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Resoconto della seduta n. 117 del 31/03/2021

CXVII Seduta

Mercoledì 30 marzo 2021

Presidenza del Presidente MICHELE PAIS

indi

del Vicepresidente GIOVANNI ANTONIO SATTA

indi

del Presidente MICHELE PAIS

La seduta è aperta alle ore 16 e 25.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 3 marzo 2021 (110), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Sara Scanu, Roberto Caredda, Angelo Cocciu, Daniele Secondo Cocco, Michele Cossa, Domenico Gallus, Dario Giagoni, Roberto Li Gioi, Rossella Pinna, Aldo Salaris e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta del 31 marzo 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Discussione dell'articolato del Testo unificato 6-20-155-176/A. Riforma dell'assetto territoriale della Regione. Modifiche alla legge regionale 4 febbraio 2016, numero 2

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del Testo unificato dei PL 6-20-155-176/A. Eravamo all'articolo 24.

Passiamo all'emendamento numero 9.

Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento numero 20, a cui si collega l'emendamento numero 43.

Quindi decade l'ultima parte dell'emendamento numero 20, quella "da provvedono" sino alla fine.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA QUIRICO, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Buonasera a tutti, intervengo per dirvi che in questo emendamento, il 43, è da intendersi, adesso lo integriamo magari nel coordinamento, come ovviamente entro 30 giorni dovrà essere nominato il Commissario. Perché in tutta la legge si sottolinea il termine di trenta giorni, qua per un mero errore formale non c'è, ma lo inseriamo nel coordinamento del testo quando lo stiamo stilando, mettiamo il termine ovviamente che va messo quello di trenta giorni per il commissario straordinario.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Per chiedere il voto segreto su questo emendamento.

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Domenico Gallus è rientrato dal congedo.

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione Segreta degli emendamenti numero 43. Coloro i quali sono favorevoli segneranno sì; coloro i quali sono contrari segneranno no.

Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (È estratto il numero 19, corrispondente al nome del consigliere Domenico Gallus.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Domenico Gallus.

CUCCU CARLA, Segretaria, procede all'appello.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 20.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, a che pagina è l'emendamento numero 20? Pagina 29… Grazie Presidente, ma l'emendamento 20 non è decaduto come stanno dicendo…

PRESIDENTE. L'emendamento 20 rimane in piedi sino alla parola "legge", quindi "agli adempimenti" fino "alla presente legge". La seconda parte invece decade.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie quindi ovviamente è collegato rispetto all'emendamento precedente che è stato votato, ovviamente. Comunque in ogni caso l'aspetto legato alla questione è quella dell'aver duplicato i ruoli in un momento in cui sarebbe invece necessario avviare immediatamente gli enti con pieni poteri di nuova costituzione. Questo aspetto determinerà seri problemi e il fatto di aver creato un commissario per quanto riguarda la città metropolitana di Sassari e per quanto riguarda la città metropolitana addirittura di Cagliari, pur avendo già l'esistenza della Città Metropolitana, che estende i suoi confini, determinerà un serio rischio per tutto l'impianto della legge di essere impugnata, in relazione al fatto che la Delrio, come ho detto e ho cercato di illustrare anche nel corso dell'intervento di ieri, pone un automatismo tra la figura del Sindaco della città capoluogo e il sindaco metropolitano.

Metto quindi in votazione l'emendamento numero…

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Si tratta non del "20", ma del "29", parla dei consorzi industriali? Allora, scusate.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 20. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 25. All'articolo 25 sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonello Peru, relatore.

PERU ANTONELLO (UDC Cambiamo), relatore. All'articolo 25, sull'emendamento numero 2 parere contrario. Sul numero 23…

PRESIDENTE. Guardi, il numero 35 fa decadere gli altri due, quindi solo il "35".

PERU ANTONELLO (UDC Cambiamo), relatore di maggioranza. Sul numero 35 parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme al relatore.

PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Onorevole Gian Franco Satta. Onorevole Zedda, ha ragione, ho capito, altrimenti l'onorevole Satta pensa che ce l'abbia con lui… la prenotazione è integrata.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Per introdurre un argomento legato alla norma finanziaria che nonostante sia un tecnicismo potrebbe portare al disastro per la Gallura, l'Ogliastra, il Medio Campidano e il Sulcis-Iglesiente. Perché? Nell'ambito della creazione di nuove istituzioni, il passaggio di consegne legate al personale non determina problemi, così come, nell'eventualità dell'esistenza di società partecipate, anche il passaggio di quote in relazione alla proporzione e alla dimensione dei nuovi enti. Diverso è il caso non per le entrate legate al fondo unico, e neanche per le entrate derivate dalle aliquote per quanto riguarda la tassa ambientale, e l'altra questione per quanto riguarda il gettito sulla tassa di iscrizione per quanto riguarda le motorizzazioni, ma per quanto riguarda la possibilità di funzionamento i nuovi enti non potranno trasferire le risorse dell'avanzo d'amministrazione. Perché il nuovo ente possa ottenere le risorse dell'avanzo d'amministrazione è necessario che la Regione stanzi risorse equivalenti da dare agli enti che esistevano in modo tale che il trasferimento dell'avanzo non determini da un punto di vista contabile lo squilibrio di bilancio. Chi ha vissuto l'esperienza della precedente legislatura ricorderà che l'Aula dovette intervenire una seconda volta perché i 14 milioni di euro che dovevano andare dalla Città metropolitana al sud Sardegna, legati alla quota d'avanzo d'amministrazione, non potevano essere erogati perché, nel momento in cui la Città metropolitana di Cagliari avesse erogato i 14 milioni, avrebbe avuto uno squilibrio di bilancio e quindi un mancato rispetto del pareggio di bilancio con tutte le conseguenze. La Regione dovette stanziare da un punto di vista figurativo perché come risorse non erano utilizzabili dalla Città metropolitana, ma erano sottratti comunque al bilancio della Regione 14 milioni, perché la Città metropolitana potesse dare la quota di avanzo di amministrazione al sud Sardegna. Quindi questa operazioncina della creazione delle province che voi definite a costo zero tra qualche mese, perché qualcuno possa nel Sulcis, in Ogliastra, nel Medio Campidano e in Gallura, poter fare una manutenzione di qualche cosa ci costerà diverse decine di milioni di euro. Ma vi potete almeno accomodare, per non fare figuracce voi.

PRESIDENTE. Però, signori, va bene essere distratti, ma ridere su un intervento di un collega…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Non era legata all'intervento altrimenti la risposta sarebbe stata diversa, Presidente, non si preoccupi, era legata alla loro discussione la risata. Siccome già è complessa la materia di finanza pubblica sto cercando di illustrare un tema che l'Aula ha già affrontato e che riguarderà un problema serissimo per quanto riguarda i nuovi enti, non potranno beneficiare della quota spettante d'avanzo d'amministrazione, noi tra qualche settimana dovremo mettere mano con decine e decine di milioni di euro per poter garantire il funzionamento ordinario. Non ve l'ha spiegato nessuno questo? Non ve l'ha detto nessuno? Nessuno dei funzionari che pure ha gestito la cosa, non sono stati neanche interpellati probabilmente perché l'avevano già vissuta la questione nell'ambito della precedente legislatura. Mi stupisce che su un'operazione che la Regione ha già fatto non sia stato interpellato nessuno che ha vissuto quelle vicende per comprendere questa dinamica in modo tale da non arrecare un danno alle cittadine e ai cittadini né più né meno, non tanto ai commissari, ai direttori generali, ai segretari generali e ai collegi che verranno nominati, perché mi pare essere l'unica fine, intenzione e volontà pi�� che quella di voler dare un beneficio e un ristoro dal punto di vista di ulteriori servizi alle cittadine e ai cittadini, provate a chiedere, vedrete che questa cosa qua determinerà un serio problema di risorse perché sono poche in Regione, ed in più l'incapacità e impossibilità di funzionamento per quanto riguarda le nuove province.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente, intervengo sull'emendamento numero 2, e se qualcuno avesse avuto l'interesse di leggere questo emendamento probabilmente avrebbe espresso parere favorevole, perché è una sorta di norma di salvaguardia nei confronti degli enti locali, fotografando al 2020 trasferimenti sul fondo unico a valere, appunto, sulla legge numero 2 all'articolo 10, che determina quelli che sono i criteri di ripartizione del Fondo unico e quindi la sopravvivenza degli enti locali, soprattutto in questo periodo difficile gli enti locali sono in trincea a fronteggiare la crisi e la sofferenza di cittadine e cittadini. E, come ha ben detto l'onorevole Zedda, con l'introduzione delle province il vero rischio è tagliare le risorse alle autonomie locali, quindi mettere a serio rischio la sopravvivenza e anche garantire alle cittadine e ai cittadini i servizi oggi erogati. Rischiate di rompere quell'equilibrio, oggi con l'approvazione di questo emendamento noi fotografiamo i trasferimenti al 2020, e in legge inseriamo la possibilità che domani non si possa intervenire per diminuire quei trasferimenti e magari destinarli ai nuovi enti di nuova costituzione, cioè alle province. Questo sarebbe un grave errore, sarebbe un continuo attacco alla sopravvivenza delle autonomie locali.

PRESIDENTE. Onorevole Satta, solo per precisare che in realtà il parere della Commissione e del relatore è solo apparentemente contrario, in quanto si tratta di emendamento decaduto a seguito della presentazione di un sostitutivo totale, che è il 35, quindi il parere sarebbe stato differente però, ovviamente, con il sostitutivo totale decade. Possiamo mettere in votazione l'emendamento numero 35. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Gli emendamenti 22 e 23 decadono e quindi adesso andiamo all'articolo 6 che avevamo sospeso, l'articolo 26 lo facciamo per ultimo.

Articolo 6, a cui sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonello Peru, relatore di maggioranza.

PERU ANTONELLO (UDC Cambiamo), relatore di maggioranza. Quindi all'articolo 6 l'emendamento 33 ha parere favorevole, il 36 parere contrario e invito al ritiro perde il 28 altrimenti parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Conforme.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 6 metto in votazione l'emendamento numero 33. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Gli altri emendamenti quindi decadono. Andiamo adesso all'articolo 26.

