Versione per la stampa http://www.consregsardegna.it/wp-content/plugins/print-o-matic/css/print-icon-small-black.png

Resoconto della seduta n. 86 del 28/12/2020

LXXXVI SEDUTA

(Antimeridiana)

Lunedì 28 dicembre 2020

Presidenza del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 10 e 42.

PIRAS ANDREA, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 14 ottobre 2020 (80), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Sara Canu, Daniele Secondo Cocco, Carla Cuccu e Annalisa Mele hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 28 dicembre 2020.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i disegni di legge numero 231, 232, 233.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 226, 227, 228, 229, 230, 234, 235.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 645 (risposta scritta pervenuta il 16 dicembre 2020), 739, 748 (risposta scritta pervenuta il 19 dicembre 2020)

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

PIRAS ANDREA, Segretario f.f. È stata presentata l'interrogazione numero 795.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

PIRAS ANDREA, Segretario f.f. È stata presentata la mozione numero 378.

Discussione della proposta di legge numero 235 Giagoni - Mura - Salaris - Mula - Cocciu - Caredda - Peru. "Modifiche all'articolo 1 della legge regionale n. 47 del 2018". (Ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento) (235)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 235.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori si stanno distribuendo un emendamento, prego due emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Sì signor Presidente, io credo che su questa vicenda più che conoscere i fatti dalla stampa e quello che è emerso dalla Conferenza dei Capigruppo, sia opportuno anche da parte dell'Assessore regionale all'agricoltura o, visto che non è presente, dall'Assessore regionale al Personale, conoscere tutte le ultime vicende che hanno portato a questa situazione di tentare un tentativo in recupero a quattro giorni dal licenziamento collettivo dei 225 lavoratori.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Comandini, onorevole Li Gioi, prego…

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Doveva intervenire l'Assessore?

PRESIDENTE. Sì però prima attendiamo, non so se l'Assessore voglia intervenire, per ribadire quello che ci siamo detti nelle Conferenze dei Capigruppo, in Commissione. Però insomma è stata chiamata in causa se volesse dire, nell'attesa che vengano, però lei sta rinunciando all'intervento?

LI GIOI ROBERTO (M5S). No aspetto l'Assessore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). In Aula non si ribadisce, si interviene perché tutto quello che è avvenuto nelle interlocuzioni a mezzo stampa nelle riunioni dei Capigruppo nei giorni scorsi o in qualunque altro luogo che non sia quest'Aula ha un valore diverso rispetto anche alla sacralità dei lavori del Consiglio, per cui siccome è stata presentata una proposta di legge con delle firme, che è entrata in Aula con una procedura d'urgenza, semplicemente per il fatto che ci si è trovati di fronte a un problema a poche ore dalle celebrazioni del Natale e a pochi giorni dalla fine dell'anno, credo che su un tema come questo, su cui si attendevano anche azioni, su cui si attendono anche azioni immediate da parte della Giunta, sia meglio iniziare la discussione con lo stato dell'arte espresso in quest'Aula da chi ha la delega e ha la competenza in materia e lo sta seguendo, appunto, all'interno dei lavori di Giunta e conosce nel dettaglio la questione. Per cui la richiesta è stata quella di aprire la seduta con un intervento della Giunta e poi successivamente far intervenire i colleghi in merito alla questione, Presidente. Quindi le chiederei in primo luogo come intende condurre i lavori e se intende dar seguito a questa richiesta.

PRESIDENTE. Allora onorevole Agus, è evidente che in Aula non si ribadisce, ma è un tema che è stato sviscerato, è stato oggetto anche di discussione in Commissione; è stata presentata una proposta di legge a firma di consiglieri, è sorta la necessità di presentare degli emendamenti, per rendere la proposta di legge coerente con quanto si era deciso in Conferenza dei Capigruppo, dopodiché se vi è ancora la necessità di fare intervenire in apertura di dibattito, fuori da quello che è il normale ordine di intervento del Consiglio all'Assessore lo possiamo fare eccezionalmente, però l'ordine dei lavori prevederebbe che intervengono i consiglieri e alla fine possa intervenire l'Assessore. Se eccezionalmente, per fare in modo che in Consiglio vi sia un clima assolutamente collaborativo e con finalità espositive della legge chiedo all'Assessore di poter intervenire con un intervento sintetico in ordine sulla necessità di questa proposta di legge, prego.

Discussione della proposta di legge numero 235 Giagoni - Mura - Salaris - Mula - Cocciu - Caredda - Peru. "Modifiche all'articolo 1 della legge regionale n. 47 del 2018". (Ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento) (235)

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

MURGIA GABRIELLA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Buongiorno a tutti intanto ringrazio anche l'opposizione per l'opportunità che questo Consiglio dà ai lavoratori Aras, che altrimenti rischiavano, appunto, il primo gennaio comunque di rimanere a casa. Come raccontato più volte in Commissione questa Giunta aveva proposto una variazione della norma, della 47 con una rettifica e un'eventuale nuovo bando in modo che si evitassero i ricorsi dei dipendenti Laore. Questo non è accaduto per cui i dipendenti Laore si sono trovati costretti a impugnare quel bando. Perché? Perché in sostanza tanti dipendenti sono stati assunti con concorso pubblico e per vent'anni non hanno avuto l'opportunità di fare delle progressioni. Molti laureati sono ancora in categoria C, e quindi invece con l'assunzione dei dipendenti Aras, giustamente tutti i laureati con specifiche competenze, sarebbero andati comunque, o andranno certamente in categoria D. Di fatto, forse non è il termine proprio ma è crudo, scavalcando tutti coloro i quali sono rimasti… prego…

PRESIDENTE. Assessore, mi perdoni. Il senso della legge è quello di mettere… anziché fare l'excursus il senso della legge è mettere al riparo i lavoratori da un difetto di legittimità che potrebbe essere censurato dalla Corte costituzionale e quindi mettere in sicurezza il procedimento normativo.

MURGIA GABRIELLA, Assessore dell'Agricoltura e Riforma agro-pastorale. Quindi cosa è successo? Allora se per la prima volta il Presidente del Consiglio mi dà la parola, mi fa dire quello che effettivamente è necessario, affinché tutto il Consiglio regionale, ma sicuramente ci sono fuori i dipendenti ARAS e ci sono anche i dipendenti LAORE è giusto che loro abbiano contezza della memoria degli avvenimenti. Allora detto questo si è ritenuto di proseguire verso questa strada, cioè continuare ad applicare quella legge 47. Ad un certo punto c'è stato un incontro anche a maggio abbiamo, sia io che l'assessore Satta, che come sapete è in convalescenza per cui non può essere presente in questo momento, io mi permetto di parlare anche per lei, cos'è successo? Anche a maggio sia io che l'assessore Satta che il Commissario di LAORE abbiamo ripetuto che forse sarebbe stato opportuno correggere la norma in modo da superare quel ricorso al tribunale e invece, insomma, si sono prese altre strade. La strada quindi che abbiamo intrapreso era quella di continuare la procedura, quindi abbiamo predisposto tutti gli atti per l'assunzione. Consapevoli del fatto che però la norma appariva particolarmente incostituzionale. Quindi attendevamo la pronuncia del TAR affinché potessimo poi prendere una decisione di insieme più compiuta. La pronuncia del TAR è arrivata come sapete qualche giorno fa; è arrivata qualche giorno fa quindi è stato necessario variare lo scenario. ma lo scenario giuridico e amministrativo, perché la volontà sia di questa Giunta sia di questa maggioranza ma anche dalla minoranza è comunque quella di assumere i dipendenti ARAS, perché? Perché intanto svolgono un servizio essenziale e sapete meglio di me qual è. Quindi è necessario assolutamente che proseguono l'attività, abbiamo fatto una serie di riflessioni, ci siamo confrontati, ovviamente anche con le istituzioni e quindi anche con la Corte dei Conti. Io personalmente mi sono confrontata anche con la Corte dei Conti per capire se c'era comunque qualche rischio e loro stessi ci hanno detto: badate che tanto fra un anno la Corte costituzionale certamente non cambierà ciò che il TAR ha sottoscritto. Per cui siamo approdati a questa proposta della maggioranza, cioè assumere i dipendenti ARAS in LAORE perché comunque LAORE è un ente pubblico a tutti gli effetti, gli daremo così la possibilità anche di avere più chance per essere prorogati a tempo indeterminato. Quindi la maggioranza ha proposto questa legge, che voi avete sicuramente visto, l'avete nei tavoli, con un emendamento perché forse c'è stato un refuso, nel senso che all'inizio si era proposta una assunzione per 6 mesi, invece abbiamo optato per i 24 prorogabili, in modo da avere tutto il tempo poi per bandire concorsi per titoli e colloquio e quindi inserirli a pieno titolo e a tempo indeterminato all'interno dell'ente pubblico, che è il braccio operativo dell'Agenzia dall'Assessorato all'agricoltura. Questo è diciamo lo scenario che si è creato questi ultimi giorni, abbiamo cercato di velocizzare, avremmo dovuto portarlo in Aula, però purtroppo come sapete c'è stato il nostro lutto, e ancora lo sentiamo del nostro collega, io mi sono seduto qui a fianco per avere la sua forza e seguire i suoi consigli tanto preziosi, questo è quanto, non so se avete necessità di ulteriori delucidazioni, possiamo chiamare anche il Direttore generale dell'Assessorato al lavoro perché ovviamente ha competenze specifiche in materia. Aggiungo semplicemente che mi sono occupata anche del laboratorio, che era quello più a rischio, perché? Perché i dipendenti del laboratorio dovevano proseguire le attività ma non avevano le attrezzature, non avevano il laboratorio, poi abbiamo predisposto un accordo col commissario di Agris, il dottor Cherchi che è stato disponibile che sicuramente seguirà in prima persona e coordinerà il laboratorio, abbiamo preso contatti e ci siamo accordati anche con il liquidatore di Aras, il dottor Picciau il quale è stato disponibilissimo e velocissimo, ha mandato immediatamente i periti del tribunale a quantificare il costo di noleggio delle attrezzature, perché come sapete le attrezzature sono per retrocessione rientrate in Aras, per cui senza quella attrezzatura in questo momento è impossibile che loro proseguano le attività di loro competenza. Quindi questo è stato già predisposto, atteniamo semplicemente l'approvazione di questa norma per dare seguito a tutti gli atti amministrativi del caso, grazie.

PRESIDENTE. Non potete intervenire, sapete benissimo ,adesso capisco tutto, però c'è un limite veramente a tutto, grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Piero Maieli. Ne ha facoltà.

MAIELI PIERO (Psd'Az). Grazie Presidente, niente però aggiungere che, visto lo spirito di collaborazione che comunque ha sempre contraddistinto anche la minoranza nei confronti di questa vicenda Aras che, tra l'altro, alcuni colleghi della minoranza conoscono già dalla scorsa legislatura. Gli accordi sono stati presi in Capigruppo, spero che vengano mantenuti. È una legge che è necessario approvare in tempi strettissimi, ma soprattutto vorrei sottolineare l'urgenza anche di una pubblicazione straordinaria sul BURAS, in maniera tale che possa essere resa subito operativa. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIANFRANCO (Progressisti). Grazie Presidente, membri della Giunta, Assessore all'agricoltura, la ringrazio per essere intervenuta e aver introdotto questa proposta di legge, colleghe consigliere e consiglieri, quest'oggi questo Consiglio e questa maggioranza si apprestano a sancire con legge il precariato a tempo indeterminato delle lavoratrici e dei lavoratori dell'Associazione allevatori regionali sardi. Parliamo di circa 250 lavoratori, molti dei quali con un'anzianità di servizio di oltre di oltre trent'anni, che viene con questa proposta di legge cancellata e vengono anche cancellati quei passaggi che con difficoltà la quattordicesima legislatura, la quindicesima e da ultimo la sedicesima legislatura, questa attuale, hanno condotto in quest'Aula per restituire dignità a quelle lavoratrici e a quei lavoratori. Mi riferisco naturalmente a quella legge, la prima che ha iniziato il percorso, la numero 3 del 2009, da ultimo quella successiva, la numero 47 del 2018, che dava attuazione all'articolo 2, il comma 40, della legge numero 3 del 2009, quest'ultima che è passata indenne alla possibilità che sta nelle prerogative del Governo nazionale di far sorgere quello che è il dubbio di costituzionalità; non è stato sollevato dal Governo nazionale grazie all'interlocuzione di quella maggioranza di allora, quella della quattordicesima legislatura e della quindicesima legislatura e di quella Giunta regionale che, attraverso una interlocuzione fattiva col Governo nazionale, ha fatto sì che quella legge non venisse rimandata alla Corte costituzionale. Arriviamo poi alla determina del commissario di Laore del 12 ottobre, se non erro, che approvava agli atti di concorso, e quindi il bando per soli titoli. Ebbene a questa determina alcuni, che hanno in qualche modo rivendicato un diritto, hanno opposto ricorso dinanzi al TAR. Noi abbiamo atteso la sentenza del TAR che in realtà non è arrivata. Non è arrivata tanto meno la sentenza di incostituzionalità di quella legge, ma non è arrivata neanche la sospensiva da parte del TAR, e allora oggi lei, Assessore all'agricoltura, che ha avuto anche dei trascorsi da ex dirigente sindacale di una nota sigla, che è anche nota ai più e forse anche a quest'Aula, che ha sempre dichiarato contrarietà all'applicazione di questa legge che è in vigore. Questa legge è in vigore. Non è vero, Assessore, mi consenta di contraddire, lei ha sostenuto che il TAR ha sottoscritto. Il TAR non ha sottoscritto, per quanto possa capire quello che è il contenuto della sentenza, non ha dichiarato l'illegittimità o l'incostituzionalità di questa norma, tant'è che non ha neanche rilevato la possibilità di dare una sospensiva a quella legge, ha rimandato alla Corte costituzionale un pronunciamento sul merito. E allora lei, Assessore, sta cancellando trent'anni di anzianità di servizio riconosciuto a questi lavoratori e sta cancellando anche tre legislature di lavoro di questo Consiglio regionale. Aggiungo anche che le debolissime memorie e deduzioni presentate anche dalla Giunta regionale attraverso l'Ufficio legale della Presidenza della Regione portano a capire quale sia stata fino in fondo l'azione da parte della Giunta.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue SATTA GIANFRANCO.) Non è vero che è un interesse primario, come lei ha sostenuto. Lei ha parlato di un servizio essenziale. Non ho visto o almeno non ho letto certamente tra le argomentazioni dedotte dinanzi al TAR la possibilità di rivendicare che quel servizio è un servizio pubblico, perché utilizziamo risorse pubbliche, è vero che è un servizio essenziale perché è un servizio essenziale fornito alle nostre aziende, ai nostri trasformatori dell'agroalimentare, è un servizio indispensabile per quanto fornito alle nostre aziende. La Giunta, e lei Assessore all'agricoltura, con colpa cosciente non ha dato attuazione ad una legge ancora oggi in vigore. Ne chiedete la modifica dopo aver atteso che le questioni legate alla vertenza precipitassero. Il curatore fallimentare di Aras da tempo ha notificato la lettera di licenziamento a far data dal 31-12 per quelli che sono in organico e in più di un'occasione io personalmente, insieme agli altri colleghi, ho chiesto di dare attuazione a quella legge ancora oggi in vigore chiedendo anche, e potrebbe essere stata una soluzione, una riforma compiuta dell'assistenza in agricoltura sul campo per evitare che l'assorbimento in Laore delle ultime professionalità rimaste in azienda, quali appunto quelle che sono oggi in cardine ad Aras, ancora per poco, è che tali risorse non venissero sottratte a questa importante missione. Non abbiamo ricevuto risposta, Assessore. Questo Consiglio e gli altri che verranno si dovranno interrogare perché le leggi regionali che noi approviamo non vengono attuate, vengono sistematicamente inattuate da parte della Giunta. Lei Assessore in questa vicenda ha delle responsabilità politiche a cui non può sottrarsi; non ha dato attuazione alla volontà di questa legislatura, la sedicesima, tanto meno a quella passata e neanche a quella della quattordicesima legislatura. Ci aspettiamo un gesto di dignità politica e rassegni le dimissioni, Assessore, glielo stanno chiedendo, e non viene solo da questa parte dell'Aula, ed è certamente un atto dovuto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori e delle assemblee che si sono susseguite in questa Assise. grazie

