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Resoconto della seduta n. 164 del 28/07/2021

CLXIV SEDUTA

(POMERIDIANA)

Mercoledì 28 luglio 2021

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 16 e 39.

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 15 giugno 2021 (155), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Emanuele Cera, Angelo Cocciu, Michele Cossa, Roberto Deriu, Eugenio Lai e Pietro Moro hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 28 luglio 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della interrogazione pervenuta alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. È stata presentata l'interrogazione numero 1142.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 501, 502.

Discussione della mozione "Moriconi - Ganau - Comandini - Corrias - Deriu - Meloni - Pinna - Piscedda - Cocco - Lai - Agus - Caddeo - Loi - Orrù - Piu - Satta Gian Franco - Zedda Massimo - Ciusa - Li Gioi - Manca Desiré Alma - Solinas Alessandro sull'impatto economico, finanziario e occupazionale della crisi e la necessità di un piano di salvataggio delle imprese e dell'economia regionale" (465)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 465.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

MORICONI CESARE (PD). Grazie Presidente, il mio primo pensiero è doverosamente rivolto alle comunità travolte dalla tragedia degli incendi dei giorni scorsi e la mia speranza è che l'azione politica che noi abbiamo condiviso questa mattina possa produrre in tempi rapidi migliori ristori e migliori anche di quanto non possano le stesse parole che sono state pronunciate. Colleghi e Assessore, la mozione che ci apprestiamo a discutere è stata presentata il 30 aprile scorso, parla dell'emergenza del nostro sistema economico e produttivo e propone alla Giunta tra le soluzioni la predisposizione urgente di un piano di salvataggio delle nostre piccole e medie imprese per arginare gli effetti di questa crisi devastante che sta distruggendo il nostro tessuto economico. L'obiettivo era, ed è ancora, quello di agire oltre che con adeguatezza con tempestività, perché il raggiungimento dei risultati programmati non dipende solo dalle risorse che ogni volta si riesce a mettere in campo ma anche dai tempi entro i quali quelle risorse vengono spese. Sino a pochi minuti fa si parlava di un'altra emergenza quella drammatica degli incendi e delle terribili ferite che ha lasciato sulla nostra terra, sugli uomini e sugli animali. Passiamo con una frequenza disarmante dalla discussione di un'emergenza all'altra, la partecipazione in presenza del presidente Solinas rischia di essere ricordata più per le drammatiche occasioni che di volta in volta lo hanno costretto a riferire in Aula degli eventi calamitosi che per la funzione di direzione politica della Giunta e del progetto politico che complessivamente egli rappresenta. Evidentemente però il sopraggiungere delle emergenze prescinde dal colore politico di chi al momento governa mentre dipende da chi al momento ha la responsabilità del Governo la questione dell'emergenza…

PREISDENTE. Scusate c'è un veramente, nonostante si sia in pochi, c'è un… lasciamo che concludano di parlare… prego onorevole Moriconi.

MORICONI CESARE (PD). Dipende, Assessore, da chi al momento ha la responsabilità del Governo la gestione dell'emergenza. Dalle crisi finanziarie degli ultimi dieci anni alla pandemia dei nostri giorni, passando per una miriade di eventi calamitosi quelli che ogni anno dagli incendi alle alluvioni scandiscono il passaggio da una nostra stagione all'altra, le luci di quest'Aula sono rimaste quasi ininterrottamente accese. Il dato più imbarazzante che registriamo è che dopo ogni emergenza è quasi sempre la stessa storia, lo stesso dibattito, la stessa solidarietà, tanti ordini del giorno, mozioni, stati di calamità di un'infinità di sostegni emergenziali per attenuare la rabbia, certe volte per riparare parte dei danni, ma mai una vera azione organica capace di prevenzione efficaci, di pianificazioni lungimiranti, di idonee azioni di rilancio del nostro sistema economico e finanziario. A prescindere dai settori che di volta in volta vengono martoriati ambiente, giovani, sanità, imprese, appunto imprese. Son trascorsi ben tre mesi dalla data di presentazione di questa mozione ed è evidente che prima di oggi l'attuale maggioranza non aveva ritenuto il tema meritevole della considerazione che invece secondo noi valeva e vale evidentemente abbiamo una scala di priorità diverse, un po' come su altre questioni di particolare rilevanza politica…

PRESIDENTE. Prego onorevole Moriconi…

MORICONI CESARE (PD). Un po' come su altre questioni di particolare rilevanza politica che ci sentiamo in dovere di richiamare perché a nostro avviso impattano sul sistema economico e produttivo isolano. Come il fatto che dall'inizio di questa legislatura il Consiglio regionale ha approvato solo leggi finanziarie impropriamente chiamate tecniche, prive cioè di qualsiasi visione strategica, come sottolineato dalla stessa Giunta, e senza il necessario contributo delle parti sociali, delle rappresentanze del mondo produttivo. Solo per grande senso di responsabilità, valutata la drammatica crisi economica e sociale della nostra Isola le opposizioni hanno consentito sempre il ricorso alle procedure d'urgenza, anche in deroga alle regole, al solo scopo di impedire la paralisi dell'intera Regione. Però non potrà essere sempre così. Anche quest'anno la scelta politica della Giunta regionale è stata di approvare una manovra tecnica con l'impegno, questa volta del presidente Solinas, di aprire un vero confronto politico, finalizzato alla predisposizione di un assestamento di bilancio strategico e partecipato, destinato insomma a recuperare quel gap di elaborazione politica causato dall'approvazione frettolosa e improvvisata delle manovre finanziarie sinora discusse. Sono trascorsi sei mesi dal 6 febbraio e da quei solenni impegni del presidente Solinas e da allora non solo non vi è stato nessun coinvolgimento delle minoranze, neppure è stata approvata dalla Giunta da che ci risulta alcuna manovra di assestamento, ma addirittura sono ricorrenti le dichiarazioni di esponenti della maggioranza di voler affogare la manovra finanziaria addirittura in una legge omnibus. Il nostro appello invece nell'interesse del mondo produttivo sardo di cui oggi parliamo è di rispettare quegli impegni solenni che a partire dal presidente Solinas ognuno di voi ha assunto nei confronti di questo Consiglio. E forse lo stesso disegno di legge dei sostegni alle comunità colpite dai roghi dei giorni scorsi andrebbe approvato immediatamente, però fuori da una manovra di assestamento di bilancio e ancora di più fuori da qualsiasi legge omnibus perché bisogna evitare la sgradevole sensazione che i temi dell'emergenza economica delle imprese e degli incendi siano ostaggi di quelle norme intruse che invece andrebbero trattate ma separatamente e celebrare un vero confronto politico e sociale su quella che diventerebbe finalmente la prima manovra finanziaria di questa legislatura.

