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INTERROGAZIONE N. 514/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 514/A

INTERROGAZIONE CERA – TRUZZU – PIGA – FLORIS – MASALA – MELONI Corrado – MULA – RU-BIU – SORGIA – USAI, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi criticità nell’attuazione del Programma Home care premium 2025-2028, sui ritardi nei pagamenti e sull’interruzione delle prestazioni integrative nell’Ambito PLUS Ales-Terralba, con particolare riferimento ai territori di Terralba, Mogoro e Ales.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– il programma Home care premium (HCP) è un progetto di assistenza domiciliare promosso dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e rivolto alle persone non autosufficienti appartenenti alle categorie individuate dal relativo bando, in particolare dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, nonché, ricorrendone i requisiti, loro coniugi e familiari; l’edizione attualmente vigente ha validità dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2028;
– il programma persegue l’obiettivo di sostenere la permanenza della persona non autosufficiente presso il proprio domicilio e prevede due distinte forme di intervento: una prestazione prevalente, consistente in un contributo economico finalizzato al rimborso delle spese sostenute per l’assistente domiciliare, assunto con contratto di lavoro domestico, oltre a prestazioni integrative, consistenti in servizi professionali di assistenza alla persona erogati attraverso il sistema previsto dal bando;
– tra le prestazioni integrative dell’edizione 2025-2028 figurano diversi servizi professionali, rivolti alle persone non autosufficienti (servizi di fisioterapia, logopedia, infermieristica, psicologia e psicoterapia, servizi educativi) e, a seguito dell’integrazione del bando, anche servizi professionali di cura e assistenza, svolti da operatori sociosanitari (OSS) e operatori socioassistenziali (OSA);
– l’INPS chiarisce che le prestazioni integrative vengono erogate da professionisti accreditati attraverso la collaborazione degli Ambiti territoriali o degli enti convenzionati con l’Istituto;
– si tratta, pertanto, di interventi destinati a persone non autosufficienti e a nuclei familiari che spesso si trovano già in condizioni di particolare fragilità, nei quali il venir meno, anche temporaneo, delle prestazioni domiciliari può determinare pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana del beneficiario e sul carico assistenziale sostenuto dai caregiver;

RILEVATO che:
– l’avvio della nuova edizione HCP 2025-2028 è stato interessato da rilevanti difficoltà operative: lo stesso INPS, con comunicato del 30 gennaio 2026, ha dato pubblicamente atto dell’esistenza di criticità informatiche che avevano temporaneamente rallentato le procedure di liquidazione, comunicando di avere completato gli interventi tecnici necessari e di essere impegnato nella definizione delle pratiche ancora pendenti;
– in data 3 aprile 2026, l’Istituto comunicava di aver predisposto i pagamenti delle mensilità non ancora corrisposte, relative alla prestazione prevalente del primo trimestre del nuovo progetto HCP 2025-2028, nonché i pagamenti in favore dei liberi professionisti e delle aziende con Documento unico di regolarità contributiva (DURC) regolare e IBAN certificato, per le prestazioni già validate dai beneficiari nel medesimo trimestre;
– nel corso del 2026 il sistema informatico dedicato alle prestazioni integrative è stato inoltre interessato dalla transizione verso il nuovo “Home care premium 2025 – Portale aziende”, tanto che l’INPS ha prorogato sino al 30 aprile 2026 l’operatività del precedente applicativo per ragioni organizzative, prevedendone la definitiva sostituzione dal successivo 1° maggio;
– in data 19 agosto 2026 l’INPS ha reso disponibili gli avvisi e i manuali aggiornati relativi al progetto HCP 2025-2028, introducendo nuove funzionalità anche per Ambiti territoriali, aziende e liberi professionisti, finalizzate a semplificare la gestione delle attività collegate al programma; circostanza che conferma come l’assetto operativo e informatico della nuova edizione abbia continuato ad essere oggetto di interventi e aggiornamenti anche a oltre un anno dal suo avvio;
– il problema ha assunto anche rilievo nazionale e parlamentare: nel novembre 2025 l’Agenzia nazionale stampa associata (ANSA) riportava una denuncia politica relativa ai ritardi dei rimborsi, alle difficoltà incontrate dalle famiglie e dalle cooperative e, specificamente, alle criticità manifestatesi in Sardegna; circostanze che, pur trattandosi di valutazioni politiche attribuite al parlamentare intervenuto, confermano l’esistenza di una questione pubblicamente sollevata ben oltre il singolo caso territoriale;

