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Resoconto della seduta n. 215 del 19/07/2022

Bozza provvisoria

CCXV SEDUTA

Martedì 19 luglio 2022

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Michele PAIS

indi

Del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

indi

Del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 10 e 31.

CERA EMANUELE, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 17 marzo 2022 (204), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. I consiglieri regionali Roberto Deriu, Gianfranco Ganau, Alfonso Marras, Pierluigi Saiu, Aldo Salaris, Giovanni Satta e Massimo Zedda hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 19 luglio 2022.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 341, 342, 343.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1427, 1487, 1494, 1507, 1472, 267, 1529, 1531, 1452.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CERA EMANUELE, Segretario. Sono state presentate le interrogazioni numero 1526, 1527, 1528, 1529, 1530, 1531, 1532, 1533, 1534, 1535, 1536, 1537, 1538, 1539, 1540, 1541, 1542, 1543, 1544, 1545, 1546, 1547, 1548, 1549, 1550, 1551, 1552.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

CERA EMANUELE, Segretario. E' stata presentata l'interpellanza numero 180.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

CERA EMANUELE, Segretario. Sono state presentate le mozioni numero 601, 602, 603, 604.

PRESIDENTE. Adesso abbiamo all'ordine del giorno il testo unificato numero 43-115-213, in materia di disturbi dello spettro autistico, deve essere presente, e naturalmente sarà presente l'Assessore alla sanità, che in questo momento però sta donando il sangue, come sapete c'è un'autoemoteca fuori il Consiglio regionale. Quindi l'occasione è anche quella di comunicare la presenza dell'autoemoteca fuori il Consiglio regionale, chi volesse naturalmente può recarsi per donarlo. Quindi, siccome credo che manchino davvero pochi minuti perché l'Assessore concluda, io direi di sospendere qualche minuto, di attendere il suo arrivo, e poi reiniziare per la discussione della proposta di legge.

La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 11.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 39, viene ripresa alle ore 11 e 13.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (LEU-Demos-Possibile). Presidente, grazie, chiedo scusa e spero di non essere irriverente, però le chiedo per l'ennesima volta precisazioni, e più che altro garanzie, sulla nomina dei garanti, perché con tutto il rispetto per l'Aula e per le istituzioni mi pare che stiamo sfiorando un po' il ridicolo in Sardegna su questa vicenda. Vorrei che ci desse insomma qualche informazione e garanzia.

PRESIDENTE. Onorevole Caddeo, come ben sa la competenza �� del Consiglio regionale, dopodiché passa la parola al sottoscritto, come poteri sostitutivi, e le garantisco che davvero nel giro di pochissimo le nomine verranno formalizzate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU-Demos-Possibile). Presidente, affinché con la sua autorità, rappresenta il Consiglio, secondo quelle che sono le sue prerogative, vigili sull'applicazione di alcune leggi che sono state approvate da quest'Aula, mi riferisco in particolar modo alla legge numero 17 del 22 novembre 2021 e alla legge finanziaria numero 4 del 9 marzo 22. Presidente, perché le dico questo? Perché in un'emergenza come quella della campagna antincendi, che purtroppo viviamo con apprensione tutti i giorni, ad oggi non risulta sulla legge approvata per lo sblocco del turn over nell'agenzia Forestas che sia stata fatta nessuna assunzione, non è stato fatto nessun reclutamento, e quella legge prevedeva nei tre anni risorse per 46 milioni di euro perché si potessero sostituire le quiescenze che avevano maturato appunto i pensionamenti nell'ultimo decennio, ad oggi non è stato assunto nessuno, e abbiamo grandissime difficoltà nei comuni per assolvere e per svolgere appieno l'attività di campagna antincendi e di prevenzione, la parte che è in capo all'agenzia Forestas. La ringrazio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Presidente, intervengo per portare all'attenzione di quest'Aula, e mi spiace che non sia presente l'Assessore all'istruzione, la situazione di 700 docenti sardi idonei al concorso della scuola primaria e della scuola dell'infanzia, che hanno superato appunto il concorso ordinario, e sono stati appunto considerati idonei. Ora, l'Ufficio Scolastico regionale non ha ancora predisposto la graduatoria, col rischio che questi docenti vedano slittare la propria immissione in ruolo l'anno prossimo e, anzi, col rischio e col pericolo che questi 700 idonei vedano la propria graduatoria anche cancellata da un nuovo concorso. Quindi chiedo, Presidente, che intervenga l'Assessore all'istruzione su questa materia, per tutelare il diritto dei docenti sardi alla pari di altri colleghi del resto della penisola. Si chiede non solo di velocizzare la predisposizione della graduatoria, ma nel caso specifico anche di considerare questa graduatoria valida oltre la scadenza naturale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE'ALMA (M5S). Presidente, mi rivolgo sempre a lei per il ruolo che lei ricopre. Presidente, non è la prima volta che presentiamo delle interrogazioni. Io capisco che dal Regolamento non è prevista una tempistica per la risposta alle interrogazioni però non è veramente ammissibile che passino anche 7, 8 mesi senza che venga data una risposta. Quindi mi rivolgo a lei, io le manderò una pec istituzionale dove le chiederò di intervenire nel merito delle interrogazioni, visto che stiamo aspettando da 7, 8 mesi le risposte che non arrivano.

Io capisco anche che a volte le interrogazioni siano degli strumenti un po' fastidiosi che vengono utilizzati dai consiglieri regionali, ma evidentemente è l'unico strumento che noi abbiamo per avere della documentazione o avere delle risposte da parte degli Assessori, però Presidente io le chiedo vivamente, e lo farò ulteriormente in forma istituzionale, di intervenire affinché rispondano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Alla luce di quello che ha detto poco fa la collega Manca, io inviterei il Presidente… mi sembra che avevamo concordato un sistema, che secondo noi funzionava benissimo, il question-time, dove tutte le richieste che sono state presentate, che sono interrogazioni e mozioni… sappiamo benissimo che arrivare in Aula a discutere le mozioni è praticamente impossibile, lì però c'era un sistema dove potevano essere date delle risposte immediate da parte della Giunta e anche tutti i consiglieri potevano partecipare. Quindi mi sembra il caso, Presidente, di valutare di riprendere una buona abitudine che avevamo inaugurata e che secondo me stava funzionando abbastanza bene.

Seconda cosa, Presidente, credo che riguardi anche i colleghi dell'opposizione. Nella vecchia "omnibus" c'erano diversi interventi che riguardavano diverse cose e che riguardavano diversi territori, iniziative e quant'altro, sappiamo benissimo quando parliamo di burocrazia regionale a che cosa ci riferiamo, quindi per evitare di incorrere nelle cose che sono successe nella ultima "omnibus", dove molte risorse allocate per alcune attività e iniziative sono andate perse perché gli uffici continuano a dire che non sapevano come dovevano essere allocate le risorse e quant'altro, io sollecito il Presidente di poter fare quanto prima un incontro con gli Assessori competenti e con i Direttori generali per cercare di capire in che modo questo Consiglio regionale può fare norme e leggi che poi possono trovare applicazione. Perché puntualmente, Presidente, abbiamo visto che cosa succede: una norma è sempre da interpretare, non da applicare. Quindi credo che sia una cosa di fondamentale importanza che riguarda un po' tutti, era solo un sollecito, Presidente, per poter quanto prima interloquire con questi Direttori.

PRESIDENTE. Intanto comunico che l'onorevole Saiu è rientrato dal congedo.

Condivido assolutamente sia la segnalazione dell'onorevole Manca in ordine alle risposte alle interrogazioni, magari per quelle che non sono state evase se si può avere un'indicazione in maniera tale che si possano ripresentare agli uffici, o quantomeno da parte mia sollecitare gli uffici. Per quanto invece riguarda il question-time, è vero, abbiamo inaugurato in questa legislatura la seduta dedicata al question-time, sia per le interrogazioni e interpellanze ma anche per le mozioni trasformate in interrogazioni e interpellanze, possiamo riprendere certamente l'appuntamento già a partire dalla settimana prossima, qualora gli uffici fossero pronti, ma certamente ne riprenderemo l'abitudinarietà.

Per quanto riguarda invece la segnalazione fatta dall'onorevole Mula, convocherò i Direttori generali con gli Assessori per verificare anche le tempistiche, in maniera tale che le disposizioni di legge vengano applicate anziché no, come è successo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). (…) temi introdotti dai colleghi che consentono di non fare inutile introduzioni.

Riguardo alle nomine di competenza del Consiglio io eviterei di ripercorrere quello che ha riguardato l'Ente regionale per il diritto allo studio dell'ateneo di Cagliari, che per più di un anno e mezzo è rimasto senza gli organi legittimamente costituiti, dovrebbe essere diventato vacante qualche giorno fa anche il l'Ente per il diritto allo studio di Sassari e allo stesso modo risultano ancora non nominati i revisori dei conti dell'ente di Cagliari: organi statutari fondamentali senza i quali non è possibile spendere denaro pubblico e soprattutto non è possibile ricevere i trasferimenti da parte dell'Assessorato all'istruzione, così ci ha segnalato l'Assessorato.

Quindi io le chiederei, Presidente, di provvedere nelle prossime ore a chiudere il cerchio se c'è l'esigenza di farlo e provvedere alle designazioni obbligatorie per legge, viceversa, qualora ci fosse ancora la possibilità, questo Consiglio è pienamente nelle condizioni di provvedere con un voto a scrutinio segreto alla designazione dei componenti. Cioè, se i poteri sostitutivi vengono utilizzati per allungare il brodo e non decidere mai, a quel punto è meglio utilizzare la strada principale che è quella del voto in Aula: ci si spacca, ci si divide, ci può essere qualche problema tra le diverse coalizioni, che può riguardare anche la minoranza ovviamente come sempre accade, però tutto è meglio di assistere a nuovi casi Ersu, che sono anche umilianti per le stesse istituzioni nel loro complesso.

