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Resoconto della seduta n. 98 del 12/01/2021

XCVIII SEDUTA

Martedì 12 gennaio 2021

(Pomeridiana)

Presidenza del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio Satta

indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 16 e 47.

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 7 gennaio 2021 (92), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Daniele Secondo Cocco, Giampietro Comandini, Carla Cuccu, Domenico Gallus, Antonio Mario Mundula, e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana dell'12 gennaio 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. È stata presentata l'interrogazione numero 824.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. È stata presentata l'interpellanza numero 139.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 382e386.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Io vorrei appellarmi a lei per le sue prerogative e in maniera particolare in base all'articolo 7 del Regolamento di funzionamento del Consiglio, che all'articolo 7, comma 2 bis, recita: "Il Presidente garantisce e tutela le funzioni e le prerogative del Consiglio e dei consiglieri". Vorrei ricordare che tra le prerogative del Consiglio e dei consiglieri vi è pure l'attività di indirizzo, di verifica e di controllo politico che i consiglieri esercitano sotto forma di interrogazioni, interpellanze e mozioni; ora, io sono qui dal 6 agosto del 2020, sono trascorsi sei mesi e, andando a riguardare l'attività svolta in questi sei mesi, mi sono resa conto di aver sottoscritto insieme ai colleghi ben 70 interrogazioni, di queste 70 interrogazioni le risposte pervenute sono pari a zero. Ora, Presidente, le raccomando e le chiedo di voler tutelare appunto le prerogative dei consiglieri regionali in merito all'attività di controllo, di è attività ispettiva e di indirizzo, perché le interrogazioni e le interpellanze, lei mi insegna, non possono essere snobbate e non sono un mero esercizio sterile di scrittura.

La ringrazio, so di poter confidare sulla sua sensibilità.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Pinna, io ogni qualvolta vengo sollecitato dagli onorevoli consiglieri in ordine alle mancate risposte alle interrogazioni io immediatamente scrivo alla Giunta. Non devo naturalmente difendere nessuno però spesso e volentieri la mancata o ritardata risposta dipende dal fatto che si debba elaborare una risposta che sia soddisfacente e utile in ordine all'interrogazione presentata. A me non basta che si dica "ci stiamo lavorando" ma è giusto che la Giunta risponda, molte volte per rispondere in maniera utile è necessario che l'interrogazione o l'interpellanza che dir si voglia abbia i suoi naturali tempi di maturazione nella individuazione, non dico della risposta perché la risposta può essere immediata, ma nella soluzione che l'interpellanza e l'interrogazione sono tese ad ottenere. Però certamente da parte mia c'è tutta l'intenzione di tutelare con i fatti le prerogative e i diritti del Consiglio regionale e di ciascun consigliere regionale.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Sull'ordine dei lavori, volevo capire da quale emendamento stiamo iniziando, Presidente, perché mi sono un po' perso dal momento in cui abbiamo chiuso la seduta di questa mattina. Volevo capire se lei mi può dire qual è l'emendamento dal quale inizieremo questa sera la discussione.

PRESIDENTE. Eravamo all'articolo 7, gli emendamenti sono il numero 120 e 668, però non possiamo procedere alla votazione prima di dieci minuti dall'inizio della seduta, quindi sospendo la seduta fino alle 17.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 54, viene ripresa alle ore 17 e 01.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017 (108/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la prosecuzione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 108/A.

