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Resoconto della seduta n. 118 del 07/04/2021

CXVIII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 7 aprile 2021

Presidenza del Presidente MICHELE PAIS

indi

del Vicepresidente GIOVANNI ANTONIO SATTA

indi

del Presidente MICHELE PAIS

La seduta è aperta alle ore 10 e 47.

MUNDULA ANTONIO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 4 marzo 2021 (111), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Angelo Cocciu, Daniele Secondo Cocco, Carla Cuccu, Valerio De Giorgi, Domenico Gallus, Diego Loi, Piero Maieli, Annalisa Mele e Antonio Piu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 7 aprile 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MUNDULA ANTONIO, Segretario. Sono state presentate le interrogazioni numero 952, 953, 954, 955, 956.

Continuazione della discussione generale del disegno di legge: Norme urgenti per il rilancio delle attività di impulso, coordinamento ed attuazione degli interventi della Giunta regionale e di riorganizzazione della Presidenza della Regione. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, alla legge regionale 26 agosto 1988, n. 32 ed alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (107/A).

PRESIDENTE. Grazie, signor Segretario.

L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del disegno di legge numero 107/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie Presidente. Secondo me è meglio verificare se c'è il numero legale perché così, secondo me, non si può andare avanti.

PRESIDENTE. Grazie per la segnalazione, onorevole Ciusa.

Il metodo di iscrizione è quello che conosciamo, o con la manina oppure attraverso il tablet che avete.

È iscritto a parlare il consigliere Michele Ciusa. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie, Presidente. Dall'inizio di questa legislatura abbiamo sempre assistito a un uomo solo al comando, un uomo distante da questo Consiglio, chiuso nelle stanze di Villa Devoto. Tutto questo è capitato in varie occasioni, ad esempio per il Piano casa, provvedimento che peraltro è stato impugnato, che dal giorno alla notte venne cambiato profondamente rispetto al testo votato in Commissione, ma anche di recente sul Recovery Plan, con la decisione di inviare 206 progetti senza il coinvolgimento di nessun soggetto politico e economico della Sardegna. Pertanto, colleghi, non ci deve sorprendere il testo che abbiamo in discussione oggi, un testo che proviene dalla Giunta ma riconducibile alla volontà del presidente Solinas e dei suoi fedelissimi di riformare l'Ufficio di Presidenza della Regione… Presidente, per cortesia!

PRESIDENTE. Scusate, potete silenziare i telefonini sveglia e quant'altro? Grazie. Prego, onorevole Ciusa.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie, Presidente… di riformare l'Ufficio di Presidenza della Regione con l'obiettivo di accentrare su di sé il potere della Regione, perfino commissariando di fatto voi Assessori della Giunta, in un periodo così particolare come questo, in cui l'esigenza è ripensare il modo e il mondo in cui viviamo, voi state scegliendo di non intervenire per rendere più efficiente ed armonica la nostra macchina amministrativa regionale, ma puntate a renderla ancora più statica, la volete imbalsamati proprio del tutto, e perseguite questo assurdo scopo creando nuovi livelli gerarchici, che non faranno altro che rendere il processo amministrativo ancora più complicato. L'unico effetto di questa riforma sarà solo il grande disagio che si produrrà non solo per chi lavora all'interno della Regione, ma soprattutto per chi è all'esterno, che ha bisogno di rapportarsi con la macchina amministrativa, ovvero i cittadini sardi. Mi domando; perché rallentare ulteriormente una macchina già congestionata a cui da troppo tempo viene imputata, da parte di tutti, la sua inefficienza, per poi motivare tale inefficienza col solito scaricabarile di responsabilità addebitata ai dipendenti regionali, che sanno meglio di noi che i problemi sono ben altri? Loro speravano che da questo Consiglio arrivasse una proposta che desse loro un vero aiuto, affinché si potesse lavorare con i giusti supporti per migliorare la produttività della nostra Regione. Per questo ho provato a immedesimarmi in un dipendente della nostra macchina amministrativa che oggi assiste a questa discussione, sono sicuro che lui si domanderà il perché di tutto questo, quando i problemi principali della nostra macchina amministrativa sono noti a tutti. Innanzitutto, a mio avviso, occorrerebbe fare nuovi concorsi, l'ultimo concorso per funzionari risale al 2007, e non di certo ricorrere a procedure di mobilità, tanto usate e abusate da questa amministrazione. Nuove assunzioni avrebbero un duplice obiettivo: sopperire la carenza del personale ma, soprattutto, consentirebbero di svecchiare la macchina amministrativa per renderla più pronta alle sfide future che ci aspettano. Soltanto grazie al contributo di nuove figure specializzate, e probabilmente più pronte alle nuove sfide, si potrebbe avere un miglioramento e rendere l'amministrazione più snella e armonica, e capace di sopperire alle tante richieste che ancora oggi giacciono inevase. Invece no, chi lavora oggi nei palazzi regionali non troverà un nuovo collega in grado di migliorare la produttività della sua azione, ma troverà un nuovo dirigente, intento più a occupare una poltrona di potere che a efficientare l'azione della macchina amministrativa. In sintesi: molti più comandanti e pochi a svolgere il lavoro, che è tanto e che merita di essere svolto nei tempi giusti, perché ogni ritardo amministrativo si ripercuote sulla vita dei cittadini sardi. Nell'addentrarmi nella proposta di legge che stiamo affrontando sarebbe sin troppo facile partire dai costi esorbitanti che questa legge farà pagare ai cittadini, senza ottenere in cambio nessun servizio necessario a garantire una migliore resa della macchina amministrativa. Il nuovo assetto, proposto a questo disegno di legge, prevede dei nuovi livelli gerarchici nel sistema Regione, le nuove figure saranno al vertice della scala gerarchica, pertanto avremo il Segretario generale della Presidenza e, subito sotto, avremo i tre Direttori di dipartimento, che dovranno gestire quattro Assessorati a testa, senza dimenticare che i tre Direttori di dipartimento risponderanno direttamente al Presidente, ed ecco perché quando parlo di Assessori di fatto commissariati lo affermo senza alcuna possibilità di smentita. Ma non è finita qui per quanto riguarda gli Assessori, infatti verranno ulteriormente controllati da un'altra figura, cioè la figura del consulente del Presidente; insomma mi domando: quanto varrà la parola di un Assessore? Nulla! Dal momento che verrà imbrigliato in questa maniera. Questa in sintesi la situazione che si sta andando a configurare, con il Presidente della Regione come padre-padrone di tutto il sistema regionale. Credo, inoltre, che inserire questa serie di persone al vertice dell'Amministrazione regionale, persone che non avranno di fatto alcuna responsabilità, ma detteranno meri i ruoli di coordinamento, rappresenti uno schiaffo nei confronti di tutti i dipendenti regionali, delle loro competenze e professionalità maturate nel corso degli anni, una situazione grave che non possiamo accettare. Questo disegno di legge dimostra la vostra incapacità, ancora una volta, di ragionare su un tema che indubbiamente andava affrontato, ma troverebbe mirare a ben altre questioni, puntando a una piena riforma dell'Amministrazione regionale; sicuramente non abbiamo bisogno di figure che non hanno nessun ruolo operativo e che andranno solo a incidere pesantemente sui costi della nostra comunità. Questa è l'ennesima sconfitta che subisce la nostra Sardegna in questa legislatura. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie, Presidente. Bene, siamo finalmente arrivati in Aula per parlare di un argomento fondamentale, un argomento importante per tutti i sardi e per risolvere quelli che sono i problemi dei sardi, specialmente in questo periodo di pandemia. È singolare anche che in questo periodo mi abbiano girato un messaggio che sta circolando nelle chat dei consiglieri regionali, nelle chat dei Gruppi, dove c'è la spiegazione di questa legge e dove si mette in evidenza che l'attuazione e quindi anche l'approvazione di questa legge non creerebbe nessun danno economico o, comunque, un'ulteriore spesa per l'apparato regionale e per cui per tutti i sardi. È significativo che qualcuno si sia preoccupato di far girare questa lettera di spiegazione, perché molto probabilmente stava circolando qualche voce che questa legge rappresenta la legge vergogna, io la chiamo la legge vergogna, della Regione sarda e di questa Amministrazione. Perché legge vergogna? Legge vergogna perché noi, anzi, voi state chiedendo di dedicare 6 milioni e mezzo di euro per cercare di pagare, anzi, per pagare quelli che sono i nominati, i fortunati nominati dal Presidente della Regione Sardegna, magari anche qualcuno che si conosce, questi personaggi così fortunati che rappresenteranno e che avranno soprattutto il diritto di potere di vita e di morte anche degli stessi Assessori, per cui con questa legge voi state dicendo, "voi Assessori non contate niente, quello che è il vostro pensiero politico, la vostra azione politica comunque verrà sempre gestita e controllata da qualcun altro", e chi deciderà il nome di questo qualcun altro? Ovviamente il Presidente, il grande Presidente della Regione Sardegna che, con questa legge, si assume, acquisisce potere di vita e di morte. Però, guardate, lo scempio di questa legge non è l'ennesima azione portata avanti da parte vostra per la creazione delle poltrone, per cui questa, quella delle province, le otto ASL, insomma, solo ed esclusivamente leggi con il potere di nomina per gli amici degli amici, e lo ribadisco, per gli amici degli amici! Ma la cosa più grave è che per 6 milioni e mezzo, 6 milioni e mezzo in un periodo di pandemia noi ci saremmo aspettati un'azione nettamente diversa, delle scelte politiche completamente diverse, non so azioni di sostegno per i baristi, azioni di sostegno maggiori per i proprietari delle palestre e delle piscine, i quali dopo due mesi di lotta avete assegnato 1 milione e mezzo che in fin dei conti rappresentano 500 euro di aiuto e di sostegno per ogni palestra, cioè niente. E allora voi scegliete di dedicare 6 milioni e mezzo per gli amici mentre per le palestre, per i gestori, per le persone normali, per le persone comuni, per il popolo avete messo a disposizione 1 milione e mezzo perché è giusto e corretto. Per cui prima diamo spazio alla possibilità di aiutare le persone che conosciamo, poi il popolo può morire di fame, chi se ne frega. Avete anche il coraggio, avete anche il coraggio di portare questa legge vergognosa! Vergognosa! Non avete un briciolo di vergogna mentre la presentate; 6 milioni e mezzo per le nomine dei vostri amici e nessuno dice niente, anzi giustificate, lo giustificate facendo circolare una lettera dove spiegate che non costa assolutamente niente ai sardi, bugia! Vi state prendendo in giro da soli e con questo tentativo di portare avanti questa legge prendete in giro tutti i sardi che vi hanno votato e che hanno riposto in voi la fiducia di poter uscire anche in questo momento di crisi, di pandemia; questa è la vostra azione per aiutare le persone?! Questa è la vostra azione per aiutare la sanità?! Questa è la vostra azione per aiutare le imprese?! 6 milioni e mezzo per gli amici, vergognatevi! Mai mi sarei aspettata di potere qua in questa massima Istituzione sarda parlare del nulla, nulla in un momento di pandemia, dove le aziende stanno chiudendo, dove la gente non riesce a curarsi per la malattia che ha dovuta dal Covid voi parlate di 6 milioni e mezzo da dare agli amici, vergognatevi!