È iscritto a parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (UDC Cambiamo), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Intervengo sull'ultimo articolo per fare la dichiarazione di voto, per avere qualche minuto in più. Quindi, cari colleghi, siamo arrivati al traguardo finale di questo importantissimo provvedimento, io ho ascoltato con grande attenzione gli interventi di questo dibattito e ne ho accolto il contributo positivo da parte di tutti, nessuno escluso, e posso affermare che su riforme importanti come queste non aiutano le divisioni e, al di là delle incomprensioni e delle divergenze che in questi giorni abbiamo vissuto, posso constatare con grande soddisfazione che abbiamo tutti dimostrato una grande maturità. E allora solo così arrivano i risultati, solo così, quando ci si mette la testa, quando ci si mette l'anima, quando ci si mette il massimo impegno, si centrano gli obiettivi, si centrano gli obiettivi per il bene della Sardegna e il bene di tutti i sardi. E lo abbiamo dimostrato come popolo sardo, lo abbiamo dimostrato quando nei giorni scorsi abbiamo raggiunto la zona bianca, un risultato che abbiamo dimostrato di meritare e che poi è stato vanificato non solo per la nostra responsabilità, ma è stato vanificato per quel algoritmo che ci ha spediti in zona arancione. E qui apro una parentesi; la Sardegna continua, cari colleghi, lo viviamo quotidianamente sulla nostra pelle, continua a dipendere da Roma, l'autonomia nostra è solo sulla carta, e mi dispiace che molte persone in questi giorni, anche in quest'Aula, hanno festeggiato e gioito per l'impugnazione del Piano casa. Io credo che non ci sia niente da festeggiare, che non ci sia niente per cui gioire, perché questa è l'ennesima dimostrazione che i sardi non sono padroni neppure a casa… non siamo padroni a casa nostra. Così ci viene da riflettere sul che cosa ci stiamo a fare qua, se tutto ciò che scegliamo, tutto ciò che noi decidiamo per il bene del nostro popolo non dipende da noi. Chi più dei nostri amministratori, chi più dei nostri sindaci, chi più di noi ha a cuore la Sardegna, ha a cuore questa Terra, chi più di noi può fare le scelte per questa Terra; non certo chi ci cala le decisioni dall'alto. E allora noi diciamo che iniziamo proprio da questa riforma ad avviare un percorso di federalismo interno, quello che deve esaltare le comunità locali, questo deve essere il primo passo perché l'obiettivo finale sia ancora quello più ambizioso, di puntare a un nuovo moderno rapporto con lo Stato nazionale e con un federalismo centrato sulle regioni, tutto all'interno di quest'Isola, per fare in modo che i territori e le autonomie locali, i comuni diventino veramente protagonisti. Questa è la strada che questa maggioranza ha iniziato a tracciare, e anche in questa delicata fase che tutti stiamo vivendo, in questa fase pandemica, abbiamo dimostrato, anche con fatica, di saper decidere meglio del Governo nazionale, l'hanno capito tardi, qualcuno l'ha capito tardi ma gliel'abbiamo fatto capire, e mi riferisco ai certificati di negatività. Mi ricordo che anch'io in occasione di una conferenza stampa il 10 agosto scorso, in occasione della conferenza stampa quando presentai la legge sugli strumenti finanziari innovativi, proposi lo screening di massa e il certificato di negatività, e il Presidente della Regione Sardegna non ha mai smesso di crederci, il Presidente ha insistito con la sua lungimiranza e la sua energia e ha dato gambe a quella proposta nonostante, l'abbiamo vissuto, le impugnazioni che il Governo nazionale ha effettuato. E per questo dico che quando le idee, quando le proposte sono valide è necessario condividerle, quando le proposte sono valide è necessario, cari colleghi, non dividersi, è per questo che mi auguro che questo avvenga anche nei prossimi provvedimenti importanti di riforma che questa maggioranza proporrà a quest'Aula. E ritornando alla riforma che stiamo approvando in quest'Aula traduce una volontà dei sardi, traduce la volontà degli amministratori, traduce quella voce dei sindaci che in questi giorni abbiamo sentito elevarsi dal Sulcis, dalla Gallura, dal Medio Campidano, dalla Città metropolitana di Sassari e di Cagliari. E allora io vorrei guardare al futuro, e lo vorrei guardare ritenendo fondamentale lavorare da subito per riempire di sostanze, di contenuti questo provvedimento, è per questo che sono certo che il presidente Saiu, il Presidente della Commissione si attiverà in tal senso già dalle prossime ore per dare… e affinché questo obiettivo si centri. Perché è vero, come dite, che altrimenti diventa e rimane una scatola vuota, senza funzioni e senza risorse questo provvedimento importante di riforma, allora colleghi facciamolo tutti insieme, diamo veramente funzioni e risorse a questo provvedimento, perché i cittadini sardi ce lo stanno chiedendo e per questo obiettivo importante io ringrazio tutti, ringrazio il Presidente della Giunta, ringrazio la Giunta, ringrazio il mio Gruppo in particolare, ringrazio tutta la maggioranza e ringrazio anche un'importantissima parte della minoranza che ha contribuito in maniera attiva e fattiva all'approvazione di questo provvedimento. Allora, cari colleghi, questo provvedimento non è una vittoria di quest'Aula, questo provvedimento non è una vittoria di questo Consiglio ma è una vittoria di tutti i Sardi ed è soprattutto l'inizio veramente di una fase che crea nuove opportunità per tutto il territorio di quest'Isola.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Quella che si conclude oggi è l'ennesima grande occasione sprecata da questo Consiglio. In primo luogo per il tempo che è stato impegnato da questo dibattito che non avrà nel breve e nel medio periodo nessuna ripercussione positiva sui cittadini rispetto invece ad altri temi che oggi stanno più a cuore al nostro popolo. Io frequento ambienti molto diversi, ovviamente in questo periodo più virtualmente che fisicamente viste le ovvie limitazioni, mi parlano delle priorità economiche, mi parlano del grande disagio dato dal momento emergenziale, mi comunicano i grandi ritardi della campagna vaccinale, mi comunicano le preoccupazioni relative all'aumento di contagi, che purtroppo è nelle cose, anche oggi segna un segno più e non ha dalle istituzioni regionali la risposta che meriterebbe. Non mi parlano di enti locali e di province, quantomeno questa discussione avviene fuori tempo, la maggior parte dei nostri conterranei, qualora per disgrazia loro, dovessero ascoltare la seduta oggi in corso o leggerne i resoconti non potrebbero che esserne stupiti, perché i temi che invece sono al di fuori di questa stanza incidono sulla vita di tutti e passano leggeri senza che questo Consiglio regionale a volte sembra anche semplicemente essersene reso conto dell'esistenza di questi temi. Io capisco la vostra volontà di portarla in Aula e di approvarla, la capisco al punto da, come gruppo consiliare, non aver neanche presentato emendamenti ostruzionistici, ve li abbiamo conservati per il prossimo testo che entrerà in Aula dove invece il trattamento sarà radicalmente diverso. La differenza è data dal fatto che questo, il testo che oggi va in Aula, era contenuto nel vostro programma di governo, per cui è un vostro diritto portare in Aula questa legge ed è un vostro diritto approvarla, consentiteci ovviamente di contestare il fatto che in questo modo e in questo tempo, questo mese sottratto al resto delle attività lo pagheremo caro, perché noi siamo ancora senza finanziaria, perché abbiamo approvato per l'ennesima volta un testo tecnico, abbiamo sottratto al Consiglio regionale il ruolo principale del Consiglio regionale che è quello di approvare il bilancio della Regione e lo abbiamo sottratto per l'ennesima volta rimandando ad un assestamento futuro la discussione. Quell'assestamento però non può cadere dall'alto, necessitava, necessita, di una discussione approfondita con le parti sociali, di una discussione approfondita con il mondo delle imprese e invece no, la discussione approfondita non la facciamo perché dobbiamo tener fede agli impegni elettorali che voi avete preso, non abbiamo un'elasticità mentale per dire: "Forse è meglio aspettare qualche mese, aspettiamo che l'Isola si riprenda insieme al resto del mondo e allora possiamo discutere di enti locali". Andiamo dritti per la nostra strada e il risultato è che questo non fatto peserà su tutti. E poi è un'occasione sprecata perché si poteva, esaminando la situazione del resto del Paese, essere un anticipatore di quello che sarà l'assetto degli enti locali di tutta Italia. Perché a essere in crisi non sono le province sarde, sono i territori di tutto il Paese. La riforma che ha cancellato, non gli enti intermedi, le finanze degli enti intermedi, le finanze con cui si pagava il personale degli enti intermedi, c'è stato un periodo in cui le province sono diventate il capro espiatorio di tutti i mali, il film più visto in Italia negli ultimi dieci anni parla di un dipendente delle province e si chiude poi con la trasformazione del dipendente della provincia in dipendente della Città metropolitana. La chiusura del film di fatto cambia tutto per non cambiare niente. Solo che è un film di qualche anno fa, nel resto del Paese quella fase è già superata, hanno già capito che prima ancora delle sigle, dei loghi, del taglio fine a se stesso, serve una cosa principalmente oggi, servono le risorse e oggi noi facciamo una legge in cui moltiplichiamo gli enti e può essere giusto appunto, era nel vostro programma, la si può pensare in maniera diversa però è pur sempre una posizione politica rispettabile, non è rispettabile però farlo avendo chiaro il fatto che il giorno dopo l'approvazione di questa legge quegli enti creati con tanti proclami non saranno in grado nemmeno di mettere una firma su un foglio o di tagliare l'erba ai margini delle cunette per evitare magari che durante il periodo estivo possano nascerne dei roghi. Le province sono in una situazione disperata e quelle sarde scontano anche l'aver avuto meno finanza rispetto al resto del Paese. Nelle ultime finanziarie, io lo ricordo ogni volta sperando che l'Assessore a forza di sentirlo magari faccia anche qualcosa, le province delle regioni a Statuto speciale sono state penalizzate due volte, hanno avuto un taglio dei finanziamenti come le altre e non hanno avuto accesso ai fondi destinati all'edilizia scolastica… Quante lettere abbiamo scritto al Ministero, quante volte siete andati a Roma a dire: "Quei soldi sono nostri?" Quante volte avete preso quelle sentenze, Regione Friuli soprattutto che è stata la più attiva a portare avanti quelle istanze, quante volte l'avete fatto? Nemmeno una volta. Oggi le province vivono di fondo unico, quei 40 milioni mal contati che ogni anno diamo alle province per pagare loro stesse perché ovviamente non fanno nessun tipo di politica di sviluppo, sono soldi che stiamo togliendo al bilancio regionale e sottraendo anche agli altri enti locali, quindi ai comuni in seria difficoltà. Tutto questo non c'è perché abbiamo voluto portare avanti invece una discussione tutta basata sui confini, sui perimetri, sui capoluoghi, su cose totalmente distanti da quello che servirebbe oggi alla Sardegna e da quello che servirebbe anche agli enti locali. Concludo, le parole del relatore che ha parlato prima di me, l'onorevole Peru, mi hanno ricordato molto i toni trionfalistici che abbiamo ascoltato dopo la approvazione della riforma sanitaria, anche quella nel vostro programma e anche quella appunto portata avanti nonostante l'evidenza imponesse un'altra riflessione. A distanza di mesi su quella riforma sanitaria tanti di voi si son già ricreduti, in questo caso avremmo avuto la possibilità di fare meglio magari evitando gli errori ed evitare anche nuovi conflitti nei prossimi mesi.

Non potrò far altro che ricordarvi tra qualche mese quanto appunto vi stiamo dicendo in questo momento. Il voto sarà contrario, ovviamente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, siccome sento parlare di passaporto sanitario, alle scuole si diceva "siete usciti fuori tema", io pensavo stessimo ragionando di Province e di architetture istituzionali in Sardegna, quindi su altri argomenti caliamo un velo pietoso e li rimanderemo ad altre discussioni. Io non ho nessun dubbio nell'aver ascoltato l'intervento dell'onorevole Peru, che le parole dell'onorevole Peru corrispondano esattamente al suo pensiero e alla sua volontà, alla sua idea, essendo stato anche il relatore della proposta di legge, e cioè che nelle sue intenzioni ci sia la volontà, è anche un'idea concreta, che una riforma di questo tipo possa determinare sviluppo nei territori. Non ho ragione di dubitare dell'onestà delle parole affermate, ho qualche dubbio perché se fosse vero e corrispondesse al vero le aspettative, perché di aspettative si tratta, di miglioramento delle condizioni di vita nei territori grazie a questa legge, sarebbe un beneficio per tutta la Sardegna. La verità è che in sé la legge non contiene nessun tipo di intervento economico per sradicare quegli elementi di difficoltà che hanno caratterizzato le Province e le Città metropolitane nel corso di questi anni. E condivido l'aspetto anche, che sottolineava l'onorevole Agus poc'anzi, che non siano i Comuni e le Province gli enti che hanno determinato nel passato spreco di risorse pubbliche. Ci sarà stato certo qualche caso, ci sono ancora dei casi di indebitamento di alcuni grandi Comuni in Italia, Roma, Palermo, la stessa città di Torino aveva circa 3 miliardi di euro di buco in relazione al mancato trasferimento di risorse successivamente agli interventi fatti per le Olimpiadi invernali, ma al di là di questi casi, il 97 per cento del debito pubblico del Paese, cioè quell'elemento che ormai è arrivato in termini numerici a 2600 miliardi di euro, arrivando a un carico sul prodotto interno lordo che sta ormai sfiorando il 160 per cento, quel debito pubblico per il 97 per cento è responsabilità dello Stato e delle articolazioni dello Stato, gli apparati statali, e delle Regioni, poco meno del 3 per cento è attribuibile a tutto il sistema degli enti locali, Comuni e delle Province. Quindi Province e Comuni non sono il problema del Paese. Ma come dar gambe però a questi enti? In Sardegna avremmo potuto fare un intervento tra i primi in Italia, primissimi, di modifica sostanziale dell'apparato regionale, trasferimento di poteri, competenze, risorse e personale alle Province e ai Comuni, con un decentramento vero amministrativo, e ripristinando una Regione con finalità di indirizzo e programmazione. La legge non dice questo, vengono addirittura con gli emendamenti sottratti poteri e competenze, c'è una sproporzione di potere in capo a chi nomina i commissari che di fatto operano in stretta sintonia con chi li nomina, cioè con la Presidenza della Regione, e invece che attivare quei sistemi che anche altri colleghi dell'opposizione hanno sostenuto, l'estensione della Città Metropolitana, l'aumento del numero delle Province dando un riconoscimento ai territori, sarebbe stato in quel caso utile, in questo caso né più né meno non diamo nessun tipo di aiuto. E perché è tempo perso? Perché nel corso della settimana scorsa il commissario Gentiloni per conto dell'Unione europea ha annunciato la possibilità dell'erogazione di un anticipo del 13 per cento a valere sulle risorse europee, chiamatele Recovery, piano di ripresa, Next Generation UE e via dicendo, comunque quelle risorse, un'anticipazione del 13 per cento per coloro che sono già pronti ai blocchi di partenza per quanto riguarda l'attivazione di progetti. Noi cosa abbiamo fatto? Che cosa abbiamo presentato? Quando beneficeremo di quell'anticipo? E i territori quando sono stati coinvolti nell'elaborazione di progetti sovracomunali per beneficiare di quelle risorse e determinare vero sviluppo? E le nostre Commissioni quando hanno lavorato per discutere di progetti, coinvolgimento della società sarda tutta nelle sue articolazioni per dare un beneficio ai Comuni, alle Province, a tutta la Regione e alle cittadine e ai cittadini che qua vivono, lavorano e vorrebbero continuare a vivere, e vorrebbero anche trovare lavoro e non doverlo cercare altrove in altre regioni d'Italia, o in altri Stati dal mondo, tutto questo non c'è. E dispiace, la verità è che dispiace, perché ogni volta che affrontiamo un testo di legge tutti noi ci auguriamo che possa determinare un miglioramento di condizioni di vita, tutti, noi qua viviamo, pur stando all'opposizione noi viviamo in quest'isola e anche quando governate voi nessuno di noi si augura che tutto vada a scatafascio e in malora. Quel disastro coinvolge anche noi, perché le cittadine e i cittadini hanno una difficoltà a distinguere le responsabilità, e coinvolgono tutti noi anche nell'ambito del fallimento vostro. Quindi nessuno di noi si augura il fallimento. Però voi reiterate, e ho terminato Presidente, la ringrazio per il tempo, reiterate norme che andranno a sbattere contro un muro e non determineranno quel benessere anche auspicato in alcune relazioni di maggioranza.

PRESIDENTE. È una riforma importante, quindi è assolutamente opportuno che i Consiglieri si possano esprimere liberamente e utilizzando tutto il tempo necessario.

È iscritto a parlare il consigliere Antonio Mario Mundula. Ne ha facoltà.

MUNDULA ANTONIO MARIO (FdI). Presidente, Assessori e colleghi, questa legge di riforma degli enti locali che oggi, stasera, ci accingiamo a votare è il frutto della sintesi di quattro proposte di legge provenienti dalla maggioranza, ma anche dalla minoranza, e questo è un segno evidente di una necessità molto sentita da parte delle popolazioni e dei territori. Nel 2012 l'entusiasmo generale accompagnò l'esito di quel referendum, definito anticasta, che doveva mettere fine alla metà degli enti intermedi, comunque ora è sotto gli occhi di tutti che in fin dei conti con l'abolizione delle Province non si sono risolti i problemi, non sono arrivati più soldi, ma scuole e strade sono abbandonate e sicuramente i servizi carenti. Tutte le riforme che si sono succedute e che interessavano gli enti locali partivano sempre da due presupposti, che erano risparmio e semplificazione, ma in realtà tutto questo non è successo, perché in pratica riallocare tutte quelle che erano le funzioni e le competenze delle Province è stato molto più macchinoso e molto più complicato del previsto, le Regioni poi sono andati in ordine sparso nello spacchettare quelle che erano le competenze tra Comuni, Regione stessa ed altri enti intermedi. Quindi è successo solo questo, che il sistema non solo non è più semplice, ma è più complesso di prima e sicuramente molto disomogeneo. L'abolizione delle Province ha lasciato anche un disordine istituzionale con Province senza organi eletti e sicuramente con meno risorse in un contesto anche poco democratico. Mi vede sicuramente favorevole l'istituzione della città metropolitana di Sassari, il mio territorio, che sarà sicuramente un motore di sviluppo non solo per la città di Sassari ma per tutti i Comuni che ne faranno parte e anche per il Nord Ovest della Sardegna. Ben venga comunque quindi anche il ripristino delle Province, che in realtà non erano mai state abolite ma solo svuotate di quelle che erano le loro funzioni e le loro prerogative, quindi ci auguriamo che abbiano comunque sicuramente una struttura più snella, più pratica e meno macchinosa.

Le riforme degli enti locali hanno valore comunque, come ha detto anche l'onorevole Peru ed è una cosa importantissima, se sono accompagnate da risorse che ne permettano il cammino. Questa è una riforma che è voluta da questa maggioranza ma è voluta e auspicata soprattutto dai territori, e la dimostrazione è il fatto che anche parte della minoranza è stata compatta nel portare avanti questa riforma, il nostro Gruppo, il Gruppo di Fratelli d'Italia, l'ha condivisa fortemente e quindi approfitto in questo momento per fare la mia dichiarazione di voto che sicuramente è positiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Sull'ordine dei lavori, Presidente, io vorrei ricordare a me stesso in primis e anche ai colleghi che siamo ancora in fase di votazione dell'ultimo articolo della legge, poi dovremo anche riintervenire, penso, in dichiarazioni di voto finale: se vogliamo rispettare un attimino le cose che ci siamo detti ieri anche in Conferenza di Capigruppo, per uscirne anche a una determinata ora, inviterei i miei colleghi magari di intervenire in fase di dichiarazioni di voto, perché altrimenti interveniamo nuovamente e, perdonatemi, non ne usciamo più.

