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Resoconto della seduta n. 59 del 23/06/2020

LIX SEDUTA

Martedì 23 Giugno 2020

Presidenza del Presidente Michele PAIS

Indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

Indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 16 e 12.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 7 maggio 2020 (54), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Il consigliere regionale Gianluigi Piano ha chiesto congedo per la seduta del 23 giugno 2020.

Se non ci sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 139, 143, 410.

(Risposta scritta pervenuta il 19 giugno 2020)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 170, 172.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 171.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 533, 534, 535, 536, 537, 538, 539, 540, 541, 542, 543, 544, 545, 546, 548, 550.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 288, 289, 290, 292.

PRESIDENTE. Grazie signor Segretario, adesso sospenderei qualche minuto per una Conferenza dei Capigruppo. Quindi il Consiglio è sospeso per la Conferenza dei Capigruppo nella sala qui a fianco.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 19, viene ripresa alle ore 17 e 02.)

Riprendiamo i lavori della seduta. In Conferenza di Capigruppo abbiamo deciso l'inversione dell'ordine del giorno, nel senso che si affronterà come primo punto la proposta di legge numero 153/A, Parte prima.

Discussione e approvazione della proposta di legge: Mula - Giagoni - Mura - Sechi - Salaris - Cocciu - Caredda. Modifiche alla legge regionale n. 22 del

2019 in materia di proroga di termini (153/A - parte prima)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 153/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Mula, relatore di maggioranza.

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Darò lettura, anche in maniera abbastanza veloce, della relazione. La presente proposta di legge ha lo scopo di prorogare alla data del 31 dicembre 2020 la disciplina introdotta dalla legge regionale 23 aprile 2015, numero 8, in materia di urbanistica ed edilizia finalizzata al miglioramento del patrimonio edilizio esistente. In scadenza la data del 30 luglio 2020, si lamenta perciò che la stessa disciplina è stata prorogata con le leggi regionali numero 33 del 2016 e numero 26 del 2017, numero 8 del 2019, e da ultimo con la legge regionale numero 22 del 2019. La proroga di sei mesi si è resa necessaria ed opportuna alla luce dell'impossibilità dell'instaurarsi di un dialogo e di un confronto proficuo in seno alla maggioranza e tra la maggioranza e le opposizioni, volto all'approvazione di una nuova disciplina per il riuso, la riqualificazione e il recupero del patrimonio edilizio esistente a causa dell'emergenza sanitaria determinata dal diffondersi del virus Covid-19. I proponenti la proroga ritengono che il dialogo tra i consiglieri di maggioranza e gli stessi e i consiglieri di opposizione sia imprescindibile al fine di adottare un testo largamente condiviso che coniughi le esigenze di tutela e valorizzazione delle valenze paesaggistiche, naturalistiche, storiche e culturali del territorio della Sardegna con quelle di uno sviluppo sostenibile e di rilancio di un settore trainante per l'economia qual è quello dell'edilizia, in grave recessione da anni, al quale l'emergenza sanitaria da Covid-19 ha dato un'ulteriore spallata. Altresì, i proponenti ritengono la proroga dovuta anche…

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Mula. Veramente, c'è un chiasso intollerabile. Io capisco, ribadisco, che possa anche…

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Non c'è problema, Presidente, abbasso il volume, forse disturbo.

PRESIDENTE. No, no. Grazie. Prego, onorevole Mula.

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Tecnicamente lo schema di disegno di legge in argomento si compone di un articolo che modifica la legge regionale 20 dicembre 2019 numero 22, ossia come sopra rilevato l'ultima legge di proroga della legge regionale 23 aprile 2015 numero 8. L'articolo 1 "modifiche alla legge regionale 20 dicembre 2019 numero 22" sostituisce nel comma 1 dell'articolo 1 "della legge regionale 20 dicembre 2019 numero 22" "modifiche alla legge regionale numero 8 del 2019", proroga di termini le parole "30 giugno 2020" con le parole "31 dicembre 2020". Sostanzialmente in questi giorni la Commissione ha lavorato per quanto riguarda la proroga, e non solo la proroga, vorrei ricordare che c'era anche un altro tema all'interno dello stesso provvedimento che bene abbiamo pensato di dover scorporare, soprattutto per cercare di accelerare, per quanto riguarda la proroga per non correre nessun rischio per quanto riguarda il fatto della procedura in atto e sulla presentazione di nuovi progetti. Presidente, prima di chiudere, poi magari possiamo anche discutere nel merito, preannuncio già il fatto di aver visto un emendamento presentato dalle opposizioni all'articolo 1, perché uno è l'articolo, e chiederei al proponente la possibilità di poterlo ritirare, visto che l'emendamento merita sicuramente attenzione e vorrei ricordare che ne abbiamo parlato anche in maniera approfondita, anche se durante i lavori per il Piano casa. Quindi merita e, non solo merita, ma riteniamo che sia anche un approfondimento necessario, però chiederei in questo momento il ritiro, poi avremo modo di approfondire quando inizierà la discussione per il Piano casa. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Maria Laura Orrù, relatrice di minoranza.

ORRÙ MARIA LAURA, relatrice di minoranza. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi e colleghe. Durante i lavori della quarta Commissione si è entrati nel merito della proposta di legge numero 153 che, come saprete, non conteneva solo ciò che ci apprestiamo a votare oggi, ovvero la proroga dei termini del cosiddetto Piano casa, come declinato nella proposta di legge numero 153, Parte prima, ma comprendeva anche una norma di interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale, che arriverà in aula a luglio e su cui avremo modo di confrontarci. Consentitemi di ringraziare tutti i colleghi e le colleghe della Commissione per il lavoro svolto, ma soprattutto i colleghi di minoranza, a partire da quelli del mio Gruppo dei Progressisti, a quelli del Partito Democratico, LEU e Movimento 5 Stelle, che con convinzione e determinazione hanno difeso con gli strumenti a disposizione dell'opposizione un'idea di Sardegna completamente diversa da quella della maggioranza, soprattutto per quanto riguarda la parte dell'interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale. Prima di entrare nel merito della proposta di legge che stiamo discutendo, non posso fare a meno di sottolineare che la maggioranza in Commissione non ha consentito di dare corso alla nostra richiesta di audizione, di interlocutori preziosi che avrebbero potuto fornire spunti interessanti e arricchire la discussione. Mi riferisco in particolare agli ordini e alle reti professionali, ai comuni e ai territori attraverso l'ANCI, le associazioni, gli Uffici che si sono occupati di redigere a suo tempo il Piano paesaggistico regionale, e così via. Questo mi è sembrato uno sgarbo istituzionale che spero non si ripeta in futuro, anche perché, se è vero che noi abbiamo la responsabilità di varare le leggi, è altrettanto vero che queste devono essere poi applicate da chi con quelle leggi ci lavora quotidianamente, e noi abbiamo la responsabilità di approvare testi chiari, precisi e di facile interpretazione. Ciò detto, oggi ci troviamo in Aula per votare la proposta di proroga dei termini del regime dei bonus volumetrici previsti dalla legge regionale numero 8 del 2015, votata all'unanimità anche in Commissione. La proposta di legge presentata fissa la scadenza del dispositivo fino al 31 dicembre 2020. Come dichiarato anche alla stampa dai consiglieri di maggioranza, il termine dei sei mesi è il tempo stimato dalla Giunta e dalla stessa maggioranza per l'approvazione di una nuova disciplina organica finalizzata alla riqualificazione ed al recupero del patrimonio edilizio esistente. A tal proposito, poiché questa è la terza proroga che si vota in questa legislatura e le dichiarazioni della maggioranza sono sempre le stesse, grandi proclami di leggi urbanistiche, di Piani casa, tutti da effettuarsi in pochi mesi, questi però sono stati tutti disattesi. Assessore, è passato un anno e mezzo dalla sua prima dichiarazione e oggi è difficile credere agli ennesimi proclami, e per questo abbiamo più volte suggerito di prorogare l'attuale Piano casa per un tempo consono. Per questo vi invitiamo a sottoscrivere la proposta presentata dal Partito Democratico, già sottoscritta da tutti i Gruppi di opposizione, che proroga la normativa vigente fino all'approvazione di una nuova disciplina. Siamo ancora in tempo per farlo, pertanto proponiamo a questo Consiglio di intervenire su questo testo e allungare i termini, al fine di garantire più stabilità al comparto che oggi più che mai, a seguito dell'emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica che stiamo ancora attraversando, necessita di un quadro normativo stabile che assicuri certezza e continuità normativa ai professionisti e a tutti gli operatori del settore, e in ultima analisi ai cittadini. Non possiamo permetterci di creare instabilità nella società sarda a causa della latitanza di alcuni Assessori o per via delle prove di forza all'interno dei Gruppi di maggioranza. Quindi rinnovo l'invito a prendere in considerazione l'estensione dei termini di proroga del Piano casa attuale e aprire un serio confronto sulle politiche dell'abitare e sul tema dell'urbanistica in genere, anche perché il decreto rilancio varato dal Governo nazionale prevede, tra le misure fiscali a sostegno di imprese e cittadini, l'ecobonus al 110 per cento che favorirà la ripartenza di diversi cantieri, ma soprattutto consentirà a tanti cittadini di alleggerire i costi di riqualificazione e di adeguamento energetico delle abitazioni. Per questo motivo è fondamentale promuovere e pianificare una reale politica di sviluppo e riduzione dei consumi energetici dei nostri involucri, siano essi pubblici o privati, e anche individuare una via da percorrere per ridare un senso civile e dignitoso alle periferie. La riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente è una priorità per garantire ai cittadini la qualità e la sicurezza dell'abitare e, oltre che promuovere la ricerca e l'innovazione tecnologica, può costituire un importante volano economico per il settore delle costruzioni, affermando così il ruolo del progetto di architettura quale strumento per le politiche di welfare e di sviluppo dei valori culturali e sociali del territorio sardo. È necessario trasferire i concetti di compatibilità ambientale sulle nuove edificazioni e su chi utilizza i premi volumetrici. Per questo dobbiamo ragionare sull'impiego di materiali ecocompatibili, prediligere il chilometro zero, valorizzare le eccellenze regionali che producono materiali ecocompatibili promuovendo un'abitazione di qualità e un processo sostenibile. Dobbiamo sforzarci e guardare con occhi nuovi e con studi puntuali agli strumenti di riequilibrio territoriale che possono attrarre anche capitali privati in misura maggiore di quanto abbiano fatto gli incentivi volumetrici previsti nei vari Piani casa.

Per raggiungere questi obiettivi, guardare al futuro e pensare ai modelli di rigenerazione delle aree urbane è indispensabile una strategia complessiva che garantisca standard di qualità, bassi costi, minimo impatto ambientale e risparmio energetico. Non possiamo permetterci di pensare che tanti microinterventi risolvano ognuno il piccolo singolo problema. Per evitare di causare danni irrimediabili al nostro territorio è fondamentale elaborare una strategia complessiva. Mi dispiace ribadirvelo, ma state guardando nella direzione sbagliata. Il mio invito è a confrontarvi con gli esperti e possibilmente cambiare strategia di intervento, soprattutto in riferimento al testo sull'interpretazione autentica del PPR che presto arriverà in Aula.

Colleghe e colleghi - termino - i temi urbanistici vanno affrontati con serietà e tenendo conto dell'interesse generale, non delle esigenze di pochi e con l'illusoria giustificazione della creazione di nuovi posti di lavoro, aprendo la via a danni irrimediabili al nostro territorio. Se si guarda allo sviluppo della nostra Isola con l'idea che la Sardegna sia una terra disperata al punto da poter ammettere anche trasformazioni insostenibili non riusciremo mai ad alzare la china e valorizzare le nostre peculiarità e bellezze, e voi con la proposta di interpretazione autentica che avete presentato e che presto entrerà in aula state rimettendo in discussione anche il Piano paesaggistico regionale, perseguendo la strada sbagliata. In questo modo andrete a barattare il nostro territorio per accontentare poche persone. Magari oggi qualcuno potrà anche applaudire, ma domani i vostri figli ve ne chiederanno conto e noi questo non possiamo permettercelo. Grazie.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

Ha a disposizione dieci minuti.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie Presidente, colleghi, i miei saranno molto meno di dieci minuti, semplicemente per dire che mi sembra che dopo una lunga faticaccia abbiamo intrapreso la strada giusta. L'opzione dello stralcio di questa parte, della parte A, l'abbiamo condivisa tutti in Commissione, maggioranza e minoranza, nell'interesse della Sardegna. Siamo tutti consapevoli che il lavoro fatto va nella direzione di continuare a garantire questo regime transitorio dato dal cosiddetto Piano casa. Tutti sapevamo che era una misura volta a incentivare l'edilizia, cosa che si è poi anche rivelata vera perché diverse sono le pratiche che sono arrivate nei comuni, ma tutti avevamo in testa, anche noi quando l'abbiamo partorito nella precedente legislatura, che doveva essere una misura di periodo. Poi, come spesso capita anche nelle migliori famiglie, le misure di periodo durano molto più del periodo che si era ipotizzato. Noi l'avevamo varato pensando di farlo rientrare in una più organica legge urbanistica, sulla quale non siamo riusciti a portare a termine il percorso, adesso quando voi all'inizio della legislatura avete fatto la prima proroga avevate anche voi dichiarato che la consideravate una misura di periodo e anche voi avreste proposto addirittura un Piano casa. Noi su questo non eravamo molto allineati perché ritenevamo che il Piano casa in sé fosse una misura transitoria e auspicavamo che venisse ricompreso in una più organica legge urbanistica. Abbiamo visto le vostre diverse proposte di Piano casa, sulle quali siamo assolutamente disponibili a entrare nel merito, a lavorare come abbiamo fatto fino adesso. Vorrei circoscrivere alla seconda parte, alla parte B, tutta la fatica dialogica che abbiamo fatto tra noi, e quindi non è il caso di riassumerla in questa parte sulla quale concordiamo pienamente. Faccio un accenno all'emendamento di cui io stesso sono primo e unico firmatario, non me ne voglia il collega Mula che non avevo avvisato per tempo, ma era fatto semplicemente per ricordare che c'era quel tema. Correttamente il collega Mula mi ha chiesto di ritirarlo e, ci mancherebbe altro, lo ritiro assolutamente, era solo per significare che anche in quel nostro Piano casa c'erano delle affermazioni, diciamo così, di legge che purtroppo spesso vengono interpretate in modo difforme sul territorio regionale da un Comune all'altro. Nella fattispecie stiamo parlando di eccezioni molto semplici, quasi logiche, come diceva l'Assessore quando ho avuto modo di parlarci, però purtroppo certe volte nei comuni i funzionari se non viene scritta esplicitamente una determinata cosa tendono a interpretarla, per cui non ho nessuna difficoltà a ritirarla, mi basta sufficientemente la parola del collega Mula che è ha detto che quando arriveremo al momento opportuno se ne parlerà, quindi va bene così, lo ritiro lasciando a un secondo momento l'analisi di merito.

Quindi chiudo dicendo che per quanto mi riguarda il lavoro che abbiamo fatto lo trovo assolutamente proficuo, non importa se l'abbiamo finita a notte fonda, non importa se ci siamo scontrati, non ci siamo scontrati sul livello personale, ma ci siamo scontrati sulle idee, che abbiamo magari diverse, ma entrambi hanno diritto di cittadinanza, relativamente alla visione di Sardegna che abbiamo. Ho già detto che non è questo il momento per parlare del merito delle questioni che ci hanno visto su posizioni molto differenti, poi non c'è il collega Giagoni quindi molte cose che volevo dire… dov'è? Ah, è distratto, quindi le rimanderemo alla parte B. Collega Giagoni stavo citando…

(Interruzione del consigliere Dario Giagoni)

PISCEDDA VALTER (PD). Ok, a tempo debito, comunque anch'io nel rispetto dei lavoratori di Forestas chiudo così, ribadendo quello che ho detto, cioè che su questo provvedimento il Partito Democratico, il sottoscritto e i colleghi che abbiamo lavorato in Commissione siamo assolutamente all'unisono. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. L'approvazione all'unanimità della terza proroga del Piano casa del vostro mandato, un vero record, è la certificazione del vostro ennesimo fallimento, perché la data del 30 giugno come scadenza della improrogabile proroga che oggi andiamo a prorogare l'avete messa voi, voi maggioranza senz'anima dalle mille anime, in continua lotta tra di loro, anime impegnate a colmare il vuoto cosmico determinato dalla mancanza di un vero progetto di Sardegna con i propri progettini di parte, cortili e cortiletti da ampliare, interessi particolari da esaudire, promesse che non si possono mantenere, ma che è possibile prorogare, in un gioco di strappi reali e finti ricongiungimenti culminato giovedì scorso nella rumorosa sconvocazione della quarta Commissione che ha messo di fatto a fortissimo rischio l'approvazione della improrogabile proroga che oggi andiamo a prorogare. Con lei, presidente Pais, costretto ad indossare in fretta e furia i panni del pompiere, riconvocandola in deroga per la mattina successiva, in pratica commissariando il Presidente, fatto mai accaduto nella storia di questo Consiglio, in questo, bisogna darvene atto, siete stati dei precursori. Avete scritto la storia, una storia che certamente non andrà nei libri di storia, ma che è la naturale sintesi delle vostre mille anime, molte delle quali mal sopportano i diktat dell'uomo di Erba, l'inviato di Capitan mojito in un'isola che non aveva certo bisogno di un altro padrone. Se vi può essere di sia pur parziale sollievo, ieri durante una diretta Facebook organizzata da un noto quotidiano locale, l'uomo di Erba ha dichiarato che ama così tanto la Sardegna che se la farà tatuare sul braccio, comunque non illudetevi, trattasi di tatuaggio temporaneo e non poteva essere altrimenti. Non andrà nei libri di storia nemmeno il subdolo tentativo di utilizzare la proroga del Piano casa come cappello per lo scardinamento del PPR, un'azione maldestra che mette in piena luce i vostri veri progetti… un'azione maldestra, dicevo, che mette in piena luce i vostri veri progetti, una frazione violenta a cui ci opporremo ad oltranza, perché se è vero come è vero che il PPR non è un totem inviolabile, e che lo stesso può essere rimodulato sulla base delle mutate modalità ed esigenze di vita, e tenendo conto delle nuove tecniche edilizie ecosostenibili, è altrettanto sacrosanto che non può essere svuotato completamente dei suoi contenuti, smantellando in toto i vincoli concernenti fascia costiera, beni identitari e terreni agricoli. Su questi temi ci ritroveremo qui il primo luglio e, statene certi, venderemo cara la pelle. Oggi all'ordine del giorno c'è la proroga del Piano Casa redatto nel 2015 con scadenza al 31 dicembre, sperando che da oggi a fine anno riusciate a trovare la quadra tra le vostre innumerevoli proposte per il nuovo Piano casa.

Ad un'attenta lettura dei testi presentati, balzano agli occhi alcune soluzioni condivisibili, ma anche vere e proprie oscenità, come la compravendita delle cubature. Qualcuna delle vostre anime evidentemente non ha proprio ritegno, ma sappiate che ci troverete pronti ad approvare qualsiasi disposizione che vada a ricercare l'equilibrio tra economia e ambiente. Di più, cercheremo di contribuire al testo finale con nostre proposte, nella convinzione che sia fondamentale l'apporto di tutti per licenziare un provvedimento che sia pienamente rispondente agli interessi dei sardi. Oggi quindi proroghiamo l'improrogabile proroga, il vuoto legislativo, almeno quello, è scongiurato, quello cosmico che caratterizza la vostra litigiosa legislatura non lo può, ahimè, colmare un tatuaggio temporaneo.

