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Resoconto della seduta n. 66 del 13/07/2020

LXVI Seduta

Lunedì 13 luglio 2020

Presidenza del Presidente Michele PAIS

Indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

Indi

del presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 16 e 23.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 1° luglio 2020 (60), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Domenico Gallus, Roberto Li Gioi, Pietro Maieli, Giorgio Oppi, Aldo Salaris e Giovanni Satta hanno chiesto congedo per la seduta del 13 luglio 2020.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 184, 185.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 333, 356, 412, 423, 500, 532.

(Risposta scritta pervenuta in data 10 luglio 2020)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 582, 584, 585, 586, 587, 588, 589, 590, 591.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. È stata presentata l'interpellanza numero 122.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. È stata presentata la mozione numero 301.

Commemorazione di ex consigliere

PRESIDENTE. Onorevoli colleghe, onorevoli colleghi, commemoriamo solennemente nell'Aula del Consiglio regionale l'onorevole Giorgio Ladu scomparso venerdì all'età di 77 anni nella sua abitazione di Tortolì. Giorgio Ladu da tempo combatteva con tenacia, determinazione, speranza contro l'incedere di un male incurabile che nel corso di questi ultimi anni ne aveva indebolito il fisico ma rafforzato la tempra e l'animo e con esse la volontà di lottare per questa vita terrena. Alla consorte Anna, alle figlie Stefania ed Elisabetta e al figlio Giuseppe vanno dunque i più sinceri sentimenti di cordoglio dell'Assemblea regionale sarda. Ai suoi parenti, agli amici, alla comunità Tortoliese e all'interna Ogliastra va tutto il nostro affetto per la dipartita di un riferimento politico e umano di cui l'intera Sardegna sentirà a lungo la mancanza.

Il Consiglio regionale ha avuto l'onore di ospitare la presenza, l'operosità e l'azione nella parte conclusiva dell'ottava legislatura e per intero nella nona e decima legislatura. Nel 1983 Giorgio Ladu è subentrato, infatti, in Consiglio in sostituzione del compianto onorevole Mario Melis e nel 1984 e il 1989 è invece risultato eletto sempre nelle liste del Partito Sardo d'Azione. Nella stagione del vento sardista ha ricoperto l'incarico di Assessore regionale al lavoro nella prima Giunta Melis, dall'agosto del 1984 all'agosto dell'anno successivo. È quindi ritornato nell'esecutivo guida 4 mori nel luglio del 1987 in qualità di Assessore della sanità e vi è rimasto fino alla scadenza del mandato nel giugno del 1989.

Amministratore capace e schietto ha ottenuto straordinari risultati nel potenziamento della sanità sarda. Anche al suo costante impegno si deve l'apertura della cardiochirurgia dell'ospedale Brotzu di Cagliari, guidata dal dottor Valentino Martelli, che ritornò così ad operare nell'Isola dopo i successi professionali e riconoscimenti internazionali conseguita a Londra. All'azione dell'assessore Ladu si deve inoltre il rafforzamento dei servizi e delle strutture dell'ospedale di Lanusei e la nascita della cittadella sanitaria e del Poliambulatorio di Tortolì. Anche i servizi veterinari in quegli anni ebbero uno straordinario impulso e un incremento negli organici grazie alla determinazione della Regione nel superare la vertenza che l'allora Ministro della salute Carlo Donat-Cattin conduceva con l'assessore Ladu. Un Assessore che non disdegnava il contatto vero con la sua gente; quando a Macomer venne organizzato una protesta contro la gestione della loro USL l'Assessore non esitò a salire sul palco dei manifestanti a replicare punto per punto e a contrattaccare argomento dopo argomento, verrebbe da dire un uomo di lotta e di governo, oltre che un raffinato tessitore di accordi e intese, soprattutto quando si batteva per il suo territorio. Non ha mai scordato la sua radice Ogliastrina, nonostante le frequentazioni a Cagliari, ma chi lo conosceva bene trovava molte somiglianze con i sassaresi, non soltanto per le tante amicizie che vantava nel capoluogo turritano ma soprattutto per via di quella sua tendenza a sdrammatizzare anche le questioni più serie con la battuta ad effetto e per quella sua voglia ricercare il sorriso sempre e in ogni caso. Ha percorso, come si usa dire, tutti i gradini della politica prima delle elezione in Consiglio regionale è stato, infatti, consigliere sardista nel comune di Tortolì, poi Assessore e due volte sindaco tra il 1979 e il 1980 e dal gennaio 1992 all'agosto 1994, e anche Vicepresidente della Comunità montana dell'Ogliastra. Consigliere provinciale di Nuoro nel 1980 ha ricoperto l'incarico di Assessore dell'ambiente prima e della sanità poi. Dopo l'esperienza del Governo regionale e la relazione in Consiglio nella decima legislatura, ha guidato il Partito Sardo d'Azione diventandone segretario nazionale dal giugno del 1991 fino all'aprile del 1992, fino a qualche settimana dopo la conclusione delle elezioni politiche del 5 e del 6 aprile del 1992 che segnarono quel cruciale momento di passaggio che in gergo è stato definito come la transizione tra la Prima e la Seconda Repubblica. Proprio in quella circostanza, il PSd'Az, in alleanza con altri partiti autonomistici e federalisti, riuscì ad eleggere un deputato e un senatore. In quegli anni di grande turbolenza politica e di grandi cambiamenti, Ladu affrontò il tempo della transizione e forse anche della delusione guardando al mutato scenario politico italiano piuttosto che alle dinamiche interne alla politica isolana, si avvicinò all'allora nascente Forza Italia nel 1994, ma contemporaneamente ritornò alle questioni più ogliastrine, occupandosi dell'aeroporto di Tortolì in qualità di presidente e amministratore delegato della società di gestione dello scalo. Presidente dell'Automobile Club di Cagliari, dal 2010 ritornò in prima linea nella politica come candidato della Lega alla presidenza della Provincia Ogliastra. Non ha mai temuto la battaglia e come amava ripetere ai suoi amici non disdegnava il rischio, in politica così come nella vita, in mezzo al mare da ufficiale di coperta in assenza del comandante dopo aver consultato l'equipaggio contro ogni previsione, decise di affrontare una terribile burrasca in un'epica traversata oceanica a bordo di una petroliera. "Faccio coraggio ai miei colleghi malati fino a quando sono in fila al Brotzu per le cure", ripeteva a chi negli ultimi tempi gli domandava come stesse. "Non bisogna mai mollare", insisteva, e se qualcuno si mostrava preoccupato di vederlo non troppo in forma. Aveva ragione lui, serve coraggio sempre e comunque.

Addio, caro Giorgio Ladu, il Consiglio regionale, la Sardegna e l'Ogliastra ricorderanno a lungo il suo esempio, il suo impegno, la sua passione, le sue straordinarie capacità e il tratto umano e politico. Osserviamo un minuto di silenzio.

(I consiglieri osservano un minuto di silenzio in aula in segno di lutto)

Discussione generale del disegno di legge: Legge quadro sulle azioni di sostegno al sistema economico della Sardegna e a salvaguardia del lavoro a seguito dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 (162/A).

PRESIDENTE. Bene, colleghi. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 162.

È aperta la discussione generale.

Il relatore di maggioranza, l'onorevole Maieli, ha chiesto congedo, quindi la relazione la darei per letta. Do la parola all'onorevole Marras in qualità di relatore di maggioranza che sostituisce l'onorevole Maieli.

Ha facoltà di parlare il consigliere Alfonso Marras, relatore di maggioranza,

MARRAS ALFONSO (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Avendo anche lavorato insieme alle due Commissioni posso…

PRESIDENTE. No, assolutamente, è che io ho indicato l'onorevole Maieli come relatore di maggioranza, non ce ne possono essere due, però va benissimo così. Ha la parola.

MARRAS ALFONSO (Riformatori Sardi), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Il disegno di legge in discussione è stato licenziato a maggioranza con l'astensione dei rappresentanti dei Gruppi di minoranza nella seduta congiunta delle Commissioni permanenti seconda e quinta dell'8 luglio 2020. Con questo disegno di legge la Regione intende porre in campo una serie di interventi diretti a sostenere il sistema economico regionale che affianchino e completino quanto già previsto a livello nazionale, destinando a tale finalità la cifra complessiva di circa 170 milioni di euro. Si tratta di uno sforzo economico molto consistente, il massimo consentito dall'attuale disponibilità regionale attraverso il quale la Regione conta di accompagnare le imprese e i professionisti sardi in un percorso di recupero e rilancio delle attività svolte. In particolare, sono stati individuati come obiettivi prioritari la tutela dei lavoratori, che hanno visto sospeso o ridotto la loro attività lavorativa, il sostegno delle imprese, e i lavoratori autonomi in tutti gli ambiti economici con alcuni interventi specifici nel settore turistico e in quello agricolo. Il Capo primo contiene le disposizioni di carattere generale, mentre il secondo è dedicato al lavoro. In particolare, l'articolo 7 rinnova alcune misure di sostegno ai lavoratori in crisi occupazionale già prevista nella normativa regionale vigente. L'articolo 8, invece, introduce una indennità per il periodo di mancata o ridotta occupazione rispetto ai medesimi periodi dell'anno precedente a favore dei lavoratori stagionali e dei lavoratori con tipologie di contratto flessibile o atipico e dei lavoratori domestici. Questa disposizione ha subito importanti modifiche nel corso dei lavori in Commissione al fine di evitare delle sovrapposizioni con analoghe misure previste dalla normativa statale. Le Commissioni hanno ritenuto di erogare le indennità relativamente ai mesi di giugno e luglio non coperti dalle indennità statali, mentre per il lavoratore stagionale nel settore del turismo l'indennità è stata quantificata in euro mille per tre mensilità. Nel Capo terzo sono contenuti gli interventi diretti a supporto del sistema produttivo ed economico regionale nel suo complesso. In particolare, l'articolo 9 è stato completamente riscritto dalle Commissioni, che hanno valutato opportuno concentrare gli interventi a favore della formazione professionale in un unico articolo. Le novità introdotte hanno riguardato l'aumento del contributo straordinario una tantum da 1500 a 5 mila per beneficiario e l'introduzione di una nuova misura di sostegno a fondo perduto per contribuire ai costi salariali del personale mantenuto in servizio che altrimenti sarebbe stato licenziato a causa della crisi. Un'ulteriore modifica introdotta ha riguardato l'attivazione dei percorsi di formazione che sono stati estesi a favore delle medie imprese prime escluse, anche accogliendo alcune proposte emerse nel corso delle audizioni e l'individuazione dei settori prioritari sui quali fare la formazione. È stato inoltre stabilito di prevedere tra i beneficiari dei corsi non solo i lavoratori occupati, ma anche coloro che si trovano in stato di disoccupazione a causa della crisi. Nell'articolo 9 bis, rispetto alla proposta iniziale della Giunta regionale, le Commissioni hanno ritenuto di limitare la platea dei beneficiari del contributo straordinario a fondo perduto ad alcune categorie di operatori economici particolarmente colpite dalle conseguenze della pandemia, quali editoria libraria, agenzie librarie, servizi socio-educativi relativamente alla fascia di età 0-3 anni, e infine soggetti operanti nell'ambito delle feste e sagre paesane quali venditori ambulanti e giostrai. L'articolo 10 amplia l'ambito di intervento e rifinanzia con ulteriori 15 milioni gli strumenti per favorire l'accesso al credito delle imprese, comprese le medie imprese operanti nel settore turistico di cui all'articolo 7 della legge regionale numero 8 del 2020. L'articolo 11, che disciplina la misura con la dotazione finanziaria più cospicua, ossia il fondo Resisto, ha subito alcune importanti modifiche rispetto al testo proposto dalla Giunta regionale, innanzitutto è stato esteso a tutte le micro, piccole e medie imprese e ai lavoratori autonomi operanti nelle filiere di cui all'articolo 3 che siano state particolarmente colpite dalla pandemia, prevedendo a loro favore un contributo straordinario a fondo perduto parametrato al numero di dipendenti mantenuti in servizio, e inoltre è stata introdotta una seconda misura specifica a favore delle grandi imprese che operano nel settore alberghiero ed extra-alberghiero consistente nella concessione di aiuti a fondo perduto sui costi del lavoro del personale mantenuto in servizio che altrimenti sarebbe stato licenziato. Il Capo quarto introduce dei contributi a favore delle società e associazioni sportive regionali, e alcune disposizioni che derogano per l'anno 2020-2021 alle norme per la certificazione linguistica e l'insegnamento del sardo. Per quanto riguarda le disposizioni contenute nel Capo quinto, relativo ai settori dell'agricoltura allevamento e pesca, le Commissioni hanno ritenuto di condividere sostanzialmente l'impostazione degli articoli così come elaborati dalla Giunta regionale, si sono limitate ad apportarvi talune limitate modifiche di carattere prettamente formale. In particolare le Commissioni hanno condiviso: all'articolo 16, la scelta di rivedere la disciplina del Fondo di solidarietà regionale della pesca e dell'acquacoltura così da renderlo utilizzabile anche per far fronte ai danni conseguenti all'emergenza Covid; l'anticipazione degli aiuti per eventi atmosferici avversi contenuti all'articolo 18; la decisione di cui all'articolo 19, di stanziare ulteriore importo di 6 milioni di euro per il fondo finalizzato a favorire l'accesso al credito delle imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria, della trasformazione e della commercializzazione, lo stanziamento di 7,5 milioni di euro previsto all'articolo 20, destinato alla concessione di sovvenzioni dirette a favore delle imprese agricole, l'intervento straordinario di cui all'articolo 21 diretta a favore degli operatori del comparto ippico equestre, la scelta di stanziare la somma di 5 milioni per il finanziamento di un programma di fornitura gratuita di formaggi agli indigenti. Capo sesto relativo alle opere pubbliche; con il procedimento previsto da questa norma sarà possibile venire incontro alle pressanti esigenze di liquidità che in questo momento affliggono la gran parte delle imprese che operano nel campo delle opere pubbliche, evitando che le stesse si trovino nelle condizioni di essere obbligate a ridurre drasticamente la forza lavoro o, peggio ancora, a cessare definitivamente l'attività. Il Capo settimo contiene disposizioni in materia di trasporti, infatti l'articolo 24 destina 5 milioni di euro al ristoro delle perdite subite dalle aziende di autotrasporto operanti in Sardegna a causa del blocco della movimentazione delle merci. I successivi articoli 25 e 25 bis sono stati introdotti dalle Commissioni su proposta dell'Assessore regionale ai trasporti, e contengono rispettivamente delle misure straordinarie per i servizi di collegamento diurno e notturno con le Isole di San Pietro, la Maddalena e l'Asinara attraverso la concessione di un aiuto per compensare i mancati introiti in conseguenza della diffusione epidemiologica da Covid-19, mentre all'articolo 25 bis il finanziamento di alcuni interventi in materia di continuità territoriale e di trasporto agli studenti. Merita di essere evidenziato come le Commissioni abbiano introdotto nel testo le disposizioni necessarie a un suo adeguamento rispetto alla nuova disciplina in materia di aiuti di Stato, in maniera specifica per affrontare l'emergenza da Covid-19. Ovviamente, stando l'importanza che assume il provvedimento in discussione, è nel convincimento che gli interventi possano, se posti in essere tempestivamente, alleviare lo stato di sofferenza dei lavoratori e dell'economia regionale, auspichiamo quindi una rapida e partecipata approvazione del disegno di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Giampietro Comandini, relatore di minoranza.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD), relatore di minoranza. Grazie, Presidente, signor Assessore, signor Vicepresidente, signori della Giunta, noi abbiamo aspettato per molto tempo questo provvedimento, questo provvedimento che in qualche modo voi avete chiamato legge quadro a sostegno del sistema economico e a salvaguardia del lavoro; ha poco di legge quadro, ha molto di cornice, all'interno della quale voi avete cercato di disegnare, ognuno con un proprio pennello, un intervento di proprio comodo. E questo ci dispiace molto, Assessore, perché io le riconosco assessore Zedda, Vicepresidente, un ruolo attivo, dinamico e un impegno costante nel cercare di portare a casa più che un suo risultato, un risultato per qualche suo collega distratto, che in questi mesi si è poco concentrato sul lavoro della propria Giunta e ha pensato ad altro. Lei in questo è stata molto brava, glielo riconosco, così come le riconosco che la sua legge, la sua legge, quella legge a sostegno del sistema economico dell'impresa purtroppo si ferma all'articolo 13, sino all'articolo 13 possiamo considerarla una legge che va a favore delle imprese e dei lavoratori, dopodiché siamo in un campo aperto, dove c'è tutto e il contrario di tutto. Allora, Assessore, noi, lo sa benissimo, ce lo ha riconosciuto, ne abbia parlato in Commissione e ne abbiamo parlato in Aula, quando si toccano i temi del lavoro, delle imprese e del sociale questa opposizione c'è sempre stata, c'è sempre stata dal momento in cui noi siamo consapevoli quanto lei che in Sardegna, nel paese, purtroppo nel mondo, da marzo in poi l'agenda politica per quanto riguarda i lavoratori, le imprese e il sociale non la detta la politica o qualche scalmanato che dovrebbe più mangiare zucchero filato invece che andare alla giostra, ma l'agenda politica purtroppo la dettano i problemi concreti che vivono le famiglie, che vivono le imprese, che vivono i lavoratori. Per cui c'è molto dispiaciuto, assessore Zedda, in queste settimane, e lo sa meglio di noi, sentir dire che questa minoranza rallentava i lavori dell'approvazione di testi così importanti; noi, a differenza di qualche scalmanato, abbiamo preferito lavorare, lo abbiamo fatto dall'approvazione del bilancio, abbiamo approvato il bilancio, la misura a sostegno delle famiglie, delle filiere turistiche, il fondo BEI, e oggi, dopo il 9 luglio, quindi quattro giorni fa, perché il testo è stato approvato definitivamente in Commissione appena quattro giorni fa, siamo qui in Aula non per fare ostruzionismo, assolutamente, ma per cercare di dare un contributo per migliorarlo, per sostenere di più le imprese, per sostenere di più le famiglie, perché, Assessore, i soldi sono pochi, 160 e rotti milioni sembrano tanti ma se vengono spesi male rischiano di non arrivare assolutamente da chi ne ha veramente bisogno, anzi, rischiano di andare a chi di soldi ne ha già di più. E allora, proprio perché vogliamo migliorare il testo, perché vogliamo dare un contributo costruttivo, perché ci rendiamo conto che la disperazione della gente non ha colore politico, non ha colore politico ma ha soprattutto maturità, non vogliamo essere gli "scalmanati" ma vogliamo essere persone responsabili, e quindi siamo oggi in Aula, dopo quattro giorni, a cercare di approvare il più presto possibile questo testo per dare la risposta alle famiglie, alle imprese e ai lavoratori. E ora, lo dicevo prima, non è una legge quadro, prima cosa il titolo, le leggi quadro nel nostro ordinamento giuridico sono un'altra cosa, lo dice la Costituzione, sono le leggi che danno principi fondamentali su singoli argomenti, e allora questa è una legge omnibus, dove avete messo, sino a questo momento, un po' di tutte le cose, ed è una legge omnibus dove purtroppo, Assessore, le risorse sono insufficienti, sono fortissimamente insufficienti, perché i numeri, i numeri anche dalla relazione tecnica, i numeri di queste ore dicono che purtroppo i lavoratori che hanno bisogno di soldi sono più di quelli che noi insieme a lei, insieme alla sua maggioranza, ci aspettavamo, sono molto di più i lavoratori che non verranno richiamati nelle imprese del turismo, sono molti di più i lavoratori che non verranno richiamati nelle imprese dell'artigianato, sono molti, molti di più i lavoratori che non troveranno aperti i cantieri per poter lavorare in agricoltura. E allora, le somme messe a disposizione sono insufficienti, questo è il primo dato sul quale in qualche modo le chiediamo di intervenire, le chiediamo in qualche modo di verificare, ci sentiamo in dovere di denunciare, perché così prese le somme in qualche modo rischiano di non essere sufficienti e, anzi, di creare una diseguaglianza fra i lavoratori che potranno avere i 600 mila euro e lavoratori che purtroppo non avranno questa possibilità. Dovete aumentare le somme, dovete cercare di fare uno sforzo maggiore, dobbiamo tutti insieme, vedere che in una coperta corta vanno coperti e tenuti al caldo i lavoratori che sono i più deboli, e non quelle imprese, quelli che vedono in qualche modo altri livelli di sostegno; risorse insufficienti, risorse che in qualche modo dovranno essere meglio calibrate. Assessore, una delle cose che sin dal primo momento, anche in Commissione, abbiamo reputato importante da definire, è quella che manca poi in un momento di risorse insufficienti, che rischiano di non dare neanche seguito a quello che è stato l'accordo quadro firmato a marzo con le parti sociali, i 18 milioni di euro in quel momento potevano essere sufficienti, ma dopo la lettura di qualche giorno fa di quello che è il dato della Federalberghi, dove circa il 70 per cento del fatturato del settore alberghiero è in diminuzione nei mesi di giugno e di luglio, allora quei 18 milioni di euro relativamente a settori come i lavoratori stagionali, i lavoratori atipici e tutto il resto degli altri lavoratori rischia di non soddisfare; erano oltre 80 mila i lavoratori a rischio nel mese di aprile, oggi purtroppo rischiano che non saranno 80 mila ma non saranno neanche i 28 mila ai quali voi dite di poter risolvere con questi 18 milioni in qualche modo i tre mesi che non vengono richiamati. Cerchiamo di metterci più soldi! E, caro Assessore Chessa, anche per quanto riguarda le sue dichiarazioni relativamente a uno studio serio di Federalberghi, io credo che quello che ha detto relativamente che la promozione garantirà una maggiore conoscenza relativamente all'Isola e ai nostri settori, allora, assessore Chessa, io la conosco e ci conosciamo da tanti anni, e so che lei è un tipo sanguigno, però se da una certo punto di vista non bastano ai 18 milioni neanche gli 80 mila euro sino a oggi messi a disposizione per la promozione della Sardegna, 80 mila euro! Meno della pubblicità di una catena di supermercati, fino a questo momento voi avete messo a disposizione per la conoscenza della promozione in Sardegna, meno della pubblicità che fa una catena di supermercati. Allora se voi credete, come crediamo noi, dovete investire di più. Quindi, Assessore, manca nella legge relativamente alle risorse e relativamente a un coordinamento con gli interventi del Governo perché in un momento in cui ci sono pochi soldi la parola coordinamento è una parola molto importante, ma anche un coordinamento con gli interventi del Governo, perché non vogliamo che si rischi una sovrapposizione di interventi fra interventi nazionali e interventi regionali. Spendiamo bene i soldi. Quindi un'analisi preliminare. A oggi, siamo a metà luglio, non c'è ancora un'analisi da parte della Giunta su cosa ha prodotto la pandemia nel nostro settore imprenditoriale. Avere la conoscenza, i dati, diventa fondamentale nel momento in cui si deve programmare. Non tutte le imprese sono state colpite allo stesso modo. Ci sono imprese che hanno lavorato e purtroppo imprese che hanno dovute abbassare la serranda. È necessario, quindi, questo coordinamento fra le azioni del governo e un'analisi preliminare complessiva che ci faccia capire a tutti quanti cosa ha prodotto la pandemia e come son state colpite le imprese, in modo da bilanciare meglio gli interventi di natura economica nel mondo delle imprese. Mancano poi le priorità, le priorità che prima di tutto sono, Assessore, legate ai tempi. Oggi approviamo questo disegno di legge, oggi o domani, io mi auguro di approvarlo al più presto possibile, però siamo fuori tempo massimo per quanto riguarda lavoratori e imprese, lo approviamo ma sappiamo benissimo che questa è una legge quadro soltanto di principio, poi per quanto riguarda criteri e priorità bisogna tornare in Giunta. C'è ancora da scrivere la parte più importante della legge, quella di stabilire chi avrà i soldi, come avrà i soldi, quando avrà i soldi. E allora anche questa parte di sapere chi, quando avrà i soldi, come avrà i soldi e quanti soldi avrà è una parte determinante sulla quale ancora noi non siamo messi a conoscenza. Allora, Assessore, priorità, tempi, mancanza di risorse, coordinamento con altre iniziative diventano in qualche modo un elemento molto difficile sul quale noi abbiamo espresso un voto di astensione nel cercare di migliorare una legge importante, ma che rischia di essere soltanto un contributo a pioggia nei confronti di tanti settori. Abbiamo due giorni di tempo, tre giorni di tempo, noi ci mettiamo, come abbiamo fatto dal momento dell'inizio della pandemia, in termini costruttivi, in termini di collaborazione. Se insieme scriviamo le cose probabilmente voi non andrete più veloci, ma sicuramente faremo un pezzo di strada più lunga, non per me ma per le imprese, i lavoratori e tutto quel mondo economico che ci guarda.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Le rubo un minuto perché sono consapevole, convintissimo, che questa sia una legge che va approvata il più presto possibile, quindi saremo a disposizione per fare questo, però approfitto della presenza in Aula dell'assessore Mario Nieddu per ricordare a lui il discorso relativo ai 38 specialisti veterinari rispetto ai quali noi abbiamo approvato, alla sua presenza, una risoluzione unanime in Commissione Sanità, in cui si chiedeva che si equiparassero le ore di tutti i veterinari in tutte le ASL della Sardegna. Mi risulta che l'assessore Mario Nieddu abbia fatto tutto quello che è nelle sue prerogative, credo abbia fatto anche una delibera, ma ad oggi non è successo niente. In alcune ASL e ASS i veterinari sono a quindici ore, in altre sono a trenta ore. Quindi, Assessore, chiedo davvero di fare giustizia su una vicenda che è veramente…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cocco, è chiarissimo.