Secondo tema, risposta alle interrogazioni. Io le chiedo, l'avevo già fatto il mese scorso e anche il mese prima, di riprendere l'abitudine e la calendarizzazione dei question-time. Segnalo un fatto, però, nel sito del Consiglio regionale compaiono, e vengono considerate interrogazioni a cui è stata data una risposta, anche diverse interrogazioni che in realtà hanno avuto come risposta semplicemente due righe da parte di un Assessorato incompetente, in cui si comunica al Consiglio regionale di essere incompetenti, ecco, dire "l'Assessorato allo sport non c'entra niente con questa materia" non è rispondere all'interrogazione. Ci sono interrogazioni che attendono risposta da due anni e mezzo, quindi, anche per maggiore chiarezza e anche per evitare di mistificare la realtà, si considerino come inesatte quelle risposte.

Ultimo punto, introdotto dall'onorevole Mula: anche norme contenute nella legge finanziaria approvata dal Consiglio regionale non hanno ancora ricevuto attuazione. E' chiaro che c'è (…) però ritengo che il Consiglio regionale non possa e non debba arrivare troppo tardi a discutere questi temi, cioè se ci sono leggi che non vengono applicate dalla macchina amministrativa regionale e dagli Assessorati si convocano gli Assessori con la loro struttura (sarà loro cura provvedere a presentarsi con una delegazione adeguata a fornire risposte) e lo si faccia subito, quindi l'invito va ai Presidenti delle Commissioni permanenti affinché esaminano l'attuazione delle leggi regionali, una su tutte - lo dico in conclusione - l'attuazione in particolare di quello che sta diventando il fondo "Resisto", che dovrebbe cambiare nome perché non resiste più nessuno coi tempi della Regione. Quindi la priorità secondo me dovrebbe essere questa.

Discussione e approvazione del testo unificato: Disposizioni a favore delle persone in materia di disturbo dello spettro autistico (TU43-115-213/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione del Testo unificato n. 43-115-213/A.

Ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Schirru, relatore di maggioranza.

SCHIRRU STEFANO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Grazie Presidente, preliminarmente ci tengo a ringraziare anche il Presidente della Commissione sanità che ha portato a termine questo lavoro iniziato nel 2019 e poi mi ha dato anche la possibilità di poter fare oggi il relatore in Aula, e anche per il supporto la dottoressa Noemi Atzei, che ha svolto un ruolo fondamentale anche lavorando sull'accorpamento dei testi presentati dall'onorevole Loi e dall'onorevole Pinna.

Il 23 giugno la Commissione sanità ha licenziato all'unanimità il testo unificato recante "Disposizioni in materia di disturbi dello spettro autistico". Il provvedimento nasce dall'esame di tre proposte di legge, la numero 43 a firma Schirru e più, la numero 115 a firma Loi è più e la numero 213 a firma Pinna e più; le proposte sono state assegnate alla sesta Commissione a partire dal 28 agosto 2019 e speriamo si possa chiudere oggi l'iter.

Nella seduta del 3 marzo 2022 la Commissione ha sentito in audizione le più importanti associazioni nella Regione Sardegna di persone con autismo e loro familiari, che hanno dato un contributo importante ai lavori della Commissione e anche alla stesura della legge, i suggerimenti sono stati recepiti dalla Commissione.

Il disturbo dello spettro autistico è un disturbo del neurosviluppo che configura una disabilità complessa di natura neurologica, con esordio nei primi 3 anni di vita. Tale disabilità colpisce il linguaggio, la comunicazione sociale e l'interazione sociale, con la presenza di comportamenti, interessi o attività ristrette e ripetitive che persistono per tutta la vita; può assumere espressività variabile durante il ciclo di vita. E' molto più frequente di quanto ritenuto in passato e il numero dei soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico è cresciuto in modo esponenziale, passando da una prevalenza di uno a 150 nel 2002, a uno a 59 nel 2014, secondo i dati del Center of Disease Control and Prevention negli Stati Uniti.

Il disturbo dello spettro autistico non presenta prevalenze geografiche o etniche, in quanto è stato descritto in tutte le popolazioni del mondo, di ogni razza o ambiente sociale; presenta una prevalenza di sesso in quanto colpisce i maschi in misura da 3 a 4 volte superiore rispetto alle femmine. Il disturbo dello spettro autistico altera in modo drammatico la qualità della vita delle famiglie, infatti è proprio sulla famiglia che ricade l'onere più alto dell'assistenza, sia sul versante emotivo sia su quello finanziario, per sostenere i costi umani ed economici di prestazioni che il sistema del welfare pubblico non offre, con la conseguenza di gravi forme di impoverimento sociale, relazionale, economico e di disgregazione del tessuto familiare. Da qui l'importanza di un intervento a sostegno della famiglia, l'unica in grado di portare le persone con disturbi dello spettro autistico all'inclusione nella società quanto più elevata possibile: una famiglia preparata ad affrontare il problema di un disturbo con caratteristiche di multifattorialità potrà essere di aiuto alle persone con disturbi dello spettro autistico, incrementandone le abilità adattive e l'inclusione sociale.

La proposta di legge pertanto come finalità principale quella di perseguire l'inclusione sociale, scolastica e lavorativa, riconoscendo il ruolo determinante della famiglia quale parte attiva nella elaborazione e attuazione del progetto di vita della persona con questo disturbo. La proposta di legge promuove condizioni di benessere e di inclusione sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico, garantendo l'esercizio concreto del diritto alla salute, alla fruizione delle prestazioni sanitarie, sociosanitarie e sociali; in particolare attraverso una rete integrata di servizi garantisce percorsi diagnostici, terapeutici, riabilitativi e assistenziali per la presa in carico di minori e adulti con disturbi dello spettro autistico.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Diego Loi, relatore di minoranza.

LOI DIEGO (Progressisti), relatore di minoranza. Grazie Presidente. Oggi la Sardegna compie un importante passo in avanti sul tema dei diritti di cittadinanza, che sono innanzitutto diritto alla salute, diritto all'esistenza e che rappresentano anche l'obbligo morale da parte delle istituzioni di tutela delle fragilità presenti nella nostra società, tra queste vi sono certamente quelle delle persone affette da disturbi dello spettro autistico di cui purtroppo, specie negli ultimi anni, si registra sempre un maggior numero di casi in tutta la nostra Isola. Un provvedimento che interviene finalmente sul tema dell'autismo portando la nostra Regione al pari delle altre per un'azione legislativa che, nell'affermare la dignità di ogni persona, ne coglie i bisogni e ne valorizza individualità e specialità. Un tema dunque che ha visto e vede tutte le forze politiche unanimemente aver voluto fortemente, aver lavorato in maniera corale per raggiungere l'obiettivo, per questo non si può non sottolineare l'importante convergenza di tutte le forze politiche in Consiglio regionale che contribuiranno fattivamente a che questa importante legge trovi finalmente la sua approvazione. Al riguardo voglio ringraziare in particolare l'onorevole Schirru che ha consentito che da subito potesse lavorarsi assieme su questo provvedimento e l'onorevole Pinna con cui abbiamo condiviso la definizione della proposta unica. Fondamentale inoltre l'apporto di tutte le associazioni e gli operatori del settore che hanno fornito la loro preziosa collaborazione. Un provvedimento che contribuisce significativamente a rafforzare anche nella nostra Isola la generale consapevolezza sui disturbi dello spettro autistico, da cui discende l'importanza di seguire un approccio fondato sulle priorità e sulle più avanzate evidenze scientifiche per poter supportare al meglio il soddisfacimento dei bisogni delle persone affette dai disturbi e delle loro famiglie, che hanno innanzitutto la necessità di disporre di una rete territoriale di servizi sanitari specializzati, specifici, rigorosi e flessibili sin dai primissimi anni di vita del bambino. I timori della famiglia di fronte ad un futuro incerto possono essere dissipati da una pianificazione precoce della presa in carico, sia in ogni ambito della vita quotidiana sia per ogni età della vita, pur nel rispetto della flessibilità necessaria ad adattare i progetti individuali all'evoluzione della persona medesima. La prospettiva di un futuro dignitoso per il figlio in una propria abitazione o in istituzioni accoglienti costituisce per i genitori anche il supporto emotivo più efficace.

La legge fa sì che la Regione adegui le proprie politiche in materia in armonia con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, oltre che con le vigenti disposizioni in materia; stabilisce che la Regione promuove interventi finalizzati a migliorare la condizione di vita e volti a contribuire alla tutela della salute e all'inserimento nella vita sociale, scolastica e lavorativa delle persone affette da disturbi dello spettro autistico. Attenzione ai bisogni significa poter rispondere in maniera organica e strutturata anche alle esigenze di territorializzazione e di prossimità dei servizi erogati, perché si possa immaginare e consentire alle persone affette da disturbi dello spettro autistico e alle loro famiglie una vita dignitosa nel proprio contesto e ambiente nel quale vivono e in cui si sentono protetti. Un provvedimento che deve riservare attenzione, il rispetto della dignità delle persone le quali non devono essere private della libertà di sviluppare le proprie capacità, indispensabili per poter condurre una vita quotidiana quanto più possibile indipendente.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale, la prima iscritta parlare è la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

Ricordo ai colleghi che volessero intervenire che devono iscriversi a parlare prima della fine dell'intervento dell'onorevole Pinna.

PINNA ROSSELLA (PD). Presidente, colleghi e colleghe, Assessori, Filippo ha sei anni e mezzo, due occhioni scuri e ha appena finito la prima elementare. I suoi occhi leggermente a mandorla, come i suoi fratelli e come la sua mamma originaria del Kazakistan, è un bambino autistico, un bambino che da ottobre dell'anno scorso ha visto tagliate le ore di terapia da cinque a due; da ottobre a oggi solo un'ora di logoterapia e un'ora di terapia comportamentale, ad intermittenza.

