Interrogazione n. 829/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 829/A

PIU, con richiesta di risposta scritta, sull’organizzazione della campagna vaccinale contro il Covid-19 e le procedure di somministrazione dei vaccini alle diverse tipologie di operatori sanitari.

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Il sottoscritto,

premesso che:
– il 21 dicembre 2020 la European Medicine Agency (EMA) ha autorizzato il primo vaccino anti Covid-19, sviluppato e prodotto da Pfizer/BioNTech; successivamente, il giorno 22 dicembre 2020 l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha provveduto alla sua approvazione;
– dal 27 dicembre 2020 ha preso avvio la campagna vaccinale in tutto il Paese, secondo le indicazioni e le procedure previste dal Piano strategico per la vaccinazione anti Covid-19 presentato dal Ministro della salute al Parlamento e condiviso il 17 dicembre 2020 con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano;
– con circolare del Ministero della salute del 24 dicembre 2020, n. 0042164, sono state comunicate le raccomandazioni per l’organizzazione della campagna vaccinale contro il Covid-19 e le relative procedure di vaccinazione;
– nella circolare si ribadisce che, considerata la disponibilità iniziale di un numero di dosi limitato, “in questa prima fase della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid- 19 si opererà con l’obiettivo di massimizzare il risultato, concentrando le risorse sulla protezione del personale dedicato a fronteggiare l’emergenza pandemica e sui soggetti più fragili (operatori sanitari e sociosanitari e personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani); con l’aumento della disponibilità di vaccini si procederà con la vaccinazione delle altre categorie a rischio e successivamente alla vaccinazione della popolazione generale”;

ricordato che la governance del piano vaccinale dovrebbe essere assicurata dal coordinamento costante tra il Ministro della salute, la struttura del Commissario straordinario, AIFA, ISS, AGENAS, le regioni e le province autonome per quanto riguarda gli aspetti organizzativi, procedurali e di monitoraggio della campagna vaccinale; in particolare, il coordinamento delle attività relative alla campagna di vaccinazione anti Covid-19 a livello territoriale è affidato ai servizi preposti al coordinamento delle attività vaccinali regionali;

evidenziato che in tutte le fasi della pandemia diverse categorie di operatori sanitari sono stati impegnati in prima linea insieme a quelli che operano nelle strutture sanitarie e nella medicina territoriale, assicurando con il loro contributo il raggiungimento di tutti gli obiettivi strategici della Regione; tra gli operatori in parola possono essere annoverati quelli delle farmacie, i volontari del Servizio 118 e i volontari della Protezione civile, i quali hanno lavorato senza indugio al fine di limitare l’aumento dei contagi e contenere i disagi subiti dai cittadini;

preso atto che:
– dalle informazioni acquisite risulta che le diverse ASSL procedono alla somministrazione dei vaccini ai diversi soggetti interessati in maniera non omogenea sul territorio regionale; con riferimento ai volontari che prestano servizio per il 118, ad esempio, risulta che nell’area del sud Sardegna sono stati convocati già dal 5 di gennaio 2021 al fine di sottoporsi alla vaccinazione anti Covid-19, mentre ciò non è avvenuto per i volontari che operano nell’area del nord Sardegna;
– la stessa problematica si riscontra relativamente agli operatori delle farmacie, per i quali solo da alcune ASSL della Sardegna sono stati richiesti i nominativi dei farmacisti disponibili alla vaccinazione;

tenuto conto che:
– il comportamento delle ASSL risulta fortemente sperequativo rispetto agli operatori interessati e, oltre ad essere inefficiente dal punto di vista organizzativo e sanitario, risulta certamente discutibile sotto il profilo etico;
– è opportuno coinvolgere nei tempi più brevi nella somministrazione della vaccinazione anche i volontari della Protezione civile che svolgono assistenza logistica negli ospedali e nelle strutture sanitarie, rivestendo attualmente un ruolo di pubblica utilità comportante situazioni di rischio epidemiologico, oltre a quello inerente alle consuete attività di protezione civile in occasione di eventi e calamità naturali;

considerato che gli operatori in parola, svolgendo un compito strategico e indispensabile nell’attuale situazione di crisi epidemiologica, rientrino indubbiamente tra le categorie sanitarie più esposte al rischio di contagio e che, quindi, devono essere inseriti immediatamente e ufficialmente tra le categorie per le quali si deve procedere alla vaccinazione sin dalle prime fasi di somministrazione;

ritenuto, inoltre, che non sia accettabile che le ASSL afferenti ai diversi ambiti territoriali procedano con modalità e tempistiche differenti alla vaccinazione di operatori sanitari che svolgono le stesse attività su tutto il territorio regionale, provocando una evidente disparità di trattamento,

chiede di interrogare la Giunta regionale e in particolare l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per conoscere:
1) se siano a al corrente della situazione sopra esposta;
2) quali siano le misure e le soluzioni organizzative predisposte dalla Regione per garantire che il piano di vaccinazione proceda in maniera uniforme in tutto il territorio regionale e che gli operatori coinvolti non subiscano disparità di trattamento;
3) se non ritengano di includere gli operatori delle farmacie, al pari di quanto si verifica nel resto del territorio nazionale, tra coloro che devono essere inseriti nelle prime fasi di somministrazione in tutto il territorio regionale;
4) se non ritengano opportuno coinvolgere, nei tempi più brevi, nella procedura di somministrazione dei vaccini, anche i volontari della Protezione civile, i quali ricoprono a tutti gli effetti un incarico di pubblica utilità caratterizzato da grande rischio, che svolgono assistenza logistica negli ospedali e nelle strutture sanitarie oltre alle consuete attività di protezione civile in occasione di eventi e calamità naturali, come quello accaduto recentemente nel comune di Bitti.

Cagliari, 12 gennaio 2021

 

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