Per passare alla mozione sulla crisi delle imprese. Assessore, dall'ultimo rapporto Istat quello dell'aprile scorso sulla competitività dei settori produttivi emerge che alla fine del 2020 la crisi ha colpito in particolare le imprese di minore dimensione tanto che è stato classificato, il dato nazionale, a rischio oltre il 33 per cento delle micro imprese, il 26 delle piccole, il 10 delle medie, il 15 delle grandi. In Sardegna oltre il 96 per cento sono micro imprese e più del 3 sono piccole imprese, l'analisi dei dati certifica che la piccola dimensione delle imprese risulta il tratto distintivo di quelle più colpite dalla crisi e che una maggiore capacità di reazione sembra caratterizzare i settori più orientati a specializzazioni di tipo high tech e a modelli di specializzazione maggiormente diversificati. La Sardegna è tra le ultime quattro regioni d'Italia per dimensione delle imprese, per capacità produttiva, per specializzazione high tech e rientra tra le regioni con maggiori specializzazioni nei settori del turismo, commercio e ristorazione e attività culturali e sportive che in questa situazione è un grave elemento di debolezza. Infatti il rapporto Istat evidenzia come la vulnerabilità di un territorio dipenda in modo significativo dal grado di diffusione proprio di quei settori maggiormente colpiti dalla crisi su cui hanno impattato direttamente i provvedimenti amministrativi e le regole di distanziamento sociale adottate per contrastare il diffondersi della pandemia. Nella lettura delle esposizioni delle economie locali agli effetti della pandemia e nella conseguente mappatura dei territori il rapporto Istat classifica la Sardegna e la Calabria come le regioni con maggiore fragilità economica e strutturale, il che significa che le rispettive imprese, e quindi le nostre imprese, identificate in gran parte ad alto rischio vivono una condizione di pericolosa sofferenza per la mancanza di liquidità della caduta della domanda interna ma soprattutto risentono di maggiori difficoltà nel pianificare strategie di reazione. Il dato inequivocabile che il Consiglio e la Giunta non possono sottovalutare è che tra i 610 sistemi locali del lavoro nazionali, classificati sulla base dei relativi indici di rischio territoriale tra i peggiori 20, 10 sono sardi. E anche che dal totale dei 39 sistemi locali per il lavoro sardi ben 32, cioè l'82 per cento, son classificati ad altissime ad alta fragilità. È ovvio quindi che in un contesto di questo tipo assume grande rilevanza la possibilità di esaminare con estrema attenzione e urgenza gli effetti della crisi sia per analizzare come i diversi segmenti del sistema produttivo stiano reagendo alle conseguenze dello shock sia per individuare i fattori strutturali di resilienza o all'opposto di vulnerabilità delle imprese. Il Fondo monetario internazionale nel suo rapporto pubblicato nell'aprile scorso lancia l'allarme per l'aumentato rischio di insolvenza delle piccole e medie imprese con prevalenza nei settori duramente colpiti dagli effetti della pandemia come turismo, ristorazione e intrattenimento e poi avvisa gli Stati di non sottovalutare la possibilità del contagio anche alle imprese non direttamente colpite dalla crisi. Insomma l'istituzione internazionale per eccellenza che sovraintende la stabilità economica e finanziaria degli Stati nel mondo lancia la lenza sulle probabili drammatiche conseguenze per gli effetti della crisi sino a parlare apertamente di liquidazioni e licenziamenti di massa ai danni del sistema finanziario e di frenata della ripresa economica. È evidente che non sarà uguale per tutti, la Sardegna non è la Lombardia, così come è altrettanto chiaro che i rischi maggiori li corrono le economie locali più fragili come la Sardegna appunto. L'ampia elargizione di sostegno erogati dai diversi livelli governativi attraverso prestiti, garanzie di credito e moratorie sui pagamenti dei debiti ha protetto molte piccole e medie imprese dal rischio di fallimento, tuttavia tali misure non possono far fronte ai problemi di solvibilità, ma mano che le imprese accumulano perdite e si indebitano per continuare a funzionare aumenta per loro il rischio di insolvenza. Lo studio del Fondo Monetario Internazionale evidenzia la necessità di proseguire con le misure di supporto alla liquidità e quindi di un ulteriore sostegno di tipo governativo con iniezioni di capitali come per esempio l'estensione dei prestiti partecipativi attraverso nuovi prestiti o la conversione di quelli esistenti, anche perché viene sottolineato dal rapporto i costi dei fallimenti sarebbero di gran lunga maggiori rispetto a quelli maturati dai singoli debitori e creditori. Per questo la mozione propone alla Giunta la predisposizione di un piano di salvataggio dell'economia regionale includendo la dotazione di quegli stessi strumenti finanziari raccomandati dal Fondo monetario internazionale, suggerisce inoltre la concessione di prestiti d'onore anche parzialmente a fondo perduto a favore delle piccole e piccolissime attività, ai giovani professionisti, agli artigiani, ai piccoli esercizi commerciali, agli ambulanti finalizzando il sostegno alla prosecuzione dell'attività aziendale al fine di mantenere la presenza nei territori e la coesione sociale. Prospetta infine per il rilancio della Sardegna la predisposizione di un piano di comunicazione di marketing straordinario individuando e finalizzando gli investimenti necessari per gli asset che determinano le condizioni e la percezione di sicurezza sanitaria, dalla sanità ai trasporti pubblici, alle reti di connessione digitale, agli hub di trasporto. Ritiene che le azioni politiche da condurre debbano far parte di un piano complessivo e comprensivo di ogni opportuna analisi e di ogni opportuna valutazione delle risorse disponibili, delle diverse fragilità dei sistemi economici locali, delle priorità degli obiettivi da perseguire. La Sardegna assieme alla Calabria, alla Sicilia e alla Puglia vivono una crisi molto diversa dalla maggior parte delle altre Regioni d'Italia, e commetterebbero un gravissimo errore se si cullassero sulle straordinarie previsioni del rialzo del PIL italiano di cui si parla in questi giorni, perché proprio in virtù dei differenti fattori strutturali di resilienza e di vulnerabilità delle imprese già citati il rischio è che i numeri, quindi gli effetti non saranno gli stessi per tutti. Non ce la facciamo da soli, Assessore? Possiamo insieme portare sul tavolo del Governo nazionale una proposta sostenibile delle misure necessarie. La mozione allora trasferisce nella sede del Consiglio regionale non solo le analisi e gli allarmi lanciati da Istat e dal Fondo monetario internazionale, ma anche gli appelli e il risultato degli studi delle diverse organizzazioni sindacali e delle rappresentanze del mondo produttivo e degli enti locali, e propone la trasformazione dell'azione politica della Giunta regionale condotta sino ad oggi a nostro modestissimo avviso improvvisamente e con estemporaneità in relazione probabilmente anche al fatto che si è vissuta in pieno l'emergenza in un'azione invece ben pianificata, organica e fondata sulla conoscenza puntuale degli effetti della crisi economica da Covid-19 in Sardegna, sulle capacità di reazione alle conseguenze dello shock, sui fattori strutturali di resilienza o di vulnerabilità delle imprese, per suggerire infine e in conclusione, a supporto della proposta sin qui illustrata e di tutte le politiche di ripresa e di resilienza che ci attendono, di valutare anche la predisposizione urgente di un piano straordinario per l'utilizzo del personale attraverso il preventivo coinvolgimento delle organizzazioni sindacali al fine di mettere la nostra Regione nelle condizioni di attuare i piani adottati e di spendere le risorse nei tempi utili.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moriconi.

È aperta la discussione sulla mozione appena illustrata dall'onorevole Moriconi.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Mi ricollego alle parole dell'onorevole Moriconi che in modo puntuale e dettagliato ha suggerito con questa mozione, e lui con noi, alcune indicazioni che sono da prendere come metodo di lavoro a partire dalle prossime ore, e mi ricollego alla premessa che faceva in relazione ai fatti che hanno riguardato la Sardegna e purtroppo continuano a riguardare la Sardegna legata all'emergenza incendi e anche a tutte le problematiche legate all'economia. Nell'ambito dei bandi sulla manutenzione dei boschi, il PSR aveva individuato nella misura 8.3 una serie di azioni per la manutenzione dei boschi con finanziamenti regionali attraverso il bando, a beneficio delle imprese e di coloro che operano e lavorano nelle campagne, già a partire dal 2019. C'è stato di recente l'ennesimo rinvio al 31 ottobre 2021 per l'assegnazione di queste risorse. Sono 400 domande che attendono da tre anni, 400 imprese, 400 progetti, che attendono da tre anni di poter avere un beneficio economico da parte dell'Assessorato dell'agricoltura per poter intraprendere un cammino di riqualificazione di luoghi. Quante di queste 400 domande sono di imprese dell'oristanese, e tra quelle dell'oristanese sono imprese che operavano nel Montiferru? Sarebbe molto interessante, rispetto anche alle affermazioni fatte, è vero che si può sempre migliorare nella tutela dei boschi, è vero che si pu�� sempre migliorare in tante direzioni, è vero anche se poi a fronte di un beneficio economico atteso da tre anni di rinvio in rinvio passa così tanto tempo, non vorrei che alcune di queste domande fossero di persone, imprenditori che avrebbero potuto operare nell'ambito dell'agro nella tutela preventiva anche per quanto riguarda gli incendi. Il tema è quello che veniva posto dall'onorevole Morriconi, stanziamo risorse e queste risorse non arrivano. Sa bene l'Assessore per la difficoltà della SFIRS da quanti anni attendono risposte coloro che hanno partecipato ai bandi T1, T2, T3, e via dicendo. È inutile fare finanziarie o leggi di stabilità se poi tutto ciò che viene messo nell'ambito degli stanziamenti non arriva mai ai beneficiari o arriva con tempi talmente lunghi da vanificare persino il quadro economico-finanziario, l'idea imprenditoriale, perché il mondo cambia fondamentalmente o perché altri decidono di fare altro. Nell'attesa di avere una risposta avendo presentato un progetto per quanto riguarda un bando è chiaro che se l'attesa è di anni e anni produce gli effetti di dirottare anche quell'imprenditore verso un investimento diverso probabilmente, per non parlare delle tante imprese che attendono e tanti giovani che attendono le risorse per quanto riguarda l'imprenditoria giovanile anche nelle campagne. Non ci sarebbe un problema, almeno attribuibile all'attuale maggioranza, all'attuale Giunta, se si fosse fatto ogni e qualsiasi sforzo per sbloccare quelle risorse. A fronte di dotazioni di parte corrente non infinite, a fronte di problematiche legate al personale negli Assessorati, così come in tante agenzie ed enti, si è fatta la scelta di dirottare risorse per dotare Presidenza e Assessorati di figure che nulla hanno a che fare con la possibilità di sbloccare poi alla fine quelle risorse e dare un beneficio economico. Secondo voi, anche le indicazioni, la prima, del segretario generale della Regione vanno nella direzione di impegnare una persona che avendo una tale padronanza e conoscenza della macchina amministrativa regionale, non dico delle leggi, non parlo delle leggi, della macchina amministrativa burocratica e dell'ubicazione di ogni singolo Assessorato e Ufficio e di chi governa quegli Uffici, la scelta di aver messo una figura che non ha mai ricoperto incarichi nell'ambito della Regione Sardegna e del suo apparato determina un'immediatezza nella capacità e possibilità di sbloccare e intervenire subito per una conoscenza diretta, e tale capacità di dinamismo per il passato nell'ambito dell'esercizio di funzioni della pubblica amministrazione regionale, o forse a due anni e mezzo si rischia di perdere un altro anno prima che quelle figure entrino nella dimestichezza e possono manovrare con velocità e rapidità…

PRESIDENTE. Sì, grazie, veramente, la stavo facendo concludere.