EVIDENZIATO che:
– particolare preoccupazione desta quanto sta accadendo nell’Ambito territoriale del Piano locale unitario dei servizi alla persona (PLUS) Ales-Terralba, avente il Comune di Mogoro quale ente capofila, dove le criticità generali del programma starebbero producendo conseguenze particolarmente pesanti per i rispettivi beneficiari;
– diversi caregiver, residenti nei comuni afferenti all’Ambito territoriale PLUS Ales-Terralba, hanno infatti manifestato i sempre più intensi disagi patiti dai propri assistiti, rappresentando una situa-zione di forte difficoltà nella fruizione delle prestazioni Home care premium 2025-2028 ed hanno quindi esortato, chi di dovere, a procedere senza ulteriori indugi con nuovi accreditamenti di eventuali cooperative disponibili a operare nel programma.
– dalle segnalazioni pervenute emergerebbe, in particolare, che l’erogazione della prestazione prevalente, a favore delle famiglie beneficiarie, avverrebbe, ordinariamente, con oltre quaranta giorni di ritardo dalla conclusione del periodo a cui si riferisce. Da ciò, deriva l’inevitabile e gravosa conseguenza di dover anticipare somme, anche rilevanti, da parte delle famiglie coinvolte, senza alcuna certezza sui tempi effettivi di rimborso;
– secondo quanto ulteriormente rappresentato da alcuni, la prestazione prevalente relativa al primo trimestre 2026 sarebbe stata accreditata soltanto nel mese di maggio, con significativa esposizione finanziaria a carico delle rispettive famiglie destinatarie;

