Versione per la stampa http://www.consregsardegna.it/wp-content/plugins/print-o-matic/css/print-icon-small-black.png

Resoconto della seduta n. 95 del 11/01/2021

XCV SEDUTA

Lunedì 11 gennaio 2021

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 11 e 09.

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 29 dicembre 2020 (89), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Daniele Secondo Cocco, Carla Cuccu, Eugenio Lai, Diego Loi, Ignazio Manca, Giuseppe Meloni, Pietro Moro, Antonio Mario Mundula, Antonio Piu, Aldo Salaris, Gian Filippo Sechi, Fabio Usai e Massimo Zedda hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 11 gennaio 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 811, 813, 815, 817, 818, 819, 820, 821, 822, 823.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. Sono state presentate le interpellanze numero 137, 138.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. È stata presentata la mozione numero 383.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017 (108/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la prosecuzione discussione dell'articolato del disegno di legge numero 108/A.

Avevamo finito con l'approvazione dell'emendamento 750, sostitutivo totale dell'articolo 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie Presidente, questi giorni ho avuto modo di incontrare l'Assessore agli enti locali Quirico Sanna, abbiamo trovato una linea comune, quindi ci sarà la possibilità di inserire questo aspetto, che purtroppo per la questione verande dava, anzi creava, difficoltà ai tecnici degli enti locali di dare un'indicazione di quale poteva essere la superficie delle verande. Attraverso, come mi ha indicato l'assessore Sanna, c'è la possibilità di inserire, quindi di dare un'indicazione chiara di quel che sarà la superficie delle verande attraverso una circolare esplicativa. Quindi chiedo anche all'Assessore di confermare tale ipotesi e in quel caso ritiro l'emendamento, grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. Buongiorno a tutti, onorevole Giagoni, corrisponde al vero ciò che lei ha detto, il suo emendamento è meritorio e giusto nella sostanza, sarà esplicitato meglio con una circolare esplicativa, in modo da non creare divergenze di interpretazione agli Uffici comunali.

PRESIDENTE. Grazie passiamo ora all'articolo… gli altri sono dichiarati decaduti. Avevamo già… assolutamente…

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Cioè io faccio presente che il tipo di interpretazione che è stata data sulla decadenza di tutti gli emendamenti all'emendamento sostitutivo totale non è corretta. Perché l'emendamento sostitutivo totale fa decadere tutti gli emendamenti presentati all'articolo che sostituisce ma non gli emendamenti all'emendamento e quindi chiedo che vengano discussi gli emendamenti successivi che sono emendamenti all'emendamento che è stato approvato, mi pare evidente. Ci sono tutti gli aggiuntivi che vanno discussi e anche i sostitutivi parziali, secondo me, che comunque andavano eventualmente discussi prima. Nella discussione che abbiamo fatto con l'onorevole Giagoni.

PRESIDENTE. Nel senso che la discussione era quello appunto di eliminare qualsiasi tipo di emendamento e questi erano peraltro i termini dei lavori che avevamo deciso. Insomma gli emendamenti sono tutti decaduti, peraltro possiamo discutere e possono esserci dei dubbi inerenti agli emendamenti aggiuntivi, quelli a quelli aggiuntivi. Sui sostitutivi parziali quello sicuramente no. Detto questo anche per quanto riguarda gli emendamenti aggiuntivi, il tavolo della definizione dei termini di prosecuzione dei lavori si era si era concordato che anche quelli sarebbero decaduti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Grazie Presidente, io non so se ho capito male le parole del presidente Ganau ma gli emendamenti all'emendamento sono decaduti dal momento in cui noi venerdì sera abbiamo votato l'emendamento 750, ma se noi l'emendamento lo abbiamo già votato, io ricordo che venerdì noi siamo arrivati al punto di aver respinto o approvato, in base alla discussione dell'altro giorno, tutti gli emendamenti che erano legati all'articolo 2, poi è successo che c'è stata la discussione sull'emendamento, che oggi è stato ritirato, quindi non vedo il motivo, essendo anche che la legge stiamo parlando ancora di una situazione…

(Interruzioni del consigliere Ganau)

MURA FRANCESCO (FdI). Ho capito però la situazione di discussione che si è creata venerdì sera la stiamo risolvendo, l'abbiamo risolta, vi chiedo la cortesia di essere un pochino più collaborativi rispetto all'approvazione del testo. Anche perché siamo solo all'articolo 2 abbiamo ancora decine di articoli da approvare, quindi ce ne sarebbe per stare qui mesi, questo vi dico. Poi ovviamente il Regolamento è quello e il Presidente saprà come comportarsi, grazie.

PRESIDENTE. Allora ribadisco che eventualmente, certamente sono decaduti, certamente il 966, l'844, l'846, sempre presentati dall'onorevole Ganau, gli altri invece sono presentati dall'onorevole Agus. Detto questo ribadisco che i termini della prosecuzione del lavoro era proprio quello di far decadere tutti gli emendamenti. Quindi procediamo con l'articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Non è così, io chiedo, a norma di Regolamento, che siano discussi gli emendamenti aggiuntivi presentati all'articolo 2. Questo è il Regolamento e chiedo che venga applicato, non capisco questa interpretazione autentica per cui dopodiché un emendamento può esser discusso o rinviato dopo di che viene ritirato, gli altri no. Non c'era nessun accordo.

PRESIDENTE. Onorevole Ganau, i termini dell'accordo sulla prosecuzione dei lavori prevedevano l'approvazione dell'emendamento 750, con le modifiche al emendamento a norma di Regolamento. Ora certamente dichiaro decaduti, certamente dichiaro decaduti gli emendamenti 966, 844, 846. Dopodiché facciamo una sospensione del Consiglio per definire gli altri.

Il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 09, viene ripresa alle ore 11 e 22.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi consiglieri di prendere posto, riprendiamo i lavori. A seguito della Conferenza dei Capigruppo, gli emendamenti che sono stati ammessi e/o riammessi sono i seguenti, scusate potete prendere posto? Il 782, 950, 951, che sono uguali, 952 e 969. È aperta la votazione sul 782, non c'è la pagina.

Votazione Nominale, richiesta dall'onorevole Oppi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 782.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Emendamenti 950 e 951. È aperta la votazione… no un attimo… si è ribloccato l'impianto… un secondo solo, non ho ancora aperto la votazione 950, 951 insieme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Intanto grazie anche ai colleghi della Conferenza dei Capigruppo per aver riammesso determinati emendamenti, tra cui questi. Se è stato fatto con l'ottica di accettare il principio che lì c'è scritto, la cosa più semplice per dar seguito a quello che ci eravamo detti in Commissione, è che io li ritiri e ci si rivede all'articolo 6 dove gli Uffici suggerivano di inserire lì semplicemente che quella previsione dei soppalchi si potesse fare anche nelle zone D e a quel punto è risolto. Era il passaggio suggerito dagli Uffici in Commissione, laddove gli Uffici dicevano che forse era esagerato inserirli qui, hanno detto mettete la lettera d) nell'articolo 6. Quindi se siamo d'accordo io li ritiro e arrivederci e grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Semplicemente per concordare con quello che ha detto il collega Piscedda, perché ricordo che in Commissione c'è stato un accordo di questo tipo, quindi sembrerebbe, così ci hanno consigliato anche gli Uffici, che sia l'articolo 6 quello più consono ad accogliere questi emendamenti.

Quindi si ricordi il collega, all'articolo 6, che li dobbiamo discutere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Onorevole Piscedda, però come facciamo a portarlo all'articolo 6, con un emendamento orale? Ah, ci sono già gli emendamenti, perfetto.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 952.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Solo per ricordare ai colleghi che si tratta di quella vicenda dei cortili cementati, quindi l'eliminazione per il ripristino della… sì io vi suggerirei di approvarlo se fosse possibile o se volete lo farete vostro, lo ritiro o…

PRESIDENTE. Lo votiamo per alzata di mano perché abbiamo il sistema che non funziona.