Discussione legge quadro sulle azioni di sostegno al sistema economico della Sardegna e a salvaguardia del lavoro a seguito dell'emergenza epidemiologica da Covid - 19.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Sì, grazie Presidente. Colleghe, colleghi e membri della Giunta, una legge quadro che probabilmente quadra i conti all'interno della maggioranza perché ci sono delle poste che hanno indicazioni precise, una legge quadro che arriva fuori tempo massimo, che è stata adottata il 10 di aprile ed è stata poi resa pubblica due mesi dopo. In questa fase vi era la possibilità di sentire le organizzazioni sindacali di categoria, le imprese, tutte le rappresentanze del tessuto produttivo della nostra Sardegna, non è stato fatto questo. Il testo è stato presentato alle Commissioni, dopodiché si è provveduto a sentire le organizzazioni sindacali e le rappresentanze di categoria. È evidente che quel testo non poteva essere migliorato, tant'è che anche in Commissione abbiamo cercato, ove era possibile, di apportare delle migliorie. Ben poco si è si è fatto. A mio modo di vedere è un provvedimento che guarda alla chiusura piuttosto che alla ripartenza, perché guarda a quelli che sono fortunatamente ancora occupati e ai disoccupati, quindi per cercare di intervenire con ammortizzatori sociali. Si attinge da fondi già destinati ai cantieri Lavoras, quindi sottraiamo risorse dai cantieri Lavoras, che comunque avevano una loro fisionomia, un obiettivo, che è quello dell'integrazione anche del rapporto tra impresa e lavoratore, e su questo provvedimento, invece, miriamo sostanzialmente a interventi di carattere assistenziale. Non guardiamo, quindi, alla ripresa, al rilancio, alla possibilità che un'impresa possa magari assumere rilanciando il loro percorso imprenditoriale o organizzazione d'impresa. Un programma che non guarda assolutamente a quello che è l'organizzazione territoriale dal punto di vista sanitario, quindi si utilizza molto spesso - e in questo Consiglio lo si è utilizzato, vedi per l'agricoltura - la task force; ho dubbi su quelli che sono i risultati della task force, ma avrei preferito utilizzare una task force per quanto riguarda tutto il sistema territoriale di offerta di carattere sanitario per decongestionare magari i centri come può essere Sassari, piuttosto che Cagliari, quindi un'organizzazione diffusa, un'offerta diffusa dei servizi sanitari.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue SATTA GIAN FRANCO.) Magari mi sarei aspettato un intervento mirato alla riapertura delle scuole. Noi l'abbiamo fatto con diversi emendamenti. Nel corso della discussione, nelle prossime ore, nei prossimi giorni cercheremo di porre l'attenzione e magari captare la vostra attenzione sulla scuola, ma anche sulla cultura. Crediamo che i fondi sono assolutamente insufficienti, così come sono insufficienti i fondi, l'ha detto l'onorevole Comandini prima di me, per quanto riguarda, ad esempio, gli stagionali. Su 60 mila beneficiari forse riusciamo a coprire 14.000 beneficiari, quindi i fondi sono totalmente insufficienti rispetto a una dotazione, nell'articolo 8, di 18 milioni di euro mentre il fabbisogno è di oltre 70 milioni di euro, quindi si capisce che quella dotazione fatta dalla Giunta è assolutamente insufficiente. Si parla di ristorare chi ha avuto danni, come possono essere i proprietari di cavalli ai fini agonistici e non si parla eventualmente del cavallo per l'ippoterapia, cioè quindi ci sono controsensi che nella legge non si capisce quale sia il vero fine. Si parla anche, e si propone a questo Consiglio, di destinare 5 milioni di euro per l'acquisto di formaggio, sapendo benissimo che la nostra capacità produttiva, il 70 per cento, è di pecorino romano, pecorino sardo e Fiore sardo, quindi il resto sono produzioni molto diciamo limitate e che quindi questa legge non darà assolutamente risposta a quello che è il comparto che oggi soffre, che sono i produttori primari, quindi i pastori, quindi si cercherà probabilmente di dare risposta a qualche industriale, senza poi dare risposta a quelli che sono i comparti veramente che soffrono. Io su questo naturalmente nel corso della discussione, insieme al nostro Gruppo, cercheremo di intervenire per migliorare questo testo, non è assolutamente una posizione precostituita, ma è una posizione di assoluta apertura affinché noi indirizziamo le risorse della Regione che sono assolutamente importanti, benché insufficienti, a comparti che veramente hanno avuto danno rispetto a quello che è il periodo dell'emergenza. Non tratta assolutamente di attività che a mio avviso hanno avuto in questo periodo un danno notevole, che sono ad esempio i ristoratori e i bar, quindi il commercio al dettaglio non copre e non interviene su una categoria che è tra quelle che hanno subito maggiori danni che è quella dei piccoli e medi artigiani, quindi si dà risposte così confuse, secondo a parere mio, senza andare a fare un'analisi di quelle che sono le attività che hanno subito maggiore danno in questo periodo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Schirru. Ne ha facoltà.

SCHIRRU STEFANO (PSd'Az). Siamo finalmente arrivati a discutere in Aula il disegno di legge della Giunta regionale sugli aiuti ai lavoratori alle imprese, a seguito dell'emergenza Covid. Dico finalmente, non mi è certo scappato l'avverbio, perché ha certo ragione parte dell'opposizione a dire che si poteva fare prima e di più e forse si poteva fare anche meglio, ma non è certo un artificio retorico ricordare che questa esperienza che ci è arrivata sulla testa con una velocità da Flash Gordon e che ha assunto delle proporzioni gigantesche, è stata una sciagura per l'intero pianeta, e tutti i Governi di qualsiasi orientamento politico hanno avuto difficoltà persino a capire di che cosa si trattasse. Certo, pur essendo noi all'opposizione del Governo nazionale di cui il PD è anima e cervello, ci siamo sforzati di capire la gravità e l'eccezionalità del momento e abbiamo agito con senso di responsabilità istituzionale, lo stesso senso di responsabilità spero di trovare oggi in quest'Aula, ove il provvedimento della Giunta si confronta con la maggioranza e con le opposizioni e ove spera di trovare i miglioramenti, perfezionamenti, correzioni, nei limiti del possibile. Si poteva fare prima? Certo, e prima avrebbe fatto la nostra Giunta regionale se i provvedimenti del Governo nazionale, i bazooka armati con polvere da sparo bagnata, fossero arrivati anch'essi prima. Se i decreti denominati "aprile" non fossero stati approvati a luglio e se gran parte dei provvedimenti non fossero rimasti nelle sabbie mobili della burocrazia nazionale che, e giova ricordarlo, è tanto più forte quanto più debole è la politica. Ma ho detto: "Non voglio fare polemica con il Governo nazionale, non ci interessa la politica del 'tanto peggio tanto meglio'." Quello che a me preme è in primo luogo esprimere un motivato e non obbligato plauso alla creatività del nostro Governo regionale, il primo che ha intuito dove andare a pescare risorse, il primo ad aver capito che il fulcro della crisi è nel dare assistenza ai lavoratori ed alle imprese, per bypassare il biennio di recessione che inevitabilmente ci attende. Il lavoro dell'assessore Zedda, dell'assessore Fasolino e il coordinamento attento e saggio della Presidenza della Regione, sono un modo di lavorare cui va il mio favore e credo quello del mio Gruppo politico e dell'intera maggioranza e credo anche di parte della minoranza. Sarebbe bello, se in uno sforzo di onestà intellettuale ci fosse un plauso delle opposizioni, ma soprattutto quello che vorrei che fosse chiaro nel bailamme di opinioni, commenti, precisazioni e notizie, soprattutto false, è che il mio partito è al fianco dei commercianti, delle imprese, soprattutto delle micro imprese e piccole imprese, degli artigiani, dei ristoratori, degli albergatori e dei lavoratori che nel commercio e nelle piccole imprese trovano realizzazione e sostentamento.

Queste realtà sono la colonna vertebrale della Sardegna, sono l'anima stessa del territorio che immodestamente ma orgogliosamente cerchiamo di rappresentare, la Sardegna oggi è a un bivio, sta a noi capire che questa crisi rappresenta il punto di svolta per scegliere un nuovo modello di sviluppo da qui per i prossimi cinquant'anni, e a noi spetta orientare l'isola verso un futuro più moderno e più innovativo della prospettiva asfittica e retrograda che il centrosinistra sta disegnando per il Paese. Dico anche questo senza alcun intento polemico, ma solo allo scopo di coinvolgere i colleghi in Sardegna. Noi dobbiamo fare un salto più lungo, dobbiamo fare della nostra arretratezza un motivo che ci spinga a riformare il tutto per farci saltare più lontano. Il fatto di non avere grandi sistemi produttivi novecenteschi da tutelare e dove proiettarci in un'economia blu e verde, in cui il turismo, servizi, cultura, università, e innovazione siano l'obiettivo, questo salverà le capacità del nostro popolo, la loro attitudine ai commerci, alla produzione di pregio, alle tradizioni artigiana e manifatturiera. Saremo in Europa solo se sapremo essere profondamente provinciali, la crisi del Covid ha messo in luce i principali problemi, mancanza di paracadute, lentezza della macchina statale, divisione della società da chi è garantito dallo stipendio e chi se non lavora non mangia. Il Covid ha messo in luce le pecche della macchina sanitaria, la necessità di investire e molto nelle università e nella ricerca, ha mostrato la nostra interdipendenza. Bene, dunque questo disegno di legge è fatto da chi capisce i bisogni e chi ha ascoltato il territorio.

Il disegno di legge ha un impianto molto buono e misure che danno alle imprese e ai lavoratori un sostegno mirato ed efficace, ma lo dico alla Giunta regionale come a tutta l'Aula, dobbiamo prepararci a scenari più foschi. Molte attività dopo l'estate non saranno in grado di andare avanti, ed è lì che dovremo reinvestire e reinventare la nostra società per evitare un tracollo sociale.

Utilizzare questo periodo di crollo della domanda per modernizzare ed adeguare il sistema pubblico e aiutare quello privato a rimodularsi e a reinterpretarsi.

Per questo chiedo sin da ora alla Giunta e ai colleghi di maggioranza e anche a quelli delle opposizioni, perlomeno ai più sensibili, che il Consiglio avvii una sessione interamente dedicata alla discussione di un nuovo modello di sviluppo, Assessore, che tenga conto delle criticità emerse in questi mesi e del mutato scenario economico internazionale. É importante cominciare a discuterne e mettere nero su bianco un Masterplan di idee. Auspico comunque una approvazione rapida e costruttiva perché i sardi, le nostre imprese, la nostra società non può attendere ulteriormente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cesare Moriconi. Ne ha facoltà.

MORICONI CESARE (PD). È un tema complesso, come gli altri che stiamo affrontando in questo periodo, in cui lo sforzo collettivo dentro il Consiglio e fuori dal Consiglio è cercare di razionalizzare un ragionamento per attenuare gli effetti della crisi, e penso che l'impostazione non possa essere concentrata sui meriti propri di ciascuno e sui demeriti degli altri, la colpa è sempre degli altri, i meriti sempre di se stessi, penso che sia un errore nell'approccio del ragionamento e penso che tutti insieme, dentro e fuori da questo Consiglio, invece occorra ragionare provando ciascuno a dare il proprio contributo in una discussione difficile, perché l'emergenza è di tutti, è stata a tutti i livelli, ed evidentemente ha trovato tutti impreparati. E' allora uno sforzo in termini di maturità, in termini di livello culturale, di responsabilità non ordinaria, è straordinaria, eccezionale, esattamente così come l'emergenza, e nel compiere uno sforzo di questo tipo non richiamo, per le ragioni di cui ho detto prima, i meriti della opposizione nel favorire la ricerca delle soluzioni sin dall'inizio di questa crisi, dico che occorre guardare molto avanti e meno indietro, indietro certo per evitare di compiere gli stessi errori del passato. Più volte noi lo abbiamo detto nei contributi ai dibattiti di queste settimane, che lo sforzo che noi stiamo chiedendo alla Giunta perché lo offra al Consiglio, e lo offra all'intero sistema economico regionale, è di aiutare a costruire e a rappresentare bene e meglio una visione, che sia la più ampia possibile, e che abbia una capacità di prospettiva strategica, per rendere efficaci le misure, gli strumenti legislativi e i provvedimenti che si stanno adottando. Va bene, ci passiamo sempre ogni volta, e questa volta ci passiamo ancora di più, nel ragionamento della necessità delle semplificazioni, della delegificazione, della necessità di accelerare le imprese, della spesa, e di ragionare sullo sviluppo in una prospettiva che consideri lo sviluppo obbligato a passare nel breve, nel medio e anche nel lungo termine, e per questo noi ogni tanto ci richiamiamo a delle riflessioni più ampie, perché non sono assolutamente scollegate dalla discussione di oggi, e che obbligano la Giunta e il Consiglio a ragionare anche in termini di prospettiva. Poco fa Schirru diceva del nuovo modello di sviluppo, non basta annunciarlo, serve calarsi, e ci si cala nel ragionamento anche attraverso questi provvedimenti, perché dare una prospettiva in termini di visione strategica e di sviluppo, ragionando sui temi più ampi, che sembrano lontani dalle discussioni di oggi, ma invece sono vicini, come gli investimenti infrastrutturali e gli strumenti finanziari che oggi sono a disposizione, io penso che non sia allontanare la discussione, penso che sia compiere lo sforzo per contestualizzare anche i provvedimenti che noi stiamo andando a discutere oggi, questi giorni. Allora manca, secondo il nostro punto di vista, uno sforzo alto, qualificato, finalizzato al coordinamento delle misure che, a livello nazionale e a livello regionale, si stanno adottando e sono state adottate, questo non ci consente di fare una valutazione degli effetti e dell'efficacia anche della proposta di cui oggi si discute in questo Consiglio. Manca questo ragionamento, manca una valutazione dell'impatto delle misure di cui si sta parlando oggi. Delle 104 mila imprese, Assessore, quante sono andate in lockdown, quante di queste 104 mila, ognuno di noi si è fatto il calcolo, abbiamo un'idea, probabilmente il 40, 50, 60 per cento, allora delle 104 quante sono? Sono 60 mila, più o meno? Ecco di queste 60 mila, dei 200 e rotti, quasi 300 mila lavoratori che lavorano nel sistema delle imprese, quanti sono andati in lockdown, e quanti di questi stanno riprendendo e potranno riprendere la loro attività, adesso, nel momento in cui gli sforzi sono compiuti per rilanciare l'impresa, l'attività lavorativa. Quanti lavoratori sono stati beneficiati e con essi le imprese della cassa integrazione? E quanti coloro i quali hanno potuto beneficiare delle sovvenzioni da 600 euro? Mettiamo in fila questi dati, per comprendere anche quanto questi si sono sommati e hanno potuto secondo una logica coordinarsi con le misure che sono intervenute per via dei diversi decreti, quali quello Cura Italia e anche quello Rilancio. Allora quali e quante imprese hanno potuto beneficiare del contributo a fondo perduto dall'articolo 24 di quel decreto? Quante sono e a quanto ammontano le cifre che sono andate a favore di queste imprese a contenere gli effetti della crisi? Qual è l'impatto del credito d'imposta sui canoni di locazione? Oppure l'esenzione IRAP dell'ultima rata dell'anno scorso e della prima di quest'anno. Quante imprese sono all'interno di questi benefici e quante ne sono escluse. I 18 milioni dell'articolo 8 di questo disegno di legge a quanti lavoratori sono rivolti? ASPAL ci dice che i lavoratori dipendenti stagionali a cui si riferisce l'articolo 8 sono, secondo una stima, circa 60 mila, non lo so Assessore se sono circa 60 mila, se fosse così, i 60 mila che divisi per categorie, così come sono stati individuati nell'articolo 8, e cioè quelli esclusi dalla filiera turistica ai quali vanno i 600 euro per due mesi, quelli della filiera turistica a cui vanno i 1000 euro per tre mesi, quell'intermittenti per due mesi e quelli domestici di 600 euro per due mesi, a quanto ammontano ciascuno di essi? Per fare quale somma? Per capire se rispetto ai 60 mila di cui ASPAL parla, i numeri sono di gran lunga inferiori, quanti sono inclusi, quanti sono esclusi? Perché sennò se fossero tutti da soddisfare i milioni di cui avremmo bisogno solo per il soddisfacimento dell'articolo 8 sarebbero 136 milioni. I 15 milioni che si sommano agli altri 15 milioni dell'articolo 7 della 8 di questo stesso anno, a quali imprese vanno a finire? Quali verranno ristorate? E quali sono le imprese beneficiarie che potranno accedere al fondo dei fondi? E come queste misure si coordinano tra di loro? E allora queste sono domande che hanno la necessità non di una risposta in quest'Aula per poter rassicurare o per poter rappresentare una posizione della Giunta, ma perché la risposta a questi quesiti, a queste domande, è una risposta che aiuta a comprendere quale razionalità si sta seguendo nella spendita di queste risorse, che così come dice bene il collega Comandini sono risorse insufficienti a soddisfare un fabbisogno che evidentemente è molto più ampio.

