CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 515/A
INTERROGAZIONE MELONI Corrado – TRUZZU – PIGA – CERA – FLORIS – MASALA – MULA – RUBIU – SORGIA – USAI, con richiesta di risposta scritta, sulla criticità nella reperibilità telefonica del servizio di continuità assistenziale (Guardia medica) di Quartu Sant’Elena.
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I sottoscritti,
PREMESSO che:
– il servizio di continuità assistenziale, già Guardia medica, costituisce un presidio fondamentale dell’assistenza sanitaria territoriale, in quanto garantisce la risposta ai bisogni sanitari non differibili nelle fasce orarie nelle quali non sono ordinariamente disponibili il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta;
– la continuità e l’effettiva accessibilità di tale servizio assumono particolare rilevanza in un territorio vasto e densamente popolato come quello di Quartu Sant’Elena, terza città della Sardegna per popolazione, caratterizzato da un centro urbano di notevoli dimensioni e da un’estesa area extraurbana e costiera, nella quale risiedono stabilmente migliaia di cittadini;
– proprio l’estensione territoriale del Comune e la presenza di numerosi nuclei abitati distanti dal centro rendono indispensabile garantire modalità di accesso certe, tempestive ed efficaci ai servizi sanitari territoriali, con particolare riguardo alle persone anziane, ai pazienti fragili, alle persone con disabilità e, più in generale, a tutti coloro che presentino difficoltà negli spostamenti;
CONSIDERATO che:
– secondo quanto riportato da organi e canali di informazione, nella serata del 24 settembre 2026 il recapito telefonico della continuità assistenziale di Quartu Sant’Elena sarebbe risultato non raggiungibile, con la conseguente impossibilità, per gli utenti che avessero necessità di assistenza, di mettersi in contatto telefonico con il servizio;
– diversi cittadini hanno segnalato nei giorni successivi episodi similari che destano preoccupazione e allarme nella popolazione rispetto a quella che, qualora confermata, si configurerebbe una grave criticità organizzativa, poiché la mera presenza formale di un presidio sanitario non può essere considerata sufficiente se al cittadino non viene contemporaneamente garantita la possibilità concreta di contattarlo e di ricevere indicazioni sulle modalità di accesso all’assistenza;
– l’irreperibilità telefonica del servizio può determinare conseguenze particolarmente rilevanti per i pazienti anziani, fragili o non autonomi e per coloro che, per le proprie condizioni cliniche o personali, non siano nelle condizioni di raggiungere autonomamente la sede della continuità assistenziale;
– un simile disservizio rischia inoltre di determinare un improprio ricorso al sistema dell’emergenza-urgenza e ai pronto soccorso anche per situazioni che potrebbero trovare risposta nell’ambito dell’assistenza territoriale, contribuendo così ad aggravare il carico sulle strutture ospedaliere;
TENUTO CONTO che:
– l’efficacia della medicina territoriale dipende non soltanto dall’esistenza dei servizi, ma dalla loro effettiva accessibilità e dalla capacità del sistema sanitario di fornire al cittadino un percorso chiaro e immediatamente utilizzabile in caso di necessità;
– occorre inoltre assicurare ai cittadini informazioni chiare e uniformi circa la possibilità di rivolgersi, in caso di indisponibilità o mancata raggiungibilità del presidio territorialmente competente, ad altre sedi di continuità assistenziale e circa l’eventuale applicazione di ticket o altre forme di compartecipazione alla spesa;
RITENUTO che:
– non sia accettabile che, soprattutto nelle ore nelle quali gli ambulatori dei medici di medicina generale sono chiusi, un cittadino possa trovarsi nell’impossibilità di contattare il servizio deputato proprio a garantire la continuità dell’assistenza;
– sia necessario accertare tempestivamente quanto avvenuto nella serata del 24 settembre 2026 e nei giorni successivi, verificando se il disservizio sia stato determinato da problemi tecnici, organizzativi, da carenze di personale o da altre cause e, soprattutto, per quanto tempo si sia protratto;
– sia altresì necessario conoscere quali sistemi di controllo siano attualmente adottati dall’Azienda sanitaria locale (ASL) n. 8 per verificare l’effettiva operatività dei recapiti telefonici delle sedi di continuità assistenziale e quali procedure sostitutive vengano attivate nel caso di guasti o indisponibilità delle linee;
– il rafforzamento dell’assistenza territoriale non possa limitarsi ad annunci o a nuovi modelli organizzativi sulla carta, ma debba tradursi nella concreta possibilità, per ogni cittadino, di ottenere una risposta sanitaria appropriata nel momento del bisogno,
tutto ciò premesso e considerato,
chiedono di interrogare la Presidente della Regione e Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale, per sapere:
1) se sia a conoscenza del disservizio segnalato nella serata del 24 settembre 2026 e nei giorni seguenti e se abbia disposto, o intenda disporre, una verifica presso la ASL n. 8 di Cagliari al fine di accertare l’effettiva raggiungibilità telefonica della sede di continuità assistenziale di Quartu Sant’Elena in tale fascia oraria;
2) qualora il disservizio sia confermato, quali ne siano state le cause, per quanto tempo si sia protratto, quanti utenti abbiano eventualmente tentato di contattare il presidio senza ottenere risposta e quali misure siano state adottate per garantire comunque l’assistenza sanitaria durante il periodo di mancata raggiungibilità;
3) quali sistemi di verifica e monitoraggio siano attualmente previsti dalla ASL n. 8 per accertare, durante gli orari di servizio, l’effettiva funzionalità dei recapiti telefonici delle sedi di continuità assistenziale e se esistano procedure automatiche di deviazione delle chiamate o recapiti alternativi in caso di guasto, sovraccarico o indisponibilità della linea principale;
4) quali siano le procedure operative previste per i pazienti non trasportabili, anziani, fragili o con ridotta capacità di movimento che necessitino dell’intervento della continuità assistenziale e attraverso quali modalità venga valutata e attivata l’eventuale visita domiciliare;
5) quali provvedimenti urgenti intenda adottare affinché nel territorio di Quartu Sant’Elena sia garan-tita in maniera continuativa l’effettiva accessibilità alla continuità assistenziale, evitando che episodi di mancata raggiungibilità telefonica possano ripetersi e assicurando, in particolare nelle vaste zone extraurbane come Flumini, anche con l’istituzione di un servizio adeguato e dedicato alle esigenze della popolazione ivi residente.
Cagliari, 1° ottobre 2026