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampiero Comandini. Ne ha facoltà.

(Interruzione)

C'è un problema tecnico con i microfoni. Sospendo la seduta per tre minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 13, viene ripresa alle ore 11 e 20.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente, colleghi Consiglieri, signori della Giunta, io credo che sia importante su questa vicenda partire da quello che qualche giorno fa hanno detto i sindacati. I sindacati regionali qualche giorno fa relativamente all'attività di questa Giunta sono stati estremamente impietosi sui primi venti mesi di vostro Governo e devo dire che questa vicenda di Aras, come le altre vicende che vedremo anche dopo, sicuramente da ragione a quel giudizio estremamente severo, e lei, Assessore, relativamente a quel giudizio occupa uno dei primi posti quando si parla di Assessori impreparati, improvvisati, incapaci, non in grado di risolvere i problemi. Perché sa, Assessore, non tutti abbiamo la vocazione a fare politica perché la politica è una cosa seria se è fatta bene, richiede impegno, devozione, preparazione, richiede ascolto, capacità di risolvere i problemi, non di spostarli, che tanto se ne occupa qualcun altro, ma di risolverli. Questa vocazione alcuni di voi non l'hanno avuta e lo dimostrano i fatti, purtroppo, per la nostra regione e nel settore dell'agricoltura purtroppo questa vocazione manca ancora di più. Vede, Assessore, io ho seguito, anche non facendo parte della Commissione, le vicende di Aras e devo dire che queste vicende denotano proprio una scarsa capacità di ascolto, una scarsa capacità di affrontare il problema, e lo dico a lei, e faccio gli auguri all'Assessore al personale, perché so che sta poco bene e quindi dal punto di vista umano gli sono vicino, gli siamo vicini perché quando una collega non sta bene non credo che sia utile, necessario e umano non volgergli un pensiero che si riprenda al più presto possibile, però caro Assessore, voi ci avete abituato a vedere che i problemi non li risolvete con gli atti amministrativi e con le leggi perché io ancora ben chiaro in mente quello che è stato il vostro modo di risolvere questo problema di Aras, è stato un post su Facebook. Io potrei distribuire a tutti voi quel post su Facebook fatto dagli Assessori applaudendo quella risoluzione, e quel post diceva a tutti i lavoratori: "Con questo noi vi abbiamo assunto". Allora, caro Assessore, la politica, le leggi non si fanno con i post su Facebook. Le leggi si fanno applicando le leggi già esistenti, si fanno portando avanti quelli che sono i procedimenti amministrativi. Allora fate meno post su Facebook e risolvete più problemi, così fate il bene della Sardegna e così giustificate i motivi per i quali il popolo sardo vi ha eletto. Guardate, non sono i like che in qualche modo danno il peso e il senso del vostro consenso, della vostra capacità di risolvere i problemi, non sono quei like, ma sono quei 225 lavoratori, quelle 225 famiglie che per oltre cento giorni hanno bivaccato sotto il Consiglio regionale che a quattro giorni da fine anno rischiano di vedersi licenziati, sono tutti quegli operatori della campagna, pastori, gli agricoltori, tutti quelli ai quali l'Aras faceva assistenza tecnica. Quelli sono i like che in qualche modo dovete aver ben presente, non quel pollice verso l'alto. E allora questa vicenda, lo ricordava benissimo il collega che è intervenuto prima, è una vicenda antica, è vero Assessore, lei ha ragione, inizia dal 2009, si è cercato nel corso degli anni di risolvere, di intervenire, e la legge numero 47 del 2018, era uno strumento importante, idoneo per salvaguardare quelle professionalità, tant'è, e lì è la politica, quella legge non è stata impugnata perché quando è uscita da quest'Aula i consiglieri regionali di maggioranza e la Giunta di quella maggioranza, della scorsa legislatura, ha seguito quella legge sino a Roma, passo per passo, per impedire che fosse impugnata, per ragionare col Governo, per far capire che la funzione che svolgevano i dipendenti di Aras era una funzione pubblica, non era una funzione privata, che era altamente motivata quella legge, quindi quella trasformazione dei contratti all'interno di Laore, e il Governo ha capito, il Governo di allora, quella legge non è stata impugnata, è ancora valida, e può essere applicata. Invece voi avete iniziato questo ping pong su soluzioni molto articolate, alcune sospettose, alcune soluzioni sospettose, e vedremo nei prossimi mesi se è pensar male si va all'inferno, o ci si azzecca. Io in questo caso preferisco andare all'inferno e vedere i 225 lavoratori che vengano assunti da Laore, però vedremo cosa succede nei prossimi mesi. Allora, Assessore, oggi ci troviamo di fronte a un tentativo, a una soluzione in extremis, trovata in Consiglio regionale, e do atto al lavoro fatto anche dai colleghi di maggioranza, cioè quello che dovevate fare voi lo sta facendo il Consiglio regionale. Potevamo farlo forse sei mesi fa, tre mesi fa, potevamo farlo molto prima, invece siamo dovuti arrivare in Consiglio regionale. E' una soluzione che ancora prevede delle criticità, è una soluzione che in qualche modo non so se garantisca sino alla fine quello che è l'obiettivo dell'assunzione dei 225 lavoratori, è una soluzione che quindi noi non avendo neanche tutte queste riserve guarderemo con attenzione, faremo il tifo perché si possa trovare una soluzione per questi lavoratori, perché su di essi non deve in qualche modo calare quello che è lo scontro politico che ci contraddistingue in quest'Aula, però avremmo preferito un altro percorso anche su questa proposta di legge, maggiore concertazione con le parti sociali, la verifica se dagli aspetti di legittimità ci siano tutti i presupposti perché poi questa legge non venga impugnata. Perché anche le cose fatte in fretta e furia poi rischiano di non trovare quelle che sono le soluzioni a cui vogliamo in qualche modo ambire. Allora questa legge arriva all'ultimo minuto, verrà approvata, presenta tutta una serie di criticità, però rimane il giudizio politico pesante, fortemente pesante di 20 mesi persi, di venti mesi in cui siete stati a guardare, i venti mesi in cui questo problema non vi ha interessato, al di là del delle riunioni, al di là di quello che è stato devo dire una pratica di partecipazione, ma senza nessun risultato finale. E allora vi rimane il peso politico forte, per cui anche la richiesta delle sue dimissioni, credo che non sia soltanto del collega, ma credo che sia di tutta una parte dell'Aula, perché arrivati a questo punto uno deve prendersi anche le proprie responsabilità pesanti, importanti, ma che in qualche modo fanno anche capire che, al di là di quello che può essere un gioco delle parti, c'è l'assunzione di una vicenda pesante, pesantissima, che rischia purtroppo di non vedersi conclusa con l'approvazione di questa legge, e che vede ancora profonda incertezza, precarietà dei 225 lavoratori, ma soprattutto in quella che è l'attività principale più importante della Sardegna che è il nostro mondo agricolo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, colleghi, Assessori, oggi parliamo della vertenza Aras, per chi non lo sapesse ancora i lavoratori dell'Aras sono quelle persone, padri di famiglia, persone anche di 50 - 60 anni, precarie da una vita, che hanno dovuto passare giusto qualche mese accampati sotto il palazzo del Consiglio regionale in tender tenda, non perché gli piacesse farlo, ma perché avevano la necessità, e tuttora hanno una necessità che non viene garantita, relativamente a vedersi riconosciuti quelli che loro ritengono essere, e che hanno avuto rassicurazioni dalla politica nel corso di tanti anni a essere i loro diritti acquisiti. Non mi dilungherei sul definire, sull'analizzare il modo in cui la vertenza Aras è stata affrontata, un modo approssimativo, un modo grossolano, del tutto irrispettoso delle giuste aspettative che queste persone avevano verso il Governo regionale. Aspettative che sono state frustrate in più occasioni, soprattutto in quest'ultimo periodo, dove gli è stato dato per certo l'espletamento di una procedura che a oggi, il 28 dicembre, si scopre non essere possibile fare, anzi si è scoperto qualche giorno fa, e li si sta come ha detto bene il collega Satta prima destinando a una nuova era di precariato, sotto altre forme, ma comunque di precariato si tratta. Anche a me sorgono dubbi relativamente alla legge che oggi stiamo andando a votare, soprattutto per quanto riguarda l'interpretazione che in questa legge viene fornita relativamente al fatto che andando a coprire con dei posti a tempo determinato esigenze che sono state rappresentate come a tempo indeterminato all'interno dell'organico regionale, l'aggiunta di queste 250 unità non costituisca uno sforamento della soglia del 3 per cento. Cioè ce lo stiamo dicendo da soli, spero solo che i Ministeri competenti e la Corte Costituzionale non abbiano a che ridire su questo, perché è una parte fondamentale di questa legge. Allo stesso tempo io avrei desiderato avere, o meglio chi da questa vicenda ha a che perderci tantissimo, ovvero non solo i lavoratori Aras, ma tutto il comparto produttivo lattiero caseario della Sardegna, perché se chiude il laboratorio di Oristano, l'abbiamo già detto, lo ridiciamo, non potrà essere commercializzato un litro di latte, avremmo voluto avere risposte più puntuali sotto quel punto di vista. Perché la procedura che l'Assessore ci ha illustrato quest'oggi necessita della partecipazione di svariate parti, che non è detto siano tutte propense a fare esattamente quello che ci stiamo dicendo, o quello che oggi comunque auspichiamo venga fatto. Perché è una cosa molto complessa quella che si vuole fare per garantire la continuità del laboratorio di Oristano. Ovvero, a quanto ho avuto modo di capire, affittare i macchinari che sono stati messi all'incanto dalla procedura fallimentare stessa, così da consentire che il laboratorio, senza soluzione di continuità, continui a fare le analisi indispensabili, come ho già detto, perché la produzione lattiero-casearia sarda possa essere utilmente commercializzata senza problemi. Su questo io sono dell'opinione servano maggiori rassicurazioni. Sarebbe stato anche utile inserirlo in norma, o quantomeno nella relazione illustrativa, o comunque avere dei documenti che per una volta attestino e vi vincolino alle vostre parole che non possono cambiare dal giorno alla notte, perché qua in ballo c'è la vita dei lavoratori e soprattutto la vita di un comparto che non conta 250 addetti, che pur sono tantissimi e meritano rispetto, ma ne conta migliaia e migliaia. Perché se fino ad oggi avevamo i laboratori di Aras qua sotto, dal gennaio prossimo potremmo avere anche i pastori sardi, i quali sanno anche bene come dimostrare le loro ragioni e ce l'hanno già fatto vedere in altre occasioni, proprio sotto questo palazzo e non solo.