Allora io, Assessore e colleghi, penso che così come in tutti questi mesi, che sono stati drammatici, e lo sono ancora e lo saranno di più probabilmente dopo l'estate, io penso che l'opposizione, noi almeno, non ci tireremo indietro dal fornire il migliore e più qualificato contributo possibile, ma io credo che, al di là di quale che sia l'approccio di ciascuno di noi, ciò che serve è fare in modo che non soltanto queste risorse vengano spese bene, ma vengano spese all'interno di una visione più ampia e strategica dell'impegno, del programma, del progetto, degli obiettivi che questo Consiglio si prefigge, e credo che non sia sbagliato ragionare articolando ai margini di questa discussione, accelerare la discussione delle altri questioni che aiutano a comprendere con quale efficacia i prossimi mesi noi potremo intervenire per fare in modo che sul settore degli investimenti infrastrutturali, degli investimenti anche sul sistema sanitario, e anche sulle risorse che potremo recuperare dalla revisione dell'accordo che è stato stipulato nel novembre scorso con lo Stato, recuperare quelle risorse che ci servono per poter rilanciare una sistema economico che va in crisi adesso per via dell'emergenza sanitaria, ma che ha bisogno di essere rilanciato con molte più risorse di quelle che invece oggi sono a disposizione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Grazie Presidente, io ho ascoltato con attenzione in particolare gli interventi dei colleghi dell'opposizione che hanno parlato prima di me. E ho avuto modo di ascoltare quanto loro hanno detto con riferimento sia alla qualificazione della legge, che al momento nel quale questa legge arriva in Consiglio regionale, e in particolare sono state due le osservazioni che mi hanno colpito quelle di chi ha parlato di legge quadro con ironia e quella di chi appunto ha detto che siamo fuori tempo massimo. E su queste due considerazioni io vorrei proporre il mio punto di vista nel dibattito di quest'Aula. Questa, avete detto cari colleghi dell'opposizione, non sarebbe una legge quadro, sarebbe una legge cornice perché contiene molti provvedimenti; è vero io da questo punto di vista voglio ringraziare a nome mio personale e del Gruppo che rappresento il grande lavoro svolto dall'assessore Zedda che non si è risparmiata in questi mesi nel confronto con l'Aula, con le Commissioni, con i Gruppi di maggioranza e di opposizione e con le organizzazioni che sono state ascoltate nelle sedi e nelle articolazioni del Consiglio regionale, e i cui punti di vista sono stati raccolti proprio in questo disegno di legge. Allora, parliamo un po' della cornice all'interno della quale si inserisce questo provvedimento, perché voi avete parlato di legge che arriva fuori tempo massimo, eppure il primo provvedimento che quest'Aula ha approvato in materia di misure urgenti a favore di un settore in crisi, che era quello del turismo, è stato proprio la legge numero 8 del 9 marzo 2020, approvata in questo Consiglio regionale appena una settimana dopo le dichiarazioni del sindaco di Milano, piuttosto che del Presidente della Regione Lazio Zingaretti, che prendevano aperitivi, invitavano a combattere il vero nemico, che allora consideravano essere il razzismo, è stato in quest'Aula, in piena emergenza coronavirus, questa maggioranza e questo Consiglio regionale non hanno sottovalutato, come è stato fatto invece da altre parti d'Italia, l'emergenza sanitaria e i suoi riflessi sul piano economico e sociale. Questo iniziamo col dirlo, che il primo provvedimento mentre gli altri prendevano gli aperitivi e facevano i fenomeni, passatemi l'espressione, sui social in quest'Aula si discuteva di misure a favore del settore delle imprese che operano nel settore del turismo con una dotazione di 15 milioni di euro, che con questo provvedimento legislativo avviene addirittura incrementata di una cifra equivalente 15 milioni più altri 15 milioni. Sempre in quest'Aula, sempre in questo Consiglio regionale è stato approvato un provvedimento da 120 milioni di euro per le famiglie sarde con dotazioni di bilancio regionale. Io questo aspetto l'ho sottolineato anche nel corso dell'intervento dell'ultima seduta del Consiglio regionale, stiamo parlando di interventi finanziati con le risorse del bilancio regionale della Sardegna; 120 milioni di euro per le famiglie sarde, la legge numero 12. Ecco qual è la cornice che allora dobbiamo ricostruire quando guardiamo al quadro, questa è la cornice, quella dei provvedimenti che sono stati approvati dal Consiglio regionale. L'8 luglio scorso la variazione da 40 milioni di euro anche in quel caso con risorse del bilancio regionale che vanno a costituire il cosiddetto fondo di fondi e una dotazione finanziaria da 200 milioni di euro per le imprese. Allora, quando parliamo di cornice, forse è bene che in quest'Aula, per il rispetto che dobbiamo al popolo sardo che rappresentiamo, abbiamo anche l'onestà di ricordare quei provvedimenti che anche nei momenti più drammatici dell'emergenza sanitaria questo Consiglio regionale è stato capace di approvare e che è stato capace di approvare mentre qualcuno prendeva aperitivi e mentre qualcun altro faceva conferenze stampa promettendo potenza di fuoco, miliardi di euro a favore delle imprese, soldi che gli imprenditori e molte categorie della nostra società hanno aspettato e che ancora invece non hanno visto.

Certo condivido le osservazioni di chi ha parlato di senso di responsabilità delle opposizioni quando queste hanno rinunciato a mettere in pratica azioni ostruzionistiche nei confronti dei provvedimenti che ho citato prima, e ci sarebbe mancato altro, mi sarei davvero stupito se le forze di opposizione, solo per fare un dispetto alle forze di governo regionale, si fossero messe in testa di rallentare il processo che ha portato poi all'approvazione dei provvedimenti necessari per la Sardegna e per il popolo sardo. Da questo punto di vista ritengo che abbiate fatto né più né meno del vostro dovere. Poi anche io da qua consigliere regionale di maggioranza mi accorgo della differenza fra chi in quest'Aula vuole solo dire di no a tutto, e quindi si candida a un ruolo di opposizione ostruzionistica, e chi invece formula anche delle proposte che con ragionevolezza e buonsenso dobbiamo avere la capacità di ascoltare.