Eravamo rimasti all'articolo 7, emendamenti numero 120 e 668.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 120 e 668.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Per precisare che l'assenza al voto precedente dell'intera minoranza è data da motivi politici.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 121 e 667.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Quindi sempre sul "7" state intervenendo, ed è per questo che noi vorremmo sopprimere il primo comma, perché come detto nel corso della discussione odierna sugli emendamenti precedenti nel corso della mattinata, intervenite di fatto eliminando ogni tipo di possibilità, criterio, leggi oltretutto, che danno, affidano alla pianificazione urbanistica in generale e in particolar modo alla pianificazione urbanistica determinata dai Comuni, la possibilità di interventi pensati, immaginati, studiati, con una riflessione e un approfondimento tramite gli Uffici ma in stretta sintonia con quelle che sono le volontà di sviluppo dei territori. Non solo, incidete anche sulla possibilità che un Comune individui un immobile di pregio, per quanto non vincolato ad oggi, ma possa invece inserirlo in un elenco di beni che per una serie di ragioni che il solo Comune può indicare nell'ambito della pianificazione urbanistica, siano beni meritevoli di tutela. Oltretutto, questo addirittura per quanto riguarda gli interventi nei centri storici, per non parlare del contesto fuori dal centro storico, perché se nel centro storico comunque ci potrebbero essere vincoli superiori su alcuni immobili posti ad esempio direttamente dalle sovrintendenze, quindi non immobili inseriti nell'elenco con una libera decisione da parte del Comune, ma beni immobili, edifici sui quali è stato posto un vincolo diretto da parte delle sovrintendenze, fuori dai centri storici dove ovviamente queste evidenze sono minori rispetto alle evidenze nei centri storici, invece si va nella direzione di devastazione di tutto quello che è l'esistente. Senza pianificazione urbanistica, senza possibilità per i comuni di determinare scelte fondate sullo sviluppo in relazione ai luoghi o determinare insediamenti di un certo tipo di servizi o immobili d'altro genere, in relazione alla reale situazione dei luoghi e le esigenze luogo per luogo, quartiere per quartiere. E quindi un voto favorevole perché questo emendamento cassa il vostro comma che prevede questo.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 121 e 667. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'articolo 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). L'articolo in quanto sono decaduti tutti gli altri emendamenti?

PRESIDENTE. No, perché poi ci sono quelli aggiuntivi, anche se poi di fatto decadranno tutti.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Perché c'è l'emendamento presentato dalla Giunta.

PRESIDENTE. Se passa l'articolo decadono tutti.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Quindi per quanto riguarda sempre l'articolo 7, io non lo so se la lettura che ho fatto questa mattina delle questioni sulle quali andrà a incidere l'articolo 7 sia perfettamente conosciuta e quindi sia un voto consapevole da parte delle colleghe e dei colleghi di maggioranza, in quanto noi siamo contrari al testo dell'articolo 7, cioè è la negazione di tutti i poteri che i Comuni hanno sulla pianificazione, di fatto sono estromessi i Consigli comunali e i Comuni dalla possibilità di pianificare e voi state di fatto cancellando i Piani urbanistici comunali. Voi con legge avete inventato i nuovi criteri che poi sono l'assenza di criteri e princìpi urbanistici, per cui ognuno può fare quel che vuole e i Comuni, i Consigli comunali sono osservatori. Non sarà più necessario individuare Assessori dell'urbanistica nei comuni, perché non esisterà più l'urbanistica, esisterà un ufficio che certificherà in quanto poi nella norme successive vedremo che la vostre idea è quella di eliminare tutto e andare su autocertificazioni su ogni e qualsiasi cosa, e quindi bisognerà eliminare gli Assessorati intanto dell'urbanistica, oltre all'Assessorato della cultura regionale, mi dispiace per l'Assessore, però una volta che spariranno tutti i beni di evidenza storica, artistica nei nostri Comuni, come immediata conseguenza dovremmo cancellare l'Assessorato della cultura, perché di cultura ci sarà il ricordo, un vago ricordo per chi oltretutto quel ricordo l'aveva, e lo troveremo solo sui libri, ma andare a vedere nei luoghi, i siti, gli edifici di pregio, le testimonianze, i quartieri integri, questo non sarà più possibile e quindi l'Assessorato della cultura dovrà sparire insieme agli Assessorati dell'urbanistica, perché non ci sarà più urbanistica e verrà cancellata anche la cultura urbanistica delle rilevanze nel corso dei secoli. Probabilmente non l'avete neanche letto, come non avete avuto modo di leggere, salvo pochi forse, anche le norme che vengono abrogate, perché ad una lettura anche non troppo, come dire puntuale, salta agli occhi che la cancellazione di tutti i criteri e le norme urbanistiche in questo Paese non può esser fatta con una legge regionale, ma anche questo sarà oggetto di discussione nel corso dei prossimi giorni circa le ulteriori violazioni che sono contenute nel testo di questa legge che ormai è anche difficile definire legge perché è una non legge, nel senso che è la negazione di tutti i principi di legge finora esistenti

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Sono decaduti gli emendamenti successivi.

