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Resoconto della seduta n. 99 del 13/01/2021

XCIX SEDUTA

Mercoledì 13 gennaio 2021

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 15 e 21.

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 8 gennaio 2021 (93), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Daniele Secondo Cocco, Giampietro Comandini, Carla Cuccu, Eugenio Lai, Stefano Tunis e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta del 13 gennaio 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 825, 826, 827, 828.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. È stata presentata la mozione numero 387.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017 (108/A).

PRESIDENTE. Bene, siamo sempre in fase di esame del disegno di legge numero 108.

Passiamo all'esame dell'articolo 11.

È aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, chiederei di valutare intanto se l'Aula è in numero legale in questo momento, anche per evitare magari di passare poi alla votazione e di non avere i numeri.

Dopodiché sul sull'ordine dei lavori due cose.

La prima riguarda un approfondimento che la Commissione sanità, vedo qui il Presidente della Commissione al primo banco, dovrebbe fare riguardo a quanto riferito all'Aula dall'Assessore in materia di vaccini. L'Assessore alla Sanità ha dato un'ampia disponibilità alla collaborazione. La campagna vaccinale è appena iniziata e ha riguardato per ora soltanto i sanitari che a breve almeno per quanto riguarda la prima dose verranno vaccinati tutti, dovrà iniziare a brevissimo anche il resto della campagna vaccinale che riguarderà gradualmente tutta la popolazione sarda. E' bene che questo Consiglio regionale non sia un semplice spettatore. Ovviamente quel tipo di decisione e di discussione potrà vedere nelle forze politiche del Consiglio e nei consiglieri dei validi propositori. Credo sia necessario convocare la settimana prossima su questo tema, presenta anche in presenza dell'assessore, la Commissione sanità, perché dalla buona riuscita della campagna vaccinale ne deriva anche la ripresa delle attività, una volta per tutte, e non con questo apri e chiudi che sta diventando anche snervante oltre che dannoso per l'economia e per la salute. L'altro tema riguarda invece la finanziaria. Il nostro Regolamento parla di un iter obbligato della finanziaria di 37 giorni, cioè dalla trasmissione in Consiglio sino all'ingresso del testo in Consiglio i giorni necessari per l'espletamento dei diversi passaggi sono 37. Va da sé che o la legge di stabilità viene presentata nei prossimi dieci giorni e trasmessa al Consiglio oppure il rischio che abbiamo di fronte è quello di protrarre ulteriormente l'esercizio provvisorio oppure approvare, per la terza volta, un atto tecnico. Ecco, io chiederei alla Giunta di prendere subito una decisione. Se deve essere anche questa volta un atto tecnico, un bilancio degli Uffici, che sia presentato e approvato subito, che sia trasmesso al Consiglio regionale la settimana prossima e sia approvato subito per liberare spesa. Non siamo disponibili, e parlo per il mio Gruppo, dopo una riflessione che abbiamo fatto proprio su questi temi, ad approvare tardi per l'ennesima volta un atto tecnico. Credo poi che questa riflessione, e chiudo, non riguardi solo il nostro Gruppo di minoranza, penso che anche in maggioranza sia in corso una riflessione simile. Per cui inviterei i colleghi e la Giunta nei prossimi giorni riflettere e, nel caso sia possibile, già dalla settimana prossima iniziare ad approfondire i temi del bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Moro. Ne ha facoltà.

MORO PIETRO (UDC Cambiamo!). Grazie Presidente. Mi rifaccio alle parole che ha detto il collega onorevole Agus per quanto riguarda le vaccinazioni. Presidente, vorrei che si facesse portavoce anche lei con l'Assessore, e anche il nostro Presidente della Commissione sanità, che se continuiamo su questo passo con questo metodo di vaccinazione noi andremo a vaccinare, oltre i sanitari, le altre persone fra due anni, quindi è importante che vengano interessati i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta perché solo così possiamo concludere questa vaccinazione, altrimenti son calende greche. Grazie.

PRESIDENTE. Io condivido e a questo punto darei la parola al Presidente della Commissione con il quale si può certamente coordinare un intervento insieme all'assessore Nieddu.

Ha domandato di parlare il consigliere Domenico Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (UDC Cambiamo!). Grazie Presidente e grazie anche ai colleghi che hanno fatto emergere questo problema che è veramente molto importante e, con le virgolette, serio. Serio e importante perché l'onorevole Moro ha fatto un'analisi perfetta di quello che sta per succedere, e cioè che se continuiamo con questo ritmo se ne riparlerà fra un paio d'anni forse per vaccinare tutti. Allora io aggiungo anche, sulle persone che devono essere contattate e che si sono già rese disponibili, ad esempio in provincia di Oristano io ho un elenco di 28 medici che si sono messi a disposizione totale, medici in pensione, medici che comunque sono ovviamente in grado di assolvere a questo compito e che dobbiamo assolutamente coordinare. Mi farò portavoce con l'Assessore affinché si faccia una sorta di cronoprogramma e soprattutto che si dia la possibilità a tutti coloro che ci vogliono aiutare in questo momento, e mi riferisco appunto anche a quelle persone che ho menzionato testé, che assolutamente devono essere messi in condizioni di poter aiutare ad aiutarci. Quindi grazie onorevole Agus, grazie onorevole Moro, io recepisco le vostre eccezioni e sono pronto a mettermi a disposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Grazie Presidente, anch'io sull'ordine dei lavori, approfitto di questo momento prima di entrare nell'ordine del giorno in attinenza a quanto detto in precedenza sullo stato dell'arte e di quanto si prevede per la vaccinazione da farsi nei territori. È noto a tutti che è stata intrapresa negli stessi territori una campagna di screening secondo un metodo del quale, di fatto, sotto il profilo scientifico e della praticabilità si sta curando la piena attendibilità sul piano degli effetti finali attesi, ma al netto di questo, che non va considerato in questa sede, mi preme segnalare ai signori della Giunta presenti, l'ho fatto già per le vie brevi all'Assessore competente, la situazione delle comunità di Ussassai e Seui in Ogliastra che soffrono in questi giorni una condizione di disagio inammissibile nel 2021. Sono senza medico di base. Si sta chiedendo ai medici di base che vengano investiti della possibilità di condurla quella campagna di vaccinazione, ma in quelle comunità i medici di base non sono posti in condizione di fare un'ordinaria amministrazione dell'assistenza sanitaria perché non ci sono. È inammissibile che questo accada ancora oggi. Si adotti ogni formula consentita perché si possa porre rimedio subito ad un disagio del quale tutti siamo più o meno responsabili. Oggi lo siete voi, perché siete voi che avete la responsabilità sulle scelte esecutive. Quindi confido che si intervenga quanto prima perché questa situazione di disagio assolutamente intollerabile di sofferenza finisca. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie Presidente. Credo che non ci siamo sbagliati ieri quando abbiamo programmato i lavori dicendo che potevamo iniziare alle 3, però non era poi una battuta quella di dire iniziamo piano piano e così evitiamo di disturbare alcuni colleghi che comunque puntualmente non si riesce a capire. Volevo rappresentare un'esigenza nostra, ma credo un po' di tutti. Siccome i colleghi stanno arrivando man mano, io direi, Presidente, alla luce delle cose che ci siamo detti prima, sarebbe il caso appena possibile una Conferenza di Capigruppo per stabilire sull'ordine dei lavori il proseguimento di stasera e anche qualche proposta operativa che è arrivata di come poter finire i lavori. Questo vorrebbe dire che ogni Gruppo dovrebbe prendere degli impegni precisi per evitare che se diciamo una cosa poi invece succedano altre cose. Ognuno di noi ha delle esigenze personali e soprattutto possono capitare delle esigenze alle quali non possiamo fare a meno, però per spirito, perché siamo qui per lavorare, ci sacrifichiamo un po' tutti, ma che siano sempre i soliti non mi sembra né giusto, né corretto. Presidente, appena è possibile le chiederei una Conferenza dei Capigruppo, appena arrivano anche gli altri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie Presidente. Io ho sentito un intervento dell'onorevole Moro e del Presidente della Sesta Commissione Gallus. Io mi rivolgo al Presidente della Sesta Commissione, che ora è al telefono, e chiedo all'onorevole Gallus di convocare la Commissione sanità perché è già da qualche mese che non viene convocata. Ci sono dei temi importantissimi e poi ogni volta qua in quest'Aula viene sempre chiamato l'assessore Mario Nieddu quando proprio ieri ricevo centinaia di messaggi e mi dicono: "Dario, riesci a farmi parlare almeno con qualcuno all'agricoltura? Sono dal 2016 che non mi rispondono. Ci sono delle mie pratiche bloccate, PSR e quant'altro". Quindi se iniziate a convocare continuamente l'Assessore alla sanità io chiedo qua continuamente di convocare l'Assessore all'agricoltura perché siamo indietro con i pagamenti e le pratiche e sono stanco di ricevere dalla mattina alla sera da parte di allevatori queste richieste! Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Moro. Ne ha facoltà.

MORO PIETRO (UDC Cambiamo!). Sull'ordine dei lavori. Grazie Presidente. Intanto nessuno ha detto di convocare l'Assessore prima di tutto, secondo io penso che la responsabilità in questo momento della salute dei cittadini e dell'intera isola non abbia nessuna eguaglianza nei confronti di chi non ha ricevuto i soldi del PSR. Io penso che dire che bisogna fare un tavolo tecnico affinché vengano coinvolti i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta sia un dovere di noi tutti, dirlo e farlo. Questa è la mia opinione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo!). Io non capisco perché ogni volta che si trova la pace, riprendiamo a perdere tempo per fare la guerra. A me interessano poco gli Assessori, mi sono lamentato spesso della assenza di alcuni Assessori, certo è che tranne uno o due giorni in cui era malato, il nostro Assessore è sempre presente, quindi sarei grato se di fatto lei invitasse il Presidente della Giunta a dire agli Assessori, a tutti, perché è inutile parlare di uno e non parlare degli altri, perché ci sono Assessori anche della competenza dell'amico Giagoni che non ci sono mai. Stiamo esaminando una legge, esaminiamo la legge e cerchiamo di evitare le stupide polemiche che non servono a niente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Non entro nel merito della presenza o dell'assenza degli Assessori, invece vorrei porre alla sua attenzione un'esigenza che è stata posta oggi davanti a lei, all'Assemblea dell'ANCI in relazione ai progetti e al coinvolgimento dei comuni sul Piano di ripresa. Vorrei porre all'Aula, alle colleghe, ai colleghi, ai Capigruppo e a lei Presidente in particolar modo, uno spunto di riflessione e un metodo per quanto riguarda il lavoro che dovremo intraprendere.

Nel corso dell'Assemblea, Presidente, le è stata posta la questione di avere un luogo, un luogo dove poter discutere di progetti e di futuro per la Sardegna. Penso che il luogo sia, per l'articolazione istituzionale che hanno le Commissioni, il Consiglio regionale, secondo me sarebbe opportuno, tema per tema e poi tema per tema, Commissione per Commissione, coinvolgere l'intero Consiglio regionale e poi le Commissioni o prima le Commissioni e poi il Consiglio regionale, in un ragionamento strategico con i sindaci, con i settori economico produttivi, in modo tale che il Consiglio si faccia portatore di esigenze, anche perché vanno trasformate in azioni che devono vedere, leggi, provvedimenti, risorse, in modo tale che sia il Consiglio ad essere il luogo di coinvolgimento della società sarda, come altre volte nel passato è stato ed è avvenuto, per quanto riguarda il coinvolgimento della società, l'analisi delle problematiche, la consapevolezza delle questioni che vanno risolte e l'elaborazione di azioni, di progetti strategici che necessitano anche di leggi.

Secondo me l'appello che le è stato rivolto, Presidente, a lei e all'Assessore, oggi può essere raccolto dal Consiglio regionale in modo tale che con il coinvolgimento anche della Giunta, ci mancherebbe, oltre che dell'apparato della Regione competente per materia, di volta in volta, ma sia il Consiglio regionale e le Commissioni in alcune sedute strategiche ed eccezionali che affrontino i temi per dare anche rilevanza e forza alla nostra Assemblea.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017 (108/A).

PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'articolo 11.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Mi rivolgo a lei perché ho avuto modo di apprezzare il fatto che lei abbia seguito con attenzione i lavori di questa mattina nel corso dell'assemblea dell'ANCI e ho notato che in alcuni momenti, tra colleghe e colleghi presenti e anche lei, c'è stato un qualche imbarazzo, giustamente.

Inizia l'Assemblea dell'ANCI di oggi sulle questioni delle norme sulla tutela del paesaggio, prosegue con l'appello al rispetto del codice Urbani, rispetto dell'ambiente come risorsa strategica per lo sviluppo delle procedure anche legate al Piano paesaggistico regionale, al turismo sostenibile. L'appello, tanti si sono soffermati su questo, sulla candidatura dell'intero patrimonio della Sardegna come patrimonio dell'umanità, quindi l'ambiente come elemento fondamentale dello sviluppo. L'assessore Lampis ha parlato del pericolo nei luoghi non ancora pericolosi in relazione alla possibilità che possa essere ubicato in quei luoghi il deposito di scorie, citando le dighe e tutto quello che sta accadendo dal punto di vista ambientale. Successivamente è stato detto del dissesto idrogeologico e idraulico del nostro territorio, quindi non vorrei, Presidente, perché io ho notato, non so se solo noi abbiamo notato questo oppure se sia corrispondente al vero, un ripensamento, una riflessione nei suoi occhi, un ripensamento di se stessi, delle azioni che stiamo portando avanti in questi giorni anche con l'articolo 11. Quando è stato chiesto tutto questo e poi l'aspetto legato al potere dei Sindaci di intervenire con la pianificazione urbanistica e con i piani urbanistici, è per quello che io mi rivolgo a lei perché tanto è inutile rivolgersi ad altri, quando è stato chiesto dall'ANCI, tutti hanno applaudito, che i Comuni possano indicare come non luoghi adatti per l'individuazione di siti per depositi di scorie i Comuni tramite lo strumento del Piano urbanistico comunale, non c'è una qualche stortura che meriterebbe una riflessione rispetto al fatto che giusto l'altro ieri e anche con l'articolo 11 e con gli altri stiamo negando la possibilità di pianificazione dei Comuni, negando gli strumenti urbanistici e facendo venir meno la possibilità di decidere il futuro dei luoghi da parte dei comuni e delle comunità? Ora, Presidente, io pongo alla sua attenzione questo aspetto, e se un'impresa comprasse alcuni ettari nel nostro territorio e si facesse portatrice, quell'impresa, di un'esigenza di mettere un deposito, avendo snaturato e stravolto i concetti dell'urbanistica con questa legge, per cui basta una dichiarazione, un'autocertificazione, la presentazione del progetto che per la semplificazione deve andare avanti, non è che stiamo creando alcune condizioni, mentre voi pensate alla possibilità per qualcuno di chiudere un piano pilotis, utilizzare un seminterrato, non è che nei meandri di questa legge si annida un rischio per tutti noi che voi non avete neanche previsto e che voi non volete oltretutto, su questo ne sono convinto, che possa invece essere una breccia perché alcuni possano fare intraprese economiche che possano ledere l'interesse della Regione. Forse nel dibattito di oggi meriterebbe un approfondimento anche questo tema, al netto delle posizioni, delle questioni di merito legate al singolo comma, se non ci sia un rischio che noi stessi, o meglio voi, state introducendo anche involontariamente nel negare la pianificazione urbanistica dei Comuni. Perché si è parlato di tanti aspetti, abbiamo anche il cronometro vero, è vivente, guardi la freccia sta andando, quindi c'è già un cronometro istituzionale oltretutto computerizzato, non abbiamo necessità dei cronometri viventi che oltretutto hanno sempre le lancette al passato, quindi sempre rivolgendomi a lei Presidente, se non sia necessario un ripensamento e una riflessione su questi rischi, su questi rischi che la legge potrebbe determinare.

PRESIDENTE. All'articolo 11 sono stati presentati gli emendamenti numero 13, 135, 136, 674.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Sono ritirati tutti quanti gli emendamenti escluso il soppressivo totale, tutti gli altri sono ritirati.

PRESIDENTE. Sì, tutti quanti i Gruppi. Non c'è il relatore, io ho la relazione, quindi c'è il parere negativo sull'emendamento soppressivo totale.

Articolo 11, gli emendamenti numero 135 e 13 rimangono, parere contrario della Commissione.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. È conforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione quindi gli emendamenti numero 13 e 135. È aperta la votazione. È chiusa la votazione.

Scusate, vi devo chiedere una cortesia, abbiamo un problema di nuovo di registrazione dei voti, chiederei il voto palese, quindi annulliamo la votazione, rifacciamo con voto palese.

Metto in votazione gli emendamenti numero 13 e 135. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Io considero eccezionale il fatto che si possa lavorare in queste condizioni, l'Aula sta lavorando su una legge complicata, difficile e importante senza le precondizioni per poterla affrontare. Quindi le chiederei, prima della prossima convocazione d'Aula, anche a costo di chiudere per qualche giorno almeno l'utilizzo dell'Aula, affinché si possa lavorare senza questi intoppi, perché ovviamente il voto elettronico è previsto dal Regolamento, è una prerogativa dei consiglieri e non è qualcosa di cui si può fare a meno, quindi io le chiederei di provvedere.

PRESIDENTE. Procediamo. Le prossime votazioni elettroniche le facciamo con votazione nominale, cioè con appello, se non è possibile, purtroppo non ci sta funzionando e non possiamo, non c'è nessuna volontà di ostacolare i lavori.

Metto in votazione il testo dell'articolo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 12. All'articolo 12 sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. La Commissione ha espresso parere negativo sugli emendamenti all'articolo 12, e precisamente al numero 14, mentre c'è il parere (manca audio) 67, 268, 266, 270, 272. Sono stati presentati degli emendamenti all'emendamento numero 754, e la Commissione ha dato per tutti parere negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. È conforme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Sono ritirati tutti gli emendamenti e gli emendamenti all'emendamento, ad esclusione del primo soppressivo totale.

PRESIDENTE. Il numero 14.

