CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Mozione n. 128
MOZIONE RUBIU – TRUZZU – PIGA – CERA – FLORIS – MASALA – MELONI Corrado – MULA – SORGIA – USAI in merito alla necessità di iniziative urgenti della Giunta regionale in merito alla vicenda delle cooperative assegnatarie dei terreni del Monte dei pascoli.
***************
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
– il Monte dei pascoli, disciplinato dalla legge regionale 6 settembre 1976, n. 44 (Riforma dell’assetto agro-pastorale), rappresenta uno storico strumento di valorizzazione del patrimonio agro-silvo-pastorale della Sardegna, con rilevanti ricadute economiche, sociali e ambientali per numerosi territori dell’Isola;
– le cooperative assegnatarie dei terreni del Monte dei pascoli svolgono da decenni un ruolo fondamentale nella gestione, tutela e valorizzazione delle aree interessate, assicurando presidio territoriale, occupazione e continuità di attività connesse al mondo agro-pastorale;
– le medesime cooperative versano oggi in una situazione di grave incertezza circa la continuità dei titoli concessori e la prosecuzione delle attività, con il concreto rischio di perdita dei premi PAC e dei relativi titoli, nonché di compromissione della sostenibilità economica delle imprese coinvolte;
– la situazione descritta acuisce l’urgenza di un intervento istituzionale rapido, coordinato e risolutivo da parte della Regione;
CONSIDERATO che:
– nella seduta del 18 marzo 2026 la Quinta Commissione permanente ha audito i rappresentanti delle cooperative interessate, assumendo impegni finalizzati all’individuazione di una soluzione normativa e amministrativa, ad oggi non ancora concretamente attuata;
– l’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale ha manifestato l’intenzione di avviare un iter legislativo per affrontare e risolvere definitivamente la vicenda;
– la Presidente della Regione ha espresso, nel corso di un incontro informale con i rappresentanti delle cooperative, la volontà di pervenire quanto prima a una soluzione compensativa e definitiva;
– la mancata definizione della vicenda rischia di determinare gravi ripercussioni occupazionali, economiche, sociali e ambientali nei territori interessati, con particolare riferimento alle aree più fragili della Sardegna;
ATTESO che:
– le difficoltà economiche maturate in capo alle cooperative interessate, ivi compresa la situazione relativa al mancato pagamento di canoni, non possono essere ricondotte in modo semplicistico a condotte di mera negligenza, ma devono essere lette alla luce delle complesse vicende amministrative e gestionali che, negli anni, hanno inciso sulla piena possibilità di utilizzo produttivo dei fondi, compromettendo in più casi la capacità delle cooperative di sviluppare le attività economiche necessarie a generare utili sufficienti a far fronte agli obblighi assunti;
– tale situazione appare ancor più rilevante ove si consideri che, in diversi casi, le cooperative hanno sostenuto nel tempo investimenti significativi sui compendi assegnati, senza che a ciò sia corrisposta una stabile condizione di certezza giuridica e operativa idonea a consentire una ordinaria programmazione aziendale;
– nei fondi oggetto della vicenda sono inoltre presenti capi di bestiame la cui gestione impone particolari doveri di tutela e responsabilità, sicché l’eventuale interruzione delle attività o il rilascio dei compendi non può essere considerato alla stregua del semplice spostamento di beni strumentali o macchinari aziendali, richiedendo invece tempi, misure e soluzioni compatibili con il benessere animale, con la continuità delle attività zootecniche e con la salvaguardia delle aziende interessate;
TENUTO CONTO che:
– dagli atti giudiziari in nostro possesso risulta che una delle cooperative interessate è stata convenuta innanzi al Tribunale di Cagliari, sezione specializzata agraria, con richiesta di accertamento dello scioglimento del contratto di affitto agrario rep. gen. LAORE Sardegna n. 1149/2010, per effetto del recesso asseritamente esercitato dalla cooperativa nel gennaio 2018, ovvero, in subordine, per cessazione naturale del rapporto alla data di scadenza del contratto, ovvero ancora per grave inadempimento contrattuale;