Per quanto riguarda invece questo provvedimento, cioè il contenuto di questo provvedimento, io credo che ci siano alcuni elementi che devono essere messi in evidenza, alcuni sono già stati richiamati con efficacia dal relatore e dal Presidente della seconda Commissione l'onorevole Marras, però in particolare io credo che debba essere richiamato l'intervento da 18 milioni di euro a favore dei lavoratori stagionali o dei 65 milioni di euro del cosiddetto Fondo resisto o dei 15 milioni di euro che vanno a incrementare la dotazione dell'articolo 7 della legge numero 8, gli interventi in materia di trasporti, e qui in questo senso voglio ringraziare per il lavoro svolto l'assessore Todde che vedo in aula, o quelli in materia di agricoltura che hanno comunque consentito di intervenire su impianti normativi che dovevano essere adeguati rispetto all'emergenza economica e sociale determinata dall'emergenza sanitaria Covid. E allora quando parliamo di questo provvedimento legislativo parliamo di un provvedimento legislativo da 162 milioni di euro, che si sommano ai 200 del Fondo BEI, che si somma ai 120 milioni per le famiglie, che si sommano ai 15 milioni di euro che sono stati dati a marzo con la legge numero 8. Ecco allora quando vogliamo portare avanti anche in quest'Aula e di fronte all'opinione pubblica un ragionamento e un dibattito serio, secondo me noi dovremmo avere il coraggio di riconoscere tutti questo un dato di partenza, tutti questo elemento nel quale nessuno può sfuggire e nessuna polemica, guardate, può essere capace di intaccare questi dati che sono inconfutabili, neanche quelle più strumentali. Onorevole Moriconi, lei ha parlato di una difficoltà di coordinamento di queste norme con quelle che compongono il quadro normativo nazionale degli aiuti, io le posso dire che da questo punto di vista credo che bene abbia fatto il Consiglio regionale, che bene abbia fatto la Giunta regionale a non inseguire i ritardi del Governo nazionale, a rimboccarsi le maniche, a utilizzare le risorse del nostro bilancio, per dare quelle risposte che il Governo nazionale non è stato capace di dare, per dare quel supporto e quell'aiuto al popolo sardo che il Governo nazionale non è stato capace di dare. E allora io credo che certo sarebbe stato meglio intervenire in un quadro normativo nazionale definito ma siccome così non è, siccome come ricordava bene anche l'onorevole Schirru, al di là delle conferenze stampa, dei decreti e degli annunci e gli aiuti promessi non sono arrivati, bene ha fatto il Governo regionale della Sardegna, bene ha fatto il Consiglio regionale della Sardegna, a non perdere tempo, a non aspettare i ritardi del Governo Conte e a provvedere con le risorse che abbiamo. E del resto il riconoscimento che la Sardegna è la Regione che più di tutte ha investito in aiuti per l'emergenza derivante dal coronavirus ci è arrivato non da un consigliere di maggioranza o da un sostenitore della coalizione di governo ci è arrivato proprio dal "Sole 24 Ore" è quello è un riconoscimento oggettivo, così come oggettivi sono i dati che ho indicato prima, e che riguardano le risorse che sono state messe a disposizione dei sardi dal bilancio regionale. E se guardate quelle sono misure insufficienti rispetto allo tsunami economico che quell'emergenza sanitaria ha provocato e provocherà sulla Sardegna, sull'Italia, sull'Europa e sul mondo, beh io posso dire che in quest'Aula con orgoglio possiamo dire che noi siamo la Regione che più di tutte ha investito risorse e risorse proprie per aiutare la propria gente, il proprio popolo, le proprie comunità per far fronte a questa emergenza. E quando ci dite che ci sono provvedimenti intrusi, io rivendico invece con orgoglio che noi abbiamo avuto, che la Giunta regionale abbia avuto la capacità di guardare attraverso questo disegno di legge, anche ai riflessi negativi che l'emergenza sanitaria ha prodotto su settori, penso per esempio allo sport, dei quali nessuno ha parlato. Ribadisco ancora l'intervento sui lavoratori stagionali anche quelli abbandonati, lasciati soli ma ce ne sono davvero tanti. Io so che il dibattito sarà ricco di interventi e quindi sono sicuro che i miei colleghi sapranno mettere in evidenza gli aspetti migliori di questo…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). …lo faranno meglio di me. Io credo che questo Consiglio regionale oggi e nei giorni a seguire abbia la possibilità di discutere una buona legge che mette in campo risorse importanti, 162 milioni di euro sono risorse importanti, lo fa con soldi del bilancio regionale e questa è la strada che il Consiglio regionale e la Giunta regionale hanno intrapreso per far fronte ad un'emergenza che non ha precedenti nella storia. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Parlare dopo l'onorevole Saiu potrebbe essere semplice oppure difficile a seconda del tipo di intervento che un consigliere regionale vuole fare all'interno di quest'Aula, semplice se volesse cadere nell'ottica dello scontro, della contrapposizione, dell'ulteriore dialettica fine a se stessa tra maggioranza e opposizione, difficile se un consigliere regionale invece volesse entrare nel merito dei temi perché il merito dei temi è quello per cui quest'Aula oggi è convocata, è quello per cui quest'Aula, pur in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, prova a dare delle risposte con la responsabilità che le opposizioni stanno ponendo in essere all'interno di questo consesso per provare a velocizzare anche le risposte da dare al di fuori di quest'Aula. Perché, badate, poco importa alle imprese se un tizio o un politico si è preso un aperitivo da una parte o se l'altro l'ha fatto al (…), quello che importa alle imprese è che oggi le risorse che sono arrivate nelle loro casse sono davvero estremamente ridotto, che la difficoltà economica e la crisi economica che si sta vivendo al di fuori di questo Consiglio regionale impone uno scatto d'orgoglio e di responsabilità a tutta la classe politica, e impone a quest'Aula il messaggio che è ora di finirla con le contrapposizioni fini a se stesse, con gli insulti, con le situazioni che si vogliono fare emergere per porre in difficoltà l'altro. Quest'Aula deve dimostrare che è consapevole di dare delle risposte importanti in tempi utili alle imprese, alle famiglie e ai disoccupati che in questo momento stanno soffrendo, che in questo momento stanno soffrendo. E sarebbe semplice se dovessimo andare a discutere solo ed esclusivamente delle questioni che hanno visto dibattere anche la Giunta regionale in forte contrapposizione con altri organi dello Stato sui ritardi che sono in capo a chi o sono in capo a chi. Noi invece vogliamo discutere sulle risposte di cui quest'isola ha bisogno per provare a risollevare l'economia, per provare a dare quel messaggio al piccolo imprenditore che in questo momento ha la serranda già mezzo abbassata, se non ce l'ha del tutto abbassata. E allora c'è bisogno di maggiore responsabilità, la responsabilità che questa opposizione sta dimostrando nell'avere approvato il bilancio, per avervi consentito di approvare il bilancio in tempi record, avervi consentito di approvare le misure che talvolta neanche condividevamo, però l'abbiamo fatto per il rispetto che dobbiamo ai sardi, per il rispetto che dobbiamo alle imprese e ai disoccupati. E ora sentire ancora che c'è una contrapposizione tra Regione e Governo, tra maggioranza e opposizione è davvero banale, è davvero banale. Credo che ci sia bisogno di innalzare il livello di confronto politico all'interno di quest'Aula perché questo ci stanno chiedendo fuori da qui, ce lo stanno chiedendo anche provando a non rinfacciare all'opposizione che questo provvedimento non è stato ancora approvato per i ritardi. Per i ritardi di chi? Se è entrato quattro mesi dopo l'approvazione in Giunta, se è stato approvato in cinque giorni in Commissione, e stiamo discutendo in maniera estremamente responsabile, così come è stato già detto in precedenza dall'onorevole Comandini, dall'onorevole Moriconi, provando a modificare in meglio, perché siamo consapevoli che le risorse in questo momento non sono illimitate, che i problemi al di fuori di questo Consiglio regionale siano tanti. Quello che stiamo provando a fare, il ragionamento che stiamo provando a portare all'interno di quest'Aula è, considerato che le risorse non sono illimitate, possiamo provare attraverso uno studio economico serio, un quadro economico serio, ad individuare quali sono i settori che sono maggiormente colpiti da questa crisi? Perché ci sono risorse stanziate totalmente insufficienti per affrontare la crisi di alcuni comparti che meritano maggiore attenzione. Penso a tutto il mondo delle feste per esempio o degli spettacoli dal vivo, il mondo delle feste in questa normativa ad oggi ha un milione di euro stanziato ed è totalmente insufficiente per affrontare quelle determinate peculiarità di crisi economica che stanno vivendo. Oppure possiamo pensare al mondo del turismo, perché ci possiamo girare quanto vogliamo, assessore Chessa, però l'affermazione che è stata fatta in precedenza che la campagna pubblicitaria promozionale del turismo in Sardegna sia in netto ritardo e con risorse esigue è sotto gli occhi di tutti, non è ancora partita. Ci sono interi settori turistici che rischiano il collasso. Non possiamo entrare in contrapposizione con chi ci dice che ci sono dati impietosi sul mondo del turismo, anzi dobbiamo ascoltare quel mondo, perché quello che ci hanno chiesto le organizzazioni sindacali quando si sono sedute in Commissione di fronte a noi, quello che ci hanno chiesto i sindacati del comparto agricolo, quello che ci hanno chiesto i sindacati del mondo dell'artigianato, del commercio è "ascoltateci", perché solo attraverso un confronto si possono individuare quelle soluzioni che possono risollevare le sorti di quest'isola. Invece anche questa volta la lamentela più forte che è stata fatta all'interno delle Commissioni riunite in seduta congiunta non è stata ascoltata, ci state ascoltando solo successivamente, successivamente il fatto di aver preso voi le decisioni. Quando prima, in precedenza, qualche collega dell'opposizione poneva delle domande specifiche, ossia qual è il quadro economico da cui avete preso spunto per stanziare queste risorse, qual è la via che volete che si discuta, che si prenda in Sardegna per risollevare le sorti economiche e sociali di questa terra. Ad oggi quello che ci pare è che ci siano una serie di provvedimenti che, per carità, sono importantissimi quando danno risposte immediate alle persone, ma lo sono meno se non riescono ad incidere nella misura in cui sono stanziate quelle risorse. Cioè noi rischiamo ad oggi distanziare più di 160 milioni di euro e di non avere l'effetto che noi desideriamo, l'effetto di far ripartire un tessuto sociale ed economico, questo noi diciamo. Proviamo allora ad aprire gli orizzonti, proviamo ad uscire dal mero scontro politico, lo dico anche alle forze di maggioranza più responsabili, proviamo a costruire un modello di Sardegna al di là delle differenze politiche che sia in grado di affrontare la crisi economica che purtroppo non è terminata allo stato attuale, ma ho la paura che il peggio debba ancora arrivare, perché ho la paura che gli effetti di questa pandemia, da un punto di vista economico, non li abbiamo ancora visti tutti, perché oggi c'è ancora qualche imprenditore che prova a risollevare le serrande. Però se sbagliamo gli interventi, se parliamo con supponenza, se non ci confrontiamo con il mondo reale e lo facciamo soprattutto in tempi utili, perché i tempi utili non sono quelli della burocrazia attuale che dà risposte tra vent'anni, ma sono quelli che danno risposte immediate alla crisi economica, badate, quello che sta succedendo fuori da quest'aula è solo l'antipasto di quello che potrebbe succedere. Allora proviamo a confrontarci, proviamo a confrontarci anche sui tempi di spendita degli interventi che sono stati posti in essere, perché se dovessimo controllare adesso, ad oggi, il fondo BEI, potremmo tranquillamente controllare che neanche un euro è stato speso, se dovessimo controllare tutte le altre risorse economiche che sono state stanziate, probabilmente i risultati di tutte quelle risorse, tranne appunto la legge numero 8, quella sul turismo, non darebbero i risultati che noi ci aspettavamo o che voi vi aspettavate. Allora dovremmo provare a confrontarci, e lo abbiamo fatto anche come Gruppo di LEU provando a scrivere un emendamento in tal senso, l'aveva fatto tutta l'opposizione in precedenza, sulla questione del Recovery Fund, dove ci sono ingenti risorse che potrebbero arrivare alla Sardegna, però c'è bisogno di una spinta collettiva da parte del Consiglio regionale, c'è bisogno di una progettazione, di un'idea di Sardegna dove voler recuperare anche queste determinate risorse, perché è questo quello che dovrebbe fare la politica, al di là dei piccoli scontri che talvolta qualche Consigliere, anche in questa occasione, vuole porre in essere, noi no, vogliamo che quel bazooka, che il Presidente aveva annunciato, non sia caricato a salve, vogliamo che quel bazooka che il Presidente della Regione ha annunciato, e ci dispiace che non sia presente anche oggi all'interno di quest'Aula, dia quelle risposte economiche che siano soddisfacenti per le esigenze dell'Isola, che siano soddisfacenti per tutte quelle famiglie che oggi chiedono aiuto, sostegno, e lo chiedono in tempi umani non in tempi della burocrazia; è su questo che ci vorremmo confrontare. Sui temi entreremo, c'è l'occasione di discutere su ogni articolo, su ogni emendamento, e lo faremo, provando a migliorare questa legge, ove naturalmente anche la maggioranza ci dia l'opportunità di fare.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente, saluto la Giunta, le colleghe, i colleghi. La legge arriva con forte ritardo, indubbiamente, tanto che il provvedimento, è stato detto, è stato annunciato e approvato in Giunta a Pasqua, siamo a metà luglio e stiamo discutendo solo oggi il provvedimento, tanto che questo ritardo ha comportato lo stravolgimento di alcune norme, perché nel frattempo dal Governo nazionale è arrivato un testo che aveva degli interventi, addirittura in alcuni articoli identico Persino nei termini usati rispetto al testo presentato dalla Giunta. Ma, al di là dell'aspetto temporale dell'aver annunciato e poi presentato in ritardo, l'elemento di maggior preoccupazione è dato dal fatto che, in alcuni casi giustamente, perché non sarebbe sufficiente il singolo articolo che riguarda il singolo provvedimento, ma in moltissimi casi ogni articolo rimanda, rinvia a deliberazioni, regolamenti, insomma, una serie di successivi atti che mi auguro siano già pronti, perché al ritardo per quanto riguarda alcune categorie in difficoltà non si può aggiungere un ulteriore ritardo dato dall'approvazione di ciò che poi consentirà realmente la spesa. Ma il ritardo non è frutto del caso, è l'elemento che segnalavano prima i colleghi, dico colleghi perché sono intervenuti solo colleghi uomini, le colleghi interverranno dopo, i colleghi dell'opposizione, cioè l'aver atteso e voluto mettere in una norma, in una legge tanti e tanti articoli, ha determinato che le questioni di priorità siano state né più né meno cancellate e si sia andato nel risolvere, intervenire, dare una mano d'aiuto, e su questo tutti noi siamo concordi nel sostenere gli aiuti rispetto ai bisogni e alle esigenze che stanno al di fuori di quest'Aula, ma è proprio l'aver sottovalutato, non valutato, non considerato che i settori produttivi son diversi e che all'interno di ogni singolo settore vi sono vicende più drammatiche di altre. Suggerisco di interrompere questo meccanismo di voler avere un testo che riguardi tutti, o quasi tutti, perché poi vi sono imprese che non hanno operato, hanno chiuso, o lavoratrici e lavoratori che non hanno lavorato, non lavorano e non lavoreranno, e mentre vi sono categorie, imprese che hanno la possibilità, nonostante le difficoltà economiche, di poter attendere qualche giorno, settimana in più, vi sono altri per cui quell'attesa diventa drammatica. Io so che non è una volontà esplicita, un desiderio quello di rallentare, di non voler dare risorse, ma nel rincorrere le esigenze di tutti, alla fine il più debole soccombe, questo nel voler dare un contributo di metodo, e perché poi alla fine si deve correre ai ripari nel voler metter tutto tanto da aver dovuto cambiare diverse norme perché nel frattempo è intervenuto il Governo, che, sì, è intervenuto in ritardo, ma è intervenuto prima di noi, e noi, a differenza di altre regioni, siamo intervenuti con forte ritardo, perché ricordo che un provvedimento simile, successivamente ne sono stati adottati altri, almeno per alcune categorie, è stato adottato dall'Emilia Romagna a marzo, non in tutte le direzioni, non per tutte le categorie, ma in molti casi è stato fatto un intervento in questa direzione. E tanto siamo stati brutti e cattivi noi dell'opposizione che vi abbiamo ricordato, noi, dell'accordo siglato con i sindacati a marzo, che avete né più né meno dimenticato, e giusto per non farvi fare una figuraccia, ma soprattutto per non lasciare al passo tante categorie di imprese, di lavoratrici e lavoratori, avete dovuto correggere il testo in corso d'opera; e va beh, tutto sommato qualche volta saremo pur cattivi noi dell'opposizione, però non è un caso che quando vi diamo dei consigli per corregger leggi, le leggi vanno in porto e poi determinano dei benefici all'esterno, quando andate dritti per la tangente senza ascoltare nessuno vengono sistematicamente impugnate dal Governo, vedasi l'altra illusione recente, quella della possibilità di permanenza dei chioschi dodici mesi l'anno, confondendo persino gli aspetti paesaggistici, per cui adesso i chioschi stavano smontando, mettendo ulteriormente in crisi un sistema. L'altro elemento è quello dato dall'assenza della strategia più generale, lo diceva prima l'onorevole Moriconi. Badate, ad agosto viene meno il divieto di licenziamento e c'è un serio rischio, non è un caso che si stia discutendo a livello nazionale, anche con una dinamica di scontro tra le forze politiche, sulla proroga delle restrizioni e delle limitazioni fino a dicembre, la sottovalutazione dell'aspetto legato alla possibilità che il virus si riproponga in autunno e inverno, cioè questo elemento che quasi viene cancellato determina un'illusione di aver con alcuni provvedimenti soddisfatte esigenze, e la realtà, ci auguriamo di no ma la realtà potrebbe essere più drammatica di quel che noi immaginiamo, indubbiamente, sicuramente, i dati economici dicono che rispetto alla crisi che morde in tutto il mondo, e anche nel nostro Paese, noi ci collochiamo in una situazione peggiore dal resto del Paese, su questo bisogna anche interrogarsi, perché quei dati che venivano citati prima de Il "Sole 24 Ore" sono dati drammatici, perché sono i dati che sistematicamente il "Sole 24 Ore" da di noi, ma non da quando ci siete voi, ma da quando esiste questa Regione, cioè è la Regione che, dati del "Sole 24 Ore", investe di più in sociale, e non per servizi sociali, ma per aiuti economici a coloro che sono in difficoltà e hanno bisogno, che sta a significare, né più né meno, che siamo all'interno di un contesto economicamente debolissimo e fragilissimo, poi, per carità, è giusto dire, "però, a fronte di quelle esigenze e quei bisogni noi mettiamo risorse a correre per dare una mano d'aiuto a coloro che soffrono, ma se viene vista come una medaglia si perde il senso di quel ragionamento e di quell'aspetto drammatico che quei dati ci pongono, che dovrebbero porre alla nostra attenzione, è la patologia del sistema economico della nostra Isola, non è la soluzione o la risposta. L'altro aspetto sul quale vorrei soffermarmi, entreremo poi nel dettaglio nel corso del dibattito su ogni singolo articolo che riguarda il sistema economico produttivo lavoratrici e lavoratori, e il nostro comportamento, come Giunta, Presidente, quanto danno ha arrecato all'economia turistica tanto da determinare 4 punti percentuali in più di PIL negativi rispetto al resto del contesto italiano. Si è per 2-3 mesi parlato di corbellerie inesistenti, delle quali non c'è traccia, e dal passaporto sanitario siamo passati all'autocertificazione, cioè dall'elisir di lunga vita alla dichiarazione di sana e robusta costituzione autocertificata. Penso che su queste cose, proprio perché le parole sono importanti e qualche volta possono nuocere ad un'intera terra, si debba riprendere in mano il filo del ragionamento individuando le priorità e cercando di mettere a correre anche maggiori risorse per coloro che non lavoreranno nei mesi successivi e probabilmente non inizieranno a lavorare neanche nei primi mesi dell'anno prossimo, augurandoci che riprenda la pandemia, tenendo conto che vi è una diffusione del virus in alcuni Stati del mondo, in alcuni Stati Uniti del mondo che pesano per centinaia di milioni di abitanti, che è totalmente fuori controllo.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Zedda.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ho chiuso, Presidente. Insomma analizzare con attenzione il contesto di crisi e immediatamente correre ai ripari rispetto alle emergenze che arriveranno, perché alla disoccupazione che c'era si aggiunge a quella che ci sarà e si aggiungono, purtroppo, anche tanti sardi licenziati nel resto del mondo che stanno rientrando e si aggiungeranno ai disoccupati che ci sono e che c'erano. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Se dovessimo guardare a quello che è successo nei mesi scorsi io credo che la valutazione comune che si potrebbe fare, rispetto a come è stato affrontato il tema del Covid, è a voler essere benevoli quello della sottovalutazione. Ci sono anche delle giustificazioni a questo riguardo perché non si sapeva che cosa era, non si sa ancora come curarlo, sono state fatte scelte sbagliate. Il Governo italiano ha fatto moltissime scelte sbagliate, ma in buona compagnia, perché la Spagna ormai sta rasentando il ridicolo, in Francia e in Inghilterra è successo di tutto e anche gli approcci culturali sono stati molto diversi. L'onorevole Massimo Zedda adesso ha citato l'esempio degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti affrontano anche questo problema, così come affrontano tutti i problemi, mettendo al primo posto il dato economico. Prima c'è l'economia poi viene tutto il resto. Anche il rischio di vedere morire, loro dall'inizio avevamo fatto una stima di 2 milioni di contagiati e 200 mila morti, lo hanno considerato, non entro nel merito naturalmente delle valutazioni che hanno fatto, un rischio accettabile rispetto alla tenuta del sistema economico. Come si collega tutto questo con la discussione di oggi? È evidente. A cosa serve questo disegno di legge? Serve a dare un sostegno all'economia. Supporta i lavoratori, supporta le aziende. È sufficiente? Io credo che nessuno di noi possa seriamente pensare che un provvedimento di questo genere o qualunque altro provvedimento noi possiamo adottare possa essere ritenuto sufficiente, perché le risorse sono per definizione scarse, perché il fabbisogno è così grande. I colleghi hanno fatto molti esempi anche questa sera di settori che sono stati poco supportati o male supportati, ma io mi chiedo e vi chiedo: è realistico pensare di poter supportare tutto? Io temo che non sia possibile. Ecco, onorevole Zedda, dove riemerge il tema dell'economia. In questa fase noi non possiamo fare altro che sostenere, assistere, perché la gente ha bisogno di mangiare prima di tutto, primum vivere, poi le aziende hanno bisogno di stare, se è possibile, sul mercato. Anch'io avrei delle recriminazioni da fare perché un emendamento che il mio Gruppo ha presentato, che noi riteniamo molto fondato, è rimasto fuori, vedo che ne sono entrati altri, noi magari lo riproponiamo, vediamo se con la Giunta è possibile arrivare ad un compromesso, quindi chiederemo alla Giunta un supplemento di istruttoria per vedere che cosa si può fare. Però la verità vera è che noi dobbiamo guardare avanti, noi dobbiamo cercare di fare in modo di fare il nostro pezzo, per lo meno, perché la Sardegna, perché il suo tessuto produttivo superi questo momento, però sapendo che il mondo dopo la pandemia sarà un mondo profondamente diverso. Intanto perché la pandemia non è finita, perché i contagi di rimbalzo, onorevole Zedda, sono lì, è la verità. Fino a quando il mondo rimarrà interconnesso, e io spero che questo sia per sempre naturalmente, è probabile che tornino nuovi focolai, che ci sia una seconda, forse anche una terza ondata. Noi dovremo imparare a convivere con la pandemia, con la mascherina, cambiando i nostri stili di vita, ma soprattutto l'economia dovrà imparare a vivere in un mondo che sarà profondamente diverso, che è stato messo a dura prova dalla pandemia e potrebbero arrivare altre pandemie. Perché la realtà rispetto alla quale noi ci siamo trovati di fronte è questa, che siamo indifesi rispetto ad accadimenti di questo genere. Possiamo pensare di affrontare sempre queste situazioni con interventi di tipo assistenziale? Io penso di no, penso che sia assurdo pensarlo, penso che sia assurdo pensare che noi potremo contare sempre su un quantitative easing, su risorse per assistere le persone, perché questo non può essere! Queste risorse vengono da chi lavora, vengono dalle imprese. Ecco perché l'elemento impresa è centrale e la Regione deve attrezzarsi per essere un supporto all'economia, non il freno all'economia, ed ecco perché riemerge il tema della inadeguatezza della macchina regionale, che è venuto fuori anche quando abbiamo parlato della legge sulla BEI, e riemerge anche adesso. Perché noi possiamo stanziare tutte le risorse che vogliamo, ma se queste risorse arrivano a babbo morto, a impresa morta, non stiamo facendo nulla. Anche i ritardi che sono stati contestati nell'iter di questo provvedimento derivano in parte anche dalla confusione mentale con cui ha lavorato il Governo nazionale e dalla necessità di raccordarsi con i provvedimenti adottati dal Governo nazionale. Il tema della riorganizzazione della macchina regionale, il tema dello smart working, non vedo l'Assessore agli affari generali, ma vedo c'è il Vicepresidente della Regione. Io sono un grande sostenitore dello smart working, io penso che sia il futuro lo smart working, che molte Amministrazioni hanno sperimentato con successo, ma smart working non può voler dire no working, non può voler dire approfittarne per non rispondere, per essere irreperibile al telefono. Questo è inaccettabile! Questo è rubare lo stipendio! Questo è creare problemi alla comunità! L'altro tema, riorganizzazione della macchina regionale, l'altro tema per affrontare la situazione, utilizzare le risorse che arriveranno principalmente dall'Europa per un grande piano di infrastrutturazione della Sardegna, non per regalare soldi alla gente per non far nulla. In questa fase ci sta, però noi dobbiamo dare lavoro alla gente e utilizzare questo momento e le risorse che stanno arrivando per finalmente tirar fuori la Sardegna, e soprattutto i suoi territori interni, dalla condizione di arretratezza. Infrastrutture ferroviarie, infrastrutture stradali, infrastrutture telematiche. La banda larga, che sta andando avanti, e lo denuncio per l'ennesima volta in questo Consiglio regionale, in un contesto in cui la Regione ha un ruolo da comprimario, dove non decide, non partecipa a decidere quali aree illuminare, ma decide il privato. Una situazione surreale, in cui la Regione, a partire dalla scorsa legislatura, ha speso a 160 milioni di euro, una cifra spaventosa, per infrastrutturare la Sardegna facendo decidere però ad altri, a un privato. Allora, io credo che questa sia la direzione dove noi ci dobbiamo muovere e concludo, intanto riconoscendo ai colleghi dell'opposizione il taglio costruttivo, l'approccio costruttivo che hanno dato nell'affrontare questa partita e anche la discussione di questa sera, segno evidente della consapevolezza della difficoltà del momento che stiamo vivendo e anche, se posso così interpretare, della possibilità di affrontare i grandi temi della nostra Regione, in parte credo di averli accennati, non perché li ho detti io, ma perché sono temi ricorrenti in tutte le nostre discussioni, di affrontare insieme, in maniera costruttiva, i grandi temi della ripartenza e della ripresa dello sviluppo della nostra Regione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Devo dire che mi fa molto piacere intervenire dopo con il collega e amico Michele Cossa, perché lui non ha introdotto solo temi inerenti la "162", ma anche introdotto un ragionamento che noi stiamo cercando di fare da tempo su questioni importanti che riguardano la nostra Isola, soprattutto dopo marzo, abbiamo cercato di dirlo anche nel mio intervento introduttivo, dobbiamo capire tutti quanti, maggioranza e opposizione, che la pandemia ha cambiato le regole del gioco, ha cambiato gli approcci politici, ha in qualche modo messo in discussione quello che un anno fa poteva essere la contrapposizione politica, questa non è più possibile, è un lusso che non tutti ci possiamo permettere. E mi fa piacere quindi intervenire dopo di lui, perché quando noi diciamo che su alcuni temi che riguardavano e riguardano, purtroppo ancora ci riguarderanno per molto relativamente alla pandemia, come opposizione siamo pronti a collaborare, a lavorare e a dare il nostro contributo, è perché ci rendiamo conto che altrimenti, quando la gente sarà con i forconi sotto il palazzo del Consiglio regionale o in viale Trento, non farà distinzione di magliette o di colori, se hai la maglietta verde o la maglietta bianca o la maglietta rossa, entra in crisi la politica e quando entra in crisi la politica, io credo che tutti quanti paghiamo le conseguenze e tutti quanti le pagheremo per lungo termine. E allora, quando cerchiamo di dire che noi da marzo in poi siamo stati su questi temi disponibili, l'abbiamo fatto col bilancio, sul Fondo BEI, sulle leggi sulle famiglie e anche adesso vogliamo dare un termine costruttivo, non è per ritagliarci un piccolo spazietto, ma per cercare di capire se c'è una metodologia di lavoro che ci vuole vedere insieme a lavorare su questi temi. E' chiaro, onorevole Cossa, su questi temi Michele, perché se poi introduciamo ragionamenti che nulla hanno a che fare con la pandemia, quale il PPR, perché al Piano paesaggistico regionale poteva essere data una norma di interpretazione a prescindere dal Covid, o su temi inseriti anche in questo disegno di legge, perché anche in questo disegno di legge ci sono temi che nulla hanno a che vedere con la pandemia, Assessore, lo vedremo quando entreremo nel dettaglio, perché ci sono delle misure che vanno incontro chiaramente al momento che riguarda la pandemia, e mi riferisco ai primi 13 articoli dove c'è un chiaro riferimento alle imprese, ai lavoratori, sono ben identificate le categorie che ne hanno bisogno, però c'è tutto un altro capitolo che riguarda altri settori, caro Michele, che nulla hanno a vedere con la pandemia. Nella cornice c'è soltanto quello che riguarda un tema di carattere generale, però poi quando andiamo nel particolare ci si rende conto che è sbagliato. Potrei fare tantissimi esempi, ma proprio perché solleticato dal tuo realistico intervento, se uno legge con attenzione il disegno di legge, ci troviamo quasi, assessore Zedda, di fronte a un fatto che è colpa del Covid se non si pagano le misure del PSR, che la siccità e gli eventi naturali sono colpa del Covid, se c'è un ritardo nel pagamento dei premi della siccità 2017, e ora io credo queste sono norme che in qualche modo guardano in avanti o come si diceva ai miei, ai quei tempi, sono norme intruse che nulla ci azzeccano con questo provvedimento, come la questione dello sport o come i trasporti, ne parleremo dei trasporti in maniera dettagliata.

Perché se io devo riconoscere un contributo a un estensore di un servizio pubblico e questa mancanza di costi e ricavi, la salvaguardia del rapporto dei costi e dei ricavi, dovete, e uso il termine dovete, farlo voi per legge o è previsto nella convenzione? Se uno guadagna meno nel fornire un servizio pubblico, volete scriverlo per legge, volete introdurre questi ragionamenti pericolosi per legge? E allora io sono molto, noi siamo molto attenti a scrivere cose normali per persone normali e a lavorare insieme a voi su ragionamenti che riguardano il futuro della nostra Isola e lo faremo in questi giorni e continueremo a farlo, però bonificate da norme intruse il provvedimento, bonificate da norme intruse il provvedimento, rendetelo chiaramente leggibile alle imprese, ai lavoratori, a ristoro nei confronti di tutti quelli che hanno visto un calo del proprio fatturato o anche gli 800-600 euro in meno dovuti ai lavoratori stagionali, io credo che allora sarà molto più gratificante, prima per voi e poi per noi fare questo provvedimento. Così come il tema relativamente al vedere subito queste risorse, subito, lo dico per le imprese, l'abbiamo fatto per il fondo BEI, lo faremo per il fondo Resisto, per l'articolo 7 della legge numero 8, per la salvaguardia degli impegni sottoscritti con le parti sociali il 26 marzo. Però, tu hai fatto bene, ti do del tu, a vedere l'assenza di un Assessore del personale, ma qui ci troviamo di fronte a una parte della Giunta che dice: ritornate a lavorare subito o meglio a rispondere al telefono e una determina, direttiva della Giunta che dice che sino al 31/12/2020 si può stare a casa, a lavorare col lavoro agile. Allora, io credo che anche da questo punto di vista dobbiamo creare le condizioni nel rispetto di un tipo di lavoro a cui io credo moltissimo, ma che oggi e potremmo domani mattina, cari colleghi, divertirci a telefonare ad alcuni numeri e vedere quanta gente ci risponde in Regione o nel sistema Regione. Allora, su questo è la nostra preoccupazione, sui tempi di cui possono arrivare i soldi a chi ha bisogno di questi soldi, su un'organizzazione interna alla Regione che in qualche modo tolga meno burocrazia e un lavoro più agile nella risoluzione dei problemi, su quello e su questo, Assessore, noi presenteremo un ordine del giorno, un emendamento, che è necessario conoscere in Sardegna attraverso un osservatorio, uno strumento, l'andamento di quelle che sono le conseguenze della pandemia nel settore delle imprese, quante azioni sono state messe in campo, quanti soldi sono stati messi in campo, perché io introduco un altro ragionamento, qui rischiamo che ci sono imprese che fanno domanda su 1, 2, 3, 4, 5 tipi di intervento, che prendono i soldi sul fondo perduto, che prendono i soldi per i propri lavoratori, che prendono i soldi per il (…) e la BEI, che prendono soldi anche sul fondo residuo, cioè creiamo situazioni in cui le imprese possono trovarsi a dover prendere contributi, benefici economici su più misure e imprese meno organizzate, penso al piccolo artigiano, che non prende neanche i soldi per quanto riguarda la possibilità di avere un piccolo contributo per pagare l'affitto. Allora, io credo che vi è la necessità di conoscere, di avere un sistema, chiamiamolo osservatorio, chiamiamolo ufficio, chiamiamolo pozzo dei miracoli, che ci permetta di capire, una volta per tutte, qual è stato l'effetto della pandemia sul sistema delle imprese a livello regionale, quante sono le imprese che hanno avuto veramente un crollo del settore economico, quali sono le imprese da finanziare e dove devono andare a finire i soldi.

