedda, non si rivolga ai suoi colleghi…

PISCEDDA VALTER (PD). Chiedo scusa, onorevole Cocciu.

PRESIDENTE. Si rivolga all'Aula, al sottoscritto, non strutturi il suo intervento come un dialogo, la prego, grazie.

PISCEDDA VALTER (PD). Raccolgo l'appello. Stavo cercando di capire, o meglio volevo suggerire all'Aula di ragionare nell'esprimere il voto favorevole sulle conseguenze che può avere la non accettazione di questo emendamento sull'agro della nostra isola, e pensavo ad esempio alla città di Olbia. Dopo quello che è successo anni fa, quella drammatica alluvione, voi pensate che ancora non è arrivato a compimento il Piano Mancini, che sta quasi terminato il suo iter e non vede l'amministrazione comunale favorevole su questo intervento risolutivo, o meglio di mitigazione del rischio idrogeologico, un concorso di professionalità che si sono spese per provare a ipotizzare come mettere in sicurezza un territorio specifico, che è esattamente lo spirito del PPR. Il PPR vuole fare esattamente questo, vuole tentare di mettere in sicurezza il territorio. Voi, con questa operazione che state sottoponendo all'Aula, state provando a smontare questo tipo di meccanismo e tra l'altro cadendo in una fortissima contraddizione dicendoci: "Non è vero, perché nella fascia di 300 metri ci sono altri vincoli, non è vero che inserendo l'interpretazione autentica si potrà costruire sull'Ortobene, non è vero questo, non è vero quest'altro". Io non mi rivolgo all'onorevole Mula, ma lo penso, che senso ha approvare questa norma, cioè se non serve a fare ciò che noi temiamo perché la sta introducendo, se è così innocua che senso ha spendere giorni e giorni, emendamenti su emendamenti per introdurla? È una domanda retorica ovviamente, io la risposta ce l'ho, non ho le prove, caro onorevole Peru, però ho il dubbio che non ci sia sotto qualcos'altro, e se ce lo dite magari possiamo darvi una mano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie, Presidente. Per annunciare il mio voto sull'emendamento numero 111 che parla di agro. Dal nostro punto di vista è necessario rafforzare le norme per la tutela del territorio agricolo contro qualsiasi speculazione e soprattutto che possano snaturare queste speculazioni la vocazione specifica dei suoli, c'è anche la tematica del consumo del suolo. Parlare di agricoltura è necessario nella nostra terra, l'agricoltura può essere il vero motore di rilancio della nostra terra perché comunque è parte della nostra storia, è quasi dei lavori identitari. Che poi tanti anni fa abbiamo applicato questa nostra vocazione per scegliere quello sviluppo che ancora oggi paghiamo che ha inquinato la nostra terra. Per questo bisogna riporre al centro il tema dell'ambiente, e con questo emendamento lo stiamo facendo, anzi i colleghi Orrù e più del Gruppo dei Progressisti, è fondamentale parlare di questa tematica e rinforzare tutte le norme per la tutela del territorio agricolo. Quindi cerchiamo di ragionare in quest'ottica, con questo sviluppo, più uno sviluppo sardo, uno sviluppo che vede nel futuro una risorsa importante, anche mangiare i prodotti della nostra terra è sempre una cosa che ci inorgoglisce, che ci rende anche più sicuri del prodotto. Quindi non dobbiamo confondere i temi da questo punto di vista. Quindi io ribadisco il voto favorevole per quanto riguarda questo emendamento, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. Lettera c), l'agro. Su questo il tentativo in corso con la presente legge è solo una parte del puzzle, l'altra parte è quella contenuta nei testi che vengono fatti circolare in maniera più o meno abusiva nelle chat di WhatsApp e nei telefoni privati, non del Consiglio regionale, ma degli studi di progettazione o di qualche amico. Alcune cose io spero siano informali, anzi spero che non solo non siano ufficiali, spero si tratti di qualche lapsus calami di qualche geometra di terzo livello, perché non posso pensare che una delle visioni strategiche della maggioranza di Governo sia davvero quella di applicare all'agro una totale deregulation. Però ci sono dei testi già presentati, uno in particolare è quello del cosiddetto Piano casa che è già all'attenzione del Consiglio, non è ancora entrato in Commissione, però sono già state rilasciate interviste, già tema di dibattito politico, e in quel testo si inizia a intravedere quale può essere il combinato disposto tra quello che vorreste approvare oggi e quelle che invece sono le vostre reali intenzioni. È vero, quella è una pressione che dall'esterno si sente, la parcellizzazione del territorio sardo in agro a causa di successioni, a causa di un riordino fondiario che non è mai iniziato nella maggior parte dei territori della Sardegna ha fatto sì che esistono in molti paesi nella maggior parte dei nostri territori dei proprietari di micro lotti che non hanno nessuna possibilità di svolgere professioni agricole e vorrebbero però rendere utile quel fazzoletto di terra. È una chiacchierata che nei bar si sente, è una richiesta forte. Mario Melis, citato prima, a quelle richieste in quest'Aula appunto rispondeva in altra maniera, con uno sguardo rivolto al futuro ed evitando di mettere a repentaglio gli interessi di domani per i piccolissimi interessi di oggi, piccolissimi interessi che poi tenderanno anche con il tempo a diventare pari a zero. Pensare che quello possa essere una valvola di sviluppo reale in un'isola che si spopola, e si spopola per l'assenza di lavoro e per l'assenza di un progetto serio di sviluppo per quelle aree della nostra isola…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Se vado fuori tema naturalmente lei mi riporterà in carreggiata. Però mi piace sottolineare che anche quel sintetico dibattito che si è aperto con la maggioranza ci ha consentito di conoscere un po' meglio alcune ragioni della maggioranza. Devo dire che adesso sono un po' più preoccupata, mentre fino a questo momento cercavo insieme a tutti i colleghi di ragionare su ciò che realmente serve alla Sardegna e serve in termini di Piano paesaggistico, alcune riflessioni adesso un po' mi disorientano e un po' mi spaventano perché la paura, come abbiamo dichiarato già fin dall'inizio della discussione di questa legge è che invece la legge voglia andare in una direzione pericolosa, che non rispetti come in questo caso il riferimento è all'agro, con l'emendamento che proponiamo e per il quale voterò favorevolmente, l'idea è quella che ancora una volta, tornando alla dimensione di paesaggio e in questo caso di un paesaggio che sarebbe rurale si possa non rispettarla fino in fondo. Io vorrei anche ricordare che le norme europee ci invitano, o forse ci impongono, a ridurre l'incremento di consumo del suolo pari a zero entro il 2050, allora mi chiedo, siccome il 2050 è veramente dietro l'angolo (non è come il 2100 delle acque che si innalzano ma è veramente più vicino), se noi non cominciamo a ragionare fin da ora a come risparmiare il suolo, che è un bene comune e che non è rinnovabile, e non è pensabile come diceva l'onorevole Meloni che noi continuiamo a edificare su ogni metro quadro di questo territorio perché è libero, perché c'è. Io invece credo che, sempre nel rispetto di indicazioni che arrivano dall'Europa ma che sono semplicemente di buonsenso, dovremmo….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Mi rifaccio ad alcuni ad alcuni interventi di prima. Anzitutto cosa stiamo facendo con questo emendamento? Stiamo, lo hanno già detto i miei colleghi prima di me, difendendo l'agro. Io in particolare provengo da una provincia ad altissima vocazione rurale, dove tanto lavoro invece si è dovuto fare per il riordino fondiario, tanto si è fatto negli anni '60, '70 e seguenti, dove sono stati presi tanti piccoli appezzamenti, frutto di lasciti, legati e poi ulteriori eredità e percorrimento di alberi genealogici che eravano arrivati a rendere la campagna oristanese, per quanto ampia, per quanto lussureggiante, per quanto produttiva, un insieme di appezzamenti che impedivano la possibilità per qualsiasi imprenditore agricolo dotato di un minimo di vision, come si dice adesso, di intraprendere un qualsiasi tipo di coltura che fosse dotata delle caratteristiche, soprattutto a livello di estensione e produttività, che la portassero a poter competere sul mercato delle granaglie, dei risi, dei meloni, delle angurie, eccetera. Il senso di questo emendamento, ma anche l'intento che questa legge sottende è di cambiare la tendenza, tornare, come ho già detto relativamente ad altre parti di questa legge, tornare all'antico, tornare al vecchio, in una miriade di appezzamenti dove chiunque abbia un piccolo terreno si può fare la sua casa creando uno sviluppo urbano del tutto disomogeneo, abbandonando le città, abbandonando i centri storici, abbandonando l'esistente. Questo non può esistere, non può essere, non si può lavorare in risposta a chi, e ce ne sono tante di persone così, che quando le incontri in campagna elettorale ti vengono a dire "guarda che ho un terreno di un ettaro però il limite adesso è tre, quindi magari se lo abbassiamo riesco a farmi anch'io la casa nel terreno che mi ha lasciato mio nonno". Non è così, non si può andare a cedere al solletico che il consenso elettorale dà al politico medio; bisogna ragionare in prospettiva, bisogna anche scontentare le persone certe volte per il bene nostro, come ho detto, dei nostri figli (di chi ce li ha e di chi li avrà) soprattutto per il futuro della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Io devo dire che sto iniziando ad apprezzare gli interventi della maggioranza, abbiamo viso l'intervento dell'onorevole Mura, l'ultimo intervento di Cocciu,: sono interventi importanti, dimostrano che, non ne avevamo dubbi, anche la maggioranza ha molto da dire su un tema così comportante come l'urbanistica, come la tutela del territorio; avete molto da dire e sicuramente potrebbe dare un grande contributo alla discussione futura sul piano casa, sulla futura legge urbanistica. Quindi non dovete essere timidi, cari colleghi di maggioranza, vi vedo troppo timidi, probabilmente avete timore di far conoscere le vostre idee fra voi stessi, quindi diffondere le vostre idee perché le vostre idee sicuramente sono importanti, sono un momento di arricchimento, quindi abbandonate questa timidezza, intervenite aiutateci a non sbagliare ed entrate in gioco, perché fino a questo momento voi siete stati dei semplici spettatori e non siete degni di essere spettatori in un gioco così importante, dovete essere quei protagonisti che dite sempre di voler essere, e invece vi siete lasciati trasportare e siete stati messi in panchina. Non avete la dignità di stare in panchina quando si parla di futuro del vostro territorio, perché credo che vi verrà difficile, quando ognuno di voi tornerà nel proprio piccolo o grande Comune, poi spiegare e dire, non ai vostri elettori perché quello è facile ma anche forse agli amici più cari, che quando si è discusso per difendere le coste, quando si è discusso per difendere i beni identitari, o come questo emendamento che riguarda l'agro, quando si tratta di spiegare perché avete abdicato a quello che è un elemento di garanzia che è la copianificazione, voi avete preso la pettina di chi deve guardare, di chi non ha neanche il diritto di riscaldarsi, e avete fatto fare tutto al povero assessore Quirico Sanna, che dovrà diventare il parafulmine in Sardegna di tutto quello che accadrà. E devo dire che in questi giorni in queste ore ha iniziato anche ad apprezzarlo come persona, dal punto di vista simpatico e umano, e credo che questo ruolo di parafulmine l'assessore Sanna non lo merita, non lo merita assolutamente per la sua storia politica, umana e culturale.

