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Resoconto della seduta n. 96 del 11/01/2021

XCVI SEDUTA

Lunedì 11 gennaio 2021

(Pomeridiana)

Presidenza del Vicepresidente Giovanni Antonio Satta

La seduta è aperta alle ore 16 e 10.

MELE ANNALISA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 30 dicembre 2020 (90), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Daniele Secondo Cocco, Giampietro Comandini, Carla Cuccu, Roberto Deriu, Eugenio Lai, Diego Loi, Ignazio Manca, Giuseppe Meloni, Pietro Moro, Antonio Mario Mundula, Antonio Piu, Aldo Salaris, Gian Filippo Sechi e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana dell'11 gennaio 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

MELE ANNALISA, Segretaria. È stata presentata la mozione numero 385.

PRESIDENTE. Grazie Segretario, sospendiamo i lavori per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 12, viene ripresa alle ore 16 e 40.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017 (108/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la prosecuzione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 108/A.

Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 232.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Intanto sempre per riprendere il filo del discorso interrotto nel corso della pausa tra la seduta che si è svolta la mattina e la ripresa, ricordiamo che stiamo discutendo dell'aspetto dell'aumento volumetrico, e ritorno nuovamente su quelle questioni che anche l'onorevole Mula ha sollevato circa la possibilità degli scambi, sì all'interno però di quelle vicende che dicevo nel corso della seduta che si è svolta di mattina, sugli altri emendamenti precedenti.

Mentre l'inserimento di scambi di volumetria che prescindono dalla cubatura già individuata nel PUC e sul lotto dove quella cubatura era già un residuo, ma dato dalla pianificazione urbanistica, quindi dagli strumenti urbanistici, che individuavano che quel lotto aveva la possibilità di sviluppare tot metri cubi, poi stava ai proprietari usare appieno la possibilità data in termini di cubatura possibile oppure usarne meno e quindi rimane un residuo. Ma nel caso, invece, stiamo parlando di una legge che trasforma, o crea meglio un diritto su una cubatura che addirittura anche se non esercitato può essere ceduta, che realmente determinerà, io non lo so se nel corso della pausa qualche collega, tra i pochi che ascoltano gli interventi nostri, abbia avuto premura di contattare qualche professionista o qualche notaio o gli uffici dell'Assessorato per interrogarli nell'ambito specifico della verifica di queste possibilità. Cioè se gli stessi uffici hanno fatto le verifiche con coloro che poi dovranno sottoscrivere atti, e quindi i notai, circa la possibilità di questa compravendita, perché altrimenti tanto vale eliminare e non creare aspettative.

Io immagino, anche per molti di voi che credono realmente nel testo così come è stato scritto in queste possibilità, che andranno a dire, scriverete, direte: "Abbiamo fatto questo, quest'altro, quest'altro ancora". E nel momento in cui ci fosse un dubbio o dovesse esserci addirittura un'impugnazione e poi un giudizio negativo della Corte, a quelle stesse persone cosa andrete a dire? Per non parlare di coloro che acquisteranno, io non vorrei essere nei panni di coloro che illusi da questa possibilità veramente o rinunciano ad un investimento oggi, in attesa della legge, oppure faranno i salti mortali per potere anche economicamente come sforzo acquistare queste cubature per poi invece veder sciogliere…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' MARIA LAURA (Progressisti). Per chiarire la questione che è emersa stamattina in merito a questa compravendita, mettiamola così, di volumi, da potersi scambiare. L'abbiamo detto durante la discussione generale, questo è chiaramente un problema, un problema anche in termini di gestione, in termini di organizzazione, chi si prende le responsabilità, in che maniera la pubblica amministrazione, diciamo così, avendo una legge che mette nero su bianco queste possibilità e deve gestire questa compravendita, in che maniera avviene. Insomma, ci sono una serie di problemi che non è pensabile vengano poi trasferiti con una nota esplicativa come si è sentito dire tante e diverse volte in quest'Aula, in questi giorni. Io non penso che il modo migliore per chiarire le questioni sia lasciare che il dirigente di turno scriva una nota esplicativa o faccia una traduzione di quello che si vorrebbe scrivere in legge o si vorrebbe portare avanti con le leggi, perché crea grossi problemi, e poi non penso che sia il modo migliore e sia neanche rispettoso di un Consiglio regionale che dovrebbe chiarire le sue volontà e far comprendere quali siano poi i principi che vuole adottare attraverso delle leggi. Perché non è pensabile che qualcun altro che non sia il legislatore abbia la possibilità di interpretare a suo modo, in base anche probabilmente alle domande che arriveranno dai Comuni, in questa maniera le leggi.