È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente. È stato detto correttamente nell'intervento di presentazione della mozione che in Sardegna le piccole dimensioni delle imprese rappresentano la maggiore quantità dell'impresa regionale e che sono anche quelle più colpite dalla crisi. La Sardegna è classificata tra le regioni a maggior numero di imprese e di addetti ad alto rischio operativo combinato e la Sardegna, insieme alla Calabria, è l'ultima tra le regioni a maggiore fragilità economica e strutturale secondo i dati Istat 2021. Quindi una situazione particolare che configura il nostro sistema economico e la nostra regione. Finora abbiamo messo in campo degli interventi a fondo perduto che a detta degli stessi operatori che hanno avuto la possibilità di accedervi sono limitati quantitativamente e quindi non sono in grado di risolvere il problema, ma questo lo sapevamo anche quando abbiamo fatto i provvedimenti, altre azioni, come "Destinazione Sardegna Lavoro" e "Fondo Resisto", hanno difficoltà ad essere erogate, ancora oggi sono state erogate in minima parte. Quello che vogliamo riproporre è un metodo di lavoro, un metodo che consenta di avere un'analisi seria su quelle che sono le esigenze dei singoli settori economici e consenta di distribuire le risorse che sono evidentemente limitate a sostegno dei settori che ne hanno maggior bisogno, e questo è quello che noi abbiamo provato a dire fin dall'inizio, poi nell'emergenza ci rendiamo conto che questa analisi non era fattibile in tempi rapidi, ma oggi credo che ci siano tutti gli elementi anche in base alle richieste che sono arrivate all'Assessorato del lavoro, all'Assessorato alle attività produttive in particolare, che ci consentono oggi di avere un'analisi su cui basare gli interventi successivi. Qual è il reale fabbisogno e in che percentuale quindi servono interventi a favore del sistema produttivo sardo credo che sia una esigenza che vada messa in campo per programmare i futuri interventi a sostegno delle attività e dei comparti economici. Un piano di salvataggio che sia basato quindi sullo studio regionale, che identifichi le criticità e quantifichi le reali esigenze. La proposta che noi facciamo è quella di utilizzare il sistema della concessione di prestiti a ristrutturazione del debito completamente garantiti dalla parte pubblica e che abbiano un periodo di ristoro, di restituzione di almeno trent'anni in maniera che siano facilmente ammortizzabili in una fase di crisi come questa che stiamo vivendo, senza ricorso all'indecente "Click Day", che non è ammissibile in una partita così delicata come questa, che deve vedere delle classificazioni in base alla criticità, e quindi non semplicemente all'opportunità di avere accesso più rapidamente al sistema informatico e quindi di essere primi o secondi o terzi in graduatoria. L'altra è quella della concessione di prestiti d'onore, anche questi in gran parte a fondo perduto, che vadano a favore delle piccolissime imprese, delle imprese giovanili, delle imprese che fanno attività di esercizio commerciale di prossimità, e quindi che abbiano la capacità di garantire una continuità e il superamento di questa fase di crisi e una continuità di tipo aziendale che ha un'importanza anche da un punto di vista della tenuta sociale. Credo che in ragione proprio della debolezza del nostro sistema economico, che è certificata dall'Istat, sia possibile un'interlocuzione col Governo per reperire risorse che evidentemente non sono disponibili nel solo bilancio regionale, ma proprio la condizione di essere insieme alla Calabria la Regione a maggior rischio e a maggiore difficolt��, credo che ci consenta un'interlocuzione seria con il Governo per richiedere risorse aggiuntive che consentano di dare una risposta in termini adeguati a quella che è la condizione. Dall'altra, è stato già accennato, serve un efficientamento del sistema burocratico, questa Regione non può permettersi il lusso di fare le leggi, di stanziare risorse e di vederle bloccate per anni o per mesi, non è possibile, siamo in una situazione di emergenza e quello che sta avvenendo in grandissima evidenza è l'incapacità del sistema burocratico a dare le risposte. Mi risulta che su uno dei bandi ultimi sia stata richiesta una fideiussione addirittura alle imprese che hanno già presentato tutta la documentazione, che sono state ammesse, e adesso si chiede una fideiussione per erogare le risorse, ma a chi non ha i soldi per tenere aperta l'attività. Cio��, io credo che siano cose che non possono succedere o che vadano viste prima e trovati argomenti che ammortizzino questo tipo di difficoltà che poi vengono ad incidere sull'efficienza del sistema, e credo che serva una riorganizzazione del sistema burocratico anche con una ridistribuzione del personale da farsi, come si è detto, in accordo con le forze sindacali, ma anche un reclutamento di nuovo personale che è possibile anche su liste e graduatorie ancora vigenti come quella dell'ASPAL, che io mi permetto di ricordare ancora una volta è una graduatoria da cui può attingere la pubblica amministrazione, l'apparato regionale per completare gli organici, e questa credo che sia un'esigenza a cui non possiamo non dare risposte. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. Io mi permetto di ringraziare l'onorevole Moriconi per questo lavoro che ha fatto, per il lavoro che c'è dietro questa mozione, che noi all'epoca, appunto era la fine di aprile, sottoscrivemmo senza alcuna remora. È un lavoro veramente peculiare, approfondito, che a mio parere dovrebbe essere, se non alla base, comunque preso seriamente in considerazione dall'attuale Governo regionale e quindi in particolare dall'assessore Fasolino, che sta ascoltando con grande attenzione, per dare uno spettro più ampio all'ultima metà legislatura che manca, perché fino adesso siamo andati avanti a tentoni per motivazioni più o meno valide approvando i provvedimenti finanziari sempre con grave ritardo, e magari andando sempre a rimorchio delle situazioni contingenti che purtroppo si sono ripetute con la tragedia del Montiferru. Però a mio parere questo lavoro dell'onorevole Moriconi dovrebbe essere come una stella cometa da seguire, perché? Perché è frutto, come dicevo prima, di un lavoro approfondito che va a vedere anche dal punto di vista numerico e statistico quella che è la reale situazione del nostro tessuto economico post Covid. E una cosa mi ha profondamente colpito, il fatto che la Sardegna sia agli ultimi posti assieme alla Sicilia, alla Puglia e alla Calabria. Noi sappiamo benissimo che purtroppo in queste tre regioni vige la criminalità organizzata, la criminalità organizzata purtroppo è protagonista dell'economia di queste regioni. Noi abbiamo la fortuna di non avere come compagna di viaggio nella nostra terra la criminalità organizzata, però d'altra parte il rischio di finire nel pozzo senza fondo dell'usura è sempre presente, e quindi ritengo che l'usura non sia sicuramente un nemico migliore della criminalità organizzata. Ecco perché gli strumenti che l'onorevole Moriconi ha puntualmente indicato per addivenire ad un aiuto delle nostre imprese, imprese che sono, come sappiamo, soprattutto a conduzione familiare, micro, piccole imprese, siano strumenti che, giustamente anche come ha detto l'onorevole Ganau con un'interlocuzione anche giusta, legittima nei confronti del Governo, possano servire per dare una prospettiva poliennale, pluridecennale alla nostra economia. Certo, so benissimo che non è semplice quando devi cercare dal punto di vista finanziario di mettere insieme il pranzo con la cena, lo so benissimo, onorevole Fasolino, qual è la situazione, per�� dando importanza a questo ottimo lavoro dell'onorevole Moriconi si potrebbe iniziare a cambiare la mentalità, iniziare a cambiare il percorso che finora si è portato avanti. Quindi ritengo che conoscendola personalmente sono certo che, sia pur non al cento per cento, si prenderà carico di considerare questi preziosi suggerimenti dell'onorevole Moriconi, che tutti noi come minoranza abbiamo sicuramente sottoscritto, anche perché, come lo stesso Morricone ha detto, l'incremento del Pil previsto a livello micro, soprattutto per quanto riguarda la nostra Isola, sicuramente non avrà gli stessi numeri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, signor Presidente, grazie agli onorevoli consiglieri. È la prima volta che intervengo dopo i fatti degli ultimi giorni, quindi mi accodo a chi a ha espresso solidarietà per le comunità e per ringraziare tutti gli operatori che in questi giorni, veramente con forza e coraggio, hanno cercato di ridurre il più possibile, anche mettendo a repentaglio la propria vita, hanno difeso il nostro territorio. Devo dire che io considero molto positiva questa mozione, farò un intervento e, come sempre, dirò quello che realmente penso, e ho trovato molto interessante la mozione, io, per dire la verità, avevo avuto occasione di parlarne anche con l'onorevole Moriconi, di discuterne in maniera costruttiva, come d'altronde vedo anche all'interno della stessa mozione, e devo dire che anche gli interventi che ci sono stati a supporto di questa mozione sono interventi costruttivi, dove si cerca di capire come migliorare questa condizione. Ma lo stesso suo intervento, quando lei inizia dicendo che comunque, facendo un'analisi dei due anni e mezzo che ci hanno visto a al governo di questa Regione, con una serie di criticità, come quella della pandemia che abbiamo vissuto, io mi ricordo, proprio a cavallo di tutte le finanziarie, abbiamo dovuto gestire un'emergenza, nell'ultimo passata l'alluvione di Bitti, oggi che stiamo lavorando sull'assestamento, su questa variazione di bilancio questa degli l'incendi, per carità, però, come ha detto lei chi governa, chi è in maggioranza si deve prendere l'onere e l'onore di amministrare questa Regione e di portare avanti, rimboccandosi le maniche, cercando di fare il possibile, e quindi questo dobbiamo fare e stiamo cercando di farlo al meglio. Poi i risultati, non lo so, ci sarà chi li valuterà, li giudicherà, senza nessun problema, l'importante è che ognuno di noi abbia la coscienza a posto di aver fatto il massimo, anche con la consapevolezza di poter sbagliare. Quindi sono stati messi in campo una serie di interventi, certo sapevamo che gli interventi che si mettevano in campo non potevano soddisfare tutte quelle che erano le esigenze e le richieste, a oggi però diciamo che possiamo fare un'analisi, come ha detto l'onorevole Ganau, oggi possiamo cominciare ad avere magari ad avere dei dati, che ci possono aiutare per capire come possiamo intervenire e dove magari si è sbagliato e dove si doveva magari intervenire in maniera diversa. Guardate, il click day dei non piace neanche a me, tanto per intenderci, e ve lo dico molto… a me non piace, insieme portiamo in Commissione una valutazione di questo tipo e decidiamo uno strumento oggettivo per potere decidere insieme cosa e come eventualmente devono essere fatti i bandi? Io ci sto, per me va bene, non ho paura di un confronto di questo tipo, io me l'ho trovato un sistema di questo tipo che non doveva in questo caso essere neanche un click day, però quando ti arrivano 3000 domande un dato oggettivo alla base dobbiamo averlo, se non è questo troviamone un altro che sia altrettanto oggettivo e garantista per chi fa le richieste. Io non sono amante, come ho detto, anzi, non mi piace per niente, troviamolo insieme uno strumento migliore, io sono disponibile senza nessun problema. Ed è vero anche sui ritardi, sui sistemi, sulla burocrazia, ne abbiamo sempre parlato, diciamoci anche qualcosa di positivo. Comunque io devo dire che sul fondo BEI noi a oggi abbiamo erogato, e non esiste, guardate, non esiste nella storia della nostra Regione uno strumento che sia riuscito a erogare così tante risorse in così poco tempo, noi dalla pubblicazione del bando a oggi abbiamo erogato 98 milioni di euro, che sono andati alle imprese, erogati 98 milioni di euro! Possiamo dopodomani certificare per la Commissione europea 90 milioni di euro, quindi queste risorse ci verranno restituite praticamente, quindi, io voglio dire, non ché sia perfetto e vada bene eh, sto dicendo che c'è un aspetto positivo, ripartiamo magari da quegli aspetti positivi per cercare di capire come migliorarli, perché anche quello strumento che oggi, come è riportato giustamente nella mozione, soddisferà soltanto 200 imprese, con l'intervento anche da parte delle banche scorreremo e arriveremo circa 400 imprese; non basta! Lo sappiamo, non basta, perché le esigenze sono diverse, e devo dire che io mi trovo d'accordo anche sulle soluzioni. Le soluzioni proposte sono le soluzioni che, secondo me, sono le più interessanti, cioè crediti per ristrutturare debiti, anche perché dall'analisi fatta dall'Istat e dall'analisi fatta da voi che avete presentato la mozione si dice quali potrebbero essere i problemi, perché molto chiaramente nella mozione è scritto, i problemi che noi potremmo dover affrontare e le motivazioni per le quali la Sardegna e la Calabria sono le ultime è perché le imprese colpite dalla pandemia per le restrizioni, per tutte quelle che sono le nuove regole, sono proprio quelle che fanno parte della base dello sviluppo economico della nostra Isola e della Calabria, ma ancora di più, perché queste imprese in questo anno si sono indebitate per cercare di sopravvivere e prima poi bisognerà cominciare a pagare questi debiti. È stato fatto proprio l'esempio di un debito da restituire in 48 rate e che troverà le imprese nella prossima primavera a dover cominciare a restituire quel debito, ma anche perché non è finita la pandemia, quindi tutti pensavamo che da settembre del 2020 si potesse ripartire e poi si potesse lavorare per cercare di riconquistare quel mercato che avevamo abbandonato, e invece così non è stato è ancora oggi vediamo che ancora non ci siamo ripresi, e quindi l'analisi che viene fatta e la valutazione e la riflessione che ci deve portare a fare questa mozione, e la situazione che stiamo vivendo, è che dobbiamo capire, oggi con i dati che abbiamo, come possiamo noi affrontare le difficoltà che sono inserite in questa mozione, come noi possiamo veramente riuscire a dare forza alle imprese che sono in difficoltà, con quali strumenti? Facciamo due conti? Qua avremo bisogno di miliardi, avremmo bisogno di miliardi! E allora sono d'accordo con gli interventi che sono stati fatti dall'onorevole Moriconi, dall'onorevole Ganau, che non possiamo farlo da soli, e allora deve partire, sì, una valutazione, deve partire un'analisi del mercato sardo, analizzandolo in base anche a questa indagine, per poi portare sul tavolo del Governo delle possibili soluzioni e sicuramente un aiuto per poter fare in modo e per poter impedire che le imprese sarde, o che una parte delle imprese sarde rischino il fallimento, perché da soli non ce la possiamo fare. Voi considerate che siamo la Regione che ha messo a correre più risorse per cercare di aiutare le imprese durante questa pandemia; ma non basta! Perché noi arrivavamo già col fiato corto a questa pandemia, le nostre imprese arrivavano già con una situazione economica difficoltosa e quindi quello che abbiamo fatto è stato un tampone, il massimo di quello che potevamo fare, ma un tampone. Quindi per me va benissimo ripartire da questa analisi, eventualmente riportare la stessa in una discussione in Commissione, calendarizzare degli interventi, dei temi che dobbiamo approfondire man mano e cercare insieme delle soluzioni per uscire compatti, perché le imprese sono di tutti, perché l'economia della nostra Isola ce l'abbiamo a cuore tutti, e perché le soluzioni non possono avere colore, sono soluzioni che noi dobbiamo cercare di adottare. Quindi io mi metto a disposizione del Consiglio e della Commissione per cercare di sviluppare insieme delle nuove soluzioni o delle soluzioni alternative, o migliorare quelle positive analizzandole, per cercare di uscire da questa crisi e per cercare di dare un supporto alle nostre imprese. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Cesare Moriconi. Ne ha facoltà.