PRESIDENTE. esattamente, c'è stata un'esigenza da parte del relatore, che poi è proseguita con l'onorevole Zedda.

È iscritto a parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Senza voler venire in alcun modo meno all'invito saggio del Presidente del Gruppo del Psd'Az però ritengo di dover intervenire per alcune delle cose che sono state dette in questo frangente del dibattito affrontato dal Consiglio regionale, e in particolare alcune delle cose che ha detto l'onorevole Agus, Presidente del Gruppo dei Progressisti, perché credo che tutti noi in quest'Aula dovremmo avere la correttezza di riconoscere che questo Consiglio regionale, in un periodo difficile e delicato come questo, ha il dovere di affrontare, discutere e votare provvedimenti che potremmo ricondurre alla descrizione generale della legislazione di emergenza, quella cioè che dobbiamo affrontare, appunto, rispetto al periodo difficile che vive la Sardegna, l'Italia e il resto del mondo. Quindi ci sono i provvedimenti che possiamo ricondurre a quella categoria, alla legislazione di emergenza, per esempio la prima Commissione che ha affrontato il testo unificato sugli enti locali, la Commissione che io presiedo, è stata la prima fra tutte a discutere il primo provvedimento di emergenza che ha votato questo Consiglio regionale, quella che è poi diventata la legge 9, gli "Interventi urgenti per fronteggiare l'emergenza relativa al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili". Aver affrontato quel provvedimento prima di tutti gli altri non ci ha legittimamente impedito però di affrontare anche altri provvedimenti, come quello che discute oggi il Consiglio regionale, cioè il testo unificato in materia di riforma della legge 2 e quindi del sistema delle autonomie locali. La legislazione di emergenza, voglio dire a quest'Aula e ai cittadini sardi, non ci deve impedire di affrontare provvedimenti legislativi ordinari o di riforma, come in questo caso, e del resto, trattandosi di testo unificato, chi avrà la pazienza di leggere le firme che accompagnano le proposte che sono state unificate, leggerà le firme di consiglieri di maggioranza e di opposizione, appunto perché il lavoro che è stato fatto è stato quello di unificare proposte di legge differenti che portano anche le vostre firme, e credo, parlo sicuramente a nome del mio Gruppo ma anche della maggioranza, se dalle opposizioni arriveranno proposte legislative per affrontare l'emergenza, così come avete fatto voi rispetto ai provvedimenti della Giunta, saremo altrettanto disponibili noi a discuterne, però se avete delle idee, delle proposte legislative per affrontare l'emergenza, presentatele a questo Consiglio regionale. Non limitatevi a dire che la maggioranza discute di temi che non sono di attualità, perché se io vado a scorrere rapidamente l'oggetto delle ultime proposte di legge che sono state formulate dall'opposizione, magari trovo proposte di legge relative all'istituzione del parco paesaggistico e archeologico di Tuvixeddu e Tuvumannu, magari alla creazione della filiera della canapa industriale, non trovo, almeno fra quelle recenti, proposte di legge relative all'emergenza che stiamo affrontando e che portino le vostre firme. Sono sicuro, e mi rendo disponibile fin da ora a discuterne nelle Commissioni e in Consiglio regionale così come voi ci chiedete di fare, però oggi il Consiglio regionale, che come dicevo per primo provvedimento ha affrontato un provvedimento licenziato dalla prima Commissione, quella che poi è diventata la legge 9, e che ha affrontato provvedimenti in materia economica, di sostegno alle imprese, di sostegno al sistema sanitario, di sostegno alla Protezione civile, di intervento nell'emergenza, ha il dovere, e aggiungo io la responsabilità, di affrontare riforme, e questa è una riforma che dal mio punto di vista raccoglie l'invito, la richiesta che ci è stata fatta da tutti i sindaci che abbiamo ascoltato; tutti i Sindaci che abbiamo ascoltato ci hanno detto unanimemente che la legge 2 che regola che disciplina la materia degli enti locali nel nostro ordinamento era una legge che presentava diversi squilibri e diverse inefficienze. Allora, piuttosto che avere l'atteggiamento sbagliato che è stato, lo dico in senso critico, seguito nella precedente legislatura, cioè di imporre un disegno di riordino degli enti locali calato dall'alto, questo Consiglio regionale, questa legislatura, le forze di maggioranza e anche quelli di opposizione, perché ci sono anche le vostre firme su questo testo, hanno ritenuto che fosse più giusto ascoltare le richieste che venivano dai territori, poi magari ieri ai ringraziamenti provvederò nella dichiarazione di voto finale che sarà ovviamente più breve, però questa legislatura, le forze di maggioranza e le forze di opposizione hanno accolto le richieste che venivano dal basso, che venivano dai territori, dai Sindaci, dalle comunità. Sulla volontà elettorale, il popolo italiano e anche la comunità sarda si è espressa nel 2016, e quando ho avuto la possibilità di cancellare le Province dalla Costituzione le ha invece conservate, quindi è un'argomentazione che non utilizzerei, invece mi piace sottolineare ancora una volta che questa riforma è una riforma nata, costruita, modificata in Consiglio regionale una riforma importante, non l'unica, non l'ultima ma certamente una riforma importante, e questa consapevolezza io spero che sia non solo di questa parte dell'Aula ma anche di quell'altra perché anche quell'altra parte dell'Aula ha contribuito a scrivere il testo che oggi tutto il Consiglio regionale sta votando.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro è iscritto a parlare sull'emendamento 26, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo alla votazione finale del testo.

Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, spero di non essere irriverente soprattutto rispetto a questi ultimi interventi, ma dalle mie parti c'è un modo di dire un proverbio che dice: a chi vai de sciusciàda non da manca traballu. A chi continua a smontare ciò che ha costruito sicuramente non mancherà da fare. E non lo dico davvero con ironia, colleghi, anche perché io sono convinta che i proverbi, e quelli sardi forse in modo particolare, esprimono con equilibrio e con sagacia una forma di saggezza popolare che è invidiabile. Questo modo di dire secondo me calza a pennello con quello che stiamo approvando oggi, per quanto anche dall'opposizione si sia contribuito a questa legge, onorevole Saiu, personalmente sono contraria e quindi esprimo la mia opinione. Perché mi pare che quello che è successo in tutto questo lungo periodo, troppo lungo di dibattito in quest'Aula, è quasi una schizofrenia politica. Perché non abbiamo fatto altro che ricostituire quello che in precedenza è stato smontato, che forse ancora in precedenza era stato ricostruito insomma è un modo di fare e disfare che io invece sono convinta che non i territori in modo così vago come entità ma i cittadini e le cittadine sarde capiscano molto poco. I cittadini e le cittadine sarde chiedono che nei territori funzionino le cose, ho ascoltato veramente con molta attenzione tutti gli interventi, e scusatemi ma quelli dell'opposizione mi sono sembrati molto efficaci e molto pertinenti, e quindi ringrazio anche i colleghi e le colleghe che hanno spiegato molto bene quello che succederà, e cioè che se non si interviene ma con molta tempestività a dare strumenti, strumenti professionali, strumenti economici a questa legge in quei territori nulla cambierà, anzi è molto probabile un immobilismo anche peggiore di quello attuale. Mi pare insomma che il modo di dire che ho citato all'inizio calzi perfettamente sulla incapacità della classe politica di accettare, di legislazione in legislazione, quello che si stabilisce i provvedimenti, ma anche e soprattutto la volontà popolare che su questa materia si era chiaramente espressa e continuiamo invece a perdere tempo nello spazzare via l'esistente, così, senza recuperare, senza sostituirlo peraltro con qualcosa di realisticamente efficace. Ringrazio l'onorevole Peru per la gentilezza che ha dimostrato rispetto, e che ha dichiarato, rispetto agli interventi dell'opposizione che gli sono stati utili e importanti, però in un mondo reale, cioè quello che non è il Consiglio regionale, in questo momento scusatemi, però in un mondo reale se davvero i contributi sono utili se ne fa buon uso. Io non credo che dichiarare semplicemente vi ringraziamo siete stati carini, gentili ci avete aiutato a capire meglio le cose però facciamo quello che vogliamo, questo mi sembra la sintesi, scusate. Invece rispetto a quello che ha detto l'onorevole Saiu sulle proposte di legge utili, urgenti e indispensabili io invece credo che l'Opposizione ne abbia presentato, ne abbia presentato in modo particolare in materia di sanità, che certamente se fossero state affrontate, e tra l'altro una l'abbiamo presentata, non dico insieme, ma sullo stesso argomento con l'onorevole Mele sulla situazione delle famiglie con disabilità e di chi li assiste, che se l'avessimo affrontata al momento giusto forse in questo momento di crisi pandemica avremmo sostenuto meglio le famiglie, avremmo sostenuto meglio chi si trova realmente in sofferenza, il mio voto naturalmente sarà contrario. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente, buonasera a tutti, un po' difficile concentrare in pochissimi minuti la sintesi di quella che è la mia posizione, di quella che è stata in tutto questo periodo, dico solo alcune riflessioni poi nell'annunciare quello che sarà il mio voto. Io credo che esistano delle modalità probabilmente molto diverse di concepire quella che è la realtà intesa come visione legislativa, visione organizzativa, è quello che ho provato a dire più volte. Perché l'idea della riforma viene enunciata come una riforma sicuramente epocale, radicale, ora non mi ricordo esattamente quali sono gli aggettivi che sono stati utilizzati, insomma una riforma di sostanza che prevede insomma una revisione dell'assetto organizzativo della Regione. In realtà, io continuo a dirlo, credo che mi sia dato atto anche durante i lavori della Commissione che non ho mai sottratto la mia disponibilità personale, anche in qualità di Vicepresidente della prima Commissione, a contribuire, a capire quelle che sono le esigenze e contribuire nella direzione di un provvedimento, che viene chiamato di riforma ma che io credo che sia forse un tracciare una linea forse iniziale di una riforma che parte da quelle che sono le riorganizzazioni dei territori. Io l'ho detto in Commissione, l'ho detto in Aula, lo ridico qua, io sono estremamente a favore del riconoscimento delle velleità territoriali e delle esigenze di governo e di autogoverno delle realtà territoriali quando queste corrispondono, così come in parte hanno corrisposto, alle esigenze provenienti dai territori. È vero che i Sindaci che abbiamo audito, è vero che una parte del territorio regionale sentiva e sente la necessità di avere nei riferimenti istituzionali, quindi nell'ambito più prossimo istituzionale, ambito più prossimo a loro istituzionale, un organo di governo che risolva i problemi, che risolva quelle che sono le annose situazioni, ho continuato a dire, e lo ripeto anche adesso, sta già finendo il tempo? Credo che a fronte delle esigenze, a fronte della necessità di strumenti istituzionali che siano in grado di cogliere i bisogni dei cittadini, continuo a dire che esistono e hanno continuato ad esistere delle province ad esempio che pur nell'esplicare i propri ruoli, le proprie funzioni non sono state in grado, non sono tutt'oggi in grado di soddisfare questi bisogni. Allora a me sarebbe piaciuto essere, come dire, a favore di questa riforma nella misura in cui questa sarebbe stata in grado di cogliere questi bisogni a partire dalla riorganizzazione fondamentale dei temi, delle funzioni e dei servizi che si attribuiscono agli enti in termini di definizione di una nuova prospettiva di governance, in termini di utilizzo di quella parola che tanto viene utilizzata e che tanto è stata ribadita che è quella della autonomia, quella della capacità di questo Governo regionale nella sua interezza di poter affermare la capacità di governarsi e di organizzarsi che invece in questo provvedimento, che ritengo estremamente monco, non ci sia, non c'è. Chiudo dicendo che nei suggerimenti, io questo ci tengo molto a dirlo perché credo che, lo ribadisco, lo voglio ribadire senza nessuna come dire autocelebrazione, che la disponibilità intanto del sottoscritto sia stata totale nella misura in cui alcuni provvedimenti avevano un senso e li abbiamo ritenuti positivi, così come i vari suggerimenti che sono avvenuti tramite alcuni emendamenti, che poi anche per l'articolazione dei lavori non sono stati neanche presi in considerazione, come quelli dell'incominciare a ragionare sulle risorse. Avevamo la possibilità di farlo nella prima fase e io spero che venga fatto adesso, senza risorse noi non strutturiamo alcun processo di crescita della nostra Sardegna. Il mio voto, devo dire un po' a malincuore rispetto a quella che sarebbe potuta essere una grande occasione di rilancio dell'assetto organizzativo delle istituzioni e nel ribadire che la velleità, e quindi sono a favore del riconoscimento della possibilità di un migliore governo da parte di alcuni territori, il mio voto sarà negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente. La legge che stiamo andando ad approvare ridisegna l'assetto amministrativo sovracomunale della nostra Regione, una legge che da risposte a istanze di autonomia e autogestione dei territori forse troppo a lungo negate, che finalmente riconosce come città metropolitana l'area dell'ex provincia di Sassari, ponendo riparo tardivo ad un errore della precedente programmazione che ha istituito una rete metropolitana incapace di svolgere il ruolo assegnato perché privo delle necessarie strutture amministrative ed incapace di utilizzare anche le ingenti risorse che le sono state attribuite, che riporta gli ambiti delle città metropolitane a livello di area provinciale come previsto dalla legge Delrio, costringendo le aree più forti a pensare in grande coinvolgendo e dando risposte a tutte le comunità presenti e superando quell'ibrido della provincia del sud Sardegna che metteva insieme senza alcuna comune identità storica, culturale economica e sociale diversi comuni. Siete riusciti comunque a creare delle interferenze anche gravi dal mio punto di vista in una logica che era abbastanza condivisa di questa legge, ad iniziare dalla sovrapposizione di un commissario aggiuntivo della nuova Città metropolitana di Cagliari, senza definire con chiarezza quali sono i ruoli e le funzioni che rischiano di generare solo delle ambiguità e delle incertezze nelle procedure per il passaggio e la costituzione della nuova Città metropolitana. La cosa più grave è che fate questo esclusivamente per questioni politiche sorte all'interno della stessa maggioranza, facendo prevalere ancora una volta interessi particolari a scapito dell'interesse generale. Il vero limite di questa legge è che si tratta di una ricostruzione di una pianta amministrativa a cui non sono garantite le risorse e le funzioni. Questo è il vero tema di confronto che dovrà impegnare il Consiglio regionale in una discussione che riguarda le stesse funzioni dell'ente Regione, Regione che deve superare l'istinto di accentramento di funzioni emerso in maniera clamorosa anche nella discussione e nell'approvazione di questa legge con la sottrazione delle funzioni per le concessioni demaniali dai Comuni verso la Regione, esattamente il contrario di quello che dovrebbe fare, che dovremmo fare verso un reale decentramento delle funzioni gestionali a favore dei Comuni e delle Province, riservando alla Regione funzioni legislative, regolamentari e di controllo. Credo che il primo argomento che dovremo affrontare nella prossima variazione di bilancio sia proprio quello dello stanziamento di adeguate risorse per consentire, con l'implementazione del fondo unico a favore delle province, la loro efficace…

PRESIDENTE. Prego, concluda.