CONSIDERATO che:
– ancora più grave appare la situazione relativa alle prestazioni integrative, con particolare riferimento all’assistenza domiciliare assicurata tramite operatori OSS;
– secondo le informazioni acquisite, emergerebbe infatti una situazione di forte esposizione finanziaria a carico delle cooperative accreditate, derivante dai ritardi nei pagamenti delle prestazioni già rese, tale da indurre alcuni operatori a non proseguire nell’erogazione dei servizi;
– il problema assume carattere particolarmente critico laddove le cooperative già presenti e accreditate non siano concretamente disponibili ad assumere nuovi servizi e, contemporaneamente, l’accreditamento di nuovi soggetti disponibili a operare sul territorio non avvenga con tempistiche compatibili con le esigenze assistenziali delle persone non autosufficienti. A tale riguardo dal mese di luglio, alcuni utenti sarebbero stati privati dell’assistenza integrativa domiciliare, fornita dalla cooperativa individuata dalla famiglia, a causa del ritardo, di ben otto mesi, nei pagamenti dovuti da parte dell’INPS e la conseguente impossibilità a proseguire nell’erogazione del servizio;
– la conseguenza concreta rischia di essere paradossale: il beneficiario risulta formalmente ammesso a una misura di assistenza domiciliare, le prestazioni risultano astrattamente riconosciute dal programma, sul portale apparirebbero soggetti accreditati per tali prestazioni ma sul territorio non risulterebbero materialmente disponibili operatori in grado di operare concretamente;
– assume, in tale contesto, particolare rilievo la modalità e i requisiti utilizzati nell’Ambito PLUS Ales – Terralba per l’accreditamento degli operatori economici. Nell’attuale situazione di grave carenza di soggetti concretamente disponibili all’erogazione delle prestazioni domiciliari in tale ambito, sarebbe inopportuno introdurre requisiti non strettamente necessari all’ingresso di nuove realtà imprenditoriali e cooperative laddove, pur essendo di recente costituzione, queste dispongano al proprio interno di personale altamente qualificato e dotato di comprovata esperienza pluriennale nell’assistenza alle persone fragili e non autosufficienti;
– dall’approfondimento degli atti amministrativi dell’Ambito emergerebbe, tuttavia, che in precedenti procedure relative all’accreditamento per servizi di assistenza domiciliare sia stato previsto, quale requisito di capacità tecnico-professionale riferito all’operatore economico, il possesso di una determinata esperienza pregressa, nella gestione di servizi analoghi, distinta dai requisiti professionali richiesti alle singole figure impiegate nell’erogazione materiale dell’assistenza;
– tale circostanza pone, però, una questione meritevole di specifico approfondimento: se, cioè, in una situazione caratterizzata dalla concreta indisponibilità di operatori accreditati, sia sempre necessario subordinare l’accesso di una nuova realtà societaria o cooperativa all’esperienza precedentemente maturata dalla persona giuridica oppure se, nel rispetto della normativa e senza alcun abbassamento degli standard qualitativi, possano essere valorizzate anche modalità equivalenti di dimostrazione delle capacità tecnico-professionali, tenendo conto dell’esperienza concretamente maturata dal personale qualificato che compone la nuova organizzazione;
– la questione assume ancora maggiore rilevanza laddove operatori OSS o altri professionisti, pur disponendo di un’esperienza pluriennale o ultradecennale maturata anche all’interno di cooperative precedentemente accreditate e nell’esecuzione di programmi pubblici di assistenza, confluiscano successivamente in una nuova realtà organizzativa, la quale potrebbe trovarsi impossibilitata ad accedere all’accreditamento esclusivamente perché di recente costituzione;

OSSERVATO che:
– dalla disciplina nazionale esaminata, in materia di Home care premium 2025-2028, non emerge un generale e inderogabile requisito che imponga a ogni società o cooperativa interessata all’erogazione delle prestazioni integrative il possesso di almeno due anni di precedente attività quale condizione necessaria per operare nel programma;
– l’INPS stabilisce che gli Ambiti territoriali aderenti debbano indicare le prestazioni integrative offerte, i nominativi dei professionisti e le relative tariffe e subordina la convenzione alla verifica dei requisiti previsti e all’acquisizione del DURC, mentre il nuovo Portale aziende consente ai rappresentanti legali delle aziende accreditate di organizzare l’attività dei professionisti dipendenti, gestendo appuntamenti, sostituzioni e fatturazione;
– lo stesso bando HCP 2025-2028, nella sua versione integrata, riconosce espressamente tra le prestazioni integrative i servizi professionali di cura e assistenza, effettuati da OSS e OSA, valorizzando quindi in maniera diretta le qualificazioni professionali delle figure chiamate concreta-mente a prestare l’assistenza al beneficiario;
– occorre pertanto distinguere il requisito professionale posseduto dal singolo operatore dalla capacità tecnico-organizzativa richiesta al soggetto economico che organizza ed eroga il servizio, verificando tuttavia che quest’ultima venga disciplinata secondo criteri effettivamente proporzionati alle finalità perseguite e non determini, soprattutto nell’attuale situazione emergenziale, barriere non necessarie all’ingresso di nuovi soggetti qualificati;
– i principi generali in materia di contratti pubblici impongono, infatti, che i requisiti di partecipazione siano attinenti e proporzionati all’oggetto della procedura e che l’accesso al mercato avvenga nel rispetto dei principi di concorrenza, imparzialità, non discriminazione, pubblicità, trasparenza e proporzionalità;
– con particolare riferimento ai servizi alla persona, assume inoltre rilievo l’esigenza di assicurare qualità, continuità, accessibilità, disponibilità e completezza dei servizi, con specifica attenzione alle esigenze degli utenti appartenenti a categorie fragili;
– ferma restando la necessità di assicurare piena affidabilità organizzativa dei soggetti erogatori, occorre conseguentemente verificare se l’ordinamento e la specifica disciplina applicabile con-sentano, nei singoli procedimenti di accreditamento, di valorizzare strumenti quali raggruppamenti, consorzi, avvalimento o altre modalità giuridicamente ammesse attraverso le quali un operatore economico di recente costituzione possa dimostrare l’effettivo possesso delle capacità tecniche e professionali necessarie;