Allora, cari colleghi, qualcuno di voi ha abbandonato la panchina, è sceso in campo, sta andando dei validi contributi dialettici, sta dimostrando anche di conoscere la differenza che c'è fra metro cubo e …

PRESIDENTE. Grazie, il tempo sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). In questa proposta c'è qualcosa di inconfessabile, Assessore, il sospetto è forte e ci induce grande frustrazione e prostrazione, come la storia del cacciatore che spara alla nutria per fare un favore al coccodrillo, è una fiaba che da piccolino mio babbo mi raccontava mezzo in sardo e mezzo in italiano, e mi faceva riflettere sempre molto prima. Io, Presidente, non volevo offendere quando… gli inglesi quello che noi chiamiamo "ammazzacaffè" lo chiamano "killer Coffee", io prima ho definito, chiaramente in senso bonario perché ho già detto prima che all'Assessore tutto possiamo dire ma non che non sia una persona affabile, amabile e di grandissima simpatia, io l'ho definito il killer del PPR che, col suo incedere silenzioso, implacabile, feroce e determinato sta andando a far fuori, a togliere la vita, a negare un futuro a questo PPR, che la abbiamo definito vangelo, totem, e anche noi abbiamo detto che comunque è qualcosa che va rivisto e che va cambiato. Ha detto bene prima l'onorevole Meloni, sull'agro non possiamo spendere solo 2-3 minuti, perché l'argomento è molto più complesso, io vi debbo dire che la penso anche diversamente dai miei colleghi di maggioranza però bisogna distinguere bene l'agro del comune di Illorai e di Nughedu Santa Vittoria, dall'agro di Santa Teresa Gallura, di Villasimius o di Cagliari, e per questo credo che occorrerebbe fare dei ragionamenti e quindi a me sarebbe piaciuto davvero entrare nel merito della discussione sul sull'agro. Ne avevamo già parlato in altre sedute del lotto minimo di 3 ettari, del lotto minimo di un ettaro, io se fosse regolamentato toglierei tutti i limiti, anche quello dell'ettaro, però bisogna dare delle regole certe, di modo che non si crei il far-west come diceva il collega Ganau rispetto a quello che è successo a Sassari e anche da altre parti. Io credo che dovremmo tornarci ma non con questo omicidio, con questo normicidio che state perpetrando, Assessore, in queste ore. Davvero non si faccia prendere con la canna fumante, Assessore, davvero, glielo chiedo e so che mi ascolterà.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1011.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Sull'ordine dei lavori

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Per chiedere una sospensione di qualche minuto perché ci vediamo in minoranza, se non crea ostacolo.

PRESIDENTE. Va bene, la seduta è sospesa per 5 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19, viene ripresa alle ore 19 e 32.)

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge Mula - Giagoni - Mura - Sechi - Salaris - Cocciu - Caredda: Modifiche alla legge regionale 20 dicembre 2019, n. 22 (Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2019 (Proroga di termini)) e norme di interpretazione autentica del Piano

paesaggistico regionale (153/A - parte seconda).

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Metto in votazione l'emendamento numero 975.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Stara. Ne ha facoltà.

STARA FRANCESCO (Progressisti). Presidente, visto e considerato che ormai siamo quasi 48 ore, o 24, o 30 che siamo qua dentro, abbiamo visto che c'è un muro contro muro su determinate cose, ci sono ancora circa 700 emendamenti che, con due all'ora, ci vorranno quindici giorni per licenziare questa legge. Io penso che tutti quanti vogliamo bene alla Sardegna, non penso che uno voglia costruire sulle coste l'altro dice di no, agro o non agro, io non sono un urbanista, non ne capisco niente però anche qua vedo che c'è molta confusione, ma al di là di quello io voglio dire una cosa molto importante: quindici giorni significa rinviare la PL n. 162, significa che i nostri imprenditori, i nostri lavoratori non avranno nessun sostegno, e noi oggi stiamo qua a parlare giorni e giorni di una legge che è importantissima, che va modificata sicuramente è va migliorata, però io penso che col buonsenso e con una sintesi possa ritornare in Commissione dove opposizione e maggioranza possono trovare trovare una sintesi, quindi rinviarla di un paio di giorni, trovare una sintesi e lavorare sulla PL n. 162, perché gli imprenditori non possono più aspettare, troveremo la gente giù con i forconi e noi stiamo a parlare di coste e di cementificare, ma qui la gente scappa dalla Sardegna. Signori cari, basta un po' di buon senso, una sintesi e io penso che gli accordi si trovano, perché nessuno di noi vuole il male della Sardegna, nessuno di noi vuole trasformare la Sardegna come Miami o come Copacabana. Quindi io invito tutti, opposizione, Capogruppo, a riunirsi per trovare una sintesi, sospenderla per un paio di giorni e la settimana prossima lavorare sul PIL sulla PL n. 162, che ed è fondamentale per la nostra economia. Perché se andiamo muro contro muro, a conti fatti ci impieghiamo quindici giorni, significa andare a metà luglio, e la gente qua chiude. Vi prego di pensarci, riunitevi cinque minuti, picchiatevi, abbracciati e troviamo una soluzione, perché è importante per la nostra economia che si parli prima di questo come priorità, visto che tanto adesso c'è un muro contro muro e non ne riusciamo, possiamo stare mattina, sera e notte tanto non ne usciremo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Strara per il contributo. Condivido assolutamente che la PL n. 162 la settimana prossima debba entrare in Aula ed essere assolutamente approvata, quindi sono perfettamente d'accordo. Detto questo, io capisco le sue alla sua buona volontà che è uguale alla mia, mi sembra però che per il momento non ci siano alternative rispetto all'andare avanti.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). L'emendamento 975 è un emendamento all'emendamento 694. Nell' emendamento 694 proposto dalla Giunta regionale le parole "senza pianificazione congiunta" e "sottratti alla fine pianificazione congiunta" sono eliminate. Intanto dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento dell'emendamento e sottolineo l'importanza di questo emendamento, ovvero la volontà di eliminare le parole "senza pianificazione congiunta" e ripristinare, come già previsto anche dal codice Urbani, che su alcuni beni, i nostri beni identitari, la fascia costiera è l'agro venga portata avanti una copianificazione per determinare le opere che si possono realizzare nella fascia costiera, eccetera.

