Interrogazione n. 1609/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 1609/A

(Pervenuta risposta scritta in data 19/10/2022)

TEDDE – COCCIU – CERA, con richiesta di risposta scritta, relativamente alle misure di contrasto all’epidemia di Phytophthora Bilorbang, che sta aggredendo le radici di decine di migliaia di olivastri nel territorio della Sardegna e rischia colpire anche le piante di ulivo.

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I sottoscritti,

premesso che:
– un fungo di origine australiana, la Phytophthora Bilorbang, sta aggredendo le radici di decine di migliaia di olivastri nei territori di Paulilatino, Bauladu, Abbasanta e di alcuni centri del Guilcer;
– il fenomeno per adesso interessa qualche centinaio di ettari, ma rischia di aggravarsi e di espandersi celermente attaccando anche le piante di ulivo;

considerato che:
– attualmente, in Sardegna sono circa 45.000 gli ettari utilizzati nell’olivicoltura, suddivisi tra zone di pianura e collina e diffusi sull’intero territorio regionale;
– la produzione media di olive, pari a oltre 500.000 quintali, è quasi interamente destinata alla trasformazione in olio;
– la coltivazione è presente in quasi tutti i comuni dell’isola, con una diffusione “a macchie di leopardo” e con aree di concentrazione consolidate nel tempo come quella del cagliaritano, in particolare il Parteolla, il Monte Linas e il Sulcis, il Sassarese (soprattutto nella zona tra Alghero e Sassari, nota come Nurra) e i territori dell’Oristanese (Montiferru su tutti);

atteso che l’olivicoltura riveste in Sardegna una importanza rilevante non solo sotto il profilo economico, ma anche per alcuni aspetti legati alla storia, alle tradizioni, al paesaggio e alta complessiva salvaguardia del territorio;

evidenziato che se la situazione dovesse precipitare verrebbe messo in ginocchio un settore produttivo fondamentale per la nostra isola, anche sotto il profilo culturale e identitario;

sottolineato che un ritardo nell’affrontare il fungo rischia di precipitare la Sardegna in un disastro simile a quello avvenuto in Puglia, dove le dispute tra comunità scientifica, politica, coltivatori e unione europea hanno causato lungaggini e tentennamenti che hanno condotto a perdere la guerra contro il batterio della Xylella; solo in Provincia di Lecce sono andati perse 3 piante su 4 con il crollo del 75 percento della produzione di olio di oliva e con gli agricoltori senza reddito da ormai 8 anni, milioni di ulivi secchi, frantoi svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia e cinquemila posti di lavoro persi nella filiera dell’olio extravergine di oliva,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione al fine di sapere:
1) quali sono le misure che intende mettere in campo per arrestare la diffusione della specie patogena e in che tempi;
2) se non ritenga di coinvolgere la competente Commissione consiliare e il Consiglio regionale al fine di stanziare le necessarie risorse e individuare e dispiegare efficaci interventi a tutela di questa tradizione millenaria.

Cagliari, 19 settembre 2022

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