SOTTOLINEATO che:
– la difficoltà finanziaria degli operatori già accreditati rende ancora più urgente assicurare che il sistema sia sufficientemente aperto all’ingresso di ulteriori soggetti qualificati e concretamente disponibili, perché un elenco formalmente composto da numerosi operatori perde qualsiasi utilità per il cittadino qualora gli stessi, per ragioni economiche o organizzative, non siano più nelle condizioni di accettare nuovi beneficiari;
– la questione non riguarda, pertanto, l’ammissione di una specifica cooperativa o la disapplicazione di requisiti previsti da una singola procedura amministrativa, bensì la necessità di verificare se l’architettura complessiva degli accreditamenti adottata dagli Ambiti PLUS sardi sia oggi adeguata a garantire un’offerta effettiva, tempestiva e sufficientemente ampia di prestazioni domiciliari;
– la finalità di tale verifica non può e non deve essere quella di ridurre gli standard professionali richiesti a chi assiste persone non autosufficienti, bensì, al contrario, quella di individuare modalità capaci di coniugare il massimo livello di tutela dell’utente con l’esigenza di evitare che requisiti meramente formali o non proporzionati impediscano l’ingresso nel sistema di nuovi soggetti do-tati di personale altamente qualificato;
– la situazione appare particolarmente contraddittoria laddove, da una parte, operatori già accreditati rinuncino a proseguire il servizio a causa dei ritardi nei pagamenti e della conseguente esposizione finanziaria e, dall’altra, eventuali nuovi soggetti disponibili a subentrare e ad anticipare i costi necessari incontrino difficoltà nel completamento delle procedure amministrative indispensabili per poter operare;
– in una simile situazione, il sistema rischia di produrre una vera e propria strozzatura amministrativa con beneficiari titolari della prestazione, risorse destinate al programma e professionisti disponibili a lavorare, ma in cui può mancare il soggetto formalmente abilitato a rendere concretamente il servizio;
– il modello HCP 2025-2028 attribuisce agli Ambiti territoriali un ruolo determinante nel funziona-mento delle prestazioni integrative e la stessa documentazione istituzionale, dell’Istituto di previdenza nazionale, evidenzia l’esigenza che sul territorio sia disponibile un numero congruo di professionisti;
– deve conseguentemente essere verificato, con particolare urgenza, quali siano attualmente, nell’Ambito PLUS Ales -Terralba, i soggetti effettivamente accreditati e soprattutto concretamente disponibili a erogare ciascuna delle prestazioni Home care, quante domande di nuovo accreditamento risultino pendenti, da quanto tempo e per quali ragioni non siano state eventualmente definite;
– occorre altresì accertare quale disciplina venga attualmente applicata agli operatori economici interessati a rendere tali servizi, anche alla luce delle più recenti procedure predisposte dal PLUS per la costituzione e l’aggiornamento degli elenchi dei fornitori accreditati, e verificare se sussistano margini amministrativi per accelerare l’ingresso di nuovi operatori senza diminuire le garanzie di professionalità, affidabilità e qualità dell’assistenza;
– la funzionalità concreta del programma dipende pertanto dall’effettiva capacità dell’intera filiera istituzionale e amministrativa di assicurare la presenza di operatori disponibili, la tempestività del-le procedure e la regolarità dei pagamenti;
– l’INPS indica, in via generale, 30 giorni quale termine per la definizione dei procedimenti amministrativi, in applicazione del proprio regolamento adottato ai sensi dell’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), e successive modifiche ed integrazioni;