Noi riprendendo il concetto espresso precedentemente e ribadiamo che è vero che le norme tecniche di attuazione del PPR e lo stesso strumento hanno necessità di un aggiornamento, e per alcuni aspetti anche uno snellimento dal punto di vista normativo generale, ma questo, ripeto e lo ripeteremo fino a quando non finirà questa discussione, va fatto nel solco della legittimità delle proposte che si fanno. Questa forzatura della interpretazione autentica continua a essere una volontà incomprensibile per noi, incomprensibile perché sappiamo che la realizzazione delle strade può essere fatta in altro modo e non modificando uno strumento generale per risolvere un problema particolare, e chiaramente lo si deve fare perché continuiamo a ripetere che il Piano paesaggistico regionale è un uno strumento di tutela ma anche di valorizzazione dei nostri beni. Io sono convinta che affianco alla parola a tutela non ci debba essere per forza la parola blocco, anzi affianco alla parola tutela…

PRESIDENTE. Grazie, il tempo sua disposizione è terminato. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Questo potrebbe apparire a un primo sguardo non attento un emendamento all'emendamento di rilevanza minore, invece è uno dei punti fondamentali, cioè l'elemento che elimina valore e rilevanza al bene oggetto di pianificazione nella eliminazione di quella porzione di copianificazione col Ministero. Non sono dell'opinione che sempre il Ministero abbia una parola giusta e sacrosanta, e così i Sovrintendenti, la storia della nostra Regione vede una stratificazione di decisioni di Soprintendenti sbagliate, faccio un esempio storico che riguarda Cagliari. Molti di voi conosceranno il Castello di Cagliari e la facciata della cattedrale, la facciata della cattedrale era di epoca romanico-pisana, a un certo punto, dopo secoli di interventi, eccetera, viene posizionata una facciata barocca, e i primi del '900 un Sovrintendente insieme ad altri decidono di cercare la facciata di epoca romanica, demoliscono la facciata di epoca gotica e trovano una parete spoglia: la facciata della cattedrale di Cagliari che oggi vedete è un falso realizzato successivamente negli anni Trenta. Questa è la storia, più di recente basti pensare che cos'è accaduto all'Anfiteatro romano di Cagliari, anche lì con lo stesso errore che state commettendo voi, autorizzazione paesaggistica temporanea per mettere le "legnaia" cosiddetta, le gradinate, e non un'autorizzazione paesaggistica permanente, poi Tuvixeddu. Non è che questo non sia parte della storia della Sardegna, ma in questo caso, al netto delle problematiche anche del passato nel dialogo con il Ministero, comunque avere più voci, e anche in questo caso con competenze differenziate che in alcuni casi non sono riscontrabili nell'ambito della Regione, quel tipo di esperienza dal punto di vista archeologico, quel tipo di esperienza dal punto di vista architettonico o monumentale, significa o costituire un ufficio del paesaggio strutturato in Regione, magari concordandolo con il Ministero, oppure voi vi ritroverete a non avere le professionalità per incidere sulle questioni monumentali, sulle questioni architettoniche, e vi troverete…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Parlo sull'ordine dei lavori, Presidente, parlo a titolo personale non a nome del mio Gruppo né nel mio partito, parlo a titolo personale, Io penso che la questione politica su questa legge sia esaurita: la maggioranza fa una proposta e l'opposizione non è d'accordo, quindi non c'è una discussione su questo. Ora, siccome chi fa l'agenda è la maggioranza, l'unico problema in discussione sono le priorità, per cui se la maggioranza fa una diversa domanda all'opposizione, l'opposizione può rispondere in modo diverso, ma se la maggioranza fa sempre la stessa domanda all'opposizione, cioè "volete che si approvi questa legge?", l'opposizione dirà sempre "no". Questo è un punto da valutare, che non è banale, nel senso che non siamo d'accordo su questa legge, si però la politica non finisce con una legge, anche se si può attribuire un'enorme importanza che sia l'uno che l'altro schieramento attribuisce a questa legge, ci sono però altre priorità. E' stato detto dall'onorevole Starà, ci sono altre urgenze, dobbiamo valutare se il costo di questo stallo politico su questa legge può essere sopportato rispetto a ciò che produce su tutte le altre materie delle quali non ci possiamo occupare finché siamo qua. Ora, mi pare che ci sia una diversa valutazione sul sui costi in termini di tempo che sono costituiti da questo muro contro muro, noi stimiamo quaranta giorni, voi stimate una settimana (non riesco a capire come sia possibile valutare in modo così diverso anche perché per ogni emendamento ci mettiamo visibilmente un'ora quindi non so perché si dica una settimana, dovrebbe essere un po' di più), a questo punto è in questa situazione della Sardegna forse va cercato un qualche accordo un po' più alto, viste queste cose. Ora, esiste un organo, signor Presidente, che è la Conferenza dei Capigruppo, penso che una trattativa la si debba radicare lì, so che c'è difficoltà a intendersi però ugualmente le nostre istituzioni hanno le norme, quindi la Conferenza dei Capigruppo è quella dove si decidono queste cose. Io non so come altrimenti dare un contributo, però penso di non aver detto questioni controverse, mi sembrano abbastanza tutte evidenti, però penso che sia la maggioranza a dover fare un passo, perché non è l'opposizione che detta l'agenda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Grazie, onorevole Deriu per l'analisi del momento, perché anche io ritengo che nel confronto tra le parti, nella discussione di questo disegno di legge la politica sia esaurita, si è arrivati ha un punto di stallo che difficilmente si esaurirà in questo modo, e avrebbe ragione lei a dire che la Conferenza dei Capigruppo sarebbe l'organo deputato a prendere quelle decisioni, ma la Conferenza dei Capigruppo è stata svilita di questo potere ieri, quello che è accaduto in Aula ieri ha di fatto delegittimato la Conferenza dei Capigruppo a prendere questo tipo di decisione, pertanto, siccome lei, che è dotato di grandi capacità, è una di quelle persone che può trovare una soluzione, il mio invito invece è quello di trovare una soluzione politica in maniera pubblica in quest'Aula, perché alla Conferenza dei Capigruppo per quanto riguarda il Gruppo di Fratelli d'Italia non crediamo più in questa sede, in questo momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Quel che oggi hanno ribadito i colleghi Stara e Deriu l'ho detto rivolgendomi alla Vicepresidente della Regione nel corso della giornata di ieri. Ci sono a mio parere alcune priorità, all'esterno, valutate anche voi, visto che l'onorevole Mula ci dice di parlare apertamente ma non c'è nulla da tener segreto e concordo con lui su questo, ci sono alcune priorità, la legge 162 citata prima, le questioni della sanità, i trasporti, probabilmente anche su questo testo c'è una priorità, la priorità data da un'interlocuzione indispensabile col Ministero per capire come dipanare il bandolo della matassa, cosa molto più utile che stare a confrontarci per giorni, se vogliamo stare a quel che ci è stato detto che si doveva partire dalle strade, che le strade erano fondamentali. Presidente, sono andato anch'io a manifestare lungo la Sassari-Alghero nella zona interrotta, su questo mi pare che non ci sia un elemento di divisione tra noi, quindi probabilmente, verosimilmente, se è vero come è vero quel che pensiamo noi (non lo so in quanti di voi lo pensiate) che la norma dal punto di vista urbanistico è fragilissima, rischia di naufragare, non salva le strade che potrebbero essere salvate con un iter che è già all'attenzione del Ministero competente oltretutto, tanto che c'era la possibilità che entrasse nel Consiglio dei ministri che si è svolto di recente. Se è vero come è vero che vi sono altre priorità, sulle quali oltretutto siamo tutti d'accordo salvo verificare i testi e correggere o migliorare, ma non ci sarà ovviamente, è stato detto da tutti, l'azione ostruzionistica da parte dell'opposizione, probabilmente la riflessione a microfoni aperti è utile per non perder tempo non tanto noi quanto all'esterno non far perder tempo e non fare ancora attendere tanti che attendono risposte.

