Mozione n. 636

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 636

PINNA – GANAU – COMANDINI – CORRIAS – DERIU – MELONI – MORICONI – PISCEDDA – LAI – PIU – ORRÙ – CADDEO – COCCO – LOI – AGUS – SATTA Gian Franco – ZEDDA Massimo – SOLINAS Alessandro – CIUSA – LI GIOI – MANCA Desiré Alma sulla crisi del comparto industriale con particolare riferimento alla Portovesme Srl e alla fonderia di San Gavino, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 54 del Regolamento.

 

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

– come noto, la Portovesme Srl, società del gruppo Glencore international Plc, risulta tra i leader mondiali nella produzione di piombo, zinco e semilavorati ed in particolare di metalli non ferrosi;
– oggi la Portovesme Srl in Sardegna, unico produttore di zinco e piombo in Italia, definito dal Governo italiano di importanza strategica nazionale, occupa nei suoi impianti circa 550 lavoratori diretti tra la sede di Portovesme e la Fonderia di San Gavino cui si aggiungono altri 600 delle società esterne e dell’indotto (complessivamente attorno allo stabilimento metallurgico non ferroso operano, tra appalti e contrattisti, circa 1.300 lavoratori);
– la Portovesme Srl, opera, inoltre, attraverso lo stabilimento di San Gavino Monreale, con i suoi dipendenti, nel mercato della raffinazione del piombo, leghe di piombo e nella produzione di metalli preziosi;
– fin da ottobre 2021, l’attuale amministratore delegato della Portovesme Srl in una intervista al Sole 24 ore, rappresentava come il rallentamento della filiera dello zinco non fosse un problema di mercato finale né un fatto interno, ma del tutto derivante dall’aumento del prezzo dell’energia e delle materie prime, aumenti non compensabili dall’incremento del prezzo del metallo. Ciò, secondo la proprietà, ha condotto alla decisione di avviare il percorso per l’attivazione degli ammortizzatori sociali della durata di un anno per circa 600 dipendenti diretti;
– il quotidiano di economia e finanza “Il sole 24 ore” riporta, in data 7 dicembre 2022 che “La Glencore, la multinazionale proprietaria della Portovesme Srl, ha annunciato un investimento da 5 milioni di euro per la produzione di litio ed è in fase di valutazione anche un progetto da 400 milioni per la riconversione dello smelter. Sono interessati gli impianti di Portovesme e San Gavino, in Sardegna e la notizia è stata confermata dallo stesso AD della Portovesme Srl, secondo cui la Glencore punterebbe sui materiali necessari per la produzione di batterie. In quest’ottica si inseriscono gli accordi in ambito internazionale con Ace Green Recycling, azienda leader nell’economia circolare e impegnata nel riciclo del piombo e del litio;

CONSIDERATO che:

– la situazione già critica, ha avuto durante il 2022, una evoluzione del tutto negativa tanto che, con nota del 29 settembre 2022, la Confindustria-Sardegna meridionale ha comunicato alle RSU, all’Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e al Ministero del lavoro, l’avvio della procedura di consultazione sindacale per l’accesso alla Cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi aziendale, nell’ipotesi dell’evento improvviso ed imprevisto esterno alla gestione aziendale, ai sensi del decreto legislativo n. 148 del 2015, e successive modifiche e integrazioni, anche per gli operai dello stabilimento di San Gavino Monreale, oltre a quelli dello stabilimento di Portovesme;
– la società sembra aver messo in atto una serie di azioni anche a salvaguardia dell’occupazione e delle professionalità per contenere gli impatti della crisi, come ad esempio l’efficientamento e la rimodulazione del ciclo produttivo maggiormente energivoro, la riorganizzazione dei turni di lavoro e il rafforzamento delle attività commerciali;
– al fine di non compromettere in maniera irreversibile la continuità dell’impianto di San Gavino Monreale, la società ha deciso di programmare la temporanea e graduale fermata della linea della raffinazione del piombo, fortemente energivora e, dunque, con un costo industriale del tutto disallineato ai prezzi dei mercati di sbocco;
– l’azienda ha anche annunciato di voler fermare tutta la lavorazione del piombo nell’impianto di San Gavino e nel KSS di Portovesme facendo ricorso alla Cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi aziendale nei confronti di 58 lavoratori/giorno, ossia dell’intero organico aziendale in forza presso lo stabilimento di San Gavino Monreale e per un periodo presumibile di mesi 12;
– tale scelta sembrerebbe anticipare l’intenzione di cessare definitivamente la produzione di piombo modificando il core business anche se, per contro, parrebbe esserci la volontà di avviare degli studi per riconvertire queste linee produttive sostituendo la produzione del piombo con altri materiali più richiesti nel panorama mondiale, in particolare nichel e litio, utili per la realizzazione dei moderni accumulatori elettrici (batterie);
– la richiesta di accedere alla CIGS rappresenta comunque un ulteriore grave segnale di crisi che investe un territorio fortemente impoverito da decenni di costante deindustrializzazione che con azioni tempestive anche delle istituzioni regionali poteva forse essere arginato;
– la Sardegna non può permettersi, infatti, una ulteriore desertificazione industriale ed economica che andrebbe a colpire oltre 1200 famiglie che si troverebbero senza alcuna prospettiva;

