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Resoconto della seduta n. 97 del 12/01/2021

XCVII SEDUTA

Martedì 12 gennaio 2021

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

La seduta è aperta alle ore 10 e 17.

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 7 gennaio 2021 (91), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Daniele Secondo Cocco, Giampietro Comandini, Carla Cuccu, Domenico Gallus, Antonio Mario Mundula e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 12 gennaio 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che in data 11 gennaio 2021 il Presidente della Regione ha comunicato che con decreto n. 146 del 24 dicembre 2020 ha assunto ad interim le funzioni di Assessore dei lavori pubblici.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017 (108/A)

PRESIDENTE. Dovremmo procedere con l'esame del DL 108/A, sospendiamo la seduta, e i lavori riprendono alle ore 10 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 19, viene ripresa alle ore 10 e 55.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula.

Siamo in fase di votazione degli emendamenti. Emendamento 1233, ritirato. Rimane l'emendamento numero 1218, ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 752, che sarebbe il nuovo articolo 5.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, solo per ribadire nell'ambito dell'articolo 5, visti i non ripensamenti, certo almeno quello sull'ultimo emendamento, ma non sul contesto generale, rivolgendomi all'onorevole Mula col quale ieri abbiamo interloquito circa ovviamente l'impossibilità che non c'è in legge di determinare l'abitabilità dei seminterrati nelle zone a rischio idrogeologico, ma il ragionamento è non so se abbiate letto i giornali o ascoltato la radio stamattina, in Veneto ci sono meno 24 gradi, ad Atene sono in spiaggia con più 28 gradi, questa è la situazione. Cioè il tema non è ciò che oggi è un luogo a rischio, ma è i cambiamenti climatici non sappiamo quali luoghi renderanno rischiosi nel futuro, e noi non possiamo non programmare con una visione in termini di sicurezza per le persone più ampia, di più lungo respiro, in termini di massima precauzione circa possibili rischi in zone che oggi non sono a rischio. Questo è il vero tema, su cui tutti gli scienziati pongono alla nostra attenzione. Tant'è vero che coloro che più erano contrari anche nel corso delle audizioni in Commissione sono stati geologi, che hanno timore circa i cambiamenti climatici e i rischi in alcune zone dove oggi il rischio non c'è, o comunque è minore, è inferiore. Proprio per questi motivi bisognerebbe stare attenti nel non dare spazio a possibilità di questo tipo, che non significa il non utilizzo di luoghi, significa il non utilizzo di alcuni luoghi per vivere, come residenza e come abitazione. Questo è quello che vi abbiamo chiesto, purtroppo inascoltati. Il voto sarà contrario.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Voto elettronico, Presidente!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, per dichiarare il nostro voto contrario all'emendamento numero 752 per le ragioni che abbiamo più volte espresso ieri. Ritengo che da parte del nostro gruppo, e anche da parte di tutta l'opposizione, ci sia un dovere morale di opporsi a questo emendamento che apre uno scenario veramente pericolosissimo, ieri ne abbiamo parlato, in quanto si inseriscono in questa disciplina non soltanto i seminterrati, ma anche gli interrati. Ieri c'è stato un acceso dibattito su questo tema. L'onorevole Zedda ha anticipato le motivazioni climatiche che ha potuto scorgere oggi sui quotidiani, e questo dimostra che non c'è assolutamente una certezza nello stabilire che un determinato territorio sia in zona a rischio idrogeologico alta, elevata, bassa o media, perché questo dipende o dipenderà soltanto da quelli che saranno gli eventi climatici e atmosferici che si verificheranno su quel territorio, quando non si sa. Ecco perché al di là della abitabilità dei determinati locali il problema riguarda la loro residenzialità, è questo il fatto. Perché una cosa è utilizzare un locale come ricovero o come ripostiglio, un'altra cosa è viverci con la famiglia senza finestre e con il rischio che qualora capiti qualcosa di gravissimo, aprire la porta di casa vuol dire andare direttamente verso la morte. Questo dispiace dirlo, non siete voluti tornare indietro su queste vostre convinzioni, perlomeno siamo riusciti a far ritirare l'emendamento che riguardava l'altezza media, una piccola soddisfazione che però chiaramente non ci rende soddisfatti e quindi per questo confermiamo il nostro voto negativo a questo emendamento.