Per una Giunta che presta tanta attenzione alle necessità e alle carenze di personale, basta vedere il disegno di legge 107, aver tralasciato e lasciato negletta una vertenza di questo genere fino ad oggi pare veramente inopportuno. Inutile giustificarsi con il fatto che questa sia una vicenda piuttosto risalente, ha detto il collega Comandini, fin dal 2009 per porre una ben piccola foglia di fico su una vergogna che è anche tutta vostra, perché son passati venti mesi e in questi venti mesi ci si è ridotti a tre giorni prima del licenziamento di queste persone per poter porre una pezza che rischia di essere peggio del buco. Quindi da parte nostra non c'è mai stato ostruzionismo verso la risoluzione di questa vertenza, anzi proposte, tutte costruttive e quasi mai ascoltate. Oggi ci troviamo a votare questa legge che per forza di cose voi vi trovate a doverci proporre, da parte nostra tutta la vicinanza necessaria del caso verso i lavoratori Aras, però purtroppo questa soluzione rischia di creare per loro più problemi rispetto a quelli che hanno che hanno vissuto oggi. So che ci saranno anche degli emendamenti che porteranno a due anni prorogabili di altri 12 mesi la situazione di precariato di queste persone, lasciandovi giusto il tempo di arrivare a fine legislatura magari per fare anche un altro spot peggio di quello che è stato fatto nelle scorse settimane per raggirare queste povere persone che meritano risposte concrete.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, io trovo ingeneroso individuare nella sola Assessore all'agricoltura il capro espiatorio di una vicenda che è stata gestita malissimo, che è stata gestita come la maggioranza tutta ormai ci ha abituato con pressappochismo, con mezze verità, con situazioni dette e non dette, con commissari nominati e poi allo stesso tempo dimessi che rinunciano all'incarico, con situazioni insomma che definirle grottesche sarebbe davvero un complimento. La verità è che la responsabilità è dell'intera maggioranza, è del Presidente Solinas che non ci ha messo la faccia una sola volta su questa vicenda, che si è sempre nascosto, non ha mai detto pubblicamente, mai l'ha fatto neanche davanti ai sindacati cosa intendesse fare dei dipendenti Aras, del servizio che i dipendenti Aras svolgevano; è dell'Assessore al personale che con lo stesso pressappochismo ha fatto slogan, a questo ci avete abituato, con post su Facebook con tutti i componenti del Partito maggiore di maggioranza, della Lega, che condividevano: "Abbiamo risolto un'altra grande partita". La verità è che l'unica persona che è sempre stata corretta e ha sempre detto che non era d'accordo sul passaggio dei dipinti Aras dentro Laore era l'Assessore all'agricoltura, e oggi ce l'ha dimostrato ancora una volta con le sue affermazioni, perché è andata ad individuare una marea di scusanti, anche in questo caso, che nulla hanno a che vedere con il passo indietro che state facendo fare nei diritti a tutti i dipendenti che fino ad oggi hanno svolto un servizio pubblico, un servizio che è riconosciuto da tutti, che venivano pagati inizialmente dall'assessorato all'agricoltura, quindi non da società esterne ma dall'assessorato all'agricoltura, e che oggi con un salto di gambero, perché questo è, un salto da gambero, con quattro passi indietro provate a far diventare ancor più precari di quello che sono già, ancor più con meno diritti di quelli che hanno visto in questi anni. Perché vede, Assessore, non è vero che è a tempo indeterminato, dove legge in questa sua proposta di legge, in questa proposta della Giunta regionale a tempo indeterminato? Perché se vuole gliela leggo io: "L'assunzione a tempo determinato di cui al presente comma non costituisce in alcun modo il presupposto per l'ingresso nei ruoli a tempo indeterminato". Voi state creando nuovo precariato, sta andando in deroga a tutte le disposizioni, quelle relative al 3 per cento, che garantiscono a questa norma di essere impugnate un minuto dopo l'approvazione. E allora, Assessore, quando lei ci ha parlato della situazione di Laore, glielo ribadisco in aula, l'ho fatto nella riunione dei Capigruppo dove non è vero che c'era unanimità su questa legge, vi abbiamo detto assumetevi le responsabilità politiche dei vostri fallimenti, e allora glielo ripeto in aula, il commissario di Laore ad oggi è legittimato a firmare atti? Oppure ci sono ancora questioni da risolvere, come quella che ci ha ribadito lei in Conferenza di Capigruppo qualche giorno fa? E allora, colleghi, probabilmente oggi la maggioranza andrà ad approvare questa legge che fa fare un passo indietro a tutti i lavoratori, però non è nelle condizioni immediate di farla applicare, perché avete da risolvere il problema del commissario che state continuando a nascondere, perché avete da risolvere il problema della pubblicazione, perché avete da risolvere le vostre beghe interne di maggioranza su quali siano i posti di potere da assegnare a quale partito. E allora la soluzione migliore è anche quella auspicata, e auspichiamo anche un ripensamento è quella dell'applicazione della legge 47. Perché ad oggi io vorrei vedere il parere della Corte dei Conti che le è stato dato, dove è scritto questo parere della Corte dei Conti che ci dice che verrà sicuramente impugnata. Perché con una difesa eccellente da parte della Giunta regionale delle proprie leggi, non stiamo chiedendo di andare a difendere le cose degli altri, stiamo andando a dire "Difendete la nostra legge, quella che questo Consiglio regionale nella scorsa legislatura ha approvato all'unanimità", probabilmente oggi non saremmo in questa situazione, probabilmente oggi tutti quei lavoratori qui sotto non avrebbero patito così tanto quello che stanno subendo in questo in questo momento, perché non c'è nessuna sentenza della Corte Costituzionale ad oggi, perché è una norma che si può applicare, e a dirlo non è che un Consigliere d'opposizione, ve l'ha detto qualche giorno fa nella vostra riunione di maggioranza qualche illustre commissario che avete nominato, non lo avete voluto ascoltare, avete voluto percorrere un'altra soluzione, una soluzione politica vostra, di cui vi assumete le responsabilità senza indugio e senza la collaborazione dell'opposizione. Noi a questa norma voteremo certamente contrari, perché state andando a ledere qualsiasi tipo di diritto dei lavoratori, non state riconoscendo tutto il servizio pubblico che i tanti lavoratori di Aras hanno svolto in questi anni, perché è solo grazie a loro che qualcuno si può vantare anche in questo caso su Facebook di veder pagate alcune misure del benessere animale, e solo grazie al fatto che sono rimasti anche per mesi senza stipendio e hanno continuato a svolgere il loro servizio con abnegazione e con costanza. E allora avete il tempo per ripensarci, so che probabilmente non lo farete, so che probabilmente continuerete nella strada dell'errore, nella strada di vedervi magari impugnata la norma fra qualche giorno, e anche in questo caso proverete a dare la responsabilità al Governo di turno, o proverete a dare la responsabilità a qualcun altro, ma la verità è che tutti quanti ormai, l'hanno fatto anche i sindacati in questi giorni, sanno che avete una responsabilità politica che da venti mesi non portate avanti, che da 20 mesi non siete in grado di dare quelle risposte che i sardi, che il mondo del lavoro, che il mondo delle imprese attendono. E allora, badate, ascoltate almeno un grido di dolore da parte dei lavoratori, lasciate da parte in questo momento le beghe politiche, abbiate un ripensamento.

Presidente un appello a lei, convochi il Commissario Laore, sempre che sia in carica, e lo stesso Commissario ci dica se è nelle condizioni di poter firmare le graduatorie e successivamente l'assunzione all'interno dell'organico Laore secondo la legge 47, e ci dica così come ha fatto con voi qualche giorno fa che questa soluzione è un pasticcio, forse premeditato, non lo so, questo dovete dircelo voi, di sicuro sappiamo che neanche il presidente Solinas ha voluto prendere in mano questa vicenda, e che dietro questa vicenda ci sono due più di 250 persone che oggi rischiano davvero di non vedere un futuro all'interno dell'agenzia Laore, perché a fronte di situazioni di aumenti salariali, come lei ci ha illustrato in precedenza, ci sono persone che invece rischiano di rimanere a casa, rischiano di rimanere senza stipendio. Avete ancora una volta fatto una scelta ben precisa contro i lavoratori, contro il mondo del lavoro, contro le nostre campagne, assumetevi la responsabilità!

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, l'ennesima soluzione pasticciata, dolosamente pasticciata, tanto dolosamente che il promotore di questa soluzione ha dovuto in extremis presentare un emendamento per reinserire qualcosa che magari notte tempo una manina aveva eliminato. Una vergogna!

Duecentocinquantasei esseri umani usati e gettati dopo averli fatti arrivare allo stremo, una vergogna pianificata nei minimi particolari da una politica che sta stabilizzando il precariato, ma non un precariato qualsiasi ma quello di fior di professionisti che svolgono un compito fondamentale per l'economia agropastorale della nostra Isola. È proprio per questo motivo sono oggetto di questa inusitata barbarie, proprio per questo, perché svolgono un ruolo fondamentale e sono sottoposti proprio per questo a uno stress psicologico insostenibile, sospesi tra la certezza del precariato e la certezza della disoccupazione: una vergogna, lo ripeto. Purtroppo un legame trasversale perverso tra la politica e una parte ben identificata del sindacato ha impedito ancora una volta che si facesse giustizia. Il TAR, infatti, come i miei colleghi hanno precedentemente sottolineato, ha rinviato alla Consulta il parere di costituzionalità sulla tipologia dei concorsi, ma non l'ha bloccata, questa è la verità, non l'ha bloccata, a bloccarla ci avete pensato voi, dopo che quindici giorni fa avete urlato ai quattro venti che era tutto risolto. Io ho ricevuto innumerevoli telefonate dai lavoratori Aras che mi hanno detto: ma è vero? Abbiamo sentito a Videolina che ci hanno stabilizzato! E io ho risposto: facciamo che finché non lo vediamo realizzato è meglio non crederci e purtroppo la realtà mi ha dato ragione. Ma quando rispondevo a quei lavoratori disperati già lo sapevo che sarebbe finita così, e, tra l'altro, vi siete inventati quest'assunzione a tempo determinato che è quanto di più instabile si potesse pensare e si potesse prevedere, tenendo conto anche degli evidenti profili di illegittimità che la caratterizzano e che i miei colleghi hanno già ampiamente messo in evidenza. La verità è che state condannando i dipendenti ARAS a lanciarsi nel vuoto senza paracadute. Noi ovviamente non metteremo la firma su questa schifezza, ve la votate voi, questo sia chiaro, non saremo complici di questa palese ingiustizia, perché noi vogliamo il bene di chi da decenni lavora con coscienza, correttezza e professionalità. Noi vogliamo con tutte le nostre forze, e lo abbiamo dimostrato in tantissime circostanze, in questi frangenti vogliamo con tutta la nostra forza la loro sacrosanta tranquillità, non la loro disperazione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, la vicenda così come descritta dai colleghi e colleghe che sono intervenuti prima di me è datata indubbiamente. E siccome era già da tempo una vicenda complessa sarebbe stato necessario con cautela, per tempo adottare delle soluzioni tecnicamente sostenibili in particolar modo davanti a una certezza di intervento, di tribunali, di richieste di interventi di tribunali, addirittura intervento con sospensione del giudizio della Corte costituzionale e via dicendo. La verità è che su questo, così come su tante altre vicende, voi siete né più né meno dei ritardatari. Voi avete su tutto lo stravolgimento delle priorità, che comportano sistematicamente dei ritardi a danno di lavoratrici, lavoratori, di cittadine e di cittadini. Basti vedere le ultime vicende di queste ore, un provvedimento che arriva in ritardo, dopo che era da tempo che si sapeva che la vicenda meritava un approfondimento e approfondimenti tecnico - giuridici non semplici. E questo ritardo sistematico comporterà una serie di ulteriori problemi. L'altro aspetto emblematico quello del provvedimento che avete proposto sulla vicenda delle concessioni di pesca e acquacoltura, siccome l'Assessorato è sempre lo stesso, è sempre colpa dei vostri ritardi, avreste dovuto fare un bando, non avete fatto nulla, si arriva alla scadenza di concessioni legate alla pesca e l'acquacoltura, si arriva alla scadenza di possibilità di lavoro per i dipendenti Aras, perché voi non avete alcun senso delle priorità, dotatevi di un sistema, cosa che è presente nei più semplici studi professionali, di timer sulle scadenze. Gli studi professionali hanno un sistema molto semplice, se ci sono delle scadenze di clienti e per noi i nostri clienti da tenere in debito conto dovrebbero essere le cittadine e i cittadini, il tessuto economico produttivo, le imprese con largo anticipo viene segnalata la priorità di una scadenza; avete proposto una legge sanitaria che avete definito un momento storico ed è finita nell'arco di un paio di mesi e non ne parlate neanche più per vergogna. Avete proposto sistematicamente degli interventi urbanistici, non ce n'è uno che abbia retto davanti ai giudizi di impugnazione, richieste impugnazione, davanti alla Corte costituzionale. Avete proposto una legge 107, lo stesso Assessorato che va in deroga sull'assunzione Aras propone contestualmente l'assunzione, ovviamente a questo punto in violazione delle percentuali sul tempo determinato, perché l'avete dovuto scrivere in legge, l'abbiamo chiesto più e più volte in Commissione di avere il quadro, anche in relazione al consolidato, delle percentuali, sapendo e conoscendo la vicenda Forestas, la vicenda Aras e altre vicende, sapere qual era il rispetto delle percentuali tra tempo indeterminato e tempo determinato e consulenze. Scopriamo, perché l'avete ho dovuto scrivere, che dovete andare in deroga sul 3 per cento in relazione al fatto che è già superato abbondantemente il limite del tempo determinato sul tempo indeterminato.

