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Resoconto della seduta n. 92 del 07/01/2021

XCII SEDUTA

(POMERIDIANA)

Giovedì 7 gennaio 2021

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 17 e 20.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 28 dicembre 2020 (86), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Daniele Secondo Cocco, Michele Ennas, Antonio Mario Mundula e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 7 gennaio 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che in data 7 gennaio 2021 è stata presentata, primo firmatario l'onorevole Deriu, la "Richiesta di istituzione di una commissione d'inchiesta sui giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in alcun percorso di formazione e sulla condizione giovanile in Sardegna" ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento interno.

Ai sensi del comma 4 dell'articolo 125 del Regolamento entro trenta giorni dalla data di presentazione la richiesta è iscritta all'ordine del giorno del Consiglio che deve provvedere alla nomina o all'eventuale delega della stessa al Presidente del Consiglio.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 238.

Risposta scritta a interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta all'interrogazione numero 459 (pervenuta il 5 gennaio 2021).

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. È stata presentata l'interrogazione numero 809.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017 (108/A).

PRESIDENTE. A questo punto possiamo riprendere i lavori del disegno di legge numero 108.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. I prossimi giorni di attività del Consiglio saranno dedicati ovviamente al testo che discuteremo anche oggi, e ci tenevo però a sottolineare un aspetto e gradirei, e credo che sarebbe utile per tutta l'Aula, avere, se non oggi nella giornata di domani o la prossima settimana, da parte dell'Assessore della sanità, che ovviamente ha sempre la facoltà di intervenire per dichiarazioni della Giunta in Aula, un aggiornamento riguardo alla questione inerente i vaccini. Lo dico perché in queste ore si rincorrono voci, si rincorrono le informazioni che provengono direttamente dagli ospedali, e credo sia meglio per quest'Aula e anche per i sardi che da quest'Aula hanno necessità di avere informazioni di prima mano, non fraintendibili e certe, un'informazione chiara riguardo alla campagna vaccinale della Regione Sardegna. Lo dico perché parallelamente a quello che diciamo noi si rincorre anche una campagna contro i vaccini, che non viene da nessuno dei colleghi qua presenti, ma che serpeggia sui social network, e credo che in questa fase sia invece doveroso dare la massima la massima chiarezza ed evitare quindi che ci siano fraintendimenti. Io le chiederei, quindi, Presidente, anche in accordo con l'Assessore della sanità, di riuscire, magari nella giornata di domani, nella prima mattinata, se non oggi stesso, a ritagliare il tempo per un chiarimento che è quantomeno necessario.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Agus, peraltro è un'osservazione assolutamente condivisibile.

Procediamo tuttavia con l'esame del disegno di legge numero 108.

Passiamo all'esame dell'articolo 1 bis. All'articolo 1 bis sono stati presentati gli emendamenti numero 32, 186, 2, 533, 733, 734, 735, 736. Tuttavia non vedo l'onorevole Talanas. Se mi fosse consentito, io ho i pareri espressi dalla Commissione che posso riferire. Sta arrivando? Se il Consiglio me lo consentisse, ho il parere della Commissione sugli emendamenti. Sull'emendamento numero 32 parere contrario, 186 parere contrario, 2 parere contrario, peraltro sono emendamenti identici. Ecco l'onorevole Talanas. Procedo ormai.

Sull'emendamento numero parere 533 contrario, 733 contrario, 734 contrario, 735 contrario, 736 contrario.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Conforme.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale sull'articolo 1 bis e sugli emendamenti.

