Cagliari, 29 giugno 2026 – “La legge elettorale e la doppia preferenza di genere non hanno prodotto i risultati che ci aspettavamo”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, che oggi è intervenuto al convegno su “La cittadinanza delle donne in Italia e in Sardegna. Politica e diritti a 80 anni dal diritto di voto”, nel corso del quale è stato presentato l’esito della ricerca scientifica condotta nell’ambito del progetto “Donne in politica”, progetto nato in seno alla IX CRPO e sviluppato in coordinamento con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Cagliari.
“In questo periodo storico – ha sottolineato il Presidente – abbiamo dieci donne elette nel Consiglio regionale, tra loro la prima donna presidente della Regione e due presidenti di commissione. Ma possiamo e dobbiamo migliorare, partendo da un dato che deve farci riflettere: rispetto ai grandi movimenti femminili che hanno caratterizzato e dato vita alle importanti battaglie del passato, negli anni è venuta meno la partecipazione, la voglia di mettersi in gioco. Lo riscontriamo nella politica, nell’associazionismo, nel movimento sindacale. Riguarda tutti, non solo le donne, basta vedere le ultime elezioni amministrative: in tanti Comuni c’è stata difficoltà a completare le liste, a presentarne più di una. Eppure, quando le donne si mettono in gioco e vengono elette alla guida dei Comuni, spesso ottengono la riconferma e con consensi maggiori del primo mandato, a dimostrazione delle capacità amministrative che dimostrano”.
Per il presidente Comandini la riflessione sui diritti delle donne deve andare di pari passo con quella sulla partecipazione, in tutti i settori: “dalla politica al mondo del lavoro, dobbiamo favorire la presenza femminile e in maniera paritaria. Il cambiamento si costruisce con le riforme, abbiamo bisogno dell’apporto di tutti”.