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MOZIONE N. 134

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 134

MOZIONE CERA – TRUZZU – PIGA – MELONI Corrado – FLORIS – MASALA – MULA – RUBIU – SORGIA – USAI, sulla necessità di adottare misure straordinarie e urgenti a sostegno del comparto bovino e della filiera lattiero-casearia della Sardegna, colpiti dall’aumento dei costi energetici e produttivi, dalle conseguenze delle emergenze sanitarie e climatiche e dalle limitazioni alla movimentazione dei capi.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– il comparto bovino costituisce una componente strategica del sistema agricolo e agroalimentare della Sardegna, garantendo occupazione, presidio delle campagne, produzione di qualità e alimentando una filiera di trasformazione e commercializzazione di rilevante importanza economica e sociale;
– negli ultimi mesi le aziende bovine sarde stanno affrontando una concomitanza eccezionale di fattori negativi che incide pesantemente sulla redditività delle imprese, sulla capacità produttiva degli allevamenti e sulla sostenibilità economica dell’intera filiera;
– all’aumento dei costi dell’energia, delle materie prime, dei mangimi, dei servizi e dei trasporti si aggiungono le conseguenze delle emergenze sanitarie, degli eventi meteorologici estremi, delle crisi idriche e degli incendi che hanno interessato e continuano a interessare il territorio regionale;

RILEVATO che:
– la dermatite nodulare contagiosa bovina (Lumpy Skin Disease) ha determinato, a partire dal 2025 e nuovamente nel corso del 2026, l’adozione di importanti misure sanitarie, campagne vaccinali e restrizioni alla movimentazione dei bovini, con pesanti ripercussioni sull’ordinaria gestione degli allevamenti e sull’equilibrio economico delle aziende;
– la stessa Regione ha recentemente rappresentato in sede di Commissione nazionale politiche agricole le difficoltà incontrate dagli allevatori sardi per il permanere di limitazioni alla movimentazione dei capi, chiedendo una progressiva revisione delle restrizioni alla luce dell’evoluzione della situazione epidemiologica e dell’elevata copertura vaccinale raggiunta;
– tali difficoltà si aggiungono alle conseguenze economiche già sopportate dalle aziende nel corso delle precedenti fasi dell’emergenza sanitaria e rendono necessario evitare che il protrarsi delle limitazioni determini un’ulteriore perdita di reddito, una riduzione del patrimonio bovino regionale e l’abbandono dell’attività da parte delle aziende economicamente più fragili;

CONSIDERATO che:
– particolare preoccupazione desta la situazione del comparto bovino da latte, che nel corso dell’estate 2026 ha dovuto fronteggiare temperature particolarmente elevate e prolungate, con effetti devastanti che hanno impattato direttamente sul benessere degli animali, sulla quantità e sulla qualità delle produzioni e sui costi sostenuti, resi necessari per garantire condizioni adeguate all’interno degli allevamenti;
– le temperature estreme determinano infatti un incremento considerevole del fabbisogno energetico aziendale, rendendo indispensabile un utilizzo più intenso e prolungato degli impianti di ventilazione, raffrescamento, refrigerazione, mungitura e conservazione del latte, nonché dei sistemi necessari all’approvvigionamento e alla distribuzione dell’acqua;
– proprio nei periodi nei quali la produzione diminuisce per effetto dello stress termico degli animali, gli allevatori sono pertanto costretti a sostenere maggiori consumi energetici per salvaguardare la salute e il benessere dei capi e mantenere gli indispensabili standard qualitativi e igienico-sanitari;
– secondo le evidenze recentemente rese pubbliche dalla filiera, uno studio condotto nell’ambito del progetto “Climalat”, da parte della Cooperativa Latte Arborea in collaborazione con il Dipartimento di agraria dell’Università degli studi di Sassari, avrebbe evidenziato, nel polo territoriale considerato, una marcata incidenza dello stress da caldo sulla stagionalità produttiva, stimando perdite complessive nell’ordine di 15-20 milioni di litri di latte all’anno, delle quali 5-6 milioni direttamente riconducibili alle ondate di calore estive, con riduzioni della produzione che nei picchi termici possono raggiungere il 20 per cento;