Ed è un'analisi che serve prima di tutto a voi che state governando per evitare di spendere soldi in malo modo, anche perché, cari colleghi, noi questi soldi li abbiamo messi in circolo attraverso Lavoras per quanto riguarda alcune categorie di lavoratori e attraverso la rimodulazione del Fondo sociale europeo.

Cioè, stiamo impegnando risorse che non so se avremo in futuro, risorse che in qualche modo dovranno essere riutilizzate perché la crisi è molto profonda. Quando qualche giorno fa è stato pubblicato il dato del PIL del 2020 per quanto riguarda l'Italia, meno 11,2, un'azienda su tre chiude, se lo esportiamo in Sardegna rischiamo che questo dato è ancora peggiore, molto peggiore, e alcune imprese non avranno la possibilità di arrivare alla banca per avere un prestito personale. Allora, e vado a concludere, noi siamo disponibili a guardare avanti, al futuro della nostra isola, di scrivere alcune parti importanti come queste, anche sera insieme, però un provvedimento di questo genere va in alcuni tratti rafforzato, identificato in maniera identitaria verso quello che è il sistema delle imprese, e non deviato, distorto, inquinato, con provvedimenti che hanno un nome e un cognome, o ancora peggio con provvedimenti che vanno a certificare l'inefficienza di alcuni suoi colleghi, assessori Zedda, perché non era necessario mettere qui, lo dico, situazione dell'agricoltura o trasporti che non hanno nulla a che fare.

Su questo sono in linea totale con il collega Cossa, nel guardare avanti, sul resto mi sembra che si riguarda un metodo della politica del passato che mi auguravo scomparso.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Presidente, un saluto all'Assessore e agli Assessori della Giunta, alle colleghe e colleghi, non sto a ripetere le considerazioni che comunque ho fatto anche io sul ritardo di questo disegno di legge, però voglio testimoniare il lavoro serio e la disponibilità anche delle opposizioni nelle due Commissioni congiunte che hanno esaminato questo provvedimento, lo dico perché nonostante alcuna alcune défaillance rispetto alla mancanza del numero legale che a volte ha portato a sospendere le sedute, e in questo caso una cosa abbastanza grave rispetto ai tempi, però lo dico anche rispetto a quanto hanno segnalato sia l'onorevole Zedda che l'onorevole Comandini, ma prima anche l'onorevole Satta, e cioè del poco tempo che forse la Giunta, ma sicuramente le Commissioni, hanno avuto per studiare questa proposta di legge, ma anche per avere i dati reali della ricaduta sulle aziende, sulle imprese e sui lavoratori sardi di questa terribile emergenza. Sarebbe stato davvero interessante avere questi documenti, queste rilevazioni, non le abbiamo avute e naturalmente abbiamo dovuto lavorare di corsa. Vorrei giusto sottolineare alcuni aspetti che secondo me potrebbero essere rinforzati in questa legge, e che in alcuni casi sono proprio assenti. Io credo che manchino delle proposte più organiche e anche con una prospettiva non solo dell'urgenza attuale, ma anche del breve e medio termine, rispetto a dei temi fondamentali che sono secondo me addirittura imprescindibili se vogliamo affrontare questa emergenza con qualche prospettiva e probabilità di successo. Mi riferisco soprattutto all'occupazione e al lavoro, e quindi al potenziamento dell'assistenza sanitaria, dove sicuramente alcune forme di lavoro potrebbero essere potenziate; all'attenzione per l'inclusione sociale anche nell'accesso ai servizi sanitari delle persone più vulnerabili. Siamo, penso, tutti testimoni di quante difficoltà in questo periodo, e tuttora, alcune categorie svantaggiate, vulnerabili, stiano avendo nell'accesso ai servizi sanitari; alle misure di supporto ai servizi di istruzione, in modo particolare per quello che è stata la didattica a distanza, anche se l'assessore Biancareddu è stato molto sensibile e ha, con una certa tempestività, convocato un tavolo di lavoro e di riflessione con tutti i soggetti coinvolti, questo per la ripartenza, però ci sono anche altre attività come quella di consulenze, di counseling nei confronti delle famiglie che devono affrontare, e che potrebbero dover affrontare ancora un apprendimento a distanza; anche rispetto ad attività di formazione in materia di competenze digitali, nel quale abbiamo scoperto di essere molto indietro; e su questo, sia per docenti che studenti, occorrono molte risorse. Risultano necessarie a mio avviso anche iniziative per l'educazione prescolare e della prima infanzia, e invece vediamo che in questo disegno di legge viene stanziato solo un milione di euro, e non soltanto per questa materia, è un milione stanziato per i soggetti dell'ambito delle feste e per l'editoria libraria, insomma veramente poco. Una maggiore attenzione all'utilizzo dei fondi sociali, fondi europei, per il sostegno delle persone a rischio di povertà, e quindi di esclusione sociale, e anche misure di occupazione giovanile. Qui si è detto, e condivido, che la forma di assistenzialismo che sicuramente è stata necessaria, e lo è ancora, deve essere in qualche modo superata, affiancata da una offerta di occupazione anche a chi si è trovato improvvisamente senza reddito, ma non solo, anche e soprattutto ai giovani che si trovano a non studiare, a non lavorare, e quindi a non avere un reddito. Per esempio questi giovani potrebbero essere assunti come personale supplementare, proprio in questa vicenda, in questa emergenza, nei servizi di assistenza sociale, nei servizi di pulizia, o comunque servizi che sono necessari in questa emergenza. Vi è comunque un aspetto che vorrei sottolineare perché già in diverse occasioni mi è sembrato di cogliere un po' nella Giunta, ma certamente in Consiglio, e anche qualche volta nell'opinione pubblica, questa discriminazione tra lavoratori di un certo tipo, considerati lavoratori a pieno titolo, e i lavoratori del sistema imprenditoriale della cultura, dell'arte, dello spettacolo dal vivo, del cinema e dell'audiovisivo, che vengono quasi considerati dei lavoratori di serie B, perché i lavori che sembrano solo intellettuali questa dimensione sembrano meritare. Vorrei sommessamente ricordare che in quest'ambito ci sono molte forme di lavoratori, ci sono le maestranze che in questo momento si sono trovate assolutamente a terra. Manca in questo disegno di legge l'attenzione anche a questi temi, noi abbiamo cercato con gli emendamenti di dare un contributo, sappiamo benissimo che le risorse sono limitate, ma 160 milioni di euro circa, se fossero stati davvero cuciti, tagliati e cuciti sul lavoro, sulla crisi delle aziende, senza disperdersi in alcuni rivoli che sono anche facile oggetto poi di dubbi, di perplessità, e anche di accuse probabilmente immeritate, se davvero avessimo ritagliato sul lavoro reale, sulla crisi reale questi 160 milioni, sicuramente sarebbe rientrata anche la ripresa e il supporto alla ripresa delle attività scolastiche. Con misure che sono necessariamente straordinaria e integrative rispetto a quelle statali, molto spesso ci viene risposto in maniera semplicistica: "non è competenza della Regione". Ma se la Regione non interviene collaborando, concorrendo con lo Stato sull'adeguamento dei locali, sul supporto all'inserimento… scusate… sull'inserimento di ulteriore organico, per far fronte alla diminuzione degli alunni…

PRESIDENTE. Ho bloccato il tempo, sì riprenda, ho bloccato il tempo…

CADDEO LAURA (Progressisti). Ma sto finendo, Presidente, volevo dire appunto, che è necessario che come in una famiglia si venga incontro alle necessità della scuola, che sono…

PRESIDENTE. Se ha difficoltà ci blocchiamo un attimo…

CADDEO LAURA (Progressisti). Continuerò con gli emendamenti, Presidente, grazie.

PRESIDENTE. …non so cosa abbiano messo in quell'acqua… appena si riprende faccia un cenno.

È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Grazie Presidente, sarebbe troppo scontato qualcuno lo ha fatto come si suol dire: meglio tardi che mai. Questo è un provvedimento che abbiamo atteso tutti, in particolare lo hanno atteso i sardi, i lavoratori, il mondo produttivo già da subito dopo Pasqua, ricordiamo bene che dopo che è stata approvata la legge dedicata alle famiglie, e quindi al sostegno per le famiglie, la Giunta regionale ha, proprio in quel fine settimana prepasquale, adottato un disegno di legge non cliccabile per due mesi, per ben due mesi, che aveva proprio come titolo, quella delibera di Giunta aveva come titolo questo disegno di legge. Sapevamo tutti dall'inizio che quello sarebbe stato solo un modo per prendere una data, sapevamo tutti che ci sarebbe stato un lavoro successivo, inutile negarcelo, che avrebbe poi portato a un disegno di legge che riguardasse questo tema. Ma nessuno di noi poteva immaginare che sarebbero trascorsi due mesi, due mesi dal 10 aprile al momento in cui il 9 giugno è approdato in questo palazzo quello che è diventato il disegno di legge della Giunta. In due mesi ne cambiano di cose, cambiano parecchie cose, e ne sono cambiate effettivamente parecchie cose rispetto a quello che è l'attività o sarebbe stata per meglio dire l'attività da portare avanti nel momento più difficile e in questo attuale. Bene io spero di essere smentito, poi da chi interverrà, dalla Giunta, dall'assessore Zedda immagino, spero di essere smentito, ma credo che gli effetti di questa legge, quando verrà approvata immagino nei prossimi giorni, si avranno non prima del prossimo autunno. Allora voi, colleghi, e Giunta, leggete i contenuti di questa legge, hanno parlato diversi colleghi della maggioranza del fatto che si tratta di una legge che dovrebbe intervenire non nel medio lungo periodo a carattere strutturale, ma dovrebbe intervenire per l'emergenza. Ecco si parla di una legge quadro che dovrebbe intervenire per l'emergenza, che produrrà i suoi effetti probabilmente in autunno. Il consigliere Zedda da detto prima, e io ho qualche timore in questo senso, spero di sbagliare io e che eventualmente appunto di sbagliare entrambi, rispetto a una previsione negativa su questo, che i continui rimandi che ci sono nell'articolato a provvedimenti successivi, noi speriamo che questi provvedimenti successivi siano stati fatti già preparati e in qualche maniera istruiti rispetto a quello che dovrà essere poi l'attività della Giunta e degli Uffici per la pratica attuazione di questa legge, altrimenti quel termine è da considerare come termine minimo per l'entrata in vigore affinché questa legge possa produrre i suoi effetti sul mondo produttivo sardo, sui lavoratori.

Avrei tante cose da dire sui singoli interventi, anche io sono stato critico in Commissione bilancio, non lo nego, rispetto al fatto che per me sarebbe dovuta essere un assestamento di bilancio evidentemente e non una legge quadro, così come ci è stata presentata, questo è un assestamento, un piccolo mini assestamento del bilancio mascherato diciamocelo francamente, perché altrimenti se dovessimo parlare di legge quadro, come qualcuno vorrebbe parlare relativa all'emergenza post Covid per le attività produttive e i lavoratori, l'avremmo dovuta ripulire, dovremmo ripulirla di tutti invece quelle che possono essere considerate norme intruse, diciamo così, politicamente intruse che nulla hanno a che vedere, l'ha detto bene prima il collega Comandini, con l'emergenza Covid. E allora io credo che nel corso degli interventi che ci saranno con gli emendamenti sull'articolato la legge potrà essere sicuramente migliorata, però non dobbiamo perdere di vista, vedo il collega consigliere nonché assessore Chessa, e non dobbiamo perdere di vista quali sono gli obiettivi di questa legge e che questa legge si pone e non dobbiamo nemmeno, assessore Chessa, rifugiarci, come ha detto prima qualche collega, su quello che è accaduto dopo col Covid, perché nel periodo pre Covid, nel periodo Covid, nel periodo post Covid diciamo che questa Amministrazione regionale, a mio modo di vedere, ma credo che sia sotto gli occhi di tutti, non abbia fatto, per esempio nel settore del turismo, tutti quei passi necessari, affinché questa Regione potesse essere competitiva. E vedo anche l'Assessore dei trasporti, le due questioni vanno di pari passo, non dimentichiamo come è partito questo 2020, perché se dimentichiamo come è partito queste 2020 allora stiamo negando la realtà. Questo 2020 è partito ancor prima che iniziasse con la scelta di questa Amministrazione regionale di cancellare una di quelle cose buone, tante però questa era buona ereditata dalla precedente Amministrazione con un voto bipartisan in quest'Aula, rispetto alla DMO destinazione Sardegna avete deciso di cassarla con un solo colpo di spugna e non si capisce quali siano le alternative non abbiamo ancora capito cosa proponete in alternativa, rispetto a quello che oggi manca a questa Regione e sarebbe stato importante per iniziare, perché era un percorso di inizio per la verità. Ma dimentichiamo il caos trasporti, non lo possiamo dimenticare, perché poi si rischia di ricadere rispetto agli sbagli che sono stati fatti. Ora ho letto in questi giorni interventi del Presidente della Regione rispetto al fatto che si starebbe tornando alla carica sulla tariffa unica per residenti e non residenti, l'abbiamo letto l'Assessore scuote la testa, però abbiamo letto delle dichiarazioni in questo senso. Ogni sei mesi, ogni tre mesi, ogni due mesi non so quanto cambiate posizioni, noi vogliamo capire anche su questo quale sia la posizione, finalmente, di questa Amministrazione regionale che intenda, unitamente al Governo centrale, portare seriamente nel tavolo di Bruxelles. Vorremmo capirlo, Assessore, perché francamente non l'abbiamo capito. Non li cito a caso questi temi dei trasporti e del turismo perché sono essenziali per le materie che stiamo trattando oggi, e siccome, come ha detto correttamente il collega Lai, purtroppo dal punto di vista economico, speriamo non anche sanitario, il peggio potrebbe ancora venire, perché non dimentichiamo che la fase più acuta del Covid ha coinciso poi con l'inizio della nostra stagione turistica che, seppure una stagione a ranghi ridottissimi, ha comunque creato una distrazione rispetto alle attività che sono state intraprese almeno da chi ha avuto la fortuna di poter aprire le proprie attività e ha avuto la fortuna di poter avere una occupazione. Ma temo, e in questo vorremmo essere d'aiuto, l'avremmo voluto fare qualche mese fa, abbiamo cercato di farlo qualche mese fa, ma non siamo stati ascoltati e vorremmo farlo anche ora seppure in ritardo perché ce lo consentite in ritardo, vorremmo essere d'aiuto per capire se questa legge possa dare davvero quel contributo che vorrebbe dare immagino nelle intenzioni di tutti noi a questo tessuto produttivo che è in difficoltà. Ma dovrebbe darlo davvero, non solo nelle sue finalità e nei suoi principi, dovrebbe darlo concretamente. Io per esempio sono molto perplesso sul fatto di non concentrare più risorse sulle imprese che avrebbero potuto assumere, ne vedo poche risorse concentrate su questo e magari delle altre risorse su altro, che avrebbero voluto assumere e continuare le loro attività in questo periodo possono farlo a livello formativo nel periodo autunnale e non relegare quelle persone domani in autunno con mille difficoltà, ce le ritroveremo tutte, gli stagionali in particolare, mi riferisco a loro, sotto quest'Aula, dargli un sostegno ora, eventualmente anche senza occupazione, e poi cosa succederà in autunno rispetto alla nautica Naspi, non avranno quella a carico del Governo, però probabilmente saremmo stati più intelligenti in un discorso macro-economico se avessimo previsto una concentrazione di risorse più alta sulla…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Meloni.

MELONI GIUSEPPE (PD). …come stimolo alle assunzioni. Però le imprese ci guardano, ma ci stanno guardando a metà luglio rispetto a questo, e anche alle scelte che faranno sulle assunzioni, le imprese ci guardano e noi stiamo agendo in ritardo. Io spero che si possa correggere, ma ho dei timori che questa, pur essendo una legge quadro, in realtà non sia la legge che tutti noi ci aspettavamo. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

Rinuncia.

Abbiamo concluso con i consiglieri, iniziamo con i Capigruppo.

È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie, Presidente. Legge numero 162, di legge numero 162 ne conosciamo un'altra del '98. Io credo che il punto di caduta di questa legge possa avere gli stessi risultati che ha avuto con la "162", che ha dato e da risposte importanti per la non autosufficienza. Io credo e ringrazio le Commissioni, la Commissione e l'Assessora Zedda per il grande impegno che ha messo per metterci a disposizione questo testo che è stato visto e rivisto per poter arrivare in Aula e non poter trascorrere in Aula troppo tempo. Io credo che sia finito il tempo delle polemiche, delle accuse, del dire: "Voi avete, voi non avete, noi abbiamo". Quando si parla di aperitivi, di cocktail e di altro, io credo che abbiamo molto da imparare da qualcuno che sta dall'altra parte del Tirreno, e dal mojito in poi noi abbiamo imparato tanto e credo che anche voi dovreste imparare tanto. Siamo qui per costruire non per perdere tempo in sterili polemiche, e siamo consapevoli che questa legge vada approvata nel più breve tempo possibile perché siamo consapevoli della drammaticità della situazione. In questi giorni abbiamo visto delle manifestazioni fuori dall'Aula, l'ultima degli ambulanti, dei giostrai, di coloro i quali vanno nelle sagre che purtroppo quest'anno rischiamo di non vedere per niente, neanche nei mesi di settembre e di ottobre, perché sembrerebbe che dalle ultime notizie potrebbe essere prorogato lo stato di emergenza. Quindi noi abbiamo il dovere, non solo politico, di dare risposte a tutte quelle persone. Citavo loro perché sono gli ultimi che sono venuti a trovarci sotto questo Palazzo. Però io credo che questa legge contenga delle parti che sono molto importanti, è una legge comunque che può essere perfettibile e che potrebbe essere migliorata, noi siamo a disposizione non in maniera strumentale per poterlo per poterlo fare. Io sono più che convinto che però occorra ritornare all'ordinario, ritornare all'ordinario vuol dire riprendere e mettere in atto quelle misure che per fortuna hanno funzionato anche nelle legislature precedenti. Credo che non convenga a nessuno voler cambiare a tutti i costi un qualcosa solo perché è stato proposto o messo in atto da altre forze di maggioranza. Mi riferisco in particolar modo al Reis e al progetto Lavoras, sono gli ultimi due che mi vengono in mente. Io credo che dovremmo lavorare tutti per le politiche attive del lavoro, l'Assessore già in questa legge, non so se definirla legge-quadro o legge omnibus, ha proposto un articolo importante sui centri per il lavoro e sono d'accordissimo con lei perché noi abbiamo necessità di essere vicinissimi a quelli che il lavoro ce l'hanno in maniera precaria o a quelli che non ce l'hanno per niente. Credo che il supporto dell'Aspal in questo momento sia indifferibile e indispensabile, e noi dovremmo fare di tutto perché quei centri vengano rafforzati. Dicevo del Reis e di Lavoras, col Reis è stato fatto un qualcosa sulle linee guida che purtroppo ha messo in ginocchio le amministrazioni comunali di tutta la Sardegna, perché con la non possibilità, che è stata impedita con le linee guida, di poter fare le domande per la misura Reis, non se non si facesse prima la domanda per il reddito di cittadinanza, abbiamo visto, ed è sotto gli occhi di tutti, ed è la realtà, che quasi tutte le amministrazioni comunali nel 2019, nel 2020 non sono potute partire con le misure del Reis, che erano misure comunque importanti che davano risposte ai nuclei familiari indigenti e comunque davano dignità anche a quelle persone, perché la misura più importante dava la possibilità alle stesse di avere un'indennità mensile e un contributo in cambio di prestazioni lavorative per l'amministrazione comunale di riferimento, e io credo che su questo dovremmo tornare. Lo stesso discorso vale per Lavoras, è uno strumento che ha funzionato bene, io credo che ne sia convinta anche la nostra Vicepresidente, e considerato che noi stiamo lavorando per superare nel più breve tempo possibile l'emergenza che purtroppo è ancora emergenza e sarà ancora emergenza, credo che dovremmo fare di tutto perché queste misure tornino ad esistere in ordinario, perché i comuni avranno meno problemi ad affrontare la crisi che è in atto e che non passerà fra qualche giorno. In questa legge, non so se in qualche maniera sarebbe stato possibile inserire tutte le problematiche inerenti al mondo sanitario, io credo che ci siamo dimenticati in parte di quelli che abbiamo chiamato eroi o angeli nel periodo più critico. Sono delle persone, quando si parla del mondo sanitario si dimenticano spesso gli operatori sanitari non medici, mi riferisco agli OSS, agli infermieri, agli ausiliari, ai tecnici, a tutto il sistema amministrativo, che sono parte fondamentale, sono il fulcro di tutto il sistema, però troppe volte ce li ricordiamo solo a parole. Io credo che occorrerebbe fare qualcosa anche di concerto con quelli che sono gli strumenti a livello nazionale per mettere queste persone in condizioni di avere una retribuzione adeguata al loro delicatissimo compito, che è un compito che li vede in prima linea 24 ore su 24, a rischio continuo di mettere a repentaglio la loro salute, la loro incolumità, e quando si parla di contagio anche l'incolumità dei propri cari. Noi abbiamo presentato degli emendamenti che in Commissione, secondo me in maniera errata, sono stati dichiarati inammissibili; quando noi presentiamo degli emendamenti, e a volte anche delle interrogazioni o delle interpellanze, o anche delle mozioni, si deve superare il luogo comune… l'Aula è distratta, evidentemente con l'approvazione del PPR si sempre abbastanza soddisfatta per cui le altre misure riguardano meno… dicevo che quando si presentano gli strumenti che sono prerogativa dell'intero Consiglio regionale gli stessi non è che vengono utilizzati perché si vuol far perdere tempo o si vuole fare polemica, il più delle volte sono delle iniziative con finalità costruttive, quando noi presentiamo degli emendamenti, prima dicevamo, per tornare a ragionare a regime sull'ordinario, quando noi parliamo di mettere in sicurezza lavoratori precari che da troppo tempo sono precari e non hanno una prospettiva di vita certa, non chiediamo delle risorse in più, chiediamo che vengano messe in sicurezza delle persone, e questo riguarda infermieri, riguarda i veterinari, riguarda gli assistenti veterinari, riguardano i tantissimi precari che pur avendo maturato i requisiti previsti dalle normative nazionali e regionali ad oggi, nonostante, questo lo ribadisco perché veramente sta diventando un problema serissimo, gli input della Giunta e dei diversi Assessorati ci sono funzionari che ancora si ostinano a non mettere in pratica e in atto quelle che sono le disposizioni degli Assessori che non sono altro che una conseguenza di mettere in pratica e di attuare delle leggi già approvate, delle leggi che già esistono. Io ve lo chiedo sommessamente ma con grande determinazione: lavorate in questo senso, perché noi abbiamo troppe partite aperte che non riusciamo a chiudere, e l'emergenza si supera e si affronta anche in questa maniera, dando la possibilità a quelli che, è vero, noi sempre chiamiamo ultimi, invisibili, indigenti, ma anche a quelle persone che potrebbero diventarlo da un momento all'altro, e in questo periodo ne abbiamo viste tante categorie di persone che dall'oggi al domani si sono trovate senza lavoro, senza una prospettiva di vita, e noi, ripeto, abbiamo il dovere non solo politico di intervenire immediatamente. Il nostro auspicio è che la legge che andremo ad approvare, mi auguro domani, possa produrre effetti immediatamente, questo dipenderà dalla bravura dei nostri Assessori, che spero abbiano già in mano quelli che potrebbero essere, che saranno e che dovranno essere i decreti attuativi, perché per far arrivare immediatamente le risorse ai destinatari che noi abbiamo scritto in questa legge che, ripetiamo, sono destinatari che purtroppo sono molto meno fortunati di noi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Mura Francesco. Ne ha facoltà.