Filippo dice: io senza terapia non imparerò mai a parlare, io non comunico come voi con la parola, comunico con i gesti usando il corpo, anche il vostro corpo, con una lingua tutta mia che riesco ad insegnarvi anche in poco tempo. Ma voi dovete insegnarmi la vostra, io devo imparare anche a parlare come parlate voi, devo imparare a comportarmi secondo il vostro modo, quello di voi che vi definite normali, perché un giorno, quando i miei genitori non ci saranno più, peserò meno sui miei fratelli che dovranno convivere con me e con il mio autismo. Ecco perché serve una legge in Sardegna sull'autismo, una legge che dia la certezza della presa in carico, dei tempi e delle modalità, che non lasci le famiglie da sole, che aiuti i genitori a non sentirsi rifiutati, a non alimentare il loro senso di inadeguatezza e le loro preoccupazioni. La presenza di un figlio con disturbo dello spettro autistico influisce in maniera significativa sempre sul funzionamento della famiglia e sulla relazione di coppia dei genitori. Quella famiglia con un bambino con disturbi dello spettro autistico è fortemente esposta al rischio di isolamento sociale, lo sanno bene le famiglie sarde che oggi devono fare i conti con mille e una difficoltà a partire appunto dal momento della diagnosi, difficile farlo precocemente. Famiglie che devono farsi carico da sole di tutto, dare sostegno e cure a loro bambino, a loro figlio spesso complesse che richiedono sacrifici personali importanti, pensiamo ai caregiver delle persone con forme gravi, ma hanno anche il compito di andare a cercarsi da sole i servizi sanitari e l'istruzione e di offrire nel contempo ambienti stimolanti man mano che il bambino cresce. È sempre più frequente che sui genitori ricade il compito di fornire trattamenti psico sociali e comportamentali ai propri figli, spesso proprio perché manca una rete di supporto professionale. So che per molti di voi, Assessore compreso, ciò che sto dicendo è abbastanza noto ed è per questo motivo che il Consiglio regionale oggi vuole dare un contributo all'amministrazione, al Governo della Regione Sardegna.

Io non mi soffermerò sui dati, dico soltanto che in Sardegna mancano dati sufficientemente completi e attendibili e a questo pone rimedio la legge. Abbiamo delle stime, ogni anno sono circa 50 nuovi casi in Sardegna ed è soltanto l'ospedale Brotzu a seguirne circa 1200. La legge che andiamo ad approvare prevede l'istituzione di un Centro di riferimento regionale che abbia compiti di ricerca clinica di erogazione di prestazioni specialistiche sanitarie non territoriali, in questo caso, e altamente specialistiche, si occuperà della reportistica, di raccolta dei dati per studiare l'incidenza epidemiologica. Questa legge è destinata a bambine e bambini, alle adolescenti e agli adolescenti, a donne e uomini adulti affetti da disturbo dello spettro autistico, ma anche ai familiari che sostengono l'assistenza e la cura. La legge assicura la presa in carico globale delle persone e che significa che tutta la Sardegna, e io voglio pensare tutta la comunità sarda, si prende cura nell'arco di tutta la vita dalla diagnosi precoce a tutta la vita appunto dell'individuo e la famiglia non è lasciata sola. È garantita la presa in carico globale partendo dal progetto di vita, un progetto di vita che viene elaborato nell'arco appunto di tutta la vita dell'individuo dalla diagnosi precoce a percorsi di abilitazione clinici, sociali, relazionali che comprendono l'inclusione sociale, scolastica e lavorativa, l'istruzione e la formazione professionale e lavoro senza dimenticare il sostegno alla domiciliarità, all'abitare assistito e alle strutture residenziali, partendo dal principio che i programmi terapeutici e assistenziali per le persone con disturbo dello spettro autistico privilegiano la permanenza della persona nel proprio ambiente sociale e familiare.

Questa proposta viene da lontano; depositai la proposta di legge a mia firma e del Gruppo PD nel 2016, mi rammarica che in quella legislatura, nella scorsa legislatura, non sia stata approvata. In questa legislatura invece devo riconoscere che il tema dell'autismo ha incontrato la sensibilità di tanti trasversalmente e indipendentemente dagli schieramenti politici. Il testo oggi in discussione, come è stato detto, ha fatto sintesi di ben tre proposte di legge la prima di Stefano Schirru, la seconda di Diego Loi e la terza a mia firma e del Partito Democratico. Voglio chiudere con le parole di un bel libro e dice così: ci sono autistici a basso funzionamento con limitatissime, se non nulla capacità, di interazione e quelli ad alto funzionamento gli Asperger che magari grazie alle loro sessioni riescono ad eccellere in campi scientifici o artistici. Eppure fanno parte tutti del medesimo universo, il mistero dell'autismo è questo. Una miriade di pezzi unici a comporre un mosaico infinito. Ecco con questa legge vorremmo che questa miriade di pezzi unici fatti di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, donne e uomini insieme alle loro famiglie non debbano più trovarsi a desiderare di vedere assicurati cure e futuro come è giusto che sia in un Paese in cui i diritti, realmente e non soltanto sulla carta, devono essere garantiti a tutti quanti, grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (LEU- DEMOS - POSSIBILE). Grazie Presidente, vorrei prima di tutto ringraziare i colleghi Loi, Pinna e Schirru per aver presentato questa proposta di legge e tutta la Commissione, la sesta Commissione, per averla affrontata e, diciamo, esitata in tempi relativamente brevi. Dimostra che su questo tema l'attenzione nel Consiglio, ma io penso nell'opinione pubblica, è veramente alta. E mi piace sottolineare che si tratta di una legge che vuole e dichiara di occuparsi dell'educazione, della riabilitazione e della organizzazione dei servizi territoriali su questa materia, questo è molto importante, perché toglie questa proposta di legge e la riflessione su questa materia da un alveo troppo generale nel quale spesso si affrontano temi di questa natura e di questa portata. Dico di questa portata perché si tratta di un disturbo che aumenta e vede un incremento quasi esponenziale e per il cui disturbo ancora la scienza non ha individuato cause certe. Certo possiamo escludere quelle facili affermazioni che provengono ogni tanto da associazioni, da comunità pseudo scientifiche, quelle di un complottismo che vede i vaccini responsabili o per esempio l'età delle donne, delle madri e altre così illazioni facilmente rinvenibili normalmente sui social e in internet. Invece resta fondamentale un senso molto realistico delle cose e soprattutto una prospettiva fortemente scientifica, cioè basata su evidenze scientifiche. Ecco perché come è stato detto dai tre proponenti la diagnosi precoce diventa fondamentale e dirimente per tutto il percorso di vita di queste persone. Ma quando parliamo di diagnosi precoce parliamo proprio dei primi mesi di vita del bambino e della bambina con problemi inizialmente solo di comunicazione. Ebbene per fare una diagnosi precoce, però ce lo dobbiamo dire, noi dobbiamo avere personale sanitario altamente formato e specializzato e successivamente dobbiamo avere educatori, insegnanti e personale del socio sanitario molto preparati, costantemente e continuamente formati in base agli sviluppi che poi la ricerca scientifica svolge su questa materia. Lo dico perché una volta, io spero davvero avviata la diagnosi precoce, noi dobbiamo poter affiancare immediatamente educatori che si occupino di questi bambini in fascia 0 - 3, e sappiamo bene che al momento questa formazione, questa specializzazione non ce l'abbiamo. Un altro tema fondamentale, che è stato indicato da tutti e tre i proponenti, è quello del coinvolgimento della famiglia, del sostegno della famiglia, ma in questo caso occorre chiarire, e la proposta di legge lo fa, che anche alla famiglia dobbiamo offrire opportunità, dico tra virgolette, ma penso sia fondamentale, gratuite, di formazione. Perché il bambino e la bambina una volta diagnosticato questo disturbo hanno necessità per tutto l'arco della giornata di essere sollecitati e stimolati nel processo di insegnamento e apprendimento della comunicazione che è l'aspetto inizialmente fondamentale. Quindi come dicevo la bontà, ecco il pregio, di questa proposta di legge sta anche nell'avere indicato l'importanza poi di tutto il coordinamento dei servizi territoriali. Si parla di un centro di riferimento, penso che occorra da subito chiarire che un centro di riferimento avrà bisogno di un coordinamento e che occorrerà fare in modo che ci sia un centro di riferimento per i bambini e uno per gli adulti, perché altrimenti vanifichiamo sia i percorsi di ricerca sia i percorsi di tipo riabilitativo, nel primo caso ricerca e diagnostica e nel secondo per gli adulti invece dobbiamo valorizzare il più possibile le capacità residue di inserimento sociale, lavorativo, perché ci sono e vanno valorizzate in maniera veramente importante.

C'è un altro elemento per il quale ci siamo permessi di presentare un emendamento, che è quello delle linee guida, questa è una legge talmente importante, talmente strategica che non possiamo evitare di produrre delle linee guida che periodicamente riportino anche in Consiglio la riflessione e il monitoraggio su questa legge, e anche perché io mi auguro che la ricerca compia davvero passi importanti con rispetto sia alle terapie sia alle capacità diagnostiche per cui credo che l'unico strumento che possa mantenere sempre attuale, sempre viva una legge siano delle linee guida che ci consentano di riflettere e di portare costantemente il nostro contributo alla riuscita della legge stessa, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fausto Piga. Ne ha facoltà.

PIGA FAUSTO (FdI). Grazie Presidente, voglio subito ringraziare tutto il mondo dell'autismo e tutti i colleghi che hanno collaborato alla stesura di questo testo unico "Disposizioni a favore delle persone con disturbi dello spettro autistico". Un testo condiviso e politicamente trasversale; una proposta di legge sentita, attesa che prova a colmare un vuoto normativo, soprattutto per dare anche certezze e diritti. Una proposta di legge che è partita dall'ascolto dei bisogni delle famiglie che vivono quotidianamente con l'autismo, passando dal confronto con le associazioni, i tavoli di coordinamento, gli specialisti che hanno suggerito diversi spunti di modifica e integrazione ai testi base, proposte che poi sono state accolte da uno straordinario lavoro di sintesi che è stato fatto in Commissione sanità con un unico obiettivo: mettere le basi per superare le criticit�� del passato e provare a migliorare la qualità della vita delle persone con autismo e delle loro famiglie. Dall'autismo non si guarisce, purtroppo è una patologia a vita, è per questo doveroso che la politica e tutte le istituzioni pubbliche siano sensibili, attenti alla qualità della vita delle persone con autismo e delle loro famiglie in tutte le fasi della vita, la fase pediatrica, adolescenza, età adulta e in particolare in quel momento delle famiglie che chiamano dopo di noi. L'autismo è un tema che coinvolge tutti, le stime parlano di 600.000 persone in Italia e oltre 3 bambini autistici ogni mille nati, ma nonostante questa diffusione ancora oggi non esistono studi certi. Solo da poco l'Italia si è dotato di una legge sull'autismo. Ora è necessario accelerare e dare più attenzione e concretezza anche a livello regionale e questa legge vuole andare proprio in questa direzione.

