CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Mozione n. 131
MOZIONE PIZZUTO – CANU – CASULA – DERIU – CIUSA – ORRÙ – PORCU – DI NOLFO, per il sostegno alla candidatura al premio Nobel per la pace dei bambini della Striscia di Gaza e attraverso di loro di tutti i bambini vittime delle guerre.
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IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
– le guerre e i conflitti armati continuano a colpire in maniera drammatica le popolazioni civili e, tra queste, i bambini, che ne rappresentano le vittime più innocenti e indifese;
– nella Striscia di Gaza migliaia di bambini hanno perso la vita dall’inizio del conflitto seguito agli attacchi del 7 ottobre 2023 e moltissimi altri continuano a vivere le conseguenze della guerra, delle distruzioni, degli sfollamenti, della perdita dei familiari e della privazione delle condizioni essenziali per una vita dignitosa;
– tra le vittime innocenti vi sono anche i bambini israeliani uccisi negli attacchi terroristici perpetrati da Hamas il 7 ottobre 2023 e quelli sequestrati e tenuti in ostaggio;
– altri conflitti, dall’Ucraina al Sudan e alle numerose aree del mondo attraversate dalla guerra e dalla violenza, continuano a sottrarre ai bambini la vita, gli affetti, la casa, la scuola e il diritto a crescere in pace;
CONSIDERATO che:
– i bambini non scelgono le guerre, non ne determinano le ragioni e non possono essere considerati parte dei conflitti, eppure ne subiscono le conseguenze più atroci;
– il diritto internazionale umanitario e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia con legge 27 maggio 1991, n. 176, riconoscono ai minori una protezione particolare e affermano il loro diritto alla vita, alla sicurezza, alla salute, all’istruzione e allo sviluppo;
– la morte e la sofferenza dei bambini non possono essere ridotte alla categoria dei cosiddetti “danni collaterali”, espressione che rischia di nascondere dietro un linguaggio tecnico la realtà irriducibile di vite spezzate e di diritti fondamentali negati;
RICHIAMATO che:
– nel 2025 l’associazione culturale pugliese L’isola che non c’è ha promosso la candidatura dei bambini della Striscia di Gaza al premio Nobel per la pace 2026, attribuendo all’iniziativa non soltanto un valore simbolico, ma il significato di un appello morale rivolto alla comunità internazionale per riconoscere la sofferenza innocente dei bambini e riaffermare il diritto di ogni bambino, in ogni luogo del mondo, alla pace, alla vita e alla dignità;
– la proposta è stata presentata il 31 luglio 2025 presso la Camera dei deputati, alla presenza, tra gli altri, del Vicepresidente della Camera Sergio Costa e del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, raccogliendo sin dalle sue prime fasi adesioni provenienti dal mondo istituzionale, accademico, ecclesiale, scientifico, sanitario, culturale e dalla società civile, nonché quelle dei Senati accademici dell’Università degli studi di Bari e dell’Università del Salento;
– nel settembre 2025 una delegazione dell’associazione promotrice è stata ricevuta dal Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza episcopale italiana, al quale è stata illustrata l’iniziativa e il suo significato universale: affermare che nessuna guerra può cancellare il diritto di un bambino alla pace e alla dignità;
– la Regione Puglia ha espresso il proprio sostegno alla candidatura e, nel giugno 2026, anche il Consiglio regionale della Puglia ha aderito pubblicamente all’iniziativa, esponendo sulla facciata della propria sede istituzionale il banner “Nobel per la Pace ai bambini di Gaza”, quale segnale di solidarietà e di impegno per la tutela dei diritti umani e dell’infanzia nei contesti di guerra;
– nel corso del tempo l’iniziativa ha raccolto una vasta rete di adesioni da parte di esponenti delle istituzioni, del mondo accademico, della cultura, del giornalismo e della società civile, contribuendo a trasformare la candidatura dei bambini di Gaza in un appello pubblico alla responsabilità della comunità internazionale;
CONSIDERATO, inoltre, che:
– nell’agosto 2026 il filosofo Eugenio Mazzarella ha ripreso e rilanciato sulle pagine di Avvenire l’appello “Ai bambini di Gaza il Nobel per la pace”, riportando al centro del dibattito pubblico il significato morale e universale della proposta;
– il rilancio dell’appello ha ulteriormente evidenziato il significato profondo della candidatura: assegnare il Nobel per la pace ai bambini di Gaza, uccisi perché la pace non l’hanno avuta e che continuano a morire perché la pace promessa non è arrivata, quale atto di verità e di giustizia e quale riconoscimento del diritto alla memoria dei bambini che non potranno diventare adulti e del diritto a un futuro di pace per coloro che sono sopravvissuti;
– tale significato è stato efficacemente espresso anche da padre Ibrahim Faltas, frate francescano della Custodia di Terra Santa e direttore delle scuole della Custodia, che ha sostenuto la candidatura quale strumento per restituire valore alla parola “pace” e mantenere viva la memoria dei bambini vittime della guerra;
– la candidatura dei bambini della Striscia di Gaza può assumere, proprio per la sua forza simbolica, un valore universale, nel quale riconoscere l’infanzia vittima di tutte le guerre: i bambini israeliani uccisi negli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023 e quelli sequestrati, i bambini ucraini e russi, i bambini sudanesi, iraniani e tutti coloro ai quali i conflitti decisi dagli adulti hanno sottratto la vita, gli affetti, la casa, la scuola e il futuro,
impegna la Presidente della Regione e la Giunta regionale
1) a esprimere formalmente il sostegno della Regione alla candidatura dei bambini della Striscia di Gaza al premio Nobel per la pace 2026, promossa dall’associazione culturale L’isola che non c’è, riconoscendone l’alto valore morale e simbolico;
2) a riconoscere nella candidatura dei bambini della Striscia di Gaza un simbolo universale dell’infanzia vittima delle guerre, comprendendo idealmente in tale riconoscimento tutti i bambini uccisi, feriti, privati degli affetti, della casa, della scuola e del futuro nei conflitti di ogni parte del mondo;
3) a farsi promotrice presso il Governo italiano, il Parlamento, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e le istituzioni europee del sostegno all’iniziativa e ai suoi principi ispiratori;
4) a promuovere, anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, delle università, degli enti locali e delle realtà associative della Sardegna, iniziative dedicate alla memoria dei bambini vittime delle guerre, alla tutela dei diritti dell’infanzia e alla diffusione di una cultura della pace, del dialogo e della non violenza;
5) a sostenere nelle sedi istituzionali nazionali ed europee ogni iniziativa volta alla protezione dei minori nei conflitti armati, al rispetto del diritto internazionale umanitario e alla garanzia dell’accesso dei bambini all’assistenza sanitaria, all’alimentazione, all’istruzione e alla protezione;
6) a ribadire che la tutela dell’infanzia deve rappresentare un limite invalicabile in ogni conflitto, affinché nessun bambino possa più essere considerato un danno collaterale della guerra e affinché il diritto alla pace sia riconosciuto come condizione essenziale per il pieno esercizio di tutti gli altri diritti fondamentali.
Cagliari, 9 settembre 2026