È un problema e chiaramente è anche un modo di delegittimare il Consiglio regionale, io non trovo corretto scrivere norme in questa maniera che sono davvero limitanti, creano tantissima confusione e mettono in difficoltà i Comuni o chi per essi.

Perché già i Comuni si trovano di fronte a una riduzione del personale e gli uffici tecnici dei Comuni, lo sappiamo bene, sono in grande difficoltà, piuttosto avrei messo delle risorse per venire incontro alle comunità che costantemente chiedono aiuto e supporto, e invece noi, piuttosto che dare un supporto anche di tipo economico, creiamo altre difficoltà. Non trovo questo un modo corretto di venire incontro ai Comuni che dovranno anche affrontare il periodo pandemico e post pandemico e che già fanno fatica…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Io non posso che condividere le perplessità che hanno espresso l'onorevole Zedda e l'onorevole e Maria Laura Orrù, in quanto anche a mio parere questa indicazione, questo inserimento in questa norma della compravendita di crediti volumetrici crea tre ordini di problemi, sociali, notarili e amministrativi. Problemi sociali perché crea fondamentalmente aspettative nei confronti di chi è proprietario di un immobile che non può utilizzare perché non si trova in condizioni economiche soddisfacenti, i soggetti che si trovano in questa situazione vedranno in questa opportunità quasi impalpabile, il sogno di rialzarsi magari da una situazione economica difficile e poter quindi riprendere a fare una vita dignitosa, allettati, come dicevo stamattina, dalle proposte di soldi che chiaramente poi sarebbero sempre somme inferiori al valore dell'eventuale credito che comunque risolverebbero i problemi economici immediati dei soggetti. Il secondo problema è appunto quello notarile, perché io mi chiedo, nel momento in cui due soggetti si trovano davanti a un notaio per rogitare un atto del genere, qual è il documento che attesta la proprietà dei crediti volumetrici presentato dall'ipotetico possessore, questo mi chiedo. Il terzo aspetto, quello di cui ha parlato Maria Laura Orrù, è quello riguardante le incertezze circa l'operatività dei funzionari comunali che si trovano di fronte ad una fattispecie inesistente, che non ha mai visto luce in nessun codice del mondo, a parte i casi, come diceva l'onorevole Zedda, che riguardano ovviamente interventi già autorizzati e quindi cubature residuali, e che quindi non saprebbero proprio cosa rispondere ai soggetti che si presentassero davanti a loro con queste esigenze. Non sarebbe una questione di immobilismo burocratico, ma di immobilismo derivante dalla inconsapevolezza di una fattispecie che effettivamente non esiste e creerà soltanto dei problemi sicuramente insormontabili alle operazioni eventualmente immobiliari e finanziarie che ne potrebbero derivare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Sempre sul tema della compravendita dei crediti edilizi, vorrei fare presente che dalla lettura dell'articolo si evince quanto segue, che può essere trasferito il credito a proprietari di altre unità immobiliari e questo l'abbiamo chiarito stamane, ci sarà un emendamento orale che fa riferimento a quelli del presente articolo, però poi dice: "qualora ricorra almeno una delle seguenti ipotesi." "Ipotesi uno: facciano parte dello stesso di edificio, dello stesso complesso edilizio o di altro edificio o complesso edilizio nella medesima zona omogenea, oppure ricadono in diversi comparti o ricadano nella stessa zona omogenea." "In ogni caso, per le fattispecie dei punti 2 e 3, l'ampliamento complessivo non può essere superiore al 50 per cento della volumetria legittimamente realizzata." Mentre si fa riferimento ai punti 2 e 3 non si fa riferimento al punto 1, dove non c'è nessun limite per l'acquisizione di titoli edilizi, questo mi pare un refuso, comunque è una cosa che va corretta, perché altrimenti è difficile, nello stesso complesso edilizio o in un altro edificio o complesso edilizio siti nella medesima zona omogenea ad una distanza in linea d'aria non superiore ai 300 metri, e fatti salvi i limiti di altezza posti dalla vigente normativa, si può costruire oltre il 100 per cento acquisendo crediti edilizi da altri. Questo mi pare un atto assolutamente che vada normato e quindi basterebbe semplicemente, ai precedenti punti 1, 2 e 3, aggiungendo 1, cioè il limite del 50 per cento massimo di volumi realizzabili.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 232.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 237.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Siamo all'emendamento numero 237 a pagina 256 che interviene sul comma 5 dell'articolo 31 della legge numero 8 del 2005 e quindi si interviene sulle parole "per servizi turistici e attività ad essi complementari", si intende l'equivalente in zona urbanistica F dei servizi connessi alla residenza previsti nelle zone residenziali, sono soppresse. La soppressione perché, come dicevamo prima, lo ricordava l'onorevole Li Gioi, siamo alla negazione anche della possibilità per i Comuni di pianificare, però insisto sull'argomento principale, la legge non fa una scelta, noi pensiamo che ci sia la necessità di un adeguamento da un punto di vista di spazi alle esigenze di un nuovo turismo e quindi vada nella direzione di consentire i miglioramenti, con una serie di criteri, nell'ambito delle attività turistiche strettamente connesse alle attività alberghiere. La legge va in tutte le direzioni, cioè da un lato interviene sugli alberghi e poi interviene sulle seconde case, quindi non c'è neanche un filo conduttore logico o una scelta strategica che colleghi i singoli articoli: sono esigenze, desideri e aspettative di alcuni, che vengono riproposti in legge senza che ci sia una reale e chiara convinzione, anche del legislatore, della direzione.