La legge sull'autismo che stiamo discutendo vuole cambiare l'approccio dei servizi socio sanitari, mettiamo nero su bianco concetti innovativi e non più rinviabili, come la rete integrata, il sostegno alla domiciliarità e dall'abitare assistito, nonché la formazione degli operatori. Il cuore della legge credo, e ribadisco, è quello di dare più certezze e diritti, l'articolo 9 e 10 nel trattare i temi dell'inclusione sociale scolastica e lavorativa e del diritto al lavoro tracciano un percorso di cambiamento culturale importante e positivo che deve riguardare direttamente e indirettamente tutta la società, perché come ho detto prima, l'autismo è un tema che coinvolge tutti. Approfitto poi della seduta di oggi anche per offrire uno spunto di riflessione su un tema apparentemente meno importante dei servizi socio assistenziali ma che invece condiziona e non poco la vita delle famiglie; mi riferisco al capitolo burocrazia. Diverse famiglie lamentano troppo spesso il rituale annuale, ripetuto che ogni anno prevede documenti, adempimenti da preparare per accedere alle leggi di settore, procedure che potrebbero essere snellite proprio perché dall'autismo non si guarisce, è una patologia a vita e quindi ripetere spesso gli stessi documenti ogni anno sembra davvero una perdita di tempo a cui noi dovremmo cercare di porre rimedio e a una situazione di sollievo.

Provo a fare una sintesi di queste criticità che le famiglie mi hanno riferito anche approfittando del ruolo di Sindaco toccando con mano quotidianamente questi aspetti; aspetti che, devo dire, chiaramente non devono essere affrontati più di tanto da un punto di vista politico ma dobbiamo sicuramente trovare anche la collaborazione e la comprensione di chi dietro le quinte si occupa delle fasi burocratiche negli Uffici regionali e anche comunali. È emersa, per esempio, la necessità di apportare dei correttivi alla scheda salute che nei piani personalizzati tratti in modo più puntuale il caso dell'autismo.

Un'altra criticità sono i tempi di pagamento, non è possibile che da novembre ad aprile, marzo, ci sia questo periodo di stallo, per via di tutte le regole di bilancio, che fa sì che le famiglie debbano anticipare e vedere ritardati anche i rimborsi. Ci sono famiglie che se lo possono permettere e famiglie che non possono permetterselo, e noi dobbiamo garantire a loro proprio questa certezza di diritto, una puntualità, una certezza nel ricevere i contributi. Serve quindi una modalità più dinamica, ipotizzo di valutare appunto con gli Uffici e con lo stesso Assessorato la possibilità che, per esempio, la legge numero 162 abbia una validità almeno biennale, se non addirittura anche triennale, cioè mettere in condizioni, ripeto, di semplificare la vita alle famiglie da un punto di vista burocratico.

Un'altra criticità che mi è stata elencata è che nella legge numero 20 non rientra nella rendicontazione la spesa per la logopedia, che di fatto è una spesa importante e anche in questo caso credo che dobbiamo segnarlo nelle cose da migliorare.

In sintesi, sono queste quindi ulteriori osservazioni che dobbiamo prendere in considerazione, ripeto non tanto da un punto di vista politico da inserirlo in legge, ma per trovare un giusto percorso di raccordo tra i buoni propositi della politica e quelli che poi sono gli adempimenti nella burocrazia, cercare di fare in modo che politica e uffici lavorino in sinergia.

Concludo il mio intervento anche con un pizzico di realismo perché credo che ci debba essere. Di fatto con l'approvazione di questa legge non cambierà tutto e subito, ci sarà bisogno di un periodo di transizione, di un periodo di assestamento, le famiglie dovranno per certi versi continuare a portare un pizzico di pazienza rispetto a quelle criticità che doverosamente devono migliorare, e credo che sia importante da quest'Aula far partire un messaggio, che è quello di collaborare e costruire un patto di responsabilità comune, politica, famiglie, operatori sociosanitari, impiegati e funzionari di regioni e comuni in modo tale che si instauri realmente una collaborazione, si giochi insieme la stessa partita e si lavori nella direzione per dare concreta attuazione a questa legge, dove ognuno si prenda le proprie responsabilità e le eserciti in maniera chiara. Oggi la politica mette a disposizione uno strumento nuovo, una legge nata dall'ascolto e dal confronto, ad altri, ripeto, spetterà quello di attuarle in maniera concreta, lavoriamo assieme per migliorare la vita delle persone e delle famiglie. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Piga.

È iscritta a parlare la consigliera Desirè Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Grazie Presidente. Quante volte ho sentito frasi di genitori disperati che affermavano, parlando proprio dei loro figli minorenni che magari si apprestavano a raggiungere i diciotto anni, l'età cosiddetta maggiorenne: "Come faremo dopo i diciotto anni?". Perché sembra quasi che questo disturbo, questa malattia coinvolga solo i bambini, gli adolescenti, e poi a un certo punto, perché la legge prevede un sostegno e un supporto fino ai diciotto anni di età, sembra quasi che dopo i diciotto anni tutto passi, tutto si risolva, e la persona che ha questa disabilità automaticamente guarisca. Purtroppo non è così, non è così e c'è veramente questo vuoto totale effettivo, reale in cui la famiglia è lasciata sola. Io credo che forse è la prima volta che arriva una proposta di legge così importante che finalmente tratta un argomento così fragile, così delicato di chi rappresenta appunto il più fragile. Però mi ha anticipato poco fa il mio collega Piga, questa legge che arriva, che noi abbiamo condiviso e condividiamo in questa legislatura e che voteremo naturalmente a favore, rappresenta un importante passo avanti dal punto di vista normativo, legislativo, la creazione di una rete di supporto per la famiglia e per chi veramente ha questa disabilità. Però è anche molto importante ricordare che cosa vivono le famiglie sarde oggi, l'ha detto il mio collega prima, ricevo tantissime segnalazioni di genitori, magari monoreddito, per cui in famiglia lavora solo ed esclusivamente un genitore, che devono anticipare i soldi per pagare le terapie fondamentali, essenziali per il proprio figlio che è autistico. Quindi c'è un continuo anticipare e un continuo aspettare da parte della Regione con la legge numero 20 l'arrivo di questo sussidio, ma che non arriva praticamente mai, non arriva mai in tempi certi, parliamo di tre, quattro, cinque mesi di attesa. Ricordiamo a tutti che le terapie costano e costano anche molto, e quindi sono delle spese che i genitori devono affrontare, affrontare e anticipare, non tutti se lo possono permettere. Allora va bene organizzare la rete territoriale per i servizi sanitari specializzati, quindi il raggiungimento di obiettivi importanti come ad esempio uno specifico programma in grado di definire le modalità per il raggiungimento di un collocamento professionale, è un importante passo avanti, ma anche definire degli incentivi per le aziende che assumono persone con il disturbo dello spettro autistico, anche questo è un passo avanti, ed è un passo avanti anche prevedere la programmazione di percorsi formativi per i genitori che costantemente si trovano ad affrontare il problema del loro figlio che vive con loro, un supporto psicologico che deve essere dato sicuramente alla famiglia. Va bene, è un'importante iniziativa, è un primo passo che noi condividiamo, però facciamo in modo, io lo dico guardando l'Assessore della sanità, che questo non rappresenti solo un primo passo e che rappresenti non solo delle belle parole scritte su dei fogli, a questi fogli, a questa proposta di legge, che credo tutto il Consiglio regionale voterà a favore, bisogna dare seguito e bisogna dare gambe, facciamo in modo che non diventi come altre leggi che sono passate, votate all'unanimità in questo Consiglio regionale e sono rimaste ferme nel cassetto e non sono mai state attuate.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue MANCA DESIRÈ.) Ripeto, primo passo noi ci aspettiamo, lavoreremo affinché si compia anche il secondo passo, che è quello di dare certezza alle famiglie anche dal punto di vista economico che, ripeto, non riescono più, specialmente in tempi attuali, con la crisi che c'è adesso, ad anticipare le terapie salvavita per i propri figli, primo passo che condividiamo, sul secondo dovremmo sicuramente lavorare insieme.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Manca.

È iscritto a parlare il consigliere Emanuele Cera. Ne ha facoltà.