FRANCESCO MURA (FdI). Grazie, Presidente. La complessità del tema richiede una discussione profonda sui temi e possibilmente fuori dagli schemi conflittuali che hanno caratterizzato l'Aula nelle ultime settimane, e di questo riconosco all'opposizione che il dialogo che si è impostato oggi è molto costruttivo e vi ringrazio per questo. È necessario un confronto sano, costruttivo e, perché no, anche duro, perché siamo al terzo grande provvedimento di sostegno economico prodotto da questa Giunta dall'inizio della crisi, nonostante siamo già tra le prime Regioni d'Italia per quantità e qualità degli investimenti a favore di famiglie e imprese, è doveroso lasciare spazi a confronti per migliorarsi. Con questa legge la Giunta mette in campo altri 170 milioni di euro per andare a sostegno del sistema produttivo, nei modi che questa maggioranza ha scelto, libera da condizionamenti e con la consapevolezza dei limiti sulle risorse delle regioni impongono ai governanti, perché se si volesse far fronte davvero all'ammanco di risorse che la Sardegna ha subito per via del Covid, probabilmente non basterebbero tre finanziarie regionali. È stato necessario pertanto ottimizzare le risorse a disposizione nel miglior modo possibile, intervenendo ad esempio per abbattere il costo del lavoro, e per questo lavoro faccio un plauso speciale dell'assessore Zedda che ha fatto un grande lavoro in termini di contenuti e in termini di capacità di sintesi. Un ringraziamento che estendo a tutti gli altri Assessori che sono intervenuti in questo testo e al Presidente per aver guidato questa azione, azione che, ovviamente, non basterà a colmare il danno economico causato dalla pandemia, ma che comunque metterà una pezza importante. La pandemia ha concesso una deroga ai Governi, la deroga ad intervenire pesantemente sull'economia, l'economia della Sardegna e del resto d'Italia ma noi dovremo essere bravi a non cadere nel vortice della dipendenza a questo tipo di interventi, perché ci attendono tempi duri, caratterizzati dalla scarsità di risorse. Per anni e per decenni la Sardegna ha vissuto con governi, a tutti i livelli, che hanno fatto dell'intervento pubblico nell'economia una bandiera, condannando di fatto i cittadini a vivere di assistenzialismo. Ecco, tra le cose orrende che ci lascerà la crisi che stiamo vivendo c'è anche qualcosa di positivo, ed è il fatto che possiamo pensare a una nuova stagione, una nuova stagione per ricostruire e riproporre un'azione congiunta di ricostruzione del sistema produttivo, una stagione che possiamo chiamare la stagione del coraggio, il coraggio di interrompere le azioni di assistenza e ogni forma di inquinamento dei sistemi economici con iniezioni di denaro che non fanno altro che illudere persone e imprese, ma che compromettono in maniera determinante interi comparti economici. Potrà essere il tempo del coraggio di dire la verità sul fatto che non ci saranno più grandi risorse da spendere a debito, e quelle che ci saranno saranno indispensabili per l'ammodernamento strutturale, indispensabile a fare della Sardegna una Regione finalmente occidentale. I nostri Comuni hanno bisogno di superare la carenza strutturale che ad oggi li condanna a non essere Comuni al pari di quelli di altre regioni occidentali, oggi soffriamo problemi come quelli già citati in quest'Aula, ovvero il digital devide, ci sono Comuni che oggi hanno collegamenti e connessioni a internet che non sono sufficienti, è stato fatto un lavoro, che è doveroso riconoscere, dalla Giunta precedente rispetto alla modernizzazione e al collegamento su banda larga, ma andrà completato e andranno fatti degli investimenti in questo senso. Non condivido invece la rivisitazione di programmi come Lavoras o come il REIS, che non hanno fatto altro che dare dosi di metadone a un sistema che già era in crisi. E sarà il tempo del coraggio per dirci che dobbiamo cambiare passo, dobbiamo avviarci a una rivoluzione culturale, perché il cambiamento che i sardi cercano non arriverà da nessun'altra parte se non dalla volontà appunto del nostro popolo di voler far parte o meno del nostro futuro. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Grazie, Presidente, buongiorno a tutti, io non riesco ad essere sempre così buona, brava, "siamo bravissimi, abbiamo fatto tutto bene, va tutto bene", e allora cercherò in qualche modo di spogliarmi dal mio ruolo e togliermi la maglietta che indosso, che è quella di Capogruppo del Movimento Cinque Stelle, e mi piacerebbe, e lo farò con voi, entrare nel merito proprio di questo disegno di legge, un disegno di legge che era stato promesso dal Governatore, una misura urgente, quindi a carattere di urgenza, a sostegno dei lavoratori, a sostegno delle imprese, che doveva essere disponibile da febbraio, e quindi questa delibera, che è stata inserita nel sito del Consiglio regionale il 26 di marzo, e come tutte le delibere della Giunta non sono cliccabili, per cui a tutti i consiglieri regionali non è dato sapere cosa c'è nelle delibere. E cosa succede? Ci arriva a tutti i Consiglieri, compreso il Capogruppo, esattamente 103 giorni dopo, il 16 giugno, data in cui arriva finalmente questo disegno di legge, quindi andiamo a vedere, a studiare, a leggere quello che è indicato in questi articoli, e dopo averlo pubblicizzato in tutti i giornali, su tutti i quotidiani locali, parliamo di fatti, parliamo di azioni concrete e non solo di promesse che, insomma, di promesse in questi mesi e in questi giorni ne abbiamo sentito anche troppe. Allora andiamo subito nel merito del disegno di legge.

In questo disegno di legge si interviene sui lavoratori. Noi crediamo che tutti i lavoratori, ricordiamoci il motivo per il quale viene varato questo disegno di legge, sostegno delle imprese e dei lavoratori nel periodo del Covid, imprese che hanno sofferto e lavoratori che non avranno avuto lo stipendio e che non sono stati richiamati al lavoro. Quindi cosa succede? Leggo in questo disegno di legge che c'è una differenza tra lavoratore e lavoratore. C'è un comparto, un settore che viene preso in considerazione, che è quello dell'industria, altri tre settori, caso strano, non vengono neanche menzionati. E allora in questo disegno di legge, faccio subito anche la domanda all'assessore Zedda in Commissione, perché prevedere una misura a sostegno a carattere d'urgenza nel periodo del Covid a 6 lavoratori ex Sitel, se non ricordo male, e poi altre misure a sostegno dei lavoratori che cesseranno, perché c'è scritto così nel disegno di legge, nel 2020 gli ammortizzatori sociali, per cui non hanno ancora cessato, ma nel 2020 cesseranno, per cui noi dobbiamo prevedere che questi lavoratori, 43 più 6, e in più anche misure a sostegno a carattere d'urgenza per gli ex lavoratori della cartaria di Arbatax, anche quelli dobbiamo inserirli nel disegno di legge, perché nel periodo del Covid anche questi lavoratori non hanno sostegno. Benissimo, a favore di tutti i lavoratori. Benissimo, a sostegno di tutti i lavoratori.

Caro Assessore, come le ho detto in Commissione e lo ribadisco anche qua, oltre a questi lavoratori ci sono 37 lavoratori ex APA, 37 lavoratori ex AIPA. Perché non inserirli in questo disegno di legge a carattere d'urgenza? No, questo settore non ci piace per cui lo mettiamo da parte. Poi abbiamo altri lavoratori che cesseranno durante il 2020, che sono quelli dell'ex Auchan, che sono passati al Conad, anche questi, siccome non hanno ancora finito e comunque i sindacati hanno dichiarato che verranno tutti reinseriti, ma sentiti i sindacati, gli stessi affermano che non tutti a Cagliari a Sassari verranno reinseriti, però anche questi, essendo dei lavoratori non del comparto dell'industria, vengono lasciati fuori. E che dire degli avventizi dell'ARST? Anche quelli sono lavoratori che da vent'anni lavorano con carattere stagionale, anche quelli dovevano essere inseriti, ma anche questi non fanno parte dell'industria, per cui, poveracci, non rientrano nei 6 lavoratori, e nei 43, e negli altri dell'ex cartaria, anche questi non rientrano, per cui è una scelta politica, lo ribadisco, politica, a sostegno di alcuni lavoratori di serie A e gli altri lavoratori di serie B non si sa perché, evidentemente non hanno l'appoggio di nessuno, non vengono per scelta politica aiutati.

Ma andiamo avanti sempre in questo disegno di legge, dove veramente ci sono delle parti che, io l'ho già dichiarato, lo ribadisco, in Commissione e lo ribadisco anche qua, sono oscene, vergognose! Allora come l'ho detto in Commissione lo ribadisco anche qua. Io vorrei sapere, caro Assessore, cosa c'entra in questo momento di carattere d'urgenza, dove noi abbiamo chiesto nel settore della cultura e del sociale, avete previsto un milione di euro, 500 mila euro e 500 mila euro. È un importo che fa ridere! Ridere! A fronte di 5 milioni che state dando ai distributori del formaggio e a fronte di 5 milioni e mezzo che mettete a disposizione dello sport, con tutto il rispetto e il sostegno che anche lo sport deve avere. 5 milioni e mezzo, di cui 250 mila euro indirizzati dritti dritti verso una squadra di calcio ben nota e ben precisa, ecco quella è una corsia preferenziale, anche quella evidentemente ha qualche corsia all'interno di questo Consiglio. Diciamocele le cose perchè sono scritte, nel disegno di legge sono scritte! E allora le chiedo, Assessore, 1 milione: 500 al sociale e 500 alla cultura. Ma come, lei mi mette 500 mila euro per la cultura, dove mi fa rientrare i librai, l'editoria, i giostrai, tutti insieme, 500 mila euro, e che vi basti, e altri 500 mila euro per gli asili nido, perché i bambini vanno aiutati assolutamente. Presento un emendamento e le dico, questo lei, Assessore, lo sa, me lo potrà confermare, glielo gliel'ho presentato, "Assessore, aumentiamo il budget. È ridicolo. È ridicolo! Aumentiamolo almeno a 3 milioni". No, ci arriva il nuovo disegno di legge rivisto, sempre un milione, 500 e 500 una tantum. Per correttezza glielo dico una tantum, fin quando ci saranno le risorse, giusto, Assessore, fin quando ci saranno le risorse, cioè fino a quando ci saranno noi daremo una tantum. Perché le cose bisogna dirle e bisogna dirle bene e in faccia. Quando poi non ci saranno più soldi "e mi dispiace, abbiamo messo a disposizione solo quello". L'importante è che però mettiamo a disposizione 5 milioni di euro per darli ai soliti noti, ai soliti nomi, distributori del formaggio, perché anche lei dico non è possibile. Ma in Sardegna non c'è solo il formaggio, esistono tutti quei prodotti della filiera sarda nostri che potremmo assolutamente inserire in questo provvedimento, per cui c'è un elenco dettagliato, dove c'è il vino, dove c'è l'olio, dove ci sono gli ortaggi, la frutta e anche il formaggio, però siccome la crisi ha coinvolto tutti coinvolgiamo tutto e diamo poco a ciascuno, non sono ai soliti nomi distributori di formaggio. No, non va bene, il formaggio sia. È stato deciso, scelta politica, del formaggio. E parliamo sempre di questo disegno di legge, parliamo della pesca. Finalmente è venuta in Commissione anche l'Assessore all'agricoltura, che è stata gentilissima, è stata presente, al contrario di qualche altro Assessore che è morto in Libia, cioè non l'abbiamo proprio visto, non si presenta mai, però l'Assessore all'Agricoltura è venuta. Io ho chiesto: "Chiedo scusa, Assessore, ma perché mettere a disposizione 200 mila euro di soldi nostri, regionali, per il FLAG, i centri per la pesca?. Godono già di finanziamenti europei, hanno i soldi europei, ma perché anche la Regione deve mettere soldi?". Nessuna risposta.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Manca.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Nessuna risposta! Arriva il nuovo disegno di legge, 200 mila euro per i FLAG, perché bisogna aiutarli questi FLAG. Oltre ai soldi, sono quattro, 50, 50… quindi adesso un altro! Benissimo, quindi non sono 200… e sorrida, sorrida! Sorrida pure! E poi parliamo dei cavalli. Come non dire dei cavalli, ma dei cavalli ne parlerò domani.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO) Grazie Presidente. Signori Assessori, onorevoli colleghi. Grazie ai colleghi del Gruppo Misto che hanno contribuito alla stesura di questo intervengo intervento che io, come Capogruppo delegato oggi all'intervento, ho l'onore di proporre a questa Assemblea. Onore che trova il suo significato nell'importanza dell'atto che stiamo andando a valutare, nei contenuti che propone e negli spunti di dibattito che a molti, ho potuto riscontrare, non sono sfuggiti. Importanti elementi di dibattito che naturalmente si trovano più facilmente nei primi articoli di questo disegno di legge e che rappresentano una sintesi, per chi la vuole cogliere, del momento di passaggio che questo disegno di legge numero 162 sta rappresentando e che plasticamente riporta poi negli articoli successivi, visto e considerato che poi trovano spazio dei contributi, degli articoli, degli interventi che sono più tipici, più caratteristici del periodo storico e politico che a partire da oggi dobbiamo considerare alle nostre spalle. Ho sentito parlare di tempo, ho sentito parlare di tempo declinato in chiave di ritardo, ebbene è vero, c'è un ritardo, c'è un ritardo nel momento di passaggio che questo disegno di legge indica e che è un ritardo non di due mesi, come qualcuno ha detto, ma di quarant'anni. Sono esattamente quarant'anni, dagli anni Ottanta, che questa Nazione, e pro-quota la Regione Sardegna, si indebita per 50 miliardi l'anno, mediamente. Questo comportamento, questa modalità di amministrare, questa modalità di legiferare, ha fatto passare il rapporto tra debito e PIL della nostra Nazione, e pro-quota della nostra Regione, da un importo che valeva il 60 per cento del PIL, a un importo che raggiungerà l'anno venturo la cifra monster del 170 per cento del PIL, sul debito pubblico naturalmente. Questo cosa significa? Significa che è finito il tempo in cui possiamo liberamente indebitarci pur di provare a dare ristoro, è passato il tempo in cui possiamo fare leva sul debito pubblico per interventi che siano assolutamente improduttivi. La parola d'ordine, non dall'anno venturo ma da adesso, a partire da questo disegno di legge, è la generazione di valore, non altro se non la generazione di valore può invertire questo trend che si è consolidato nel corso dei decenni e che ci ha portato oggi a utilizzare gli ultimi spiccioli, le ultime risorse, per dare un minimo di ristoro in un momento eccezionale. Io ascolto chi, ed è più corretto dire, sono con chi da oggi vuole mettere la testa su questo punto. Io sono con chi vuole sedersi a discutere come utilizzare le poche risorse che abbiamo per trasformare il lavoro, da lavoro assistito a lavoro capace di generare ricchezza. Sono con chi, come è scritto nei primi articoli di questo disegno di legge, si vuole sedere a discutere come si fa a mettere il lavoro al centro della distribuzione del valore generato, mi voglio sedere a discutere con chi riconosce nell'impresa il luogo in cui si genera questo valore. Ma è il momento di mettere da parte le vecchie modalità attraverso cui questo avviene, e mi tocca a sottolinearlo anche la modalità attraverso cui noi esponiamo questo nostro punto di vista, perché temo non ci sia più spazio per invocare risorse in più, non credo ci sia più spazio per dire: "Questa misura è insufficiente, occorreva postare più denaro." E' passato il tempo in cui possiamo permetterci il lusso di mettere da parte iniziative e proposte di legge che siano capaci di generare valore, pur di dare ancora voce a pregiudizi di carattere ideologico, in ragione del quale si potrebbe ancora parlare nella nostra società di un conflitto tra il padrone e il lavoratore. Una differenza di obiettivi tra il datore di lavoro e il lavoratore, come se queste due grandi categorie non fossero tutte esattamente sulla stessa barca. Ecco, io credo che si possa, sui grandi temi che occuperanno noi nei prossimi anni, utilizzare alcuni strumenti che sono indicati in questa norma come leva per dare sviluppo, come leva per produrre ricchezza, ne cito due tra quelli che questa norma indica, una sono le piattaforme fintech che, come preannunciato, sono quelle capaci di intervenire nel metabolismo dell'azienda, nell'intervenire negli elementi vitali che oggi sono fortemente messi in discussione e sono l'incasso e il pagamento. L'altra è sicuramente, e la metto all'apice della strategia perché capace di individuare forme di ricchezza informale, che sono i sistemi di pagamento complementare e che davanti a un ragionamento serio, strutturato, e va sottolineato competente e approfondito, possono essere uno dei terreni su cui questa maggioranza e questa opposizione si possono trovare. Ma sono i temi, i temi alti, quelli che non possono rimanere oggetto di contrattazione, quelli che hanno in sé l'ineluttabilità di ciò che non si può non fare, non si può non invertire la tendenza sull'istruzione, non si può non mettere l'istruzione all'apice della strategia, non si può tollerare il fatto che noi siamo ancora incapaci di postare risorse su quelle competenze, sulla laurea extend, su quelle capaci di sostenere il nostro sistema produttivo, che invece sono in coda rispetto alla strategia. Non possiamo non essere tutti d'accordo sul fatto che l'infrastruttura tecnologica, l'information technology, è quella su cui noi dobbiamo scommettere.

Non possiamo non postare tutte le risorse possibili sulla crescita del nostro sistema di veicolazione dei dati, di conservazione dei dati, di sicurezza dei dati, non possiamo non convenire sul fatto che il nostro sistema, la nostra configurazione energetica regionale, deve essere adeguatamente robusta, deve essere adeguatamente articolata, deve essere adeguatamente improntata al rispetto dell'ambiente, deve essere depurata della faciloneria con cui viene trattata in questo periodo. Non ci sono margini, non c'è la possibilità di esprimere opinioni davanti alla tecnologia e alla scienza, chi si permette senza conoscere di mettere certe cose sul piano delle opinioni, produce un danno, genera un danno a carico delle prossime generazioni che non è calcolabile, peggiore di quello che ho indicato e che è alle nostre spalle.

