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Resoconto della seduta n. 72 del 11/08/2020

LXXII Seduta

Martedì 11 agosto 2020

Presidenza del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 09 e 00.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 13 luglio 2020 (66), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Deriu, Michele Ennas, Eugenio Lai, Roberto Franco Michele Li Gioi, Ignazio Manca e Aldo Salaris hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana dell'11 agosto 2020.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato: Riforma del sistema sanitario regionale e riorganizzazione sistematica delle norme in materia. Abrogazione della legge regionale n. 10 del 2006, della legge regionale n. 23 del 2014 e della legge regionale n. 17 del 2016 e di ulteriori norme di settore (112-121/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la prosecuzione della discussione dell'articolato del Testo unificato numero 112-121/A.

Eravamo rimasti alla discussione degli emendamenti relativi all'articolo 1, nello specifico gli emendamenti numero 176 e 558. Visto il numero dei consiglieri regionali presenti, il Consiglio è sospeso ed è riaggiornato alle ore 9 e 15.

(La seduta, sospesa alle ore 09 e 03, viene ripresa alle ore 09 e 15.)

Prego i colleghi consiglieri di prendere posto, riprendiamo i lavori dell'Aula. Eravamo rimasti agli emendamenti numero 176 e 558.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. Come tutti gli altri Capigruppo ho ricevuto una richiesta di incontro da parte dei lavoratori precari di "Sardegna ricerche", la richiesta consente intanto di introdurre un tema, la legge 77 del 12 luglio ha prorogato i termini per conseguire i requisiti previsti tanto dalla legge Madia quanto dalla legge regionale 37 ai fini della stabilizzazione, e quello è un tema che deve essere di grande attenzione per il Consiglio regionale perché nella scorsa legislatura era iniziata una fase che doveva portare al superamento del precariato all'interno del sistema Regione…

TUNIS STEFANO (MISTO). Interessante…

AGUS FRANCESCO (Progressisti). …no, è molto interessante, onorevole Tunis, proprio lei… no, siccome è un tema che sicuramente interessa anche l'onorevole Tunis…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, le volevo dire su questo che durante la pausa faremo una riunione dei Capigruppo.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Mi ha già risposto allora, va benissimo.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione gli emendamenti numero 176 e 558.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Emendamenti successivi numero 66, 177 e 557 a pagina 21, 22 e 23.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Ho chiesto la parola solo per sottolineare il fatto che l'assenza della minoranza nella votazione precedente è da considerarsi legata a motivazioni politiche. In discussione l'emendamento 177 che si propone di sopprimere l'ultima lettera dell'articolo 1, in questo caso esistono degli emendamenti che potrebbero rendere meno distante dalla realtà il contenuto di questo emendamento, esistono perché dei colleghi della maggioranza hanno presentato degli emendamenti riguardanti la telemedicina e sono, saranno oggetto di studio da parte del Consiglio regionale. A questo proposito sottolineo il fatto che nella discussione in Commissione, a più riprese, l'Assessorato è stato chiamato in causa per la necessità di presentare degli emendamenti di sintesi che in alcuni casi correggessero alcune inesattezze presenti negli emendamenti presentati e rinviati all'Aula da parte della Commissione, e in altri casi sintetizzassero proposte diverse pervenute in Commissione e consentissero quindi all'Aula di poter prendere una decisione non avendo diverse ipotesi ma avendo una sola ipotesi già concordata con gli Uffici che lo dovranno mettere in pratica nel prossimo futuro. A questo proposito io chiederei all'Assessore di farci avere il prima possibile quegli emendamenti agli emendamenti, perché si tratta di argomenti estremamente complicati, argomenti che necessitano di uno studio e anche di una condivisione tra i diversi partiti e tra i diversi Gruppi consiliari anche dalla minoranza, e che vorremmo evitare di vedere in discussione pochi secondi prima appunto della loro messa in votazione. Lo dico perché questo potrebbe essere utile, oltre a noi della minoranza, anche al Consiglio nella sua interezza, ed evitare magari delle fastidiose pause che il più delle volte, anche per via della mancanza di lucidità, che a volte ovviamente caratterizza i lunghi lavori d'Aula, porta a volte a votare una cosa convinti in realtà di approvarne un'altra. Quindi, Assessore, io le chiederei, chiedo a lei e chiedo anche agli Uffici che le danno supporto, di fornirci il prima possibile questo materiale, almeno per quello che riguarda i primi articoli che andranno in discussione, quindi magari sugli argomenti più complessi è possibile probabilmente avere qualche minuto, qualche ora e qualche giorno in più…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie, Presidente. Siamo all'andamento 177, quindi l'ultima lettera dell'articolo 1, articolo 1 che appunto prevede principi e finalità che, come abbiamo detto, non ci vedono contrari, ma stiamo cercando di sottolineare che questi principi li vorremmo vedere nella legge, in realtà tutti questi principi non li stiamo vedendo e quindi, per amor di verità, stiamo chiedendo che la maggioranza si faccia carico di rispettare quello che c'è scritto nella legge. Noi riteniamo che, anche sulla lettera h), appunto "integrare forme innovative di assistenza come la telemedicina e favorire una sinergia virtuosa tra medicina del territorio e rete delle farmacie" siamo assolutamente d'accordo, anzi, è auspicabile che questo si faccia, quindi come ha detto anche il collega Agus anch'io, qualora ci fossero degli emendamenti all'emendamento, sarebbe importante già conoscerli per valutarli nel merito e poter dare un parere e un voto in coscienza. Ribadisco il mio voto favorevole a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Ancora una volta ci troviamo a dichiarare il parere favorevole a un emendamento che propone la soppressione di una parte di questo articolo, pur condividendone la bontà del punto in questione che, nel caso specifico, riprende l'argomento che già ieri abbiamo trattato sull'importanza di implementare in Sardegna la telemedicina e la possibilità di sfruttare al massimo le tecnologie. Perché sono personalmente favorevole a questo emendamento, pur condividendo la bontà della finalità? Perché questo articolo 1 andava sostituito con finalità che dimostrassero, fin dall'inizio della scrittura di questa legge, le intenzioni, la capacità di modificare lo stato delle cose della sanità in Sardegna, la volontà di intervenire in favore delle persone sarde e di chi vive in Sardegna, perché avremmo potuto dichiarare fin dall'inizio come finalità la volontà di aiutare, aiutare soprattutto quella fascia di popolazione che è in difficoltà per la salute, per le condizioni a volte di disabilità che creano una condizione di disagio temporaneo o permanente.

Nella legge che, ripeto, è stata enunciata come di modifica della governance, si inizia con le finalità, che sono importantissime, che come abbiamo detto però sono anche pleonastiche, perché sarebbe stato sufficiente davvero riportare il comma 1 dell'articolo 32 della Costituzione. E su questo preciso, dove si dice che deve essere la sanità pubblica gratuita per le persone indigenti, vorremmo vederlo maggiormente spiegato, maggiormente illustrato questo aspetto, perché sappiamo tutti che l'investimento, anche a livello nazionale, sulla sanità per quanto riguarda l'Italia è fra gli ultimi posti, anzi se consideriamo gli Stati membri dell'Unione europea siamo forse gli ultimi ad investire…

PRESIDENTE. Onorevole Caddeo, il tempo a sua disposizione è terminato.

Metto in votazione gli emendamenti numero 66, 177 e 557, uguali.

Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 66, 177 e 557, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 67, a pagina 29. L'emendamento numero 348 è erroneamente indicato all'articolo 1, ma in realtà si riferisce all'articolo 21.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. In questo caso viene sostituita la lettera d) che si propone finalmente di applicare la rete ospedaliera in tutti i suoi aspetti. Più volte qua, in particolare il collega Oppi lo ha sottolineato, la rete ospedaliera esiste sulla carta, ma gran parte di questa non è stata applicata. Dal 2017 si attende, in alcuni casi attendono i territori che si aspettavano anche dall'approvazione e dall'applicazione di quel documento risposte per i tanti problemi della sanità territoriale presentati allora ed esistenti ancora oggi, da allora la situazione non è migliorata. Io credo che su questo non ci sia forza politica, né chi era al Governo ieri, né chi è al Governo oggi, disposta a dire il contrario, perché è oggettivo e perché è supportato dalle tante segnalazioni che, appunto, vengono dal mondo della sanità e dalle associazioni dei pazienti di ogni territorio, e invece quella riforma, quel documento, su cui pure io nella scorsa legislatura, insieme al Presidente della Sesta Commissione di oggi, accomunati da quel voto, decidemmo di astenerci nell'approvazione finale di quel documento, in molti casi conteneva delle modifiche che avrebbero mitigato alcuni dei problemi che, invece, sono sorti negli anni successivi. È chiaro che quel documento andrà modificato. Io non credo che esista niente che possa rimanere stabile nel tempo e affrontare le variazioni e le modifiche che il nostro sistema ha avuto ed è stato costretto ad affrontare senza una seria autoriforma e una seria riforma. Credo però che tutto debba passare dal Consiglio regionale e invece anche in questa legge sono contenuti degli automatismi che sposterebbero la competenza da quest'Aula ai documenti approvati dalla Giunta. Io credo che non ci sia niente di più sbagliato perché, con tutti i limiti che riconosciamo anche alla dialettica interna dell'organo legislativo, un documento cruciale e importante come quello della ridefinizione della rete ospedaliera non può che essere affrontato dal Consiglio regionale, perché quello è uno dei documenti centrali dell'azione della politica e dell'amministrazione della nostra Regione…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente. Io per esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 67 e per riprendere un po' il ragionamento che il collega Agus stava facendo che, a mio avviso, è estremamente importante e centrale per garantire un'offerta sanitaria eccellente e in linea con quelli che sono i principi e le finalità dell'articolo 1. Chi era nella scorsa legislatura sa benissimo quanto il ragionamento e le discussioni sulla rete ospedaliera hanno tenuto ferma l'allora maggioranza e quest'Aula, in quanto è un punto centrale l'offerta della rete ospedaliera perché riguarda anche i territori, la possibilità che da una proposta, da un modello ospedalocentrico si passi a un modello nel quale i territori possano trovare risposte alle loro esigenze sanitarie in una presenza di rete ospedaliera più vicina alla loro residenza. Per cui credo che questo sia uno degli elementi che non può essere sottratto alla discussione del Consiglio regionale, debba essere centrale all'interno degli indirizzi che deve dare il Consiglio regionale ed è per questo che un automatismo che prevede che poi sia la Giunta regionale a ridisegnare la rete ospedaliera non possa essere accettato, non possa assolutamente vedere il nostro parere favorevole. Per cui riportare quella che è la discussione della ridefinizione della rete ospedaliera all'interno dell'Aula io credo che, soprattutto per quanto riguarda anche i colleghi di maggioranza, sia una garanzia per loro che, rappresentando in questo momento la maggioranza del voto espresso alle ultime elezioni regionali, gli possa permettere di controllare maggiormente quella che poi è l'offerta stessa. Quindi la riscrittura della lettera d), che è una scrittura importante, io credo che non possa che vedere quest'Aula interessata, non possa che vedere quest'Aula motivata a riscrivere, non da un punto di vista di opposizione e di ostruzionismo, ma da un punto di vista di garanzia di quello che deve essere il ruolo del Consiglio regionale, laddove il ruolo del Consiglio regionale è un ruolo di indirizzo prioritario, principale, soprattutto per documenti di programmazione importante come quello della sanità, della rete ospedaliera e per quanto riguarda anche di un'offerta sanitaria che deve essere all'altezza con quello che è scritto nei principi dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Io vedo con molto favore questo emendamento e per questo il mio voto sarà favorevole, perché ho avuto modo di spiegarlo nel corso del dibattito, sono d'accordo con i colleghi che sono appena intervenuti in questo senso, io ritengo che occorra ripartire dalle indicazioni contenute nel documento di ridefinizione della rete ospedaliera che è stato approvato da questo Consiglio regionale nella seduta del 25 ottobre 2017. Vedete, abbiamo avuto modo di dirlo e di ripeterlo, lo sappiamo tutti, la sanità è stata forse l'elemento principale rispetto al quale vi siete assicurati la vittoria nelle scorse elezioni regionali. Probabilmente noi abbiamo commesso degli errori, li abbiamo commessi anche, io ebbi modo di dire, nel fatto che decidemmo di portare avanti tante riforme tutte insieme, poi vennero ribattezzate la riforma Pigliaru, Arru, come unica, in realtà ci furono degli step ci furono degli aspetti diversi, uno era inizialmente l'AREUS, l'altro l'ATS, la nascita della ASL unica e poi la ridefinizione della rete ospedaliera. Bene, in particolare sulla ridefinizione della rete ospedaliera, occorre ricordare che noi non chiudemmo nessun ospedale e benché in quei mesi e in quei giorni, nelle settimane precedenti e nei mesi successivi e anche ora si faccia tanta confusione spesso ad arte proveniente da quei banchi, ebbene occorre ricordare che quella rete ospedaliera non ha chiuso nemmeno un presidio ospedaliero. Non era una cosa scontata, perché il DM 70 su questo è abbastanza rigido, però il dibattito in Commissione, io ricordo i Sindaci che vennero da tutte le zone della Sardegna per cercare di difendere i rappresentanti territoriali insieme ai consiglieri regionali di difendere i presidi dei vari territori della Sardegna, portarono a quel lavoro e io con tutte le riserve che ci possono essere quando si fanno dei cambiamenti e delle riforme ero d'accordo, sennonché poi intervennero come ci sono anche oggi dei problemi legati che si stanno cronicizzando rispetto al personale, rispetto al turnover del personale che vennero scientemente direi da una certa parte politica legati strettamente alla ASL unica o alla riorganizzazione della rete ospedaliera che voi stessi ammettete non è entrata in vigore, la cosiddetta riforma Arru in quel caso ma Arru non era perché era…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Quindi, un obiettivo di questa riforma e quello l'abbiamo detto, l'avete dichiarato da subito, è quello di ridare competenza ai territori e allora in questa discussione e per questo emendamento presentato che ci trova assolutamente d'accordo per cui il nostro voto sarà assolutamente favorevole, volevo dare un'indicazione al caro collega Tunis che ieri ci ha lasciato con un'affermazione carina, simpatica, anche perché ci ha fatto una domanda ben specifica e ci ha chiesto esattamente quanto fosse importante la competenza di chi ricopre, quindi la preparazione, la competenza e quindi anche l'istruzione, di chi ricopre delle cariche istituzionali come quelle che ricopre magari qualcuno del nostro partito al Governo. Io credo questo, caro collega, che non ne abbiamo mai fatto un discorso di istruzione o come dice lei di preparazione. Io credo che alcune decisioni, a prescindere dall'istruzione, siano dettate dal buon senso e sicuramente anche da una preparazione che non necessariamente debba essere scolastica, ma che magari il nostro partito che è chi governa in questo momento la Nazione, l'Italia, abbia anche degli altri principi oltre a quello della preparazione e dell'istruzione, che sono quelli dell'onestà e noi l'abbiamo ribadito diverse volte in tutte quelle che sono state poi le nostre campagne elettorali, però io invece le ribalterei la domanda: "Quanto invece per lei è importante avere una preparazione, un'istruzione, per cui un titolo rispetto magari a leggere titoli della stampa come 'Consigliere leghista attacca il Papa e poi si scusa perché ha la terza media', oppure il Fatto Quotidiano: 'Arrestati per tentata concussione deputati dell'UDC'". Voglio dire, per cui noi non ci abbassiamo perché non entriamo nel merito di quelle che sono le inchieste della magistratura, ma non entriamo neanche nel merito di quella che è la preparazione che ciascuno di noi a prescindere, a prescindere dal grado di istruzione può avere e per cui crediamo che un proprio mandato elettorale è un incarico…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 67.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 69.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Ne approfitto per sottolineare un aspetto presente anche sulla stampa odierna, noi ieri abbiamo cercato di avere dal Presidente e dall'Assessore novità riguardo la volontà di reiterare l'ordinanza numero 34.

L'ordinanza numero 34 in effetti è stata in parte prorogata dall'ordinanza numero 37, dico in parte perché a essere rimasti senza regolamentazione e quindi a essere totalmente affidati alle disposizioni del Dpcm che non rende possibili questo tipo di attività, sono rimaste le attività delle discoteche, delle sagre e delle fiere. Ora i casi sono due, o abbiamo deciso in Sardegna di vietare questo tipo di attività per contenere il rischio contagio e quindi a questo punto visto che siamo in Aula e stiamo discutendo di sanità, sarebbe utile che il Consiglio regionale fosse informato di ogni aspetto che ha portato a prendere questa decisione, magari anche supportato dal Comitato scientifico della Regione che è ancora in funzione. Qualora invece la decisione fosse quella di non dire di no, ma non dire nemmeno di sì, dobbiamo renderci conto di come in questo modo si espongano titolari di attività, in alcuni casi anche in grandissima crisi, perché molte di queste sono le stesse persone che sino a due settimane fa abbiamo considerato come obiettivo primario dell'azione politica perché ci siamo attardati a discutere a lungo dell'esigenza di far ripartire le sagre, in questo caso quello che non vorrei è che si riproponesse la strategia del caos, cioè dichiaro qualcosa alla stampa, faccio capire qualcosa all'esterno, un po' come quello che è successo per il passaporto sanitario, poi in realtà non c'è niente, però una parte della popolazione avrà capito in quella determinata maniera e quindi tenderà ad autoregolarsi, non facendo le ferie in Sardegna nel caso appunto della campagna sul passaporto sanitario, oppure appunto tenendo chiusa la propria attività…

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Agus!

AGUS FRANCESCO (Progressisti). No, no, stavamo parlando di sagre, e quindi mi sembra più che veramente appropriato, anzi! Se vogliamo installare un punchball!

PRESIDENTE. No, per cortesia, c'è un telefonino che emette gemiti insopportabili! Per cortesia, siamo in Consiglio regionale, non sembriamo neanche all'asilo!

AGUS FRANCESCO (Progressisti). O alla sagra infatti!

Quindi, per chiudere il ragionamento, sarebbe assurdo se a fronte di una richiesta che arriva da fuori, è forte, porta anche molti operatori economici e molti diretti interessati a chiederci se potranno lavorare la settimana prossima, oggi stesso, oppure dovranno tener chiuso, da parte dell'esecutivo regionale non ci fosse una risposta in un senso o nell'altro, dopodiché credo sia necessaria anche una riflessione…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, io credo che questo emendamento è abbastanza chiaro, è un po' il cuore del ragionamento che tutti noi abbiamo fatto sul vostro disegno di legge, è in qualche modo un concetto cardine fra chi vuole continuare a cambiare le cose per non cambiare nulla, come la vostra proposta di organizzazione del sistema dell'offerta sanitaria, un ritorno al passato, alla costruzione più di un modello che serve per distribuire quelli che sono posti di potere di vertice, a rispondere più che alla richiesta dei cittadini, a una richiesta dell'organizzazione delle vostre forze politiche. Lo abbiamo già visto in questi primi mesi, dove c'è sempre più la ricerca di occupare postazioni, anche non rispettando quella che è la normativa, vedasi Abbanoa, dove noi abbiamo chiesto anche attraverso interrogazioni che venisse rispettato la quota di genere, però anche questo sembra non appartenere alla vostra cultura di governo. Io mi auguro che almeno quando andrete a discutere la distribuzione delle responsabilità all'interno delle nuove ASL, questo lo rispettiate. Noi qui vi proponiamo quindi di confermare la l'assetto organizzativo dell'ATS, dell'azienda tutela della salute, con questo emendamento, perché quel sistema organizzativo, per quanto perfettibile, perché lo abbiamo detto, è un assetto organizzativo che può ancora essere perfezionato, però non cancellato o cambiato di nome, perché la vostra azienda regionale della salute non è altro che un'ATS mascherata dal punto di vista organizzativo. Per cui il fatto di sostituire la lettera e), con dire che vogliamo confermare quell'assetto organizzativo, non significa altro che dire che su questo ci vogliamo confrontare, vediamo insieme quali sono le modifiche organizzative che possono essere messe in campo, ma cancellare quella esperienza, quel modello organizzativo, quella possibilità di continuare, soprattutto in un momento come questo, a fornire quello che è un'offerta centralizzata, una governance regionale, in un momento di grande difficoltà, di emergenza, in cui rimettere tutto di nuovo in moto in un mondo di pubblica amministrazione, perché ricordo che rimettere tutto in moto in un mondo di pubblica amministrazione, riaffidando incarichi e competenze, io credo che questo qui non farà altro che rallentare la governance, cari colleghi, non di accelerare la governance, ma di rallentarla in maniera pesante…

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Voto elettronico!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 69.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione dell'articolo.

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'emendamento numero 347.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, l'emendamento numero 347 dei colleghi Lai e Cocco aggiunge un comma bis "La Regione con la presente legge avvia il processo di riforma del sistema sanitario regionale, mediante disposizioni urgenti finalizzate a garantire la tutela della salute…", ovviamente come elemento fondamentale dell'individuo e interesse della collettività, "…riorganizzare il sistema sanitario regionale, mediante il rafforzamento dell'attività territoriale e la razionalizzazione della rete ospedaliera", e su questo mi soffermo. In questa fase la cosa più opportuna sarebbe proprio la verifica puntuale delle debolezze che la rete territoriale ha dimostrato anche nel corso dei mesi passati, e rafforzare questa in modo tale da poter avere una presenza capillare e puntuale sul territorio non solo in termini di assistenza più in generale, ma anche in relazione alla presenza del virus e quindi come controllo, supporto, persino ausilio e informazione. Ognuno di noi riceve immagino telefonate, quotidianamente, di persone che hanno un'influenza e non sanno a che santi votarsi per comprendere come trasferire queste informazioni alle autorità sanitaria. Noi abbiamo smesso di fare informazione circa il comportamento da adottare nel caso in cui una persona presenti dei sintomi, non c'è più nulla, lo avrete notato che non c'è più una campagna di informazione? Non c'è più un appello. Quindi le persone andranno negli ospedali normali, è normale, sto male, vado in ospedale, e non c'è più nessun tipo di informazione invece sul non avvicinarsi negli ospedali per i rischi che tutti conosciamo di contagio che si può diffondere all'interno dei reparti. Siamo passati da una situazione di informazione capillare, di chiusura, all'assenza totale delle informazioni minime. Le guardie mediche non reggono ovviamente l'onda d'urto, per quanto pochi rispetto al passato, ma del numero di turisti, e questa cosa non viene affrontata e viene sottovalutata. Avremo dei rischi seri e rischiamo di correrli se non ci sarà una informazione puntuale nel corso delle settimane che verranno, in modo tale da evitare i rischi del contagio, in particolar modo all'interno dei presidi ospedalieri. Il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie, sì sulla scia del discorso dell'onorevole Zedda, mi sembra molto interessante questo emendamento perché compie un po' quell'azione che noi stiamo invocando da ieri, e cioè la dichiarazione in un articolo 1 di una legge come questa di veri e autentici, intenti specifici per la nostra Regione e non di carattere generale, di principio che sono comunque già previsti dalla Costituzione. In modo particolare mi piace il punto d) quello che sottolinea l'importanza di garantire l'assistenza di base, l'assistenza generale e della medicina generale nei territori, quindi implementando il più possibile gli strumenti e le strutture che possono evitare appunto quell'affollamento negli ospedali anche per situazioni di salute che possono essere gestite nel territorio.

A questo proposito a livello nazionale sono stati finanziati 235 milioni proprio per l'acquisto di strumentazioni per le diagnosi generiche da effettuare attraverso la medicina di base si tratta di ecografi, di strumenti per spirografie, holter che sappiamo benissimo attualmente ci si deve recare in ospedale per poter effettuare questi controlli. Sono stati già assegnati a tutte le Regioni ecco, assessore Nieddu, se può in un qualche momento della seduta risponderci e illustrarci se la Regione Sardegna ha già stabilito in che modo utilizzare la quota che gli è stata destinata sarebbe una cosa molto interessante, ecco perché io voto a favore di questo emendamento, perché finalmente illustra in maniera più utile, più opportuna il senso di questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì grazie Presidente, buongiorno a tutti, sottoscrivo quanto ha espresso prima di me l'onorevole Caddeo, nel senso che è chiaro che in un momento come quello che stiamo vivendo il rafforzamento del sistema territoriale anche sul profilo della medicina di base il rafforzamento dovrebbe essere d'obbligo, l'abbiamo visto anche durante il periodo del coronavirus, molti medici di base non conoscono le patologie dei propri pazienti, ma perché non conoscono nello specifico i pazienti stessi. È chiaro che è un sotto utilizzo, per certi versi, di questa figura professionale che chiaramente potrebbe dare invece grandi novità sul territorio se si applicassero delle politiche in tal senso. Ma mi colpisce di questo emendamento, ma tra l'altro è una cosa che avete sottolineato anche molto voi nell'articolo 1 e che su questo condivido ed è condivisibile, anzi bisognerebbe ampliarlo, le politiche preventive. Le politiche preventive che abbracciano il settore chiaramente, qua lo espone alla lettera e) attuare politiche di prevenzione delle malattie di promozione della salute del benessere delle persone incentivando la diffusione di corretti stili di vita sotto i profili dell'attività motoria, della pratica sportiva e dell'educazione alimentare e ambientale. E questo è un punto cardine, perché è chiaro che se noi vogliamo in qualche maniera diminuire anche quelle patologie, che spesso sono causate da stili di vita poco consoni, è chiaro che è fondamentale. Ma per fare questo io penso che sia importante aprire un'interlocuzione ferma con chi lavora anche nel settore delle scienze motorie, quindi con università e con tutti i professionisti che dall'università arrivano, e con i medici dello sport, che spesso sono, diciamo, relegati a un ruolo anche, diciamo, semplicemente con delle strutture che si occupano delle visite mediche sportive o comunque anche di piani alimentari. Insomma questa figura professionale dovrebbe essere potenziata e dovrebbe essere fatto all'interno anche degli ospedali. Non di meno ci sono diversi diverse persone che sotto questo profilo, ma anche in diverse aree…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Grazie Presidente, beh dobbiamo fare i complimenti ai colleghi Lai e Cocco, un emendamento che ci trova assolutamente d'accordo nella lettura ci colpisce particolarmente, mi accodo anche a quello che è stato l'intervento della collega Caddeo. Lettera d) garantire il miglioramento della qualità e dell'adeguatezza dei servizi sanitari e sociosanitari in ogni territorio. Quindi, Assessore, proprio rifacendoci al discorso di ieri, dare competenza al territorio in questo emendamento lo chiediamo e lo specifichiamo meglio. E come? Attraverso il rafforzamento di quelli esistenti per cui andiamo a riguardare quello che è già esistente, gli ospedali minori, di cui veramente noi ci facciamo portavoce e che rappresentano poi l'oggetto dei diversi emendamenti presentati dal nostro Gruppo, e che devono essere assolutamente tutelati, non solo tutelati ma devono davvero ripartire e devono davvero riorganizzarsi, perché fino adesso questo non è stato possibile. Quindi attraverso l'efficientamento delle strutture organizzative e garantendo, questo veramente mi soffermerei anche su questo punto, che reputiamo assolutamente forse innovativo, che è quella delle garanzie, tramite delle forme di partecipazione democratica, e mantenimento l'autonomia dei territori periferici. Questo è stato uno degli obiettivi da voi tanto decantati nella campagna elettorale, che vi ha poi alla fine portato ad essere seduti su quei banchi. Quindi andare a mantenere l'autonomia dei territori in questa vostra proposta di legge, in questa vostra proposta di riforma sanitaria, si evince a nostro avviso il contrario, perché con l'istituzione delle otto ASL e poi con l'istituzione dell'ARES, che a tutti gli effetti, ripeto, noi continuiamo a chiamarla "mamma ARES", questo non viene garantito, l'autonomia dei territori non viene garantita, perché poi alla fine chi deciderà su tutto sarà sempre mamma ARES. Per cui crediamo che questo davvero sia un emendamento, che a prescindere dai colori politici, abbia veramente il criterio del buon… rispecchi davvero il criterio del buon senso. E credo davvero che questo emendamento dovrebbe avere l'appoggio da parte di tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio regionale, specificato meglio rispetto a quello che voi avete scritto nelle finalità, per cui dichiariamo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, volevo chiederle, utilizzando il tempo della discussione dell'emendamento, invece una questione sull'ordine dei lavori ho ricevuto degli emendamenti firmati dalla Giunta, ma presentati sopra l'emendamento descritto presentati dalla Giunta regionale, però non si comprende chi l'abbia firmato, cioè chi sia il presentatore. Lo dico perché l'altro giorno…

PRESIDENTE. L'Assessore naturalmente…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). …l'assessore Nieddu, certo. Ora io vorrei capire questo: nel caso in cui la Vicepresidente del Consiglio, il Presidente della Regione voglia, comunque gli assessori consiglieri regionali, si potrebbe interpretare nel senso che ogni consigliere regionale ha titolo per presentare un emendamento, in quanto consigliere regionale e componente della Giunta, come se per conto della Giunta sto presentando A, B, C. Nel momento in cui la Giunta, che è un organo collegiale, per legge, non è che un Assessore una mattina si sveglia e decide che a nome della Giunta porta un qualche cosa, la Giunta si vede, tanto che è normato persino il quorum deliberante della Giunta, alza la mano e vota. L'assessore Nieddu non mi risulta essere consigliere regionale, vorrei capire questa cosa, perché ne abbiamo discusso l'altro giorno con gli Uffici. Ricordo che a scanso di equivoci e per non avere problemi di fatto la Giunta si vedeva, anche stando seduta nei banchi o spostandosi nella sala dietro, e di fatto verbalizzava chi vota. Lo dico perché in Giunta siete molti e si deve sapere chi ha votato che cosa. Avete presente l'emendamento della volta scorsa che è stato attribuito all'assessore Chessa? È di tutti o è di uno? Emendamenti di questo tipo sulla sanità per tutti i risvolti che hanno sono attribuibili solo all'Assessore o è dell'intera Giunta? E se uno volesse dimostrare di non aver partecipato al voto e non aver votato come fa a dimostrarlo? Nel non voler presentare. Voi addirittura potete bloccare una delibera in Giunta o no? Se vi alzate, Presidente o qualche vostro collega porta una delibera, otto di voi non sono d'accordo, si alzano in piedi, escono e la delibera non viene portata in approvazione perché avete bisogno di un quorum. Fatemi capire chi firma e chi delibera e in quale momento avete deciso che questi emendamenti sono di tutti, di tutti i componenti della Giunta, a scanso di equivoci e di problemi. Questo, Presidente…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zedda, infatti le hanno già dato la risposta.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie, Presidente. Ne approfitto della discussione sull'organizzazione del servizio della sanità nella nostra Regione per segnalare alcune situazioni, in particolare del nord Sardegna. A fronte dell'obiettivo di assicurare una sanità migliore e sicuramente più vicina a quelle che sono le esigenze della popolazione sarda, noi ci troviamo nel nord Sardegna a chiudere Rizzeddu. Parlo all'Assessore, se se mi da un attimo attenzione. Abbiamo avuto modo, Assessore, e ho avuto modo di segnalarle alcune situazioni particolari del nord Sardegna, e mi riferisco ad esempio alla chiusura dell'ospedale di Rizzeddu, dei pazienti psichiatrici, che sono stati, tra virgolette, deportati da Sassari, non perché l'Ogliastra non sia sicuramente un'area territoriale geografica di pregio, ma è chiaro che si creano una serie di difficoltà a quelli che sono i familiari, per andare da Sassari e arrivare in Ogliastra per visitare i propri congiunti è veramente una cosa che grida allo scandalo. Tra l'altro ci sono circa cento unità operative tra infermieri e assistenti che sono a rischio di perdita del proprio lavoro. Quindi sulla situazione nel nord Sardegna io le chiederei una maggiore attenzione e una maggiore presenza da parte delle istituzioni politiche e sua, Assessore, perché probabilmente in questo momento merita più attenzione rispetto ad altri territori, senza niente togliere ai problemi degli altri territori, ma se lei va al pronto soccorso i pazienti in barella sono diventati una consuetudine, anche in questa situazione e quindi anche in ragione di quelle che sono le situazioni di sicurezza rispetto all'emergenza che abbiamo visto. Abbiamo un concorso che è stato espletato per amministrativi per titoli da circa un anno, graduatorie…