EVIDENZIATO altresì che:

– il fatturato della Portovesme Srl è aumentato nel corso del 2021 del 24,54 per cento rispetto all’anno 2019;
– i dati del bilancio per l’anno 2022 della Glencore International Plc, la società di testa del gruppo di cui fa parte la Portovesme Srl, hanno registrato un aumento del risultato lordo (EBITDA) del 60 per cento e di quello netto del 107 per cento mentre il dividendo pagato agli azionisti della società di testa del gruppo è passato da 2,2 a 8,5 miliardi di dollari;
– è altrettanto evidente che, in particolare nell’ultimo anno, si è verificato un incremento dei costi di produzione a cui si contrappongono altresì i positivi risultati aziendali. Ciononostante l’azienda continua a dichiarare il permanere dell’insostenibilità economica dei processi produttivi degli stabilimenti sardi;

ATTESO che:

– i contenuti sopra riportati sono stati già rappresentati nell’interrogazione n. 1626/A, sottoscritta da tutti i Consiglieri di minoranza in data 5 ottobre 2022 che, manco a dirlo, è rimasta senza risposta come gran parte di quelle presentate in questa legislatura. Ciò è grave ma la gravità maggiore è che neanche i lavoratori hanno avuto risposte;
– il giorno 8 dicembre infatti le Segreterie territoriali di Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL, con un comunicato stampa, hanno segnalato il silenzio assordante delle istituzioni sulla vertenza ed evidenziano il rischio concreto che 1.300 lavoratori rimangano senza lavoro. Le organizzazioni sindacali lamentano infatti che, nonostante gli impegni assunti, la Regione e il Governo non hanno posto in essere alcun atto e neppure convocato alcuna riunione;
– il 23 gennaio 2023 il Presidente della Regione ha convocato un vertice con l’Azienda Portovesme Srl e le rappresentanze sindacali e di categoria alla presenza anche dei Sindaci di Portoscuso e San Gavino Monreale, comuni nel cui territorio insistono gli stabilimenti, per riferire sugli incontri con il Ministro dello sviluppo economico e con i principali fornitori nazionali di prodotti energetici. Nel verbale dell’incontro non risulta, tuttavia, alcun riferimento ad eventuali soluzioni risolutive della problematica ma un invito all’Azienda Portovesme Srl a contattare i fornitori “per definire una soluzione commerciale tesa ad ottenere prezzi sostenibili con le produzioni”. In tale contesto, le Organizzazioni sindacali chiedono all’Azienda “di congelare la totale fermata degli impianti” fino alla definizione degli impegni assunti;
– nel medesimo incontro la società Portovesme Srl accoglie l’invito del Presidente della Regione e “sospende sino al 28 febbraio qualsiasi incremento di utilizzo della cassa integrazione oggi utilizzata”;
– in data 8 febbraio 2023 nell’incontro Azienda sindacati per l’aggiornamento sullo stato della crisi energetica, l’Azienda riferisce che nonostante gli incontri con i players nazionali e i feedback inoltrati alla Regione, non si è ancora giunti ad alcuna definitiva conclusione;
– i lavoratori diretti e quelli delle ditte di appalto, in mancanza di riscontri da parte degli organismi preposti, hanno protestato occupando la ciminiera dello stabilimento di Portovesme dalla notte dal 27 febbraio 2023;
– a seguito dell’incontro svoltosi in data odierna a Roma presso il Mimit e, conseguentemente, agli impegni assunti dalla sottosegretaria Bergamotto, come recentemente appreso, i lavoratori che hanno occupato la ciminiera hanno deciso di sospendere la protesta e dare fiducia al Governo,

impegna il Presidente della Regione

1) a riferire in aula sulle azioni messe in atto dalla Giunta regionale e sugli effettivi sviluppi delle interlocuzioni intercorse con il Ministro competente e con i fornitori di prodotti energetici nazionali e, come recentemente appreso, sugli impegni assunti dalla sottosegretaria che hanno determinato la sospensione della protesta da parte dei lavoratori;
2) a fornire al Consiglio tutte le informazioni in suo possesso circa la resistenza di un Piano di riconversione degli stabilimenti della Portovesme Srl annunciato dalla Glencore, se questa riconversione possa essere attuata a impianti in funzione e se detto Piano è in grado di mantenere gli attuali livelli occupazionali e il lavoro futuro delle maestranze dirette e indirette;
3) ad assumere, stante le gravi evoluzioni in corso in merito alla situazione di crisi e che raccontano di prime lettere di licenziamento per i lavoratori in subappalto, tutte le iniziative necessarie, raccordandosi con tutti gli attori coinvolti nella vertenza, al fine di tutelare i lavoratori e garantire, per loro e le loro famiglie, il mantenimento del posto di lavoro.

Cagliari, 6 marzo 2023

 

 

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