Si vuol favorire il turismo, quel turismo che porta dei benefici economici perché risiede, pernotta all'interno di strutture che erogano posti di lavoro e sono in regola, o si vuole favorire tutto l'extra alberghiero, in molti casi non in regola? Se non sciogliete la matassa rispetto a questo nodo, che è quello principale, la stessa legge non produrrà gli effetti che voi avete raccontato, detto, o che nelle vostre menti sono una convinzione circa una ricaduta economica. La verità è che l'impianto della legge così come è nega una parte importante di sviluppo turistico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente e complimenti per la gestione dell'Aula. Nell'emendamento - l'onorevole Zedda l'ha ripreso - si capisce bene che noi con questa legge andremo ad approvare un qualcosa che va contro il sistema di pianificazione territoriale. Non lo condividiamo totalmente, non lo condividiamo perché soltanto attraverso la pianificazione si riesce a recuperare quel famoso filo d'orbace di cui il presidente Solinas parlò nelle sue dichiarazioni programmatiche; quelle dichiarazioni programmatiche in questa legge vanno in senso contrario rispetto alle famose parole espresse, perché non c'è un filo logico, un filo conduttore, una analisi su tutto il territorio dal punto di vista della volontà di portare avanti uno sviluppo capace di guardare al futuro, e, ripeto, l'abbiamo detto in questi giorni e continueremo a ripeterlo fino a quando avremo le forze per farlo, noi dovremmo partire da la situazione attuale e programmare la nostra Isola perché possa rialzarsi, soprattutto dopo il periodo che stiamo vivendo, e siamo convinti che non sia questo il modo di farlo, anche perché se è vero che le persone stanno vivendo un periodo difficile e quindi hanno bisogno di un sostentamento immediato, è anche vero che c'è la necessità di pensare a come una volta che ci si rialza, ci si rialzi tutti insieme in maniera collettiva e di condivisione, e non pensando soltanto a chi oggi ha di più e potrà avere di più un domani. Lo sappiamo tutti che dalle crisi spesso e volentieri c'è chi trae beneficio e chi invece poi si ritroverà sempre più sprofondato nella solitudine e nelle difficoltà. Noi pensiamo che sia il momento di guardare davvero ad una visione di insieme, provare ad utilizzare proprio la parola "noi" e non concentrarsi su un egoismo spicciolo che guarda soltanto a delle categorie e a delle persone, ma è proprio il momento di unire le forze perché non si lasci nessuno indietro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). In effetti, ascoltando quello che hanno detto i colleghi, ci sono due evidenti errori nel testo, che poi non rispecchiano quella che era la volontà, non dico solo della maggioranza ma anche della Giunta, e tutte le cose che sono state enunciate in Aula. La prima - ha perfettamente ragione il collega Ganau - inviterei i colleghi a vedere il testo della legge, perché se andiamo a vedere dopo il c bis, quando ti dice "nelle seguenti ipotesi", nell'ipotesi 3, quando noi diciamo "ricadano nella stessa zona omogenea" poi "in ogni caso per le fattispecie di cui ai commi 2 e 3, l'ampliamento….", ti riporta al complessivo superiore al 50 per cento, devi citare anche il comma 1, perché se non citi il comma 1 non arrivi a quello che è il 50 per cento. Quindi bisognerebbe mettere 1, 2 e 3. Primo errore.