VALUTATO che appaia, pertanto, indispensabile verificare puntualmente le cause per le quali, nell’Ambito PLUS Ales-Terralba, alcuni beneficiari non riescano concretamente a fruire delle prestazioni integrative riconosciute e, soprattutto, se sussistano pratiche di accreditamento di nuovi operatori ancora pendenti e quali siano i tempi necessari alla loro definizione;

OSSERVATO che:
– dietro ogni pratica HCP vi è una persona non autosufficiente e, accanto ad essa, una famiglia e un caregiver, sui quali non può essere trasferito indefinitamente il peso economico e materiale delle inefficienze della macchina amministrativa;
– la continuità dell’assistenza domiciliare assume un’importanza ancora maggiore nei territori marginali e fragili, caratterizzati da minore disponibilità di servizi e operatori, nei quali la rinuncia an-che di una sola cooperativa può rendere estremamente difficile individuare tempestivamente un soggetto alternativo;
– non appare accettabile che il mancato allineamento tra pagamenti, accreditamenti e disponibilità degli operatori finisca per produrre un beneficio riconosciuto sulla carta ma non concretamente fruibile al domicilio della persona non autosufficiente;
– il protrarsi di tale situazione rischia inoltre di produrre un effetto a catena: le imprese e le cooperative anticipano i costi del personale e, in presenza di ritardi prolungati, possono non essere più nelle condizioni finanziarie di continuare il servizio. La loro rinuncia riduce ulteriormente l’offerta disponibile e trasferisce sulle famiglie l’onere di reperire privatamente l’assistenza ed assumersene interamente i costi;
– la Regione, in particolare l’Assessorato regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale, pur non essendo il soggetto titolare della gestione e dei pagamenti del programma HCP, non può disinteressarsi delle ricadute che tali criticità determinano sul sistema territoriale dei servizi sociali e sulle persone fragili, né delle difficoltà operative incontrate dai PLUS e dai comuni sardi;