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 347. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 347.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 802. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie, Presidente. L'emendamento numero 802 proposto dal Gruppo dei Progressisti mi trova favorevole perché garantire a tutti gli assistiti la tempestività dei servizi erogati dal Servizio sanitario regionale mediante la riduzione dei tempi di attesa nell'accesso all'operazione sanitaria, non vedo come non possa trovare una condivisione ampia da parte di quest'Aula. Naturalmente in questo periodo vediamo come la pandemia sicuramente ha creato dei problemi, questo è inutile negarlo, però il problema delle liste d'attesa è un problema sempre importante, era già presente prima della pandemia, e su questo punto bisogna fare sicuramente un'attività celere, riuscire quanto meno ad iniziare un percorso per abbattere questi tempi di attesa che stanno diventando sempre più inaccettabili, sono inaccettabili, e servirebbe un'azione forte verso questa situazione. Io sono sicuro che tanti di noi non riescono a capire perché debbono ricorrere al privato, il privato sta funzionando e il pubblico ancora va a singhiozzo, per non calcare troppo la mano, anche se la situazione è molto più grave di quello che posso anche solo raccontare. Quindi trovo veramente incredibile che persone che non possono nemmeno permettersi una visita privata sono costretti ad aspettare, aspettare invano perché i tempi ormai sono diventati lunghissimi, e meriterebbe che questo Consiglio trattasse un tema di questo genere, e non i temi che affronteremo nei tanti articoli ed emendamenti che ci troveremo a discutere nelle prossime ore e giorni. Per questo io confermo il mio voto favorevole a questo emendamento. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Sul contenuto ha già illustrato benissimo l'onorevole Ciusa. Su questo vorrei proprio insistere sulla questione di metodo, sul fatto che la minoranza, l'opposizione sta collaborando con la discussione in Aula alla scrittura, la migliore possibile, di una legge di riforma di questa portata. È davvero, io spero, non solo auspicabile che la Giunta accolga questo emendamento, perché puntualizza in maniera chiara un diritto fondamentale di qualsiasi cittadino, cioè quello di essere assistito e di essere assistito in tempi congrui, in tempi giusti, quello che invece non sta avvenendo, ecco perché questo è un emendamento che non è filosofia, perché parla esattamente di una situazione contingente, tipica, purtroppo, della nostra Regione, in questo momento ma purtroppo anche in altri momenti della nostra storia, e su questo noi vorremmo impegnare la Regione a muovere tutti gli strumenti possibili per eliminare il più possibile le liste d'attesa, scusate il gioco di parole, e questo è un emendamento che va nella direzione che noi abbiamo sottolineato già da ieri, e cioè che descriva quanto questa legge vuole fare per i cittadini e per le cittadine sarde. Eliminare le liste d'attesa significa riconoscere il diritto fondamentale alla salute di tutti, e teniamo presente che in Italia non c'è la consuetudine delle class action, ma se fosse così immaginate cosa succederebbe in Sardegna se tutti i cittadini, veramente, si unissero a protestare e a rivendicare il proprio diritto nei confronti della Regione sarda. Io credo che noi sottovalutiamo molto spesso il fatto che ci siano persone che non solo stanno male, ma che nel frattempo muoiono, chissà quanti di noi possono testimoniare, io lo posso fare personalmente, di una richiesta di un esame diagnostico la cui data di prenotazione purtroppo è arrivata dopo il decesso della persona che voleva fare questo esame, e io credo che se ognuno di noi che ha avuto queste esperienze…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Mi dispiace che non c'è l'Assessore, ma c'è la figura sicuramente più… Presidente, approfitto della sua presenza per segnalare che a Sassari, l'ho fatto con l'Assessore, si è chiuso il presidio di Rizzeddu per i pazienti psichiatrici, siccome parliamo di cercare di utilizzare quelle che sono le strutture che abbiamo nel territorio e che sono anche probabilmente idonee per accogliere questi pazienti, so che il dottor Sensi, che è il Direttore sanitario, che lei riconosce e che si è subito prodigato e si è dimostrato attento a questo che è una tema molto sentito nel nord Sardegna, e soprattutto dai familiari di questi pazienti che sono stati momentaneamente, spero per breve tempo, trasferiti nell'Ogliastra, in una struttura dell'Ogliastra, quindi con tutte le difficoltà da parte dei parenti per raggiungere i propri congiunti, dicevo che si è dimostrato disponibile anche andando a fare dei sopralluoghi nella struttura di Ploaghe piuttosto che in quella di ittiri, quindi abbiamo delle strutture pronte e idonee per tamponare questa emergenza e consentire l'impresa di intervenire in lavori di adeguamento strutturale rispetto a quelli che sono i limiti della struttura di Rizzeddu. Quindi le chiedo un interessamento su questo tema, tra l'altro forse nella giornata di oggi sentiremo i sindacati che verranno in audizione con i Capogruppo del Consiglio regionale. Questo emendamento, su cui annuncio il mio voto favorevole, va proprio nella direzione di cercare di implementare quella che è la dotazione organica degli amministrativi. Noi abbiamo un concorso già con idonei, la determina è già stata pubblicata, di 102 persone selezionate per soli titoli, che tra l'altro lavorano già mi risulta nella nostra Azienda ospedaliera e quindi si tratterebbe di evitare quello che si è fatto in passato, e quindi anche negli anni precedenti e per le diverse Giunte che si sono succedute…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie, Presidente. Per esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 802 e per chiedere ai colleghi della maggioranza di apporre la loro firma, forse non hanno letto, probabilmente erano distratti, però io credo che la prima firma dovrebbe essere quella del Presidente della Commissione, Gallus, della Commissione sanità, su un emendamento che lui ha ricordato più volte nei suoi interventi, nelle sue interviste, che è l'obiettivo di tutti, quello della riduzione dei tempi di attesa nell'accesso alle prestazioni sanitarie. Io vorrò vedere come voi farete a votare contro questo emendamento, contro uno degli obiettivi principali della vostra riforma, come uno degli obiettivi principali delle vostre dichiarazioni in campagna elettorale, come uno dei vostri obiettivi principali anche nelle dichiarazioni di questi giorni: riuscire a ridurre i tempi di attesa. E allora è per questo che io credo, cari colleghi, che le vostre firme dovrebbero essere le prime firme a questo emendamento, per coerenza, se non altro, con quello che avete detto e con quello che ci auspichiamo tutti, perché al di là della governance, al di là di una riforma ospedaliera della rete, al di là di una riorganizzazione di ASL, credo che oggi al cittadino più che questi temi, che questi titoli, che questi argomenti, interessi sapere quando entrano in un ospedale quali tempi per fare una visita occorrano. Ieri alcuni colleghi l'hanno detto, l'onorevole Zedda, e da quanto tempo occorra per fare una risonanza, quanto tempo occorra per fare le analisi, allora io credo che l'approvazione di questo emendamento, che non è ideologico ma è un obiettivo di civiltà, è un obiettivo importante, dovrebbe essere di tutta l'Aula, per cui io vi esorto, presidente Gallus, perché conosco la sua sensibilità, la sua attenzione, la sua volontà a raggiungere questo obiettivo, io credo che quindi bene fareste se ci fosse un voto unanime. Io sono convinto che anche i colleghi che l'hanno firmato sono pronti a ritirare le loro firme e a fare un emendamento unitario, perché questo sarebbe veramente un salto di qualità, di efficienza nei confronti di quello che veramente chiedono i cittadini, che non è l'aumento delle ASL, l'aumento dell'organizzazione, ma è la possibilità di telefonare al Cup e sapere che una visita non verrà fatta ad agosto 2022 ma può essere fatta nei tempi di due settimane, 20 giorni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Su questo noi avremmo bisogno di avere dei dati, immagino che l'Assessorato sia in possesso di questi, cioè, nell'ambito delle diverse cure specialistiche, esami, quali sono i tempi d'attesa? Qual è l'elemento di maggior difficoltà? Dove sta l'attesa più lunga? E quindi dà anche ad intendere una priorità di intervento per poter abbattere quella lista d'attesa. L'altro aspetto è quello che ho segnalato, l'ha ribadito l'onorevole Comandini poc'anzi, ho prenotato tramite il Centro Unico di Prenotazioni intramoenia, a pagamento, una visita ortopedica, lunedì pomeriggio ho chiamato e giovedì mi hanno fissato l'appuntamento, significa che c'è qualcosa che non va, cioè, se solo a pagamento si può prenotare e nel frattempo le liste d'attesa si allungano senza un'interruzione, senza una possibilità che ci sia una diminuzione di questa tempistica, c'è qualcosa che non va, anche perché, a mio parere, in questa fase probabilmente, al netto di situazioni di difficoltà, gravità, eccetera, ci deve essere, anche per quanto riguarda l'intramoenia, proprio per non appesantire e poter, invece, spostare risorse umane, di personale, a favore dell'abbattimento di liste d'attesa, un criterio anche sulla possibilità di prenotazione. Se c'è una prescrizione, se c'è una difficoltà vera, se c'è una situazione grave, che necessita di una vista giustissimo, ma non viene neanche posta la domanda, cioè si può prenotare anche come curiosità, di buona pratica, mettiamola così, più che curiosità, di prevenzione una qualsiasi visita senza che vi sia una necessità o un'urgenza, non che la prevenzione sia una questione che poi non aggredisca problemi differenti, o meglio possa intervenire arginando problemi ulteriori, ma in questa fase penso che ci debba essere un criterio perché purtroppo non riusciamo a gestire tutto. Allora l'emendamento va in questa direzione ed è per questo che il voto è favorevole, ma di fatto stimola il dibattito su questo punto che è veramente grave. Sappiamo che non è un problema solo sardo, è un problema ovviamente, avendo chiuso gli ospedali e interrotto l'ordinaria amministrazione delle visite e dei controlli, che sappiamo è serio. Assessore, le segnalo che, col fatto che tante bambine e bambini non abbiano frequentato le scuole, risulta che un 30 per cento di bambine e bambini…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie Presidente. L'onorevole Comandini ha chiesto a tutti gli amici della maggioranza di sottoscrivere questo emendamento. Credo che abbia fatto bene perché credo che tutti voi non possiate non essere d'accordo sul problema atavico, lo diceva bene il collega Zedda, che purtroppo non è un problema solo della Sardegna ma di tutta la nazione. Dicevo ieri all'assessore Mario Nieddu - mi fa piacere che sia sorridente, quindi evidentemente qualche problema stanotte è riuscito a risolverlo o ha provato a risolverlo -, io ieri mentre provenivo dal mio piccolo paese, da Bottida, per Cagliari ho chiamato il Mater Olbia per prenotare degli esami. A parte il fatto che alcuni numeri non rispondono neanche, gli altri ti mettono in attesa, dopodiché sono riuscito a parlare. Ebbene il Mater Olbia, che nasceva anche per darci un aiutino importante sul problema delle liste d'attesa e, ribadisco, il problema non è solo della Sardegna perché è un problema generale, il Mater Olbia oggi dice che non è disponibile a prenotare esami convenzionati col Sistema Sanitario Nazionale, si possono prenotare solo gli esami a pagamento che possono essere effettuati subito, mentre per gli altri bisognerà richiamare perché le prenotazioni sono chiuse. Dicevo anche ieri che ho prenotato io personalmente, per un amico che ha estrema necessità, una colonscopia e mi è stata data la prenotazione per agosto 2022. Io credo, e lo sappiamo tutti, che non possiamo più permetterci queste situazioni perché dovremmo davvero garantire il diritto alla salute a tutti…

(Interruzione)

Mi scusi? No, io sto parlando… va beh, per alcuni esami sì, perché prima, ad esempio, le risonanze magnetiche le facevano anche per…

(Interruzione)

Sto parlando degli esami diagnostici, TAC, risonanza, ecografia. Però dicevo ieri, non ce la faccio a dirglielo probabilmente, Assessore, io le faccio l'esempio di Nuoro. Nuoro ha due TAC e due risonanze; potrebbe lavorare paradossalmente non in h 24, in h 48, 24, 24, 24 e 24. Ebbene, purtroppo lavorano solo h 6 perché quelle due risonanze e quelle due TC non riescono ad avere il personale sufficiente perché possano lavorare a pieno regime. Lei immagina - mi rivolgo al presidente Pais, che mi sta guardando con attenzione - cosa vorrebbe dire se noi solo a Nuoro potessimo far lavorare la TC e la risonanza, che oggi lavora in h 6 per mancanza di personale tecnico e medico, in h 48. Davvero io credo che dovremmo fare uno sforzo perché questo possa avvenire. Abbiamo delle…

PRESIDENTE. Onorevole Cocco, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente, e buongiorno a tutti i colleghi, un saluto al Presidente della Regione e agli Assessori. Intervengo su questo emendamento per esprimere il mio voto favorevole e, unendomi all'invito che ha fatto anche l'onorevole Comandini, credo che l'inserimento di questo principio, così fondamentale nell'ambito di una legge che si chiama anch'essa così rilevante e rivoluzionaria nell'ambito della riorganizzazione del servizio sanitario regionale, perché introdurre questo principio significa, credo, enfatizzare quello che è l'aspetto fondamentale dei servizi che la Pubblica Amministrazione deve dare ai cittadini, ovvero il diritto alla salute, diritto alla salute che in questo periodo, in realtà è un periodo che va avanti da un certo tempo, ma specie nell'ultimo, evidenzia il forte disagio dei cittadini. Noi che, a vario livello e a varie collocazioni territoriali, proveniamo, appunto, da varie aree geografiche della Sardegna continuiamo a ricevere numerose sollecitazioni, numerose lamentele rispetto non solo al funzionamento complessivo, di quello se ne parlerà nel corso dell'analisi della legge, ma soprattutto rispetto ai ritardi, alle lungaggini con le quali i cittadini possono accedere al servizio sanitario regionale, al servizio pubblico, quello che garantisce l'esercizio del diritto di cittadinanza di tutti i nostri conterranei. E allora questo emendamento pone in maniera molto chiara e puntuale, credo assolutamente indiscutibile, come il diritto alla salute, il diritto all'esercizio della salute sia anche collegato, anzi molto spesso purtroppo in tante nostre famiglie è capitato come la scarsa tempestività e le lungaggini abbiano determinato problemi legati alla vita dei nostri cittadini talvolta che non si sono potuti risolvere. Allora questo emendamento introduce questo principio, un principio fondamentale sul quale evidentemente la riforma immagino provi a porre rimedio, ma l'inserimento significa evidenziare e porre in legge un principio che è assolutamente indiscutibile, ovvero quello del diritto alla salute.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Grazie Presidente. Per esprimere il voto favorevole rispetto a questo emendamento che mi sembra un emendamento molto importante, di buonsenso, e anche io invito in questo senso la maggioranza a riflettere bene prima di persistere rispetto all'intenzione di votare contro.

Onorevole Cocco, io credo che con riferimento alla questione Mater Olbia qualche risposta si potrebbe trovare nel carteggio che negli ultimi mesi c'è stato, non so se sia stato o meno a senso unico, fra il Mater Olbia e la Regione, e in questo senso approfitto della presenza autorevole del Presidente per chiederle, Presidente, un impegno, se non venisse disturbato troppo dal Presidente della Commissione… se non venisse disturbato troppo dal Presidente della Commissione… se non venisse disturbato troppo dal Presidente della Commissione! Presidenti! Tre Presidenti che parlano, io vorrei parlare con voi se è possibile, interloquire con voi… lo so! Vorrei poi capire per quale motivo qualche consigliere, quando si avvicina ai banchi della Giunta, viene allontanato ed altri non vengano allontanati, questa è anche una cosa curiosa, insomma sapere per quale motivo accade in certi casi e in altri no. Vorrei recuperare anche il tempo perso e vorrei sapere per cortesia dal Presidente della Giunta, visto che viene rievocata spesso in quest'Aula la questione Mater Olbia, a che punto siamo rispetto all'accreditamento di ciò che deve essere accreditato in quella struttura, perché mi risulta che ci siano problemi sicuramente da parte del Mater Olbia, però che la Regione, o meglio l'Assessorato, non stia facendo tutta la sua parte. Ecco, se non fosse vero questo mi piacerebbe sentirlo dalla vostra viva voce, magari sarebbe anche l'occasione per farvi uscire dal mutismo nel quale siete entrati nelle ultime sedute. Ecco, sarebbe l'occasione per sapere questo e così anche per sgombrare un po' di ombre rispetto a ciò che è stato detto su liste d'attesa e quant'altro. Questo emendamento, dicevo, è molto importante perché è uno dei temi più sentiti, lo sappiamo, da parte dei sardi ai quali non interessa nulla di quanto è il numero delle ASL ma interessa tanto invece sapere se sono nelle condizioni di potersi curare e sono nelle condizioni di poter prevenire tutte quelle malattie che rischiano di aggravarsi perché i controlli non vengono fatti per tempo, il Covid l'ha aggravato, ha parlato adesso il collega Zedda del problema dei bambini che si sono alimentati in casa negli ultimi tempi e mi viene in mente in questo caso, se non ho il tempo continuerò dopo, anche il problema di alcuni ambulatori per esempio di…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Un emendamento che noi ovviamente voteremo a favore, ma l'abbiamo sempre detto, quindi i tempi di attesa devono essere assolutamente, visto che sono così ampi e così veramente ormai non si possono neanche più leggere, volevo dare un'informazione al mio collega Zedda, esiste una fonte informativa, si può leggere proprio nel sito del Consiglio regionale che è la fonte informativa del CUP regionale e così io mi sono preso la briga di verificare, di controllare dal 2014 fino al 2019 quanto si fossero dilatati i tempi.

E faccio un esempio, per una mammografia, da quanto risulta dai dati forniti dal CUP regionale, i tempi di attesa sono 185 giorni, nel 2014 se dovessimo andare a confrontare, i tempi di attesa sono esattamente 70. Quindi solo per fare un esempio, ma anche per effettuare l'elettrocardiogramma i tempi di attesa sono assolutamente aumentati, per cui si passa dal 2014 a giorni 44, nel 2019 per effettuare un elettrocardiogramma con il CUP, questi sono dati forniti dal CUP regionale, si aspettano 85 giorni. E allora io credo che questo emendamento sia un ennesimo emendamento di buonsenso che non deve avere colore politico, ma poi anche da parte della maggioranza questa è sempre stata una richiesta che io ho sentito reiterare più volte, che è quella di lavorare proprio sullo smaltimento delle liste d'attesa e questa è un'occasione e non credo, io davvero voglio sperare e mi auguro che i colleghi della maggioranza non ne facciano un problema di partito di appartenenza politica, questo è un emendamento che va votato tutti insieme, ci deve essere una volontà politica univoca che davvero deve partire da tutto il Consiglio regionale e ci vuole coraggio, lo anticipo, ci vorrà coraggio a dire di no a questo emendamento e davanti al no di questo emendamento io credo che i sardi avranno la capacità di capire e di verificare a quale veramente gioco in questa Aula si sta giocando, scusate la ripetizione della parola, e qual è il gioco politico che si sta…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Per fare un appello, che è già stato fatto anche da altri su questo emendamento, a m pare un emendamento che qualifica la legge, nel senso che va a toccare uno degli argomenti critici della sanità e l'impegno in questa riforma di intervenire per ridurre i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, credo che sia un argomento che appunto serve a qualificare la legge. Quindi credo che il Consiglio possa valutare al di là del no espresso in Commissione, ma è stato espresso in maniera estremamente rapida e senza approfondimenti su tutti i soppressivi e anche gli aggiuntivi che sono stati proposti dalla minoranza, credo che ci siano le condizioni perché questo emendamento sia votato unanimemente dal Consiglio e vada a qualificare gli obiettivi che si pone la riforma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Intanto, devo dire la verità che questo è un emendamento che a noi è sfuggito probabilmente, perché non vedo nulla di scandaloso nel senso che è un emendamento che avremmo anche potuto votare perché quando parliamo di liste d'attesa, così come hanno detto i vari colleghi, credo che ci troviamo tutti d'accordo. Mi riallaccio al ragionamento che stava facendo il collega Cocco e vorrei ricordare all'Assessore della sanità che è qui presente in Aula che i termini di dicembre, di marzo, di giugno e adesso arriverà anche settembre per quanto riguarda la specialistica ambulatoriale che c'è sfuggita di mano, nel senso mi auguro che questa volta, quando verrà fatto il bando, non verrà fatto il bando a tempo determinato, ma si farà quello a tempo indeterminato per quanto riguarda quelle ore, e vorrei anche ricordare che Nuoro rispetto ad altre realtà ne sta soffrendo perché è vero che c'è un monte di ore a disposizione di tutta la specialistica in Sardegna, ma è pur vero che bisognerebbe andare a vedere dove vanno a finire queste ore. Possiamo dire che noi ci sentiamo a credito? Lo possiamo dire Assessore, quindi la invito, abbiamo anche un po' di tempo, che nel mese di settembre verrà fatta un'analisi, dico di giustizia territoriale, la vorrei chiamare così, nel senso che anche il nostro territorio, quello di Nuoro e provincia, merita un'attenzione particolare che fino a oggi, lasciamo perdere, non è colpa di questa Giunta, ma anche delle passate, siamo stati sempre emarginati per quanto riguarda proprio questo servizio. Per quanto riguarda infine l'emendamento, se ci vogliamo ragionare non mi sembra nulla di scandaloso, devo dire la verità che ci è sfuggito, a me personalmente è sfuggito, quando si dice che non stiamo condannando nessuno e stiamo dicendo che l'obiettivo è quello di abbattere le liste d'attesa, perché se è vero quello che noi stiamo facendo ed è vero quello di riportare il servizio ai cittadini ripristinando le ASL territoriali vuol dire maggiore attenzione e vuol dire anche ridurre le liste d'attesa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Domenico Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (UDC-Cambiamo), relatore di maggioranza. Analizzando questo emendamento effettivamente possiamo cercare di concordarne uno insieme per poterlo poi votare e quindi la proposta che faccio è di questo emendamento orale che recita: "garantire la progressiva riduzione dei tempi d'attesa nell'accesso alle prestazioni sanitarie, al fine di raggiungere la tempestività dei servizi erogati dal sistema sanitario regionale". Se siamo d'accordo possiamo votarlo.

PRESIDENTE. Presenti il testo.

Metto in votazione l'emendamento orale con voto elettronico.

(Interruzione del consigliere Dario Giagoni)

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per 5 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 45, viene ripresa alle ore10 e 47.)

Allora mi sembra che sia un emendamento accordato da tutti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 802, così come modificato dall'emendamento orale.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 65.

Ha domandato di parlare il consigliere Loi Diego per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Presidente, solo per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento che va nella direzione che abbiamo detto, ma in particolare ci tenevo a ringraziare insomma tutti i colleghi per aver deciso di approvare l'emendamento precedente, in particolar modo mi richiamo alla sensibilità del Presidente Gallus, di cui conosco insomma da molto tempo le qualità e l'attenzione, al Presidente della Regione e agli assessori, per via appunto di questo importante principio di sensibilità e di attenzione posto nei riguardi dei nostri cittadini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Presidente, ma sull'emendamento numero 65 credo che si possa fare lo stesso ragionamento che abbiamo appena fatto sul l'emendamento precedente, perché quello precedente appunto abbiamo tutti riconosciuto l'importanza di accelerare sulle liste d'attesa, e anche su questo perché il gruppo del PD, con anche i colleghi di LEU, dice chiaramente appunto di aggiungere i termini "il potenziamento", quindi verrebbe così la dicitura "soprattutto mediante il potenziamento e una organizzazione complessiva della medicina territoriale", cioè torniamo al concetto del territorio. Quindi secondo me anche su questo emendamento si deve ragionare, molto spesso tutti ci riempiamo la bocca di parlare del territorio, dei problemi, di avvicinare di più la sanità nel territorio, e quindi credo che analoga riflessione va fatta su questo. Io auspico che la stessa sensibilità mostrata nell'emendamento precedente ci possa essere in questo, perché sarebbe un bel segnale di quanto meno comprendere che ci sono dei problemi in Sardegna quando parliamo di sanità, e si vuole quantomeno ragionarci sopra. Quindi il mio voto su questo emendamento è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Presidente, sino a qualche un mese fa nel Nord Sardegna la diciamo guida della direzione sociosanitaria era affidata ad un facente funzioni, io presentai un'interrogazione e subito dopo, dopo qualche giorno, probabilmente non è dovuto certamente alla presentazione di quel atto diciamo con cui i consiglieri cercano di segnalare diciamo quelli che sono i problemi, e in particolare quelli relativi alla sanità, ma dopo qualche settimana è stato nominato il direttore sanitario. Assessore, siccome su questo emendamento dichiaro il mio voto favorevole, noi nei presidi del territorio, e mi riferisco in particolare ad Alghero e Ozieri, ma anche a Sassari, noi abbiamo facenti funzioni primari di reparti importanti ormai da mesi, direi anche da anni, quindi tra qualche mese andranno in pensione i primari di ginecologia, pediatria, neurologia, oculistica, ortopedia, tra qualche mese, non tra qualche anno. Quindi noi rischiamo di continuare ad avere la direzione di reparti importanti e rischiare la chiusura per il fatto che non abbiamo primari, quindi una delle questioni a cui lei, e sicuramente lo sta già facendo, è quello di mettere in atto i concorsi per quanto riguarda i primari, ma questo è un problema che non riguarda solo il nord Sardegna, o gli ospedali del territorio, riguarda tutta la Sardegna e tutto il nostro sistema sanitario. Inoltre dove i concorsi sono stati espletati, anche per titoli, cerchiamo di dare corso diciamo alle assunzioni e stabilizzare, piuttosto che andare come si sta facendo a Sassari, e si sta preparando su quella direzione, la possibilità di attingere dalle agenzie interinali, non mi sembra una cosa che diventa permanente e normalizzi un sistema anche "clientelare" di assunzione quindi di personale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione, nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 65.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 803.

Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Presidente, sì, questo è emendamento che puntualizza un po' l'emendamento precedente e che, come ho detto per l'emendamento che poi è stato votato da tutto il Consiglio, si pone sulla scia di una volontà di collaborare alla scrittura migliore possibile di questa legge. È sempre questo l'intento, quello di pensare, di ritenere che tutti insieme possiamo sciogliere eventuali dubbi a chi leggerà poi la legge, a chi la dovrà applicare, e soprattutto per affermare alcune alcuni convincimenti che sono quelli, tra i quali questo poter potenziare la medicina territoriale alla quale si è capito teniamo molto, anche perché siamo convinti che potenziando la medicina territoriale noi faremo risparmiare le casse della Regione, e faremo risparmiare in generale i cittadini e le cittadine sarde, perché attraverso la medicina territoriale e il suo potenziamento saremo in grado di ridurre la distanza tra chi si avvicina alle strutture sanitarie e la sanità stessa. Staremo affermando sempre meglio il diritto alla salute dei cittadini sardi e qui addirittura precisiamo che questo potenziamento può essere garantito proprio dal risparmio della spesa pubblica derivante dall'attuazione della presente legge, ma crediamo che questo risparmio possa avvenire soprattutto se noi potenziamo la rete cosiddetta periferica, se noi potenziamo la medicina generalista, se implementiamo tutti i servizi che possono essere erogati attraverso i medici di famiglia, le guardie mediche, la medicina del territorio che non necessita di ricoveri o di forme più complesse di ricorso alla diagnosi. Noi siamo convinti che attraverso questo emendamento possiamo scrivere insieme, precisare insieme, arricchire…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Sì grazie Presidente, con questo emendamento si vuole, nell'intenzione dei firmatari, in particolare il primo firmatario l'onorevole Agus è appunto quella di rafforzare la medicina territoriale. Tra i vostri principi quelli inseriti nella proposta di legge fate riferimento alla possibilità di utilizzare sistemi innovativi di assistenza come la telemedicina. Pensate un po' se noi questo sistema l'avessimo avuto ai tempi dell'emergenza, e speriamo che non ritorni. Quindi la possibilità di evitare contagi di medici e di personale sanitario nelle nostre strutture sanitarie, avremmo probabilmente evitato molti casi positivi con l'utilizzo della telemedicina. Quindi io sono assolutamente favorevole al rafforzamento di quelli che sono i presidi territoriali, magari l'utilizzo con le nuove tecnologie e in particolare coinvolgendo quelli che sono i medici di base che sono il front office rispetto alla centralizzazione dei servizi ospedalieri e quindi dei capoluoghi di provincia. Quindi un ruolo fondamentale lo devono e lo dovrebbero avere in una possibile riforma appunto i medici di base che vanno assolutamente secondo me stimolati rispetto alle mortificazione diciamo a cui sono costretti rispetto magari a eseguire solo esclusivamente delle ricette piuttosto che seguire invece il paziente dall'ospedale per un pronto e meglio ritorno a casa, grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 803.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 68.

Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca Alma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Grazie Presidente, beh l'abbiamo dichiarato da subito lettera d) riorganizzare e potenziare, quindi che cosa chiediamo? Potenziare e riorganizzare e potenziare la rete ospedaliera preservando le strutture utili alla produzione di servizi nei territori. Ed è sempre quello il chiodo dove io batto da ieri, per cui andare sempre a garantire i servizi nei territori, negli ospedali minori, nei territori noi sappiamo perfettamente come sia rappresentata orograficamente la Sardegna e sappiamo perfettamente quale sia la rete viaria dei trasporti della Sardegna. E quindi sappiamo che ci sono dei territori praticamente sperduti c'è della popolazione che non arriva e non riesce ad arrivare in tempi congrui proprio per la salvaguardia della propria vita negli ospedali minori. Per cui credo che una semplice parola come quella di potenziare sia assolutamente significativa e rappresenti uno strumento in più per la salvaguardia delle vite umane. E questo è quello che dovrebbe essere l'obiettivo di questa legge. E credo anche che, e ringrazio anche i colleghi che hanno presentato questo emendamento, che sembrerà banale, ma davvero credo che invece sia assolutamente significativo, per cui annuncio il voto favorevole del Gruppo del Movimento 5 Stelle.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Il potenziamento della rete ospedaliera e dell'offerta di sanità nel territorio è oggi la priorità assoluta e purtroppo bisogna fare i conti con una risorsa scarsa e cioè i medici specialisti di medicina generale e pediatri di libera scelta. Su questo io credo che sia necessario anche in questo dibattito, anzi soprattutto in questo dibattito, fare il punto sulla situazione attuale. Un tema per esempio è quello delle chirurgie oggi noi abbiamo una richiesta di chirurgia nel territorio, di interventi chirurgici nel territorio molto superiore a quello che sarebbe possibile erogare con gli specialisti oggi in servizio all'interno del sistema pubblico. Servirebbero 250 chirurghi, anche a seguito dell'applicazione di quota 100, e a seguito della fuga, chiamiamola così, di molti professionisti operanti nelle strutture pubbliche verso la sanità privata, siamo sotto i 200, lo stesso vale per gli anestesisti. Il Brotzu di Cagliari lavora con il 70 per cento degli anestesisti necessari per far funzionare il reparto di anestesia e rianimazione, parte di questi sono andati a sopperire gli organici di ospedali del territorio che addirittura rischiavano di veder chiuse le loro sale operatorie. È chiaro che questa situazione, senza un intervento incisivo, rischierà nel 2021 di portare al territorio altri problemi, per quello serve una riorganizzazione e serve anche un potenziamento dell'offerta complessiva di sanità, senza far finta di poter acquistare i medici al supermercato, poter clonare gli specialisti perché sappiamo che un'attività del genere è sicuramente faticosa e richiede molto tempo. Un primo passo il Consiglio regionale lo ha già fatto, tra l'altro con una legge approvata all'unanimità, quella che garantirà per quest'anno le borse di specializzazione regionali, che consentiranno oltre 200 nuovi specialisti, cioè giovani medici, di iniziare il loro percorso di specializzazione, è chiaro però che quella semina vedrà i suoi risultati soltanto tra cinque anni, quando al termine della scuola di specializzazione quei giovani medici saranno a disposizione del servizio sanitario pubblico. Da qui a cinque anni però, posto che occorre reiterare il finanziamento anche per l'anno prossimo perché noi ad oggi abbiamo soltanto il finanziamento garantito per il primo anno di borsa, e abbiamo invece un impegno…