GANAU GIANFRANCO (PD). Questa è la strada perché la legge non sia una semplice istituzione di strutture amministrative incapaci di dare risposte ai territori e di migliorare la qualità di vita dei cittadini. È con queste motivazioni e con queste riserve che voterò comunque a favore di questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Grazie Presidente, buonasera ai colleghi e alle colleghe. Sono stati giorni lunghi di discussione e ognuno di noi ha portato al dibattito un contributo importante, soprattutto basato su quella che è l'esperienza amministrativa che tanti di noi hanno fatto nei Comuni, tanti di noi hanno fatto nelle Amministrazioni e negli enti comunali. E l'approccio è stato quello da parte mia di andare a rivendicare immediatamente per la città di Sassari, per il territorio, ci tengo a rimarcarlo, di Sassari una arretratezza, rispetto a Cagliari, importante, lo abbiamo rimarcato con i dati, lo abbiamo detto in tante circostanze, a partire dalla sanità, con un rapporto che va da 13 a 1, dal territorio di Sassari a quello di Cagliari, lo abbiamo detto nelle modalità e nella mancanza di strumenti che il territorio di Sassari ha purtroppo per poter spendere 80 milioni di euro che parte di questi vengono dalla precedente legislatura indotti alla rete metropolitana, che è uno strumento inefficace, uno strumento che purtroppo non può dare risposte immediate né ai progetti né tanto meno ai cittadini, e plasticamente lo vedo anche in Giunta ogni volta che intervengo e ogni volta che facciamo un Consiglio regionale, nessun Assessore che viene dalla città di Sassari. Io credo che quando si fa il consigliere regionale si deve fare il consigliere regionale per tutta la Sardegna, ma ognuno di noi ha la responsabilità di raccontare esattamente quello che avviene nel proprio territorio e quello che avviene nei propri Comuni. Il nostro è un territorio purtroppo sfilacciato, che non ha un senso di appartenenza, non ha un sistema trasporti adeguato e non ha purtroppo un ente che possa progettare e fare in modo che il territorio possa venir fuori da una crisi profonda come quella che sta vivendo il territorio di Sassari. Allora su temi come questi non c'è un colore politico, c'è solo ed esclusivamente la voglia e la volontà di poter dare il proprio contributo. Io voterò a favore di questa legge, per me è una vittoria a metà sulla Città metropolitana di Sassari, non è una vittoria completa, ho presentato insieme al collega Satta una proposta e un disegno di legge su una città metropolitana ristretta, non allargata ai confini della provincia, perché credo realmente che i territori debbano lavorare insieme per evitare spopolamento, per cercare di mettere in connessione tutti abbiamo bisogno di strumenti previsti dalla Costituzione. La Città metropolitana è prevista nell'articolo 114 e attraverso tutti i progetti di digitalizzazione, attraverso i trasporti, l'inclusione sociale, economica del tessuto io credo che quella doppia velocità possa finalmente avere una velocità unica che è di tutta la Sardegna, che non si sente periferia di un centro come quello di Cagliari, che di certo è brava ed è stata brava negli anni precedenti a progettare tanto. Ora abbiamo lo strumento, io mi auguro che nelle prossime sedute si possa parlare anche di come dare gambe ad una legge come questa che in questo momento, così com'è, rischia di rimanere una scatola vuota, e perché no, con la prossima vittoria magari alle prossime elezioni di un'altra maggioranza, si può anche modificare quello che purtroppo in questa legge avete inserito, e non si tratta di…

PRESIDENTE. Può concludere.

PIU ANTONIO (Progressisti). Grazie Presidente. Avete accentrato tante funzioni che invece i Comuni sino ad oggi hanno svolto in maniera egregia. Può darsi che ci ritroveremo tante volte su questioni importanti a dover convergere, a votare tutti insieme a favore. Cerchiamo di fare in modo che i lavori di quest'Aula continuino magari in maniera un pochino più proficua rispetto agli ultimi mesi portando delle leggi importanti e che ricadano sulla testa dei cittadini, e non per andare a soddisfare le voglie di posizionare chi da una parte e chi dall'altra su figure e su enti che in questo momento non credo siano necessari allo sviluppo della nostra Regione. Quindi convintamente, ripeto, una vittoria a metà, ma la Città metropolitana di Sassari doveva essere fatta e fare in modo che anche il nostro territorio potesse avere lo strumento finalmente per poter spendere le risorse. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Ciusa. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie Presidente. Intervengo per dichiarare il mio voto contrario a questo disegno di legge che prevede a mio avviso un ritorno al passato senza alcun beneficio per il futuro. Questa, a mio avviso, è l'ennesima occasione persa da parte di questo Consiglio regionale in questa legislatura, poteva essere l'occasione per parlare di enti intermedi e di vedere come riorganizzare la nostra Regione sotto questo aspetto, invece ancora una volta non c'è niente, questa sarà una legge probabilmente da sbandierare nei territori magari alle prossime tornate elettorali e amministrative. Perché se vi domando quali servizi ci saranno per i cittadini, ma soprattutto quante risorse verranno destinate alle province, alle città metropolitane, la risposta purtroppo è semplice, nessuna risorsa, nessun servizio, nessun beneficio per i cittadini sardi, anzi, state illudendo a mio avviso i vari territori della Sardegna, che saranno convinti di avere una possibilità di rilancio, anche in virtù della situazione che stiamo vivendo, attraverso appunto i soldi per il rilancio dei territori, invece i soldi che ci sono in questa legge sono solo per i commissari. Se poi pensa alla Città metropolitana di Cagliari state andando a buttare tutti gli anni di lavoro fatti in precedenza, con il rischio di mettere a repentaglio anche le risorse per il Piano strategico. È giusto ricordare, a mio avviso, che tutto il Consiglio metropolitano di Cagliari si è espresso contrariamente a questa riforma, in sostanza, ancora una volta, manca una visione d'insieme, su un tema così importante che dovrebbe ridurre le distanze e facilitare la vita ai cittadini, invece avete deciso di rispolverare schemi del passato, che sono stati per giunta bocciati dai sardi con il referendum del 2012. Per tutti questi motivi il mio voto è contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fausto Piga per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIGA FAUSTO (FdI). Grazie, Presidente. Il mio voto sarà favorevole intanto perché noi oggi manteniamo fede ai nostri impegni presi in campagna elettorale, dove non abbiamo mai fatto mistero di voler ripensare al ruolo delle province, ovviamente in una modalità in discontinuità col passato, più credibile, che ridia voce e competenze ai territori e che dia anche la possibilità di far riavvicinare i cittadini alle istituzioni. Noi oggi approviamo una legge che vuol dare risposte ai grandi centri ma anche ai territori meno densamente popolati e più periferici. Mi viene in mente la provincia del Sud Sardegna che, con coraggio, con questa legge andiamo ad abolire, a cancellare dalla cartina geografica, quella cartina geografica che nel 2016 il centrosinistra aveva deciso appunto di far nascere la provincia del Sud Sardegna, cancellando in un certo senso invece la storica provincia di Cagliari. Una vera e propria follia, se pensate è una follia quella di costringere i cittadini del Sarcidano, Trexenta Parteolla, Sarrabus, Gerrei, che per questioni legate alla burocrazia, alla pubblica amministrazione sono stati costretti ad avere come punto di riferimento Carbonia, si torna però, grazie a Dio, al vecchio perimetro della provincia di Cagliari, si cerca di porre rimedio alle disparità territoriali, si torna così al passato dove il passato ci ha insegnato che comunque quel modello stava funzionando meglio rispetto al presente. Chiudo con una riflessione, perché non c'è comunque nulla da gioire, non è che questa legge risolverà tutti i problemi e subito, bisogna essere sinceri con i cittadini perché ci vorrà un periodo di rodaggio, se le strade oggi, quelle provinciali, non sono perfetto non lo saranno neanche domani mattina, così come se c'è difficoltà a tagliare l'erba a bordo strada anche domani mattina ci potrebbero essere queste difficoltà, tanto per esser chiari, se il centrosinistra in cinque anni non è riuscito a far funzionare le province noi non ci riusciremo comunque nel giro di venti giorni, un mese, o due mesi che siano, quindi ci vorrà tempo e il tempo comunque c'è, nella fase di transizione bisognerà essere bravi a fare in modo che personale, risorse e competenze rimettano in moto queste province e ridiano le giuste soddisfazioni ai cittadini, e si eviti di continuare, come si è fatto fino ad oggi, a complicare la vita appunto degli stessi cittadini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Grazie, soltanto alcune riflessioni di carattere generale su un tipo di legge che è inevitabilmente caratterizzata da molti compromessi. Nessuno di noi oggi vota essendo convinto al cento per cento né a favore né contro, perché all'interno di una grande riforma ci sono sempre degli aspetti che sono frutto, come dicevo prima, di compromessi. Il tentativo di concepire una riforma di vasto consenso che andasse oltre le coalizioni, oltre la maggioranza e le opposizioni, a coinvolgere anche i territori, è stata compiuta. Come ha detto giustamente l'onorevole Zedda non è stata completa, doveva essere svolta in un tempo più lungo; la maggioranza ha avuto molta fretta nell'approvare un testo da portare all'Aula anche se all'Aula c'è arrivato con molto ritardo. Questo però non ci fa dimenticare i lati positivi di questa legge; ci sono degli aspetti di attuazione della Costituzione, ci sono aspetti di attuazione dello Statuto, che nel passato non era stato possibile compiere, oggi però noi dobbiamo essere consapevoli, cari colleghi della maggioranza, dobbiamo essere consapevoli che si tratta di un passo avanti ma non può essere una riforma definitiva. È una riforma che ha bisogno intanto di un passaggio popolare nel vaglio attraverso i referendum dell'adesione di molti comuni alla soluzione che è stata data da quest'Aula, che alla fine si configura come proposta e non come imposizione. E poi c'è da verificare sul campo la possibilità effettiva da parte di Città metropolitane di nuova concezione per la Sardegna, mai sperimentate, di essere effettivamente capaci di rappresentare un modello di governo in grado di soddisfare le esigenze di territori non omogenei tra loro, perché un conto sono le città, le conglomerazioni urbane, noi le chiamiamo metropolitane, e un conto sono le aree rurali, vedremo se questo modello riuscirà a far convivere questo tipo di realtà. Io devo dire che il Presidente della Commissione ha cercato quel consenso ampio, e devo dire che il relatore della maggioranza, anche se ovviamente portatore di quel volontarismo o volontà molto forte che la maggioranza ha voluto imprimere nel momento più caldo dei lavori durante l'estate, anche il relatore di maggioranza ha tentato di cogliere le proposte che venivano dall'opposizione. Le opposizioni poi hanno manifestato una pluralità di opinioni, le hanno manifestate e dichiarate con onestà, con lealtà, e queste rimangono agli atti di questi lavori per poi poter essere probabilmente riprese in futuro. Voglio dire questo per dire che nessuno di noi deve essere trionfalistica oggi perché si tratta di una fase, questa fase l'abbiamo affrontata io spero con coscienza tutti e continuano ad affrontare il tema vigilando affinché ognuno possa portare un suo contributo anche in futuro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Io non sarei intervenuto, però è opportuno dire almeno due cose. Innanzitutto io sono sempre stato contrario all'uomo solo al comando, infatti non ho mai gradito che ci fosse un commissario, un sub, quasi sempre estraneo alla realtà di quel territorio, perché a noi ci lega l'affetto per il luogo in cui siamo nati, cresciuti eccetera. Io mi sono permesso, e devo ringraziare Corrias, ma ringrazio anche Massimo, ringrazio Deriu eccetera, perché in Commissione il comportamento è stato ineccepibile, e poi nelle singole realtà sono stati anche quasi sempre… al massimo si sono astenuti, ma son stati correttissimi e ci hanno aiutato. Certo, è una legge non perfetta, perch�� nell'ultima fase pur di accogliere le richieste che venivano per poter fare un qualche cosa di diverso, anche molto complesso, per un'area geografica che partiva dalla sinistra e poi finiva sulla destra che non poteva essere amalgamata, ebbene in questa situazione qui si è verificato che, è per questo motivo che non è perfetta, ma noi si è voluto dopo un'azione portata avanti da Corrias per il suo territorio che ha caratteristiche particolari, ma che di fatto non poteva anch'essa una volta che si era partiti con la Gallura avere una disponibilità nei confronti di una realtà che purtroppo essendo pochi abitanti gli mancano molte cose e oggi lui festeggerà una doppia, ed è anche giusto, festeggerà anche il fatto dell'emodinamica che subito dopo faremo, perché di fatto è una realtà come quella molto molto strana, nella quale non sapevano fare neppure le gare, non sapevano fare altre realtà perché purtroppo erano isolati. Uno andava a fare il primario e poi se ne andava e qui non rimanevano le figure fondamentali. Però questa legge, va detto subito, io ho presentato la legge subito dopo assieme ai due colleghi del territorio, era giusto che fosse così, abbiamo difeso una realtà che aveva tradizioni, così come le ha il Guspinese, che sono stati trainanti nel settore dell'economia e poi sono crollati, con la scomparsa del settore estrattivo. Ebbene, io credo che noi dobbiamo essere soddisfatti, certo ci saranno delle difficoltà obiettive, ma per lo meno avremmo una struttura, qualunque essa sia e questa struttura è più facile nell'approccio con le persone. Le persone ci vanno molto più volentieri e dovremmo correggere qualche cosa, perché qualche cosa di imperfetto ho detto c'è. Mi dispiace che oggi non ci sia l'amico Cocciu, perché piangeva sempre, gli auguro una pronta guarigione e oggi non sorride perché non c'è, sarebbe voluto essere presente perché di questo ne ha fatto un cavallo di battaglia, non personale. E quindi oggi noi riusciamo a fare questa iniziativa e a lui ho detto: Corrias avrà la sua festa e io mi son permesso di portargli da un territorio che ha tradizioni, un pacchetto di dolci che sono gli amaretti del Sulcis, proprio per festeggiare l'amico Cocciu e gli amici che qui sono presenti, perché oggi per molti di noi è una vittoria, una vittoria nel senso che riportiamo le persone del territorio nel territorio, innanzitutto, e cercheremo di correggere questa legge che ha le sue imperfezioni. Ringrazio l'amico Deriu, condivido le sue osservazioni, e ovviamente voterò a favore e festeggerò con voi con un modesto amaretto, ma è un amaretto certamente di grande valore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Tre minuti sono davvero pochi, cercherò di dirvi per quale motivo il mio voto sarà favorevole rispetto a questo testo unificato che diventerà fra poco legge. Non può che essere favorevole perché tra la precedente legislatura e questa legislatura, se non altro perché sono stato il primo che ha dato impulso a questo cambiamento che ritenevo e ritenevamo necessario, un assetto che era un'incompiuta, quella appunto della legge numero 2 del 2016 e che a seguito del referendum costituzionale che non ha avuto successo, necessariamente prevedeva un intervento normativo da parte di questo Consiglio regionale. Non nego che ho barcollato durante l'approvazione di qualche emendamento rispetto a quello che sarebbe stato poi il mio voto finale, è un voto un po' sofferto perché questa legge appunto che si apre con la proposta di legge numero 6, presentata dal sottoscritto, è firmata dal collega Giovanni Satta, dai colleghi Dario Giagoni e Angelo Cocciu che oggi non sono presenti e che ringrazio per la loro sottoscrizione.

