Mozione n. 219

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 219

MANCA Desiré Alma – CIUSA – LI GIOI – SOLINAS Alessandro sulle misure a sostegno della categoria dei venditori ambulanti.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– l’articolo 1 dedicato alle Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 dispone la sospensione delle attività commerciali al dettaglio, ad eccezione dei generi alimentari e di quelli di prima necessità nell’ambito degli esercizi di vicinato e delle medie e grandi strutture di vendita, ivi compresi i centri commerciali;
– il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dispone anche la chiusura dei mercati di ogni ordine e grado, coperti o scoperti, su area attrezzata o su strada, ad eccezione delle sole attività di generi alimentari (e non anche di prima necessità) e purché venga garantita la distanza interpersonale di almeno un metro;
– il commercio su area pubblica ricomprende la vendita al dettaglio di merci, alimentari e non alimentari, e la somministrazione di alimenti e bevande effettuata su aree pubbliche o su aree private di cui il comune abbia la disponibilità;
– la vendita su aree pubbliche può essere svolta in posteggi dati in concessione o in forma itinerante nelle aree comunali;
– in Italia, il commercio ambulante è costituto da circa 183 mila operatori pari al 22 per cento delle imprese commerciali, di cui il 95 per cento è rappresentato da micro-imprese individuali;
– solo 37 comuni italiani su 6.500 possono contare sull`attività economica ambulante e tra i primi dieci comuni in Italia ci sono: Olbia con 592 ambulanti (40,3 per cento dei commercianti totali) e Cagliari con 1.492 imprese ambulanti (37,2 per cento);
– difatti la Sardegna occupa il secondo posto, come peso percentuale, tra le regioni con imprese ambulanti con il 25,3 per cento, preceduta solo dalla Calabria (27,4 per cento) e seguita dalla Toscana (25 per cento);

EVIDENZIATO che:
– in Sardegna più di un’impresa commerciale su 5 è ambulante, giacché la crisi economica degli ultimi 10 anni ha portato molti commercianti a chiudere i negozi a causa degli aumenti del costo di gestione dei locali;
– tra i diversi settori dell’ambulantato la più alta percentuale è quella dedicata al settore tessuti, articoli per la casa e di abbigliamento con il 26,6 per cento che arriva fino al 38 per cento con prodotti tessili, calzatura e pelletteria;
– segue la categoria “altri prodotti” con fiori, cosmetici, detersivi e chincaglieria (37,3 per cento) e, infine, alimenti e bevande con il 16,5 per cento;

DATO ATTO che:
– i venditori ambulanti ricoprono un ruolo particolare soprattutto nei piccoli comuni in quanto costituiscono una primaria fonte di approvvigionamento, ad esempio per quanto riguarda la frutta e la verdura;
– di fatto, la chiusura improvvisa di questi mesi ha portato i venditori ambulanti a vedere terminata improvvisamente e senza alcun guadagno sia la stagione invernale che quella primaverile, sobbarcandosi dunque la merce invenduta, ma comunque da pagare;
– numerosi sono i settori economici sui quali ricadono prepotentemente gli effetti dell’epidemia e una delle categorie maggiormente esposte per via delle singole misure di contenimento assunte da sindaci ed amministratori sono proprio gli ambulanti,

impegna il Presidente della Regione

a trovare una soluzione che non deve configurarsi come un mero posticipo del pagamento delle imposte comunali per spazi di suolo pubblico non occupati, ma che dovrebbe consistere nell’abbattimento totale di tali imposte per tutto il 2020 fino ad arrivare ad un vero e proprio fondo di sostegno economico che sopperisca ai mancati incassi.

Cagliari, 16 aprile 2020

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