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione l'emendamento numero 68. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 68.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 804, pagina 36.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). L'articolo 81 della Costituzione, terzo comma, prevede che con una legge non si possano stabilire… ho sbagliato comma, ho sbagliato comma, era l'articolo 81, ma era un altro comma, il principio è lo stesso. In questo caso, il tema che volevo sottoporre all'Aula riguarda le coperture finanziarie che poi verranno previste dall'articolo 49. Noi abbiamo in tema di coperture finanziarie una copertura estremamente debole, che rischia di inficiare anche l'applicazione stessa della norma che oggi abbiamo in discussione. Anche su quello io inviterei la Giunta eventualmente a un intervento correttivo perché, a prescindere da quanto si condivida un'azione legislativa, in questo caso non la si condivide, credo sia importante che questo Consiglio al termine dei suoi lavori abbia sempre un testo applicabile e non destinato a subire intanto i rilievi annunciati da parte della Corte dei conti, ma anche a essere inapplicabile da parte degli stessi Uffici. Tra l'altro le coperture, in alcuni casi, riguarderebbero e farebbero scattare degli automatismi che riguardano anche le procedure di nomina legate all'applicazione di questa norma, va da sé che una norma, una legge che nasce già con quei problemi annunciati, perché sono stati oggetto di trattazione all'interno della Commissione e non abbiamo avuto risposta riguardo a quei problemi legati alla copertura, renderebbe inapplicabile questa legge. I colleghi l'hanno detto più volte, si tratta di 3 milioni, 3 milioni e mezzo, 5 milioni, una quota pienamente compatibile con il bilancio regionale, però per essere pienamente compatibile deve essere anche scritta nella maniera in cui si scrivono le norme finanziarie e leggi di questo tipo. Lo dico perché già in passato, è sufficiente guardare l'ultima relazione della Corte dei conti per rendersene conto, leggi anche approvate all'unanimità dal Consiglio, quindi approvate da larghissima maggioranza, non sono state poi applicate proprio per questi problemi tecnici in gran parte ampiamente superabili. Siccome la chiarezza è uno dei tratti distintivi che dovrebbe distinguere l'azione legislativa di un Consiglio regionale, io credo che nelle integrazioni che la Giunta dovrebbe fornire all'Aula ci debba essere in primo luogo questo. Lo dico anche se si tratta di un articolo che verrà discusso…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie, Presidente. Apprezzo molto il fatto che sia stato presentato questo emendamento dei colleghi del Gruppo dei Progressisti. Questo emendamento propone di "predisporre un piano di utilizzo delle risorse derivanti dalla quota destinata alla Regione Sardegna a valere sugli strumenti finanziari straordinari attivati dall'Unione europea". Sappiamo bene che tanti danari verranno riversati sulla nostra Regione nel futuro sia a causa dell'epidemia Covid, sia a causa anche del fatto che purtroppo rientreremo nell'Obiettivo 1, quindi tanti, tanti soldi verranno dedicati alla Regione Sardegna. Parte di questi, sicuramente la parte che potrà essere investita in piani di questo genere, sarà sicuramente utilmente investita in ciò che qua si dice "implementazione di soluzioni innovative nel campo sanitario, e un piano di investimenti e manutenzione straordinaria delle infrastrutture sanitarie regionali", cosa che sicuramente le nostre infrastrutture sanitarie necessitano. È notizia recente che ad Oristano si operava con i condizionatori rotti, per esempio, nell'ospedale di Oristano, dove nelle sale operatorie si sono raggiunte forse anche temperature intorno ai 30 gradi, cosa che è rischiosissima per qualsiasi paziente sottoposto a un intervento chirurgico. Naturalmente va anche ad inficiare il lavoro di chirurghi che già devono operare dotati di quello che può definirsi tranquillamente uno scafandro, per via appunto dell'epidemia Covid e di tutte le profilassi che è necessario adottare all'interno delle sale operatorie, in più le nostre infrastrutture sanitarie di certo non si prestano ad un facile utilizzo, ad una facile fruizione, sia da parte dei professionisti, i quali fanno di tutto naturalmente per garantire un adeguato livello di prestazioni sanitarie, sia per gli utenti, ora più che mai tra l'altro, dove per via del distanziamento e per via di tutte le cautele necessarie all'interno delle strutture sanitarie, per prevenire ulteriori contagi e ulteriori focolai di epidemia da Covid-1, si vedono anche le persone affollate per la strada, ore ed ore sotto il sole, non dotate neanche di gazebo. Mi ha fatto molta impressione il racconto dell'onorevole Comandini di ieri, dove vicino al Businco le persone malate attendevano di essere sottoposte a terapia e venivano, per il solo buon cuore del barista lì vicino, ospitate sotto un gazebo e dotate di acqua. Sono sicuro che una discussione su questo potrà avvenire, spero oggi, ma comunque nell'immediato futuro cosicché si riesca in maniera quanto più condivisa possibile a ragionare sul modo in cui distribuire le ingentissime risorse, perché lo sappiamo tutti, saranno ingentissime, risorse che ci verranno date, così veramente da poterle utilizzare in maniera ragionata…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie, Presidente. Io come per l'emendamento precedente, e mi rivolgo al Presidente della Commissione sanità, l'amico Gallus, come per l'emendamento precedente avete poi capito, ragionato che era necessario apporre la vostra firma, io credo che se voi volete salvare questa legge, se voi volete salvare questa legge, anche su questo emendamento il mio amico Giagoni dovrebbe chiedere cinque minuti di sospensione. Perché chi ha letto bene questo emendamento capisce che questo emendamento salva la vostra legge, perché questo è l'emendamento, presidente Solinas, che vi permette di salvare la vostra legge e vi permette di fare le cose che volete fare o che avremmo voluto fare noi. Perché le importanti risorse economiche e finanziarie che vengono messe a disposizione dall'Europa in un momento di emergenza sanitaria, e che vede in tavoli nazionali tutte le regioni impegnate per cercare di avere una propria fetta di risorse verso una sanità che non deve costare di meno, ma verso una sanità che purtroppo deve costare di più, non può vedere la Regione sarda distratta a parlare d'altro. Io lo urlerò sino alla fine, presidente Solinas, la sua maggioranza parla d'altro, vuole lasciare lei e il buon Nieddu da soli a fare le nozze coi fichi secchi. Allora voi volete ragionare sulle risorse finanziarie europee per migliorare l'offerta e la qualità della sanità in Sardegna? Voi volete essere presenti nei tavoli nazionali per cercare di avere più soldi per le infrastrutture? Se voi volete questo, presidente Solinas, io mi fermerei un attimo a un emendamento di principio, che introduce in una legge importante il fatto che la Sardegna per tutti i sardi sia presente nella attribuzione delle risorse europee. Allora, volete essere distratti? Volete continuare a promettere solo a parole? Volete evitare di risolvere i problemi? Allora io chiedo questo, cinque minuti li avete chiesti per tantissime cose, fermatevi un attimo su un emendamento di principio, togliamo anche questa volta le firme, che però dice una cosa, "vogliamo essere come Regione a quei tavoli, vogliamo anche noi utilizzare le risorse europee per la sanità per far sì che il malato, da un punto di vista sia di liste d'attesa, di infrastrutture, di strutture che devono essere presenti all'Oncologico per evitare…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Ovviamente non ritorno sulle questioni che stava raccontando a tutti noi l'onorevole Comandini in relazione al fatto che non si tratta di una grande riforma, si tratta veramente di predisporre una situazione di decoro e di accoglienza dei pazienti in modo tale che non sostano sotto il sole, non attiene a grandi processi di riforma, interventi straordinari, moltiplicazione delle ASL, attiene né più né meno a interventi che guardano al sistema migliore per accogliere le persone all'interno dei presidi ospedalieri. Nell'ambito poi di queste vicende, che purtroppo sono tante e diffusa in tutta la Sardegna, invece trattando più nel dettaglio l'emendamento e cioè sulle questioni finanziarie ho segnalato all'inizio della discussione sull'articolo 1 il fatto che a fronte del testo che riporta nell'ambito dell'articolato, in particolar modo alla fine del testo di legge, le previsioni finanziarie, riporta la dicitura "in assenza di fatto di ulteriori spese", ed è anche smentito dalla relazione tecnica finanziaria. Nell'ambito della spesa pubblica si deve capire dove intervenire, dove tagliare il superfluo, lo spreco, per poter rafforzare spesa che invece possa andare nella direzione di erogazione di servizi, miglioramento delle condizioni di lavoro e di accoglienza dei pazienti e un ulteriore sistema di potenziamento anche del personale, che sappiamo essere tutto nella pubblica amministrazione carente in relazione alla difficoltà di assunzioni e di sostituzione di coloro che andavano in quiescenza. Quindi una riforma di questo tipo, che mira invece solo alla moltiplicazione e alla spesa per quanto riguarda il personale da nominare nelle diverse aziende, collegi dei sindaci, consigli di amministrazione, direttori amministrativi, sanitari, direttori generali, va nella direzione esattamente opposta, su questi aspetti non avete fatto un ragionamento, cioè la riforma viene fatta in fretta e furia, sotto pandemia, quindi immagino in una situazione anche di stress da parte dell'Assessorato, dell'Assessore stesso, del Direttore generale e di tutta la macchina amministrativa, quindi senza avere anche tempo e mente lucida…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Intervengo per preannunciare il mio voto favorevole all'emendamento numero 804 e per provare anch'io a invitarvi ad una riflessione, un surplus di riflessione, perché io capisco bene che quando un sistema come quello sanitario regionale è in difficoltà, è in crisi, si pensa soltanto spesso a risolvere quella crisi, senza avere una visione lungimirante e quindi una prospettiva di insieme che delle volte invece può risolvere una volta per tutte, soprattutto in un momento come questo, dove l'Unione europea mette a disposizione una serie di risorse che potrebbero davvero farci cambiare direzione, quella direzione che noi tutti vorremmo si potesse cambiare per la nostra Regione, quindi non solo magari affrettarsi a risolvere i problemi concreti, quotidiani, che quello deve essere fatto e va percorso su un binario, ma sull'altro binario provare a guardare avanti con coraggio e con innovazione, innovazione che è una parola tra l'altro che utilizza anche l'Unione europea, perché all'interno degli assi su cui la Commissione vuole proprio impegnarsi, oltre la transizione verde, a cui voi sapete io sono molto sensibile, e il digitale, si parla proprio di infrastrutture sanitarie e progetti di ricerca e innovazione, è chiaro che quel famoso filo d'orbace che avrei preso ieri, e che è noto nelle dichiarazioni programmatiche del Presidente, potrebbe essere utilizzato anche in chiave futura, proviamo davvero ad aprire un ragionamento a 360 gradi e a porre in essere, sulla scorta di questi assi, una serie di iniziative che, collegate l'una con l'altra, potrebbero dare delle risposte che sono delle risposte anche a settori diversi, e potrebbero anche generare un volano di sviluppo che oggi noi magari non riusciamo a vedere perché siamo un po' accecati dalla rincorsa verso la risistemazione dei vari buchi che purtroppo ci sono nella nostra Regione nei vari settori. Io penso che noi abbiamo davvero di fronte un'occasione straordinaria, e farcela sfuggire perché non si vuole guardare con lungimiranza verso il futuro io penso che sia un grave errore, e un grave errore che potremmo correre tutti noi e io spero che invece si possa percorrere la strada verso un futuro più brillante per la nostra Regione.

PRESIDENTE. È in votazione l'emendamento in numero 804.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 804.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 765.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Domenico Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (UDC-Cambiamo). Grazie. Noi chiediamo che questo emendamento venga agganciato all'articolo 45, lo spostiamo all'articolo 45, dobbiamo fare una verifica. Poi chiediamo cinque minuti di sospensione, per cortesia.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 26, viene ripresa alle ore 12 e 09.)

Riprendiamo i lavori. Prego i colleghi consiglieri di prendere posto.

Io faccio una proposta. Procediamo magari sino all'una e mezza, poi una sospensione, dove vedremo con i Capigruppo anche una delegazione di sindacati relativi ad una vicenda di Sassari, di Rizzeddu, e riprendiamo i lavori alle 16. Quindi siamo all'emendamento…

(Interruzione della consigliere Desirè Manca)

PRESIDENTE. La Commissione Seconda a che ora la volete convocare? Alle 14? Va bene, allora dobbiamo riprendere i lavori alle 16 e 30. Va bene.

(Interruzioni)

Va bene, comunque allora interrompiamo all'una e trenta e poi decidiamo.

L'emendamento numero 765 è posticipato.

Metto in votazione l'emendamento numero 801, a pagina 38.

Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Voglio approfittare di questo emendamento che ci sollecita a ripensare al riordino della sanità e del sistema sanitario per introdurre una riflessione, che è quella alla quale ci porta questa epidemia e questa pandemia, e cioè sui rischi che ci saranno una volta, speriamo presto, concluso il periodo di emergenza e di paura. I medici, i ricercatori, gli scienziati in generale ci dicono che sono in aumento tutta una serie di patologie che addirittura in alcuni casi non siamo in grado neanche di conoscere ancora compiutamente, e mi riferisco a molte infezioni che, guarda caso, poi dipendono da fattori anche ambientali, perché se è vero che la salute dell'uomo è per un 20 per cento stabilita da fattori genetici e per l'80 per cento da fattori ambientali non ci dobbiamo sorprendere, e spero non ci sorprenderemo, per il fatto che ci possano essere altre emergenze sanitarie a causa di virus, di batteri, di funghi e parassiti proprio a causa del riscaldamento globale. Quindi una riforma sanitaria che non preveda davvero il potenziamento di tutte le sue strutture, e ancora una volta sottolineo in modo particolare quelle di base, ma in questo caso anche della ricerca, per affrontare in maniera che non ci succeda ancora di trovarci così impreparati davanti…

Scusi, Presidente, io in genere parlo a prescindere, anche se c'è brusio, però poi mi distraggo io stessa. Dicevo, occorre che non ci si trovi mai più impreparati come ora, impreparati dal punto di vista della conoscenza dei virus e delle infezioni, ma anche impreparati dal punto di vista delle strutture sanitarie, quindi sui punti di primo intervento, sulle terapie intensive, sui posti letto, ma anche, ribadisco, sulla possibilità per la medicina di base, quella del medico di famiglia, e …

PRESIDENTE. Onorevole Caddeo, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. L'emendamento numero 801 inserisce una clausola di buonsenso che, se approvata, farebbe decadere una volta per tutte uno dei problemi che sono stati segnalati tanto in quest'Aula che all'esterno di quest'Aula. In poche parole chiediamo che siano subordinati gli scorpori dei presidi sanitari, perché alcuni articoli della legge che stiamo discutendo parlano di questo, e ogni altra decisione in materia di assetto interno delle strutture sanitarie, quindi non tutta l'applicazione della legge, ma solo questi due aspetti, alla cessazione dello stato d'emergenza. Lo stato d'emergenza è prorogato sino al 15 ottobre e noi tutti speriamo che quella sia la data finale di uno stato che, appunto, ci ha portato a dover ridiscutere molte delle nostre priorità. La preoccupazione più grande è che sia messa mano alla riorganizzazione interna delle strutture, perché ovviamente lo scorporo di alcuni presidi non potrebbe far altro che portare a una riorganizzazione immediata anche dei dipartimenti durante lo svolgimento della pandemia. Non solo. Creerebbe anche una sorta di terra di nessuno in cui la vecchia dirigenza in alcuni casi non sarebbe più titolata a prendere decisioni e la nuova dirigenza non lo sarebbe ancora. Per evitare tutto questo l'idea è quella di inserire questa clausola. La maggioranza può anche scegliere di andare avanti a portare ad approvazione una legge che non reputiamo giusta, lo fa però inserendo una scadenza, anzi una data prima della quale questa riforma non avrà effetti riguardo, appunto, gli aspetti clinici. È il primo di una serie di due emendamenti perché il secondo subordina l'intera applicazione della legge, però io mi chiedo anche se non sia il caso di fare una valutazione su queste tematiche, perché sappiamo tutti che a settembre alcune cose partiranno subito e saranno subito probabilmente nella scrivania di chi dovrà mettere le firme, sempre ammesso che ci sia una norma finanziaria in grado di supportare quelle decisioni, altri aspetti di questa legge richiederanno più tempo e forse sarebbe un atto di buon senso, a prescindere dallo schieramento politico che lo propone, decidere di subordinarlo appunto alla risoluzione, alla fine di questo periodo che tutti noi auspichiamo essere più breve possibile. Tra l'altro la data è anche relativamente vicina, si parla del…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Metto in votazione l'emendamento numero 801.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 801.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento 800, pagina 39.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 800.

(Segue la votazione)

Intanto comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Michele Ennas.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Domenico Gallus, relatore di maggioranza.

GALLUS DOMENICO (UDC-Cambiamo), relatore di maggioranza. Emendamento numero 145 che è uguale al 178 parere contrario, 179 parere contrario, 180 contrario, 181 contrario, 182 contrario, il 7 uguale al 183 contrario, 184 contrario, 342 contrario, 567 contrario, 568 contrario, 70 contrario, 566 contrario, 71 contrario, 351 contrario, 526 invito al ritiro, 527 invito al ritiro, 6 contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

NIEDDU MARIO, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'articolo 2 e sugli emendamenti.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). L'articolo 2 tratta degli enti del sistema sanitario, quindi l'Azienda regionale della salute, aziende sociosanitarie, azienda di rilievo nazionale ad alta specializzazione, Brotzu, Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari e Sassari, Azienda regionale dell'emergenza urgenza della Sardegna e Istituto Zooprofilattico. Prima di entrare nel merito della riorganizzazione delle strutture, ricordo e segnalo nuovamente alla Giunta e al Presidente, siamo l'unica Regione che a poche ore dal Ferragosto non ha dato indicazioni chiare a tutti i locali e le sale da ballo. Sono attività imprenditoriali che hanno fatto investimenti, che pensavano di poter riaprire, l'ordinanza aveva valore fino all'altro giorno, stanno operando con seri rischi, se c'è un problema come in altre realtà d'Italia è accaduto, cioè di possibile diffusione del virus di rischi, di paura, lo si dica chiaramente, si trovino le risorse per assistere un sistema che oggettivamente in una fase come questa rischia di determinare una diffusione del contagio. Lo si dica chiaramente, è il limbo che creano un problema, è sufficiente che qualcuno chiami le Forze dell'Ordine e saranno dolori per questi proprietari di locali, per coloro che lavoreranno in quei locali, che perderanno il lavoro, un conto è nella chiarezza dire che tutti sanno che c'è il rischio di diffusione del virus, basta individuare strumenti e risorse per far fronte ad alcune categorie che avranno difficoltà ad operare, ma non si può non dare delle indicazioni chiare, è sistematicamente così. Ordinanze alle 3 del mattino con persone che stavano pulendo i locali e avrebbero dovuto aprire il lunedì e poi hanno scoperto all'alba di non poter aprire, bisogna avere anche qualche volta rispetto per coloro che lavorano e che hanno bisogno di indicazioni chiare. Lo dico perché qualsiasi decisione si assuma, nessuno di noi in una fase come questa per il comportamento che abbiamo sempre avuto e dimostrato come opposizione attaccherà in una situazione l'altro, do per scontato che ogni decisione sia stata assunta con ponderatezza riguardo i dati, addirittura da luogo a luogo, cosa difficile ovviamente determinare chiusure e aperture diversificate da spiaggia a spiaggia, da locale a locale, da comune a comune, ma si prenda una decisione, l'abbiamo segnalato l'altro giorno, pensavamo tutti quanti che su questo tema in serata ci sarebbe stata qualche indicazione chiara, non è stato fatto niente. Arrivo invece all'articolo 2 per quanto riguarda i temi delle aziende e di tutto quello che è la loro articolazione, è chiaro che questa conformazione non risponde alle esigenze del nostro territorio, è sistematicamente l'aspetto di moltiplicazione o individuazione di altre aziende, addirittura stiamo scorporando e siccome non c'è una decisione precisa su dove e con chi accorpare alcuni presidi ospedalieri, li si lascia in una situazione anche in questo caso di indecisione, sta creando fibrillazione nel sistema. Io penso e noi tutti vi stiamo segnalando, veramente un ragionamento più attento sulle esigenze e sulla realtà delle cose sarebbe stato più opportuno, noi non possiamo mettere in fibrillazione il sistema sanitario ogni due anni, chi arriva, prende, fa riforme, stravolge, accorpa, suddivide, moltiplica, perché il sistema ha bisogno anche di stabilità e anche di raggiungere quella stabilita in modo tale che si possa verificare puntualmente, raggiunta la stabilità, anche le correzioni successive. Se le correzioni avvengono sistematicamente quando il sistema ancora non è in assetto, non sarà mai possibile prendere decisioni con serenità. È la stessa vicenda di Abbanoa, Abbanoa venne creata nel 2006, ha avuto una situazione di assetto sereno solo di recente e son passati quindici anni, si può sistematicamente intervenire, e parliamo dell'acqua, non che sia una questione non rilevante l'acqua, ma in questo caso è la sanità, intervenire così nella moltiplicazione delle aziende senza avere la possibilità di valutare un sistema che opera in modo ordinario, normale per quanto possa essere definita normale questa situazione, ma probabilmente anche l'analisi del contesto tenendo conto che le elezioni si sono svolte un anno e mezzo fa, che solo un paio di mesi dopo è arrivata la pandemia, vorrei capire come sia possibile per voi valutare in modo sereno la stabilità del sistema sanitario e che cosa fare in una situazione oggettivamente di fibrillazione massima, cosa probabilmente mai conosciuta prima…

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). L'articolo 2 è un po' il cuore della legge, della proposta di legge, e per questo motivo io vorrei soffermarmi un attimo sulle questioni che sono state sollevate dal CAL per dire questo, chiaramente lo ricordo a me stessa e non voglio dare lezioni a nessuno, ma il CAL è un organismo di partecipazione degli enti locali, in questo caso sardi, ai procedimenti legislativi regionali nell'ottica della effettiva condivisione delle scelte politiche regionali. E' un organismo, lo ricordo a me stessa ancora, di rilievo costituzionale dato dalla riforma del Titolo quinto della Costituzione del 2001, che ha imposto alle regioni di prevedere l'istituzione appunto del CAL quale organo di consultazione tra regioni ed enti locali, autonomo e unitario della Sardegna. E' anche vero che la Sardegna essendo a regime di autonomia speciale non era nemmeno obbligata direttamente alla modifica costituzionale, ma fu, lo ricordo, tra le prime regioni a istituire il CAL con legge del 2005 e il CAL iniziò la sua attività nel marzo del 2006. Voglio ricordare sempre a me stessa che il CAL rappresenta i 377 Comuni della Sardegna, allora mi chiedo, che cosa ne pensate delle affermazioni: "la proposta appare poco coraggiosa, poco incisiva e poco decisiva, in un momento in cui i disservizi sanitari si stanno estendendo a tutta la Sardegna, la carenza del personale appare drammatica e la situazione delle sedi disagiate ed insulari emerge in tutta la sua gravità".

Ci si sarebbe aspettati l'individuazione di norme di natura straordinaria ed eccezionale miranti ad affrontare, con tutti i poteri del caso, ogni problematica in tempi brevi. E ancora, la scelta del modello di governance può essere uno strumento, ma da solo insufficiente a costruire un'organizzazione concretamente capace di erogare servizi equivalenti qualitativamente e numericamente. Ed ancora, la riforma proposta sembra non incisiva, non interviene nel merito delle terribili carenze di origine remota, ma emerse con tragico clamore in questo periodo. Partire da una divisione delle strutture territoriali, senza prima aver posto rimedio al disastro ordinamentale delle istituzioni intermedie, ovvero senza avere individuato il pilastro istituzionale di erogazioni delle funzioni di area vasta, toglie radici a qualsiasi tentativo di riorganizzazione dei servizi al cittadino. E ancora, la definizione delle ASL e l'individuazione delle loro dimensioni ottimali sono strettamente legati al nuovo ordinamento delle autonomie locali, l'istituzione di nuovi enti territoriali alla ricerca delle dimensioni ottimali per comporre le esigenze di razionalità tecnica ed economica per l'esercizio delle funzioni con i doveri di rappresentanza democratica, e assume un ovvio rilievo sulla definizione degli ambiti delle ASL. Sarebbe stato opportuno preventivamente concludere l'iter di riforma dei territori e poi quello sanitario.

Allora, io mi chiedo, ma se non è bulimia di potere, ma se non c'è la necessità impellente di provvedere alle 48 nuove nomine, che cos'è? È arroganza? É autoreferenzialità? Ditemelo voi. State facendo una riforma sulla testa dei Sardi! State facendo una riforma sulla testa di 377 Comuni che vi dicono "fermatevi!". Non è il momento di pensare a smontare e rimontare la sanità in Sardegna, come se fosse il gioco dei Lego. A meno che a meno che la soluzione non sia qua dentro, sempre dal parere del CAL, riferendosi alla mancata risposta a una richiesta della Conferenza Sanitaria della Gallura: "Si tratta di uno sgarbo istituzionale, non l'ultimo, che traccia una linea di allontanamento della Regione dai territori e dai cittadini, in una nuvola di autoreferenzialità perniciosa, che si traduce in provvedimenti evanescenti, tranne che per la gestione dei posti di potere", non lo dice Rosella Pinna, non lo dice un consigliere…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, un ringraziamento particolare alle colleghe Caddeo e Pinna, fortunatamente abituate alle classi indisciplinate e chiassose, per lo stoicismo con cui sono andate avanti nel loro intervento nonostante il caos che dai banchi della maggioranza… quindi un ringraziamento a loro per la loro pazienza, riguardo alla decoro dell'Aula invece chiederei ai colleghi di astenersi da quel tipo di manifestazioni che non solo distraggono chi sta parlando, ma appunto rendono surreale anche per chi sta seguendo da casa i lavori di questo Consiglio, il fatto che appunto si tratta di un'Assemblea legislativa, e nel momento in cui si stanno producendo le leggi e si sta riflettendo sulle leggi, a prescindere dal fatto che si apprezzi o non si apprezzino le parole di chi parla, ascoltarle e non disturbare costantemente credo che faccia parte anche del rispetto che noi dobbiamo oltre che a noi stessi, anche all'Aula che ci ospita.

Detto questo, l'articolo 2 è il vero cuore di questa riforma, io fossi in voi avrei fatto molti meno articoli, perché sarebbe stata più semplice la discussione, forse vi sareste risparmiati anche qualche mal di testa in più. Questo è il vero cuore perché di fatto la riforma serve per far nascere le aziende socio sanitarie alla lettera b), anzi far rinascere, perché di fatto si tratta di una reviviscenza di una vecchia legge abrogata con la costituzione dell'ATS. In parallelo alle aziende sociosanitarie locali viene mantenuta l'ATS con un nuovo nome, si chiama ARES, e nelle vostre idee può avere compiti estremamente diversi. Lo dico perché sono stati mantenuti in Aula e verranno discussi probabilmente più tardi emendamenti riguardanti le competenze di ARES. ARES farà le selezioni per tutte le altre aziende, o potrà anche delegare in condizioni eccezionali alle aziende le selezioni del personale per determinati ruoli, o addirittura per incarichi di tipo privatistico? Quella è una discriminante, perché un ARES forte priverebbe le aziende sanitarie locali di alcuni poteri, e quindi configurerebbe domani un bilanciamento molto più simile allo schema ATS ancora in vigore, un ARES debole viceversa riproporrebbe un vecchio schema con otto Repubbliche sempre più indipendenti, che porterebbero avanti politiche anche estremamente diverse. È una scelta politica, io non vorrei che questa scelta politica fosse fatta attraverso emendamenti che magari arrivano a conoscenza solo un minuto prima di essere approvati, anche in questo sarebbe utile, e lo dico continuando a non apprezzare il contenuto di questa legge, sarebbe utile che almeno fosse scritta con chiarezza, e quindi eventualmente ci fosse un emendamento corale della maggioranza, o addirittura della Giunta, che superasse queste divisioni pericolose per il sistema, non per uno o per l'altra parte politica. Anche perché poi a cascata anche tutto il resto viene modificato, ARNAS, le aziende universitarie e AREUS uso oggi hanno dei compiti riguardo al proprio personale, sono i datori di lavoro del personale che è impiegato in queste aziende, dopo l'approvazione di questa legge ARES, la nuova ATS avrà competenze specifiche anche riguardo a quel personale, diventerà il datore di lavoro, almeno numericamente, più importante della Regione. Tutti gli oltre 20.000 dipendenti della sanità sarebbero dipendenti di ARES. Stiamo facendo qualcosa di estremamente gravoso, di estremamente rivoluzionario, anche se parlare di rivoluzione avendo sotto gli occhi questa legge mi sembra quantomeno fuorviante, però è qualcosa che da applicare sarà complicato, e quindi sarebbe utile avere anche dalla Giunta una voce sola riguardo a questi aspetti, che invece vengono lasciati al dibattito d'Aula come se si trattasse di semplici dettagli. Viene inserito qua anche l'Istituto Zooprofilattico, e ha un senso, nel testo che però era stato approvato dalla Giunta a questo elenco seguiva anche l'ARPAS, che nulla ha che vedere con gli altri enti, se non per il fatto che ai dipendenti dell'ARPAS viene applicato ancora il contratto sanitario, in virtù di una vecchia legge statale che obbligava i dipendenti delle ARPA a vedersi applicato quel tipo di contratto. Però quello per noi è stato un segnale d'allarme, perché se si fanno errori così palesi, errori che si sarebbero dovuti evitare, perché un testo che viene trasmesso al Consiglio regionale non può contenere quelle inesattezze gravi, fa capire come, proprio su queste tematiche, fosse necessario un supplemento di istruttoria.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 145 e 178.

Poiché nessuno domanda di parlare li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano. Chi non li approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento 179.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 179.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento 180.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 180.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento 181.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, all'articolo 2 la lettera c) riguarda azienda di rilievo nazionale ed alta specializzazione Brotzu. Ora nel corso degli anni è accaduto che quando è stata annunciata la riforma precedente, quella Pigliaru - Arru, insomma, è stato detto che bisognava chiudere gli altri ospedali nel resto del territorio, sintetizzo e intervengo in modo generale insomma nella terminologia poi non era esattamente così, perché l'assistenza non era garantita con livelli di qualità. Questo che cosa ha determinato? Che all'improvviso avendo diffuso sul territorio regionale, l'idea almeno nel centro sud Sardegna, che l'unico punto di riferimento specialistico e di altre prestazioni sanitarie era il Brotzu tutti sono andati al Brotzu, mettendo in fibrillazione il sistema del pronto soccorso, che è stato travolto da pazienti che si spostavano da tanta parte della Sardegna verso il Brotzu. Quindi il Brotzu ha già vissuto una fase di difficoltà, oltre che una serie di altre problematiche, è un'incompiuta l'azienda San Michele, cioè l'aver accorpato Oncologico, Microcitemico, Brotzu senza aver valorizzato le tre strutture, per l'importanza anche che hanno, nell'ambito di questo accorpamento. E quindi non è stata digerita o vissuta in modo sereno anche quell'operazione. Adesso volete togliere Microcitemico e Oncologico, e anche lì da dove si parte? Si parte da una richiesta giusta in termini generali da parte del rettore dell'Università di Cagliari, che a differenza dell'Università di Sassari che ha accorpato, e quindi ha un sistema di questo tipo, come vorrebbe il rettore di Cagliari, il rettore di Cagliari parte da una considerazione: abbiamo purtroppo una difficoltà come Università in termini numerici, quantitativi ci serve qualcosa di più per crescere. Non fa una grinza il ragionamento sulla possibilità di far crescere Policlinico universitario quindi università. Però ci si dimentica sempre dei pazienti. Cioè è sempre un accorpamento per far sopravvivere strutture o per dare rilevanza a strutture e mai un ragionamento che parta dalla cura e dalle persone. Si può serenamente attivare una dinamica di interlocuzione col Governo per avere una deroga, tenendo conto che siamo in un'isola e tante altre questioni legate al basso numero di popolazione, ma all'incidenza di alcune malattie, perché Microcitemico, non è un caso che sia stato ed è ancora una garanzia di assistenza per tanti, perché noi abbiamo un…

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 181.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 182.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 7 e 183.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Emendamento 7… leggo adesso in una agenzia che ci è appena arrivata parla della volontà della Giunta regionale di non reiterare l'ordinanza riguardante le discoteche. Quindi mi riferisco sempre a un'agenzia, è una cosa che mi dispiace quasi fare, perché mi ricorda un po' come quelli che pur avendo le persone di fronte parlano attraverso il profilo Facebook o Twitter, pur essendo di fronte ai diretti interessati. Se la decisione della Giunta è quella di tener chiuse e quindi applicare in tutto e per tutto alle disposizioni del DPCM senza alcun tipo di deroga le discoteche e locali da ballo, credo che questa azione debba essere comunicata e debba essere comunicata con la massima trasparenza. Anche perché la legge non ammette ignoranti e le sanzioni sono severe, soprattutto per chi da quelle attività trae sostentamento economico e riesce grazie a quell'attività a dare posti di lavoro, magari in zone e in territori della Sardegna deboli dal punto di vista economico. Lo stesso vale anche per le sagre e le feste, l'Ansa in questo caso è un po' più permissiva, si riferisce sempre di fonti interne alla Giunta che avrebbero segnalato la possibilità invece di continuare a mantenere la deroga per le sagre e le feste. Io non so quale sia la vostra intenzione e avrei tanto da dire, potrei anche darvi la mia opinione, per quello che può contare, in questo caso appunto la mia opinione è che occorra tener conto dei problemi e delle istanze presentate da quegli imprenditori e da quel settore, occorre anche capire cosa non ha funzionato nelle settimane passate, perché esiste la possibilità che nella nostra isola ci siano dei piccoli focolai, legati anche alla frequentazione dei locali di quel tipo, ed esiste una situazione che è constatabile con una semplice camminata stasera magari nel centro storico di questa città, per rendersi conto di come quelle disposizioni non siano applicate o meglio è applicata la parte che permette ad alcune attività di tenere aperto e di poter continuare l'attività economica, non è applicata quella riguardante le restrizioni doverose per contenere il rischio di contagio. Ecco io le chiederei, Presidente, di maggior chiarezza su questi aspetti. Perché sono strettamente connessi alla salute di tutti, su questi temi non esiste destra, non esiste sinistra, non esiste…

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione de voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Vorrei anche io, ricollegandomi all'intervento dell'onorevole Agus, capire in temi sanitari, di questo stiamo parlando, di salute e sicurezza per le persone. Quindi nel corso della nottata il Presidente della Regione ha riunito la Protezione civile, l'Assessorato della sanità col direttore generale, le USCA, chiedendo ai responsabili di avere un'interlocuzione e aver riportato la situazione sul territorio, alle quattro del mattino ha sentito i Prefetti, successivamente Generale dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Questori.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Zedda, io sto leggendo lettera e) dell'articolo 2.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Cosa dice la lettera e)?

PRESIDENTE. Agenzia regionale dell'emergenza-urgenza della Sardegna.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). E secondo lei l'emergenza-urgenza, Presidente…

PRESIDENTE. La sto capendo, lei ha capito bene quello che le voglio dire.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Io ho capito perfettamente. Il collegamento è questo…

PRESIDENTE. Siccome ha capito, io la richiamo ad attenersi all'argomento. Prego.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). L'argomento, Presidente… altrimenti ogni intervento sarebbe riducibile a questo. Cassiamo l'Azienda regionale dell'emergenza-urgenza. La riflessione è che siccome esiste l'emergenza-urgenza, purtroppo esistono anche le emergenze e le urgenze, non esiste solo l'Azienda. È un'emergenza ed è un'urgenza e quindi merita una riflessione riguardo i compiti che dovrebbe svolgere questo settore, professionisti, luoghi, cosa accadrà? Ve lo dico immediatamente cosa accadrà, le discoteche non potranno aprire, hanno fatto acquisti, ovviamente hanno investito, siamo a pochi giorni da Ferragosto, arrivano a tutti noi messaggi di feste organizzate, ormai è passata l'età, però arrivano ancora. Che cosa accadrà adesso, dopo l'ANSA e la diffusione dell'informazione circa l'impossibilità di operare per locali autorizzati? Nella giornata di oggi, e poi domani e dopodomani, sorgeranno come funghi feste non autorizzate in luoghi ingestibili da un punto di vista della sicurezza. Questo, se si fosse affrontato il tema con anticipo, sarebbe stato arginabile, ma noi non è che possiamo mettere in fibrillazione sistematicamente il sistema sanitario, il sistema delle autonomie locali e anche il sistema della pubblica sicurezza e dell'intervento di carabinieri e polizia. Sarei curioso di sentire i Questori e i Prefetti in relazione a questo, che cosa può scatenare questo elemento. Sorgeranno come funghi i cosiddetti "bevuta libera", free drink per chi ama la terminologia inglese pur essendo in Italia, non autorizzati, in luoghi difficilmente raggiungibili dalle ambulanze e dalle forze dell'ordine e abbiamo ottenuto l'en plein dell'insicurezza sanitaria e dell'insicurezza anche per le persone, è un film già visto.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione de voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie, Presidente. Per quanto mi riguarda, l'emendamento numero 7 che abbiamo proposto noi è un emendamento di merito, perché come ho potuto già dire ieri per noi l'azienda Areus va abolita, nel senso che per noi costituisce unicamente un centro di costo ridondante. Questo non significa che non abbiamo interesse per quanto riguarda l'emergenza-urgenza, anzi noi riteniamo che vada ammodernata e razionalizzata in maniera più efficiente, perché la distinzione che si è attuata con l'istituzione dell'Areus ha prodotto un distacco dalla medicina dell'emergenza-urgenza e dai dipartimenti di emergenza presenti nelle varie aziende sanitarie della Sardegna, aggravando ancora di più lo scollamento con una formazione professionale realmente completa, omogenea e certificata, tale da rendere il personale del 118 a tutti gli effetti personale dei dipartimenti di emergenza, in grado di operare a rotazione in tutte le strutture dipartimentali nel modo migliore e più efficiente. Questo è il tema, poi voglio anche ricordare che quando si parla di Areus c'è anche tutto il tema dell'elisoccorso, per noi resta evidente il mantenimento dell'onerosa operatività tramite vettore privato dell'elisoccorso, che invece potrebbe essere trovare altre soluzioni, appunto attraverso il reintegro di come veniva fatto precedentemente con l'ausilio dei Vigili del fuoco, questo comporterebbe anche un risparmio e i Vigili del fuoco hanno sempre operato nel migliore dei modi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione de voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, non volevo intervenire, direi che è quasi un intervento sull'ordine dei lavori. Semplicemente sto sentendo interventi da parte dei colleghi che continuano a sollecitare e a parlare di possibili chiusure o riaperture di discoteche e quant'altro. Siccome è un tema molto sentito, io vorrei ricordare ai cari colleghi che molte volte si fa appello al Governo nazionale quando fa comodo, poi alcune volte ci si dimentica di appartenere anche ad una parte politica che oggi ha espresso un'ordinanza dove c'è la chiusura di tutte le discoteche a livello nazionale, poi scarica la responsabilità, che non è così semplice, al Presidente della Regione, e dice: "Il Presidente potrebbe anche dire cose diverse". Io vorrei ricordare ai colleghi quello che ha scritto l'altro giorno il Sindaco di San Teodoro, e penso che San Teodoro, con rispetto per tutte le altre località, sono nostri vicini di casa, sia il plus del divertimento notturno serale per quanto riguarda giovani e meno giovani, lo stesso Sindaco chiedeva al Presidente della Regione di esprimersi, ma lui stesso stava preparando l'ordinanza di chiusura. Perché? Perché sta preparando l'ordinanza di chiusura? Perché delle norme tutti quanti, e dico anche noi, non le stiamo rispettando, il grido d'allarme sta arrivando da più parti, siccome questo virus non è sparito, non è morto, non è debellato e ce l'abbiamo ancora dentro casa, io vi chiederei senza andare a pronunciarvi, o a dire o a fare, siccome è all'attenzione della Giunta regionale e il pool degli esperti ci sta lavorando per cercare di capire se ci sono le condizioni o meno per andare contro quel provvedimento che è arrivato a livello nazionale di chiusura, ripeto, di chiusura, quindi a oggi non si è deciso ancora nulla, si sta valutando. Però, signori, è troppo comodo dire: "Riapriamo o apriamo a seconda delle convenienze nostre personali". Vi ricordo che i Sindaci stanno sollecitando la chiusura, e alcuni naturalmente non si vogliono assumere la responsabilità, è sempre comodo quando si determina il Presidente della Regione. Io ho fatto il Sindaco, caro Massimo Zedda, tu hai fatto il Sindaco, uno si assume le responsabilità di fare un'ordinanza nel suo comune, perché alcuni giorni fa io ho scritto, per quanto riguarda il mio Comune, un post dove ho denunciato pubblicamente che c'erano delle cose che non andavano bene, anche a Orosei c'è il divertimento notturno.