Secondo errore, che io interpreto anche di battitura non tanto di volontà. Per quanto riguarda l'emendamento 751, quello della Giunta, dove noi parliamo sempre di un ampliamento massimo del 50 per cento, che si può ottenere con 25 più 15 più 10, se andate a vedere quello che è previsto nell'emendamento e quello che poi ne deriverebbe di proposta di legge, noi diciamo il 50 per cento, poi torniamo, e diciamo nell'emendamento 751, "nel comma 2 alla lettera a), le parole "25 per cento", che fa riferimento alla legge 8, sono sostituite con "30 per cento", non si capisce il senso, se abbiamo detto prima che arriviamo massimo ad un 50: stiamo andando a modificare l'articolo della legge 8 e diciamo da 25 a 30, non si capisce perché il 50 lo stiamo citando prima. Quindi, a mio modesto parere, basterebbe eliminare nel comma 2 la lettera 1, e così lasciamo quello che era in previsione, e sulle osservazioni che sono state fatte aggiungere in legge "anche nella fattispecie del comma 1".

Io credo, Presidente, che siccome sono cose molto ma molto importanti, perché dopo far applicare la legge dagli uffici comunali non sarà né di semplice applicazione o di facile lettura, io chiedo, se l'Aula è d'accordo, alla Presidenza di fermarci due minuti. Ho chiesto all'Assessore e agli Uffici di vederci due minuti, anche con i colleghi, perché secondo me vanno approfondite queste due questioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Abbiamo appena avuto l'ennesima dimostrazione che il lavoro che fa la minoranza è sempre costruttivo e ha finalità esclusivamente migliorative, e mi fa piacere che l'onorevole Mula ne abbia preso atto, perché è vero che noi non siamo d'accordo nel merito sulla norma però se ci si possono fare aggiustamenti tecnici che comportano per lo meno un miglioramento nel suo testo e soprattutto il fatto che possa essere interpretato nella maniera più consona dai soggetti che poi dovranno dar gambe a questa norma, o comunque tentare di dar gambe, è sempre meglio. Mi ricollego poi al filo d'orbace ricordato dalla collega Orrù; filo d'orbace che è stato l'elemento che ha fatto da trama alle dichiarazioni programmatiche del nostro Presidente Christian Solinas, che tra le altre cose aveva detto che avrebbe sicuramente tutelato il nostro ambiente, le nostre coste e comunque quelli che sono i nostri tesori naturali, cosa che poi ha nel corso del mese scorso confermato nelle sue dichiarazioni a mezzo stampa o televisive, ricordando che appunto nei 300 metri non si doveva intervenire appunto perché gli interventi nei 300 metri avrebbero contrastato con le sue dichiarazioni programmatiche, e questo sicuramente è un fattore positivo che noi, come ho detto stamattina, abbiamo contribuito notevolmente anzi in maniera decisiva a far sì che si concretizzasse. Però d'altra parte l'inserimento della compravendita dei crediti volumetrici all'interno di questa proposta di legge va sicuramente in contrasto con le dichiarazioni programmatiche del presidente Solinas, questo è chiaro, perché in questo modo si va completamente a stravolgere il tessuto economico e anche territoriale e della nostra Isola, con una fattispecie inesistente, come abbiamo detto più volte, e che creerà anche delle conseguenze sociali sicuramente non consone a quello che un amore per i propri concittadini che il Presidente della Regione ha sempre dichiarato ma che in questo caso non riesce a riportare ad una situazione di concretezza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Abbiamo parlato tutti, pur con posizioni diametralmente opposte, dell'importanza di questo testo - la maggioranza per difenderlo, la minoranza per sottolinearne i rischi -, siamo tutti d'accordo su un punto, mi sembra di capire, quello che, a prescindere dalla bontà o meno di una legge, lega quest'Aula nell'obiettivo comune di scriverla bene, cioè di evitare che domani la legge sia fraintendibile. Ecco, più passa il tempo, più aumentano i nostri interventi, più trascorriamo il tempo in Aula, più ci accorgiamo della presenza di errori materiali, di incomprensioni, di parole che possono avere più significati, pesa poi il non poter lavorare su testi coordinati e non poter nemmeno interloquire con gli uffici che di solito in questa fase danno anche suggerimenti e consigli. Sono leggi molto tecniche, verranno applicate da tecnici, la sta discutendo l'Aula senza alcun supporto. E poi, onorevole Mula, io apprezzo i suoi toni pacati e la sua volontà di essere interlocutore, anche della minoranza, però su questi aspetti l'interlocuzione, soprattutto nelle materie così tecniche, deve essere affidata alla Giunta; noi non possiamo lasciare tutto in sospeso e dire che domani ci sarà una nota esplicativa che spiegherà ai legislatori cosa hanno deciso, noi vogliamo che la Giunta chiarisca cosa ha in mente di fare nell'applicazione di questa legge. Sono state sollevate decine di perplessità dalla minoranza, a volte anche ragionevoli, anzi quasi sempre ragionevoli; perplessità che probabilmente sono anche vostre, della maggioranza, allora mi chiedo: come è possibile che l'Assessore scelga di non intervenire su quello che è il punto nevralgico più preoccupante dell'intera legge? Perché il silenzio pesa, l'assenza del Presidente l'abbiamo capita e abbiamo anche compreso qual è il retropensiero dietro l'assenza del Presidente (è già avvenuto in passato, avverrà anche in futuro in tutte le discussioni su cui non è piena la fiducia del Presidente verso le decisioni che prenderà quest'Aula), però c'è l'Assessore, non possiamo far finta che non esista. Sui crediti volumetrici, come si immagina applicata questa legge? Perché magari, se ce lo spiega, riusciamo anche in qualche modo ad evitare qualche altro problema, cioè tutti i problemi legati per esempio ai notai, ai Comuni, alla compatibilità con gli strumenti urbanistici, al fatto che si stia creando un diritto… l'unica risposta ce l'ha data in Capigruppo e non è stata una risposta convincente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato

Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Oltre che per dichiarazione di voto io intervengo soprattutto per facilitare l'economia del lavoro relativamente alla sospensione di cui ha parlato il collega Mula, per far notare che, così come sottolineato dal capogruppo Ganau, all'emendamento della Giunta numero 751, lo stesso problema, tra virgolette, è presente anche nel maxi emendamento della Giunta all'articolo 2, che è stato approvato, il "750", dove al 4 bis, quando si parla di crediti volumetrici, succede la stessa cosa, cioè le condizioni sono due: "a) facenti parte dello stesso edificio o dello stesso complesso" e "b) ricadenti in diversi comparti facenti parte della stessa lottizzazione", e poi si dice "in ogni caso per la fattispecie di cui alla precedente lettera b), l'ampliamento complessivo non può essere superiore al 50 per cento della volumetria legittimamente realizzata", lasciando intendere quindi che nel caso a), cioè facenti parte dello stesso edificio o dello stesso complesso edilizio, nulla vieta che ci sia anche il 100 per cento della volumetria.

Allora, Assessore - lei fa di fa cenno di no col capo -, se potesse spiegarmi le sarei grata. Grazie.

PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare, chiedo all'onorevole Mula se conferma la richiesta di sospensione.

La seduta è sospesa per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 10 viene ripresa alle ore 17 e 37)

Riprendiamo la seduta. La sospensione ha avuto esito positivo per il proseguimento dei lavori. Avete chiarito, onorevole Mula? Quindi, eravamo fermi all'approvazione del "237".