Più pacato di così, Presidente, non ce l'avrei fatta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Vorrei cercare di riportare il dibattito su quello che è l'ordine del giorno che è dettato dalla maggioranza, cioè una proposta di legge che non è stata concertata con nessuno, quindi che è arrivata in Aula evitando di sentire anche gli attori principali, che sono gli enti locali, i portatori di interessi, in realtà il nostro il nostro Assessore ha avuto la possibilità di avere una ribalta regionale su alcuni atti che hanno portato a limitare la sovranità di alcuni Comuni in materia urbanistica. Non so se qualcuno l'ha ricordato in quest'Aula ma il Comune di Pula il 9 gennaio è stato commissariato per l'approvazione del Piano urbanistico, per l'adeguamento del PUC, il Comune di Bottida, o di Tergu, non è stato commissariato, eppure probabilmente anch'esso rientrava in quell'articolato normativo per cui non ha adeguato il PUC al PPR e quindi doveva essere commissariato. Ha commissariato il Comune di Pula, perché gli interessi del Comune di Pula non sono gli interessi del Comune di Tergu o del Comune di Bottida. Ha fatto anche altro, ha presentato una delibera di Giunta ad aprile su Castiadas per l'ampliamento di una struttura turistica alberghiera, poi prontamente ritirata. Questi sono atti di quattro di quattro mesi fa, non di un'epoca passata di cui noi tutti non ci ricordiamo; oggi presenta questa proposta di legge. E allora, la spiaggia di Villasimius, di Arzachena, di Santa Teresa, appartiene alla sovranità di un territorio o appartiene invece alla sovranità di una Regione, della nostra Nazione?