PRESIDENTE. Per quanto riguarda, diciamo, le allusioni, anzi non dico le allusioni, le affermazioni ad amici e amici degli amici, io invito l'Aula a essere un po' più prudente. Giusto il diritto di critica, è giusto il diritto di intervento, però non c'è bisogno di iperboli così importanti.

Ha domandato di parlare il consigliere Fausto Piga. Ne ha facoltà.

PIGA FAUSTO (FdI). Sì grazie Presidente, mi ha tolto le parole di bocca, la ringrazio per aver fatto questa sottolineatura, perché qui mi sembra che non ci siano né amici di nessuno e pregherei che per il corso della seduta ci sia un clima di maggiore almeno lealtà e correttezza, tutto qua.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Richiamo, fuori tempo massimo, al rispetto del Regolamento o meglio a far sì che le aziende sanitarie rispettino il Regolamento del Consiglio regionale. L'articolo 105, l'ho già citato diverse volte, prevede il diritto per il Consigliere regionale all'accesso agli atti, alla conoscenza di quanto avviene nelle aziende regionali, negli assessorati regionali, nelle direzioni regionali. In data 3 marzo il nostro Gruppo consiliare, non siamo stati gli unici, ha presentato un accesso agli atti per sapere qualcosa in più riguardo le persone vaccinate nella nostra Regione, parlo in particolare di quelli che sono stati archiviati pubblicamente nella categoria "altri". L'unica azienda ad aver risposto… Presidente è un fatto importante riguarda anche lei, che deve tutelare il nome… ma guardi le sto dicendo una cosa l'unica azienda che ha risposto è l'azienda universitaria ospedaliera di Sassari; l'ATS è inadempiente e non ha risposto a un accesso agli atti del Consiglio regionale. Siccome parliamo di temi estremamente sensibili.

PRESIDENTE. Onorevole Agus, la ringrazio. Però siccome ha fatto un richiamo al Regolamento richiamiamoci al Regolamento, perché non possiamo richiamare al Regolamento delle altre, atteniamoci all'oggetto della seduta. Detto questo ha perfettamente ragione, sarà mia cura sollecitare questo tipo di… ha perfettamente ragione però insomma atteniamoci all'ordine, alla regolarità dei lavori di quest'Aula che ha un ordine del giorno ben preciso.

È iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente, norme urgenti per il rilancio delle attività di impulso, coordinamento ed attuazione degli interventi della Giunta regionale e di riorganizzazione della Presidenza della Regione. Un titolo ammiccante, oserei dire intrigante per un film che di ammiccante non ha nulla ed intrigante ancora meno. Una pellicola da quattro soldi per la cui produzione servono 6 milioni di euro l'anno in un'epoca in cui il tessuto economico della nostra Isola boccheggia sotto i colpi di un virus devastante e delle restrizioni che hanno messo in ginocchio intere categorie produttive. Che urgenza ci può essere in questo terribile momento storico di costruire una così costosa impalcatura burocratica? A chi giova questa compulsiva bramosia di lottizzazione? Perché avete approfittato di questi mesi di pandemia con gli Uffici regionali svuotati dallo smartworking per riempirli con una serie infinita di spostamenti, assunzioni e riconoscimenti stipendiali senza la benché minima analisi di esigenze reali e di conseguenti competenze? Questa pellicola da quattro soldi dal costo spropositato è, infatti, soltanto la punta dell'iceberg di un modus operandi che ha l'unico obiettivo di accontentare amici e amici degli amici, beneficiari, a prescindere dal merito, di una bulimia fuori controllo che se ne infischia delle regole, anzi le cambia a suo piacimento calpestando la meritocrazia. Bulimia che arriva a liberare fisicamente due piani degli uffici di viale Trento per far posto ai beneficiari di questa sorta di aureola presidenziale, nomine fiduciarie e arrivi da enti e agenzie che soffocano la voglia di lavorare di chi da anni e anni ha maturato esperienza e valore svilendo di fatto quell'attività amministrativa che smentendo affermate di voler privilegiare. Altro che rilancio delle attività di impulso, questo filmetto è un inno alla bassa politica, quella che ha come unico criterio di riferimento il rapporto amicale e corporativo, chiave fondamentale per addivenire a un controllo di tutte le funzioni da parte della Presidenza, con gli Assessori ridotti al ruolo di comparse e il Consiglio regionale a quello di passacarte. Questo è l'unico obiettivo di questa sciagurata proposta di legge, l'ennesima prepotenza di questa maggioranza, impegnata quotidianamente a sistemare figli e figliocci con una voracità fuori dal comune, bulimica appunto. Una maggioranza scientemente lontana anni luce dai cittadini sardi, se chi governa la nostra Regione avesse davvero l'interesse a far funzionare la macchina amministrativa da un lato sbloccherebbe i concorsi fermi da tempo immemore e dall'altro si accerterebbe che la scelta di consulenti esterni si basi su comprovate conoscenze della materia. Ma se si comportasse in questo modo come farebbero ad avere la certezza di posizionare i propri pedoni sulla scacchiera? Ecco quindi le chiamate dirette fiduciarie mascherate da riforma epocale. La solita misera visione a cortissimo raggio. Lo spreco di soldi pubblici per armare la corte del Re Sole. Luigi quattordicesimo trasformò la reggia di Versailles nel centro di potere francese, la vita quotidiana del re era un rituale perfettamente pianificato, dove l'importanza di ogni cortigiano dipendeva dalla sua vicinanza al monarca. In questa piramide, con al vertice il Segretario generale e alla base gli autisti personali, le regole sono le stesse, e a piangerne è ancora una volta il popolo, schiacciato dalla bulimia di potere. "Lo Stato sono io!", affermava il Re Sole; "La Regione sono io!", vorrebbe affermare il nostro Presidente. Il monarca transalpino, pur nel suo smisurato egocentrismo, tanto ha lasciato alla sua gente. Mi chiedo, Presidente, per la nostra gente che cosa lascerà questa proposta di legge oltre i 6 milioni di euro all'anno in più di spese per gli stipendi della corte dei suoi fedelissimi? Sono certo che la sua risposta sarà perfettamente in linea con quanto affermato da Luigi sedicesimo, non certo un monarca illuminato: "Signori, sono innocente di tutto quello di cui vengo incolpato".

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SATTA GIOVANNI ANTONIO

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). In un'Aula attenta e accorta come quella che si sta apprestando a seguire con attenzione una delle discussioni più importanti di questo inizio di legislatura, che è quella della riorganizzazione e del rilancio della macchina burocratica della nostra Regione, il mio pensiero non può che tornare indietro al 1948, quando è stato approvato lo Statuto speciale della Sardegna.

Statuto al quale oggi voi fate riferimento partendo dall'articolo 3 e dicendo che quell'articolo in qualche modo aveva come significato la possibilità di riorganizzare e rilanciare la Regione. Beh, io non so se i nostri padri costituenti in quel momento storico di rilancio, di costruzione della Regione sarda, pensavano ai posti di potere, all'aumento delle poltrone, agli Uffici di Gabinetto, o pensavano di avvicinare la Regione ai territori, pensavano di avvicinare la Regione ai cittadini, pensavano di avvicinare la Regione in maniera più funzionale a quelle che erano e sono ancora oggi i bisogni della gente. Beh, quindi io credo che la prima cosa che voi dovreste fare nella vostra relazione, un po' per dignità, non ricordare il glorioso Statuto della Sardegna, ma dirlo con chiarezza che qui non c'è l'esigenza di una riorganizzazione di rilancio della macchina burocratica della Regione, ma c'è l'esigenza di trovare quei posti guida, chiamiamoli così, necessari e utili per rilanciare quello che è il collante all'interno della vostra maggioranza. Sono due cose distinte, sono due cose di valore diverso e sono due cose che riguardano la politica, la vostra politica e non la possibilità di risolvere i problemi che ha oggi la Sardegna.