È aperta la discussione sull'articolo 12 e l'emendamento agli emendamenti.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Mi stupisce che non solo noi che abbiamo una consapevolezza della situazione di alcune zone nell'ambito del cagliaritano, ma le colleghe e i colleghi della Gallura. Onorevole Giagoni, lei sull'articolo 12 non so se abbia letto con attenzione (manca audio)

Nuovamente grazie, Presidente. Sul comma 1, e poi anche alcuni di quelli successivi, al fine di conseguire la riqualificazione dei relativi contesti e la messa in sicurezza del territorio la Regione promuove e incentiva interventi di trasferimento dei volumi. Ma quei proprietari che avevano quei volumi in quei luoghi mi sembra che sia stata determinata una confusione incredibile, nel senso che li possono trasferire in altre zone B. Cosa accadrà nel momento in cui i proprietari di zone B leggeranno questi articoli? Faranno salire il prezzo immediatamente, e mica tutti coloro che hanno proprietà e possibilità di intervenire su zone HI3, HI4, HG3, HG4 e tutelate dal Piano di assetto idrogeologico hanno anche proprietà in zone B. Automaticamente, appena sarà annunciato questo articolo, questi commi e il fatto che a breve probabilmente, verosimilmente lo approverete, metterete in difficoltà coloro che hanno proprietà e volumi in Zona HI3, e non ripeto, perché le ho dette prima, rispetto a coloro che hanno proprietà in Zona B che immediatamente strozzeranno, nel senso della speculazione, coloro che potranno o potrebbero, se approvato, avere l'opportunità di spostare quei volumi. L'altro elemento è questo; "gli interventi di cui al comma 1, e parlo del secondo comma, "sono estesi ai volumi esistenti legittimamente realizzati nelle zone urbanistiche, eccetera eccetera, ricadenti nelle zone HI3, HI4, HG4 e via dicendo, per i quali è consentito il trasferimento, previ Piani attuativi". State creando una confusione da un punto di vista legislativo per cui questi poveri proprietari di immobili o di volumetria non ancora realizzate in questi luoghi dovrebbero, secondo voi, per legge essere obbligati a trasferire quei volumi in altre zone, acquistando terreni, e quindi persino quel che è stato negato l'altro giorno, cioè del Piano Mancini, il Piano che prevedeva una serie di investimenti e quindi anche una serie di questioni legate al fatto che si potesse continuare a vivere salvo messa in sicurezza del territorio, voi con questi commi state dicendo che "assolutamente no", si devono trasferire per legge, sono di fatto obbligati ad andare a vivere altrove, nonostante abbiano delle proprietà in luoghi differenti, verranno trasferiti in altre zone con un premio di volumetria del 35 per cento, quindi potete immaginare che il proprietario di quel lotto in zona B dirà: tu non solo trasferisci le volumetrie esistenti, ma in più ti dà alla Regione un premio di volumetria del 35 per cento, questo terreno te lo vendo a prezzi incredibili. Diverso sarebbe questo; la Regione, per coloro che hanno proprietà o immobili in zone a rischio, mette a disposizione dei terreni a prezzi agevolati in modo tale da non costruire nelle zone a rischio, ma determinare un trasferimento in zone non a rischio. L'esempio, guardate, potrebbe raccontarcelo il sindaco di Baunei, perché vicino al suo territorio Gairo vecchia non venne ricostruita laddove ci fu un problema serio per la sicurezza delle persone, ma con un intervento pubblico venne ricostruita in un altro luogo più sicuro. Perché? Perché l'intervento a suo tempo non consentì la speculazione, ma fu un intervento Pubblico per cui non era possibile che coloro che senza colpa, avendo vissuto una vita i nonni, i bisnonni e gli avi in un determinato luogo scopertosi poi pericoloso, fossero costretti loro ad acquistare terre da un'altra parte, e ci fu un intervento Pubblico, o mi sbaglio, collega Corrias? Ci fu un aiuto da parte del Pubblico perché era inimmaginabile che, come si dice, al danno potesse aggiungersi anche la beffa dell'ulteriore costo. E allora sarebbe diverso; "non ti consento di costruire in quelle zone, ma ti do una mano d'aiuto con interventi pubblici, perché in altre zone più sicure tu possa costruire", ma così è rovinare la vita a migliaia e migliaia di persone che si sono illuse di avere la possibilità di avere una casa, temo che questo articolo sia una follia nell'ambito della stesura, perché non tiene conto di una serie di questioni che invece meritano un approfondimento. Perché addirittura al quarto comma, e lo vedrete sta scadendo il tempo, ma ci sarà tempo per ritornarci si sommano ai volumi già realizzabili in quelle zone, quindi il coltello dalla parte del manico non ce l'avrà colui che ha acquistato un terreno in zona dove non…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie, Presidente. Vorrei porre all'attenzione dei colleghi, inizialmente nella legge era il comma 5, ma vedo nell'emendamento della Giunta il comma 6 che così recita: "Le cessioni per le opere di urbanizzazione possono essere localizzate nelle aree a rischio, a condizione che esse siano interamente cedute gratuitamente al Comune". Su questo comma ho qualche perplessità, perché essendo una zona a rischio realizzare delle opere di urbanizzazione anch'esse mettono a rischio se dovesse essere una strada e un'opera di urbanizzazione, quindi se è una zona a rischio secondo me dovrebbero rimanere così come sono, come sono attualmente e, al massimo, nel comma 1, "al fine di conseguire la riqualificazione" metterei "la mitigazione delle zone PAI" perché riqualificazione di cosa? Cosa riqualifico una zona PAI? Semmai esegui un'opera di mitigazione. Questo è un po' l'aspetto che riguarda quelle zone, questo è quanto, Presidente, questo è quello che chiedo ai colleghi, soprattutto ai Capigruppo, che hanno seguito bene la questione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Piu. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Grazie, Presidente, e buonasera ai colleghi e alle colleghe. Io in merito all'articolo 12 credo che l'intervento dell'onorevole Giagoni, e non strumentalizzo l'intervento dell'onorevole Giagoni perché è di maggioranza e tutto mi contrappone a lui in termini di valutazione sia della legge che in termini politici, però il fatto che le cessioni di opere di urbanizzazione possono essere localizzate nelle aree a rischio, Assessore, deve essere specificato che cosa si intende, perché realmente ci sono delle aree a rischio dove non si può fare niente; se io devo cedere delle volumetrie e queste volumetrie che ho ceduto, proprio perché sono a rischio idrogeologico, poi ci faccio delle altre opere che seppur non sono residenziali sempre di opere parliamo, io credo che vada posto l'accento, o meglio, vada spiegato meglio quello che invece ci racconta l'articolo 6. E colgo l'occasione anche per chiedere, in riferimento invece al comma 12, sempre dell'emendamento soppressivo della Giunta, invece la capacità che deve avere il Comune nell'autorizzare nelle aree B quando queste possono essere urbanizzate o meno, cioè, si dà una importanza in questo caso alle zone le cubature B, che per forza dobbiamo piazzare da qualche parte. Allora, se non possono essere utilizzate non si utilizzano, rischiamo così di fare in modo che si possa costruire in aree dove in questo momento il Comune non ha pianificato nessun tipo di costruzione, perché se noi diamo spazio a questo comma purtroppo nasceranno delle aree edificabili e i Comuni quando (…) potevano adoperare uno strumento attraverso questo comma 12 e utilizzare cubature dove queste non sono state utilizzate d'altra parte. Quindi sul comma 6 e sul comma 12 secondo me, e in questo caso chiediamo fortemente, come ha già fatto l'onorevole Giagoni, un intervento della Giunta per chiarire esattamente quale è la ratio del comma.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSD'Az). Checché ne dica qualcuno io credo che questo articolo se andiamo a vedere le norme di tipo urbanistico sia uno degli articoli che veramente rispecchiano quelle che sono le preoccupazioni che ho sentito in quest'Aula, perché se è vera, ed è vera, la preoccupazione quando abbiamo parlato di piani seminterrati e alluvioni, qui siamo proprio andati in quella direzione. Attenzione, se io sono proprietario di un lotto di terreno che è gravato da rischio idrogeologico, mi sembra giusto che io possa non subire un danno perché mi si dice che non posso costruire ma posso spostare questa volumetria in un lotto dove posso edificare, cosa grave sarebbe insistere che comunque ti fanno edificare in quel lotto nonostante ci sia il rischio. Sulle eccezioni che qualcuno ha sollevato, è naturale… due cose interessanti che ci sono all'interno dell'articolo, se andiamo a vedere il comma 2, quando diciamo che possiamo spostare gli interventi su quelle zone B, C, D, F e G che ricadono in zone HI3 eccetera, e quando prevediamo di dare quell'incremento volumetrico, attenzione, quel premio è dato però a condizione che i lavori di realizzazione del volume trasferito avvengano dopo l'avvenuta demolizione di quell'edificio. E' interessante quello che si sta prevedendo: io te lo riconosco, me lo demolisci, ti posso autorizzare a trasferire i volumi però tu mi devi fare un'operazione di questo tipo. Poi è naturale, anche al comma 6, quello che stava dicendo il collega Giagoni: per forza deve essere così, che le cessioni… per le opere di urbanizzazione che possono essere… io posso dire, le mie cessioni (tanto non ci puoi costruire) possono essere localizzate sulle aree a rischio, cioè in qualche modo le stai utilizzando… naturalmente non stiamo facendo piani seminterrati sulle aree a rischio, nelle aree di cessione si possono fare tanti servizi che non comportano comunque rischi all'incolumità delle persone.

Quindi l'articolo è fatto in maniera coerente, intelligente, ma, dico, su sollecitazione da parte dei colleghi ma anche degli uffici, che credo l'abbiano studiato per benino; quindi stiamo andando a premiare evitando di realizzare volumi in quelle aree proprio a rischio idrogeologico, non a caso, penso che l'abbiamo notato, stiamo parlando di HI3, HI4 e tutte le aree a rischio del PAI. Quindi mi sembra che l'articolo sia stato fatto in maniera molto, molto pertinente, e coscienziosa soprattutto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Sull'ordine dei lavori. Allora, io ho ascoltato le parole del collega Mula però rimango sempre sul parere che, per quanto riguarda il comma 6 dell'emendamento 754, le sue parole non sono rassicuranti, perché noi stiamo andando a realizzare delle opere di urbanizzazione in zone a rischio, e rischio vuol dire mancanza di sicurezza. Quindi chiedo anche all'Assessore una risposta in merito a questa mia perplessità, e soprattutto, ritorno sempre al comma 1, scrivere "al fine di conseguire la riqualificazione" metterei "mitigazione". Questo è quanto, altrimenti come Gruppo chiediamo che venga votato per parti l'emendamento 754.

PRESIDENTE. Assessore, vuole dare questa risposta all'onorevole Giagoni, onde dirimere l'equivoco? No.

Poiché nessuno ha domandato di parlare sull'emendamento numero 14, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 754, presentato dalla Giunta regionale e sostitutivo totale dell'articolo 12.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Per chiedere la votazione elettronica per parti: dal comma 1 al comma 5; il comma 6 separato e poi dal comma 7 sino alla fine.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Io chiedo di votare per parti in questo modo: comma 1 votato singolarmente; commi 2, 3, 4 e 5 con altra votazione, come è stato chiesto anche dall'onorevole Agos; e il comma 6 a parte. Grazie.

PRESIDENTE. Quindi una votazione in più. Va bene.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Continua a non convincere, ed è per questo che l'emendamento poi sarebbe stato opportuno nel cassare questo aspetto, perché quello che diceva l'onorevole Mula vale per alcune situazioni, e lì lo capisco, i volumi esistenti vengono demoliti, si può trasferire il volume che è stato realizzato a suo tempo in zone a rischio, in zone non a rischio: può essere un'idea per salvare le persone, per dare una sicurezza. Ma nel comma precedente c'è scritta un'altra cosa, cioè io contestavo non questo, il primo: "volumi previsti" sono volumi che però non hanno determinato per quel proprietario una autorizzazione edilizia, erano previsti a suo tempo nel passato, addirittura in molti casi sono stati trasformati in terreni che potevano essere definiti edificabili terreni che erano già a rischio idrogeologico negli anni passati, e attenzione perché lì si consuma invece una speculazione, e cioè mentre giustamente il proprietario che involontariamente ha ereditato una casa o ha sempre vissuto in un immobile dove poi quella zona è stata definita a rischio, volendo mettere in sicurezza non l'immobile ma le persone, lì condivido che si dia un incentivo, lo si aiuta - sposta quell'abitazione altrove, demolisci in quel luogo dove la situazione è a rischio -, questo può essere condivisibile, o forse è oggettivamente condivisibile, ma gli altri aspetti di spostamenti di volumetrie che di fatto non esistono perché il Piano urbanistico non le fotografa, perché non c'è titolo, erano ipotesi, o più che altro desidèri di chi ha fatto alcuni investimenti che poi non si sono realizzati, quello invece no. Così come un conto è dire "opere di mitigazione del rischio idrogeologico" ma le opere di urbanizzazione sono altre, le opere di urbanizzazione sono strade, sono illuminazione pubblica, sono sottoservizi, cioè sono alcune di quelle opere che ulteriormente impermeabilizzato i suoli e determinano un rischio. Lì condivido l'aspetto che veniva detto poc'anzi sul comma 6 che invece da un'interpretazione differente rispetto agli aspetti legati all'attenuazione, mitigazione del rischio idrogeologico.

Poi ci sono altre questioni, ma lo vedremo nel corso della votazione visto che la votazione è per parti, perché anche successivamente, al comma 7, vi sono sempre questi aspetti dei volumi previsti.

PRESIDENTE. Votazione per parti. Abbiamo detto emendamento, scusate, il comma 1, poi la seconda votazione 2, 3, 4, 5. La terza votazione il 6. La quarta votazione sono i commi restanti.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Presidente, solo per dichiarare il voto del Psd'Az che sarà favorevole all'emendamento presentato dalla Giunta, per quanto riguarda tutti gli articoli, tutti i commi e vorrei ricordare un po' a tutti che quando prendiamo degli accordi, soprattutto anche in maggioranza su un testo che abbiamo visto e rivisto, credo che non ci si può arrivare in Aula poi fare chissà quali stranezze. Quindi io invito i colleghi ad attenersi a quelli che sono gli accordi di maggioranza. Quindi il voto del Psd'Az sarà favorevole su tutti gli articoli, su tutti i commi, grazie Presidente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 754 comma 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 754 commi dal 2 al 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 754 comma 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 754 commi dal 7 all'ultimo.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Gli altri emendamenti sono decaduti.

Passiamo all'esame dell'articolo 13. All'articolo sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore. Allora la quarta Commissione ha espresso parere negativo sull'emendamento numero 15, mentre ha espresso parere positivo sul 755. Tutti gli altri emendamenti sono ritirati, onorevole Giagoni il suo è ritirato? 747 c'è l'invito al ritiro, per l'emendamento 776 c'è l'invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica.

Parere della Giunta conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Sono tutti ritirati.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Per quanto riguarda gli emendamenti presentati dal Gruppo del Psd'Az sono ritirati perché noi continuiamo a dimostrare che quando si prendono gli impegni si arriva fino in fondo, chi ha modo di fare dignità politica. Quindi i nostri sono ritirati Presidente, poi sul resto ci riserveremo man mano nell'approvazione della legge.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, mi rivolgo alle colleghe e colleghi che erano presenti stamattina all'assemblea dell'ANCI, e vorrei capire se le parole contenute nell'articolo 13, nel comma 2 è soppressa la parola "massimo" e le parole "delibere del Consiglio comunale", e sono sostituite dalle seguenti "determinazioni dell'ufficio tecnico comunale"; e nel comma 3, lettera b), dell'articolo 13, al comma 1, "il Consiglio comunale" sono sostituite queste parole con "l'Ufficio tecnico comunale" e la parola "deliberazione" con la parola "determinazione". Vorrei capire se rispetto agli applausi di questa mattina quando all'assemblea dell'ANCI è stato chiesto che i Comuni possano individuare nei loro territori i luoghi dove non fare i depositi di scorie e poter decidere del futuro dei territori non sia l'apoteosi dell'ipocrisia eliminare l'ultimo residuo di competenze per i Consigli comunali in relazione alla definizione dei piani urbanistici comunali, e trasferire dai Consigli comunali ad un ufficio, a un dirigente, a un funzionario la possibilità di decidere lo sviluppo urbanistico di intere città, interi paesi.

Onorevole Mula, mi rivolgo a lei, secondo lei è coerente l'elemento di togliere l'ultima competenza dei Consigli comunali sull'urbanistica, insieme a quella legata ai bilanci, perché ormai è rimasto solo questo, trasferendo la possibilità di decidere che cosa fare dal punto di vista urbanistico nei Comuni e nelle città ai dirigenti e agli Uffici tecnici. È o non è la negazione della politica? Cancelliamo i Comuni, cancelliamo i sindaci, cancelliamo anche il Consiglio regionale, perché tra poco ci sarà qualcuno che prendendo spunto da questa norma dirà che il Consiglio regionale approva solo il bilancio interno, tutto il resto delle competenze trasferite alla Regione grazie allo Statuto, competenze totali su alcuni temi, o parziali in relazione alle competenze residuali dello Stato, cancelliamole. Diciamo che un ufficio tecnico e un dirigente può decidere che cosa fare dal punto di vista urbanistico nell'ambito di un Comune. Era ormai con la riforma del Titolo V, insieme alle questioni di bilancio, l'ultima competenza rimasta ai Consigli comunali, l'ultima. Quindi l'idea che voi avete sempre diffuso fin da qualche anno, esattamente poco meno di 2, che il problema sia la burocrazia e la restituzione del primato alla politica, per legge avete cancellato la politica e avete lasciato semplicemente la burocrazia. Leggetelo! Cioè voi veramente pensate questo? Che la definizione della possibilità di costruire e di determinare il futuro dei luoghi, lo sviluppo urbanistico, possa essere messo nelle mani di un ufficio e non nell'ambito della Programmazione strategica del Sindaco, della Giunta e dei Consigli comunali. Col voto favorevole deciderete esattamente questo, che è esattamente la negazione degli applausi rivolti a tutti coloro che sono intervenuti questa mattina nel corso dell'assemblea dell'ANCI, che hanno invece indicato il primato della politica e della politica all'interno dei Comuni di poter decidere il futuro e lo sviluppo nei luoghi, nei gli ambiti dell'agro, o nel territorio di un singolo comune della nostra terra, anche il più piccolo ha dignità di poter decidere come costruire nei luoghi, state cancellando questo. Comma 1 lettera a) e b) dell'articolo 13, state cancellando la possibilità per i Comuni di decidere la pianificazione urbanistica, decidere che cosa fare, ci sarà un dirigente che sicuramente non farà nulla, perché questo è l'altro problema, quel dirigente nel limbo del non poter decidere non farà nulla, non deciderà alcunché, non prenderà su di sé l'onere della decisione con una norma di questo tipo, e nessuno potrà fare. Perché un conto è il dirigente che riceve un indirizzo chiaro dal Consiglio comunale, un conto è un dirigente che deve in solitudine decidere cosa si può e non si può fare. Trasferendo in capo a un dirigente o un ufficio tecnico quello che un tempo era decisione del Consiglio comunale. Se non vi rendete conto della stortura che state creando dal punto di vista proprio della assenza e della cancellazione della politica non so che cos'altro, come riflessione e ragionamento, vi serva per farvi ricredere circa un qualcosa che è stato scritto probabilmente da qualche burocrate sottovalutando l'impatto sulla politica di pianificazione in capo ai comuni, che è anche normata oltretutto….