MORICONI CESARE (PD). Grazie, per esprimere l'apprezzamento del contributo alla discussione da parte dei colleghi e da parte dell'Assessore, perché è una riflessione onesta e leale nei confronti dell'Istituzione di cui facciamo parte. Noi non ci siamo mai affidati alla gratuità dei giudizi nei confronti di nessuno, non lo abbiamo fatto in questi due anni di pandemia, perché l'emergenza e la difficoltà del Governo dell'emergenza era una difficoltà uguale per tutti, a tutti i livelli e lo sapevamo, e perché sapevamo che il modo migliore per fronteggiare una situazione così complessa sarebbe potuta essere quella di una collaborazione tra le parti. Inizialmente ci siamo affidati alla cosiddetta linea Mattarella, il senso di responsabilità delle Istituzioni, e noi siamo convinti del fatto che ragionando così probabilmente avremmo preparato la Sardegna in modo migliore all'appuntamento della scadenza del Recovery, e pensiamo anche che, come è successo nel passato, nella passata legislatura, io facevo parte di una maggioranza diversa che si è assunta la responsabilità di riforme importanti, e io non mi sono vergognato neppure di alzarmi in Aula e di dire che la legge di riforma del sistema sanitario manifestava delle criticità e per cui quella maggioranza non avrebbe dovuto vergognarsi di correggere una legge se ne verificava in corso delle criticità che ne rendevano difficile l'attuazione, e penso che la 22 del 2020, che è stata chiaramente un gesto politico, un'azione politica importante, che metteva a disposizione il massimo delle risorse possibili e che non potevo avere le soluzioni magiche, le chiavi giuste per tutte le soluzioni, in quel momento partiva così ma poi poteva essere perfezionata, e quindi anche in quel caso il nostro giudizio era un giudizio attraverso il quale manifestavano il disagio per non essere stati ascoltati nella necessità di un confronto del miglioramento e del perfezionamento degli strumenti e dei provvedimenti che mettevamo a disposizione. I 98 milioni erogati sul fondo BEI sono la dimostrazione di una soluzione, di uno strumento che funziona, ma noi nel nostro ragionamento non abbiamo mai eccepito circa la bontà di quell'iniziativa, abbiamo semplicemente detto che il sistema delle imprese in Sardegna viaggiava su 103 mile e con questo strumento andavamo a soddisfare una parte, e avevamo bisogno di capire quali erano le voragini nel nostro sistema imprenditoriale per comprendere come provare a… e siamo convinti del fatto che le soluzioni che noi proponiamo attraverso questa mozione non sono soluzioni capienti all'interno del bilancio regionale, non è possibile, per cui siamo convinti del fatto che la differenza che c'è tra una regione e l'altra, tra il nord e il sud, tra tutte le regioni e la Sardegna, la Calabria, io penso che obblighino il Governo di fronte ad una proposta sostenibile di considerare questa differenza di velocità, i parametri dalla Lombardia sono diversi da quelli della Sardegna. Per cui io capisco i provvedimenti che sono stati attuati a livello governativo, che vanno bene per tutta l'Italia ma la Sardegna non è la Lombardia e son convinto del fatto che una proposta sostenibile possa rendere accoglibile all'attenzione del Governo una nostra manifestazione unitaria, che però va condivisa, va condivisa nel Consiglio, va condivisa anche con le parti sociali. Ecco perché pensiamo che il Piano di cui parliamo è un Piano che debba essere elaborato noi pensiamo dalla Giunta, da proporre alla Commissione e al Consiglio che la possono condividere e perfezionare poi con le parti sociali, perché stiamo parlando di un fatto di carattere economico e sociale di rilevanza straordinaria, e se noi non dovessimo riuscire ad intervenire in maniera puntuale, in maniera adeguata, il rischio è che la pandemia, con i suoi effetti devastanti sul sistema economico, debba addirittura iniziare. Noi non vorremmo che sia così, per questo proponiamo… che la Commissione non ha gli strumenti per poter costruire e elaborare un piano, però siamo convinti del fatto che con questo atteggiamento la Commissione possa condividere e sostenere la Giunta nella sua azione di proposta di un piano che accolga soluzioni di questo tipo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie Presidente. Io ho ascoltato attentamente non solo l'intervento del proponente e gli interventi poi che ci sono stati e la risposta precisa e puntuale dell'Assessore, io chiederei intanto una sospensione Presidente di cinque minuti, preannunciando che per quanto ci riguarda vorremmo proporre un ordine del giorno, da poter condividere naturalmente anche con la maggioranza, per metterci nelle condizioni di poterlo non solo votare e di proporre di portare questo argomento in Commissione e insieme alla Commissione valutare tutti quei procedimenti e diciamo tutto quello che c'è scritto all'interno di questa mozione e che sia la Commissione a poterli valutare per poter poi proporre uno strumento da presentare all'Aula, cioè per metterci nelle condizioni, per dirla chiaramente, di poterlo votare anche noi, caro collega e consigliere e amico, perché naturalmente in queste condizioni, così come è posto l'ordine del giorno, pur condividendone i principi ci mette nelle condizioni di non doverlo votare, invece se noi ci mettiamo nelle condizioni di poter dire "coinvolgiamo la Commissione competente, ci ragioniamo e ci lavoriamo insieme", ci mette nelle condizioni di essere anche nella stessa lunghezza d'onda e di trovare quei correttivi che voi in linea di massima state proponendo all'interno della mozione. Quindi, Presidente, se siamo d'accordo io chiederei cinque minuti di sospensione per concordare naturalmente con gli amici che hanno presentato la mozione.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 32, viene ripresa alle ore 17 e 35.)

Riprendiamo i lavori, prego i colleghi di prendere posto.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Sonosempre un po' singolari le interpretazioni che vengono date quando si cerca di trovare il modo di condividere. Su interlocuzione con l'Assessore e anche col proponente, siamo rimasti d'accordo, se l'Aula poi è d'accordo perché l'Aula è sovrana, che su impegno da parte dell'Assessore verrà preparato un ordine del giorno, ci siamo detti anche sulla base di quali principi contenuti nella mozione da portare nella prossima seduta del Consiglio regionale che poi per quanto ci riguarda dovrebbe essere approvato all'unanimità, queste più o meno le cose che ci siamo detti. Se siamo d'accordo possiamo anche procedere e andare avanti.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Mula. L'impegno è assunto dall'Assessore.

