Interrogazione n. 390/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 390/A

(Pervenuta risposta scritta in data 07/07/2020)

ZEDDA Massimo – AGUS – CADDEO – LOI – PIU – ORRÙ – SATTA Gian Franco – STARA, con richiesta di risposta scritta, sull’individuazione di strutture sanitarie private nel “Piano strategico per l’attivazione progressiva di strutture di area critica” approvato dalla Giunta regionale per l’organizzazione della rete di cura regionale dei pazienti contagiati da Covid-19.

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I sottoscritti,

premesso che:
– l’11 marzo 2020 con la deliberazione n. 11/17 la Giunta regionale ha approvato il “Piano strategico per l’attivazione progressiva di strutture di area critica” per fronteggiare l’emergenza sanitaria conseguente alla diffusione del coronavirus e per definire misure organizzative della rete delle strutture sanitarie impegnate nella cura di pazienti contagiati virus;
– il piano prevede la progressiva attivazione di posti letto nei reparti ospedalieri di terapia intensiva, infettivi e pneumologia, individuando 4 possibili scenari in funzione dell’aumento del numero di contagiati riscontrati nel territorio isolano:
– scenario 1: 11 posti letto nel nord Sardegna e 8 nel sud Sardegna, tutti dedicati a pazienti Covid postivi;
– scenario 2 incremento di 140 posti letto per Covid postivi nei presidi ospedalieri del nord Sardegna e di 84 in quelli del sud Sardegna;
– scenario 3: incremento di ulteriori 19 posti letto per Covid nei presidi ospedalieri del nord Sardegna e di 223 in quelli del sud Sardegna;
– scenario 4: sarà valutata la possibilità di trasformare, se necessario, prioritariamente presso gli ospedali già individuati per la cura pazienti Covid positivi, ulteriori posti letti di altre discipline mediche e conseguente spostamento dei pazienti presso strutture ospedaliere private fino alla loro massima capienza;

rilevato che:
– nella precedente circolare 1° marzo 2020, n. 2627, inviata a tutti gli Assessori regionali della sanità, il Ministero della salute ha specificato che l’utilizzo delle strutture private accreditate debba essere valutato prioritariamente per ridurre la pressione sulle strutture pubbliche mediante trasferimento e presa in carico di pazienti non affetti da Covid-19;
– il decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 approvato dal Consiglio dei ministri prevede che le regioni possono attivare, anche in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee sia all’interno che all’esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private, o di altri luoghi idonei, per la gestione dell’emergenza Covid-19, derogando per la durata dello stato di emergenza agli ordinari requisiti di accreditamento;
– il decreto legge ha, inoltre, stanziato 50 milioni di euro per sostenere le spese di realizzazione delle aree sanitarie temporanee e ha previsto la possibilità di derogare alla normativa in materia edilizia, comprese le norme regionali, piani regolatori e regolamenti edilizi locali;
– la successiva circolare ministeriale n. 7865 del 25 marzo 2020, che fa salve le precedenti disposizioni ministeriali, ha indicato alle Regioni la necessità di:
– identificare prioritariamente strutture/stabilimenti dedicati alla gestione esclusiva del paziente affetto da Covid-19;
– individuare altre strutture ospedaliere da dedicare alla gestione dell’emergenza ospedaliera non Covid;
– qualora sul territorio regionale esistano ulteriori strutture ospedaliere che non sono direttamente coinvolte nella rete Covid-19, né in quella emergenziale non-Covid, queste possono essere utilizzate per contribuire ad attività necessarie, nonché per la riprogrammazione dell’attività assistenziale nei confronti di pazienti che non possono interrompere il percorso di cura, con prestazioni dirette ovvero con monitoraggio da remoto (es. attraverso strumenti di telemedicina);