PRESIDENTE. Grazie onorevole Satta. Comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Mundula.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBRTO (M5S). Nel preannunciare il mio voto favorevole all'emendamento 975, di cui sono primo firmatario assieme ai miei colleghi del Movimento 5 Stelle, Desirè Manca, Michele Ciusa e Alessandro Solinas, motivo questo mio voto favorevole, come quello dei miei colleghi, in quanto qua noi chiediamo che le parole "senza pianificazione congiunta" e "sottratte alla pianificazione congiunta" siano eliminate, cioè vorremmo, ovviamente per il bene della Sardegna e nel nostro territorio, che si ritorni alla situazione antecedente a quella attualmente in vigore, prima che questa legge purtroppo entri in vigore. Questo perché chiaramente la copianificazione (che non escludeva la volontà della Regione Sardegna ma anzi gli dava un valore aggiunto con l'interlocuzione ministeriale) consentiva una edificazione più consona a quelle che sono le esigenze della nostra Isola; la nostra Isola che non può essere paragonata ad altri territori né italiani né del globo terracqueo, perché chiaramente ha delle caratteristiche proprie che la fanno unica e che quindi devono essere assolutamente tutelate. Stiamo da tre giorni ormai dibattendo in Aula su quelle che sono le caratteristiche della nostra fascia costiera, delle nostre spiagge, delle nostre scogliere e non le possiamo assolutamente paragonare alla speculazione edilizia che si è avuta, come aveva sottolineato ieri l'onorevole Comandini, in Spagna, con una costruzione assolutamente inadeguata sia di ville che di campi da golf che poi, dati in pasto alla speculazione finanziaria, hanno portato ad una bolla immobiliare che ha determinato delle conseguenze catastrofiche per tutto il mercato finanziario mondiale. Noi non vogliamo che la nostra Isola sia sottoposta a un rischio di tal fatta, perché i gruppi finanziari e che riciclano molto spesso il danaro nell'edilizia sono presenti nel mondo in numero consistente, e quindi la nostra isola potrebbe essere un bocconcino molto appetibile per questi famelici speculatori che quindi vedrebbero la strada spianata per distruggere quello che il buon Dio ci ha regalato. Ecco, noi quindi confermiamo il nostro voto favorevole a questo emendamento, appunto a tutela delle bellezze e delle qualità della nostra Isola.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. Il voto sarà sicuramente positivo all'emendamento numero 975 al 694, l'eliminazione della pianificazione congiunta mina alla radice l'essenza stessa del nostro Piano paesaggistico regionale, è il virus, la definizione appunto, l'ho detto prima, non è mia, ma la faccio mia, perché così come i virus, gli effetti di questa norma sono oggi incomprensibili e imprevedibili, nessuno, nemmeno tra gli addetti ai lavori e nemmeno tra le persone più preparate in questa materia, è oggi in grado di prevedere quali potrebbero essere gli effetti, di certo è che le smentite degli effetti più catastrofici non solo non sono state convincenti, ma non sono proprio arrivate, anzi, ogni volta che la maggioranza o la Giunta ha provato a discutere di questo testo sono arrivate conferme più che smentite. Ecco, io non vorrei, ripeto un concetto già espresso, che chi vota oggi, chi si trova oggi ad agevolare l'approvazione di questo testo domani possa avere un dubbio riguardo al voto dato, sarebbe utile a tutti, non tanto a noi che, lo hanno detto i colleghi di maggioranza, abbiamo ormai un'opinione di ferro riguardo a questo tema, non cambieremo idea e non cambieremo nemmeno atteggiamento, questa legge non è una legge emendabile, non è una legge migliorabile, è una legge da ritirare, quindi non è per noi, però credo che anche nei banchi della maggioranza possa essere utile avere qualche spiegazione in più, anche perché l'oggetto del contendere sembra essere cessato, questi pochi giorni di dibattito, tre giorni sinora, hanno già presentato uno scenario completamente diverso, anzi, non son tre giorni, sono due settimane comprendendo anche quanto fatto in Commissione, perché anche quel dibattito è stato un dibattito pieno di tematiche e pieno di contenuti, ebbene, in questi due settimane quel mondo è cambiato, due settimane fa si parlava di un giudizio in corso, imminente, di un tribunale che avrebbe dovuto decidere oggi, oggi quel tribunale deciderà senza avere una legge regionale e probabilmente prenderà la stessa decisione, identica a quella che avrebbe preso in presenza di una legge, perché non è quello il tema, anche perché se quello fosse il tema noi non saremmo qui a discutere di questo ma, come ha proposto…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Questa volta sarò davvero breve, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento 975 perché queste due "frasette" sono veramente antipatiche, ecco, è chiaro che sottendono a ciò che la legge vuole fare, sottrarsi alla coopianificazione, sottrarsi a una collaborazione col Ministero, come diceva l'onorevole Zedda, tutti quanti, tutti quelli che abbiamo avuto qualche esperienza di gestione e di amministrazione che dipende anche da qualche Ministero, sappiamo bene come a volte è difficile, come può essere rigida, come perfino a volte ottusa l'amministrazione ministeriale, ciò nonostante tutti noi non penseremmo mai di sottrarci ad alcune regole e alle leggi che cercano di regolare la nostra vita. Io continuo a credere che la coopianificazione col Ministero sia una ulteriore tutela per noi tutti, continua a credere che questa legge non è necessaria, ormai credo che l'abbiamo capito completamente, non è necessaria e non è utile per ciò che si dichiara di voler ottenere con questa legge, invece continuo a immaginare una Sardegna grande o piccolo laboratorio, piccolo per le dimensioni che abbiamo ma grande secondo me se decidessimo di farlo con tutte le intenzioni, utilizzando la ricerca, facendo ricerca sul campo, un grande laboratorio di sperimentazione di uno sviluppo sostenibile, di un utilizzo delle risorse che sia rispettoso della dimensione umana, di una strategia occupazionale che vada nella direzione di una tecnologia, uso un'espressione che non esiste, umanizzata, che possa restituire a questa Sardegna anche alcune cose che sono state tolte in passato, negli anni in cui certamente eravamo convinti che un certo livello di industrializzazione ci avrebbe portato benessere, lavoro e prestigio, ci ha portato strutture che sono lì ferme e che sono mostri inguardabili, ci ha portato disoccupazione…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Non mi ero iscritto però parlo volentieri per dichiarazione di voto. Intanto per chiedere di inserire la mia firma e dell'onorevole Cocco nell'emendamento numero 975, l'emendamento all'emendamento, e dichiarare il voto favorevole. Perché il voto favorevole? Perché provate in questa proposta di legge, l'abbiamo detto più volte all'interno di quest'Aula, a sottrarre la materia della pianificazione congiunta a una trattativa che ci deve essere, a un accordo che deve essere obbligatorio all'interno dei diversi enti che rappresentano la nostra terra, a partire naturalmente dal Governo, dalla Regione, dagli enti locali, c'è bisogno insomma di maggiore collaborazione. Noi pensiamo che ci sia bisogno di maggiore anche unita nell'affrontare i problemi, e l'abbiamo detto più volte, è inutile pensare di approvare questa normativa