Passiamo all'esame dell'articolo 8 a cui sono stati presentati gli emendamentinumero 10, 122, 123, 124, 125, 669, 252, 253, 254.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI). La Commissione ha espresso parere contrario sui seguenti emendamenti all'articolo 8 e precisamente sul numero 10, 122, 123, 124, 125, 669, 252, 253 254.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'articolo 8 e gli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Sull'ordine dei lavori. Chiedo un minuto di sospensione per parlare con l'Assessore degli enti locali.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso fino alle ore 17 e 55.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 52, viene ripresa alle ore 17 e 54.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

È iscritta a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Per introdurre questo articolo 8 che è un po' più tecnico, in questo senso voi eliminate nell'articolo 35, quindi parliamo delle procedure, voi eliminate il comma 1 della legge numero 8 e inserite che gli interventi previsti negli articoli 30, 32 e 33, quindi parliamo di interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente, interventi per il riuso e recupero dei sottotetti esistenti, seminterrati, piano pilotis, eccetera e interventi per il riuso degli spazi di grande altezza, fate riferimento all'articolo 10 bis della legge regionale numero 23 dell'85, quindi parliamo di interventi, di opere soggette a SCIA, per intenderci. Dopodiché, per quanto riguarda invece gli articoli del comma 31, quindi parliamo degli interventi di strutture destinate all'esercizio di attività turistico ricettive è il permesso di costruire, quindi non mi sembra che cambi granché.