considerato che:
– il Piano approvato dalla Regione l’11 marzo prevede il coinvolgimento di una sola struttura privata, l’ospedale Mater Olbia, nello scenario 2 con l’individuazione di 31 posti letto per il solo supporto operativo dei pazienti Covid negativi, e nello scenario 3 con la predisposizione di 19 posti letto per la cura dei pazienti Covid positivi;
– successivamente, la Giunta ha approvato 3 delibere con le quali ha inserito nella rete regionale di cura dei pazienti Covid positivi due strutture sanitarie private interamente dedicate alla cura di tali pazienti e ha modificato, ampliandolo, il ruolo inizialmente previsto per l’ospedale Mater Olbia;
– infatti con le deliberazioni 14/1 del 20 marzo 2020 e 15/17 del 24 marzo 2020 la Giunta regionale ha interamente identificato le strutture del “Policlinico Sassarese Spa” e della casa di cura privata “Policlinico Città di Quartu” come area sanitaria temporanea ai sensi del decreto legge n. 18 del 2020 per la gestione dell’emergenza Covid-19, in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento;
– in particolare sono stati previsti per il Policlinico di Sassari 60 posti letto e 50 nel Policlinico di Quartu, pari alla totalità dei posti disponibili nelle rispettive strutture le quali, erano già precedentemente accreditate per altre prestazioni sanitarie;
– le strutture private beneficeranno, oltre i rimborsi pubblici dovuti per lo svolgimento delle prestazioni sanitarie di cura dei pazienti contagiati, di un’indennità di funzione in quanto individuate come strutture completamente dedicate ai pazienti Covid positivi;
– il 26 marzo con deliberazione n.16/2 la Giunta regionale ha disposto l’attivazione di un’area sanitaria temporanea anche nel Mater Olbia, modificando parzialmente il ruolo della struttura;
– infatti, dei 19 posti letto dell’Unità operativa di terapia intensiva del Mater Olbia già previsti nella fase 3 del Piano, ne vengono attivati immediatamente quattro, e per altri tre posti viene stabilito che faranno parte di un’area sanitaria temporanea attivata ai sensi del decreto legge n. 18 del 2020;
– infine, con la stessa delibera del 26 marzo è stata prevista l’attivazione, in un arco temporale di tre giorni, di un reparto di degenza non intensiva con la creazione di ulteriori 16 posti letto;

evidenziato che:
– successivamente alle deliberazioni con individuano aree sanitarie temporanee nelle tre strutture private, la Giunta regionale con la deliberazione n. 16/3 ha approvato gli indirizzi sugli aspetti tariffari delle prestazioni sanitarie che svolgeranno le cliniche private individuate quali strutture per l’emergenza Covid-19;
– la Giunta regionale ha stabilito di ritenere eccezionalmente valide le stime sui costi proposti dai privati in quanto impossibilitata a disporre di un’istruttoria per l’eventuale rideterminazione delle tariffe attuali secondo gli effettivi costi di produzione;
– per tali strutture l’ATS riconoscerà per gli episodi di ricovero Covid-19 le seguenti tariffe:
– posti letto di degenza ordinaria 250 euro/giorno;
– posti letto di terapia sub intensiva 538 euro/giorno;
– posti letto di terapia intensiva 900 euro/giorno;
– inoltre, è stato stabilito che il finanziamento di funzione, già annunciato nelle deliberazioni sul Policlinico di Sassari e Quartu, sia calcolato al 22 per cento sulla tariffa per la terapia intensiva e del 30 per cento sulla tariffa per la terapia sub intensiva;
– tale finanziamento è determinato sulla base dei posti letto allestiti in ciascuna struttura privata secondo le indicazioni, in numero e tipologia, contenute nelle deliberazioni della Giunta regionale e secondo eventuali e ulteriori richieste provenienti dal direttore generale della sanità;
– inoltre, è previsto un ulteriore finanziamento di funzione da erogare nei casi in cui le strutture private non vedranno occupato dai pazienti l’80 per cento dei posti letto ipotizzati e richiesti dalla Regione;