L'altro aspetto è quello legato all'interesse che avete per il tema dell'agricoltura, della pesca tra qualche ora, se sarete presenti visto che siete sistematicamente assenti, discuteremo di un finto Piano Casa che anche lì mira a intervenire su norme che non c'entrano niente sul Piano Casa o il rilancio dell'edilizia o la riqualificazione dei luoghi. Come regge, Assessore, l'argomento di sostenere le tesi dell'agro, dell'intrapresa nell'agro, della vocazione agricola di un territorio, della pesca, dell'acquacoltura con la devastazione dell'agro, delle coste come si tengono insieme le due cose? La verità è che non si tengono insieme. Siete una somma di contraddizioni interne impressionanti, ma per mantenimento di interessi, di poltrone cercate di tenere latenti questi elementi di contraddizione tra voi. L'altro aspetto è che lei nel suo intervento, Assessore, non avendo assolutamente compreso lo spirito della legge, e neanche avendo ben presenti le parole e le affermazioni fatte, ha detto che il fatto di consentire l'intervento di un ente pubblico per l'adozione di contratti a tempo indeterminato avrebbe potuto determinare la trasformazione di questi a tempo indeterminato, lo sa come si chiama l'elusione di una legge. Questo è il termine non è altro. Fingere di voler adottare un provvedimento per il tempo determinato strumentalmente non inserendo la scadenza dei 36 mesi e guardando la trasformazione, vedendo la Regione soccombere di quei contratti a tempo indeterminato ha un altro profilo, non è diritto amministrativo, non è diritto amministrativo! Tanto che appena lei l'ha detto ci hanno consegnato gli emendamenti che parlano di 24 mesi più 12 perché sono rispettosi della norma sui 36 mesi, pensi un po' come non ha capito nulla del provvedimento che state portando, pensi un po' come non ho capito alcunché della norma di riferimento, sì certo l'ha scritto lei negandolo nelle sue affermazioni, peccato che sia firmato da Maieli e da un altro e non dalla Giunta. Almeno li legga, almeno li legga, poi sulla comprensione è un altro aspetto, ma almeno la lettura. Purtroppo c'è un rischio molto serio, c'è un rischio molto serio perché state scaricando su Laore ciò che avreste dovuto fare voi chiedendo a un commissario straordinario di andare in deroga sulle norme del 3 per cento, di applicare una norma che è ballerina in relazione a una stabilità che non ci sarà e che determinerà che al primo atto amministrativo di contratto, non sulla legge, che ha tempi molto più lunghi, al primo contratto, primo, fatto da Laore nei confronti di uno di quei dipendenti Aras, lo stesso sindacato, gli stessi dipendenti di Laore promuoveranno un ricorso davanti al giudice del lavoro e al TAR in relazione al primo contratto stipulato, vedrete, finirà così è l'ennesimo imbroglio. L'altro aspetto è che, sempre per quanto riguarda i ritardi, pare che siano ancora bloccati i fondi per le imprese e per i nuovi giovani imprenditori nell'Agro, anche lì sbloccati con applausi circa 8, 10 mesi fa. Non applaudite più, perché portate sfortuna a voi stessi e ai sardi, smettete di applaudire, smettete di festeggiare quando approvate una legge, perché forse almeno c'è una qualche possibilità che le cose vadano meglio, perché ogni volta che festeggiate c'è la necessità che qualcuno di noi si preoccupi seriamente, perché non c'è un festeggiamento che porti a buon fine. Così come sarebbe invece indispensabile adottare provvedimenti seri, confrontandovi con altri, la Corte dei conti non esprime più controlli preventivi dalla riforma del Titolo quinto, Assessore, ha una sezione controllo di verifica successiva e se lei ha interloquito le suggerirei di non dirlo, lo sa qual è il livello di interlocuzioni tra istituzioni di questo livello? Quello del tacere se si vuole che le cose vadano a buon fine, non parlare, non scrivere su Facebook, gliel'hanno detto e qualche volta è anche tacere nell'Aula. Si può semplicemente avere un confronto informale, perché non esiste la possibilità di pareri e controlli preventivi, e lei stessa ha detto che quel che le è stato detto è addirittura che la norma verrà sicuramente cassata dalla Corte costituzionale e quindi nessun beneficio per la questione odierna, che non lo sapevamo, non lo sapevamo che c'era questo rischio o quasi una certezza. Quindi suggerisco di lavorare, come le è stato detto e tenere le cose sotto traccia, perché più saranno sottotraccia più forse potranno andare a buon fine, invece sistematicamente di festeggiare e vedere dopo i festeggiamenti rovinare il festeggiamento fatto, peccato.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente, ventidue mesi, ventidue mesi in cui avete lavorato per arrivare fino a questo punto, cioè il nulla. Ventidue mesi in cui per venti mesi dei lavoratori si sono accampati cioè hanno vissuto, mangiato, dormito qua nel piazzale del Consiglio regionale, Una delle cose che mi ha colpito di più, Assessore, è andare a parlare con loro, è andare a parlare con loro e chiedere se in questi mesi, in cui hanno vissuto qua sotto nelle tende, avessero avuto modo, occasione di parlare anche con lei. Lei è un Assessore regionale, lei rappresenta i sardi e lei è l'Assessore regionale all'agricoltura una delle colonne portanti dell'economia della Sardegna; la cosa che mi ha colpito particolarmente di questi lavoratori e che quando io parlavo con loro, loro mi dicevano: no noi la vediamo l'Assessore passare qua e ci vede anche, che siamo mesi, che siamo giorni, che siamo accampati che viviamo qua, ma mai una volta, una volta si è fermata a parlare, a darci sostegno e anche a chiarire qual era la posizione della politica sarda, della politica regionale che sta governando la Sardegna. Lei non si è mai fermata, neanche dal punto di vista umano: mai! E non solo non si è mai fermata a parlare con loro, ha fatto passare ventidue mesi, ventidue mesi per non avere il coraggio di portarci in Aula questa schifezza! Schifezza! E con questa lei decreta, decreta quello che è il lavoro precario che noi in tutti i modi abbiamo chiesto di non ufficializzare, e lo fa con una legge dopo ventidue mesi. Qual è il motivo per il quale lei non applica la legge già esistente la 47 qual è, Assessore, qual è la volontà politica di chi sta governando questa Regione qual è? È chiaro, è chiaro a tutti è chiaro a 256 padri e madri di famiglia che per mesi, ventidue hanno dormito e mangiato qua sotto per cercare di salvaguardare il lavoro, per cercare di salvaguardare la loro dignità e il diritto alla vita. E cosa fa? Ha il coraggio il 18 novembre, il 20 di novembre di uscire con articoli sul giornale: abbiamo risolto tutto. Cosa ha risolto? Ha risolto due anni ancora di precariato, cosa risolto, ha continuato a ledere nella loro dignità di persone e lei seduta lì, che non sa neanche cosa voglia dire, trent'anni, trent'anni, Assessore, trent'anni in mezzo alla campagna e sì faccia pure così, faccia pure così seduta, ma lei è seduta lì, e il suo stipendio se lo prende, nominata anche, ci sono persone dopo trent'anni, trent'anni che si sono messi a piangere, li ascoltavo quei lavoratori, caro Assessore, mentre lei passava dritta qua c'erano persone che si fermavano con loro per ascoltare le loro ragioni, ascoltare quello che chiedevano ed era solo ed esclusivamente quello di essere assunti, un loro diritto che tutto il Consiglio regionale ha sancito con una legge, che lei doveva solo ed esclusivamente applicare, e che molto probabilmente chi è dietro di lei non glielo fa fare, questo è il problema, Assessore. E diciamolo, e non avere paura di non dirlo, e allora avete il coraggio di coprirvi ancora, di parare i colpi con una legge che è una vergogna, vergogna! Ventiquattro mesi dopo trent'anni, trent'anni di professionalità, di persone che hanno messo la vita in quello che facevano e voi avete il coraggio di venire qua e dire proviamo ancora 24 mesi, perché nessuno di voi applica una legge esistente. Trovate mille scuse, vi aggrappate a mille scuse ma è evidente la vostra volontà politica, e i sardi lo vedono, non solo noi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Manca, non essendoci altri iscritti a parlare nei termini…

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Ci sarei io.

PRESIDENTE. È fuori termine la sua prenotazione, no si è scritto dopo, si è iscritto quando mi sono seduto io, e quindi si è iscritto dopo, come altri non è il solo. Quindi ha facoltà di parlare l'assessore Murgia se vuole intervenire per dieci minuti.

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

MURGIA GABRIELLA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Allora io avrei voluto evitare di ricordare ad ognuno di voi che appena all'inizio della mia legislatura, della nostra legislatura, dopo che ho giurato, mi sono recata alla Commissione agricoltura richiamata per la questione Aras. In quell'occasione, e sarà agli atti probabilmente, ci saranno le registrazioni, ho detto: "Badate che contemporaneamente al bando dei dipendenti Aras dovrà essere fatto un bando per i concorsi interni, perché ci sono molti malumori nei dipendenti che sono passati per concorso pubblico, non per concorso riservato, perché ci sono 6000 dipendenti nella Regione Sardegna che aspettano le progressioni, aspettano di passare di qualifica, che hanno gli stessi titoli che hanno i lavoratori Aras" e quindi ho detto: "Almeno contemporaneamente facciamo i concorsi per Aras, ma facciamo progredire gli altri lavoratori". Ecco, queste mie parole sono state fiato, aria al vento. Dopodiché l'ho ribadito diverse volte perché loro stessi, i miei colleghi di Laore, i nostri colleghi perché io sono un dipendente regionale. Cara consigliera Desiré Manca, io sono stata precaria come sono stati precari loro, quindi conosco perfettamente, ho l'empatia e per quello mi sono battuta per trovare tutte le soluzioni. Dopodiché non è stata accettata questa soluzione, si è voluto andare avanti con quella legge che è palesemente incostituzionale, perché prevede un concorso riservato, siamo in una pubblica amministrazione, tant'è che alla fine il tribunale avrebbe potuto certamente farci la grazia di pronunciarsi prima, ci saremmo evitati questi giorni qua in aula per questa questione, ci saremmo evitati che i nostri cari colleghi di Aras passassero un Natale in maniera preoccupante per loro e per le loro famiglie, ma io mi sono immedesimata subito in loro perché io sono una di loro.

Volevo ricordare anche che poi l'anno successivo tutta quanta la Giunta, quindi sia la sottoscritta che l'assessore Satta, che anche il Commissario Laore, sempre in Commissione agricoltura, ed erano presenti anche i sindacati, sia i confederali che la funzione pubblica, diciamo tutti e tre dissero che l'unica soluzione era variare un minimo la norma per renderla non impugnabile e fare immediatamente i nuovi bandi per titoli e colloquio. Ovviamente c'è stata una movimentazione generale, sia di alcune parti sociali che erano preoccupate, lo capisco, ma anche dei lavoratori, ma era la soluzione migliore per loro perché tanto se noi avessimo continuato a utilizzare quella norma, che è palesemente incostituzionale, lo sanno anche i muri che fra un anno li avrebbero licenziati, e quindi che cosa sarebbe successo fra un anno? Quello che è successo in altre situazioni. Ecco quindi che, nonostante ciò, ci siamo immedesimati nei lavoratori Aras, perché capiamo benissimo, io sono una madre di famiglia e capisco benissimo quali erano le loro preoccupazioni, per cui siamo andati avanti nonostante tutto, sperando che il TAR non si pronunciasse nel frattempo perché avremmo avuto quella forza giuridica per andare avanti. Invece il TAR si è espresso evidentemente per sue ragioni, e immagino anche quali sono, forse per evitare ai lavoratori fra un anno di essere licenziati e forse perché così si sarebbero trovate altre soluzioni, si è pronunciato e si è pronunciato in maniera pesante, perentoria e certamente la Corte costituzionale fra un anno, sei mesi, otto mesi, non sarebbe andata contro il parere del TAR, per cui noi non abbiamo non potuto tenere conto della pronuncia del TAR perché è un organo istituzionale importante che non si può lasciare da parte e con prepotenza andare avanti, per cui ci siamo messi una mano sul cuore e una mano sulla coscienza per dare sicurezza alla Giunta, ma per dare sicurezza anche a quei lavoratori, ed ecco qua che c'è stata questa proposta. E ricordo anche all'onorevole Comandini che io sono l'Assessore all'agricoltura, non sono l'Assessore agli affari generali e personale. Posso vigilare sugli enti e agenzie che sono i piani operativi, come lo farò, sappia, anche per i Consorzi di bonifica, sarò molto attenta e molto precisa, perché io non ne faccio figli e figliastri, come lei sa mi sono sempre occupata anche di pari opportunità, per cui non ci sono dipendenti di categoria A e di categoria B, ci sono dipendenti tutti uguali, mamma Regione.

Mi pare di aver finito e di aver detto tutto. Grazie.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie Presidente. Io intanto vorrei chiedere al Presidente o c'è qualcosa che non funziona o qualcosa non abbiamo capito noi quando ci prenotiamo, perché anche alcuni miei colleghi si sono prenotati però probabilmente è sfuggito qualcosa a noi perché eravamo prenotati credo subito o durante il primo intervento, però intervengo sull'ordine lavori giustamente perché, non avendo avuto modo di poterlo fare prima, vorrei fare due considerazioni in modo che questa maggioranza non stia in silenzio per quanto riguarda il tema che oggi…

PRESIDENTE. Bisogna iscriversi entro la fine del primo intervento, però sull'ordine lavori prego.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Abbiamo provato, va bene, ma velocemente, nel senso che questa maggioranza non è che vuole rimanere zitta e soprattutto non vuole rimanere zitta sentendo alcuni commenti che arrivano da parte di alcuni colleghi che si dimenticano puntualmente che fino avantieri erano in maggioranza, che il problema lo potevano risolvere e oggi vengono a dirci "perché non applicate le leggi?". Oggi. Ma voi dove eravate, scusate? Perché qualcuno…

GANAU GIANFRANCO (PD). La legge è del dicembre 2018. Due mesi…

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Gianfranco, perché non sei intervenuto?