Dicevo, non nego di avere delle difficoltà perché quella che �� stata approvata ieri io credo sia una disposizione che creerà tanti problemi, ad iniziare dai suoi fans assessore Sanna, i fans in particolare di una, non tante, una sigla sindacale di balneari con la quale lei ha stretto rapporti strettissimi tali da portarli ad attaccare oggi la LEGA e il PD, lei è riuscito nell'impresa di attirarsi e accattivarsi le simpatie di questa, adesso non ricordo nemmeno il nome, credo che perda anche iscritti continuamente, questa sigla sindacale che attacca LEGA e PD per osannare l'assessore Sanna, chissà cosa ne penseranno fra un anno.

Io spero di ritrovarci qua, fuori pandemia, tutti in piena salute fra un anno per valutare cosa ne penseranno rispetto a queste disposizioni che secondo me hanno purtroppo inquinato questa legge. Il mio voto comunque non potrà che essere favorevole, io spero in una ripartenza di tutta la Sardegna con questa proposta, una ripartenza che non potrà esserci se questa legge rimarrà tale senza che possa essere seguita, è stato detto più volte, da invece altre disposizioni sempre anche normative che possano dare risorse economiche, risorse umane e contenuti alle province nuove e vecchie. Ora direi che la priorità è concentrarci, siamo a disposizione collega Saiu, ammesso che sia necessario intervenire per legge, ammesso che sia necessario, credo di no, intervenire per legge, siamo a disposizione ancora una volta per dare una mano, ve lo chiediamo, ve lo urliamo da settimane e da mesi, dare una mano per poter finalmente far partire una seria campagna vaccinale in questa Isola perché in questo momento non è seria. Allora speriamo che questo possa consentire di poter veramente festeggiare, soprattutto quando usciremo dalla pandemia, un nuovo e funzionante assetto delle Autonomie locali in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Filippo Sechi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECHI GIAN FILIPPO (UDC Cambiamo). La riforma degli enti locali che stiamo approvando ha il grande merito di rimettere ordine a tutto il sistema delle autonomie locali della Sardegna, un ordine che mancava e che si è tradotto negli ultimi anni in un depotenziamento degli enti intermedi, a totale discapito dei servizi resi ai cittadini.

Va dato atto all'impegno di chi ha proposto e si è battuto per questa riforma, dal suo estensore, il collega Antonello Peru, al gruppo di cui faccio parte UDC- Cambiamo, che l'ha da subito sottoscritta e appoggiata, dalla Giunta e dalla maggioranza che l'hanno sostenuta, alla prima Commissione che ha lavorato per mesi cercando di trovare la sintesi in una proposta in linea con le aspettative dei diversi territori della Sardegna. Ho sentito troppo spesso parlare in questi giorni di aumenti di costi inutili e invece si deve ragionare sul fatto che la spesa è utile quando produce servizi e benefici alle nostre comunità. Il fine ultimo deve essere sempre quello, trovare le soluzioni migliori, quelle che garantiscono un miglioramento della qualità della vita ai nostri territori, alla nostra gente. Penso ad esempio alle nostre zone interne che in questi anni si sono spesso sentite troppo isolate e vivono in maniera ancora più drammatica gli effetti dello spopolamento. Capisco le preoccupazioni di chi sente lontane le Istituzioni e chiede giustamente di avere servizi e collegamenti con il resto del territorio, con le aree urbane, con i porti e gli aeroporti. Sono certo che far parte di un ente come la Città metropolitana del Nord Ovest sia la scelta migliore, anche per le zone più interne, per realizzare le infrastrutture ma anche per garantire a tutti eguali opportunità. Nessun territorio deve sentirsi isolato o periferia, ma al contrario deve essere parte integrante di uno sviluppo omogeneo dei singoli enti intermedi e a cascata di tutta la Regione. È questa la vera riforma che passa anche dal riconoscimento delle legittime richieste dei territori come la Gallura, il Sulcis, l'Ogliastra, il Medio Campidano. Abbiamo fatto nostre queste richieste e sulla base della volontà espressa anche da chi amministra quelle comunità è venuta fuori una riforma che son convinto saprà rispondere alle loro attese, che poi sono le aspettative di tutti i Sardi, poter contare sui riferimenti istituzionali, e dunque enti locali che funzionano e ridurre virtualmente le distanze tra i vari territori. Per tutti questi motivi ribadisco ancora una volta il voto favorevole mio e di tutto il Gruppo UDC - Cambiamo - Italia viva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Presidente, io da quando siedo su questo scranno la prima cosa che ho fatto ho depositato una proposta di legge che andasse a riconoscere la re-istituzione della Provincia Ogliastra, e l'ho fatto mosso non da sentimenti romantici da proclama risorgimentale, semmai ho cercato di invertirlo perché credo che gli ogliastrini ci siano, vivaddio, e son fatti, ora bisogna fare l'Ogliastra. Discorso che credo si attagli anche per le altre sub-regioni della Sardegna. Le motivazioni sono di altra natura, sono quelle che passano per la mia modesta esperienza da amministratore locale, che ha vissuto sulla pelle quella condizione che altre volte ho definito di orfanità istituzionale in termini di gestione della viabilità, degli istituti scolastici, dell'ambiente, ma anche in termini più ampi di condivisioni assembleari sulle decisioni da assumersi per la sanità, e penso alla Conferenza socio sanitaria locale che funziona molto bene, o in materia socio-sanitaria e penso ai plus, o in materia di risposte necessarie alle imprese e penso ai SUAPE, o in materia di promozione turistico-culturale penso alle STL che non ci sono più, o soprattutto in materia di programmazione territoriale strategica, laddove le unioni dei comuni in Ogliastra, e non solo in Ogliastra, hanno faticato. In ragione di questi presupposti credo che questa riforma non sia un traguardo, ma sia un punto di partenza. E dico, se mi è consentito con il Poeta, che "Le leggi son, ma chi pon mano ad esse", adesso bisogna porre mano a questa legge, dare ad essa le gambe necessarie, dotare i presupposti di legge di risorse finanziarie certe, di dotazioni umane, organiche e strumentali certe, di funzioni chiare e inconfondibili, allora sarà una riforma vera, e lo sarà soprattutto se passerà profondamente democraticamente per le elezioni di primo livello, questione per la quale abbiamo depositato una proposta di legge nazionale. Se così sarà, cito ancora il Poeta, i nostri cittadini, gli ogliastrini che già ci sono, ma i sardi tutti, non saranno anime in pena, questo non sarà un limbo o un purgatorio, e non voglio che le Province al netto di qualsiasi trionfalismo odierno siano un inferno, non dico un paradiso, ma non possono essere un inferno. Se sarà un paradiso ciò che noi oggi stiamo costruendo, allora, anch'io onorevole Oppi, porterò gli amaretti, quelli di Baunei e quelli ogliastrini sono molto buoni, allora festeggeremo con la speranza che non ci resti l'amaro in bocca. In ogni caso, nonostante queste perplessità, voterò a favore di questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, intanto preannuncio il mio voto contrario perché effettivamente di questa legge non ne condivido la sostanza e il metodo con cui è stata portata avanti, ma provo a fare un ragionamento un po' più ampio. Intanto penso che bisogna partire da un dato che oggi è un dato reale, la pandemia da Covid 19 ha modificato le nostre vite e segnato un brusco rallentamento di un'economia già anemica e per niente equa. E si parla in questa legge invece di una specie di ritorno al passato, e spesso si è detto che si deve ritornare velocemente alla normalità, ma la normalità è parte del problema, e se non si apre un ragionamento un po' più complesso, un po' più ampio e un po' più grande il rischio è quello di vedere vanificare qualsiasi tipo di intervento si voglia fare. Quindi bisogna partire dal fatto che proprio il mondo è cambiato e che esiste una crisi economica che è strettamente collegata a una crisi climatica ed è una crisi sanitaria, e quindi all'emergenza sanitaria anche che stiamo vivendo. Io personalmente non sono aprioristicamente contro enti intermedi che possono anche agevolare e aiutare a governare meglio i territori, ma questi devono partire oggi più che mai da un ragionamento che deve essere proprio un po' più ampio, un po' più grande, un po' più preciso partendo dalle priorità della nostra Regione, e cercando di comprendere quali sono realmente le criticità che stiamo vivendo, fissare gli obiettivi, e dopodiché iniziare a predisporre azioni forti, concrete e reali. Io ho visto in questi giorni una volontà anche da parte dell'Assessorato che ha radunato e sta radunando in alcuni tavoli tematici, con un grosso impegno, questo forum che sta cercando di riscrivere la programmazione 2021-2027, e su questo bisognerebbe iniziare ad aprire il coinvolgimento verso tutte quelle forze della nostra società che non possono essere più lasciate in silenzio e al margine. Quindi mi sarei aspettata un grande contributo da parte di queste forze e questo non c'è stato. E voterò anche per questo contro questa legge, anche perché non ricalca completamente le sfide che ci attendono, le sfide che sono sfide importanti, e soprattutto perché effettivamente questa legge guarda più alcuni interessi di parte, piuttosto che l'interesse collettivo della nostra Regione. E chiudo ricordando a tutti quanti che se la politica e le istituzioni non daranno risposte chiare, certe, precise e veloci ai cittadini il rischio è quello proprio di una tenuta sociale e anche di una tenuta democratica. Quindi mi auguro che da domani si possano dare un minimo di risposte, perché i cittadini sono stanchi, sono esausti, e se l'ennesima legge non produce effetti immediati il rischio davvero pu�� essere molto grave.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Presidente, sappiamo tutti che questa legge non avrà un riscontro immediato verso la percezione che i cittadini possono avere rispetto ai servizi che le Province, sia le vecchie che le nuove, o le città metropolitane, possono offrire da qui a stretto giro. È più una informazione che hanno gli addetti ai lavori e i conoscitori della materia degli enti locali, chi la vede in maniera positiva, e chi come me crede fortemente nella capacit�� di autogoverno di autodeterminazione di tutti i territori di questa isola. E siamo arrivati all'approvazione di questa legge dopo un percorso lungo che non ci ha lasciato esenti da discussioni a volte anche forti, e non ci ha lasciato esenti da momenti di approfondimento rispetto ad alcune parti di questa legge. Approfondimento che ci ha portato a garantire una migliore scrittura del testo, e a garantire soprattutto a territori come quello della nuova Città metropolitana di Cagliari di avere al Governo della transizione un sindaco metropolitano eletto, un Consiglio metropolitano eletto, e di garantire ai nuovi Comuni della città metropolitana di Cagliari di avere una rappresentanza neutrale, che possa guidare quel territorio fino alle nuove elezioni dove saranno finalmente rappresentati in maniera democratica secondo l'esito delle elezioni. Abbiamo ottenuto il grande risultato di aver ridato appunto la capacità di autogoverno e di autodeterminazione a territori che la chiedevano fortemente, come quello dell'Ogliastra, come quello del dal Medio Campidano, del Sulcis o addirittura della Gallura (un pensiero va anche all'amico e collega Angelo Cocciu che oggi per altre cause non è potuto essere presente), e ringrazio in modo particolare il Presidente della Giunta regionale per aver avuto la capacità di trovare una sintesi nel momento più delicato dell'iter di approvazione di questa legge, che ha dimostrato grande lungimiranza e grande capacità di equilibrio, equilibrio che si è poi trasferito a tutta la maggioranza, e poi oggi possiamo finalmente raggiungere all'esito dell'approvazione. Ringrazio anche tutti gli altri colleghi della maggioranza che si sono impegnati per portare avanti questa legge, tutti i colleghi dell'opposizione che hanno dato il loro contributo in termini di contenuti e in termini politici, però è evidente che salta all'occhio la solitudine dell'onorevole Ciusa. Presidente Ciusa, ci dica per quale motivo è stato lasciato solo, behind enemy lines, come diceva un caro amico citando un film, dietro le linee nemiche da solo; ci dica se i suoi colleghi, soprattutto quelli più interessati della Gallura o della Città metropolitana di Sassari, sono assenti per assenza politica oppure stanno presidiando i musei del nord Sardegna. Ce lo dica, presidente Ciusa, e si faccia una domanda, l'hanno lasciato solo, se non si sa dare una spiegazione quantomeno chieda all'onorevole Corrias, che lo ha citato, in quale girone Dante avrebbe posto i suoi colleghi che hanno scelto di non avere né l'infamia né tantomeno la lode.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Non vorrei distruggere l'idillio dantesco, io dico subito che sono solo perché il mio collega Cocco è ampiamente giustificato, dico da subito però che il mio voto sarà di astensione; sarà di astensione perché non è certamente una riforma storica come ho sentito dire anche da alcune interviste televisive, e, come ho detto dall'inizio, si sta costruendo la scatola, si sta costruendo un contenitore a cui però manca il contenuto, e lo dico da subito. Avevo posto durante il mio intervento iniziale tra le discussioni quello delle risorse che le Province e le Città metropolitane debbono avere, avevo posto tra le discussioni ampiamente quella dei servizi, delle funzioni. Badate, ai cittadini poco importa come si chiami una Provincia o una Città metropolitana, interessa invece quale qualità della vita siamo in grado di offrirgli, e allora dove sono le risorse per aggiustare le strade, dove sono le risorse per aggiustare le scuole, dove sono le risorse per fare una programmazione di sviluppo che le Province devono porre in essere? Non ci sono, colleghi, e difficilmente, al di là delle discussioni odierne, si riusciranno ad inserire all'interno della variazione di bilancio, perché la crisi economica che la nostra Isola sta vivendo porrà altre priorità all'attenzione di quest'Aula. E allora, ho sentito "stiamo ridando dignità a determinati territori": non è vero, è certamente corretto il fatto che si sta rimettendo un confine più equo ma manca all'interno di questa legge la perequazione, ossia qual è la politica di sviluppo che si vuole offrire anche a quelle determinate Province e anche quella determinata Città metropolitana, qual è la politica di sviluppo della nostra Isola? E allora si dice che il piccolo Comune verrà rappresentato: non è vero, perché, badate, con il voto ponderato i piccoli Comuni rimarranno esclusi, è una battaglia che questo Consiglio regionale deve fare per cambiare le elezioni delle Province e tornare all'elezioni diretta. Riconosco però tuttavia il fatto che, come diceva anche l'onorevole Deriu, all'interno di questa legge si dà atto di ciò che è l'autodeterminazione di alcuni territori - la Gallura, il Sulcis, l'Ogliastra -, a tutti questi cittadini auguro un grosso in bocca al lupo perché la Provincia non debba diventare un ostacolo bensì un alleato nelle politiche di sviluppo, un alleato che però è monco in questa fase e rischia di essere un boomerang che tornerà addosso a questo Consiglio regionale se non sar�� in grado davvero di riformare servizi e funzioni, dare risorse e offrire quella qualità di vita che si può offrire solo attraverso dei servizi eccellenti, tutto il resto è solamente spot, e io sinceramente degli spot ne ho già abbastanza. Quindi il mio voto sarà di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Intanto per annunciare il voto favorevole di tutto il Gruppo del PSd'Az, e mi viene in mente di fare una considerazione alla luce di tanti anni ormai passati. Qualcuno l'ha detto, nel 2012 quando venne fatto il referendum io credo che mai errore così grossolano venne fatto, in quel periodo, l'abbiamo vissuto in prima persona… perché quando tu ti rimetti alla volontà del popolo con il quesito "voi tu abolire la casta?", cosa ti risponde il popolo? "Certo, a morte quelli là". E in quel momento non solo vennero abolite le Province, il voto popolare, ma se vi ricordate in quell'occasione perdemmo anche la dignità di consiglieri regionali, perché in quel periodo vennero tagliato tutto quello che si poteva tagliare, in quel periodo il consigliere regionale venne individuato come un malfattore, un ladro, noi in quel momento rappresentavamo la casta, allora bisognava tagliare tutto, oggi invece, dopo tanti anni, io mi rendo conto che quell'ente, la Provincia… poi possiamo rivedere il tutto, non è detto che si debbano riassegnare, quando io mi auguro porteremo il popolo a votare in maniera diretta e non a fare le elezioni di secondo livello, non è detto da nessuna parte che il Presidente della Provincia possa riprendere le somme che a quel periodo prendeva come stipendio, 9 o 10 mila euro, perché queste erano più o meno le somme, possiamo ridiscutere di tutto ma oggi veramente alla luce di errori fatti nel passato noi diciamo che quell'ente intermedio… e io ringrazio tutta l'Aula nella sua interezza, perché tutti quanti ci abbiamo lavorato, poi magari è naturale che ci siano delle diversità, però è stato citato il collega Cocciu, il collega Peru, voi che in prima persona avete dato il vostro contributo, perché se oggi la gran parte di tutti i colleghi voteranno a favore di questa legge vuol dire che comunque questa legge porta l'approvazione da parte di tutti i territori, presumo, che voi rappresentate come li rappresentiamo anche noi. Quindi, grande soddisfazione, e non era solo un impegno di campagna elettorale ma io credo che i territori oggi siano soddisfatti. E rilancio una proposta che feci qualche giorno fa quando stavamo proprio discutendo delle Province: rimettere in moto le Province secondo me vorrebbe dire, lo faremo e ne discuteremo con voi in un altro momento, quello di abolire le Unioni dei Comuni, che io continuo a dire oggi sono degli enti inutili, perché sono vissute, chiamato come dico io, come una gestione "a bancomat", dove ogni Comune decide non servizi associati a 360 gradi ma decido io qual è il servizio che mi fa più comodo e ci metto le risorse, questo servizio non mi interessa, e quindi io Comune decido di partecipare a quest'altro. Ecco, io vedrei bene l'abolizione di questi enti che sono inutili, ripristinare le Province, dare regole certe alle Province e rivedere soprattutto, lo ridico nuovamente, quelle indennità che probabilmente erano fuori da ogni grazia di Dio e da ogni discussione. Io credo che noi oggi stiamo facendo una cosa veramente seria che serve a tutti i nostri territori, ne sono convinto; come il collega Corrias ha parlato della Provincia dell'Ogliastra, io dico la Provincia di Nuoro, che esiste ed esiste da sempre, io credo che anche nel vostro territorio oggi si sia riacquisito un po' un pezzettino di dignità e questo dobbiamo dare a tutti i colleghi e quindi all'interezza di quest'Aula. Perché, ripeto, oggi si è dato grande dimostrazione di tenere per veramente a quella che è la nostra vera identità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Tante le ragioni del no, legate soprattutto a quanto non accadrà nel prossimo periodo di positivo e di quanto potrebbe accadere invece di negativo le ho già espresse nel voto precedente. In questi ultimi minuti mi preme fare mie le parole dell'onorevole Loi riguardo il grande rispetto che invece bisogna avere per i bisogni sollevati dai cittadini. Lo sportello a cui inoltrare la propria domanda, il dipendente che risponde al telefono e capisce la tua situazione perché è più vicino a te, l'ente che approva bandi e che ha in testa i bisogni di un territorio ragionevolmente ristretto e non dispersivo, il diritto di avere strade migliori e scuole più sicure. Ecco questi diritti, però questi temi per cui dobbiamo avere il rispetto che dobbiamo insieme portare avanti non li portano avanti o meglio non li portavano avanti gli enti o le province in quanto tali, venivano portati avanti da 1800 dipendenti, perché questo era l'organico delle province nel 2014. Poi passarono a 1310 nel 2016, a 1026 nel 2018 oggi forse siamo tra gli 800 e 900, di cui 273 in città metropolitana. La provincia di Cagliari molto più ampia dell'attuale città metropolitana, appunto come ritorna oggi ne aveva più o meno il doppio. Per fare le cose, per portare avanti quelle politiche per tornare ad essere un ente importante per i cittadini occorre riportare in organico almeno quel numero di persone. Parliamo di professionalità, parliamo di dipendenti che siano in grado di reggere la sfida dell'oggi e appunto siano in grado di dare risposte coerenti con i bisogni dell'oggi e i dipendenti non nascono da soli all'interno di un ente una volta approvata la legge. Il dubbio che ho e mi porta a confermare anche con ancora più forza quel voto contrario è legato al fatto che se nel breve periodo sono sicuro che appunto non accada niente ho il dubbio che non ci siano le basi anche per via dell'assenza di queste politiche di ricostruzione reale dell'ente sulla base dei suoi dipendenti la possibilità che anche nel medio periodo si faccia qualcosa di più che semplicemente cambiare una targa un'insegna e il nome di chi dovrà guidare enti in perenne liquidazione, il voto sarà contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Antonio Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI ANTONIO (MISTO). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, ritengo che, con la votazione di oggi, mi auguro ad esito positivo, e per tanto esprimo il mio voto favorevole, questo Consiglio regionale raggiunga un traguardo storico. Quello di ridare il primato alla ragione ed alla legge e, contestualmente, di riconoscere che le diverse regioni della Sardegna hanno una dignità e un peso che affondano le radici nella storia della nostra Isola.