e di portare la Regione Sardegna ad uno scontro istituzionale con il Governo, dove si sa naturalmente come si entra e non si sa mai come si esce, e allora noi non siamo per le prove muscolari che danneggiano i sardi, noi siamo invece per trovare l'accordo, l'accordo per migliorare la vita dei nostri concittadini, per provare a creare uno sviluppo ecosostenibile, per provare ad avere un miglioramento delle condizioni di vita su un nuovo modello di sviluppo. Questo noi chiediamo ed è per questo che sosteniamo convintamente questo emendamento e continuiamo anche la battaglia per provare a farvi capire che state sbagliando. L'abbiamo detto in più di una circostanza, siamo favorevoli alla realizzazione delle arterie stradali, siamo contrari naturalmente ad entrare nel merito e a provare a cementificare dovunque senza nessun tipo di criterio. Invece in materia di semplificazione c'è tanto da fare, però in questa legge, in questa proposta di legge non si tratta di nulla, non si tratta di semplificare la vita ai comuni nell'approvazione dell'adeguamento al PPR, non si tratta di semplificare la vita ai comuni nell'adeguamento alle norme del PAI, insomma, provate ad andare avanti imperterriti verso una direzione che ci porterà sicuramente ad uno scontro istituzionale e quindi come opposizione giustamente continueremo a sollevare i temi che per noi sono essenziali per creare invece uno sviluppo sostenibile ed equilibrato della nostra terra, d'altronde abbiamo il diritto di pensare che tutto quello che noi stiamo vivendo lo dobbiamo tramandare ai nostri figli, ai nostri…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD) Grazie, Presidente. Intervengo sull'emendamento 694 che propone sostanzialmente di togliere queste due frasi "senza pianificazione congiunta" dal vostro emendamento canguro per provare a fare quello che stiamo tentando da diverse ore a questa parte, provare a rovesciare e a trasformare in termini positivi e propositivi ciò che noi troviamo nefasto, e vorrei rifuggire anche il tentativo di appiopparci laurea di oppositori a tutti i costi per il gusto di fare ostruzionismo, basterebbe che vi contaste e vi rendereste conto che siete in 19 su 27, quindi non avete neanche il numero legale, e noi non ve lo stiamo chiedendo e lo stiamo garantendo noi, perché noi ci teniamo a questo dibattito e vogliamo che la cosa vada avanti nella speranza di riuscire a convincerli, a convincervi che anche laddove un percorso inizia in un certo modo, prende una certa direzione, lo si può correggere. Io ho avuto esperienza amministrativa di vertice, nel senso che sono stato Sindaco del mio Comune, e più di una volta mi son trovato a cambiare idea su atti che portavo all'attenzione dei colleghi, perché nel mio paese dicono che solo gli stupidi non cambiano idea, quando ci si rende conto che le ragioni dell'altro sono preminenti rispetto ai convincimenti che ci siamo fatti, in perfetta buona fede si può tranquillamente tornare indietro, quindi l'appello che vi faccio è proprio questo, concentratevi sulle nostre proposte, noi vi stiamo proponendo un testo migliorativo invitandovi a togliere la parte negativa, cioè quando voi dite "senza pianificazione congiunta" e poi dite dopo "sottratti alla pianificazione congiunta", ecco, noi vi proponiamo di togliere questa frase, e a quel punto diventa una parte costruttiva, diventa positiva e propositiva. Vi invito a questo calorosamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie, Presidente. Tengo molto a questo emendamento è un emendamento importante, è un emendamento che con i miei colleghi del Gruppo abbiamo presentato perché nel togliere queste parole "senza pianificazione congiunta", "sottratte alla pianificazione congiunta", noi vogliamo fare un richiamo, un richiamo a delle doti come quelle dell'umiltà, della condivisione, dell'inclusione, tutte doti che l'azione di questa maggioranza su questo tema, ma anche su altri temi, ha dimostrato di non avere, di non tenere presenti o quanto meno non tenere abbastanza presenti, senza voler essere lapidari. Mi fa piacere anche la condivisione del resto dei colleghi di opposizione, della quale non avevo mai dubitato, e vorrei portare la riflessione sulla questione relativa a questo rapporto discontinuo e di scontro con il Governo, che un giorno è matrigna, come la natura leopardiana, la quale non ci da ciò che ci spetta, ciò che pensiamo ci spetti, ed il giorno dopo invece è (…) che ingerisce in maniera, a parere vostro, indebita sulle questioni regionali. Ebbene, ci vorrebbe una maggiore coerenza sotto questo punto di vista, ed è questa la ragione per la quale questo emendamento è stato presentato, per richiamare anche un ulteriore virtù, un dote, una vera virtù, che è la coerenza, coerenza che molte volte purtroppo è mancata nelle azioni di questa maggioranza, e questo è il solito esempio di azione cieca e oltranzista, che non ammette alcun tipo di margine per il confronto che l'opposizione sta in tutti i modi cercando di richiedervi, ma anche nel mio paese, anche nella mia piccola cittadina, come anche in quella dell'onorevole Piscedda, si dice che solo gli stolti non cambiano mai idea, quindi questa potrebbe essere una delle tante occasioni che avete già sprecato, ma anche delle tante che verranno dopo per poter magari cambiare idea ed intavolare una discussione che vi stiamo a gran voce chiedendo, con tutta l'umiltà che voi non state dimostrando in questo frangente. Io penso che questa sia l'occasione giusta per poter intavolare questo discorso che ho richiamato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie, Presidente. Anch'io intervengo su questo nostro emendamento del Gruppo del Movimento 5 Stelle naturalmente per annunciare voto favorevole all'emendamento 975. Questo emendamento prova a cercare di modificare l'emendamento che è stato presentato dalla Giunta regionale consapevoli che anche qualora dovesse passare questo nostro emendamento non troverebbe comunque l'impianto della legge da parte nostra soddisfazione, ma quantomeno cerchiamo di dare il nostro contributo nella discussione che stiamo tenendo ormai da tante ore, e lo facciamo perché riteniamo che non sia giusto delegare la Giunta e la maggioranza su questi temi ma poter esprimere le nostre posizioni perché questi sono temi che vanno a toccare gli equilibri, lo sviluppo della nostra terra, quindi tutta la parte che riguarda la pianificazione per capire che sviluppo vogliamo dare alla nostra terra, uno sviluppo che secondo me deve essere moderno, deve saper guardare a appunto a come il mondo sta cambiando anche dovuta alla triste esperienza che abbiamo vissuto in questi giorni, quindi una nuovo visione del mondo, coraggiosa, perché quando si parla di rivoluzioni, perché siamo in mezzo a una rivoluzione verde, è sempre un po' difficile accettarla, ma saperla cogliere potrebbe creare quei vantaggi che la Sardegna aspetta ormai da tanto tempo, e con questo emendamento noi, sappiamo che il testo poi verrà approvato così, che non soddisferà, però almeno troveremo un po' di soddisfazione per aver contribuito a questa legge. Quindi io ribadisco con convinzione e auspico che l'Aula possa prendere in considerazione questo nostro emendamento, proprio per riuscire almeno anche a migliorare la situazione dentro l'Aula. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Stara per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

