Mozione n. 535

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 535

MELONI – GANAU – COMANDINI – CORRIAS – DERIU – MORICONI – PINNA – PISCEDDA – COCCO – LAI – AGUS – CADDEO – LOI – ORRÙ – PIU – SATTA Gian Franco – ZEDDA Massimo – CIUSA – LI GIOI – MANCA Desiré Alma – SOLINAS Alessandro sulla necessità di intervenire presso il Governo nazionale per arginare l’aumento abnorme dei prezzi dei materiali da costruzione verificatosi dalla fine del 2020 ad oggi, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– già dagli ultimi mesi dell’anno 2020 si sono registrati significativi incrementi dei prezzi di acquisto di numerosi materiali impiegati per la realizzazione di opere di edilizia e impiantistiche. La tendenza di aumento è poi continuata durante l’anno 2021 e, ad oggi, non pare potersi prevedere un ritorno dei prezzi a valori più equilibrati;
– le percentuali di aumento sono davvero importanti, in particolare per alcuni materiali quali quelli ferrosi (rame 40 per cento, acciaio 80 per cento), polietileni 40 per cento, legno massiccio e lamellare oltre 100 per cento. Forte incremento di prezzo si registra anche sul bitume, sul cemento e calcestruzzo, sui materiali termoisolanti;
– le ragioni di questa dinamica dei prezzi è stata attribuita dall’Ocse all’impennata della domanda cinese del settore delle costruzioni, che ha causato un effetto a cascata con il rialzo dei prezzi soprattutto sulla filiera dell’acciaio a livello mondiale. In Europa gli aumenti dei prezzi si sono registrati anche in Paesi come la Francia, la Germania e il Regno Unito;
– in Sardegna il rincaro dei prezzi è ancora più accentuato, attesa la condizione di insularità e dunque, su materiali non locali quali quelli di cui si riferisce, deve essere considerato l’onere del trasporto;
– l’aumento dei costi di tale portata mette in serio pericolo la timida ripresa economica in un settore che dopo lo stop dovuto alla pandemia, anche per merito delle politiche pubbliche espansive, intravedeva segnali di ripresa;
– tali rincari rischiano, infatti, di frenare i lavori già in corso e di mettere a rischio quelli già aggiudicati e non ancora consegnati per l’esecuzione;
– grandi difficoltà stanno incontrando gli operatori del settore, soprattutto coloro che realizzano gli interventi del “superbonus 110 per cento”, poiché il superamento dei massimali previsti, calcolati evidentemente su prezzi precedenti gli aumenti, rende l’agevolazione fiscale assai meno conveniente dovendo il committente fare fronte alla differenza di prezzo con risorse proprie non fiscalmente agevolate;
– anche le pubbliche amministrazioni, enti locali in primis, stanno incontrando difficoltà sia nelle fasi di appalto, in quanto i prezzi di progetto non sono appetibili e quindi le imprese non partecipano alle gare, sia in fase di consegna dei lavori già aggiudicati (le imprese tentano di svincolarsi dai contratti);
– ciò, oltre che compromettere la ripresa economica appena iniziata (l’edilizia, come noto, resta uno dei settori trainanti dell’economia sarda), pregiudica la realizzazione degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza che, come noto, sono sottoposti alle rigide tempistiche di attuazione dettate dall’Unione Europea;

CONSIDERATO che:
– in sede di conversione del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73, (Sostegni bis) è stato inserito un apposito articolo che disciplina la revisione dei prezzi nei contratti pubblici e prevede un regime di compensazione straordinario nel caso di aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal 1° gennaio al 30 giugno 2021;
– a tale fine lo stesso provvedimento prevede la rilevazione – con decreto del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili da emanare entro il 31 ottobre 2021 – delle variazioni percentuali in aumento o in diminuzione, superiori all’8 per cento, verificatesi nel primo semestre dell’anno 2021, dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi;
– sia tale norma che il relativo decreto ministeriale, peraltro non ancora emanato, tendono ad arginare la problematica limitandone tuttavia gli effetti positivi ai soli contratti pubblici;
– riguardo la committenza privata non risultano in corso azioni orientate a mitigare gli effetti degli aumenti eccezionali dei materiali del comparto edilizio e impiantistico, né riguardo i lavori in fase di esecuzione, né relativamente a quelli non ancora avviati e pertanto appare evidente una prossima riduzione delle commesse private con conseguenti ricadute negative sia sulla ripresa dell’economia sia sulle politiche ambientali, posto che una parte consistente degli interventi programmati per i prossimi anni riguarda la riqualificazione energetica delle costruzioni;

ATTESO che:
– occorre pertanto intervenire presso il Governo nazionale e richiedere azioni che salvaguardino le opere pubbliche in corso di esecuzione, quelle aggiudicate ancorché non iniziate e quelle programmate, attraverso l’estensione del meccanismo della revisione dei prezzi adottato con il decreto n. 73 del 2021 (sostegni bis legge di conversione) al secondo semestre dell’anno in corso e a tutto il 2022;
– occorre chiedere altresì, rappresentando la problematica relativa alle commesse private, una dilatazione dei tempi di scadenza delle politiche fiscali sugli interventi edilizi e di riqualificazione energetica, così da consentire a committenti e operatori una più accurata ricerca sui mercati dei materiali necessari e riequilibrare il rapporto tra la domanda e l’offerta,

impegna il Presidente della Regione

a porre in essere con urgenza tutte le iniziative necessarie presso il Governo nazionale, anche attraverso la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, al fine di mitigare l’eccezionale aumento dei prezzi dei materiali del comparto edilizio e impiantistico e ripristinare eque condizioni di mercato.

Cagliari, 19 novembre 2021

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