La storia della Sardegna, infatti, non può, e non deve, essere ricondotta alle banalità semplificatorie che la storiografia ufficiale ci ha propinato nel corso degli ultimi secoli, ma essa è ricca di fatti e di vicende che hanno la loro dignità e che pertanto portano a chiarire quanto articolata e complessa fosse, nel passato, la società sarda. A tal fine, credo che sia utile rammentare che la nostra Carta de Logu viene ritenuta, da molti, come la migliore e più antica carta costituzionale d'Europa. E ciò, evidentemente, non può essere frutto del caso, ma bensì della elaborazione giuridica nata in un contesto socio-culturale articolato ed evoluto.

Anche quello che facciamo oggi, se lo sapremo mettere a frutto, potrà considerarsi, un domani, come un passo importante per la crescita e lo sviluppo civile dei nostri territori.

Infatti, un'articolazione amministrativa appropriata è essa stessa fonte di sviluppo e di crescita. La "confidenza" e la vicinanza che il cittadino ha col potere democraticamente costituito è un valore aggiunto della società moderna. Esso serve a miscelare meglio il rapporto funzionale fra il decisore politico e la comunità destinataria delle decisioni. Lo vediamo oggi, sul piano delle politiche dello stato quale sia il danno che provoca la politica "lontana" dal cittadino. Oggi, come non mai, assistiamo proprio a questo fenomeno: la massa popolare non sente più il rapporto funzionale con la politica. Un'articolazione amministrativa più adeguata è anche fonte di migliori decisioni politiche ed amministrative. Quando gli enti sono dimensionati con equilibrio, specie sul piano della dimensione territoriale, si evita la creazione delle cosiddette "periferie dell'impero"; quegli areali, cioè, dove il segno della presenza degli enti non si registra mai, e che noi sardi conosciamo bene, essendo la Sardegna, spesso e volentieri, considerata proprio come una lontana e invisibile periferia agli occhi della politica romana.

Noi, in Sardegna, non possiamo permetterci di favorire il frazionamento del nostro popolo mantenendo situazioni che generano proprio queste infauste "periferie". Credo che uno degli obbiettivi a cui deve tendere la manovra politica che riorganizzerà l'assetto istituzionale sardo deve essere vista in questa logica: quella di tenere unito il popolo sardo, non solo sotto un sistema forzoso ma come un ragionato ed articolato governo della cosa pubblica a cui far partecipare tutte le diverse contrade della Sardegna. In questa logica, il nostro progetto avrà la capacità di mantenere unita la comunità sarda e, probabilmente, inizierà a far capire ai sardi che esiste anche una politica buona, che sa usare la ragione ed il buon senso per trovare soluzioni condivise anche a problemi storici e atavici della nostra Isola.

Un'annotazione speciale, mi sia consentita, riguarda il territorio da cui provengo: il Monte Acuto, una delle regioni sarde più ricche di storia, teatro di avvenimenti che hanno segnato vicende storiche di massima importanza e che oggi, in parte, trova spazio nella futura provincia del nord-est. Io credo che il collegamento di questo territorio con la regione della Gallura sarà foriero di novità positive per le popolazioni che vi abitano e operano e per l'intera Sardegna. Credo che il sempre auspicato nesso funzionale fra le aree costiere e quelle dell'interno, in questa configurazione dello spazio provinciale, riuscirà finalmente a trovare un modello attuativo. E ciò non sarà soltanto un beneficio delle popolazioni stanziali della nuova provincia, ma lo sarà a beneficio di tutta la Sardegna. Ed in questa prospettiva che vanno sempre fatte le scelte di questa assemblea: quella di favorire e attivare meccanismi virtuosi che portino effetti positivi per tutta la nostra terra e per il nostro popolo. Io credo, nel più profondo del mio cuore di sardo vero ed orgoglioso, che questo, con l'approvazione del progetto di legge in esame, sarà una certezza!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, poche considerazioni in relazione al fatto che la prima azione da fare sarà quella di aumentare il fondo unico in relazione al fatto che ovviamente l'istituzione di nuovi enti determinerà, tutti i nuovi enti, pescheranno nel fondo unico che se dovesse rimanere invariato determinerà una diminuzione di risorse per gli attuali enti esistenti. Ricordo che in base alla relazione della Corte dei conti le nuove province, solo per l'ordinaria amministrazione, costavano 38 milioni di euro. Quindi non è a saldo zero l'operazione. L'altro elemento è che avremo un problema, come ho segnalato, che con l'introduzione dell'obbligo del pareggio di bilancio, e cioè la possibilità di spesa solo in funzione delle risorse in termini di entrate nell'anno, solo per fare due esempi, perché la Provincia della Gallura possa operare beneficiando della quota d'avanzo d'amministrazione dovremmo trasferire 11 milioni di euro dalla Regione Sardegna alla Città metropolitana di Sassari perché la Città metropolitana di Sassari possa dare la quota spettante alla Gallura perché possa funzionare nel corso dei prossimi mesi e prossimi anni, quindi trentotto più undici. Solo per quanto riguarda la Città metropolitana di Cagliari perché possano operare Sulcis e Medio Campidano dovremmo stanziare 14 milioni di euro a beneficio della Città metropolitana di Cagliari solo per garantire il pareggio di bilancio per poter dare risorse pro-quota al Medio Campidano e al Sulcis-Iglesiente, altrimenti non potranno operare, e così via. Vale per Nuoro, in relazione alle risorse che dovranno spettare all'Ogliastra. L'altra difficoltà sarà, avete fatto una valutazione sul numero di dirigenti? Valutiamo i dirigenti amministrativi e i dirigenti tecnici tra Città metropolitana di Sassari e Gallura, tra Citt�� metropolitana di Cagliari, Medio Campidano e Sulcis. Chi prenderà il dirigente tecnico? Quando verranno date le risorse per le assunzioni per il nuovo personale? Quando potranno beneficiare di risorse umane per poter funzionare? I problemi poi domani saranno pratici, non saranno più il nome nella targa da apporre all'ingresso delle nuove sedi cambiando il nome dalla vecchia provincia all'attuale nuova provincia, da domani il problema sarà quello di funzionamento ordinario e di chi fa che cosa, quindi altroché se dovremo tornare, purtroppo dovremo tornare e dovremo trovare le risorse e non sarà facile, non sarà facile perché a spanne, per quanto riguarda i conti attuali che ha fornito il Governo, la Regione Sardegna si potrebbe trovare con un minor gettito superiore…

PRESIDENTE. Può concludere.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ho concluso, Presidente. L'altro aspetto quindi sarà anche concordare con il Governo la possibilità di ottenere risorse, perché le risorse ottenute dalla rete metropolitana e della città metropolitana erano proporzionate alla popolazione delle istituzioni che c'erano, non queste, e anche lì non sarà facile ottenere risorse dal Governo in questa fase per poter avere risorse come città metropolitane Cagliari e Sassari in relazione alla popolazione con le nuove istituzioni, nuovi perimetri, e non in funzione della popolazione precedente. Questi saranno i problemi che avremo di fronte e non sar�� facile trovare quelle risorse, anzi sarà molto complesso.