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione gli emendamenti numero 7 e 183. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 7 e 183, di identico contenuto.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. In riferimento a quanto detto dall'onorevole Mula, mi dispiace che possa essere stata fraintesa la nostra intenzione, perché nessuno ha mai pensato di dare al Presidente il cerino e di pretendere da lui una risposta, la cosa che abbiamo chiesto è stata un'altra, abbiamo chiesto chiarimenti riguardo alle intenzioni della Giunta dopo essere stati avvisati attraverso un'agenzia di stampa, e aver chiesto però, per tutta la giornata di ieri, ugualmente dei chiarimenti; avvertiamo il problema, non ci si deve sentire sempre sul banco degli imputati, perché in questo caso l'unica cosa che non si può fare è mancare di chiarezza nella comunicazione esterna e nella presa delle decisioni, tutto il resto, non avendo nessuno di noi la chiave della verità in tasca, rientra tra le idee possibili e tra le ipotesi possibili, però proprio perché ci si trova di fronte a qualcosa di unico e mai provato in passato, io penso semplicemente che sarebbe assurdo, e chiudo, Presidente, che questo Consiglio parlasse di tutt'altro e tralasciasse oggi quello che è il principale problema, siccome ci troviamo in una settimana tra l'altro molto particolare, sappiamo bene che le decisioni che verranno prese da qui a poco, che sono sulle spalle del Presidente, questo è indubbio, potrebbero essere rafforzate magari da un dibattito che invece di parlare d'altro si concentra anche su questo e rafforza una posizione…

PRESIDENTE. L'emendamento numero 184.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. L'emendamento all'articolo 2 tratta sempre della soppressione della lettera f) e sempre di sanità, stiamo parlando della tutela della salute e sistemi di intervento di sicurezza, alla fine. Noi abbiamo visto come nel territorio della Sardegna a Pasquetta, in tutte le spiagge della Sardegna monitorate e controllate dagli elicotteri in volo, onorevole Mula, sono stati trovati due in tutta la Sardegna, a Pasquetta, 2 proprietari di casa ad Arbus provenienti dal Piemonte, solo due in tutta la Sardegna a Pasquetta. Cosa significa? Che le indicazioni date e il comportamento della popolazione è stato rispettosissimo rispetto alle precauzioni, c'è da andare orgogliosi, se un'intera popolazione ha rispettato per mesi le indicazioni di tutela per se stessi e per gli altri. Questo è un elemento di forza, cioè c'è la consapevolezza della paura del dover rispettare le regole, per quello non c'è nessuna intenzione di voler scaricare, anzi, son stati i Presidenti di Regione a chiedere di poter attivare in modo diversificato sul territorio ordinanze eccetera, tant'è vero, e l'abbiamo ricordato l'altro giorno, che nel momento in cui il Paese apriva le librerie il Presidente della Regione Sardegna ha deciso di chiuderle, nessuno è entrato nel merito del "giusto o meno aprire o chiudere", quello che abbiamo chiesto a suo tempo, e stiamo chiedendo oggi, è che la decisione sia ponderata ma arrivi in modo tempestivo, non con l'certezza di giorni e giorni, dopodiché do per scontato, e mi auguro che sia accaduto così, che la decisione all'epoca sulle librerie e le cartolerie, e la decisione oggi sulle discoteche sia frutto dell'interlocuzione con le autorità competenti, con l'autorità sanitaria, con le forze dell'ordine, con il Comitato tecnico scientifico e poi si arriva a una decisione, onorevole Mula, né più né meno quello che noi abbiamo sempre fatto per le ordinanze in materia di Protezione civile per l'allerta meteo; sentivamo, guardavamo le condizioni, si contattava la Protezione civile regionale, verificavamo il colore dell'allerta, punto, si chiude e basta, augurandoci ovviamente che non accadesse nulla, perché uno non è che si augura… ci auguriamo il peggio per dire "ah, hai visto, ho fatto bene ad adottare l'ordinanza", augurandoci che non accada nulla ma si chiama prevenzione per quello, precauzione per questo. Chiediamo solo questo, cioè, mi dispiace che ci sia stato un errore, perché, l'ho detto in premessa, non c'è da parte nostra nessuna voglia…

PRESIDENTE. È in votazione l'emendamento numero 184. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 342. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 567. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 568. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 70.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. La lettera a) dell'articolo 2 è così sostituita, almeno questa da parte dei proponenti è l'intenzione, primo firmatario l'onorevole Ganau insieme agli altri colleghi del Gruppo del Partito Democratico, "l'Azienda regionale della salute, Azienda a tutela della salute", mi pare essere un argomento molto interessante, cioè il fatto che abbiano voluto introdurre, nell'ambito della denominazione, "tutela", in una fase come questa penso che la tutela, la protezione, cioè, c'è paura in giro, paura della crisi economica, paura per un virus che oggettivamente è difficile conoscere, se non per gli scienziati, quindi è una cosa anche che determina paura come tanto di sconosciuto determina sempre paura, la crisi economica e tante altre cose, quindi la tutela, cioè l'estensione del termine tutela, protezione, salvataggio, è un elemento che trasferisce serenità, cioè fa percepire le istituzioni pubbliche come vicine e coloro che ti proteggono, ti danno un sistema di difesa da agenti esterni o situazioni esterne, che difficilmente possono essere governate dai singoli, e su questo aspetto ritorno perché l'errore che state commettendo è proprio il non avere questa visione capillare dei luoghi di assistenza, tutela, prevenzione nell'ambito del territorio regionale, che determinano immediatamente un abbattimento non solo delle liste d'attesa, ma della ricerca del ricovero tramite pronto soccorso, in relazione al fatto che se c'è la lista d'attesa così lunga molti suggeriscono di andare al Pronto Soccorso per essere ricoverati e avere un controllo. Cioè la lista d'attesa estesa sine die, cioè l'appuntamento che non arriva mai, determina quale effetto immediato il carico sul Pronto soccorso, tanto è vero che se l'Assessore alla Sanità fornisse i dati sui codici verdi, noi abbiamo una altissima incidenza di codici verdi nel Pronto soccorso che è né più né meno quell'aspetto di paura: cerco di prenotare, non riesco ad avere la visita, alla fine se non riesco a prenotare e ad avere la vista vado al Pronto soccorso, vado al Pronto Soccorso perché dico, sto male, e un controllo lo fanno, tanti codici verdi che né più né meno incidono e intaccano su una patologia del sistema, e in teoria non dovrebbe essere così, si dovrebbe andare dal medico di famiglia, dalle guardie mediche, cioè il Pronto soccorso dovrebbe essere l'ultima scelta del cittadino, salvo situazioni ovviamente da Pronto soccorso. E anche l'informazione puntuale serve a questo, cioè anche le persone devono sapere che una caduta potrebbe determinare un'emorragia interna per lesioni ossee che poi penetrano negli organi interni e determinano…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie, Presidente. Per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 70 che in sostanza ripropone l'introduzione, o meglio, il mantenimento del titolo di ATS, Azienda a tutela della salute, in luogo dell'Azienda regionale della salute. Come nel corso di questa discussione e di quanto verrà nelle prossime ore, diciamo io sto intervenendo in quegli emendamenti che in qualche modo rappresentano un po' la sostanza della mia visione in termini di riforme, in termini di organizzazione, in termini anche di approcci poi coerenti e concreti rispetto a quello che le riforme, come quella sanitaria, così importante, intendono introdurre. Io sono sempre stato contrario all'utilizzo di etichette esclusivamente per rappresentare il segno dell'ipotetico cambiamento, dell'ipotetico passo che ciascuno, di volta in volta al potere, intende segnare nella storia. Lo vedremo poi nell'articolo successivo, quando si parlerà nell'articolo 3 della istituzione dell'Azienda regionale della salute (ARES) nel capire effettivamente la sostanza della differenza tra ATS e ARES, perché, se di nome si tratta e nella sostanza rimane lo stesso, allora mi parrebbe uno di quei segni volti esclusivamente a dire che si stanno cambiando le cose per dargli un nome diverso e per segnare il proprio passo, ma poi nella sostanza è diverso. Non entrerò in questa fase nel merito del contenuto, del ragionamento sulle caratteristiche peculiarità dell'ARES, così come è previsto dall'articolo 3, ma volevo evidenziare il fatto che anche in questo caso la forma mi sembra molto, molto maggiore rispetto alla sostanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente. Per preannunciare il voto favorevole all'emendamento e per rafforzare quanto è stato espresso dai colleghi in precedenza, ovvero l'inserimento della parola "tutela della salute". Perché? Perché noi siamo fortemente convinti, l'abbiamo detto in tempi non sospetti, anche prima che questo testo arrivasse in Aula, che la prevenzione dovrebbe stare alla base di una riforma sanitaria. A me hanno sempre insegnato questo da sportiva e da ex sportiva: il nostro corpo alla fine è una macchina. Tu più la sforzi e più comunque devi tenerla sotto monitoraggio, perché il problema è che delle volte trascurando delle questioni fisiche, ma non solo, il problema si può accentuare e può diventare sempre peggiore. È chiaro che questo va fatto nella crescita della persona, quindi la tutela e la prevenzione deve nascere da piccoli, deve essere un qualche cosa che purtroppo nella nostra cultura è un po' trascurata, ma dovrebbe essere potenziata in previsione della crescita, sotto il profilo alimentare, l'abbiamo detto in precedenza, anche con uno sguardo attento al mondo dello sport o comunque dell'attività motoria, per migliorare questo, anche all'interno delle scuole. Però la salute non è soltanto salute fisica, è anche salute mentale. Togliere i pregiudizi dallo stereotipo che si è creato nel tempo che lo psicologo sia qualcuno da cui vanno soltanto le persone che hanno problemi gravi. Questo è falso. È chiaro che ognuno di noi potrebbe aver bisogno, in diverse fasi e fasce della nostra età, di un supporto che aiuta e agevola anche la vita stessa di ognuno di noi. Per questo secondo me all'interno dell'azienda della tutela della salute ci dovrebbe essere largo spazio alle politiche anche per la salute mentale, e quindi, visto il grande dibattito a livello nazionale con lo psicologo di base, introdurre, come ho detto in precedenza, nei giorni passati, questa figura ed essere una delle regioni promotrici di un progetto che sicuramente nel tempo avrà un futuro che diventerà proprio una parte integrante di del processo della salute. Quindi noi presenteremo e abbiamo presentato anche alcune riflessioni in merito un po' più concrete e spero che possa diventare…

Metto in votazione l'emendamento 70.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 70.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 566. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 71.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, intanto per ribadire la richiesta di voto elettronico, e poi nel merito dell'emendamento. In questo caso si tratta di riportare il nome previsto nella nuova legge, che è il vecchio nome, aziende sociosanitarie locali, a un nome identico, ma con una S in più, ed era l'accorgimento utilizzato nella legge del 2017 per differenziare le nuove ASSL dalle vecchie ASL. La modifica, apparentemente solo di sigla, che i colleghi che hanno presentato l'emendamento hanno proposto all'Aula per sottolineare un aspetto, il fatto che le nuove ASL non sono né più, né meno che le vecchie ASSL con poche competenze in più. Questo non è per forza un fattore negativo, però è un fattore che va comunicato con chiarezza, cosa che ad oggi non è stata fatta. C'è chi pensa ad un ritorno al passato esattamente come l'abbiamo conosciuto. La realtà è che, anche nel ritorno al passato, ci sono molte ambiguità e molti temi ancora da decidere. Tra l'altro, ne abbiamo parlato anche ieri, non so se la maggioranza e la Giunta abbiano finalmente deciso cosa farne delle vecchie ASSL e dei dirigenti ad oggi impiegati nella loro direzione. Lo dico perché nell'ultima riunione è sembrato che l'idea fosse quella di mantenere i nuovi commissari accanto ai vecchi dirigenti delle ASSL; i commissari si occuperebbero solo dello scorporo, i dirigenti e le strutture ancora esistenti, invece, continuerebbero a portare avanti l'ordinaria amministrazione. Ecco, al netto del voto che ciascuno di noi deciderà di dare al testo, questo tema va chiarito e va risolto. Se noi chiudiamo una legge come questa e lasciamo che il giorno dopo ci siano due persone che dovranno portare avanti compiti simili, verosimilmente nessuno dei due

porterà avanti il ruolo. Tra l'altro sarebbe due volte assurdo pagare dei commissari con compiti circoscritti allo scorporo e non fare in modo che portino avanti anche l'ordinaria amministrazione delle ASL. Questa è sicuramente una stortura, tra l'altro molti dei colleghi di maggioranza erano totalmente all'oscuro di questa finalità, non credo sia compatibile con le norme, tra l'altro non ce ne è traccia nella norma finanziaria e questo creerebbe dei problemi anche all'atto della nomina, io credo che sia utile il fatto che la Giunta presenti…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 71 e non è soltanto una questione di una s in più o una s in meno. è una questione sostanziale relativamente a un modello di gestione della sanità in Sardegna completamente diverso, che presenta sicuramente dei vantaggi relativamente al mantenimento delle aziende socio sanitarie locali in quanto queste rappresentano a oggi e rappresentavano per noi in passato un tipo di sanità che fosse uguale dal Nord al Sud passando per le zone interne, senza creare una concorrenzialità nell'offerta sanitaria fra territori. Infatti le ASSL, le Aziende socio sanitarie locali erano un'articolazione dell'ATS in un sistema omogeneo di offerta, di acquisti e di garanzia per il malato, per i cittadini, quindi un'unica regia, un'unica governante. Mantenendo invece la vostra lettera b) dell'articolo 2 state costruendo le nuove ASL che così come recita l'articolo 8 della vostra proposta di legge, state organizzandovi ASL che hanno ognuna di esse una loro personalità giuridica pubblica e autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale. Ciò significa che ritorniamo non a un passato ma a un remoto passato, laddove ogni territorio attraverso questo tipo di vostra organizzazione avrà un'offerta sanitaria diversa. Avremo territori in cui ci auguriamo verrà garantito un certo livello alto di assistenza sanitaria e altri territori laddove i vostri manager che andrete a individuare non saranno all'altezza, avranno una sanità di serie B, di serie C, di serie D. Io credo che questo i sardi non lo meritano, non è questo il tipo di assistenza sanitaria che avevamo noi e abbiamo noi in testa, laddove a ogni cittadino sardo deve essere garantito la stesso servizio, la stessa assistenza e non la creazione quindi di otto ASL con autonomia giuridica dove il prezzo di una siringa sarà diverso l'uno dall'altro, dove avremo diversi tipi di acquisti e soprattutto avremo diversi tipi di contratti. Allora, io credo che ci sono le condizioni, come abbiamo detto in più occasioni di fermarci, ora che entriamo sempre di più nel cuore della vostra riforma, riportare una discussione sulla qualità dei servizi da offrire ai cittadini, sulla omogeneità nei confronti delle persone che hanno maggiore debolezza nel potersi in qualche modo affrontare e avvicinarsi alla richiesta di aiuto e di sanità, riportando…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 71.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 351. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamenti numero 526 e 527, c'è l'invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Antonio Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI ANTONIO (Riformatori Sardi). Sugli emendamenti numero 526 e 527, raccolgo l'invito fatto così cortesemente dal Presidente e li ritiriamo.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 6.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). In virtù di questa riforma sanitaria che state portando avanti, io ritengo che per cercare di avere un sistema migliore è necessario, secondo noi, creare, noi l'abbiamo chiamato comitato, ma ho visto che ci sono anche verso questa direzione altri emendamenti, un coordinamento appunto unico regionale in cui si possa dare un indirizzo alla sanità, e noi l'abbiamo appunto articolato in questo emendamento e sarebbe praticamente creare questo coordinamento dei direttori generali presieduto appunto dall'Assessore della sanità, questo consentirebbe di avere omogeneità del servizio sanitario su tutto il territorio regionale, perché il rischio di questa riforma che ancora non è ben chiara da quel punto di vista, se le ASL ricostituite potranno interagire, offriranno gli stessi servizi, perché il rischio è che chi si curerà, che ne so, nel Cagliaritano avrà servizi diversi da chi si curerà nel Sassarese e questo va evitato. Per questo, con questo emendamento, noi cerchiamo di migliorare effettivamente il testo, ci sono anche appunto le funzioni che questo Comitato o coordinamento, questo si può anche cambiare tranquillamente, proprio in maniera chiara lo scriviamo, e quindi io dico all'Aula di rifletterci, di analizzarlo e di prendere in considerazione questo aspetto. Soprattutto questo garantirebbe una sanità uguale per ogni cittadino sardo, visto che questa legge ci vede fortemente contrari, in questa maniera riusciamo a mettere una toppa e proviamo a dare quell'indirizzo comune di universalità per la sanità sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento presentato dai colleghi dei Cinque Stelle e per sottolineare, mi dispiace che i due emendamenti, il 526 e il 527 siano stati ritirati, perché intanto in un primo emendamento si parlava proprio di sanità digitale e l'abbiamo detto più volte noi, quindi mi fa piacere che comunque ci sia la sensibilità da parte di alcuni componenti della maggioranza di provare a rendere dignità al sistema tecnologico e all'infrastrutturazione all'interno del comparto della medicina anche perché come abbiamo espresso in precedenza anche attraverso l'emendamento che ricalca un po' i fondi europei che verranno messi a disposizione delle varie Nazioni e quindi in automatico delle varie regioni, uno dei programmi, degli obiettivi e dei progetti specifici che si dovrebbero andare a percorrere, sono proprio quelli della digitalizzazione da parte della sanità. L'ha espresso anche l'onorevole Caddeo molto bene in precedenza quando nei suoi interventi ha ripreso la facilità con cui possano essere erogati poi i servizi a favore del cittadino e quindi avremo tutti dei benefici, comprese soprattutto quelle persone che magari hanno anche più difficoltà a recarsi costantemente di persona nei posti. L'altro invece parlava proprio del dipartimenti interaziendali con un ruolo di indirizzo e di governo culturale e tecnico dei settori scientifico-disciplinari carenti nelle AOU di riferimento e anche per dare indicazioni precise dal punto di vista tecnico e quindi anche dei suggerimenti, un po' quello che sta effettuando in questo momento di crisi sanitaria il comitato tecnico scientifico, quindi che l'Assessorato abbia un supporto costante mi sembra una cosa che, soprattutto in virtù di quelli che dovrebbero essere i finanziamenti che si riceveranno, e quindi anche la possibilità di presentare dei progetti concreti, che magari tecnicamente l'Assessore stesso o comunque lo staff dell'Assessore non può stare su tutto, potrebbe essere interessante da sviluppare. Io li avrei invece tenuti, anzi li avrei discussi, probabilmente i colleghi dei Riformatori…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, l'argomento sollevato da questo emendamento dei colleghi dei 5 Stelle è un argomento molto importante e molto forte, che noi stessi abbiamo caldeggiato. Devo dire che è stato presentato un emendamento da parte della Giunta, se lo trova tra i subemendamenti, che è molto più sintetico ma comunque esprime lo stesso concetto, e in particolare inserisce un sistema di coordinamento che è sganciato dall'assessorato, ma riguarda i direttori generali delle aziende che vengono istituite con questa legge, la cosa se lei ci pensa ha una logica perché l'assessorato è l'organismo che controlla il sistema sanitario, quindi introdurre un coordinamento in capo all'Assessorato sarebbe stata una cosa impropria. Quindi mi pare che su questo emendamento ci sia un invito al ritiro, io mi permetto di caldeggiare il ritiro, proprio perché il tema è stato affrontato secondo me efficacemente attraverso questo emendamento e noi stessi ritireremo gli emendamenti che avevamo presentato proprio su questo punto, perché mi pare che l'esigenza venga soddisfatta in questo modo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, per quanto riguarda l'emendamento condivido quello che ha appena dichiarato il collega Cossa, in effetti c'è un emendamento della Giunta che poi fa sintesi e credo che possa soddisfare quelle che sono poi le richieste.

Presidente, io dico me ne assumo responsabilità, nel senso così come faccio sempre, e quindi ho preannunciato il voto ma vorrei anche intervenire sull'ordine dei lavori, perché sulla falsariga di quello che poco fa si è discusso in quest'Aula, e si continua anche a pubblicare delle notizie che non sono né vere né veritiere, e stanno portando non solo scompiglio ma credo che da fanno danno all'economia di quest'isola. E mi riferisco sempre al discorso delle discoteche che la Giunta sembrerebbe si sia determinata, il danno, eccetera. Io invito l'aula, e me ne occuperò, e ho avviato anche qualche interlocuzione, di preparare questo pomeriggio un ordine del giorno, se il Presidente vorrà fare cosa gradita, lo vorrà prendere in considerazione, un ordine del giorno dove quest'Aula potrebbe anche prendere una posizione per dar forza a quella che potrebbe essere l'ordinanza che il Presidente dovrà emanare, dico a ore, e quest'Aula può finalmente anche esprimersi e dire la sua anche su un argomento così importante, e così vorremmo anche vedere chi in quest'Aula ci potrebbe mettere anche la faccia. Quindi preannunciamo che verrà presentato un ordine del giorno, che studieremo perbene, lo porteremo all'attenzione di tutte le forze politiche, e naturalmente con la speranza che il Presidente della Regione possa valutare e farne le dovute non solo conclusioni, ma di trovare quella forza che gli potrebbe dare quell'input in più per prendere una decisione, confortato appunto da quella che potrebbe essere un'azione da parte dell'intero Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Cocciu. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola, mi associo a quello che è stato l'intervento da parte dell'onorevole Mula. Sono usciti molti post in questo momento e su tutti i vari mezzi di diffusione, sociale social, e così via, che dicono che la Regione Sardegna sia per chiudere le discoteche. Non penso che ci sia un'assoluta urgenza per fare questa ordinanza, perché la situazione in Sardegna è abbastanza sotto controllo, ci sono tanti operatori del settore che hanno fatto degli investimenti importantissimi per quanto riguarda il periodo di Ferragosto, fino ad arrivare a fine mese di agosto, li metteremo veramente in crisi. Ci sono attività che hanno anche 200 dipendenti e gente che ha investito per quanto riguarda personaggi importanti del jet set internazionale, un fine agosto veramente degno della nostra regione Sardegna. Pensiamo che sia importante dare la possibilità a questa gente che ha avuto già problemi, fin dall'inizio, nell'apertura dei locali, di poter proseguire in questo percorso fino a tutto agosto e poi ai primi di settembre prendere una decisione diversa. È una cosa molto importante che riguarda l'economia della nostra Sardegna.

PRESIDENTE. Bene. Io di qua vedo che ho molti iscritti, io sull'argomento darei però la parola al Presidente della Regione.

Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az), Presidente della Regione. Presidente, chiedo scusa se mi inserisco in una discussione che dovrebbe essere sulla riforma della governance sanitaria, ma è stata tirata in ballo da più consiglieri in quest'aula la tematica che riguarda le discoteche, gli spettacoli, feste e sagre. Allora, per fare opportuna chiarezza, l'agenzia di stampa che sta circolando in questi momenti è destituita di qualsiasi fondamento. La Giunta non ha mai detto, né ambienti vicini alla Giunta hanno mai detto che ci sia in elaborazione un'ordinanza che chiude le discoteche, cominciamo a dire le cose con chiarezza. L'unica certezza che c'è è che il DPCM che è stato adottato chiude le discoteche a livello nazionale, lasciando la possibilità alle Regioni di valutare, sulla base di considerazioni che sono tecnico scientifiche e non solo politiche, la possibilità di una apertura. Da quando è stato pubblicato il DPCM è in corso un'interlocuzione col Comitato Tecnico Scientifico della Regione, come abbiamo sempre fatto, che sta valutando con estrema attenzione, visto quello che è successo anche a Carloforte, dove purtroppo i contagi si sono realizzati all'interno di una struttura, e stiamo cercando di capire, insieme e con le strutture dell'assessorato competente, se ci sia una modalità sostenibile che, integrando i controlli, ai quali dobbiamo chiamare con forza anche le altre componenti dello Stato, e cioè Prefetture, Questure, ci devono dare una mano nell'esercitare i controlli agli ingressi in maniera tale che non ci sia un rilassamento totale rispetto alle misure di sicurezza. Ecco, quello che stiamo facendo in queste ore è provare a trovare una sintesi tra tutte queste esigenze, cioè tecnico scientifiche, sanitarie e di controllo, in maniera tale da non pregiudicare possibilmente tutti gli investimenti che sono stati fatti in quel settore e la ripresa che c'è dal punto di vista turistico in questo periodo, che finalmente dopo mesi di chiusura ha cominciato a dare dei segnali positivi. È chiaro che non possiamo mettere in secondo piano il principio della tutela della salute pubblica, che deve rimanere l'obiettivo fondamentale, l'obiettivo lo stiamo perseguendo con tutti gli organi competenti, in maniera tale da trovare una soluzione che contemperi le esigenze in campo. Ogni parola in più rispetto a questa in questo momento è foriera di indecisioni, incertezze, di cui non ha bisogno né il sistema né la politica. Quindi chiederei su questo profilo a tutti, sarebbe anche una bella cosa se c'è una sensibilità comune all'interno del Consiglio regionale che si potesse anche pensare ad un ordine del giorno unitario su questo tema, visto che si è parlato in maniera trasversale credo del problema, che dà l'opportunità di corroborare gli esiti tecnico scientifici anche con una volontà politica. E credo che se riusciamo a mettere assieme tutti i tasselli si riesca, nel più breve tempo possibile, a dare agli operatori e al sistema quelle certezze di cui hanno bisogno.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Solo per capire quando c'era l'intenzione di sospendere la seduta o se abbiamo intenzione di proseguire…

PRESIDENTE. Appena votiamo l'ultimo emendamento chiudiamo, il 6 dobbiamo ancora votarlo.

Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie signor Presidente, innanzitutto ringrazio il presidente Christian Solinas che è stato chiaro, un intervento chiarissimo, senza incertezze, condivido l'intenzione da parte del collega Capogruppo del Psd'Az Franco Mula e del collega anche Angelo Cocciu che sono intervenuti sulla questione delle discoteche. Quindi chiedo anche alla minoranza di essere sensibile all'argomento e di poter votare questo ordine del giorno, possibilmente entro la chiusura dei lavori, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Appurato che la seduta prosegue, intanto mi fa piacere che sia stata fatta chiarezza, perché lasciare alle interlocuzioni con la stampa e a quello che circola all'esterno di quest'aula temi come questo rischia poi di creare l'esigenza di una smentita, come appunto è accaduto. Io le chiederei Presidente di aggiornare costantemente l'Aula riguardo gli sviluppi dell'interlocuzione con il Comitato Scientifico. La natura poi del tipo di ragionamento fa passare in secondo piano qualunque decisione che può prendere quest'Aula. Io eviterei su un tema come questo di intervenire seguendo l'umore del bar, l'umore del bar è quello che ci dice prima di chiudere tutto e il giorno dopo di riaprire tutto, per poi contraddirsi il giorno dopo ancora. Su questo tema noi non le chiederemmo di seguire quell'umore, chiediamo però di essere costantemente informati di quello che, appunto, elaborerà il Comitato scientifico e di poter interloquire in quest'Aula e non attraverso agenzie di stampa, che corrono il rischio semplicemente di rendere più complicata la gestione di un qualcosa che invece deve essere gestita con grande saggezza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Su questo tema a me non convince, così come detto anche da altri colleghi dell'opposizione, che noi si assuma una decisione che da un lato si dice: il Presidente interverrà, deciderà perché sta in capo al Presidente della Regione decidere, e dopodiché noi dovremmo adottare un provvedimento sottoforma di ordine del giorno per sostituirci alla decisione che non è frutto, come è stato detto, non è frutto dell'attenzione che si deve avere per alcune attività è l'esito di un ragionamento tecnico e scientifico. O noi veniamo coinvolti nella discussione con il Comitato tecnico scientifico oppure se il Comitato tecnico scientifico dice: è bene chiudere, che facciamo diciamo di aprire? Non so, non mi pare che ci sia, e che sia nella nostra disponibilità, prendere una decisione di questo tipo. Diverso invece è il resto, nel caso in cui il Presidente della Regione non assuma un provvedimento di apertura, perché è l'esatto opposto non è che deve chiudere no deve non assumere un provvedimento di apertura è indispensabile trovare le risorse per garantire a un settore, che non lavorerà, settore, imprese, imprenditori e dipendenti, per non portarli al fallimento per le ragioni che venivano dette, ci sono impegni di spesa, ci sono stati acquisti siamo a ridosso del Ferragosto, il problema è che l'ordinanza scadeva il 31 luglio e siamo all'11 di agosto, il tema è sempre quello dell'essere tempestivi. L'altro aspetto è nel caso in cui si decida di fatto di non assumere un provvedimento d'apertura c'è un terzo problema, c'è il problema economico, c'è un problema di sicurezza perché verranno organizzati momenti di festa estemporanei, in luoghi sconosciuti difficilmente raggiungibili, quindi c'è l'esigenza di contatto come è stato detto da parte del Presidente della Regione con il Comitato tecnico scientifico e penso che il riferimento agli altri Organi competenti siano le Forze dell'Ordine, Presidente, no? Per questo aspetto di sicurezza, perché i giovani o qualcuno si auto organizza. Su questo tema c'è un rischio molto serio, cioè di chiudere l'attività in regola e avere il proliferare delle attività abusive, organizzate in modo estemporaneo. Quindi questi sono gli elementi, però non penso che noi si possa decidere di aprire e chiudere in base a un sentimento e non a una decisione ponderata e frutto di ragionamenti tecnico, scientifici. Così come neanche il Parlamento ha deciso di aprire e chiudere, si opera con decreti…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Velocemente per dire che ho apprezzato l'intervento del presidente Solinas. Noi in questa fase dobbiamo avere molto, molto buonsenso, dobbiamo essere sobri nelle dichiarazioni e non dobbiamo decidere secondo quelli che sono gli umori, come diceva qualcuno prima, gli umori da bar. Io credo che abbiamo un comitato tecnico - scientifico quindi dobbiamo decidere se questo Comitato tecnico scientifico nutre la nostra fiducia o meno e rispetto a quelle che sono le considerazioni e i dati oggettivi, esclusivamente oggettivi e non soggettivi che scaturiranno dal Comitato noi rispetto a questo dovremo agire. Ognuno di noi ha la propria responsabilità, chi ne ha di più, chi ne ha di meno, i Sindaci, il Presidente della Regione, il Governo italiano. Però abbiamo detto bene, tutti abbiamo detto la stessa cosa, al primo posto sta la salute e la sicurezza del cittadino, io per sicurezza al cittadino intendo anche la sicurezza di quelle imprese che hanno investito tantissime risorse per poter cercare di rialzarsi, perché sappiamo benissimo come siano cadute e come siano ancora in ginocchio, quindi le valutazioni che devono essere fatte devono essere valutazioni, ripeto, molto serie che non possono scaturire e nascere dai nostri umori, devono essere delle considerazioni suggerite dall'oggettività di ciò che ci dirà il comitato - tecnico scientifico di cui io ho estremamente fiducia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Grazie Presidente, solo due parole per dire che ho sinceramente apprezzato l'intervento del Presidente della Regione circa la chiarezza fatta su un tema così importante e sentito rispetto al quale in effetti nelle ultime ore si rincorrevano, si sono rincorsi un po' di notizie altalenanti e che hanno gettato un po' nello sconforto un po' tutti, il settore. Io intervengo soprattutto perché vengo, provengo da un territorio che è notoriamente un po' la patria della vita notturna soprattutto dei giovani in questo periodo e sono, come immagino tanti di noi, tirato da una parte e dall'altra nel senso sia da parte degli operatori e dei dipendenti eccetera che vorrebbero continuare insomma la stagione, sia da parte però di molti cittadini, turisti preoccupati insomma del fatto che possa riprendere l'epidemia. Soprattutto perché, Presidente, questo è un consiglio che mi permetto di darle, nelle ipotesi in cui si dovesse decidere di tenere aperte le discoteche e locali notturni in Sardegna, io credo che vadano messi dei paletti, cioè occorre trovare una via di mezzo. Qualche Sindaco ha cercato di farlo in modo più o meno formale, rispetto al fatto che va bene anche tenerle aperte, se ci fossero le condizioni e se il Comitato tecnico - scientifico, dovesse lasciare uno spiraglio in questo senso. Però chiediamo che non si vedano le scene alle quali tutti abbiamo assistito con dei video e quant'altro degli ultimi tempi in vari locali della Sardegna, dove quegli assembramenti sono stati davvero un qualcosa di molto pericoloso, come ugualmente pericoloso potrebbe essere tenere chiusi i locali e magari non poter militarizzare il territorio per impedire a tanti giovani di riversarsi poi in modo spontaneo e quindi controllarli magari in zone addirittura meno adatte per quel tipo di assembramenti. Quindi insomma ci affidiamo un po' a quello che ci suggerirà o meglio disporrà il Comitato tecnico-scientifico, però io credo che nell'ipotesi in cui si possa adottare la decisione di tenere aperto occorrerà mettere delle regole ferree rispetto soprattutto ai comportamenti da tenere nei locali o nei luoghi all'aperto dove si fa musica e rispetto al numero delle presenze.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie, Presidente. Ringrazio il collega Cossa e volevo dire che ritiriamo l'emendamento visto che c'è stata una sintesi della Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. Bene, il Consiglio è sospeso e riprenderà alle ore 16 e 30, alle ore 16 sono convocate la seconda e la terza Commissione. Adesso con i Capigruppo in terza Commissione riceveremo i sindacati che vengono da Sassari proprio per il problema Rizzeddu. Il Consiglio è aggiornato alle ore 16 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 50, viene ripresa alle ore 17 e 01.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi consiglieri di riprendere posto. Riprendiamo i lavori dell'Aula.

Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Domenico Gallus, relatore di maggioranza.

GALLUS DOMENICO (UDC-Cambiamo), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Articolo 3. All'emendamento numero 739 parere contrario, così pure al 75 che è uguale al 146 e al 569, al 185 uguale al 571 parere contrario, al 186 che è uguale al 572 parere contrario, al 187 e al 573 parere contrario, al 16 parere contrario, al 191 contrario, al 13 contrario, all'1 che è uguale al 192 parere contrario, al 14 parere contrario, al 12 uguale al 193 parere contrario, all'11 uguale al 194 parere contrario, al 195 parere contrario, al 196 parere contrario, al 197 parere contrario, al 198 parere contrario, al 199 parere contrario, al 15 uguale al 200 parere contrario, al 201 parere contrario, al 77 parere contrario, al 202 parere contrario, al 203 parere contrario, al 188 uguale al 574 parere contrario, al 189 uguale al 575 parere contrario, al 190 uguale al 576 parere contrario, sul 766 invito al ritiro, al 73 parere contrario, al 570 parere contrario, all'811 parere contrario, al 74 parere contrario, poi abbiamo il 528 a cui sono stati presentati i sostitutivi totali 868 e 872, parere contrario, al 769 parere favorevole, 767 parere favorevole, il 72 è stato dichiarato inammissibile, al 768 parere favorevole, all'806 parere contrario, all'810 parere contrario, 812 parere contrario, sul 4 c'è un invito al ritiro, all'8 parere contrario, al 10 parere contrario, sul 529 invito al ritiro, 530 parere favorevole, al 9 contrario, 76 contrario, 552 contrario, all'813 contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

MARIO NIEDDU, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Per la Giunta parere conforme.

PRESIDENTE. Apriamo la discussione sull'articolo 3.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). L'articolo tre è uno degli articoli fondamentali, almeno a parole, così è stato definito, di questo progetto di legge, l'ARES che sostituisce in parte l'ATS e che dal giorno dopo l'approvazione, secondo i proponenti, dovrà occuparsi di essere la centrale di committenza, gestire le procedure di selezione del personale del servizio sanitario regionale, gestire le competenze economiche riguardanti la situazione contributiva e previdenziale, il ruolo tipico del datore di lavoro. Le forze sindacali, rappresentative del personale della sanità sarda, hanno sollevato diverse problematiche riguardo a questo nuovo ruolo, se tra i problemi riscontrati dell'ATS c'è stata proprio l'eccessiva centralizzazione di questi processi, l'ARES centralizza ancora di più ed estende i suoi rami appunto a tutto il personale della sanità e non più soltanto a quello delle ASL territoriali. Se sia stato fatto un calcolo riguardo l'ambito ottimale per gestire questo personale non è dato saperlo, sicuramente, anche dal dibattito che nelle scorse settimane ha caratterizzato i lavori della sesta Commissione, sono emersi dubbi anche tra i colleghi che sicuramente voteranno per questo articolo, dubbi che sono stati tradotti anche in emendamenti, alcuni dei quali sono stati classificati con un invito al ritiro, invito al ritiro che nella discussione forse troppo acerba dei giorni scorsi era stato addirittura bollato come una semplice remissione all'Aula, come se l'Aula potesse, magari senza una giusta istruttoria e senza l'aiuto e il supporto degli Uffici regionali, intervenire su un tema così tecnico. Differenze che appunto riguardano il ruolo della centrale di committenza, vedo che l'ultimo emendamento presentato parla, sia per quanto riguarda la centrale di committenza sia soprattutto per quanto riguarda la lettera b), e quindi la gestione delle procedure, della possibilità per le aziende sanitarie sole e aggregate di avere in delega le procedure concorsuali per l'assunzione del personale ad elevata specificità, la mia previsione è che qualunque ASL considererà, qualora fosse approvato l'articolo e il conseguente emendamento, considererà ogni selezione ad elevata specificità, per la natura del territorio, per la natura delle strutture dove il personale verrà impiegato, insomma il rischio, colleghi, è che rientri dalla finestra quello che è stato fatto uscire dalla porta, e cioè la frammentazione e la possibilità per ogni ASL, anche per quelle più piccole e marginali dal punto di vista della erogazione dei servizi sanitari, di comportarsi come una repubblica indipendente. Detto questo credo che nella discussione, io mi auguro che come è avvenuto negli articoli precedenti anche dalle forze di maggioranza, seppur con pochi lampi, arrivi qualche segno di vita, perché in questo momento su un atto così importante e che potrebbe avere, che avrà sicuramente delle ripercussioni sul sistema e sui servizi erogati dalla Regione, non è possibile che non ci sia chiarezza su determinati indirizzi. Lo dico perché, a prescindere dall'orientamento che ciascuno di noi avrà nel voto su questo articolo, nel voto definitivo al progetto di legge, è interesse di tutti far sì che la sanità funzioni, sia in grado di rispondere alle sfide dell'emergenza e del futuro, e risolva alcuni problemi che nessuno di noi oggi può negare. Il rischio, ve lo dico ancora una volta, è che presi dalle riforme, presi dalla riorganizzazione, presi dai problemi della burocrazia, si passi nei prossimi mesi a non fare né l'uno né l'altro, quindi non si progetta e programma il futuro e non si risolvono i problemi che ci portiamo avanti da anni, e non si pensa nemmeno all'emergenza che ogni giorno, anche ormai ogni ora, sembra dirci di non sottovalutare mai il problema epocale che è in corso nel 2020. Per cui ancora una volta arriva un invito, nella mattinata è stato possibile, negli scampoli di tempo parlare anche dei problemi delle emergenze e avere rassicurazioni riguardo un'ordinanza o comunque un indirizzo che sarebbe stato preso dalla Giunta riguardo a un problema che è stato segnalato anche nella giornata di ieri, stavolta io credo che sia necessario accorciare i tempi ed evitare che passino ancora ore…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cesare Moriconi. Ne ha facoltà.

MORICONI CESARE (PD). Grazie, Presidente. Assessore, io non ho nessun pregiudizio, assessore, assessore, non ce l'ho, mi piacerebbe che lo sapesse anche lei, Assessore… non lo sa, non lo sa… Assessore, se deve spostarsi… perché io ho bisogno di rivolgermi a lei senza interrompere l'istruttoria politica, perché so che sta lavorando per il disegno di legge. Volevo dire che io non ho alcun pregiudizio, lo dico, anche nell'intervento in discussione generale ho rappresentato, utilizzando sempre il condizionale, quelli che io considero i miei dubbi profondi rispetto ad una iniziativa legittima da parte di una maggioranza e di un Governo che si è presentato all'opinione pubblica impegnandosi a modificare dal punto di vista legislativo un sistema, quello sanitario, particolarmente importante, compiere una riforma importante perché evidentemente registrava un livello di insoddisfazione importante da parte del sistema e da parte dell'opinione pubblica. Tant'è che è vero che nella campagna elettorale si è più volte parlato da parte di tutti i blocchi della necessità di revisionare quel tipo di legge di riforma, e allora io intervengo per l'ennesima volta, lo faccio senza alcun pregiudizio e anche affermando la consapevolezza della quota di responsabilità che mi appartiene, perché io c'ero nella precedente legislatura e c'ero concorrendo, per la parte che mi riguarda, all'approvazione di una legge di riforma, a prescindere dalle differenziazioni che in quella fase ci hanno caratterizzato e anche dal tentativo, nel corso della parte restante della legislatura, di stimolare un reintervento per revisionare quella legge di riforma perché alcune criticità evidentemente erano state evidenti anche al legislatore o a una parte dei legislatori in quell'occasione lì. Per cui io pongo i dubbi che mi sento di dover porre e lo faccio dicendo che non ho nessun pregiudizio, ho la mia consapevolezza in termini di quota di responsabilità e non riesco a capire però quale sia la consapevolezza di tutti, a partire da chi ha la responsabilità maggiore della proposta della revisione di quella legge di riforma, degli effetti conseguenti. E lo dico davvero in totale e completa buonafede perché non ne capisco le conseguenze, ma è anche normale che non le capisca. I colleghi che sono intervenuti nell'arco di queste giornate hanno provato, e io ho apprezzato i loro interventi che non sono avvenuti solo con spirito polemico, certe volte sono avvenuti anche con un tentativo estremo di provare a modificare in termini migliorativi. È normale, sta nelle dinamiche del dibattito consiliare, e io non so esattamente qual è il livello di consapevolezza degli effetti conseguenti di questo disegno di legge sul sistema sanitario, non è un'operazione di poco conto. Lo dico anche ripassando rapidamente la consapevolezza del malfunzionamento del sistema, ma almeno negli ultimi dieci anni. Ho ricordato nella discussione generale che nel 2010 la stessa Giunta Cappellacci, che provava ad intervenire sul sistema sanitario, si ritrovò ad affrontare il problema del disavanzo, cioè il problema dei conti economici che erano in una fase particolarmente critica esiste da molto tempo, da dieci anni a questa parte per stare solamente sulle ultime due legislature. Ma poi successivamente la Giunta Pigliaru provò a porre rimedio sui conti che continuavano a creare voragini, su liste d'attesa che si allungavano, quindi sui parametri che certificavano la qualità del servizio che evidentemente non andavano bene. È un problema molto molto vecchio, è un problema sul quale si sta provando a porre rimedio nel corso degli anni, evidentemente non ha funzionato.

Noi con questa legge di riforma stiamo ripristinando quel sistema che in parte ha dimostrato di non essere più adeguato. Quando nella Giunta Cappellacci si provava a porre rimedio, noi stavamo parlando del sistema delle otto ASL; con la Giunta Pigliaru si è provato a dare una risposta razionalizzando. Forse l'idea della dell'azienda unica non era la…

Perché mi sta dando tre minuti, Presidente? Sta lampeggiando, è la discussione sull'articolo 3.

PRESIDENTE. Sono sei minuti. Ha 46 secondi ancora.

MORICONI CESARE (PD). Addirittura. E allora il ragionamento che i colleghi hanno sin qui portato quale contributo alla discussione che si sta svolgendo è un ragionamento finalizzato molto a comprendere gli effetti conseguenti di questo disegno di legge che ha all'interno di ARES molte di quelle criticità che sono state la ragione per cui in ATS poi non ha funzionato quel sistema sanitario o quella riforma sanitaria. E quando si è trattato e si tratta, sia sul fronte del personale che della centrale unica di committenza, quindi degli acquisti, di quelle forniture che devono garantire il funzionamento poi delle strutture sanitarie, non si sta parlando solo degli aspetti amministrativi, si sta parlando degli effetti che poi si riverseranno sul funzionamento del sistema sanitario e delle strutture sanitarie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. L'articolo 3 recita all'inizio che tutto si dovrebbe muovere all'interno di questa riforma in base ai principi. La verità è che, mentre tra i principi vengono enunciate parole e affermazioni condivisibili, i principi si riducono a un paio di lettere ridotte a un paio di righe, se fosse per esteso e non, come nel testo di legge ovviamente, accorpato, e invece l'articolo 3 contiene una serie di indicazioni molto puntuali su quello che dovrebbe fare la cosiddetta ARES, Agenzia regionale della salute. Qua sta l'errore fondamentale. L'errore fondamentale è stato quello, a fronte di una spesa sanitaria crescente - non riguarda solo la nostra Regione, riguarda il sistema sanitario in generale -, a fronte di una popolazione che invecchia, e l'alternativa è oggettivamente peggiore. Il fatto che la popolazione invecchia o meglio, detto in termini scientifici, l'età media e l'aspettativa di vita è cresciuta molto di più rispetto a quella dei nostri nonni. Basti pensare che in Sardegna e in Italia l'aspettativa di vita è di 82 anni e mezzo e nel mondo siamo superati, ricordo un dato dell'anno scorso, è probabile anche che sia cresciuto, siamo secondi solo al Giappone con 83 anni. Cosa comporta questo, cioè il fatto di avere, insieme ad un altro Paese nel mondo, l'aspettativa di vita, per la popolazione anziana, più estesa sul pianeta? Significa che si dovrebbe partire da questa condizione per strutturare tutto il sistema sanitario in relazione a una emergenza, a un bisogno, a una necessità tipica della popolazione anziana con una serie di patologie. La vecchiaia non è una malattia, può portare però con sé alcuni acciacchi, e comunque il controllo sistematico delle persone determina sicuramente un minor costo per la spesa sanitaria. Sareste dovuti partire da queste cose, cioè dai dati reali, dalla vita come si svolge, dalle situazioni anche da monitorare. Basti pensare ad alcuni poli industriali, pochi, pochissimo è rimasto, o situazioni di inquinamento dato da insediamenti industriali ormai dismessi, vale per il Sulcis, vale per la zona attorno a Cagliari e Porto Torres, vale per le basi militari e quel che è accaduto nei decenni passati. Quindi strutturare la riforma non in base solo a criteri tecnico-amministrativi, cosa è meglio accorpare, quanti direttori, quante centrali d'acquisto e via dicendo, ma invece strutturare proprio la prontezza di risposta del sistema sanitario in funzione della vita reale delle persone. Nel Paese abbiamo degli esempi. Ora nel 2020 ci sarà un dato probabilmente peggiore, perché l'assenza di controlli preventivi ha determinato anche un arretramento sul fronte della prevenzione, ma per la prima volta l'anno scorso c'è stata un'inversione di tendenza sui tumori al seno delle donne. Perché? Perché nel corso dei decenni è stata fatta una tale campagna capillare sui controlli preventivi sistematici e annuali che si è riusciti, tra le tante tipologie di cancro, a intervenire tanto che per la prima volta è in controtendenza, in diminuzione, non perché la malattia sia scomparsa o sia stato scoperto un metodo per debellarla, ma perché i controlli preventivi consentono di intervenire talmente tanto per tempo da non arrecare un danno serio alle donne in relazione a quanto è invasivo l'intervento dato dai tumori al seno e allo stesso tempo un risparmio per la sanità. Invece si parte dai contenitori: come garantire la centrale di committenza, come garantire il governo delle presenze nel servizio del personale e via dicendo. Le premesse, al di là delle promesse di principio, sarebbero dovuto essere queste, cioè il rafforzamento in funzione alla popolazione che realmente vive in un luogo e alle patologie che questa popolazione ha, anche in relazione alle malattie autoimmuni, altrimenti potrebbe essere una riforma fatta qua così come altrove, N volte quanti sono gli Stati, o luoghi, le regioni che hanno e necessitano di una riforma, e niente di riferimento c'è sulla vita reale, la sanità reale, l'intervento puntuale, individuando coi dati e i numeri gli elementi di debolezza, gli elementi di forza e gli elementi sui quali fondare un'idea di salute della cittadinanza, di prevenzione a partire dall'obesità infantile…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Piu. ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Intervengo sulla discussione generale dell'articolo 3, non l'ho fatto negli emendamenti dell'articolo 1 e dell'articolo 2, perché intervenire sull'ARES, secondo me, bisogna iniziare anche a far capire che questa riforma ha nel nome forse sicuramente un qualcosa di novità, vede nel nome una novità ma nella sostanza prosegue nell'attività amministrativa quella che è iniziata il primo gennaio del 2017 grazie alla legge numero 17 ma del 2016. Perché quando è stata istituita ATS la visione del sistema sanitario sardo era quella di dover razionalizzare in alcuni comparti, principalmente quello della centrale di committenza ma anche della gestione di tutto il personale, di razionalizzare ma di dare una visione diciamo di sanità attraverso tutti i suoi enti alla Regione Sardegna, e l'ARES mi pare di capire o anzi abbiamo capito, abbiamo letto, lo abbiamo approfondito nella discussione precedente, che ha le stesse finalità e la stessa base di lavoro che aveva ATS. Ora voi aggiungete le ASL, quindi questi enti territoriali che dovrebbero dare maggior risposta immediata ai territori, ma se queste ASL non hanno tra loro una comunicazione efficace, una digitalizzazione importante di tutti quelli che sono gli atti, sia per quanto riguarda gli utenti che frequentano gli ospedali ma soprattutto per quanto riguarda gli apparati amministrativi e non, nella gestione unica di un problema, allora noi facciamo un grandissimo passo indietro. Ecco, a me piacerebbe che in questa riforma, in questa vostra proposta ci fossero anche in questi termini degli interventi che potessero andare in questa direzione, perché voi state facendo quello che avete promesso in campagna elettorale, né più e né meno, non avete stravolto quella che era la vostra idea entrando a governare in questa Regione, l'idea di cambiare determinate scelte che erano state fatte in maniera precedente, secondo me però lo state facendo in maniera troppo netta, cioè non si può pretendere che in un periodo come questo, dal primo gennaio 2021, si possa recepire una riorganizzazione così come questa da parte di chi ci lavora in maniera immediata, perché scrivere dal primo gennaio 2021 è una sfida che secondo me non può sopportare nessuno e neanche il nostro sistema che non è riuscito neanche ancora a immagazzinare e a mettere come priorità quella del 2016, perché stiamo vivendo ancora oggi un periodo di transizione che non è stato ultimato e voi lo state ricambiando. Ecco, questo è l'errore, non il fatto di passare nuovamente anche alle ASL che in alcuni casi e per alcuni servizi saranno sicuramente molto più utili rispetto a quanto non possiamo pensare ora, perché non si può partire però da otto anni fa, partite da quello che è stato fatto quattro anni fa che non è tutto da buttare, sicuramente tanti errori sono stati fatti, ma non è tutto da buttare, soprattutto nell'organizzazione che ATS ha avuto nella visione della precedente legislatura, perché avevamo spese da Cagliari a Sassari che erano totalmente differenti, si spendeva di più per un prodotto in una città e il doppio nell'altra, ecco, noi queste cose le abbiamo eliminate, di questo ne va dato atto alla riforma che noi abbiamo presentato nel 2016, oggi bisognava fare una riforma che andasse di più e maggiormente incontro ai cittadini, sulle liste d'attesa, sul fatto di poter ricevere una cartella sanitaria magari direttamente via mail evitando viaggi della disperazione che ancora oggi i nostri concittadini fanno per fare una lastra o per fare un controllo, ecco queste sono le cose di cui dovevamo parlare oggi anche in questa riforma. Non ho ancora sentito perché le otto ASL e questo nuovo sistema possa agevolare o meglio possa finalmente porre la parola fine, mettere la parola fine a tutti questi spiacevoli inconvenienti sanitari che quotidianamente ci troviamo a dover contrastare. O sbaglio che le visite intramoenia sono sempre aumentate, che se si fa una visita a pagamento la si ottiene dopo due giorni, se invece si chiama il CUP la si ottiene dopo 30 giorni, ecco su questi temi, su questo tipo di organizzazione ci si lavora all'interno di questa riforma oppure no? Perché le persone e i cittadini vogliono avere questo tipo di risposta a questo tipo di problemi, quindi la discussione sarà lunga, non so quanto poi una discussione così lunga ad oltranza possa agevolare il dibattito, perché se non ci sono elementi per poter cambiare un minimo questa riforma anche con quelli che sono gli emendamenti presentati dalla minoranza, io credo che ci ritroveremo realmente a continuare a discutere a fare un muro contro muro che però di produttivo forse avrà ben poco.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Rinuncio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Devo dire, l'articolo 3 sicuramente è uno degli articoli principali della vostra riforma perché prevede l'istituzione della azienda regionale della salute, l'ARES. Hanno già anticipato i miei colleghi che alcune, anzi moltissime delle funzioni dell'ARES sono funzioni che attualmente svolge l'ATS e per le quali ci domandiamo qual è la necessità di sopprimere l'ATS e costruire l'ARES, motivazioni credo cari colleghi che siano molto evidenti, siamo passati da una gestione che in qualche modo è un'organizzazione che prevede una qualità uniforme nell'offerta sanitaria, sia in termini di prestazione di acquisti, invece a una gestione della sanità che prevede che ogni singolo territorio, ogni provincia, ogni collegio, devo dire, si possa gestire in maniera propria quella che deve essere l'offerta e la gestione di tutti i servizi. L'ATS è nata il primo gennaio 2017, è nata dopo una lunghissima discussione, perché cari colleghi, mentre la vostra riforma nasce in un periodo ferragostano quando la gente è al mare, preferisce stare sotto il sole, chi può all'ombrellone o fare il bagno, la nostra riforma aveva seguito un processo completamente diverso, di partecipazione dal basso, di discussione accesa, di coinvolgimento delle amministrazioni locali e dei portatori di interesse, devo dire, una discussione che anche molto diviso il centrosinistra, alcuni colleghi lo hanno ricordato, non tutti era eravamo ed erano d'accordo su quel tipo di riforma. Però si può dire tutto ma era una riforma partecipata, attraverso la quale i cittadini erano stati chiamati ad esprimere, invece oggi in maniera molto frettolosa voi state distruggendo quello che di buono era stato fatto, che poteva e può ancora essere migliorato, ma che sicuramente aveva una sua logica, un'ATS che svolgeva le stesse funzioni della vostra ARES e poi tutta una serie di altre sette aziende socio sanitarie locali che però svolgevano all'interno di una governance regionale dell'ATS, prestazioni uguali in tutta la parte del territorio. Allora io credo che quello che manca, perché su questo non ci siamo potuti confrontare, cari colleghi, caro Assessore, quello che manca è quella che è un'analisi tecnico, finanziaria, economica, politica del giudizio sulla ATS che non può essere relegato soltanto: "Ci hanno chiesto i cittadini in campagna elettorale di cancellare l'ATS". Non può essere questa l'analisi tecnico, economica, finanziaria e politica che prevede che dopo tre anni di vita venga cancellata un'azienda importante come l'ATS e sostituita con una fotocopia che è l'ARES e su questo si costruisce il futuro dell'offerta sanitaria. Non può essere questa, caro Assessore, quali sono i numeri? Quali sono state le carenze dell'ATS? Il perché l'ATS deve essere cancellata e sostituita dall'ARES? Allora proprio la mancanza anche di una relazione tecnico finanziaria politica nel cancellare qualcosa che stava producendo i propri effetti, che stava in qualche modo garantendo anche quei risparmi necessari per poi investirli sempre in sanità per quanto riguarda l'abbattimento delle liste d'attesa, per quanto riguarda una riorganizzazione anche infrastrutturale della sanità. Allora tutto questo manca e non vi permette in qualche modo di esprimere un giudizio cosciente di quella che deve essere la riforma. Allora la nostra gestazione è stata lunga, la vostra è una gestazione molto frettolosa, molto accecata più da una risposta elettorale, che da una voglia di offrire un servizio vero, migliorativo anche del nostro, perché su questo ci potevamo e ci possiamo ancora confrontare se vi fermate un attimo, invece no, volete andare in maniera spedita e veloce. Allora l'ARES fa qualcosa ripeto di uguale all'ATS, si decide, e qui lo dico ai colleghi, al professore unico che come ricordava il mio amico Tunis c'è in quest'Aula, che è l'unico che ha seguito con attenzione questa parte, si ricentralizza anche presso l'Assessorato quella che è la gestione della sanità in Sardegna. Quindi un accentramento ancora maggiore verso l'Assessorato, una cancellazione di quello che è il ruolo del Consiglio regionale nel controllo nel potere dare gli indirizzi che devono essere assegnati a una materia così importante come la sanità. Una cancellazione anche di quello che è il ruolo della Commissione sanità, del mio Presidente della Commissione sanità, che viene relegato all'interno del suo piccolo paese, viene cancellato anche dalla possibilità invece di poter apportare quelle che possono essere le sue competenze, le sue conoscenze, e invece che l'Assessorato riprende in capo tutta questa materia. Allora credo proprio per questo che abbiamo presentato tantissimi emendamenti, anche soppressivi di questo articolo 3, siamo convinti che ci possa essere, almeno mi illudo di poter in qualche modo cercare che la maggioranza ragione ragioni…

PRESIDENTE. Grazie. Allora, l'emendamento numero 739 è inammissibile.

Passiamo agli emendamenti numero 75, 146 e 569, che sono uguali.

Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Bene, dopo l'articolo 1 che abbiamo definito una dichiarazione d'intenti legittima, ma abbastanza scontata, con l'articolo 3 io penso che stiamo rilevando la dimensione un po' gattopardesca di questa legge che sembra cambiare tutto, per cambiare molto poco, se non niente. Abbiamo già detto parlando dell'articolo 2 della paura che la nuova organizzazione, assegnando nuovamente alle ASL territoriali una certa autonomia, può portare anche al rischio di una sanità a diverse velocità a seconda dei territori, e quindi col rischio di disparità e addirittura col rischio che venga violato il diritto alla salute per alcuni cittadini rispetto ad altri. A leggere l'articolo 3 però sembra che l'ARES si avochi tutte le competenze e allora occorre capire, perché se andiamo a vedere il comma 2 dell'articolo 8, quando poi definirà le competenze delle ASL si parla di autonomia organizzativa, amministrativa, tecnica, patrimoniale, contabile, di gestione, e allora c'è da chiedersi, dov'è la differenza poi effettiva con l'ARES? E non voglio che ci fermiamo su delle differenze che poi diventano solo tecniche e solo anche di pignoleria dialettica. Io mi chiedo, ancora una volta, che cosa guadagnano i cittadini e le cittadine sarde da questa nuova organizzazione. E la paura che abbiamo espresso parlando dell'articolo 1 temendo, naturalmente avendo letto la legge, che non si sarebbe stati conseguenti nel prosieguo della trattazione, adesso con l'articolo 3 cominciamo a vederla confermata, perché di quello che realmente questi strumenti, queste strutture, quest'organizzazione possa fare per migliorare la sanità, per programmare la prevenzione, per costruire l'educazione alla salute, per implementare le buone abitudini…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Presidente, siamo arrivati all'articolo 3 che parla un po' dell'argomento principale di questa legge, ovvero la costituzione di ARES, appunto l'azienda che di fatto va a sostituire l'ATS. Perché dico questo? Perché praticamente tutte le funzioni che svolgeva l'ATS verranno svolte dall'ARES, che di fatto avrà un ruolo di predominanza proprio sulle ASL che verranno ricostituite, e quindi mi domando appunto con questo ruolo come ci sarà quel coordinamento con i territori, che è il tema tanto sentito dai cittadini dei vari territori, stanno chiedendo maggiore assistenza, maggiori servizi dal punto di vista sanitario, e io credo che con questa legge formulata in questa maniera non stiamo andando incontro a quelle esigenze. L'ARES ha anche delle… non possono negare che ci sono anche delle cose su cui posso essere anche d'accordo, ma è l'idea di base che non va bene, cioè qual è il rapporto tra ARES e le ASL, questo è un tema che dovrebbe essere sviscerato, affrontato, e soprattutto prima di entrare in aula anche capito, c'erano anche esponenti della maggioranza che hanno posto questo tema. Quindi mi sembra un'azione da parte vostra un po' gattopardesca, come prima qualcuno mi ha anticipato, cioè la volontà di cambiare tutto per non cambiare niente, questo è un po' il dato che io riscontro nell'affrontare questo testo di legge.

Quindi in riferimento agli emendamenti in questione il mio voto sarà favorevole, appunto perché trovo corretto che questa legge deve avere altre caratteristiche quando andiamo a parlare di un tema come riforma sanitaria, e quindi voterò favorevolmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, questo è uno dei primi emendamenti che, a differenza degli altri, è in grado da solo di rimandare ai box la legge. Sinora abbiamo discusso emendamenti innocui, alcuni appunto sono stati anche oggetto di un voto trasversale, tanto erano innocui, perché se fossero stati determinanti credo che la maggioranza se ne sarebbe guardata bene dal dare un voto positivo di cui comunque ringraziamo, questo invece è un emendamento capace di scardinare la legge nella sua architrave, perché l'ARES è l'architrave di questa legge, di fatto la super ASL, ispirata alla ASL 0 veneta, che funziona perché è in Veneto, non perché sia il miglior sistema di gestione possibile, funziona perché la sanità veneta ha più soldi, ha più specialisti, ed è in una zona…. poi ne parliamo! Anzi, Assessore, quando vuole parlarne credo che lei abbia sempre possibilità di intervento e anzi sarebbe gradito se su un tema così importante ci fosse un approfondimento anche da parte della Giunta. Noi nei nostri interventi ripetiamo anche concetti che ci sono stati trasmessi e trasferiti in Commissione, però credo che sentirli dalla viva voce di chi li ha scritti sia meglio anche, per chi dovrà poi esprimere un voto su questo emendamento, quello che rilevo è che si passa dalle 7 competenze della ATS alle 15 competenze, più o meno forse qualcuna in più, che indichiamo per legge nella ARES. Alcune piene di significato, alcune ridondanti e ripetitive, altre probabilmente tautologiche se non di troppo, mi chiedo cosa voglia dire "la progressiva razionalizzazione del sistema logistico" in un sistema in cui si sta passando da una ASL unica quindi da un ambito unico a un ambito invece in cui vengono ripartite alcune competenze tra otto ASL. Forse si intende una razionalizzazione del sistema logistico legato alle funzioni che invece vengono trasferite dalle aziende ospedaliere universitarie di Cagliari e di Sassari dalla AREUS dall'azienda ospedale Brotzu all'ARES, credo di no perché le funzioni logistiche o di razionalizzazione del sistema logistico rimangono stabilmente dov'erano, per quanto riguarda le altre aziende. Cito questo fatto perché è una delle…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, le argomentazioni che abbiamo utilizzato nel corso della discussione generale trattando l'articolo 3, quindi l'ARES, ovviamente possono essere trasferite in toto sull'emendamento 75 in relazione alla soppressione dello stesso articolo 3. È stato detto dalle colleghe e dai colleghi sia negli interventi a carattere generale sull'articolo, nella discussione e nel merito sia per quanto riguarda la discussione sull'emendamento. Si mette davanti la macchina amministrativa e l'organizzazione e il numero delle ASL e l'assetto, dei passeggeri non c'è traccia. Cioè che la struttura debba essere pensata per trasportare persone, per accompagnare nel corso di tutta una vita dal punto di vista sanitario le cittadine e i cittadini in termini di sicurezza non c'è traccia. Acquisti, governo delle risorse, numero di poltrone che crescono, per il resto di prestazioni sanitarie e della rimozione di quegli ostacoli, limiti che hanno determinato nel passato, ma ancora oggi permangono, una diminuzione della percezione di sicurezza da parte dei cittadini nell'erogazione di prestazioni e servizi sanitari non c'è traccia. Questo è il vero limite. Proseguendo il ragionamento fatto poc'anzi dalle colleghe e dai colleghi noi dovremmo stabilire, ad esempio su alcune malattie autoimmuni, cosa che purtroppo affligge una parte consistente, sicuramente numericamente più consistente che altrove di nostra popolazione, avere delle strutture dedicate su questo e chiedere delle deroghe, delle eccezionalità per la situazione straordinaria negativa di presenza ad esempio di sclerosi multipla, SLA, diabete, favismo o anemia mediterranea e l'elenco potrebbe purtroppo continuare ma sono alcune patologie che affliggono la nostra popolazione più che altrove, per una serie di condizioni date. Invece non c'è nulla di calcoli di questo tipo, non c'è nessun ripensamento alle strutture in funzione della presenza di alcune malattie e dell'esigenza di arginare la crescita di altri fenomeni da un punto di vista delle ripercussioni gravi per la salute delle cittadine e dei cittadini c'è invece nell'articolo 3 un'organizzazione che poco appassiona e poco servirà alla salute e al benessere delle cittadine e dei cittadini sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì grazie Presidente, emendamento numero 75, il parere è un parere favorevole, perché l'articolo 3 recita l'emendamento viene soppresso. Non è stato espresso dagli onorevoli colleghi che sono intervenuti nella discussione generale sull'articolo le problematiche che sono state delineate, ma è chiaro che oggi noi ci ritroviamo di fronte a una nuova azienda che si chiama ARES che va a sostituire in maniera abbastanza simile la vecchia ATS. È chiaro che una cosa mi sembra importante sottolineare, che è chiaro che una centrale unica di committenza è importante che ci sia a prescindere, nel senso che se ogni ASL avesse un suo patrimonio da gestire si ritornerebbe probabilmente anche in un concetto difficile da supportare anche in termini di spesa e di mancato controllo di quelle che possono essere le spese. Mentre una centrale unica è chiaro che comunque fa un lavoro di monitoraggio, qua si parla di omogeneizzazione della gestione dei bilanci e della contabilità delle singole aziende, è chiaro che questo in qualche maniera riesce ad attenuare, non lo voglio chiamare spreco, però mettiamolo tra virgolette, però quello che è stato nel passato e che la vecchia riforma, la riforma che voi state andando a cancellare, andando ad approvare questa riforma voleva proprio contingentare. Lo sappiamo bene tutti, la spesa sanitaria delle volte, è vero che sono stati fatti tanti tagli, anche di posti letto che probabilmente oggi è un errore che non si andrebbe a ripetere, però è anche vero che alcuni tagli era essenziale farli, non li ha fatti certamente soltanto la Regione Sardegna, la norma precedente è stata fatta anche sul solco di una politica generale che è stata portata avanti in varie Regioni in tutto lo Stato. Quindi comunque sulla scia di questo si è andati a fare questo. Per quanto riguarda la centrale di cui unica di committenza che ha l'onere di occuparsi sia della strumentazione quindi dei materiali ma anche del personale, noi l'abbiamo detto, è chiaro che è…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente, ma questo articolo è un articolo tra quelli centrali, insieme a quello dell'istituzione delle ASL, che di fatto ripropone la ATS, questo è il dato di fatto, mantenendo accentrate le funzioni di committenza per gli acquisti, mantenendo centralizzate le funzioni per quanto riguarda la selezione del personale di servizio, la gestione delle competenze economiche di tutto il personale accorpandogli anche quello delle aziende ospedaliere universitarie e quelle del Brotzu, che prima avevano piena autonomia, la gestione degli aspetti legato alla presenza del servizio, omogeneizzazione della gestione dei bilanci e della contabilità delle singole aziende, la formazione del personale, l'accreditamento ECM, la committenza inerente l'acquisto delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie da privati convenzionati quindi. Di fatto viene da chiedersi come possano le ASL esercitare le autonomie giuridica - pubblica, autonomia, organizzativa, amministrativa, tecnica, patrimoniale, contabile e di gestione che di fatto sono sottratte dalla centralizzazione delle funzioni in ARES.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue GANAU GIANFRANCO.) Quello che manca, ma è già stato detto, io lo voglio sottolineare, nell'intervento nei confronti della ATS, nella riproposizione delle ASL, ogni minima analisi che supporti questo tipo di scelta non è supportata la sottrazione all'ATS della funzione di erogazione delle prestazioni sanitarie, è certificato anzi dalla relazione allegata alla legge, che si prevedono con ARES un risparmio di circa 12 milioni soltanto sugli acquisti, ma corrisponde all'incirca al risparmio che ha fatto ATS sui farmaci, quindi sono segnali di efficienza che vengono mantenuti e centralizzati. Allora il tema è perché si rifanno alle Aziende sanitarie locali quando le soluzioni per risolvere i problemi nella gestione del quotidiano e nell'erogazione dei servizi erano a portata di mano e stavano nel dare autonomia gestionale e funzionale e un budget ai direttori di aziende socio-sanitarie locali, che pure esistono, sono nominati e che in questa maniera avrebbero potuto correggere quelle storture legate all'eccessiva centralizzazione in ATS che noi non abbiamo problemi ad ammettere, ma che andavano corrette all'interno di uno sviluppo di una riforma che era ancora in essere, in fieri, e che doveva essere quindi corretta ed aggiustata per avere il massimo dell'efficienza. Invece si ritorna alla riproposizione di otto aziende socio-sanitarie…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). L'emendamento numero 75, uguale al 146 e al 569, è un emendamento soppressivo totale, sul quale esprimo il mio voto favorevole. Ho già detto nel mio intervento a carattere generale sull'articolo 3 quelle che erano le motivazioni… no, non mi disturbano, guardi, lasci fare, tranquilli, sereni, sono ragazzi dopotutto, devono divertirsi… le motivazioni sono quelle legate a capire il perché voi continuate a ostinarvi in una riforma dove tutto cambia per non cambiare nulla, tutto cambia per non cambiare nulla, l'ARES è uguale all'ATS, identica, state in qualche modo copiando in peggio quello che noi abbiamo cercato di fare e vi abbiamo dato in eredità, un'eredità sicuramente impopolare perché non ci ha permesso di vincere le elezioni, ha creato anche un distacco fra noi e quella che è la cittadinanza, la popolazione sarda, però noi sappiamo e lei, Assessore, lo sa meglio di me, Assessore da quasi un anno e mezzo, quanto è difficile governare la sanità in Sardegna in tutti i propri aspetti. Perché, come dicevo in uno dei miei interventi… Presidente, sono ragazzi, ma possono andare anche a giocare fuori, posso dargli anche un pallone, c'è fuori un campetto, si divertono…

PRESIDENTE. Vi chiedo di fare silenzio, se non volete ascoltare non siete obbligati ad ascoltare l'intervento, però fate silenzio, permettete a chi sta parlando di svolgere l'intervento.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie, Presidente. Quindi dicevo che c'è anche bisogno di un intervento di natura culturale nei confronti del cittadino paziente relativamente a quello che deve essere il rapporto con l'offerta sanitaria, quindi vi abbiamo lasciato un'eredità, voi la state peggiorando, anche esautorando quello che deve essere un ruolo del Consiglio. Io non entro nel merito di alcuni ragionamenti di una sanità a diverse velocità, di un diritto della salute, di quello che determinerà la costituzione delle nuove otto ASL nel territorio con otto sistemi diversi, otto aziende con una personalità giuridica e un'autonomia organizzativa e amministrativa, che significa che avremo otto sanità diverse. Ma entro nel merito di quello che deve essere il ruolo importante del Consiglio regionale e della Commissione presieduta dal mio amico Gallus, perché prevedere che la Giunta regionale determina annualmente gli indirizzi per le attività dell'ARES su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di sanità che ne verifica l'attuazione ed esercita l'attività di vigilanza e controllo, questi sono compiti specifici del Consiglio regionale, sono compiti specifici che deve svolgere l'organo legislativo, questi sono compiti specifici che spettano all'organo eletto che deve vedere e valutare nel corso dell'anno se l'attività e gli indirizzi previsti in questa legge che voi state approvando in qualche modo sono portati avanti dell'ARES. Per cui io quando cerco ai ragazzi che dovrebbero andare a giocare a pallone in tangenziale in qualche modo di…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Però anche un minimo di rispetto, Presidente, se non altro. Quindi stavo dicendo che è un emendamento che tende a sopprimere anche per la mancanza di un ruolo di controllo che deve esercitare il Consiglio regionale e la Commissione competente in merito ad una materia delicata come la materia sanitaria soprattutto con obiettivi, finalità e principi estremamente importanti, estremamente ambiziosi. Questo non può essere in qualche modo legato e delegato solo all'Assessore e alla Giunta, ma deve essere un ruolo principe del Consiglio che noi riteniamo debba essere mantenuto. È per questo che voto a favore dell'emendamento numero 75, che in qualche modo prevede e auspichiamo la soppressione dell'articolo 3.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Comandini.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Grazie, Presidente. Io credo che intervenire in sede di giustificazione di voto in merito agli emendamenti o agli articoli debba discendere da un pieno convincimento. Ora sono pienamente convinto di votare a favore di questo emendamento soppressivo totale dell'articolo 3 in quanto mi chiedo se l'istituzione dell'ARES…

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devo richiamare anche il mio collega Vicepresidente.