GANAU GIANFRANCO (PD). Perché nessuno ha detto queste scemenze!

PRESIDENTE. Però non interloquite… chiedo di non interrompere…

(Interruzioni)

Scusate, chiedo ai colleghi consiglieri di non interrompere chi sta intervenendo. Prego.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, allora visto che non volevo calcare la mano, però il collega, e mi delude Gianfranco che faccia queste considerazioni, quando si dicono sciocchezze perché sciocchezze ne ho sentito parecchie da quella parte, anche qualcuno quando dice che noi, scusate il termine, portiamo sfiga. Qualcuno non si rende conto che probabilmente si toccano quando vedono qualcuno di voi passare per strada, però la cosa…

PRESIDENTE. Onorevole! Onorevole…

(Interruzioni)

Scusate, onorevole Mula. Prego i colleghi consiglieri di intervenire sull'ordine dei lavori. Prego.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Siccome il collega Zedda è un maestro sull'ordine dei lavori e lui interviene sempre sull'ordine dei lavori e lo ascoltiamo e ti pregherei di stare zitto, perchè io ti ho ascoltato in silenzio, anche le fesserie che hai detto.

PRESIDENTE. L'ordine dei lavori dell'Aula lo disciplino io.

(Interruzione del consigliere Massimo Zedda)

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Io ho ascoltato in silenzio le fesserie che hai detto, puntuali, sempre le solite fesserie!

(Interruzione del consigliere Massimo Zedda)

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, lasci concludere l'onorevole Mula. Lasci concludere l'onorevole Mula. Grazie.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, quando interviene un Consigliere, altrimenti può ripetere quello che ha fatto tanto tempo fa, lo può far accomodare anche fuori dall'Aula. Io ti ho ascoltato! Eh, mi piacerebbe? Guarda, non muoio dalla soddisfazione. Io ti ho ascoltato in silenzio, non ho detto mezza parola. Ti pregherei di tapparti la bocca. Di nuovo te lo dico, perché mi porti ad essere irrispettoso. Ogni volta che tu interverrai sarò irrispettoso! Sarò irrispettoso nei tuoi confronti perché meriti solo questo.

PRESIDENTE. Onorevole Mula, grazie. Chiedo ai consiglieri di riportare in aula un clima di serenità. Grazie.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Detto questo, Presidente, siccome ho sentito tante considerazioni da questa parte, ma probabilmente mi è sfuggito qualcosa l'altro giorno in Conferenza di Capigruppo, perché ho sentito commenti da parte dei colleghi per dire che non c'erano altre soluzioni, visto che non poteva essere applicato quello che diceva qualcuno sul tempo indeterminato, e i colleghi, e non vorrei fare i nomi, tra cui anche il caro Eugenio Lai che oggi viene qui a predicare, a dire… anch'io ti ho ascoltato!

LAI EUGENIO (LEU). No, da parte mia non l'hai sentito…

MULA FRANCESCO (PSd'Az). E infatti non hai detto nulla!

LAI EUGENIO (LEU). E allora non lo dire, dì la verità!

MULA FRANCESCO (PSd'Az). E infatti non hai detto nulla!

PRESIDENTE. Però non interloquite tra di voi! Non interloquite tra di voi! Scusate! Sull'ordine lavori, onorevole Mula, stiamo concludendo l'esame di una legge opportuna e necessaria. Invito l'Aula veramente a mantenere un clima di serenità. Grazie.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Va beh, Presidente, allora siccome l'altro giorno abbiamo assistito a un altro film, io le chiederei, se non ci sono altri interventi perché adesso il collega ha detto che interverrà, ma intervieni dove vuoi, interverremo anche noi e diremo anche noi. Siccome l'altro giorno abbiamo assistito a un'altra scena in Conferenza dei Capigruppo e saremmo curiosi di sentire che quando proviamo a vederci e a cercare di concordare qualcosa per portarlo in Aula se questo tempo è ben utilizzato oppure ci sono alcuni colleghi che puntualmente continuano a venire in Aula per fare semplice demagogia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Caro Presidente, nessuno mi potrà dire che il mio Gruppo non sia stato uno dei più attivi per risolvere questo problema costantemente, anche attraverso il commissario che ha fatto delle cose eccellenti in tempi brevissimi, però voglio dirle una cosa, e lo dico ai colleghi, comportatevi bene perché il mio Gruppo, ritenendo che voi foste persone estremamente corrette, per questa legge non ha dato il 102. Non ci è stato manco chiesto e non avremmo dato il 102 se non ci sarebbe stato un atteggiamento corretto, rapido e veloce perché c'è anche un'altra legge. Il fatto di fare ostruzionismo becero non serve a nessuno e quindi se vi allineate bene, diversamente noi ci batteremo perché, essendo un 102, sia fatto con la massima celerità come prevede la legge, non con discussioni inutili perché certamente sono contrarie a quello che in Capigruppo, almeno quando c'ero io, è stato detto con senso di responsabilità.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Oppi, che richiama, e io condivido, l'Aula a recuperare un clima di serenità che ha contraddistinto anche la prima parte dell'intervento del Consiglio. In teoria ora io dovrei passare alla…

LAI EUGENIO (LEU). Sull'ordine dei lavori!

PRESIDENTE. Però… sull'ordine dei lavori, onorevole Agus.

(Interruzioni)

Non c'è bisogno! Sull'ordine lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. Intanto confermo quanto detto dall'onorevole Mula riguardo i problemi tecnici, perché io ribadisco di essermi iscritto, al pari dei colleghi, sicuramente durante il primo intervento. Probabilmente è stato considerato come primo intervento un altro che semplicemente ha richiesto l'intervento dell'Assessora all'inizio della seduta, comunque apprezzo il fatto che il Presidente stia concedendo in deroga la possibilità di intervenire nonostante non ci si sia iscritti nei termini.

Riguardo però quello che è successo io voglio essere chiaro. Per l'ennesima volta ci avete chiesto di applicare l'articolo 102 perché si è stati costretti a entrare in Aula senza avere i tempi tecnici necessari a portare a casa il provvedimento. In questo caso c'è a monte una sentenza del TAR, è vero, però è una sentenza del TAR di cui si parla da tanto e di cui la stessa Giunta regionale ha ammesso, non si capisce bene con quali doti di premonizione, di conoscere già, di fatto, la sentenza da mesi, per cui la domanda che dovete porvi è come è possibile che, pur avendo la maggioranza, la Giunta, la maggioranza nelle Commissioni, le presidenze di Commissione ogni volta si possa discutere provvedimenti importanti solo chiedendo un passo indietro all'opposizione. Badate bene, in questo caso il passo indietro non lo stiamo facendo solo noi, così come non l'abbiamo fatto solo noi per il recente assestamento di bilancio. Lo fa tutta l'Aula, forse voi più di noi, perché quando la politica decide perché è costretta a prendere per buono il testo preparato dagli uffici e il testo che gli uffici sono disposti ad applicare, la politica non ha fatto un passo indietro, ne ha fatto dieci indietro. Di fatto diventa la passacarte di chi quel giorno ti dice: "Io posso applicare solo questo, per cui approva questo perché altrimenti la gente è a casa, la gente è senza stipendio e i servizi sono fermi". Non è avvenuto solo questa volta, possiamo citare decine di momenti in cui ci è stata posta questa richiesta. In questo caso ovviamente a pochi giorni dalla fine dell'anno nessuno di noi può, senza avere gli strumenti, senza avere le interlocuzioni che avete voi con gli uffici, essere in grado di fornire una soluzione alternativa che sicuramente va bene. Abbiamo avuto mesi per lavorarci, però quei mesi li avete occupati con la propaganda dicendo che era tutto risolto. L'unico problema, e chiudo, Presidente, fino a quindici giorni fa era la mancanza della firma del Commissario, si attendeva la conferma, e allora seduta della Commissione, verbalizzata…

PRESIDENTE. Grazie. Va bene, onorevole Agus. Io ho consentito che si potesse intervenire anche dopo il primo intervento proprio per l'equivoco che c'era stato a seguito dell'intervento dell'assessore Murgia. Naturalmente è una pratica che non potrà essere ripetuta.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà. Sull'ordine dei lavori, però chiedo davvero ai colleghi Consiglieri di attenersi agli interventi sull'ordine dei lavori. Grazie.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Proprio sull'ordine dei lavori come può ben vedere consentire una giusta deroga per consentire ai Capigruppo, come in questo caso di intervenire, può essere utile nell'ambito della chiarezza e colui che beneficia della sua disponibilità, Presidente, pur essendosi iscritto in ritardo della possibilità di intervento successivo alla chiusura della discussione dovrebbe attenersi per garbo, stile istituzionale se lo possiede, all'argomento oggetto di discussione, e cioè la legge, nel dare suggerimenti, consigli, proposte, le indicazioni alla maggioranza, al proprio Gruppo, eccetera. Invece purtroppo la sua disponibilità, Presidente, anche nel consentire gli interventi ai Capigruppo, in questo caso ai Capigruppo di maggioranza, determina sistematicamente un problema, più che un'agevolazione dei lavori d'Aula, perché colui che beneficia di quella disponibilità da lei espressa non coglie l'elemento di disponibilità, ma utilizza strumentalmente quel beneficio dato da lei per poter replicare senza avere la possibilità di attivare un dibattito come normalmente accade descrizioni nelle iscrizioni ordinarie. Ora…

(Interruzione del consigliere Francesco Mula)

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ho sentito sempre quello educato di prima…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, prego può continuare.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Sempre quello che verrà inserito nel Guinness dei primati, nell'elenco dei primati…

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori. Non si faccia distrarre dal rumorio dell'aula. Prego.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). No, ci mancherebbe. Perché invece sarebbe stato molto più interessante, più che la replica di quel tipo, sgradevole e abbastanza sgradita, intervenire in merito dando suggerimenti e indicazioni, illustrando gli emendamenti, del perché e per come, qual è la strada da percorrere. La verità è che non gliene importa nulla della vicenda dei dipendenti. Quello che serve è semplicemente buttare fumo e confondere. Ad esempio a me, e chiudo Presidente, sull'ordine dei lavori, interesserebbe sapere chi ha impedito all'Assessore, insieme alla Giunta, insieme al Presidente, di poter intraprendere quella strada dall'Assessore indicata. Cioè Aras, soluzione alla vicenda, e progressioni interne, per non avere quell'elemento che invece ha rischiato, ha determinato, rischierà di veder naufragare anche questo provvedimento come i ricorsi presentati sulle altre leggi e gli altri provvedimenti.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zedda. Io solamente vorrei ricordare che gli interventi sull'ordine dei lavori non sono una modalità surrettizia di fare un secondo intervento, quindi veramente prego la sensibilità di tutti i consiglieri ad utilizzare questo strumento per il senso che effettivamente ha, per non mettere nelle condizioni il sottoscritto di dover togliere la parola, che è una pratica assolutamente odiosa, e che ogni volta che lo faccio insomma il primo che in qualche maniera prova disagio è il sottoscritto, perché la parola non si dovrebbe mai togliere a chi interviene.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, accogliendo il suo appello intervengo in dichiarazione di voto, in maniera tale da riportare anche nell'alveo del Regolamento questa seduta, però la invito naturalmente ad applicarlo ogni qualvolta anche interviene in maniera scomposta qualche consigliere di maggioranza.

Non sarei intervenuto, ma solo per ribadire quello che ci siamo detti anche nella Conferenza dei Capigruppo. Perché l'onorevole Mula, ogni volta che è nervoso prova ad intorbidare le acque per gettare la responsabilità in maniera bipartisan, quasi come se fossimo davanti a un teatrino della politica, bene non è così. Non è così perché io in rappresentanza del mio gruppo, anche in quella Conferenza dei Capigruppo, ho posto le stesse domande che ho posto oggi all'assessore Murgia e a la consulente o il direttore generale dell'Assessore al personale, Presidente, e lei ne è testimone. Ne è testimone tanto quanto ho chiesto quelle risposte e l'assessore Murgia aveva assicurato che sarebbe in Giunta una delibera per sanare la situazione del commissario di Laore, bene non c'è stata. E allora riportiamo le cose nell'alveo della verità, senza provare ad intorbidare le acque, anche perché assistere a un teatrino quando ci sono in ballo 250 posti di lavoro e le rispettive famiglie è davvero poco qualificante per questo Consiglio regionale.

Mi appello a lei, Presidente, dichiarando il mio voto contrario a questo provvedimento e auspicando un ripensamento generale, così come auspico un ripensamento generale dell'onorevole Mula sul tema dei diritti dei lavoratori, e garantendo ai dipendenti Aras di essere assunti all'interno di Laore perché, anche se la giudice di Corte costituzionale, la dottoressa Murgia ci dice che è palesemente incostituzionale, ad oggi non c'è stata nessun tipo di sentenza che dichiari la legge 47 incostituzionale. Quindi non so se l'assessore Murgia ha parlato a nome della Giunta, a nome di un sindacato, o a nome di chi, bene, non c'è stata nessun tipo di sentenza, quella legge si può applicare, così come ha già ribadito il dottor Casu, mettete il Dottor Casu nelle condizioni di lavorare, non l'avete ancora fatto!

