Interrogazione n. 955/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 955/A

GANAU – PINNA – COMANDINI – CORRIAS – DERIU – MELONI – MORICONI – PISCEDDA, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di avanzamento della campagna di vaccinazione e sul mancato rispetto delle priorità nella somministrazione dei vaccini così come individuate con il Piano vaccinale regionale.

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I sottoscritti,

premesso che:
– in data 30 dicembre 2020 è stato reso noto il Piano vaccinale ATS Sardegna, successivamente aggiornato sulla base delle più attuali indicazioni del Piano strategico nazionale, nel quale si individuavano, anche con il Programma operativo di vaccinazione anti Covid-19 redatto dall’Assessorato regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale (versione 19 febbraio 2021), le quattro fasi della campagna vaccinale con i criteri attuativi e le categorie da vaccinare prioritariamente, secondo una tempistica dettata dal rischio per patologia ed età, dalla professione e dalla disponibilità dei vari vaccini determinata in sede europea tramite i contratti con le case farmaceutiche e, in ambito nazionale, sulla base della popolazione delle varie regioni;
– nella prima fase erano individuati come soggetti a rischio il personale sanitario, gli ospiti delle RSA e gli anziani over 80, per un totale di 226.456 individui;
– nella seconda fase erano individuati i soggetti estremamente vulnerabili e, a partire dagli anziani vulnerabili tra i 79 e 75 anni, persone vulnerabili under 70 anni, proseguendo con la fascia delle persone dai 69 ai 55 anni senza rischio specifico, per un totale di 546.457 persone;
– la terza fase riguardava il personale docente e non docente, le forze armate, i penitenziari, i luoghi di comunità e altri servizi essenziali, per un totale di 125.578 persone;
– la quarta fase prevedeva il resto della popolazione maggiore di 16 anni, 554.399 soggetti;
– obiettivo della campagna è arrivare alla vaccinazione di un totale di 1.452.890 cittadini;
– tali criteri e priorità non paiono scanditi, nella Regione, con il necessario rigore e sicuramente in maniera disomogenea sul territorio regionale;
– i quotidiani locali hanno riportato in questi giorni che l’8 marzo 2021 è stato reso noto al personale afferente alla Direzione generale dell’Assessorato regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale l’invito ad aderire alla vaccinazione che è calendarizzata alla fine di marzo;

atteso che:
– l’evoluzione della campagna di vaccinazione dipende sia dalle previsioni del piano di approvvigionamento vaccini, così come scritto nel Piano vaccinale ATS, sia dalla capacità organizzativa messa in campo;
– le diverse categorie considerate prioritarie sono ancora ben lungi dall’essere vaccinate e che le persone fragili e i loro caregiver attendono di essere inclusi negli elenchi dei vaccinandi;
– da gennaio 2021 la Sardegna risulta permanentemente al penultimo e/o all’ultimo posto nella graduatoria delle regioni, rispettivamente alla somministrazione delle dosi (13,53 per cento) e solo al 3,67 per cento delle vaccinazioni completate in riferimento al totale della popolazione (1.630.474 cittadini residenti) mentre risulta, d’altra parte, che soggetti non facenti parte delle categorie ritenute prioritarie dal Piano vaccinale, classificati come altri, abbiano ricevuto la somministrazione del vaccino;
– facendo riferimento al report settimanale del Governo, aggiornato al 26 marzo u.s., nell’Isola è stato vaccinato con entrambe le dosi il 6,32 per cento degli over 80 (21,19 per cento nel resto del Paese), l’1,29 nella fascia di età 70-79 anni (1,59 per cento in Italia), il 58,12 per cento degli ospiti delle RSA (69,69 per cento media nazionale), il 79,39 per cento del personale sanitario (71,67 per cento in Italia) e lo 0,06 per cento del personale scolastico (media italiana 0,37 per cento);
– l’unico dato positivo atterrebbe alla vaccinazione del personale sanitario per il quale però mancherebbe comunque il 21 per cento ancora da vaccinare a quattro mesi dall’inizio della campagna;

considerato che:
– appaiono tuttora confuse le modalità gestionali e organizzative poste in essere nell’affrontare il momento di svolta della crisi sanitaria causata dal contagio e che dovrebbe determinare la messa in sicurezza della popolazione più fragile e la ripresa delle attività sociali e di impresa;
– appaiono altresì insufficienti i team di vaccinatori, con una inspiegabile remora, e forse negligenza, nell’accogliere le domande di partecipazione dei medici nonché degli infermieri in pensione che, in altre regioni, sono stati ingaggiati a rinforzare le equipe degli operatori sanitari;
– risulta inesistente e/o inadeguata la strategia di comunicazione a rinforzo della campagna di vaccinazione che vede nell’ultimo fine settimana di marzo una flessione di circa l’11 per cento di adesioni come riportato dai quotidiani regionali in data 29 e 30 marzo,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per conoscere:
1) quali siano le ragioni e i criteri, coerenti con le priorità indicate dal Piano di vaccinazione, per le quali i dipendenti della Direzione generale dell’Assessorato siano stati inclusi in questa fase della somministrazione;
2) se non ritengano opportuno rinforzare gli staff dei medici e infermieri vaccinatori con i medici pensionati volontari che ne facciano richiesta, al fine di una diffusione capillare il più possibile estesa dei punti vaccinali territoriali, di modo da favorire l’adesione della popolazione, specie quella più anziana, alla vaccinazione anti Covid-19;
3) se non reputino urgente riequilibrare l’andamento della campagna di vaccinazione tenendo conto delle effettive priorità indicate dal Piano strategico nazionale e dallo stesso Piano vaccinale ATS Sardegna e del Programma operativo di vaccinazione dell’Assessorato regionale;
4) se non valutino necessaria l’attivazione di una strategia di comunicazione diretta ai cittadini e che verta sull’importanza del rispetto delle regole che possono limitare il contagio da una parte e dall’altra informare correttamente sui vaccini per favorirne l’adesione senza timore.

Cagliari, 31 marzo 2021

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