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Caro collega Zedda, perché quando ci dobbiamo confrontare su cose che interessano la collettività il dialogo naturalmente a noi piace quando è anche soprattutto costruttivo. Io all'articolo 39 della 8, se noi andiamo a leggere, stiamo andando a sostituire per quanto riguarda la demolizione e ricostruzione con incremento volumetrico, diciamo non ci serve più la delibera del Consiglio comunale, così c'è scritto, e noi stiamo dicendo basta la determinazione degli uffici, che sarebbe l'applicazione della Bassanini. Perché io dico come può il Consiglio comunale determinarsi e dire quell'edificio do l'autorizzazione per poterlo demolire e ricostruire perché mi son simpatici? Cosa diversa e approvo quello che lei nell'ultima sua considerazione purtroppo quello che si potrebbe verificare, che sarebbe il contrario, che gli uffici comunali alla fine non applicheranno la legge perché potranno dire, siccome io ho il potere di poterti o non poterti autorizzare non ti autorizzo. Quindi stiamo togliendo la competenza di tipo politica, la stiamo demandando all'organo tecnico, che non so se stiamo migliorando la situazione. Però è pur vero che stiamo togliendo, e mi sembra giusto e corretto, il potere al Consiglio comunale di dire io faccio una richiesta voglio demolire il mio edificio, il Consiglio comunale su volontà politica dice sì o no, questo non mi sembra corretto. E così invece dice la 8, perché dice che è il Consiglio che si determina se io ti autorizzo per demolire e ricostruire. Poi la mia domanda è sulla 8. Il Consiglio autorizza, ma poi sono sempre gli uffici che ti devono dare l'autorizzazione, perché l'autorizzazione te la danno gli uffici poi alla fine, non te lo dà il Consiglio comunale, quindi noi la vediamo e difendiamo l'articolo nel senso che stiamo dando applicazione a quella che è la Bassanini, che ha tolto su alcune cose le competenze al potere politico per darla ai tecnici, che non sempre ci risolvono i problemi, ecco lì le do ragione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gian Franco Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN FRANCO (Progressisiti). Presidente, giusto per completezza rispetto al ragionamento del collega Mula. In pratica qua il Consiglio comunale lo stiamo esautorando, nel senso che se ci sono degli spostamenti di volumetria, chi li decide? Perché noi qua stiamo spostando le volumetrie e delegando all'ufficio tecnico, anche con lo spostamento delle volumetrie, quindi intervenendo anche nella pianificazione che una delle competenze, le poche competenze che sono rimaste ai Comuni. Cioè spostando volumetrie l'ufficio tecnico in questo in questo caso sarà chiamato come dire a ratificare questo spostamento di volumetrie, e quindi a derogare e autorizzare. In pratica il Consiglio comunale in questo caso sta perdendo una di quelle competenze che ancora gli rimane, che è la possibilità di incidere nello strumento urbanistico spostando volumetrie da un'area ad un'altra, in questo caso ovviamente la competenza è degli uffici. Quindi io veramente vi chiederei di rivedere perché questa è una delle competenze che deve essere in carico alla programmazione, e quindi all'organo politico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi di per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente. Intervengo sulla discussione dell'argomento che sicuramente è particolarmente interessante dal punto di vista del concetto che sta dietro a una modifica sicuramente così importante. Lo dico perché parlando di amministrazione, quindi dei livelli di amministrazione, il tema, che è quello anche cui faceva riferimento l'onorevole Mula, ovvero della suddivisione prevista dalla norma nazionale tra il potere politico e il potere tecnico, quindi quello della burocrazia, ovvero la Bassanini, rientra nell'ambito di ciò che le realtà comunali vivono quotidianamente e se in quest'Aula io ho sentito parlare più volte di dogmi che possono essere messi in discussione, posto che i dogmi di per sé sono particolarmente rari, io credo che anche quello della Bassanini sia uno di quei dogmi che ha prodotto e continua a produrre delle storture nell'amministrare il livello locale innanzitutto, cioè quello dei comuni. Mi sembra particolarmente forte che da un certo punto di vista si richiami l'atto di indirizzo che il livello locale, in questo caso il Consiglio comunale, può dare a fianco alla liberalità che, invece, dall'altra parte l'ufficio, in questo caso l'Ufficio tecnico, ricordiamoci che nei nostri Comuni talvolta vi è l'organismo monocratico perché sono talmente piccoli, pertanto è una persona che può decidere, che una scelta così strategica possa essere lasciata in mano ai tecnici. Il tema della liberalità in questo caso viene enfatizzato addirittura in una maniera tale per cui un tecnico può decidere in forma autonoma e liberale, magari con la stessa predisposizione di simpatia o meno che veniva richiamata prima, però può in questo caso decidere in maniera quasi monocratica e assoluta, cosa che invece il Consiglio comunale, lo sa bene chi ha amministrato e lo sa bene chi deve conoscere in maniera approfondita le Istituzioni, sa bene che il Consiglio comunale è il luogo della sintesi degli interessi, specie delle nostre piccole comunità. Perché io parto da questo ragionamento, sul fatto che se noi caliamo nelle nostre realtà ciò che avviene nei nostri piccoli Comuni innanzitutto, la gestione delle pratiche, specie quando sono di una visione così ampia come quelle della pianificazione territoriale, talvolta questo elemento collegato a un'unica persona, che è il responsabile dell'ufficio tecnico, possa essere in qualche modo critico. Mi sembra un atto molto forte, veniva richiamato prima. Io stamattina ho avuto modo di parlare con alcuni colleghi, evidentemente anche raccontando, comunque ragionando su cosa sta succedendo in questi giorni in Consiglio comunale a proposito di questa legge. Effettivamente non ho trovato questa completa unità di intenti rispetto ad alcune cose che sono contenute all'interno di questo provvedimento e alcune scelte che si sono fatte o si stanno compiendo. Credo che questa, e lo dico in maniera molto forte, credo che susciterà un dibattito molto acceso. Togliere la possibilità di pianificare e quindi di decidere in una forma così strategica al Consiglio comunale che, lo ribadisco ancora, rappresenta il luogo di sintesi per eccellenza degli interessi della comunità, sia un grande errore.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 15 e 144, uguali. Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 15 e 144, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 755 della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. In relazione a quello che diceva prima l'onorevole Mula, devo dire la verità, sì, non ci sarebbe nulla da eccepire se non ci fossero gli articoli precedenti.

Ipotesi di scuola. Negli articoli precedenti noi abbiamo deciso che il Consiglio comunale non può individuare nell'ambito dei PUC degli immobili di pregio per varie ragioni. Non parlo di immobili di pregio vincolati con provvedimento delle Sovrintendenze o perché storicamente di interesse per la comunità e via dicendo, parlo di immobili che liberamente il Comune decide, per varie ragioni, pur non essendo immobili inseriti nell'elenco di pregio, come immobili da vincolare. Esempio di scuola ulteriore: poniamo il caso che noi si voglia vincolare l'edificio dove ha trascorso parte della sua vita o è nato, pur non essendo di pregio dal punto di vista monumentale, un artista, un intellettuale, un politico sardo, per luogo della memoria della vita di quella personalità. Con gli articoli precedenti noi abbiamo impedito che nei singoli Comuni si possa intervenire per determinare un vincolo su quell'immobile. Se addirittura con l'articolo precedente noi togliamo la possibilità, solo con determina, senza intervento del Consiglio comunale, senza intervento di un provvedimento di delibera, ma solo determina dirigenziale, cioè sottraiamo tutto alla competenza del Comune, non ci sarà possibilità per un Sindaco di individuare un luogo, fosse anche piccolo, di rilevanza perché lì ha trascorso l'infanzia, ha giocato un atleta, ha studiato un intellettuale, non lo so, i casi possono essere tanti. Il problema non è l'articolo che abbiamo approvato, il problema è il complesso della legge che, a furia di intervenire, sottrae tutto alla competenza dei Comuni. Per questo, onorevole Mula, quell'aspetto che lei diceva è la Bassanini ed è chiaro, ma se noi lo leggiamo con tutti gli altri articoli, a furia di togliere competenze, noi di fatto non potremo più decidere nulla come politica. Non ci sarà Consiglio comunale e Comune che potrà decidere alcunché. Questo è il problema. Il problema non è il singolo articolo, è il combinato disposto di una serie di articoli che introdotti singolarmente o letti singolarmente non determinano il problema…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Grazie Presidente. Sull'emendamento numero 755 io ho presentato un emendamento all'emendamento, il numero 1221, perché mi è parso - eventualmente mi smentisca la Giunta, ma credo che la situazione sia chiara - che fra tutti i termini che sono stati posticipati manca quello all'articolo 39, comma 6, della legge numero 8, il quale faceva riferimento rispetto al rinnovo del patrimonio edilizio con interventi di demolizione e ricostruzione, e dice che: "Le disposizioni del presente articolo (il 39) si applicano agli edifici legittimamente realizzati entro la data di entrata in vigore della presente legge (la legge 8), nonché nei casi di…" e prosegue. Quindi si applicano agli edifici legittimamente realizzati entro la data di entrata in vigore della presente legge. Se non scriviamo un altro termine che non sia quello del 2015 è chiaro che non può essere utilizzato questo articolo. Quindi io ho presentato un emendamento all'emendamento per poter utilizzare quest'articolo, ossia scrivendo che l'ho presentato il 29 dicembre, quindi non potevo sapere quando questa legge sarebbe stata approvata, diamo una data certa che è quella del 31 dicembre e quindi sappiamo che tutti gli edifici legittimamente realizzati alla data del 31 dicembre 2020 possono usufruire delle disposizioni di cui all'articolo 39. Credo che non ci siano problemi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sì, onorevole Meloni, condivido l'emendamento e do parere favorevole.

PRESIDENTE. È l'emendamento numero 1221, è un emendamento all'emendamento, si tratta di attualizzare l'applicazione della legge, quella che stiamo discutendo adesso e non alla "8".

Il Consiglio è sospeso per un paio di minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 48, viene ripresa alle ore 16 e 51.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Metto in votazione l'emendamento numero 1221. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 755. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Gli altri emendamenti sono stati ritirati.

Passiamo all'esame dell'articolo 14 a cui sono stati presentati gli emendamenti numero 16, 154, 155, 286, 156, 157, 682, 287.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore di maggioranza. Per quanto riguarda l'emendamento numero 16 parere contrario, per tutti gli altri emendamenti invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo 14.

E' iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). L'articolo 14 interviene sull'articolo 40 della 8, nel primo periodo del comma 2 dopo le parole "pubblico o privata" sono inserite le seguenti: "può essere esteso da (…) urbani e non di complessa configurazione".

Sarebbero sufficienti le parole "di complessa configurazione" per ragionare sul fatto che probabilmente meriterebbe un approfondimento da parte dei Consigli comunali per decidere la destinazione, oltretutto trattandosi anche di aree sia pubbliche che private, per quanto il pubblico possa intervenire anche nelle decisioni, per quanto riguarda le aree private, ma è ancora più importante il fatto che in questo caso si tratti di aree anche pubbliche. E poi l'altro aspetto, che nel secondo periodo quindi la lettera b) del comma 2, dopo le parole "valore di 3 metri" siano inserite le seguenti: "per la destinazione residenziale, turistico ricettiva, direzionale, sociosanitaria e al valore di 4,50 metri per la destinazione artigianale, industriale, commerciale e agricolo zootecnica". In questo caso sarebbe indispensabile avere i pareri dell'Assessore dell'agricoltura e dell'Assessore del turismo in relazione al fatto se sia un'esigenza reale e il perché l'inserimento di questi articoli e di queste modifiche in funzione di uno sviluppo, di un'esigenza data dal turismo o dall'agricoltura, come abbiamo detto poc'anzi. Così come la lettera c) nel secondo periodo del comma 7 è sostituito dal seguente: "nessuna zona urbanistica omogenea è aprioristicamente esclusa". A furia di andare avanti con interventi di questo tipo, di fatto si nega, si negano meglio, i principi cardine fondamentali dell'urbanistica, cioè non si può decidere più nulla, si va in deroga su tutto, negando principi che voi non potete derogare oggettivamente con legge regionale, perché sono principi sovraordinati. Diverso è dire che si può fare se nell'ambito della pianificazione urbanistica dei Comuni vi sia una decisione di indirizzi di questo tipo, ma negando a monte l'aspetto che questi elementi vengono sottratti alla pianificazione dei comuni, si dà ad intendere che ognuno può fare ciò che vuole al di fuori di una…

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 16 e 154, soppressivi totali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione il testo dell'articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Ribadisco l'esigenza che almeno dal punto di vista della chiarezza di questi commi possa essere spiegato il perché. Lo dico in relazione al fatto che l'articolo 14 recita nel titolo "Misure di promozione dei programmi integrati per il riordino urbano". Se di ordine urbano si tratta, l'ordine urbano viene definito da un punto di vista della pianificazione urbanistica comunale. Invece mi pare che lo stesso termine "ordine" sia negato nei fatti col disordine urbanistico. Alla fin fine io vorrei capire com'è che ci sia l'ambizione da parte vostra di sottrarre a voi stessi la possibilità di decidere che cosa fare e che cosa non fare, mi sembra che sia l'arte della politica alla fine, la politica dovrebbe definire strategie di sviluppo a favore dei privati, ma anche indicando e indirizzando i privati in una direzione perché la politica dovrebbe governare i processi di sviluppo. Io non riesco a capire, così noi tutti, com'è che voi che esercitate l'arte della politica siate i primi ad inserire norme che sottraggono alla politica la possibilità di decidere, questo è l'elemento fondante di questi articoli. Riempiamo ogni giorno pagine di giornali, discussioni in Consiglio regionale, nell'ambito dei Comuni, della mortificazione sistematica e continua della politica, e invece che accreditare la politica come elemento che dovrebbe definire i processi di sviluppo con un confronto, con le attività produttive, con i sindacati, con la società, noi siamo invece chiamati in questo caso ad eliminare ogni competenza politica sulla definizione dei processi di sviluppo che attengono anche ai processi urbanistici. Questo è l'elemento che più di altri non mi convince e cioè non mi convince e non convince noi tutti l'elemento che si debba sottrarre qualsiasi decisione alla politica dicendo che la tecnica deve avere una prevalenza rispetto all'arte della politica e alla fine è sufficiente indicare un tecnicismo, o un tecnico, o un comma, o un codicillo che fa scomparire la politica a favore della tecnica che sommessamente suggerisco o suggerirei di non fare perché negli ultimi decenni noi non siamo morti per troppa politica che ha diretto i processi, siamo morti…

PRESIDENTE. Metto in votazione il testo dell'articolo. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dell'articolo 14.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 15. All'articolo 15 sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Sugli emendamenti all'articolo 15, per il numero 17 c'è parere negativo, per tutti gli altri invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme della Giunta.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Non tanto su questo articolo quanto sui prossimi, però può essere utile, perché dall'articolo 18 in poi, prima di arrivarci, suggerirei, visto che si tratta di fatto di norme intruse perché non riguardano l'urbanistica, non riguardano la vecchia legge del Piano casa, ma riguardano la legge sul turismo, quindi si cambia argomento, suggerirei di iniziare la trattazione di quel titolo, data la presenza dell'Assessore competente in quella materia, per spiegare all'Aula di cosa si tratta, perché ovviamente pur essendo inclusa nel testo della Commissione si sta cambiando argomento e quindi sicuramente agevolerebbe la trattazione di quegli articoli un'introduzione da parte dell'Assessore del turismo. Io segnalo che su molti di questi c'è qualche dubbio quantomeno, eviterei che quei dubbi trasformino la discussione sull'urbanistica in una discussione sul turismo, quindi con un po' di organizzazione secondo me è facile superare le incomprensioni e in alcuni casi magari ritirare delle norme che non appaiono urgenti in questa fase.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Sull'articolo 15 mi soffermerei semplicemente su questo aspetto che è indicato nella lettera b), nel comma 4 le parole "nei Comuni dotati di Piano urbanistico comunale ai sensi della legge numero 45 dell'89 e successive modificazioni e interpretazioni sono soppresse". Chiediamo a voi di spiegare questo aspetto. Presidente, il Comune di Alghero, i Comuni che hanno definito la pianificazione urbanistica con un Piano urbanistico comunale hanno dato a intendere a cittadine e cittadini di Alghero, anche turisti che hanno voluto investire o che vorrebbero investire, imprenditori, che in quel determinato lotto poteva svilupparsi una volumetria di un certo tipo, e che quel determinato lotto avrebbe determinato quella volumetria senza ostacoli determinati da altri lotti o da altri interventi economici di investimenti per realizzare immobili similari rispetto a quello che voleva realizzare chi ha acquistato quel lotto in funzione delle definizioni e delle indicazioni del PUC. Cosa gli dite a colui che ha fatto un investimento di questo tipo? Gli dite che ha sbagliato tutto? Che mai si sarebbe aspettato che una Regione avesse avuto l'interesse a eliminare totalmente la pianificazione urbanistica? Cosa dite a quell'imprenditore, a quella cittadina, cittadino che hanno fatto quegli investimenti, che sono stati dei fessi? Che si sono fidati di norme, di criteri di pianificazione urbanistica, cosa gli andrete a dire? In base a un piano urbanistico comunale c'è chi ha fatto degli investimenti e voi con legge gli dite che tutti quegli investimenti fatti in base a una pianificazione urbanistica sono di fatto cancellati con questa legge, perché il loro investimento in un luogo dove hanno voluto mettere un'attività di impresa che non avesse altre attività vicine, o la realizzazione di un immobile e quindi un valore di per sé, perché quel lotto sviluppava solo quella cubatura indicata nel PUC, voi cancellate la pianificazione urbanistica, le spese fatte da quei comuni per anni per adottare il PUC e per adeguare il PUC al PPR, e gli dite che hanno solo sprecato tempo e risorse e ognuno può far quel che vuole; sinceramente non vi capisco, anche perché vi sono comuni amministrati anche da voi che hanno adottato Piani urbanistici comunali, che hanno fatto sforzi rilevanti per adottare PUC e per poi successivamente adeguarli al PPR, e con un tratto di penna cancellate anni e anni di pianificazione urbanistica che ha dato ad intendere che parlava all'esterno, che parlava a coloro che volevano investire, che parlava a coloro che avrebbero voluto una casa di un determinato tipo, senza ostacoli visivi creati da altri immobili davanti, cosa gli andrete a dire, che ognuno può fare quel che vuole e tutto quello che hanno fatto nel corso degli anni passati è stato un esercizio di stile, non un esercizio per pianificare dal punto di vista urbanistico l'utilizzo dei luoghi? Voi siete veramente convinti di poter cancellare con legge regionale la pianificazione urbanistica dei Comuni che è inserita in codici, testi, che ha ovviamente delle relazioni col Codice civile, che ha delle relazioni con tanti altri aspetti della pianificazione che incidono sulla vita e sull'economia, veramente pensate questo? Ci vorranno quattro mesi per gli Uffici per arrivare alla pubblicazione di questa legge, perché prima di capirci qualche cosa dovranno costituire, il Presidente della Regione costituirà un'ulteriore Commissione tecnico scientifico per capire come adottare questa legge e come applicarla. Ormai ogni giorno la Regione si dota di un Comitato tecnico scientifico, di un luogo di studio, mai per fare ma per studiare, per analizzare, mai per realizzare, quindi ci sarà un'altra Commissione che deciderà come applicare questa legge che è inapplicabile. Realmente non capisco l'introduzione di tutte queste norme con questi articoli che sottraggono capacità e potestà di intervento alle pubbliche amministrazioni sulla pianificazione urbanistica.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione gli emendamenti 17 e 158.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Testo dell'articolo.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Articolo 15 bis, a cui sono stati presentati degli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. La Commissione ha espresso parere negativo all'emendamento numero 18. Sull'emendamento numero 161 c'è l'invito al ritiro, l'emendamento 706 è uguale al 1231 e c'è parere favorevole, sul 745 invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme al relatore.