PRESIDENTE. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Cera per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CERA EMANUELE (FI). Grazie Presidente, sarò brevissimo, per annunciare il voto favorevole del Gruppo di Forza Italia. Personalmente sono un convinto sostenitore degli enti intermedi e sono certo che le stesse, se bene amministrate così come è successo in passato, possano creare le condizioni intanto per dare risposte ai cittadini e alle imprese. Sono un profondo sostenitore anche perché le stesse avvicinano il cittadino alla politica perché, spesso e volentieri come ben sappiamo tra i Comuni e la Regione c'è una distanza veramente ampia, tra il cittadino e la Regione c'è una distanza che è interminabile, spesso e volentieri la Regione �� lontana, è staccata, è spesso assente, perciò l'ente intermedio di governo del territorio ha ragione di esistere. Dir�� di più, sono anche un sostenitore dell'ente intermedio e lo vorrei ricreare con un'elezione diretta dello stesso, perch�� sono i cittadini che devono mandare ad amministrare questi enti chi gradiscono. Sarà difficile con l'elezione di secondo livello che i sindaci e gli amministratori trovino il tempo necessario da dedicare all'amministrazione dell'ente intermedio. Quindi credo che questo handicap che la legislazione nazionale ha creato arrecherà non pochi danni al buon funzionamento degli enti. Certo, ci sono una serie di problemi che vanno affrontati, quello che diceva il collega Zedda è un problema reale, le province attualmente sono prive di risorse, sono state smembrate da una politica nazionale e, perché no, regionale che ha allontanato tanti dipendenti, pertanto la sfida è quella di riempire, così come ha detto qualcuno, queste scatole che oggi stiamo creando, e non è una questione legata ai numeri, io credo che sia veramente una questione legata alle competenze, alle risorse e soprattutto all'organizzazione. Il tempo è tiranno, concludo nel ringraziare tutti coloro i quali si sono spesi, coloro i quali hanno presentato le proposte di legge che sono state poi unificate, così come voglio ringraziare il Presidente della prima Commissione, e permettetemi di ringraziare in modo particolare il collega Cocciu, che è stato un estremo difensore e sostenitore della necessità di creare…

PRESIDENTE. Prego, può concludere.

CERA EMANUELE (FI). Secondo il mio modesto avviso è quella che più di tutte ha ragione di esistere. Pertanto credo che nel sostenere la rivendicazione del collega tutto il Gruppo di Forza Italia può vantarsi di aver contribuito in modo importante e determinante a creare quella condizione, pertanto la vediamo una conquista anche del nostro partito. Voglio augurare al collega una pronta guarigione, così come voglio augurare a tutti coloro i quali stanno attraversando questo momento di difficoltà, sia legato alla malattia sia legato alle note vicende di carattere economico e sociale, un vero augurio di cuore. Questo è un provvedimento che buona parte di noi vuole e auspichiamo che possa produrre veramente le condizioni per dare finalmente risposte ai cittadini e risposte che in tutti questi ultimi anni sono mancate. Permettetemi anche di fare una battuta ironica, si ricostruisce la Provincia del Medio Campidano per la felicità dell'assessore Lampis e anche dell'assessore Zedda, che è un dipendente di quell'ente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Grazie Presidente. Intanto inizierei col rispedire al mittente la nostra attività per quanto riguarda l'emergenza Covid viste le tante misure che questo Consiglio ha affidato agli Assessorati competenti. Non siamo noi che dobbiamo decidere come deve essere fatta la vaccinazione, abbiamo gli Assessori, la Giunta che se ne sta occupando e state pure tranquilli che per quanto ci riguarda sproniamo affinché quotidianamente queste azioni siano portate avanti e portate avanti con successo. Non è facile, come non è facile nel resto d'Italia e nel resto del mondo affrontare questa pandemia, noi lo stiamo facendo e la Giunta lo sta facendo col massimo impegno. Perché siamo qua? Noi siamo qua perché la famosa legge numero 2 del 2016, e questo me lo insegna il collega Meloni, me lo avrebbe insegnato, se quali fosse stato qua l'ex collega Sabatini, ha lasciato morti e feriti, non ha accontentato nessuno, si è fatta una città metropolitana e si è ignorata l'esigenza di un altro territorio di avere un'altra città metropolitana. Contrariamente a quello che diceva il famoso referendum tanto citato dai banchi della minoranza, non si erano cancellate le province come prevedeva quel referendum, ma se ne fecero quattro più un'area metropolitana scontentando i territori, in primis, non me ne vogliano gli altri, quel territorio che più di altri dopo una lotta trentennale aveva diritto ad avere l'ente intermedio che era la Gallura, oggi chiamata giustamente, su iniziativa del collega Giovanni Antonio e avallata da tutti noi provincia del Nord Est, si è ridata appunto dignità a quei territori, gli si è ridata soltanto ovviamente oggi sulla carta, perché non è che domani mattina la Gallura, l'Ogliastra, il Sulcis Iglesiente, saranno più ricchi e si lavorerà meglio e si avrà una prosperità diffusa, questo no, avete detto bene, bisogna costruire tutto il resto, perché altrimenti resterebbe una lettera morta. Noi abbiamo costruito un serbatoio, abbiamo dato lo strumento ai territori per autodeterminarsi e per gestire alcuni aspetti che è fondamentale che vengano gestiti dai territori. A fine legislatura scorsa il sottoscritto con il collega Meloni, con Giuseppe Fasolino e con gli altri colleghi abbiamo chiuso in quest'Aula portando avanti una battaglia per ottenere la provincia della Gallura, ci viene negata, il primo atto che il sottoscritto ha fatto in questa legislatura, assieme al collega Meloni, è la proposta di legge che voleva la restituzione della provincia Gallura, pensavamo che bastasse, questo no, oggi diamo risposte, facciamo sì che esultino oltre alla Gallura il Sassarese, grazie ad Antonello Peru… perché Sassari avesse l'area metropolitana, quell'area metropolitana che gli fu negata con la legge 2 del 2016. Esulta il collega Corrias, che giustamente ha portato qua tutti i sindaci, tutti, nessuno escluso, dell'Ogliastra, i quali tutti, all'unisono, hanno chiesto che ci fosse la reistituzione anche della provincia dell'Ogliastra; esulta Giorgio Oppi, esultano gli amici del Sulcis-Iglesiente, che anche loro hanno chiesto con forza che ci fosse la reistituzione anche della provincia del Sulcis, ovviamente è una legge che dà gli strumenti, il contenuto va costruito, dobbiamo impegnarci tutti affinché questo avvenga, perché ci siano le risorse, perché si possano dare le risposte a quei territori. Mi dispiace tantissimo che oggi non sia qua il collega e amico Angelo Cocciu perché, come ha detto giustamente il collega Giorgio Oppi, piangeva, piangeva perché voleva questa provincia, almeno finiremo di sentire questa lamentela perché è stato accontentato, perché a casa sua, in condizioni precarie di salute a causa di una caduta, sta esultando per questo grande risultato, che è anche frutto del suo grande lavoro. Quindi io penso che si sia restituito questo, e spendo anche una piccola parola per quanto riguarda il discorso dei balneari, considerata norma intrusa; signori, il demanio è dello Stato, lo Stato ha delegato alle regioni, le regioni a Statuto speciale come la Sardegna decidono se gestire loro il demanio o decidono se delegare ai comuni, in un periodo storico che nel 2006 la Regione ha deciso di dare la delega ai comuni, noi riteniamo che questi comuni abbiano fatto delle cose anche sbagliate, perché si è agito a macchia di leopardo, quel comune usava la tattica x, quell'altro la tattica y, penso che possiamo, dopo aver riportato tutto in seno alla Regione, far sì che ci sia univocità di trattamento verso i balneari in tutta la Regione Sardegna. A tal uopo voglio dire anche che depositeremo una proposta di legge, che vorrei condividere con la minoranza, dove si istituirà una un'agenzia del demanio, con la quale assieme vi pregherei di costituire quello che sarà il rapporto che questa agenzia dovrà avere con i comuni, e si dovrà tener conto di quelle che sono le esigenze dei comuni, ma con un coordinamento forte da parte della Regione. Quindi ringrazio tutti, anch'io mi riservo la prossima volta di portare un bicchiere di vermentino della Gallura e qualche dolce gallurese per festeggiare assieme la rinascita di queste province. Ripeto, con tutte le cose che ci sono da fare, che sono tante, ma non possiamo occuparci solo di Covid. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (UDC Cambiamo), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Proprio un minuto per esprimere molta soddisfazione per due ordini di motivi, il primo per il voto favorevole al provvedimento, il secondo per, l'ho anticipato nell'intervento finale, aver sentito i colleghi della minoranza esprimere soddisfazione, e mi rivolgo alla collega Caddeo, ho molta stima della collega Cadeo, perché ha richiamato che non c'è stata condivisione da parte della minoranza, non solo, collega Caddeo, non c'è stata condivisione questa volta, la maggioranza non solo non ha accettato le proposte, ma qui ci sono due provvedimenti legislativi a firma Meloni e a firma Corrias, c'è una proposta che è stata inserita nel corpo del provvedimento dal collega Deriu (…) delle province importantissimo, quindi la soddisfazione è doppia veramente da parte mia e da parte della maggioranza perché questo provvedimento ha accolto non solo proposte, ma anche azione legislativa all'interno del provvedimento stesso. Quindi un provvedimento che da unione, che da uniformità, che dà organicità insieme all'opposizione. Io spero, l'ho detto in premessa, che l'unione e la non divisione porta a questi risultati, e spero veramente che si dia gambe a questo provvedimento qua, e sono convinto che uniti, come dicevo prima, potremo restituire dignità e protagonismo ai territori, ruolo alla città e al territorio del Sassarese e credibilità politica a tutto questo Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierluigi Saiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Grazie, Presidente. Oggi il Consiglio regionale approverà una buona riforma, una riforma che accoglie le istanze che arrivano dai territori, che accoglie le proposte che sono arrivate dai Gruppi di maggioranza e di opposizione, una buona riforma che verrà votata da una larga maggioranza del Consiglio regionale, una larga maggioranza di cui fanno parte anche le forze di opposizione che hanno partecipato, e lo voglio riconoscere, con senso di responsabilità alla discussione sul provvedimento su questa riforma importante, e che contiene, come dicevo prima, anche proposte che originano da quella parte dell'Aula. È difficile aggiungere altre considerazioni, mi si consenta di ringraziare intanto i componenti della Commissione autonomia e riforme, che hanno lavorato insieme e che hanno lavorato bene, il relatore di maggioranza, l'onorevole Peru, che ha portato avanti un lavoro difficile con impegno e determinazione, così come ha fatto il relatore di minoranza, l'onorevole Deriu. Permettetemi di ringraziare la Giunta, il Presidente della Regione per il lavoro di mediazione non sempre facile che ha saputo portare avanti, l'assessore Quirico Sanna, le forze politiche della maggioranza e dell'opposizione, il mio Gruppo, che ha partecipato con convinzione, penso all'onorevole Giagoni, all'onorevole Ennas, all'onorevole Manca, che hanno difeso i propri territori e gli interessi che le loro comunità hanno chiesto loro di rappresentare. Ovviamente ringrazio l'onorevole Cocciu, il cui impegno è stato riconosciuto da tutti, e lei, Presidente del Consiglio, che con la consueta discrezione svolge un ruolo, ha svolto anche su questa riforma un ruolo importante, e se questa è una buona riforma è anche merito suo. Ringrazio ovviamente gli Uffici della Commissione e del Consiglio regionale, che hanno dato un supporto fondamentale alla traduzione della volontà politica del legislatore che è rappresentato qui dai Consiglieri eletti, quindi grazie per tutto quello che avete fatto. Ho concluso, Presidente; quello della riforma degli enti locali è un percorso lungo, che oggi segna una tappa, un passo avanti, ma che deve proseguire col riordino delle funzioni, che deve arrivare al superamento dei commissariamenti nelle province, che deve restituire ai cittadini il diritto di scegliere da chi essere governati e quindi deve restituire democrazia ai territori, dignità alla nostra autonomia e servizi migliori ai cittadini. Quindi grazie a tutti, grazie al Consiglio regionale, perché quella che oggi verrà approvata sarà una buona riforma.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Io intervengo solo per ringraziare in modo sincero il presidente Saiu della prima Commissione, il relatore, onorevole Peru, tutta la prima Commissione nella sua interezza e voglio ringraziare tutto il Consiglio regionale. Non è un caso che stiamo approvando la legge nella Settimana santa, proprio per significare il travaglio, la passione di questa legge che prima di nascere in questo Consesso libero e democratico, è nata nei territori. Oggi voi onorate l'incarico che gli elettori vi hanno conferito, state dando voce ai territori, state dando voce ai Sindaci di quei territori, alle forze sindacali di quei territori, alle forze economiche di quei territori che con forza hanno chiesto l'istituzione di questo ente importante. Io vengo dalla cultura dell'Amministrazione provinciale, ho ancora fermo il ricordo del presidente dell'Unione delle province sarde, l'onorevole Deriu, con cui abbiamo cercato di opporci a quella sciagurata scelta di chiudere gli enti intermedi. Oggi, caro Giuseppe Meloni, paghiamo un debito che avevamo con due nostri cari amici, uno è Pietro Luciano e l'altro è Mario Scampuddu, oggi abbiamo pagato quel debito morale che avevamo con loro, grazie a tutti.

PRESIDENTE. Grazie assessore Sanna per il trasporto, non c'è bisogno di scomodare la fede per questa riforma, quindi passiamo alla votazione finale.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del testo unificato numero 6-20-155-176/A. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no.

Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (È estratto il numero 18, corrispondente al nome della consigliera Elena Fancello.)

Prego la consigliera Segretaria di procedere all'appello cominciando dalla consigliera Elena Fancello.

CARLA CUCCU, Segretaria, procede all'appello.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del documento della Giunta: Attivazione del laboratorio di emodinamica presso il Presidio ospedaliero di Lanusei. Richiesta di interpretazione autentica del provvedimento "Ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna" approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 25 ottobre 2017 (7/XVI/A).

L'ordine del giorno reca ora la discussione del Documento n. 7/XVI/A.

Diamo le relazioni per lette. Diamo la parola all'Assessore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

NIEDDU MARIO, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

Solo per dire che è un provvedimento che attendiamo da tanto, che il territorio dell'Ogliastra si aspetta da tanto, una promessa che abbiamo fatto perché è un territorio che ha necessità di migliorare la qualità dell'assistenza, e assistenza cardiologica di questo livello è ovviamente necessaria per evitare anche di dover spostare i pazienti che possono essere invece, con la collaborazione di tutte le aziende, essere trattati nella struttura dell'ospedale di Lanusei. Quindi io ringrazio tutti quanti per questo risultato, perché questo è frutto della collaborazione di tutti, della Giunta e del Consiglio, e quindi non posso che ringraziare tutti per l'approvazione di questo importante provvedimento.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Presidente, proviamo a dare una prima dimostrazione di coerenza col testo sulle Province che abbiamo appena approvato, lo chiedo all'Aula. E io ringrazio chi si è adoperato, la Giunta, e chi con essa la Commissione VI, affinché si arrivasse oggi a quello che per me e per tutti noi non può essere un mero atto tecnico, trattandosi di un'interpretazione autentica, ma dico un fatto dovuto a un territorio che da troppo tempo aspettava un traguardo come questo…

PRESIDENTE. Però, scusate, io vi chiedo un attimo di pazienza!

(Interruzioni)

Il Consiglio è sospeso!

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 24, viene ripresa alle ore 19 e 25.)

PRESIDENTE. State sereni! Riacquisite serenità! Gli auguri per Pasqua ce li facciamo dopo!

Onorevole Corrias, può continuare, prego!