Discussione della mozione: Manca Desiré Alma - Ciusa - Li Gioi - Solinas Alessandro sulla necessità di concedere un concreto sostegno al pagamento dei canoni di locazione per le famiglie che, anche a causa dell'emergenza epidemiologica, si trovano in situazione di disagio economico (229).

PRESIDENTE. Il successivo punto all'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 229.

Dichiaro aperta la discussione.

Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

MANCA DESIRE' (M5S). Un argomento importante, noi non siamo ancora usciti dalla pandemia, una pandemia che dura da un anno e mezzo, più di un anno e mezzo e che ha visto in questo caso la Sardegna, mi riferisco alla nostra Isola, alternare periodi di chiusure e di aperture che hanno segnato fortemente la nostra Isola e che ha decretato un periodo… dicevo, la Sardegna non ha mai vissuto un periodo storico così difficile, l'abbiamo dichiarato diverse volte in quest'Aula, un periodo senza precedenti. La parola chiave di questa emergenza è la povertà, purtroppo è la povertà. Basti pensare che in Italia i poveri sono aumentati di 10 milioni di unità, numeri davvero allarmanti che ci devono fare riflettere e purtroppo ancora i numeri ufficiali relativi al 2021, decretati dal periodo di pandemia, non si conoscono. Un dato certo è che la Sardegna comunque si colloca tra le regioni più povere, non dell'Italia ma addirittura di tutta l'Europa. E quella che è l'emergenza, ciò che l'emergenza sanitaria ha fatto emergere, è la crescita di un universo di povertà inedito, composto da coloro che avevano lavori precari o stagionali e che oggi purtroppo sono costretti a chiedere aiuto. Prima di illustrare questa mozione, chiedo a tutti i consiglieri, alla Giunta, agli Assessori che sono presenti, di spogliarsi della loro appartenenza politica, di togliersi la maglietta e di ascoltare quello che viene richiesto, perché l'unico obiettivo che ha questa mozione è quello di intervenire maggiormente sul popolo sardo e sulle persone che stanno davvero, davvero male e che sono in forte difficoltà. E allora parliamo di un aiuto che noi chiediamo, un aiuto per quanto concerne i canoni di locazione. Già in condizioni normali costituisce un elemento di forte disagio sociale laddove colpisce le fasce sociali a basso reddito come gli anziani, le persone sole, i giovani appunto come ho detto poco fa con lavori precari, le famiglie monoreddito o con un solo genitore. L'attuale emergenza epidemiologica ha determinato e sta determinando una forte contrazione occupazionale, con conseguente calo dei redditi e quindi ha conseguentemente amplificato questo forte disagio sociale. Consideriamo che la Sardegna, la Regione Sardegna ha stanziato nel 2018 8.855.000 euro riuscendo a soddisfare il 42,30 per cento del fabbisogno richiesto. Poi nel 2018 questo importo che aveva messo a disposizione la Regione Sardegna è diminuito, passando da 8 milioni 855 a 7 milioni e 61 e quindi siamo stati in grado solo di soddisfare il 36,49 per cento. L'ultimo dato a disposizione è quello risalente al 2020, dove purtroppo da 8 milioni 855 messi a disposizione nel 2018 siamo scesi a 5 milioni. Adesso capiamo bene che c'è stato un trend negativo in questi ultimi tre anni citati, ma noi non possiamo permettere che in questo momento dove la Sardegna davvero e i sardi hanno davvero bisogno di un maggior sostegno economico, si possa continuare non solo a diminuire l'importo messo a disposizione per l'aiuto e il pagamento del canone di affitto, ma addirittura dobbiamo aumentarlo prevedendo quella fascia o quelle fasce di nuovi poveri che ha generato la pandemia.

Ed è per questo che noi presentiamo questa mozione dove chiediamo alla Giunta e quindi a voi Assessori e al Presidente della Regione, di porre in essere le azioni necessarie per concedere un concreto sostegno al pagamento degli affitti per coloro che si trovano in condizioni di disagio economico anche a causa e soprattutto, oserei dire, a causa dell'emergenza dovuta al Covid attraverso uno stanziamento straordinario, quindi di allargare la platea e soprattutto proponiamo anche di porre in essere tutte le azioni perché la ripartizione delle risorse ai comuni venga effettuata secondo procedure semplificate, cosa che fino adesso non avviene. E aggiungerei, a chiosa del mio intervento e della nostra richiesta, c'è stata una Conferenza Stato-regioni relativa all'8 luglio, la Conferenza unificata Stato-regioni ed enti locali, l'8 luglio ha dato il via libera a due schemi di decreto del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile riguardanti le politiche dell'abitare per offrire un sostegno maggiore, economico alle famiglie a basso reddito in difficoltà per il pagamento dell'affitto. Il primo schema di decreto provvede al riparto tra le regioni del Fondo nazionale di 210 milioni per il 2021 per consentire l'accesso all'abitazione in locazione, considerando il perdurare dell'emergenza Covid le regioni possono attribuire ai Comuni le risorse assegnate dal Ministero con una procedura d'urgenza e semplificata, quindi è già stato previsto dalla Conferenza e il risultato della Conferenza Stato-regioni che è avvenuta l'8 di luglio ed è questo che noi chiediamo di applicare, ma è già previsto da questa Conferenza, quindi l'applicazione di quanto già previsto. Il secondo schema di decreto ripartisce tra le regioni la dotazione di 50 milioni di euro per il 2021 del fondo inquilini, inquilini morosi incolpevoli e sono coloro i quali che non riescono a pagare l'affitto dovuto proprio alla crisi e all'emergenza del Covid. In questo caso l'aiuto è destinato alle persone in condizioni economiche disagiate e che vivono in una casa in affitto e/o che hanno uno sfratto esecutivo per morosità. Quindi, Assessori presenti e mi rivolgo anche a lei assessore Fasolino, questa è davvero una mozione che, noi ce lo siamo detti tante volte in quest'aula consiliare, non può avere colore politico, io mi auguro che ci sia un'unione per sostenere maggiormente chi in questo momento e chi in questo anno e mezzo purtroppo ha costituito la nuova fascia di povertà sarda.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dei lavori pubblici.

SALARIS ALDO (Riformatori Sardi), Assessore dei lavori pubblici. Grazie all'onorevole Manca e al Gruppo per averci dato questa occasione di chiarimento di un aspetto così importante, a dimostrazione che la maglia, quella uguale per tutti, l'abbiamo indossata il 25 febbraio 2021. Il 25 febbraio del 2021 la Regione Sardegna stanzia, con legge numero 5, 10 milioni di euro al contrario di quello che succedeva gli anni precedenti, dunque abbiamo nel 2021 raddoppiato lo stanziamento. Oltre a questi si sommano 5 milioni 613 e qualcosa, per la precisione stiamo parlando di 5 milioni 109 e 700 che arrivano in forza del cosiddetto Fondo nazionale, proprio da quelle cifre a cui lei si riferiva stanziate dal Governo. Non sono state ancora accolte queste risorse di 5 milioni 107 perché lo dobbiamo fare tramite delibera di Giunta che gli uffici stanno chiudendo e contiamo di portare, presentare alla prossima Giunta. La procedura più facile per quanto riguarda la distribuzione delle risorse agli aventi diritto è quella che i Comuni stanno già adottando, nel senso che se dovessimo seguire la via ordinaria dovremmo andare a un bando e un bando avrebbe dei ritardi veramente lunghi, dunque si sta seguendo il procedimento pur legittimo di lavorare sullo storico, anche perché come lei ben sa i comuni liquidano a consuntivo agli aventi diritto le somme. Ciò che ha causato un ingorgo della macchina è che non si capiva bene se a livello di interpretazione della norma che istituisce il cosiddetto reddito di cittadinanza, tale reddito di cittadinanza fosse incompatibile, non cumulabile, con questo beneficio richiesto. Ecco che questa interpretazione che poi è stata richiesta oltre che agli uffici regionali, la Regione si è interpellata con il Ministero competente per avere delle delucidazioni, ha causato un ingorgo perché si riteneva che vi fossero dei benefici che non si potessero cumulare e che si sovrapponessero. Detto questo, ripeto, sarà delle prossime settimane, non più tardi, la delibera dove aggiungiamo ai 10 milioni stanziati a febbraio con fondi regionali i 5 milioni e 107 che arrivano invece dal provvedimento di natura ministeriale da parte del Governo. Contiamo quest'anno di affrontare pertanto questa emergenza, perché lei ha ragione onorevole Manca, è una vera e propria emergenza che ci riguarda tutti, questa emergenza con quasi 16 milioni di euro a fronte dei 21 che è quello che sarebbe il fabbisogno invece per i quali i Comuni fanno richiesta. Pertanto stiamo verificando se possiamo addirittura arrivare alla copertura di tutti i 21, questo è quanto la Giunta si sta adoperando di fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Assessore, noi siamo solo che felici di quello che lei ci ha comunicato e sapevamo anche che c'erano a disposizione, adesso non sapevo esattamente la cifra, ma più di 5 milioni dal punto di vista del Governo e quindi il fatto che siano immediatamente messi a disposizione dei Comuni è fondamentale.