Non esistono opinioni davanti all'oggettività della scienza, non esistono ideologie che possano sostenere il fatto che questa Regione, che questa Nazione sarda possa essere vincolata a restare sul Meridione del mondo. Quindi, cari colleghi, gli spunti che offre questo disegno di legge sono tanti, il bouquet di strumenti che mette a disposizione è assolutamente capace di dare una risposta tempestiva che non si misura né in settimane, né in mesi al periodo che stiamo vivendo, ma soprattutto ciò che gioverà di più sarà quello di lasciare alle nostre spalle il rito di dire che comunque va tutto male, che comunque è tutto sbagliato, e con un giusto approfondimento e un giusto meccanismo di acquisizione di informazioni, si potrà condividere anche all'interno di questa Assemblea qualche scelta strategica.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Io inizio esprimendo una piacevole sorpresa che in quest'Aula, da parte di esponenti della maggioranza, si sia ampliato, al di là della contingenza, il ragionamento su quello che deve essere l'obiettivo dello sviluppo della Sardegna, uno sviluppo che sia compatibile, sostenibile e che quindi iniziamo a fare un ragionamento comune su quali debbono essere le necessità principali a cui dare risposta, utilizzando le risorse europee che sono presenti nel Recovery fund, iniziando un ragionamento a tutto campo, che ci consenta come ha detto l'onorevole Cossa, e non è la prima volta che mi trovo d'accordo con lui su questi temi, di ipotizzare un intervento sull'infrastrutturazione che ci riporti ai livelli della media nazionale ed europea, e quindi superi quel gap che abbiamo detto più volte è generato dall'essere isola. Questa è un'occasione che noi non possiamo perdere e che quindi abbiamo sollecitato anche da parte della minoranza più volte, con ordini del giorno e mozioni che riguardano appunto gli interventi che riguardano il Mes da una parte, il Recovery fund dall'altra, proprio per non trovarci poi senza un piano di azione che ci consenta di essere all'interno di questi progetti e di utilizzare al meglio queste risorse.

Veniamo al contingente. Finalmente ci troviamo a discutere questo importante provvedimento a sostegno delle imprese e dei lavoratori, in un momento di gravissima difficoltà come quello che è generato dalla crisi economica e sociale generata appunto dalla pandemia. Dico finalmente, perché questo provvedimento arriva dopo 120 giorni di gestazione, ed arriva in Aula oggi grazie a una responsabilità piena della minoranza, che riconosce la necessità e l'importanza di portare subito a compimento quest'atto. Mi rendo conto che la sua elaborazione non è stata semplice per la scarsità delle risorse e per le difficoltà a coordinarsi con i provvedimenti successivamente messi a livello nazionale, che quindi chiedevano e hanno richiesto coordinamento e nuovi interventi. C'è stato chiesto un plauso a favore dell'assessore Zedda. Io non credo che l'Assessore abbia necessità di plausi da questa parte, è riconosciuta da sempre la sua serietà, l'impegno, e questo non è mai stato messo in discussione. Anche in questo caso gli riconosciamo un impegno per portare un provvedimento che però secondo noi può essere e deve essere migliorato. Si tratta di un provvedimento che prevede 172 milioni di euro che appaiono, lo dico subito, assolutamente insufficienti rispetto alle necessità che noi abbiamo, che sono presenti nel mondo economico e sociale della nostra isola, con un quadro generale che punta a soddisfare tutti, e il rischio reale, come spesso capita in questi casi, che quando si cerca di accontentare tutti è di lasciare insoddisfatti i più. Quello che manca e che serve ancora oggi alla Sardegna è un'analisi approfondita su quali sono state le conseguenze della crisi generata dalla pandemia in campo economico, quali siano i settori che più hanno sofferto e quali siano i settori che più hanno necessità degli interventi, proprio perché le risorse limitate non ci consentono di programmare ad ampio raggio queste risorse. Noi abbiamo sostenuto fino a poco tempo fa che servissero per le micro e le piccole imprese degli interventi a fondo perduto, perché eravamo convinti, siamo ancora convinti, che queste imprese senza una disponibilità immediata di risorse economiche a fondo perduto non sarebbero state in grado neanche di accedere ai finanziamenti agevolati, che pure sono stati messi in campo, dal Governo nazionale e anche da noi. E devo dire che la cosa ce l'ha risolta il Governo nazionale col DL rilancio, che ha visto in Sardegna 34 mila imprese, micro e piccole, che hanno chiesto l'accesso al fondo perduto, e su questo sono state già soddisfatte 27 mila richieste per un totale di 72 milioni di euro. Cioè complessivamente erano oltre 90 mila milioni il fabbisogno che evidentemente non era nella disponibilità economica di questa di questa Regione. Sul provvedimento attuale abbiamo chiesto uno sforzo maggiore su alcuni capitoli che riteniamo particolarmente importanti, penso ai 18 milioni di euro previsti a favore dei lavoratori stagionali, portatori d'opera occasionale, colf, badanti, che secondo i nostri calcoli sono in grado di soddisfare soltanto un terzo del fabbisogno reale, penso sia necessario incrementare i fondi per i prestiti a favore delle micro e piccole imprese, a cui sono state aggiunte le medie imprese, che quindi sottraggono disponibilità alle piccole e alle medie, e sono disponibili 15 milioni che appaiono anche questi insufficienti, così come ritengo fondamentale ma non sufficiente il fondo Resisto, che taglia i costi del lavoro al 30 per cento a tutte le imprese, fino al 60 per cento per le imprese turistiche. 65 milioni sono una cifra importante, però anche questa appare insufficiente e rischia di non soddisfare le esigenze della platea che accederà a questa misura. Qualche perplessità la abbiamo evidenziata sul supporto al settore sportivo, non perché questo non abbia sofferto in questa fase, ma perché all'interno del provvedimento appaiono delle azioni che sono mirate, che hanno nome e cognome, e su preferiremmo evitare un intervento così facilitato. Sicuramente insufficienti sono il fondo da un milione che è previsto per editoria, librerie, servizi educativi della fascia 0-3 e soggetti operanti nell'ambito delle feste e sagre paesane, quali venditori ambulanti e giostrai. Li abbiamo ricevuti la settimana scorsa, avevamo una disponibilità che era di un milione, oggi questa disponibilità viene ripartita sul sociale, viene ripartita a sostegno dell'editoria, e quindi è una situazione che evidentemente va corretta in fase di discussione. È già stato detto che l'intervento sul settore ippico necessita perlomeno di una maggiore articolazione rispetto a come è formulato adesso, per evitare di dare risorse a chi proprio non ne ha bisogno, così come pure lascia perplessi il provvedimento su cui è intervenuto l'onorevole Moriconi, di compensazione degli oneri di mancati introiti a favore delle compagnie di navigazione che garantiscono le tratte minori, i 5 milioni appaiono una cifra assolutamente sovradimensionata rispetto alle perdite che si sono avute nel periodo Covid, e quindi sembrerebbe un'eccessiva disponibilità di risorse, non si capisce se basata su uno studio serio ma mi pare proprio di no. Insomma siamo qui per contribuire a esitare questo provvedimento con un contributo migliorativo rispetto a quello che è il testo attuale, e quelle che sono anche le disponibilità negli ambiti delle disponibilità della Regione, che ci rendiamo conto non sono illimitate. Speriamo soltanto che ci sia una disponibilità anche da parte della maggioranza di cogliere quelle che sono le proposte che noi mettiamo in campo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, io devo dire che questo provvedimento che oggi arriva all'attenzione di quest'Aula, sicuramente ha vissuto un periodo non facile, nel senso che tutti possono dire, come qualcuno ha affermato, che poteva arrivare prima, però sappiamo anche le difficoltà che ci sono state per andare ad imbastire un provvedimento di legge che doveva andare poi a tamponare quelle che erano le misure che erano state stabilite a livello nazionale, cercando un po' di tirare un po' il lenzuolo da una parte all'altra, sapendo che la gestione della Regione non è un bancomat, come afferma qualcuno in quest'Aula, cioè magari avessimo tutte le risorse a disposizione per poter dire ci mettiamo 10 milioni qui, 15 milioni la eccetera, bisogna fare delle scelte. Io invece, a differenza di quanto ha affermato qualcuno, il plauso lo facciamo all'Assessore perché comunque abbiamo collaborato, e comunque sulla sua onestà intellettuale credo che nessuno in quest'Aula ne possa discutere né meriti, né la volontà e né il fatto assolutamente con la totale trasparenza di provare a dare risposte a una situazione che noi stiamo vivendo, che è veramente drammatica. E già il fatto l'altro giorno che, in fase di Conferenza dei Capigruppo, io ho assistito a un accorato appello da parte dell'Assessore, quasi commuovendosi, il che vuol dire non perché gli entra qualcosa in tasca, ma sicuramente anche lei, tutte le pressioni che ha e che ha avuto in questo periodo, perché c'è tanta gente che sta male. E mi sembra ingeneroso, quando si inizia a parlare in quest'Aula perché i formaggi sì, perché questo settore no, altrimenti potrei anche dire che ci sono emendamenti che arriveranno in quest'Aula per quanto riguarda il comparto suinicolo, allora anche questa scusate, la chiamo col termine come l'ha definita qualcuno, è una marchetta? Oppure qualcuno ha girato i caseifici della Sardegna per andare a vedere che non c'è solo il pecorino romano, ci sono caseifici in Sardegna che hanno talmente scorte che non sono riusciti a mettere nel mercato, che hanno bisogno, caro Gianfranco Satta, se vuoi ti tiro fuori documenti alla mano, eppure guarda in provincia di Nuoro ne abbiamo uno e non è che ne abbiamo centinaia. Son tutti caseifici che sono concentrati in altri territori, così li chiamiamo col nome giusto. Quindi anche questi meritavano attenzione, come meritavano attenzione altri settori, poi siccome ripeto la coperta è corta, però mi sembra veramente ingeneroso che quando si fanno provvedimenti ci sia sempre l'ombra del dubbio: chissà chi dobbiamo andare a favorire, chissà qual è questo settore. E questo per carità a me non mi appassiona. Quello che invece mi crea grossa preoccupazione e condivido in toto il ragionamento che ha fatto sia il collega Cossa, che adesso non è presente, ma lo stesso ragionamento che ha fatto per certi versi il collega Comandini e Gianfranco Ganau, cioè non è il problema delle risorse che ci stiamo mettendo in campo è il problema di poterle spendere. E queste risorse vanno spese subito, noi dobbiamo trovare il modo di darle domani non fra 3 - 4 mesi. Ecco che rientra il famoso ragionamento della burocrazia regionale. Perché è pur vero in quest'Aula oggi si è parlato di smart working. Beh io ricordo al collega Zedda se si ricorda quando avevamo discusso di questo metodo di lavoro e che l'avevamo adottato anche per quanto riguarda i Gruppi consiliari, che era un'innovazione l'avete adottato voi a Cagliari eccetera. Probabilmente qualcuno ne sta abusando, probabilmente se ne sta abusando, perché vorrei ricordare che chi lavora a casa dovrebbe comunque produrre, perché comunque si tratta di posto di lavoro, deve portare risultati e che comunque nell'economia per quanto riguarda l'economia il frutto del lavoro della Regione queste figure in questo momento dovrebbero essere concentrate a lavorare qui negli Uffici, perché abbiamo bisogno di loro. E di un provvedimento che abbiamo studiato anche con l'Assessore, con l'Assessora, che poi porteremo in termini di emendamento, che credo che sia fondamentale, lo studio di una sorta di cabina di regia, Assessore, che si dovrà occupare solo ed esclusivamente di quello che questo comparto, cioè non "non sapremo domani chi se ne dovrà occupare", ma delle figure che saranno scelte, che dovranno vedere non solo tutte le pratiche, ma le dovranno portare a compimento nel minor tempo possibile, perché altrimenti noi stiamo continuando a fare nulla in quest'Aula. Ci stiamo mettendo dei soldi e così come è successo a livello nazionale, e non è una critica, abbiamo visto ben poca cosa, ma perché non magari perché mancava la volontà di poter mettere delle risorse importanti a disposizione, perché, continuo a dire, quando arrivano le risorse nelle tasche di quei poveri disgraziati delle nostre imprese, le imprese magari sono già morte. Quindi ecco dov'è che noi dobbiamo fare uno sforzo comune per cercare di trovare tutte quelle soluzioni possibili e immaginabili affinché questi 170 milioni di euro, signori, vengano messi subito a disposizione.

Vorrei ricordare che anche con questo provvedimento, che andiamo a sommare i 170, sommati alla 8, sommati alla 12, sommate al pari (passu), questa Regione ha messo a disposizione quasi 500 milioni di euro. È naturale che tutte le nostre, oppure tutte le richieste che arrivano dai territori sono insufficienti, perché per andare a dare ristoro a tutti quei settori che oggi vivono grosse difficoltà ne servirebbero almeno 2 miliardi, soldi che noi non abbiamo, però stiamo cercando di trovare il modo di dare un po' di ossigeno, e con la speranza che queste imprese possano reggere l'urto che arriverà sicuramente in autunno e inverno, dove allora sì che faremo i conti di un'economia che è molto fragile. Vorrei ricordare che l'economia nostra, l'economia sarda è un'economia fragile, non è l'economia lombarda o piemontese cioè le nostre imprese già vivono un handicap che sappiamo benissimo legata al fatto dell'insularità, dei costi dei trasporti, dei costi dell'energia. Ecco queste saranno le vere battaglie dove noi insieme a voi credo ci troveremo pronti a combattere, perché se non risolveremo questi problemi, problemi dei trasporti, i costi dell'energia è inutile che noi continuiamo a dare respiro o poco ossigeno alle nostre aziende che saranno destinate a morire. Quindi sicuramente questi soldi non sono tantissimi, però credo che vada comunque apprezzato lo sforzo di cercare di accontentare un po' tutti. Poi sfido chi ha la bacchetta magica e possa dire questo settore non meritava, bisognava concentrar le risorse in un altro settore. Credo che in questo momento noi dobbiamo avere attenzione per tutti, perché son tutti figli della nostra terra.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie signor Presidente, colleghe e colleghi consiglieri, signore e signori della Giunta, oggi discutiamo un disegno di legge importantissimo per la nostra Isola; un disegno di legge che ci consentirà di mettere a disposizione tante indispensabili risorse per imprese e lavoratori. Un disegno di legge trasversale destinato a comprendere tutti i settori. La situazione che viviamo è una situazione difficile fatta di grande e diffuso malessere sociale e finanziario, fatta di persone provate, spaventate da un contesto ingestibile e a tratti incomprensibile, fatta di famiglie che hanno dovuto attingere ai risparmi di una vita per riuscire ad andare avanti mentre la Sardegna, il mondo intero si fermava. Capiamo molto bene il senso di impotenza che affligge imprenditori e operatori dei vari comparti e capiamo, altresì, quanto difficile in salita possa risultare la strada che ci porterà a una condizione più verosimilmente vicina a ciò che vivevamo prima della diffusione del virus. Tuttavia riteniamo sinceramente che il testo che stiamo per approvare sia un ottimo strumento per andare incontro ai bisogni del nostro popolo, uno strumento che andrà a sommarsi agli interventi già votati ed approvati in precedenza come il DL numero 171, che abbiamo vagliato solo una settimana fa, o ancora giusto per semplificare ulteriormente la legge regionale 8 del 2020. Trattasi di una norma rivista, corretta, arricchita una norma che ha potuto godere di importanti migliorie ad opera dei vari schieramenti politici, ognuno dei quali più sensibile e differenti realtà e tematiche. Una norma che nella quasi totalità ha cercato di abbracciare ed estendere a tutti e che cerca di assolvere il delicato compito di sopperire alle numerose mancanze rilevate nelle misure statali verso tante realtà. Sia chiaro non voglio sollevare alcuna polemica oggi, Presidente, ritengo sia assai più urgente ed importante portare a casa il risultato. Vorrei però solamente fare una piccola precisazione rivolta ai colleghi della minoranza; quando affermate che la norma ha tardato ad approdare in Commissione e successivamente in Aula, ricordatevi di aggiungere che tale ritardo è legato alle necessità da parte dalla Regione di vagliare le misure messe in campo dal Governo per essere il più possibili complementari, senza creare interventi doppione che rischiavano ancora una volta di creare disparità di trattamento tra i lavoratori e finire poi in un gioco al sciacallaggio.