PRESIDENTE. Sono così decaduti tutti gli emendamenti all'articolo 5.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione, nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 752.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPE (FI), relatore di maggioranza. Allora la Commissione IV ha espresso parere negativo seguenti sugli emendamenti numero 8, 16, 117, 248, 632, 633, 634, 118, 249, 631, 119, 635; e parere favorevole sull'emendamento all'emendamento numero 635, quindi il numero 1234.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica.

SANNA QUIRICO, l'Assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica. Parere conforme al relatore.

PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'articolo 6 e sugli emendamenti.

È iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Presidente, volevo intervenire sull'articolo 6 che è quello che nella 8 riguarda gli interventi per il riuso degli spazi di grande altezza. Effettivamente se devo dire la verità siete intervenuti poco a livello di modifiche, però lo avete fatto in modo piuttosto determinante, e mi riferisco al fatto che mentre nella precedente previsione, quella della 8, era previsto solo che si potesse intervenire nel nelle zone urbanistiche A, B e C, voi avete introdotto nuovamente anche le zone agricole, quindi la zona E e la zona F, ancorché oltre i 300 metri dal mare. È chiaro che a noi questa cosa, ve l'abbiamo detto in tutte le salse, non ci va bene, cioè qualunque tipo di intervento in agro secondo noi oggi è antistorico e non sa da fare, per tutte le ragioni che sinora vi abbiamo manifestato. E non solo vi siete limitati all'Agro ma avete sconfinato anche nelle zone turistiche. Quindi questo è il primo elemento di criticità forte che vi evidenziamo. Il secondo è ciò di cui abbiamo parlato ieri, i livelli di abitabilità devono essere garantiti a tutti, ma come si può pensare a spazi vivibili di due metri, che abbiano altezza di due metri, già era tirato il 2 e 40 che avevamo messo noi nella 8, voi togliete i 2 e 40 e mettete 2 metri, è un po' pochino. E questa è una delle modifiche che avete introdotto. L'altra è quella che nel momento in cui si realizzano interventi questi interventi sono esclusi dal ricalcolo del volume urbanistico. Su questo ne abbiamo abbondantemente chiarito in Commissione e quindi non ci torno. Ma questo lo dico soprattutto per il collega Lai che ieri era assente dalla discussione, ho visto con piacere il fatto che il Presidente Talanas abbia testé accolto favorevolmente quegli emendamenti che invece erano stati espunti ieri, e di che cosa si tratta, onorevole Lai? Laddove in zone industriali ci siano dei capannoni che in un unico piano abbiano contemporaneamente l'attività produttiva e anche il famoso uffici etto, oggi è previsto che se lo si vuole spostare, e quindi aumentare la superficie produttiva, se lo si vuole spostare sopra sia necessario fare un solaio, noi abbiamo ritenuto con quell'emendamento di proporre che non sia limitata alla fattispecie al solo solaio, quindi coprendo tutto il capannone, ma anche un semplice soppalco. Cioè se ti è sufficiente un soppalco per spostare sopra l'attività di ufficio, che quindi non intacchi l'attività produttiva, ecco quello che lo si possa fare. Questa previsione ad oggi non c'era. Quindi rispetto alla norma precedente quell'emendamento che ha in mano aggiunge semplicemente la lettera D, cioè che quella fattispecie sia consentita anche nelle zone industriali, quindi alla lettera D. Il resto è quello che c'è scritto attualmente nella 8. Detto questo mi sembra di aver rappresentato la sostanza di questo articolo 6 che è un articolo piuttosto marginale rispetto al complesso della legge, quindi bisogna proprio tirarsi le parole con le pinze per argomentarlo in sei minuti. Però ecco la sostanza è la questione delle zone E e delle zone F introdotte in questa previsione normativa, ancorché la zona F, ripeto oltre i 300 metri, e poi la questione della diminuzione delle altezze che passano da due e quaranta a due metri. Questi ci sembrano le criticità fondamentali per le quali ovviamente noi abbiamo costruito quegli emendamenti che per l'ennesima volta tentano di riportare la previsione a quella precedente, cioè alla 8 e ovviamente combatteremo affinché quelli passino e voi li ritiriate, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente, l'articolo 6 riguarda appunto le modifiche all'articolo 33 della legge 8, Interventi per il riuso degli spazi di grande altezza. Qua devo riprendere e rafforzare il discorso testé fatto dall'onorevole Piscedda perché le criticità che noi riscontriamo in questa vostra proposta sono palesi e non possono assolutamente essere nascoste. La normativa precedente, appunto, come ha detto l'onorevole Piscedda, riguardava soltanto le zone A, B e C voi ci avete aggiunto anche le zone E e le zone F e quindi questo ovviamente consentirà a fienili o depositi attrezzi di diventare appartamentini, perché questo è, con un automatico cambio destinazione d'uso che porterà quindi alla creazione di residenze in zone urbanistiche dove prima, almeno questo tipo di operazioni, non erano possibili. E questo ovviamente è un altro éscamotage per forzare la mano e riuscire a realizzare il più possibile in ogni luogo.