CERA EMANUELE (FI). Grazie, signor Vicepresidente, colleghe e colleghi, signori Assessori, in modo particolare l'Assessore dei servizi sociali, che è presente in aula. Per esprimere apprezzamento nei confronti dei colleghi che hanno fortemente voluto e formulato questa proposta di legge, questo provvedimento che mi pare di capire sia stato condiviso anche dal mondo che circonda la problematica e dall'Assessorato di riferimento. La proposta di legge oggi in discussione e l'approvazione, che dal tenore degli interventi e dalle modalità in cui è stata affrontata anche in Commissione mi pare possa essere esitata con un voto unanime, rappresenta certamente un importante passo in avanti, proprio in relazione al fatto che da diverso tempo, tanto tempo, viene segnalato un crescente aumento dei casi di disturbi dello spettro autistico per cui il sistema nazionale e regionale non riescono a dare risposte concrete ad un fabbisogno reale, rappresentato dalle famiglie coinvolte in questa problematica. La patologia colpisce in Sardegna circa 10.000 pazienti in età pediatrica e adulta, un dato che diventa ancora più rilevante se si pensa che circa un terzo delle persone affette da autismo all'interno della popolazione sarda si trova nell'area di Sassari e Olbia, e la Sardegna è in Europa la regione più colpita dai disturbi dello spettro autistico con un caso ogni 46 abitanti, dati certamente importanti che ci portano ad una riflessione ampia. L'incidenza appunto di questo fenomeno ha messo, così come hanno detto anche i colleghi che mi hanno preceduto, a nudo i limiti del sistema e le difficoltà che incontrano le famiglie coinvolte. Ricordo chiaramente le richieste e le sollecitazioni fatte nel tempo dai cittadini sardi, ad esempio le enormi difficoltà per l'apertura del centro diurno ultimato nel 2016 e non operativo da anni per offrire assistenza e servizi alle persone affette da autismo a Nuoro; la denuncia di una mamma di Macomer che lamentava l'eccessiva burocrazia riscontrata dal piccolo di soli quattro anni che attendeva l'assegnazione di un insegnante di sostegno, e per colpa di un documento mancante a causa della lentezza del sistema da oltre nove mesi non veniva fornita nessun tipo di assistenza; oppure la scarsa presenza di personale specializzato nel distretto sanitario di Bosa nell'équipe specialistica e multidisciplinare di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, che non riusciva a garantire la presa in carico dei pazienti; e ancora il lavoratore di Terralba che non riesce a farsi avvicinare in una sede di lavoro prossima alla residenza per poter stare vicino al figlio che soffre di disturbo di autismo. Sono solo alcuni casi di necessità, difficoltà e disservizi che sono stati resi pubblici dagli organi dell'informazione; tantissimi altri, ahimè, sono rimasti chiusi nelle mura domestiche delle famiglie coinvolte che spesso soffrono in silenzio e in solitudine. Ecco perché spero che dopo l'approvazione di questa legge problematiche come queste vengano definitivamente superate, e per questo motivo sostengo convintamente le finalità di questa proposta che vuole mettere in piedi tutte le iniziative ritenute idonee a migliorare le forme di assistenza e trattamento delle persone autistiche, e ad incrementare le conoscenze di questa patologia e a diffondere nella collettività e nelle istituzioni una maggiore consapevolezza e un maggior rispetto delle specifiche esigenze delle persone autistiche. Da cittadino sardo, prima ancora che amministratore pubblico, desidero fortemente che questo provvedimento si traduca in uno strumento in grado di garantire maggiore inclusione sociale delle persone con autismo in Sardegna, promuovendone i diritti di cittadinanza e migliorando le capacità di adattamento della società in cui vivono. Auspico che quanto oggi è in discussione faciliti e accresca la capacità di una diagnosi tempestiva e ritengo fondamentale stimolare percorsi formativi e il coinvolgimento attivo dei genitori, degli insegnanti, dalla scuola materna alle superiori per favorire una reale integrazione delle persone affette da spettro autistico nella comunità isolana. Rilevo che con l'approvazione di questa legge, come premesso nel mio breve intervento, viene fatto un grosso passo in avanti, ma al tempo stesso ritengo che il provvedimento oggi viene approvato con uno stanziamento simbolico e che a breve debbano essere stanziate risorse adeguate per fronteggiare questo importantissimo problema delle famiglie e della nostra società. Per tutti questi motivi dichiaro il mio voto favorevole al provvedimento. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cera.