E questo non vuole essere solo una critica dovuta alla spesa, oltre 6 milioni di euro, che già sarà stata detta dai miei colleghi che mi hanno proceduto o da un aumento dei posti degli uffici di gabinetto dello staff del Presidente, ma è purtroppo la chiara, evidente e cruda verifica di quello che voi avete scelto fra le vostre priorità, in un momento in cui la lettura dei giornali, il sentire le persone, anche in queste ultime 48 ore, parlano di una mancanza di vaccini, di una difficoltà di vaccinarsi, di una crisi sanitaria ancora forte e pesante che ci vede ultimi in Italia come dosi vaccinate, nel momento in cui i ristori non arrivano alle imprese, stanno ancora aspettando i ristori le imprese del settore turistico, stanno ancora aspettando i ristori molti dei lavoratori stagionali, non stanno ancora avendo i soldi le imprese del settore artigianale, il mondo agricolo è in crisi e in tutta questa situazione di crisi economica, di aumento dei Comuni che chiudono in zona rossa, di vaccini ancora non stati somministrati, quello che voi fate è aumentare i posti all'interno degli uffici politici di questa Regione per risolvere i vostri problemi interni. Io credo che questa non sia l'agenda politica che pensavano i nostri padri costituenti, quando giustamente dicevano che la macchina della Regione può essere riorganizzata, può essere rilanciata, può essere rivista al momento storico che si sta vivendo, sicuramente non pensavano a quello. E allora, signori della maggioranza, io credo che bisogna ripartire dalle cose che servono oggi alla nostra Regione, che sono necessarie, sì, la macchina della Regione va modernizzata, va rilanciata, va adeguata, perché questa pandemia ha messo anche in ginocchio, a nudo quelle che sono le inefficienze burocratiche e amministrative, e allora io credo che bisogna partire dalla base della Regione, trovare le motivazioni per cui questa macchina burocratica ancora non funziona o funziona male. Bisogna quindi ripartire dando motivazione, crescita e appartenenza ai dipendenti della Regione, mettere meglio a ruolo, in funzione quelle che sono le loro competenze, le loro capacità, lavorare su una modernizzazione dell'apparato regionale, ancora molto indietro nel tempo, bisogna quindi lavorare sul personale e non su quei posti guida che interessano a pochissimi ma interessano soltanto alla vostra maggioranza. E quindi noi in questa proposta non vediamo nessuna modifica strutturale di ammodernamento della macchina, ma vediamo soltanto un moltiplicarsi di costi, di poltrone, ma soprattutto vediamo una scelta politica chiara che, cari colleghi di maggioranza, vede un potere di controllo da parte della Presidenza che in qualche modo mette anche a rischio quella che è l'autonomia dell'apparato democratico di questa Regione. Nove Direttori generali dovranno in qualche modo riferire sempre ai direttori dei vari dipartimenti, allora è anche un problema di controllo, tutto deve funzionare secondo quello che è l'organo politico, la Presidenza della Regione, e non l'autonomia dell'applicazione delle leggi e quindi la separazione anche dei poteri, dal potere legislativo al potere amministrativo, al potere di controllo che voi avete inserito in questo vostro disegno di legge, dove il Presidente della Regione metterà sotto di sé il controllo non solo della parte politica, ma anche della parte burocratica di questa Regione, cosa che mai si è vista nella storia dell'autonomia della nostra Regione sarda, la differenziazione, la separazione dei poteri, lasciando l'autonomia ai funzionari, ai direttori generali, per portare avanti quelle che sono le scelte politiche e la strategia della maggioranza o le scelte del Consiglio regionale. E allora io credo che questo sia effettivamente il vostro DNA, la voglia di mettere tutti sotto a seguire quelle che sono le indicazioni del sovrano che in qualche modo in questo momento governa la Regione, questo i sardi non chiedono, non ve l'hanno mai chiesto e non lo chiederanno, i sardi hanno bisogno di altre risposte. E allora, io credo che se veramente vogliamo dare efficienza alla macchina burocratica, iniziate a fare quello che potete fare, sono da 24 mesi ormai che questa Regione, in piena pandemia, non ha il direttore generale del Centro di programmazione, 24 mesi. Ora, c'è bisogno di fare una legge regionale per mettere al centro il Centro di programmazione, laddove passano tutte le risorse e le scelte di programmazione o continuare con incarichi ad interim? Quindi partite e ripartite dalle piccole cose, non da titoli roboanti, da scelte che in qualche modo rappresentano soltanto un passo brutto nel passato. Allora, mi rivolgo a lei Assessore, che è lasciata sola, quasi che questa fosse una legge dell'agricoltura, cosa mi sa che c'è poco da arare e poco da raccogliere soprattutto, ma mi rivolgo a lei. A oggi sono cinquant'anni che è morto un glorioso personaggio politico della storia della Sardegna, Mannironi, Mannironi è stato un uomo che ha costruito insieme ad altri uomini di allora, questo momento, questa democrazia, questa libertà della nostra Sardegna, io credo che questo sia il modo peggiore di ricordare il suo pensiero politico da democratico, da antifascista, di uomo che ha lavorato molto per lo Statuto e per la nostra Sardegna e sia il modo peggiore di ricordare la sua figura e la figura di tanti sardi che hanno lavorato per rendere la nostra terra più libera, più all'avanguardia, più efficiente, più autonoma. E allora ritornate indietro, guardate il loro pensiero, il loro lavoro, e non in qualche modo guardate solo l'interesse di un cemento politico, che è soltanto un cemento di interesse che vi serve soltanto per tirare avanti e non per risolvere i problemi che ancora imperversano nel nostro territorio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, colleghi e colleghe, membri della Giunta, ho visto come forse molti di voi dei ragazzi, qui sotto, mentre arrivavo, ed oggi penso che con il discutere questa legge uno degli smacchi più grandi lo stiamo facendo a loro, per il senso di smarrimento che molti ragazzi della mia generazione, anche più giovani, o anche più grandi purtroppo, stanno vivendo per il senso di mancanza di meritocrazia di cui questa legge rappresenta la quintessenza. Cosa gli si può chiedere a questi ragazzi? Cosa gli potete chiedere? Di sicuro non gli si può chiedere fiducia nella politica sarda quest'oggi, al massimo gli potete chiedere di mandare il curriculum, se mi passate una battuta, sempre che prima si siano fatti la tessera di un partito di maggioranza, non sia mai. Questa legge è una vergogna, è già stato detto, è una vergogna non soltanto per il suo contenuto, quanto anche e soprattutto probabilmente per il modo in cui la sta presentando, in cui detto volgarmente ve la state vendendo questa legge. Ed ogni secondo che è stato impiegato e che verrà impiegato nella discussione di questa legge sarà sì quella una vergogna. Parliamo della struttura di questa legge, il contenuto, è stato molto dibattuto, ed è effettivamente una cosa abbastanza complessa, quasi diabolica se vogliamo. State creando una piramide di potere, direttamente ed unicamente discendente dal cosiddetto sovrano assoluto, termine che calza a pennello, impersonato in questo caso dal Presidente della Regione, che è anche il maggiore nonché unico promotore di questa legge, una piramide di potere da lui discendente che va ad aumentare e a stringere il controllo non solo sulla parte politica, che vabbè, ma anche sulla parte amministrativa, con buona pace del povero Montesquieu, che probabilmente si starà rivoltando nella tomba adesso! Altro che separazione dei poteri, qua si parla di totale accentramento, ed è una cosa che secondo me a livello anche morale, tecnico e giuridico è profondamente sbagliata se si vuole mirare, come state dicendo voi, al miglioramento del funzionamento della pubblica amministrazione. Centinaia di nomine, milioni di euro spesi, in un momento dove le persone veramente… Ieri i ristoratori si stavano facendo picchiare per strada a Roma, non perché i poliziotti godessero nel farlo, ma perché veramente erano disperati, ed anche perché c'era stata qualche intrusione. Quindi tutto questo si inserisce in un piano diabolico, come ho già detto, volto non di sicuro a migliorare, non di sicuro ad alleggerire, ma ad appesantire in maniera inenarrabile, mai successa fino ad oggi in questo modo, la macchina amministrativa. State organizzando, vorrei usare questa figura, un affollatissimo banchetto politico alle spalle di un popolo allo stremo, mascherandolo come un piano volto ad assumere il meglio quando invece, è evidente, questa legge si inserisce in un piano volto come ho detto al peggioramento, perché preceduta dalla legge che abbassava i requisiti necessari per poter essere oggetto di una nomina fiduciaria, questa legge di sicuro non farà sì che la politica porti all'interno della Regione il meglio. L'avete venduta dicendo che sono figure previste dalla norma fin dal 73', e che non era mai stata attuata questa norma: Ma poi una persona normale si domanda qual era la ratio di questa norma? Certo si voleva prendere il meglio, non si voleva mica puntare al ribasso, certo si volevano prendere i primi della classe magari, non di certo i primi dei non eletti, neanche i secondi o i terzi dei non eletti, perché qua con tutti i posti che state creando si riuscirà praticamente a dare spazio a tutti quelli che si sono candidati con le liste di maggioranza. Si è detto che servono forze per riuscire a spendere i soldi record del Recovery. Qui lo dico, e sono sicuro che sarà esattamente così, l'unico modo in cui questa legge vi consentirà di spendere soldi sarà con gli stipendi, lauti, dedicati a tutte le figure che in questa legge sono previste, e non faranno sì, anzi aggraveranno la situazione, che si possa spendere un euro in più che provenga dall'Europa, dallo Stato, da chi che sia per migliorare il benessere della popolazione sarda. Io pensando rispetto ai ragazzi che ho citato all'inizio del mio intervento, io mi chiedo ma veramente voi avete il coraggio di proporre questa legge al pubblico come una legge che va a migliorare il funzionamento della pubblica amministrazione? chiunque, qualsiasi persona normale, dotata di un minimo di senso logico vi chiederebbe, così, a cuore aperto, ma perché non fate un piano di assunzioni? Perché non fate dei concorsi? Perché quei soldi, ma anche più soldi, li spendete per rimpinguare gli organici degli assessorati, delle strutture, per creare effettivamente tutte quelle strutture appunto necessarie per poter spendere meglio i soldi che ci arrivano e che ci arriveranno. Perché non siamo di certo dei campioni di spesa, soprattutto per quanto riguarda i finanziamenti europei, anzi. E senza citare neanche tutte le leggi e gli stanziamenti che abbiamo fatto dedicati a contrastare il dissesto economico derivato dall'epidemia di Covid 19, che ancora moltissimi non hanno visto. Io avrò modo, poi, nel seguito della discussione, di continuare ad argomentare quello che penso, e anche rilievi tecnici indispensabili perché questa legge possa essere discussa, ma di sicuro non lesinerò di portare all'interno di quest'Aula il mio sdegno, ma soprattutto tutto lo sdegno della mia generazione alla quale voi state dando uno schiaffo senza precedenti.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, è a voi che rivolgo questo appello, perché possiate seriamente ragionare sugli effetti che questo provvedimento determinerà sulla tenuta democratica della nostra Istituzione consiliare, a causa di un poltronificio senza ideali. La certezza è che state disegnando una Sardegna per pochi, sottoponendo lo Statuto ad attacchi quotidiani, a provocazioni continue e a banalizzazioni di ogni tipo. Eppure la Sardegna della Costituente sarebbe la Regione della cittadinanza, del diritto, delle regole chiare e precise, della lealtà, del rispetto, dell'efficienza, dell'efficacia, della libertà di ciascuno e di tutti, ma voi che spero ve ne assumiate tutte le responsabilità state mettendo a dura prova lo stato di salute della nostra democrazia. Pensate davvero di essere compresi dai cittadini che quotidianamente faticano ad arrivare a fine mese, o da chi è in grossa difficoltà perché le serrande della sua attività sono aperte ad intermittenza, o chiuse da mesi? Come farete a raccontare ai sardi che sono preoccupati di tutto tranne che di questo disegno di legge che voi, mentre loro sono in difficoltà, state sostenendo un provvedimento che di fatto non apporta alcuna modifica strutturale all'organizzazione amministrativa regionale che possa ritenersi un ammodernamento orientato ad offrire migliori servizi alle cittadine e ai cittadini. Come pensate di spiegare che questo provvedimento si traduce in un esagerato dispendio di risorse per moltiplicare i posti di sottogoverno regionale e assumere consulenti con incarichi fiduciari o personale individuato con criteri di scelta discrezionali dall'organo politico, e che tutto ciò non risolverà per nulla i problemi delle persone? Questo disegno di legge tanto voluto dal presidente Solinas, lo sapete bene anche voi, è in totale contrasto con i principi dell'organizzazione amministrativa, che dovrebbe rispondere a criteri di efficacia, efficienza, economicità, semplificazione e snellimento. Questo provvedimento, che accomoda diverse figure, introduce poi nuovi direttori che andranno a indebolire notevolmente le funzioni dei Direttori generali e, di fatto, le funzioni degli Assessori, restituendo un potere assoluto al Presidente della Regione, che accentrerà nelle mani della Presidenza tutte le funzioni, creando un netto distacco tra Giunta e Consiglio regionale.

Spesso, molti di voi si sono lamentati dell'assenza di un centro studi in Consiglio regionale. Come sapete con questa norma è consentito all'organo esecutivo di dotarsi di un comitato della legislazione, piuttosto che pretenderlo a favore del Consiglio regionale, organo deputato a legiferare: così facendo avvallerete l'indebolimento dell'organo rappresentativo, e lo farete a favore della Presidenza, che aumenterà il suo potere e avrà il totale controllo.

Ad inizio legislatura abbiamo assistito ad una serie di nomine di consulenti che hanno fatto tanto discutere, prima di tutto perché la maggior parte erano persone non elette in Consiglio regionale e quindi ripescate a seguito della loro bocciatura alle urne, e poi perché la stragrande maggioranza di queste persone non avevano i requisiti di alta e specifica professionalità utili a contribuire al buon funzionamento dell'ente. Questo personale costa ai cittadini più di 4,5 milioni di euro, e fin qui non mi pare che il lavoro svolto da questi soggetti stia dando i risultati sperati, e allora perché non dotate i gabinetti attuali di personale con comprovate competenze ed esperienze ed abbandonate questa strada del binario parallelo, utile solo ad aumentare il numero di poltrone da utilizzare come contropartita degli equilibri politici?

Per questi motivi, e per i motivi che ha espresso dettagliatamente il relatore di minoranza Corrias, penso proprio che questo disegno di legge debba essere urgentemente ritirato, perché: primo, comporta un costo esagerato inutile e gravoso per le casse della Regione Sardegna; secondo, crea una forte gerarchia, aumenta la burocrazia e crea un sistema complesso, inefficace e inefficiente; terzo, si sovrappone la funzione politica di indirizzo e programmazione con la funzione imparziale e terza della direzione generale amministrativa, e poi infine perché attribuisce al Presidente un potere esagerato a svantaggio degli Assessori, creando un forte distacco tra Giunta e Consiglio regionale.