STARA FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente, sarò molto breve. Intervengo per esprimere parere favorevole a questo emendamento e poi dopo la votazione chiedere dieci minuti di sospensione per una riunione di minoranza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie, Presidente. Intervengo per esprimere il parere favorevole a questo emendamento e continuare nella riflessione che è fatta di tanti piccoli pezzi, di cui questo emendamento fa parte, per ribadire sostanzialmente la ferma opposizione al progetto di legge che viene descritto con determinati contenuti ma che poi, nell'incedere appunto della discussione, ne sta rivelando degli altri. Io credo che in qualsiasi mio intervento l'abbia detto, lo ridico e continuo a dirlo, perché c'è la presenza non solo dell'Assessore degli enti locali e dell'urbanistica, ma anche della Vicepresidente Assessore del lavoro, per dire che ben faremmo a concentrare tutte le nostre energie a favore dello sviluppo della Sardegna in un momento così importante come quello attuale dove, lo diceva bene l'onorevole Stara, giorno dopo giorno, anzi, ora dopo ora il nostro sistema economico si sfilaccia sempre di più, molte imprese non riusciranno a garantire la loro riapertura e noi ci arrocchiamo attorno a una contesa, che è diventata una contesa quasi fratricida ormai, una lotta ad oltranza che poco ha effettivamente di contenuti politici, di profondi contenuti politici, intendo dire, ma sostanzialmente è una lotta a chi, come dire, è il più forte; qua nessuno mollerà la nave, ce lo siamo già detti, ma credo che veramente non stiamo facendo un grande servizio al popolo sardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Grazie, Presidente. Allora, Assessore, stavamo parlando dell'emendamento, questo è un emendamento, il 975, all'emendamento 694, e trovo incredibilmente coraggiosa la volontà di poter togliere due frasi, "senza pianificazione congiunta" e "sottratti alla pianificazione congiunta", quindi come eliminare la parte del Governo, come eliminare la parte del Ministero, sorrido al mio collega delle storie, che in questi giorni non ci ha raccontato niente. Va bene, noi continuiamo a ribadire il nostro pensiero, che è quello della contrarietà a questa proposta, l'ennesimo emendamento portato da voi su una continua modifica di quello che è il PPR, ma, ripeto, noi non siamo contrari a una rivisitazione del PPR, è assolutamente necessaria, ma non in questo modo, non in questi termini, non in maniera così assolutista, senza ascoltare nessuno e andando dritti per la propria strada. Quindi un progetto, una proposta di legge che andrà a modificare quello che è l'ambiente del nostro territorio, quelle che sono le coste nel nostro territorio, quelli che sono i nostri beni identitari, insomma, la storia della Sardegna, e ci vuole coraggio, ci vuole coraggio a modificare anche questo, lo state facendo, lo state facendo anche staccandovi da quella che è l'opinione, da quello che è comunque il parere, la coopianificazione con il nostro Governo; ricordiamoci che oltre ad essere sardi siamo anche italiani, per cui una collaborazione… grazie, Presidente… Assessore, se io parlo con lei, lei mi dà anche le spalle?... grazie, lo so che sono grandi ma nel momento in cui…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Presidente, io le voglio bene, sono già intervenuto.