PRESIDENTE. É iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Questa discussione è così interessante che all'onorevole Gallus è anche cresciuta la barba nel frattempo. Io, dal punto di vista urbanistico, mi ritengo un agnostico, non sono sicuro dell'esistenza dell'urbanistica anche se il presidente Mura ha detto che è la bibbia della sinistra, quindi dovrebbe essere un oggetto di culto, però io non mi associo a questo tipo di approccio, invece l'edilizia penso che esista. Infatti credo che il centrodestra che noi vogliamo sia questo, quello che proroga le riforme e le leggi del centrosinistra. E per adesso, finché il centrodestra si limita in modo scrupoloso e preciso alla proroga, per adesso non sta sbagliando, il problema non è quello di contro riforme perché non ce ne sono all'orizzonte, il problema può essere quello invece delle famigerate leggine, che nonostante siano provvedimenti di pochissimo momento, tutte quante che sconfinano nell'ambito amministrativo, scuotono nel profondo l'anima o le anime, come è stato detto del centrodestra, e ci regalano una paralisi legislativa che consente alla paralisi amministrativa di passare in secondo piano. Invece il Consiglio regionale dovrebbe applicarsi di più alla manutenzione dell'edificio riformatore risalente, e svolgere una funzione di stimolo a una Amministrazione che sta arrivando sempre più in ritardo, e lo vedremo con la legge che ci impegnerà successivamente. Su questa non si può che plaudire all'azione meritoria delle opposizioni nella quarta Commissione, che sono state così convincenti da determinare i saggi commissari del centrodestra ad aderire alle nostre tesi e quindi limitarsi a ciò che era decente fare in questa materia e quindi serenamente tutti quanti votare di proseguire ciò che è già stato iniziato, senza cambiare nulla, e in questo non essendo diciamo religiosi, ma un pochettino tradizionalisti, questo forse sì, per non guastare niente, per non rovinare niente, per non rompere nulla. Perché a volte la certezza del quadro giuridico è più importante delle geniali buone idee che vengono appunto sollecitate magari da questo o da quel cortile, come è stato detto. A noi non fa piacere questa situazione, noi vorremmo che il centrodestra proponesse una serie di riforme più vaste, tipo quelle sollecitate naturalmente dal vostro punto di vista, non dal nostro punto di vista, ma quelle sollecitate oggi dal bel discorso dell'onorevole Orrù, che vi chiama alla necessità di un approccio un po' più organico, magari un masterplan, così come veniva sollecitato da molti grandi architetti del secolo scorso e anche di questo, per esempio da Loris Rossi, un masterplan che impegni tutte le risorse e tutte le energie anche nella progettazione, per dare una configurazione adeguata dal punto di vista urbanistico alla nostra terra. Però mi pare che neanche in quarta Commissione per adesso ci sia questo dibattito, ci si dibatte anziché dibattere più sulle proroghe anziché sulle riforme e quindi noi siamo costretti a plaudire alle vostre proroghe, anziché a discutere sulle vostre riforme. Noi vi invitiamo sinceramente invece a mettere in campo una progettualità, anche alternativa alla nostra, perché il discorso sia riposto nella giusta sede…

PRESIDENTE. Mi scusi, io invito gli Assessori a sedersi e ad ascoltare gli interventi dei consiglieri, riusciamo a stare composti, seduti in quest'Aula, se dobbiamo parlare possiamo andare fuori, andiamo al bar, fate quello che volete ma finché si rimane in quest'Aula lo si fa seduti e in silenzio, grazie, non voglio più ritornare sull'argomento.

DERIU ROBERTO (LEU). Presidente, devo dire che alla già abituale noia dei miei discorsi si aggiunge la noia di questo argomento, però sono reazioni che lei giustamente riprova e noi plaudiamo alla sua severità, insieme al Gruppo della LEGA che sempre plaude al Presidente. Detto ciò, so che vi dà fastidio quando vi richiamiamo alla necessità di fare riforme, però è necessario che le facciate, fate delle proposte importanti, fate un'analisi profonda della società, cercate di incidere davvero nella legislazione, perch�� finché noi discutiamo di proroghe e di variazioni di bilancio, questo non è manco l'assemblea di un condominio, non è un Consiglio regionale, le leggi sono un'altra cosa, non sono variazioni e proroghe.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Considerato il grande affollamento che c'era vicino agli Uffici, ci auguriamo che l'onorevole Giagoni insieme agli Assessori non stavano tentando di bocciare gli emendamenti o di far dichiarare inammissibili gli emendamenti cui ci troveremo a discutere successivamente.

PRESIDENTE.Onorevole Lai, nessuno tenta di far bocciare niente, l'ammissibilità o la non ammissibilità di un emendamento spetta al Presidente, cioè al sottoscritto, non mi faccio condizionare da nessuno, né da una parte, né dall'altra, quindi faccia il suo intervento sereno!

LAI EUGENIO (LEU). Abbiamo ampiafiducia nel suo operato, mi auguro mi faccia recuperare i minuti che mi ha fatto perdere.

Detto questo, il senso il senso di responsabilità… Presidente, però capisco il nervosismo, ma se mi fanno intervenire…

PRESIDENTE. Prego, continui!

LAI EUGENIO (LEU). Il senso di responsabilità delle opposizioni che è stato citato in precedenza in maniera estremamente puntuale dall'onorevole Piscedda, l'onorevole Deriu, l'onorevole Orrù, l'onorevole Li Gioi, che in Commissione si sono battuti per portare questa proroga all'interno di quest'Aula, non mi esime però da alcune considerazioni, che in parte sono state anche già fatte in precedenza dai colleghi.

La prima è che avete continuato in una campagna elettorale perenne, dicendo che avreste stravolto tutto quello che le opposizioni, passata maggioranza, avevano fatto in quest'Aula, ad oggi l'unico obiettivo a cui vi state accingendo a raggiungere è quello di prorogare una legge che era stata ben pensata nel 2015. E ci troviamo all'ulteriore proroga, quindi alla non scadenza dei termini solo ed esclusivamente perché le opposizioni hanno abdicato alla possibilità di chiedere i dieci giorni di tempo per la relazione delle opposizioni. E ha detto bene l'onorevole Li Gioi, cioè ci troviamo alla terza proroga, a riforme complessive che vengono annunciate addirittura nei Consigli comunali da parte dell'Assessore agli enti locali, e che non arrivano mai all'interno di quest'Aula. Perché vedete lo abbiamo detto anche durante il confronto con il presidente Solinas, ci saremmo aspettati magari una proposta anche di ripartenza sull'edilizia che guardasse al recupero dei nostri centri urbani, una proposta che guardasse con attenzione allo spopolamento delle zone interne. E l'ho detto anche durante il confronto con il presidente Solinas, non auspichiamo, oppure magari auspichiamo ma capiamo che è molto difficile per voi, arrivare ai livelli di Bonaccini che propone il recupero attraverso lo stanziamento delle risorse di tantissime abitazioni che si trovano nei centri urbani delle zone interne. Continuate a ragionare su un'ottica di cementificazione delle coste, non fate altro che parlare di cementificazione delle coste, quando tutto il mondo guarda in un'altra direzione, il Governo guarda all'ecobonus ed, è una delle misure più attenzionate da parte di tutta l'opinione pubblica, tutto il mondo si è accorto che continuare ad incidere negativamente sull'ambiente produce effetti dannosi, e la pandemia ce lo dovrebbe aver dimostrato, voi invece continuate ad andare nella direzione di permettere di costruire nell'agro, o di permettere di costruire anche all'interno della fascia dei 300 metri, di ampliare, ma è una vostra scelta, è una vostra scelta che sicuramente non verrà condivisa da queste opposizioni e, permetteteci di dirvi, avrete una netta opposizione quando proverete a portare in Aula una norma di questo genere.

Sulla legge numero 8 che stiamo andando a prorogare, perché di questo si tratta, quindi sulla proroga del Piano casa, condivido tantissimo ciò che �� stato detto questa mattina da un consigliere comunale di Cagliari, ed è riportato sui giornali cartacei, ossia uno strumento eccezionale, uno strumento transitorio, così com'era pensato il Piano casa, sta diventando un elemento strutturale, un elemento strutturale per l'incapacità della maggioranza di portare una riforma complessiva sul tema dell'urbanistica, capisco che non sia che semplice, anche la passata maggioranza si è scontrata molto sui temi dell'urbanistica, però a vostro dire siete tutti d'accordo sui temi della cementificazione selvaggia, non capisco perché ancora non avete messo nero su bianco una proposta di legge che almeno configuri la vostra idea politica di Sardegna sul tema dell'urbanistica. E dicevo in precedenza che condivido la visione di quel Consigliere comunale, perché dice, badate, con le proroghe su proroghe del Piano casa state sì incidendo positivamente, o stiamo sì incidendo positivamente su una misura che ha fatto lavorare tantissimi professionisti, che ha dato respiro in una situazione di forte difficoltà a tantissimi professionisti e tantissime imprese edili, però stiamo anche incidendo negativamente, rendendola strutturale, sull'impatto urbanistico dei nostri centri, ossia sulla trasformazione che i nostri centri urbani stanno avendo a causa del Piano casa. Quindi l'invito è quello che è stato fatto in precedenza dall'onorevole Deriu, dall'onorevole Piscedda, da tutti i colleghi che mi hanno preceduto, se avete intenzione di aprire una vera stagione di riforme, di cui questa isola ha bisogno, ci troverete seduti al tavolo del confronto, se intendete invece continuare di proroga in proroga, o di slogan in slogan, così come state facendo da un Consiglio comunale all'altro, talvolta dicendo anche il contrario di quello che si è affermato nel Consiglio comunale precedente, ci troverete naturalmente vostri severi oppositori. Perché, badate, di tutto ha bisogno la Sardegna in questo momento, tranne che del pressappochismo, tranne che degli slogan o delle sparate a mezzo stampa a cui poi non corrispondono i fatti. Noi ci vogliamo confrontare sui fatti e questo chiediamo a voi, per oggi, così come ha detto l'onorevole Li Gioi, ci troviamo solo ed esclusivamente alla terza proroga, oltretutto dal mio punto di vista neanche definitiva perché sono sicuro che torneremo fra sei mesi all'ulteriore proroga del Piano casa, perché non avete ancora aperto una discussione seria di cui la legge urbanistica ha bisogno, una discussione con tutte le organizzazioni professionali, con le organizzazioni datoriali di lavoro, con i sindacati, con tutti coloro che rappresentano quest'Isola, non l'avete fatto. Quindi non ci credo che fra sei mesi avremo approvato un'altra legge urbanistica. Il fatto che oggi, grazie alle opposizioni, si entra in quest'Aula per la proroga, la terza proroga del Piano casa, è un fatto che i Consiglieri di maggioranza, soprattutto i più saggi, non lo chiedo neanche a tutti, ma soprattutto i più saggi dovrebbero almeno riconoscere il fatto che queste opposizioni stanno dando una mano dove la maggioranza non riesce ad arrivare, ossia delle risposte ai sardi. E questo, Assessore, lo chiediamo a lei, lo chiediamo a lei perché al di là delle sue dichiarazioni sul Facebook, al di là di attaccare i consiglieri di opposizione, al di là di fare le sparate sugli aerei che poi magari non ci sono, proviamo a discutere seriamente di una riforma urbanistica che sia all'altezza dei sardi e che metta al centro il recupero delle abitazioni, che metta al centro il recupero dei nostri centri storici. Non abbiamo bisogno di nuove ondate di cemento, abbiamo bisogno invece di una politica seria, attenta, che superi l'ottica della Sardegna ciambella e metta nelle condizioni tutti i sardi di avere pari opportunità.

PRESIDENTE. É iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Presidente, signori assessori e onorevoli colleghi, grazie per i contributi che sono arrivati dai banchi dell'opposizione, perché il tema che andiamo ad affrontare è un tema che di necessità dovrà coinvolgere tutte le parti della nostra società. Ho grande rispetto del agnosticismo del collega Deriu, che non ha mai nascosto questo suo atteggiamento nei confronti del tema dell'urbanistica, a questo proposito voglio fornirgli due dati empirici che possano aiutarlo nella valutazione. Il primo è che senza dubbio le ultime due Amministrazioni regionali di centrosinistra, anzitempo quella Soru, con una agonia più lunga quella Pigliaru, sono naufragate sulla urbanistica, e 60.000 invece sono le risorse umane che a partire dall'approvazione del Piano paesaggistico regionale hanno lasciato il mondo del lavoro per non farvi pi�� rientro in quello specifico settore. Quindi casomai qualcuno volesse prendere in considerazione dei dati concreti per ragionare sull'importanza e sull'esistenza di questo tema gliene ho fornito alcuni. Anche perché, è vero, stiamo lavorando su un piano casa approvato dalla Giunta Pigliaru, al ribasso su quello della Giunta Cappellacci, che agli operatori del settore non piacque in quel momento e che non ha saputo, nonostante le grandi iniezioni finanziarie provenute dagli investimenti sulla scuola, rilanciare quel settore. Quindi, se consideriamo l'importanza che ha sul nostro sistema produttivo, sul PIL, l'edilizia, che invece tutti concordiamo esiste, occorre mettere in relazione, come correttamente ha detto la collega Orrù, l'edilizia che esiste con l'urbanistica che latita, perché la pianificazione del territorio è il primo atto sul quale impostare un sistema economico necessario come quello dell'edilizia, che ha una filiera corta e una capacità di impattare velocemente sul sistema economico. Allora, in questo non deve sorprendere, lo diciamo da tempo, il fatto che sul tema dell'urbanistica e sul tema della casa e sul tema dell'edilizia in generale siamo e ci troveremo molto più vicini di quanto immaginate o di quanto, più probabilmente, siete disponibili ad ammettere. Perché nessuno ha mai detto di voler consumare più territorio di quanto sia stato consumato negli anni quando non esisteva il centrodestra, la storia del centrodestra nasce dopo che quel territorio è stato abbondantemente consumato dalle classi dirigenti che lo hanno preceduto, e queste classi dirigenti, noi e voi, devono intervenire su un sistema di utilizzo del suolo che ha riempito soprattutto le nostre coste di ecomostri, il cui destino è nelle nostre mani.

Noi dobbiamo avere la pazienza di uscire dalle posizioni della propaganda, dobbiamo avere la pazienza di uscire dal preconcetto per entrare in quello del merito, e per entrare in quello del merito l'atteggiamento deve cambiare. Per parlare di una cosa con la quale la vostra parte politica ha una certa familiarità, la legge numero 300 del 1970, lo Statuto dei lavoratori, bandiera di tutta la sinistra italiana, mentre veniva votata e approvata veniva tacciata dalla sinistra italiana di essere legge truffa nei confronti dei lavoratori, allora se non si esce da questo pregiudizio ideologico per cui chi è a destra cementifica e invece chi è a sinistra e amico dell'ambiente, non andiamo da nessuna parte: abbiamo la stessa precisa volontà che avete voi di salvaguardare l'ambiente, abbiamo la stessa precisa volontà che avete voi di non consumare altro suolo, abbiamo più voglia di voi di intervenire sui sistemi integrati dell'energia per migliorare l'impatto ambientale dei nostri sistemi produttivi, abbiamo più voglia di voi di utilizzare gli strumenti che vengono dal Governo nazionale per rilanciare l'economia, perché, come ho detto l'altra volta, l'ottimo ecobonus deve sposarsi con una idea di intervento sul risparmio dei sardi, sul risparmio degli italiani, che è sulla casa e che non può essere schiacciato dal pregiudizio ideologico. Dobbiamo dare spazio, e investire sulla casa significa dare qualcosa in cambio, investire sulle cubature, su quanto oggi è già stato speso come utilizzo del suolo, richiede non stare dentro il pregiudizio ma offrire a chi deve mettere in palio il proprio risparmio delle soluzioni concrete, perché questo risparmio non sia spesa ma diventi ricchezza per il futuro.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Io sarò breve, perché rischierei di fare lo stesso intervento che ho fatto un anno fa, perché non è cambiato niente sul tema.

Un anno fa dissi: "Va bene fare la proroga, proroghiamo peraltro una legge della precedente legislatura che, come è stato detto, era una legge provvisoria". Insomma, in attesa di una legge urbanistica di sistema che purtroppo non ha visto la luce in quella legislatura (e qualcuno giustamente ha detto probabilmente gli elettori hanno punito quella scelta, o meglio quella non scelta), dissi che avevate già fatto tanti proclami dopo i primi mesi di questa legislatura, già in campagna elettorale avevate detto che sareste intervenuti, l'avete detto anche nei primi mesi di legislatura che sareste intervenuti immediatamente per modificare le parti della legge 8 del 2015 che non andavano bene a vostro parere, peraltro anche io alcune parti di quella legge non le condividevo e tentai nel 2015 di introdurre alcuni correttivi, arrivai vicino al traguardo però poi questo non mi impedì di votare questo piano casa, come viene forse anche impropriamente denominato, comunque la legge casa la votai perché ritenevo che comunque potesse dare, e lo ha dato, un supporto a un settore in crisi. Le stesse motivazioni mi portano oggi a condividere la scelta di prorogare questa legge casa,però non posso non sottolineare, come feci a giugno per i primi mesi perché ritenevo che si potesse già intervenire rispetto alle tante promesse fatte, e lo feci a dicembre rispetto a ciò che veniva assicurato da parte dello stesso Assessore… io ricordo bene, Assessore, quando lei in quest'Aula a dicembre, quindi non possiamo accampare scusanti relative all'emergenza Covid, disse "a gennaio interverremo sulla legge urbanistica", tant'è vero che, senza che fosse cliccabile la delibera inerente il disegno di legge apposito, ma non è il solo caso, per diverse settimane, alla vigilia di Natale venne approvata in Giunta e poi non se ne è più saputo nulla. Io non sono componente della Commissione urbanistica ma mi risulta che non sia più arrivato nulla, allora cosa voglio dire rispetto alle tante promesse fatte, anche rispetto a quello che avete promesso agli elettori, e probabilmente in alcune zone della Sardegna vi hanno anche premiato per queste tante promesse fatte per un settore che voi stessi giudicate soffocante e che avrebbe bisogno, anche alla luce dell'emergenza Covid, di un aiuto, di un sostegno: cosa state aspettando a presentare una legge organica, che non siano dei sotterfugi come quelli di interpretazioni autentiche del PPR, ma una legge organica sull'edilizia e sull'urbanistica da portate all'attenzione della Commissione competente e poi dell'Aula, audendo tutte le parti interessate e quindi seguendo un percorso corretto e poi facendo discutere quest'Aula, perché ne vorremmo discutere cercando di dare insieme una risposta ai sardi? Cosa state aspettando? Cosa stiamo aspettando, Assessore? Io le chiedo su questo, ma anche per esempio sulla questione Province che è simile e riguarda il suo Assessorato: basta con i proclami, basta con gli annunci, è necessario procedere con i fatti altrimenti il rischio (forse noi ce ne potremmo avvantaggiare politicamente ma non ci interessa, perché ci interessa dare risposte ai sardi) il rischio è che facciate… ha ragione il collega Tunis quando dice che l'urbanistica ha molta importanza e ha citato i due governi del centrosinistra, io cito il governo del centrodestra, quando il presidente Cappellacci insieme alla sua maggioranza decise, dopo aver vinto le elezioni creando grosse aspettative rispetto all'urbanistica, di portare il piano casa, che evidentemente non accontentò così tanti, e poi portò una finta revisione del PPR a sei mesi dalle elezioni regionali. Volete fare così? Fate così, credo che non darete delle risposte ai sardi, e noi questo non lo vogliamo, vi sollecitiamo dal primo giorno a fare queste riforme, non piccoli interventi, ma afare queste riforme. Quindi, ben venga questa proroga però poi aspettiamo le riforme. Lei sa, Assessore, che io attendo; avrei potuto introdurre emendamenti di disturbo, però attendo anche di avere delle risposte e di vedere quali risposte voi possiate dare per esempio sulla questione della Zona F, prima ho fatto riferimento appunto a ciò che non sono riuscito a, mi riferisco agli incrementi volumetrici in zona F non nella fascia di 300 metri, per quanto mi riguarda e senza violare il PPR perché si tratterebbe di interventi rispetto a strutture ricettive, quindi trasformazioni eventualmente di seconde casa in strutture ricettive, quindi incrementi in quel senso. Ecco rispetto a questo io non ho sentito nulla se non proclami in quest'anno e mezzo, Assessore, quindi la domanda è, o meglio l'invito è, basta annunci, basta proclami vale per l'urbanistica, vale per le province e occorrono i fatti perché i sardi stanno aspettando infatti noi procediamo ad una votazione, insomma, positiva sulla proroga però poi vi aspettiamo per un confronto sui fatti, vale per l'urbanistica ripeto e vale per le province. Si ricordi, Assessore, che lei glielo dico così in Aula francamente, lei è stato salvato dall'emergenza Covid, perché lei l'11 febbraio mentre noi eravamo in quest'Aula, poi arrivò anche la notizia purtroppo di AirItaly, lei a Olbia contemporaneamente annunciava che il 7 di giugno saremmo andati a votare per le elezione diretta della provincia, ma lei vuol far credere a quest'Aula e ai sardi che l'emergenza Covid, che è arrivata il 9 marzo, ha impedito una cosa di quel tipo quando non c'era segnale alcuno di una proposta in questo senso? Lei sa qual è il percorso che una proposta del genere deve arrivare. Ecco non fatte così per gli enti locali, non fate così sull'urbanistica, siamo seri, e allora noi ci siamo, grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti).Grazie Presidente, colleghe e colleghi, onorevoli Assessori della Giunta, io ho frequentato la quarta Commissione solo un giorno l'ultimo da supplente, è stata anche una seduta fiume, ma non essendo per niente esperta di urbanistica devo dire, e ringraziare anche per questa opportunità, perché mi ha consentito di riflettere, di osservare e ovviamente di farmi anche qualche idea. Si è discusso moltissimo venerdì sull'importanza di salvaguardare il nostro territorio, il nostro ambiente e non solo quello naturale, ma quello anche antropico, tenendo conto che non tutto ciò che c'è già di antropico è buono, ci sono stati anni di edilizia un po' selvaggia un po' poco congrua con l'ambiente della nostra isola. Devo dire che siamo stati ascoltati mi sembra e mi sento di poter dire forse con un po' di presunzione, con attenzione o quanto meno non c'è stato conflitto all'interno di questa Commissione e di quella seduta. Intervengo però più che altro per esprimere un auspicio che è quello che nel momento in cui si metterà mano alla nuova legge sull'urbanistica, sul Piano Casa non si dimentichi che è sì importante per l'economia, è sì importante per gli operatori che di questo vivono e che fortunatamente l'edilizia continua a sostenere, però non dimentichiamoci che tutto quello che noi costruiamo lo facciamo per l'uomo, per le donne, per le comunità di questa Isola e quindi facciamo anche lo sforzo di ragionare su questi argomenti. Mi riferisco in particolare a un riferimento della relazione dell'onorevole Orrù, la rigenerazione in modo particolare delle periferie. Tutti noi abbiamo sotto gli occhi in modo particolare, rispetto ai grandi centri, quanto le periferie vivano un totale scollamento rispetto anche all'urbanistica, molto curata, molto rispettosa dei centri storici. Ma come se in periferia vivessero delle persone che non dobbiamo individuare anche attraverso l'edilizia. Io chiedo questo sforzo all'Assessore, lo chiedo alla maggioranza, ma anche a tutti noi nel momento in cui discuteremo di questa legge. Non dimentichiamoci che anche in quelle strutture in quell'edilizia ci sono le stesse persone, la stessa umanità, quindi mi auguro, e spero di poter vivere appieno questo processo, significa che tutto il Consiglio verrà investito di questa riflessione e che quando la Commissione audirà i soggetti interessati non si dimentichi anche dei soggetti che rappresentano una comunità e non sono solo i soggetti economici e del territorio, grazie.