PRESIDENTE. Va bene. Votazione emendamenti 18 e 161.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Articolo 15 bis.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento 1231, emendamento all'emendamento. Sospendiamo per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 16, viene ripresa alle ore 17 e 22.)

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 706 e 1231, di identico contenuto.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSD'Az). Quindi, Presidente, è corretto, abbiamo capito, le stiamo votando insieme perché sostanzialmente sono uguali e cambia una parola, se non ho capito male? Bene, ci toglie da un imbarazzo, Presidente, grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 706, uguale al numero 1231, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 15 ter, al quale sono stati presentati degli emendamenti.

Il relatore non è in aula quindi riferisco io il parere sugli emendamenti. Il parere è contrario sull'emendamento numero 19; il parere è favorevole sull'emendamento numero 705; il parere è contrario sugli emendamenti numero 162 e 163.

Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. Il parere è conforme a quello del relatore.

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'emendamento numero 19, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 705.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Di questo emendamento ne abbiamo anche discusso per quanto riguarda l'entrata in vigore della legge, se vi ricordate, del fatto che abbiamo questo periodo di vuoto normativo, e quindi abbiamo detto pubblicamente che a partire dal giorno che verrà approvata la presente legge coloro che hanno presentato in questi quindici giorni qualche progetto lo dovranno ripresentare. Quindi questo è un emendamento importantissimo e chiedo di aggiungere le firme del gruppo del PSd'Az. Naturalmente dichiaro il voto favorevole.

PRESIDENTE. Va bene… anche il Gruppo UDC chiede di aggiungere le firme all'emendamento.

Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 705, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

L'articolo 16 è soppresso, passiamo all'esame dell'articolo 16 bis, al quale sono stati presentati diversi emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sull'emendamento numero 316, per tutto il resto c'è l'invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul testo dell'articolo 16 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'emendamento numero 756, presentato dalla Giunta regionale.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Avevamo detto nel corso della discussione ieri, quando si è affrontato il tema del SUAPE, che sarebbe stato opportuno ed indispensabile intervenire con un doppio accertamento di conformità, mentre con questo emendamento, che recita "Il SUAPE rilascia in via telematica entro 15 giorni dalla richiesta dell'interessato una attestazione circa il decorso dei termini del procedimento, dell'assenza di richieste di integrazione documentale e istruttoria inevase e di provvedimenti di diniego, altrimenti nello stesso termine comunica all'interessato che tali sono intervenuti"…. "2 ter . Lo stato legittimo degli immobili di cui all'articolo 9 bis comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica… è attestato dal tecnico abilitato nella modulistica relativa a nuove istanze, comunicazioni e segnalazioni edilizia nell'ambito delle dichiarazioni autocertificative di cui agli articoli 29 e seguenti della legge regionale 20 ottobre 2016 n. 24, ivi comprese quelle a cui al comma 1, 1 bis e 1 ter dell'articolo 40".

La sola lettura dà ad intendere che voi avete trovato probabilmente consulenti di fama internazionale, perché per venire a capo di tutte queste modifiche che state facendo, a salti, nel Piano paesaggistico, nella esigenza di dotarsi di Piani urbanistici comunali, nella legge urbanistica, e via dicendo, state creando una tale confusione per cui solo per mettere a posto i testi che state modificando con questi interventi, con articoli e commi, ci vorranno anni, solo per venire a capo delle modifiche che state adottando. Altro che semplificazione amministrativa e normativa, state determinando una complicazione su tutti gli iter che i privati, sia nel campo della residenza, sia nel campo del turismo, sia nel campo dell'intrapresa economica, dovranno adottare per fare un determinato intervento edilizio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Semplicemente, siccome sono stati enunciati gli emendamenti all'articolo 16 bis, per ricordare e quindi chiedere alla Giunta di ritirare l'emendamento 1215, che viene sostituito dal numero 778, siccome era stato presentato prima, e poi ci penserà il collega ad illustrarlo. E' corretto? Perfetto.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 756, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento numero 778, perché gli altri sono stati ritirati.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Questa è a dir poco vergognosa come norma introdotta. Fatti salvi gli effetti penali dell'illecito, ci mancherebbe, fatti salvi gli effetti penali dell'illecito, adesso ho riguardato lo Statuto stamattina e non mi pare ci sia la possibilità per noi di riscrivere il codice penale, quindi alcune cose probabilmente dovrebbero essere superflue. Il permesso di costruire o l'autorizzazione all'accertamento di conformità possono essere tenuti ai soli fini amministrativi qualora gli interventi risultino conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente. Quindi siccome qualcuno ha realizzato qualcosa e non si è autodenunciato, ma c'è già un iter penale in corso, perché fatti salvi gli effetti penali dell'illecito, gli effetti penali si verificano nel momento in cui c'è una sentenza, non nel momento in cui c'è un'indagine, no? Quindi si è a conoscenza di alcuni che hanno commesso un abuso edilizio, che non si sono autodenunciati, è stato presentato nei loro confronti un esposto, ancora l'illecito penale non è arrivato a compimento dal punto di vista di sentenza passata in giudicato, e noi interveniamo nell'ambito di un procedimento, che non è ancora un giudicato, per salvare chi ha violato ogni e qualsiasi legge. A voi sembra normale? Mi stupisco veramente di questo aspetto qua. Mi dite a quale norma di sanatoria nazionale vi agganciate? Qual è la legge nazionale, il condono edilizio al quale vi agganciate? Onorevole Oppi, mi rivolgo a lei che ha cognizione delle questioni, l'introduzione di una sanatoria per legge senza che ci sia la possibilità di agganciarsi ad un condono edilizio nazionale è un elemento che voi pensate di poter introdurre in una legge regionale e pensate anche che questa legge possa reggere davanti al giudizio della Corte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Sì Presidente, anch'io su questo su questo emendamento, io credo che sia un po' imbarazzante che si provino a modificare anche delle leggi e delle norme giudiziarie che sono estremamente chiare. Io credo che sul permesso di costruire sia evidente che deve essere ottenuto con interventi che risultino conformi alla disciplina urbanistica di edilizia vigente, mentre per quanto riguarda l'accertamento di conformità che è la sanatoria di una costruzione fatta nel rispetto delle norme vigenti al momento in cui è stata realizzata e che debbono essere compatibili con quella successiva non è possibile escludere la compatibilità con le norme che esistevano all'atto della omissione della denuncia e della presentazione del progetto. Quindi credo che questa parte qui vada perlomeno modificata con l'eliminazione dell'autorizzazione dell'accertamento di conformità, perché è evidente che stiamo intervenendo in norme che sono da un punto di vista anche giudiziario e penale chiare che non possono essere modificate da una legge regionale. Quindi invito davvero i proponenti a prendere in considerazione o il ritiro dell'emendamento o una modifica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Ma non vorrei andare in contro tendenza vostra, ci mancherebbe altro visto che siamo anche in una fase di dialogo, per quanto mi riguarda quello che venne proposto tempo fa dal Procuratore della Repubblica di Nuoro dottor Garau, la sanatoria giurisprudenziale, che secondo me è una cosa eccezionale che è stata poi accantonata nel silenzio di tanti, che io credo da sindaco era più che mai condivisibile, quando diceva lui stesso che è inutile andare a demolire un abuso realizzato quando oggi poteva essere autorizzato, anzi lo poteva realizzare con più volumetria, perché gli mancava la doppia conformità. Cioè quando è stato realizzato l'intervento non era conforme a quelle norme urbanistiche. Quello che noi oggi stiamo portando non è sanatoria di chissà che tipo, stiamo dando applicazione alla norma nazionale, quindi il decreto Conte, signori, che parla di quelle abitazioni che sono state realizzate negli anni che sono prive di autorizzazione paesaggistica, e servono per poi poter applicare il bonus del 110 per cento, questo è! Quello stiamo dicendo Maria Laura! Scusate l'abbiamo copiato pari pari con quello che dice il decreto nazionale, non è una sanatoria, giusto per capirci è per poter applicare, ne abbiamo parlato in Commissione, il bonus del 110 per cento.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione il 778.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 17. All'articolo sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore. Sì grazie Presidente, per l'emendamento numero 20 c'è parere negativo, per tutti gli altri invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro.

ZEDDA ALESSANDRA (FI), Assessore del lavoro. Conforme

PRESIDENTE. Conforme.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). L'articolo 17, Presidente? L'attuazione dell'articolo 2 bis del decreto del Presidente della Repubblica del 6 giugno 2001 numero 380 testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. Andate al di sotto delle distanze per quanto riguarda, nelle zone inedificate esistenti o successivamente risultanti libere in seguito a demolizione che si estendono sul fronte stradale in prossimità per la lunghezza inferiore a 24 cosa? Metri? Per i comuni con oltre 10.000 abitanti a metri 20 per quelli con popolazione inferiore nel caso di impossibilità di costruire in aderenza il Comune può consentire la riduzione delle distanze. Nel rispetto delle disposizioni del codice civile e via dicendo. Il Comune può consentire la riduzione delle distanze rispetto alle disposizioni del codice civile qualora la realizzazione di incremento volumetrico previsto dagli articoli 30 eccetera, nel rispetto alle distanze tra pareti finestrate, comporti l'inutilizzabilità del beneficio o una soluzione tecnica inaccettabile. Queste norme e anche quelle dei commi 3 e 4 erano state pensate nell'ambito del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Decreto del Presidente della Repubblica come norme straordinarie ed eccezionali, in alcuni casi particolari, particolarissimi. Senza dei vincoli state estendendo questa possibilità a tutti, il Comune autorizza le deroghe con modifica allo strumento urbanistico generale seguendo la procedura di cui al comma 25 dell'articolo 20 e per la misurazione delle distanze tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. Questo è favoloso, "per la misurazione della distanza tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, non parallele tra loro…", andava specificato, deve essere un genio chi l'ha scritto, perché se le distanze non sono identiche da parete a parete, era difficile comprendere che non si trattasse di parallele. Solitamente le parallele viaggiano nella stessa direzione con distanza identica, altrimenti sono due rette convergenti, questo in geometria, però deve essere stato un genio quello che l'ha scritto, si evince proprio dal testo che ci stiamo affidando a fior fior di professionisti. Siamo a ciò che nell'ambito politico e della strategia della tensione veniva definito, ovviamente con un ossimoro, "convergenze parallele". Cioè probabilmente è uno studioso della materia della strategia della tensione, di Gladio, il tecnico che ha approfondito questo schema di comma. Quindi non sono parallele in quanto non hanno un'equidistanza tra loro e "al fine di determinare il rispetto delle distanze è ammesso l'utilizzo del criterio della distanza media", e ritorniamo a quello precedente. Abbiamo scampato il pericolo che uno dovesse vivere accovacciato nella casa, stiamo inserendo il pericolo che uno tra una palazzina e l'altra a un certo punto passi e dopo un po' non possa più passare. Non vorrei citare casi, ma nel caso di persone come dire non esattamente longilinee, può esserci un serio rischio, uno esce da un lato della propria abitazione, deve rientrare sull'altro lato, non potrà mai più rientrarci, perché è facile, da un lato ci sarà una distanza tale per cui uno potrà passare, accedere e raggiungere la propria abitazione, a un certo punto si troverà in una strettoia, in un imbuto, tale per cui rimarrà incastrato.

PRESIDENTE. Non guardi me però!

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). No, Presidente, mi rivolgo a lei, guardo lei ma in qualità di Presidente, non in qualità di volumi diciamo non urbanistici, per quanto nell'ambito dell'Aula vi siano persone che hanno sviluppato cubatura ben superiore, devo dire la verità.

E l'utilizzo del criterio della distanza media. Ora, però, lei capisce bene Presidente che costringere le persone ad incastrarsi tra l'abitazione propria e del vicino non è esattamente una cosa opportuna.

Ascolti questo passaggio che questo è un capolavoro. Purché la distanza così determinata, cioè delle due pareti, nel punto più stretto non sia inferiore di più di un quarto a quella legale. E' favoloso! Mi pare che per i marciapiedi sia un metro e mezzo, quanto è un quarto di un metro e mezzo? Veramente volete approvare una cosa del genere? Cioè finiremo nel Guinness dei primati per avere l'impossibilità per le…

PRESIDENTE. Grazie onorevole Zedda, anche per il riferimento ai miei volumi.

Passiamo all'emendamento numero 20.

COCCIU ANGELO (FI). Voto elettronico!

PRESIDENTE. Voto elettronico!

Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente, chiedo cinque minuti di sospensione per parlare con i colleghi Capigruppo di maggioranza. Grazie.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 45, viene ripresa alle ore 18 e 09.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Eravamo in fase di votazione dell'emendamento numero 20.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, per chiedere il voto segreto!

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, è stato chiesto il voto segreto sull'emendamento numero 20, è un emendamento soppressivo totale.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (Fratelli d'Italia). Presidente, abbia pazienza, ma nella confusione io purtroppo per mia colpa sono stato un po' assente, chiederei un ulteriore minuto di sospensione rispetto a questa situazione.

MANCA DESIRE' ALMA (M5S). Siamo in fase di votazione, Presidente!

PRESIDENTE. Me l'ha chiesto anche l'onorevole Agus. Avevo già deciso di concederlo, me l'ha chiesto l'onorevole Agus.

Il Consiglio è sospeso per un minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 12, viene ripresa alle ore 18 e 17.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula. Prego i colleghi Consiglieri a prendere posto.

Stiamo votando l'emendamento numero 20. È stata chiesta la votazione segreta.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 20.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Quindi è stato soppresso l'articolo 17.

Passiamo all'esame dell'articolo 19. All'articolo 19 sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore. Grazie Presidente. La Commissione ha espresso parere negativo sull'emendamento numero 685, poi c'è l'invito al ritiro per gli emendamenti numero 688 e 689 e parere favorevole sull'emendamento numero 757. Ancora invito al ritiro sugli emendamenti numero 358, 359, 360, 361, 362, e 363. Ci sono emendamenti all'emendamento numero 757: invito al ritiro per il 1224, 1225 1226 e parere favorevole per il 1213.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Per quanto riguarda l'articolo 19 è interessante perché tratta nello specifico di aspetti, così come altri articoli successivi, che riguardano la materia turistica. Incidere sulla materia turistica senza una riflessione più generale nell'ambito di un provvedimento che riguarda o dovrebbe riguardare l'edilizia a carattere generale, per quanto abbiamo visto che nel corso del dibattito dell'approvazione degli articoli sia stato stravolto ogni criterio dal punto di vista urbanistico, è alquanto pericoloso. Perché nell'ambito dell'articolo 19 si interviene sulle aree di sosta temporanea degli autocaravan e caravan e si va ad incidere, ovviamente, se non normati e non previsti, nell'ambito del turismo su questioni che riguardano una proporzionalità. Nella pianificazione turistica noi dovremmo avere un'idea di sviluppo dal punto di vista alberghiero, perché genera occasioni di lavoro, sviluppo maggiore rispetto ad altri. Occasioni di sviluppo nell'ambito anche dei camperisti, perché no, ma dovremmo avere delle regole stringenti sul numero di giorni e, invece, in questo caso si interviene con norma urbanistica normando delle questioni che dovrebbero essere all'interno della legge sul turismo, non sulla legge urbanistica. Perché il rischio è, con questo articolo e quelli successivi, di incidere negativamente, anche per quanto riguarda le agevolazioni sulle seconde case…

PRESIDENTE. Scusate, c'è veramente un disordine indicibile. Per cortesia se potete rimanere seduti ai vostri posti. Grazie.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Dicevo, con gli articoli 19 - stiamo al 19, ma il ragionamento generale vale anche per i successivi - noi stiamo intervenendo su questioni legate al turismo incentivando tutto ciò che abbiamo sempre considerato andare in concorrenza sleale rispetto a quella tipologia di turista che ricerca un luogo dove soggiornare in un albergo. Se addirittura inseriamo troppo, nessuno nega che il turismo si sviluppi in relazione alle possibilità libere di visita di un luogo, come la Sardegna, in camper, in campeggio, in alberghi con le varie stelle, ma se interveniamo troppo sul libero mercato rischiamo di incidere noi indirizzando solo una vocazione turistica a sfavore della tipologia di residenza e di pernottamento negli alberghi e a favore solo ed esclusivamente di camper, seconde case in particolar modo, con gli articoli successivi, e campeggi. Questo elemento deve essere tenuto in debito conto perché la proporzione tra i diversi investimenti, interventi e la regolazione di questo o è frutto di una legge sul turismo, che dice qual è l'indirizzo che noi vogliamo avere circa anche la tipologia di turisti che vorremmo accogliere nella nostra isola, dando diversi servizi, ma se incentiviamo, così come in questi articoli, troppo alcune questioni a sfavore degli alberghi, saranno sempre di più i camper, le seconde case, i campeggi che incideranno in una concorrenza alterata dal pubblico in questo caso, non libera, ma alterata dal pubblico, a sfavore delle degli alberghi, dei luoghi dove oggettivamente c'è un maggior turismo. Altro aspetto: è possibile con norma urbanistica definire questi elementi ovunque? Vi sono luoghi che oggettivamente non sono visitabili per trascorrere alcuni giorni da parte dei camperisti perché sprovvisti di aree sosta per camper, vi sono altri luoghi dove chi campeggia non può soggiornare perché sono luoghi sprovvisti di zone destinate a campeggio, ma non tutta la Sardegna è così. A maggior ragione la legge urbanistica incrociata con la legge sul turismo dovrebbe intervenire per incentivare la visita di alcuni luoghi con l'adeguamento di strutture e la predisposizione di spazi perché quel turista da un luogo possa visitarne anche un altro e ci sia un'economia nell'intera isola, non in alcuni luoghi definiti. Questo dovremmo fare, ma con legge sul turismo, non con legge urbanistica, a nostro modesto parere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente. Guardi, proprio ieri ho fatto un altro intervento in merito e io, ripeto, capisco che dia veramente molto fastidio la mascherina, credo che sia difficile portarla per tutti, specialmente dopo tre giorni tutto il giorno qua, tutto il giorno a parlare, però credo che sia una profonda mancanza di rispetto che un'Assessore, da quando è arrivata ad adesso, parlo dell'Assessore dell'agricoltura che prontamente, finalmente ha messo la mascherina, non l'abbia indossato dall'inizio fino adesso. Assessore, la prego, lei è un assessore della Regione Sardegna, la indossi, grazie, anche per rispetto verso tutti noi.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1213. E' l'emendamento all'emendamento numero 757.

Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'emendamento numero 757 a pagina 598.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Chiedo a lei un chiarimento e anche agli Uffici. Nella formulazione della frase "le aree di sosta temporanea degli autocaravan e caravan possono essere proposte ai Comuni in aree private", in assenza di virgole si intende che i Comuni ai quali vengono proposte sono in aree private, oppure si intende che le aree sono private e vengono proposte ai Comuni per poi essere adibite ad autocaravan? Cioè abbiamo degli edifici comunali o dei comuni sorti in aree private, oppure si tratta della proposta al Comune di un'area privata da destinare a spazio per caravan e autocaravan. Perché le virgole sembrano e possono parere superflue in molti casi, per chi non ama la grammatica, ma in tanti casi l'assenza delle virgole determina una alterazione del significato del testo. Nell'ambito di un testo corretto, per quanto noi si sia contrari all'emendamento, però sarebbe "le aree di sosta temporanea degli autocaravan e caravan anche in aree private possono essere proposte ai Comuni". Questa sarebbe, come dire, una formulazione in italiano.

Io suggerirei, ovviamente essendo un emendamento orale quello che stavo proponendo, l'onorevole Oppi che è sempre contrario agli emendamenti orali lo boccerà, quindi io lascerei il testo così com'è perché così sarà irrealizzabile, perché nessun Comune nel suo edificato ha sviluppato la propria urbanistica in un terreno privato, totalmente privato, quindi sarà produttivo di nessuna efficacia. Quindi il testo in assenza di virgole lo lascerei in questo modo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Io ribadisco l'invito fatto qualche articolo fa. Gli articoli 19, 19 bis e 19 ter sono norme intruse. La Commissione, dopo non so quale ragionamento, ha deciso di inserirle ugualmente nel testo. Non siamo nemmeno in grado di entrare nel merito ora, perché non si sta discutendo un testo sul turismo e non vorrei che l'approvazione di articoli, diciamo non frutto di un'istruttoria approfondita, probabilmente non è stato nemmeno coinvolto l'Assessorato del turismo, non vorrei dire una falsità, però non mi sembra che quella Commissione abbia sentito l'Assessorato del turismo su questi temi. Io invito l'Aula a fare un passo indietro o comunque una riflessione, cioè non ha niente a che vedere col Piano casa, parliamo di caravan, di campeggi e di case e appartamenti per vacanze, al termine di una legge dove anche l'opposizione aveva più volte segnalato, è palese anche un pregiudizio verso gli alberghi, cioè quello che doveva essere forse uno dei vostri cavalli di battaglia, è diventato uno dei punti deboli, perché avete favorito le seconde case nelle zone F e ovviamente quella è concorrenza diretta al settore alberghiero. Eviterei, con una postilla che non c'entra niente col resto del testo, di continuare. In particolare, la cosa che trovo peggiore, la troveremo al 19 ter su cui vi chiedo un'ulteriore riflessione, in questo caso si può dire che alcuni colleghi, ricordo la collega Canu presente a quella conferenza stampa, avevano presentato una proposta di legge in materia di aree di sosta per il turismo cameristico. Non vorrei che magari un emendamento o un articolo di questo tipo senza nessuna attinenza col resto del testo, pregiudicasse il cammino di una proposta di legge che invece merita di essere affrontata dalla Commissione e sulla quale siamo anche disposti a collaborare, avendone presentato di simili anche nella scorsa legislatura. Per cui io invito a cassare l'articolo e a rimandare la discussione a un testo organico che può essere istruito il prima possibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). A me viene il dubbio, dopo le dichiarazioni del collega Agus, se effettivamente lui è a conoscenza di come funzionano le aree attrezzate per sosta camper. Mi viene il dubbio, in effetti non si è spiegato perché quello che stiamo cercando di correggere, o meglio, integrare la stortura che c'è all'interno del PPR, dove le aree attrezzate per sosta camper vengono previste oltre la fascia costiera. Cioè, come dire, secondo la profondità, in alcuni Comuni dopo cinque chilometri. Qualcuno mi dovrebbe spiegare se un'area attrezzata per sosta camper vuol dire un servizio, perché è un servizio, può essere collocata oltre i 2-3 chilometri dal mare. Quando mai un camper andrebbe in quest'area attrezzata per dire, vado lì a soggiornare, perché pagherebbe il tutto e va bene, oltre posti di lavoro sono servizi che vengono dati ai camper, perché nei Comuni che sono sprovvisti, c'è un'anarchia totale, li troviamo parcheggiati ovunque la notte, non vi dico dove vanno a scaricare poi, non tutti, non al cento per cento, però non c'è regolamentazione.

Quando vengono previste le aree attrezzate per sosta camper, che noi abbiamo detto in legge dopo la fascia dei 300 metri dal mare per evitare… vuol dire che una volta che tu ci metterai in quel comune, all'ingresso del paese la cartellonistica che dirà che questo Comune è provvisto eccetera eccetera, il divieto di poter sostare in qualsiasi altra area, obblighi, obblighi questi mezzi a dover sostare lì all'interno, quindi pagare tutti i servizi, giustamente, e non solo è un servizio che tu gli dai e che stanno chiedendo, ma sono numerosi posti di lavoro. Quindi non è una norma legata al turismo perché si rimanda, stiamo cercando di dare risposte a tutti quei comuni costieri che oggi non hanno questo tipo di servizio, richiesto da loro stessi, richiesto da loro stessi.

PRESIDENTE. È ritirato? Quindi Assessore rimane l'articolo?

Scusate, anche per una questione di economia dei lavori, io chiederei all'Assessore di fare un brevissimo intervento per le richieste fatte dall'onorevole Agus, in maniera tale che si proceda alla votazione degli articoli inerenti al turismo. Ricordo che gli articoli sono stati votati, esaminati dalla Commissione, quindi non sono tecnicamente intrusi, nel senso che la Commissione ha discusso e deliberato in merito, esisteva già un testo dell'articolo prodotto dalla Giunta, quindi del disegno di legge, quindi di fatto questi articoli sono presenti a pieno titolo di diritto nel disegno di legge proposto. Detto questo, c'è stata una richiesta di chiarimento da parte dell'onorevole Agus e mi sembra che sia opportuno che l'Assessore sinteticamente dica due parole in merito.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Mi perdoni, Assessore, siccome vorrei chiedere un chiarimento breve anch'io, se mi consente di intervenire brevemente, e poi l'Assessore.

PRESIDENTE. Sì, così interviene l'Assessore su tutto. Se avete richieste di chiarimento velocissime, chi vuole fare lo faccia adesso e poi interviene l'Assessore per tutto.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Premesso che concordo con le considerazioni che ha fatto l'onorevole Mula, volevo semplicemente chiedere, siccome c'è una differenza in un verbo nell'articolo 19, che dal testo originario "i Comuni rilasciano" è diventato nel testo della Commissione "i Comuni possono rilasciare". Allora, vorrei capire se è stato introdotto volutamente un elemento di discrezionalità in capo ai Comuni, oppure se è un errore nella scrittura del verbo, semplicemente questo. Grazie.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnicodegli enti locali, finanze ed urbanistica. È un errore.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

Articolo 19 e seguenti, su tutti.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnicodegli enti locali, finanze ed urbanistica. L'intento e la ratio di queste norme sono proprio quelli, e non sono norme astruse nel modo più assoluto, perché cercano di porre rimedio e regolano esigenze che esistono. Bene ha detto l'onorevole Franco Mula, proprio per porre ordine al disordine la stessa città di Cagliari si è dotata di una struttura simile perché la maleducazione di alcuni turisti e anche locali di scaricare abusivamente i propri bisogni fisiologici e altro, si è data la possibilità ai privati di dare un servizio e creare anche un'occasione di lavoro, un servizio che spesso manca totalmente. E quindi oggi noi con questa legge poniamo rimedio a una situazione che è incresciosa. Quindi, nel rispetto dell'ambiente, nel rispetto dell'uomo che ci abita, questa norma è una norma meritoria che va votata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). L'intervento che ha fatto il collega Cossa è più che mai pertinente, e io mi aspettavo che l'Assessore lo chiarisse perché in effetti in legge c'è un errore, era stato proposto un emendamento che andasse a correggere un attimino l'articolo. Perché se noi andiamo a leggere sempre al comma 1, quando dice "le aree di sosta temporanea degli autocaravan e caravan possono essere proposte ai comuni in aree private", i Comuni possono rilasciare, non è possono rilasciare, i Comuni non devono, "i Comuni rilasciano l'autorizzazione una volta verificata… eccetera, eccetera". Quindi è alquanto grave dire in maniera discrezionale: Te lo rilascio o non te lo rilascio?". Io lo devo rilasciare se ci sono quei requisiti. Quindi, siccome c'è un errore materiale in legge, io chiederei all'Aula, se è d'accordo, di eliminare la parola "possono", quindi i Comuni "rilasciano", che mi sembra più corretto, e vi chiedo scusa a nome anche della Giunta.

PRESIDENTE. La Giunta aveva fatto bene, il testo della Giunta riportava "rilasciano".

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. C'è una confusione, intanto l'Assessore cita cose del Comune di Cagliari che non conosce, l'area del Comune di Cagliari è individuata in via Po, 300 metri di distanza, non verso il Poetto, ma verso l'uscita di Cagliari, in un'area pubblica. Via Po, via San Paolo, non è questo il tema, non è il nome della via, è l'ubicazione in un luogo pubblico e non attaccato a 300 metri dalla spiaggia, cioè proprio tutto bisogna spiegarvi. E perché possono? Perché un Comune può avere un'area sua che vuol mandare a gara, a bando e non deve essere obbligato, se uno fa la richiesta di un privato e rispetta alcuni requisiti, ad autorizzarlo, può liberamente decidere di usare un'area pubblica e mandarla a gara. Primo elemento, per quello c'è "possono", e non è "rilasciano" in base solo a parametri, altrimenti che cosa facciamo, in un Comune quattordici privati propongono quattordici aree diverse, basta che siano compatibili e il Comune deve rilasciare quattordici autorizzazioni? Altro elemento: i luoghi. Perché tra via Po e via San Paolo e non chissà dove? Perché è già urbanizzata, perché hanno bisogno quei camper di sottoservizi, energia elettrica, Wi-Fi, fibra in questo caso, luogo di deposito per smaltire rifiuti di vario genere, hanno bisogno di condotte idriche, di scarichi, e se voi pensate di trasformare una pineta o la macchia mediterranea in un luogo di sosta camper verrà alquanto difficile poterlo urbanizzare, secondo elemento. Terzo elemento: i camperisti che voi non avete manco sentito vi diranno: "In un luogo mi devi dare la possibilità, siccome sono su un camper, ho le ruote, di potermi avvicinare al mare, ma dove voglio andare a dormire ci devono essere i servizi e voglio essere sicuro se lascio il mio camper con le mie cose", perché non è un'idea solo del turismo estivo quello camperistico, è un'idea del turismo tutto l'anno, e se voi glielo appiccicate ad una zona che sarà insicura… non sarà mai produttivo di reddito un luogo dove ci potranno essere in chiave invernale tre camper, un conto è in chiave estiva, ma chi paga un guardiano per tre camper? Non ce la faranno mai.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie, Presidente. Giusto per una richiesta di chiarimento rispetto alle cose che sono state dette prima anche dall'onorevole Mula. Mi pare di capire che sostanzialmente qua si sta dicendo che, contrariamente o in relazione a quello che diceva lei, c'è la problematica generale dell'assalto talvolta selvaggio, lo posso anche condividere, ma non è sempre così, rispetto ai luoghi dove i camperisti vanno in assenza di aree attrezzate. Ma la previsione della possibilità di proporre ai Comuni la realizzazione delle aree sosta camper e autocaravan in terreni privati può voler dire, la mia è una domanda, che sostanzialmente se qualche privato avesse un terreno che si avvicina verso il mare o in aree qualsiasi, quello può diventare un'area sosta camper che può diventare diciamo nell'immaginario evolutivo, che non sempre può essere positivo, purtroppo abbiamo visto talvolta che alcune idee di ottima natura si sono poi trasformate in realtà diverse, può diventare un luogo che diventa anch'esso una sorta di competitività o competizione, anche sleale, rispetto ad altre strutture ricettive che magari possono accogliere i turisti. (…) richiesta di chiarimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Allora, non è che se un privato cittadino domani fa la domanda per realizzare un'area attrezzata per sosta camper il comune gli dice "prego accomodati", è naturale che quel comune l'ostacolo che oggi ha è che il PPR ti dice "lo poi prevedere nella tua pianificazione urbanistica oltre la fascia costiera", che oggi non è appetibile; uno mi deve dire oltre la fascia costiera, io faccio l'esempio del nostro territorio, la fascia costiera va a finire a Irgoli, per chi conosce il nostro territorio, voi mi dite un'area attrezzata per sosta camper a Irgoli se ha senso, chi è che ci va?... No, nel PUC non te lo accettano perché è in contrasto con la norma del PPR che ti dice che ti devi spostare, quindi se noi diciamo "guarda, tu privato puoi chiedere, per avere questo servizio…" spetterà alla pianificazione urbanistica del comune di poter prevedere le aree e dove poter realizzare, se oggi tu non lo prevedi, è naturale che il comune non te lo può rilasciare l'autorizzazione. Noi gli stiamo dicendo, "guardate che le potete prevedere", dove? "Purché siano distanti oltre i 300 metri dal mare, vediamo dove", ma lo stabilisce il Comune nella sua pianificazione, oggi, pur volendolo, non lo può pianificare. Io avevo chiesto se le potevamo realizzare, il nostro è un PUC adeguata al PPR, ci hanno detto picche, perché il PPR non lo prevede, quindi noi non abbiamo uno straccio, pur avendo un PUC approvato, non abbiamo uno straccio di area attrezzata, prima cosa. Quello che stava dicendo il collega Zedda; io vorrei vedere d'estate, che ci sono migliaia e migliaia di camper, un privato che fa l'investimento, crea le aree, per chi ha visto ci sono le vasche perfettamente in regola dove puoi scaricare i tuoi liquami eccetera, perfettamente a norma, dei servizi essenziali, sono aree vigilate e manutentate, ben venga! Io penso che il camperista è quello che vuole: non è molto lontano dal mare, mi fermo lì, paghi, perché devi pagare il servizio che ti do, ti creo il servizio navetta e puoi andare al mare, anziché andarci la notte col tuo camper e parcheggiare in spiaggia, perché è questo che succede oggi, poi hai voglia tu sindaco di dire ai vigili "vai di notte", oppure ci metti i cartelli che non è consentita la sosta, perché oggi non ci sono regole. Ecco, noi stavamo cercando di mettere due regole, punto.