CORRIAS SALVATORE (PD). Vicepresidente, lei si distingue sempre per un garbo irripetibile.

Dicevo, se istituire l'ARES in luogo dell'ATS significa creare un semplice acronimo o se significa invece andare a fare una brutta copia, per questo motivo voto a favore dell'emendamento in maniera convinta; se invece significa, come lo stimato assessore Nieddu in campagna elettorale affermò e mi trovò concorde, che ogni azione di riforma in campo sanitario deve informarsi alla razionalizzazione e non al mero risparmio allora probabilmente avrei votato a favore. Però mi chiedo, visto che tutto cambia perché non venga cambiato nell'Italia dei Gattopardi, la ragione del comma 2 dell'articolo 8 dove vanno invece ad essere istituite le Aziende sanitarie locali, ragione per la quale anche in un percorso parallelo della reistituzione delle province probabilmente lì la riflessione meriterebbe un'attenzione maggiore. Sa perché lo dico a lei e ai colleghi consiglieri? La preoccupazione maggiore non dovrebbe essere quella del risparmio della gestione meramente e solamente amministrativa dei processi e dei prodotti, ma dovrebbe essere quella di garantire un'offerta sanitaria con la garanzia del diritto costituzionale di un equo accesso alle prestazioni per tutti dappertutto, perché se è vero come è vero che la lettera b) del comma 3 dell'articolo 3 dice che la gestione delle procedure di selezione del personale va fatta sulla base delle esigenze rappresentate dalle singole aziende con il coordinamento dell'Assessorato, ben venga il coordinamento dell'Assessorato, mi chiedo come sarete capaci e mi auguro che tanto accada di rispondere alle carenze croniche del personale, per esempio nei presidi di periferia, e penso al presidio della mia terra, Lanusei, dove ci sono carenze croniche nei reparti di ortopedia, di pediatria di quel pronto soccorso che ha un bisogno enorme soprattutto nella stagione turistica. Come verrà gestita di fatto una procedura di questo tipo in un processo di pieno concerto tra l'ARES e le Aziende sanitarie locali? Se la gestione sarà ottimale, vuol dire che avrete fatto un passo in avanti, se la gestione non sarà tale, credo che invece sarà solo la mera sostituzione di un acronimo ad un altro e sarà la brutta copia di…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie, Presidente. Per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento, come richiamato dai colleghi nei precedenti interventi, essendo un po' il cuore della riforma. Il mio voto favorevole è appunto tale perché io, e su questo mi appello e chiedo all'Assessore regionale della sanità, e anche al presidente Solinas, e lo chiedo con un piglio di volontaria determinazione a comprendere, quale sia l'architettura organizzativa che nella istituzione, posto che ci pare che sia un cambiamento di nome rispetto all'ATS, da ATS ad ARES, quale sia poi il modello organizzativo di funzionamento in rapporto alle nuove ASL, lo chiedo veramente con la volontà di capire e di comprendere, perché è evidente nell'incedere della discussione quanto sia importante anche per noi che rappresentiamo, tutti quanti, per quanto noi facciamo parte della minoranza, la cittadinanza della Regione Sardegna, quali siano gli elementi che a vantaggio del miglioramento dei servizi al cittadino vanno attraverso la riforma che si sta delineando. Mi sarebbe piaciuto, l'appello è rivolto alla possibilità di avere un'interlocuzione con l'Assessore innanzitutto, che mi aiuti, ci aiuti a capire, questa poi è chiaramente una mia richiesta personale, anche con un diagramma funzionale, probabilmente avrebbe aiutato a comprendere meglio in che modo il rapporto tra l'ARES e le ASL diventa maggiormente efficiente, diventa ottimizzata la gestione del servizio al cittadino, perché noto in maniera favorevole che evidentemente sono introdotti dei principi di ottimizzazione ed efficienza dell'apparato amministrativo con la gestione della centrale di committenza, con la gestione delle procedure di selezione del personale e quindi di distribuzione del personale interno del nel territorio regionale, ma quando leggo "omogeneizzazione della gestione dei bilanci e omogeneizzazione della gestione del patrimonio", chi si intende di pubblica amministrazione e capisce che il tema della gestione del bilancio è un tema fondamentale nell'esercizio dell'autonomia organizzativa, questo diventa particolarmente importante per capirne l'architettura di funzionamento. E in particolare, ma ripeto, questo è un appello veramente sentito e sincero, di capire come la disponibilità del rapporto tra la istituzione organizzativa centrale dell'ARES e le Autonomie locali, chiamiamole così, delle ASL si possano tradurre in un miglioramento dei servizi a favore del territorio, che sappiamo bene essere uno degli elementi portanti su cui si è gestita la campagna elettorale che ha portato alla vostra elezione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cesare Moriconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORICONI CESARE (PD). Presidente, grazie, io intervengo perché il ragionamento che ci ha offerto il collega Agus mi dà l'opportunità di spiegare meglio il senso delle cose che ho provato a dire nella discussione dell'articolo 3. Agus sostiene che l'articolo 3 sia l'architrave che regge l'intero disegno di legge, ragion per cui il voto di Agus favorevole a questo emendamento che sopprime l'articolo 3 è un intervento attraverso il quale si vuole smantellare l'intero impianto; dico bene, Agus?... Ecco, io non la penso come lui, io penso invece che la soppressione dell'articolo 3 renda più agibile l'intera legge, perché le criticità che stanno in questa legge sono conseguenza, secondo il mio punto di vista, della sovrapposizione in termini di funzioni di competenza tra ARES e le e le singole aziende, e non ne faccio un problema di poltrone, a me se otto direttori generali in più producessero maggiore efficienza del servizio ben vengano 8 direttori in più, se 4 milioni o 5 milioni, come diceva ieri il mio Capogruppo, sono la spesa in più per quanto riguarda il costo del management, io penso che 4,5 milioni in più, se servono per far funzionare bene il sistema, 4,5 milioni si possono spendere se il sistema costa 3 miliardi, 3 miliardi e mezzo, significa che avremo minori liste d'attesa e anzi obiettivo zero liste d'attesa, non avremo la fila fuori dall'Ospedale oncologico dei malati oncologici, non avremo i disagi all'interno delle strutture ospedaliere, questo significa che spendere un po' di più per rendere molto più efficiente il servizio credo sia una ragionamento sostenibile, la soppressione di questo articolo, secondo il mio punto di vista, eliminerebbe quelle criticità, che sono ereditate forse dal malfunzionamento di ATS, che probabilmente andava perfezionato, forse valeva la pena soffermarsi un po' di più su sul funzionamento, sulle criticità, come diceva Comandini, sono d'accordo, cioè quali analisi abbiamo fatto per verificare le ragioni per le quali quegli uffici non funzionavano. Ecco, la soppressione dell'articolo 3 che io condivido e che quindi mi porta a votare tale emendamento, è il contributo migliorativo di questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Grazie, Presidente. Allora, in quest'Aula c'è un clima un po' surreale, sembra che 20 persone stiano giocando a squash, lanciamo la palla verso il muro, e poi c'è una platea di altre circa quaranta persone, forse qualcuna in meno considerati gli assenti, che distrattamente ogni tanto solleva lo sguardo, aggrotta la fronte, si scambia qualche battuta, ma non ascolta fondamentalmente, mi dispiace, io pensavo di giocare a tennis non a squash, io pensavo di giocare lanciando la palla dall'altra parte e mi aspettavo che la palla a sua volta venisse lanciata in questo settore, sarebbe stato molto più interessante, invece purtroppo devo confrontarmi con un testo, solo ed esclusivamente con un testo. A me piacerebbe invece sentire quali sono le ragioni per cui difendete questo impianto, a me farebbe piacere sapere perché non siete d'accordo con noi, noi ve lo stiamo spiegando, noi ve lo stiamo dicendo perché non siamo d'accordo, la vostra risposta qual è? Non c'è una risposta da parte vostra se non, come la chiamano i sindaci, "la nuvola di autoreferenzialità perniciosa che si traduce in provvedimenti evanescenti, tranne che per la gestione dei posti di potere", mi piace così tanto che me lo scriverò, perché rende molto bene l'idea. Voterò a favore di questo emendamento e voterò a favore perché credo che questo sia l'esempio lampante e la prova provata, la prova plastica del grande bluff, il bluff di cui parlavo ieri quando sono intervenuta nella discussione dell'articolo 1. Io non capisco come si possa garantire equità e universalità nel momento in cui manca il coordinamento dell'attività e dell'azione sui territori da parte di una azienda che era l'ATS e che faceva da coordinamento; chi farà il coordinamento nei vari territori? Immagino che per il territorio da cui provengo, Cenerentola delle Cenerentole, una Cenerentola che non diventerà mai principessa, che…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Grazie Presidente. Questo emendamento, che è uguale anche a un altro presentato dal nostro Gruppo, il 569, che naturalmente ci trova favorevoli, e con questo emendamento noi chiediamo la soppressione. La soppressione di cosa? Noi in questi giorni, durante la discussione, abbiamo definito l'ARES "mamma ARES", perché nella vostra proposta è contenuta l'idea di istituire otto ASL con la scusa di andare a ridare competenze ai territori e avete utilizzato anche questo termine, dare dignità ai territori della Sardegna, e lo avete fatto con l'istituzione delle otto ASL, l'avete fatto con il tentativo di inserimento, e sicuramente ci riuscirete alla fine di questo grande e veramente lungo iter che seguiremo in questi giorni, che magari durerà anche dopo le ferie estive, se ci saranno le ferie estive, ma l'avete fatto con l'intento di ridare dignità ai territori. Però in questo intento, in questa anche autonomia che avete poi promesso e proclamato anche in tutta la campagna elettorale, nella vostra idea è contenuta anche l'istituzione dell'ARES, che a tutti gli effetti va a sostituire, solo ed esclusivamente cambiando nome, quello che è l'ATS.

L'ATS in questi anni, l'abbiamo visto tutti, non ha funzionato, è stato un fallimento, e noi lo dichiariamo anche oggi, l'abbiamo dichiarato in tanti Consigli regionali in cui ci sono state diverse occasioni anche per parlare della sanità in Sardegna, ma non si può pensare di ripristinare una sanità sarda e di andare a risolvere i veri problemi della Sardegna andando a cambiare effettivamente solo ed esclusivamente un nome. Che differenza fa tra chiamarla ATS o ARES? Noi, devo essere onesta, andando a leggere questo articolo, ci trovate anche d'accordo sull'istituzione di una centrale unica magari di acquisti, noi lo abbiamo detto anche in campagna elettorale, faceva parte anche del nostro programma della sanità per quanto concerne però la centrale unica di acquisti, ma non si può veramente pensare di non dare autonomia ai territori che sono così variegati in tutta la Sardegna. E poi la cosa più incredibile che vado a leggere nella lettera b) nella "gestione delle procedure di selezione del personale del servizio sanitario…

PRESIDENTE. Concluda dichiarando il voto possibilmente.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Il voto è assolutamente a favore, l'ho dichiarato dall'inizio, Presidente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie Presidente. Ci tenevo anch'io intervenire su questo emendamento, visto che non sono potuto intervenire sull'intero articolo, che è un emendamento firmato dal mio Capogruppo, un soppressivo totale che mira a sopprimere l'articolo 3. Perché? Non certo con un intento ostruzionistico, ma semplicemente perché, come è già stato ampiamente detto dai colleghi, noi riteniamo che questo articolo 3 nulla introduca di nuovo rispetto alla situazione attuale della sanità sarda. L'ARES somiglia molto alla ATS, si differenzia per pochissime questioni che non riteniamo sostanziali se non quella della reintroduzione delle aziende sanitarie locali. Ora, dare personalità giuridica alle aree sociosanitarie locali è un'operazione che sicuramente va nella direzione che voi avete sempre dichiarato, quindi di questo bisogna darvi merito, ma dal nostro punto di vista non aiuta a raggiungere l'obiettivo che è dichiarato nell'articolo 1 e che, tutto sommato, io personalmente condivido, cioè quello di portare la sanità più vicino possibile alle esigenze dei cittadini. Visto che mi passa davanti cito proprio l'onorevole Cossa, che in una recente intervista diceva che poco importano le architetture rispetto, invece, all'esigenza di salute e di buona salute dei cittadini. Ecco, anch'io condivido questa affermazione e ritengo che questo articolo 3 non serva a raggiungere quell'obiettivo, motivo per il quale condivido l'emendamento numero 75, che è uguale al 146 e al 569, che ne prevede la soppressione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Domenico Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (UDC-Cambiamo). Grazie Presidente. Per esprimere innanzitutto il mio voto contrario e anche perchè i colleghi dell'opposizione hanno chiesto che parlasse qualcuno della maggioranza, quindi per cercare di dare qualche risposta alle loro innumerevoli domande. Il problema è che io non saprei veramente come rispondere o a chi rispondere, magari continuerò nella prossima puntata, come fate voi. Da una parte sento dire che bisognava avvicinare la sanità al territorio, dall'altra sento dire che era meglio come stavamo prima. In pratica non riesco proprio a capire perché, onorevole Pinna, che stimo… stavo parlando soltanto per dirle che sa, noi ci siamo incontrati anche nella precedente legislatura, ho sempre notato la sua onestà intellettuale, la sua correttezza, però deve sapere che questa Commissione in questo anno ha fatto il giro di tutti gli ospedali della Sardegna, eccetto alcuni di quelli di Cagliari, e in tutti gli ospedali sia i sindaci, sia gli operatori, tutti, ci hanno chiesto solo una cosa: abbattere l'ATS e mettere, al posto dell'ATS, le vecchie aziende locali. Questo ci hanno chiesto e questo noi abbiamo iniziato a fare. Abbiamo detto più volte, così lo ripeto ancora una volta, che avremmo fatto quello che ci chiedevano e a noi hanno chiesto questo, ci hanno chiesto, e a tutti voi anche che eravate in Commissione hanno chiesto tutti la stessa cosa: togliere il mostro per far nascere di nuovo le aziende sanitarie locali. Siamo stati anche a San Gavino, onorevole Pinna, e a San Gavino la prima cosa che mi hanno chiesto, anche in un convegno che qui si è fatto col suo ex collega, perché non siete stati assieme, l'onorevole Gigi Piano, a me hanno chiesto come Presidente della Commissione sanità solo una cosa, che volevano la loro provincia, ma soprattutto volevano loro ASL. Questo me l'hanno chiesto i sindaci, me lo hanno chiesto tutti. Lo stiamo facendo. Vorrei capire che cos'altro avreste fatto voi al nostro posto. Invece di fare queste aziende locali, come le avreste chiamate? Perché non riusciamo a capirlo, almeno io non riesco a capire. Vi sto ascoltando tutti, cerco con la massima attenzione, però non riesco a capire perché, a parte alcuni interventi che danno anche il contributo che debbono dare, non riesco a capire perché qui, non parlo di lei, parlo in generale dei vostri interventi, vengono riciclati l'uno con l'altro: prima dice una cosa uno, poi lo dice l'altro, poi l'altro dice quello che ha detto l'uno, l'altro che dice l'altro. Questo svilisce, credo, anche il ruolo per cui siamo qua e questo ve lo dico con totale tranquillità e serenità, ricambiando i complimenti che in abbondanza mi fate tutto il giorno, ma io purtroppo vi devo fare i complimenti quando ve li meritate e per adesso, eccetto tanti esempi positivi, gli altri sono totalmente negativi, perché non si capisce dove vogliamo arrivare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Grazie Presidente, per esprimere il voto favorevole rispetto a questi emendamenti e per dire al collega Gallus che quei sindaci, quegli operatori del territorio non chiedono chiedevano… ho partecipato anche io a qualche incontro, insomma non viviamo sulla Luna, viviamo tutti in Sardegna e quindi sappiamo cosa chiedono i sardi, i pazienti, gli operatori, eccetera. Chiedevano e chiedono una sanità più vicina a loro, con le liste d'attesa che non siano quelle che stiamo vivendo, con reparti che funzionino, che non chiudano, con tutto quello che ci siamo detti in questi giorni e, lei dice: "Cosa avreste fatto?", probabilmente partiamo da un errore di fondo. Voi pensate, o almeno fate finta di pensare, io sono convinto che non lo pensiate, voi avete raccontato in campagna elettorale che il male di tutti i mali, di tutti i problemi che c'erano e che stavamo attraversando, fosse l'ATS, solo ed esclusivamente l'ATS. Vi accorgerete, si accorgeranno i sardi, che purtroppo magari fosse così, non sarà così e quindi queste argomentazioni vi servono per giustificare, non vi piace sentirlo ma lo dico, perché ritengo che sia così per giustificare tutta quella marea di posti di sottogoverno, alla fine son quelli, che voi state istituendo oggi. Secondo me non siete nemmeno in condizioni di coprirli nemmeno quei posti, chissà dove andremo ad attingere, forse in Lombardia, non so dove andremo ad attingere per poter avere poi tutti quei posti ricoperti.

Però quindi su questo io, se lei mi chiedesse cosa avrebbe fatto lei, io avrei potenziato e quello è un errore che probabilmente è stato fatto quando abbiamo fatto l'ATS, avrei potenziato le ASSL e gli avrei dato molta più autonomia gestionale e funzionale senza istituire 24 poltrone nuove, Assessore e senza lasciare in piedi (…) Però intervengo anche per dire un'altra cosa, in queste ore io spero che il Presidente sia impegnato per risolvere questo problema, nel caso riferiteglielo, guardate che in questi minuti, in queste ore ci sono proprietari e gestori di locali notturni anche molto rilevanti e importanti che debbono iniziare in questi minuti delle serate importanti, che non sanno cosa devono fare, non sanno cosa devono, guardate che non è una cosa da nulla, io credo che rispetto a quello che deve decidere il Comitato tecnico scientifico e poi il Presidente, non si possano perdere giorni, si deve decidere in minuti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Cambiamo). Un maestro mi aveva insegnato, onorevole Congiu, la cosa migliore è non rispondere, non rispondere agli avversari politici, perché è la cosa che maggiormente può dare fastidio agli interessati. Allora siccome ho sentito tante amenità, bisogna cominciare a dirle. Alcuni di voi hanno detto che l'ATS non funzionava, infatti non ha funzionato e voi l'avete distrutta, mai nella storia stato dello Statuto autonomistico un assessore della sanità non è stato eletto.

Il vostro Assessore che ha portato avanti un progetto, è stato bocciato da voi e quando gira la Sardegna parla male di voi, non degli avversari politici, perché l'avete abbandonato e tradito. Ma al di là di questo, qui si sta parlando, parlate dell'ARES, centralizzazione delle gare, sono fondamentali, una legge fatta (…) nel bilancio del 2000, era una cosa che andava fatta, la formazione, i concorsi eccetera, ma diciamolo pure, perché voi parlate di poltronificio? I poltronifici li avete inventati voi, perché prima c'erano 5 ASL, 5, ve le posso elencare, le due AOU, il Brotzu, Cagliari e Sassari e otto Direttori d'Area con le stesse retribuzioni, 13 come sono oggi, quindi cominciamo a mettere i punti fermi, perché se no stiamo dicendo delle sciocchezze. Non solo, per quanto riguarda i funzionari con stipendi stellari, con stipendi stellari, son tutti prima e oggi, ci sono ancora loro, ci sono coloro i quali sono stati incaricati di fare le gare, ahimè, devono essere chiuse, per esempio la sicurezza il primo aprile, a oggi non è ancora chiusa e sono sempre i vostri amici e compari, non sono gli altri, sono rimasti loro. In cinque, diciamo le ASL, praticamente di fatto sono rimasti tutti i vostri. Chi li ha toccati? Non è stato toccato a Nuoro, con la Cattina, non è stato toccato praticamente in altre realtà, a Oristano, non è stato toccato all'Università di Sassari e Cagliari, eccetera, quindi voi avete gestito e continuate a gestire, male, e avete la responsabilità. Quindi è inutile che voi vogliate dire, si vedrà, ci avete detto che non funzionava niente, avete fatto una, e lo sa benissimo la collega Pinna, i 40 posti che vi hanno dato a San Gavino, cosa hanno fatto fino al mese di luglio, hanno fatto qualche cosa? E lo stesso per i posti dati a … con i DEA di primo, potenziali di primo livello, secondo livello, chi le ha fatte queste porcherie e cosa avete fatto concretamente? Non avete fatto niente, avete mortificato la gente e l'atteggiamento della maggioranza oggi è quello che avete ottenuto voi nella passata legislatura, uguale, uguale e contrario nei nostri confronti, facendo mancare i numeri legali per le province eccetera. E perché non parliamo delle province? Le province non sarebbero un poltronificio? E le province perché… io credo che la correttezza valga da una parte e dall'altra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierluigi Saiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Anche io ho ascoltato questo segmento del dibattito con un certo interesse, e ciò che più di tutto ha attirato la mia attenzione è stata una domanda fatta dall'onorevole Gallus a quest'Aula, rivolgendosi ai colleghi dell'opposizione, chiede l'onorevole Gallus: "Ma cosa avreste fatto voi al nostro posto?" Onorevole Gallus, noi lo sappiamo cos'hanno fatto, non cosa avrebbero fatto! Loro hanno fatto ATS! Loro hanno inventato quel sistema di governo della sanità che ha distrutto la sanità sarda! Loro, lo hanno fatto loro! Quindi in quest'Aula, onorevole Gallus, lei sono sicuro con una certa ingenuità, si chiede e ci chiede cosa avrebbero fatto loro, ma noi quello che hanno fatto loro, lo sappiamo e io a Nuoro lo so meglio di altri, ho ascoltato con grande interesse in questi giorni gli interventi dell'onorevole Cocco che ha parlato dell'ospedale San Francesco di Nuoro e di tutte le sue carenze, ma se ci sono gravi squilibri nei sistemi sanitari della nostra Regione, lo dobbiamo proprio ad ATS, lo dobbiamo proprio alla vostra idea di sanità, lo dobbiamo proprio alle leggi che avete votato voi! E allora quale confronto chiedete a questa parte dell'Aula, voi che avete parlato di tutto tranne che di sanità? Perché di sanità, dopo quello che avete fatto con l'ATS voi non dovreste parlare, dovreste invece di fare come state facendo e cioè provare a rallentare il percorso di una riforma necessaria, riconoscere gli errori della vostra legislatura, gli errori delle leggi che avete approvato, quegli errori che oggi i sardi stanno pagando a caro prezzo, perché nessuno di voi credo abbia o possa avere la faccia tosta di dire che i problemi che oggi affliggono la sanità sarda sono ascrivibili alle responsabilità di questa maggioranza o di questo Governo. E allora se vogliamo dare un po' di serietà a questo dibattito, a me piacerebbe ascoltare interventi non di consiglieri regionali che parlano di gioco a tennis o di gioco a squash, ma di consiglieri regionali che avendo votato leggi sbagliate, come quella sulla sanità che oggi stiamo riformando, lo riconoscano a quest'Aula e chiedano scusa ai sardi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 75, 146 e 569, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 185 e 571, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Mi mi ricollego nell'ambito… siamo al 185, soppressivo del primo comma dell'articolo 3, giusto? Perché sopprimerlo questo povero primo comma dell'articolo 3? Leggo l'ultima frase: "L'ARES svolge la propria attività nel rispetto del principio di efficienza, efficacia, razionalità ed economicità", quindi se noi non avessimo scritto così l'ARES si comporterebbe secondo il rispetto del principio di inefficienza, inefficacia, irrazionalità e diseconomicità. Ma se è un principio che deve essere rispettato da tutta la pubblica amministrazione, mi spiegate perché è necessario ribadire sempre cose che diamo tutti per assodate? Sarebbe come ripetere in ogni testo di legge che riguardi i reati contro la persona in generale: "E' fatto divieto nel nostro Paese uccidere il vicino di casa", perché se non lo scriviamo in tutte le leggi abbiamo autorizzato l'omicidio condominiale. Quindi va soppresso per questo motivo. Poi perché la riforma non mi convince? L'istituzione dell'ARES, intanto anche le parole che diceva prima l'onorevole Oppi mi convincono fino a un certo punto, nel senso che è vero che… no ma infatti sto dando conferma, ma è l'assunto dal quale si parte che mi convince meno. Cioè se è vero che tanti purtroppo nella storia politica della nostra Regione si sono impegnati, da tante parti politiche nella moltiplicazione dei posti, ricordo la vicenda delle Province, dove il mio partito al quale ero iscritto all'epoca, Democratici di Sinistra, nelle riunioni, la questione… sì, sì, io manco ce li ho quarant'anni, cioè li ho compiuti da poco, mo che io fossi 40 anni fa a favore delle Province mi pare difficile, no ma ancora alle elementari ero quarant'anni fa, cioè ero né più né meno in procinto di entrare all'asilo. Sto dicendo, però bisogna ascoltarsi, che è vero che in tanti si sono applicati nella moltiplicazione delle poltrone, da parte di tante parti politiche differenti tra loro, non è necessario reiterare l'errore, perché questa Regione sta morendo di queste cose. Zona franca? Nell'incapacità di scegliere, tutta la Sardegna! Adesso, l'onorevole Cossa, poi valuteremo se firmarla, patrimonio dell'UNESCO? L'UNESCO ti dice un bene? Tutta la Sardegna! Dove mettere un insediamento industriale? Tutta la Sardegna! E' la dimostrazione dell'incapacità, basta moltiplicare queste cose n volte quanti sono i Comuni, non serve la politica che decide e guidi, basta moltiplicare le cose e scriverle, tanto è irrealizzabile, tante volte quante sono veramente i cittadini e le cittadine della Sardegna. E così faremo contenti tutti senza sviluppo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Presidente, vorrei rivolgermi al presidente Gallus, perché è padrone di non crederci, ma io la domanda su cosa avremmo fatto e su cosa serviva a la Sardegna per superare le criticità di una sanità, che era ed è sotto gli occhi di tutti in sofferenza, me la sono posta, e avevo provato a ragionare non essendo del mestiere, ma essendo un cittadino che della sanità ha bisogno come tutti, e così come è stato già detto, anche ieri, io penso che nel momento in cui siamo tutti consapevoli, e mi sembra di poter dire che tutti siamo d'accordo che qualcosa andava modificata nell'organizzazione della sanità sarda. Quello che invece trovo mancante, carente, è l'aspetto dell'analisi, della ricognizione di quello che c'è stato, della valutazione, che solo ci avrebbe permesso poi di scegliere gli strumenti nuovi, di scegliere come organizzare la nuova sanità, e ho immaginato che la Sardegna fosse un corpo umano, un corpo umano che si sottopone a una visita di controllo, e noi avremmo fatto ad esempio una TAC con la quale avremmo fatto emergere quali sono le sofferenze di quel corpo, quali sono gli organi che possono essere coinvolti da patologie, ecco, tenendo conto che avrebbe dimostrato un'analisi di questo tipo che la Sardegna e le situazioni della Sardegna non sono omogenee in tutto il territorio, che ci sono sofferenze maggiori in alcune zone e invece risorse maggiori in altre, non solo, che ci sono esigenze di cura, e quindi di ricerca di terapie e di strumenti per curare i sardi, diverse a seconda dei territori. Sappiamo benissimo che ci sono zone in cui sono più diffuse patologie cardiovascolari, altre in cui è più diffuso il diabete, oppure l'ipertiroidismo eccetera. Ecco io penso che il difetto maggiore di questa riforma sia la fretta, avremmo dovuto fare queste analisi, valutare quali sono gli strumenti attuali ancora utili, ancora efficaci…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, ma io inizio subito con una domanda all'onorevole Saiu, ma se davvero l'ATS era un disastro, mi spiegate perché la state riproponendo tal quale, mantenendo accentrate tutte le funzioni? Questo è il tema che non è chiaro. Mi pare che le carenze della sanità non siano migliorate in quest'anno e mezzo che vi ricordo siete al Governo della sanità e della Regione, anzi si stiano accentuando, e in gran parte siano strutturali se vogliamo essere onesti. Sulla moltiplicazione delle poltrone, mi dispiace contraddire l'onorevole Oppi, ma una cosa che non si può dire della precedente legislatura è che siano state moltiplicate le poltrone, anzi ricordo che chi ha moltiplicato le poltrone siete stati voi con l'abolizione dell'amministratori unici e il passaggio ai consigli di amministrazione, e adesso se è vero che ci sono 8 Direttori di area sociosanitaria, è anche vero che a questi gli state affiancando 16 tra direttori sanitari e direttori amministrativi, e 24 revisori dei conti, per un totale di ulteriori 40 poltrone. Quindi anche a parità di costi, ammesso che sia così, state moltiplicando le poltrone di oltre 40 rispetto alle attuali. Questo è un dato di fatto, quindi di cosa stiamo parlando? Di riduzione, di tagli, eccetera, state moltiplicando le poltrone, poi è un bene, è un male? Non spetta a me giudicare, lo giudicheranno i risultati che porterà questa riforma, quando sarà finalmente attuata, di sicuro attraverseremo una fase di commissariamenti che durerà almeno un anno, perché i tempi per lo scorporo delle strutture dall'ATS e la ripartizione sulle AASSLL del personale, dei contratti, e di tutti i beni non può durare meno di un anno, cioè meno di quello che ci è voluto per fare l'incorporazione, e nel quale bloccheremo le attività sanitarie in un momento che è ancora di emergenza, e le bloccheremo all'ordinaria amministrazione, esattamente il contrario di quello che richiede una fase come quella che stiamo attraversando. Mi giungono notizie allarmanti sull'aumento dei positivi in Sardegna di oggi, spero che non siano confermate, perché se fosse così sarebbe davvero una situazione da guardare con molta ma molta attenzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressiti). Presidente, l'emendamento vuole sopprimere il primo comma, in alternativa proporrei di correggerlo con un emendamento orale, e aggiungere dopo "per il supporto alla produzione di servizi sanitari e socio sanitari" aggiungere "e per il coordinamento delle attività delle AASSLL territoriali", secondo me gli uffici dovrebbero pensarci, magari in sede di coordinamento, qualora fosse approvato l'emendamento numero 866, emendamento all'emendamento numero 56, presentato dall'onorevole Ganau e da altri colleghi, l'emendamento proponeva quello originario di istituire il coordinamento dei direttori generali delle ASL, nella accezione originaria doveva essere il direttore generale dell'Assessorato regionale alla sanità a convocare l'organismo in modo da poter avere, ogni qualvolta fosse stato necessario, la possibilità di coordinare l'azione della sanità sarda: l'ARES, le ASL, le aziende universitarie e il Brotzu. Scopriamo invece grazie a questo emendamento che tra le funzioni dell'ARES, per perseguire un'azione omogenea e coordinata c'è anche quella che fa sì che al direttore generale di ARES sia dato il compito di convocare e presiedere il Coordinamento dei Direttori, quindi sia più direttore degli altri. Noi avremo otto direttori di aziende sanitarie locali, avremo il direttore dell'azienda ospedaliera dell'ARNAS Brotzu, avremo direttori delle aziende universitarie e poi avremo il direttore dell'ARES che coordinerà e convocherà e presiederà il comitato dei direttori, non è una questione formale è una questione sostanziale, su cui ad esempio alcune idee, anche nella passata legislatura relative alla riforma della macchina burocratica regionale, si sono arenate. Perché chi convoca e presiede i pari non è più uno dei pari è sovraordinato rispetto ai pari, esiste per esempio negli ambiti organizzati al Segretariato generale, i comuni con il city manager e direttori generali, alcune regioni la Lombardia, la Puglia che hanno una struttura di questo tipo, non è stata applicabile per esempio in Sardegna dove i silos non comunicanti delle direzioni generali guidati da direttori generali equiordinati per esempio pur avendo la possibilità di avere uno strumento direttivo non l'hanno mai messo in pratica, proprio per l'equiordinamento tra le direzioni. È chiaro che l'equiordinamento non ci sarà più, ci sarà ARES.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie Presidente, torno anch'io su questo emendamento che propone la soppressione del comma primo dell'articolo 3, sentendo però anche la necessità di dire che questa tanto vituperata ATS è quella che in questa fase di pandemia ha consentito da una parte al Presidente e dall'altra l'Assessore di gestirla con risultati che rispetto alle altre Regioni d'Italia ci hanno messo in situazioni di sicurezza, cioè avere una cabina di comando così ristretta ha consentito sicuramente delle economie non solo dal punto di vista dei bilanci ma anche della capacità di gestione e di incidenza. Cioè se l'obiettivo è quello di rispondere alla domanda di beni e servizi sociosanitari che arrivano dal territorio avere una cabina di comando ristretta sicuramente, penso che non mi smentisca su questo l'Assessore, li ha facilitato la vita. Immagino che cosa potrebbe capitare se ci fosse una recrudescenza della pandemia avere a che fare con otto aziende dotate di personalità giuridica che rispondono, è vero all'ARES, ma rispondono con una catena di comando più lunga. Avere una uniformità di azione e di risposta sanitaria sul territorio io penso, che così come ha agevolato sino adesso, sicuramente agevolerebbe in futuro. Tant'è che anche voi dite che questa azienda, come di fatto la ATS, risponde all'Ambito territoriale ottimale. Lo stesso ragionamento per analogia andrebbe applicato anche ad altre realtà, faccio un esempio quella del governo delle acque, perché riteniamo che l'ambito ottimale per la gestione delle acque, vedi Abbanoa, sia l'intero territorio regionale, proprio per questo per abbattere la linea di comando, per ridurre la distanza tra chi decide e chi esegue. Io mi rendo conto, e lo capisco anche se non lo condivido, che ci sia dietro un impegno che voi avete preso, avete speso anche nel programma elettorale, ma lo avete fatto in tempi troppo ristretti che secondo me anche a voi non hanno consentito di fare la verifica che sarebbe stato necessario fare sulla riforma da noi varata appena nel 2017. Perché se sentiste, come immagino abbiate fatto, molti degli operatori sanitari vi dicono caspita stavamo appena iniziando a lavorare bene, stavamo appena iniziando…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Grazie Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole a questo emendamento e per dire che già nei miei interventi precedenti ho evidenziato e questo anche per rispondere al collega onorevole Ciusa, ho detto bene? No, Saiu chiedo scusa. Non ho ancora imparato. All'onorevole Saiu che quello che è considerata tanto vituperata ATS di fatto viene riproposto come ARES. ARES fotocopia ingrandita, sbiadita e in bianco e nero. Perché manca tutto l'aspetto del coordinamento e dell'accorciamento della catena di comando di cui parlava il collega Piscedda. Ora continuare con la narrazione tossica, scusate se utilizzo questo termine, che tutta la sanità della Sardegna non funziona per colpa di ATS e si ripropone una ATS ancora più grande con dei poteri ancora più concentrati è un errore. È poco onesto nei confronti dei sardi! Dite la verità, dite la verità e dite che non avete nemmeno esaminato concretamente quali sono stati i punti di forza, i punti di debolezza di quella riforma, non avete ancora esaminato, partendo dal presupposto che ce l'hanno chiesto i sardi, ma senza una base solida, analitica, una base scientifica, senza dati, senza fare una rilevazione di quello che poteva essere modificato e di quello che poteva essere mantenuto. Voi invece prendete la ATS, togliete l'elemento determinante della ATS, che è quello di rendere i servizi sanitari equi, accessibili, universali nel territorio e create di nuovo 8 Repubbliche indipendenti. Bene, oltre a questo c'è una mortificazione del Consiglio, una mortificazione del Consiglio che non ha più la possibilità di scegliere quale sarà la sede di ARES, lo capisco volete evitare di…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Grazie Presidente, lo dico in anticipo voto favorevole per questo emendamento, dove proverò un po' a rispondere ai colleghi di maggioranza. Non è un tentativo di rallentare una riforma sanitaria, perché se avessimo pensato che questa riforma sanitaria sarebbe stata veramente la risoluzione per i problemi sanitari della Sardegna ovviamente non avremmo discusso come lo stiamo facendo adesso, ma lo stiamo facendo con argomenti di spessore, con argomenti importanti, andando a spiegare esattamente qual è la nostra idea. E allora rispondo anche all'onorevole Gallus, che è il Presidente della Commissione sanità, per il quale io nutro anche stima, ma non condivido alcune sue scelte politiche anche in riferimento al ruolo che ricopre, essendone appunto Presidente, essendo lui il Presidente della Commissione sanità. Allora rispondo al collega e al Presidente dichiarando che noi non siamo quelli del no a prescindere, il fatto che siamo contro un sistema che ha funzionato, anzi che non ha funzionato, che è l'ATS, per cinque anni, l'abbiamo dichiarato prima, lo stiamo dichiarando adesso e credo che lo dichiareremo anche in futuro. Allora quando parlate mettete in mezzo sempre anche noi che siamo onestamente vergini da questo punto di vista e che non c'eravamo fino a ieri, e non è che abbiamo cambiato idea da ieri all'oggi, ci mancherebbe, portiamo avanti quello che è il nostro progetto. E nel nostro progetto e nei nostri emendamenti presentati, proprio in riferimento a questa riforma sanitaria, si evince qual è la nostra azione propositiva, basta leggerli e si vede esattamente quali sono l'idea e il concetto che il Movimento 5 Stelle ha della sanità in Sardegna. Allora se qualcuno di voi non l'ha letto, cosa che credo sia successa, ve lo sintetizzo in due parole, l'idea del Movimento 5 Stelle è quella dell'istituzione delle quattro ASL, istituzione delle quattro ASL con sicuramente andare a riconoscere l'indipendenza e l'autonomia gestionale delle quattro ASL, l'istituzione di un comitato unico regionale che…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie, Presidente. Anch'io intervengo su questi emendamenti per dichiarare il mio voto favorevole, anche perché stimolato dalle domande del Presidente di Commissione sanità Gallus che chiedeva cosa avremmo fatto. Sicuramente bisogna partire anche dalle condizioni date perché comunque presentare una riforma in questo momento storico dove non si va a trattare quei temi che abbiamo detto più volte, quelli veramente sentiti dai cittadini, è veramente quasi uno schiaffo, perché bisognava prima dei problemi reali, come ho anche detto nella discussione generale, cioè sicuramente la sanità sarda ha bisogno di un intervento strutturale, ma doveva partire prima dai bisogni e non dalla creazione di poltrone. È questo che noi stiamo cercando di mettere in luce, soprattutto alla luce del fatto che siamo in una situazione di emergenza causata dal Covid, quindi tutta la questione che riguarda la pandemia che meritava sicuramente un maggiore interesse e quindi anche una maggiore efficienza del servizio sanitario. Quindi bisognava sfruttare tutti questi mesi di legislatura affinché già delle situazioni potessero essere migliori. Ecco, è questo il tema, c'è anche la questione del tempismo di come viene proposta questa riforma sanitaria, che se fosse stata veramente per i cittadini non saremmo qui nemmeno ad agosto, si sa che quando le cose si fanno ad agosto si vuole anche nascondere perché le persone sono più distratte, ma noi siamo qui appunto per dire a quelle persone: "Attenti che qui si stanno solo creando delle poltrone, che di questa riforma ne beneficeranno solo certe persone, ma sicuramente non i sardi". È questo il tema, secondo me, presidente Gallus, poi naturalmente nel merito ci stiamo confrontando, abbiamo presentato emendamenti, come diceva anche la mia collega Desiré Manca è anche la nostra posizione. Quindi ribadisco il mio voto favorevole a questo emendamento, grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciusa.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie, Presidente, per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 185 soppressivo del comma 1 dell'articolo 3, e per dire, come ricordava prima la memoria storica del Consiglio regionale, l'onorevole Giorgio Oppi, l'assessore Arru non è stato rieletto da Assessore della sanità uscente.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PAIS