– nell’atto di citazione l’Agenzia regionale per l’attuazione dei programmi in campo agricolo e per lo sviluppo rurale (LAORE Sardegna) chiede altresì, in via conseguenziale, la condanna della cooperativa al rilascio immediato dei terreni oggetto del rapporto, ovvero al rilascio alla fine dell’annata agraria in corso, nonché il pagamento dei canoni di affitto insoluti, dell’indennità di occupazione sine titulo e/o del risarcimento del danno, oltre accessori di legge;
– nell’atto viene inoltre richiamata la persistente occupazione del fondo da parte della cooperativa come impedimento alla disponibilità del bene pubblico in favore di terzi, nonostante risultino manifestazioni di interesse per l’assegnazione del compendio mediante procedura ad evidenza pubblica;
– dalla documentazione emerge infine che LAORE Sardegna ha rappresentato di aver informato la Regione quale proprietaria dei terreni demaniali del Monte dei pascoli, circostanza che rende ancora più necessario un intervento politico e istituzionale immediato da parte della Giunta regionale;
CONSIDERATO che:
– la legge regionale n. 44 del 1976 nasce con una finalità chiarissima di giustizia sociale, sviluppo produttivo e riequilibrio del comparto agro-pastorale e affida il Monte dei pascoli a soggetti che siano realmente in grado di presidiare i territori e valorizzarli con continuità;
– l’accesso ai terreni è riservato a coltivatori diretti, pastori e operatori agricoli che non dispongano già di una dotazione fondiaria sufficiente a garantire una autonoma e compiuta azienda pastorale, proprio per favorire chi vive del lavoro della terra e non chi utilizza i fondi in modo meramente formale;
– la concessione presuppone un uso effettivo, diretto e responsabile dei terreni, nonché l’impegno a realizzare i miglioramenti e le trasformazioni necessari a rendere le aziende stabili, efficienti ed economicamente valide;
– la disciplina regionale tutela le forme associative e cooperative solo nella misura in cui esse restino vive, operative e coerenti con le finalità pubbliche dell’assegnazione, prevedendo che la concessione continui soltanto finché la cooperativa mantenga la propria esistenza e capacità operativa;
– la stessa legge richiama, in modo inequivoco, la necessità di salvaguardare il carattere produttivo, sociale e territoriale delle assegnazioni, e non consente che i fondi del Monte dei pascoli vengano considerati come meri beni da occupare o conservare senza un’effettiva funzione agricola e di presidio del territorio;
Tutto ciò premesso e considerato,
impegna la Presidente della Regione
1) ad assumere con urgenza ogni iniziativa politica, amministrativa e normativa utile a definire in via definitiva la vicenda delle cooperative assegnatarie dei terreni del Monte dei pascoli;
2) ad avviare senza ulteriori ritardi il percorso legislativo annunciato l’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale, individuando tempi certi per la presentazione in Consiglio regionale delle eventuali proposte normative;
3) a porre in essere, in raccordo con gli uffici regionali e gli enti competenti, tutte le misure necessarie a evitare la perdita dei premi PAC e dei relativi titoli da parte delle cooperative interessate;
4) a valutare l’adozione di misure compensative, transitorie o straordinarie idonee a tutelare le cooperative, i lavoratori coinvolti e la continuità delle attività economiche e sociali connesse;
5) a riferire al Consiglio regionale, con cadenza ravvicinata, sulle azioni concretamente intraprese in attuazione degli impegni già assunti in sede di Quinta Commissione permanente;
6) a riconoscere e salvaguardare il ruolo delle cooperative del Monte dei pascoli quale presidio economico, sociale, territoriale e ambientale dei territori interessati, favorendo una soluzione che assicuri certezza giuridica e stabilità operativa.
Cagliari, 16 luglio 2026