PRESIDENTE. Ora mettiamo in votazione il testo dell'articolo, naturalmente l'emendamento all'emendamento che abbiamo votato decade, in quanto ritirato l'emendamento su cui l'emendamento all'emendamento verteva. Mettiamo in votazione il testo dell'articolo 19 come emendato dall'onorevole Mula, ma quello originario, rimane il testo della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo numero 19.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 19 bis, a cui sono stati presentati degli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore. Grazie, Presidente. Parere favorevole sul 758, negativo sul 692, negativo sul 331, favorevole sul 766, invito al ritiro sul 771. Per quanto riguarda gli emendamenti agli emendamenti c'è un invito al ritiro su tutti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Volevo proseguire con la riflessione fatta poc'anzi. Nell'ambito di una pianificazione turistica dovreste dare degli indirizzi chiari su quale sia lo sviluppo turistico della nostra Isola, ma da un lato si dice che abbiamo immobili vuoti anche nell'ambito dei comuni interni e costieri, soprattutto in alcune zone che ancora non hanno una vocazione turistica a 360 gradi, ma oggettivamente è limitata, e invece che favorire la riqualificazione e il recupero di quegli immobili, che in teoria avete messo negli articoli precedenti, voi inserite campeggi e tanto altro; va bene, nei luoghi che non sono dotati di campeggi si può anche capire, ma a furia di determinare questa libertà ovunque di poter realizzare campeggi, voi state determinando la devastazione del turismo così come l'abbiamo conosciuto. Vorrei capire perché, o avrò letto io, e così le colleghe e i colleghi dell'opposizione, dati differenti? Ma insomma, ci sono i dati dell'Assessorato al turismo, i dati del Ministero che ci dicono che i turisti che guardano all'Italia cercano alberghi sopra la fascia 3 stelle fino a cinque stelle e noi, a fronte di una richiesta che è lì di milioni e milioni di turisti, lo sapete che quelli che cercano alberghi a 5 stelle sono i cinesi? Fatevi due conti di quanti sono, lo sapete quanti cinesi viaggeranno nel corso dei prossimi 10-15 anni? 400 milioni! Ed esprimono il desiderio di andare in alberghi 4-5 Stelle, a fronte di questo il mondo si attrezza in quella direzione, noi andiamo in tutt'altra direzione per distruggere un pezzo di economia turistica. Se fosse dimostrato coi dati che queste previsioni corrispondono ai desideri dei turisti che vorrebbero visitare la Sardegna lo capirei, ma imbarcare un camper costa un sacco di risorse economiche, per cui c'è chi, pur facendo turismo camperistico, decide di viaggiare in Sardegna senza camper e affittare un'auto, perché l'imbarco del camper costa quanto il pernottamento di sette giorni, e voi andate nella direzione di una pianificazione turistica in assenza…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Abbiamo bisogno di due minuti di sospensione, perché? Non per quello che ci ha detto il collega Zedda, tanto lui ha una visione e noi ne abbiamo un'altra, ma perché è uguale preciso alle aree attrezzate per sosta camper, così come il PPR ti dice che le puoi realizzare… vi ricorderete l'idea del presidente Soru (io non la condividevo) che addirittura si volevano smantellare i campeggi esistenti vicino al mare per poterli realizzare, anche quelli, oltre la fascia costiera, è questo quello che dice la legge. Allora qualcuno mi dovrebbe spiegare se il turista che non ha la possibilità di andare in una struttura ricettiva e va in un campeggio, oppure viene con una roulotte, secondo voi va e si posiziona oltre la fascia costiera 7, 8 chilometri. Stiamo parlando di campeggi, quindi non di abusi edilizi e quant'altro, ma solo: possiamo realizzare nuovi campeggi se il Comune programmasse che magari in quel Comune, in quell'area precisa, si possa realizzare un campeggio? Noi diciamo, oltre la fascia dei 300 metri dal mare, ragioniamoci; se l'Amministrazione lo programma all'interno del suo Puc, perché no? Stiamo parlando oltre la fascia, non stiamo parlando di fare volumi, di fare ecomostri o di fare abusi, ma di servizi che sono essenziali per questo turista. Qualcosa gliela vorremmo pur dare, altrimenti lo stiamo obbligando ad andare in una struttura ricettiva!

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 19, viene ripresa alle ore 19 e 21.)

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione il testo dell'articolo, perché è stato ritirato anche l'emendamento della Giunta numero 758.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dell'articolo 19 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 766.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, non ha nessuna attinenza con il testo dell'articolo.

PRESIDENTE. Ha ragione, lo trasponiamo alla fine dell'articolato.

Sull'emendamento numero 771 invece c'è un invito al ritiro, onorevole Piga. L'emendamento numero 771 è ritirato.

Passiamo all'esame dell'articolo 19 ter, al quale sono stati presentati diversi emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sull'emendamento numero 168, su tutti gli altri c'è l'invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Se sugli altri emendamenti c'era un dubbio così come su altri articoli, su questo penso che si possa condividere anche con la maggioranza un aspetto legato forse ad un errore, voglio sperare. Cioè, nell'ambito dell'edilizia privata, delle case, inserite un elemento che elimina senza offerta di servizi centralizzati o prestazioni di tipo alberghiero. Probabilmente la stessa legge non aveva neanche la necessità a suo tempo di esplicitare questo, perché gli alberghi sono normati in base al numero di camere e via dicendo. Voi veramente avete intenzione di illudere un'intera categoria quella degli albergatori e di rovinare un'intera economia trasformando tutte le seconde case di fatto in strutture alberghiere, che potranno erogare servizi identici agli alberghi. Ma veramente! Quindi essendoci una legge basta applicarla, basta applicarla, no? La verità è che ogni volta a voi raccontano cose che non stanno né in cielo né in terra all'Assessore, a molti di voi, raccontano cose voi non andate a verificare e vi convincete veramente delle fantasie che vi vengono raccontate. La legge partiva dall'aspetto di favorire e incentivare l'economia turistica legata all'ampliamento degli alberghi e delle zone comuni negli alberghi, questo era il punto di inizio, al di là del fatto che potesse essere condivisibile o non condivisibile questo era il punto iniziale, oggi state ampliando talmente tanto con gli ampliamenti volumetrici nelle zone turistiche per quanto riguarda le seconde case e via dicendo, state intervenendo talmente tanto da snaturare e distruggere un pezzo di economia turistica. Il problema è sempre lì, che il rischio è nel caso in cui si abbia ragione noi di non riuscire a correre ai ripari e tornare indietro nel momento in cui gli alberghi non hanno lavorato per mesi e mesi, nel momento in cui ci sarà una crisi sui flussi turistici nel corso anche del 2021, voi incrementate talmente tanto una concorrenza sleale con un settore fortemente in crisi da determinare un fallimento di quel settore. Leggete, è breve serve un minimo sforzo ma una grande capacità per comprendere la ricaduta drammatica di interventi come questo articolo sul settore alberghiero.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, la legge che si cerca di emendare è una legge del 2017, la legge 16 meritoriamente proposta al Consiglio regionale su iniziativa dell'allora assessore Barbara Argiolas è approvata anche grazie al grande lavoro in Commissione dell'allora presidente Luigi Lotto. Si cercò con quella legge di fare emergere un sommerso che già allora stava diventando importantissimo nell'offerta turistica regionale: i bed and breakfast, le case vacanze, le case per ferie si diede anche un nome, con quella legge, a delle fattispecie che sino ad allora erano trascurate o meglio erano sommerse, facevano delle attività senza avere però una copertura normativa e senza in alcuni casi essere nemmeno tenuti a degli obblighi. Pensiamo a cosa sarebbe successo quest'anno se non ci fosse stato per esempio l'obbligo di registrare i visitatori che facevano le loro vacanze in quelle case per ferie, un anno come questo dove la registrazione dei visitatori lo sappiamo era strategica anche per prevenire il contagio. In particolare normava le case e appartamenti per le vacanze, un numero di tre appartamenti che in qualche ragione o perché sono di un proprietario o perché il proprietario ne ha la disponibilità offrivano un servizio turistico non potendo dare servizi di tipo alberghiero. Questa era la discriminante, e questa discriminante non è stata inventata dal Consiglio regionale nella scorsa legislatura, è stata recepita dai documenti di Federalberghi, quello per capirci, colleghi di centrodestra, dovrebbe essere il vostro mondo, l'ha scritto la Confindustria! Ha detto va bene che le persone si organizzino, prendano l'appartamento di nonna e lo affittano per le vacanze, va benissimo, però gli alberghi sono un'altra cosa, danno posti di lavoro, pagano le tasse, pagano i servizi, ovviamente è un'offerta complementare, però se noi iniziamo a privilegiare l'offerta parallela, poi non ci dobbiamo sorprendere se l'albergo chiude. Tutti noi sappiamo quante tasse paga un albergo, se diventa disincentivante avere la corsia, diciamo, che paga tutto, e diventa preferibile invece attrezzarsi, dei begli appartamenti danno un servizio, se accompagnati da un'offerta alberghiera, molto simile a quello degli alberghi, noi stiamo dando la possibilità a chi ha questo tipo di strutture di cambiare la biancheria tutti i giorni, di fare le pulizie, mentre magari la famiglia è al mare durante la giornata, di dare servizio di recapito e di consegna di pacchi, per esempio, tutti i servizi tipici degli alberghi. Però a questo punto chi è così matto di andare in albergo? Dove paghi molto di più, perché in quelle 200 euro di costo di una camera, ci sono 100 e passa euro che vanno all'Erario, perché sappiamo bene qual è l'aliquota. Ecco io invito a pensarci fate una chiamata, chiamate almeno i referenti di quelle organizzazioni e vado contro gli interessi della mia parte politica, perché alla mia parte politica converrebbe aprire una polemica domani pubblicamente, visto che ci siamo e stiamo andando realmente alle ultime postille di una legge sbagliata, però fermatevi o almeno spiegateci qual è la ratio di questo…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, facciamo un minuto di sospensione il Consiglio è sospeso un minuto

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 33, viene ripresa alle ore….)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula.

Siamo all'articolo 19 ter. In effetti le considerazioni svolte dall'Aula sono state svolte anche in seno alla Commissione, che come spesso accade nella composizione dei testi poi si verifica che vengano riportati testi non perfettamente coerenti alle decisioni. In effetti questo articolo, Assessore, non doveva esserci, quindi magari c'è un emendamento soppressivo totale, che il 168. Quindi perfetto c'è il parere favorevole sul soppressivo totale. Quindi la Giunta propone di votare l'emendamento soppressivo totale del 19 ter, l'emendamento numero 168.

Metto in votazione l'emendamento numero 168. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 19 quater. All'articolo 19 quater sono stati presentati degli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore. Presidente, allora parere contrario sull'emendamento numero 21; invito al ritiro per tutti gli altri emendamenti, ad eccezione dell'emendamento numero 707, al quale si dà parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore degli Enti locali, Finanza e Urbanistica.

SANNA QUIRICO, l'Assessore degli Enti locali, Finanza e Urbanistica.Parere conforme della Giunta.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, sull'articolo 19 quater. Ma insomma io credo che abbia fatto bene chi prima suggeriva di stralciare questa parte sul turismo. In questo articolo si inserisce una norma che va a contrastare con tutte quelle che sono le regole del buon senso. Si consente di trasferire la residenza anagrafica e/o domicilio nelle strutture ricettive definite dalla legge regionale 16, a prescindere dalla classificazione urbanistica delle aree in cui le medesime ricadono. Cioè praticamente noi consentiamo che vengano costruiti alberghi, strutture ricettive con le volumetrie previste delle strutture ricettive e che successivamente queste siano trasformate in strutture di tipo residenziale, esattamente quello che ha cercato di fare qualche albergatore furbo che è stato poi bloccato dalla Procura della Repubblica, indagato e condannato per questo.

Io veramente rimango stupito quando leggo cose di questo genere, ma come si fa a pensarle, come si fa a presentare un testo di legge di questo tipo. Io vi invito semplicemente a procedere esattamente come avete fatto nel comma precedente, a cassare questo articolo completamente, perché veramente ha dell'indecente.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Presidente, anch'io intervengo per gli stessi motivi del Capogruppo Ganau. Ma francamente io sono molto stupita, perché finora noi abbiamo visto 19, 20, 21, adesso ho perso anche il conto, perché tra i bis, ter, quater eccetera si finisce per perdere il conto. Tanti articoli dove la fantasia veramente si è sbizzarrita all'ennesima potenza, fino ad arrivare ad un eccesso addirittura di competenza regionale, a sconfinare nella competenza statale. Perché francamente mi dovete spiegare, o forse sono io che sto sbagliando, come sia possibile che la residenza anagrafica che è il luogo in cui una persona ha la dimora abituale possa essere stabilita addirittura all'interno di strutture che sono residenziali, che sono state individuate dalla legge regionale 16 del 2017, di cui prima parlava il collega Agus. E cioè, se io volessi decidere anche per ragioni come dire di furbizia fiscale, per consentire probabilmente a questo punto ai miei figli di accedere anche a delle provvidenze di carattere fiscale, o benefici di vario tipo, potrei decidere di stabilire la mia residenza in un bed and breakfast, che sua definizione è un luogo in cui si esercita un'attività occasionale di ospitalità. Allora se è un'attività occasionale di ospitalità non può essere certamente un luogo in cui si possa stabilire la dimora abituale. o addirittura individuato sempre nella legge 16 del 2017 in un bot bed and breakfast, c'è un'attività di ospitalità svolta a bordo di una unità da diporto ormeggiata al porto. Ora veramente qualcuno mi deve spiegare che cosa avete in mente, perché come diceva il famoso cardinale, o come diceva Papa Pio XI: "A pensar male del prossimo si fa peccato, ma il più delle volte si indovina".

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, articolo 19 quater, siamo al capolavoro insieme agli altri. L'articolo 4 del decreto dell'Assessore degli enti locali e urbanistica del 1983, a distanza di decenni l'Assessore dell'epoca vi ha chiamato e vi ha detto che in effetti per decine e decine d'anni si era sbagliato, e che solo l'altro ieri, facendo mente locale, ha ricordato che nel corso del Capodanno tra l'82 e l'83 di quelle giornate ha fatto memoria sull'interpretazione autentica di un decreto del 1983. E che cosa determina questo, secondo voi, che con un colpo di penna voi eliminate tutta la pianificazione urbanistica, gli interventi fatti negli ultimi decenni per far riemergere la pianificazione e le volumetrie previste prima del 1983. Negli anni Settanta! Quasi cinquant'anni fa io e lei, Presidente, non esistevamo neanche, probabilmente manco nei pensieri dei nostri genitori, così come tante altre colleghe e colleghi, e facciamo riemergere in termini di sviluppo futuro le volumetrie dove poter mettere la residenza precedenti al 1983. Voi siete veramente convinti che qualcuno possa sostenere in giudizio la tesi che a distanza di cinquant'anni possano riemergere le volumetrie pensate negli anni Settanta fino al 1983? Bisogna sentire Pietrino Soddu e pochi altri ancora in vita per avere almeno l'opinione di coloro che hanno vissuto quella stagione perché successivamente gli Assessori dell'epoca, Luigi Cogodi, Mario Melis Presidente, non possono essere più interpellati. Veramente voi pensate di interpretare in un determinato modo un decreto dell'Assessore del 1983 e a questo aggiungerci, capolavoro del capolavoro dello stravolgimento di ogni regola giuridica e urbanistica, che sia consentito trasferire la residenza nei luoghi che sono stati definiti dal 1983 come luoghi dove non poter mettere insediamenti residenziali? Non c'erano riusciti, perché c'era stato un freno, neanche con la legge ultima sugli stadi che prevedeva addirittura, in caso di blocco dell'iter in Regione e in Comune, che la Presidenza del Consiglio dei ministri potesse avocare la procedura e sbloccare. Avevano escluso almeno le residenze, nonostante le forti pressioni di alcuni gruppi imprenditoriali legati o proprietari di squadre di calcio in Italia. Veramente, onorevole Mula, io mi rivolgo a lei, ad altre colleghe e colleghi: pensate di interpretare oggi il decreto di un Assessore del 1983 e lo interpretate nel senso di "poter fare" un decreto che diceva di "non poter fare", e rispetto a un "no" mi dite come, a distanza di quarant'anni, si può dire che quell'Assessore volesse, invece, intendere un "sì" avendo scritto "no"? Non si tratta di interpretazione, si tratta di un'altra cosa: lo stravolgimento di ciò che c'è scritto in un decreto, lo stravolgimento del pensiero, dell'estensione e dello scritto dell'Assessore dell'epoca e delle volontà politiche dell'epoca.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnicodegli enti locali, finanze ed urbanistica. Per precisione l'Assessore è vivo e vegeto e sta bene, ed è Mariolino Floris.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente. Intervengo su questo articolo per chiedere a lei, Assessore, se eventualmente ho recepito l'intenzione dei proponenti, e quindi della maggioranza, cioè in sede di nuova pianificazione praticamente qua non si applica la legge numero 8 del 2004, così leggo nell'articolo. Cosa produce la non applicazione della legge numero 8 del 2004? Significa che le volumetrie turistiche che si calcolano vengono calcolate in pratica a pieno, quindi non c'è la riduzione del 50 per cento che è prevista dalla legge numero 4 del 2008, quindi significa che un Comune costiero, una volta che ha calcolato sulla base della lunghezza della costa e delle spiagge una volumetria insediabile, ad esempio, di due milioni di metri cubi, non subisce la riduzione del 50 per cento così come è previsto dalla legge numero 8 del 2004. Ciò vuol dire che alcuni Comuni che hanno adeguato i propri strumenti urbanistici raddoppiano le volumetrie. Questo è quello che ho capito io. Un Comune che lei conosce bene, il Comune, ad esempio, di Trinità che ha avuto riconosciuto due milioni di metri cubi raddoppia le volumetrie con questo articolo se viene approvato.

L'altro aspetto è quello della residenza. Passi anche che il titolare può cambiare la residenza nella struttura alberghiera, ma sembrerebbe dall'articolo che anche il collaboratore o altri possano cambiare la residenza, perché anche questo nell'articolo non è che pone delle limitazioni, quindi oltre al titolare anche i collaboratori possono cambiare residenza. Io vorrei capire se l'interpretazione che ho dato io è corretta oppure mi dica lei.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie Presidente. Avevo promesso a qualcuno di voi che avrei limitato gli interventi, e infatti mi sono comportato così sino ad adesso, però questa è un'occasione troppo ghiotta per esimermi dal dire due parole. L'ultimo comma, ne ha parlato il Capogruppo Ganau quindi lo ometto, però anch'io lo pongo in termini d'interrogativo perché magari potrei non aver capito bene io. Quindi nei Comuni che hanno fatto un dimensionamento alberghiero, nei quali questo dimensionamento limita, ovviamente, la capacità insediativa, dice "non si applicano in quei Comuni che non hanno raggiunto ancora la totale capienza". Va bene, questo è poco rilevante, e mi sembra una cosa anche abbastanza ovvia. Dice "ad eccezione che non le si usi per attività alberghiera", cioè lo capite anche voi che una contraddizione.

(Interruzione del consigliere Francesco Mula)

PISCEDDA VALTER (PD). Sì, ma scritto così state dicendo l'esatto contrario di quello che state proponendo. C'è un dimensionamento, dice che ci sono spazi, se ha gli spazi nel dimensionamento lasciarglielo fare, non ha limitazioni se non quelle date dal dimensionamento, cioè la capacità volumetrica è data dal dimensionamento… di quello che sia. Hanno un dimensionamento approvato che dice che puoi fare 100; se è arrivato a 80 fagli fare i 100; le limitazioni non sono da 80 a 100, sono da 100 in poi, e tu dici "gliele faccio fare…

(Interruzione del consigliere Francesco Mula)

PISCEDDA VALTER (PD). Eh sì, scritto così vuol dire questo. Dice "ad eccezione che non quelle alberghiere". Ma sono esattamente quelle del dimensionamento. Se ha un dimensionamento, non capacità dimensionale, dimensionamento vuol dire che ha il documento accertato, vuol dire che il tuo dimensionamento è quello, quindi non te lo tocca nessuno, finché non lo riempi non c'è legge che te lo tocchi. Eh certo! Allora non te l'hanno approvato, ma se tu hai il dimensionamento quella capacità insediativa hai.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 19 quater.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva.)

