Interrogazione n. 834/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 834/A

(Pervenuta risposta scritta in data 13/01/2022 e in data 18/03/2022)

COCCO – LAI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di precariato dei giovani laureati in materie giuridiche ed economiche che hanno svolto il tirocinio presso gli uffici giudiziari del distretto della Corte d’appello di Cagliari.

***************

I sottoscritti,

premesso che:
– con la stipula dell’accordo RAA 448/2018 del 20 dicembre 2018 tra la Regione autonoma della Sardegna e la Corte d’appello di Cagliari, si attivava una collaborazione per la realizzazione di tirocini destinati a giovani laureati in materie giuridiche ed economiche, finalizzati all’acquisizione di nuove competenze in ambito giudiziario da svolgersi presso gli uffici giudicanti del distretto della Corte d’appello di Cagliari;
– con la determinazione n. 369 dell’8 febbraio 2019 del direttore del Servizio risorse umane e formazione dell’Aspal, veniva approvato l’avvio di 103 tirocini destinati a giovani laureati in materie giuridiche ed economiche da svolgersi presso gli uffici giudiziari del distretto della Corte d’appello di Cagliari;
– il tirocinio ha avuto ad oggetto la formazione (per trenta ore settimanali) nell’ambito della figura professionale di operatore giudiziario – operatore amministrativo – nella sfera delle attività di amministrazione e gestione dell’attività giudiziaria presso gli uffici di Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano e Tempio Pausania;

considerato che:
– i tirocini avevano in origine una durata di sei mesi con possibilità di proroga di ulteriori sei mesi per i tirocinanti aderenti; i tirocinanti nella prima fase sono stati: 48 a Cagliari (13 prorogati), 23 a Sassari (8 prorogati), 7 a Tempio Pausania (3 prorogati), 8 a Oristano (6 prorogati), 11 a Nuoro (9 prorogati);
– i tirocinanti hanno dimostrato grande professionalità e senso di responsabilità, garantendo la massima qualità del servizio e assicurando la continuità delle prestazioni in ambito amministrativo e gestionale nonostante la situazione di incertezza lavorativa;
– per le esigenze delle strutture in cui sono stati assegnati (dovute in particolare alla pregressa e sistematica carenza di organico), i tirocinanti hanno perlopiù svolto mansioni conformi all’alta formazione giuridica ed economica in possesso (la laurea in materie giuridiche ed economiche costituiva requisito di partecipazione al bando) operando in piena autonomia e fornendo un concreto supporto agli uffici giudiziari;
– durante tutto il percorso formativo il tirocinante ha garantito lo stato di disoccupazione e la non fruizione di altro intervento di politica del lavoro o formativa finanziato con risorse pubbliche, precludendo pertanto la possibilità di un qualsiasi sbocco lavorativo se non previa rinuncia al tirocinio;
– nonostante l’acquisizione di competenze e conoscenze specifiche e trasversali nell’ambito dell’amministrazione della giustizia, il Ministero della giustizia, nel bandire posti messi a concorso per figure attinenti alle mansioni svolte dai tirocinanti, non ha riconosciuto punteggi ulteriori a chi ha lavorato proficuamente nelle cancellerie;

ritenuto che il tirocinio, pur non costituendo un rapporto di lavoro, rappresenta un’esperienza pratica che consente il contatto diretto dei giovani laureati con la pubblica amministrazione determinando, nel contempo, una valida opportunità per le stesse amministrazioni di acquisire competenze specifiche già formate e specializzate presso i propri uffici;

valutate:
– l’importanza di offrire concrete possibilità di lavoro a qualificati giovani laureati sardi che, dopo aver svolto il tirocinio formativo negli uffici giudiziari della Sardegna, non vedendo riconosciute le proprie aspettative professionali e lavorative sono costretti ad esercitare nelle diverse forme di lavoro flessibile o non regolare, ovvero, come sempre più spesso accade, ad emigrare;
– la necessità di dover garantire nel reperimento del personale della pubblica amministrazione la massima partecipazione di operatori qualificati nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza;

preso atto che:
– il bando per l’assunzione a tempo determinato di mille operatori giudiziari di cui alla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 15 settembre 2020, ha previsto punteggi massimi (fino a 21 punti), per coloro che avevano svolto altre tipologie di tirocini, meno aderenti alla figura dell’operatore giudiziario, mentre ha riconosciuto un punteggio massimo di soli 9 punti per i tirocinanti degli uffici oggetto;
– il bando per l’assunzione di 2.700 cancellieri esperti di cui alla gazzetta ufficiale n. 96 dell’11 dicembre 2020, ha previsto come requisito di accesso diverse figure professionali, quali ad esempio quella di avvocato o di giudice onorario, escludendo la possibilità di partecipare ai tirocinanti nonostante la formazione ricevuta per un anno sia perfettamente aderente alla qualifica messa a concorso,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l’Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e l’Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere:
1) quali iniziative intendano adottare o far adottare al fine di garantire il riconoscimento della formazione e del titolo professionale acquisito durante il tirocinio, avviato dall’Aspal quale soggetto promotore, presso gli uffici giudiziari del distretto della Corte d’appello di Cagliari;
2) se ritengano opportuno attivare procedure concorsuali straordinarie al fine di consentire l’inserimento lavorativo presso la Regione autonoma della Sardegna dei giovani laureati in materie giuridiche ed economiche, che hanno svolto per almeno dodici mesi il tirocinio presso gli uffici giudiziari del distretto della Corte d’appello di Cagliari.

Cagliari, 13 gennaio 2021

 

Condividi:
Aumenta dimensioni caratteri
Alto contrasto