EVIDENZIATO che:
– alle difficoltà climatiche si aggiunge un quadro economico caratterizzato dalla riduzione del prezzo del latte rispetto al 2025 e dal contemporaneo aumento dei costi energetici, delle materie prime e dei trasporti, con conseguente compressione dei margini economici delle aziende;
– l’insularità determina per le imprese sarde ulteriori costi logistici e di trasporto, che finiscono per incidere sia sull’approvvigionamento dei fattori produttivi sia sulla commercializzazione delle produzioni;
– anche il costo dei carburanti continua a rappresentare una voce particolarmente rilevante per le aziende agricole, caratterizzate dalla necessità di un utilizzo continuativo di macchine e mezzi per l’alimentazione del bestiame, la produzione e movimentazione dei foraggi, la gestione dei reflui e tutte le ulteriori operazioni connesse all’attività zootecnica;

VALUTATO che:
– il sistema nazionale di incentivazione agli investimenti produttivi ed energetici è stato significativamente modificato nel 2026, con il superamento del precedente meccanismo dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0 e l’introduzione del nuovo Piano Transizione 5.0 basato sull’iperammortamento;
– tale mutamento rende necessario valutare attentamente l’effettiva capacità delle nuove agevolazioni di rispondere alle specifiche esigenze delle imprese agricole e zootecniche sarde e, ove necessario, predisporre strumenti regionali integrativi capaci di sostenere concretamente gli investimenti finalizzati alla riduzione strutturale dei consumi e dei costi energetici;
– appare indispensabile favorire investimenti destinati all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, all’accumulo, all’efficientamento energetico delle stalle e degli impianti produttivi e all’introduzione di sistemi tecnologici capaci di mitigare gli effetti dello stress termico sugli animali;

RICHIAMATO il precedente regionale del 2022 in cui:
– dinanzi all’eccezionale incremento dei costi delle materie prime e alle difficoltà di liquidità delle aziende, la Regione aveva adottato, ai sensi dell’articolo 9, commi 7 e 8, della legge regionale 9 marzo 2022, n. 3 (Legge di stabilità 2022), specifiche sovvenzioni dirette destinate alle imprese agricole dei settori bovino da latte e da carne, ovicaprino e suinicolo;
– con la deliberazione della Giunta regionale del 15 aprile 2022, n. 13/39 (Disposizioni a favore del comparto bovini da latte. Missione 16, Programma 01, Titolo 1, CdR 00.06.01.01. Capitolo SC08.9547. Legge regionale n. 3 del 9 marzo 2022, art. 9, comma 7), erano state specificamente definite le disposizioni a favore del comparto bovino da latte, dimostrando la possibilità di attivare, in presenza di circostanze straordinarie, strumenti regionali direttamente rivolti a sostenere la liquidità e la continuità produttiva e la competitività delle aziende;

RITENUTO che:
– l’attuale sovrapposizione tra emergenza climatica, aumento dei costi di produzione, difficoltà del mercato, emergenze sanitarie e limitazioni alla movimentazione dei bovini configuri una condizione straordinaria che richiede una risposta altrettanto straordinaria da parte della Regione;
– sia necessario intervenire tempestivamente per evitare una progressiva contrazione del patrimonio bovino sardo, la chiusura delle aziende maggiormente esposte e la conseguente perdita di capacità produttiva, occupazione e competitività dell’intera filiera;
– le misure da adottare non debbano limitarsi esclusivamente a compensare le perdite già subite, ma debbano contestualmente favorire la resilienza futura delle imprese attraverso investimenti nell’efficienza energetica, nell’auto produzione da fonti rinnovabili, nell’accumulo dell’energia e nei sistemi di mitigazione dello stress termico negli allevamenti,