Passiamo all'emendamento numero 707.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Sull'emendamento numero 707, volevo richiamare l'attenzione dei colleghi, è quello famoso del fine lavori in capo al tecnico incaricato. Mi è sfuggito il parere della Commissione, positivo, comunque era quello su cui avevamo discusso ampiamente.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Due questioni, perché qui non avendo la norma sottomano, quella almeno alla quale si riferisce l'onorevole Piscedda, ho qualche difficoltà. Quindi una considerazione iniziale su questo. "L'articolo 4 del decreto dell'Assessore degli enti locali, finanza, ed urbanistica, si interpreta nel senso che in sede di nuova pianificazione le limitazioni imposte dalla legge regionale numero (…) del 25 novembre 2004". Quindi l'onorevole Mariolino Floris, quando propose nell'83 quel decreto, sapeva già che nel 2004 sarebbe stata approvata la legge numero 8 così come è scritta. È un capolavoro, lasciatelo così, non modificatelo, tanto ormai siamo all'ultimo emendamento, quindi è un capolavoro scritta così, è bellissimo. Seconda cosa. Se togliamo la multa per il tecnico, capisco che non possa ricadere su un tecnico, ma non intervenendo una multa sul privato, perché mi pare non ci sia, perché era sul tecnico, di fatto non c'è sanzione? Questa è la domanda. Ricordo che il fatto dell'intervento con sanzioni sul fine lavori venne inserito perché a suo tempo il non finito sardo, era un elemento che consentiva di non avere mai il termine dei lavori e quindi il pagamento anche della tassazione. Tant'è vero che si intervenne in questo modo perché oggi la seconda casa, pur oggetto di cantiere, destinata alla vita come prima casa al termine del cantiere, paga oggi le tasse come seconda casa, perché venne introdotto un disincentivo all'elemento sine die senza una scadenza della non dichiarazione della fine lavori. Se noi togliamo la multa, questo è il dubbio, se noi non individuiamo un responsabile, in una diatriba tra mancato pagamento dell'ultima rata, tranche al tecnico poniamo, onorevole Piscedda, mi sta seguendo per cortesia, noi consegniamo al tecnico un'arma di ricatto in termini di migliaia di euro, se non dice il fine lavori, in mano al tecnico nel ricatto col privato che dovrà pagare tassazione per seconda casa, in attesa che il tecnico mandi il fine lavori. Capisco l'esigenza di non scaricare sul tecnico, però la materia è una materia complessa che è stata oggetto di verifica puntuale della casistica, che ha determinato nel corso degli anni un caos inimmaginabile di conflittualità tra privato e professionista e di aspetti…

PRESIDENTE. L'emendamento numero 707 è ritirato.

Passiamo all'esame dell'articolo 19 quinquies a cui sono stati presentati gli emendamenti numero 22, 170, 697, 698 che sono stati tutti ritirati.

E' aperta la discussione sull'articolo e gli emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io avevo chiesto di intervenire ma è stata eliminata la mia richiesta. Presidente, sull'articolo 19 quinquies, io vorrei fare una osservazione, perché questo articolo dice testualmente che "i comuni possono localizzare nuovi interventi turistici e relativi servizi generali che non siano in connessione e integrazione con assetti insediativi esistenti, nelle vicinanze di un fattore di attrazione motivatamente individuato." Allora, io credo che sia importante capire il significato di questo articolo, perché questo Consiglio regionale, all'unanimità, ha approvato una mozione che tende a ottenere il riconoscimento del patrimonio monumentale nuragico e prenuragico da parte dell'UNESCO e quindi l'inserimento nella lista del patrimonio dell'umanità di questo patrimonio. Quindi una cosa di importanza straordinaria che richiede un chiarimento su questo articolo.

Io credo di comprendere lo spirito con cui questo articolo è stato inserito, però è bene che rimanga agli atti che lo spirito di questo articolo, il significato di questo articolo, non vuole in alcun modo attentare al patrimonio paesaggistico, naturalistico, monumentale e archeologico della Sardegna, anche perché stiamo parlando di un patrimonio che è fortemente tutelato dal Piano paesaggistico, che è vigente a tutti gli effetti, e a tutte le norme di tutela che sono sovraordinate anche rispetto alle competenze della Regione. Però siccome questo articolo è scritto così, io vorrei che questa cosa qui venisse esplicitata.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie, Presidente. Siccome poco fa abbiamo avuto uno scambio di opinioni con il collega Cossa proprio per quanto riguarda le sue preoccupazioni che dico legittime, ci tenevo a spiegare il perché di questo articolo che scritto così probabilmente potrebbe dare un altro senso. Se andiamo a leggere questo articolo va nella direzione del rilancio delle zone interne, dove noi diciamo non solo mare, perché parla dei comuni non costieri, si possono fare quegli insediamenti anche di tipo turistico purché non siano nel centro abitato, ma vicini al centro abitato, che oggi il Piano paesaggistico regionale, non si capisce il perché, ti vieta di poter fare, sono le famose zone F urbane in quei comuni dell'interno. Oggi uno che deve fare un insediamento di tipo turistico decide di fare un investimento qualora ci sia qualcuno ancora che voglia fare un investimento, è vietato, non si può fare. Però c'è una condizione importante, Michele, perché i decreti ministeriali di vincolo, infatti ho controllato proprio l'articolo 134 della "42", e il 1497 ora diventato 136 della "42", ti mettono dei vincoli che sono invalicabili. Cioè, tutti quei beni identitari che sono stati identificati non solo non li puoi toccare, ma c'è quella fascia di rispetto tutto intorno dove non ci puoi fare nulla, tant'è vero che in legge c'è scritto proprio alla fine, "che non siano in concessione e integrazione quando (…) nelle vicinanze di un fattore di attrazione". Puoi utilizzare quel fattore di attrazione, ma è naturale che non solo lo devi rispettare, ma puoi fare l'intervento a una debita distanza che ti dice la legge, che sono i decreti ministeriali di vincolo, non puoi fare nulla se tu non realizzi quell'intervento a debita distanza, quindi va in direzione opposta di valorizzazione, ma allo stesso tempo di tutela. Quindi noi siamo in quella direzione, assolutamente sì.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Per rispondere all'onorevole Cossa, riallacciandomi al Capogruppo onorevole Mula, in questa norma stiamo rafforzando quel concetto, noi intendiamo proteggere e valorizzare i beni identitari, beni culturali, lo stiamo ribadendo assolutamente, questo deve essere chiaro, mai e poi mai permetteremmo, stiamo dicendo altro qua. Stiamo dicendo che quei beni, anzi, devono essere attrattivi di un flusso turistico, ma devono essere protetti perché devono essere l'essenza poi del richiamo turistico, poi nel rispetto delle norme che ci sono e sono di salvaguardia, sono abbastanza stringenti, però l'idea è che intorno a quei monumenti nelle vicinanze ci debbano essere anche quelle strutture che possano valorizzare e portare le persone a usufruire e a vedere quel bene. Quindi noi stiamo facendo una politica di valorizzazione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie, Presidente. Io volevo accodarmi alle parole dell'onorevole Cossa che condivido in pieno, solo che lui lo mette in termini dubitativi, io vorrei provare a metterlo in termini invece propositivi, cioè affermativi chiedo scusa. Questa previsione di questo articolo così scritto si applica laddove dice: "qualora non siano perseguibili le modalità di cui all'articolo 90, comma 1, lettera a) delle norme tecniche di attuazione del PPR". Se voi ve le andate a prendere che cosa dicono testualmente queste norme? Dicono che i comuni, nell'adeguamento degli strumenti urbanistici al PPR, si attengono ai seguenti indirizzi: articolo 1, comma a), prevedere lo sviluppo della potenzialità turistica del territorio attraverso l'utilizzo degli insediamenti esistenti quali centri urbani, paesi, frazioni e agglomerati, insediamenti sparsi del territorio rurale e grandi complessi del territorio minerario. Quindi, secondo me, l'obiettivo di chi ha scritto questo emendamento è chiaro, cioè sta ampliando l'indirizzo del PPR non adeguato nei Comuni, anche con PUC non adeguato al PPR, che sono la maggior parte, sta inserendo come fattore che ti consente di sviluppare insediamenti turistici alla fattispecie che ci sia un attrattore turistico, un Nuraghe, faccio un esempio, che oggi nelle NTA del PPR non è previsto. Quindi è un'estensione enorme di quell'indirizzo delle norme tecniche di attuazione. Quindi la mia preoccupazione è che così stiamo sostanzialmente da una parte dicendo che il nostro territorio è appetibile da tutti i punti di vista, ma ad oggi le norme non consentono che venga aggredito, con questa previsione stiamo dicendo che uno qualsiasi di quei fattori ti consente l'edificabilità di un insediamento turistico. Ecco, questo a me preoccupa, poi potrebbe essere una esplicita volontà, l'importante è che si sia chiari nelle cose, tutto lì, lo trovo un po' in contraddizione con il percorso che stiamo facendo con l'associazione, dove certi beni invece li vorremmo tenere vergini sostanzialmente, noi siamo per mantenere la verginità di quei luoghi, voi siete… perché sono un attrattore turistico, ambientale, culturale, paesaggistico e quant'altro.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie, Presidente. Le spiegazioni e i tentativi insomma di descrivere in maniera articolata e profonda dal punto di vista del valore turistico di questo articolo non mi hanno convinto, non mi hanno convinto perché intanto il tema dello sviluppo turistico delle aree interne ha una tale articolazione e una tale complessità che dico, onorevole Mula, non credo che possa essere ricondotto al tema che in quelle aree lì stanno morendo, perché non è corretto nei confronti di chi in realtà all'interno di quelle aree sta sviluppando grandi occasioni di rilancio. Non mi convince perché c'è una parola molto chiara, lo diceva l'onorevole Piscedda prima: in deroga. In deroga vuol dire in deroga in italiano e anche nel linguaggio evidentemente legislativo, e aggiunge nella parte finale che questa deroga che appunto laddove non ci siano le condizioni di poter applicare la procedura relativa all'articolo 90, eccetera, eccetera, questa deroga si estende alle vicinanze dei fattori di attrazione, dei fattori di attrazione che non sono evidentemente ben definiti qua, ma che ampliano la maglia dei ragionamenti motivatamente individuato. Le modalità attraverso le quali si dà una motivazione forte a una scelta sappiamo bene che in determinati ambiti sono particolarmente varie, articolate e labili, a me pare che in realtà questo articolo dica che in deroga al PPR e in deroga a tutto ciò che è possibile da un punto di vista della scelta delle strategie attuare, questo consenta di fare delle belle strutture recettive o insediamenti nella natura, vicino al Nuraghe, vicino al pozzo di Santa Cristina nella mia zona, vicino alla parte alta della borgata, questo mi pare che dica. Quindi io volevo dire che le motivazioni che sono state raccontate non mi hanno convinto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. A questo punto è veramente difficile, tutti gli studi, tutti, onorevole Mula, tutti gli studi sul turismo interno dicono che i turisti cercano la vita nel borgo, nel vecchio borgo, e noi avremmo una potenzialità in tante purtroppo abitazioni che sono in alcuni casi ristrutturate per gli interventi sui centri storici, in altri casi da ristrutturare, e comunque da adeguare per ospitare turisti. Ma voi pensate veramente di poter mettere alberghi vicino a luoghi di interesse turistico? Nel mondo è stato fatto solo negli anni Settanta, e fino agli anni Ottanta, poi si è smesso. Nei capolavori, nelle sette meraviglie del mondo attuale, perché c'è rimasto semplicemente le piramidi delle sette meraviglie del mondo antico ma mica c'è un albergo davanti alle piramidi, a Machu Picchu, mica c'è un albergo davanti a Machu Picchu, ci arrivi da Aguas Calientes con un treno…

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Ma se la gente sta morendo, cosa Machu Picchu! Ma di che cosa stai parlando!

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Se avessi ascoltato la premessa, nel mondo gli studi, e anche gli studi in Sardegna, dicono…

(Intervento fuori microfono del consigliere Mula Francesco)

PRESIDENTE. onorevole Mula, però, lasci conclude l'onorevole Zedda.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Il tema è sempre lo stesso (…) poi sentono una parola che non conoscono di un luogo in Perù e si agitano. Il tema, onorevole Mula, è che voi dovreste invitare le persone a vivere nelle case e nei borghi riqualifica, nei borghi, mica in campagna, di quegli edifici costruiti negli anni ma sapete l'ultimo utilizzo che è stato fatto a Fluminimaggiore, tra Iglesias e Fluminimaggiore, a Sant'Angelo, di un grande albergo costruito? Chiuso dieci anni! Non ha mai aspettato un turista, ha ospitato i migranti di recente, solo i migranti! Non ci va nessuno in quei luoghi, perché se voi ostacolate la vista delle bellezze ambientali e paesaggistiche con una albergo, avete stravolto i luoghi, lo avete scritto voi, "nelle vicinanze". Ma scusate, ma a Barumini uno non può andare a dormire in paese, nelle tantissime case riqualificate ma non utilizzate? No, deve andare a vivere in un albergo per cui dalla stanza vede Barumini?

GIAGONI DARIO (LEGA). Noi i migranti non li vogliamo.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ecco, è arrivato quello più intelligente di tutti per fortuna, perché… un altro che ha sentito una parola e si è agitato, è distratto dal 2019, da febbraio 2019, si è svegliata adesso. Presidente, mi rivolgo a lei, secondo lei è più utile nel suo territorio, faccio il suo esempio per il luogo, perché non è sicuramente un paesino sperduto, ma secondo lei ad Alghero c'è l'esigenze di far stare i turisti ad Alghero nelle tante attività o anche extralberghiere che esistono, o dobbiamo mettere un albergo esattamente davanti a Porto Conte e alla scalinata del capriolo eccetera eccetera? A su Gologone, o in altre realtà della Sardegna come Gorroppu, ma dobbiamo farli dormire a Dorgali, a Oliena e negli altri posti attorno, oppure dobbiamo per forza mettere un albergo davanti a Gorroppu, in modo tale da chiudere proprio la gola? Loro pensano che se uno ha trascorso una parte della vita in città non ha letto niente, di studi, sul turismo; sapete come abbiamo fatto in città ad incrementare il turismo a Nuoro e a Ulassai?

(Interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Lasciate però concludere l'onorevole Zedda! Prego, onorevole Zedda.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Quando abbiamo fatto la grande mostra su Maria Lai nella Stazione dell'arte, che non è esattamente a Cagliari, e a Nuoro, ospitando la mostra anche a Cagliari e pubblicizzando la Stazione, ve lo confermerà il Sindaco di Baunei che sta lì vicino, ospitando la mostra di Maria Lai a Cagliari e pubblicizzando le mostre di Nuoro e quella della Stazione dell'arte, a Cagliari, c'è stato un incremento del 60 per cento di turisti su Nuoro e alla Stazione dell'arte come visitatori; questo è il sistema!

SAIU PIER LUIGI (LEGA). Dopo il Piano casa ti dico dove i tuoi amici di Nuoro hanno messo la statua di Maria Lai.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Con le interruzioni trenta secondi me li lasci. È difficile io, Presidente, l'ho detto all'inizio della discussione, se la Giunta avesse fornito dei dati, dei numeri, degli studi, che esistono, che esistono, esistono a livello regionale ed esistono a livello nazionale, oltre che internazionale, sui luoghi sognati dal…

(Interruzione)

PRESIDENTE. Scusate, ci stiamo avvicinando alla fine, però facciamolo senza particolare sofferenza, perché davvero non se ne può più. Grazie, onorevole Zedda. Mettiamo a votazione il testo dell'articolo 19 quinquies.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 19 sexies. Sono ritirati tutti gli emendamenti tranne quello della Giunta per il quale c'è parere favorevole. Presidente, può dare il parere sugli emendamenti aggiuntivi al 759? Gli altri sono ritirati.

(Intervento fuori microfono del consigliere Mura Francesco)

PRESIDENTE. Sono stati ritirati tutti tranne il 759, che è quello della Giunta, a cui sono stati fatti degli emendamenti all'emendamento.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore. Grazie, Presidente. La Commissione ha espresso parere positivo 759, sono stati ritirati tutti gli altri emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Semplicemente per dire che c'erano degli altri emendamenti che non sono stati citati che sono l'emendamento 469 e il 1238 e l'emendamento all'emendamento del 469, il 1937.

PRESIDENTE. Quindi discutiamo anche il 469 comma aggiuntivo.

TALANAS GIUSEPPE (FI). Scusi, Presidente, rimangono l'emendamento della Giunta e il numero 469.

PRESIDENTE. Più gli emendamenti agli emendamenti.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. "Ai fini dell'applicazione della disciplina transitoria, sto leggendo il comma 2… se avete bisogno di un'interruzione…"Ai fini dell'applicazione della disciplina transitoria - onorevole Mula, senta questa bellezza - di cui all'articolo 15, comma 1, delle norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale, i confini amministrativi comunali sono considerati elementi geografici di interclusione": è come quelli che, quando viene annunciato in aereo "stiamo sorvolando le equatore" cercano la linea, uguale, non venivano prese per persone intelligenti quelle che ci cascavano e cercavano la linea di demarcazione alle equatore. Quindi sono lotti interclusi i luoghi che semplicemente confinano, i confini, quindi il tacco di Perd 'e liàna, tra Gairo, Arzana e Seui, che ha un confine, è un lotto intercluso; la gola di Gorroppu, siccome ha dei versanti diversi, è un lotto intercluso, e beh, è chiaro a tutti, non c'è urbanista che non posso sostenere il fatto che sia un lotto intercluso identico a un lotto urbanizzato in ambito urbano collegato ad un altro lotto urbanizzato: è un capolavoro, è bellissimo, lasciatelo così! Vi siete messi a scrivere cose che non esistono da nessuna parte; in nessuna norma, nessuna legge, nessun decreto da un punto di vista urbanistico gli elementi geografici creano lotti interclusi! Ma lo sapete che sono elementi geografici di confine anche l'area di mare di acque territoriali e acque internazionali: sono lotti interclusi anche quelli? Per poi proseguire, "è consentito concludere la realizzazione dei piani attuativi scaduti" - quando non si sa: scaduti negli anni Ottanta, mai realizzati, dove è stato messo un cavo sotterraneo? - "… a condizione che alla data di presentazione della presente legge" - quindi a distanza di quarant'anni, visto che siamo andati all'83 - "risultino legittimamente avviate le opere di urbanizzazione, nel senso che si sia determinato un mutamento consistente ed irreversibile dello stato dei luoghi". È un incentivo a determinarlo.