È iscritta a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. L'articolo 1 bis è l'articolo che parla di proroga del Piano casa, la proroga viene fatta fino al 31 dicembre del 2023. È chiaro che questa è riferita alla legge che stiamo analizzando articolo per articolo, e poiché in tempi non sospetti anche sulla legge numero 8 avevamo chiesto più volte sia in Commissione che in Aula di portare una proroga a suo tempo un po' più lunga di quella dei sei mesi che l'Assessore continuava a proporre perché effettivamente arriva serviva a dare un po' di stabilità in più. In questo caso vedo che la stabilità che avete ricercato e che chiedete è una stabilità un po' più lunga dell'anno solito di proroga del testo, e avrete modo di comunicare quali siano effettivamente le scelte che vi portano a fare una proroga così lunga, considerando il fatto che tutto il testo è ancora una volta tarato sulla modifica della legge numero 8 e sulla stessa legge è arrivata una richiesta di impugnazione da parte del Governo che metteva in discussione la temporalità di uno strumento che doveva essere inserito all'interno di una legge più organica, la famosissima legge urbanistica di cui si continua a parlare da tempo. Quindi noi comunichiamo come Gruppo che ritireremo gli emendamenti all'articolo 1 bis e anche gli emendamenti all'articolo 1 ter.

PRESIDENTE. Ritirati tutti?

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì, quelli dell'articolo 1 bis e dell'articolo 1 ter.

PRESIDENTE. Mi scusi, sta parlando ovviamente di quelli a vostra firma, del Gruppo, o sta parlando a nome dell'opposizione?

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Come non detto, non c'è un accordo condiviso quindi ritiro quanto espresso in questo momento.

PRESIDENTE. Ritira il ritiro?

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì, ritiro il ritiro.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù.

È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Per quanto riguarda il tema più in generale, quindi dell'articolo 1 bis e degli emendamenti, mi concentrerò in particolar modo sull'articolo, per quanto l'articolo in sé a un occhio non attento non meriterebbe un grande approfondimento, alla fin fine si limita a tre righe, poco più, che indicano una modifica semplicemente di una data, e cioè all'articolo 26 bis della legge regionale numero 8, che ricordo essere il Piano casa del 2015, nel comma 4 le parole "31 dicembre 2020", cioè la scadenza, sono sostituite dalle parole "31 dicembre 2023". Dicevo, a un occhio disattento un articolo così è semplicemente il cambio di una data che sposta in là nel tempo una scadenza. La verità è che trattandosi invece del Piano casa vale la pena soffermarsi qualche minuto in più su una riflessione. Ora, già a suo tempo la legge numero 8 venne impugnata ed è ancora oggi oggetto di impugnazione da parte del Governo. Su quali basi il Governo ha impugnato la legge numero 8? Né più né meno su questi aspetti. Essendo il Piano casa un provvedimento straordinario ed eccezionale in relazione all'edilizia, perché possa diventare stabile, perché possa produrre i suoi effetti anche nel futuro, è indispensabile che il Piano casa sia inserito in modo organico nell'ambito della legge urbanistica. Noi invece sistematicamente ormai da anni, ormai da undici anni abbiamo determinato che una situazione eccezionale e straordinaria che avrebbe dovuto vedere una fine a breve è sistematicamente prorogata aggiungendo agli effetti eccezionali dati in quel periodo di approvazione gli effetti successivi dati dalla proroga. Due aspetti, ma se è così, cioè se è vero che il Governo ha impugnato il testo semplicemente su questo aspetto, cioè sulla proroga tout court del Piano casa senza inserimento di questo in un processo e in un progetto organico dal punto di vista dell'accogliere quel dispositivo, quelle disposizioni nell'ambito di una legge urbanistica, non sarebbe stato più semplice invece che mettere mano a norme e codicilli, commi, modificando e creando confusione, mettere mano alla legge urbanistica per introdurre quegli elementi? Al netto del fatto che poi si possa essere d'accordo o contrari, ma siccome è un elemento che oggettivamente ha dato l'unico sollievo all'edilizia, l'unico sollievo in assenza di disposizioni organiche, perché altrimenti ci sarebbe stata indubbiamente una risposta molto più forte al settore dell'edilizia, e l'altro aspetto però che oggi preoccupa è, avendo inserito la proroga del Piano casa nell'ambito del contesto di questa legge due sono i rischi, il fatto che la legge, questa, la vostra legge, il disegno di legge 108, possa essere impugnato, e quindi con all'interno la previsione del Piano casa possa essere impugnato anche il Piano casa, o comunque ci sia un'ulteriore incertezza, il secondo elemento è, ma se è scaduto a dicembre, siamo certi che l'introduzione di una norma ormai a gennaio inoltrato, e la norma non verrà neanche approvata nel corso di questa giornata e men che meno nel corso della giornata successiva, cioè domani, siamo certi che regga da un punto di vista giuridico che una proroga sia fatta su ciò che è già scaduto, o non sia invece indispensabile adottare un nuovo atto, cosa molto difficile, circa l'aspetto del proporre un Piano casa nuovo? Perché su questo punto si potranno determinare indubbiamente tante discussioni, ma potrebbero verificarsi molti problemi, e non solo per noi, che siamo qua a discutere una legge e poi vediamo naufragare, o meglio, in termini di edilizia andare a sbattere contro un muro, la legge, ma per chi dovesse cogliere un'occasione data da quell'opportunità e vedere invece quell'opportunità sciogliersi per una sottovalutazione. Questa cosa so che anche in altre colleghe e colleghi è una preoccupazione che esiste, cioè il fatto di aver mischiato troppo cose differenti tra loro e rischiare che con questa legge possa arenarsi anche la proroga, ammesso e non concesso che di proroga si possa ancora parlare per una cosa scaduta, so che ci sono diverse interpretazioni. C'è però un problema a monte, Presidente; se già il Piano casa è stato impugnato, o si fa diciamo velocemente in silenzio, o se noi gli affianchiamo una serie di norme dubbie è chiaro che diamo il via libera per un'ulteriore impugnazione anche di questa legge con all'interno del Piano casa, sono dubbi, perplessità, che però non sono stati sciolti, i dubbi, in modo così puntuale tanto da poter, su tutte le questioni che ho detto, essere sereni.