Penso che in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, avallare proposte di legge che alimentano il malcontento generale è molto pericoloso e rischia davvero di mettere a dura prova la tenuta democratica del nostro assetto istituzionale e la tenuta sociale delle nostre realtà. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Lo dirò senza troppi preamboli, io credo che questo disegno di legge, anche e forse soprattutto per il momento che stiamo vivendo, il momento molto difficile e penoso che stiamo vivendo, sia immorale, lo dico ex abrupto, perché sono convinta che ognuno di noi se dovesse sottoscrivere, e la maggioranza lo farà, questa legge, sta venendo meno a quel patto che ha sottoscritto nel momento in cui ha deciso di rappresentare i cittadini e le cittadine sarde. Perché non è vero che un politico non ha e non deve rispettare un'etica, quella che ha dichiarato durante tutta la campagna elettorale, promettendo e poi qui dentro giurando, fedeltà alla Costituzione, al nostro Statuto sardo ma soprattutto ai bisogni, alle necessità e agli interessi, nel senso positivo del termine, di chi abita questa Isola. In questo momento, mancare a questo impegno, a questa promessa formale ma soprattutto morale nei confronti della nostra società, è, ripeto, immorale, e tanto più lo è se noi pensiamo che i risultati che questa legge darà rispetto al benessere della nostra Isola al momento, su un piano puramente teorico, sono veramente irrilevanti, se non fosse per la cifra che per ogni anno di attività e di funzione di questa legge dobbiamo dedicare: 6 milioni di euro. Sei milioni di euro che evidentemente toglieremo a qualcosa, toglieremo ai bisogni di una parte della cittadinanza e della popolazione sarda, toglieremo al miglioramento per esempio della struttura sanitaria, dell'edilizia scolastica. Penso a quanto potremmo con 6 milioni all'anno, per esempio, implementare il tempo pieno attraverso le mense scolastiche. �� chiaro che è un discorso a spanne, ma giusto per renderci conto che ci stiamo dimenticando, in nome di un'efficienza, di un'economicità (che è un ossimoro evidentemente in questo momento), ci stiamo dimenticando di quello che invece non stiamo dando. In due anni di legislatura e di questa Giunta noi non abbiamo migliorato le condizioni della gente sarda; penso ad esempio a quanto potremmo fare a quanto invece abbiamo tolto già in questi due bilanci all'assistenza agli anziani, all'assistenza ai disabili, alle case di accoglienza, e non mi riferisco solo alle donne vittime di violenza ma penso per esempio a tutte quelle case famiglia che ospitano bambini, bambine e adolescenti per ragioni diverse e purtroppo tutte drammatiche. Penso ad esempio ad un'iniziativa che è stata anche proposta dal collega Ciusa sulle infermerie scolastiche, per esempio, sulla figura strutturata di uno psicologo per le scuole; penso a dei buoni che la Regione potrebbe indirizzare ai cittadini meno abbienti per poter fruire sistematicamente e con costanza della cultura, dello sport, di attività che molto spesso e in troppe famiglie non si possono portare avanti perché non ci sono le risorse economiche. Questi sono solo pochissimi esempi. Sicuramente nel corso della discussione, con gli emendamenti, dimostreremo quanto questa legge non solo, ripeto, è immorale ma è anche inutile, lo è nei presupposti perché non solo non alleggerisce la burocrazia di questo apparato regionale ma addirittura è prevedibile, ed è quasi scontato, per via della sovrapposizione di tutte queste figure, porterà un aumento della lentezza decisionale, a meno che, come già è stato detto, lo scopo ultimo di questa legge sia quello di accentrare nella figura del Presidente della Regione il massimo potere possibile. Per cui anche la Giunta, non solo il Consiglio, non solo gli Assessorati, ma anche la Giunta sarà decisamente limitata nella propria capacità e possibilità decisionale e di programmazione legislativa. Quindi, io penso che l'organizzazione, la dotazione proprio organica, la distribuzione dei posti di funzionamento e di funzione dirigenziale, l'individuazione degli uffici di supporto e la definizione dei rispettivi compiti, come dice la legge, saranno stabiliti dal Presidente della Regione, naturalmente previa deliberazione della Giunta, ma sappiamo tutti che ovviamente la Giunta risponde in maniera abbastanza fedele alle scelte e alle decisioni del Presidente, così è e così deve essere. Ecco perché, e torno all'incipit, ritengo veramente immorale questo disegno di legge, e anche io, come l'onorevole Orrù, mi permetto di esortare il Presidente al ritiro di questo disegno di legge. Non solo non è utile, non è il momento, non sarà capito, non sarà capita questa frenesia da parte del Presidente della Giunta verso questa legge, la gente non lo capirà. Io non voglio e non mi piace immaginare scenari futuri che non siano di equilibrio anche fra la gente, però penso che noi siamo qui anche per evitare attraverso le nostre azioni, e quindi quelle legislative, siamo qui per pacificare eventualmente gli animi in un momento di paura, di disperazione della gente che non vede un futuro, e a poco serve raccontargli che questo futuro non lo vedono neanche la nostra Giunta e il nostro Presidente regionale.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caddeo.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Gli interventi delle colleghe e dei colleghi, purtroppo solo colleghe e colleghi dell'opposizione, dico purtroppo perché al di là della relazione di maggioranza, che è stato di fatto l'unico intervento che ha consentito a noi tutti e tutte di poter conoscere l'opinione della maggioranza, per il resto, nonostante con grande enfasi sia stato sostenuto questo disegno di legge, nessuno sta intervenendo da parte della maggioranza a sostegno dello stesso. Invece nel corso degli interventi di tante colleghe e colleghi dell'opposizione, che hanno segnalato e indicato una serie di problematiche legate al disegno di legge e anche alla fin fine all'inadeguatezza sulla tempistica di presentazione e di discussione in una fase drammatica come questa, varrebbe la pena porsi alcune domande. A chi giova, a chi giova la presentazione di un disegno di legge di questo tipo con la nomina di una miriade di persone che dovrebbero affiancare Assessori e Presidente della Regione nell'ambito della burocrazia pubblica? Giova forse alla Regione Sardegna? Sono stati inseriti tanti e tali criteri in termini di qualità delle professionalità, ragion per cui stiamo dotando la Regione in tempi rapidi con nomine fiduciarie, ma riuscendo a colmare quel vuoto in termini di professionalità che in questo momento difficile, ma anche per il futuro, servirebbe? No, tutt'altro, non giova alla Regione Sardegna, non giova ai sardi, e non giova alla fin fine neanche alla maggioranza, al Presidente e agli Assessori. Perché con lo svilimento dei criteri qualitativi per l'individuazione di queste figure si arriverà, come d'altronde è già accaduto, a nominare persone incapaci di poter suggerire o dare consigli o indicare una via, una rotta per quanto riguarda la pubblica amministrazione. Quindi a chi serve in una fase drammatica come questa riempire la Regione di nominati. Alla Sardegna? No. Alla pubblica amministrazione? Neanche. Serve forse per ottenere le risorse dell'Europa che sono state stanziate facendo una corsa contro il tempo per ottenere anche l'anticipazione che a breve verrà data? Quindi formando un gruppo di progettazione da affiancare al Presidente e agli Assessori per poter elaborare una pianificazione strategica in relazione alle risorse del Piano di ripresa, e via dicendo? No, perché non c'è nessun tipo di finalità, tant'è vero, come mi ricordava prima il collega Meloni, che la legge viene presentata prima della pandemia, prima degli interventi legati all'Europa, e quindi serve a chi? Serve semplicemente all'apparato digerente per soddisfare appetiti inimmaginabili di poltrone e posti di sottogoverno, soddisfa questo. Purtroppo però la bulimia che vi contraddistingue non verrà soddisfatta neanche con questo disegno di legge, che fa il paio con quello sulle province per le nomine solo di direttori generali, segretari generali, Collegio dei revisori, amministratori e commissari. E nel corso della discussione anche in prima Commissione più volte abbiamo chiesto la possibilità di poter audire colei che ha presentato il disegno di legge, l'Assessore del personale, non c'è stata la possibilità di audire in Commissione neanche l'Assessore del personale e i dirigenti dell'Assessorato che dovrebbero, dovrebbero avere scritto questo testo. Uso il verbo in questo modo perché inizio a dubitare che siano gli Uffici degli Assessorati a predisporre questi disegni di legge. Io non voglio credere che i direttori generali della nostra Regione non siano a conoscenza delle norme basilari e fondamentali del nostro ordinamento, tanto da aver scritto nella prima stesura che il Segretario generale avrebbe potuto percepire 285.500 euro all'anno, superiori di 40.000 euro allo stipendio del Presidente della Repubblica, dimenticando la parametrazione a 240.000 euro come tetto massimo per coloro che svolgono funzioni pubbliche in termini di retribuzione da assegnare. Quindi la legge sul Piano casa, quella sulle province, questa, inizio a pensare che siano scritte da altri esterni alla pubblica amministrazione, che né più né meno scrivono sotto dettatura soddisfando gli appetiti appunto, senza tenere conto delle norme e delle leggi. Basti pensare che nella relazione tecnica finanziaria, prima inesistente e poi comparsa, veniva indicato che non esisteva un costo, pur avendo davanti una legge che prevedeva l'assunzione di centinaia di persone, perché centinaia e centinaia? Perché la legge non pone un limite, non dice mai che devono provenire dalla pubblica amministrazione interna o dall'apparato della pubblica amministrazione regionale legato al bilancio consolidato e quindi alle partecipate o agli enti, ma potrebbero addirittura arrivare queste persone sia dal privato che da altre istituzioni pubbliche, quindi aumentando la spesa della Regione tenendo conto che non sarà il datore di lavoro pubblico o privato del passato a soddisfare i bisogni economici di coloro che verranno assunti nel futuro. A fronte della necessità invece di far concorsi, tenendo conto che non c'è stato fornito neanche il dato e il parametro legato alla capacità assunzionale della Regione in proporzione al tempo determinato, indeterminato, consulenze degli anni passati, e quindi la possibilità realmente di poter dar gambe a questo folle disegno di legge. Una serie di portaborse, consulenti, esperti non si sa di cosa, addetti al cerimoniale, "cicisbei e cavalier serventi", che erano quelle figure introdotte nel XVIII secolo che dovevano accompagnare una dama e servirla in tutto e per tutto, non avevano un compito dato da professionalità specifiche e competenze, erano né più né meno servili, e servivano nella quotidianità a soddisfare i bisogni molto frivoli delle dame dell'epoca. C'è ancora poi un dubbio, e termino, legato al fatto che state incidendo, col disegno di legge, sugli aspetti legati al bilanciamento dei poteri all'interno della nostra Regione. Ricordo, a me stesso in primis, che la legge statutaria definisce come Organi della Regione il Consiglio, il Presidente della Giunta e la Giunta, nessuno di questi organi può sovrapporsi o fagocitare l'altro in termini di competenze, quindi l'aver introdotto sistemi che incidano in termini di equilibri tra poteri, dovrebbe essere un intervento con riforma rivisitazione della legge statutaria. L'altro aspetto è il corto circuito che verrà creato; pensate veramente che un direttore generale di lungo corso o un dirigente della Regione di lungo corso si farà governare da un laureato, iscritto a un qualsiasi ordine professionale da cinque anni? Ci sarà un corto circuito per cui la qualità delle leggi che verranno prodotte dalla Giunta, come già mi pare sia evidente visto il fatto che non c'è una legge che regga davanti al giudizio della Regione e della Corte costituzionale, sarà ancor più scadente nel futuro e, oltretutto, e termino, la legge, questo disegno di legge, meglio, non rispetta i principi fondamentali di contrazione e risparmio circa la spesa pubblica che dovrebbe andare a beneficio dei servizi delle cittadine e i cittadini e non delle nomine degli amici degli amici. Perché gli amici degli amici e non è sbagliato quel che hanno detto altre colleghe e colleghi? Perché lo scrivete voi, sono nomine fiduciarie, si basano sulla fiducia che il Presidente della Regione ripone su una figura che lui conosce, le si chiami persone di fiducia, conoscenti, amici, ma questo è stato scritto in legge e quindi è proprio la vostra volontà quella di inserire nell'ambito della pubblica amministrazione una serie di conoscenti, conoscenti senza conoscenza. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie, Presidente. Iscritto d'ufficio, perché non è che avessi granché voglia di intervenire su un argomento come questo, avrei preferito stare giù a picchettare con quei ragazzi, come ci ha ricordato l'onorevole Solinas, però questo ci tocca, anche perché bisogna reggere i numeri dell'Aula, e poiché voi non ce li avete è necessario il nostro supporto. E quindi iscritto d'ufficio, per parlare di che cosa? Voi avete scritto "riorganizzazione delle funzioni macro amministrative", avete scomodato lo Statuto, l'articolo 28, avete parlato della necessità di rilancio delle attività di impulso politico, di coordinamento e di attuazione degli interventi intersettoriali in capo alla Giunta regionale, come ci ha ricordato bene l'onorevole Li Gioi, state mettendo mano sostanzialmente a tre leggi, la 8 del 77, la 32 dell'88 e la 31 del 98, e la maggior parte del lavoro, tra virgolette, sporco l'avete fatto voi, nel senso che, cito il relatore, "c'è una distanza siderale tra l'amministrazione e il cittadino, sia esso persona fisica o giuridica", parlate di un apparato amministrativo, quello direzionale in particolare, che si concepisce come immutabile e indispensabile al cambiamento, e ancora, "la macchina amministrativa è inefficiente e rende inefficace qualunque atto di indirizzo politico"; Dio Santo, ma l'opposizione siamo no eh, cioè queste sono parole vostre, messe nero su bianco su questo testo, io do per scontato che l'abbiate letto, ma se così non fosse, cioè, mettetevi una mano sulla coscienza, state parlando della macchina amministrativa regionale, cioè questa è l'idea che avete del capitale umano di questa Regione? Delle persone della nostra macchina amministrativa? Inefficiente e che rende inefficace qualunque atto di indirizzo politico? Parlate di dirigenti che si concepiscono come immutabili e indisponibile al cambiamento; cioè, questa è l'idea che avete dei vostri collaboratori più stretti? Questa è l'idea che avete di coloro che dovrebbero farvi e a farci raggiungere gli obiettivi di mandato? Forse, e dico forse per pudore, avete in testa che nominando qualcuno le cose possano cambiare, quindi l'idea che magari mettendo qualche "yes-man" le cose possano funzionare meglio di come stanno funzionando adesso? Auguri! Voi pensate che forse, se aveste potuto nominare qualche yes-man, il Governo non avrebbe impugnato la legge sul Piano casa, 20 articoli su 24? Ritenete che quell'impugnativa sia frutto dell'inefficienza che rende inefficace qualunque atto di indirizzo politico in capo alla macchina amministrativa? Pensate che quella classe di dirigenti, che si concepisce immutabile e indisponibile al cambiamento, sia responsabile del siluramento del Piano casa? Non vi viene il dubbio che forse siano gli indirizzi che voi date, che sino adesso avete dato, che siano completamente sballati e inattuabili, e che non ci sia bisogno di nessun yes-man per realizzare cose che sono intrinsecamente irrealizzabili? State ipotizzando la realizzazione di nuove strutture, nuove sovrastrutture; ma cosa pensate che cambi? Non cambierà niente, state pensando a nuovi livelli di coordinamento? Ma cosa pensate che cambi? Non cambierà niente! Perché non è un problema della macchina, è un problema dell'autista, e l'autista siete voi, potete cambiare tutti gli assetti che volete, ma tanto, sin che a guidare siete voi, la macchina continuerà a sbandare, e a pagarne le conseguenze non saremo noi, saranno i sardi. Era stato lo stesso Presidente nella sua precedente stagione politica, quella di legislatore, quella di collega, a presentare una proposta di legge diametralmente opposta a questa, adesso non mi ricordo il numero di quella proposta, ma era a prima firma Solinas; oggi ha cambiato idea, va bene, ne prendiamo atto, però noi vi avevamo tracciato la via, la precedente esperienza di Governo di questa Regione aveva tracciato un percorso, quello delle cabine di regia, stavano funzionando, e qui si può notare subito una differenza tra noi e voi, consentitemelo: noi abbiamo una visione orizzontale del Governo della res publica, voi avete una visione verticale, anzi, verticistica, dove qualcuno comanda e gli altri seguono, i famosi "servi sciocchi". solo perché beneficiati da lauti stipendi. Guardate che la gente è meno scema di quanto qualcuno possa pensare, non bastano i soldi a far funzionare una macchina amministrativa, serve innanzitutto il rispetto delle leggi, la competenza e il rigore morale, e se le premesse sono quelle che voi avete scritto in questo testo non funzionerà. E se per caso aveste ancora qualche dubbio, noi del PD siamo assolutamente contrari a questa proposta di legge. Il fatto che non urliamo e non usiamo un linguaggio di un certo tipo non vuol dire che siamo d'accordo. No, siamo assolutamente contrari. Perché ve lo sto dicendo con questa chiarezza? Perché qualcuno potrebbe quasi pensare che lo stiate facendo per noi. Perché anche sul tempo state sbagliando completamente. Posso capire se l'aveste fatto un mese dopo le elezioni, ma siamo a metà legislatura. Quand'è che godrete di tutte queste nomine? Non avete fatto manco quelle che dovevate fare obbligatoriamente. Vi siete centuplicati le ASL per fare le nomine e non le avete ancora fatte, sono ancora in regime commissariale. Ci sono dirigenti che non sono stati nominati, direzioni che sono ancora scoperte. Io immagino che anche voi stiate capendo che non rivincerete e allora, ve lo anticipo, se lo state facendo per noi non fatelo perché noi siamo contrari, siamo assolutamente contrari sul merito, sul metodo e sui tempi. Lo ha detto meglio di me qualche altro collega, quindi non voglio perderci tempo ulteriormente. Siamo indietro sui vaccini, siamo una delle ultime regioni d'Italia. Siamo con un Piano casa impugnato che ci ha lasciato in un limbo, o meglio non ha lasciato noi, ha lasciato la Sardegna in un limbo amministrativo che la metà basta, le imprese al tracollo, le famiglie sempre più povere. Ma dove vogliamo andare? Stiamo parlando del DL 107, di riordino delle funzioni, eccetera, e sembra il Titanic: la barca affonda e noi qui a fare questo tipo di leggi. Ripeto, siamo assolutamente contrari. Non capisco perché lo stiate facendo, lo immagino ma non lo voglio dire in quest'Aula che è assolutamente nobile. Voglio fugare dubbi di connivenze di qualunque tipo. Noi siamo completamente contrari, quindi se posso farvi un ulteriore appello ritirate questa roba qua, ve ne sarà grata la Sardegna oltre che noi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente. Vede, in altre epoche e in altri contesti probabilmente sarebbe bastato l'intervento dall'onorevole Zedda, da ultimo quello dell'onorevole Piscedda, per rimandare al mittente questa proposta di legge e nell'affrontare il tema della discussione odierna vorrei sottoporre alla vostra attenzione il fatto che, oltre alla forma e al merito, è il quando che rappresenta un altro elemento fortemente caratterizzante una qualsiasi proposta politica. Forse più di ogni altro aspetto, infatti, la scelta dei tempi di proposizione rappresenta il livello di sensibilità politica che si ha alla questione, una sorta di lettura e messa in ordine delle priorità dei bisogni della gente che la componente politica proponente dà rispetto all'emergenza del momento e della nostra Sardegna. È del tutto evidente, quindi e di conseguenza, che con la presente proposta, meglio nota come super staff del Presidente, perché a volte con parole semplici si riesce a rendere meglio l'idea e a squarciare il livello di protezione dei titoloni, la maggioranza consiliare, su impulso della Giunta regionale, sta comunicando alla Sardegna e ai sardi che questa legge è la priorità per la risoluzione dei loro attuali problemi. Quindi non è Argea, e approfitto della presenza gradita dell'Assessore all'agricoltura, diversamente da quella del personale che ha abbandonato i posti riservati alla Giunta, e dell'assenza naturalmente del Presidente, per rappresentare a quest'Aula, ma lei lo sa bene, Assessore, che la Commissaria di Argea ha rappresentato qua la carenza del personale per il disbrigo delle pratiche agricole, quindi dell'arretrato che hanno i nostri portatori d'interesse, il nostro comparto primario, 145, se non erro, professionalità che mancano alla nostra partecipata che da domani, anzi da oggi si dovrà occupare di sostituire l'ente pagatore Agea, quindi in tutte le incombenze che sono in carico alla nostra partecipata, ad Argea. Per non parlare dell'ufficio di gabinetto, della composizione del suo Ufficio di Gabinetto che a distanza di due anni - io controllo sistematicamente, giornalmente - è l'unico ufficio che ancora non è reso pubblico, evidente, nella pagina istituzionale della Regione Sardegna, l'unico ufficio di gabinetto di cui ancora non è dato sapere qual è la sua composizione. Non certo al consigliere regionale Satta, ma magari al resto della Sardegna e soprattutto, lo ripeto, al nostro comparto primario che oggi vive in sofferenza, così come ieri. Ma anche i Comuni, gli enti territoriali che lamentano più volte, anche nei vari incontri che noi soggetti istituzionali abbiamo fatto con i Sindaci, con gli amministratori locali, che lamentano la carenza del personale. Ebbene, la priorità di quest'Aula non sono certo gli enti territoriali, i Comuni, non sono certo gli enti partecipati da parte della Regione, Argea e quindi il disbrigo delle pratiche dei nostri agricoltori, del nostro comparto primario, ma è la costituzione di un super staff del Presidente, dove i suoi fidati cortigiani, saranno preferiti ai profili di comprovata capacità e magari esperienza. È abbastanza palese, probabilmente anche a voi stessi, se ci riflettete, come la vostra scelta sia del tutto fuori luogo rispetto a quello che stiamo attraversando e vivendo. Infatti quotidianamente la popolazione lotta contro la pandemia globale che ha messo in ginocchio il mondo intero da un punto di vista sanitario, economico e sociale, e noi ci presentiamo non certo con la Sardegna sicura, ma con la Sardegna insicura. Voi vi state preoccupando di assicurare e ristrutturare quel palazzo che dovevate in qualche modo, invece, rendere aperto e visibile ai più. Basterebbe anche solo questo aspetto per bollare come quantomeno inopportuna questa norma, se non fosse che nella sostanza essa stessa sia ancora più inqualificabile, ovvero l'aggiunta di un sovraccarico e costoso apparato burocratico per un maggiore controllo della scena politica, per di più alle dirette dipendenze di un uomo solo al comando, cioè il Presidente assente, che non porterà alcun beneficio di certo ai cittadini e alle nostre imprese. Più di ogni altra frase c'è un paragrafo che ha anche citato l'onorevole Piscedda, la riforma è indispensabile e complessa, indispensabile perché non più rinviabile, è la presa di coscienza di una distanza siderale tra l'amministrazione e il cittadino, sia esso una persona fisica o giuridica. Quindi voi ritenete che per accorciare le distanze tra l'Amministrazione e il cittadino, sia esso una persona fisica o giuridica, la risposta risieda nell'introdurre nuovi modelli burocratici, tra l'altro verso l'alto. In altre parole perciò al posto di snellire e ottimizzare l'organizzazione regionale, in un panorama politico istituzionale moderno, che richiede decisioni partecipate e coinvolgenti, voi rispondete alla necessità di avvicinare la politica alla gente, raggiungendo nuovi strati di stanziali piani alti di Palazzo. Un incredibile paradosso, se mai ci fosse stato certamente bisogno di attestare lo scollamento tra la vostra politica e le reali necessità dei cittadini, ecco arrivare la certificazione finale, siete lontani anni luce dal comprendere la situazione di reale difficoltà che sta investendo la Sardegna, vi invito seriamente a ripensare a questa vostra proposta perché rischia seriamente di essere un terribile sgarbo politico alle difficoltà giornaliere che le persone si vedono dover affrontare. Non mi dilungo ulteriormente, in questo periodo abbiamo sfide certamente ben più importanti da dover affrontare nell'interesse dei cittadini, il sistema dei trasporti che con la crisi di Air Italy, Alitalia, Tirrenia, rischia certamente di paralizzare gli spostamenti da e per l'Isola, oltre agli strascichi dei noti problemi occupazionali. C'è un futuro energetico da programmare, più in generale una situazione di malessere economico e sociale mai registrata dal dopoguerra, una campagna vaccinale che non parte o almeno non è certamente programmata, così come più volte noi abbiamo chiesto, l'urgente bisogno di mettere in sicurezza sanitaria la popolazione, specie le categorie più fragili. Ci sarebbero tantissimi temi, Presidente, da discutere insieme per cercare di trovare soluzioni ai problemi della popolazione che di certo non sono quelli da voi oggi proposti in discussione e all'attenzione di quest'Aula.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Questo disegno di legge è parte integrante, direi essenziale, di quello scacchiere che nelle vostre intenzioni, nelle intenzioni della maggioranza dovrebbe permettervi di venir fuori politicamente dal pantano nel quale vi siete infilati dall'inizio della legislatura. Voi siete in evidente difficoltà, avete stabilito di poter riprendere o cercare di iniziare l'attività di questa legislatura, perché veramente è come che non sia mai iniziata, e fra la fine dell'anno 2020 e l'inizio di questo 2021 avete stabilito tre priorità rispetto alle quali vi siete marcati stretti fra gruppi della stessa maggioranza e alla fine si è stabilito che si partisse col Piano Casa, abbiamo visto come sta andando, sia proseguito col testo unificato sulle province, che era tanto caro a una parte dei colleghi della maggioranza, peraltro non solo della maggioranza, e poi infine siete arrivati a questo DL numero 107, si dice tanto caro al Presidente della Regione. Mi è stato spiegato, interloquendo con qualche collega della maggioranza, nelle scorse settimane, negli scorsi mesi, ai quali chiedevo una spiegazione rispetto alla decisione di portare prima in Commissione e poi in Aula questo DL numero 107 in un momento storico così complesso, mi sembrava proprio impopolare, assurdo, intempestivo, immotivato, prendere e assumere una decisione di questo tipo e qualche collega mi ha riferito che a parte le questioni squisitamente politiche, c'era la necessità di permettere in particolare al Presidente della Regione di poter lavorare bene con uno staff adeguato perché oggi non sarebbe così.