sottolineato che:
– l’andamento dei dati sul ricovero dei pazienti Covid positivi negli ospedali sardi:
– 11 marzo: 10 pazienti positivi ricoverati, su un totale di 28 casi;
– 20 marzo: 52 ricoverati su 206 casi;
– 24 marzo: 94 ricoverati su 367 casi;
– 26 marzo: 101 ricoverati su 442 casi;
– 31 marzo: 137 ricoverati su 682 casi;
– il numero di posti letto resi necessari fino al 31 marzo per il ricovero di pazienti Covid positivi è ricompreso nel perimetro definito dallo scenario 2 ipotizzato nel Piano strategico approvato dalla Giunta regionale l’11 marzo 2020;
– al 31 marzo i pazienti in terapia intensiva non hanno mai raggiunto le 30 unità;
– lo scenario 2 (caratterizzato da un aggravamento, rispetto allo scenario 1, che comporta un aumento di pazienti ricoverati con insufficienza respiratoria acuta e il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza per le prestazioni riconducibili alle altre patologie) prevede la disponibilità complessiva di 244 posti letto in strutture pubbliche;
– nelle deliberazioni n. 14/1, n. 15/17 e n. 16/2, la Giunta regionale non riferisce sulle esigenze sorte successivamente all’approvazione del Piano strategico che hanno portato l’esecutivo regionale a individuare altre strutture sanitarie da inserire nella rete regionale di cura di pazienti Covid positivi e perché abbia optato solo su strutture private;
– non riferisce se, nel corso di attuazione del Piano e considerando anche le indicazioni in merito del Ministero della sanità, abbia valutato preliminarmente l’utilizzo delle strutture private (comprese quelle poi selezionate per la cura di pazienti Covid positivi) per l’assistenza di pazienti non Covid a sostegno delle strutture ospedaliere pubbliche in difficoltà nella gestione dell’emergenza epidemiologica in corso;
– ciò anche considerando che, in più casi, è stata necessaria la chiusura di interi reparti di ospedali pubblici dedicati anche a pazienti Covid negativi per sospetta contaminazione da coronavirus e che le percentuali di personale sanitario contagiato in Sardegna (40,8 per cento, dal bollettino di sorveglianza Covid-19 del 30 marzo elaborato dall’Istituto superiore di sanità) vede l’isola primeggiare nelle statistiche nazionali;
– nelle deliberazioni non riferisce sullo stato di attivazione dei posti letto già pianificati nelle strutture sanitarie pubbliche e se siano sorte criticità nelle previsioni contenute nel Piano;
– diversamente dai casi dei Policlinici di Sassari e Quartu, la Giunta regionale non riferisce di garanzie avute dai privati sulle risorse umane messe a disposizione dal Mater Olbia per svolgere le funzioni assegnate;
– la Giunta regionale non riferisce, inoltre, sulla tempistica necessaria perché tali strutture siano pienamente operative, né in quale scenario del Piano queste dovranno svolgere le funzioni assegnate,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) quali valutazioni sono state fatte per individuare le tre strutture sanitarie private, come specificate nelle deliberazioni della Giunta regionale n. 14/1, n. 15/17 e n. 16/2, inserite nella rete regionale delle strutture sanitarie impegnate nella cura di pazienti contagiati da Covid-19;
2) se preliminarmente all’ampliamento dei posti letto già previsti per il Mater Olbia e l’inserimento di ulteriori 110 posti forniti dalle strutture private di Sassari e Quartu, siano stati attivati tutti i posti letto già pianificati nelle strutture pubbliche secondo gli scenari 2 e 3 (complessivamente 467 posti letto) stabiliti nel “Piano strategico per l’attivazione progressiva di strutture di area critica” per la cura dei pazienti Covid positivi;
3) se preliminarmente all’inserimento delle tre strutture private nella rete regionale per la cura di Covid positivi sia stata fatta una ricognizione delle strutture sanitarie pubbliche in possesso di requisiti adeguati per il loro inserimento nella rete regionale di cura dei pazienti infetti da Covid-19;
4) se sia stato valutato, in conformità agli indirizzi del Ministero della sanità 1° marzo 2020 e preliminarmente all’approvazione del Piano strategico, l’utilizzo delle strutture private accreditate per ridurre la pressione sulle strutture pubbliche mediante trasferimento e presa in carico di pazienti non affetti da Covid-19;
5) se la separazione dei pazienti Covid positivi era possibile solo nelle strutture private e se dette strutture si stanno occupando solo di pazienti Covid;
6) se ritengono che il Piano approvato l’11 marzo 2020 non fosse carente circa l’individuazione di strutture private, già accreditate per prestazioni “ordinarie” sanitarie, al fine di ridurre la pressione nelle strutture pubbliche individuate come “ospedali Covid” secondo le indicazioni del Ministero della Sanità;
7) se nella scelta di inserire le tre strutture private nella rete di ospedali per la cura di Covid positivi abbia inciso l’alto numero di personale sanitario contagiato, nel frattempo, negli ospedali pubblici;
8) se nella scelta di inserire le tre strutture private nella rete di ospedali Covid positivi abbia inciso la difficoltà riscontrata dal personale sanitario degli ospedali pubblici di poter disporre correttamente dei dispositivi di protezione individuale secondo le norme, regolamenti e circolari adottate dagli enti competenti nel corso della crisi epidemiologica;