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, anch'io intervengo per dichiarazione di voto, intanto inizio con lo scusarmi con l'onorevole Mula per l'interruzione, il tono che ho usato, che non mi appartiene, non è evidentemente corretto, ma quello che vorrei precisare è che la legge è stata approvata il 20 di dicembre del 2018, quindi a due mesi dalla scadenza del mandato legislativo della precedente Giunta, e che quindi non possono essere attribuite in piena campagna elettorale responsabilità a carico della Giunta precedente sulla applicazione della stessa. E' un modo di fare che non va bene, che non funziona, assumetevi le responsabilità di questi ventidue mesi di attesa di inadempienza che hanno portato alla situazione attuale, che è per lo meno delicata, diciamo così, intanto perché la legge non è stata impugnata da nessuno, Assessore, non è stata impugnata dal Governo, non era all'attenzione della Corte costituzionale, e quindi consentiva un'applicazione della stessa senza il rischio di interventi della Corte dei conti che erano quelli più temuti. Certo, oggi, con la sentenza del TAR, che avete voluto colpevolmente aspettare, oggi si pone un problema diverso anche di responsabilità in termini finanziari in caso di incostituzionalità riconosciuta dalla Corte dei conti. Io credo che i termini della questione siano estremamente chiari, siamo stati incapaci di dare continuità ad una legge che prevedeva il passaggio strutturale a tempo indeterminato di questi lavoratori e oggi gli proponiamo una fase di precariato con tutti i problemi che questo comporta e con tutte le complicanze a stabilizzarli con un concorso comunque aperto, a cui possono accedere tutti quanti, che garantisce semplicemente per il riconoscimento di alcuni titoli una condizione di lieve privilegio a questi partecipanti, a questi lavoratori di Aras, e quindi insomma io non credo che stiamo facendo bene oggi, stiamo provando ad aggiustare una situazione che è stata colpevolmente trascurata sino ad arrivare a questo momento, questi sono i termini della questione.

PRESIDENTE. Solo per sottolineare che noi non attribuiamo privilegi a nessuno, ma riconosciamo eventualmente i titoli in legge e le professionalità che hanno i lavoratori.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, io nel sottoscrivere quanto hanno espresso i colleghi dell'opposizione prima di me, vorrei soltanto porre all'attenzione una immagine. Immaginate se un chirurgo entra in sala operatoria e dopo l'intervento esce e dice "operazione riuscita, il paziente è morto", ecco voi siete in questa condizione, siete nella condizione in cui siete usciti con grandi proclami ma poi effettivamente il risultato è quello fallimentare, perché continuate a lavorare con superficialità lanciando messaggi che sono di propaganda e che illudono le persone, questo è il più grande dolore che si possa fare, perché ci sono come hanno detto bene i colleghi prima di me padri e madri di famiglia che dal 31 di dicembre non sanno cosa accadrà. Sfido chiunque di noi a stare su una graticola fino all'ultimo secondo, dopo aver passato notti e giorni sotto il Consiglio regionale a chiederci e chiedervi di occuparvi di questa vertenza così delicata e importante. Io penso che il TAR non ha dato un parere diciamo così, pur potendolo fare, non ha chiesto una sospensiva sui concorsi e ha rinviato la decisione finale alla Corte costituzionale. Pertanto se è vero si esprima il Commissario, l'ha detto bene il collega, e venga applicata la legge 47 che, Assessora, non è stata impugnata, io non so dove l'ha letto, ma è attiva e si può portare avanti. Io non metterei in difficoltà un settore che tutti, ognuno di voi quando parla lo riconosce come un settore strategico ed è impensabile che con i soldi e con i fondi che arriveranno dall'Europa, e che hanno un grande canale sul tema agricolo, e quindi anche sul nostro comparto lattiero-caseario, non si stia facendo nulla e si stia continuando a raccontare barzellette che incidono sulla vita delle persone, e soprattutto su un settore che per noi dovrebbe essere il pilastro portante della nostra economia. E se ci crediamo dobbiamo iniziare non a lavorare in emergenza costante, ma iniziare a lavorare in maniera programmatica e guardando gli interessi collettivi, e soprattutto portando avanti gli interessi reali di tutta la collettività, e non guardando interessi particolari, come si è fatto in questo caso. Perché questo sta comportando…

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 è stato presentato l'emendamento numero 1.

Per il esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e Riforma agropastorale.

MURGIA GABRIELLA, Assessore dell'agricoltura e Riforma agropastorale. Parere positivo.

PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, lo hanno detto i colleghi prima di me, per mesi si sono utilizzate le armi della propaganda. Purtroppo tutto quello che è stato comunicato all'esterno, io cito due incontri, l'ultimo è avvenuto il 15 dicembre e quello precedente invece relativo a un comunicato stampa di un mese, fa che iniziava con queste parole: "Dopo tanti anni la vertenza ARAS è arrivata finalmente ad una svolta. La Giunta intende dar corso all'assunzione prevista dalla legge", questo un mese fa, non a inizio legislatura quando ancora gli Assessori dovevano prendere atto di alcune vicende, ma quando ormai quelle vicende le dovevano conoscere quasi a memoria. Eppure un mese fa si parlava di dar corso alle assunzioni. Quelle dichiarazioni che non venivano da un Pinco Pallino qualsiasi, ma venivano direttamente dagli Assessori competenti hanno creato delle legittime aspettative all'esterno. In politica a volte non tutto si può fare, eviterei di parlare in quest'Aula di interlocuzioni che lo ricordava l'onorevole Zedda devono avvenire nel più stretto riserbo se vogliono essere efficaci, però è evidente che non tutto sia in mano alla politica, in questo caso però avevate qualche freccia nel vostro arco, perché la Legislatura è iniziata con una legge non impugnata, sottoposta al vaglio del Governo e non impugnata, che doveva essere applicata. E allora bisogna andare a monte, perché in questo anno e mezzo non è stata applicata? Ogni volta c'era un problema di tipo burocratico. Il tema dei ricorsi era stato affrontato in Commissione, ma in Commissione l'animo trasmesso ai colleghi non era quello di attendere la sentenza, che tra l'altro in questo caso non c'è nemmeno stata, l'animo era quello di andare avanti. Quindi quella comunicazione data anche all'esterno, ovviamente crea un problema, e oggi porta il Consiglio regionale a discutere con questa spada di Damocle che è molto lontana dalle prerogative che anche noi dovremmo avere nella nostra serenità di giudizio. Perché non l'avete applicata? Non l'avete applicata perché dall'inizio della legislatura voi state guidando con il ruotino d'emergenza. Invece di dotarvi di una struttura regionale pienamente in carica, pienamente titolata, pienamente in condizione di operare e di applicare la legge, vi siete circondati di commissari, avete commissariato la Regione, della sanità, ne abbiamo parlato anche la settimana scorsa, che di fatto è retta da persone sempre in scadenza, anzi tanti auguri anche a chi oggi si sta applicando a risolvere problemi gravissimi come è appunto la gestione di una pandemia, avendo però gli incarichi prossimi alla scadenza, che è tra tre giorni, in assenza di rinnovo, saranno appunto scaduti e dovranno essere sostituiti da nuovi manager.

Avete commissariato il Brotzu, l'ATS, Forestas, ISRE, l'ENAS, Laore, ARGEA, AGRIS, Area, Sardegna Ricerche, l'ASE, la conservatoria delle coste, poi invece cessato come commissariamento, e in ultimo l'ASPAL. Lo avete fatto in delibera, utilizzando anche un pretesto che i vostri legali, l'Ufficio legale della Regione, ma anche i vostri personali vi avrebbero dovuto consigliare di non utilizzare, cioè il fatto che il Consiglio regionale non avesse ancora approvato una legge, il DL 101, approvato in teoria dalla Giunta il 22 ottobre, che in realtà fu trasmesso al Consiglio soltanto molti mesi dopo. Con questo sistema avete avuto modo di prorogare commissariamenti che vi hanno fatto danno, perché se aveste nominato sin dall'inizio i Direttori Generali ne avevate titolo, avevate la possibilità, avevate diritto anche di nominarli, probabilmente avreste avuto nei momenti fondamentali persone in grado di firmare, di mettere una firma, non commissari che giustamente son dovuti andare nelle riunioni di Commissione, son dovuti andare a giustificarsi, perché quella frase "non sono pienamente in condizione di mettere una firma" è una sconfitta anche per noi, perché si ragiona, si discute, a volte si trova anche una linea comune, c'è chi si fa un passo indietro come l'ha fatto la Giunta che avevo un'altra idea, perché l'Assessore all'agricoltura oggi ci ha detto che non è mai stata dell'idea, dell'avviso di portare avanti quella legge, l'abbiamo scoperto oggi, probabilmente anche chi ha fatto parte delle riunioni ne aveva già contezza. Ebbene, cerchiamo di superarla questa fase, perché lo stesso gioco è stato fatto anche con l'Agenzia Forestas, non per quanto riguarda i precari, ma per quanto riguarda l'applicazione dei contratti, e anche in quel caso per quanto riguarda l'applicazione di una legge regionale non impugnata, ebbene bisogna superare questa fase perché oggi l'urgenza riguarda questo tema. Io son convinto che la soluzione che ci state prospettando non sia una soluzione e ci porterà tra un mese o tra due mesi a ridiscutere dello stesso argomento, purtroppo per i lavoratori, per cui la discussione è solo sospesa, non è conclusa, però vi chiedo sommessamente, anche per evitare di trovare i problemi ancora peggiori in futuro di superare subito questa situazione. Chi deve prendere decisioni importanti, chi deve firmare contratti, chi deve bandire concorsi ha bisogno di essere sereno anche nel prendere quelle decisioni.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Presidente, intervengo sull'articolo e sull'emendamento, in maniera particolare intervengo sul punto 2 ter, dove si parla di assunzioni a tempo determinato che vengono addirittura previste, secondo l'emendamento, a 24 mesi prorogabili una sola volta per 12 mesi. Quindi noi avremo la previsione di un contratto a tempo determinato per 36 mesi. Bene, io non so davvero se siamo davanti a una palese contraddittorietà per consapevolezza, e dunque questa è una perfida manovra dilatoria, ovvero un modo per prendere tempo, prendersi gioco dei lavoratori, oppure se effettivamente ve ne rendete conto e allora non ve ne rendete conto per incompetenza. Perché se non è possibile ed è incostituzionale, secondo quello che l'assessora Murgia ha detto in quest'Aula, l'assunzione a tempo indeterminato, io mi chiedo come sia possibile che non sia incostituzionale un'assunzione a tempo indeterminato per chiamata diretta nominativa. Ora ci rendiamo conto di quello che questo Consiglio sta approvando, o non ce ne rendiamo conto? Quando i colleghi dicevano che la toppa è peggio del buco, io credo che si riferissero a questo. Allora questo è il supplizio di Tantalo per i lavoratori e per le loro famiglie. Tantalo incatenato a un albero di frutta, vicino a una fonte d'acqua, tutte le volte che si avvicinava per bere, la frutta e l'acqua si allontanavano. Ora voi siete veramente colpevoli di come state infliggendo il supplizio di Tantalo e una punizione a questi lavoratori, una punizione che non meritano assolutamente. È una vostra responsabilità.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento numero 1.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(È approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo è stato presentato un emendamento.

Nessuno è iscritto. Metto in votazione l'articolo 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Sì grazie Presidente, vorrei suggerire all'Assessora, nel caso l'accolga naturalmente, che sarebbe opportuno inserire il vincolo del personale che oggi è in carico ad Aras, cioè quel personale che in carico al 31/12, ha la possibilità di avere diciamo il contratto a tempo determinato, no dico questo perché potrebbero anche altri fare la stessa richiesta, e quindi impugnare la stessa legge, cioè personale che è transitato negli anni in Aras, quindi noi non stiamo vincolando diciamo questa possibilità di contratto a tempo determinato per 24 mesi a quel personale che oggi è in organico in Aras. Quindi che è in organico al 31/12. Quindi qua apriamo tutto un altro fronte, quindi è giusto un suggerimento che vorrei eventualmente invitare il Consiglio e lei Assessore a cogliere giusto per non incorrere in altri ricorsi intanto.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'articolo 2.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento aggiuntivo numero 2.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

È aperta la discussione. È chiusa.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene alzi la mano.

(È approvato)

Votazione finale, con votazione nominale.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Il mio voto è contrario e per dire ai colleghi che l'emendamento numero 1, dichiarato legittimo dalla Giunta, e votato dalla maggioranza, probabilmente neanche senza chiedere il parere degli Uffici a cui sarebbe bastato trenta secondi, è chiaramente illegittimo in quanto in contrasto con la legge a cui si fa riferimento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 235.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Ora farei qualche minuto di sospensione per verificare e vedere, per fare una conferenza dei Capigruppo per verificare la seconda proposta di legge.

È convocata la Conferenza dei Capigruppo nella saletta.

Il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 53, viene ripresa alle ore 13 e 28.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori della seduta, prego colleghi consiglieri di prendere posto.

Il successivo punto all'ordine del giorno ora reca la proposta di legge numero 236.

Discussione, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento, e approvazione della proposta di legge: Mula - Cera Peru. Durata delle concessioni demaniali marittime a fini di pesca e acquacoltura (236).

Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, ci si è chiesti nelle ore precedenti a cosa servisse una norma regionale per il semplice recepimento di una normativa statale. Dopo aver anche interloquito con gli Uffici è emersa una difficoltà da parte dell'Assessorato all'agricoltura che ha la competenza anche in materia di pesca nell'applicare una norma avendo a livello regionale competenze primarie in materia di pesca e acquicoltura. Quindi per evitare ogni possibile contenzioso e per evitarlo anche alle attività che hanno nella pesca e dell'acquacoltura l'attività principale abbiamo come opposizione concordato e dato l'assenso affinché si discutesse. Anche in questo caso però non posso non ribadire il fatto che si sta utilizzando un metodo irrituale, quello della ricerca di una unanimità necessaria a portare con procedura d'urgenza un qualcosa che dovrà scaturire i suoi effetti negli ultimi giorni dell'anno e senza la quale appunto attività rischiano di dover chiudere i battenti, e anche in questo caso su un tema come questo, il tema della pesca è sempre stata una Cenerentola tra le attività su cui questo Consiglio ha potestà legislativa e non mi aspetto che cambi completamente indirizzo dell'Assessorato, perché i limiti sono quelli che hanno descritto efficacemente i colleghi nella discussione precedente, mi aspetto però che quando in futuro ci sarà necessità, anche nei primissimi giorni dell'anno, ci sia necessità di intervenire su norme di questo tipo ci sia maggior chiarezza e soprattutto venga coinvolta la Commissione competente, ogni volta che si utilizza l'articolo che prevede la procedura d'urgenza si sta facendo, una forzatura uno strappo alla prassi e soprattutto, questo almeno nella storia recente che ce lo suggerisce, si consegnano leggi spesso inesatte, spesso inadatte e molto spesso leggi che necessitano di correttivi successivi.

L'altro punto, sempre su questo testo molto brevemente, abbiamo ritenuto fosse da normare solo il tema della pesca e dell'acquacoltura, tant'è che anche nel titolo correttamente si sono inserite queste attività. Questo perché esiste una potestà legislativa primaria, dove questa potestà non c'è si rischia solo di fare danni, di creare false aspettative e la giornata di oggi ci insegna che a volte le false aspettative creano più danni delle stesse norme fatte male.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Agus. peraltro a beneficio dell'Aula in effetti c'è un decreto ministeriale 25 novembre 2020 che va proprio nella direzione di snellire gli oneri amministrativi a carico delle Amministrazioni comunali dando disposizioni in termini di concessioni automatiche per quanto riguarda le proroghe dei posteggi commerciali per operatori economici.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Franco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCO (Psd'Az). Grazie Presidente, ma intanto io vorrei ringraziare le opposizioni e ogni tanto condividiamo alcune cose e condivido pienamente le parole dette adesso dal collega Agus, perché non si può arrivare sempre all'ultimo minuto e chiedere alle opposizioni di prestarsi per presentare un 102, sempre con urgenza, sempre con urgenza. E quindi faccio un mea culpa nel senso che noi come maggioranza qualche colpa ce l'abbiamo, ma anche la Giunta penso che in tutto questo periodo non si poteva pensare di arrivare, così come abbiamo fatto con ARAS, adesso anche con le concessioni demaniali all'ultimo minuto rincorrere per andare a presentare una proposta di legge che ci abbiamo lavorato tutti questi giorni, perché sembrerebbe che sia la soluzione migliore, andando a vedere quello che stanno facendo le altre Regioni a chi con determina dirigenziale, a chi con atto di Giunta, a chi sta preparando una legge oggi non si capisce qual è veramente la strada migliore. Siccome ci è stato consigliato di proporre una legge di proroga, e noi riteniamo che sia fondamentale, urgente e importante, nell'evitare che dal primo gennaio ci sia il caos, perché se non vengono rinnovate queste concessioni è il caos. Potete immaginare quello che può succedere dico, Cabras in maniera indicativa, che dal primo chiunque può entrare in quello stagno, chiunque può fare tutto quello che gli viene in mente, quindi è naturale che siamo in ritardo, è naturale che dovevamo adottare un provvedimento, riteniamo che il provvedimento di legge sia quello più proponibile, perché comunque noi riteniamo che non verrà impugnato, perché è stato motivato e credo che i colleghi attentamente hanno capito in che modo è stato motivato, basandosi su due cose che sono fondamentali, uno che è citato in legge dello Stato che in questo periodo di Covid diciamo ci sono le proroghe e quindi vediamo di buon occhio il fatto che comunque la Comunità europea potrebbe, potrebbe usiamo il condizionale, non, e poi soprattutto che non vengono individuate come attività di servizio ma come attività produttive, dove noi abbiamo competenza primaria. Quindi il fatto di dover legiferare e dare certezza a tutti quegli operatori che dal primo gennaio non ci sarà il caos noi lo riteniamo che sia importante e fondamentale. Però comunque riconosco che grazie a tutti oggi riusciamo approvare una legge che ci permetterà di dare certezza, ripeto, a tutti quei lavoratori che a oggi vivono nella indecisione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente, vorrei replicare in dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Grazie velocemente, come la dichiarazione di voto, per dire che noi siamo favorevoli a che la materia venga gestita, affrontata con lo stesso spirito col quale l'opposizione ha favorevolmente accolto l'invito della maggioranza a cooperare in questo momento. Abbiamo una Commissione molto attiva, così come lo è stata la Commissione della precedente legislatura, e quindi pensiamo che là sia possibile trovare intese che l'intero settore possano nuovamente disciplinare facendo leva proprio sulle competenze specifiche della Regione Statuto speciale, Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Ennas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ENNAS MICHELE (LEGA). Grazie Presidente, volevo porre una questione, perché mi è sembrato di capire che non sia stato trovato un accordo, in merito a un'altra tematica che riguarda invece le concessioni per l'esercizio del commercio su aree pubbliche, noi volevamo proporre, pur essendo in qualche modo, credo, pleonastico perché laddove c'è una legge nazionale non si capisce perché debba esserci una legge regionale che dice quello che già dice la legge nazionale, così vale per questo delle concessioni demaniali marittime, però questa è stata fatta come scelta forse per convincere ulteriormente qualcuno che speriamo, Assessore, si convinca a fare le cose che deve fare, non lei, parlo di qualcuno che è con lei, che magari questa cosa li tranquillizzi al punto che fanno le cose che una legge dello Stato gli dice di fare. Noi possiamo farne anche 50 di leggi, e la proposta era quindi replicare, anche per quanto riguarda il commercio. Non ho capito perché i colleghi, mi rivolgo ai colleghi dell'opposizione, non abbiano accolto l'inserimento anche di questo emendamento di questo articolo per parificare i due argomenti, anche se in qualche modo le linee guida che lei ha citato già stabiliscono il fatto che attraverso un atto amministrativo le regioni recepiranno questa legge nazionale.

Per quanto riguarda il discorso dei ritardi io voglio fare solo un esempio per rispondere all'onorevole Agus. Io credo che in questo caso si debba trovare l'unanimità. Faccio l'esempio proprio delle aree commerciali. La legge di maggio dice che entro 60 giorni avrebbero emanato delle linee guida; le linee guida sono del 25 novembre, quindi praticamente con tre mesi di ritardo il Governo, anzi in questo caso il Ministero, ha dato la possibilità alle regioni di potere… è chiaro che si arriva a ridosso di dicembre e quindi ad applicare dei provvedimenti in questo periodo. Insomma io faccio appello in questo senso, se ci fosse la possibilità di accoglierlo attraverso un emendamento orale, oppure proponendo un'altra leggina, per trattare allo stesso modo le aree di commercio pubblico delle concessioni demaniali marittime. Grazie.

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori si era anche prenotato onorevole Caredda, però fuori tempo. Onorevole Agus, solo se è su … però se rinuncia io metterei… sull'ordine lavori velocissimo.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Mi preme ricordare che la procedura irrituale utilizzata oggi, quindi l'ingresso in Aula senza il passaggio in Commissione reso necessario dagli eventi e dall'aver saputo ieri di un problema di oggi, è limitato all'argomento che abbiamo approfondito in Capigruppo, quindi è quello di pesca e acquacoltura. Questo non vuol dire che gli altri non siano importanti, che gli altri non stiano a cuore a tutti noi. Stanno a cuore a tutti noi, ma in questa fase bisogna attenersi al titolo della legge che sta entrando in Aula e lei Presidente, lo sa meglio di me, ha il compito anche di valutare l'ammissibilità degli emendamenti in base al titolo e al contenuto.

PRESIDENTE. No, ma infatti dicevo c'è stato un approfondimento e si sono chiariti alcuni dubbi.

Discussione, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento, e approvazione della proposta di legge: Mula - Cera Peru. Durata delle concessioni demaniali marittime a fini di pesca e acquacoltura (236).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Caredda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAREDDA ROBERTO (MISTO). Grazie Presidente, colleghi onorevoli. Pochi giorni fa abbiamo votato e approvato un ordine del giorno a firma di tutti i Capigruppo di maggioranza. Non pensavo di ritornare sull'argomento a pochi giorni di distanza, anche perché in quell'ordine del giorno il testo era chiaro e davamo mandato alla Giunta di emanare una deliberazione che indicasse con precisione ai competenti servizi dell'Assessorato all'agricoltura gli indirizzi per dare immediata attuazione alla legge 30 dicembre 2018, numero 145, per la conseguente estensione dei titoli concessori sino al 31 dicembre del 2033. Ad oggi, a pochi giorni dalla scadenza delle concessioni demaniali a fine di pesca e acquacoltura, non si hanno ancora notizie dalla Giunta su come intende procedere. La proposta di legge di oggi, invece, propone un diverso iter, di far passare questo atto per legge. Mi risulta che chi ha proceduto in questa maniera ha visto impugnata la legge, vedi il caso similare del Friuli Venezia Giulia. Il mio voto sarà favorevole, anche se non nascondo la mia perplessità per questo modo di agire e avrei preferito che si andasse nella direzione prevista dall'ordine del giorno di pochi giorni fa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Sì, esprimo il voto favorevole del Gruppo del PSd'Az. Intanto, Presidente, mi son dimenticato di ringraziare due colleghi che avevano lavorato su quell'ordine del giorno che adesso ha citato il collega Caredda e io capisco la sua perplessità, perplessità e amarezza, perché trovarsi in una condizione quando lui dice giustamente in alcune regioni è stata adottata una delibera di Giunta perché non viene adottata una delibera di Giunta, ci fa pensare. Allora noi per correre al riparo abbiamo detto, consultandoci, facciamo una legge e così ci mette al riparo da altre considerazioni. Quindi io lo volevo semplicemente ringraziare per il lavoro che ha fatto e oltretutto lui insieme al collega Giagoni, che adesso interverrà, sono stati poi i promotori che hanno sollevato il problema e abbiamo provato a costruire questa legge che probabilmente non soddisferà tutti, però, Presidente, se mi è permesso su quello che ha detto il collega Ennas io inviterei l'Aula a riflettere, perché visto che non c'è stata la possibilità di potere integrare questa proposta di legge abbiamo tutto il tempo, sia oggi, sia domani e dopodomani che saremo in Aula, di preparare allo stesso modo una leggina, magari condividendo con le opposizioni, loro credo che diano la disponibilità per approfondire, perché comunque lasciar fuori anche quel settore noi riteniamo che potrebbe essere comunque un danno. Ecco riflettiamoci. Noi siamo disponibili e siamo assolutamente d'accordo, sia oggi o domani, di poter vedere anche e daremo una mano per costruire anche questa proposta di legge in quella direzione che ha proposto il collega Ennas.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie Presidente. Noi voteremo la legge, ma lo strumento che stiamo utilizzando è errato perché andava recepita la legge numero 145/2018 con un atto amministrativo e non con legge regionale, che rischia di essere oggetto di impugnazione, e ha fatto bene prima il collega Caredda a sottolineare il caso del Friuli Venezia Giulia. Ringrazio l'onorevole Mula, molto amorevole nelle sue parole, però in questo momento noi ci stiamo assumendo delle responsabilità e poi mi rivolgo all'Assessore. Caro Assessore, inizi a prendersi le proprie responsabilità e utilizzi lo spirito di gruppo e non addossando ogni volta responsabilità ai suoi colleghi o al Consiglio. Spero che certe decisioni non vengano prese o indicate da qualche funzionario. E poi mi rivolgo anche all'assessore Sanna, in vista dell'ormai imminente scadenza del termine relativo al rilascio dei titoli di concessione demaniale marittima ad uso turistico-ricreativo, di riferire a quest'Aula quali siano le azioni intraprese nei confronti dei Comuni costieri ancora inadempienti. Pur apprezzando l'interessamento mostrato da parte vostra con l'invio della nota a tali comuni, il pochissimo tempo ormai a disposizione rende, a mio avviso, doveroso un ulteriore tempestivo e decisivo intervento. Non è più tollerabile, credo, infatti, una disparità di trattamento nei confronti di queste piccole, ma importanti realtà imprenditoriali con le quali abbiamo noi tutti preso un preciso impegno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Il tema dell'intervento con legge è strettamente legato al fatto che nel Titolo secondo sulle funzioni della Regione, nello Statuto, e nell'ambito delle competenze nelle quali la Regione ha potestà legislativa, vi è all'articolo 3, lettera i), la caccia e la pesca. Cosa significa questo? Che è sollevata da responsabilità l'Assessore e l'Assessorato? No, tutt'altro. Arriviamo ad una data di scadenza, ormai a poche ore dal rischio di perdita di occasioni di lavoro e di concessioni per l'attività di pesca e acquacoltura perché in quasi due anni non è stato fatto nulla circa i bandi. Le associazioni di categoria hanno chiesto e chiedevano da tempo che venissero fatti i bandi per quanto riguarda le concessioni di acquacoltura e pesca. Non è stato fatto nulla e rischiamo con un provvedimento di questo tipo, anche per la fretta, e quindi l'assenza della tempistica congrua per la verifica, le audizioni in Commissione, i passaggi, gli approfondimenti, rischiamo che anche questo sia un provvedimento, per quanto nell'ambito della nostra disponibilità si guardi a un beneficio per quelle attività, il rischio è sempre dietro l'angolo perché la fretta è cattiva consigliera. Gliel'hanno detto, Assessore, anche dalla parte della maggioranza: c'è una lentezza nell'azione amministrativa del suo Assessorato che è imbarazzante. Lo abbiamo visto prima con i dipendenti Aras, lo abbiamo visto con lo sblocco delle procedure per i pagamenti nell'ambito dell'intrapresa economica nell'agro, lo vediamo oggi con l'assenza dei bandi e che cosa ha rischiato tutto il settore per quanto riguarda pesca e acquacoltura. Serve un altro passo. Non glielo diciamo più solo noi, glielo stanno dicendo anche dai banchi della maggioranza. Il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Io credo che, Assessore, per lei oggi non è una giornata fortunata. Non è una giornata fortunata. L'abbiamo visto in precedenza sulla discussione del provvedimento che riguarda i lavoratori dell'Aras, non lo è adesso per quanto riguarda la proroga delle concessioni a fini di pesca e acquacoltura, e non perché lo diciamo noi, perché è chiaro che le voci che si sono sollevate da parte della maggioranza dicono con chiarezza quello che noi da tempo diciamo, che lei non gode più della fiducia da parte di ampi settori della sua maggioranza. Probabilmente questa non è una questione su cui noi vogliamo intrometterci, non è una questione nostra, però non possiamo che rilevare che questo sta in qualche modo causando fortissimi ritardi nell'attività del suo Assessorato, ritardi che poi si ripercuotono su quelle che sono le azioni nei confronti di un settore importante, importantissimo come il settore dell'agricoltura, del mondo agropastorale, della pesca e da parte nostra, è stato ricordato dal Capogruppo del Partito Sardo d'Azione, abbiamo dato tutta la massima disponibilità a sostenere e aiutare su questo settore che riguarda il rinnovo delle concessioni per pesca e acquacoltura, però, caro collega Mula, non possiamo non rilevare che la soluzione proposta ha delle forti criticità, fortissime criticità. La prima criticità, oltre che di natura giuridica, sulla quale saranno i competenti organi dello Stato a intervenire, è data dai ritardi di mesi, perché il problema delle concessioni di acquacoltura e pesca non è nato all'inizio del mese di dicembre, non è stato trovato nel pacco dono natalizio. Questo è un problema che dura da mesi, lo sapevano tutti, lo sapevamo tutti che le concessioni scadevano il 31.12.2020, era necessario arrivare oggi al 28 dicembre per intervenire su questo importante e delicato settore economico che ricordo a lei, Assessore, dà lavoro a oltre mille persone. Dà lavoro a oltre mille persone e oggi dobbiamo arrivare con una soluzione debole, pasticciata, fragile. Ora questo non è il passo che noi vogliamo sul settore agricolo, sul settore della pesca, questo non è il passo che vogliamo noi sul mondo produttivo isolano. Cambiate passo. Se avete problemi all'interno della vostra maggioranza ve li risolvete, riunitevi a Villa Devoto, riunitevi in un capanno, ma non potete più permetterci di arrivare a oggi a risolvere i vostri problemi con queste pezze. La Sardegna merita di più, è ora di finirla. Caro collega, non era sino ad avantieri…