Detto questo il nostro Gruppo può dire di aver contribuito in tal senso chiedendo a gran voce attenzione per tutte quelle categorie escluse che a noi si sono rivolte per cercare sostegno e ascolto, come, per citarne alcune i lavoratori somministrati, che già da qualche tempo avevano lanciato un importante grido di allarme e che ora, grazie a questa norma, potranno godere, come è giusto che sia, della dignità al pari degli altri lavoratori stagionali. Non voglio però dilungarmi né annoiare eccessivamente, per me è sufficiente aver visto e toccato con mano l'impegno da parte della Giunta, della maggioranza tutta, delle Commissioni competenti al fine di garantire il sostegno a tutte quelle categorie che spesso hanno sofferto in silenzio, e non posso esimermi in tal senso dal rivolgere il mio grazie, grazie a tutti gli Assessori, all'assessore Zedda, che hanno svolto un grande lavoro, per avere ascoltato e pazientemente fatte loro le nostre istanze con la professionalità e la sensibilità che contraddistingue l'ottimo operato sin dall'inizio del mandato. L'approvazione di questo testo di legge non è un punto di arrivo, l'approvazione di questo testo di legge è bensì punto di passaggio doveroso, consapevoli che la sfida, quella più dura, non è ancora arrivata. Voglio affacciarmi verso il futuro e mi rivolgo alla Giunta, chiedo particolare attenzione, perché dobbiamo essere coscienti in modo tale da poter agire per tempo e non permettere di essere colti impreparati, perché i mesi che verranno saranno ancora più bui e avremo a che fare con tantissimi stagionali che non potranno godere delle solite misure previdenziali previste come la Naspi, perché la loro occupazione sarà garantita per la metà del tempo rispetto alle precedenti annualità, rispetto ai precedenti anni, se qualcuno è fortunato. Dobbiamo dare garanzie a tutte quelle categorie che sono state in questo frangente escluse, che verranno poi ricomprese negli interventi del prossimo futuro, e più in generale a tutte quelle imprese e lavoratori che tra mille difficoltà null'altro chiedono se non di poter ritrovare quella dignità lavorativa e professionale che il Covid sembra aver avuto il triste merito di aver fagocitato. Per loro, nonché per far fronte a quelle inevitabili difficoltà che nei prossimi mesi andremo ad affrontare, abbiamo il dovere di sederci una volta tanto unitamente senza distinzioni né lotte di partito, discutere e proporre nuove valide strategie che ci consentano di portare a compimento quei grandi progetti. Scusate se esco fuori tema, non dobbiamo dimenticare di integrare in questo frangente anche la realizzazione delle grandi infrastrutture che sarebbero fonte certa di sviluppo per la nostra isola, e altrettanto certa garanzia di occupazione, e investire sul marchio "made in Sardinia", utilizzando tutti i canali di comunicazione. Dobbiamo ripartire più forti di prima non con fondazioni di sabbia, ma con fondazioni granitiche.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue DARIO GIAGONI.) Ritengo che sia doveroso oggi riconoscere che vi è ancora tanto da fare e da dare alla nostra gente, facciamolo al fine di impegnarci ancor di più perché nessuno di questi impegni appena elencati cadano nel dimenticatoio, facciamolo con la consapevolezza che la perfezione non è di questo mondo, ma che l'impegno e i buoni risultati possono in un qualche modo compensare il suo non raggiungimento. Grazie, signor Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giagoni.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. Cercherò di non ripetere o di non sovrappormi completamente ai concetti detti in maniera esemplare dai colleghi della minoranza e anche da quelli ripetuti da diversi colleghi della maggioranza. Intanto riguardo al periodo che viviamo, il periodo è tutto tranne che normale, però non è con stupore che dobbiamo guardare il fatto che nel 2020 sembra si siano dati appuntamento tutti i problemi irrisolti della nostra Regione. La realtà è che quando la professoressa di storia fa una domanda di solito pretende, come risposta, prima di tutto la causa scatenante e poi pretende anche che siano elencate un'insieme di concause. Quindi, da una parte c'è l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, dall'altra c'è lo scenario dei primi del Novecento che vedeva l'Europa trasformarsi via via in una polveriera dove l'ultima scintilla ha semplicemente dato fuoco a una situazione già esplosiva. Mi perdonerete il paragone azzardato, io non condivido chi in questi mesi ha parlato di guerra di fronte all'epidemia che abbiamo affrontato noi come tutte le altre regioni del mondo, però credo possa aiutare per capire che buona parte dei nostri problemi erano già lì ad aspettarci di fronte all'imprevedibile, al cigno nero, alla causa scatenante che ha messo in ginocchio economie più sviluppate della nostra e regioni più attrezzate della nostra, la nostra Regione non ha potuto far altro che cedere in alcuni casi. Abbiamo un bilancio regionale che negli ultimi dieci anni ha patito un taglio della spesa e dei trasferimenti continuo e inarrestabile, ma che non ha saputo reagire, non ha saputo riorganizzare la propria spesa per riuscire a costruire un'economia che potesse fare a meno dell'iniezione di spesa pubblica. Lo hanno detto anche molti colleghi della maggioranza, credo si debba essere conseguenti a queste dichiarazioni perché i nostri territori questa crisi l'avevano già, oggi però abbiamo meno possibilità di spendere a pioggia risorse pubbliche come spesso è avvenuto in passato. Abbiamo una macchina amministrativa che necessita di una riforma da almeno vent'anni, in parallelo, in questi mesi si sono dovute applicare le nuove tecnologie per consentire di permettere agli uffici regionali di portare avanti le politiche che servono a tutti e che tutti noi vogliamo che vengano portate avanti. Il risultato non è stato positivo, però ci sono multinazionali che hanno quello come sistema standard di lavoro ormai da anni, anzi in alcuni casi lo sviluppo delle tecnologie, della banda larga, la diffusione appunto di internet è stata legata anche alle esigenze che le grandi imprese avevano di organizzare meglio i propri lavoratori. La sensazione è che di fronte a questa sfida la nostra macchina amministrativa abbia ceduto, è inutile che in quest'Aula si discuta ogni volta di task force, di leggi straordinarie, si annuncino pagamenti in poche ore, tutti noi sappiamo che la macchina amministrativa ha serie difficoltà, questo Consiglio però ha abdicato al ruolo di dare una direzione. Se ne discute pochissimo di questi temi e quando lo si fa lo si fa sempre stando agli slogan e ai titoli del giornale del giorno dopo sempre sconfessati da quelli della settimana successiva. Abbiamo poi un contesto socio-economico fragile, situazioni precarie, sviluppo locale abortito, in molti casi affidato alla spesa pubblica e al sostegno sociale a pioggia. Non sempre le cifre ci dicono tutto, in quest'Aula abbiamo ripetuto, abbiamo sentito ripetere diverse volte il mantra dei 500 milioni che fanno della Sardegna la prima Regione per il "Sole 24 Ore" in quanto a interventi anti crisi. Ebbene, siamo anche la prima in quanto a sostegno ai Comuni da dieci anni, in dieci anni abbiamo dato attraverso il fondo unico circa 6 miliardi ai Comuni, però sarei più orgoglioso di questa cifra se accanto a questo numero ci fossero nuove imprese, ci fosse un aumento dell'occupazione anche nei territori più svantaggiati, ci fossero dati diversi da quelli che vedono per esempio oggi le due ricostituende Province del sud Sardegna, il Medio Campidano e il Sulcis, alle prese con il non invidiabile ruolo di province più povere d'Italia. In questa situazione esplosiva abbiamo dovuto fronteggiare un'emergenza e stiamo affrontando un'emergenza, non solo non è finita, lo sappiamo tutti, siamo agli inizi. Accanto all'emergenza sanitaria, che non è conclusa ugualmente, sta iniziando un'emergenza economica i cui effetti non sono prevedibili, ed è per questo, Assessora e colleghi consiglieri, che l'opposizione si è concentrata non sui 162 milioni, ma sui 20, 25 milioni di politiche che non hanno niente a che vedere con questo momento, che sarebbero state tollerabili in una finanziaria, in un assestamento di bilancio normale, ma che in un momento come questo non sono accettabili. Non dirlo ci avrebbe fatto venir meno al nostro impegno e anche alla serietà che dobbiamo ai sardi e anche a tutti voi. Sono la prova anche, quei 20, 25 milioni, non quattro soldi, che il discorso fatto in quest'Aula in maniera corale, perché oggi chi ha seguito la seduta non ha visto molte differenze tra le parti politiche, sono cose ampiamente condivise da tutti, però quelle politiche sono la prova che qualche differenza c'è, ed è anche la prova che forse quel discorso non è stato capito o ascoltato, oppure è stato capito e ascoltato ma purtroppo ha dovuto cedere il passo agli impegni presi prima delle elezioni e prima che il mondo cambiasse. E poi perché stiamo guardando i tempi? Non perché oggi sia giusto dare le pagelle o i voti a chi ha impiegato due settimane in meno o due settimane in più, guardiamo i tempi di questa legge perché ci preoccupano i tempi della prossima, due mesi in un periodo di crisi sono un'eternità, quando questa legge è stata annunciata alla stampa gli italiani e i sardi erano chiusi in casa a fare le pizze, le poche volte che riuscivano a trovare il lievito nei supermarket, oggi siamo alle prese invece con una economia che cerca di ripartire, ma che evidentemente ha delle serie difficoltà. Pensiamo a quello che sta accadendo al nostro comparto turistico; è un problema, ed è un problema doppio il fatto che si cerchi a volte di eludere la discussione. In un periodo straordinario ci saremmo aspettati quindi un impegno straordinario, delle tempistiche straordinaria, e l'abbandono di vecchi metodi, purtroppo in questa legislatura ci stiamo abituando a vecchi metodi in maniera anche più pesante rispetto al passato. Sulle tempistiche, mi perdonerete, il Covid c'entra poco, quest'Aula ha approvato il PRS e la finanziaria presentati con tre mesi di ritardo, l'anno scorso, ben prima dell'emergenza, ha faticato ad approvare le leggi, sono pochissime le leggi approvate da quest'Aula, e in questa situazione già precaria è arrivata un'emergenza mondiale, usiamola come ultimo avvertimento, come ultimo avviso prima di un cambiamento doveroso e non più rimandabile, perché il futuro non sarà migliore, il futuro prossimo, il futuro prossimo, i prossimi mesi ci imporranno scelte ancora più serie e ancora più determinante. Alcune misure contenute in questa legge rischiano di non dare gli effetti sperati proprio per questo motivo, e parlo per esempio della misura contenuta nell'articolo 8, quella a favore degli stagionali, è una misura importante che avrebbe meritato più risorse e forse un testo interamente dedicato a questa, non meritava questa decisione, questa politica, di finire relegata a un articolo in mezzo a un testo omnibus con dentro di tutto e di più. Lo dico perché l'Aspal, e questo è a corredo della relazione allegata al testo, segnala circa 80.000 possibili richiedenti….

PRESIDENTE. Concluda il suo intervento.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). …credo sia doveroso portarlo all'Aula… non abbiamo il dato dei licenziamenti perché sino ad agosto i licenziamenti non sono possibili, abbiamo il dato però dei contratti non riattivati. Nel 2019 furono attivati da febbraio a giugno 95 mila contratti a tempo determinato e 13 mila a tempo indeterminato, quest'anno ne sono stati attivati 39.624 a tempo determinato e 6 mila circa a tempo indeterminato, 56 mila in meno a tempo determinato e 7 mila circa a tempo indeterminato in meno, a questi va aggiunto l'apprendistato, il parasubordinato, il lavoro intermittente e quello domestico. Tra i settori solo il settore alberghiero e della ristorazione segna 30 mila contratti in meno, non stiamo parlando di dati normali, a questo si aggiungono 10 mila contratti in meno nel settore del noleggio e dei servizi alle imprese e 8800 contratti in meno di cui 7 mila attivati a donne, cioè 7 mila riguardano donne non riassunte nel settore dell'istruzione e altri settori che viaggiano con 2-3 mila contratti in meno rispetto all'anno scorso. Questo bisogno diventerà emergenziale il mese prossimo, la domanda che dovremmo farci, e chiudo, Presidente, è che anche immaginando di dare a una piccola parte di questi, perché quelle cifre bastano per soddisfare una piccola parte di questi numeri, le risorse per andare avanti a giugno e luglio, considerando che luglio sta quasi per finire, dovremmo iniziare già in questa discussione a chiederci come fornire il sostentamento anche per i mesi di agosto, di settembre e per i mesi successivi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

ZEDDA ALESSANDRA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Grazie Presidente, colleghe, colleghi, e colleghi Assessori, intanto credo sia doveroso dirvi da subito che, per come è andata la discussione, neanche io mi iscriverò al partito delle polemiche e delle accuse reciproche, ma voglio veramente provare a dare intanto il senso che ci ha portato alla stesura di questo disegno di legge, e dire da subito che nei primi mesi del 2020 avevamo un trend che stava cambiando rotta, si stava andando verso valori positivi e, guarda caso, invece proprio la pandemia ha bloccato tutto di botto, e a livello nazionale e a livello locale tutte le Istituzioni hanno avuto un arresto, come è stato per tutti i settori produttivi, e anche ovviamente per la vita di tutte le famiglie e di ogni cittadino, e allora che cosa abbiamo pensato inizialmente, è vero, la prima stesura della legge, che doveva essere una legge di emergenza, è nata intorno ai primi di aprile, ma è anche vero quello che ha detto il collega Saiu, ovvero che si stava già intervenendo prima, perché per il periodo pre Covid servivano delle nuove iniezioni di nuova economia e nuovo sostegno finanziario per quelle attività che erano maggiormente in crisi. Ed ecco che è nata la legge 8, che ha visto tutti insieme in quest'Aula mettere in campo uno strumento che è stato apprezzato, poi ovviamente è arrivata la pandemia e abbiamo assistito tutti a degli interventi del Cura Italia, Decreto rilancio, dopodiché Semplificazione, papiri lunghissimi, ma per carità! Io voglio volare alto, voglio dire che quello che il Governo ha fatto l'abbiamo integrato, l'abbiamo migliorato e l'abbiamo reso possibile come interventi nella nostra Regione, ed è per questo, e ve lo dico, che non dobbiamo temere se i 18 milioni di euro che abbiamo stanziato per gli stagionali possono non essere sufficienti, perché oggi nessuno, neppure gli studi, oggi non c'è una teoria scientifica che possa essere confermata e stiamo parlando dell'aspetto pandemico sotto il profilo sanitario figuriamoci l'economia, che dà dei dati a posteriori e anche dopo lungo tempo, e saranno i sardi a giudicare se tutte le misure che noi vi stiamo chiedendo di condividere, di non condividere, di criticare, di integrare all'interno di questo provvedimento di legge potranno davvero essere una buona soluzione. Noi pensiamo di sì, e con animo leale, di sostegno, ma di realtà soprattutto abbiamo voluto proporlo a quest'Aula, perché nasce tutto, io non ho problemi, lo sapete, con estrema onestà intellettuale quando ho da dire qualcosa che non piace lo dico e non mi nascondo, e infatti il collega Mula raccontava le mie esternazioni con i Capigruppo dell'altro giorno, perché è vero, ci può essere stato un ritardo, ma una legge che nasce e finisce così perché abbiamo accettato, o meglio, recepito anche l'ultima innovazione della Unione Europea, noi non avremmo potuto tagliare il costo del lavoro come lo stiamo facendo, nonostante tutti qui sanno che è assolutamente una mia massima convinzione, l'avrei fatto comunque, avrei trovato qualsiasi soluzione per farlo, ma grazie al nuovo framework, il nuovo regime comunitario, abbiamo potuto davvero intervenire in maniera significativa, e qui lo dico, per ogni impresa, per ogni lavoratore autonomo, per ogni tipologia, media, piccola, micro e grande impresa, e abbiamo studiato gli interventi e scritti affinché siano realizzabili. Ed è per questo che condivido con chi in quest'Aula dice che è necessario che la Regione faccia un passo in avanti sotto il profilo amministrativo, sotto il profilo organizzativo, ed è per questo che vi proporremo una unione di intenti tra gli Assessorati, una cosiddetta cabina di regia, dove dobbiamo dare gambe, con l'aiuto di tutti gli enti che possono aiutare il sistema Regione, a mettere in campo questa legge. Qualcuno chiedeva chi, come. Chi, guardate, credo che non sia esistito un provvedimento che non accogliesse davvero tante parti della nostra economia, e mi sto riferendo alle imprese, tante parti del nostro sociale, tante parti di cittadini, lavoratori, lavoratori autonomi, disoccupati, coloro che sono stati espulsi dal sistema lavoro con un licenziamento collettivo. Io glielo voglio dire, onorevole Desirè Manca, lei non deve temere perché qui dentro ci sono tutti i lavoratori di cui lei ha parlato e mi dà l'opportunità di introdurre il concetto di legge quadro, perché se vogliamo fare tutti insieme un passo in avanti dobbiamo dire cosa è una legge quadro. E la lungimiranza dei primi articoli di cui parlava l'onorevole Tunis c'è tutta! Voi sapete quanto è difficoltoso poter intervenire quando una norma non prevede determinate attività amministrative, quando non è facile tradurre una norma in atti amministrativi, quando non è facile interpretare una norma e declinarla. Ecco, questa legge vuole essere quadro soprattutto perché interviene con tutto ciò che ci servirà per una fase 2, per una fase 3. Ecco perché legge quadro ed ecco perché tanti interventi vi sembreranno strani. È per questo. Non sottende nulla se non un buon governo, una buona amministrazione. E in questo senso dico che per quanto riguarda la parte relativa agli interventi credo che, come ho sempre ripetuto, e ho voluto citarli come uno e mezzo, fase uno e mezzo, perché non siamo ancora usciti dall'emergenza. Io poi spero che alcune osservazioni sul ritorno del virus rimangano fuori da questa nazione intanto, e anzi fuori da tutte le nazioni nel mondo, però dico che abbiamo dei presupposti per essere conseguenti, e allora uno e mezzo perché stiamo pensando a quei lavoratori di cui abbiamo detto. Perché in quest'Aula ci sono dei lavoratori ai quali abbiamo detto che loro sono all'interno di questa norma, ed è sicuro che ci sono, perché qui dentro noi pensiamo a tutti loro, in particolare a chi è rimasto fuori dai nostri precedenti interventi. E ha ragione, onorevole Mula, forse sono anche più di 500 milioni perché se aggiungiamo i 60 milioni della sanità ovviamente per l'emergenza Covid probabilmente arriviamo ben oltre, e probabilmente non saranno necessari, perché a chi ci chiede se risolviamo i nostri problemi con questa norma dico certamente che no. Ma abbiamo tanto altro da investire e magari parleremo di Recovery fund insieme e magari poi parleremo anche di quello che lo Stato sta già pensando per le regioni in caso di minor gettito, perché no? Noi non siamo assolutamente esclusi da quest'altro problema ovviamente. Ecco perché dico che tutti i lavoratori sono assolutamente ricompresi. La differenza del contributo tra i lavoratori stagionali e i lavoratori stagionali del turismo e tutti gli altri lavoratori, che ci sono tutti, nasce solo dal fatto che purtroppo il turismo ha una stagione, e forse quest'anno è la sfida per allungarla questa stagione, perché vivono tre mesi all'anno esagerando. Ecco perché si è pensato per loro ad una misura un po' più incisiva, ma una misura che, avete detto bene, si ferma a luglio, magari qualcuno vedremo per agosto, ma sicuramente noi a settembre dobbiamo parlare di una fase due anche per questi lavoratori, perché a settembre avremo davvero alcuni dati veri, alcuni fatti in tema di turismo e di tutta la filiera collegata, e non solo. I trasporti, avremo dei dati sull'agricoltura, sulle nuove produzioni, ecco perché sicuramente per ottobre avremo un grande lavoro da fare insieme. E quando dico che andiamo ad intervenire ancora in ogni tipo di azienda, dico anche che siamo stati capaci di farlo insieme perché è nato all'interno di quest'Aula. Io ringrazio le due Commissioni perché si sono unite e abbiamo prodotto un testo che è stato di grande avanzamento rispetto alla bozza del 10 di aprile, ed ecco perché dico che siamo stati in grado di individuare i nuovi settori, magari ne parleremo tra poche ore o domani mattina, e devo anche dire che abbiamo fatto lo sforzo di intervenire nei settori specifici. Per esempio, anche in quest'Aula li avete incontrati ieri gli ambulanti. Perché dire delle imprecisioni? Sono ricompresi in questa norma e ci sono due volte: ci sono per la fase emergenziale e ci sono per il futuro fino al 31/12, perché loro come altri non avranno modo di fare gli eventi, non avranno modo di partecipare alle sagre, perché non ci saranno, ed è giusto che abbiano attenzioni diverse. Così come vi dico che con gli emendamenti avremo modo di confrontarci e di migliorare ancora in questa norma. Consentitemi di fare una citazione particolare per il fondo Resisto. Del fondo Resisto, questo ve lo voglio dire, ne sentiremo parlare perché saremo i primi in Italia a fare questo tipo di provvedimento, perché lo dovete anche vedere. Qualcuno ha parlato di provvedimenti di altre regioni. Anche questi li valuteremo a settembre e vedremo quante regioni saranno state in grado di fare i provvedimenti che abbiamo fatto noi, così specifici, così diretti e così sostanziosi. Ma di questo avremo modo di essere valutati in futuro. Voglio dire che qualcuno ha provato anche giustamente a ritenere estranei alcuni interventi. I settori del trasporto, ma perché non dire assolutamente come siamo messi? Invece si è intervenuti sulle merci, sul trasporto verso le isole minori. Ci lamentiamo tutti. Sappiamo il grido di aiuto che viene da parte di quelle piccole isole che fanno parte però della nostra grande isola. E allora non scandalizziamoci perché, ripeto, i giudizi ce li daranno i sardi se noi avremo mancato in qualcosa o avremo fatto bene, e così pure quando si parla di indigenti e li si abbina al pane e al formaggio perché non facciamo un po' di retrò quando vale, e abbiamo aperto a tutti, l'abbiamo migliorato, giustamente c'erano dei limiti, non solo alcuni un tipo di formaggio, ma apriamolo a tutti, apriamo alla panificazione ma per ora. Per ora! Perché, scusate, noi abbiamo avuto il riconoscimento, in questo momento spetta a noi un po' più di governo e di responsabilità. Vi stiamo proponendo questo. Se non andrà bene vuol dire che interverremo anche negli altri settori nei quali stiamo intervenendo con gli altri articoli. Ecco perché questa legge vuole anche introdurre qualche norma di semplificazione a costo zero e lo fa con i lavori pubblici, ma addirittura rimettiamo mano e interveniamo in un settore, quello dell'agricoltura, che è maggiormente in affanno. E vi dico una cosa, anche qui, colleghi, perché dobbiamo criticare a prescindere. Noi abbiamo avuto l'opportunità di fare una finanziaria e giustamente, avete detto bene, ci avete dato una grande mano, ma l'avete data alla Sardegna, non a noi in particolare, e non abbiamo avuto altre possibilità. Non è un anno normale. E vi dico di più: l'Unione europea e le misure nazionali parlano del 31.12.2020, quindi siamo ancora in tempo per intervenire su ciò che poi sarà quello più nevralgico, il settore più in difficoltà, la famiglia più bisognosa, il cittadino che ha bisogno di maggiori cure e di maggiori attenzioni. Noi vi stiamo proponendo non una legge che salva tutto, però sicuramente interviene in maniera significativa nella vita delle imprese, dei lavoratori e in particolar modo copre un'esigenza di alcuni disoccupati che davvero attendono e sono da tanto tempo senza una possibilità di sostegno al reddito. Tante altre cose mancano, qualcuna magari la colmeremo in queste ore prossime, qualchedun'altra sarà oggetto di una fase davvero, come ha detto qualcuno, di un nuovo modello di sviluppo che ci accingiamo a costruire. Io dico anche forse in qualche modo ringrazieremo, se saremo conseguenti, questo momento di pandemia. Voglio concludere solo con un ringraziamento, intanto alle Commissioni e a coloro che hanno provato tutti in quest'Aula, compresi anche fuori da quest'Aula, le associazioni datoriali, i sindacati, anche chi si è contrapposto e ci ha criticato, ma una cosa è certa, in quest'Aula questa legge non sarebbe arrivata così senza alcuni lavoratori della nostra Regione e del nostro Consiglio regionale, come Cristina Caria, come Roberto Vacca, come Betty Mallus, in particolare, che non si sono assolutamente risparmiati, soprattutto lavorandoci il sabato e la domenica.

Sarebbe arrivato un provvedimento diverso, invece è arrivato un buon provvedimento su cui noi possiamo continuare a lavorare e lo dico questo perché è un esempio importante di collaborazione ex ante tra Consiglio regionale e Regione Sardegna, e abbiamo provato anche qui a fare un'inversione di rotta…

PRESIDENTE. Assolutamente opportuno, e faccio mio il ringraziamento a chi ha contribuito a formare e migliorare questo disegno di legge, naturalmente il Consiglio regionale, le Commissioni e naturalmente i lavoratori che ci hanno lavorato con grande passione e dedizione citati dall'Assessore.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Ora, come da accordi, si riuniranno le Commissioni competenti, in maniera tale da verificare gli emendamenti presentati.

Il Consiglio si riaggiorna domani alle ore 10 e 30 e le Commissioni possono riunirsi alle ore 21 e 30.

La seduta è tolta alle ore 20 e 07.

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