Quindi lei ci dice che la prossima settimana arriverà in Giunta, noi ci auguriamo, verificheremo anche che questo provvedimento arrivi, questa delibera arrivi davvero in Giunta per la prossima settimana, ma soprattutto le chiediamo e lo chiedo anche all'assessore Fasolino, l'ha detto lei, la richiesta da parte dei comuni supera un pochettino i ventun milioni di euro e credo che ci sia la volontà politica da parte vostra di aumentare il budget da 16 milioni a 21 milioni. Io vi chiedo di fare davvero questo sforzo perché non abbiamo mai vissuto un periodo analogo a questo e quindi davvero la richiesta che ci perviene, ma anche credo a tutti i consiglieri regionali da parte dei comuni, è di avere un maggior sostegno proprio per le persone che sono in forte difficoltà. Quindi va bene questo, 16 milioni di euro è già un risultato ma non completa e non va a soddisfare il 100 per cento e io credo che l'obiettivo di tutti in questo momento sia quello di arrivare invece al 100 per cento delle richieste, specialmente in questo momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Io volevo chiedere ai proponenti, dopo le dichiarazioni da parte dell'Assessore che credo abbiano sentito anche i commenti di chi ha proposto la mozione, soddisfa quasi pienamente, poi inutile che ce lo neghiamo, la Regione non è che può soddisfare sempre al 100 per cento quelle che sono le richieste perché purtroppo sappiamo benissimo che le richieste sono tante e i soldi non bastano a coprire tutte quelle che sono le emergenze in Sardegna.

L'argomento citato è un argomento molto sensibile e anche noi siamo sensibili al tema, all'argomento, mi dà l'impressione, anzi ne ho la certezza, che le rassicurazioni date dall'Assessore sul fatto che comunque a fronte di un ipotetico fabbisogno di 20 o 21 milioni di euro ne stiamo mettendo 16, stia andando in quella direzione, quindi detto questo io chiederei ai proponenti che la mozione venga ritirata perché metterci nelle condizioni di dare un voto contrario, oppure potremmo proporre, così come abbiamo fatto con l'altra mozione, di fare un ordine del giorno dove diciamo che impegniamo comunque il Presidente e l'Assessore a vedere una soluzione possibile per poter poi addivenire a quella che è da voi auspicata una copertura totale per quanto riguarda questa emergenza e per quanto riguarda tutte le richieste e le esigenze che ci sono. Quindi se voi siete d'accordo, per evitare che in un argomento così importante l'aula si possa dividere, proponiamo la stessa cosa fatta con l'altra mozione, magari se l'Assessore, così come ha fatto l'assessore Fasolino per la prossima seduta del Consiglio si adopera per preparare una mozione che possa avere diciamo i contenuti sulla base di quello detto dai proponenti e sulle risposte date dall'Assessore che ci metta nelle condizioni anche a noi di poterla votare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Sì, accettiamo assolutamente, anche perché, ripeto, l'obiettivo è quello di ottenere il risultato e questo è un argomento, come ho citato all'inizio della presentazione di questa mozione, che davvero non può avere colori politici. Per cui va bene la proposta del collega Mula, la prossima settimana insieme all'altroordine del giorno, aspettiamo anche questo, proprio per avere una proposta e un impegno condiviso ma con un unico obiettivo che è quello di sostenere poi maggiormente i Sardi.

Discussione congiunta e approvazione delle mozioni: Giagoni - Caredda - Canu - Talanas - Oppi - Piras - Mele - Saiu - Ennas - Manca Ignazio - Satta Giovanni Antonio - Sechi - Peru - Stara - Moro - Zedda Alessandra sulla richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione e dell'articolo 29 della legge n. 352 del 1970 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa popolare), di disposizioni dell'articolo 25, comma 3, della legge 24 marzo 1958, n. 195 (Norme sulla Costituzione e sul funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura), nel testo risultante dalle successive modificazioni e integrazioni, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (493); Giagoni - Caredda - Canu - Talanas - Oppi - Piras - Mele - Saiu - Ennas - Manca Ignazio - Satta Giovanni Antonio - Sechi - Peru - Stara - Moro - Zedda Alessandra sulla richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione e dell'articolo 29 della legge n. 352 del 1970 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa popolare), di disposizioni di articoli della legge 13 aprile 1988, n. 117 (Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati), nel testo risultante dalle successive modificazioni e integrazioni, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (494); Giagoni - Caredda - Canu - Talanas - Oppi - Piras - Mele - Saiu - Ennas - Manca Ignazio - Satta Giovanni Antonio - Sechi - Peru - Stara - Moro - Zedda Alessandra sulla richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione e dell'articolo 29 della legge n. 352 del 1970 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa popolare), di disposizioni di articoli del decreto legislativo 27 gennaio 2006, n. 25 (Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di Cassazione e nuova disciplina dei consigli giudiziari, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera c), della legge 25 luglio 2005, n. 150), nel testo risultante dalle successive modificazioni ed integrazioni, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (495).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni numero 493, 494, 495, 496, 497, 498.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente solo per chiederle cinque minuti di sospensione in Aula.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 56, viene ripresa alle ore 18 e 27.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio.

La discussione verterà, come dicevamo, sulle mozioni numero 493, 494, 495, 496, 497 e 498.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente, le diamo per illustrate.

PRESIDENTE. Allora, diamo per illustrate le mozioni suddette.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, io chiederei la gentilezza, non dico di fare grandi discorsi o ragionamenti, ma sarebbe importante su questa mozione almeno due cose per cercare di capire, anche per i colleghi che magari non hanno avuto modo di approfondire, di sapere di che cos'è che stiamo parlando e cos'è che stiamo votando. Quindi almeno due cose, senza fare grandi discussioni, però ci farebbe piacere sentirle dai colleghi proponenti.

Discussione congiunta e approvazione delle mozioni: Giagoni - Caredda - Canu - Talanas - Oppi - Piras - Mele - Saiu - Ennas - Manca Ignazio - Satta Giovanni Antonio - Sechi - Peru - Stara - Moro - Zedda Alessandra sulla richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione e dell'articolo 29 della legge n. 352 del 1970 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa popolare), di disposizioni dell'articolo 25, comma 3, della legge 24 marzo 1958, n. 195 (Norme sulla Costituzione e sul funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura), nel testo risultante dalle successive modificazioni e integrazioni, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (493); Giagoni - Caredda - Canu - Talanas - Oppi - Piras - Mele - Saiu - Ennas - Manca Ignazio - Satta Giovanni Antonio - Sechi - Peru - Stara - Moro - Zedda Alessandra sulla richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione e dell'articolo 29 della legge n. 352 del 1970 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa popolare), di disposizioni di articoli della legge 13 aprile 1988, n. 117 (Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati), nel testo risultante dalle successive modificazioni e integrazioni, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (494); Giagoni - Caredda - Canu - Talanas - Oppi - Piras - Mele - Saiu - Ennas - Manca Ignazio - Satta Giovanni Antonio - Sechi - Peru - Stara - Moro - Zedda Alessandra sulla richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione e dell'articolo 29 della legge n. 352 del 1970 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa popolare), di disposizioni di articoli del decreto legislativo 27 gennaio 2006, n. 25 (Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di Cassazione e nuova disciplina dei consigli giudiziari, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera c), della legge 25 luglio 2005, n. 150), nel testo risultante dalle successive modificazioni ed integrazioni, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (495).

GIAGONI DARIO (LEGA). Va benissimo, non c'è nessun problema, Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Giagoni, vuole leggere la relazione illustrativa?

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente, il nostro impegno attraverso l'approvazione di queste mozioni…

PRESIDENTE. Onorevole, c'è la relazione illustrativa che è già dal punto di vista tecnico…

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente, io sto sintetizzando tranquillamente quelle che sono… tanto abbiamo tempo, sono dieci minuti, giusto? Quindi, abbiamo tutto il tempo!

Il nostro impegno attraverso l'approvazione di queste mozioni è quello di far votare i cittadini italiani su un tema molto sentito quello della giustizia. I quesiti referendari che andiamo a proporre sono fondamentali per tutelare la nostra democrazia nel pieno rispetto della Costituzione italiana. Non possiamo permetterci di sottovalutare l'importanza e la valenza delle sei proposte di referendum, sia per l'importanza che essi rivestono in seno al tessuto sociale, sia per la capacità che avrebbero di eliminare storture e privilegi. Se si analizzano i sei quesiti, allontanandoci dalle dinamiche di partito, dalla contrarietà espressa da alcuni che scaturisce solo dal fatto che le proposte pervengono da alcune forze politiche piuttosto che da altre, ci si renderà conto di quanto necessarie sono. La prima proposta di referendum che andiamo ad analizzare riguarda l'abolizione del decreto Severino. Il secondo quesito riguarda la responsabilità civile dei magistrati… come non è questo l'ordine? E allora ho avuto l'elenco sbagliato io.

Presidente, le diamo per lette allora, perché mi hanno dato l'elenco sbagliato, è sbagliato l'ordine.

PRESIDENTE. Lo so!

Allora, passiamo alla votazione della mozione numero 493, inerente la costituzione e il funzionamento del Consiglio…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Presidente, ma giusto per capire come vogliamo procedere. Pensavo che tutte le sei mozioni fossero alla fine un unico documento e si potesse fare un dibattito appunto su tutte le sei mozioni, poi per andare ad una discussione. Non so se si può prevedere una forma del genere, vista l'importanza del dell'argomento e credo che sarebbe utile per tutta l'aula.

PRESIDENTE. Onorevole Ciusa, scusi ma stavo conferendo…

CIUSA MICHELE (M5S). Presidente, ripeto, non c'è nessun problema, chiedevo, siccome sono sei mozioni e comunque il tema è quasi unico. Se si poteva appunto fare il dibattito intorno a tutte le sei emozioni, perché io e il mio gruppo vorremmo intervenire.

PRESIDENTE. E' così! Se vuole può intervenire quando vuole! Prima di ogni votazione può intervenire. Se vuole può intervenire, come discussione generale, per tutte le mozioni.