PRESIDENTE. Bene non ci sono altri iscritti a parlare, quindi la parola alla Giunta, qualora voglia dire qualcosa, non vuole dire niente.

Quindi metterei in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Insomma è sempre così gentile e cortese il collega ogni volta a darmi la parola, grazie, grazie. Continue promesse da parte di questa Giunta, continue promesse da parte di chi governa questa Regione, da parte di chi governa la Sardegna, un po' ci siamo abituati alle promesse che sono state fatte prima in campagna elettorale che in quest'anno si sono poi ripetute. Ricordiamo la promessa sui trasporti, ricordiamo la promessa sulla riforma agropastorale, ricordiamo quello che avete promesso in campagna elettorale anche ai pastori e ricordiamo anche le promesse fatte dall'assessore Sanna, sinceramente Assessore, lei mi è tanto simpatico, devo essere sincera soprattutto dopo la sua, lei è un Assessore molto presente su Facebook e sui social, lei sa perfettamente che chi fa parte del Movimento 5 Stelle lavora molto su Facebook e su Facebook sfrutta questa piattaforma. È stato carino poi vedere anche il suo intervento nel mettere il "mi piace" su un commento sessista che riguardava me, e quindi l'ha identificata. Ma a parte quello, caro Assessore, al di là dei suoi like che lei è libero di presentare, di mettere, di porre dove vuole. Però lei è l'Assessore che rappresenta la Sardegna, lei è l'Assessore che quando va a parlare in un Consiglio comunale o quando va a parlare in un Consiglio regionale, quello che teoricamente afferma, anche perché siamo nel maggior Consesso regionale, teoricamente dovrebbe anche proseguire e dovrebbe anche mantenere. La realtà è che lei parla e oltre le parole poi si ferma, cioè le azioni non le porta avanti. E allora lasciando perdere quelli che sono i pregiudizi di cui parlava il mio collega poco fa, il pregiudizio ideologico dove la destra vuole la cementificazione, la sinistra non lo vuole, noi chiediamo una cosa: che è quello del rispetto di quello che vogliono tutti i sardi, le coste della Sardegna non vanno toccate, punto! Questo noi chiediamo! Per cui se la lotta da parte della sinistra, da parte del Movimento 5 Stelle e anche di alcuni, e anche da alcuni di voi, è stata quella di portare avanti una Commissione fino a mezzanotte per stralciare il vostro bieco tentativo di poter permettere la costruzione sulle coste ben venga, però, caro Assessore, io la invito, perché ripeto lei è l'Assessore di tutti i Sardi, non solo di chi l'ha votata e chi ha votato la vostra parte politica, non mi interessa sapere chi l'ha votata e chi non l'ha votata che l'ha voluta, lei deve fare l'interesse e il bene di tutti i Sardi, basta con le parole, basta con i like, si metta da parte faccia i fatti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Caredda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAREDDA ROBERTO (MISTO). Grazie Presidente, colleghi, il Piano Casa con le modifiche e integrazioni avvenute nel corso degli anni, rimane concepito per venire incontro alle necessità di ristrutturazione, ampliamenti e modernizzazione degli edifici e abitazioni che richiedono interventi migliorativi di convivenza umana. Tali interventi devono essere attuati superando, per quanto possibile, gli intralci burocratici e gli impedimenti che spesso creano difficoltà e scoraggiano chi vorrebbe operare generando rinunce, e ancor peggio fenomeni di abusivismo speculativo, ma anche di necessità. Poiché siamo in un periodo difficile in cui la nostra economia è messa a dura prova, ritengo opportuno operare nella direzione di superare le negative rigidità interpretative di norme di legge che spesso danneggiano e mettono in difficoltà imprese e lavoratori. Dobbiamo quindi abituarci a scrivere norme sempre meno interpretative, ma sempre più rispondenti alle esigenze della società, che evolvendo necessita di superare gli ostacoli di leggi imperfette, frappongono e condizionano la vivibilità delle persone. In considerazione di quanto detto, esprimo il voto a favore di tutto il Gruppo Misto con l'auspicio che presto approdi in quest'Aula la riforma di legge urbanistica, ma che dovrà essere innovativa e rispondente alle reali esigenze della nostra società. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Non volevo intervenire, però alla luce di alcuni interventi, soprattutto gli ultimi che hanno un po' sollecitato la mia sensibilità, quando soprattutto si vuol far passare, parlando di un argomento che non è oggi in discussione perché stiamo parlando di proroga di Piano casa, si parla di interpretazione autentica, si parla di cementificare le coste. Ma se questi sono i vostri argomenti, io posso immaginare quando veramente parleremo di cose serie, di urbanistica, vorrei capire se voi vi fermerete solo a questo, se sapete solo dire questo, io mi auguro di no. Caro onorevole Meloni, Lai, che continuate a parlare, io vorrei ricordare, mi sono preso la briga di guardare i filmati del Consiglio regionale quando voi portaste la famosa legge urbanistica, vi ho notato come uscivate da questa stanza, ma sapete perché? Perché era il vostro fallimento, e grazie al vostro fallimento oggi vivete delle ombre del passato, e vi sembra che chissà cosa dovremmo fare. Non stiamo facendo purtroppo nulla, stiamo andando a prorogare le vostre leggi, che ne condivido zero, stiamo provando a mettere su un nuovo Piano casa che mi auguro, anzi tutta la maggioranza prenderà un impegno che entro quest'estate sarà approvato, o perlomeno verrà in Aula per provare a dare un passo diverso a quella che è l'economia di quest'isola. E qualcuno di voi l'ha citato, perché di quel provvedimento del rilancio Italia, il 110 per cento è uno strumento veramente importante, che può essere abbinato solo se noi faremo una riforma decente di urbanistica, invece stiamo parlando solo di spettri del passato. Cosa volete fare? Purtroppo non abbiamo fatto niente, purtroppo non abbiamo fatto niente, stiamo prorogando quello che avete fatto voi, però vi vorrei mettere alla prova quando verremo a discutere in quest'Aula di argomenti seri, di urbanistica seria, di sviluppo serio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Grazie, Presidente, buonasera alle colleghe e ai colleghi. Intervengo in dichiarazione di voto, faccio parte della quarta Commissione, è stata una Commissione un po' particolare perché alla fine si �� stralciata una proposta della Commissione. Ringrazio, questo lo debbo dire, anche come il Presidente ha gestito la Commissione, perché ha avuto modo di creare all'interno dell'Aula, del dibattito un confronto serrato, vero, schietto, dove emergono e dove sono emerse le posizioni forse distanti più sull'ideologia che sulla proposta stessa. Quando l'onorevole Mula dichiara "fino ad ora non abbiamo fatto niente", io non posso che dargli ragione, finora non abbiamo fatto niente, e il fatto che stiamo prorogando per altri sei mesi questo è un altro errore. Perché per portare un Piano casa occorrono veramente tante sedute di Consiglio, tante sedute di Commissione, e io, se permettete, ho un pochino di paura che in sei mesi si riesca realmente a concludere un iter, non siamo riusciti a chiudere un iter per un articolo, quindi figuriamoci una legge o figuriamoci un nuovo Piano casa che ha bisogno di audizioni. Perché quello che mi auguro realmente è che nella prossima sessione che avremo di discussione per quanto guarda il Piano Casa si possano audire tutti i comparti, tutti gli ordini professionali, e soprattutto chi deve dare un indirizzo vero anche a chi deve produrre una legge, perché non possiamo avere la presunzione di produrre leggi senza ascoltare, senza ascoltare un territorio, senza ascoltare le imprese, senza ascoltare chi lavora in un tessuto così delicato che può davvero produrre tanto per la nostra isola. Non credo che il centrodestra voglia cementificare, però ho bisogno e la Sardegna ha bisogno di capire, dato che avete vinto le elezioni, che visione avete della Sardegna, perché ad oggi, dopo un anno e mezzo, non l'abbiamo ancora avuta nelle nostre scrivanie, siamo disponibili a lavorare insieme come abbiamo fatto sino ad ora, però parliamo realmente di proposte concrete, sino ad allora continuiamo a prorogare quello che è stato fatto di buono negli anni precedenti lasciando sempre spazio aperto ai buoni propositi che questa maggioranza continua a dichiarare e che noi siamo pronti a ricevere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Per aggiungere due considerazioni rispetto a quello che ha detto il mio collega di Gruppo che mi ha preceduto e per chiarire alcune questioni. L'urbanistica effettivamente è una materia molto complessa perché è una materia scientifica, cioè una materia in cui si programma il territorio, in cui si danno degli indirizzi, ma non tanto per programmare il territorio per se stesso, ma per migliorare le condizioni di vita di tutti coloro che andranno a viverci, soprattutto l'organizzazione a livello più come città, sia all'interno dei grandi centri che come Governo del territorio in tutto il contesto. Quindi, capisco che è una materia complicata, e si confonde, si può confondere con l'edilizia, che invece è l'applicazione delle norme, io decido cosa voglio fare, dopo averlo deciso in linea di massima poi intervengo puntualmente per poter realizzare le varie opere, che siano pubbliche, private o di qualsiasi natura. Voglio sottolineare un tassello che ha portato all'attenzione di nuovo l'onorevole Caddeo, perché noi possiamo davvero scrivere un pezzo di storia, dobbiamo assolutamente guardare e fare, avere un'analisi profonda del nostro territorio, e conoscere esattamente dove intervenire, come migliorare il nostro territorio, e non dimenticarci degli ultimi, di coloro che poi sono nelle periferie delle città, delle grandi città, coloro che sono all'interno dei nostri territori, che oggi più che mai gridano proprio la volontà di un di un nuovo modello. Non possiamo riempirci la bocca e parlare di spopolamento, e poi quando andiamo a creare le condizioni tali per cui lo spopolamento sia qualcosa che si aggredisce, proprio perché si va ad intervenire, questo non lo si fa perché prevalgono altre altri interessi e altre forme che non voglio assolutamente portare adesso all'attenzione.

Chiudo per dichiarare chiaramente il mio voto favorevole alla proroga di questo Piano casa, però senza scordarci che il Piano casa non è una legge urbanistica, il Piano casa, lo dice la parola stessa, era una norma che era veloce, di passaggio, l'ha detto bene l'onorevole Piscedda, ma dovrebbe essere una norma che si occupa dell'abitare, della qualità degli edifici, non che cerca di intervenire in un qualche cosa che noi non riusciamo a scrivere da anni, ovvero una buona legge urbanistica capace di dare risposte concrete per quelle che sono le aspettative che nel 2020 hanno i cittadini, non possiamo continuare su un progetto di legge vecchio che non guarda verso il futuro, che non guarda verso la realtà a cui andiamo incontro, per cui…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Per dichiarare il voto favorevole del Gruppo di LEU e per dire che neanche il più bravo Capogruppo dell'opposizione, non me ne vogliano gli altri colleghi, per me l'onorevole Cocco, sarebbe stato più incisivo dell'onorevole Mula quest'oggi. Perché le dichiarazioni, quando parleremo di cose serie e non stiamo facendo nulla per giustificare il fatto che sono arrivate delle puntualizzazioni da parte dell'opposizione, porterebbero già una conseguenza politica, che sarebbero le dimissioni dell'Assessore. Non le stiamo chiedendo, ma ci auguriamo almeno che l'Assessore non si sottragga al dibattito così come ha fatto fino ad ora, perché avremmo voluto sentire da lei, Assessore, qual è la sua idea di Sardegna da un punto di vista urbanistico. Noi non dobbiamo andare a leggerlo nelle pagine del giornale o sentire che le sue dichiarazioni vengono smentite il giorno dopo, forse anche da parte di qualcuno della sua stessa maggioranza. Noi ad oggi siamo costernati davanti a tale atteggiamento perché in quest'Aula ormai non si discute più di problemi. Ha ragione l'onorevole Mula, è per quello che ho detto che neanche il mio Capogruppo sarebbe stato così incisivo, non state facendo nulla. Non sta facendo nulla, Assessore! Oltre alle dichiarazioni sul fatto che il 7 giugno si sarebbe andati a votare, che avremmo avuto immediatamente un nuovo Piano casa, l'abbiamo già sentito tre volte, ha detto bene l'onorevole Li Gioi, l'abbiamo già sentito tre volte, a quale estate l'onorevole Mula si riferisca ancora non ci è dato sapere. E allora, Assessore, ci vuole dire qual è l'idea di urbanistica, qual �� la sua idea, qual è la tabella di marcia che intende portare all'interno di questo Consiglio regionale? Non tanto per noi, quanto per il rispetto che l'Istituzione Consiglio regionale deve avere da parte della Giunta. Questo le stiamo chiedendo! Non servono i post su Facebook, servono i fatti e ad oggi i fatti, ha ragione l'onorevole Mula, sono pari a zero, e di questo una parte di responsabilità è in capo all'Assessore, non solo alla maggioranza, è in capo all'Assessore che annuncia ogni qualvolta provvedimenti che non entrano mai in quest'Aula, annuncia provvedimenti che non ci sono. Perché siamo pronti anche noi a votare la provincia della Gallura, dov'è Assessore? La porti in Aula! È in Commissione, ma non è approvata, non c'è nessun tipo di discussione in atto. Qual è la discussione che è in atto? Dov'è?

PRESIDENTE. Onorevole Lai, il tempo a sua disposizione è terminato.

Scusate un attimo, capisco la necessità oratoria, però… potete spegnere i telefonini? Dicevo, le dichiarazioni di voto attengono al provvedimento. Capisco le necessità oratorie, però non sono Catilinarie nei confronti dell'assessore Sanna.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Talanas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TALANAS GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente. Intanto volevo ringraziare tutti i membri della Commissione indistintamente, cari colleghi, perché la seduta delle 19 di giugno è stata la prova provata di come si può lavorare in accordo senza distinzione di maggioranza e di opposizione trovando la quadra per andare ad approvare quei provvedimenti che sono nell'interesse della collettività. Oggi avrei voluto approvare un testo di Piano casa, penso che tutti i sardi lo meritino e penso che in un periodo come questo di post Covid sia altrettanto urgente dare ai nostri concittadini un provvedimento che possa in un certo qual modo dare una spinta all'economia. Quindi oggi con l'approvazione della proroga si evita di lasciare un vuoto legislativo. È doveroso, però quello che dico in primis a me stesso e all'Assessore qui presente è che veramente questo deve essere un provvedimento di proroga, l'ultimo per questa legislatura, con l'auspicio che possa approdare in Aula un provvedimento mi auguro condiviso o comunque un provvedimento che andremo ad approvare e che possa rispecchiare quelle che sono le esigenze di tutti i Sardi. Era un atto dovuto, lo stiamo approvando, spero che da domani si possa appunto riprendere i lavori anche in Commissione e portare in Commissione la bozza del testo del nuovo Piano casa e prima possibile portarlo all'approvazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Grazie Presidente, intanto il mio collega Capogruppo ha detto che ha visto i filmati della scorsa legislatura. Il Piano casa 2015 venne prorogato dal 31 dicembre 2016 fino al 31 dicembre 2017. Nel 2017 venne prorogato per un altro anno e mezzo. Dopo ampie discussioni che vedevano posizioni contrapposte, sedute rissose tra la stessa maggioranza a cui partecipava in quarta Commissione anche il collega Eugenio Lai, perché come ha detto l'onorevole Orrù ci sono sempre state due, forse anche tre correnti di pensiero per quanto riguarda la materia complessa dell'urbanistica in Sardegna. C'è da una parte chi si fa paladino e difende il PPR e c'è dall'altra chi dice che il PPR è stata una cosa imposta ai sardi senza aver avuto mai una discussione, come venne imposta a colpi di maggioranza quella che è stata una delle vostre spade di Damocle in campagna elettorale, che era la riforma sanitaria, quindi in una materia così complessa io, purtroppo al mio amico col quale ho la fortuna di dividere anche l'appartamento, che è l'assessore Quirico Sanna, ho sempre detto: "Non farla per sei mesi la proroga, falla per un anno, perché la materia è talmente complessa che potresti non riuscire a farla". Ovviamente non possiamo nasconderci dietro a un dito. Lui ha preparato con la stessa maggioranza un Piano casa nuovo, che sarà il nostro Piano casa, che è diverso, perché è un'ideologia diversa da quella vostra, e la nostra non è quella di distruggere il territorio, di cementificare sulle spiagge. Voi fate sempre il processo alle intenzioni. Non è questa la nostra volont��. Noi vogliamo superare alcuni aspetti del PPR perché riteniamo che quel PPR ci è stato imposto senza avere… in una materia così importante e così complessa nessuno è stato chiamato a discutere con l'allora Presidente della Regione, che era l'onorevole Soru, che lo ha imposto a tutti senza se e senza ma, anche a qualcuno che oggi siede nei banchi della minoranza e che due, tre anni fa era qua a difendere una modifica del Piano casa per renderlo ancora più vicino alle esigenze dei cittadini e che si è visto l'ultimo giorno della scorsa legislatura bocciare quello che era stato un lavoro di tre anni dell'assessore Erriu. Quindi cerchiamo di essere un pochino più moderati. Tra l'altro noi non stiamo trattando oggi il nostro Piano casa, ne discuteremo quando lo vedrete, quando sarà portato alla vostra attenzione, oggi limitiamoci a votare la proroga del Piano casa così come per tre volte, per due anni e mezzo o tre, l'avete prorogato voi. Noi la stiamo prorogando per un anno, perché è passato un anno da quando l'abbiamo prorogata, e noi siamo convinti che questa volta, anzi questa volta lo dico anche io, lo approveremo entro i termini della proroga che stiamo chiedendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Grazie Presidente. Vede, sono stupito dallo screditamento precoce dell'onorevole Lai che nel giro di pochi mesi e con pochissime discussioni ha già sfiduciato due Assessori.