Non vorrei che il comma precedente sia pensato e scritto solo ed esclusivamente per un confine che è situato ed ubicato tra Castiadas e Muravera - ripeto, così rimane agli atti -, non vorrei che la norma sia pensata per un confine che esiste tra Castiadas e Muravera, e chi conosce le vicende sa di che cosa sto parlando, che è un po' quello che ogni tanto spunta fuori, e cioè che la norma non è pensata per la Sardegna, questo è il vero problema, è pensata per singoli casi che voi conoscete e trasferite in legge! Parte dall'elemento conoscitivo del problema di uno e si trasforma in legge che inciderà e intaccherà lo sviluppo di tutti! Questa è la vergogna più grande di questo testo…

(Interruzioni)

"Bu, bu, bu" e un verso che solitamente viene fatto non da esseri umani, come è noto ai più, oltretutto nell'ambito dello stadio si viene mandati via perché è un motivo di razzismo visto che solitamente viene fatto per identificare colui che sta compiendo un'azione con un gorilla, ed è rivolto solitamente alle persone che non hanno il colore della pelle simile al nostro. E' chiaro Presidente? A lei è chiaro, ad alcuni non è ancora chiaro che alla lunga le formiche, ma anche coloro che formiche non sono, perdono la pazienza e iniziano a dire le cose come stanno! Perché si può far male in tanti modi, io mi trattengo ma con le parole sono capace, usando un garbo ed uno stile, di fare del male de si lingi is didus, come si dice. Quindi gradirei, Presidente, siccome le ho detto questo, che lei intervenga a tutela della dignità di ognuno di noi, non mia ma di ognuno di noi, perché c'è un limite alla pazienza, come diceva Totò, "ogni limite ha una pazienza". Quindi, a proposito di coloro che non comprendono perché incapaci di comprendere, ci sono norme che son pensate per singoli casi e avranno una ricaduta su tutto il territorio regionale. I confini geografici considerati come lotti interclusi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). In riferimento a questo articolo ho presentato una proposta di legge, la numero 23, a giugno del 2019, che in qualche modo andava un po' a chiarire questi aspetti, nel senso che gli uffici tecnici dei Comuni, e mi riferisco ai Comuni che non hanno adeguato il proprio strumento urbanistico al PPR e hanno identificato nei propri strumenti di pianificazione zone di espansione, zone C, che nella maggior parte, non parlo delle città, nella maggior parte dei Comuni in Sardegna le zone C, per chi conosce un po', le zone di espansione confinano con l'agro. Allora le zone C che confinano con l'agro senza l'applicazione di questo articolo non possono essere attuate perché non sono considerati dei confini fisici geografici, e quindi diventerebbe veramente difficile da parte di un qualsiasi responsabile o dirigente rilasciare delle concessioni per piani di attuazione di zone di espansione C nei Comuni.

Io mi sono letto anche gli emendamenti, alcuni emendamenti agli emendamenti chiariscono alcuni aspetti e mi auguro che questi siano accolti. Suggerirei questo, so che non verrà ovviamente accettato: io avrei preferito che i Consigli comunali limitassero la zona su cui quelle zone di espansione che sono previste possono essere attuate, al di là del confine territoriale del Comune; io avrei preferito lasciare la possibilità ai Comuni per una migliore chiarezza di identificare con apposita delibera di Consiglio l'area oggetto di intervento in questo caso, però evidentemente questo non è stato inserito in questo articolo e quindi il confine è quello territoriale, quindi diventa veramente difficile in questo caso trovare applicazione di questo articolo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1236, emendamento all'emendamento numero 759.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, stiamo intervenendo con questo emendamento nella creazione di ulteriore confusione, almeno leggetelo, guardate con attenzione dove stata intervenendo, per non devastare tutto, perché altrimenti non rimarrà più nulla. I turisti non visiteranno più un'isola, visiteranno un inizio di insediamento di cubature sparse ovunque. La legge era partita con l'idea di agevolare il turismo, qua si è parlato di tutto e si sta intervenendo in tutta le zone fuorché quelle turistiche e senza nessun dato sulle oggettive esigenze del turismo. State riuscendo a mettere d'accordo veramente tutti, cioè gli ambientalisti con gli imprenditori del turismo contro questa legge. Federalberghi dopo che leggerà il complesso delle norme approvate e dell'inserimento di tutte queste zone chiamerà Confindustria e ad una voce vi diranno che probabilmente avete non compreso le loro volontà e indicazioni che vi avevano dato nelle intenzioni loro di sbloccare un settore e dare una mano d'aiuto a un settore oggettivamente in crisi. Cioè così è stata veramente creando una confusione e l'impossibilità di poter utilizzare questa legge. Leggetelo con attenzione leggete questo e anche l'articolo, leggete l'emendamento e anche l'articolo.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento 1236.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento 1237.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Allora chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento 1237.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1237.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Chi si è astenuto deve esprimere l'astensione. Perfetto è l'onorevole Orrù.

Il Consiglio approva! Non c'entra niente, onorevole Cocciu io ho lasciato aperta la votazione, no! Me lo doveva dire! Perché voi vedete il voto, lo vedete! E a scrutinio segreto lo vedete cosa state votando!

Emendamento 1239, scusate! Emendamento 1238, non è ritirato? Non l'avete ritirato?

Benissimo emendamento numero 1238.

Mettiamo in votazione il 1238. Il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 43, viene ripresa alle ore 22 e 16.)

Riprendiamo i lavori. Dobbiamo votare l'emendamento numero 1238, dell'onorevole Meloni.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPE (PD). Semplicemente per chiedere qual è il parere della Commissione e della Giunta su questo emendamento, il 1238.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Presidente, in relazione a questo emendamento, il 1238, io potrei avanzare una proposta con la speranza che possa trovare una via d'incontro tra la maggioranza e l'opposizione, e ovviamente con l'inserimento di un emendamento orale se non mi è proibito dall'Aula.

Presidente, le propongo l'emendamento orale, rileggendo il comma 4, quindi il secondo capoverso di questo emendamento, così riscritto: "Sono comunque consentiti nelle zone omogenee E ed F gli interventi di manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria, di ristrutturazione edilizia, nonché la realizzazione di pertinenze urbanistiche relativamente ad edifici legittimamente realizzati alla data di entrata in vigore della presente legge". Questa è la mia proposta, con una richiesta di via di incontro rispetto a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, per non dare l'assenso alla presentazione di emendamenti orali. Non si tratta di una pregiudiziale sul tema, merita una discussione, però non credo che sia questo il modo di approvare e di costruire le leggi.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Presidente, mi pare di capire che ci sia un parere contrario a questo punto da parte della Commissione e della Giunta. Faccio solo notare questo, che votando contro questo emendamento, succederà questo. Allora in questa legge è consentito tanto in deroga rispetto ai Comuni che non hanno adeguato il PUC al PPR, è consentito tanto e troppo direi, però non è consentito in ambito costiero, anche a San Paolo di Monti come dice lei bene spesso Assessore, non sarà consentito perché non viene approvato questo emendamento alle aziende agricole preesistenti la realizzazione di agriturismi, di nuovi edifici adibiti ad agriturismo, non sarà consentito. A 301 metri dal mare sarà permesso di tutto e di più rispetto agli hotel, incrementi al 50 per cento eccetera, invece l'agriturismo non lo può fare. Allo stesso tempo non saranno permesse, seppure al di fuori dai mille metri dalla linea di battigia come l'avevamo proposto per gli agriturismo, non saranno permessi interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di ristrutturazione edilizia, nonché la realizzazione di pertinenze urbanistiche. Badate bene, ristrutturazione edilizia, cosa vuol dire vuol dire? Vuol dire seppur oltre la fascia dei mille metri, che con la legge che stiamo approvando, l'articolo 1 in particolare, sarà consentito fare l'incremento volumetrico e non sarà permesso fare la ristrutturazione, ergo se io voglio fare una ristrutturazione senza alcun incremento volumetrico devo utilizzare l'éscamotage dell'incremento volumetrico con maggiore consumo del suolo. Spiegatemi perché, no, questa è una ripicca, semplicemente perché non si sta permettendo nella fascia di mille metri, allora non lo permettete per nulla.

Gravissimo errore di valutazione, io vi chiedo di rivedere perché state facendo un torto non a qualcuno della minoranza, ma i sardi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Caro collega, ne abbiamo parlato di questo emendamento e abbiamo anche detto che noi siamo d'accordo, però non potete pensare, bisogna avere anche il coraggio delle vostre azioni, quando si viene in Aula con un emendamento che noi riteniamo corretto e utile per dare risposta alle cose che sta dicendo lei, caro collega, poi il collega Mura propone un emendamento orale che è migliorativo, non è che stiamo andando a fare chissà che cosa, e ci sono posizioni di questo tipo, permettete! Allora non è che ci dovete dire voi come ci dobbiamo sedere e anche in che posizione, mi sembra che sia un problema che anche voi vi dovreste risolvere in casa, perché ne abbiamo corretti tanti, vi abbiamo ascoltato e abbiamo cercato di migliorare questa legge. Questo emendamento, lo riconosciamo, poteva migliorare questa legge, però non è che ci potete dire se non è nero deve essere di questo colore fate quello che vi diciamo noi. Quindi anche voi dovete dare un segnale di dire anche noi abbiamo il coraggio di proporre e noi ci siamo, non solo quello che vi viene in mente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (UDC Cambiamo!). Presidente, l'ha chiarito e sottolineato molto bene il collega il collega Mula, noi siamo d'accordissimo caro collega Meloni, il migliorativo significa che tutti siamo a conoscenza che il Piano paesaggistico regionale non contempla la parola "ristrutturazione" nei zero, nei 300 e né oltre, stiamo inserendo solo le zone F all'interno, "ristrutturazione" senza assolutamente ampliamento volumetrico e ci avete detto di no. Quindi dovete chiedere all'amico e consigliere Agus, altrimenti il suo emendamento ha la condivisione di tutta la maggioranza. Te la devi prendere con lui, non con noi!

PRESIDENTE. Insomma, onorevole Agus, mantiene la sua pregiudiziale. E allora c'è poco da fare.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione, nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1238.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 1239.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Presidente, per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento e anche riconoscere al primo firmatario e gli altri, il collega Cera, la bontà di questo emendamento che finalmente, insieme naturalmente anche all'Assessore se in questo caso esprime parere favorevole, che riconosce nei fatti l'importanza delle strutture classificate come turismo rurale, quindi strutture in agro che sono legate ad una legge anacronistica del 1998, che impedisce la possibilità di implementare i posti letto, limitando a solo 20 posti letto, quindi rendendo quelle attività assolutamente fuori dal mercato, perché non consente assolutamente di esercitare un'attività di accoglienza turistica in quei territori, soprattutto a seguito anche della pandemia, e quindi io dichiaro naturalmente il mio voto a favore perché in diversi interventi ho anche rimarcato l'esigenza di intervenire su questo e mi fa piacere che la maggioranza e i firmatari, in primis il consigliere Cera, abbiano pensato di inserire questo emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1239. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'emendamento numero 759.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Solo per segnalare che quella modifica che avevamo concordato di fare escludendo il riferimento al Covid-19, essendo contenuta la stessa dicitura anche in questo articolo, in fase di coordinamento segnalo che venga anche in questo caso corretta.

PRESIDENTE. Assolutamente, abbiamo approvato il principio quindi sarà fatto.

Metto in votazione l'emendamento numero 759. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 20. All'articolo 20 sono stati presentati gli emendamenti numero 332, 333 e 779.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore di maggioranza. Invito al ritiro per tutti. Ripeto, sono stati presentati all'articolo 20 i seguenti emendamenti e c'è per tutti l'invito al ritiro: il 332, il 333 e il 779. Presidente, ricordo che c'è anche l'emendamento dell'onorevole Caredda che dovevamo mettere alla fine dell'articolato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 776 dell'onorevole Caredda. Certo, assolutamente sì, lo mettiamo alla fine.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere è conforme.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Per quanto riguarda l'articolo 20: "Dalla presente legge non derivano oneri diretti e indiretti a carico del bilancio regionale". Questa è la dicitura che, presa così, potrebbe essere tecnicamente corretta, nel senso che la legge non prevede spesa da parte della Regione. La legge prevederà, o meglio determinerà una serie di oneri e di contenziosi per la Regione. A me dispiace aprire sempre una ferita non rimarginata, ma ricordo che la Regione, un Comune su una vicenda legata a un edificio ha determinato una serie di problemi per quanto riguarda i proprietari che in buonafede hanno comprato un immobile con una legge che era similare a questa e che è oggetto di contenziosi che durano da dieci anni, dove i proprietari hanno avuto l'idea di acquistare un appartamento e si ritrovano con rischio di non possedere più nulla. Quindi determinerà, questa legge, altroché se contenziosi! Ma alla fin fine a chi si rivolgerà colui che in buona fede seguirà alcune delle indicazioni? Poniamo il caso che un ufficio del Comune poco attrezzato, perché i Comuni sono nelle condizioni che conosciamo, dia il via libera in base ad uno di questi articoli e che successivamente l'articolo, prima che quella persona possa edificare, costruire, avendo però fatto investimenti iniziali, poniamo il caso che la legge, cosa che accadrà, lo sapete anche voi, per tante parti della legge, possa venire impugnata dal Governo e poi decadere nei suoi effetti. Quella persona farà causa alla Regione, al Comune, in relazione all'aver intrapreso un investimento di vario genere, perché ormai si è trattato di tutte le zone esistenti nell'ambito urbanistico, compresi i centri storici, i piani pilotis, i seminterrati, e sarà sufficiente, come nel caso che citavo, che un vicino in base al codice civile e alle norme muova una causa nei confronti di colui che, anche in buona fede, utilizzerà una norma per determinare contenziosi infiniti e una serie di problemi anche per l'apparato regionale. Perché a un certo punto ci sarà il settore del paesaggio nostro che avrà qualche difficoltà a rilasciare autorizzazioni, ci saranno gli uffici dei Comuni in difficoltà nell'incapacità di interpretare queste norme, ci saranno dei privati illusi di poter fare che faranno delle operazioni e poi vedranno naufragare queste operazioni intraprese, pur avendo speso risorse, e alla fin fine voi state né più, né meno incentivando i ricorsi al TAR e una serie di contenziosi di vario genere tipo, cosa che non si riuscirà neanche a stabilire. Nell'articolo precedente avete addirittura individuato come lotto intercluso, tenendo conto che è normato da altre leggi, un confine geografico tra comuni. Se non è una follia questa vi lascio immaginare che cosa potrà accadere se veramente qualcuno seguirà le indicazioni di questa legge, individuando un confine geografico come lotto intercluso. Nessuno di voi l'ha mai sentito, ma neanche nelle leggi, nelle norme, non esiste da nessuna parte, è una cosa che chissà chi si è inventato, e questi aspetti determineranno una serie di contenziosi e una serie di problemi, purtroppo, per le cittadine, per i cittadini e per l'intrapresa economica. Vi ricordo che giusto qualche minuto fa Federalberghi…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato. C'è un invito al ritiro dell'emendamento numero 768 all'onorevole Cocciu. L'emendamento numero 768 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 766, quello dell'onorevole Caredda. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 20. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 21.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. L'articolo 21, cioè l'entrata in vigore, mi serve per fare un ragionamento sulle problematiche che state creando. Il problema che si verrà a creare, avendo determinato una confusione normativa di questo tipo, è che paradossalmente, pur avendo una stragrande maggioranza la proroga del Piano casa, voi avete determinato l'impossibilità di proroga del Piano casa aggiungendo al Piano casa che alla fine si sarebbe dovuto limitare ad una norma contenuta in una riga, avete aggiunto tante e tali norme per cui non solo non riuscirete a fare e determinerete i problemi che ho detto prima per quanto riguarda il contenuto di tantissimi articoli, ma avendo complicato così, aggiungendo al Piano casa norme che col Piano casa non c'entravano nulla e stravolgendo anche il Piano casa iniziale, essendo intervenuti con modifiche, verrà impugnato il Piano casa, purtroppo, dal Governo, in quanto una nuova norma che state creando e mentre il Piano casa era strettamente legato al Piano casa del Governo Berlusconi, oggi voi mi dite a quale Piano casa vi agganciate rispetto alle norme nazionali? L'avreste dovuto invece contemplare e contenere all'interno di una modifica della legge urbanistica, a quel punto sarebbe venuta meno la temporaneità, l'eccezionalità dell'intervento, ma contenuta all'interno della legge urbanistica è probabile che si sarebbe potuti andare nella direzione di salvare almeno il Piano casa. Voi fate un Piano casa oggi, nel 2021, a distanza della scadenza del Piano casa del 2020, prorogato più e più volte, dimenticando che il Piano casa prorogato veniva prorogato proprio perché si agganciava all'inizio dell'iter con la prima approvazione del Piano casa, che discendeva da una possibilità data da un intervento con legge nazionale. Se è così, se fosse così e se dovesse determinarsi una situazione di questo tipo, chi potrebbe gioire in Sardegna avendo eliminato ogni e qualsiasi possibilità di sviluppo sull'edilizia?

Cioè, se veramente l'aver inserito questo e non aver fatto due norme, l'anno scorso il Piano casa è passato nell'arco di un'ora di discussione, è stato presentato, vi abbiamo chiesto di togliere gli elementi che erano estranei al Piano casa, e fatto quello è stato approvato il Piano casa in pochissimo tempo, con un'autorizzazione alla proroga di fatto. Avete percorso quest'anno una strada differente, avete sommerso il Piano casa di norme illegittime, avete determinato di conseguenza l'illegittimità dello stesso Piano casa, con una serie di persone che avevano l'illusione di poter realizzare qualcosa e avete invece fatto naufragare i vostri sogni di grandezza urbanistica, alla fin fine, ma purtroppo, perché questi mi interessano molto meno, a noi tutti, ma qualche bisogno e qualche necessità che forse esisteva tra la popolazione. Su questi interventi ci sono sentenze che sono intervenute più volte e nonostante gli Uffici, purtroppo gli Uffici, più quelli del Consiglio, più quelli della Regione, vi abbiamo suggerito un percorso differente, ostinatamente siete andati in una direzione che purtroppo determinerà un problema serio di inapplicabilità anche del Piano casa.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 21. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Io vorrei ricordare ai colleghi, in primis a me stesso, che c'è stato un impegno per domani mattina e inizierà alle 9, siccome c'è anche un lutto e non stiamo a dire di chi, c'è stato un impegno di fare determinate questioni. Mi auguro, lo dico in primis a noi, che l'impegno che è stato preso venga mantenuto. Solo questo.

PRESIDENTE. Il Consiglio è convocato alle ore 9 e 30.

La seduta è tolta alle ore 22 e 44.

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