Allora, se fosse davvero così, siete partiti col piede sbagliato e state proseguendo commettendo ulteriori errori, e provo a spiegare perché. Scorrendo questo disegno di legge si evince chiaramente che voi siete insoddisfatti anche rispetto a quello che avete dichiarato nella relazione, siete insoddisfatti, state sfiduciando gli staff e i Gabinetti che avete nominato, voi non siete soddisfatti, rispetto ai Gabinetti, alle persone che avete nominato nel Gabinetto, perché evidentemente non siete soddisfatti e cosa fate, anziché eventualmente sostituirli in parte o come meglio possiate credere questi componenti, cosa fate, ne aggiungete degli altri.

Sareste stati credibili se aveste portato all'attenzione di quest'Aula una leggina che davvero nell'emergenza e soprattutto ora, nell'emergenza dell'emergenza, consentisse di poter implementare per lo stretto necessario lo staff del Presidente o forse di qualche Assessorato, ammesso che ce ne sia bisogno, e poter poi procedere oltre, senza mettere l'aula nelle condizioni di dover affrontare un disegno di legge di questo tipo che ci mette tutti in difficoltà. Ci mette tutti in difficoltà perché spesso per l'opinione pubblica e anche per la nostra accortezza nel non stare sempre a battere su quello che siete e fate voi e quello che faremo noi in un momento in particolare così difficile, per l'opinione pubblica in questo momento stiamo lavorando in Aula a una legge che moltiplica le poltrone, lo stanno facendo in Regione stessa, e non si distingue fra maggioranza e minoranza, voi, cioè noi, tutti noi, siamo occupati qua a implementare il numero degli staff degli Assessorati e del Presidente della Regione mentre gli anziani e i fragili sono in coda al vento e al freddo in quelli che sono stati definiti gli HUB vaccinali con la speranza, dopo tante ore, forse di essere vaccinati. Allora è davvero incredibile questo, io ho difficoltà perché penso che avremmo potuto liquidare una legge, se aveste ritirato il 95 per cento di quello che state proponendo, in mezza giornata e occuparci di tutto il resto, cioè di tutto quello di cui in quest'Aula, temo anche in Giunta, non si parli e che sono le vere esigenze dei sardi. Anche perché a seguito dell'approvazione di questa che dovrà diventare una legge, io ho seri dubbi, è stato detto da qualche collega, ho seri dubbi che voi riusciate a fare quelle nomine in tempi brevi vista la vostra litigiosità, poi magari su quello vi mettete anche d'accordo, però ho seri dubbi. Avete impiegato tre mesi a fare la Giunta all'inizio legislatura, avete impiegato quattro mesi a sostituire il compianto assessore Frongia, quattro mesi, forse ce l'avete fatta oggi, non lo so, attendiamo trepidanti notizie, io ho dubbi che voi riusciate a fare queste nomine e quindi andiamo a stanziare 6 milioni di euro che avremmo potuto utilizzare diversamente per il nulla, per qualcosa che nelle vostre intenzioni, serve a farvi uscire dal pantano, e serve appunto nelle vostre intenzioni, ma solo nelle vostre intenzioni, a mantenere quel rapporto con i sardi dite voi, in realtà cercato di mantenere il consenso, un consenso che vi rendete conto sta scemando. E perché sta scemando questo consenso? Perché fate il contrario di quello che dite. Voi dite che vorreste con questo provvedimento accorciare il rapporto che oggi è lontano fra i sardi e le istituzioni, e questo è un provvedimento che serve ad accorciare quel rapporto? Ma quel rapporto non si accorcia se in quest'Aula e in Giunta si parlasse e si facessero provvedimenti su tutto quello che i sardi aspettano? I ristori, è stato. Le condizioni appunto delle imprese e dei lavoratori Air Italy, su cui è calato un silenzio che è spaventoso. Io ricordo che in quest'aula votammo all'unanimità un ordine del giorno dove c'erano dei precisi impegni in capo alla Giunta, non c'è notizia alcuna di questi impegni, di cosa possa essere stato fatto. Fra due mesi quei dipendenti, stiamo parlando di oltre 500 persone, sono licenziati, ci stiamo rendendo conto o non ci stiamo rendendo conto di cosa sta accadendo? Fino a cinque o sei mesi fa ci veniva chiesto di tenere un atteggiamento sobrio, perché grandi livelli istituzionali stavano decidendo grandissime cose per il futuro di questi lavoratori, e quindi qualsiasi dichiarazione sarebbe potuta essere fuori luogo e quindi avrebbe potuto creare dei problemi a queste a queste relazioni. Niente! Non se ne è saputo più nulla. A livello nazionale si parla solo di Alitalia, Air Italy non mi risulta che il Presidente della Regione, Sardegna in primis, e anche Lombardia, dopo gli impegni assunti a Porta Pia il 20 febbraio il 2020, abbiano fatto nulla per rivendicare questa vertenza come una vertenza nazionale affinché il Governo se ne facesse carico, e quindi possano essere salvati quei lavoratori. Niente! Quindi in quest'Aula non se ne parla, non se ne parla in Commissione trasporti, non si parla del turismo che vive in una situazione di incertezza incredibile. Non si parla di agricoltura, è stato detto, il fallimento di quella che sarebbe dovuta essere una struttura che avrebbe dovuto portare avanti tante pratiche, insomma una marea di pratiche rispetto alle quali oggi non ci sono notizie alcune, e il mondo delle campagne sappiamo come vive questa situazione. Non parliamo dei trasporti rispetto alla continuità territoriale, aerea e marittima. Tutti i temi sui quali avete vinto le elezioni! E non venite a dirci, e voi due anni, fa tre anni fa, quattro anni fa, governate la Regione da due anni, e tutti questi temi dei quali non parliamo, ma parliamo di tutt'altro, di cose più distanti possibile rispetto alle esigenze dei sardi, di tutti questi temi rispetto ai quali avete vinto le elezioni e siete stati chiamati a governare la Regione non ne parlate e non ve ne occupate, e non permettete nemmeno a noi di occuparcene. Parliamo di Forestas? Ugualmente, anche l'agenzia Forestas, qualche collega, pochi peraltro, forse uno, se ne sta occupando, almeno vedo che se ne occupa della maggioranza, ma ne vogliamo parlare del futuro dell'agenzia rispetto a un commissariamento infinito, rispetto a un direttore generale che viene prorogato di mese in mese, di tre mesi in tre mesi. Ne vogliamo parlare?