L'onorevole Orrù lega lo spopolamento alla materia urbanistica. �� vero, ci sono delle connessioni importanti, ma non credo che si possa accusare qualcuno di riempirsi la bocca di parlare di spopolamento e di poter avere un'idea diversa rispetto alla vostra rispetto all'urbanistica, credo che le due cose possano essere anche divergenti. Io apprezzo l'approccio dell'onorevole Deriu che si è dissociato dalla questione religiosa rispetto al Piano paesaggistico regionale, ma purtroppo è l'unico, perché, come abbiamo visto anche in questi giorni e in queste settimane, il Piano paesaggistico regionale è stato trattato come fosse un Vangelo da gran parte dei banchi dell'opposizione, un Vangelo che di fatto è stato imposto e blindato in passato perché gli effetti sono evidenti a tutti sulla sua imposizione. Sono effetti che possono essere riscontrati nella scarsissima quantità di Comuni che sono riusciti a riconoscere giuridicamente il Piano paesaggistico regionale: in 14 anni solo 27 comuni su 377 sono riusciti a pianificare seguendo i dettami e le imposizioni del Piano paesaggistico regionale, chi non vede questo problema veramente ha un approccio religioso al tema. Io credo che in questa discussione di oggi noi abbiamo anticipato un po' i tempi, oggi stiamo discutendo solo della proroga del Piano Casa, una proroga voluta da tutti, una proroga discussa ampiamente nella quarta Commissione, che ci ha visto protagonisti per ore, fino a tarda notte a trovare un accordo, e se siamo qui oggi non è grazie alla vostra gentilezza, ma è grazie al fatto che questa maggioranza ha più a cuore il futuro e le condizioni socio-economiche dei sardi, del proprio orgoglio, pertanto è per questo motivo che abbiamo scelto di mettere al sicuro la proroga del Piano Casa. Una proroga non certo voluta ma imposta dalla condizione di emergenza sanitaria che abbiamo vissuto negli ultimi mesi e che non avremmo voluto, io personalmente sono del parere che avremmo potuto anche accogliere l'invito dell'onorevole Orrù a una proroga fino all'approvazione del nuovo strumento legislativo, ma diamoci un limite temporale, così siamo in grado anche di accelerare i tempi su quello che sarà, come diceva giustamente l'onorevole Satta, il nostro piano casa. Dichiaro il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. È stato chiesto il voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Pensavo che potessimo ragionare sul Piano Casa e la proroga di questo, così tratta almeno l'articolo 1, in relazione al fatto ad esempio che già i termini usati "Piano Casa" sono una contraddizione, gli stessi termini, perché non parliamo della realizzazione di case, abitazioni, non parliamo della realizzazione… da questo punto di vista noi non ragioniamo mai della possibilità di dar case a chi casa non ce l'ha, né riammodernamento dell'edilizia popolare, in molti casi fatiscente, in molti casi realizzata in fretta e furia, perché non dimentichiamoci che molte delle abitazioni realizzate nelle nostre realtà urbane, avevano la necessità di dare un tetto a coloro che vivevano nelle grotte. Si viveva a poca distanza da noi, esattamente a pochi metri dagli uffici di viale Trento, si viveva nelle tombe di epoca romana, si viveva, a Tuvixeddu, nelle cavità perché all'indomani della seconda guerra mondiale, l'80 per cento delle abitazioni, nelle zone bombardate, a Cagliari in particolar modo, erano inagibili. Quindi la realizzazione di quella edilizia, in fretta e furia, fu una necessità, per intenderci si viveva in quella che l'anno scorso era stata indicata come capitale europea della cultura, Matera, nei sassi che De Gasperi definì la più grande vergogna d'Italia, questa era la condizione. Ora, rispetto all'edificato degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta e da noi in Sardegna, in tante realtà purtroppo realizzato con sabbia di mare poco lavata e poco setacciata, che quindi avrebbe una necessità oggettiva di interventi differenti, noi è da anni che discutiamo di proroghe di Piano Casa per chi ha la casa. Di fatto chi ha potuto beneficiare di questi interventi, per realizzare qualcosa di concreto e di dimensioni maggiori? I proprietari di attici e di lastrici solari, che non risultano essere esattamente coloro che sono in maggior stato di bisogno e necessità. A fronte di questo, cosa dovremmo fare noi? Lo dico perché voi avete messo un termine, quello di dicembre 2020, che dà l'impressione di avere un'idea chiarissima, addirittura testi già pronti per arrivare non ad un'ennesima proroga, ma a leggi compiute con il coinvolgimento degli ordini professionali, architetti, ingegneri, geometri, agronomi, perché la legge urbanistica tratterà anche dell'agro ovviamente, dell'ANCE, di Confindustria e di tutti coloro che sono portatori di interesse, comprese le associazioni ambientaliste per quanto riguarda una legge compiuta. Altrimenti mi sarei aspettato un termine, diciamo congruo, per la definizione di una legge così complessa, che ricordo manca da più di trent'anni, quindi non è una operazioncina così semplice se manca da più di trent'anni una legge urbanistica adeguata alle condizioni attuali. Invece si va verso una proroga di pochi mesi, con l'estate di mezzo, con tante altre vicende, con un autunno che vista la crisi economica sarà molto caldo. Guardate, sapete qual è per le condizioni date dei nostri comuni, la più grande soluzione per lo sblocco dell'edilizia? Consentire, contraendo spesa della Regione e capacità assunzionale della Regione, l'assunzione di architetti, ingegneri, geometri e istruttori nei nostri comuni, per sbloccare le 100 mila pratiche che giacciono negli uffici dell'edilizia privata di ogni Comune della Sardegna, anche a voler darvi un beneficio di dubbia capacità nel poter elaborare la migliore legge urbanistica possibile, la miglior legge urbanistica non sarà produttiva di effetti se noi non saremo in grado di sbloccare quelle pratiche che sono ferme, bloccate, persino i condoni dell'85 nell'edilizia privata dei nostri Comuni. Hai voglia a far leggi, a contrarre i termini autorizzativi, se non vi è la capacità di poter generare istruttoria delle pratiche e quindi risposta certa al cittadino all'intrapresa economica, al professionista che chiede una risposta. Penso, e purtroppo sono pronto, spero di essere smentito, che ci rimarrà solo il Piano casa per chi ha la casa e poche case per chi ne ha bisogno.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Io mi rivolgo alla minoranza che rappresenta e soprattutto ai Capigruppo che han chiesto, giustamente coinvolgendo anche la maggioranza, che venisse invertito l'ordine del giorno, parlando prima di questa proroga per quanto riguarda…

PRESIDENTE. Scusate, ogni consigliere deve poter intervenire liberamente, potete intervenire di seguito per replicare.

GIAGONI DARIO (LEGA). Al Presidente ho fatto una domanda davanti a voi, onorevole Ganau, lei era affianco a me, ho fatto questa domanda: perché discutiamo prima la proroga del Piano casa? Per sveltire i lavori. Ci avete fregato per la seconda volta!

PRESIDENTE. Scusate, scusate lasciate concludere. L'onorevole Giagoni non sta offendendo nessuno, liberamente può esprimere il suo pensiero, o come ha interpretato la Conferenza dei Capigruppo, quindi vi chiedo di lasciar concludere l'onorevole Giagoni, poi ciascuno di voi può intervenire. Naturalmente recupera il tempo.

GIAGONI DARIO (LEGA). Gentilissimo come sempre. Speriamo che non vi venga in mente quella famosa storia del cane maschio, va bene. Tanto caos per una proroga avete creato, parlando di Province. Poi mi rivolgo all'onorevole Meloni, ma lei dove abita su Marte? Era col presidente Saiu i giorni scorsi parlando di Province? Ma io non so dov'�� che abitate, state lì ad attaccare, a puntare il dito su tutto. Poi voglio rientrare nel tema, innanzitutto Presidente noi voteremo a favore, il nostro territorio ha bisogno di un miglioramento edilizio, anche con un nuovo modello, come ha detto prima l'onorevole Orrù, che non deve però fermarsi per posizione politica, per partito preso. Abbiate il coraggio di raccontare all'Aula cosa avete combinato in IV Commissione, e mi rivolgo all'onorevole Piscedda, che addirittura andava a cercare di capire qual era il sesso dell'albero, però gliel'ho pure spiegato che bastava avere due persone sotto, e forse si comprendeva che quell'albero è maschio! Ostruzionismo continuo e linea costruttiva inesistente. Questo è quello che è successo, pur di ritardare qualsiasi legge della maggioranza, questo è il vostro concetto di fare politica.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Giagoni, mi perdoni. Io non so se l'intervento dell'onorevole Giagoni sia tale da suscitare sorrisini, ilarità….

(Interruzioni)

Scusate, è inutile che continuate a vociare, consentite a ciascuno dei vostri colleghi di poter intervenire liberamente, finché non offende nessuno, ciascun Consigliere, ciascuno dei vostri colleghi può liberamente dire quello che vuole, e deve avere anche la libertà di aver capito male. Quindi, basta!

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente, vedo che c'è tanta frustrazione "da zitelle insoddisfatte in politica", questo io direi. E mi torna in mente quella famosa frase "Il potere logora chi non ce l'ha", e qualcuno in questo momento si sta logorando internamente. Per concludere suggerisco alla minoranza di studiare come è nata la Costa Smeralda, anche l'onorevole Meloni che ci abita vicino, come è cresciuta la Costa Smeralda, il pensiero di Aga Khan, dove casa e natura convivono con senso di amore e rispetto per quest'ultima, che è la natura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Presidente, allora io ricordo ciò che lei oggi ha dichiarato, e glielo ricorderò spessissimo in quest'Aula, ognuno di noi deve avere la libertà di esprimere il proprio pensiero.

PRESIDENTE. Finché non offende nessuno!

MANCA DESIRÈ (M5S). Certo ci mancherebbe! Questa frase io glielo ricorderò, tanto se Dio vuole avremo qualche anno davanti.

Allora, no io solo per ricordare al collega Giagoni, e io mi scuso con lui perché davvero ammetto la mia ignoranza. Io sono profondamente ignorante ma non conosco la storia del cane maschio, però sono sicura che in separata sede il collega mi aiuterà e sicuramente mi spiegherà. Però evidentemente, perché ci mancherebbe altro ognuno di noi deve avere la libertà di esprimere il proprio pensiero, ma deve avere anche la libertà, la facoltà e l'intelligenza di capire ciò che viene detto in Conferenza di capigruppo, perché ero presente anch'io in quella Conferenza, e la richiesta di cambiare l'ordine dei lavori, per cui di anticipare il Piano casa prima di Forestas, non è arrivata da questa parte politica o dalla sinistra, ma è arrivata da lei Presidente, che ha fatto questa richiesta, e poi è intervenuto anche l'onorevole Giagoni, ma non è partita da noi. Poi volevo, sinceramente, lei lo sa, Dario lo sa che io davvero ho molta stima di lei, però mi piacerebbe conoscere, perché a parte la storia che lei mi racconterà del cane maschio, e questo me lo racconterà dopo, però mi piacerebbe sapere e conoscere da lei, perché questo è davvero bruttino, la zitella insoddisfatta in politica, mi racconti anche questa storia, magari ce la racconta a tutti, non in separata sede. "Zitella insoddisfatta in politica", onorevole Giagoni, per carità, però davvero, non scenda così in basso! Il voto naturalmente è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, io mi ero ripromesso di non intervenire e non sono intervenuto, e sa che intervengo sempre. Quello che mi stupisce, onorevole Giagoni, è tutte le volte che da questi banchi si dichiara apertamente il voto favorevole a una legge, lei interviene per far perdere tempo agli altri. Questo avviene sempre, quindi mi viene il sospetto che sia lei che voglia allungare il brodo, parlando volgarmente come ha parlato lei pur di non parlare di Forestas. Noi oggi siamo venuti qui esclusivamente per parlare di Forestas, perché il messaggio che ci è arrivato dalla Presidenza del Consiglio era all'ordine del giorno un unico punto se perfezionato, dopodiché ci ha chiesto se eravamo disponibili ad aggiungere il punto sul Piano casa e gli abbiamo risposto di sì ed è stato aggiunto, poi arrivati in Conferenza di Capigruppo, che noi credevamo stessimo andando l�� per parlare d'altro, il Presidente ha detto se si poteva invertire l'ordine del giorno e nessuno ha detto niente, perché l'ha chiesto il Presidente.

Eh, Presidente, perché l'onorevole Giagoni da un anno a questa parte è migliorato tantissimo, oggi in un giorno solo è tornato indietro di dieci mesi, ma perché?

Quindi io, Presidente, dichiaro il voto favorevole. E noi abbiamo dichiarato il voto favorevole, si poteva votare, in due minuti chiudevamo, tutte le volte succede questo! Noi siamo qui per parlare d'altro e rimarremo qui tutta la notte per parlare d'altro, augurandomi che quella parte di quest'Aula approvi l'emendamento presentato da questa parte, così facciamo una buona legge per tutti i dipendenti di Forestas, per tutti!

PRESIDENTE. Guardi, allora, per chiarire. Io ho proposto l'inversione dell'ordine del giorno proprio perché c'era una unanimità rispetto a una proposta di legge formata da un solo articolo, abbiamo perso un'ora per dichiarare che siamo favorevoli a questo articolo, avete argomentato, avete fatto catilinarie nei confronti dell'Assessore, ora io di qua ho iscritti un sacco di persone, si può andare direttamente alla votazione, io mi appello alla responsabilità, proprio perché abbiamo un argomento importante. Ho un sacco di persone alle quali ovviamente non posso togliere la parola d'imperio, per un articolo, dobbiamo ancora continuare a parlare.

Benissimo, dò la parola, un articolo!

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Sarebbe stato sufficiente che lei richiamasse magari qualche collega nel corso del suo intervento ad un profilo un po' più istituzionale, ma non lo ha fatto, e poi è chiaro che succede quello che adesso lei non vorrebbe.

Io credo che sarebbe opportuno che si convocassero le sedute del Consiglio regionale solo al mattino, perché evidentemente la pausa pranzo fa male, perché se io sento interventi come qualcuno, forse uno ne ho sentito fino ad ora, credo che se si deve assistere a interventi di questo tipo sinceramente passa anche la voglia di stare seduti in quest'Aula, e per il rispetto profondo che ho nei confronti di quest'Aula e di quello che rappresenta, nemmeno rispondo a quanto è stato detto.

Intanto esprimo il parere favorevole rispetto all'articolo in esame e dico che lei, Presidente, dovrebbe intervenire per richiamare, lo ripeto, ad un profilo più idoneo a quest'Aula chi interviene e invece non tiene questo profilo; sarebbe opportuno perché se ne gioverebbe l'Istituzione che rappresentiamo e se ne gioverebbe anche l'economia dei lavori, che lei giustamente richiama anche rispetto ad altre leggi che dovremmo andare ad approvare, ma anche a questa, qualcuno ha detto che è una legge poco importante, una "leggina", non è una legge poco importante ma una legge rispetto alla quale tanti sardi, tanti tecnici, tanti professionisti nonostante tutto, nonostante sia stata criticata e possa essere criticabile, attendono con ansia la sua proroga, e io credo che per facilitare i lavori di quest'Aula lei debba intervenire in questo senso, non solo per richiamare la minoranza quando non è da richiamare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Io non intendevo intervenire nella discussione, avrei fatto forse una dichiarazione di voto in fase di votazione finale, per��, onorevole Giagoni, lei non può permettersi di interpretare le cose a modo suo e di ribaltarle su questa parte. La Conferenza dei Capigruppo è stata convocata dal Presidente e a noi è stato sottoposto un unico punto, che era l'inversione dell'ordine del giorno, su cui abbiamo concordato tutti, punto! Noi non abbiamo proposto nessuna inversione dell'ordine del giorno. Poi non si capisce cosa ci sia di sbagliato nel discutere su un tema, che è delicato come quello della proroga del Piano casa, della mancanza di una legge urbanistica e di quello che c'era dentro questa proposta di Piano casa, che adesso stiamo omettendo per evitare atti osceni. Dentro questa proroga di Piano casa era contenuto un tentativo di modifica del Piano paesaggistico regionale, una maniera clamorosa per modificare il Piano paesaggistico regionale utilizzando lo strumento di una proroga di una autorizzazione di due strade, che non necessitano minimamente di una interpretazione autentica, che non è un'interpretazione autentica perché sennò in tutti questi anni si sarebbe già posto il problema dell'interpretazione autentica ma è semplicemente un tentativo di scardinare il Piano paesaggistico regionale. Quindi non capisco cosa ci sia di strano a intervenire su argomenti che sono di interesse per tutta la Regione. Tra l'altro, se stiamo parlando di perdita di tempo, chi ha fatto perdere tempo a questo Consiglio non sono stati certo gli interventi di questa parte quanto la proroga della riunione tra i Capigruppo di maggioranza che si è protratta per oltre mezz'ora, quindi quando parla di perdita di tempo stia attento a quello che dice. Evidentemente avevate delle cose da chiarirvi prima di entrare in Aula, questo è legittimo ma non scarichi sugli altri le responsabilità dei tempi e soprattutto non si inventi cose che non stanno né in cielo e né in terra!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzione del consigliere Dario Giagoni)

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Gli spiegate come funziona il Regolamento dell'Aula per cortesia? Così non ci saranno interruzioni.

Per quanto riguarda l'interruttore, intendendo per interruttore colui che interrompe sistematicamente e non quello elettrico, non so se citasse Shakespeare ma volevo tranquillizzare la collega Desirè Manca in relazione al fatto che in un'analisi del testo di Shakespeare sul cane e le paure del cane "essi proiettano le loro paure sul sesso debole al modo di quei maschi primitivi che inventarono non solo le Baccanti …", quindi la spiegazione sta in Shakespeare, forse, non in altri. Per quanto riguarda invece le cose che ho udito per quanto concerne il PPR, ricordo a me stesso chi è che elaborò il Piano del paesaggio a livello nazionale, esattamente (ne prende il nome, "codice Urbani") venne promosso da un Ministro della funzione pubblica dal '94 al '95 nel Governo Berlusconi, dal 2001 al 2005 Ministro dei beni culturali e deputato della dodicesima, tredicesima e quattordicesima legislatura nelle file di Forza Italia, e tra i fondatori di Forza Italia. Perché veniva considerato e considerava se stesso il più grande idealista dal punto di vista del rispetto del paesaggio? No, perché né più né meno si trovò a fare il Ministro in occasione dell'approvazione di testi che erano per noi obblighi a livello europeo e dovette recepire come Governo italiano tuttequelle normative che a livello europeo determinavano la tutela del paesaggio, e da lì deriva il PPR, non da alcuni matti che hanno deciso a un certo punto di tutelare un bene, che è tutelato dalla Costituzione perché ricordo che il PPR ha retto a tutti i giudizi del Consiglio di Stato e della Corte costituzionale. Quindi è su quello che si basa il PPR, sul codice Urbani e sulle norme di rango europeo. È per questo che il voto sul piano casa è favorevole, meno favorevoli sono le opinioni sulle considerazioni espresse poc'anzi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Il voto sarà favorevole, faccio mie le argomentazioni riguardo il metodo utilizzato per portare il piano casa in Aula: sarebbe stato utile, sarebbe stato più proficuo, ci avrebbe fatto perdere molto meno tempo consentire l'anno scorso una proroga lunga o permettere l'ingresso in Aula della proroga qualche settimana o qualche mese fa. Era nell'aria, lo sapevamo tutti, tutti eravamo a conoscenza delle criticità gravi in quel testo, è stato un errore forzare. Avremo molto tempo per parlare dettagliatamente di quanto contenuto in quella proposta, dal 30 giugno questo Consiglio si occuperà di questo e, proprio in vista di quella seduta importante, credo sia bene precisare un argomento. Presidente, ci sono le differenze politiche tra noi, la pensiamo in maniera diversa, pensiamo anche che sia giusto che la maggioranza che ha vinto le elezioni presenti le sue idee e cerchi di trasformare in legge, non è possibile però sindacare sul ruolo che ciascuno di noi ha in quest'Aula. Se la presenza e la possibilità di ciascuno di noi di intervenire, con interventi a microfono aperto, con proposte proprie, con emendamenti, non viene rispettata pienamente e viene considerata alla stregua di una perdita di tempo, a venir meno non è il ruolo di ciascuno di noi ma è quello dell'Istituzione che noi rappresentiamo, e segnalo tra l'altro che questo Consiglio tutto ha fatto in questa legislatura tranne che perdere tempo in Aula, o meglio la qualità del legiferare è stata molto scarsa, ed è evidente e lo dicono e lo ammettono anche i componenti della maggioranza, la quantità di tempo �� stata ai minimi storici. Per cui probabilmente se dedicassimo più tempo alle sedute, anche per approfondire temi come questo…di fatto questa è una delle prime sedute in cui ci occupiamo di urbanistica con un testo di legge di fronte, anche se si tratta di una semplice proroga, che ha portato via meno di due ore di tempo di un pomeriggio, in cui capisco anche la fretta di molti di raggiungere magari un bar per vedere la partita, però penso che di fronte ai problemi che abbiamo di fronte e ai temi aperti, che i sardi si aspettano appunto che vengano se non risolti quantomeno trattati, siano ben poca cosa. Per cui, Presidente, io la invito a difendere le nostre prerogative tanto all'esterno di quest'Aula quanto all'interno, cosa che purtroppo, mi rincresce farlo presente non sempre accade.

PRESIDENTE. Onorevole Agus, io non so a cosa si riferisce ma sinceramente escludo categoricamente che il sottoscritto abbia limitato le prerogative dei consiglieri… Guardi, può dire tutto tranne che il sottoscritto limiti le prerogative dei consiglieri regionali, lei può ovviamente dirlo però certamente non può pretendere che quello che dice corrisponda a realtà.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente, devo dire che giustamente il mio amico e collega Capogruppo del Partito Sardo d'Azione faceva riferimento agli spettri del passato, però io credo che noi più che degli spettri del passato iniziamo ad aver paura dei fantasmi di oggi, e anche di alcuni fantasmi presenti in quest'Aula, che invece che aiutare a certi ragionamenti importanti, a cui soprattutto noi di minoranza vogliamo dare il nostro contributo, come il tema urbanistico, non fanno altro per gettare ombre, paure, sospetti che non aiutano ad una discussione serena come quella che deve essere quando parliamo di temi di carattere generale che devono interessare tutti i sardi. Molti miei colleghi hanno dato la disponibilità e continuiamo a dare la nostra disponibilità, però non possiamo essere bacchettati quando portiamo all'attenzione una cosa che non abbiamo inserito noi. Cari colleghi, se noi parliamo oggi di urbanistica e temi del paesaggio non è perché lo abbiamo inserito noi nella proposta di legge che è arrivata in Commissione, chi ha inserito questi temi sulla questione relativamente alla proroga del Piano Casa siete stati voi. Nessuno del centrosinistra vi ha chiesto di mettere questo tema al centro della discussione. Chi ha introdotto la variante del PPR, siete stati voi! Altrimenti questa discussione poteva durare qualche minuto, come doveva essere, perché una proroga del Piano Casa che non è né urbanistica non è né PPR ma è una migliore qualità dell'abitato merita qualche minuto in quest'Aula. Allora io credo che vada bene tutto, siamo stati severi, come deve essere severa la minoranza che deve svolgere la propria azione di controllo e di stimolo, devo dire che di stimoli voi ce ne state dando tantissimi a livello di proroga, a livello di promesse, a livello di proclami, ce ne state dando tantissimi. Però vivaddio! Quando si tratta di discutere su questioni come questa non meritiamo in qualche modo di essere tirati per la giacchetta da chi oggi dimostra di essere più fantasma di se stesso!

