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Resoconto della seduta n. 100 del 14/01/2021

C SEDUTA

Giovedì 14 gennaio 2021

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 09 e 30.

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana dell'8 gennaio 2021 (94), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Daniele Secondo Cocco, Giampietro Comandini, Carla Cuccu, Giuseppe Meloni, Pietro Moro, Antonio Mundula, Gian Filippo Sechi e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta del 14 gennaio 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 829, 830, 831, 832, 833, 834.

Continuazione della discussione e approvazione del disegno di legge: Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017 (108/A) e di ordine del giorno.

PRESIDENTE. Grazie, signor Segretario.

L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 108/A.

Ieri abbiamo concluso l'esame e la votazione dell'articolato del disegno di legge numero 108, dobbiamo concludere l'esame con le dichiarazioni di voto al testo definitivo. Sono aperte la dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Oggi finalmente porterete a compimento questa legge fuorilegge che non si può neanche leggere, questo pastrocchio pilotato da specifici interessi privati da soddisfare ai quali manca solo il codice fiscale e la partita IVA, una legge fuorilegge maturata dopo quasi due mesi di avanspettacolo di bassa, molto bassa lega, "lega" con la elle maiuscola ovviamente, inframmezzato da sfide all'"Ok Corral" tra le vostre truppe mai soddisfatti abbastanza e da muretti a secco dietro i quali far fumare le canne mozze del voto segreto, una legge fuorilegge in barba alle più elementari regole del diritto, il diritto, questa entità da abbattere in una maniera o nell'altra nelle vostre logiche da promesse elettorali. Una legge, questo Piano casa della libertà, che crea illusione a dismisura a chi pensa che da oggi in poi potrà fare dove vuole quello che vuole, una legge che rende abitabili interrati senza finestre e inventa la compravendita di crediti volumetrici, un abominio giuridico che grida vendetta al solo immaginarlo. Una sequela infinita di norme improbabili inserite senza un filo logico, senza lunga una benché minima idea di sviluppo, uno strumento inqualificabile, che farà sì che i comuni della nostra isola diventano tante Babilonia, dove funzionari, proprietari immobiliari e imprenditori parleranno ciascuno una lingua sconosciuta agli altri, travolti dalla vostra arroganza, quella che disconosce la (…) delle fonti del diritto per inseguire beceri vantaggi immediati e fuggevoli per i poveri cittadini sardi, bloccando di fatto l'attività edilizia. Un Piano casa della libertà discusso e approvato con l'assenza ingombrante del presidente Solinas, maestro nel comunicare mediaticamente un pensiero ambientalista smentito nei fatti e negli articoli di un testo che concede incrementi volumetrici in ogni dove, e come un Assessore all'urbanistica in balia degli eventi, sballottato da una parte all'altra della sua navicella colabrodo. Noi abbiamo provato in tutti i modi a dissuadermi dal compiere questo ennesimo sfacelo, raccontando ai sardi la verità che continuiamo a raccontare anche oggi, esortandoli a non fare mosse azzardate, perché questa legge fuorilegge verrà sicuramente impugnata, e che si troverà in mezzo al guado…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente, scusi, ritengo che le parole appena dette dal collega Li Gioi siano offensive nei confronti di un partito che ha una storia, poi soprattutto detto da uno che fa parte di un partito che non ha per niente storia; chiedo rispetto nei confronti della Lega, perché ha detto "bassa Lega" con la L maiuscola, ed era diretto nei nostri confronti, chiedo massimo rispetto! Questa è un'Aula non un pollaio!

(Interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti) Grazie, Presidente. Siamo qui per concludere quest'iter di una legge che ha visto raramente qualche spiraglio di luce, e durante la discussione si è provato in qualche maniera a far comprendere i problemi che verranno creati con l'approvazione di un testo del genere. È una legge che è nata come proroga di un Piano casa, si è provato e si è quasi riuscito a trasformarla in una legge urbanistica, che ovviamente ha degli iter ben diversi che non possono essere presentati in maniera scomposta, come è accaduto in questi giorni, senza un adeguato intervento in Commissione, ed è una legge che è scritta per pochi, per pochi e a danno della collettività, dello sviluppo sostenibile e del nostro patrimonio più prezioso che è l'ambiente. In tanti in questi giorni si sono riempiti la bocca, anche durante la battaglia contro il nucleare in Sardegna, parlando proprio di ambiente e territorio, ma poi di concreto quello che abbiamo visto è che di questo poco importa. È una legge che metterà in crisi i tecnici, i professionisti, che dovranno utilizzarla, ma anche i funzionari, i funzionari dei vari uffici che dovranno valutare i progetti e che si troveranno davvero in grossa difficoltà, e soprattutto metterà in crisi i cittadini, che probabilmente oggi pensano di poter cedere crediti volumetrici, di poter costruire in territorio agricolo con un ettaro, che pensano di poter costruire nei seminterrati, di poter dare vita a nuove abitazioni nei luoghi anche più pericolosi per l'incolumità della salute dei cittadini, una legge che, a mio avviso, svilisce il nostro territorio, per niente proiettata al futuro, che non tiene conto del grave periodo pandemico che stiamo attraversando, una legge che disincentiva i comuni all'adeguamento del PUC al PPR, ma disincentiva in generale la pianificazione territoriale, portandola quasi a diventare uno scarto piuttosto che un valore da attribuire ai nostri territori. È una legge che aggredisce ovviamente, come ho già detto, i nostri territori rurali, deprezzandoli e trasformandoli in zone in cui si…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Credo che questa legge dimostri, in maniera abbastanza evidente, la mancanza di visione che stiamo dimostrando nello scrivere leggi per la nostra Sardegna, sta mancando proprio quella immaginazione del futuro. So bene che spesso queste parole, immaginazione, creatività, visione del futuro, sembrano allontanarci da un ruolo politico che immaginiamo pragmatico, concreto, fondato sulle cose necessarie, ma credo che con una legge come questa, più che per altre, invece sia fondamentale, immaginarci, immaginare questa Sardegna, non fra dieci o vent'anni ma molto di più, e per immaginarla dobbiamo gettare le basi ora, dobbiamo creare, questo sì, in maniera pragmatica le condizioni affinché le generazioni che verranno possano vivere in un'isola che merita, che merita di sopravvivere al cemento, di sopravvivere a tutte queste volumetrie che stiamo decretando adesso in legge. Ci sarebbe quasi da dire che è una legge le cui volumetrie sono inversamente proporzionali al volume di quell'organo che ci consente di immaginare e di creare, che è il cervello, non so se avete letto gli ultimi studi, pare che stia diminuendo di volume, ecco, mi pare che noi con questa legge stiamo dimostrando questo stato di cose. Io personalmente sono dispiaciuta, l'ho già detto, sono dispiaciuta soprattutto per il dibattito che si svolge in quest'Aula, che non fa onore a nessuno di noi e soprattutto che credo faccia fare molti ripensamenti a chi ci ha votato, perché capisco che si possa essere su posizioni opposte, ma è svilente e, ripeto, personalmente mi rattrista, che il confronto sia stato sempre insufficiente, qualche volta acceso ma non dalla passione sui temi, e non saprei neanche da cosa di preciso, per cui è ovvio che il mio voto e la mia opinione è assolutamente negativa su questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie, Presidente. L'occasione è doverosa per fare sintesi, dopo questi mesi di lavoro in Commissione e in Aula, su un testo che in teoria, come è già stato abbondantemente detto, avrebbe dovuto sanare una serie di lacune del nostro sistema normativo e consentire un rilancio dell'economia, il tutto nella salvaguardia del nostro patrimonio più prezioso, cioè l'ambiente, e consentire anche ai vari operatori di rimettersi in piedi in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando. Noi l'abbiamo dichiarato in Commissione, e penso che lo abbiamo anche dimostrato, l'ottica con la quale ci siamo approcciati a questo lavoro era quella che vi abbiamo dichiarato fin dalla relazione introduttiva, cioè dire, "esiste già una legge che è la 8 del 2015 che, ancorché prorogata a giugno, poteva consentire il raggiungimento di quegli obiettivi anche da voi dichiarati, e vi avrebbe consentito, nelle more di questa proroga, di elaborare un testo organico compiuto che voi stessi avete riconosciuto che serva, tant'è che avete detto "adesso approviamo questo e poi o con una direttiva assessoriale o con un testo di riordino che anticipi una legge urbanistica, torneremo sull'argomento e cercheremo di fare un compendio che possa consentire agli interessati di utilizzarla". Perché noi siamo appunto convinti - lo diceva bene chi mi ha preceduto, l'onorevole Orrù soprattutto - che questo testo sia difficilmente utilizzabile. Io devo dirvi la verità, anche noi personalmente, anche io personalmente in questo periodo di lavoro ho avuto difficoltà a capire quello che stavamo facendo, cioè ho avuto difficoltà a capire la sintesi del lavoro che stavamo facendo, e considerate che io stavo lavorando con notevole vantaggio rispetto a qualunque altro utente esterno che sta seguendo i nostri lavori, con la legge precedente, le modifiche del testo della Commissione, le modifiche del testo della Giunta, le modifiche dei singoli commissari, quindi adesso sarà veramente difficile raccapezzarsi per chi vorrà utilizzare questa legge. Quindi noi riteniamo che in questo lavoro la parte più positiva che noi abbiamo dato come contributo è stata quella di salvaguardare la fascia dei 300 metri…