Metto in votazione l'emendamento numero 952. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'emendamento numero 969.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Io mi rendo conto della portata di questo emendamento, motivo per il quale vi anticipo che lo ritirerò, perché ormai la filosofia della legge è abbastanza chiara, quindi è evidente che anche voi siete rientrati nello spirito di non toccare nulla nei 300 metri, quindi anticipo che lo ritirerò. Mi interesserebbe che l'Assessore semplicemente dicesse qualcosa in merito, di cosa sto parlando io in quell'emendamento, sto parlando di quelle zone F nella fascia dei 300 metri che sono F per modo di dire, sono F semplicemente perché i PUC non sono stati ancora adeguati ai PPR, ma sono delle zone urbanizzate al 100 per cento e vengono abitate con residenza ovviamente da anni. Quindi c'è la Chiesa, ci sono i Carabinieri, ci sono i negozi, ci sono le edicole, ci sono le Circoscrizioni, c'è tutto, quindi sono di fatto delle zone residenziali al 100 per cento. Solo che poiché i PUC non sono ancora arrivati a chiudere il loro percorso, son rimaste zone F, ma di fatto sono delle zone B. Per farvi un esempio, il Poetto a Cagliari è zona B, non è zona F, Flumini di Quartu, che è il caso emblematico, è una zona F, quindi di fatto lì non è possibile, ancorché sia una zona urbanizzata al 100 per cento, fare nulla.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Effettivamente è una fattispecie purtroppo presente, ha detto bene l'onorevole Piscedda a Flumini, a Quartu e anche a Porto Cervo. Sono formalmente zone F, appunto perché i PUC non sono adeguati, però sostanzialmente sono zone B perché sono dotati di tutti i servizi, dalla stazione dei Carabinieri all'ufficio postale, alla Chiesa e soprattutto sono centri abitati tutto l'anno, 365 giorni l'anno. Quindi diciamo così, è solo formalmente, qui c'è l'impegno da parte della Giunta di regolarizzare questa situazione che oggettivamente va regolarizzata, perché di fatto sono solo formalmente zone F ma sostanzialmente zone B.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Ho letto bene l'emendamento, io chiederei ai colleghi non di ritirarlo, perché ho dei seri dubbi che con una nota esplicativa, con un regolamento possiamo arrivare al risultato che noi auspichiamo. Perché se andiamo a leggere, e ne abbiamo discusso e credo che ci sia anche un accordo generale su questo emendamento, secondo me sarebbe il caso di metterlo in votazione perché difficilmente in una nota esplicativa avrebbe lo stesso, non solo senso, ma la stessa efficacia, perché noi stiamo parlando e condividiamo, di situazioni tipo Castelsardo dove le zone B sono a ridosso del mare, quindi è naturale che non possono essere diciamo né svantaggiate, né precludere la possibilità. Io direi ai colleghi, valutiamolo, perché ripeto su un regolamento credo che non si risolverebbe il problema.

PRESIDENTE. In realtà, onorevole Mula, se lei volesse potrebbe farlo proprio.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Io capisco le intenzioni del collega Piscedda e capisco anche gli argomenti portati dall'Assessore, però quando si parla di zone F che in realtà sono un'altra cosa, si parla anche di qualcosa che è pericoloso derogare con legge. Cioè una volta che salta la zonizzazione, una volta che noi sanciamo il principio che ci siano zone che in realtà sono altro ma rimangono con quella dicitura, stiamo facendo un qualcosa che rende ancora più pericoloso qualunque intervento fatto in quelle zone. Perché zona F ha un significato, servono gli adeguamenti dei PUC e serve che i Comuni approvino il Piano di utilizzo dei litorali. E' stato citato il comune di Cagliari, a Cagliari anche quello sviluppo dal punto di vista urbanistico delle zone B sul lungomare, è stato possibile anche grazie all'approvazione dei PUL, siccome quella è la via maestra, io eviterei di bypassarla, anche perché ovviamente l'emendamento risente del problema tipico degli emendamenti dell'opposizione, cioè noi scriviamo proposte, lo facciamo senza avere il supporto degli uffici regionali e senza sapere come verranno applicate.

Siccome è un tema delicato, forse è necessario un supplemento di istruttoria, non vorrei che ci si facesse prendere dalla fretta e poi non si risolvesse il problema, perché è vero quello che si dice, però non vorrei nemmeno che una legge fatta male, fatta di fretta, fatta senza consultare gli uffici che la devono applicare, diventi il buco dal quale passa il fiume. Perché ovviamente se si forza, il rischio è: uno, che cada la legge, due, che magari venga utilizzata in una maniera non consona alle aspettative del Consiglio regionale. Per cui faccio mio l'appello del collega Piscedda per un ragionamento più ampio, magari anche con un incentivo ai Comuni affinché venga risolto quel problema. Io conosco il problema di Quartu perché è qui vicino e ovviamente è già entrato questo tema nell'Aula consiliare, è chiaro che quelle zone F oggi hanno un'altra vocazione, però serve qualcosa di organico, eviterei di mettere una pezza che poi non è capace di reggere per stessa ammissione di chi l'ha proposta.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. A tal proposito per dire che il problema comunque era stato già individuato. Da parte dell'Assessorato c'è stata un'interlocuzione con i Comuni interessati, i quali ovviamente hanno tutto l'interesse di cambiare destinazione e quindi portarle a zone B, questo lo sta facendo già il Comune di Arzachena, l'intenzione era anche, e penso che verrà confermata anche da questa nuova Amministrazione, anche del Comune di Quartu. Quindi c'è già un'interlocuzione in tal senso ad adeguare i piani urbanistici comunali e portare quelle zone a quello che in sostanza sono, perché hanno ormai una individuazione meramente formale per le ragioni che ho detto poc'anzi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Per chiarire quanto hanno espresso i colleghi prima di me. Intanto l'abbiamo detto più volte, è evidente che in un ragionamento organico la Regione si dovrebbe fare promotrice di un proprio intervento affinché i comuni adeguino gli strumenti, perché situazioni come questa espressa di Flumini o di Arzachena, come ha detto l'Assessore, ci sono anche in altre realtà. Per cui è ovvio che adeguando il Piano urbanistico comunale si riescono a inquadrare anche delle situazioni come quella particolare di Flumini che mi viene in mente, che conosco, però penso che sia abbastanza complicato e anche pericoloso, in termini proprio di mantenimento del testo, inserirlo in legge, anche una legge che comunque è una legge derogatoria. Quindi anche secondo me è più opportuno lavorare nella giusta direzione provando a ragionare con i Comuni interessati ed eventualmente andare in questa direzione, non inserirlo in legge in questo modo perché diventa davvero un po' problematico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Cocciu. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Come Forza Italia siamo assolutamente d'accordo a questo emendamento che è stato proposto, perché rafforza ancora di più la tesi che io all'interno di quest'Aula, in maniera molto singolare, ho sostenuto, anche un po' contro il mio partito, contro Forza Italia. Stiamo parlando di zone F che sono assimilate alle zone B, ma quando io vi ho parlato dell'articolo 10 bis, lettera b), io facevo riferimento a delle zone che hanno piani attuativi approvati, oppure lettera f), zone completamente urbanizzate, dotate di urbanizzazione primaria e secondaria.

Quindi se oggi vogliamo assimilare queste zone F che ancora sono F a zone B, a me va benissimo, però quello che vi volevo ricordare, è che io questo problema l'ho già proposto in Aula l'altro giorno. E quindi se vengono assimilate queste zone F alle zone B, per forza dobbiamo riaprire anche l'altro discorso dove l'articolo 10 bis lettera b) ed f) devono essere prese in considerazione, è chiaro, perché altrimenti si fanno delle distinzioni poco interessanti.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Mi corregga onorevole Pischedda, mi pare di aver capito che era ritirato con l'impegno preso da parte della Giunta di regolarizzare con i Comuni questa fattispecie, incentivando anche i comuni all'approvazione dei PUC e togliere questa situazione. Questo lo stiamo già facendo da tempo perché il problema l'avevamo già individuato da tempo e vi ho comunicato che su alcune amministrazioni il percorso è già avanzato, perché sono situazioni veramente, come dire, chiare.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento è ritirato. Facciamo cinque minuti di sospensione.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 09, viene ripresa alle ore 12 e 18.)

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che è rientrato dal congedo l'onorevole Massimo Zedda.

Passiamo all'esame dell'articolo 3 al quale sono stati presentati diversi emendamenti.

Comunico che l'emendamento della Giunta numero 751 è stato erroneamente classificato come sostitutivo totale, in realtà è un soppressivo parziale e quindi verrà discusso insieme all'emendamento numero 80. Naturalmente ciò produrrà la decadenza di tutti gli emendamenti all'emendamento.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sugli emendamenti numero 66, 5, 67, 215, 556, 68, 69, 70, 71, 72, 219, 220, 554, 557, 559, 560, 561, 562, 563, 73, 74, 75, 76, 77, 78, 79, 224, 546, 547, 564, 566, 567, 568, 570, 656. Sugli emendamenti numero 80 e 751 il parere è favorevole. Parere negativo sugli emendamenti numero 230, 657, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90, 232, 91, 92, 93, 237, 576, 94, 659, 95, 96, 97, 98, 578, 216, 217, 218, 221, 255, 558, 655, 222, 223, 225, 226, 227, 569, 228, 229, 572. Poi c'è l'invito al ritiro per il numero 765, parere negativo sugli emendamenti numero 231, 233, 234, 235, 551, 552, 553, 573, 574, 575, 658, 550, 236, 549, 548, 238, 239, 240, 579, 565, 571, 577.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. Il parer della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Se ho capito bene, Presidente, l'emendamento numero 751 è da considerarsi sostitutivo parziale.

PRESIDENTE. Soppressivo parziale.

È aperta la discussione sull'articolo 3 e sui relativi emendamenti.

Poiché abbiamo problemi con il sistema di registrazione, chi volesse intervenire deve alzare la mano entro la chiusura del primo intervento. Ovviamente i Segretari d'Aula e il Segretario generale predisporranno l'elenco, oppure, meglio ancora, vi recate qua e ne prendiamo nota.