CIUSA MICHELE (M5S). Presidente, oggi quest'Aula è costretta ad affrontare le varie mozioni proposte dal Gruppo della Lega per avviare l'iter, tramite l'approvazione delle medesime mozioni in altri Consigli regionali, per abbreviare il percorso di richiesta di indizione della consultazione referendaria sul tema della giustizia. Naturalmente dal punto di vista procedurale nulla da dire, il procedimento è corretto, ma come sempre bisogna valutare il contesto e l'opportunità politica in cui viene calato questo dibattito. Il contesto in cui ci muoviamo lo conosciamo tutti, la grande crisi economica sanitaria ci ha colpito nel profondo e non attende nessuno, pertanto diventa complicato comprendere come questo Consiglio regionale debba occuparsi di una materia che non le appartiene, quando ci sarebbero temi pressanti che meriterebbero tutto il nostro impegno e le nostre attenzioni sia qui in Aula che nelle competenti Commissioni consiliari. Se poi si aggiunge che in questi giorni il Governo nazionale, che voglio ricordare che è sostenuto anche dal Gruppo politico della Lega, nonostante le continue giravolte del leader leghista Salvini su vari temi, sta avanzando una proposta di riforma profonda della Giustizia. Su questa riforma potremo aprire un altro capitolo, ma non è una nostra competenza, è una competenza del Parlamento. Noi ci dobbiamo occupare della nostra terra che soffre maledettamente per i noti problemi storici che tutti noi conosciamo e che dovrebbero vederci impegnati costantemente senza indugio e perdite di tempo, ma del resto sono settimane che attendiamo, non solo noi, soprattutto i sardi, una variazione di bilancio che dia quelle risposte e quelle risorse a un tessuto socio economico sardo in ginocchio, ma i vostri giochi di potere e poltrone sono prioritari rispetto alla Sardegna e ai sardi. Ah, ricordo, dicevate "prima i sardi"! Pertanto mi domando che senso ha tutto questo? L'intento è purtroppo sin troppo chiaro, dietro tutto questo sì cela solo la propaganda di Salvini e della Lega, che continuano con la strategia di lotta e di governo, solo per un fatto di mero consenso elettorale, non per migliorare la nostra comunità. E tutto questo viene fatto dal momento in cui i sondaggi dicono chiaramente che la forza trainante del centrodestra ormai è un'altra. E quindi ogni giorno nel dibattito politico nazionale si assiste ai soliti balletti, quindi la giustizia sì ma anche no, sui vaccini sì ma anche no, e via discorrendo, solo per il consenso, e mai per una scelta ragionata responsabilmente. Ora si sta anche avvicinando il semestre bianco del Presidente della Repubblica e pertanto non si potranno sciogliere le Camere, le Camere e il Senato, quindi immagino agli show che dovremo assistere nelle prossime settimane e mesi. Del resto non posso che constatare che prima della presentazione delle mozioni nei vari Consigli regionali era partita la raccolta delle firme per i quesiti referendari, uno sforzo muscolare che non ha dato i frutti sperati, altrimenti non si spiega il passaggio nei vari Consigli regionali, tra i quali appunto il nostro. E colgo l'occasione per porgere la mia solidarietà al gruppo di militanti della Lega aggredito a Cagliari nei giorni scorsi, la violenza va sempre condannata senza se e senza ma. Pertanto ho cercato di approfondire i sei quesiti referendari in questione, e due particolarmente hanno colpito la mia attenzione. Il quesito riguardante la custodia cautelare, cioè la custodia preventiva al cui un imputato può essere oggi sottoposto prima della sentenza in base all'articolo 284 del codice di procedura penale, nel caso in cui c'è il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove, o di compimento di nuovi e gravi reati. Il quesito referendario interviene in particolare sul comma 1), lettera c) dell'articolo 284, e chiede di eliminare la parte che prevede si possono disporre misure cautelari nel caso in cui ci sia il pericolo di reiterazione dello stesso reato.

E poi il quesito che chiede di abolire la legge Severino, nella parte in cui prevede la sanzione accessoria della incandidabilità e del divieto di ricoprire cariche elettive e di governo dopo una condanna definitiva. In sostanza si vogliono superare gli automatismi della legge e lasciare ai giudici la libertà di decidere caso per caso se applicare o no l'interdizione dai pubblici uffici.

Beh, signori, bastano questi due quesiti referendari per capire quale senso di giustizia dello Stato avete. Questa non è una questione né di garantisti e non è nemmeno una questione di giustizialisti, questa è solo una questione di buon senso. Per voi se uno reitera il reato può continuare a compierlo, finché non si arriva a svolgere il processo, il senso di tutto ciò io proprio non lo comprendo.

Per quanto riguarda l'altro quesito il Movimento 5 Stelle, sin dalla sua nascita, con il Vaffaday del 2007 proponeva un disegno di legge di iniziativa popolare dal nome "parlamento pulito", quel giorno raccogliamo tutte le firme necessarie per la presentazione della legge in Parlamento, ma purtroppo quel Parlamento di quel tempo non prese in considerazione le migliaia di firme di cittadini. E' la nostra storia, noi ci siamo sempre battuti affinché i ruoli all'interno delle istituzioni fossero ricoperti solo da persone incensurate. Questo, colleghi, lo voglio dire chiaramente, non è garanzia di per sé, ma è giusto precisarlo, ma è pur sempre un punto imprescindibile da cui partire. Per queste ragioni il nostro voto non può essere che contrario. La giustizia italiana ha bisogno di modifiche questo è sotto gli occhi di tutti e il Movimento 5 Stelle col ministro Bonafede si è speso in tutti i modi per migliorare il nostro sistema giudiziario, senza però far cadere quelle regole che a mio avviso garantiscono una migliore tenuta per il nostro sistema sociale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Dispiace molto dover intervenire su un tema così delicato per il Paese, come il tema della giustizia, in questo modo, onorevoli colleghi. E' indubbio che alcuni dei temi posti dai referendum sono temi che appartengono anche a questa parte dell'emiciclo del Consiglio regionale, e soprattutto a uno come il sottoscritto che proviene dalla tradizione socialista, e come primi abbiamo posto il tema, ad esempio, della separazione della carriera e della responsabilità civile dei giudici, temi che abbiamo posto già con il referendum che avevamo promosso insieme agli amici Radicali. Quindi sono temi antichi, temi importanti, temi che in qualche modo hanno anche condizionato le storie politiche di alcuni nostri ex colleghi che sono stati seduti in quest'Aula, e che alcune volte hanno anche compromesso le nobili carriere di alcuni colleghi. Quindi sono temi importanti, temi sentiti, però, caro collega Giagoni, i temi importanti devono seguire strade chiare, strade che in qualche modo lasciano cadere ombre di strumentalizzazione politica, perché, caro collega Giagoni, cari amici della Lega, è chiaro a tutti in quest'Aula e fuori da quest'Aula che il momento che avete scelto voi per discutere questi temi importanti è il momento che, più che guardare al risultato finale, perché sappiamo tutti che in 25 anni di referendum abrogativi solo uno ha superato il quorum, quanto è difficile in questo Paese portare a votare la gente lo vediamo sulle elezioni amministrative, politiche e regionali, ed è molto più difficile portarli su alcuni referendum, per cui è chiaro che il dubbio di strumentalizzazione politica da parte della forza che rappresentate, e anche il modo come rappresentate questo tema, pone più di un dubbio a noi, che quesiti importanti vengano utilizzati e strumentalizzati per fini politici e non per il raggiungimento degli obiettivi, alcuni dei quali condivido, sottolineo alcuni dei quali condivido, però il modo che avete scelto è sbagliato. Ed è doppiamente sbagliato, cari colleghi della Lega, se questa discussione la volete portare come state facendo nel Consiglio regionale della Sardegna, come in questo momento, perché sino a stamattina il Presidente della Regione ci ha raccontato, è bene ha fatto, dei temi che riguardano gli incendi, con la mozione del collega Moriconi i temi che riguardano il ristoro delle imprese, quindi questo Consiglio regionale ha all'orizzonte i temi dei sardi, i temi della Sardegna, priorità dei sardi, priorità della Sardegna ben più importanti, a cui dovremmo dedicarci noi, non ultimo il fatto che ancora oggi siamo privi di una manovra finanziaria, annunciata "n volte" e che però ancora oggi non �� entrata in Aula, una manovra finanziaria che permetterebbe di dare le risposte che i sardi aspettano. Oggi invece voi introducete un tema, sì di logica politica, caro collega Giagoni, non di allontanamento dalla logica politica, introducendo un tema importante che però nulla ha a che vedere con l'attualità che questo Consiglio regionale avrebbe l'obbligo di avere come faro indicatore. E allora, voi avete aperto i vostri gazebo (anch'io vi esprimo la mia solidarietà per il vile gesto che ha colpito alcuni vostri militanti qualche giorno fa a Cagliari), avete aperto i vostri gazebo in città, molti anche dei nostri militanti del Partito Democratico stanno firmando alcuni dei vostri referendum, però, cari colleghi, non aprite un gazebo in Consiglio regionale, avete altri luoghi in cui potete mostrare i muscoli, potete mostrare tutta la vostra veemenza politica, potete fare tutto il vostro dibattito, la vostra politica, però lasciate fuori questo Consiglio regionale, lasciate che questo Consiglio regionale si occupi dei temi veri dei sardi e portate in discussione quello che ci aspettiamo noi e si aspetta chi sta fuori da qui: la politica dei ristori, l'assestamento di bilancio, la legge urbanistica, i problemi della sanità, i problemi degli agricoltori, e su quelli il confronto sarà più sereno e non su qualcosa che servirà soltanto per permettere al vostro leader Salvini di non essere superato a destra come sta succedendo nei sondaggi attuali.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Io devo constatare amaramente che, se nello scorso fine settimana non si fosse verificata la tragedia che ha distrutto il Montiferru, la priorità che questa maggioranza metteva al di sopra di tutto per quanto riguarda i lavori di questo Consiglio regionale era la mozione della Lega relativa al referendum sulla giustizia: questo è un dato incontrovertibile, soltanto i tragici accadimenti dello scorso fine settimana hanno impedito che cronologicamente questa mozione venisse appunto a costituire il primo punto all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale sardo. Perché sappiamo benissimo che è più di due anni che non si discutono mozioni in questo Consiglio regionale e che la possibilità di discutere mozioni anche della minoranza è stata ovviamente un éscamotage per inserire questa priorità, priorità che chiaramente noi del Movimento 5 Stelle respingiamo al mittente, perché riteniamo che sia assolutamente vergognoso proporla come priorità. E constato anche amaramente (amaramente tra virgolette) la presenza del Presidente della Regione stasera, Presidente della Regione che ovviamente per impegni concomitanti in questi due anni e mezzo non ha quasi mai partecipato ai lavori del Consiglio regionale, ma stasera evidentemente era libero e poteva venire qua in Consiglio regionale a dare il suo voto, magari forse decisivo per raggiungere i 31 necessari per far passare la mozione a favore di questa proposta della Lega. Proposta della Lega che poi è chiaramente e assolutamente in contrasto, ad esempio, col programma salviniano del 2018, un programma che era a dir poco forcaiolo, che prevedeva il carcere anche per lo spaccio di lieve entità, ora invece si propone che qualora venga arrestato uno spacciatore se non ci sia il pericolo di fuga o di inquinamento delle prove, anche se c'è l'evidenza della possibilità di reiterazione del reato, il suddetto spacciatore, quello che Salvini andava a cercare al citofono qualche tempo fa, potrà naturalmente rimanere a piede libero e continuare a spacciare sino a quando non sarà fissata la prima data del suo processo. Per non parlare chiaramente della legge Severino, che ovviamente, questa sì, �� un totem a mio parere assolutamente inviolabile e il cui attacco con questo referendum (referendum che poi andrebbe veramente spiegato alla gente, perché un argomento come la giustizia non può essere oggetto in maniera così leggera di referendum), ripeto, la legge Severino è chiaramente qualcosa che non si può minimamente mettere in dubbio e farlo fa pensare che questi referendum siano qualcosa riferibile ad personam, senza andare ovviamente al nome e cognome a questa persona, però il dubbio viene.