Concludo semplicemente dicendo che io vorrei occuparmi di tutti questi altri temi e dedicare pochissimo a quello che non è il tema essenziale per il futuro della nostra isola, soprattutto per la situazione di emergenza. E in particolare avrei voluto che in quest'Aula ci fosse anche oggi l'Assessore alla sanità perché questa campagna vaccinale fai da te è davvero imbarazzante, e credo che ne pagheremo le conseguenze nei prossimi mesi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Presidente, qualcuno ritiene che questa sia una legge partorita da una montagna, una montagna di discorsi, di discussioni che l'hanno preceduta nel suo avvento in quest'Aula, non so se sia il famoso topolino, sicuramente è un roditore questa legge, perché rode o sta per rodere i princìpi espressi dall'articolo 97 della Costituzione in materia di imparzialità della pubblica amministrazione e buon andamento, rode o sta per rodere la fiducia dei cittadini verso i governanti, il rapporto tra la spesa pubblica e la spesa corrente generale, il rapporto di fiducia tra i politici e i burocrati, il rapporto di fiducia tra gli organi di diretta collaborazione e le strutture assessoriali. Questa legge poteva essere ridotta, a prendere sul serio le buone intenzioni proclamate dalla maggioranza, a un solo articolo, guardando un attimo nel testo l'articolo 7, e a un solo comma di questo articolo, il comma 4. Questa legge poteva essere anche criticabile per certi versi anche da noi, ma sarebbe stata sotto il livello dell'allarme se avesse banalmente contenuto come sua previsione quella del comma 4, dell'articolo 7 della proposta attuale, cioè: "L'ufficio di staff tecnico del Presidente della Regione è composto da esperti in numero non superiore a 6, nominati tra soggetti anche estranei alle pubbliche amministrazioni dotate di elevata e comprovata professionalità, che riferiscono direttamente al Presidente della Regione". Cosa vi avremmo potuto dire se all'inizio della legislatura, accortivi che effettivamente non c'era un controllo presidenziale del sistema di diretta collaborazione, dirigenziale, di vertice dell'amministrazione aveste presentato una proposta del genere? Che difficoltà ci sarebbero state, anche per un gruppo come il nostro, ad astenersi su una proposta del genere, se non a votare a favore? E invece abbiamo montato una montagna, che poi era un vulcano, che poi ha eruttato questo roditore assolutamente sproporzionato, che contiene dentro di sé anche dei meccanismi di ulteriore moltiplicazione. Perché guardando avanti, sempre nell'articolo 7, abbiamo il comma 7 che dice: "Il Presidente della Regione, con proprio decreto, disciplina la struttura, il funzionamento e l'organizzazione del Comitato per la legislazione e l'amministrazione", e poi all'articolo 3 abbiamo il comma 7, che dice: "Con deliberazione della Giunta regionale possono essere attribuiti ulteriori compiti ai Direttori di Dipartimento". Cioè qua il Consiglio regionale italiano più geloso delle sue prerogative che addirittura ha tra le sue attribuzioni di statuto quello di approvare i regolamenti, che in tutte le democrazie, in tutti i sistemi sono compiti e attribuzioni affidate ai governi, allora questo Consiglio regionale consente su questa materia la facoltà di moltiplicazione dei compiti di questi famosi direttori di dipartimento, infischiandosene del fatto che almeno un controllo in Commissione poteva essere previsto. Noi abbiamo criticato questi aspetti diciamo cos�� di dettaglio in Commissione, poi ci siamo anche stancati, anzi proprio ci è venuta la nausea rispetto al fatto che la maggioranza stava compilando un testo sotto dettatura. Non c'è stato, a differenza di altre leggi, nelle quali ci siamo impegnati a fare dei miglioramenti anche sostanziali, non c'è stato il dibattito che ci sarebbe potuto essere. E' una legge assolutamente fuori tempo. In molti qua dicono di essere liberali e addirittura seguaci di Milton Friedman, però di Milton Friedman non hanno ad esempio letto un bel libro che si intitola "La tirannia dello status quo", che afferma che dopo i primi sei mesi è inutile tentare riforme di struttura". Le riforme di struttura vanno fatte subito, come vi spiegava l'onorevole Piscedda. Quali frutti voi volete cogliere da questa pianta che seminate in questo momento? O volete scuoiare la pelliccia del roditore per fare quattro soldi e tirare quattro paghe per il lesso di fine mandato?

È una riforma che nasce in un tripudio di tromboni, e chiaramente morirà tra tanti sghignazzi, perché la burocrazia reagirà malissimo a questo tipo di impostazione. Abbiamo una moltiplicazione di spesa che era degna di miglior causa, ma soprattutto di miglior momento, e una legge che non avremmo dovuto avere in Aula in questo momento.

Per tutti questi motivi noi siamo contro questo provvedimento, non vi chiediamo neanche di ravvedervi perché abbiamo capito che non c'è possibilità, volete a tutti i costi gettarvi col vostro aereo contro la portaerei della Costituzione, e probabilmente anche questa volta verrete abbattuti prima di arrivare all'obiettivo, perché avete bisogno anche che la Prima Commissione, che fino adesso si era tenuta lontana da questi primati, raggiunga il primato della Quarta Commissione nell'avere tutti i suoi provvedimenti impugnati. Per cui non mi resta che rifugiarmi nelle trincee dell'opposizione a tenervi sotto tiro con i nostri fucilini di legno col tappo, in attesa che qualcuno più forte di noi provveda a fermarvi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Grazie Presidente. "Tra il palazzo e la piazza, tra chi governa e il popolo c'è una barriera così spessa, una nebbia così fitta che da entrambe le parti si ignora ciò che fa l'altra e perché".

Quando io ho illustrato la relazione di minoranza, dopo aver sentito il collega Tunis, mi ero illuso di aver udito e percepito l'eco di Guicciardini, però in sede di relazione manifestai il mio proponimento (che poi ho chiaramente praticato) di andare ad approfondire se quell'eco fosse veritiera e fondata, o meno, e quindi ho letto con più attenzione la relazione del collega Tunis, che i miei colleghi hanno citato, ma non richiamando forse nella dovuta interezza quanto in quella relazione si dichiara, quindi consentitemi ora di farlo.

Nella relazione di maggioranza io leggo che: "Questa riforma è indispensabile è complessa. I due aggettivi riassumono al meglio le caratteristiche principali dell'intervento: indispensabile, perché non più rinviabile è la presa di coscienza di una distanza siderale tra l'Amministrazione e il cittadino, sia esso una persona fisica o giuridica; complessa, perché l'apparato amministrativo in generale, e quello direzionale in particolare, si concepisce come immutabile e indisponibile al cambiamento. Non da oggi il management regionale vive un arrocco manifesto rispetto a status e centralità nella vicenda amministrativa, e ha richiesto coraggio questo primo intervento teso a superare solo le prime linee di difesa da parte dello stesso (…). La macchina amministrativa regionale è inefficiente e rende inefficace qualunque atto di indirizzo politico; lo stato di immutabilità in cui pretende di operare in modo del tutto autoreferenziale rende la prima linea del management fiera custode di questo stato di cose. La politica che si erge a paladina del mantenimento di questa situazione spacciandolo per difesa della legalità, si candida al più a mettersi in coda per futuri ed inevitabili fallimenti". In queste dichiarazioni io, più che l'eco di Guicciardini, ravvedo l'abdicazione della politica e l'accusa pubblica e conclamata ad un apparato, quello regionale, che senz'altro va rinnovato anche da un punto di vista generazionale, di assoluta inefficacia e di inefficienza, quella che si vorrebbe perseguire invece con un disegno di legge verso il quale già in sede di relazione di minoranza abbiamo manifestato la nostra netta contrarietà, che andremo a ribadire entrando nel merito degli articoli.

La politica che abdica a se stessa. È stato già detto prima, voi finora avete avuto già due anni di tempo, non ci sono più alibi, il collega che mi ha preceduto ha testé richiamato che i tempi per le riforme strutturali vere sono molto stretti, e bisogna usarli bene se si vuole che quelle riforme abbiano degli effetti duraturi. Una politica che abita a se stessa e che crea gli alibi individuando le responsabilità di un apparato tecnico amministrativo che si vuole rinnovare nei ranghi con un approccio per lo meno arbitrario. Ma l'effetto qual è, laddove si dichiara la volontà di perseguire invece l'efficacia, l'efficienza, l'economicità e quant'altro? È quello di creare nei fatti, e cercheremo di argomentarlo in sede di discussione degli articoli, duplicazioni, ridondanze e un proliferare di sovrastrutture burocratiche. Dovrete spiegarci, per esempio, quale sarà il rapporto tra i Direttori generali e i Direttori di dipartimento, in che misura saranno la longa manus della Presidenza, di questa testa molto grande, di questa struttura macrocefala che peserà in maniera davvero onerosa su tutto il resto della struttura. Ridondanze su ridondanze, e soprattutto sprechi. Sei milioni di euro all'anno, è stato già detto prima, non lo voglio ribadire ora: ma veramente la coscienza e l'etica politica vostra vi chiede di fare questo in un momento così difficile per le imprese, in un momento così difficile per i cittadini tutti? In un momento così difficile per il quale la stessa struttura amministrativa, che rispetto e per la quale dobbiamo il giusto ossequio, oggi come oggi si vede bistrattata da questo disegno di legge, nel momento in cui la ritenete responsabile, viste le vostre inconcludenze, di inefficacia e di inefficienza. Preoccupatevi piuttosto di usare meglio i soldi, perché 6 milioni all'anno non sono mica pochi, e non lo dico con sapore populistico, lo dico con coscienza, quella che manca a voi. Preoccupatevi piuttosto di attivare nuovi concorsi pubblici, interni ed esterni, per tutte le categorie del comparto Regione, compresi i dirigenti; preoccupatevi di rinnovare i contratti in senso giuridico ed economico dei dipendenti del comparto, contratti scaduti da due anni; preoccupatevi di riclassificare il personale del comparto regionale, a 20 anni dal primo contratto; di sostenere la sanità. Cari signori, l'avrei voluto dire all'assessore Nieddu ma lo dico all'assessore Satta - spiritu presenti, perché non so dove sia, dove si aggiri e per quali anditi -, lo dico a voi tutti: preoccupiamoci di queste vertenze, ce le hanno segnalate le parti sociali e sindacali, invece avete altre priorità, che noi non condividiamo.

L'abbiamo ribadito, lo vogliamo ribadire ora e lo ribadiremo senz'altro, la politica e la società si migliora con la migliore politica, non con una burocrazia; voi vorreste sburocratizzare la burocrazia aggiungendo burocrazia, migliorate la politica, migliorate la vostra classe politica! Ma per fare classe politica ci vuole politica e soprattutto ci vuole classe.