(segue COMANDINI GIAMPIETRO). Però dovremmo anche dire, caro collega Giorgio Oppi e amico, che chi fa l'Assessore della sanità raramente viene eletto, nei cinque anni precedenti anche l'assessore Simona De Francisci era candidata con Forza Italia e anche essa fu bocciata alle elezioni regionali. Quindi, il povero Nieddu che si sta dando da fare… non era nel listino, era preferenza… quindi devo dire che il povero assessore Nieddu, che probabilmente ambisce nel 2024 a candidarsi alle elezioni regionali, deve in qualche modo fare gli scongiuri, altrimenti rischia come i suoi due predecessori di non essere poi rappresentate qui in Consiglio regionale. Al di là di questo, amico Saiu, io non rinnego assolutamente la scelta che abbiamo fatto noi nella passata legislatura relativamente alla riforma sanitaria, non la rinnego, la difendo, credo che quella sia stata una scelta intelligente, riformista, necessaria e sulla quale probabilmente fra qualche anno, qualche anno, noi stessi ci troveremo in quest'aula a doverla riconoscere come una riforma che ha permesso alla Sardegna di evitare di essere commissariata, perché, caro Saiu, non è in qualche modo solo l'ATS la riforma sanitaria che noi abbiamo messo in campo quando ci siamo occupati di sanità, è stata una riforma più profonda, è stata una riforma che ha visto a 360 gradi, che ha permesso alla Sardegna di non essere commissariata, che ha permesso alla Sardegna di rientrare in quello che era il debito più alto in Italia, che ha portato al commissariamento di altre regioni importanti, la Calabria, il Piemonte, il Lazio, dove i funzionari poi si sono occupati di riforma sanitaria, non la politica, i funzionari. Così come oggi anche voi nella vostra proposta di legge, nel vostro disegno di legge, riconoscete che anche la costituzione dell'Areus, l'Agenzia di emergenza e urgenza, è stato un tassello importante che ha permesso di colmare un vuoto che esisteva solo in…

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 185 e 571. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 185 e 571, di identico contenuto.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamenti numero 186 e 572.

Onorevole Zedda, si è prenotato? Così mi dà la possibilità, qualora non si prenoti, di passare direttamente al voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. L'articolo 3, comma 2 è soppresso, almeno si vorrebbe sopprimerlo grazie all'emendamento 186 e a quelli che insieme all'186 trattano in modo identico la vicenda del povero comma 2 che si vorrebbe sopprimere. Perché sopprimere il comma 2 dell'articolo 3? Beh, è molto interessante, probabilmente interesserà molto i colleghi che vengono da Sassari, il collega Piu, Satta, Manca, Ganau, è stato anche Sindaco, e così altri della maggioranza; "L'ARES ha sede individuata con delibera della Giunta regionale", fu una richiesta, all'epoca a me non appassionò molto il tema, quando qualcuno chiamava in Comune o mi chiedeva, "stanno togliendo a Cagliari la sede dell'ATS", beh, l'importante è che non ti tolgano i servizi e prestazioni sanitarie, e così è andata, Sassari ha beneficiato poco della sede amministrativa dell'ATS, ma da un punto di vista dell'eccellenza dei servizi sanitari, del miglioramento delle condizioni di lavoro all'interno degli ospedali, e per i pazienti di accoglienza, capacità di gestire il paziente all'interno delle strutture, Sassari ha fatto un balzo di qualità nel momento in cui ha avuto la sede? O alla fin fine la sede non c'entra nulla con le prestazioni sanitarie? A Nuoro, lo chiedo ai colleghi Nuoresi, a Nuoro non c'è più una perdita idrica siccome c'è la sede di Abbanoa? O forse sarebbe meglio. sulla sanità. sull'acqua. e così per il resto, partire da una distribuzione di acqua e di servizi sanitari veramente in modo capillare, omogeneo e in modo efficiente, tanto da garantire la salute più che distribuire sedi qua e là che poi, alla fine, non determinano nessun beneficio. Per questo il voto è favorevole per quanto riguarda l'emendamento. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Su questo è interessante, perché ho memoria essendoci nella precedente legislatura. Siamo all'emendamento 186, quello che sopprime il comma 2 dell'articolo 3 che recita che l'ARES ha sede individuata con deliberazione della Giunta regionale. Io sono abbastanza d'accordo sul fatto che sia un po' umiliante per il Consiglio spossessarsi di una delle poche potestà che gli era rimasta, cioè quella di individuare la sede, però anch'io la capisco, molti di voi, non me ne vogliano i sassaresi, avevano combattuto strenuamente nella precedente legislatura per ottenere che la sede dell'ATS stesse a Sassari, veniva in qualche modo considerata una sorta di compensazione per il mancato riconoscimento della Città metropolitana di Sassari, ma tutti questi ragionamenti noi li facemmo sulla base di dati incontrovertibili, noi ci abbiamo lavorato per mesi e direi quasi per anni per dire che non c'erano le condizioni a Sassari per l'istituzione della città metropolitana, e non ci piaceva nemmeno il discorso delle compensazioni, perché voi sapete tutti che la sede dell'ATS sta a Sassari, ma so ci sta in una maniera abbastanza virtuale, nel senso che poi il Direttore generale quattro giorni su sette li passava a Cagliari, come mi pare peraltro che stia continuando a fare sotto i portici di via Roma in quest'ultimo periodo, il che fa intuire anche che cosa ci sia dietro questa riforma. Però, ecco, il fatto che voi abbiate messo questo comma 2 a noi fa pensare che se, come avete dichiarato, andrete a ricostituire, anzi, a costituire ex novo la Città metropolitana di Sassari, questo dovrebbe dare il via libera alla Giunta per la revoca dell'ubicazione a Sassari della sede della costituenda ARES, e vi chiedo scusa se le dico così in maniera esplicita, però mi sembra abbastanza palese che sia così, adesso Sassari gode di una compensazione data dalla sede dell'ATS, una volta che gli si ridarà il contentino e verrà istituita la Città metropolitana togliamo la sede dell'ATS e la riportiamo a Cagliari chiamandola ARES; ci sta, però noi non siamo d'accordo su questo, ci sembra che su questa legge non ci sia da giocare, per cui con questo emendamento, opportunamente firmato dai colleghi Lai Cocco e più, ai quali ci siamo accodati anche noi, stiamo proponendo appunto che questo comma venga cassato e tutto rientri nella normalità, ovvero che la sede dell'ARES il Consiglio stesso decida che deve stare a Cagliari, perché di fatto è qui a Cagliari che sta chi la governa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (UDC-Cambiamo). Grazie, Presidente. Ho la sensazione che si continui ancora a non recepire l'appello del collega Deriu perché si sta ancora continuando a ripetere le stesse cose in difformità con la riforma, e mi riferisco all'ATS e all'ARES. Le cose sono due, o non avete letto bene l'articolo 3 sulle funzioni di ARES, oppure mi viene il dubbio che non ricordiate bene le norme approvate nella precedente amministrazione della precedente legislatura per quanto riguarda l'ATS. Io provo, anzi proviamo insieme a rinfrescarci un po' la memoria, è una cosa molto semplice semplice. L'ATS svolge funzioni di produzione ed erogazione di servizi sanitari e lo fa attraverso i presidi, oggi, il Presidio di Alghero, di Ozieri, per quanto guarda il nordovest della Sardegna, di Olbia, il San Francesco, Carbonia eccetera eccetera, svolge funzioni sanitarie, in più congiuntamente svolge anche funzioni di attività di tipo amministrativo, quindi concorsi e appalti, l'ARES domani, e mi riferisco agli amici Comandini e Zedda, cari amici, vi chiamo amici, se stanotte al rientro dal Consiglio, perché sicuramente faremo molto tardi, o dalla discoteca, se avete il tempo di andare in discoteca e non riuscite a prendere sonno, si possono spendere veramente due minuti per leggervi l'articolo 3, e scoprirete con stupore che l'ARES svolge esclusivamente funzioni di attività amministrativa e non sanitaria, non svolge funzioni e eroga funzioni sanitarie, quindi funzioni amministrative a supporto delle aziende, concorsi ed appalti, ma per i concorsi, e voi lo sapete, recluta, non gestisce, perché poi verranno gestiti solo ed esclusivamente dalle ASL, quindi non eroga assolutamente servizi sanitari, questa è la differenza, quindi quando dite "è uguale", non è assolutamente uguale, c'è una differenza sostanziale. E allora per questa ragione io dico, e mi rivolgo a lei, Presidente della Giunta regionale, chiedono sempre, e lo chiediamo sempre, ma lo chiede soprattutto la minoranza, che lei sia presente, e lei lo è presente in questi giorni, non lo fate scappare dicendo queste cose, perché se continuate a dire difformità il Presidente ha tutte le ragioni di questo mondo a starsene…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). …Ma io ti spiego bene e ti invito anche in discoteca se vuoi, non ho nessuna difficoltà a proseguire. Io credo che l'amico e collega Peru, che è sicuramente adesso meno distratto nella costituzione della Città metropolitana di Sassari e più attento ai lavori dell'Aula, sa benissimo che l'ARES va letta insieme alle ASL, perché il problema non è vedere solo un'azienda, caro collega Peru, non è vedere solo un'azienda, perché noi sappiamo benissimo che nelle funzioni dell'ATS c'erano tutte le funzioni sociosanitarie, lo sappiamo benissimo, ed era proprio quella l'idea di sanità che avevamo noi e abbiamo noi, che le funzioni sociosanitarie devono essere centralizzate, perché a ogni cittadino di questa Regione, sia che abiti al sud, che abiti al Nord e che abiti al centro devono essere garantiti gli stessi livelli di assistenza sanitaria, e non devono essere 8, come recita benissimo l'articolo, 8 ASL che hanno personalità giuridica pubblica e autonomia organizzativa a decidere i livelli di assistenza sanitaria per i cittadini sardi.

Io credo che questa sia la differenza fondamentale, non sottile, fra noi e voi relativamente a due forme di sanità in Sardegna, quella che vede centralizzati tutti i livelli, non soltanto amministrativi, ma anche sanitari, e quella che stabilisce che, invece, otto Repubbliche indipendenti per ogni singolo territorio stabiliscono cosa fare. Questa è la differenza. Ritornare al passato, dove se conosci qualcuno in quella Repubblica ti garantisco un servizio sanitario di un certo tipo, dove sono figlio di nessuno quel servizio non mi viene garantito. E allora, onorevole Peru, noi possiamo continuare a mezzanotte, alle tre del mattino, ma noi non cambieremo idea su questo tipo di sanità, perché la sanità, come recita la Costituzione, deve essere garantita a pari livello a tutti i cittadini. In quel periodo in cui voi ci volete riportare la sanità ha creato buchi, ha creato disomogeneità, ha creato territori più forti in cui la gente andava a curarsi a Cagliari e a Sassari e abbandonava le zone interne. A quel periodo buio noi non vogliamo tornare, a quel periodo in cui i cittadini erano sicuramente più isolati dal punto di vista sanitario non vogliamo ritornare. E allora non è l'ATS che non funziona, è il sistema che voi state costruendo oggi per un domani che è sicuramente più buio nei confronti delle categorie più deboli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie Presidente. Io mi ricordo bene come avvenne il voto in quest'Aula quando si decise di istituire l'AREUS e l'ATS, l'ATS a Sassari e l'AREUS a Nuoro, e furono istituite a Sassari e a Nuoro anche grazie ai voti dell'onorevole Peru qui presente. Però oggi, devo dire, io sono molto serio e sincero: l'ATS non ha funzionato. Io l'ho detto nel mio primo intervento che sicuramente ci dovevamo tornare, perché ci sono delle situazioni che sicuramente non rispondono all'esigenza di risposta sanitaria di tutti i cittadini della Sardegna. L'abbiamo detto tre anni fa, due anni fa, un anno fa, in tempi non sospetti e lei onorevole Peru lo sa bene. A me interessa poco oggi sapere se ARES sarà a Sassari, a Nuoro, a Esporlatu o a Cagliari. Mi interesserebbe sapere se noi con questa riforma riusciremo a garantire gli stessi servizi ai cittadini e ai pazienti di tutta la Sardegna, perché sappiamo bene, e lo ribadisco, che il paziente di Cagliari è in grado di curarsi meglio rispetto al paziente del Nord Sardegna, sappiamo bene che i pazienti del centro Sardegna si curano molto peggio, quando riescono a curarsi, dei pazienti residenti in altre zone della Sardegna. Quindi noi vorremmo partecipare a costruire una riforma sanitaria che davvero risolva a quei problemi, che non sono problemi addebitabili esclusivamente a questa maggioranza o alla maggioranza che ci ha preceduto. Prima ho ascoltato bene l'intervento del collega Saiu, che parlava dei miei interventi rispetto all'ospedale di Nuoro. Io mi ero ripromesso di fare interventi non strumentali, infatti sto pensando di ritirare tutti quei soppressivi strumentali che a poco servono. Mi ero ripromesso di fare interventi davvero per proposte di soluzioni su risposte che l'Assessore ci può dare, perché c'è anche da dire che in questo anno e mezzo però risposte non ne sono arrivate rispetto ai problemi che più volte abbiamo segnalato. Quando dicevamo che gli ospedali di periferia stavano andando a destrutturarsi e abbiamo segnalato i problemi prima che questo avvenisse, nessuno è intervenuto per fare in modo che i medici da Nuoro venissero trasferiti da altre parti della Sardegna, dove magari c'era un'esigenza inferiore rispetto a quella che c'era a Nuoro. Quando abbiamo detto che abbiamo dei macchinari importanti che possono funzionare in h 24, anziché in h 16, e lo stiamo dicendo da mesi, nessuno è intervenuto per fare in modo che questo possa avvenire. Quando abbiamo detto che abbiamo personale formato che va stabilizzato immediatamente, io credo oggi potremmo arrivare a fare questo, perché rischiamo di perdere quel personale che può andare a lavorare nel nelle strutture…

PRESIDENTE. Onorevole Cocco, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. Noi su questo emendamento non abbiamo, a parte l'emendamento soppressivo del comma, su questo comma non abbiamo presentato emendamenti disturbativi, sui quali magari sarebbe stato possibile chiedere il voto segreto. Non l'abbiamo fatto perché il tema della sede è quanto di più lontano oggi ci sia dalle reali esigenze della sanità in Sardegna, ma non è un tema avulso dai ragionamenti politici. Quando si è pensato di immaginare per l'ATS una sede diversa rispetto a quella dove è ubicato l'Assessorato alla sanità lo si è fatto per rispondere a una richiesta che arrivava dai territori, una richiesta sbagliata, una richiesta che fotografava solo una parte della realtà, una richiesta che poi, nei fatti, non ha avuto nessun tipo di risvolto positivo rispetto a quelle che erano le aspettative, ma una richiesta che esisteva ed esiste.

Noi stiamo cercando in quest'Aula di fare una battaglia trasparente che non entri e non discuta alla pancia delle persone. Non è la pancia che, in un momento come questo, può aiutarci a dare alla Sardegna una organizzazione sanitaria migliore e a ragionare dei problemi aperti che ci sono oggi e ci saranno domani, anche dopo questa riforma che potrà soltanto aggravarli. Per questo il tema della sede è marginale e non merita nemmeno di essere affrontato se non, appunto, nella discussione che durerà lo spazio di discutere questo emendamento. Rimane il fatto che, anche nelle aziende e nelle discussioni successive, questo tema emerge. Emerge perché la riforma in oggetto è frutto di un copia incolla di testi diversi e a volte da qualche parte, lo vedremo anche nella discussione successiva, emerge come il copia incolla non sempre sia stato fatto bene. Al di là di questo, evitando di discutere del tema preciso, ma della privazione della possibilità di decisione da parte del Consiglio regionale, trovo superfluo che questa decisione sia demandata con legge alla Giunta regionale. Non esiste da nessuna parte che non lo possa fare, scritto in questo modo tra l'altro, senza nemmeno avere una tempistica…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Comunico che è rientrato dal congedo.

DERIU ROBERTO (LEU). Grazie Presidente. L'appello dell'onorevole Deriu, citato prima, non è rivolto all'opposizione, ma è rivolto alla maggioranza che dovrebbe avere l'interesse a poter svolgere interventi come quelli che ha svolto poco fa l'onorevole Peru, cioè consentire al popolo sardo di vedere l'Aula che si confronta sui principi, sulle posizioni politiche, sulla diversa impostazione, cosa che è negata dal fatto che l'opposizione sta esercitando il suo diritto di essere contraria, ma di fronte all'indifferenza della maggioranza che vuole soltanto arrivare in buca e basta. Ora io spero che non intervenga lo sparring partner della maggioranza, come sempre succede, a iniettarvi nuovo testosterone per cercare di tenervi carichi e combattivi e oppositivi. Io vi ripeto che secondo me è necessario che voi impostiate le cose diversamente, che consentiamo un dibattito reale su una legge essenziale e poi ognuno rimarrà ovviamente sulle sue posizioni se quelle degli altri non li avranno convinti, ma in questo modo non si va, secondo me, da nessuna parte. Sull'emendamento noi siamo favorevoli, convintamente, perché se ci fosse un vero discorso, noi potremmo anche arrivare a dire che tutte queste soluzioni sono sbagliate, cioè era sbagliata l'ATS perché non c'era nessun calcolo di ottimalità, ed è sbagliata l'ARES perché non c'è nessun calcolo di ottimalità. Le aziende provinciali o collegiali, come le è stato impostando perché non c'è una grande relazione, c'è più una relazione col collegio elettorale, però hanno un senso nella misura in cui vogliono determinare un luogo decisionale vicino a una sensibilità comunitaria e questo è un argomento democratico che a differenza dell'onorevole Comandini non mi vede indifferente, però rispetto a questi grandi conglomerati amministrativi unici e regionali che ogni volta noi impostiamo, non c'è mai una valutazione oggettiva, non c'è mai uno studio scientifico, né da parte nostra né da parte vostra. Allora, portare il discorso invece in modo più serio all'attenzione di un Consiglio regionale che fa una valutazione di una proposta della Giunta che magari non ha…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Intanto annuncio il voto favorevole all'emendamento e dico anche che l'argomento della sede, dell'ubicazione della sede dell'ARES francamente mi appassiona poco. Prima di me alcuni colleghi, Zedda in particolare, hanno evidenziato ad esempio il fatto che l'ubicazione, avere la sede di Abbanoa a Nuoro di certo non fa di Nuoro la città migliore per eccellenza rispetto alla gestione idrica, così come l'AREUS, sede a Nuoro, non impedisce, anzi esattamente al contrario, consente nonostante sia Nuoro, che la rete di emergenza-urgenza funzioni in tutto il territorio regionale e che l'elisoccorso, grazie al cielo, si sposti in tutto il territorio regionale, piccole isole comprese. Ora effettivamente sottrarre al Consiglio regionale la capacità e la possibilità di decidere sull'ubicazione della sede dell'ARES, è francamente, così come dicevo non mi appassiona, è francamente un'operazione che serve semplicemente a mantenere l'equilibrio e ad evitare, cosa che fra l'altro devo riconoscere, era successa anche nella precedente legislatura, che con il ricorso al voto segreto, qualche franco tiratore più appassionato di me evidentemente rispetto a questo tema, potesse votare anche in maniera difforme rispetto alla sua parte di appartenenza. Detto questo, il collega Peru ha voluto richiamarci a ricordare che cosa prevede la nostra riforma. Collega, io proprio per evitare vuoti di memoria, sono andata a stampare, e ce l'ho qui con me, il testo della legge regionale numero 17 del 27 luglio 2016 e ne sono ancora più convinta che nell'applicare la riforma del 2016, appunto la legge numero 17, relativamente alle aree socio-sanitarie locali…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Per esprimere il voto favorevole rispetto a questo emendamento e per dire che ricordo bene il dibattito di quei giorni di luglio del 2016 in quest'Aula, dove alla fine la maggioranza si assunse in qualche maniera l'onere di decidere di non demandare alla Giunta e quindi successivamente ad equilibri da ritrovare, il momento nel quale decidere appunto sulla sede. Ci fu un voto segreto, ci fu un voto trasversale, comunque si decise. Però al di là di questo io mi chiedo se voi davvero rinnegate assolutamente, totalmente e la considerate inutile l'ATS, per quale motivo non fare una cosa semplice, anziché una legge di 45 articoli che poi a quello dovrebbe portare ma non porta a quello, fare una legge, un disegno di legge, una proposta di legge con la quale semplicemente si abroga la legge numero 17 del 27 luglio del 2016. E' per quello che arrivano le nostre contestazioni, perché in questo modo state trasformando l'ATS in ARES, state distribuendo le competenze che avrà l'ATS fra l'ARES e la ASSL, questo è, quindi è un qualcosa in più. Non vorrei risultare pedante e quindi magari rischiare di essere colpevole di un'eventuale fuga del Presidente come temeva il collega Peru, però visto che il Presidente è in Aula adesso, prima abbiamo avuto modo di interloquire anche a stretto giro, sul fatto che la decisione da assumere rispetto all'ordinanza per i locali notturni, Presidente, deve essere imminente, purtroppo le chiediamo, perché già adesso, in questo momento, questi non sono giorni qualunque, sono i giorni clou di tutto l'anno, quindi è chiaro che i gestori eccetera devono avere delle risposte e già in queste ore mi risulta che ci siano locali che potrebbero avere iniziato perché iniziano presto con aperitivi e quant'altro a fare musica e quant'altro in zone conosciute e meno conosciute della Sardegna e attendono comunque tutti delle risposte. Io credo che questa ordinanza debba arrivare il più presto possibile, vedo che lei fa un cenno di approvazione, credo che sia appunto in itinere e saremmo tutti contenti di questo perché delle risposte vanno date.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Comprenderà signor Presidente, grazie di avermi concesso la parola, che non posso sottrarmi a quella quota di loop a cui partecipa anche la maggioranza, sporadicamente all'interno di questo dibattito che è ossessivamente ripetitivo nel contenuto, nei toni, nella assenza di proposte e di tanto in tanto si alza qualcuno dalla parte della maggioranza per ricordare che le vicende che ci occupano sono essenzialmente il rimedio a quanto fatto nella scorsa legislatura.

Con un punto, perché è corretto che rammentiate voi che c'eravate e che apprendiate voi che non c'eravate, che l'elemento scientificamente debole della realizzazione dell'ATS, era quello che per così com'era configurata, di fatto commissariava l'Assessorato della sanità. L'elemento che caratterizza questa controriforma, perché si tratta di una controriforma, è che riattribuisce alla politica la responsabilità della gestione della sanità. Allora, detto questo che non è per sentito dire, ma è perché dalla tasca del sottoscritto, dell'onorevole Presidente della Regione, di qualche altro collega vennero fuori i soldi per pagare professor Turati che venne qua a spiegare che la relazione scientifica, che non so neppure se leggeste all'epoca, sulla base della quale la Giunta regionale propose l'ATS, era sostanzialmente sbagliata e fatta da allievi di Turati, per essere chiari, cioè da suoi ricercatori, è la ragione per cui all'epoca ammonimmo che la politica sarebbe stata assente, così come è assente quella Giunta da questa Assemblea nel prosieguo della vicenda della sanità in Sardegna. Ora quello che noi stiamo facendo è riportare in contatto questi due aspetti, ricordandoci reciprocamente sulla base di che cosa agiamo, che sono evidenze scientifiche che abbiamo portato alla vostra attenzione quando eravamo all'opposizione, evidenze numeriche che sono quelle che dicono che le elezioni le abbiamo vinte noi, ma neppure di poco, e questo attribuisce a noi la responsabilità di prendere queste decisioni, e il fatto di evitare che sia questa assemblea a doversi sobbarcare il mercimonio che abbiamo dovuto vedere nella scorsa legislatura all'atto dell'assegnazione della sede dell'ATS a Sassari, è un fatto che dovreste apprezzare perché ricorderà il collega presidente Ganau, che non so se fui l'unico, ma certamente fui il primo a capire che quel voto a scrutinio segreto passò grazie a un unico voto dato dal Presidente del Consiglio regionale a scrutinio segreto, ci sorridemmo, mi diede atto del fatto che me ne ero accorto, e andò così…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

Onorevole Orrù, lei ha la parola eh!

Onorevole Orrù, ha la parola e sono costretto…

Benissimo, mettiamo in votazione…

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, non mi sembra corretto!

PRESIDENTE. Eh lo so però se non parla!

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). En no, è suo compito far rispettare io faccio rispettare il silenzio!

PRESIDENTE. Ma io lo faccio rispettare, ma lei non è che può rimanere ad attendere! Le ho dato la parola, se rimane immobile, gliela tolgo!

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, non mi sembra un comportamento corretto il suo nei miei confronti!

PRESIDENTE. È un comportamento correttissimo, se vuole parlare, parli.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Faccia una cosa! Mi calmo!

Però usi sempre lo stesso peso, non è che con me utilizza… e allora! Non ero io che facevo chiasso!

PRESIDENTE. Uso sempre lo stesso peso con tutti. Ho un peso solo!