impegna la Presidente della Regione

1) ad attivare, con la massima urgenza, un intervento straordinario regionale per l’anno 2026 a sostegno delle aziende bovine della Sardegna, finalizzato a compensare almeno in parte l’eccezionale incremento dei costi produttivi e la perdita di redditività determinata dalla concomitanza delle emergenze sanitarie, climatiche ed economiche;
2) a valutare, nella definizione dell’intervento, l’utilizzo di un meccanismo di sostegno diretto agli allevatori, anche prendendo a riferimento le misure già adottate dalla Regione nel 2022 e prevedendo, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato, criteri proporzionati alla consistenza degli allevamenti e alle effettive esigenze produttive;
3) ad adottare specifiche misure per contrastare l’incidenza dell’aumento dei costi dell’energia sulle aziende zootecniche, prevedendo contributi o altri strumenti di sostegno destinati alle imprese maggiormente esposte all’incremento dei consumi derivante dalle condizioni climatiche estreme;
4) a predisporre una specifica linea regionale di finanziamento per favorire gli investimenti delle aziende agricole e zootecniche nell’auto produzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, nei sistemi di accumulo, nell’efficientamento energetico delle strutture aziendali e negli impianti di ventilazione, raffrescamento e mitigazione dello stress termico degli animali, anche integrando le agevolazioni nazionali ed europee esistenti;
5) a verificare gli effetti prodotti sulle aziende agricole sarde dalla modifica del sistema nazionale di incentivazione agli investimenti tecnologici ed energetici e ad attivare, ove necessario, strumenti regionali integrativi che evitino una riduzione dell’effettiva capacità delle imprese zootecniche di realizzare investimenti indispensabili alla transizione energetica e all’abbattimento strutturale dei costi;
6) a intervenire presso il Governo nazionale e presso le competenti istituzioni dell’Unione europea affinché, alla luce dell’evoluzione epidemiologica e dell’elevata copertura vaccinale raggiunta, siano riesaminate con la massima tempestività le limitazioni ancora vigenti alla movimentazione dei bovini, garantendo la tutela sanitaria ma evitando restrizioni non più proporzionate all’effettivo rischio epidemiologico;
7) ad assicurare procedure rapide per la liquidazione degli indennizzi e dei ristori ancora spettanti alle aziende colpite dalla dermatite nodulare contagiosa e dalle conseguenti restrizioni alla movimentazione, verificando contestualmente l’adeguatezza delle risorse disponibili rispetto ai danni effettivamente subiti;
8) a prevedere adeguati interventi di ristoro e sostegno alle aziende zootecniche danneggiate dagli eventi meteorologici estremi, dalla siccità, dalle crisi idriche e dagli incendi verificatisi nel corso del 2026, assicurando procedure istruttorie e di liquidazione quanto più possibile rapide e semplificate;
9) ad attivare un tavolo permanente sulla filiera bovina da carne e lattiero-casearia sarda, con la partecipazione delle organizzazioni agricole, delle cooperative, delle rappresentanze della filiera, delle agenzie regionali competenti e del mondo scientifico e universitario, finalizzato al monitoraggio dei costi di produzione, dell’andamento del prezzo del latte, delle conseguenze del cambiamento climatico e della situazione sanitaria degli allevamenti;
10) a predisporre, sulla base delle risultanze del predetto tavolo, un piano regionale per la resilienza energetica e climatica degli allevamenti bovini, capace di integrare sostegno al reddito, innovazione tecnologica, benessere animale, sicurezza dell’approvvigionamento idrico ed energetico e tutela della capacità produttiva;
11) a individuare, già nell’ambito delle disponibilità del bilancio regionale 2026 e attraverso le necessarie rimodulazioni delle risorse regionali, nazionali ed europee, una dotazione finanziaria adeguata alla gravità della situazione, affinché gli interventi non assumano carattere meramente simbolico ma siano effettivamente proporzionati alle perdite e ai maggiori costi sostenuti dalle aziende;
12) ad imprimere una importante accelerazione, per quanto di competenza della Giunta regionale e nel rispetto delle prerogative del Consiglio regionale, al fine della più rapida conclusione dell’iter istruttorio, avviato in sede consiliare, favorendo ogni utile azione finalizzata all’unificazione e alla sintesi dei diversi testi delle proposte di legge depositate in materia di sostegno al comparto bovino regionale, attualmente all’esame dell’apposita Sottocommissione , in seno alla V Commissione consiliare permanente, affinché si possa pervenire, in tempi certi e quanto più possibile ravvicinati, al perfezionamento di un testo condiviso e alla sua successiva approvazione da parte del Consiglio regionale;
13) a riferire al Consiglio regionale, entro sessanta giorni dall’approvazione del presente ordine del giorno, in merito alle iniziative adottate, alle risorse finanziarie individuate e ai tempi previsti per l’attivazione delle misure straordinarie.

Cagliari, 2 ottobre 2026

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