Noi ci opporremo a questo disegno di legge. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Non so se il mio intervento durerà i canonici dieci minuti, so però che l'indignazione mia, soprattutto da giovane prima che da consigliere regionale, di tanti colleghi ma della maggior parte dei sardi, durerà più di dieci minuti rispetto a questa legge vergognosa. Lo dico perché non sono un populista di natura, non sono colui che sposa il populismo come ragion d'essere della sua azione politica, però è davvero difficile trovare il merito di questa legge, è davvero difficile trovare un aspetto positivo che migliorerà la vita dei nostri concittadini in questa legge. Altro che questione morale quella citata da Enrico Berlinguer in quasi tutti i suoi interventi, qui state interpretando la peggiore macchina di potere dei partiti, volete provare a rinchiudere dentro l'uomo solo al comando tutti i poteri di questa Regione, tutta la macchina amministrativa di questa Regione, e vorremmo anche capire il perché i dirigenti sono così inclini al cambiamento, così come avete citato nella vostra relazione, qual è il cambiamento che gli avete proposto, se non il ritorno a una agognata prima Repubblica. E dico che questa legge, quando questa mattina alcuni giornalisti mi chiedevano: "Cosa ne pensate voi di Articolo Uno, di LEU, di questa legge?". Ho risposto che è una legge per pochi, è una legge per pochi a discapito di tanti. E non è un caso che quasi per tutta la mattina tutti gli Assessori sono scappati da quei banchi, hanno evitato questa discussione su questo testo normativo, l'unica persona, l'unico Assessore che è rimasto per tutta la mattina è l'Assessore dell'agricoltura, sintomo del fallimento di questa Giunta, sintomo della mancata azione a sostegno delle campagne e a sostegno del mondo del lavoro di questa Giunta. E, dicevo, è una legge per pochi, perché? Perché è una legge per quei pochi che entreranno nell'ufficio del cerimoniale della Regione e percepiranno 120.000 euro, è una legge per pochi per quei tre consulenti che percepiranno 403.000 euro, per quei cinque esperti, e vorremmo capire quali tipo di esperti avrete intenzione di nominare per 671.000 euro, per quel fortunato autista che guadagnerà 60.000 euro, per le 41 persone che entreranno nell'Ufficio di Gabinetto degli Assessori per un importo di 2.800.000 euro. Ma è una legge a discapito di tanti, è una legge a discapito di tanti e di tutti coloro, anche qui nella nostra isola e soprattutto qui nella nostra isola, che si aspettavano che tutte queste risorse, tutti questi 6 milioni di euro venissero impiegati per altro, per aumentare la campagna vaccinale, aumentare il numero dei medici. Siamo impietosamente, siete la Giunta dei record, siamo impietosamente ultimi nella campagna vaccinale, siete primi e lo dimostrate anche con questa legge nel vaccinare la categoria "altro", e vorremmo capire chi sono quei fortunati "altro" in questa isola. Siete i primi e avete il record nella lentezza della programmazione e nella spendita dei soldi, lo certifica la Corte dei conti, lo certifica la Corte dei conti nella sua relazione annuale, e non di certo per responsabilità dei dirigenti, bensì per la mancata programmazione che non siete stati in grado di mettere in atto in questi oltre due anni. Siete i primi nel record dei record della nostra isola per le leggi impugnate. Qualcuno sorrideva, l'assessore Sanna sorrideva qualche altro giorno, 29 articoli su 31 è un record al quale nessuno è ancora riuscito ad arrivare, e non è una legge scritta dai dirigenti, non è una legge scritta dagli uffici legali, è una legge che la politica, la vostra politica, la vostra maggioranza ha definito una legge storica, impugnata per 29 articoli su 31. Siete la maggioranza che ha il record nella mancata spesa in questo momento di grossa pandemia. Se dovessimo pensare a quante imprese, a quante aziende, a quanti piccoli produttori, a quanti lavoratori sono arrivate le risorse che abbiamo stanziato, i dati sarebbero impietosi, sarebbero da mettersi le mani nei capelli, altro che parlare di uffici di staff, altro che parlare di superdirigenti, altro che parlare di un grosso dirigente che percepirà, e meno male che lo state correggendo, più di quanto percepisce il Presidente della Repubblica in un anno, quasi come se avesse un'esperienza che nessuno ancora di noi conosce. E, badate, state andando a mortificare, perché state andando a mortificare la macchina amministrativa regionale, state dicendo che non abbiamo dei dirigenti all'interno della macchina amministrativa e di quelle esperienze che possono compensare questi problemi che state ponendo in discussione oggi. Pensate che la nomina fiduciaria, che non ha portato tante fortune in questa legislatura, sia un qualcosa che riesca a supplire a qualsiasi tipo di danno. Personalmente non ho ancora conosciuto nessun dirigente che voi avete nominato per nomina fiduciaria che sia l'esperienza massima rispetto a quello che la nostra Regione Sardegna è in grado di offrire. E quando i colleghi hanno parlato di amici, io non userò il termine amici, ma in questa Regione state sancendo il fatto che la meritocrazia non servirà a nulla perché per entrare ed essere dirigenti, ed essere super dirigente, entrare nei vostri uffici di staff non servirà la meritocrazia, servirà solo ed esclusivamente la fiducia nel politico di turno, ecco a che cosa state riducendo la nostra macchina amministrativa regionale. E badate il problema è anche politico, perché se esistessero i partiti, se esistessero realmente i partiti in questa nostra epoca qualche problema su questa legge l'avrebbero certamente posta, perché con questa legge il vostro Presidente della Regione, che neanche oggi è in aula, sta decretando il fallimento della fiducia dei propri Assessori, perché il segretario regionale, tutta questa catena apicale che state andando a costruire non risponderà certamente all'Assessore di turno o a chi andrà a governare quel determinato settore, bensì risponderà al Presidente. È sempre di più una catena piramidale dove l'io prevale sul noi, dove la visione propria del Presidente prevale invece sulla visione collettiva. In altri periodi storici questo non sarebbe stato consentito. Però con 6 milioni di euro tante sono le cose che avreste potuto fare, questa mattina venendo qui in Consiglio regionale, ascoltando la radio, i dati erano impietosi, nell'ultimo anno in Italia si sono persi un milione di posti di lavoro, solo ed esclusivamente nell'ultimo anno e non oso immaginare ciò che succederà quando ci sarà lo sblocco dei licenziamenti. C'è una situazione sociale nella nostra isola che rischia di implodere a causa delle difficoltà economiche. E allora con 6 milioni di euro vi chiedo, e chiedo a tutti i colleghi della maggioranza, quanti assuntori di passaggio a livello avreste potuto stabilizzare e rendere a loro il lavoro dignitoso, perché percepiscono ancora 450 euro al mese. Quanti rider, quanti operai, quanti giovani vincitori di concorso avreste potuto assumere, e penso a quel famoso concorso che è stato espletato dall'ASPAL e dal quale tutta la Giunta regionale ha detto: "Andremo a pescare i vincitori fino ad esaurire le graduatorie", invece no, a voi non piacciono i concorsi, a voi la meritocrazia non piace, a voi piace avere nomine fiduciarie, nomine fiduciarie che porteranno a ben poco. Accontenterete probabilmente qualche persona vicina, ma state scontentando un'isola, perché non capire che questo non è il momento storico per implementare posti di sottogoverno, ma che è il momento storico per unirsi e stare vicini alla nostra isola per provare a risollevarne le sorti è un qualcosa che i cittadini sardi non vi perdoneranno, non vi perdoneranno in termini di fiducia politica, perché queste norme e quelle che ci porterete successivamente per riportare i CdA in tutte le agenzie, in tutti gli enti, non sono altro che il continuo dell'allontanamento dei bisogni del cittadino rispetto a quello che invece quotidianamente ci proponete voi. Tornate ai temi reali, tornate ai bisogni della gente, ritirate questa legge.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lai.

È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Grazie Presidente. Credo di non aver perso quasi nulla degli interventi che i colleghi hanno voluto proporre alla nostra attenzione, e devo dire che, al di là di una parziale, direi anche marginale, sicuramente necessaria retorica quando ci si deve anche costruire un ragionamento venti volte diverso ma sempre uguale nella sostanza qualche elemento è emerso, e su questi elementi io sono convinto ci sia lo spazio, nel corso del dibattito e nel corso dell'esame degli articoli, per individuare dei possibili punti di miglioramento che questa norma ha.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue TUNIS STEFANO). Voglio entrare un attimo, partendo da quest'ultima considerazione che ha fatto il collega Lai, ma non solo lui, nel richiamo ad attività di reclutamento, di concorsi, il richiamo alla meritocrazia, come se questa fosse una norma che è indirizzata, che è tesa ad incrementare la struttura amministrativa della Regione, fatto che non è, questa legge fa un'altra cosa, interviene sulla governance della parte amministrativa e interviene sulla parte onoraria, la parte onoraria non fa parte del sistema amministrativo della Regione e di conseguenza, pur essendo assimilata in termini di contratto, fa un altro mestiere, non quello di diventare dipendenti a tempo indeterminato o parte del sistema di questa Regione; questa differenza esclude dal ragionamento su questa norma quello proposto a proposito dei concorsi, della meritocrazia, perché in questa legge si parla d'altro. In questa legge si parla di come rendere efficiente quella parte di Amministrazione regionale che c'è, e che, a meno che qualcuno di voi non sia seriamente convinto di identificare come efficiente, necessita di profondi interventi, e questi interventi sono mirati, sono chirurgici, perché tra tutte le figure di direttore generale che ci sono in questa Regione non ce n'è una sola a cui è attribuito il compito di coordinare le altre, perché lo stesso direttore generale della Presidenza della Regione è come il direttore generale di un assessorato, e non ha nessun ruolo che gli consente di mettere in relazione le azioni dei singoli direttori generali. Provò, il bravo assessore Demuro, lo ricorderà qualcuno di voi, a porre questo problema, fu risolto non risolvendolo, perché al posto di un segretario generale fu individuato un organismo che si chiamava la Conferenza dei direttori generali che non si è mai riunita, di conseguenza, a meno che qualcuno non trovi banale immaginare che ci debba essere un coordinamento tra tutte le direzioni generali, la figura del Segretario generale serve essenzialmente a questo, così come in tutte le regioni dove questo avviene. Ora, per quello che riguarda i dipartimenti, tema sul quale ho visto, non so se per complessità che ci si è soffermati un pochettino di meno, bisogna sottolineare che noi aggrediamo una forma della Regione obsoleta, pensata banalmente quando non c'era l'elezione diretta del Presidente della Regione, allora immaginare che ci sia un riequilibrio tra i poteri dopo che il Presidente è diventato la figura, non essendo più eletto dall'Aula, che incarna interamente il voto popolare, credo che sia più che altro una disquisizione rivolta a voler dire il contrario pur di dire il contrario, perché non solo è importante, è necessario che chi è il primo depositario della volontà popolare abbia tutti gli strumenti non soltanto per coordinare la Giunta, ma per mettere in relazione le azioni amministrative che questa Giunta, sotto la sua responsabilità, deve portare avanti, e se conosciamo, come conosciamo tutti, il funzionamento di questa Regione, noi sappiamo che ogni direttore generale, non ogni assessore che dipende dal Presidente della Giunta, ma ogni direttore generale di un assessorato è centrale rispetto a se stesso, e questa centralità rispetto a se stessi genera inefficienza, allora davanti all'inefficienza non esiste un problema di costi, perché non c'è niente di più costoso dell'inefficienza, e sarà il tema che noi porteremo avanti durante tutta la discussione della legge, perché io credo che rendere un organismo amministrativo efficiente vada collocato all'apice delle strategie, e non è banale che a questo ci siano anche richiami nel Recovery, perché l'investimento in ogni caso va fatto anche sulla pubblica amministrazione, e non dobbiamo avere paura di puntare il dito, come è avvenuto nella scorsa legislatura da parte dei colleghi che avevano l'onere di governare su una classe dirigente che non risponde all'indirizzo politico, perché l'indirizzo politico è importante perché discende direttamente dal voto popolare, e non può essere dimenticato per gli anni di mandato amministrativo, perché son due cose intimamente connesse. Quindi, colleghi, confidando che la discussione generale archivi alcuni toni, alcune espressioni un pochettino colorite, alcuni riferimenti, forse anche alla dignità professionale di alcune figure, e si voglia davvero entrare nel merito delle questioni, troverete da parte di questa maggioranza la più assoluta, la più aperta disponibilità al dialogo; non abbiamo premura, non abbiamo la necessità di chiedervi lo sforzo di ragionare meno rispetto a quanto abbiate voglia di ragionare, non abbiamo la necessità di sottrarre un solo minuto alla discussione per migliorarla questa norma, e voi vedrete che emergeranno nel corso del dibattito tanti spunti, che saranno naturalmente più facilmente valutabili e più facilmente accoglibili nel momento in cui la nostra discussione sarà depurata dagli elementi di posizione politica che la rendono più difficilmente praticabile. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tunis. Vista l'ora io sospenderei il Consiglio per riaggiornarlo alle ore 16 e 30. La seduta è tolta alle.

La seduta è tolta alle ore 13 e 02.

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