PRERSIDENTE. Grazie, onorevole Piscedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Tredici sedute, centoquaranta ore di lavoro circa per la discussione di un testo che per chi ci ascolta sarà di difficile comprensione. Mi spiego meglio, io non credo che voi abbiate assolutamente né malafede né tantomeno sappiate che direzione state prendendo… lo sapete molto bene, avete la percezione esatta di quello che state andando ad approvare, avete la percezione esatta di quello che state proponendo, ecco perché noi in questi giorni, in queste ore abbiamo cercato di bloccare, o perlomeno cercare di modificare e di migliorare quanto più possibile all'interno di questa legge si potesse fare. Abbiamo parlato di agro, abbiamo detto che case che spunteranno nei deserti non serviranno a niente e non serviranno affinché le persone ci possano andare ad abitare; abbiamo detto che le Amministrazioni comunali all'interno di quei comuni in cui spunteranno quelle case purtroppo si troveranno nella condizione di dover fornire dei servizi, dei sottoservizi, l'illuminazione, i trasporti a dei cittadini che purtroppo vivranno fuori dai centri urbani; abbiamo detto più volte che gli alberghi e le strutture alberghiere purtroppo da questa legge verranno fuori penalizzate, perché spunteranno le seconde case vicino alle coste in maniera quantitativamente maggiore rispetto a quelle che abbiamo oggi, e purtroppo ci sarà da parte dei proprietari delle seconde case vicino alle coste una concorrenza sleale nei confronti delle strutture alberghiere, che invece producono, assumono e fanno sì che nel nostro territorio si produca ricchezza. Ecco, questi due punti per quanto mi riguarda sono i due punti della legge che andavano assolutamente stralciati e che dimostrano, dal nostro punto di vista, che non c'è nessuna idea, nessuna pianificazione di territorio né tantomeno di turismo, perché andiamo solo a colmare delle lacune specifiche che voi conoscete benissimo, perché conoscete quanto lo conosco io il territorio, ma che dal nostro punto di vista non andranno assolutamente a costituire né dal punto di vista urbanistico né da un punto di vista turistico una soluzione per la nostra Sardegna.

Assessore Sanna, Mancano due anni e mezzo alla fine del nostro mandato, io mi auguro che di urbanistica si possa continuare a parlare e che dalla Giunta venga fuori un'idea di legge urbanistica che ci consenta realmente di pianificare il territorio, e non solo di colmare lacune che l'esigenza di pochi purtroppo ha fatto sì che questo testo arrivasse in Aula in questa maniera. Quindi io le auguro un buon lavoro per i prossimi due anni e mezzo: dimostri a quest'Aula che una legge urbanistica la Sardegna se la merita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Sarò breve in dichiarazione di voto alla fine di questo dibattito, che è stato sicuramente estenuante per entrambe le partiall'interno di quest'Aula. Sono trasparite tante cose, mi concentrerei su quella che è stata sicuramente la debolezza dimostrata da questa maggioranza, all'interno della quale non si è riusciti a dare un binario e un giusto ordine di precedenza alle numerosissime istanze personali che tanti miei colleghi hanno già detto come sono entrate e sono state rappresentate all'interno di quest'Aula. Questo è stato un dibattito poco edificante, condotto in maniera sbagliata sia nei modi che nei contenuti, e non mi dilungherò sul perché in quanto è evidente a tutti, non solo a noi ma soprattutto al pubblico che presta al tema più attenzione di quanto si possa pensare; un provvedimento, quello che stiamo votando, che non creerà sviluppo e non creerà progresso ma ci renderà più deboli che mai, farà più danni che altro, genererà aspettative, genera già aspettative sul pubblico, aspettative che non potrà mantenere perché sembra che sia stato concepito scientificamente in tutti i modi perché possa, ed anzi debba essere impugnato praticamente in tutti i suoi aspetti dalle autorità competenti a livello statale, che hanno ben altro da fare che proseguire in quella che voi state definendo una "crociata contro l'autonomia" ma che in realtà questo non è ma è semplicemente, a mio avviso, l'estremo tentativo di riportare alla normalità e dentro gli argini della ragionevolezza il fiume in piena causato dai vostri appetiti politici e istanze personalistiche incontrollabili.