PRESIDENTE. Scusi il voto?

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Favorevole!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti).Grazie Presidente, intanto nel ricordare a tutti che l'articolo 9 della Costituzione parla chiaro, e dice questo che la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico nazionale sono un dettato costituzionale, nessuno ha varato dall'alto una norma che ha fatto l'iter. Poiché noi siamo intervenuti e stavamo intervenendo stando sul pezzo, ovvero sulla proroga del Piano Casa, e qualcuno ha iniziato a parlare di interpretazione autentica del PPR, io vorrei sottolineare una questione: poiché in Commissione sono state fatte delle dichiarazioni anche da parte dell'Assessore e degli Uffici dell'Assessore dove dicevano e volevano far passare il messaggio che il Piano paesaggistico regionale non avesse avuto gli adeguati coinvolgimenti, io volevo ricordare che la delibera numero 36/7 del 5/9 del 2006 parla chiaro e parla addirittura di protocolli di intesa, e oserei anche portare all'attenzione una questione, non volevo intervenire su questo, però ci avete portato a farlo. Allora complessivamente la revisione del testo adottato dal piano prima della sua approvazione definitiva ha tenuto conto: del parere della quarta Commissione consiliare, delle ulteriori osservazioni pervenute dai soggetti istituzionali nonché da quelli portatori di interessi diffusi, dalle disposizioni normative correttive ed integrative sopravvenute, dalle linee di impostazione concordata con gli organi del Ministero per i beni e per le attività culturali non diversi incontri effettuati. La delibera è molto più lunga di questo, chiedo all'Assessore di informarsi bene prima di portare interpretazioni autentiche che guardano alla modifica di uno strumento generale che ha fatto i passaggi dovuti, perché la parola interpretazione significa che qualcuno deve interpretare qualcosa e poiché la delibera è una delibera di Giunta non capisco perché non si faccia un'interpretazione la Giunta piuttosto che coinvolgere il Consiglio nell'interpretare qualcosa che era chiaro, perché la volontà del legislatore dell'epoca era chiara, grazie.

PRESIDENTE. Consentitemi di ascoltare l'intervento dell'onorevole Piscedda

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Fa bene il Presidente ad ascoltarmi perché la citerò, sì la citerò. Quando prima ha detto che qui ognuno può esprimere i propri concetti e per questo va rispettato, purché non offenda nessuno. E volevo dire che in teoria potrei sentirmi offeso dalle parole dell'onorevole Giagoni. Collega Giagoni, collega Giagoni… c'è un capannello…

PRESIDENTE. La sta ascoltando, guardi ha la capacità di ascoltare.

Scusate, scusate onorevole Ennas, Assessore, grazie, prego anche lei ovviamente recupererà il tempo perso.

PISCEDDA VALTER (PD). Volevo dire che citando lei spiego all'onorevole Giagoni che potrei in teoria sentirmi offeso da quello che lei mi ha detto, però devo confessare che ha ragione. Io non lo so riconoscere il senso di una pianta, anche se lei o chi per lei si mette sotto, non ci riesco e mi dispiace, e mi dispiace, ecco anche se sono in due. E mi dispiace che lei abbia così svilito la discussione che c'è stata sul Piano Casa in Commissione, perché in Commissione siamo riusciti anche a dimostrare, contrariamente a quello che pensa il collega Deriu, che non solo l'urbanistica esiste ma ha anche un'anima quando al centro delle politiche urbanistiche si mette l'uomo e tutto ciò che gli ruota attorno. Capisco siano concetti forse troppo alti e che sia necessario che qualcuno salga sulle piante per coglierli ma noi li cogliamo anche dal basso, dalle istanze che la gente ci mette. Quindi a questo vogliamo richiamare ciascuno di voi. Abbiamo dimostrato che l'urbanistica ha un'anima e abbiamo dimostrato che quell'anima ha anche un corpo normativo che è quello che noi di volta in volta scriviamo, per questo è importante ciò che noi diciamo nelle Commissioni e ciò che poi andiamo a votare. Ha una dignità, ha un'anima, ha un corpo e non ci presteremo al fatto che venga disumanizzata esattamente come ha detto prima la collega Orrù e su questo saremo molto attenti, su questo vi richiameremo, non ce ne intendiamo molto di cani, ma sappiamo riconoscere quando sono maschi e quando sono femmine, quelli sì. E ci dispiace che lei additi le persone per sesso chiamandole zitelle e tra l'altro aggiungendo insoddisfatte, io spero che lei abbia il tempo e la voglia un giorno di dichiarare da che cosa dovrebbe essere una donna soddisfatta quando lei la chiama zitella, perché io le ricordo che ci sono anche molti uomini insoddisfatti…

PRESIDENTE. Onorevole, io vorrei per�� sentire la sua dichiarazione di voto perché ha cinque secondi.

PISCEDDA VALTER (PD). Sono favorevole, e richiamo l'onorevole Giagoni a rispondere, come non ha fatto sino ad oggi sul merito.

PRESIDENTE. Grazie quindi passiamo alla votazione dell'articolo 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il testo finale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 153/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Filippo Sechi. Ne ha facoltà.

SECHI GIAN FILIPPO (UDC Cambiamo!). Presidente, chiediamo di sospendere la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 06, viene ripresa alle ore 19 e 24.)

Discussione del testo unificato: Inquadramento del personale dell'Agenzia FoReSTAS nel CCRL (147-149-151-156-164/A).

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori della seduta.

L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato numero 147-149-151-156-164/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Caredda, relatore di maggioranza.

Chiedo all'onorevole Caredda di intervenire per la relazione di maggioranza, a meno che non la voglia dare per letta.

CAREDDA ROBERTO (MISTO), relatore di maggioranza. Sì, signor Presidente, ma c'è troppo brusio. La leggo.

Colleghi, la proposta di legge di cui discutiamo oggi tratta di un argomento molto importante verso l'atteso inquadramento del personale dell'Agenzia Forestas all'interno del comparto unico di contrattazione collettiva regionale, come già previsto dalle leggi 2018-2019. L'Agenzia svolge un ruolo chiave nel campo della gestione forestale e si occupa tra l'altro di protezione civile e lotta agli incendi boschivi, rappresentando una delle componenti indispensabili previste nel PRAE. La possibilità di utilizzare il suo personale nell'ambito della campagna antincendi ha reso necessaria l'attribuzione di tali lavoratori di mansioni superiori per consentire lo svolgimento di attività specialistiche, in particolare quelle di avvistamento degli incendi, di guida delle autobotti, nonché di lotta attiva, spegnimento e bonifica, che gli operai non potevano e non possono svolgere in quanto, per la quasi totalità inquadrati nel primo livello del contratto collettivo nazionale delle sistemazioni idraulico-forestali a cui compete lo svolgimento di sole attività generiche. La Corte dei Conti ha contestato tale ricorso rilevando l'uso improprio di tali riconoscimenti, da qui l'esigenza di una proposta di legge che inquadri il personale di Forestas nell'ambito del contratto collettivo regionale. La trattativa già avviata tra il Coran e le organizzazioni sindacali è in corso, ma considerato il rallentamento per il periodo di emergenza Covid-19 le scadenze dei componenti e del Coran nell'avvicinarsi del periodo estivo e quindi dei possibili focolai di incendi, si ritiene urgente in attesa di un accordo contrattuale di dotare il personale Forestas delle competenze necessarie per poter partecipare all'attività antincendio ed evitare possibili rischi al patrimonio boschivo della nostra Regione, oltre che i pericoli per la nostra comunità. L'inquadramento dei lavoratori Forestas avverrà all'interno di ciascuna categoria da contratto collettivo regionale, a partire dalla categoria B, e si potrà applicare il trattamento retributivo fondamentale previsto dal contratto collettivo regionale, e continuare a riconoscere le indennità previste dal contratto collettivo nazionale, delle sistemazioni idraulico-forestali, e dal contratto integrativo regionale del lavoro. Dovrà quindi essere la trattativa tra organizzazioni sindacali e Coran a stabilire le nuove indennità applicabili in base al contratto collettivo regionale, operai al primo livello, capi operai e capisquadra, e preposti alla sicurezza. Saranno dunque correttamente inquadrati con la contrattazione collettiva. Con l'approvazione di questa legge intendiamo quindi regolarizzare un comparto strategico per la nostra Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Diego Loi, relatore di minoranza.

LOI DIEGO (Progressisti), relatore di minoranza. Grazie Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, membri della Giunta, la presente proposta di legge, esitata questa mattina con i voti favorevoli della sola maggioranza, arriva in Aula dopo che, ad oltre un anno dalla legge numero 6 dell'11 febbraio 2019 che modificava la legge regionale numero 43 del 19 novembre 2018, non è mai stato concluso il percorso del transito di tutto il personale del contratto collettivo nazionale del lavoro con il nuovo inquadramento nel comparto unico regionale, direi dunque un tempo ben oltre precedente il periodo di crisi del Coronavirus, azione che avrebbe dovuto condurre il CORAN (Comitato per la rappresentanza negoziale della Regione Sardegna) il quale, scaduto dalla carica il 31.10.2019 e rinnovato sino al 31 dicembre 2019, risulta nominato con delibera della Giunta regionale, la numero 27/42 solo in data 28 maggio 2020, delibera che a tutt'oggi, 23 giugno, però non risulta ancora cliccabile, o almeno non risultava fino a poche ore fa, non so se adesso sia cambiata la situazione.

La proposta di legge esitata dalla prima Commissione questa mattina, frutto dell'accorpamento delle proposte di legge che nel frattempo si sono susseguite (la numero 147 del 15 maggio 2020, la numero 149 del 20 maggio 2020, la numero 151 del 22 maggio 2020, la numero 156 del 29 maggio 2020 e la numero 164 dell'11 giugno 2020), non ha ottenuto il voto positivo delle forze politiche di minoranza in quanto sono emerse varie criticità, di cui di seguito si riepilogano le principali. Il grave ritardo della nomina del CORAN, che è l'organismo deputato alla contrattazione collettiva del comparto regionale, cui il Consiglio regionale si sta sostituendo con questo provvedimento, di fatto facendo venir meno uno dei due soggetti imprescindibili nella fase della contrattazione con i sindacati, fondamentali per una legge che disciplina il personale dell'agenzia; il mancato coinvolgimento delle parti sindacali che si vedono completamente estromesse dal processo della contrattazione, come più volte dalle stesse lamentato da varie sigle anche con note ufficiali; la mancata verifica da parte dell'Assessorato regionale della programmazione ai sensi del comma 3, ultimo periodo, dell'articolo 33 della legge regionale 11 del 2006, della relazione tecnico-finanziaria a corredo della proposta di legge, così come richiamato anche dalla deliberazione della Corte dei conti numero 71/2020/RQ del 12 giugno 2020, che cita testualmente: "Dall'esame delle leggi adottate nel corso del 2019 dalla Regione Autonoma della Sardegna la Sezione rileva innanzitutto la reiterata violazione della normativa statale e regionale sopra richiamata nella parte in cui prescrive di dotare i progetti di legge e gli emendamenti onerosi di apposita e adeguata relazione tecnico-finanziaria, strumento essenziale per esprimere in termini intelligibili e verificabili l'esatta quantificazione e le modalità di determinazione dell'impegno finanziario che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe scaturire dalla legge".

Signor Presidente, gradirei un po' di attenzione da parte dell'Aula se è possibile.

PRESIDENTE. Ha ragione. Scusate, consentite al relatore di minoranza di poter leggere la propria relazione. Grazie.

LOI DIEGO (Progressisti), relatore di minoranza. Grazie Presidente. La creazione artificiosa del cosiddetto livello B con 0 con trattamento economico di sbarramento in ingresso, pari a euro 1.554,02, che non risulta esistente nel contratto collettivo regionale di lavoro, colloca, secondo i dati forniti dalla medesima relazione tecnico-finanziaria prodotta in data 22 giugno 2020 dall'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione, a firma dell'assessora Valeria Satta, colloca, dicevo, 3269 operai in una condizione di operatività non chiara, specie in riferimento alle corrispondenti mansioni che dovranno compiere gli operai con, invece, il livello di inquadramento B1, operai che peraltro si vedono proiettati nel trattamento B con 0 nel livello più basso di inquadramento, con un livello che appunto si ribadisce essere inesistente, talvolta anche dopo decine di anni di lavoro all'interno di quello stesso livello. La condizione dei 90 operai del quarto livello del contratto integrativo, il CIRL, che a seguito di selezione interna nell'ottobre 2018 sono inquadrati nel corrispondente quinto livello del contratto collettivo nazionale, i quali svolgono, peraltro, le funzioni di responsabili di presidio che comprende la gestione di tutto il personale del presidio, l'assegnazione di compiti operativi alle squadre, la gestione degli opifici, la compilazione delle necessarie comunicazioni e dei rapporti riepilogativi delle attività svolte, tra cui il riepilogo mensile, giornaliere dei lavori, eccetera. Appare utile richiamare ed evidenziare in questa sede che i responsabili di presidio forestale sono stati incaricati, nell'ambito delle varie campagne antincendio, delle seguenti attività: attivazione delle postazioni AIB di competenza e della loro gestione con il personale assegnato, verifica che i preposti controllino le dotazioni AIB e i relativi DPI, segnalando ai responsabili di turno le eventuali inadempienze o difformità, partecipazione anche all'attività di spegnimento e di coordinamento delle squadre a terra su richiesta dei referenti dell'Agenzia Forestas presso i COP. Tale inquadramento nel livello B, anziché nel livello C1, si manifesta come un palese demansionamento rispetto alle funzioni attualmente svolte e che genererà numerose problematiche in quanto costoro vedono lesi i propri diritti acquisiti mediante, peraltro, attribuzione formale, in quanto vincitori di selezione interna, ratificata nell'ottobre del 2018, del quinto livello del contratto collettivo nazionale…

PRESIDENTE. Mi scusi, guardate che leggere con questo brusio è un'operazione difficilissima. Veramente esprimo la solidarietà e vicinanza all'onorevole Loi, che stoicamente va avanti cercando di concentrarsi per leggere un testo anche che, immagino, abbia composto lui, però è anche di difficile comprensione, con il brusio che ha di sottofondo è veramente difficile. Prego.

LOI DIEGO (Progressisti), relatore di minoranza. Sì, l'argomento, Presidente, mi parrebbe così importante da meritare un po' di attenzione anche da parte della relazione di minoranza, pertanto la ringrazio. Dicevo, queste appaiono le principali criticità della presente proposta. A fronte della dichiarata urgenza per consentire il corretto svolgimento della campagna antincendio 2020, così come è stata presentata questa proposta di legge, il senso di responsabilità dei Gruppi consiliari di minoranza ha evitato di richiedere i dieci giorni necessari per l'analisi approfondita del provvedimento e la redazione della presente relazione prima dell'arrivo in Aula, ma al riguardo intendiamo evidenziare che non risultano pienamente esplicitate, si intende dal punto di vista concreto e operativo, le ragioni e le motivazioni di fondo per cui il presente provvedimento con l'inquadramento proposto, specie per gli operai, sia in grado di "salvare", scritto tra virgolette, la campagna antincendio 2020, posto che, occorre rammentarlo ancora, oggi è 23 giugno 2020, a campagna pertanto già avviata. Probabilmente l'inserimento di un termine di validità dell'inquadramento contrattuale proposto dalla maggioranza, ovvero il termine della campagna AIB 2020, avrebbe lenito alcuni degli aspetti critici sopra evidenziati, a partire dalla mancata contrattazione con le parti sindacali, ruolo che in sede negoziale non compete al Consiglio regionale. Data la particolare rilevanza dell'argomento e l'importanza che tutto il personale dell'Agenzia Forestas svolge nel territorio regionale sardo durante tutto l'anno, non solo, dunque, durante la campagna antincendi, non si può non enfatizzare nuovamente il grave ritardo con cui viene trattato il tema a causa della mancata nomina, diversi mesi fa, del CORAN. Non appare inoltre superfluo evidenziare come in materia di tale importanza, qual è l'inquadramento del personale di Forestas, e quindi di migliaia di lavoratori, non debba essere l'emergenza a guidare l'operato del legislatore regionale, ma la necessità di garantire i diritti delle parti coinvolte nella contrattazione collettiva e il migliore svolgimento delle funzioni proprie di Forestas.

L'auspicio - e termino, signor Presidente - è che la maggioranza che siede in questo Consiglio regionale possa accogliere alcuni suggerimenti contenuti negli emendamenti depositati e che hanno l'obiettivo di garantire il rispetto delle professionalità e dei diritti di tutti dipendenti Forestas e che intervengono, appunto, su alcuni degli elementi critici sopra richiamati, posto che si ritiene fondamentale e urgente che il CORAN, nominato il 28 maggio, avvii immediatamente le attività per l'inquadramento del personale dell'Agenzia Forestas. Grazie.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie Presidente. Ringrazio i due relatori, ringrazio il collega e l'amico Sindaco che ha ben esplicitato nella relazione di minoranza quello che oggi è il nostro compito, che è un compito sostitutivo di un altro organismo che è il CORAN, comitato che rappresenta legalmente la Regione nella negoziazione dei contratti collettivi regionali per i dipendenti e i dirigenti, del comparto di contrattazione che �� unico per il personale dell'amministrazione e degli enti, dico solo questo. Noi oggi ci stiamo sostituendo, probabilmente sbagliando, a compiti che non sono assolutamente nostri, però siccome comprendiamo l'emergenza che abbiamo sotto i piedi, perché la campagna antincendi purtroppo doveva essere già a regime e non lo è, gli incendi invece sono già a regime, e noi abbiamo dato grande dimostrazione di responsabilità non chiedendo oggi i dieci giorni che potevamo chiedere, perché volevamo comunque arrivare in Aula per discutere del testo unificato dell'inquadramento del personale dell'Agenzia Forestas.

Noi, devo dire Presidente, siamo coerenti rispetto a quello che abbiamo approvato nella scorsa legislatura, la legge istitutiva di Forestas e la legge sulla regionalizzazione, questo termine che non piace a molti, ma che a me piace moltissimo, perché dicevo sempre che avrei voluto capire come mai nelle altre agenzie della Regione i dipendenti abbiano contratti regionali, siano dipendenti regionali, mentre invece i dipendenti di Forestas ancora non lo siano. E credo che il tempo massimo sia scaduto, io credo che il CORAN vada immediatamente nominato e designato, e credo che lo stesso debba immediatamente fare quello che deve fare per quelle che sono le proprie prerogative. Oggi noi ci sostituiamo a loro, probabilmente questa legge che andremo ad approvare o che andrete ad approvare, dipenderà da quello che ci direte rispetto ai suggerimenti che abbiamo dato tramite degli emendamenti per poter dire poi che la legge può essere approvata da tutti o non da tutti. Noi stiamo parlando di un'agenzia, non più di un ente, qualcuno ancora confonde, addirittura c'è qualcuno che chiama l'agenzia ancora Azienda foreste demaniali, di un'agenzia di fondamentale importanza per la nostra Regione, perché io chiedo a voi di immaginare come sarebbero state le nostre montagne, le nostre campagne, i nostri luoghi, anche i nostri Comuni, perché sapete che gli operai, i dipendenti dell'Agenzia Forestas lavorano anche nei Comuni su progetti richiesti ai Dipartimenti di riferimento. Ebbene, siamo qui perché vogliamo contribuire in maniera positiva a migliorare un testo che secondo me è non è dei migliori. Noi abbiamo sempre detto, in tempi non sospetti, che se solo uno dei dipendenti di Forestas avesse visto calpestati i propri diritti acquisiti, non saremmo stati disponibili a discutere e ad approvare nessuna legge. Ebbene quella posizione rimane anche adesso e noi la pensiamo allo stesso modo, quindi questa proposta che ci è pervenuta col testo unificato, presenta delle discrasie importantissime, ci sono dei dipendenti dell'Agenzia Forestas ai quali non vengono riconosciuti i diritti acquisiti, mi riferisco agli operai di primo livello, mi riferisco agli operai di quarto livello, mi riferisco ai sesti livelli, noi stiamo andando a parlare di persone che da trent'anni svolgono in maniera dignitosissima la loro attività e in trent'anni non hanno mai avuto riconosciuto neanche uno scatto di 3 euro, stiamo parlando di persone, una novantina, novantadue forse, che hanno vinto delle selezioni, che hanno firmato dei contratti con l'Agenzia Forestas e che sono diventati responsabili di perimetri e di presidi territoriali, e lì sta il cuore dell'agenzia, perché lì si svolgono le attività più importanti, perché lì vengono pianificate le attività per le campagne antincendi, per la Protezione civile, per i dissesti idrogeologici, e purtroppo, soprattutto nelle zone interne, più volte noi abbiamo visto all'opera queste persone che potremmo definire eroi, come eroi definiamo i pompieri o gli infermieri o tutto il personale sanitario nell'emergenza del Covid 19. L'Aula è abbastanza distratta, evidentemente i problemi di cui stiamo parlando non interessano più di tanto, interessa solo fare una leggina per dire che vi abbiamo messo in condizioni di poter partire con la campagna antincendi, poi che la campagna possa partire, se le mansioni possono essere affidate o meno non è interesse nostro, tanto noi staremo al caldo, anzi al fresco nelle loro case e gli incendi li guarderemo dalle nostre finestre.