Per terminare il mio intervento, è chiaro che il nostro voto sarà sinceramente fortemente contrario a questa proposta che ancora una volta conferma che lo slogan "prima i sardi" non è uno slogan, è una presa per i fondelli.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Mi ricollego al ragionamento fatto dal…

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Cerchiamo però di essere corretti come siamo stati noi sulle vostre mozioni!

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Però, scusate sono: una, due, tre, quattro, cinque, sei mozioni, capisco che non si interverrà su tutte le mozioni, ma un discorso generale almeno sulla prima, che riguarda tutte, anche perché non stiamo valutando il merito, vorrei che fosse chiaro, qua non siamo nell'urna a referendum approvato e indizione del referendum col voto, qua stiamo discutendo una cosa differente, diamo la possibilità che i quesiti referendari vengano depositati, accettati e si vada a referendum direttamente, oppure se sia necessario raccogliere le firme. Questo è il tema odierno, cioè il tema, in relazione alla Costituzione, è: cinque Regioni che si attivano e si fanno promotrici del referendum, o no. Nessuno entra nel merito delle questioni della giustizia, per quanto si potrebbe dire che la giustizia è in affanno anche per assenza di personale, di risorse e via dicendo.

Invece vorrei soffermarmi su un punto più generale, che attiene a quello che ha detto l'onorevole Comandini, e cioè poc'anzi è arrivata una notizia ANSA: "Letti Covid esauriti nel reparto malattie infettive dall'AOU di Sassari, davanti all'aumento dei contagi l'ATS, per far fronte a eventuali nuovi ricoveri, riapre il reparto Covid di Alghero". Mentre la Sardegna brucia e un'altra parte di sardi si ammala, noi discutiamo, non delle problematiche reali, ma esauriamo il tempo di questa serata, alla presenza anche del Presidente della Regione, per discutere dei temi della giustizia.

A mio modesto parere alcune tematiche non dovrebbero essere oggetto di referendum, perché talmente tecniche, talmente delicate che saranno difficilmente comprensibili e difficilmente spiegabili, tant'è vero che nel nostro Paese quando la partecipazione al voto referendario è stata di massa, di popolo, erano quesiti come l'aborto e il divorzio, cose che riguardavano la vita delle persone e persino le dinamiche familiari. L'altro aspetto attiene a una parte del merito dei referendum e a una parte di quel che è accaduto in Sardegna di recente: da un lato si vorrebbero porre limiti per le carriere, intervenire addirittura sugli aspetti procedurali, sulle questioni di merito, sulle compatibilità e incompatibilità e via dicendo, dall'altro, giusto qualche giorno fa, un magistrato in carica che fino a qualche ora prima si è occupato delle vicende della Regione, ed è facile immaginare che le interlocuzioni fossero passate, nel senso di passato remoto, è stato nominato Segretario generale della Regione. Ovviamente non attiene a una questione di legittimità o meno, attiene a una questione di opportunità e inopportunità, oltre che di funzionamento della macchina amministrativa regionale. A due anni e mezzo, durante una pandemia, mentre la Sardegna brucia, con tutte le difficoltà di erogazione delle risorse così come illustrate in modo compiuto e puntuale dall'onorevole Moriconi, noi mettiamo al vertice della Regione una persona che in Regione non ha mai lavorato, ma mica solo in questa, in nessuna Regione d'Italia, che è un esperto di diritto ma non conosce neanche l'ubicazione degli uffici della Regione, chi c'è direttore di quel Servizio o di quell'altro, eccetera; attiene alla velocità della macchina amministrativa, è una scelta opportuna, generiamo noi stessi in questo modo elementi di confusione, di dubbi, sospetti? Temo che sia stata fatta una cosa sbagliata; sbagliata perché era sbagliato il DL 107 che moltiplicava le poltrone, e a seguire, "giù per li rami", ad errore segue errore. Quindi è per questo che è inopportuno che noi si discuta di questi temi, perché da un lato ponete temi di questo tipo, al di là del merito, e dall'altro negate le stesse cose che vorreste proporre in queste mozioni nell'azione quotidiana nell'ambito del governo della Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Dobbiamo mettere in votazione la mozione numero 493, integrata al punto 2 con l'indicazione dell'onorevole Giagoni come delegato supplente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 493.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione segreta appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della mozione numero 493. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no.

Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 33, corrispondente al nome del consigliere Tizio.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Tizio.

MELE ANNALISIA, Segretario, procede all'appello.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine dei lavori onorevole Giagoni.

Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Chiedo cinque minuti di sospensione grazie.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 23, viene ripresa alle ore 19 e 24.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Metto in votazione la mozione numero 494 sempre integrata dall'onorevole Giagoni al punto 2 come delegato supplente.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Per lasciare almeno una piccola dichiarazione nel senso che sono consapevole che molti possano pensare che firmare dei referendum significa cogliere un'occasione per mettere la giustizia al centro del dibattito politico e per spingere o modificarla in meglio, ma bisogna ricordare che è ormai da più di 25 anni che la giustizia è stata un po' utilizzata di volta in volta per le necessità del Governo di turno senza mai veramente fare una riflessione seria anche sul ruolo della magistratura, perennemente denigrata da una parte e acriticamente santificata da altri. Io penso inoltre che il referendum siano strumento eccezionale per esprimere la volontà del popolo quando toccano temi che colpiscono la vita di tutti direttamente, temi per lo più etici. Parliamo del divorzio, dell'aborto, dell'acqua pubblica, del nucleare sono cose che le persone sentono sulla propria pelle sia che siano diciamo più colte, più esperte, possano avere degli strumenti per arrivarci che in casi differenti. Invece quando si trattano dei quesiti tecnici come quelli proposti in questo referendum, e anche difficili da valutare, diventa complicato, e soprattutto è un modo per fare della propaganda che in questo periodo storico non fa bene a nessuno. Un periodo, si utilizzeranno sicuramente questi referendum per puntare il dito contro la magistratura senza entrare troppo nel merito, perché già si sente dalle discussioni e dai dibattiti che non si sta affrontando nel merito, non si stanno affrontando nel merito i sei quesiti e questo non fa bene a nessuno. Penso che i referendum utilizzati per questo scopo possano diventare pericolosi e soprattutto lo sanno bene tutti il quorum non verrà raggiunto, quindi penso che un partito che dovrebbe invece fa parte di questo Governo, quindi dovrebbe sostenere il Governo, poteva porli all'attenzione nelle sedi dovute, non ha bisogno di portare avanti un referendum del genere. È per questo che con molta fatica sto affrontando questo dibattito e prendere una posizione che è una posizione di Gruppo, che è di coalizione collettiva e sicuramente non personale, grazie.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione la mozione numero 494 come integrata sempre dal delegato supplente onorevole Giagoni.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 494.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione la mozione numero 495.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Soltanto per dichiarare che la mancata partecipazione al voto è dettata da motivi politici e per chiedere la votazione segreta sulla prossima mozione, grazie.

PRESIDENTE. La numero 495? Richiesta di voto segreto. Per cortesia, i Segretari alle postazioni di scrutinio, grazie.

Rimaniamo seduti e in aula, grazie.

Metto in votazione la mozione numero 495 sempre integrata dall'onorevole Giagoni come delegato supplente.

Iniziamo le operazioni di operazioni di scrutinio, 34.

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione segreta della mozione numero 495. Coloro i quali sono favorevoli segneranno sì; coloro i quali sono contrari segneranno no.

Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (È estratto il numero 34, corrispondente al nome del consigliere Francesco Mula.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Francesco Mula.

CUCCU CARLA, Segretaria, procede all'appello.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie, Presidente. Mah, come diceva un sindaco che avevo conosciuto, vista l'ora tarda, Presidente, io le chiederei di rinviare la seduta a domani e quindi di riprendere le votazioni domani, perché magari domani è una giornata più propizia perché è tardi, Presidente, non peraltro… ognuno può dire quello che vuole, siccome i colleghi dell'opposizione quando c'erano leggi da votare che magari non erano di gradimento si chiedeva sempre entro quando si doveva finire, anche noi abbiamo delle urgenze ed è già tardi anche per noi. Quindi chiediamo la fattibilità di poter riprendere i lavori domani. Grazie.

PRESIDENTE. Benissimo, richiesta accolta. La seduta è tolta, il Consiglio è aggiornato a domani alle ore 10 e 30. Grazie, buona serata a tutti.

La seduta è tolta alle ore 19 e 44.

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