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Ascolti, siccome non ho voglia di entrare in polemica perché sentito già ne ho sentito abbastanza, e mi sembra allucinante che in quest'Aula si continui a guardare al passato, restare ancorati a delle cose che sono state fallimentari e che lo sono probabilmente da vent'anni, ok? E che nessuno si preoccupi di guardare verso il futuro e provare a dare delle risposte a delle persone che, come avete detto ieri voi, aspettano turni, persone che stanno morendo, a cui noi non stiamo dando risposte, e stiamo facendo il solito teatrino che fa ridere! Chiaro?

PRESIDENTE. Onorevole Orrù, scusi, io non so se la cosa faccia sorridere, a me non fa né sorridere né ridere, e se deve intervenire sugli emendamenti intervenga!

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Ma ascolti, io no so cosa dirle, cioè continuano a urlare, sembriamo allo stadio. Interverrò più tardi, guardi, perché non ho voglia di perdere la dignità in quest'Aula!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 186 e 572, di identico contenuto.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 187 e 573.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, gli emendamenti numero 187 e 573 trattano della soppressione del comma 3 dell'articolo 3, di fatto il comma 3 riassume nelle varie lettere che lo compongono i punti salienti delle competenze dell'ARES: centrale di committenza, procedure di selezione del personale del Servizio sanitario regionale, gestione delle competenze economiche e della gestione della situazione contributiva e previdenziale del personale, governo delle presenze nel servizio del personale, gestione del patrimonio, formazione del personale sanitario, procedure di accreditamento, servizi tecnici per la valutazione delle tecnologie sanitarie, gestione delle infrastrutture, progressiva razionalizzazione del sistema logistico, gestione della committenza inerente l'acquisto delle prestazioni sanitarie da privati, gestione degli aspetti economici e giuridici del personale convenzionato, e così termina l'articolo 3.

Ora, sostenere che non tratti la materia sanitaria, dato che l'attività dell'ARES è propedeutica perché un qualcosa funzioni, perché se uno gestisce le strutture, acquista la strumentazione e assume il personale, cioè a meno che il direttore dell'ARES non si metta a operare a cuore aperto tutti i pazienti in cardiochirurgia in Sardegna, per il resto mi pare che senza bisturi, senza personale, senza strutture, senza edifici, senza letti, senza apparecchiature respiratorie, senza porte nelle sale chirurgiche e via dicendo, non è che si possa operare molto nell'ambito sanitario, attiene né più né meno al funzionamento di tutto ciò che è sanità, salvo la straordinaria competenza, che pure se viene selezionata tramite l'ARES, del personale. A fronte di questo la discussione è andata a ritroso, ho sentito Sassari e Nuoro contro Cagliari per la sede, se qualche volta ci fosse una competizione tra realtà della Sardegna sullo sviluppo forse faremmo il bene di Cagliari, di Nuoro, di Sassari, di Oristano, di Olbia, e invece è la politica che trascina sistematicamente le nostre comunità perché pone quale priorità le sedi, a dividersi sulle sedi e non sullo sviluppo armonico sul territorio, su una competizione franca, libera, di idee, di progetti, tra città e realtà della Sardegna perché ci possa essere sviluppo. Continuano e continueranno a scappare le ragazze e i ragazzi da quest'isola continuando così.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, mi fa piacere intanto che componenti della maggioranza anche autorevoli intervengano per rispondere alle nostre sollecitazioni, e quindi quello che per tutta la mattinata è stato un monologo, seppur corale, mi si passi la contraddizione, in queste ore invece sta diventando un dialogo e un dibattito attorno agli effetti della riforma. Mi sorprende però che alle critiche la maggioranza risponda presentando dati contraddittori, quando viene accusata di voler moltiplicare le ASL, i centri di potere, e di voler tornare al passato la risposta è che in realtà non è un ritorno al passato perché c'è ARES, e quindi si mantiene accentrata la committenza, la gestione del personale, e anche molto di più come vedremo poi. E, viceversa, quando si dice semplicemente di voler dare una mano di bianco all'ATS, mantenendo però intatti i capisaldi con ATS che diventa ARES, e le ASSLL che diventano ASL dite che non è vero e che invece l'obiettivo è quello di tornare semplicemente al passato. Potreste raccontare la storia come sta semplicemente, non ci sarebbe niente di disonorevole, anzi sarebbe più onorevole rispetto al racconto che ne state facendo di voi stessi, quando a volte descrivete le vostre azioni peggiori addirittura di come sono in realtà. Noi condanniamo il tempismo, il fatto che intervenire su una tematica come questa e su un sistema già fragile e in equilibrio precario come quello della sanità ora è un errore epocale. Nel merito però voi potreste dire semplicemente che quello che fate è semplicemente una somma di quello che c'era sino a ieri, anzi sino ad oggi, e cioè l'ATS e il sistema delle ASSL, riveduto e corretto, anche in virtù delle esperienze di altre regioni che hanno mantenuto ugualmente una gestione accentrata dei servizi sanitari. Ho citato prima la Regione Veneto, ricordo assessore che la prima bozza che era stata fatta circolare erroneamente probabilmente, con anche la filigrana nel nome del Consigliere che l'aveva fatta circolare, conteneva dei riferimenti ancora più espliciti al sistema Veneto, per cui quello è un sistema che meriterebbe di essere affrontato dal punto di vista tecnico. Quello che diciamo noi è che non è il momento e attorno a questo tema possiamo discuterne…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Grazie Presidente, questo è un emendamento che poi rispecchia quello presentato da noi, il 573 dove chiediamo la soppressione dell'articolo 3, e devo dire che l'intervento poco fa della collega Maria Laura Orrù mi ha particolarmente impressionato, un po' ha utilizzato un po' lo stile mio, quando riporta quello che è la realtà un po' che si vive fuori rispetto a quella che viene tanto raccontata e decantata in questo Consiglio. Però entrando proprio nel merito di questo emendamento noi chiediamo la soppressione ma perché? Perché questo poi rappresenta, specialmente questo articolo, rappresenta proprio il fallimento di quello che sarà questa riforma sanitaria, ma perché l'abbiamo detto, lo ripetiamo che quello che a tutti gli effetti non cambierà, l'ATS rimarrà cambiano solo ed esclusivamente il nome. Però mi incuriosisce addirittura la centrale di committenza per conto delle aziende sanitarie ospedaliere della Sardegna, addirittura la gestione della procedura di selezione del personale, la gestione e competenze economiche e come ha detto il mio collega Zedda ci manca solo che poi veramente all'interno dell'ARES ci sia qualcuno che insomma operi, mancherebbe solo il bisturi. Questa non è l'idea che avevate promesso, che era quello di ridare competenze ai territori, Assessore, lo sa che non rispecchia esattamente quello che avevate promesso. Mi dispiace che si continui ad andare avanti sulla discussione di un progetto che sicuramente non saremo noi a dichiararlo come progetto fallimentare ma direttamente il popolo sardo. Presidente, io capisco che magari sia un argomento poco interessante, però magari possiamo chiacchierare insieme anche di altro, piacevole, mentre parliamo di salute, mentre parliamo di risoluzione dei problemi, se vogliamo metterci a chiacchierare tutti insieme sarà un piacere. Presidente, però magari se vi avvicinate anche qua parliamo tutti insieme, però mentre facciamo questo caro, collega Ennas, c'è gente che dietro, sta sorridendo con me per cui ridiamo insieme, c'è gente che fuori davvero sta morendo e non lo dico scherzando. Allora proprio poco fa abbiamo letto che ci sono in Sardegna, parlando proprio di sanità e di salute, abbiamo solo oggi venti casi di Covid e in un momento dove magari potremmo parlare di ristrutturazione, di…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie Presidente, lei lo sa, lo sanno anche i colleghi, io ho imparato e ho avuto esperienza con la collega Caddeo ad arrampicarmi sugli specchi e rimanerci appeso per almeno tre minuti ed è quello che stiamo facendo anche stasera, devo confessare che in tanti abbiamo provato, l'abbiamo detto dal collega Mula l'abbiamo detto a tanti, che a noi piacerebbe poter discutere così come stiamo facendo in quest'ultima fase con voi sul merito delle questioni, questo ci viene inibito e ci rendiamo conto che fare questa azione che stiamo facendo, questo lo dico soprattutto al collega Mula è pesante per noi e immagino anche per voi. Io non lo so, le opposizioni stiamo facendo un'azione congiunta, ma penso che se si trovasse il modo di entrare nel merito, non dico su tutte le questioni, ma su alcune questioni e avessimo la possibilità di confrontarci con voi, io penso che forse una sintesi migliore si potrebbe fare. Però la responsabilità ce l'avete voi, siete voi in qualche modo che dovreste offrirvi alla discussione, come alcuni di voi stanno provando a fare. Però provate a contagiarvi reciprocamente, io penso che su quella strada vi si possa seguire, possiamo trovare un punto, perché sennò davvero rischiamo di arrivare alle calende greche senza toglierne fuori niente, perché voi siete arroccati sulla vostra posizione, noi continuiamo ad arrampicarci sugli specchi per tre minuti per ogni emendamento, penso che non arriviamo da nessuna parte. Quindi io mi permetto di farvelo quest'appello, troviamo per l'ennesima volta un senso di responsabilità che ciascuno di noi ha e proviamo a entrare nel merito, come stavamo facendo prima, con alcuni di voi, alcuni di voi ci hanno offerto la mano e noi lo abbiamo fatto e stiamo discutendo punto per punto sviscerando alcuni elementi. Offritecene di più di queste occasioni e io penso che anche il nostro desiderio di rendere un servizio alla comunità possa essere fatto salvo.

PRESIDENTE. Intanto comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Salaris.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente, stiamo parlando dell'emendamento 187 uguale al 573 soppressivo parziale sul quale annuncio il mio voto favorevole anche perché si tratta di sopprimere l'articolo 3. Chiaramente non per quanto riguarda soltanto le funzioni che prima elencava il collega Zedda, ma in qualche modo per cercare di rimettere, attraverso un ragionamento che mi ritengo molto difficile a quest'ora e vista anche l'attenzione dei colleghi della maggioranza, un ragionamento su quelle che dovrebbero essere le motivazioni di costituire oggi l'ARES. Dico oggi l'ARES perché abbiamo ricordato in più occasioni, stiamo vivendo e abbiamo anche notizie di queste ore, purtroppo, di un aumento dei contagi da Covid 19, notizie che non fanno piacere a nessuno, che certamente non aiutano in questo momento la nostra Isola e gli operatori sanitari che sono impegnati in prima persona a cercare di fare tutte le azioni per prevenire questa situazione spiacevole che sta vivendo non soltanto la nostra Isola ma varie parti del Paese. Credo che questo sia quindi il momento per cui le funzioni che in qualche modo di organizzazione e di gestione e di programmazione complessiva dell'offerta sanitaria sia un momento in cui questa doveva essere centralizzata, deve essere in qualche modo coordinata a livello regionale. Ed è anche la motivazione attraverso la quale, l'ha ricordato qualche collega poc'anzi, anche il collega Piscedda, è stata un'azione che ha permesso di contenere il virus meglio che in altre parti d'Italia laddove veniva presa sempre anche come punto di riferimento la sanità lombarda, ma poi ci siamo resi conto purtroppo, purtroppo e sottolineo purtroppo, quella offerta sanitaria come non ha funzionato, quali sono state le falle che si sono aperte in quel tipo di sanità che anche da parte vostra più di una volta è stata presa come un esempio ed era anche scritta in alcuni volantini di propaganda. Allora credo che in questo momento è sbagliato ragionare sulla eliminazione frettolosamente dell'ATS sulla quale possiamo ragionare su migliorarla ma l'eliminazione della ATS per aprirci a una novità come l'ARES, e poi soprattutto rimandare tutto alle otto ASL, credo che sia il momento sbagliato, che non sia il momento di fare questi ragionamenti e invece sia il momento di fare quadrato, di trovare quelli che possono essere gli elementi per aiutare ulteriormente gli operatori che in prima persona sono impegnati a rispondere all'emergenza. Allora quell'abolizione la…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Signor Presidente, come si fa a rinunciare in un dibattito così interessante e avvincente, penso che si debba dare un voto favorevole a questo emendamento, anche perché vi dà la possibilità di eliminare questa perfetta identità che c'è tra l'ARES e l'ATS. Perché se voi togliete tutte queste competenze che fotografano le competenze dell'ATS, trasferite in questa divinità greca dell'ARES, che volete mettere in campo armata di tutto punto per battere le malattie della Sardegna, voi avete ottenuto quello che volevate, cioè la perfetta destrutturazione del centralismo sanitario, che mi sembra una cosa meritevole di attenzione, meritoria, se lo fa un centrodestra finalmente liberale, federalista e autonomista e toglie il sospetto che invece voi siate niente altro che dei pidioti mascherati, che state ancora tentando questi centralismi modello Abbanoa, modello ATS, che non reggono, sono diseconomici, sono eccessivi e che la gente vorrebbe vedere abbattuti con voi nelle vesti di liberatori. Questo emendamento, probabilmente scritto da qualcuno di voi e presentato da noi complici del ringiovanimento della vostra proposta politica, va votato non soltanto da noi, ma anche da voi. È un'occasione imperdibile, penso, signor Presidente, che anche lei possa convenire con me e invitare la maggioranza da questo punto di vista ad aderire a questa eccellente iniziativa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Cambiamo). Io prendo atto della richiesta che ci è stata formulata per quanto attiene il fatto di discutere, discutere di che cosa? Noi non abbiamo sentito che voi abbiate un progetto, voi state facendo soltanto una critica a quello che si sta impostando. Peraltro, questo emendamento è sciocco, e questo emendamento per chi non lo sapesse evidentemente fa riferimento proprio ad alcune strutture, le uniche che non fanno parte dell'ATS. Quindi continuate imperterriti a parlare di ATS quando né il Brotzu, né l'Areus, né l'Azienda ospedaliera di Cagliari e Sassari c'entrano qualcosa con l'ATS. Quindi è un bluff il vostro, e per poter discutere, noi siamo d'accordo, eliminate gli emendamenti, cosa volete, avete la pretesa di continuare a fare carta straccia e poi alla fine volete che noi discutiamo con voi. Di che cosa? Degli emendamenti che sono tutti quanti uguali e sui quali intervenite cinque, sei, sette soltanto per perdere tempo. Non siamo d'accordo. Per quanto riguarda le accuse, sono pericolose, innanzitutto lo voglio dire alla Orrù, che ovviamente non ha alcuna responsabilità. Negli ultimi vent'anni, per dieci anni, dal 2004 al 2009 e dal 2014 al 2019 ha governato il centrosinistra, soltanto dal 2009 al 2014 ha governato il centrodestra, e poi quest'anno, di cui però ancora comandate voi, perché fino a luglio, fino a giugno c'era ancora il buon Moirano, che è un ottimo amministratore, che io ho avuto il piacere di incontrare anche l'altro giorno, è venuto a salutarmi, quindi noi ci siamo cinque anni e voi dieci, quindi la responsabilità è vostra. E, se dovessi citare degli esempi, ricordatevi che negli anni che vanno dal 2004 al 2009 Sassari ha toccato il fondo, era uno schifo, detto nelle assemblee, al Rettore, durante le manifestazioni. Dicono i più, non accusateci di cose che non abbiamo fatto, cosa vuol dire che a Porto Pino sbarcano questi… la responsabilità è del Governo, delle forze dell'ordine quando a Porto Pino sbarcano i barchini e arrivano 20 persone, 250 immigrati in pochissimo tempo, che sono quelli che poi hanno portato il Covid-19 in Sardegna, che era all'avanguardia. Queste cose bisogna valutarle con molta attenzione. Per quanto riguarda poi l'altro aspetto che avete messo in evidenza, tre province si sono messe d'accordo per poter avere tre grosse strutture, questo era potere, cioè Autorità portuale a Olbia, Areus a Nuoro e ATS a Sassari, con la complicità di due franchi tiratori di Cagliari, voluta da voi, con un unico emendamento che non è legittimo neanche da un punto di vista…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie, Presidente. Intervengo anch'io su questo emendamento per dichiarare il mio voto favorevole, perché ragionavo su Ares, che mi vede fortemente critico, addirittura una situazione forse anche peggiore di ATS, ma questo lo scopriremo solo vivendo. E poi sono preoccupato anche per l'Assessore e per gli Assessori che verranno perché secondo me stiamo creando un centro di potere… già adesso vedo l'Assessore un po' attanagliato fra i conflitti della maggioranza. Quindi, Assessore, se portano avanti questa riforma e con ARES secondo me la schiacciano ancora di più, io da questo punto di vista un po' di sostegno le do. A parte questo, ARES non trova secondo me la giusta risoluzione anche della governance della sanità sarda, perché stiamo parlando di questo, e quindi avrei preferito un altro tipo di ragionamento in riferimento a questi temi. Per questo io confermo il mio voto favorevole a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Voglio proseguire con la metafora della tac alla nostra Sardegna, ma stavolta voglio spostare un po' l'attenzione, prima l'ho detto perché volevo sottolineare il fatto che quando si sceglie di riparare qualcosa si fa un'analisi, si vede cosa è rotto e si decide quali strumenti utilizzare per ripararlo. La faccio questa metafora per un altro aspetto, perché sto constatando sempre più che il dibattito in Aula non è apprezzato, e lo dimostra il fatto che si parla prevalentemente da un'unica posizione, però mi fa piacere vedere che ogni tanto c'è il desiderio di ribattere, e mi sembra giusto, ma non lo stiamo facendo per noi. Ancora una volta voglio ricordare a me stessa e a tutti noi che noi dobbiamo farci sentire dai nostri concittadini e conterranei, noi siamo qui perché loro sentano e sentano da un dibattito, dal fatto che noi si dica che l'ARES non va bene, dal fatto che la maggioranza attuale dica: "Guardate che l'ATS non andava bene". Noi dobbiamo far capire ai sardi, alle persone sarde e a chi vive in Sardegna perché abbiamo scelto una strada piuttosto che un'altra. Un inciso, Presidente, io ho il massimo rispetto per chi ha esperienza, per chi è in questa Assemblea da più legislature e che naturalmente conosce meglio tutti i meccanismi, però rivendico non il mio diritto, io rivendico il mio dovere di intervenire e di riflettere, anche perché è vero che siamo in una fase di ostruzionismo, onorevole Oppi, però mi sento di dire che il mio intervento e quello di molti miei colleghi sta comunque affrontando questioni di sostanza, sta cercando di collaborare, solo che ritengo che sia tardivo questo dibattito, e ci dovrebbe essere una modalità diversa, e non solo in Commissione, non possiamo limitarci nelle Commissioni, era in questa sede che si deve discutere ed è in questa sede che avremmo voluto sentire l'Assessore ribattere punto per punto alle nostre opposizioni, e forse non ci sarebbe bisogno di parlare in venti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Domenico Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (UDC-Cambiamo). Voglio parafrasare un po' ciò che ha detto l'onorevole Caddeo, e quindi anch'io adesso mi calo nelle mie vesti da medico e faccio dei parallelismi tra la professione medica e gli atti che deve fare un buon medico, e il fatto che l'onorevole Caddeo parli sempre dalla Tac, e a quel punto avrà la risposta anche sulla Tac. Dunque, noi abbiamo preso il paziente sanità e gli abbiamo fatto prima l'esame obiettivo, e cioè abbiamo parlato di ispezione e abbiamo ispezionato tutti gli ospedali e tutti gli stabilimenti diciamo della Sardegna saltandone pochissimi, quindi abbiamo iniziato con il primo atto che deve fare un buon medico, cioè visitare il paziente, l'abbiamo visitato, abbiamo toccato con mano, quindi con la palpazione, quello che era lo stato delle cose, quindi lo stato in questo caso del malato. Poi abbiamo capito quali erano le cause, le cause erano questo scollamento totale che c'era tra il malato, che era l'ATS, a detta di tutti, onorevole Caddeo, tutti hanno detto che il malato principale era l'ATS. Poi abbiamo fatto la diagnosi, la diagnosi era che era un malato grave e che c'era la necessità assolutamente di intervenire. C'è la prognosi poi, e la prognosi era quella che ci voleva del tempo, ci voleva del tempo e comunque sia potevamo iniziare da qualche parte, e quindi c'è stata la terapia, la terapia per noi è questa che, comunque sia, il malato era grave ma non gravissimo, e quindi l'ATS era grave e la sanità sarda era grave ma non gravissima, e almeno ciò che si poteva salvare di quel malato è stato salvato, e quelle sono le cose che noi abbiamo messo come contenenti nell'ARES, l'ARES per noi deve fare quello che di buono faceva l'ATS, cioè fare centrale unica di acquisto, fare anche la centrale unica dei concorsi, eccetto le eccezioni che abbiamo detto, fare gli acquisti in scala e dirigere il personale. Questo per noi era quello che si poteva salvare, ovviamente tutto non si può salvare, qualcosa devi rimettere anche al normale corso della natura.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione gli emendamenti 573 e 187.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 573 e 187, di identico contenuto.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 16.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Emendamento numero 16: "Nel comma 3 dell'articolo 3 le parole AREUS sono eliminate". Comma 3 dell'articolo 3 le parole AREUS sono eliminate, in questo senso si vuole intervenire, ovviamente in modo anche provocatorio, eliminando "l'AREUS", ma ritorno alla discussione che poc'anzi ha iniziato la collega Orrù, ovviamente alla quale subito si è collegato il collega Oppi, la collega Orrù ha parlato di vent'anni, la verità è che quello che stavo suggerendo è un po' di più, perché un po' di più si arriva quando con grande forza il primo Governo di sinistra dell'Isola aprì il Brotzu rischiando la galera, Giunta Mario Melis, contro le potentissime e i potentissimi interessi nella sanità. Si aprì il Brotzu senza le autorizzazioni, forzando per dare finalmente una risposta in termini di salute e di sanità per i cosiddetti "viaggi della speranza", si doveva andare a Houston per ricevere la possibilità di sopravvivere se si aveva un cuore malato, per gli interventi al cuore, e ricordo, andando a ritroso, che le mirabolanti sorti dell'Isola determinarono l'epidemia di colera nel 73, non era presente il depuratore di Is Arenas, e ancora oggi a Sassari l'acqua non è potabile; questo è il livello, a furia di moltiplicare enti ci siamo dimenticati che la priorità sarebbe dare l'acqua, perché gli esseri umani hanno sempre cercato l'acqua e hanno insediato città vicino ai corsi d'acqua, a Sassari ancora non c'è l'acqua e noi moltiplichiamo le province e le aziende sanitarie. Cioè, stabilire qualche volta le priorità aiuta, ma soprattutto non aiuta tanto la politica, aiuta le cittadine e i cittadini che sono fuori da quest'Aula a vivere meglio, a star meglio e a ricevere servizi di eccellenza, anche nell'ambito della sanità. Si parla tanto di prodotti sardi, tanti sardi verrebbero aiutati anche da un punto di vista della salute…

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 191…

(Interruzione)

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, non funziona così! Lei deve dare il tempo per chiedere la votazione elettronica!

PRESIDENTE. Lo do il tempo il tempo, mi sembra che stia dando tutto il tempo necessario all'opposizione, assolutamente sì! Prego, onorevole Zedda.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, le parole hanno un'importanza, lei è il depositario del Regolamento, il tempo che stiamo utilizzando è dato dalle norme e dalle leggi, non da una generosa disponibilità.

(Intervento fuori microfono)

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sì, anche perché se non sono libero io non si può sposare, dovendolo celebrare.

(Interruzione)

PRESIDENTE. …Guardi, è lei il padrone del suo tempo, ha due minuti e 10.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). No, Presidente, se parlano d'altro e urlano è difficile parlare. La lettera a), del comma 3, dell'articolo 3 è soppressa, la centrale di committenza, è ovvio che nell'ambito dell'emendamento numero 191 l'idea è quella di smontare passo passo la lettera a) del comma 3, ma alla fine l'intero comma. Ritorno però alle considerazioni fatte poc'anzi. Ribadisco, ci sono… io mi stupisco, il Presidente della Regione è presente in Aula e poi tutta la Giunta, io, quando avevo la possibilità di avere assessori al mio fianco, quando ne vedevo un po' troppi iniziavo a dubitare del fatto che avessero molto da lavorare. Se c'è il Presidente vale il Presidente insieme all'Assessore alla sanità, nel senso che…

(Interruzioni)

TUNIS STEFANO (MISTO). È veramente offensivo! Se non ha nulla da dire taccia!

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, onorevole Zedda…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ma no, non è offensivo. Ma vi offendete…

TUNIS STEFANO (MISTO). Se non hai nulla da dire taci!

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, onorevole Zedda…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ma vi offendete per tutto?

PRESIDENTE. Scusate. Onorevole Zedda…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). È ovvio che il riferimento non è ai consiglieri eletti che votano, mi scusi.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, la invito ad avere anche un modo di rivolgersi all'Aula…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Scusate, però è una cosa seria. È una cosa seria. Lo dico perché c'è un piccolo problemino di aumento dei contagi nella nostra isola…

ENNAS MICHELE (LEGA). Ma che cosa c'entra?

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Con la sanità?

ENNAS MICHELE (LEGA). Ma che cosa c'entra?

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Con la sanità? Il tema pandemia ti dice qualcosa legato alla sanità?

ENNAS MICHELE (LEGA). Ma cosa stai dicendo? Tu te lo devi trovare un lavoro! Tu te lo devi trovare!

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Cosa?

PRESIDENTE. Onorevole Ennas, se deve intervenire chiede la parola e interviene.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Glielo può dire, per cortesia, a quell'imbecillotto che io ho iniziato a lavorare all'età di diciott'anni…

PRESIDENTE. No, onorevole… onorevole… onorevole…

(Tumulto in Aula)

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ho iniziato a lavorare all'età di diciott'anni, versando i contributi! Glielo provi a dire! Glielo ricordi! Versando i contributi dall'età di diciott'anni!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Zedda! Onorevole Zedda, non le consento di rivolgersi ai suoi colleghi in questo modo. La prossima volta la allontano dall'aula. Lei è già la seconda volta…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Non ho capito. Lei dovrebbe allontanare dalle menti di qualcuno le corbellerie!

PRESIDENTE. La prossima volta la allontano dall'aula! Non continui…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Lei dovrebbe allontanare le corbellerie dalla testa di qualcuno!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Non continui… scusate! Scusate! Non continui…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Perchè se uno non conosce la vita delle persone…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Allora, onorevole Zedda, pretendo che lei si scusi con il suo collega. No, non sto scherzando. Non sto scherzando… Onorevole Zedda, le chiedo… lasci perdere lei. Le sto chiedendo di scusarsi col suo collega, altrimenti la allontano dall'Aula.

(Interruzioni del consigliere Massimo Zedda)

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, le chiedo di scusarsi col suo collega, altrimenti la allontano dall'Aula! Le chiedo di scusarsi col suo collega…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ma non scherziamo veramente! Io non mi scuso con nessuno!

PRESIDENTE. Benissimo, allora chiedo ai Questori di allontanare dall'aula l'onorevole Zedda.

(Interruzioni)

Chiedo ai Questori di allontanare l'onorevole Zedda. Chiedo ai Questori di allontanare l'onorevole Zedda! Prego.

(Interruzioni)

Prego l'onorevole Zedda di allontanarsi dall'Aula.

(Interruzioni)

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Non consento a nessuno di intervenire sulla mia vita lavorativa passata!

PRESIDENTE. Allora sospendo la seduta per consentire ai Questori di far allontanare l'onorevole Zedda dall'aula. Prego i commessi di far allontanare l'onorevole Zedda dall'Aula. Il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 19, viene ripresa alle ore 21 e 55.)

Riprendiamo i lavori dell'Aula. Chiedo ai colleghi consiglieri di riprendere posto. Dopo questa interruzione, anche al fine di ricreare un clima sereno di confronto tra le forze politiche che rappresentano i cittadini e svolgono una funzione assai importante in quest'Aula, auspicando che simili comportamenti che abbiamo visto non abbiano più a ripetersi, chiedo al Consigliere Zedda di riprendere posto. Sospendo i lavori… non so se il consigliere Zedda voglia dire qualcosa.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Brevemente per dire che a me dispiace l'episodio. Ognuno ha il carattere che ha, a provocazione qualcuno reagisce. Dopodiché io non sono solito provocare, non son solito reagire in malo modo, è sufficiente, come lei ha detto nella sua introduzione, un clima di serenità da parte di tutti…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, in un clima di serenità, quindi io penso che lei si voglia scusare per…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Certamente, ci mancherebbe.

PRESIDENTE. Perfetto. Perfetto, quindi il…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Attendo le scuse, come è stato concordato, del consigliere Ennas che ha iniziato…

PRESIDENTE. No, onorevole Zedda, lei deve pensare a lei. Non mi complichi il lavoro…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, noi abbiamo interloquito per diverso tempo…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, le chiedo… va bene così. Va bene così. Perfetto. Per me l'equivoco è risolto, abbiamo sanato un problema che stava condizionando la serenità dei lavori...

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Per comprendere io…

PRESIDENTE. …e la sua serenità. Io la capisco, abbiamo avuto modo di chiarire e di chiarirci…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Per comprendere io, non c'è la reciprocità? Per comprendere io, il livello…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda… bene. Perfetto. Grazie onorevole Zedda.

I lavori sono…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, noi abbiamo parlato a lungo delle scuse reciproche…

PRESIDENTE. Sì certo… io non devo, io posso intervenire, non posso…

(Interruzione della consigliera Annalisa Mele)

PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Mele! Per cortesia, sto con fatica cercando di ripristinare un clima di serenità in quest'Aula. Cerchiamo di avere un profilo che ci è proprio da legislatori e da rappresentanti del popolo sardo.

Io apprezzo moltissimo le parole dell'onorevole Zedda, che è intervenuto. Se poi qualcuno vuole intervenire spontaneamente io certamente non gli tolgo la parola. Io se qualcuno vuole interviene spontaneamente non gli tolgo la parola.

(Interruzioni)

Sì, con grande fatica, con grande fatica. Apprezzate la mia fatica. Ci sono state le scuse dell'onorevole…

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ennas. Ne ha facoltà.

MICHELE ENNAS (LEGA). Anch'io con grande fatica. Non voglio creare problemi però, Presidente, a me non piace essere preso in giro. Le scuse… io le posso far vedere… chiamiamo il VAR, come piace fare a lei, perché lei ha espulso, poi ha tolto l'espulsione per qualche motivo. Va bene, accettiamo anche questo, però le scuse non le ho sentite io. Le ha dette lei. Lei ha detto: "Lei sta chiedendo scusa?". "Sì". Io chiedo… io voglio sentire "mi scuso" e a quel punto io faccio l'intervento.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. … si è scusato? Sì. Ok, si è scusato.

MICHELE ENNAS (LEGA). Ok, adesso parlo io. Allora, dato che il consigliere Zedda si è scusato, io adesso col microfono acceso posso dare la mia di spiegazione, un secondo. Io sono intervenuto sulle parole dell'onorevole Zedda quando lui ha messo, secondo me in maniera pretestuosa, il fatto che alla riforma sanitaria fosse collegata la questione del numero dei contagi. Dato che il mio, anzi non è il mio, il territorio da cui provengo è quello che in questo momento sta subendo maggiormente questa situazione, anche io, a provocazione corrisponde provocazione, ho ritenuto di dover interviene dicendo che non è giusto quello che tu stai dicendo, che è un diritto anche poterlo dire, io quello che ho sbagliato è intervenire mentre lui parlava e questa cosa forse è un vizio che dobbiamo perdere, però chiedo in generale che l'insulto, perché potremmo iniziare tutti quanti, no un attimo, ho il diritto di parlare in quest'Aula, penso che l'insulto alla fine chiami un altro insulto. Ecco, questa cosa qui non va bene, quindi io penso che l'errore sia stato quello di intervenire sul suo intervento, io accetto le scuse dell'onorevole Zedda, credo che sia corretto ricomporre, mi dispiace se quando lui ha detto ai membri della Giunta che dovevano lavorare, io mi sono rivolto a lui in riferimento al fatto "Forse tu dovresti trovarti…" e queste sono le parole che probabilmente l'hanno indispettito. Io non conosco la tua carriera lavorativa, non mi sono permesso di dire che era tutta la carriera lavorativa, io mi sono riferito a quella frase specifica. Quindi Massimo, credo che la cosa sia abbastanza ricomposta, stiamo facendo delle cose importanti qua, è meglio dedicarsi a queste.

PRESIDENTE. Grazie per avermi dato la possibilità di ricomporre quel clima di serenità che compete, che è doveroso per quest'Aula.

E' stato presentato un ordine del giorno. Lo esaminiamo come primo punto domani mattina.

Sull'ordine dei lavori

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). L'ordine del giorno che era stato preannunciato, è stato regolarmente presentato, non solo, ci sono tutte le firme dei Capigruppo di maggioranza e l'abbiamo distribuito anche alla minoranza, se erano d'accordo di poterlo firmare perché avevamo capito che c'è la volontà di poterlo firmare. La verità è che non l'hanno firmato tutti, perché questa è la verità, poi chi lo vuole votare lo può votare, altrimenti noi chiediamo, Presidente, che venga messa in votazione e abbiamo anche detto, è stato firmato anche da voi, Giorgio, allora Presidente, siccome l'abbiamo anche preannunciato che era un documento molto semplice che poteva aiutare il Presidente della Regione e comunque non solo a… va bene Presidente, può distribuire le copie?

PRESIDENTE. Sospendo un attimo i lavori.

(La seduta, sospesa alle ore 22 e 06, viene ripresa alle ore 22 e 22.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. È stato presentato l'ordine del giorno numero 4.

Quindi, passiamo all'ordine del giorno numero 4.

Però prima aveva chiesto la parola l'onorevole Desiré Manca sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Presidente, solo per comunicare a onor del vero che l'ordine del giorno di cui parlava il collega Mula molto probabilmente è circolato tra i banchi della maggioranza e dell'opposizione, ma non è arrivato nei banchi del Movimento 5 Stelle, per cui noi non eravamo assolutamente a conoscenza di questo ordine del giorno. Ma seguo quello che è il consiglio del collega Piu, per cui poi insieme a lei leggeremo questo ordine del giorno, e nello spirito comunque di stare vicino a chi in questo momento sta aspettando una risposta anche da parte del Consiglio regionale non ci opporremmo sicuramente a questo ordine del giorno, alla lettura perlomeno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Mi dovete scusare, ma ce l'ho qua, mi rivolgo a lei e soprattutto ai Questori, quell'azione meritoria che lei ha fatto e che le ha impiegato un'ora del suo tempo, che ha costituito una moratoria di quello che è successo qua dentro, io vorrei che fosse estesa a tutti quelli che sono qua dentro, non solo ai consiglieri, non vado oltre per capirci, è un auspicio, io non ho poteri per dirglielo, però vorrei che riguardasse tutti questa moratoria.

PRESIDENTE. Poi me la spiega meglio!

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 4. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

La seduta è tolta. Il Consiglio è aggiornato a domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 22 e 26.

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