Il nostro voto sarà quindi naturalmente, fermamente contrario per una legge che è nata male e che penso non vedrà mai effettiva luce ed applicazione, perché non ne ha i minimi requisiti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Il nostro è un "no" convinto ad una legge che avvantaggia pochi a discapito di tanti e di una visione d'insieme della Sardegna. Diciamo "no" ad una visione dell'agricoltura che vede la stalla usata come seconda casa al mare, e non come un incentivo alla produzione agroalimentare e al giusto prezzo dei prodotti, compreso quello del latte che tanto avete citato nella vostra campagna elettorale. Diciamo "no" ad una visione di Sardegna che dimentica totalmente le zone interne e favorisce le coste e le città solo come luogo di speculazione economica. Diciamo "no" ad una visione che favorisce pochi imprenditori ricchi, che potranno speculare acquistando crediti volumetrici, piuttosto che tanti piccoli imprenditori in crisi che aspettano ancora le risorse promesse, le vostre risorse promesse per sopravvivere. Diciamo "no" ad una visione che favorisce i furbi piuttosto che i tanti onesti che nel corso degli anni non hanno mai sviato le regole. Diciamo "no" ad una visione che continua ad aumentare la differenza tra ricchi e poveri, tra i ricchi che potranno acquistare a dieci e vendere a mille i loro superattici e i poveri che non possono permettersi neanche un alloggio popolare, perché voi non lo citate nemmeno all'interno di questa legge. Diciamo "no" ad una visione di Sardegna che per arrivare ai propri scopi politici svilisce la programmazione dei Comuni, piuttosto che valorizzarla, piuttosto che, come dice la Costituzione, renderla sovrana rispetto a qualsiasi altro interesse. Diciamo "no" a un'accozzaglia di norme particolari pensate ad hoc e anche mal scritte, piuttosto che una legge organica che crea sviluppo e certezza del diritto. Diciamo "no" ad una visione di turismo impostata solo sull'aumento delle camere d'albergo, piuttosto che sull'analisi delle richieste del mercato. Diciamo "no" alla vostra visione di politica incentrata sull'io e sulle continue lotte per il potere, piuttosto che una politica che pensi anche ai nostri figli e nipoti.

Diciamo "sì" ad una politica coraggiosa e visionaria nell'interesse di tutti i sardi, ma "no" a questa legge che pensa all'oggi, al consumo del suolo e ad un modello di sviluppo che come già dimostrato dalla storia è fallito nell'intento e nei modi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, brevemente in pochi minuti non è facile sicuramente riassumere i tanti articoli che sono contenuti all'interno della legge. In estrema sintesi è stata un'occasione persa perché avremmo potuto discutere veramente di sviluppo se a ognuno di noi fosse stato consentito di avere dei dati, dei numeri, delle analisi sulle quali impostare una legge urbanistica per quanto riguarda il futuro della Sardegna. È un'occasione persa, una delle tante, e alla fin fine che cosa accadrà? Tra qualche giorno gli Uffici del Ministero del Mibact inizieranno l'analisi della legge, forniranno al Governo spunti per impugnare la legge. L'aver inserito il piano casa all'interno di una legge che contiene norme che non esistono nell'ambito della materia urbanistica. La norma inserita l'altro giorno, ieri sera che definisce un lotto intercluso come confine geografico tra due comuni è la negazione di ogni principio giuridico e urbanistico esistente. È un'invenzione e così sarà, verranno forniti appunto spunti il Governo impugnerà la legge. E non è detto per una legge che potrebbe produrre drammatiche conseguenze per l'ambiente e per le tante cittadine e cittadini che in buonafede potrebbero far riferimento agli articoli, così come imprese che potrebbero in buona fede utilizzare, la legge non è detto che il Governo non utilizzi la norma che è contenuta anche negli ultimi articoli dello Statuto chiedendo l'intervento della Corte costituzionale per bloccare gli effetti della legge, prima della sentenza della Corte. Vedrete che il rischio sarà andare nella direzione che per la prima volta, qualche raro caso a dire il vero esiste, ma per la prima volta per quanto riguarda la Regione, ci potrà essere un intervento di blocco degli effetti per una norma o una…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente, ci mancano solo i nomi e cognomi, indirizzi e la legge è fatta. Con la scusa di creare lavoro rilanciare l'edilizia di fatto autorizzate con questa legge l'abitabilità nei seminterrati e cosa molto più grave negli interrati, nessuna visione strategica in una legge urbanistica che tenga davvero conto del territorio e delle sue caratteristiche. Con questa legge create il mercato, perché è proprio così, create il mercato della vendita delle volumetrie che a sua volta creerà maggiormente le differenze tra ricchi e poveri, tra i forti e i più deboli. La storia non vi ha insegnato assolutamente niente, non vi ha insegnato neanche in questo caso, neanche in questo momento a proteggere le persone più fragili. Con questa legge di fatto tutelate solo chi sarà il più chi è, e chi sarà il più potente. Una visione del turismo che non incentiva le caratteristiche che identificano la nostra terra ma che si concentra solo ed esclusivamente in un'azione di edificabilità degli alberghi che non saranno così portati davvero al rilancio e alla riqualificazione ma solo alla costruzione e all'ampliamento con l'aumento delle camere. Quindi neanche qua una visione strategica di sviluppo davvero e di pensiero per il futuro della nostra terra. Il nostro voto sarà convintamente no.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Talanas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TALANS GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente, penso che preliminarmente debbo ringraziare tutta la quarta Commissione e indistintamente e veramente, ma questo lo dico non per retorica, sia maggioranza sia opposizione. E perché dico questo, perché io non ritengo che sia stata, come ho detto ieri o avantieri, una legge frettolosa. È stata una legge che è arrivata in Commissione l'11 di novembre, però devo dire anche che da quel giorno lì una squadra di legislatori ha lavorato su un testo che era stato già oggetto di un preventivo lavoro ininterrottamente. Pertanto dico che andando ad affrontare i problemi che oggi abbiamo in una certa maniera risolto con l'approvazione di questo testo, c'è stato un lavoro di squadra, un lavoro continuo che ci ha impegnato prima in Commissione e dopo in Consiglio. Devo dire anche che si tratta di una legge molto difficile, lasciatemelo dire colleghi, una legge certamente tecnica, una legge che a volte viene anche difficile andare ad esprimere quello che è la volontà politica e riportarla in un testo. Il lavoro della Commissione e il lavoro dell'Aula è servito anche a questo, perché più volte si è intervenuto anche per correggere un testo e migliorarlo e portarlo appunto alla portata di tutti. Io penso che con questa legge non si sono evitati di scrivere gli indirizzi, codice fiscale, la partita IVA, noi abbiamo veramente cercato di rappresentare quell'interesse collettivo, di applicare quelle che sono le basi del diritto nel fare una legge la più generica, la più che si rivolga alla collettività e farla veramente in maniera astratta, per così dire. Pertanto dico che quello che noi oggi andiamo ad approvare è quello che i sardi aspettano, sicuramente può essere anche una legge che potrà essere integrata con altri provvedimenti che saranno portati, mi auguro nel più breve periodo in quest'aula, la legge urbanistica, questo provvedimento non è che mette il cappello su tutto, va a colmare tutte le lacune, va a rappresentare tutte le esigenze di una Regione…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Grazie Presidente, dopo quasi 25 giorni che le forze di opposizione tengono ostaggio quest'Aula finalmente siamo arrivati al momento dell'approvazione di questa legge. E dopo 25 giorni finalmente dai banchi dell'opposizione arriva una definizione positiva di questa legge, è stato chiamato Piano Casa delle Libertà. È stato chiamato Piano Casa delle Libertà con un riferimento, sarcastico probabilmente, ai trascorsi del centrodestra, ma per il mio parere la parola libertà non può che migliorarne il titolo di una legge o di un testo. Ed è per questo che secondo me finalmente anche voi avete involontariamente capito l'importanza di questo testo, perché avete capito che la Sardegna non ha bisogno del vostro proibizionismo, avete capito che la Sardegna non ha bisogno del vostro terrorismo paesaggistico, avete capito che la Sardegna non ha bisogno della vostra negazione del diritto di proprietà privata, la Sardegna ha bisogno di libertà e con questa legge, un piccolo pezzo di libertà noi gliela stiamo restituendo.