L'altro argomento, che chiaramente è per noi inaccettabile, è quello dell'abbassamento a soli due metri dell'altezza abitabile tra "virgolette", per quanto riguarda i soppalchi sia sopra che sotto, mentre prima sotto si parlava per lo meno di due metri e quaranta, che come ha detto l'onorevole Piscedda già due metri e quaranta erano meno di due metri e 70, che è praticamente l'altezza legale prevista dalla legislazione italiana. Noi non capiamo come si possa considerare abitabile un ambiente del genere, cioè un ambiente del genere che tipo di abitabilità hanno quando praticamente non si può neanche saltare perché sono sbatti la testa al soffitto. Però qua voi dimostrate di voler andare con grande determinazione e senza ritegno, ritengo di usare questo termine, verso una liberalizzazione totale, questo è una delle parti della vostra proposta di legge che mi fa pensare che questo sia un Piano Casa delle Libertà. Io ricordo quando c'era la Casa delle Libertà dove tutto era possibile, questo è un Piano Casa delle Libertà, perché concedere tutto a tutti senza mettere alcun paletto, si può fare tutto, state tranquilli qualsiasi vostra richiesta sarà esaudita. Quindi ci pensiamo noi qualsiasi cosa abbiate fatela perché tanto sarà legale e se non sarà legale poi provvederemo a condonarla, non preoccupatevi ci siamo noi adesso al governo di questa Regione e tutti i limiti saranno abbattuti. Ecco questo Piano Casa delle Libertà è veramente inaudito e sulla nostra Isola si sta abbattendo una ghigliottina che porterà, come più volte abbiamo detto, al blocco totale della dell'attività edilizia, perché queste sono delle proposte che sicuramente incontreranno degli ostacoli dal punto di vista giuridico e porteranno sicuramente un'impugnazione. Non è possibile che un testo del genere non sia impugnato, perché ci sono presenti decine e decine di bestialità. Per questo noi sosterremo gli emendamenti della opposizione per cercare di limitare al massimo questi ulteriori danni che voi state facendo per quanto riguarda il futuro edilizio la nostra Isola, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Sì grazie Presidente, e buongiorno a tutte e a tutti. In merito all'articolo 6, intanto vorrei sottolineare la superficialità con cui si affrontano i testi. Ieri nelle dichiarazioni prima di chiudere la seduta, nelle dichiarazioni di un Consigliere, è emerso la volontà di risolvere questioni particolari attraverso una legge generale. Io penso che sia l'errore più grande che si possa fare quando si scrivono le leggi provare a risolvere una questione magari legata a una 2, 3, 4 persone che si conoscono per affrontare invece delle questioni che dovrebbero essere di più ampio respiro e che diano delle linee chiare e precise di sviluppo per tutti quanti senza occuparsi in modo sistematico soltanto di questioni che sono proprio specifiche di alcuni. In questo articolo precedentemente erano incluse solo le zone A, B e C adesso fate un'estensione alle zone E ed F e lo fate in maniera abbastanza casuale, cioè dare una risposta attraverso delle analisi precise. Per quanto riguarda il portare l'altezza da due e quaranta ai 2 metri, badate bene, che non è una questione semplicemente edilizia. Anche ieri noi l'abbiamo affrontato per quanto riguarda i seminterrati, non è solo una questione edilizia è una questione sanitaria. Quando si inseriscono dei dettagli tecnici senza però comprendere quali benefici o, al contrario, quali problematiche possono causare alla vivibilità degli spazi, questo è un problema che ovviamente cresce e si potrebbe amplificare in maniera esponenziale se effettivamente questo non viene fatto con le giuste considerazioni. Inoltre c'è un problema sul calcolo dei volumi, nel senso che spesso quando si effettuano i calcoli dei volumi ci sono alcune parti che non entrano in merito a questo, è chiaro che rendendole vivibili, quindi applicando una norma del genere, ci potrebbero essere delle complicazioni, e poi è ovvio che genera una disorganizzazione generale, una disorganizzazione anche nell'applicazione di alcune norme che magari vengono avallate dal punto di vista tecnico, perché nella legge vengono dichiarati alcuni parametri, che però poi potrebbero essere bocciati dal punto di vista proprio sanitario. Per chiudere, voi aggiungete il comma 6 bis specificando che in caso di realizzazione di spazi di grande altezza in edifici esistenti, mediante la demolizione parziale di solaio intermedio, escluso il ricalcolo del volume urbanistico dell'edificio o della porzione di edificio, anche in caso di riutilizzo di spazi sottotetto che originariamente non realizzano cubatura. È chiaro che questo genera davvero una disorganizzazione generale e cozza, mettiamola, così con gli strumenti urbanistici degli enti locali, temo che ci sarà grande difficoltà da parte dei Comuni ad applicare queste leggi, l'abbiamo detto su altri articoli, ma lo ripetiamo anche su questi, e poi anche questo articolo, per quanto si possa anche ragionare in merito, è chiaro che all'interno di questa legge, che poi prevede cambi di destinazione d'uso in maniera abbastanza semplicistica, dove vengono attribuiti premi che arrivano quasi al 50 per cento in termini di volumetria, è chiaro che diventa sempre più complicato comprenderne effettivamente la corretta ratio, grazie.