PRESIDENTE. Solo per dire che non si tratta di proroga ma di un differimento, così anche come specificato e sottolineato dall'onorevole Piscedda.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie, Presidente. Anch'io ho le stesse perplessità che esprimeva adesso il consigliere, l'onorevole Zedda, di fatto qua stiamo prorogando una legge che è scaduta, perché la legge numero 8 del 2015 scadeva il 30 di dicembre, e oggi con questo atto di fatto la proroghiamo sino al 2023, il che mi pare un atto assolutamente non legittimo in tema legislativo. Ma, al di là di quello, quello che mi preoccupa è la data della scadenza di questa legge, che è fissata al 31 dicembre 2023, cioè tra tre anni, il che rende chiaro qual è la volontà di questa Giunta, di questa maggioranza di fare una legge urbanistica, perché se si prendono tre anni con una intervento che deve avere carattere provvisorio e temporaneo come un Piano casa, è evidente che non si ha nessuna intenzione, nessuna volontà di mettere mano a quella che è l'esigenza reale della nostra Isola, cioè la legge urbanistica. È per questi motivi che non possiamo che esprimerci contro questa articolo, sollecitando anche un maggiore approfondimento su quello che abbiamo detto, perché se si sta prorogando l'articolo 26 bis della legge regionale numero 8 del 2015, e si sta modificando un comma di una legge che risulta scaduta il 31 dicembre 2020, io credo che questo evidentemente non sia legittimo. Tutto qui.

PRESIDENTE. passiamo alla votazione degli emendamenti numero 32 e 2.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvato)

Metto in votazione, con voto elettronico, l'emendamento numero 186.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 186.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento 533.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. L'emendamento 533 presentato dai colleghi, primo firmatario l'onorevole Ganau, pone una questione che è quella né più né meno che l'onorevole Ganau ha cercato di illustrare poc'anzi, e cioè, siete certi che il termine del dicembre 2023 sia compatibile con un provvedimento straordinario ed eccezionale? Io temo di no, e soprattutto, al di là delle interpretazioni, e mi ricollego alle preoccupazioni che venivano espresse dal collega Ganau, penso che sia chiaro a tutti che spostare un termine dal dicembre 2020 al dicembre 2023, si può tirare l'italiano come lo si vuole, però di proroga si tratta, se tu sposti una cosa che ha una scadenza, è già scaduta, e con una legge in modo retroattivo fai rinascere, modificando la legge 8 una data di scadenza che determinava la scadenza spostandola tre anni più avanti usate tutti i termini, ma si tratta dello spostamento temporale in là nel tempo di un provvedimento e della sua efficacia

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