E come è stato detto prima di me è vero che non risolverà tutti i problemi, che non darà una svolta totale all'azione economica e sociale della Sardegna, però è un piccolo tassello che servirà e sarà fondamentale per lo sviluppo di questa terra. E io nel dirvi che voterò ovviamente favorevolmente a questa legge, vorrei dedicare questo mio voto alle piccole imprese, ai piccoli proprietari che decideranno di utilizzare questa legge per creare il loro sviluppo personale e anche collettivo della comunità in cui vivranno, ma soprattutto vorrei dedicare questa legge ai miei colleghi professionisti che so quanto stanno aspettando l'esito di questa norma, lo so benissimo, perché l'ho vissuto, perché so cosa significa vivere in una condizione come vivono i professionisti oggi, che hanno attraversato quest'ultimo anno come fosse una traversata nel deserto, e infine la voglio dedicare ai sartiglianti di Oristano, trasformati in delinquenti, sui quali grava il peso della conservazione della storia più antica di questa Sardegna, e ai quali noi con questa legge abbiamo finalmente dato una risposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Premetto che intervengo a titolo personale, perché sono fuori dal coro, lo sono spesso, siccome ho sentito anche qualche frase che diceva che la maggioranza ha fatto eccetera, il mio partito ha espresso un voto in Commissione dicendo che lo esprimeva per senso di responsabilità per la legge, ma non entrava nel merito, perché non ha partecipato per una serie di motivi che impedivano a chi ci rappresentava, l'onorevole Peru, di essere presente. Però devo dire che è una legge anomala, perché quando ci sono più proposte di legge la prassi vuole che si unifichino, che si discuta all'interno, e forse avremmo fatto una legge più organica. Eccp, è il metodo che personalmente non mi è piaciuto. E dico anche che sì, è vero, c'erano molte imperfezioni, molti errori anche diciamo minimali, però anche gli atteggiamenti complessivi, lotte e contro lotte rientra in una logica che deve essere certamente diversa. Dissi in quella circostanza che noi ci battevamo per gli interessi generali non particolari, in questa legge ci sono anche interessi certamente particolari. Per cui siccome ho visto luci e ombre e non condivido la metodologia, che è singolare rispetto alla prassi usuale, che ci si incontra eccetera, con le forze di maggioranza e minoranza e si discute, pur avendola migliorata rispetto alla stesura, ma non è quella legge eccellente che avremmo voluto fare, e che certamente non sarà una legge eccellente, avrà bisogno di ritocchi, correzioni eccetera che devono essere fatti. Però in funzione del fatto che faccio parte di una maggioranza, quindi il mio voto è a favore, ma non potevo non evidenziare alcune anomalie che ci sono state, alcune si conoscono, ma soprattutto per chi conosce le porte aperte sa anche le cose che qualcuno vorrebbe non dire e non fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Caredda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAREDDA ROBERTO (MISTO). Presidente, colleghe e colleghi, siamo arrivati al termine di questo lungo percorso che ci ha portato alla stesura del disegno di legge per il riuso, la riqualificazione e il recupero del patrimonio edilizio esistente, il nuovo Piano Casa della Sardegna, così come più comunemente definito, porterà benefici ai cittadini e darà nuove importanti possibilità di sviluppo nel campo edilizio, soprattutto in questo delicato momento storico. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno lavorato intensamente al raggiungimento di questo risultato in primis il componente della Commissione urbanistica guidata dal Presidente Talanas cui faccio i miei complimenti, i dirigenti del settore, i Capigruppo del Consiglio regionale e tutti i consiglieri che hanno contribuito a migliorare il testo durante i lavori della Commissione e in Aula. La prima importante legge del 2021 ci proietta verso una riforma complessiva della legge urbanistica che dovrà essere innovativa e rispondente alle nuove reali esigenze della nostra società. In considerazione di quanto detto esprimo il mio voto favorevole al disegno di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Aldo Salaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALARIS ALDO (Riformatori Sardi). Presidente, Consiglieri, bene oggi ci stiamo avvicinando alla conclusione dell'approvazione di questo importante testo, un testo talmente importante e delicato data la generalità della materia che abbiamo affrontato, si tratta di un provvedimento generale e di un provvedimento che per questa ragione ha necessitato un confronto così ampio, un confronto così minuzioso, così delicato e dettagliato, e soprattutto un confronto che ci ha visto incrociarci su alcuni punti, su alcuni aspetti, non lo definirei un provvedimento di esclusiva in posizione della maggioranza. Detto questo comunque mi sento di ringraziare in primis l'Assessore all'Urbanistica, l'Assessore Sanna per aver comunque improntato questo provvedimento su una direttrice di riqualificazione dell'esistente, si è partiti da questo, era il comun denominatore di questo provvedimento, conciliando tutti i provvedimenti a quello che è la tutela dell'ambiente della nostra regione. Badate bene che abbiamo delle peculiarità che ci premiano in positivo, a volte in negativo, siamo pensiamo a tutti gli svantaggi che abbiamo dalla nostra condizione di insularità, ma soprattutto ci sono delle peculiarità come l'ambiente stesso ripeto, che è nostro interesse tutelare, questo abbiamo fatto, affinché però non rimanga fine a se stesso, non possa essere una cornice stupenda da vedere e basta nella nostra terra, la nostra Sardegna. Abbiamo fatto di tutto affinché l'ambiente possa essere una condizione di lecito e giusto sviluppo per questa terra e per i sardi, a maggior ragione in questo momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Presidente, allora, siamo arrivati a fine di questo testo che ci ha visto fortemente contrari, perché questo testo non parla di vero sviluppo per la Sardegna, anzi guarda al passato, guarda a rendere ancora abitabili i seminterrati, invece noi dovremmo avere una visione più aperta, più ampia. Il tema dell'ambiente è centrale, sarà centrale per i prossimi venti, trent'anni della vita delle persone. Noi stiamo praticamente lasciando andare la nostra terra a un tipo di sviluppo che ancora va a premiare le coste, senza guardare le zone interne della Sardegna, ancora a favorire quell'effetto ciambella che ancora oggi non crea quello sviluppo organico della nostra terra. Per questi motivi il Movimento 5 Stelle è stato protagonista in questi giorni, grazie soprattutto al lavoro del mio collega Roberto Li Gioi in Commissione quarta, contro questo testo di legge. Noi non siamo contro lo sviluppo della Sardegna, noi siamo contro questo tipo di sviluppo. Noi crediamo che si possa creare uno sviluppo ecosostenibile in una direzione in cui va tutto il mondo. Il nostro voto è contrario.

SATTA GIOVANNI (PS'Az). Sull'ordine dei lavori!

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori, prego.

SATTA GIOVANNI (PS'Az). Trovo sbagliato questo modo di procedere, perché dovremmo avere tutti la possibilità di parlare!