Non è un atteggiamento sicuramente dignitoso quello dell'Aula in questo momento, Presidente, e dico, noi ci siamo, ci siamo perché vogliamo continuare nella nostra opera, svolta, di grandissima coerenza e quando dicevamo che nessuno deve essere penalizzato, credo che anche oggi con questa proposta nessuno possa essere penalizzato. Abbiamo dato dei suggerimenti che mi auguro, come qualche collega di maggioranza in Commissione ci ha detto, possano essere presi in considerazione.

Noi ci siamo, non c'è necessità di andare a oltranza, non abbiate paura, noi non frapporremo nessun ostacolo perché la legge venga approvata, è chiaro, è certo che se la legge dovesse essere approvata senza l'approvazione di quegli emendamenti, noi non ci potremo essere, perché per noi i 6000 e passa dipendenti di Forestas hanno tutti la stessa dignità, e come dicevo prima, nessuno deve aver pregiudicato un suo diritto acquisito e purtroppo questa proposta, non so se in malafede, non so se per superficialità o per ridondanza di argomenti, queste situazioni non sono state prese in considerazione per come dovevano essere prese in considerazione. Io credo, e lo dico col cuore in mano, ne sono convinto, che noi tutti abbiamo un dovere politico, non solo politico ma anche morale, oggi di dare una risposta, però non voglio illudere nessuno, so che ci sono dei dipendenti di Forestas che ci stanno ascoltando e dico a questi dipendenti che molto probabilmente quella legge che oggi si andrà ad approvare, sarà una legge che non passerà sicuramente al filtro del Governo, perché sicuramente non è nostro compito entrare nel merito della contrattazione, doveva essere fatto prima da altri organi che abbiamo citato, non è stato fatto, però oggi noi abbiamo la responsabilità, perché questa è la nostra responsabilità di chi ci ha delegato a rappresentarli in questo Consesso.

Noi comunque ci siamo, perché il nostro deve essere anche un dovere morale quello di proporre una soluzione che dia risposte serie a quello che è il lavoro che vede all'apice l'assessore Lampis e credo che tutti noi dobbiamo fare uno sforzo perché sia messo nelle migliori condizioni per poter avviare una campagna antincendi che purtroppo, come tutti gli anni, impegnerà moltissime forze, non solo i dipendenti di Forestas, ma il Corpo forestale, i volontari. A proposito, approfitto della presenza dell'onorevole Quirico Sanna per chiedergli, rispetto a una mia proposta di legge che è anche un'interrogazione, di provvedere immediatamente per sbloccare le risorse… Presidente devo recuperare i due minuti per la caduta del collega…

PRESIDENTE. Assolutamente sì, l'importante è che il collega non si sia fatto niente.

COCCO DANIELE (LEU). Solo questo appello all'assessore Quirico Sanna: io ho presentato una proposta di legge a saldi invariati, cioè a costo zero, che chiede all'Assessorato, basterebbe anche solo un decreto, di liberare immediatamente le economie che tutte le compagnie hanno, che sono riferiti all'equipaggiamento. Queste risorse non è sicuramente colpa dell'Assessore Sanna, è colpa di una legge che esiste, quindi Assessore non è sua responsabilità, e io chiedo però di poterlo fare immediatamente, perché noi abbiamo in quasi tutti i Comuni della Sardegna le compagnie barracellari, che utilizziamo per la campagna antincendi anche con contributi da parte dei Comuni. Siccome i Comuni come sapete sono dovuti intervenire nell'emergenza, con buoni alimentari….

PRESIDENTE. Trenta secondi per concludere. Prego.

COCCO DANIELE (LEU). Assessore, con un semplice decreto lei potrà mettere a disposizione di tutti i Comuni della Sardegna risorse importanti, perché le compagnie barracellari, anziché fare l'H6 o l'H12, possono fare l'H24. Credo che sia una proposta seria che io credo vada presa immediatamente in considerazione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, starò ben al di sotto dei dieci minuti che mi sono concessi, perché penso che su un tema del genere non sia necessario iniziare da zero, ma sia semplicemente appunto necessario spiegare il perché si sia arrivati a questo punto e spiegare come già questo punto non sia un atto e un momento esaltante per questo Consiglio regionale e per questa legislatura. Il lato positivo è che finalmente l'Aula si occupa di Forestas, lo abbiamo sollecitato attraverso diversi atti consiliari, interrogazioni e mozioni, durante l'ultimo periodo, e anche attraverso estemporanei interventi in aula sull'ordine dei lavori o a margine di altre discussioni. Lo abbiamo fatto perché dall'agenzia sono arrivate segnalazioni preoccupanti, un esempio su tutti, il piano ripartimentale recentemente approvato parla per il 2020 di un numero di vedette pari a 4, contro i 32 del 2019, e un numero di nuclei di lotta pari a 7, contro i 41 dell'anno scorso. E' chiaro ed evidente che questi numeri non sono adeguati a portare avanti la campagna antincendi boschivi. Non sono adeguati anche perché in parallelo tutti gli altri attori protagonisti della campagna antincendi, a cominciare dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, sino ai ruoli marginali ma comunque ugualmente importanti per il controllo del territorio svolti sino a poco tempo fa dalle province, che non sono state rifinanziate nel portare avanti quelle mansioni, mi riferisco in particolare all'attività di sfalcio, rendono la campagna antincendi problematica.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue FRANCESCO AGUS.) Il lato negativo è che come da prassi si porta avanti questo argomento con approssimazione, con fretta, utilizzando i minuti di recupero poco prima del fischio finale e con uno strumento sbagliato. Il tempo in primo luogo, il 24 giugno è il giorno giusto per occuparsi della pianificazione in relazione alla campagna antincendi in Australia dove pochi giorni fa è iniziato l'inverno, siamo invece in grandissimo ritardo se l'obiettivo è quello di contenere e organizzare chi dovrà contenere appunto il fenomeno degli incendi in una regione in cui l'estate è già iniziata e purtroppo con essa anche il problema degli incendi. Siamo in grande ritardo e quest'Aula arriva con grande ritardo a sostenere quella che secondo la maggioranza è l'unica soluzione possibile oggi.

In secondo luogo l'approssimazione. Era ben spiegato nella relazione di minoranza, la spiega bene anche la stampa locale, che sino all'anno scorso, mese di luglio, parlava di un problema risolto, quindi dell'applicazione finalmente corretta delle due leggi approvate nella scorsa legislatura dal Consiglio regionale, e di una stagione che quindi poteva iniziare, di un 2019 difficile, che però sarebbe stato il presupposto per un 2020 finalmente in regola, e che invece si chiude per l'ennesima volta inventandoci un'altra pezza. Ebbene i problemi di Forestas nascono così, Forestas è una macchina burocratica enorme, su cui pesa il peso appunto di pezze burocratiche, di palliativi, di soluzioni tampone, che volta per volta si sono inventate negli anni per portare avanti oggi una campagna antincendi e domani appunto l'attività ordinaria dell'agenzia. È un metodo che ha portato bene all'agenzia? Non mi pare, le rivendicazioni sono sempre le stesse e anche le segnalazioni che provengono da tutti gli organi di controllo dello Stato. ultima, la pluricitata Corte dei conti, che ovviamente in materia di rigore contabile ha l'obbligo di verificare e in questo caso non ha potuto far altro che verificare le gravi irregolarità.

Sullo strumento che ci è stato proposto, non mi era mai capitato di ascoltare alla presentazione di un testo di legge un assessore parlare di sicura impugnazione, e non perché l'impugnazione da parte del Governo sia come un brutto voto o un esame universitario, ho visto leggi pessime passare il vaglio del Governo senza problemi, e anche a volte della Corte costituzionale, più raramente, e ho visto invece leggi pienamente rispettose del dettato costituzionale e statutario essere impugnate magari per motivi politici. Il tema non è quello, il fatto è che in questo caso sappiamo tutti che si sta andando oltre alle prerogative che questa Regione ha, che questo Consiglio ha. Lo sappiamo tutti, ma c'è stato chiesto espressamente di andare avanti perché questa è l'ultima possibilità per consentire l'avvio della campagna antincendi boschivi, è per questo motivo che la minoranza non ha chiesto i dieci giorni di tempo per la relazione di minoranza, se fosse stata presentata quindici giorni prima avremo probabilmente approfittato di quel periodo per lavorare insieme e proporre un'altra soluzione, ma siamo fuori tempo massimo, non c'è stato concesso nemmeno quella prospettiva, considerando Presidente che il grave ritardo che viviamo è anche legato al fatto che da oltre tre mesi, nonostante sia stata formalmente approvata una delibera, non sia possibile conoscere, tanto per i consiglieri regionali quanto per qualunque cittadino, i nomi dei componenti del CORAN. Ora è possibile che ci sia qualche modifica recentemente che speriamo sia stata portata avanti, resta il fatto che quello è l'organismo responsabile della trattativa, non questo, questo fa le leggi, questo è già arrivato al massimo della sua potestà approvando le leggi che hanno consentito e che consentirebbero di applicare il contratto regionale una volta riscritto al personale dell'agenzia, perché è giusto che sia così, e perché soprattutto non abbiamo altre alternative. Il contratto di lavoro oggi applicato ha mostrato negli anni tutte le sue difficoltà, credo che debba essere obiettivo della maggioranza oggi alla guida della Sardegna lavorare seriamente su questo punto ed evitare di procedere a tentoni, anche perché purtroppo questo tipo di decisioni non è mai indolore. Un'impugnazione tra due mesi, una decisione in bilico, somme erogate che potrebbero essere messe in discussione creano un altro pesante fardello per chi deve gestire l'agenzia. La cosa migliore è la linearità. Io son convinto che le leggi ci siano, ci sono le leggi, c'è la volontà politica, perché ormai credo che sia innegabile il fatto che il contratto attualmente applicato non sia adatto a portare avanti le funzioni dell'agenzia, serve la coerenza, e serve soprattutto evitare di raccontare fuori cose che semplici non sono e che invece richiedono approfondimento e studio.

Suggerisco a questo punto d non cessare il lavoro oggi qualunque sia il voto che deciderà l'Aula di assegnare a questo testo, ma di approfittare di questo fatto per sollecitare una chiusura vera del tema, di una chiusura che vada oltre i recinti e oltre anche le contrapposizioni, perché mi sembra che anche in questa partita il ruolo del Presidente sia mancato, e invece soprattutto all'inizio di una legislatura è necessario che il Presidente della Regione faccia parte della partita e proponga le sue soluzioni. Al netto ad oggi, e chiudo, di alcuni estemporanei interventi sulla stampa, poi sconfessati dai fatti e anche dalla stessa necessità di tenere una riunione adesso, non ho visto nessun tipo di azione del Presidente volta a chiudere questa partita complicata. Non lo tiro in ballo a caso, la partita è complessa, riguarda 6000 lavoratori, riguarda un servizio fondamentale per la Regione, non è partita che si può gestire a compartimenti stagni e non è partita che gli Assessori possono gestire in solitudine, proprio perché richiede interlocuzioni con altri organi dello Stato e richiede la sicurezza anche per noi legislatori di poter prendere decisioni senza avere preoccupazione riguardo a effetti che non sono stati considerati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Chi ci sta guardando oggi si chiederà cosa stiamo facendo qui, tolte le varie storie di cani maschi, capitomboli e le cose di cui mi scuso anche con il pubblico che ci sta guardando. Oggi in questo momento, a parte la proroga del piano casa, stiamo votando l'applicazione di condizioni contrattuali minimamente adatte all'espletamento delle funzioni di base per la stagione antincendio, in fortissimo ritardo e senza praticamente avere altre alternative valide. Per fortuna il tempo, e mi riferisco al clima, fino ad oggi è stato clemente e ci sono stati non tanti incendi, perché la verità è che siamo arrivati a fare quello che stiamo facendo oggi, nel modo in cui lo stiamo facendo oggi, per via di una delle purtroppo tante ormai manifestazioni di inerzia di questa Giunta. Ci troviamo con una stagione antincendi partita zoppa e con tanti uomini e donne di Forestas che giustamente pretendono risposte adeguate, persone alle quali mi sento di esprimere la mia più profonda vicinanza per via delle tante tribolazioni che son stati costretti a subire e per le tante, troppe volte che il politico di turno ha usato loro come bacino di voti, facendo promesse che per lungo tempo non sono state mantenute. C'è stato tutto il tempo per fornire ai lavoratori di Forestas condizioni di lavoro dignitose che ne premino competenze ed impegno; c'è stato tutto il tempo, siamo qui da più di un anno, da dicembre Forestas chiede che venga negoziato il contratto collettivo e siamo stati avvisati che avrebbero potuto schierare solo il 20 per cento della loro forza lavoro, ma questo non è avvenuto. Non è stato nemmeno ancora reso noto, per quanto esista una delibera non cliccabile, l'elenco dei membri del Coran, organismo unico deputato alla trattativa di un contratto del genere che certo non può uscire da un assessorato, cosa che in verità è successa senza pochi problemi.

Da trent'anni i laboratori di Forestas sono fermi a questo contratto, senza ricevere una progressione contrattuale da almeno 12, ed è in queste condizioni che ci troviamo ad affrontare una delle più insidiose stagioni antincendio degli ultimi decenni, per via del fattore clima e anche delle grandi quantità di materiale combustibile depositatosi all'interno delle campagne durante il lochdown, dove molte persone non hanno potuto accedere alle campagne, non hanno acceduto alle campagne e le campagne sono state in larga parte trascurate, quelle private naturalmente. Invece ci troviamo qui oggi a votare una norma che presenta, a voler essere buoni, numerose criticità, a voler essere maliziosi invece si potrebbe tranquillamente dire che sia una norma nata, sviluppata e portata avanti dai proponenti con la coscienza della sua incostituzionalità e conseguentemente della sua impugnazione, fatta ora appositamente per riuscire a scavallare la stagione antincendio così che le impugnazioni arrivino dopo e, tra virgolette, si sia tutti tranquilli, ma così non è. Già sono state sollevate numerose perplessità dal collega Agus, soprattutto per quanto riguarda la spendita di risorse sulla base di una legge che poi molto probabilmente verrà dichiarata incostituzionale. Si è provato a far passare tranquillamente modifiche alla spesa come non fossero tali, difatti poi la norma è dovuta transitare per la Terza Commissione, ci si è inventati illegittimamente nuove figure contrattuali, insomma cose nate male e fatte peggio, finalizzate solamente amettere una pezza prima che la vostra inerzia causasse una voragine. Ora però basta, i dipendenti di Forestas meritano di avere la stessa dignità di qualsiasi altro dipendente regionale. Il solito valzer delle nomine, causa a mio modesto avviso dei ritardi nella nomina del Coran, non può causare dei ritardi che abbiano tali conseguenze su così tante persone, perché non è la prima volta.

Il mio invito è ad avere maggiore rispetto dei dipendenti di Forestas e maggiore responsabilità. Per una volta mostratevi degni della fiducia che avete ricevuto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). La campagna antincendi parte con forte ritardo, eppure in occasione dei festeggiamenti per la fine dell'anno 2019 e l'inizio del 2020, nelle solite feste e trasmissioni dove viene fatto il racconto dell'anno passato e il racconto di quel che potrà accadere nell'anno successivo, dagli esperti, ci auguriamo che questo non accada, veniva presentata l'estate 2020 come l'estate tra le più calde della storia delle donne e degli uomini in questo pianeta, almeno da quando si hanno evidenze scientifiche date dallo studio dei ghiacci, delle piante e quant'altro, sul riscaldamento e gli effetti di questo. Ora, a fronte dell'annuncio di una estate tra le più calde, probabilmente sarebbe stato necessario anzi indispensabile avviare per tempo un serio ragionamento sull'Agenzia, sull'eventuale riforma per potenziare,migliorare e dare ulteriore dignità di lavoro a tutte le persone impiegate, e ulteriori compiti, pensiamo a quanto potrebbe essere sviluppato l'elemento dell'educazione ambientale o gli aspetti legati alla tutela anche del turista, sono esempi su questo tante nostre colleghe e colleghi amministratori, sindaci che sul territorio hanno fondato un pezzo importante dello sviluppo proprio sulla presenza, sull'accompagnare il turista, sulla tutela, sul controllo del territorio e alla fin fine sulla risorsa ambiente come bene inestimabile da presentare, non ultimo il Sindaco di Baunei che ha ricevuto per la sua costa il premio come luogo… insieme a Posada, al Parco di Tepilora, alla costa della Gallura, a Chia (non ricordo se ve ne siano altre nella classifica), una serie di zone della Sardegna che sono di straordinaria bellezza e hanno determinato un riconoscimento di scala internazionale, che ovviamente attira turisti e determina un'occasione di sviluppo ulteriore. Si è perso invece tempo e invece di ragionare di questo si �� parlato tanto di tutela della salute nell'ultima fase, una fase che ha interessato l'intero pianeta rispetto alla pandemia, di sicurezza e tutela delle persone, e invece di attivare una campagna antincendio nulla è stato fatto. Vi abbiamo sollecitato più e più volte, come gli stessi sindacati e le lavoratrici e i lavoratori dell'agenzia Forestas, mentre c'�� stata una fuga senza fine dalle responsabilità. Una decretazione d'emergenza nel corso dell'ultima fase è stata adottata, e, proprio nel momento in cui ci sarebbe un motivo valido di urgenza e di emergenza, abbiamo l'assenza invece di provvedimenti di questo tipo; alla fin fine sarebbe stato molto più semplice per il Presidente della Regione adottare un decreto concordato con i prefetti e con la rappresentanza del Governo per definire, visto il ritardo della campagna antincendi, sul tema dell'incolumità e della tutela del paesaggio e di coloro che lavorano e che vivono nelle campagne e nei luoghi della nostra Isola, adottare un provvedimento con criteri di necessità ed urgenza e non scaricare sul Consiglio regionale un provvedimento che non ha alcuna attinenza con i nostri compiti. Niente è stato fatto di tutto ciò e ci ritroviamo oggi ad approvare una legge che è stata presentata in prima Commissione nel corso delle audizioni come una legge che molto probabilmente, quasi certamente, verrà impugnata, verrà dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale, ma la si fa perché comunque tra l'approvazione e l'intervento della Corte alla fine superiamo 2, 3 mesi e quindi la legge rimane in vigore è darà la possibilità di far partire la campagna antincendi. Sì, il tema è siamo sicuri che in assenza del Coran, che non è stato ancora nominato, sono quattro mesi che attendiamo che venga nominato di fatto l'istituto che può consentire alle delegazioni di parte trattante, rappresentativa dei sindacati, i lavoratori e poi l'ente di poter trattare su questa materia, noi siamo sicuri di trasferire in capo al Consiglio regionale le questioni legate alle indennità, gli stipendi e gli scatti o comunque l'inquadramento dal punto di vista dell'organizzazione interna e quindi in materia contrattuale.