È iscritto a parlare il consigliere Antonio Piu. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Grazie Presidente, signor Assessore, colleghi e colleghe del Consiglio. Oggi si arriva alla conclusione di passaggi fatti e di proposte fatte negli anni passati per arrivare ad una legge dove la Sardegna finalmente si adegua ad altre regioni dello Stato e dove la nostra Regione finalmente nei prossimi mesi potrà andare anche a prendere tutta una serie di risorse che erano già state inserite nella legge di stabilità del 2016, che poi, man mano con l'emergenza Covid, ha visto anche quel plafond aumentare. È vero già che l'Assessorato della sanità non è fermo perché ci sono tantissime proposte di ricerca che vengono fatte in altre regioni a cui la Sardegna sta partecipando e sta dando il suo manforte, questa legge serve principalmente però per dare una risposta ai cittadini, alle mamme e ai padri che oggi purtroppo si ritrovano in una condizione di isolamento sociosanitario assistenziale che non riguarda solo lo spettro autistico, ma purtroppo riguarda tantissime patologie e malattie che il nostro sistema sanitario difficilmente riesce a recepire e a prendersene cura. Che cosa dice la legge fondamentalmente? Il percorso di un ragazzo che soffre di spettro autistico è più difficoltoso sicuramente rispetto ad un altro bambino per il semplice fatto che la difficoltà nel relazionarsi, la difficolt�� di utilizzare il linguaggio purtroppo ha bisogno di una tutela che nel corso della vita non basta solo sino ai diciotto anni, ma deve proseguire, deve andare oltre, perché sino a che i genitori rimangono con le forze e in grado di poter dare una mano a un ragazzo diciamo che il problema riesce ad essere in parte tamponato o risolto, difficoltoso arriva nella fase adulta. Allora una legge si deve proporre, si propone di creare un futuro per questi ragazzi, non solo nel momento in cui viene diagnosticata la malattia, ma che li accompagni durante un percorso di vita a vedere realizzate tutte quelle che sono le aspirazioni e le inclinazioni che ognuno di noi ha per la propria vita. Allora la legge cita la scuola, cita il lavoro, cita le politiche abitative, cita tutta una serie di formazioni che gli addetti devono avere per far sì che si crei un'équipe multidisciplinare che consenta al ragazzo di essere tutelato. Oggi questo avviene, e avviene in parte, avviene solo ed esclusivamente per chi si può permettere un investimento privato nei confronti del proprio ragazzo, perché chi non ha una disponibilità economica oggi difficilmente riesce a dare delle risposte che vedano il ragazzo al centro di politiche sociali e sanitarie importanti. La legge che stiamo discutendo oggi e che andremo ad approvare è una legge che dà sicuramente dei punti di riferimento non solo al legislatore, ma soprattutto anche alle associazioni che sino ad oggi si sono prese carico e cura di questi ragazzi. Io direi, Assessore, che le associazioni devono avere un ruolo centrale per far sì che questa legge che noi oggi in Consiglio regionale stiamo portando avanti veda a piccoli step e a grandi step realizzarsi. Perché senza le associazioni che sono già un osservatorio vanno messe in rete, vanno integrate, vanno prese tutte quelle conoscenze che sino ad oggi abbiamo e vanno messe in un motore di ricerca, in un coordinamento che ci consenta poi di destinare delle risorse che vanno incontro a quello che ho detto inizialmente, cioè vanno incontro a quei genitori che oggi, per mandare un bambino in piscina, si mettono il problema se c'è o meno un educatore, un logopedista, uno psichiatra che consenta al ragazzo di fare l'attività sportiva, perché quello che manca oggi è avere una certezza, una stabilità, una continuità nell'assistenza, quindi un genitore anche quando deve mandare un bambino… pensate ora al periodo estivo e quindi extrascolastico, per far sì che un ragazzo possa partecipare a un Centro estivo, ecco, difficilmente si riesce ad ottenere e a far partecipare un bambino al Centro estivo perché purtroppo mancano delle figure di riferimento che gli consentano di fare quel percorso, che magari ha iniziato a scuola, in maniera continuativa. La legge, e ringrazio i tre proponenti, in una di queste tre il collega Loi primo firmatario, e firmatario lo sono anch'io, queste tre proposte di legge unificate mirano a far sì che la Sardegna possa livellarsi finalmente alle altre regioni, possa farsi trovare preparata per quanto riguarda l'erogazione delle risorse sulla legge di stabilità del 2016 e ci consenta finalmente di iniziare tutta una serie di politiche, anche di tipo residenziale e semi residenziale, per tutti quegli adulti, per tutti i ragazzi affetti da spettro artistico, che magari purtroppo hanno delle famiglie che non vivono in maniera adeguata per far sì che possano coprire quelle lacune che da un punto di vista economico purtroppo in tanti hanno. Quindi mi riservo poi magari di intervenire dopo l'intervento dell'assessore Nieddu, io faccio parte, ho fatto parte della Commissione sanità, per quanto riguarda la discussione della legge e che è stato vicino in maniera attenta anche alla Commissione e ha seguito i lavori in modo tale da dare tutti quegli spunti necessari per far sì che questa legge abbia gambe e che per il futuro dia realmente delle risposte. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. L'Autismo rappresenta una delle Sindromi più complesse e nelle forme più gravi difficilmente gestibili che emergono nell'età evolutiva. Aiutare i pazienti autistici a migliorare le loro abilità socio comunicative significa aiutarli a garantirsi un futuro migliore, fatto di partecipazione alla vita sociale. Il bambino autistico ha infatti grandi difficoltà nell'attività tipica delle relazioni e della comunicazione, come il gioco, il linguaggio e la capacità di esprimere e leggere i sentimenti. Nella nostra Isola abbiamo la fortuna di poter usufruire delle prestazioni del Centro per il disturbo dello spettro autistico attivo presso l'Ospedale Brotzu di Cagliari, un Centro di alta specializzazione nell'ambito della diagnosi precoce, della terapia intensiva e della ricerca. Il centro del Brotzu dal 2003 ad oggi ha visitato e segue circa 2500 pazienti e secondo i dati rilevati dal Centro in Sardegna nascono ogni anno circa 70 nuovi bambini con questa diagnosi. Il preoccupante trend di crescita di questo fenomeno certifica che in pochi anni nella nostra Regione vi saranno molti nuovi pazienti con disturbi dello spettro autistico e, al contempo, si dovrà far fronte alla crescita anagrafica dei pazienti già diagnosticati e all'interno di un percorso riabilitativo. Non vi saranno e non vi sono solo bambini autistici ma aumenterà il numero degli adulti autistici, anche loro bisognosi di un'assistenza altamente specializzata. Questi dati evidenziano che l'Autismo è ormai un'emergenza sanitaria e come tale va trattato. La legge che approviamo oggi rappresenta negli intenti un importante passo in questa direzione, tuttavia gli intenti non sono sufficienti, è necessario dare immediata attuazione, immediate gambe alla normativa. Perché ciò si concretizzi, fatti salvi i 50 mila euro per la ricerca di fonte regionale, è necessario che l'Assessorato, e sono certo che lo farà, si attivi per intercettare adeguatamente le importanti fonti statali previste nell'apposito Fondo unico inserito nella legge di stabilità del 2016, con iniziali 5 milioni a regime incrementati di 50 milioni per il 2021 e 27 per il 2022. In ogni caso quanto previsto in legge, e in particolare la presa in carico globale delle persone con disturbo dello spettro autistico, deve obbligatoriamente avvenire entro i 90 giorni dall'approvazione, indicati appunto nella legge stessa. I programmi terapeutici e assistenziali devono essere effettivamente svolti privilegiando la permanenza nel proprio ambiente sociale e familiare, devono inoltre essere favoriti percorsi di inclusione sociale e il rispetto fondamentale del diritto allo studio e di quello al lavoro. La formazione continua degli operatori sanitari e sociali deve essere la base imprescindibile del progetto legislativo; ecco, soltanto dando effettiva e immediata applicazione al dettato normativo ed evitando di arenare tutto nelle infinite pastoie burocratiche, da sempre protagoniste del nostro ordinamento, sarà possibile far fronte ad una emergenza sanitaria in passato ingiustamente sottovalutata. Ringrazio i presentatori Pinna, Loi e Schirru per aver consentito l'inserimento nel testo normativo di un emendamento del nostro Gruppo a mia prima firma, che prevede la promozione di campagne di sensibilizzazione sul tema dell'Autismo, affinché si diffonda maggiormente un senso di accoglienza e non di emarginazione. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Grazie, Presidente. Io prenderò la parola brevemente intanto per ringraziare, così come ha fatto chi �� intervenuto prima di me, i presentatori delle tre proposte di legge che poi hanno dato vita al Testo unificato che viene discusso oggi dal Consiglio regionale, per ringraziare del grande lavoro svolto dai componenti della sesta Commissione e dall'onorevole Schirru, dall'onorevole Loi, dall'onorevole Pinna, insomma, da parte di tutti quei Consiglieri regionali che, con grande sensibilità, impegno e dedizione, hanno voluto consegnare oggi al dibattito dell'Aula del Consiglio regionale un testo che è moderno, che porta la nostra Regione in un contesto diverso, migliore, che contiene alcuni spunti molto rilevanti e alcuni li citava proprio adesso l'onorevole Li Gioi, sono quelli contenuti nelle finalità richiamate dall'articolo 1 della legge, che individua le priorità, la rete di supporto, che è considerata la prima fra gli obiettivi che devono essere raggiunti con le azioni orientate da parte della Regione, la definizione di un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale per la presa in carico di minori, adolescenti e adulti con Disturbo dello spettro autistico, verificandone l'evoluzione e adattando misure idonee ad assicurare la continuità dei percorsi, la formazione permanente del personale sanitario, l'attività di ricerca scientifica e poi un aspetto che anche chi ha parlato prima di me ha voluto mettere bene in evidenza, il riconoscimento dell'importanza del ruolo dei familiari quale risorsa attiva nel percorso di cura e assistenza delle persone con Disturbo dello spettro autistico. È difficile aggiungere considerazioni rispetto a quelle già espresse in un dibattito che è stato ricco, corretto, serio, rispetto a un testo che raccoglie un consenso unanime e trasversale e, come richiamava prima anche l'onorevole Piu nel suo intervento, introduce, disciplina, elementi fortemente rilevanti, dando loro priorità; il tema del lavoro, per esempio, l'inclusione sociale, scolastica, sono tutti aspetti che la legge disciplina con attenzione, sono tutti aspetti frutto di un lavoro puntuale, preciso e prezioso, e io voglio ancora una volta ringraziare l'Aula, ma anche ringraziare l'Assessore alla Sanità per il lavoro che ha portato avanti, e che è stato riconosciuto, immagino senza nessun tipo di retorica, anche da quei colleghi delle opposizioni che hanno saputo guardare con obiettività ciò che è stato fatto e ciò che da questo momento in poi potrà essere fatto nel rispetto di una norma, di un articolato normativo moderno che dà risposte a esigenze di migliaia di cittadini sardi. Grazie.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU-Demos-Possibile). Io avrei voluto interloquire anche un po' con l'Assessore comunque inizio il mio il mio intervento. Io credo che oggi si certifichi la percezione da parte dei tutta l'Aula di una emergenza sanitaria e sociale. Anch'io ringrazio tutti coloro i quali si sono fatti parte attiva per proporre la legge e perseguirla poi attentamente in Commissione e per arrivare oggi a un punto di caduta che è l'approvazione, sicuramente unanime, da parte di tutta l'Aula. Però questo è solo un passo di tanti altri passi che dovranno portare alla costituzione di un lungo percorso che deve essere virtuoso, perché noi non potremo più sopportare il fatto che questi pazienti possano vivere diversamente dagli altri; noi dobbiamo considerare che le famiglie che purtroppo hanno all'interno dei loro nuclei pazienti con questa patologia vivono una vita sospesa e noi dovremmo fare in modo che le vite sospese abbiano un altro percorso, e siamo qui ad approvare questa legge per questo motivo e probabilmente dovremo stare attenti anche nel voto e nell'approvazione di alcuni emendamenti che sono stati presentati, perché saranno importantissime le linee guida che poi verranno proposte dalla Giunta col parere della Commissione, perché tramite le linee guida il Consiglio intero potrà vigilare se si andrà all'applicazione certa della legge. Purtroppo, l'hanno detto anche altri colleghi che mi hanno preceduto, troppe volte quest'Aula ha approvato delle leggi che di fatto poi non hanno mai visto la luce, non hanno mai visto la luce perché non sono andate ad applicazione e non vorremmo che ciò si ripetesse anche con questa legge. Una legge che ha necessità di altri fondi, sicuramente, perché, diceva bene qualche collega prima, non sarà sicuramente sufficiente la copertura che in questo momento è stata data, e noi dovremmo fare delle riflessioni serie anche su quelli che sono gli organismi che andranno direttamente ad interagire con le situazioni dei pazienti piccoli, perché non dimentichiamo che a seconda dell'età del paziente noi dovremo avere anche delle risposte diverse, sia a livello di operatori, sia a livello di specialisti, sia a livello di risorse, perché non è pensabile che una famiglia possa pagarsi, tra l'altro, come diceva qualcuno, anticipando quasi tutte le spese che sono esose, perché sappiamo bene che le terapie richiedono sforzi economici importanti, per cui, dicevo questo, noi dovremmo, parliamo di PLUS a un certo punto, io credo che dovremmo fare un ragionamento serio sui PLUS, se tutti i PLUS in Sardegna sono in grado di operare secondo quelle che dovrebbero essere le prerogative date loro dalle leggi, perché non è così, c'è una sperequazione di fatto importante a seconda dei territori della Sardegna e di questo noi abbiamo già parlato, ne abbiamo parlato quando sono state approvate le linee guida della 162, del "Ritornare a casa", dove abbiamo chiesto, oltre all'incremento importante di risorse, anche la possibilità, dove i PLUS non funzionano, che a loro si sostituiscano direttamente i servizi sociali dei singoli comuni, perché in quella maniera si può avere un rapporto diretto con quelle che sono le famiglie che purtroppo accolgono al loro interno i pazienti di cui oggi parliamo. La politica oggi fa una cosa positiva, non sempre la politica fa cose positive, e quindi dovremmo sorridere un attimino su questo. Perché io volevo che ci fosse l'Assessore in Aula? Perché all'Assessore io volevo dire anche che sui ritardi che ci sono anche in altri settori e per altri aspetti del sistema sanitario si dia un'accelerata, e volevo chiedere, visto che non c'è l'Assessore lo dico alla Vicepresidente della Giunta regionale, lo dico al Presidente del Consiglio, noi ad oggi, assessora Zedda, non abbiamo ancora il Collegio dei Sindaci Revisori delle ASL, delle Aziende sanitarie che dovevano essere nominati dal primo di gennaio, siamo a luglio, le ASL, le Aziende sanitarie non sono in grado oggi di fare bilanci, di fare acquisti e di rispondere a quelle che sono le prerogative dei nuovi direttori generali nominati dal primo gennaio 2022. E poi io vorrei chiedere sommessamente all'Assessore, lo chiedo alla Vicepresidente della Giunta regionale, che fine abbia fatto quel parere della Commissione sanità sulle linee guida degli atti aziendali che, come sapete, sono l'atto fondamentale affinché le stesse Aziende Sanitarie Locali, le Aziende sanitarie possano ottemperare a quelle che sono le loro prerogative, come mai dopo due mesi quel parere, che di fatto ha modificato quelle linee guida approvate dalla Giunta regionale, non siano ancora state riviste e non siano state comunicate ai singoli direttori generali. Tutti loro, a più riprese, in tutti gli incontri, in tutti i convegni, in tutte le riunioni ci dicono che loro in questo momento non sono in grado di assolvere a quelle che sono le loro prerogative da Direttori generale perché non possono redigere i loro atti aziendali. Ho finito, grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente, intervengo con estrema brevità. In primo luogo mi preme ringraziare i colleghi che hanno contribuito alla stesura del testo, i colleghi presentatori delle tre proposte di legge - Loi, Pinna e Schirru in inverso ordine di presentazione - e la maturità con la quala il Consiglio regionale si sta apprestando all'approvazione del testo. Ho visto che sono stati presentati diversi emendamenti, spero che questo non comporti ritardi o slittamenti della discussione, per cui do sin da subito la piena disponibilità da parte del mio Gruppo a lavorare a una sintesi quanto più costruttiva possibile al fine di dare finalmente alla Sardegna questa legge attesa ormai, lo ricordava la collega Pinna, da più di una legislatura. Chiudo semplicemente con un ricordo, che mi sembra doveroso; questa è la prima volta in questa legislatura in cui si affronta un tema connesso con le patologie neuropsichiatriche, sono patologie dimenticate, trascurate, che nella fase pandemica hanno avuto delle problematiche gravissime che purtroppo non sono state prese in considerazione dalla macchina sanitaria impegnata in altri campi, si tratta di pazienti dimenticati di cui, molto spesso, non si vuole e non si parla, non si vuole parlare e non si parla. Sono pazienti che in Sardegna, da qualche giorno a questa parte, hanno un supporto in meno, non è un caso, io credo nelle casualità della vita ma anche nel destino e voglio pensare che non sia un caso il fatto che questa legge sia stata calendarizzata a pochi giorni dalla scomparsa del Professor Alessandro Zuddas; si racconta a volte che tutti siano utili e nessuno sia indispensabile, invece in campo medico purtroppo ci sono persone che sono indispensabili, credo che la sua figura mancherà molto alla sanità sarda e in particolar modo a quei pazienti che si è preso a cuore in questi anni al pari dei suoi studenti che l'hanno ricordato in tutti i modi nei giorni appena trascorsi. Il campo d'azione del professor Zuddas era in particolare anche la connessione tra il Disturbo dello spettro autistico e i Disturbi psichiatrici, io credo che questo imponga al Consiglio regionale, anche nel prossimo futuro di verificare in che modo questa legge possa essere d'aiuto alle famiglie e ai pazienti, a quelli, l'hanno ricordato i colleghi, che sono in grado di arrivare presto a una diagnosi, e a quelli magari che provengono da contesti familiari e territoriali difficili, che non avendo il privilegio di essere diagnosticati per tempo, conducono una vita ai margini e che invece la nostra società deve essere in grado di migliorare in tutti i modi, anche e chiudo, in memoria e in omaggio a chi ha dedicato tutta la vita allo studio e al miglioramento delle condizioni di vita di questi pazienti.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

