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Seduta congiunta delle commissioni Lavoro e Sanità sulla tutela dei livelli retributivi per i dipendenti impiegati nei servizi di portierato dei presidi sanitari nuoresi

Attribuzione di mansioni aggiuntive con relativo contratto integrativo e modifica della Legge di stabilità 2017 per estendere anche alle aziende sanitarie il comma 22 dell’articolo 2, che “inserisce nel capitolato d’appalto apposite clausole finalizzate a tutelare la continuità lavorativa e il livello retributivo del personale impegnato”. Sono le proposte emerse oggi da parte delle commissioni Lavoro e Sanità, riunite in seduta congiunta, che hanno sentito in audizione la direttrice generale della Centrale regionale di committenza, i rappresentanti sindacali territoriali di Cgil, Cisl e Uil, l’amministratore delegato della Gsa (Gruppo servizi associati), e il direttore del Polo Sanitario Sardegna centrale in merito al subentro dell’azienda vincitrice dell’appalto per il servizio di portierato dei presidi ospedalieri del Nuorese e della salvaguardia del livello retributivo per il personale impiegato. I consiglieri di maggioranza e opposizione hanno definito “scandaloso” lo stipendio che sarà riconosciuto ai lavoratori dalla Gsa, vincitrice dell’appalto, nonostante la procedura di gara sia risultata assolutamente regolare. Una decurtazione di oltre il 30 per cento dello stipendio che per i contratti part time sarà inferiore al reddito di cittadinanza. Una bomba sociale, come è stata definita da alcuni consiglieri, che richiede una soluzione immediata. Le due commissioni, sentite le parti, hanno proposto a sindacati, azienda e Centrale di committenza di sedersi subito a un tavolo, insieme ai direttori generali delle Aziende sanitarie, per definire un contratto integrativo per mansioni aggiuntive, che consenta ai lavoratori di riavvicinarsi al trattamento retributivo finora avuto. Una situazione che, sembra, non possa essere modificata in altri modi, ma che porterà a una nuova scrittura delle prossime gare d’appalto, che potranno richiedere alle aziende subentranti di garantire non solo i livelli occupazionali, ma anche i livelli retributivi dei lavoratori. Una modifica che, come ha sottolineato la direttrice della Centrale di committenza, Cinzia Lilliu, sarà possibile effettuare a partire dal 1 luglio 2023 quando entrerà in vigore il nuovo Codice degli appalti nazionale.

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