Sul comma 2 invece si va a disciplinare, sotto il profilo procedurale quindi, si fa un richiamo all'articolo 29, all'articolo 38 della legge regionale numero 24 del 2016, quindi l'introduzione del SUAPE e poi improvvisamente nel comma 6, 7 e 8, togliete la SCIA e inserite la dichiarazione autocertificativa. Io vorrei capire e chiedo all'Assessore di chiarirci perché introduce questa dichiarazione autocertificativa, cosa intende, e perché confonde in questa maniera le acque, soprattutto perché ha espresso più volte durante la discussione, "Si arriverà poi una circolare esplicativa", però non credo che sia il modo migliore quello di confondere chi dovrà applicare le leggi, sempre poi facendo riferimento a quella famosa certezza del diritto di cui parlava Solinas, che qua di certezza proprio non c'è nulla, ci faccia capire esattamente perché confonde in questa maniera perché da questo articolo si capisce esattamente che si voglia governare attraverso circolari esplicative del responsabile di turno o di delibere di Giunta. Io non credo che sia il modo migliore, inoltre chiedo anche ai colleghi di darmi una mano su questo tema, perché le procedure sono chiare, le procedure sono ben chiare, noi conosciamo come avviene una pratica, come si presenta una pratica, un professionista presenta una pratica, quali sono gli iter, la pratica avrà chiaramente per essere avviata può passare per un'autocertificazione a zero giorni, se si tratta chiaramente di interventi di un certo tipo, 20 giorni quando si tratta di permesso di costruire o Conferenza di servizi nei casi in cui chiaramente la procedura non possa andare in autocertificazione e richiede valutazioni chiaramente discrezionali da parte della pubblica amministrazione e quindi parliamo di interventi nei vincoli paesistici, storico-artistici, archeologici, idraulici, eccetera. Quindi io non capisco davvero perché, e poi dimenticavo anche la Conferenza di servizi, che viene come sappiamo convocata entro cinque giorni dall'inizio del procedimento, poi ci sono i 45 giorni o i 90 giorni perché le amministrazioni diano i propri pareri, non capisco perché si faccia questa modifica. Lo chiedo con forza e chiedo proprio all'Assessore di chiarirci questo punto, perché questo è un modo davvero di bloccare ancora di più le pratiche nei vari comuni e confondere chi deve applicare le norme, penso che si possa tranquillamente togliere, riportare com'era originariamente, che crea anche meno complicazioni, e questo è tutto. Quindi mi aspetto una risposta dall'Assessore. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Come da ottimo tecnico qual è l'onorevole Orrù, appena esplicitato, in questo articolo 8 si va a deregolamentare una procedura che è regolamentata in maniera certosina dalla normativa tuttora in vigore, perché la normativa tuttora in vigore prevede che affinché ci sia l'autorizzazione ad iniziare i lavori, il tecnico presenti la cosiddetta SCIA, cioè la Segnalazione certificata di inizio attività. Come previsto dallo stesso articolo 35, che questo articolo 8 va ad emendare in maniera pesante, la SCIA è un documento che deve essere corredato di vari allegati legati all'immobile su cui si va a intervenire, alle sue caratteristiche e alle possibilità di incremento volumetrico che esso ha, e ci sono anche alcuni allegati che riguardano l'eventuale situazione di handicap grave non emendabile del soggetto che va a risiedere in quell'immobile, e comunque è una disciplina che fa riferimento al testo unico dell'edilizia, non è una disciplina che si è inventato il legislatore sardo, è una disciplina che ha quindi una fattispecie nazionale che gli fa da supporto e che la subordina. Voi in questo modo state andando a certificare una deregulation totale, quindi non soltanto ve ne infischiato di quelli che sono i piani particolareggiati, di quelli che sono i PUC, e quindi delle competenze dei funzionari comunali, delle loro conoscenze e del fatto che fino ad oggi, dal punto di vista procedurale, si è operato sempre in un certo modo, e quindi scavalcate, cancellate così, con un colpo di spugna, questo iter procedurale, ma in più eliminate la SCIA aggiungendo questa non meglio precisata dichiarazione autocertificativa. Io mi chiedo, e mi associo all'onorevole Orrù, e vorrei che l'assessore Sanna ci spiegasse che cosa è questa dichiarazione autocertificativa, perché nella norma si parla genericamente di dichiarazione autocertificativa. Quindi vorremmo sapere chi presenta questa dichiarazione autocertificativa, a chi deve essere presentata, se basta fare una dichiarazione su un foglio bianco e firmata, spero con firma leggibile, non con uno scarabocchio, oppure se verrà predisposto un modulo precompilato che dovrà essere compilato sempre vediamo da chi. E poi vorrei sapere anche, e vorrei che l'Assessore ci rispondesse su questo, chi controlla la veridicità del contenuto dell'autocertificazione, perché se non c'è nessun controllo e nessun controllore nell'immediato, si da automatica veridicità a dichiarazioni quando sappiamo benissimo che l'autocertificazione ha conseguenze penali qualora non risponda al vero, però siccome siamo in Italia e i tempi della giustizia sono quelli che sono e questa presunta legge che voi state andando ad approvare da adito, come ho detto stamattina, ad essere identificata come il Piano casa delle libertà, immaginiamoci in questo Paese, in questa Regione, le persone che dicono: " Basta che io scriva su un foglio che va tutto bene", benissimo, lo scrivo e così sono autorizzato a fare quello che mi pare perché tanto chissà quando mi controlleranno e chi mi controllerà, perché qua non c'è scritto niente. E quindi, Assessore, la invito a concentrarsi seriamente su questo aspetto, che non è sicuramente il solo su cui si sarebbe dovuto e si dovrebbe concentrare, ma è un aspetto procedurale e sappiamo benissimo che dalle procedure poi parte tutto, se poi voi avete voluto semplificare al massimo, ma come ho detto prima, deregolamentare, quindi concedere a chiunque la possibilità di iniziare i lavori senza che nessuno metta il naso sulle sue volontà e sull'esistenza o meno di questa facoltà, ce lo dovete dire, e lei continua ad annuire, quindi spero che poi prenda la parola e ci dia delle risposte che penso spettino non a noi come sempre, ma i cittadini sardi che rappresentiamo, maggioranza e opposizione. Quindi, se lei fosse così gentile le sarei veramente grato. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Li Gioi, in quest'Aula non c'è gentilezza, c'è educazione e rispetto. Per rispetto dell'Aula l'Assessore ora risponde, però evitiamo il sarcasmo, si chiede di intervenire e l'Assessore interviene.

Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. No, Presidente, non c'è problema, con l'onorevole Li Gioi ci lega una lunga conoscenza quindi non c'è problema, era solo per rispondere all'onorevole Li Gioi e all'onorevole Orrù. Qua si tratta solo di

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