NIEDDU MARIO, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Anche io ringrazio in modo particolare i consiglieri, tutti i proponenti delle tre proposte che poi sono state unificate, grazie al Presidente della Commissione sanità per la sensibilità dimostrata. Provvedimento sì, atteso, come avete ricordato, nella precedente legislatura non si è riusciti a chiudere il cerchio, ma questa volta penso che con il grande contributo di tutto il Consiglio, e permettetemi anche della Giunta, credo che finalmente riusciremo a portare a casa l'obiettivo. Però mi preme sottolineare una cosa, benissimo la sensibilità dimostrata per questa problematica, è vero che però il mondo della disabilità è un mondo vastissimo, con particolarità che attengono alle varie specificità che però hanno necessità di essere riportate secondo me all'unità. Quindi ben venga questo intervento normativo, questo intervento legislativo di cui si sentiva sicuramente bisogno, ma a mio avviso si sente il bisogno, si sente la necessità di riportare all'unità tutti i problemi legati al grande mondo della disabilità. A livello nazionale è stato fatto un provvedimento legislativo importantissimo che è la legge quadro, fortemente voluta dal ministro Stefani e sostenuta da tutto l'arco parlamentare, io credo che dobbiamo fare la stessa cosa in questa Regione. Visto che avete dimostrato questa grande sensibilità per il mondo della disabilit��, seppure in una fattispecie particolare, io sono convinto che avete questa sensibilità e siete capaci di manifestarla, di organizzarla e di portarla al livello un po' più alto, che è quello di includere tutto il mondo della disabilità in un provvedimento legislativo di ampio respiro, perché tutte le cose che voi avete inserito in questa norma sono delle cose che necessitano a tutti i disabili, a qualunque patologia si faccia riferimento. Sono le carenze che voi andate a colmare per il mondo dei pazienti con lo spettro autistico che hanno necessità di essere colmate per tutti i disabili della nostra Regione e non solo, perché ovviamente i problemi della disabilità sono gli stessi dappertutto, in tutto il mondo, in tutta Italia sicuramente, e la Sardegna non fa eccezione. Mi piace molto quello che ha detto l'onorevole Desiré Manca, a diciott'anni i pazienti con i problemi dello spettro autistico improvvisamente guariscono, non solo onorevole Manca, noi siamo una nazione, io parlo per l'Italia perché conosco bene la situazione italiana, conosco bene il mondo della disabilità, siamo una nazione in cui, come dire, abbiamo una grandissima Lourdes, tutti i nostri disabili a 18 anni vengono miracolati e automaticamente escono fuori dal mondo della patologia, è come se fossero sani all'improvviso, tutti, non solo gli autistici, tutti i nostri disabili, perché non esiste un mondo che si fa carico dei problemi dei disabili dopo il diciottesimo anno di età, non ci sono servizi per nessun tipo di disabilità. Questa è una carenza che dobbiamo colmare, una carenza che esiste in tutto il panorama nazionale, non ci sono regioni che fanno eccezione a questo, ci sono a macchia di leopardo delle esperienze particolari, ma c'è la necessità, come dicevo, di riportare all'unitarietà questo grande mondo della sofferenza della disabilità. Sofferenza che poi è una sofferenza fisica, e la parte peggiore è la sofferenza psicologica, perché la solitudine del disabile è la cosa peggiore, è molto peggio che non trovare il logopedista o non trovare il fisioterapista, la solitudine è quotidiana, non abbandona mai il disabile e la sua famiglia. Questo dobbiamo colmare noi, quindi ben venga questo intervento, ma io vi chiedo uno sforzo supplementare, cominciate a ragionare, perché solo voi lo potete fare, su un provvedimento quadro che riesca finalmente a colmare queste gravi carenze del nostro sistema.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1 a cui sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Schirru, relatore di maggioranza.

SCHIRRU STEFANO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Parere favorevole su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

NIEDDU MARIO, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 1 e 8, uguali. Chi li approva alzi la mano. Chi non li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 2 e 9, uguali. Chi li approva alzi la mano. Chi non li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Emendamento numero 12, c'è un problema di copertura.

Ha domandato di parlare la consigliere Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (LEU-Demos-Possibile). Missione 14, Programma 3, Titolo primo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'articolo 3 a cui sono stati presentati degli emendamenti.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Vorrei ritirare gli emendamenti numero 3 e 4.

PRESIDENTE. Quindi rimangono gli emendamenti numero 11, 10, 5 e 16.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Schirru, relatore di maggioranza.

SCHIRRU STEFANO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Vorrei fare un appunto, perché mi hanno informato adesso gli Uffici che all'emendamento numero 5 all'articolo 3 si parla di linee guida regionali che entrerebbero in contrasto con le linee guida nazionali che sono già esistenti, quindi c'è un invito al ritiro.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 5 lo possiamo lasciare magari alla fine, facciamo un supplemento di verifica, lo discuteremo insieme all'emendamento numero 13 all'articolo 11.

Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Sull'emendamento che ha appena rinviato, chiedo se è possibile verificare la fattibilità di sostituire le parole "linee guida" con "linee di indirizzo" agli Uffici.

PRESIDENTE. Il problema è che il nomen iuris cambia poco, è il senso del contenuto della norma, noi lo possiamo chiamare anche linee direttive, però poi è il contenuto della norma che determina… Comunque, detto questo, va bene il suggerimento, facciamo fare un supplemento di istruttoria e verifica.

Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Giusto per avere contezza esattamente di che cosa stiamo definendo, siamo nell'ambito dell'articolo 3, emendamenti numero 11 e 10, se non ho capito male.

PRESIDENTE. Emendamenti numero 11, 10 e 16.

LOI DIEGO (Progressisti). Sull'emendamento numero 11 volevo capire dall'onorevole Caddeo, che è prima firmataria, nel senso che ne abbiamo anche discusso poco fa, non ho capito se vuole intendersi, perché qua dice sostitutivo totale, se vuole intendersi in aggiunta alla prima parte del comma e dell'articolo, e poi per quanto riguarda invece l'emendamento numero 10, posto che l'onorevole Saiu ha ritirato l'emendamento numero 3, trovo interessante, e su questo chiederei anche all'onorevole Schirru di ragionare, la opportunità di inserimento nell'ambito delle rappresentanze i PLUS. È vero che il rischio del numero possa essere particolarmente aggravante i lavori, però è anche vero che dal punto di vista soprattutto dell'impatto sulle politiche sociosanitarie territoriali, specie nei territori organizzati dal punto di vista regionale e dove si fanno politiche, nello specifico sull'ambito delle pianificazioni, soprattutto degli interventi assistenziali e sociosanitari, mi sembra interessante l'introduzione di questi rappresentanti perché crea un amalgama e soprattutto evita che ci siano delle porzioni di politiche territoriali escluse dall'ambito. Quindi per quanto riguarda il comma 3 credo che lì ci voglia un chiarimento e per quanto riguarda la possibilità dell'inserimento delle rappresentanze dei PLUS, chiedo all'onorevole Schirru di prendere in considerazione questo, perché mi sembra che aiuti la migliore efficacia.

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Roberto Deriu è rientrato dal congedo.

Quindi abbiamo l'emendamento numero 11 su cui ha chiesto una specificazione, peraltro anch'io chiedo: "Per soggetti collettivi si intendono associazioni?"

Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (LEU-Demos-Possibile). Essendo un sostitutivo parziale, resta della lettera e), "di una persona con ASD che possa auto rappresentarsi e di tre rappresentanti" questa è la parte sostituita, la proposta di sostituzione è "di tre rappresentanti indicati" qui c'è scritto entrambi, ma è un errore, "dai diversi soggetti collettivi legalmente costituiti tra i familiari di persone con ASD che siano questi soggetti iscritti al Registro nazionale o regionale, che siano soggetti riconosciuti legalmente."

PRESIDENTE. Quindi stiamo cambiando solamente da due a tre?

CADDEO LAURA (LEU-Demos-Possibile). Si, da due a tre, è parziale rispetto al numero.

PRESIDENTE. Aumentiamo solamente i rappresentanti, tre va bene.

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento numero 10.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 10, da 4 a 1, quindi facciamo un emendamento: "e da un rappresentante dei PLUS", va bene?

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Se noi ci attardiamo ad individuare in legge il livello di dettaglio…

PRESIDENTE. Va bene, andiamo avanti, ne basta uno, finito.

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4 a cui è stato presentato un emendamento.

Emendamento numero 18. Sospeso anche questo. È rinviato insieme agli emendamenti numero 5 e 13. Quindi sono rinviati gli emendamenti numero 5, 13 e 18.

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 è stato presentato l'emendamento numero 15.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Schirru, relatore di maggioranza.

SCHIRRU STEFANO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'assistenza sociale.

NIEDDU MARIO, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Vorrei chiedere a chi steso questo emendamento un chiarimento. Questa definizione dei piani individuali si pone al di fuori di quello che è la legge 162, che già definisce come si fanno i piani individuali? Perché noi già li finanziamo i piani individuali per le persone affette da autismo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Assessore, non si tratta di piani individuali retribuiti, si tratta di un piano che fra l'altro è già incluso nella sperimentazione che la Regione sta facendo ed è un piano che comprende tutti gli aspetti della vita dell'individuo, che va rimodulato e aggiornato continuamente sulla base degli interventi che non devono nemmeno essere né sovrapposti, né sovrapponibili. Serve proprio per evitare che restino scoperti aspetti della vita personale, della persona in questo caso, dico con disabilità in generale, ma nel caso specifico delle persone con disturbi dello spettro autistico, e deve essere integrato dalle varie figure professionali che operano sull'individuo e sulla famiglia.