Ho visto che l'Assessore si è allontanata, ha partecipato ben poco, ma tanto non serve a molto, perché dopo questo provvedimento noi dovremmo cancellare l'Assessorato al personale perché non ha più competenze, le stiamo trasferendo in capo al Consiglio regionale e stiamo caricando sul Consiglio regionale una materia che non ha alcuna attinenza con i compiti del Consiglio regionale, che è una cosa che determinerà, domani, la richiesta di tutte le migliaia di dipendenti della Regione di adottare provvedimenti analoghi per inquadramenti, per scatti, per retribuzioni perché se è stato fatto per gli uni, in modo sbagliato, in modo illegittimo, a quel punto è giusto che venga fatto per gli altri. Abbiamo escluso i sindacati, è materia sindacale questa, stiamo approvando una legge incostituzionale che viene dichiarata così addirittura dall'Assessorato e dai dirigenti dell'Assessorato stesso e stiamo sottovalutando l'elemento di spesa, che addirittura non è supportato dalla relazione tecnica finanziaria da parte dell'Assessorato alla programmazione che è obbligatoria per legge. Abbiamo una relazione tecnico finanziaria da parte dell'Assessorato, che non ha competenza di esprimere relazioni tecnico finanziarie in base alla legge del 2006, abbiamo una relazione tecnica finanziaria di Forestas, che non ha alcuna competenza a determinare le indicazioni legate alla spesa, l'unica relazione, che è assente e che ci avrebbe almeno consentito di dare una parvenza di legittimità a un provvedimento illegittimo, è quella dell'Organo competente, cioè l'Assessorato alla programmazione, nonostante, come dire, siano atti propedeutici per l'approvazione di una legge, quindi a illegittimità abbiamo aggiunto ulteriori elementi di criticità. L'ho detto, cancelliamo l'Assessorato perché a quel punto avendo trasferito su di noi queste competenze non serve che esista un Assessorato al personale. La delibera numero 71/2020 RQ è una relazione sulla tipologia delle coperture finanziarie e sulle tecniche di quantificazione degli oneri delle leggi della Regione autonoma della Sardegna nell'anno 2019. La relazione è arrivata al Presidente della Regione, la relazione è arrivata al Presidente del Consiglio regionale ed è stata inviata alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze, cosa dice la relazione della Corte dei conti, in Camera di Consiglio del 29 maggio 2020, giusto qualche giorno fa, intanto dice al punto 4.6 sull'inquadramento del personale dell'Agenzia Forestas una serie di questioni dove ribadisce, nonostante le indicazioni della terza Commissione, lo dice in 81 pagine dove cita tutte le leggi della Regione approvate nel 2019, sia stato indicato per quanto riguarda alcune di queste leggi, la necessità in base alla legge, di avere la relazione tecnica finanziaria, sistematicamente si viola la legge in assenza e dice la Corte, su questo ci saranno degli approfondimenti, è, come ho detto, di qualche giorno fa del 29 maggio 2020, e ci dice che in sede di parifica verranno fatte una serie di approfondimenti per valutare la legittimità della spesa di risorse pubbliche in queste direzioni. Stiamo prendendo in giro innanzitutto le persone che lavorano nell'agenzia Forestas, perché non daremo nessuna risposta, stiamo dando semplicemente una mortificazione per alcuni livelli, una retribuzione non congrua e su questi aspetti ci saranno una serie di problematiche, di contenziosi, di, forse, dubbi sulla legittimità della norma, e quindi la difficoltà da parte dell'agenzia, cioè di colui che firmerà, di poter adottare provvedimenti senza la copertura finanziaria legittimata dalla relazione tecnica finanziaria, contenziosi con i sindacati, la troveremo già prima dell'intervento della Corte soggetta a giudizi in altri tribunali, ho terminato, Presidente, il rischio vero è che non parte la campagna antincendi o per quei problemi possa partire in modo diversificato e con una serie di mal di pancia e di proteste nell'arco del tempo nel territorio della Regione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Grazie signor Presidente, nella scorsa legislatura è stata approvata la legge forestale, una specie di costituzione della materia nel senso che sono state disegnate grandi linee di intervento e data prospettiva alta alla funzione amministrativa ma anche un'importante prescrizione per esempio in materia di definizione del bosco e della foresta che mancava nel nostro ordinamento. A quella legge così di quadro generale era stata però scorporata la parte del personale, è stata rinviata durante la scorsa legislatura per parecchi mesi, dopodiché il Consiglio regionale ha premuto affinché ci fosse una disciplina e la Conferenza dei Capigruppo aveva dato mandato affinché in rapidità fosse approvato un testo. A questo punto la presenza alla Presidenza della prima Commissione dell'onorevole Agus, nonché anche la presa di coscienza all'interno della maggioranza della difficoltà di una riforma del tema in quattro e quattr'otto avevano indotto la Commissione a ribaltare lo schema proposto dalla Giunta e a varare quelle due leggi che oggi sono il caposaldo normativo, legislativo della materia. Sono due leggi che andavano applicate, andavano attuate, forse il disaccordo tra la Giunta di centrosinistra e la maggioranza di centrosinistra che approvò quelle norme hanno determinato il fatto che durante la scorsa legislatura non c'è stata un'applicazione, però adesso, che è passato un anno da quando la Giunta ha cambiato segno, e la maggioranza ha cambiato segno, forse era ipotizzabile risolvere quel problema e dare attuazione a quelle leggi. Invece noi costruiamo un'attuazione di leggi attraverso una legge e questo squalificando e degradando per l'ennesima volta lo strumento legislativo riducendolo a un provvedimento amministrativo; è un utilizzo sbagliato delle leggi, sono le solite esecrabili leggine. Queste leggine scritte male con consapevolezza e dichiarata consapevolezza nella stessa Commissione, come è stato richiamato da autorevoli colleghi, svelano che ci sono problemi costituzionali, problemi ordinamentali, problemi finanziari, problemi funzionali e organizzativi che impediscono alla legge di essere tale, cioè un provvedimento che ha prospettiva, indole, diciamo così, ad essere un durevole provvedimento che norma completamente, che fonda comportamenti collettivi con generalità e astrattezza per un futuro indeterminato. Invece no, questa è una legge con una scadenza, è una legge che rattoppa, è una legge che arrangia una materia lasciando tra l'altro fuori chi non è colpito da benefici transeunti e provvisori, lasciando fuori una parte consistente di coloro che dovrebbero essere i beneficiari e di coloro che dovrebbero ricevere l'attenzione di questa legge. Allora, per tutti questi motivi noi abbiamo detto che non siamo d'accordo, non sugli scopi che ci si prefigge, ma per la modalità con la quale la maggioranza non ha voluto governare il problema, e cioè, come ha detto giustamente il presidente Agus, respingendo dall'aula del Consiglio regionale un provvedimento che ha una sua natura amministrativa e gestionale, e rispedendolo dove deve stare, cioè sotto la potestà della Giunta in quella sede di trattativa tra parte pubblica e rappresentanti dei lavoratori dove bisogna trovare queste soluzioni, che sono dentro un quadro legislativo già completo e già perfetto. Che poi ci si venga qui a dire che ci saranno incendi ingovernabili se non si approva questa legge, allora soltanto la presenza di una persona seria e onesta come l'assessore Lampis in questa Giunta mi può trattenere dall'inveire contro di voi per un problema posto in questo modo. Cioè, si vuole distorcere il procedimento legislativo sotto quei profili che ho detto, costituzionale, ordina mentale, finanziario, funzionale perché non si ha avuto la capacità di istruire degnamente una legge e di radicarla nella sua sede naturale, cioè nella prima Commissione, e far lavorare la prima Commissione come avrebbe dovuto lavorare, e come non ha potuto lavorare, perché sotto lo schiaffo di una urgenza creata da un ritardo. Perché quando uno ha fretta lavora prima, non si precipita alla fine quando il tempo è scaduto, prendendo in ostaggio lavoratori da premiare con un premio che poi non si sa quanto duri, punendo lavoratori che si tengono fuori dalla porta, e soprattutto non dando all'ordinamento una legge, ma camuffando un provvedimento amministrativo da legge. Allora, noi siamo contro questo tipo di ipocrisia perché è un'ipocrisia, il fatto che questo Consiglio decida tagli, nodi Gordiani utilizzando il bazooka della legge per abbattere il passerotto del contratto. Non si va a caccia di passerotti con il bazooka, lasciamo stare i problemi costituzionali, ordinamentali e finanziari, facciamo finta che non ci siano, noi abbiamo proposto un emendamento per lenire la disfunzionalità di questa legge, cioè il fatto che non raggiunga il 100 per cento degli obiettivi che voi vi ponete, e che dovrebbero essere, se fosse una legge costituzionale inserita degnamente nell'ordinamento e degnamente assistita da un punto di vista finanziario, che non è, allora anche cos��, facendo finta che quelle cose invece ci siano, non funziona, vi proponiamo un emendamento per correggere questa situazione. Adesso staremo a vedere se la maggioranza riesce almeno a proporre, rabberciando un provvedimento sbagliato e scorretto, almeno a offrire al 100 per cento dei lavoratori di Forestas una parvenza di provvedimento che li riguardi, perché avvertendo che è una cosa soggetta a scadenza come una legge non dovrebbe essere, però, comunque, per lo meno che si rivolga alla totalità dei dipendenti e non faccia delle discriminazioni in un momento in cui e in un'azienda in cui, o in un soggetto pubblico in cui non mi pare proprio il caso di fare figli e figliastri, perché la delicatezza sociale ed economica che esiste nella materia trattata dovrebbe indurre tutti, soprattutto coloro che conoscono bene il territorio, li dovrebbe indurre a una grande prudenza, a una prudenza in eccesso rispetto a quelle sensibilità che verranno toccate e sconvolte da un provvedimento che non ha alcuna attitudine a funzionare, e che voi volete come panacea, ma vi illudete di metterla in campo in questo modo, perché non avrà nessun beneficio così come è costituita, così come è concepita, e lo fate consapevolmente. Perché purtroppo dai lavori della Commissione emerge con chiarezza sconfortante che chi ha istruito la proposta ha ben chiaro ciò che è stato detto prima, ricordato prima dal presidente Agus e dall'onorevole Zedda, che questa legge si sa che è fatta male, si sa che probabilmente verrà impugnata, e si sfrutta con furbizia neanche contadina, con furbizia si sfruttano i tempi di impugnazione, i tempi della decisione della Corte. Sono bugie che hanno le gambe corte, come il fiato corto ha questa legge, e quando vi assumete la responsabilità di costruire un rimedio che non sana, che non cura, dovete essere consapevoli che il malato si ribellerà.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Come lei ben sa, Presidente, al sesto piano, nell'ala nobile, nel piano nobile di questo palazzo, ci sono dei bei quadri che rappresentano i Presidenti del Consiglio, io e lei non ci saremo perché non siamo Presidenti, abbiamo soltanto il privilegio di essere Vicepresidenti, però ci sarà il presidente Pais, alcuni sono morti, altri spero lunga vita come al mio Capogruppo, però come sanno alcuni funzionari, funzionari e dirigenti più anziani, il ruolo di Presidente era anche un ruolo di garante, era colui che in qualche modo doveva garantire che noi tutti, non essendo poi fini giuristi come qualche collega, ma alcuni di noi essendo dottori di pietra o di altro, sbagliassimo il meno possibile. C'erano quegli uomini saggi, quando è nato questo Consiglio regionale, che in qualche modo facevano in modo che il Consiglio regionale facesse leggi giuste, leggi in qualche modo che non andassero al vaglio in maniera spregiudicata del Governo. Devo dire che mi sarei aspettato dal presidente Pais un'istruttoria maggiore nei confronti, non del testo unificato, ma dei quattro testi che la maggioranza ha presentato, quasi a motivare che, quando si parla di Forestas, molte volte la maggioranza vuole distinguere chi, in qualche modo, è più vicino a una categoria o all'altra. Io per cui so benissimo che quegli uomini di allora non ci sono e so benissimo che il Presidente di questo Consiglio regionale deve rispondere più alla sua maggioranza che alla legittimità delle leggi, per cui ha portato in discussione, sta portando in discussione un testo unificato che è chiaramente illegittimo, che è stato detto dai colleghi, che è stato detto in Commissione, che è stato detto da esponenti autorevoli della Giunta, che è stato ribadito da dirigenti di Forestas, siamo di fronte al Consiglio regionale che deve essere chiamato a discutere e a votare un testo che ha tutti questi vizi. Io credo che questo non sia corretto prima di tutto per il ruolo che devono svolgere quest'Aula e questo Consiglio regionale nell'esprimere il proprio voto ed esprimere la propria funzione. Sappiamo benissimo che quando parliamo di Forestas parliamo di un'agenzia complessa, importante, che ha svolto nei decenni un ruolo fondamentale nella tutela dell'ambiente, di quello più importante che abbiamo in Sardegna, ne abbiamo fatto cenno quando si è discusso qualche ora fa di urbanistica, sappiamo quanto è importante, lo sa bene l'Assessore per il lavoro che sta svolgendo anche in maniera egregia, puntuale e precisa, e sappiamo quanto questo tema ha diviso nella scorsa legislatura, non quando abbiamo approvato, come ricordava il collega Deriu, la legge forestale, dando anche maggiori compiti a Forestas, dando dignità e ruolo a una vera agenzia che in qualche modo metteva dentro le sue competenze non soltanto la tutela del bene ambiente forestale, ma anche compiti di natura produttiva, di collaborazione con i comuni, quindi un compito fondamentale. Sappiamo bene, quindi, quanto ne abbiamo discusso, quanta è l'importanza che quest'Aula, maggioranza e opposizione, al di là dei ruoli che viviamo oggi, dà a questa Agenzia. Ci siamo divisi, c'era chi era più entusiasta, chi era meno entusiasta, quando si è parlato dell'inquadramento nel contratto unico regionale, però abbiamo approvato la legge. Abbiamo approvato la legge di Forestas e abbiamo approvato le leggi numero 43 del 2018 e 6 del 2019 che in qualche modo vorrebbero dare un ruolo e una funzione all'interno del contratto collettivo regionale. Bene, colleghi, io credo che il ruolo della politica si doveva fermare qui: una legge quadro, forestale, una legge che in qualche modo dava mandato all'Esecutivo dell'inquadramento, però il ruolo della politica si doveva fermare lì, punto, linea rossa, non si doveva continuare, andare oltre. Invece oggi voi ci volete portare con un testo pasticciato già dal titolo… io credo che non ho mai visto nella mia esperienza una legge che dica inquadramento provvisorio, dando una temporalità a una legge, mentre sappiamo proprio che le leggi non devono mai essere temporali per Statuto. In qualche modo stiamo introducendo un principio pericoloso, molto pericoloso, e lo dico prima di tutto non ai colleghi, ma ai lavoratori, perché quando noi introduciamo un principio attraverso il quale è la politica che stabilisce quale inquadramento deve avere un lavoratore all'interno di un'agenzia, che oggi può essere Forestas, domani può essere Laore, dopodomani può essere un'altra agenzia o ente del sistema Regione, vuole dire che il lavoratore torna indietro negli anni, nei decenni, ed è in qualche modo messo nelle mani della benevolenza del politico di turno. Io ricordo a me per primo e all'amico Tunis, che non vedo in aula, quando ha raccontato della discussione che c'è stata nei confronti dello Statuto dei lavoratori, che quello Statuto dei lavoratori, almeno per la mia parte politica riformista, è stato una delle più grandi conquiste perché in qualche modo ha messo i lavoratori non nelle mani del padrone, ma nelle mani di associazioni libere, riconosciute dalla Costituzione, che si chiamano sindacati, dando ai lavoratori diritti, soprattutto ai lavoratori donne, in qualche modo dandogli garanzie, assicurando loro una libertà che era all'interno di un articolato. Io credo che quello Statuto dei lavoratori, la Costituzione, tutta la normativa che è succeduta dopo questi due atti importanti, il Decreto Legislativo numero 165, la stessa legge 31 della Regione sarda, in qualche modo stabilisce che il sindacato, insieme a un organismo che noi sappiamo è il CORAN (anche su questo poi apriremo una piccola parentesi) sono deputati a stabilire l'inquadramento del personale, perché non deve essere la politica a stabilire che io devo essere una fascia, che devo avere quel riconoscimento, ma deve essere chi difende i lavoratori o il sindacato, all'interno di un organismo individuato dalla Giunta, che insieme al sindacato stabilisce quelli che sono inquadramento, fasce e via dicendo. Quindi è per questo che noi stiamo sollevando delle criticità importanti, di merito, di principio, perché su queste cose non si può fare un passo indietro.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue COMANDINI GIAMPIETRO.) Io credo che fare buone leggi sia il dovere principale di quest'Aula, difendere i lavoratori in termini di imparzialità sia fondamentale, per cui non credo che quello che è stato detto anche dai colleghi, ma soprattutto da esponenti della maggioranza, non oggi che ascoltano, ma in Commissione o nei corridoi, che era necessario fare questa legge perché altrimenti non si sarebbe garantita la campagna antincendi, fermo restando che siamo tutti in qualche modo favorevoli, in aiuto, in sostegno, lo abbiamo dimostrato non chiedendo i dieci giorni, lo abbiamo dimostrato nei lavori delle Commissioni, lo abbiamo dimostrato nell'approvazione del bilancio in 18 minuti, perché se noi non avessimo approvato il bilancio in 18 minuti l'Assessore all'ambiente non avrebbe avuto la possibilità di programmare la campagna antincendi 2020, perché �� quel bilancio che ha permesso di poter acquistare i mezzi, perché attraverso quel bilancio noi abbiamo dato gli strumenti necessari perché la campagna fosse impostata, e lo abbiamo fatto in 18 minuti, giusto per dire quanto non crediamo alla campagna antincendio e quanto vogliamo fare azioni di boicottaggio. Noi crediamo moltissimo alla campagna antincendio, al lavoro, agli strumenti necessari, alle comunità, agli uomini, al volontariato che si mette in discussione, però vi era un altro strumento che poteva essere utilizzato per evitare che oggi, Assessore, lo dico a lei, non solo all'Assessore al personale ma lo dico a lei perché lei vive con Forestas, sa benissimo cosa sta succedendo a Forestas, noi rischiamo di mettere lavoratori contro i lavoratori perché il rischio è questo con questo vostro disegno di legge, mettere lavoratori contro lavoratori, e allora lì sarà molto difficile perché il primo incendio che divamperà sarà fra quei lavoratori che trovano riconosciuto quello che vogliono da questa vostra proposta di legge e i lavoratori che si trovano ancora non riconosciute le selezioni che hanno fatto, gli inquadramenti che hanno avuto nel corso della loro storia lavorativa, anzi si vedono retrocessi. E ora mi spiega lei non come negli uffici, ma nei cantieri, dove si combatte…

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente, proverò a non utilizzare tutti i dieci minuti a mia disposizione anche perché noto che l'Aula in questo momento è abbastanza distratta, non sta seguendo il tema che, invece, ci troviamo a discutere, e noto anche naturalmente le diverse assenze nei banchi della maggioranza, anche con presentatori di alcune proposte di legge che hanno abbandonato quest'oggi la seduta, non so naturalmente se volontariamente o meno, magari ce lo dirà successivamente nell'intervento conclusivo l'Assessore, e neanche resterò a citare sul merito l'importanza dell'Agenzia Forestas. Io credo che tutti quanti noi siamo a conoscenza di quanto l'Agenzia Forestas e i suoi dipendenti con le loro professionalità siano importanti per la tutela del nostro ambiente, dei nostri boschi, dei nostri paesi, non foss'altro anche per l'indotto economico che Forestas provoca soprattutto nei piccoli paesi delle zone interne, però, Presidente, vede, è passato un anno e mezzo dall'approvazione delle leggi. È vero che sono state discussioni sofferte, è vero che c'erano posizioni alternative. In quell'occasione la maggioranza dei consiglieri regionali, attraverso una fase di studio, provò a trovare una via da seguire per inquadrare tutti i dipendenti Forestas senza distinzioni all'interno del contratto collettivo regionale. È stato fatto anche quando si metteva in dubbio la questione dei semestrali e ci dicevano: "State andando verso una direzione che danneggerà i semestrali". La storia ha detto, nonostante poi qualcuno se ne sia impadronito, quasi come se fosse l'unica persona che se ne fosse occupata, la storia ha detto che oggi i semestrali hanno avuto una risposta, e la stessa risposta dovevano avere tutti gli altri dipendenti dell'Agenzia Forestas. Su questo io chiedo alla Giunta il perché di tanto ritardo, chiedo alla Giunta il perché si continui a litigare sulle posizioni del CORAN, chiedo il perché ad oggi, nonostante tutte le dichiarazioni dei consiglieri di maggioranza, non è ancora cliccabile la delibera sulla nomina dei componenti del CORAN. Siamo al 23 giugno! Non è pensabile che ad oggi ancora possiate pensare di tenere bloccato un organismo che è indispensabile per il passaggio di tutti questi lavoratori secondo norma e avete una colpa che non potete tralasciare. Su questo, qualche giorno fa, i consiglieri di opposizione hanno chiesto all'assessore Satta, il perché la delibera sulla nomina dei componenti del CORAN non fosse ancora applicabile e il perché continuate a litigare sulle nomine, anche quando si discute di diritti dei lavoratori, anche quando si discute di quello Statuto che a me piace tantissimo, che l'onorevole Tunis ha citato.