PRESIDENTE. Siamo passati ai Capigruppo! Stanno già intervenendo i Capigruppo, comunque, guardi, onorevole Satta, può intervenire, prego. Non voglio censurare nessuno! Guardi, le do la parola, senza nessun problema. Prego, onorevole Satta, ha la parola.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Non intervengo. Quando mi spetta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Presidente, io la inviterei, non so se è notizia che ha dato lei a qualche collega, non è che abbiamo preso accordi di chissà che tipo. Si è detto semplicemente in Conferenza dei Capigruppo, quando ci siamo visti tra di noi, di adottare un comportamento, con la libertà dei vari colleghi di poter intervenire, quindi non deve uscire assolutamente il messaggio che uno non può intervenire, tant'è vero ho visto interventi diversi, quindi per cortesia chiedo anzi la libertà di tutti i colleghi di poter intervenire. Non abbiamo messo il bavaglio a nessuno, ci mancherebbe altro!

PRESIDENTE. È stato frainteso probabilmente quello che ho detto. Stavano già intervenendo i Capigruppo. Prego, onorevole Cera, come Capogruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Cera per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CERA EMANUELE (FI). Grazie Presidente, onorevoli colleghi, per dichiarare il voto favorevole del Gruppo di Forza Italia convinto al provvedimento di legge 108. Nel farlo ringrazio innanzitutto l'assessore Sanna per il lavoro e per il supporto che ha dato anche all'Aula, il suo staff, il Presidente della Commissione e tutti i componenti della stessa.

Dal dibattito del nuovo Piano casa, che si avvia ormai a conclusione, è emerso un aspetto politico che, a mio avviso, deve esser colto e tenuto in debita considerazione, anche per le future decisioni che saremo chiamati a prendere nell'arco della legislatura, in particolare per quella legge urbanistica che è attesa dalla nostra isola. L'aspetto qualificante è che la finzione secondo la quale da una parte ci sarebbero cementificatori incalliti e dall'altra gli strenui difensori dell'ambiente, che per anni ha viziato la dialettica politica regionale, è venuta meno superata dai fatti e dall'esperienza. Non solo perché le esperienze pregresse hanno dimostrato che la paventata cementificazione dell'isola non è avvenuta, ma anche perché su diversi punti la maggioranza ha saputo cogliere alcuni spunti provenienti dai banchi dell'opposizione. Noi siamo convinti che la nuova legge rappresenti un passo significativo in avanti perché ripristina la certezza del diritto, perché guarda al dopo pandemia assecondando la ripresa che tutti auspichiamo, in particolare per il settore turistico, ma anche e soprattutto quello dell'artigianato e delle costruzioni. È questo il motivo per cui riteniamo giusto il passaggio del bonus per gli incrementi volumetrici per gli alberghi che si trovano più di cento di 300 metri a distanza dal mare e delle strutture che esercitano l'attività di turismo rurale ricadenti nelle zone E. Altro progresso è il bonus nei centri storici.

Consentitemi anche di mettere l'accento sull'approvazione ampia alla norma con cui si permette ai cavalieri della Sartiglia di costruire box e fienili anche se proprietari di neanche un ettaro, una soluzione ispirata da quel buonsenso che tutti noi dovremmo anteporre più spesso alle logiche faziose e alle dispute fini a se stesse. Ulteriore miglioramento è quello che autorizza le costruzioni in campagna anche ai proprietari di un ettaro, non più il triplo, anche con la possibilità del cambio di destinazione d'uso da non residenziale a residenziale per le costruzioni esistenti. Questi sono alcuni aspetti importanti intervenuti sulla normativa del Piano casa che per noi non rappresenta un punto d'arrivo, ma il punto di partenza di un cammino che deve portare alla revisione del Piano paesaggistico che recentemente è stato messo…

PRESIDENTE. Onorevole Cera, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (UDC Cambiamo). Grazie Presidente. Chiudiamo questo dibattito dopo giorni, il collega Piu ci dice dopo 13 sedute e 130 ore. Noi abbiamo sentito 130 ore e 13 sedute di no dall'opposizione, di no con un coro unanime. L'ha sottolineato bene il collega Eugenio Lai, un no ideologico, l'ha chiarito in maniera molto sintetica, e noi a questo no contrapponiamo che cosa? Un sì, consegniamo una positività con questo provvedimento. Perché questo provvedimento è un sì rivolto a chi? Rivolto alle famiglie, non agli speculatori, rivolto a chi deve rendere la propria abitazione più funzionale sotto tutti i termini, quello della vivibilità, della salubrità e, perché no, anche un sì per migliorare la propria casa sotto l'aspetto commerciale, e l'abbiamo dimostrato per l'abbinamento con tutti gli incentivi fiscali, compreso quello del 110 per cento, quest'ultimo, perché no, all'incentivo anche volumetrico della casa.