PRESIDENTE. Per evitare insomma sovrapposizioni.

NIEDDU MARIO, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il dubbio è che si vada a sovrapporea quello che è il piano della "162".

(Interruzione.)

Io qualche dubbio su questo ce lo avrei, andrebbe un po' approfondita la cosa. Ci prendiamo una pausa di riflessione, Presidente, su questo, perché è un po' problematico.

PRESIDENTE. Lo spostiamo alla fine, scusate, adesso faccio fare…

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Per quando prevediamo di chiudere la discussione su questo testo?

PRESIDENTE. Stiamo concludendo.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). No, spostare alla fine vuol dire che ovviamente se noi affastelliamo i casi su cui dobbiamo ragionare alla fine rischiamo di dover poi sospendere per ore e di rimanere… non è questo il problema? Va bene!

PRESIDENTE. Spero di no! Nel senso che adesso stanno facendo una verifica e poi la volontà è quella di accogliere quanti più emendamenti possibili, perché sono tesi comunque a migliorare la legge, però senza poi comportare delle sovrapposizioni e dei problemi di interpretazione della stessa.

Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 9. All'articolo 9 sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 14 e 6.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Schirru, relatore di maggioranza.

SCHIRRU STEFANO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento numero 6. Il parere è favorevole?

SCHIRRU STEFANO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Gli uffici fanno notare che non possono essere istituite nuove figure professionali non previste, quindi proporrei il ritiro di questo emendamento.

PRESIDENTE. Invito al ritiro, quindi.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU-Demos-Possibile). Presidente, solo per dire che la Regione Campania ha già istituito questa figura del job coach, Probabilmente anche da questo punto di vista un approfondimento non farebbe male, perché una Regione italiana l'ha già fatto, l'ha fatto addirittura con un atto deliberativo, vorrei capire naturalmente qual è l'ostracismo nell'approvare una figura di questo tipo. Oltretutto non c'è scritto da nessuna parte che è una nuova figura, potrebbe essere anche un tecnico o un funzionario di Aspal che si specializza su questi temi e che vada ad aiutare l'inserimento e reinserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati. Cioè magari eventualmente si può dire che sarà istituita con delibera di Giunta se si vuole individuare una qualche soluzione alternativa, però che questa figura sia indispensabile io credo che tutti quanti siamo abbastanza d'accordo.

SCHIRRU STEFANO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Effettivamente la Regione Campania ha istituito questa figura, cioè si avvale di questa figura, quindi si tratta di capire se anche noi possiamo istituirla. Poi, da parte nostra nulla osta.

PRESIDENTE. Ma è all'interno di Aspal? Non ho capito.

Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Allora su questo, posto chiaramente l'orientamento generale, io credo che all'interno di questo provvedimento non sia esattamente appropriata questa introduzione, perché intanto la figura del job coach riguarda un universo abbastanza più ampio, chiamiamolo così, dell'ambito di specializzazione. In più, credo che su questo meriterebbe un approfondimento che probabilmente è particolarmente articolato per quanto riguarda la composizione di Aspal, la quale nel suo interno ha già degli ambiti orientati sul sostegno all'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati. Ho paura che l'inserimento di questo nell'ambito del provvedimento sulla legge quadro sull'autismo non miri alla funzione nobile che ha questo emendamento, ma che sposterei in un altro ambito, ripeto, peraltro con necessità di approfondimento, non fosse altro che ne faccio anche parte, e quindi conosco un po' la struttura all'interno di Aspal, che ha delle sue sezioni, ha dei suoi orientamenti, specializzazioni, che non vorrei poi, ecco, adesso c'è l'Assessora, la Vicepresidente, credo che su questo possa dirci qualcosa.

PRESIDENTE. Insomma ci sono due problemi. Uno è l'inserimento e l'altro è la fonte di finanziamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA, Vicepresidente della Regione. Allora, io volevo osservare che intanto qualsiasi figura professionale viene inserita nel catalogo nazionale delle professioni e il percorso ha comunque un procedimento ben definito. Attualmente la figura non potrebbe avere il riconoscimento, quindi inserita così, in questo momento non avrebbe la sua efficacia. Possiamo invece provare, magari come suggeriva l'assessore prima, con una figura che possa ricomprendere magari tutti gli aspetti delle disabilità, o verificare quelle che già esistono, quella che già esiste e possiamo metterla a disposizione con un progetto ben preciso, però in questo caso non ci sarebbe comunque la certificazione né della figura professionale, ma neanche l'inserimento nel catalogo. Cioè noi l'approviamo, però poi nessun corso, nessuna formazione, nessun riconoscimento occupazionale può avvenire solo con la legge regionale. Quindi, non lo so, mi sembrerebbe di fare un'attività per nulla e magari creiamo anche delle aspettative che poi…

(Interruzione.)

Sì, però, bisogna verificare se poi l'ha richiesto come inserimento nel catalogo nazionale. Perché possiamo farlo anche noi, ma creiamo aspettative che attualmente non prevedono una figura di questo tipo all'interno del catalogo. Cioè io avrei necessità di approfondire se ci sono figure analoghe, che magari possiamo estendere sotto questo profilo. Lo dico perché recentemente per esempio abbiamo attivato il progetto del tutor del lavoro assistito per le figure proprio che vivono il disagio, ancora oggi non siamo riusciti a inserirlo nel catalogo nazionale, e quindi è una figura che materialmente non può avere un contratto di assunzione, non può avere neanche una certificazione ai fini della formazione professionale. La figura è meritevole, e quindi non vuole essere una bocciatura per la ricerca di questa figura, però verrebbe meno davvero il significato.

PRESIDENTE. Onorevole Lai, io dovrei metterlo in votazione, però non trovo… ritirato? Ritirato!

Passiamo all'articolo 10.

Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 sono stati presentati degli emendamenti numero 17 e 13, e poi sono stati spostati gli emendamenti numero 5 e 18.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Schirru, relatore di maggioranza.

SCHIRRU STEFANO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Allora, Presidente, sull'emendamento numero 17 il parere è favorevole; sull'emendamento numero 13 c'è l'invito al ritiro.

PRSIDENTE. Abbiamo gli emendamenti numero 15, 5 e il 18. Allora, per fare un po' di ordine. Abbiamo gli emendamenti numero 13 e 5, rispetto ai quali sarebbe necessario, se li approviamo, fare un emendamento di sintesi, perché altrimenti vanno in collisione, o comunque rischiano di non essere… però farlo adesso diviene davvero…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (LEU-Demos-Possibile). La perplessità emersa prima era relativamente al fatto che le linee guida, di indirizzo regionali, potessero andare a collidere con quelle nazionali. Sul emendamento numero 13 è proprio introdotto così: "…in coerenza con l'aggiornamento delle linee di indirizzo nazionali, la Giunta regionale predispone entro 90 giorni linee guida da sottoporre all'approvazione della competente Commissione del Consiglio regionale", a me pare che sia legittimo, esistono per molte altre materie, esistono linee guida nazionali, se poi le linee guida regionali dovessero andare in contrasto con quelle nazionali sarà appunto la Commissione che le esamina a ritenerle non valide. Però, secondo me, questa proposta di legge che contiene un sacco di proposte, come abbiamo detto, encomiabili, importanti e indispensabili, a mio avviso ha necessità, articolo per articolo se andiamo a vedere, di una definizione dei percorsi, dei criteri, dei parametri che vogliamo seguire per applicarla, a me sembra indispensabile, non solo utile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Per facilitare i lavori del Consiglio, considerato quanto ha appena detto la collega, io direi che l'emendamento numero 13, che fa riferimento all'articolo 11 bis, parte da una premessa che mette al riparo da eventuali pericoli di conflitto, sostanzialmente riprende anche quanto contenuto nell'emendamento numero 5, e se non ci fossero obiezioni da parte dei relatori o dalla Giunta, secondo me già l'emendamento 13 potrebbe considerarsi una sorta di emendamento di sintesi, però, ripeto, io esprimo la volontà di rendere più rapidi possibile i lavori del Consiglio, quindi ritirando l'emendamento 5 ed esprimendo parere favorevole sull'emendamento 13, che di fatto lo accorpa.

PRESIDENTE. Io allora terrei fermo l'emendamento 13, però dando incarico agli uffici in fase di coordinamento tecnico magari di apportare delle modifiche per evitare delle confusioni terminologiche con il corpo del testo, quindi magari anziché "linee guida" potrebbero essere "disposizioni transitorie" o "disposizioni attuative", comunque diamo mandato agli uffici di rendere coerente la disposizione che è presente. Quindi l'emendamento 13 è di sintesi con il 5, però con questa specificazione: niente linee guida.

Poi abbiamo l'emendamento 17 che abbiamo detto essere favorevole, perfetto, però io ho anche il 18 e il 15.

CADDEO LAURA (LEU-Demos-Possibile). Ritiro l'emendamento numero 18.

PRESIDENTE. Il 18 è ritirato, poi c'è il numero 15…

Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Abbiamo concordato con l'Assessore un testo così modificato: Dopo il comma 1, "il piano individuale scaturisce dal progetto di vita, parte dalla diagnosi e interessa l'intero arco di vita", il resto come quello precedente.

PRESIDENTE. Così, Assessore, va bene?

NIEDDU MARIO, Assessore tecnico della sanità e dell'assistenza sociale. Così va bene, il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Quindi rimangono gli emendamenti 13, 17 e 15.

Intanto mettiamo in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 13, con quella specificazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 15, come emendato oralmente dall'onorevole Pinna. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

Metto ora in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo alla votazione finale del testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato n. 43-115-213/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del Rendiconto del Consiglio regionale per l'anno 2021 (39/XVI/A).

PRESIDENTE. Metto in votazione ora il rendiconto del Consiglio regionale per l'anno 2021. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

La seduta è tolta, il Consiglio è aggiornato a questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 30.

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