E allora il primo impegno che vi chiediamo, Assessore, è quello che venga immediatamente pubblicata la delibera che indichi i componenti del CORAN e che il CORAN inizi immediatamente a lavorare per la definizione di una situazione che non può essere soltanto solo ed esclusivamente transitoria, deve essere definitiva e va fatta secondo i canoni di legge. Questo vi diciamo, e anche se abbiamo consentito quest'oggi, perché siamo consapevoli dell'importanza che i lavoratori dell'Agenzia Forestas rivestono nella campagna antincendi, anche se vi abbiamo consentito l'entrata in Aula di questo provvedimento, non vi esime dal portare avanti una strada che legittimi questo percorso, che è quello del CORAN, che è quello della contrattazione con tutte le forze sindacali. Questo vi chiediamo, e badate, il secondo punto che voglio trattare, ed ha fatto bene l'onorevole Deriu in precedenza a sottolineare, è la disparità con la quale state classificando i dipendenti, è vero che la politica non si potrebbe sostituire alla contrattazioni sindacali, ma se lo fa almeno lo faccia bene, non lo faccia al ribasso, non lo faccia danneggiando intere categorie di lavoratori. Ci sono lavoratori, così come è stato scritto nelle relazioni, che andranno a perdere 260 euro al mese, ed è questo che vi chiediamo, volete andare su questa direzione? Volete invece provare a ragionare insieme a noi sugli emendamenti che vi stiamo proponendo, per dare dignità al mondo del lavoro, per dare dignità a tutti questi lavoratori, per non creare disparità, per non creare situazioni di conflitto tra fasce di lavoratori ed altri. Questo vi stiamo chiedendo, state andando con l'inquadramento provvisorio che avete deciso a mortificare la professionalità di tantissimi lavoratori, e quello che è emerso in questi giorni non è una cosa a caso, è la richiesta di aiuto da parte di questi lavoratori, ed è per questo che noi vi stiamo mettendo nelle condizioni di fare un ragionamento insieme a noi. E badate, anche in questo caso, lo dico a tutti e a voce alta, non lo faremo chiedendo il voto segreto, lo faremo chiedendo il voto elettronico palese, in maniera tale che ognuno dei consiglieri si prenda la responsabilità, la responsabilità così come aveva fatto l'altra maggioranza nell'approvazione della legge, la responsabilità di ciò che vota e lo faccia sotto gli occhi di tutti, senza poi nascondersi, senza poi andare a dire: io ho votato, quell'altro no, senza cercare scuse. Vi stiamo mettendo nelle condizioni anche di trovare le coperture finanziarie, perché se non fosse così, l'emendamento che ha presentato poc'anzi il Capogruppo della LEGA che copia interamente quello che abbiamo presentato noi, se non fosse così ci darebbe torto, invece è così. Perché, come vi abbiamo dimostrato, nei capitoli di Forestas, ma è stato detto in diverse occasioni, ci sono 36.707.517,15 nel fondo accantonamento per il contratto collettivo nazionale che sono fermi lì, che nessuno sta toccando, ci sono accantonamenti per transito al contratto collettivo regionale del lavoro per somme complessive di 12.992.080,10. Questo vi stiamo dicendo di fare, senza considerare, questo magari ce lo dovrebbe dire l'Assessore del personale in una situazione aggiornata ad oggi, quanti sono stati i pensionamenti e quanto è stata la spesa che si è risparmiata a seguito di questi pensionamenti. Non trinceriamoci dietro la scusa delle risorse, diciamo la verità, diciamo la verità, che le risorse ci sono e che avete proposto questo inquadramento provvisorio solo ed esclusivamente per giustificare altre scelte, che probabilmente avete promesso ad altri, ma non certamente per la questione delle somme di denaro. Quindi vi chiediamo una presa di responsabilità e faccio un appello a tutta la maggioranza, un appello per la tutela dei diritti dei lavoratori, un appello per mettere nelle condizioni tutti i lavoratori di essere equiparati, di non vedere i propri diritti mortificati da inquadramenti che declassificano, che mortificano le professionalità di tutte queste persone. Io credo che ci sia il tempo e il modo di discuterne, non classificate solo un emendamento così come carta straccia, abbiamo la fretta di andare ad approvare qualcosa. La campagna antincendi e l'operatività di Forestas passano anche per il riconoscimento di queste professionalità, professionalità che da oltre trent'anni portano avanti un'intera agenzia. L'inquadramento provvisorio probabilmente è stato fatto qualche altra volta, io ricordo il Centro Servizi per il lavoro che avevamo inquadrato provvisoriamente all'interno dell'agenzia, ma non è questo il tema, non è questo il tema oggi. Il tema è dare i diritti che questi lavoratori meritano, tutti quanti ci riempiamo la bocca sul fatto che l'agenzia Forestas è fondamentale, dimostriamo con i fatti.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Io inizio con lo stigmatizzare il fortissimo ritardo con cui la Giunta regionale ha sottovalutato questo tema con cui si è arrivati a oggi, quindi a una campagna antincendi già iniziata senza risolvere il problema, al ritardo di quattro mesi nella nomina del CORAN che mi risulta essere stato nominato proprio in data odierna e finalmente potremmo acquisire questo elemento. Io credo che sia chiaro a tutti che non spetta all'organo legislativo l'inquadramento contrattuale dei lavoratori, è un atto francamente illegittimo, illegittimo lo sappiamo tutti, questo deve essere messo in premessa, deve essere chiaro, deve essere chiaro soprattutto ai lavoratori, perché non si possono prendere in giro i lavoratori.

Noi siamo in una situazione di una proposta di legge che ha tutte le caratteristiche dell'illegittimità perché entra nel merito di una competenza che è riservata alla contrattazione sindacale e quindi che non può essere utilizzata dagli organi legislativi, non può essere sostituita dagli organi legislativi, quindi è un atto che si presenta di fatto illegittimo, che sarà sicuramente impugnato dal Governo e che vedrà la propria decadenza tra qualche mese, con tutta quanta una serie di complicanze che io non voglio neanche prendere in considerazione, sulla possibilità di richiesta di restituzione dei fondi che sono stati utilizzati per gestire questo tipo di contratto. Al di là di questo tipo di problemi, io credo che la strada che si doveva seguire fosse un'altra, fosse quella della contrattazione per motivi di urgenza che spettava all'Assessorato con i sindacati, per trovare una soluzione di inquadramento provvisorio ugualmente, ma che avesse i crismi della legittimità, così come non capisco perché non si è voluto approfondire la strada proposta in audizione dagli stessi sindacati, di una proposta di legge che demandasse al commissario straordinario dell'agenzia, l'inquadramento provvisorio, proprio in funzione della necessità di tempistiche rapide e di una necessità. Si è invece andati avanti con addirittura l'incredibile proposta fatta qualche giorno fa, di una riproposizione delle mansioni superiori mascherate, cioè una cosa che era francamente illegittima, che ha bloccato la funzionalità dell'agenzia in questi anni, si voleva riproporre tal quale mascherandola, non chiamandole mansioni superiori, cioè una cosa che veramente fa inorridire, fa inorridire. Questa legge nasce da un accordo che è parziale, che non dà risposta a tutti i lavoratori, che creerà problemi nella sua applicazione, che è stato definito dalla sola maggioranza, con una contrattazione fatta con parti sindacali, a cui noi siamo stati totalmente esclusi, ancora una volta la maggioranza decide di utilizzare i propri numeri e la propria forza per fare delle azioni che poi non trovano la condivisione e trovano le difficoltà e non utilizza questa parte per acquisire quei contributi che abbiamo sempre fornito gratuitamente, spesso aggiustando leggi che arrivavano incomplete e sbagliate anche nella forma. La situazione è evidentemente gravissima e noi prendiamo atto di questa situazione grave. Come non abbiamo utilizzato lo strumento dei dieci giorni che pure è uno strumento dovuto alle minoranze per produrre la relazione di minoranza, così non creeremo ostacoli alla promulgazione di questa legge, pur nella consapevolezza della sua totale illegittimità e della sua provvisorietà che lascerà inalterati i problemi appena sarà esecutiva l'impugnazione.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell' articolo 1. All'articolo 1 è stati presentato l'emendamento numero 1.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Caredda, relatore di maggioranza.

CAREDDA ROBERTO (MISTO), relatore di maggioranza. Parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SATTA VALERIA, l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Presidente, per dichiarare il voto contrario del Partito dei Fratelli d'Italia a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, abbiamo capito che non c'è intenzione neanche di aprire una discussione su un tema così importante, non c'è intenzione di provare a equiparare i diritti dei lavoratori, non c'è nessun tipo di intenzione da parte di quest'Aula di provare a fare un ragionamento per migliorare la vita dell'agenzia Forestas attraverso il riconoscimento delle professionalità. Ne prendiamo atto, non ci aspettavamo sicuramente qualcosa di diverso oltre i vostri proclami, oltre alle vostre anche in questo caso prese di posizioni personali, con le questioni che andavano e venivano, di Consigliere in Consigliere e diversi lavoratori. Oggi avete gettato la maschera, oggi avete detto da che parte state, oggi avete detto che non volete che quei determinati lavoratori abbiano un riconoscimento non solo professionale ma anche economico, state, perché vi prendete la responsabilità nel vostro voto, state costringendo molti lavoratori a perdere somme di denaro nelle proprie indennità mensili, non a guadagnare qualcosa, non avere riconosciuti i propri diritti, non avere un miglioramento. Ci sono lavoratori che andranno a perdere 260 euro e continuate a far finta di niente. Con molta semplicità il Gruppo Fratelli d'Italia dichiara la propria contrarietà, quindi presumiamo che il Gruppo Fratelli d'Italia risponda anche a una volontà dell'Assessore che vada in quella direzione, perché badate non esistono più i giochini da una parte e dall'altra, uno dice una cosa e l'altro ne dice un'altra, esiste la coerenza, e oggi state dimostrando che questa coerenza sta venendo a mancare, che i diritti dei lavoratori dell'agenzia Forestas li dichiarate solo ed esclusivamente nei vostri spot, nel vostri brevi spot, continuate a danneggiarli, continuate a tutelare solo alcune fasce che magari vi interessano di più, ma ne danneggiate tantissime. Prendetevi le vostre responsabilità!

Assumetevi comunque la responsabilità attraverso il voto elettronico palese di bocciare l'emendamento, almeno i lavoratori sapranno da che parte state.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, mah, io devo dire che in maniera molto serena e calma cerco in qualche modo di esortare questa maggioranza a ripensarci, a ripensare a quello che state facendo, a ripensare al voto che volete esprimere nei confronti di questo testo unificato, e in qualche modo di vedere oltre quello che può essere in questo momento un tornaconto facile. La politica è un'arte difficile, difficilissima, la mediazione è una delle cose più complicate, però la capacità di fare una buona e cattiva politica sta in questo, non perdere mai la speranza di trovare un atto efficiente, una possibilità che renda operativo quello che fa questo Consiglio regionale, ma se non lo volete fare per noi, brutti e cattivi del centrosinistra, fatelo per l'Assessore all'ambiente. Non fatelo per noi, non guardate a noi, lasciateci perdere, massacrateci, però colui che domani mattina sarà in difficoltà ad applicare la legge non sarà l'Assessore al personale, e lo abbiamo sentito bene, che non sarà l'assessore al personale, sarà l'assessore all'Ambiente che dovrà applicare questa legge, questa nuova contrattazione sindacale voluta dalla politica, nei cantieri. Sarà lei, Assessore, a dire agli operai dovete fare la vedetta senza avere la qualifica, sarà lei Assessore a dover dare le mansioni superiori, io non vorrei essere nei suoi panni, non vorrei trovarmi domani mattina ad applicare una legge così complicata, così fatta male, così inapplicabile, laddove invece lei sino a questo momento ha garantito serenità ed efficienza.

Per cui, cari colleghi di maggioranza, abbiate adesso in testa bene qual è il fardello che state mettendo sul capo di questo povero ragazzo e assessore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, io sono estremamente amareggiato perché in Commissione qualche collega aveva dato la disponibilit�� almeno a discutere l'emendamento che io avevo già illustrato in Commissione, evidentemente le parole sono solo parole, gli impegni non sono stati rispettati. Dispiace oltremodo quando alcuni colleghi della maggioranza con protervia e con supponenza, quando gli altri non sono d'accordo con loro, dicono "D'ora in poi non avrete neanche un bicchiere d'acqua", oddio io non potrò mai essere un gigante, il fisico non me lo permette, non potrò essere un gigante per la mia dialettica per la mia cultura, ma sicuramente da quella parte qualche gigante c'è, e oggi l'ha dimostrato.

Io credo che questo sia un precedente brutto, perché abbiamo sempre detto che quando si parla di alcune tematiche non ci possono essere né appartenenze, né bandiere, né ideologie. La legge che oggi noi dovremo andare a completare, sbagliando perché non è compito nostro, con l'inquadramento, fu approvata all'unanimità da quest'Aula, dal centrodestra e dal centrosinistra con due astensioni nel centrosinistra, oggi la coerenza vede quelle persone del centrosinistra votare a favore di questo emendamento che equipara e parifica i diritti acquisiti di quelle persone di cui ci riempiamo la bocca - "grazie ai volontari, grazie ai dipendenti di Forestas" -, però poi nel momento di tradurre in atti concreti quelle che dovrebbero essere le gratificazioni c'è questo voto. Prendetevi tutte le responsabilità e ditelo pure che avete votato contro quegli operai che rimangono al primo livello da trent'anni, di quei quarti livelli che governano i presìdi in tutti i territori, a loro rischio e pericolo, senza neanche una gratificazione, e a quei sesti livelli che per legge dovrebbero essere equiparati in altra maniera e bocciando questo emendamento non volete farlo. Assumetevi voi la responsabilità di questo atteggiamento, che tra l'altro è un atteggiamento sicuramente che non vi fa onore, perché in Commissione gli impegni assunti erano altri, e noi non abbiamo chiesto i dieci giorni perché voi in Commissione avete assunto rispetto a noi un altro impegno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Non mi dilungherò nel ripetere quanto illustrato durante la relazione di minoranza ma noto anch'io, da quanto è stato detto anche dall'onorevole Caredda nel rifiutare la presentazione di questo emendamento, come ci si ostini verso un percorso che è stato più volte descritto anche dai colleghi come particolarmente tortuoso e ardito, e nel rifiutare evidentemente il suggerimento che anche la relazione di minoranza nella sua chiusura tendeva alla maggioranza. Con questo rifiuto sostanzialmente vengono a saltare completamente ciò che sono i contenuti sensati che questo provvedimento avrebbe potuto avere, perché la creazione artificiosa e artificiale di un livello B/0, così come dichiarato anche dall'Assessora durante l'audizione in Commissione, per 3269 operai che vengono inquadrati in un B di ingresso senza osservazione alcuna di ci�� che è la loro competenza, di ciò che la loro professionalità e degli anni di lavoro; la collocazione di 90 operai in un quarto livello del contratto integrativo (quinto livello del contratto collettivo nazionale), significa squalificare completamente la professionalità acquisita, non avendo chiaro o probabilmente trascurando quella che è la funzione che costoro svolgono. Allora, io non voglio fare polemica rispetto al tema generale ma evidenziare con quale cecità si sta rifiutando, respingendo questo emendamento. Se di temporaneità si parlava, questa temporaneità avrebbe dovuto prendere in considerazione una equilibrata disciplina delle professionalità e dei lavoratori, io credo, e su questo aspetterei anche una risposta se fosse possibile, che ci venga spiegato come chiedevo nella relazione di minoranza quali siano le condizioni operative che, con l'introduzione forzosa di questo provvedimento di legge,viene garantito il superamento delle criticità nella campagna antincendi. Io credo che chi conosce veramente i territori si rendaconto e sappia effettivamente come a livello locale…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). La legge è scritta talmente bene che la Giunta ha dovuto presentare un emendamento, successivo rispetto a questo, sull'entrata in vigore, questa legge è un capolavoro.

Io faccio appello, mi rivolgo a tutti poi magari qualcuno potrà recepire l'appello, il Presidente della Regione deve svolgere il ruolo che comporta oneri e onori, nell'ambito del ruolo non è contemplato l'esercizio dell'arte dello scaricabarile. Il Presidente della Regione ha poteri tali, esercitati anche di recente con decreti d'urgenza, che addirittura limitavano in base a decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri le libertà personali, che, in base a una necessità, un'urgenza (se non è un'urgenza è una necessità far partire la campagna antincendi in una regione come la nostra, con tutto il trascorso in passato di problematiche e lutti che il fuoco ha determinato), c'è una possibilità forte della storia e di tutti gli aspetti che giustificano interventi di questo tipo, di poter attivare e dare indicazioni all'Agenzia di provvedere, con risorse che sono già nella disponibilità dell'Agenzia, a far partire la campagna antincendio, l'unica cosa che non si può fare è scaricare sul Consiglio regionale una materia che non ha alcuna attinenza con i compiti del Consiglio regionale.

Presidente, lei prima si è allontanato, io ho detto rivolto a chi la sostituiva ma lo ripeto a lei, che la Corte dei conti qualche giorno fa le ha mandato una nota, che lei avrà visto, sulle leggi approvate. Questa legge non presenta la relazione tecnica finanziaria e la Corte dice già che stanno approfondendo in relazione all'assenza della relazione tecnica finanziaria quanto di competenza, significa un danno erariale.

PRESIDENTE. Mi scusi ma questa legge ha la relazione tecnica.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). No, Presidente, purtroppo ha la relazione tecnica finanziaria dell'Assessorato, che non ha competenza sulla relazione tecnica finanziaria.

PRESIDENTE. Quella della programmazione, dice?

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sì.

PRESIDENTE. Però c'è la copertura.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ha una relazione tecnica finanziaria prodotta dall'Agenzia sull'utilizzo di risorse interne, dove poi l'Agenzia stessa chiede anche 1 milione che gli era stato promesso e che non è mai arrivato; è assente l'unica relazione tecnica finanziaria sulla copertura e la congruità dell'utilizzo delle somme che è quella in capo all'Assessorato alla programmazione.

PRESIDENTE. Come validazione, però, mi permetta.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). No in base alla legge del 2006 che la rende obbligatoria.

PRESIDENTE. Sì,la competenza è dell'Assessorato proponente, però….

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). No, stiamo parlando di una cosa differente, che la Corte dei Conti ha segnalato in 81 pagine prodotte qualche giorno fa. Suggerisco di non forzare troppo perché mettere insieme una serie di illegittimità su materie…

PRESIDENTE. Quindi mettiamo in votazione l'emendamento…

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Per fatto personale.

PRESIDENTE. Per fatto personale alla fine.

Poiché nessuno altro domanda di parlare sull'emendamento numero 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'articolo 1.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'articolo 2. Sull'ordine dei… abbiamo già votato… allora l'articolo 1 è votato prego onorevole Agus… siete tutti in piedi scusate… state andando via? Sull'ordine dei lavori, onorevole Agus, prego.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti).Brevemente, la minoranza, appurata l'impossibilità di intervenire per stimolare la maggioranza a un dialogo costruttivo, oggi come in passato, abbandona l'Aula e vi augura buon lavoro, grazie.

(L'opposizione di Centro sinistra abbandona l'Aula)

Continuazione della discussione del testo unificato:Inquadramento del personale dell'Agenzia FoReSTAS nel CCRL (147-149-151-156-164/A).

PRESIDENTE. In votazione l'articolo 2, scusate, non c'è bisogno, se dovete abbandonare l'Aula senza caciara… grazie… grazie… grazie… grazie.

Allora scusate, allora… un attimino, all'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti 2, 3, 4 e 5. L'emendamento 2….

(Interruzioni del consigliere Alessandro Solinas)

PRESIDENTE. Lui è intervenuto sull'ordine lavori, lei sulle dichiarazioni di voto non so su quale dichiarazione di voto, vuole intervenire visto che non ho posto in votazione niente. Prima metto in votazione e poi fa le dichiarazioni di voto è un principio logico, prima che giuridico. Quindi sull'ordine lavori le do la parola, prego.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). La ringrazio Presidente, giusto per dire che anche il Movimento 5 Stelle, non volendo essere complice di questo scempio legislativo abbandona l'Aula.

(Il Movimento 5 Stelle abbandona l'Aula)

Continuazione della discussione ed approvazione del testo unificato: Inquadramento del personale dell'Agenzia FoReSTAS nel CCRL (147-149-151-156-164/A).

PRESIDENTE. Perfetto benissimo quindi. Articolo 2, l'emendamento 2 è decaduto quindi rimangono in piedi l'emendamento 3, 4 e il 5.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Caredda, relatore di maggioranza.

CAREDDA ROBERTO (MISTO), relatore di maggioranza.Per l'emendamento 3, 4 e 5 il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli Affari Generali Personale e Riforma della Regione.

SATTA VALERIA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme al relatore.

PRESIDENTE. Perfetto quindi in votazione l'articolo 2.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

L'emendamento 5 sostitutivo, emendamento all'emendamento.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento 3

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento 4.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo alla votazione finale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Testo Unificato numero 147-149-151-156-164/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Prima della chiusura della seduta la faccio intervenire io non vado via, non vado via se prima non l'ascolto.

Per fatto personale

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI).Grazie Presidente, se non per rispondere all'opposizione che ha abbandonato l'Aula, quantomeno per comunicarlo alle persone che ci seguono e a questa maggioranza che non prendiamo lezioni di coerenza da chi solo 15 giorni fa ha presentato un disegno di legge che ricalca per filo e per segno quello che è l'esito della votazione di oggi. Questa è la questione. Pertanto né ci insegnano a capire che cosa sia Forestas, perché la conosciamo bene, molto bene, ne conosciamo tutti gli equilibri più intimi, né ci insegnano nemmeno ad avere una capacità di supporto e di tutela dei nostri Assessori, perché l'assessore Lampis ha già dimostrato lo scorso anno una grande capacità di agire nella gestione della campagna antincendio e sono sicuro che lo farà anche questa volta, all'assessore Satta vanno i nostri ringraziamenti per questo lavoro e all'assessore Lampis va il nostro sostegno per tutta una serie di messaggi diffamatori, poco costruttivi che sono circolati nelle varie chat, dei social network che esistono nel mondo di Forestas. Per questo io ringrazio chi si è adoperato per ottenere questo risultato, che sappiamo tutti non sia un risultato definitivo ma che comunque consentirà l'avvio della campagna antincendio e una giusta tutela per l'ambiente della nostra Sardegna, grazie.

PRESIDENTE. Grazie, la seduta di oggi è tolta il Consiglio verrà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 21 e 16.

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