9) in quali dei quattro scenari del Piano è previsto il ruolo attivo delle strutture private individuate dalla Giunta regionale;
10) quali garanzie di natura sanitaria, logistica, strumentale e organizzativa sono state fornite dalle strutture private alla Regione preliminarmente alla decisione assunte con le delibere di Giunta che le ha individuate come aree sanitarie temporanee;
11) se le strutture private hanno garantito la disponibilità dei DPI per il personale sanitario e di tutte le strumentazioni necessarie per la cura dei pazienti Covid positivi;
12) perché non sia stata stabilita una tariffa massima applicabile al costo dei DPI eventualmente sostenuto per il loro acquisto da parte delle strutture private;
13) se le strumentazioni in dotazione presso le strutture private selezionate (quali ad esempio, i ventilatori-respiratori) garantiscono per quantità e qualità prestazioni e modalità di funzionamento adeguate agli standard richiesti alle strutture pubbliche per la cura dei pazienti Covid positivi;
14) quali garanzie hanno fornito le strutture private circa la disponibilità di tutto il personale sanitario necessario per le prestazioni sanitarie decise dalla Giunta regionale con le delibere di cui trattasi;
15) i motivi per cui è stato necessario dirottare personale sanitario pubblico qualificato negli ospedali privati ed è stato disposto l’invio di personale sanitario militare per l’ospedale Mater Olbia;
16) se nella scelta delle strutture private individuate abbia inciso la possibilità che, per almeno in due di queste, si potrebbe presentare una crisi occupazionale legata alla previsione di un minor numero di prestazioni sanitarie da erogare nel breve-medio periodo a causa dell’aggravamento della crisi epidemiologica in corso;
17) se sia stata fatta una valutazione delle strutture private individuate anche con riferimento all’andamento del loro fatturato nel periodo antecedente lo scoppio della crisi epidemiologica;
18) quali valutazioni sono state effettuate dalla Regione sulle stime dei costi proposti dagli operatori privati, quali criteri sono stati adottati per determinare le tariffe finali stabilite nella delibera n. 16/3 del 26 marzo 2020 e se sia stata effettuata una comparazione dei costi delle tariffe stabilite per i privati con i costi delle strutture pubbliche;
19) se preliminarmente all’adozione delle delibere sopra citate, è stato stimato l’importo del “finanziamento per funzione” attribuito dalla Giunta alle strutture private di Sassari e Quartu quale indennità, separata dai costi per le prestazioni sanitarie da erogare, assegnata perché le stesse sono state riservate completamente all’assistenza di pazienti Covid-19;
20) quali ragionamenti sono stati adottati per stabilire che il “finanziamento per funzione” dovesse essere calcolato al 22 per cento sui costi dei posti letto in terapia intensiva e al 30 per cento costi dei posti letto in terapia sub-intensiva, e se sia stata effettuata una valutazione della congruità delle proposte in merito formulate dagli operatori privati e accettate dalla Regione;
21) se ritengono che l’Assessorato regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale, con il supporto dell’ATS e delle aziende sanitarie pubbliche, non potesse essere in grado di formulare un metodo per la stima di massima del finanziamento di funzione sulla base dell’esperienza organizzativa, logistica e finanziaria condotta negli ospedali pubblici nelle prime 3 settimane di gestione dei pazienti Covid positivi;
22) quali ragionamenti sono stati adottati per stabilire che un ulteriore “finanziamento per funzione” dovesse essere erogato, inoltre, nei casi in cui le strutture private non vedranno occupato dai pazienti l’80 per cento dei posti letto ipotizzati e richiesti dalla Regione e se anche il metodo di calcolo di questo finanziamento è stato suggerito dagli operatori privati individuati dalla Giunta;
23) se considerate le difficoltà delle strutture private individuate a disporre di proprio personale sanitario qualificato, di medicinali, dispositivi e strumentazioni propri per la cura immediata dei pazienti Covid postivi, degli spazi necessari per le prestazioni sanitarie previste, non sia stato sconveniente in termini costi/benefici affidare tali prestazioni alle strutture private;
24) se l’individuazione delle tre strutture private è stata condivisa o suggerita dall’Unità di crisi regionale, composta da professionisti e tecnici competenti in materia, o se si tratta di una scelta unilaterale della Giunta e del Presidente della Regione;
25) se le persone individuate nel “Comitato tecnico scientifico Covid-19″ in Regione Sardegna” (deliberazione 1° aprile 2020, n. 17/4, ad oggi non ancora resa pubblicata) sono tutte estranee a conflitti d’interesse con il settore sanitario privato e con le decisioni assunte dalla Giunta regionale nel corso dell’emergenza epidemiologica;
26) se il silenzio stampa imposto dall’Assessore alla Sanità al personale sanitario delle strutture pubbliche impegnate nella cura dei pazienti Covid è da intendersi riferito anche al personale delle tre strutture private.

Cagliari, 7 aprile 2020

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