È iscritta a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). L'articolo 3 recita "Interventi di incremento volumetrico delle strutture destinate all'esercizio di attività turistico ricettiva, sanitaria e socio sanitaria", poi nell'articolato il tema riguarda solo ed esclusivamente le attività turistico ricettive… e quanto noi abbiamo già detto in parte durante la discussione generale e che ripercorriamo sicuramente in questa discussione. Vorrei sottolineare una questione importante, intanto l'assenza nella stesura di questo testo di una visione complessiva di insieme che guardi al futuro, nel senso che se si inseriscono i riferimenti e le considerazioni in merito all'emergenza epidemiologica da Covid 19, mi sembra assurdo che il testo sia un testo tarato su qualcosa che non ha proprio minimamente guardato il futuro, quello che accadrà. Se ne parla tanto, si scrive tanto, molti filosofi e persone comunque di grande cultura parlano di un cambiamento totale delle nostre vite, e anche molti finanziamenti che vediamo nella linea che interessa il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche del nostro Paese, e quindi ovviamente bisognerebbe declinarle sulla nostra regione, vedono anche una trasformazione del modo di concepire la vita e tutto ciò che fino a prima della pandemia si faceva. E' stato detto da tantissimi esperti, noi abbiamo bisogno di uscire dalla normalità che abbiamo vissuto fino a pochi anni fa, perché quella normalità è parte del problema; se è vero che è parte del problema e se è vero che noi dobbiamo guardare con coraggio e con lungimiranza verso il futuro, mi sarei aspettata in quest'Aula e da parte di chi governa un ragionamento che guardi realmente allo sviluppo futuro e non utilizzi l'emergenza Coronavirus per ampliare quei ragionamenti che già vacillavano in tempi di non pandemia, figuriamoci oggi che invece bisognerebbe davvero ripensare tutto il modello che fino a oggi abbiamo portato avanti. Questo fu fatto in passato quando uscimmo dalle famose guerre, ci furono molti spazi di ragionamento e mi dispiace che invece oggi in Sardegna questo non venga fatto; noi, sono anche un po' stanca di dirlo, l'abbiamo chiesto tante volte, l'onorevole Moriconi ha presentato una prima mozione e successivamente anche il nostro Gruppo ne ha presentato un'altra, perché il tema fondamentale oggi sta nel ragionamento sul Next Generation, sui fondi dell'Unione europea e su quale idea di sviluppo vogliamo portare avanti nella nostra Isola, che secondo me non deve essere uno sviluppo che cerca di aumentare le volumetrie dei sistemi alberghieri senza avere un'analisi di fondo, senza avere un'interlocuzione forte con chi oggi si trova anche di fronte a un cambiamento che probabilmente anch' esso dovrà mettere in campo. E soprattutto mi sembra che questo articolo all'interno della legge, che va vista tutta insieme, sia anche un po' contraddittorio, perché se voi consentite l'ampliamento delle seconde case, come è stato fatto, come è stato discusso già nell'articolo precedente, mi sembra che vada in controtendenza anche ad un'eventuale magari ragionamento che si è fatto per migliorare le strutture alberghiere e per capire come queste possano dare servizi migliori e sicuramente più funzionali a quel modello di turismo sostenibile che vogliamo portare avanti nella nostra Isola.

Altra questione che mi preme sollevare è questa. Io non penso che oggi ci possiamo permettere di scrivere delle leggi senza avere davvero una analisi dello stato di fatto e con un'idea forte che nasca da un dibattito aperto e leale, sia in Aula che fuori da quest'Aula. L'onorevole Deriu, che ho qua di fronte, ci ha invitato con un video molto interessante durante questo fine settimana al ragionamento su come, quando si esca dalle più grandi difficoltà e dalle più grandi crisi, poi si debba avere davvero la lungimiranza e il coraggio di mettere davanti a tutto un'idea di sviluppo di una società che guarda oltre alle difficoltà e che prova, da una parte ad occuparsi delle emergenze che vanno affrontate, per carità di Dio, subito nell'immediato, ma vediamo anche che quotidianamente si sta facendo fatica a ragionare sulle emergenze, ma una delle cose più grandi…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Io vorrei ripartire da venerdì scorso, quando, grazie ad un'ammirevole azione della minoranza, è stato possibile scovare le mani di alcuni consiglieri di maggioranza sulla marmellata, oppure nel sacco, o per meglio dire nel sacchetto di cemento, questo ci ha permesso e ha permesso a tutta l'Aula di far sì che l'opinione del nostro Presidente regionale, Christian Solinas, venisse messa in pratica, perché non siamo stati noi a far trovare quella polpetta avvelenata messa in quel famoso comma 9 bis che praticamente faceva saltare il banco. Io ritengo che di questo il presidente Solinas ci debba essere grati per sempre, perché è soltanto grazie a noi che con questa norma del piano casa, nel caso in cui essa possa essere applicata, sapete che noi abbiamo molti dubbi, sarà soltanto grazie a noi che nei 300 metri non sarà possibile muovere neanche un filo d'erba. Questo volevo sottolinearlo perché mi sembra una questione dirimente e non ci si può passare sopra così come niente fosse, in quanto noi sin dai primi giorni abbiamo sostenuto con forza e determinazione questa incongruenza e finalmente alla fine venerdì l'assessore Sanna, pur dovendo digerire forti mal di pancia soprattutto di due forze politiche che siedono alla mia sinistra, ha accettato queste nostre considerazioni, che sono state fatte ovviamente per il bene esclusivo della Sardegna e dei sardi e non sono assolutamente frutto di posizioni ideologiche. Questo è il primo punto che volevo mettere in chiaro.

Oggi discutiamo l'articolo 3, che praticamente ripropone più o meno la fattispecie dell'articolo 2 calandola sulle strutture ricettive e su quelle sociosanitarie. Già nei miei primi interventi in Commissione ho sempre sottolineato che la mia, come quella del nostro Gruppo, non è una posizione oltranzista, tra l'altro io provenendo dalla Gallura e sono perfettamente consapevole che determinati alberghi che hanno un determinato target hanno bisogno di avere dei servizi che attualmente non hanno in quanto risalgono a decenni molto risalenti; servizi che sono necessari per mantenere un tipo di clientela che si sposta per quei servizi, non tanto perché la Costa Smeralda è migliore delle Bahamas piuttosto che nelle Maldive, e quindi questo è importante, e il presidente di Federalberghi, Paolo Manca, durante l'audizione è stata una delle questioni più importanti che ha tenuto a sottolineare, dicendo che lui non era per incrementi tanto per farli ma per incrementi che rispondano a delle effettive esigenze, e quelli a mio parere sono incrementi che rispondono ad effettive esigenze e devono essere fatti. Però, anche qua, anche nell'articolo 3 c'è quella fattispecie, che tutti noi della minoranza abbiamo definito abominevole, della compravendita dei crediti volumetrici, e qua addirittura questa fattispecie viene estesa anche ad immobili che si trovino a 300 metri in linea d'aria dell'immobile che usufruirebbe di questo incremento volumetrico, 300 metri sappiamo che diventano 600 perché il diametro è di 600 metri, e quindi questo fa sì che strutture che si trovano al limitare dei 300 metri possono usufruire dei crediti derivanti da unità immobiliari che possono essere una falegnameria, un autolavaggio, un deposito attrezzi, piuttosto che uno stazzo o una casa in disuso, che quindi determinano d'emblée un incremento volumetrico che a nostro parere non è legittimo, perché derivante da una compravendita che non è legittima, perché ribadisco non esiste in nessun in codice al mondo. E questo purtroppo, per voi dico, sarà una delle motivazioni che porteranno all'impugnazione di questa norma, determinando quindi anche un'incertezza per quanto riguarda quegli alberghi che hanno bisogno di questi incrementi.