Agro: noi non possiamo non consentire ai sardi di non vivere in campagna. Per quale motivo non possiamo consentire ai sardi di vivere in campagna? Che per noi significa presidiare il territorio, significa consumare i prodotti della terra, coltivare la terra. Per quale motivo c'è questo no ideologico a questo? E allora noi diciamo che sia il PPR, sia la legge 8 non hanno assolutamente portato nessun beneficio reale alla tutela dell'ambiente, né allo sviluppo della Sardegna. L'unica cosa che vogliamo richiamare è quella, e l'ha evidenziato il collega Giorgio Oppi, di rivedere in maniera organica una legge che pianifica il territorio. Alla vostra teoria ideologica di un ambientalismo di facciata noi contrapponiamo una cosa molto importante, che questo strumento urbanistico che ce l'hanno chiesto i sardi e noi abbiamo onorato i sardi, abbiamo onorato questo impegno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fausto Piga per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIGA FAUSTO (FdI). Grazie Presidente. Dopo giorni di dibattito ci apprestiamo ad approvare questo cosiddetto nuovo Piano casa. È stato un confronto lungo, ricco di tensioni e dove non sono mancati neanche gli spunti positivi delle opposizioni. Credo che tra persone serie e corrette non si possa negare. Così come non si può però negare che dall'opposizione non sono mancati i no ideologici, i giudizi esageratamente negativi, ma che forse è meglio chiamare pregiudizi. Non sono mancati neanche gli inutili allarmismi che hanno descritto una legge dagli scenari apocalittici. L'opposizione troppo spesso ha descritto una legge che non esiste, esiste soltanto nella sua immaginazione e con la quale ha provato anche a convincere i sardi nei social e nei mass media attraverso dei messaggi fuorvianti. La verità è che non ci sarà nessuna devastazione della Sardegna da cemento e mattone, la verità è che non ci sarà nessuna edilizia selvaggia senza regole perché le regole esistevano, esistono e seppure con qualche accorgimento continueranno a esistere in futuro, ma auspichiamo un approccio burocratico di buonsenso e auspichiamo che queste regole possano essere un giusto equilibrio tra la santa necessità di tutelare l'ambiente e gli interessi legittimi dei cittadini, imprese e famiglie. Con questa legge manteniamo gli impegni presi con chi ci ha dato la sua fiducia, non abbiamo certo la presunzione di pensare che sarà eliminata la povertà, ma siamo sicuri che potrà dare una mano alla ripartenza economica dell'isola e possa favorire opportunità di lavoro abbinate a uno sviluppo sostenibile che rispetti l'ambiente. Il mio voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente. Siamo arrivati alla votazione di una legge che è nata male ed è finita peggio, una legge che mette in campo milioni di metri cubi di cemento al di fuori di ogni regola urbanistica, con un disordine che non si è mai visto e che non è consentito nel mondo civile. Avete avvalorato in Sardegna una deregulation urbanistica che è la negazione dell'urbanistica stessa, che causerà un disastro dal punto di vista ambientale e identitario, una legge che risponde a interessi particolari, come ha denunciato l'onorevole Oppi, esautorando di fatto i Comuni dalla possibilità di programmare lo sviluppo del proprio territorio superando zonizzazioni, limiti volumetrici, beni identitari, zone di prima formazione. Consentite la residenza in seminterrati mettendo a rischio la vita e la salute dei cittadini, violentate l'agro consentendo la residenza diffusa e la trasformazione in residenziale di strutture al servizio dell'agricoltura, inventate la commercializzazione dei crediti volumetrici tra aventi titolo e anche chi non avrebbe titolo per applicare i volumi in aumento. Consentite incrementi volumetrici eccessivi in tutti i comparti, penalizzate le strutture ricettive a favore delle residenze e delle seconde case, violate consapevolmente le norme di tutela paesaggistica. Ecco, io temo che questa legge pasticciata sarà foriera di infiniti contenziosi sull'applicabilità, se non impugnata e cassata dal Governo per violazione delle norme sovraordinate. Per questo votiamo convintamente no a questa legge e per questo abbiamo fatto una battaglia che non ha prodotto i frutti che speravamo di fronte ad una chiusura incredibile della maggioranza dall'inizio della proposizione di questa legge sino al confronto in Aula. Credo che questo non sia il modo migliore per fare delle buone leggi, l'ho già detto e lo ripeto, e spero che sia l'ultima volta che ci troviamo di fronte a situazioni di questo genere che portano poi a delle leggi che secondo me non sono legittime e che saranno verosimilmente cassate dal Governo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie, Presidente. Intervengo per annunciare a nome del Gruppo Lega il voto favorevole al disegno di legge in esame, cogliendo l'occasione per ringraziare il Presidente della Commissione e i commissari per aver svolto questo importante lavoro istruttorio, nonché lo stesso assessore Quirico Sanna, che ha dato mostra di equilibrio nel portare avanti un lavoro non certamente semplice, ma sicuramente doveroso e necessario. Oggi, oltre i protagonisti principali che hanno reso possibile la stesura del testo in esame, vorrei ringraziare anche ogni onorevole consigliere intervenuto in occasione di questa lunga e articolata fase di discussione. Ognuno di loro ha infatti contribuito a portare avanti istanze, talvolta anche con toni accesi, meritevoli di aver reso migliore il testo che ci accingiamo a consegnare ai sardi. Il nostro Gruppo ha certamente contribuito ad apportare modifiche e migliorie al testo portando avanti osservazioni e suggerimenti, accolti dalla maggioranza stessa che ne ha riconosciuto la valenza, che non sono altro che il frutto di un lungo periodo di ascolto e dialogo con il comparto. E su questo punto vorrei, se possibile, uscire leggermente fuori tema e controbattere ad alcuni organi di stampa che hanno visto nel nostro non essere concordi con alcune parti del testo una rottura in seno alla maggioranza. Vi sbagliate, la maggioranza è salda, è unita e mira al perseguimento di un comune unico obiettivo, il bene dei sardi, dal quale non verrà certamente distorto per divergenze assolutamente sanabili come avviene in qualsiasi democrazia e in qualsiasi istituzione ove non vige la regola del pensiero unico. Detto ciò, ritengo che oggi finalmente stiamo consegnando ai cittadini sardi una norma che avevamo promesso, una norma richiesta in varie occasioni e che arriva in un momento storico delicato e fragile, costernato da crisi occupazionale e sociale che potrebbe far del comparto edile il traino economico per una reale e sostanziale ripartenza economica. Abbiamo mantenuto saldo il principio di difesa dell'ambiente cercando e, a mio avviso, trovando il giusto equilibrio tra sviluppo e natura. Come già ribadito in sede di discussione generale, tanto da me quanto da altri onorevoli colleghi, questa legge non sarà un punto di arrivo, ma deve essere l'avvio verso la stesura della necessaria nuova legge urbanistica, che purtroppo è stata rimandata a causa di altri impellenti necessità che hanno coinvolto il Governo regionale e non solo. Per rispondere alla sinistra, all'opposizione, la sinistra dice no allo sviluppo, alla crescita, all'economia, il centrodestra e la Lega dicono sì. Grazie.

PRESIEDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Grazie, Presidente. Io non voglio entrare nel merito della legge che stiamo approvando, volevo fare un discorso più di carattere generale. Dalla discussione di questi giorni è emerso che la classe politica regionale probabilmente non ha ancora raggiunto quella maturità necessaria per fare una legge che i sardi e la Sardegna, la legge urbanistica, ci chiedono da venticinque anni. Ovviamente voterò sì a questo provvedimento che stiamo esitando stamattina perché penso che sia comunque una risposta positiva che noi diamo a quegli elettori che ci hanno chiesto di fare qualcosa, di intervenire affinché questo mondo, il mondo appunto legato all'edilizia, possa ripartire, bloccato da tanti anni. E quindi faccio un invito all'Assessore, ai suoi tecnici e anche all'intera Giunta, quindi anche al presidente Solinas affinché da domani mattina si possano avviare due percorsi. Il primo, che è quello di avviare finalmente un confronto col Governo perché, tutti l'abbiamo detto, ci troviamo ad essere limitati nel voler intervenire in questo campo dal PPR, perché da più parti è emersa, anche da parte dei banchi dell'opposizione, l'esigenza di rivedere il PPR, perché va rivisto anche alla luce dei tempi, delle esigenze che la Sardegna ha avuto. Quindi, chiedo appunto all'Assessore da domani mattina di prendere l'impegno affinché si avvii la trattativa con il Governo perché si possa rivedere il PPR, e poi che ci sia veramente una grande capacità anche coinvolgendo la minoranza, perché anche loro rappresentano il popolo sardo, e si possa fare veramente dando un segno di maturità che da tanti anni, da 25 anni, la politica sarda non è riuscita a dare e fare una nuova legge urbanistica che dia veramente certezza, che crei veramente sviluppo costante in questa Regione, che ne ha tanto bisogno. Grazie.

PRESIEDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie, Presidente. Intanto sottoscrivo le cose appena dette dall'amico e collega Giovanni Satta, nel senso che nessuno di noi si deve cullare sul fatto che approvando questa legge possiamo dire adesso che siamo tranquilli, perché non abbiamo fatto nulla sostanzialmente. Ma quello che è l'obiettivo di questa maggioranza e credo di tutto il Consiglio, pur con le divisioni, è quello di fare veramente una legge urbanistica che sia all'altezza di quello che merita questa terra. Quindi per arrivare a un risultato di questo tipo io credo che siamo anche già in ritardo, il che vuol dire, Assessore, che bisogna lavorarci, ma lavorarci non dico seriamente, ma metterci un impegno ancora più grande rispetto a quello che già abbiamo messo per questa leggina, io la chiamo, perché non è che questa legge modificherà le sorti di questa terra, però è pur vero che due considerazioni le dobbiamo fare. Chiederei anche ai colleghi, io capisco le posizioni dell'opposizione nel dire no, però se noi togliamo, così come sono stati tolti, tutti gli interventi entro la fascia dei 300 metri, a detta vostra avessimo tolto tutti gli interventi oltre la fascia dei 300 metri, si è detto di tutto di più sui sottotetto, sui piani seminterrati o interrati, così come li ha chiamati qualcuno, qualcuno mi dovrebbe dire che cos'è che rimaneva di questa legge, il che vorrebbe dire che vi va bene quella che noi avevamo, la legge numero 8. Ma non è così, perché voi stessi quando ne abbiamo parlato, e voi stessi lo sapete che quella legge oggi non solo è vecchia e datata, ma non rispondeva manco alle vostre esigenze politiche quando venne approvata, perché non è di facile applicazione, perché in quella legge non c'è nulla, o meglio, c'è tutto quello che ci doveva essere per tenere questa terra imbalsamata. Io ho sentito ragionamenti tra cui dobbiamo dare respiro all'edilizia. Come? Ho sentito interventi tipo sul fatto che non possiamo manco costruire nulla in quei paesi sperduti del centro Sardegna, dove questa Sardegna sta morendo, si sta spopolando, i paesi dei comuni dell'interno stanno morendo però diciamo "no, ma lì c'è un bene identitario", che può essere una pietra, attenzione, non un nuraghe, "non si può fare nulla ma" ma è questa la risposta che merita questa Terra? Ma siamo ancora convinti che il turista viene per andare a Oniferi per visitare quella pietra monumentale? Siete ancora convinti di questo? Non è così! Questa è una Terra che sta morendo, i giovani stanno andando via!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. State per approvare una pessima legge, e lo sapete! Parlano i toni di oggi, cari colleghi, toni molto diversi da quelli della vigilia, quando tra Natale e Capodanno avete, con 17 interventi, descritto ben altra cosa. Non è la vostra legge perché quello che è venuto fuori dai quattordici giorni di dibattito, è un puzzle in cui ogni Gruppo, ogni consigliere, anche qualche interesse privato ben circoscritto, ha portato il suo pezzo, dopodiché, una volta completato il puzzle, il disegno complessivo non piace più a nessuno, tutti hanno dei distinguo e tutti rilanciano in vista del prossimo obiettivo. Se fosse la vostra legge qui ci sarebbe il Presidente della Regione a rivendicare una vittoria politica; il Presidente della Regione non c'è non perché sia occupato, non è occupato, non c'è perché non si fida del testo che quest'Aula ha votato, si riserva il diritto, la possibilità di disconoscerne in toto o in parte il suo contenuto. Assessore, l'unico sviluppo che verrà creato in quest'Isola dopo questa legge, sarà quello legato agli onorari dei suoi colleghi avvocati, che lavoreranno sui ricorsi e probabilmente anche alla filiera del… (Audio mancante)… in pristino che ordineranno i tribunali, altro che la certezza del diritto, e lo sappiamo, è tutto già scritto, ne abbiamo evidenza, il testo è un mix di contenuti inaccettabili sul piano politico, e qui è lecito avere ognuno le proprie idee, noi siamo contro uno sviluppo che si rifà al peggio di quanto avvenuto in quest'Isola negli anni Settanta-Ottanta, con l'aggressione all'agro e alle zone turistiche, con la creazione di villaggi fantasma, deserti otto mesi l'anno e pieni, non tutti, per qualche mese estivo. Ci sono articoli tecnicamente sbagliati che porteranno sicuramente all'impugnazione, l'aggressione agli strumenti urbanistici comunali bypassati, la cessione di cubature inesistenti, e poi altri contenuti e limiti della moralità. Tutto quello per la riflessione attorno ai seminterrati, invito i colleghi a leggere i resoconti del 2013 quando il presidente Cappellacci, non della mia coalizione, disconobbe una decisione simile a quella che questo Consiglio ha preso oggi; la storia si ripete, prima come tragedia e poi oggi come farsa. Abbiamo perso un'occasione, bisognava fare altro, bisognava salvare il Piano casa, anche con qualche modifica, perché il Piano casa è in bilico, rischiamo tra poco di non avere nemmeno quella possibilità che poteva essere un denominatore comune per tutti, e bisognava sfruttare un'occasione, a livello nazionale c'è una apertura che poteva essere, e chiudo, un terreno comune di confronto politico, adattiamo quella norma al contesto sardo, ampliamone anche l'applicazione, correggiamo dove ci siamo accorti che questa norma non funziona bene, utilizziamo questa come giustificazione anche a livello nazionale per salvare i contenuti del Piano casa che ci vedono di comune accordo ed evitiamo di rifilare la Sardegna in un pantano da cui sarà impossibile uscirne. Voteremo convintamente contrari a una legge di cui non condividiamo niente.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione il disegno di legge numero 108.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 108.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Abbiamo in votazione l'ordine del giorno numero 1 a firma degli onorevoli Ganau e più. Facciamo cinque minuti di sospensione del Consiglio, il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 06, viene ripresa alle ore 11 e 10.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Elena Fancello. Ne ha facoltà.

FANCELLO ELENA (UDC-Cambiamo). Colleghi, come tutti sappiamo il Piano nazionale di ripresa e resilienza, denominato PNRR, è il programma di investimenti che l'Italia deve presentare alla Commissione Europea nell'ambito della Next generation, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid 19. Il Piano rappresenta un'occasione storica per la nostra Regione in termini di crescita, di produttività, occupazione e sviluppo, per questo motivo con il mio collega Giovanni Satta abbiamo rivolto istanza al Presidente della Regione Christian Solinas per l'istituzione di una Commissione speciale che coinvolga tutti, maggioranza e opposizione, data la rilevanza del capitale conoscitivo apportato dai singoli consiglieri espressione di tutti i territori della Sardegna. La Commissione dovrà individuare le proposte per la definizione del piano strategico di ripresa e resilienza nonché sulle ingenti risorse comunitarie in coerenza con il Programma regionale di sviluppo 2020-2024 della Regione sulla programmazione delle politiche di coesione 2021-2027, cosiddetti bandi europei…

PRESIDENTE. Onorevole, in maniera arbitraria è entrato in questa discussione questa dichiarazione… non è sull'ordine dei lavori, però è chiarissima l'intenzione, dopodiché formalizzerà il documento, altrimenti apriamo un dibattito che non è iscritto all'ordine del giorno. Grazie, onorevole Fancello.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, per appellarmi a lei. Abbiamo già come opposizioni chiesto con ordini del giorno, mozioni e anche all'interno della terza Commissione, che è già costituita ed è la Commissione competente, quindi invito il Presidente della terza Commissione ad occuparsene, di convocare una seduta dove il Presidente della Regione venga a riferire sui progetti che ha presentato sul Recovery plan. Non è pensabile andare avanti in questa situazione dove il Consiglio è totalmente estraneo, è all'oscuro dei progetti che la Giunta regionale abbia presentato a Roma, e non è questione di maggioranza e opposizione ma è questione di dignità del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Giusto per rimanere sul tema dell'istituzione di Commissioni le ricordo, ricordo a me e anche ai colleghi, che giace ancora inevasa la richiesta di istituzione della Commissione d'inchiesta sulla presenza dell'amianto in Sardegna. Venendo io dalla provincia di Oristano, e sapete bene essere la mia provincia la più colpita dalla presenza di amianto, censito e non, all'interno dei siti industriali e di abitazioni private, ne approfitto, visto che di questo si parla, per rinnovare la richiesta inoltrata da parte del consigliere Cera della Commissione d'inchiesta sulla presenza dell'amianto, perché ritengo che il Consiglio debba impegnarsi su questo tema e lo debba fare al più presto possibile.