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente. Condivido totalmente l'intervento dell'onorevole Comandini. Io non sarei intervenuto se non avessi sentito che tre Capigruppo di maggioranza hanno praticamente anche quest'oggi e anche su questo punto sfiduciato l'Assessore, e me ne dispiace perché sicuramente l'Assessora e la sua macchina amministrativa avranno certamente delle responsabilità però, badate, individuare sempre capri espiatori per un fallimento che è di tutta la vostra maggioranza lo trovo davvero poco elegante nei confronti dell'assessora Murgia. Noi ci asterremo perché avete già detto abbastanza, e l'ha detto anche l'onorevole Caredda, che è un Capogruppo di maggioranza, e l'hanno detto qualche giorno fa anche le associazioni in rappresentanza dell'acquacoltura e della pesca, che questo tema si sarebbe potuto risolvere tranquillamente con un atto amministrativo. Così non è stato. Abbiamo aspettato invano, così come nella situazione Aras, così come nella risoluzione di tutti i problemi del comparto agro-pastorale. Avete trovato anche in questo caso una soluzione al limite della incostituzionalità, al limite, anche come tempistica, per il rinnovo delle stesse concessioni, l'avete fatto perché siete impegnati su altro. A voi poco importa delle questioni del mondo del lavoro, poco importa delle situazioni emergenziali che sono presenti in quest'isola, l'importante è che riusciate a trovare i vostri equilibri interni e lo state dimostrando ampiamente, però, badate, il mondo delle campagne non merita tanto. Io non lo so, Assessora, se la responsabilità è solo sua o se la condivide con altri esponenti di maggioranza, di certo è che c'è bisogno, e concordo con l'onorevole Comandini, di un cambio di passo.

All'onorevole Ennas, Presidente, e qui intervengo sull'ordine dei lavori, dico che se c'è necessità di approvare la leggina con un provvedimento si sospenda l'Aula, si entri in Commissione e si affronti il tema delle concessioni per i commercianti. Sono sicuro che anche lì, approfondendo il tema, si troverà un punto d'incontro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Cera per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CERA EMANUELE (FI). Grazie Presidente. Sarò brevissimo, giusto per confermare il parere positivo al provvedimento da parte del Gruppo di Forza Italia, non fosse altro perché questo argomento delle concessioni demaniali degli stagni ha visto l'attenzione del Gruppo di Forza Italia che ha presentato anche un'interpellanza proprio in relazione al fatto che da parte dell'Assessorato all'agricoltura e alla pesca nessun atto amministrativo veniva prodotto. Quindi la proposta di legge odierna, che vede come firmatario anche il sottoscritto, tenta di dare certezza a un comparto che non dimentichiamo occupa centinaia e centinaia di persone che aspettano di avere la certezza di poter utilizzare il bene, anche perché attraverso l'utilizzo di quel bene hanno portato avanti degli investimenti che hanno un impegno pluriennale e non possono essere assolutamente messi in discussione. Pertanto il provvedimento odierno da parte del Consiglio regionale è un provvedimento di assoluta consapevolezza, è un'attribuzione di responsabilità altissima, con una motivazione certamente forte, impegnativa, che è quella del momento che tutti noi stiamo attraversando, quello legato alla pandemia, quello legato al Covid, che ci mette nella condizione di recepire un provvedimento nazionale, una legge nazionale, con queste giustificazioni. Pertanto il Gruppo di Forza Italia, come detto, non può non votare favorevolmente al provvedimento avendolo proposto con spirito di assoluta responsabilità all'Aula. Auspichiamo che da parte dell'Assessorato non si arrivi all'ultimo momento, così come sta succedendo oggi, e che le proprie responsabilità vengano assunte nei tempi accettabili, diversamente torneremmo così come stiamo tornando oggi a dover rincorrere, quindi in una corsa contro il tempo per approvare dei provvedimenti a salvaguardia dei posti di lavoro.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

MURGIA GABRIELLA, Assessore dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale. Oggi mi prendo tutte le disgrazie di questo mondo, anche se ricordo sempre che sono l'assessore all'agricoltura e alla pesca. Comunque volevo chiarire un concetto, certamente questa Giunta si assume le proprie responsabilità e se le assume tutte, però vi volevo ricordare che la proroga nel 2014 è stata fatta con una legge del Consiglio regionale, che è l'organo deputato per. Quindi il rischio di prorogare al 2033 addirittura, con una delibera di Giunta, era altissimo, perché come si impugnano le leggi di un autorevole Consiglio regionale si impugnano anche le delibere. Quindi nel caso in cui questa leggina venisse impugnata, così come ha spiegato prima il mio direttore generale è capitato altre volte, però è anche vero che noi siamo in grado di legiferare sulla materia, per cui la Corte costituzionale ha reso poi la norma nel pieno rispetto della legge. C'è un problema, perché non è stato fatto anche con delibera di Giunta, e questo io lo dico perché ne ho parlato diverse volte, sia con diversi consiglieri regionali che conoscono perfettamente le questioni giuridiche e amministrativa del caso, ne ho parlato ovviamente con le associazioni, perché io uso ormai condividere quasi tutto con le associazioni di categoria. E ho appunto esplicitato loro qual era il rischio, cioè intanto prorogare al 2033 in qualche modo si limita la possibilità a nuove concessioni, si limita la possibilità a intraprendere un'attività di pesca ai giovani, perché voi come sapete il rilascio delle concessioni avviene per procedura pubblica nel rispetto dei principi di mutuo riconoscimento, di non discriminazione, di pari trattamento, di proporzionalità, di trasparenza, di libertà di stabilimento in un'economia di mercato aperta. Quindi le concessioni si prorogano, ma si danno anche con pubblica manifestazione. C'è un altro problema anche, sardo, che molti conoscono, e io stessa ho partecipato a diverse riunioni, nello specifico lo stagno di Santa Gilla, ci sono tantissime problematiche, tantissimi abusi, e c'è anche un'evidente verifica sottoscritta pubblicamente dalla Procura della Repubblica. Per cui prorogare di botto con un atto amministrativo, ossia con una delibera di Giunta, metteva non solo l'assessore all'agricoltura nelle condizioni di avere poi delle difficoltà in termini giuridici, ma anche tutta la Giunta perché come sapete è un organo collegiale, per cui c'erano diverse problematiche serie, certificate, radicate che hanno fatto sì che optassimo per la proroga come è stato fatto nel 2014, esattamente per le stesse questioni.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, io ribadisco il suggerimento precedente, è meglio tacere. Io non lo so quale sia l'impressione delle colleghe e dei colleghi, in estrema sintesi circa l'intervento dell'assessore all'articolo 1, quindi stiamo prorogando noi con legge, perché così la responsabilità è di tutti, mal comune mezzo gaudio, perché sicuramente la proroga fatta così ma con atto amministrativo sarebbe illegittima, con gravi sanzioni penali, perché vi sarebbero su alcune vicende anche già interventi della Procura della Repubblica. Io non lo so come si debba chiedere veramente di avere un minimo di consapevolezza di quel che si afferma. Lei, Assessore, ha parlato di proroga di coloro che sono abusivi, mi dice qual è il principio del diritto che si può prorogare l'abusivismo in essere a Santa Gilla? Santa pazienza! Guardi, io purtroppo sono uno dei pochi che l'ascolta, per mia sfortuna!

PRESIDENTE. Scusate! Onorevole Zedda, lei può intervenire, esprimere…

Scusi, Assessore, però quando non ha la parola usi la cortesia di non interloquire col Consiglio. Se vuole parlare si prenota e le do la parola. Onorevole Zedda, nei suoi confronti, la prego anche rivolgersi all'Assessore organismi con toni e termini che siano consoni a quest'aula.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, mi rivolgo a lei, secondo lei è utile in questa fase per noi tutti iniziare un intervento, durante una pandemia che miete vittime, dicendo "purtroppo sopporto molte disgrazie", è utile per chi ci ascolta? Cioè chi ascolta la politica, e badate io sono di quelli convinto sempre che difficilmente si riesca a distinguere opposizione e maggioranza, arriva la protesta contro tutti e travolge tutti. È utile inserire dinamiche di ulteriore complessità, se non addirittura incertezze profonde, nel momento in cui si sta votando un provvedimento? E' utile dire "beh, avremmo dovuto, perché la norma altrimenti se l'avessimo fatta in Giunta sarebbe stata illegittima"… lo chiarisco a me stesso prima che a lei, Presidente, visto che sto interloquendo con lei. Quello che si è detto prima è né più né meno questo, che è un principio del diritto, che la proroga può essere fatta nell'ambito dell'espletamento delle procedure di bando e l'aggiudicazione, interpreto ciò che malamente è stato detto prima. Allora se è così, mi spiegate perché stiamo andando a fare un atto che potrebbe anche esso naufragare, visto che stiamo parlando di pesca e acquacoltura, e non invece andando a correggere nella direzione che forse sarebbe quella più congrua, cioè di inserire nell'ambito della norma che c'è una proroga fino all'espletamento delle procedure di bando e l'aggiudicazione, che non significa sei mesi, un anno, perché sono procedure complesse. Chi ha impedito all'Amministrazione regionale, Presidente, io non penso che sia stato lei, di far questi bandi? Cioè, sembra che ci sia una voce, come dire, come il grillo parlante, non il riferimento al Movimento 5 Stelle, ma in riferimento a Pinocchio, in relazione alle verità e alle menzogne distribuite e che stiamo ascoltando, sembra che ci sia un intervento del grillo parlante: "Eh, l'avevo detto, sarebbe stato necessario fare quello, non mi avete ascoltato", ma che siamo noi assessori? Lei, Presidente? L'altro aspetto è, io ritengo sommessamente che il problema sia in capo al Presidente, nel non dare priorità circa le tante problematiche, e in questo al netto della considerazione che si può avere sull'efficacia dell'azione amministrativa di alcuni assessorati, mettiamola così, in generale, c'è un'assenza di indicazioni di priorità date dal vertice ai singoli assessorati, e lo stiamo vedendo in questa ultima fase dell'anno su tantissimi provvedimenti che sono totalmente scollegati dalla tempistica che invece avrebbe potuto, se rispettata, arginare diversi problemi.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 236/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta. I lavori sono aggiornati alle ore 15 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 56 .

Aumenta dimensioni caratteri
Alto contrasto