L'altra cosa che volevo mettere in rilievo è che scrivere nel titolo che si tratta di misure straordinarie e urgenti a seguito dell'epidemia da Covid 19 non basta per giustificare determinati incrementi da voi inserite in questa norma, che praticamente giustificano degli ampliamenti senza specificare di che tipo di ampliamenti si tratti, anche e soprattutto mi riferisco all'eventuale ulteriore incremento oltre al 50 per cento. Quindi queste sono tutte criticità che ci fanno essere negativi nel complesso della norma, nel merito della norma, anche se su alcune parti indubbiamente non possiamo dire "no" a prescindere, perché le nostre strutture alberghiere hanno bisogno di una…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, mi ricollego alle parole sia dall'onorevole Orrù che dell'onorevole Li Gioi in relazione all'idea di sviluppo, che fondamentalmente è alla base, o dovrebbe essere, meglio dire, alla base di un progetto di legge di questo tipo. Ora che cosa stona tra il contenuto dell'articolo 3 e gli elementi contenuti nell'articolo 2 ad esempio, il fatto che nonostante si dia questo incremento volumetrico agli alberghi, su questo si può discutere, ma la vanificazione di questo intervento è dato dall'articolo 2 cioè dalla possibilità per tutti i proprietari di seconde case di aumentare la porzione di edificio fino a un massimo visto l'emendamento dell'altro ieri di 60 metri quadri, ma che moltiplicato quanti sono le ville e villette e case a schiera nella nostra Sardegna distruggerà un pezzo di economia turistica. E ha detto bene l'onorevole Orrù, vi sono nel mondo oggi alberghi 5 stelle che promuovono se stessi e si fregiano del titolo di eco sostenibilità dall'uso dell'acqua, alle saponette, a ognuno di noi è capitato ormai di andare negli alberghi dove c'è un foglio posato ai bordi del letto che dice, e stessa cosa nei servizi, se si vuole il cambio quotidiano degli asciugamani e delle lenzuola, oppure per rispetto dell'ambiente, un cambio come dire, che non sia giornaliero. Lo mettono come elemento di vanto e inseriscono questo elemento all'interno della promozione di quelle strutture, come strutture inserite in ecosistemi ambientali delicati e tutelati però. Voi con l'articolo 2 avete aperto la strada alla distruzione probabilmente del turismo, hai voglia dargli qualche cubatura in più, non per stanze ma per altri usi, tenendo conto che oltretutto poi quella tipologia di alberghi, alla quale state pensando usa molto di più gli spazi all'aperto, quindi non ha neanche tutta quella necessità di Hall o spazi per un utilizzo da un punto di vista altro rispetto alle Camere, c'è la possibilità di inserire elementi nuovi per coloro che non li hanno, come le zone relax, la sauna ma tutto questo verrà mortificato dall'aumento delle seconde case tenendo conto che la maggior parte dei turisti che visitano la Sardegna scelgono alberghi tre stelle, che significa che non avendo un desiderio di andare nelle strutture di maggior pregio, la vicinanza di una struttura a tre stelle con un bel bed and breakfast, un bel affittacamere o una villa, villetta, casa a schiera riqualificata, determina e determinerà una concorrenza sleale indubbiamente perché in ogni caso come bed and breakfast non potrebbero essere neanche utilizzati in quanto non residenti la maggior parte delle persone. Sappiamo tutti che per quanto riguarda il bed and breakfast le norme ad esempio prevedono che si possa attivare in una porzione di casa ma abitata dalla persona proprietaria di quell'immobile. Quindi già c'è una concorrenza sleale. Ma al di là di questo ci sarà una caccia, perché oggi nel mondo il turismo si muove anche in queste direzioni, e allora voi avreste dovuto inserire quegli elementi che sono stati inseriti, cito due casi, New York e Barcellona, certo si dirà sono due grandi città che hanno innescato uno scontro con booking e Airbnb, ma sono due grandi città però noi non siamo una minuscola Regione, se è vero che è difficile per Alghero e per Villasimius in solitudine operare con i grandi colossi multinazionali dell'affitto dei Bed and Breakfast. molti dei quali abusivi, o delle seconde case. molte delle quali affittate in nero. È anche vero che invece come Regione ci sarebbe una maggior forza. Negli Stati Uniti è semplicissimo deve indicare l'albergo dove andrai, te lo fanno scrivere nel momento in cui tu stai chiedendo il visto d'ingresso per entrare negli Stati Uniti per motivi turistici, vogliono esattamente sapere in quale struttura tu andrai, perché non te ne puoi andare a bighellonare in giro, né men che meno puoi andare a occupare abusivamente luoghi in concorrenza sleale con i luoghi che generano lavoro. Voi avreste dovuto fare questo, almeno per arginare un fenomeno, perché l'articolo 2 non solo vanifica ma determinerà un serissimo problema anche a voler pensare che l'articolo 3 vada nella direzione del turismo e della volontà vostra di potenziare il sistema turistico isolano.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie Presidente, per dare un parere generale su questo articolo 3, che ovviamente nella sua versione riformulata, che sinceramente non condividiamo, non guardiamo cioè male a questa apertura invece alle strutture sanitarie e sociosanitarie, anche se, come immagino avrà modo di dire lo stesso onorevole Comandini dopo, notiamo una certa incongruenza tra gli interventi che vengono fatti a favore delle strutture alberghiere standard e non invece a favore di quelle appunto sanitarie e sociosanitarie. Spero ci sia la possibilità di recuperare questo concetto che sto semplicemente accennando recuperando un emendamento all'emendamento che rischia di decadere, ma che conteneva uno strumento di equiparazione. Ciò detto continuiamo a ribadire che non ci piace questa vicenda della compravendita delle indulgenze, e chiedo scusa, delle volumetrie, lo abbiamo già ampiamente motivato nell'emendamento precedente, siamo del parere che vadano introdotte le migliorie relative ai bonus volumetrici inserendo anche qui nuove casistiche, riteniamo poi infine che questa vicenda dell'adeguamento delle strutture con la scusa, diciamo così, dell'allungamento della stagione e/o del Covid sia appunto un mero pretesto per consentire l'applicazione di queste previsioni che state introducendo, mi limito a questo, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente, beh l'articolo 3 in discussione per quanto riguarda gli interventi di incrementi volumetrici delle strutture turistiche e ricettive è sicuramente un articolo molto importante ed è stato anche oggetto, lo sa bene l'assessore Sanna, essendo attento conoscitore della materia, anche delle discussioni della passata legislatura su questo articolo, è stato uno degli articoli più controversi sulla quale quando eravamo maggioranza discutevamo su quella che era la riqualificazione delle strutture alberghiere, molte delle quali nate negli anni 60, 70 quando anche quella che veniva definita la classificazione alberghiera teneva conto di parametri che oggi non esistono più nell'attribuzione delle stelle. Quindi sicuramente è un articolo molto importante, strategico di un'Isola in cui vuole sempre di più investire nel turismo, però, Assessore, condizionato da un momento che nessuno di noi aspettava che è il momento della pandemia, che ha cambiato anche le abitudini dei futuri ospiti che dovrebbero ritornare nella nostra Isola, speriamo già da questa stagione turistica. Ha cambiato le abitudini, perché già leggendo i primi, i primissimi sondaggi che vengono fatti dalle associazioni di categoria che si occupano della materia ci si rende conto che quasi il 60 per cento dei turisti che frequentavano le mete turistiche non andranno in vacanza per i prossimi anni, perché c'è una situazione oggettiva di paura nel muoversi, di scarsa fiducia ancora, che probabilmente durerà ancora qualche anno, per muoversi in località che prima erano sicure e che probabilmente per i prossimi anni lo saranno un po' di meno, perché cambiano le nostre abitudini, cambiano le nostre abitudini anche in settori produttivi come quello del turismo. E allora io credo che proprio per questo noi avremmo preferito, d'accordo con la filosofia di migliorare l'offerta turistica dei nostri alberghi, avremmo preferito discutere di questa materia in un altro momento, discuterne soprattutto dopo che voi avevate o volevate condividere con noi qual era la vostra idea di sviluppo nel settore turistico, qual era il vostro Piano Quadro del turismo in Sardegna, probabilmente se prima avessimo fatto una analisi compiuta di quello che doveva essere il nuovo sviluppo turistico della Sardegna avremmo poi discusso di urbanistica, invece voi avete preferito, state preferendo, discutere prima di urbanistica e poi di ragionare su quale deve essere l'offerta turistica in Sardegna.

Le dico subito, lei lo sa meglio di me, si sa già che nel futuro si privilegerà molto più che l'albergo come noi abbiamo conosciuto l'albergo diffuso, si privilegerà molto di più quello che è il distanziamento degli ospiti, si punterà moltissimo a una riqualificazione ambientale delle strutture ricettive, più che prevedere l'aumento di stanze. Anzi sembrerebbe che più stanze ci sono in un albergo e meno un tipo di ospite è disponibile ad andare a fare la propria vacanza in quell'albergo in cui ci sono molte persone. E allora credo che volersi fermare un attimo, Assessore, ragionare, tenere conto di quelle che saranno le dinamiche future del popolo dei turisti permetterebbe di fare una norma più ad hoc con la nuova realtà. Questo ci permetterebbe quindi di focalizzare meglio quale sarebbe l'idea di aumenti volumetrici, e devo dire che qui siete stati di manica larga 50 più 10, siete stati veramente di manica larga, io devo dire non ho qui gli strumenti necessari, però per vedere il 60 per cento di aumento volumetrico, io credo che siamo di fronte non ai 300, anche oltre i 300 metri, a un intervento estremamente massiccio. Non vorrei che succedesse, l'ho già detto in altre occasioni, come è successo nella Costa Brava, dove si è permesso di costruire, costruire, costruire e poi si son trovati a gestire immobili vuoti. Allora fermarsi un attimo, ragionare…

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli emendamenti.