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Grazie Presidente, alla luce delle osservazioni che sono arrivate dai colleghi all'articolo 6, stavamo dando uno sguardo, e anche più di uno sguardo, e credo che ci sia un errore, un grosso errore nel senso che confrontandomi anche con i colleghi non ci risulta né in Commissione, ma probabilmente c'è stato qualche refuso, qualche errore, mettiamolo così in totale buonafede, però l'articolo 6 la lettera b) non è pensabile questo che da due metri e quaranta si possa passare a due metri, cioè è impensabile, secondo noi, c'è stato un errore, siamo pronti anche a modificare, se l'Aula è d'accordo, ci possiamo anche fermare, però c'è stato un errore evidente, ci stavamo confrontando anche con il Presidente di Commissione, non ci risulta che ci sia stata un'osservazione in Commissione che sia stata accolta, non riusciamo a capire, chiediamo scusa, però credo che serva una riflessione perché un conto è dire un'altezza un po' forzata, due metri di Oh mio vorrebbe dire, così come ha detto qualcuno, dovrebbe camminare inginocchiato. Quindi Presidente direi un attimino ci dobbiamo ragionare se è il caso faremo, se l'Aula è d'accordo, un emendamento orale al testo.

PRESIDENTE. Ma abbiamo due possibilità o fare come suggerisce lei un emendamento orale oppure votiamo per parti

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