Mozione n. 235

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 235

CIUSA – MANCA Desiré Alma – LI GIOI – SOLINAS Alessandro sulle misure a sostegno del comparto suinicolo.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– con A.C. n. 2463 è in corso la conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Proroga dei termini per l’adozione di decreti legislativi”;
– il provvedimento in esame reca misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e interviene su molteplici settori quali sanità, fisco, credito, lavoro, pubblica amministrazione, istruzione, trasporti, giustizia, cultura e spettacolo, sport, informazione, trasporti, agricoltura, difesa, ordine pubblico e immigrazione;
– in particolare, l’articolo 72 istituisce, al comma 1, un nuovo Fondo per la promozione integrata verso i mercati esteri, con una dotazione finanziaria iniziale di 150 milioni di euro per l’anno 2020, finalizzato all’adozione di misure di comunicazione, di potenziamento delle attività di promozione del Made in Italy, nonché per il cofinanziamento di iniziative di promozione dei mercati esteri realizzate da altre pubbliche amministrazioni mediante apposite convenzioni;
– le produzioni di salumi italiani rappresentano un importante volano economico per tutta la nazione e, attraverso un potenziamento della commercializzazione estera, costituiscono un’importante risorsa economica per le imprese agro-zootecniche;

RILEVATO che:
– la diffusione della Peste suina africana (PSA) in Sardegna, malattia virale spesso letale che colpisce esclusivamente suini domestici e cinghiali, ha determinato un grave limite alla produzione sarda di derivati da carni suine a partire dal 1978;
– la situazione sanitaria esistente e i conseguenti risvolti legislativi di divieto alla commercializzazione di carni suine sarde e relativi prodotti di salumeria hanno portato nel corso dei decenni ad un danno economico enorme per la zootecnia della Sardegna;
– difatti, la normativa comunitaria stabilisce le misure minime da applicare all’interno dell’Unione per la lotta contro la PSA, compresi gli interventi da attuare in caso di comparsa di un relativo focolaio in un’azienda suinicola e in caso di sospetto o conferma della presenza della malattia tra i suini selvatici;
– le misure includono programmi di eradicazione della PSA in popolazioni di suini selvatici da elaborare e attuare a cura degli Stati membri e da approvare da parte della Commissione;
– con decisione di esecuzione n. 2014/709/UE la Commissione stabilisce misure di protezione contro la PSA in taluni Stati membri in cui sono stati confermati casi di tale malattia in suini domestici o selvatici;
– l’articolo 2 dell’atto, fatte salve alcune deroghe contenute negli articoli successivi, stabilisce il “divieto di spedizione di suini vivi, sperma, ovuli ed embrioni di suini, carni suine, preparati e prodotti a base di carni suine e di tutti gli altri prodotti contenenti carni suine nonché di partite di sottoprodotti di origine suina” dalle zone indicate nella medesima decisione, tra le quali è compresa la Sardegna;
– è proprio tale divieto alla commercializzazione di carni suine sarde e relativi prodotti di salumeria ad aver determinato nel corso dei decenni un ingente danno economico per la zootecnia della Sardegna;

EVIDENZIATO che:
– negli ultimi anni la Regione autonoma della Sardegna ha notevolmente incrementato gli sforzi, al fine di procedere alla eradicazione della PSA;
– difatti recentemente la malattia è stata riscontrata solo in Ogliastra e a Nuoro, zone a minore densità di popolazione suina rispetto ad altri territori sardi;
– nella situazione attuale, l’ultimo virus positività (focolaio) in aziende registrate risale al mese di settembre 2018, al mese di gennaio 2019 relativamente ai bradi abbattuti, al mese di aprile 2019 nei cinghiali;
– a novembre 2019 il commissario della salute e sicurezza alimentare della Commissione europea Vytenis Andriukaitis, ha effettuato dei sopralluoghi negli allevamenti del centro Sardegna al fine di valutare l’idoneità delle disposizioni previste per il raggiungimento dell’obiettivo dell’eradicazione della Peste suina africana e di verificare in che misura le garanzie e le azioni correttive presentate ai servizi della Commissione, in risposta alle raccomandazioni incluse nell’ultima relazione di audit della Commissione in tale materia dell’ottobre 2016, siano state attuate e applicate dalle autorità competenti;
– all’esito di tale verifica, è stato accertato che la situazione relativa alla PSA nei suini domestici è notevolmente migliorata nel corso degli ultimi anni e che a partire dal 2016 sono stati rafforzati i controlli sulle attività di caccia svolti dalle autorità veterinarie e dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna, al fine di garantire lo smaltimento sicuro dei sottoprodotti di origine animale e per verificare la conformità ai requisiti di campionamento dei cinghiali;
– nell’ultimo anno non sono stati individuati casi di infezione attiva nei cinghiali e si è assistito ad un cambiamento nell’atteggiamento degli allevatori, che si dimostrano più propensi ad informare le autorità veterinarie in merito al sospetto di contagi e di possibili attività illegali e ad ottemperare alle misure di prevenzione della malattia;
– grazie alle misure di depopolamento poste in essere nel territorio regionale il numero di focolai di infezione è nettamente diminuito e la situazione epidemiologica complessiva è migliorata oltre le aspettative;
– a fronte dei risultati ottenuti a seguito dell’intensificazione delle attività di controllo del settore suinicolo e dell’evidente miglioramento della situazione epidemiologica della Peste suina africana nella popolazione di maiali domestici e cinghiali della Sardegna, appare doveroso un allentamento delle restrizioni europee che, di fatto, impediscono lo sviluppo del comparto suinicolo sardo;
– tali restrizioni impediscono infatti la crescita della filiera suinicola della Sardegna, con ripercussioni negative anche in termini economici ed occupazionali e favoriscono la desertificazione demografica delle aree più interne della Sardegna;
– lo sviluppo della filiera del suino in Sardegna contribuirebbe in maniera determinante al contrasto della crisi economica e alla frenata delle esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy, determinata dalla pandemia da Covid-19 nonché al contrasto dello spopolamento delle aree interne della Sardegna,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

ad attivare le necessarie e tempestive interlocuzioni con le istituzioni dell’Unione europea competenti, al fine di chiedere l’immediata eliminazione delle attuali limitazioni alla commercializzazione e all’esportazione di carni suine, preparati e prodotti a base di carni suine e di tutti gli altri prodotti contenenti carni suine provenienti dalla Sardegna.

Cagliari, 27 aprile 2020

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