PRESIDENTE. Grazie, ci sono anche altre richieste di Commissione d'inchiesta, i Capigruppo decideranno l'istituzione e i termini.

Passiamo ora alla discussione dell'ordine del giorno numero 1.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Per invitare tutta l'Aula ad apporre la firma e a sostenere questo ordine del giorno. E' emerso dalla discussione, soprattutto ieri, la necessità di intervenire per riuscire a colmare quel gap che conosciamo sull'applicabilità del bonus 110 per cento, chiediamo un intervento immediato della Giunta, anche con il coinvolgimento del Consiglio regionale, per predisporre al più presto un disegno di legge che consenta appunto l'applicazione del superbonus su tutte le tipologie di edifici pubblici e privati, questo perché sappiamo bene che l'Agenzia delle entrate è intervenuta anche a livello nazionale per declinare anche alcune fattispecie che si sono venute a creare sul nostro territorio, e sono tantissime, anche come ad esempio condomìni che hanno dei piccolissimi abusi, che possono essere delle piccole finestre aperte, eccetera. L'Agenzia delle entrate chiarisce che si può intervenire soprattutto sulle parti comuni e purtroppo però poi il rilascio da parte dei Comuni di alcune autorizzazioni nel procedimento amministrativo rischiano un po' di bloccare questo. Io penso che sia per noi perdere una grossissima opportunità quella di non riuscire a far utilizzare ai nostri cittadini il superbonus, che farebbe girare davvero in maniera sostanziale l'economia della Sardegna, e soprattutto darebbe delle grandi risposte collettive perché gli edifici che sarebbero dal punto di vista energetico migliorati sono comunque un beneficio, per tutti, per i cittadini e anche per l'ambiente. Per cui spero che si possa votare all'unanimità questo ordine del giorno, e se qualcuno vuole apporre la firma è ben accetta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Grazie all'onorevole Orrù per aver esplicitato quali sono le intenzioni dei proponenti di questo documento, intenzioni che peraltro, mi rincresce sottolineare, non è stato possibile rinvenire né nella discussione né nelle votazioni degli emendamenti che sono a corredo della norma che abbiamo appena votato, in particolare al 16 bis esisteva un emendamento poi condiviso anche dalla Giunta che cercava di superare il problema delle non conformità minori, che è un problema vero, è un problema che ha degli strascichi anche nell'ambito della responsabilità penale, ha tutto un bouquet di problematiche che, però, devo sottolineare, non si risolvono nel contenuto di questo documento, anzi questo documento sembrerebbe voler allargare la platea dei beneficiari del superbonus 110 per cento che, per quanto mi riguarda, l'ho detto pubblicamente e lo sottolineo adesso, era la misura su cui maggiormente incentrare questo piano casa. Allora, poiché però, per lo meno per gli addetti ai lavori e per chi ha una certa confidenza con le aziende e con i bilanci delle aziende, il superbonus deve essere un qualche cosa nella condizione di ripristinare una relazione tra il capitale delle famiglie italiane e il risparmio delle famiglie italiane, dover incidere agevolando sia il settore pubblico che quello delle imprese, sul budget ancora non chiaramente disponibile da parte del Governo, mi sembra un azzardo, collega Orrù. In questo momento a mio avviso noi dobbiamo stringere le maglie di tutto ciò che non è patrimonio della famiglia e risparmio della famiglia, che deve avere la precedenza, perché se noi togliamo liquidità dalle aziende, se noi interveniamo agevolando una contabilità pubblica che toglie da una parte e mette dall'altra, stiamo intervenendo in maniera negativa sulla ratio dell'ottima idea del superbonus del 110 per cento.

Quindi, poiché colgo essenzialmente l'elemento positivo della proposta, poiché sono convinto che gli emendamenti approvati avessero una ragione che andava oltre quella del normale dibattito d'Aula, sono convinto che con maggiore calma e maggiore dovizia di particolari, assieme ai colleghi dell'opposizione, in Quarta Commissione sia più semplice condividere un testo, che però ha dei tratti caratteristici diversi da quelli esposti da questo ordine del giorno.

Potremmo trascorrere un'altra ora e mezza a provare a modificarlo, oppure, più semplicemente, ragionare in Quarta Commissione e al più presto di un testo condiviso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Io invito i colleghi a ritirare l'ordine del giorno, per non metterci nelle condizioni di, almeno per quanto ci riguarda e credo anche i colleghi di maggioranza, di votare contro, per il semplice motivo che ci fa un po' meraviglia che nel testo di legge che abbiamo appena approvato sul piano casa c'erano 3, 4 emendamenti che andavano in questa direzione, e io non ho sentito da parte vostra un intervento per dire "ci fermiamo perché dobbiamo approfondire questo ragionamento". Perché con l'emendamento che ha presentato il collega Peru - io ho provato a spiegarlo e mi sembrava che fosse stato anche capito - si stava dando un segnale importante per tutte quelle tipologie di edifici che a suo tempo vennero realizzati, non avendo l'autorizzazione paesaggistica, perché allora era prassi che non venisse richiesta, poi diventata obbligatoria, serviva a dare la possibilità anche a quegli edifici di poter usufruire del bonus del 110 per cento. Quindi oggi voi presentate un ordine del giorno che ci dite: facciamo una legge, visto che praticamente non abbiamo fatto nulla, noi, la facciamo insieme, come dire, ve ne fate promotori voi. Non è corretto, perché siete voi che avete votato contro quegli emendamenti che andavano in questa direzione e oggi ci dite che andiamo ad approvare un ordine del giorno visto che voi non capite un accidenti, ve lo diciamo noi che cosa dovete fare. Permetteteci non vogliamo votare contro, però voteremo se ci dovete mettere sul fatto compiuto e diremo anche noi la nostra versione che tutti gli emendamenti presentati che andavano in questa direzione voi li avete bocciati. Perché questo è quello che è successo. Quindi se vogliamo ragionare in maniera seria e ci sediamo anche in Commissione per vedere che cosa possiamo fare operativamente noi ci siamo, ma se ci mettete davanti al fatto compiuto noi voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì grazie Presidente, apprezzo la proposta dell'onorevole Tunis, accogliamo la proposta dell'onorevole Tunis di discutere questo importante tema in Commissione che è la giusta sede per approfondire il tema. Quindi ritiriamo l'ordine del giorno e per sottolineare che non poteva essere discusso all'interno di un Piano casa, su cui abbiamo discusso, che era ampiamente confuso, grazie.

PRESIDENTE. Prima di chiudere la seduta convoco la seconda Commissione a seguire qui in Aula del Consiglio regionale. Quindi la seconda Commissione è convocata immediatamente in Aula, quindi i componenti non si spostino dall'Aula.

La seduta è tolta, il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 11 e 22.