Emendamento 66, votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 66.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 5.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 67.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 215.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 556.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 68.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 69.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 70 a pagina 211.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 71.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì grazie Presidente, emendamento 71, lettera c) della lettera b) del comma 1 dell'articolo 3 è soppressa. Allora intanto per completare il ragionamento in merito al fatto che la nostra chiaramente è una posizione politica ben precisa. A noi questo testo non è mai piaciuto fin dall'inizio non ne condividiamo l'approccio, c'è un'assenza completa di una visione d'insieme, una visione strategica e ci sembra che alle soglie del 2021 non si possa continuare a lavorare in questo modo. Tra l'altro il tema che affrontiamo nell'articolo 3, relativo proprio all'ampliamento delle strutture ricettive, è un tema che non si può affrontare con così tanta superficialità, a mio avviso. L'ha detto l'onorevole Comandini prima, uno dei sistemi che funzionerà di più nel futuro prossimo saranno sicuramente i sistemi ricettivi diffusi, saranno gli alberghi diffusi, stanno già prendendo piede, stavano già prendendo piede nelle realtà più interne della nostra Isola, mi viene in mente una delle comunità che per questioni personali conosco abbastanza bene, che è il Comune di Sadali, dove esistono già delle realtà che danno un servizio molto interessante ai cittadini e ci sembra anche che questo tipo di modello che sono stati portati avanti anche in diverse altre realtà, anche costiere, abbiano la possibilità di dare davvero un servizio di qualità che noi tutti, ma soprattutto chi arriverà in Sardegna nel futuro si aspetta. Tra l'altro è un modo anche per poter valorizzare meglio il nostro territorio. Io non condivido con questi modelli che cercano di dare tutto all'interno di spazi molto ristretti perché non consentono la reale valorizzazione del nostro territorio, soprattutto quando poi si presentano delle proposte interessanti come quella di valorizzare il nostro patrimonio anche culturale e archeologico, e non è pensabile che si chiudano i turisti all'interno di spazi circoscritti dando tutti i servizi possibili e immaginabili e non consentendo a quei turisti di vivere realmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). L'emendamento, così come detto dalla collega Orrù, riguarda ovviamente la soppressione di alcuni commi, di un comma in particolare dell'articolo 3. Ma al netto della soppressione, è interessante invece la prosecuzione del discorso che ha fatto sia l'onorevole Comandini poc'anzi che l'onorevole Orrù e cioè il tema dello sviluppo turistico. Io mi sarei aspettato, in relazione alla conformazione dei luoghi, ad esempio, delle norme che possano agevolare l'utilizzo di spazi oggi non agibili. Faccio un esempio, a Roma, città che immagino abbiate visitato tutti, la maggior parte degli immobili storici di Roma hanno i servizi igienici addirittura nei sotterranei, dove si accede con delle rampe di scale, in base alle norme attuali sarebbero totalmente fuori norma, senza accessibilità per le persone con disabilità, oltretutto con un accesso collegato con scale e via dicendo. Perché possono essere utilizzati? Perché ovviamente la storicità dei luoghi, vale per molte parti d'Italia, avrebbe determinato con l'intervento delle normative attuali, l'impossibilità di utilizzo di ogni spazio che invece oggi è adibito, ancora oggi a ristorante eccetera. In alcuni casi vi sono addirittura locande che sono, una in particolar modo, scavate nel nella roccia, dove ogni gradino corrisponde all'incirca a 100 anni di storia mentre si scende, perché erano osterie fin dall'epoca romana.

E' chiaro che sarebbe impossibile per un ristorante del genere che addirittura ha una porzione che risale all'epoca romana, poter essere oggi a norma, allora son state fatte delle deroghe proprio per non eliminare tutto il contesto di locali storici.

Noi questo non lo stiamo facendo, ed è questo l'elemento che mi preoccupa, cioè l'assenza di valutazione sulla realtà concreta degli immobili adibiti o che potrebbero essere adibiti per il turismo o per ricevere turisti anche per quanto riguarda attività come la ristorazione, e invece si va nella direzione per tutta la Sardegna in modo identico, di interventi che poi alla fin fine rischieranno di arrecare un danno, ma non solo all'ambiente, alla fin fine allo sviluppo turistico. Oggi, nazioni e città si caratterizzano per il turismo ecosostenibile, quindi questi elementi diventano elementi di pregio e diventano elementi ricercati…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Questo emendamento, proposto come primo firmatario dall'onorevole Ganau che mira alla soppressione della lettera c) e della lettera b) del comma 1 all'articolo 3, mi fa ricollegare a quanto stava adesso affermando l'onorevole Zedda che si è creato in particolare sulla situazione della capitale, dove ci sono quei locali storici che hanno determinate caratteristiche.

Io, ricollegandomi anche all'intervento che ho fatto in apertura di questi lavori, vorrei mettere in chiaro che le percentuali che voi avete inserito come possibilità di incremento per il numero delle stanze oppure per l'adeguamento agli standard internazionali, oppure per quanto riguarda il miglioramento del livello di classificazione, sono generiche, in che senso, nel senso che la Sardegna non ha tutte le stesse caratteristiche, ricollegandomi a quello che dicevo prima, gli alberghi della Costa Smeralda sono diversi dalle strutture ricettive dell'Oristanese, ad esempio, che sicuramente andranno a usufruire di percentuali, anche mi riferisco al 10 per cento di eventuale premio, che poi era l'ultima parte dell'emendamento numero 751, andando a modificare completamente le condizioni territoriali praticamente. Quindi se non si addiviene a controllare questo tipo di interventi e quindi lasciando mano libera praticamente, ed equiparando le diverse zone della Sardegna che sono completamente differenti, non si fa un servizio all'Isola, non si fa un servizio al turismo della nostra Isola che come sappiamo è uno degli elementi che regalano al nostro PIL dei sorrisi e l'hanno fatto anche questa estate malgrado la gravissima emergenza Covid che abbiamo dovuto sopportare e che purtroppo stiamo continuando a sopportare. E anche alla luce del fatto che stiamo continuando a sopportarla, sarebbe bene che al testo che avete licenziato in Giunta si facciano delle aggiunte che riguardano delle differenziazioni nel territorio regionale, perché se no andiamo a fare, anche in questo caso, gli stessi errori che abbiamo fatto in altre parti di queste norme Questo volevo affermare.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 71. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Sono ritirati tutti gli emendamenti a firma Ganau, come primo firmatario, ad esclusione del numero 548 a pagina 296, il 571 a pagina 302 e poi chiedo invece che sia ammesso come emendamento al testo l'emendamento numero 1232 che è stato presentato come emendamento all'emendamento in funzione della erronea classificazione dell'emendamento numero 751. Quindi chiedo che sia ammesso come emendamento al testo. Spiego di cosa si tratta, si tratta semplicemente di un'estensione delle agevolazioni previste per le strutture ricettive anche per le comunità integrate e le comunità alloggio.

PRESIDENTE. Va bene, richiesta accordata, è ammesso l'emendamento numero 1232.

Metto in votazione l'emendamento numero 219.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 219.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 220.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' MARIA LAURA (Progressisti). Per annunciare il mio voto favorevole a questo emendamento, proprio perché al punto d della lettera b) del comma 1 dell'articolo 3, le parole "in alternativa o in aggiunta ad una o più delle lettere eccetera eccetera", c'è anche l'ampliamento, diciamo così del 50 per cento, in zone e comuni, nelle strutture recettive turistico alberghiere quali hall sale convegni e spazi comuni in considerazione dell'emergenza epidemiologica da Covid 19. L'abbiamo già detto, a mio avviso serviva un surplus di ragionamento e una valutazione del futuro della Sardegna, e poi per sottolineare quanto effettivamente in questo articolo non ci sia proprio una valutazione di insieme. Perché è chiaro intanto perché noi stiamo continuando a ragionare su una legge scritta nel 2009 e che per ovvie ragioni, per quanto si cerchi di modificarla in qualche maniera, lascia comunque il tempo che trova a mio avviso, e soprattutto perché è una legge scritta per provare a risolvere un problema che nel 2009 era una crisi del settore che effettivamente non ha portato a un incremento dei dati, tant'è che gli stessi esperti di settore non hanno visto in questo tipo di strumento, soprattutto in questi articoli, un reale miglioramento della situazione, e oggi ci troveremmo di fronte a un'ennesima crisi che non riguarda solo il settore e il comparto edilizio, ma riguarda a 360 gradi tutto il tessuto produttivo della nostra Isola, mi sembra davvero ingeneroso per la nostra collettività e per la nostra comunità ragionare ancora in questi termini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Due cose, se aveste proposto una legge del genere appena tre anni fa o due anni fa anche, purché prima del sopraggiungere dell'epidemia di Covid 19, probabilmente ci sarebbe stato un ampio consenso da parte del mondo produttivo e degli alberghi, molti dei quali, soprattutto nella fascia costiera, chiedevano interventi del genere. Ovviamente sarebbero rimasti tutti i problemi sollevati anche dai colleghi, però ci sarebbe stato un supporto maggiore rispetto a quello che avete avuto in questa fase. Perché? Perché oggi è l'ultima delle priorità aumentare le cubature degli alberghi, non è sentito perché tutti, tutto il mondo turistico alberghiero sa che oggi il problema è un altro. La stagione estiva dell'anno scorso, quella invernale che ovviamente non c'è stata, i tanti problemi anche in relazione a una campagna vaccinale che in tutta Europa e in tutto il mondo sta partendo ora e probabilmente non darà risultati prima della fine dell'estate, ci fa pensare come il problema delle strutture alberghiere in Sardegna in questa fase sia quello di rimanere vivi, sia quello di far funzionare la struttura così com'è con le stanze che esistono oggi, senza magari dare anticipi per lavori che difficilmente porteranno risorse in cassa prima dei prossimi anni, sempre che le porteranno, perché il mondo del turismo, lo sappiamo, è in divenire e in tutto il mondo si sta ridimensionando. Probabilmente la Sardegna tra qualche anno tornerà alle cifre di prima e probabilmente supererà anche le cifre di prima perché dietro ogni imprevisto si nasconde sempre anche una probabilità se la si sa sfruttare, però in questa fase la gran parte degli imprenditori turistici o non può permetterselo perché non ha le risorse per poter intervenire con lavori importanti, o non vuole farlo perché ovviamente prima di spendere un euro sulla sua struttura, tra l'altro su questo pesa anche il fatto che ci sono stati molti ritardi nell'erogazione di quelle risorse che sarebbero dovute già essere nelle tasche degli imprenditori e non lo sono, per cui tutto mi fa pensare che questo intervento si tradurrà in un intervento per pochissimi, saranno pochissime le strutture che ne usufruiranno e saranno ancora meno quelle che ne usufruiranno in questi termini, perché esisteva già la possibilità per le strutture alberghiere di accedere a dei bonus volumetrici, aumentarli, tra l'altro con questo livello di dettaglio, anche in questo caso inserire il tema dell'emergenza Covid 19…

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 220. E' stato chiesto il voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 220.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 224.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 656 a pagina 238.

Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Intervengo essenzialmente per porre una domanda, evidenziando una discordanza tra quanto previsto nell'articolo 2, nel testo che è stato da voi approvato, relativamente alle condizioni previste per la cessione dei crediti volumetrici, relativamente agli edifici di tipo residenziale e la differenza invece rispetto all'articolo in discussione, quindi l'articolo 3 che riguarda gli edifici per le attività turistico ricettive, sanitarie e sociosanitarie. Ora, la differenza consiste essenzialmente in questo, che all'articolo 2 ci sono soltanto due punti che prevedono due condizioni, l'articolo 3 invece ne prevede tre, aggiungendo che ricadano nella stessa zona omogenea. Allora, zona omogenea si intende a livello regionale, a livello provinciale, a livello comunale? Assessore, la mia domanda, si tratta di un refuso, di una svista, oppure conferma purtroppo ciò che pensiamo, secondo quella celebre frase, che non era di Andreotti ma di un cardinale vicario di Roma, e anzi in verità era del papa Pio XI, che diceva: "A pensar male del prossimo si fa peccato ma si indovina". Assessore, ci dia gli elementi per pensare bene di voi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Io intervengo su questo emendamento che abbiamo presentato come Gruppo, quindi l'hanno firmato oltre me anche gli onorevoli Ciusa, Desirè Alma Manca e Alessandro Solinas, per ritornare sulla faccenda della compravendita dei crediti volumetrici, che noi riteniamo sia probabilmente la fattispecie più disgraziata di questa normativa, quella che va proprio oltre ogni ragionevole dubbio sulla fattibilità e sull'applicabilità di questa norma.

Come ho evidenziato anche nei miei interventi nei giorni scorsi, ammettere la compravendita dei crediti volumetrici, addirittura in questo caso anche introducendo l'elemento della linea d'aria, vuol dire mettere a repentaglio anche determinati equilibri sociali, perché è chiaro che in questo particolare periodo storico epidemiologico ci sono delle realtà economiche molto disagiate, soggetti che potrebbero essere in possesso di immobili che non utilizzano per svariati motivi e che potrebbero essere aggrediti da gruppi immobiliari squali del mercato, con ingenti risorse economiche (magari ingenti per l'idea che ne ha il povero proprietario ma che ingenti in realtà non sono), e quindi in questo modo stiamo incentivando lo sviluppo di un racket immobiliare, relativo soprattutto alla compravendita dei crediti volumetrici che è quanto di più nefasto possa accadere in un'economia e in una società devastata qual è quella attuale, assolutamente confusa da quello che sta accadendo e dal fatto che questa mascherina nasconde determinate cose e invece noi vogliamo che questo fatto non sia nascosto. Questo dei crediti volumetrici, signori della maggioranza, signori della Giunta, è qualcosa di orripilante; io lo ripeto: vorrei al termine di questo… non so se al termine di questa giornata, che qualcuno mi dicesse chi ha avuto l'idea, perché è qualcosa di devastante. Io non riesco a capire chi possa aver avuto questa idea e chi abbia degli interessi collegati a questa cosa; per tutto l'altro può esserci con una mentalità di centrodestra piuttosto che di centrosinistra, ma questo è veramente troppo e vorrei sapere da chi deriva, Assessore, lei lo sa ma non me lo dirà mai, però io glielo chiederò ad oltranza sino a che, forse, magari in separata sede, avrà la bontà di rendermi edotto su questa faccenda a cui tengo molto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, è chiaro che un articolo di questo tipo non potrà che ampliare la forbice tra quelli che possono permetterselo e quelli che non possono permetterselo. Gli imprenditori turistici che hanno faticato a chiudere il 2020 da vivi, e faticheranno a chiudere il 2021, perché questa è la fotografia della realtà che ci è stata trasmessa, non potranno fare alcunché, chi invece, pochi privilegiati, è in condizione di fare investimenti anche in periodo di crisi, potrà agevolmente usufruire della prima parte di questo articolo, e quindi creare nuova cubatura, e qualora non avesse la possibilità di realizzarne abbastanza potrà addirittura acquistare cubatura possibile, crediti volumetrici, purché appunto i venditori ricadano in diversi comparti facenti parte della stessa lottizzazione.

Vale tutto quello che è già stato detto per i crediti volumetrici per il livello residenziale, è chiaro che qui la preoccupazione è molto più forte, perché qui il rischio vero è che in un periodo come questo, in cui tutti arrancano e pochi emergono, perché ovviamente chi ha soldi… c'è chi lo ha fatto durante le guerre con la con la borsa nera, non mi stupisce che durante le pandemie si utilizzino gli stessi metodi, stupisce però che il Consiglio regionale, che dovrebbe tutelare gli interessi e i diritti di tutti i sardi, decida invece di disarmarsi, di dare, senza conoscere quello che realmente si sta muovendo nella società, o forse è conoscendolo sin troppo bene, un'arma in mano agli speculatori. Non dico che tutti quelli che hanno intenzione di votare questa legge, questo articolo in particolare, abbiano questa mentalità, molti lo sottovalutano, però la sensazione è quella di vedere una partita a scacchi in cui nessuno ha la reale idea di come finirà la partita e di quali saranno le altre mosse, oggi invece noi dobbiamo renderci conto che ogni mossa può provocare dei problemi gravissimi a tutto il territorio e anche al comparto che alcuni vorrebbero aiutare con questi mezzi.

L'unica consolazione è che si tratta un articolo scritto talmente male, come l'articolo precedente, che sicuramente sarà oggetto di attenzione forte, anche perché, appunto, questa frase "i crediti volumetrici possono essere ceduti…", ampliata anche dal comma 2 cioè dalla seconda lettera, "purché ricadano nella stessa lottizzazione", non può che creare…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Per intervenire su questa cosa dei crediti edilizi che ha dell'imbarazzante, addirittura qua state consentendo che strutture ricettive possano cedere i propri crediti volumetrici a favore di qualsiasi altro tipo di edificio, quindi anche residenziale, con la messa in campo di volumi incredibili, perché le strutture ricettive hanno volumi importanti, che possono essere suddivisi e consentire anche a chi non aveva titolo di aumentare i propri volumi fino al 50 per cento, e questo non soltanto nelle zone limitrofe ma addirittura in ambiti definiti "zone omogenee" che non sono meglio identificabili se non come zone urbanistiche, e quindi tutte le zone C, tutte le zone B, eccetera, eccetera.

Io credo che questa sia una un'anomalia importante, state consentendo di creare volumi anche a chi non ha titolo per farlo, perché questo c'è scritto nella legge, è state mettendo in campo una quantità di volumetrie che ha dell'inquietante. Io spero che vi rendiate conto di quello che state facendo, consentire che le strutture ricettive possano trasferire crediti edilizi ad altri edifici, quindi strutture residenziali, che non hanno le caratteristiche della struttura ricettiva evidentemente, è una un'anomalia che rende ancora più grave quello che avete già consentito per le strutture residenziali, e rafforzate qui con la messa in campo di ulteriori volumi che saranno oggetto di un mercato più o meno trasparente che comporterà una modifica sostanziale dell'assetto urbanistico dei luoghi e delle città. Io spero che vi rendiate conto di quello che state facendo ma davvero è imbarazzante, qua tra l'altro inserite appunto la stessa zona omogenea come ambito di possibile trasferimento del credito edilizio. Io credo che veramente facciate bene a ripensare un attimino a quello che state facendo; noi abbiamo strumenti limitati, continuiamo a sottoporvi all'attenzione ma davvero quello che rischiate di fare è un disastro da un punto di vista urbanistico, da un punto di vista dell'edificazione, da un punto di vista della vivibilità dei luoghi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Sull'ordine lavori, Presidente, solo per chiedere, prima di passare alla votazione dei prossimi emendamenti, una sospensione in aula di due minuti, alla luce delle cose che sono state…

PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 28, viene ripresa alle ore 13 e 38.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Alla luce delle osservazioni che sono arrivate, da parte dei colleghi dell'opposizione soprattutto, abbiamo fatto una riflessione che in effetti per noi era chiaro l'intendimento che la cessione dei crediti volumetrici veniva fatta solo tra le strutture ricettive turistiche. Abbiamo cercato, se voi siete d'accordo, di fare una specifica… se andiamo a vedere la lettera c bis) e avete in mano il testo di legge, la specifica sarebbe: "I crediti volumetrici possono essere ceduti con atto pubblico di asservimento dai proprietari aventi diritto ai proprietari di altre unità immobiliari di cui al presente articolo", il che vuol dire che si fa riferimento all'oggetto dell'articolo, cioè attività turistico-ricettive, sanitarie e socio-sanitarie, quindi non esiste manco l'ipotesi che i crediti volumetrici possano essere ceduti per le seconde case, così come ho sentito. Quindi abbiamo cercato di specificare meglio: i crediti volumetrici solo per questo tipo di attività di cui al presente articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LIGIOI ROBERTO (M5S). Onorevole Mula, se ho capito bene, praticamente ci sarebbe la volontà di escludere la compravendita di crediti volumetrici ad esempio tra una casa privata e la struttura ricettiva, che francamente sarebbe…. Se ho capito bene quindi, praticamente la compravendita potrebbe avvenire soltanto tra due proprietari di strutture recettive o di strutture socio-sanitarie.