CORRIAS SALVATORE (PD). Presidente, stavo provando a condividere insieme all'assessore Nieddu e a chi siede nella Commissione VI, e insieme all'Aula tutta, la soddisfazione per un traguardo raggiunto, assistere a una reazione di questo tipo non dico che svilisca gli animi, ma quasi, anche perché la Pasqua si appressa e gli animi dovrebbero essere animi di gioia. Ma credo che gli animi di gioia oggi siano quelli dei cardiopatici ogliastrini, "Gli amici del cuore" che in associazione da tempo con scioperi dei farmaci e della fame hanno atteso questo traguardo tanto atteso ed agognato, e con essi tutti i cittadini ogliastrini, che come figli di una sanità minore negli anni hanno dovuto attendere il traguardo che oggi quest'Aula sancisce. Oltre l'atto dovuto, l'atto tecnico che consiste nell'interpretazione autentica, io dico un fatto dovuto sotto il profilo sociale e perché no morale. In ossequio all'articolo 32 della Costituzione, e in risposta netta e chiara a questa attesa spasmodica che dura da anni dopo il primo allestimento del laboratorio di emodinamica e un primo stanziamento di 700.000 euro, con l'apertura del servizio, la breve sperimentazione e la validazione. Ora io auspico che con lo stesso animo e con le stesse motivazioni si diano gambe ai laboratori, e che possa funzionare subito, in modo tale che "Gli amici del cuore", e i cardiopatici e i malati non debbano ogni volta fare le trasferte dell'emergenza. Me ne faccio portavoce, condividendo quel sentimento, e a questo punto facendo gli auguri a loro, ai cittadini ogliastrini tutti, e a tutti quelli che soffrono una condizione come quella diffusa delle cardiopatie.

PRESIDENTE. Metto in votazione il testo della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione la Tabella 12.1. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del Documento N.7/XVI/A. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no.

Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (È estratto il numero 19, corrispondente al nome dal consigliere Domenico Gallus.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Domenico Gallus.

CUCCU CARLA, Segretaria, procede all'appello.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione generale del disegno di legge: Norme urgenti per il rilancio delle attività di impulso, coordinamento ed attuazione degli interventi della Giunta regionale e di riorganizzazione della Presidenza della Regione. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, alla legge regionale 26 agosto 1988, n. 32 ed alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (107/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione del disegno di legge numero 107.

Ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Tunis, relatore di maggioranza.

TUNIS STEFANO (MISTO), relatore di maggioranza. Grazie Presidente, signori della Giunta, onorevoli colleghi, nell'iniziare i lavori di questo complesso disegno di legge non posso non ringraziare per il lavoro svolto i colleghi della prima Commissione, a partire dal Presidente che ha svolto una importante attività di mediazione, e cito solamente per merito il collega Oppi che non ha mai fatto mancare la sua azione di ricucitura. Devo anche dire che, nonostante tutto quanto trami per trasformare questo disegno di legge in un aspro confronto politico più che nel merito, il lavoro svolto dai colleghi in Commissione mi incoraggia a pensare che possano essere individuati ancora ulteriori punti di miglioramento di questa norma, magari ancorandola ancora di più alla "31", magari cercando di dipanare alcune legittime perplessità che possono essere emerse, senz'altro nel conservare reciprocamente un atteggiamento che sia più rivolto alla produzione e alla qualità piuttosto che alle espressioni di legittime posizioni politiche.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONI SATTA

(segue TUNIS STEFANO). Per il merito, nel voler esprimere comunque apprezzamento per gli approfondimenti che il collega Corrias ha voluto cominciare ad anticipare nella relazione, rinvio interamente alla mia. Mi soffermo soltanto su un punto. Lui correttamente ha sottolineato che "è ad efficienza, efficacia ed economicità che va improntata l'azione amministrativa": è corretto, e credo sia scontato sottolineare che oggi l'azione amministrativa della nostra Regione, la risposta qualitativa e quantitativa dell'apparato burocratico è tutto tranne che efficace, è tutto tranne che efficiente, è tutto tranne che economica, perché non c'è nulla di più diseconomico dell'inefficienza. Io credo che non debba trovare cittadinanza all'interno di questaAssemblea un punto che ormai la storia stessa della politica italiana sembra aver archiviato, cioè la banalizzazione del fatto che cose estremamente complesse possano essere fatte spendendo poco, questo non è un concetto che passa più, serve invece la capacità e la saggezza di spendere bene, serve introdurre un elemento che è la vera innovazione dell'ultima parte della dottrina amministrativa, perché hanno vent'anni e oltre i concetti, i temi forti portati avanti dalla "241" del '90 in poi e che hanno a che fare con il fatto di riannodare i fili dell'amministrazione con i cittadini. La missione della buona amministrazione è generare consenso attorno alle decisioni della politica, ogni atto compiuto oggi dalla burocrazia regionale aumenta questa distanza. Il grande obiettivo, l'obiettivo alto di questa norma è esattamente invertire questa tendenza e cercare di riavvicinare la qualità della politica alla percezione dei cittadini, perché buone azioni politiche hanno avuto la necessità, lo abbiamo visto nella prima fase dei ristori, di atti normativi che avessero quasi la caratteristica di atti amministrativi, tale era il dettaglio che era necessario riportare nella norma per ottenere un avvicinamento tra la volontà politica e il risultato amministrativo. Allora io credo che non sia banale ricondurre il nostro lavoro ad un obiettivo che non può non essere condiviso esattamente come questo, e le varie fasi di approfondimento, i vari passaggi consiliari e in Commissione consentiranno, ne sono certo, di proseguire in questa direzione.

Grazie ancora a tutti i commissari che hanno partecipato alla prima stesura.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Corrias, relatore di minoranza.

CORRIAS SALVATORE (PD), relatore di minoranza. Grazie Presidente. Io ho preferito, magari cercherò di rendere edotta se non di convincere quest'Aula sorda e distratta, mettere per iscritto il nostro sentimento di assoluta opposizione a questo disegno di legge, che fin d'ora respingiamo al mittente, ma non lo dobbiamo raccontare a voi che siete la maggioranza, al relatore di maggioranza che stimo e rispetto, ma lo dobbiamo raccontare fin d'ora ai sardi, che di tutto sono preoccupati in questo momento, dei loro affanni che sono anche i nostri affanni, ma non certo di un disegno di legge che va a moltiplicare le poltrone. Al nostro Gruppo, che è quello del Partito democratico, alla minoranza tutta non appartiene il lessico volgare che spesso abusa dei luoghi comuni, per cui si parla di poltronificio nel caso specifico, ma saremmo tentati di farlo davvero in questa sede, ma siccome verba volant e scripta manent, tutto rimane agli atti… poi io, onorevole Tunis ho tutta la curiosità personale, intellettuale e politica, di andare a vedere le argomentazioni che lei riporta in relazione in maniera senz'altro articolata e tanto strutturata quanto lei ha testé argomentato cercando di convincere anche la minoranza. Ma non ci convincete affatto, proviamo noi a convincere voi, che siete la maggioranza, ma abbiamo il dovere ora noi, nel momento in cui non vi convinceremo, perché temo che non vi convinceremo, di convincere i sardi, che fin d'ora devono sapere che questo disegno di legge è un disegno che non risponde affatto alle loro attese, non oggi, non domani. Pertanto procedo alla lettura, sperando di non annoiare quest'Aula sorda e distratta, intenta ad altre questioni che comunque ci hanno visto poc'anzi partecipi, e quindi dico che quello di cui discutiamo oggi è un disegno di legge che interviene a modificare le principali norme che sono alla base dell'organizzazione regionale, la legge regionale n. 1 del 77, la legge regionale n. 31 del 98, con l'ambizioso obiettivo di perseguire il rilancio delle attività di impulso, coordinamento ed attuazione degli interventi della Giunta e di riorganizzazione della Presidenza della Regione. Così recita il titolo di questo disegno di legge, tanto allettante quanto fuorviante, così com'è nella sua intima sostanza in netta antitesi rispetto alle più moderne teorie dell'organizzazione amministrativa, che deve rispondere a criteri di efficacia, altroché se deve farlo, efficienza ed economicità, di semplificazione e snellimento e di tutto ciò che in questa legge non si trova. Non una norma dunque che constata l'obsolescenza della legge 1 del 77 e pone mano a una seria riforma della struttura regionale, quanto piuttosto un patchwork di modifiche e integrazioni alle leggi vigenti, tessuto sul filo dell'arbitrio volto all'irragionevole aumento di incarichi da darsi sulla sola base fiduciaria.

Un disegno di legge con il quale si vuole innestare su una organizzazione già definita i tre dipartimenti dell'istituendo segretariato generale, sovrapponendovi due livelli e creando così una struttura macro cefala dove tutto si tiene nella Presidenza, ogni impulso, ogni forma di controllo, ogni attività. Quei Dipartimenti che avrebbero ragion d'essere svincolati a organizzazioni strutturate in altra forma da quella prevista dalla legge 31, penso per esempio alla Regione Puglia, i quali altrimenti, così concepiti i dipartimenti, appaiono superflui e superati. Cos�� come ridondanti risultano i compiti dei loro direttori che nella sostanza andranno a indebolire le funzioni e le prerogative dei direttori generali e dunque di fatto quelle degli stessi Assessori. Potrebbe invece conciliarsi con l'architettura organizzativa già definita la figura del Segretario generale, perché no, a cui il disegno di legge affida funzioni di vertice per il coordinamento e il controllo dei Dipartimenti e delle direzioni generali del sistema Regione, anche se non è affatto chiaro come debba relazionarsi col direttore generale della Presidenza. Ancora l'articolo 5 istituisce il Servizio studi regionale che deve svolgere attività di studio e di ricerca, un servizio questo che non necessita di un intervento normativo in quanto i suoi compiti sono già affidati ad altri servizi della struttura e già incardinati presso la Presidenza o presso il Centro regionale di programmazione. E poi l'articolo 7 che apportando modifiche all'articolo 26 della legge 32 dell'88 introduce una serie di disposizioni che riguardano la composizione dell'Ufficio di Gabinetto del Presidente, l'ulteriore riprova questa, la prova provata, dell'intento di accentrare nelle mani della Presidenza tutte le funzioni. Si tratta di una struttura sproporzionata e abnorme che passerebbe da 22 a 44 addetti, alcuni dei quali dotati di elevata professionalità sì, attinenti all'esterno, oppure dall'organico del personale regionale o da altre pubbliche amministrazioni. Dieci unità di personale per l'Ufficio di supporto alle funzioni generali della Presidenza, 6 unità per la Segreteria del Presidente, 17 unità per lo staff tecnico composto da 6 esperti che riferiscono direttamente al Presidente, 7 consulenti uno per ciascuna direzione generale della Presidenza, ad oggi ricordo all'Aula sono tre. Quattro unità per il supporto amministrativo tecnico e contabile e poi cinque esperti esterni per il Comitato per la legislazione e l'amministrazione figure che avrebbero ragion d'essere in seno al Consiglio e non alla Giunta, 5 unità infine dulcis in fundo per l'Ufficio del Cerimoniale della Regione. Quasi tutti incarichi fiduciari, revocabili in qualunque momento. L'articolo 8 introduce invece modifiche all'articolo 27 della già richiamata legge 32, riguardo alla composizione degli uffici di gabinetto degli assessorati e alla quantificazione delle unità di personale per le quali si assiste, anche in questo caso, ad un aumento del personale che li compone. A questo proposito non vi sono in tutta onestà contrarietà rispetto alla nomina di un consulente per ogni direzione generale considerato che laddove negli Assessorati sono distinte due direzioni esse sono pertinenti a settori molto differenti tra loro, meno giustificata pare invece la scelta di un consulente per ogni direzione generale o ufficio di pari grado della Presidenza anche alla luce dei tanti esperti che questa legge di modifica presuppone nello staff tecnico del Presidente. Per gli uffici di gabinetto degli assessorati oltre a un numero superiore di consulenti vengono incrementate anche le unità di personale interno o proveniente da altre amministrazioni pubbliche che passano da 6 a 9 per ciascun Assessorato con un aumento di ben 36 unità. È in sede di prima Commissione che è stato inserito l'articolo 9 bis che impegna la Regione ad attuare la legge nel rispetto della normativa vigente in materia di contenimento della spesa per il personale, dei tetti retributivi previsti dalla legislazione vigente e nei limiti delle risorse a ciò destinate dalla contrattazione collettiva. Tale specifica scaturisce dagli importi comunicati dalla stessa Presidenza della Giunta in data del 12 novembre 2020 nella relazione finanziaria predisposta dall'Assessorato agli affari generali; relazione che è stata oggetto di forti contestazioni sulla stampa e sui social media vista la previsione dei costi a regime attestati per il solo 2021 sugli oltre 6 milioni di euro, attendiamo che il presidente Solinas ci smentisca. Questo disegno di legge disegna una macchina regionale lontana dai principi di efficacia, efficienza, economicità, trasparenza gli stessi principi che devono informare e guidare l'operato di un'Amministrazione pubblica. Guardate che la legge 1 del 77, l'abbiamo detto anche noi nel programma elettorale, debba essere rivisitata e attualizzata, anche alla luce delle ultime riforme costituzionali, è evidente; ma un argomento di tale portata merita una riflessione più ampia e approfondita e non può prescindere dall'avvio di un serio confronto che deve prendere le mosse dalla stessa legge statutaria.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue SALVATORE CORRIAS La rivisitazione proposta sembrerebbe invece dettata dalla esclusiva volontà di aumentare il controllo sulle attività degli Assessori e degli Assessorati da parte del Presidente, di creare step di controllo e di accrescere in maniera abnorme il numero di addetti e di esperti a chiamata diretta, piuttosto che dall'intento di creare un apparato efficiente in grado di produrre riflessi positivi sui servizi erogati dall'Amministrazione regionale. Basterebbe dunque che si dessero piedi e gambe agli Uffici e agli organismi che già sono previsti dalla struttura organizzativa senza creare ulteriori e onerosi duplicati. Basterebbe che i consulenti fossero realmente esperti di quelle materie di competenza degli assessorati nei quali sono stati chiamati. Questo nuovo assetto non porterà alla definizione di una struttura più snella ed efficiente, lo sappiamo che la democrazia ha i suoi costi, onorevole Tunis, lo sappiamo ma contribuirà a svuotare i servizi gestionali già pesantemente tagliati dalle recenti riforme pensionistiche proprio in concomitanza dell'aumento dei procedimenti rivolti a imprese e famiglie per fronteggiare l'emergenza pandemica. È lecito chiedersi, dunque e chiudo, qual è il reale beneficio potrà derivare dall'approvazione di questa norma, colleghi, cui prodest a chi giova? Quale reale godimento? Io credo di no! Noi crediamo di no! Per questo abbiamo il dovere di rappresentare tutta la nostra contrarietà a questo disegno di legge, grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Corrias, prima di congedarci e augurarci gli auguri per una buona Pasqua, comunico che il Consiglio è convocato per mercoledì prossimo alle ore 10 e 30 in prosecuzione dei lavori.

La seduta è tolta, buona Pasqua a voi e alle vostre famiglie e soprattutto Buona Pasqua ai sardi.

La seduta è tolta alle ore 19 e 49.

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