PRESIDENTE. Però, scusate, anche qua, non stiamo giocando, io non posso controllare ogni volta, fare la verifica, la doppia verifica sul fatto se siate già intervenuti o meno, ieri abbiamo giocato, però basta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Grazie, Presidente. Il collega Piscedda non è intervenuto ma ha fatto una proposta nel suo intervento precedente e io voglio approfittare veramente di quello che lei ha detto, ma oltre ad averlo detto lei l'ho sentito un po' da tutti i banchi dell'opposizione, l'evidenza della copianificazione e dell'eliminazione dell'accordo col MiBAC e con il Ministero. Lei prima ha detto: "Se voi eliminate la parola congiuntamente noi possiamo iniziare a trovare un accordo", allora io vorrei fare un po' di chiarezza ed evidenziare quella che è l'interpretazione di questa norma e che cosa vorrebbe cristallizzare. Allora, voi siete a conoscenza che la 63 del 2008, cioè la il provvedimento che è andato a modificare gli articoli 135, 143 e 156 del Codice Urbani esattamente recita questo: "L'elaborazione dei Piani paesaggistici avviene congiuntamente tra Ministero e regioni limitatamente ai beni paesaggistici di cui all'articolo 143, lettera b), lettera c)", quello che noi abbiamo escluso da questo provvedimento, noi stiamo dicendo con questo provvedimento che vorremmo cristallizzare una pianificazione limitatamente a quegli articoli, quindi copianificazione con il MiBAC solo per quegli articoli, ma unitariamente, cioè in autonomia con quella che è la previsione della revisione del PPR, come recita l'articolo 144 del Codice Urbani, declinato all'articolo 11 della legge numero 4 del 2009, quindi stiamo solo dicendo che vorremmo autonomia sedendoci per la revisione del Piano paesaggistico regionale, non come dite voi con un colpo di mano con una norma, ma con una procedura di revisione, stiamo dicendo questo, quindi siamo due giorni che parliamo di coopianificazione quando alla fine noi diciamo che l'articolo 143, quello che disciplina il limite, che non compete a noi ma è di competenza esclusiva dello Stato, noi facciamo tutto il resto, molto chiaro, quindi io accetto, noi accettiamo la sua proposta perché diciamo che dopo aver approvato questa norma noi ci accingeremo alla revisione e alla modifica del PPR attraverso la procedura dettata dalla norma del Codice Urbani, dell'articolo 11 della 9, eliminando quello del 143. Quindi noi siamo disponibili a un chiarimento con voi perché da due giorni si parla di coopianificazione sì e no…

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 975.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 975.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

L'onorevole Stara ha chiesto una riunione di minoranza, il Consiglio è sospeso per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 27, viene ripresa alle ore 21 e 03.)

C'è la necessità di una maggiore considerazione sulle modalità di prosecuzione dei lavori della seduta odierna, quindi il Consiglio è sospeso sino alle ore 21 e 35. C'è necessita di valutare bene la modalità di prosecuzione dei lavori, è una richiesta, giustamente, dell'opposizione, quindi ci adeguiamo e anche la maggioranza si adegua.

(La seduta sospesa alle ore 21 e 04, viene ripresa alle ore 23 e 13.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, prego i colleghi consiglieri di riprendere posto. Non mi sembra che ci siano condizioni ulteriori rispetto a quelle di procedere ad oltranza. Andiamo ad oltranza quindi.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Sull'ordine dei lavori.

Ieri ho fatto una denuncia rispetto a un fatto grave che si è verificato nel mio territorio, che non è un comune ma sono nove comuni, di una campagna antincendi che non è partita, ed incendi che hanno devastato parte del mio territorio, io mi rivolgo ulteriormente…

PRESIDENTE. No, scusi, non è sull'ordine dei lavori.

COCCO DANIELE (LEU). Io devo assolutamente denunciare questa cosa perché doveva partire la campagna antincendi…

PRESIDENTE. No guardi, onorevole Cocco…

(Tumulto in Aula)

La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 23 e 15.

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