Va bene, ok, volevo sapere questo, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, penso che il tema non sia tanto la limitazione, per quanto almeno qualche paletto sia giusto metterlo, ma la cessione del credito in sé. Io non so se state cercando di immedesimarvi in colui che in buona fede acquisterà, lasciamo perdere che si tratti di un imprenditore turistico o di un privato, in buonafede quella persona acquisterà crediti volumetrici che nel caso della fascia costiera oltre i 300 metri, ragionando di 60 metri quadri o quel che sarà, stiamo parlando di centinaia di migliaia di euro. Quello che acquisterà in buonafede - chi vende ottiene risorse economiche, vende ciò che manco possiede, vende un'ipotesi di volume manco realizzato, quindi non avendo manco speso ha un guadagno netto, per legge, cioè per legge avete creato una sorta di finanza creativa, di speculazione, di bolla immobiliare - ma a chi acquista, nel momento in cui verrà impugnata la legge e non avrà ancora depositato progetti sugli incrementi, cosa gli andrete a dire, quando, a fronte di una spesa e di un acquisto… tenendo conto che poi vorrò vedere i notai, che voi non avete assolutamente come categoria contattato per comprendere se questo tipo di procedura sia legittima e fattibile, perché ci vuole un atto notarile, e ricordo che sono professionisti dotati di sigillo, sono pubblici ufficiali, rispondono alla legge nazionale, possono essere radiati se commettono violazioni di legge o non rispettano le procedure e le leggi, se li avete contattati per comprendere se vi sono in Sardegna professionisti, notai, che in base a questa legge stipuleranno compravendita di volumi inesistenti, perché non esistono, sono sulla carta, li state creando per legge. Cosa gli andrete a dire a quello che spenderà centinaia di migliaia di euro e poi si ritroverà senza nulla. Io penso che ci si debba anche porre il tema dell'applicabilità e della ricaduta, perché non sono solo questioni che attengono all'ambiente, ma in questo caso attiene alla possibile perdita di risorse per persone che in buona fede, crederanno visto che c'è una legge, di poter vendere o comprare. Temo che queste domande voi non ve le siete poste ne vi siate confrontati con coloro che dovranno negli uffici dei comuni, che non so come potranno certificare questo, e i notai e che dovranno siglare questi aspetti, dovranno verificare la compatibilità delle norme e quindi, si va benissimo che uno non possa fare una veranda in una…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Io più leggo e approfondisco il contenuto di questo articolo più lo considero incredibile, cioè più considero incredibile il fatto che realmente si stia discutendo di questa eventualità. I pochi che ne potranno usufruire, saranno messi in gravissima difficoltà quando questa legge si sgretolerà presto o tardi, sappiamo che i tempi della Corte Costituzionale sono lunghi. Abbiamo tra l'altro anche dei casi, l'onorevole Zedda cita spesso il caso di via Gallinara, è un problema, un problema per chi ha comprato, un problema per i proprietari, un problema che a distanza di anni puntualmente ritorna anche in quest'Aula. Perché dobbiamo continuare in quella strada? Qui la strada è segnata, prima o poi, qualora qualche notaio matto, affamato e folle magari, o a servizio di affamati e di folli, dovesse stipulare davvero la cessione del niente, una cessione cioè i bitcoin dell'urbanistica, crediti volumetrici, premialità di edifici trasferiti ad altri, non son cubature autorizzate, son cubature premio, quei premi li cediamo e in questo caso li cediamo anche con determinati criteri. Quindi adesso per esempio si propone di contemplare la cessione di bitcoin urbanistici soltanto da albergo ad all'albergo, quelli non esistono, non è cubatura autorizzata, è un qualcosa che nasce in una legge per il riuso e la riqualificazione e il recupero del patrimonio edilizio esistente. Dopodiché, in deroga anche a questa stessa legge, autorizziamo il fatto che quello diventi un valore e che quindi sia cedibile, un po' come si è fatto con i mutui subprime, che hanno generato la crisi che in quel caso nasceva dal mercato immobiliare degli Stati Uniti nei primi anni di questo decennio, c'entra invece, se ci pensi è la stessa cosa, esattamente lo stesso caso. Qui stiamo parlando di un qualcosa che non esiste, che non puoi trasferire che è proprio di quell'edificio, che viene trasferito perché noi diciamo che è un valore, esattamente come sono quegli interessi di quei mutui che non esistevano, esattamente la stessa cosa se ci pensi, prova a pensarci. Dopodiché farà la stessa fine, perché questa cosa… per ritirare gli emendamenti 231, 233, 234, 231 pagina 282… 234, 235, 240 pagina 299, 216, 217 pagina 265, 221 pagina 268, poi 225 pagina 274, 226 pagina 275, 227 e 228 pagina 278.

PRESIDENTE. In votazione l'emendamento 656. Onorevole Zedda ha già parlato però su questo, dobbiamo votarlo.

Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Soltanto perché prendo atto della mancata risposta dell'Assessore alla mia domanda, quindi il mio voto sarà sicuramente favorevole.