RITENUTO che risulta pertanto necessario che l’Assessorato regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale competente sugli Ambiti PLUS assuma un ruolo attivo di coordinamento, verifica e interlocuzione istituzionale con gli enti interessati, al fine di individuare rapidamente le criticità e concorrere, nell’ambito delle rispettive competenze, al loro superamento ed alla definitiva soluzione,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione, anche nella sua qualità di Assessore regionale ad interim dell’Igiene e sanità e dell’assistenza sociale, per sapere:
1) se sia a conoscenza delle gravi criticità che stanno interessando l’attuazione del programma Home care premium 2025-2028 in Sardegna e, in particolare, della situazione verificatasi nell’Ambito PLUS Ales-Terralba, dove alcuni beneficiari risulterebbero privi, anche da diversi mesi, delle prestazioni integrative di assistenza domiciliare loro riconosciute;
2) se non ritenga urgente disporre, attraverso la competente Direzione generale delle politiche sociali, una ricognizione presso tutti gli Ambiti PLUS della Sardegna per conoscere il numero dei beneficiari HCP, le prestazioni integrative effettivamente erogate, le eventuali interruzioni del servizio, il numero degli operatori e delle cooperative disponibili e accreditati e le eventuali procedure di nuovo accreditamento ancora pendenti;
3) quali iniziative intenda assumere nei confronti dell’INPS, anche mediante l’apertura di una specifica interlocuzione istituzionale con la Direzione regionale e con gli organi nazionali competenti, per rappresentare le criticità riscontrate in Sardegna e sollecitare la regolarizzazione delle liquidazioni, tanto nei confronti dei beneficiari quanto degli operatori che erogano le prestazioni integrative;
4) se intenda verificare con particolare urgenza la situazione dell’Ambito PLUS Ales-Terralba e dell’ufficio di piano presso il Comune capofila di Mogoro, acquisendo informazioni sullo stato delle procedure di abilitazione e accreditamento di nuove cooperative e nuovi operatori disponi-bili a erogare le prestazioni HCP (comprese le pratiche eventualmente presentate attraverso forme organizzative quali l’avvalimento), sul numero delle domande eventualmente pendenti, sui tempi medi della relativa istruttoria, sulle cause degli eventuali ritardi e sulle procedure adottate per consentire l’aggiornamento degli elenchi degli erogatori;
5) quali siano, nell’Ambito PLUS Ales-Terralba, i requisiti tecnico-professionali attualmente richiesti alle società e cooperative che intendono erogare prestazioni riconducibili al programma HCP e se, tra tali requisiti, sia prevista una durata minima dell’esperienza precedentemente maturata dall’operatore economico nella gestione di servizi analoghi;
6) quali iniziative, nell’ambito delle competenze regionali, intenda promuovere affinché le procedure di competenza del PLUS relative all’individuazione e all’abilitazione dei nuovi soggetti disponibili siano definite con la massima priorità e urgenza, in modo da ampliare concretamente la platea degli operatori disponibili nei territori di Terralba, Ales, Mogoro e dell’intero Ambito, evitando che le famiglie siano costrette a rinunciare alle prestazioni riconosciute o a sostenerne integralmente il costo sul mercato privato;
7) se non ritenga necessario convocare con urgenza un tavolo tecnico-istituzionale tra Regione, INPS, Ambiti PLUS ed Enti locali interessati, finalizzato a individuare soluzioni operative immediate per assicurare la continuità delle prestazioni HCP e impedire che i ritardi nei pagamenti determinino ulteriori rinunce da parte delle cooperative e dei professionisti, affrontando contestualmente il problema della insufficiente disponibilità di soggetti erogatori in alcuni territori dell’Isola;
8) se non ritenga opportuno promuovere specifici indirizzi regionali rivolti agli Ambiti PLUS affinché, nel rispetto della normativa vigente e senza alcuna riduzione degli standard qualitativi e professionali, siano individuate modalità di accreditamento capaci di consentire l’accesso anche a operatori economici di recente costituzione che possano dimostrare la propria affidabilità organizzativa e dispongano di personale altamente qualificato e con documentata esperienza pluriennale nell’assistenza alla persona;
9) se, nelle more della normalizzazione del sistema, intenda valutare, nel rispetto delle rispettive competenze istituzionali e della normativa vigente, misure regionali straordinarie di supporto o strumenti di raccordo con il sistema territoriale dei servizi sociali, destinati alle situazioni nelle quali l’interruzione delle prestazioni HCP lasci persone gravemente non autosufficienti prive dell’assistenza domiciliare necessaria;
10) quali ulteriori iniziative intenda assumere affinché sia assicurata una maggiore e costante attenzione ai territori caratterizzati da una minore disponibilità di servizi e operatori, con particolare riguardo all’oristanese e alle aree interne della Sardegna, evitando che la residenza in un territorio periferico determini, nei fatti, maggiori difficoltà nell’accesso alle prestazioni socioassistenziali;
11) quali azioni intenda, infine, intraprendere per garantire che la dignità delle persone non autosufficienti e il sostegno ai caregiver familiari tornino a rappresentare il punto centrale dell’attuazione delle politiche sociali, impedendo che ritardi amministrativi, problemi informatici, difficoltà finanziarie degli operatori o carenze nell’offerta territoriale ricadano sulle famiglie, già chiamate quotidianamente a sostenere il peso umano, organizzativo ed economico dell’assistenza.

Cagliari, 1° ottobre 2026

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