PRESIDENTE. Assessore, vuole rispondere? Non vuole rispondere.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 656.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento 751, pagina 205.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Sì grazie Presidente, per esprimere la mia contrarietà a questo emendamento e per rappresentare la difficoltà anche di applicazione di questo articolo 3, per le cose che sono state già ribadite in precedenza dai miei colleghi e approfittare, approfittando diciamo dell'intervento, per sottolineare un aspetto, l'ho già fatto in interventi precedenti nei giorni precedenti a questa seduta, che da quest'articolo e in questo articolo non tiene conto anche, Assessore, di quelle strutture ricettive che sono localizzate in Agro e al di fuori anche dalla fascia dei 300 metri. Stiamo parlando di punti di ristoro e quant'altro. Quindi queste strutture continuano a essere escluse rispetto a un ragionamento dove si prevede incrementi percentuali per tutti, per tutto l'universo mondo insomma delle attività, e in questo caso vengono escluse strutture ricettive ma che sono localizzate magari in agro. Diventa difficile anche capire poi il comma 5 ter dove si prevede anche qui ulteriori incrementi volumetrici per le strutture che ospitano servizi turistici. Io vorrei chiedere all'Aula, e a lei Assessore, cosa intende per strutture che ospitano servizi turistici, perché possono essere studi professionali, che in qualche modo sono occupati e legati alle strutture ricettive, ma possono essere anche strutture commerciali o artigianali. Quindi questo incremento volumetrico può essere consentito anche a queste strutture, dalla lettura che ne do io, poi se lei eventualmente mi potrà chiarire a quale riferimento di strutture rientrano nella casistica di quest'articolo mi faccia capire. Tra l'altro poi prevede anche l'abrogazione del comma 6 della legge 8 del 2015, dove la Giunta in questo caso avrebbe potuto chiarire ed esplicitare quale struttura in questo caso ci potrebbe riferire, voi cassate il comma 6, quindi non vi lasciate neanche la possibilità come Giunta di chiarire questi aspetti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, intervengo in relazione al fatto che poc'anzi l'onorevole Mura mi ha mostrato la legge che tratta della possibilità di acquistare crediti volumetrici. Sì esiste, ma esiste nel momento in cui una proprietà dove sorge un immobile abbia ancora residui di cubatura e quindi risulti una cubatura indivisa da un punto di vista del legittimo proprietario eppure il lotto sviluppa ancora cubatura. A quel punto c'è la possibilità da parte degli altri proprietari di cedere le quote di volumetria essendo una proprietà indivisa a colui che potrebbe realizzare ad esempio nel lastrico solare e via dicendo. Ma è una questione differente rispetto a quella che stiamo trattando noi. Qua non si tratta del lotto che sviluppa ancora cubatura residua e in funzione della cubatura residua l'acquisto di questa da parte di uno dei proprietari essendo una cubatura residua ma indivisa, in questo caso si tratta che per legge creiamo delle cubature, per legge creiamo dei crediti volumetrici, perché in teoria tutti hanno diritto ad avere se rientrano in quella casistica ad avere un'ipotesi di aumento volumetrico e quell'incremento volumetrico che pure non attiene al lotto può essere ceduto anche all'interno di lottizzazioni che in alcuni casi, come quelle sulle coste sono di dimensioni impressionanti. Basti pensare a cosa sono lottizzazioni in quanto uniche, addirittura condomini, a Santa Margherita di Pula, Chia, a Villasimius sono lottizzazioni uniche ma di dimensione impressionante. E lì non c'è un residuo di volumetria o di cubatura che potrebbe essere utilizzata da qualcuno, ma c'è un'invenzione per legge di cubatura che non esisteva poco prima, questa è la differenza sostanziale tra quel che la legge disciplina e quel che state scrivendo in questa legge ex novo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, di fatto è come se d'ufficio in deroga ai PUC, in deroga a tutto il resto, si fosse aumentata la cubatura utilizzabile di tutta la Sardegna di un forfait legato alle singole zone. Non è più la richiesta del singolo che usufruisce di una legge per il riuso, la riqualificazione e il recupero, è qualcosa per cui si ha diritto. Per cui tutti i proprietari hanno d'ufficio quella percentuale di cubatura in più. Dopodiché possono realizzarla oppure possono cederla. Però è come se in tutta la Sardegna fosse stato autorizzato d'ufficio dal Consiglio regionale questo aumento di cubatura. Ora posto che significherebbe il superamento d'ufficio della zonizzazione, si tradurrebbe di fatto nella cancellazione surrettizia dei PUC, si tradurrebbe, e questo è un dato di fatto, perché ovviamente aumentando tutta la cubatura autorizzata del 25 per cento, si tradurrebbe in una svalutazione della proprietà immobiliare, perché c'è anche questo tema da considerare. Non esiste la creazione di valore, o meglio, è complicata la creazione di valore, è faticosa, servono anni, servono progetti. In questo caso più banalmente ci sarà la sostituzione di valore. Perché è chiaro che un tema del genere, secondo me poi è la parte peggiore della legge, ed è un qualcosa che modifica completamente qualunque concetto di urbanistica nella nostra Regione. Io invito tutti a ripensarci, ci sarà modo e tempo anche perché è una legge che passerà al vaglio di tutti i controlli possibili e immaginabili e non sarà possibile superarli. Anche perché su questa incomprensione credo che siano cascati molti, cioè il fatto che si parli della cessione di qualcosa che esiste ed è autorizzato, e quindi un edificio che ha una cubatura autorizzata superiore a quella realmente esistente, che decide di cedere quella cubatura autorizzata, è un qualcosa che esiste ed è normato. In questo caso se noi equipariamo la cubatura extra in ragione dell'applicazione di questa legge a quella che esiste, quindi tu puoi averla autorizzata e non averla realizzata…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente, quello che è accaduto in questi momenti, cioè la dichiarazione dell'onorevole Mura e poi anche la spiegazione che ha voluto dare l'onorevole Zedda rendono chiaro che i consigli che arrivano da questa parte dell'Aula non sono poi così peregrini. È chiaro che l'eliminazione delle compravendite di crediti volumetrici dagli immobili non strutture ricettive non toglie il fatto che la stessa compravendita di crediti volumetrici è ancora presente in questa norma e quindi ovviamente non ci vede favorevoli. Ma già il fatto che ci sia stato una sorta di ripensamento dimostra che da questa parte c'è sempre una volontà collaborativa e di miglioramento di un testo che ovviamente noi non possiamo accettare. Perché in ogni caso la comproprietà di crediti volumetrici esiste, sia pur isolata a quelle che sono le strutture ricettive, perché in questo caso è ovvio, soprattutto in questo periodo storico che stiamo vivendo, che si dia la possibilità ai grossi gruppi alberghieri di approfittare della difficoltà che ad esempio un piccolo imprenditore "hoteliero" possa avere in questo momento, soprattutto dopo che ha passato una stagione praticamente zoppa o quasi nulla e quindi non ha incassato quello che poteva incassare in quei pochi mesi. E come ha giustamente affermato l'onorevole Zedda la possibilità di incrementi sino a un massimo del 50 per cento non deve essere rapportata a metrature tipo 1000 metri cubi, ma 10 mila, 20 mila metri cubi il cui 50 per cento porta a degli incrementi abnormi che quindi comportano inevitabilmente, anche se gli incrementi sono all'interno del territorio sardo e non verso la costa, porta inevitabilmente a un utilizzo spropositato del terreno, del territorio e questo chiaramente va contro quella che è la nostra idea Green della Sardegna, quindi anche del nostro Paese e non può assolutamente trovare il nostro voto favorevole, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Io vorrei tornare un attimo sulla questione di cui ho parlato prima e cioè sulla c-bis a proposito dei crediti volumetrici, e non voglio entrare assolutamente sulla questione che ho già trattato nei passati interventi a proposito di quanto ritengo abominevole veramente utilizzare, fare ricorso a questo tipo di istituto che fra l'altro sarebbe anche, come dire, fantasiosamente messo in campo dalla Regione Sardegna. Ma io mi riferisco a quelle che dovrebbero essere le regole certe di cui ha parlato il presidente Solinas, soprattutto con riferimento a questa norma. Regole certe che nel caso specifico dovrebbero anche seguire un ragionamento e un principio logico. Cioè, al punto 1, avete provato, Assessore mi sto riferendo al c bis, quindi al punto 1, avete provato a fissare dei paletti in maniera stringente, cioè "facciano parte dello stesso edificio, dello stesso complesso edilizio o di altro edificio o complesso edilizio siti nella medesima zona omogenea, a una distanza", addirittura fissate la distanza, "non superiore a metri 300 fatti salvi i limiti di altezza posti dalla vigente normativa". Al punto 2 ancora, "ricadano in diversi comparti facenti parte della stessa lottizzazione". Poi arriva la deregolamentazione totale al punto 3, "ricadano nella stessa zona omogenea". Vi invito a pensare, è come se in un'autocertificazione allegata a un DPCM del presidente Conte, legata appunto alla possibilità di uscire nelle zone rosse o nelle zone arancioni, ci fosse scritto: "Possono uscire tutti coloro che hanno gli occhi azzurri, i capelli biondi e sono alti almeno un metro e 80", ovvero, "Possono uscire coloro che abbiano gli occhi azzurri e i capelli biondi, oppure al punto 3 "Che siano degli esseri umani". Cioè capite bene che noi stiamo facendo una cosa che non ha né capo né coda, cioè è proprio fuori da ogni logica e da ogni principio di buon senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per uscire fuori tema e chiedo scusa all'Assessore, in questo articolo 3 devo dire che nei ragionamenti che sono stati fatti dalla Giunta e dalla maggioranza, è stato introdotto un principio che io condivido molto, lo condividiamo molti da questa parte, che gli incrementi volumetrici non riguardano soltanto le strutture ricettive ma anche le strutture sanitarie e sociosanitarie, perché ci rendiamo conto che Il Covid, questo momento, ha dimostrato che grosse difficoltà sono anche in quelle strutture in cui sono purtroppo costretti a risiedere le persone che stanno male, i portatori di handicap, le persone anziane. Però Assessore, nella scrittura dell'emendamento numero 751 è rimasto nella penna che oltre alle strutture sanitarie e sociosanitarie esistono anche le strutture socio assistenziali, quali le Comunità alloggio e le comunità integrate, dove risiedono la maggior parte delle persone anziane. Per cui credo che da questo punto di vista con un emendamento orale, considerando che anche nelle strutture socio assistenziali esistono i problemi di avere degli spazi comuni più ampi e non dico qua quante sono le persone anziane che in queste ore vediamo hanno problemi in queste strutture socio assistenziali, si possa integrare con un emendamento orale e chiedo al Presidente e all'Assessore se sono d'accordo e anche ai colleghi dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Io vorrei chiedere al collega, siccome stavamo vedendo l'emendamento che è stato presentato e stiamo parlando del 1232, se non sbaglio, perché in effetti è diversa, la proposta che sta facendo il collega è quella di integrare, quindi con un emendamento orale, anziché votare l'emendamento numero 1232.

OPPI GIORGIO (UDC-Cambiamo). Io sono contrario a tutti gli emendamenti orali.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Allora, visto che il collega Oppi ha sempre detto che è contrario, io direi di valutarlo come emendamento, come è stato presentato di poterlo votare e ci prendiamo anche qualche minuto. Per quanto ci riguarda è meritevole, però è naturale che dobbiamo sentire i colleghi, e giustamente come qualcuno sta chiedendo, io chiederei, Presidente, se lo possiamo rivedere alla ripresa dei lavori.

PRESIDENTE. Assolutamente sì perché in ogni caso non è l'oggetto della votazione che ci accingiamo a fare, quindi ne riparliamo dopo la sospensione.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Chiedevo, siccome è stato presentato un emendamento orale da parte dell'onorevole Mula che specifica che alle altre unità immobiliari di cui al presente articolo…

PRESIDENTE. Non è qua, è all'articolo, onorevole Ganau, adesso stiamo parlando del soppressivo parziale. È un soppressivo parziale questo, quando votiamo l'articolo complessivo, poi lo faremo con l'emendamento presentato all'articolo, cioè l'articolo definitivo avrà anche l'indicazione così come specificato dall'onorevole Mula: "riferimento agli immobili di cui al presente articolo". Adesso non possiamo modificare un soppressivo parziale perché stiamo solamente togliendo una parte dall'articolo, poi modificheremo la parte che rimane.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 751.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Sono decaduti gli emendamenti numero 230 e 267.

Il Consiglio è aggiornato questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 14 e 12.

Aumenta dimensioni caratteri
Alto contrasto