Metto in votazione l'emendamento numero 237. Si erano conclusi gli interventi per dichiarazione di voto. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 237.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 659, pagina 259.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. L'emendamento che è firmato dagli onorevoli Li Gioi, Ciusa, Manca e Solinas pone alla nostra attenzione la soppressione della lettera h) del comma 1 dell'articolo 3, cioè la lettera che di fatto si riferisce all'abrogazione di commi, uno esattamente, il comma 6, e ribadisco quello che veniva detto poc'anzi. Anche queste sistematiche interruzioni, al di là del chiarimento che può avvenire tra Capigruppo, Assessore e Uffici, fanno emergere che il testo così come confezionato, perché poi anche l'emendamento fatto dalla Giunta che modifica ovviamente il testo, cioè l'emendamento sostitutivo totale, è frutto di una elaborazione che avrebbe dovuto tenere conto di una serie di aspetti che invece noi passo passo stiamo verificando e addirittura la maggioranza condivide essere, se non illegittimo, comunque rende la legge inapplicabile. Io vi suggerisco su questo e sugli altri passaggi successivi degli altri articoli di prendere il tempo giusto per verificare che il testo nel suo complesso vada nella direzione di vera riqualificazione e possibilità di sviluppo, invece ci sarà un danno serissimo allo sviluppo e alla fin fine non verrà riqualificato alcunché. Con questa cosa dell'introduzione della compravendita di volumetrie voi ad esempio avendole inserite su tutti gli articoli andate dritti verso il rischio che quel singolo articolo sia cassato perché contiene quello, e siccome contiene quello vedrete che ogni titolo edilizio rilasciato da un Comune sarà oggetto di intervento da parte di privati che ricorreranno al TAR per bloccare l'intervento, perché ci sarà chi vorrà utilizzare la legge, ma ci sarà anche chi sarà contrario all'utilizzo della legge perché vuole avere e garantire per la propria abitazione quella stessa dinamica di luci, di panorami, eccetera, che aveva in precedenza, e quindi ci sarà una serie di contenziosi che bloccherà gli interventi da parte di tanti privati promossi da altrettanti privati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Questo emendamento è stato proposto, come ha detto l'onorevole Zedda, dal mio Gruppo e riguarda l'abrogazione del comma 6 dell'articolo 31 della legge numero 8, che prevedeva che la Giunta regionale su proposta dell'Assessore del turismo, artigianato e commercio, di concerto con l'Assessore competente al governo del territorio, approvasse entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge una deliberazione contenente gli indirizzi applicativi per l'attuazione del presente articolo con esemplificazioni degli interventi ammessi e il loro adeguato inserimento nel paesaggio. L'abrogazione di questo articolo 6 cosa determina? Determina che le famose note esplicative che la maggioranza ha intenzione di porre in essere diventerebbero necessarie, già sono necessarie perché ci rendiamo conto della incongruità di molte parti tra di loro, di molte parti della stessa norma che stanno venendo fuori dalle interlocuzioni che stiamo vivendo, però note esplicative che, come sappiamo, sono un allegato, chiamiamolo così, alla norma. E a me sembra veramente assurdo che si voglia eliminare questa deliberazione da parte della Giunta regionale successiva, Giunta regionale che avrebbe 60 giorni per deliberare questo documento, sarebbe stato giusto metterlo in legge perché in tal modo si sarebbe legiferato sulla necessità di quella nota esplicativa che invece è stata nominata per la prima volta dal direttore generale in Commissione assieme all'assessore Sanna. Così come è stata nominata come ruota di scorta, nel senso che ci si rende già conto da parte della maggioranza, quindi stiamo parlando già dal 23 novembre e giorni successivi, dell'incongruenza di molte parti e quindi si è resa necessaria l'emanazione di questa nota esplicativa, e questo conferma la precarietà di questo testo e il fatto che nasca già debolissimo, e debolissimo anche nella convinzione della stessa maggioranza che lo scrive, e quindi possiamo già immaginare quale sarà il suo esito, quale sarà il suo destino e quale sarà il futuro degli imprenditori e dei cittadini sardi che dovranno subirlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Chiedo ai consiglieri cortesemente di indossare correttamente la maschera, la mascherina, mettetela bene, grazie.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. L'ha letto l'onorevole Li Gioi il comma 6 che si vuole completamente eliminare. Nella legge numero 8 era stato inserito a mio avviso proprio perché la frase che dice questo, a un certo punto, nel presente articolo "degli interventi ammessi e loro adeguato inserimento nel paesaggio". Gli interventi ammessi con delibera di Giunta, la Giunta regionale su proposta dell'Assessore del turismo predispone in concerto con l'Assessore competente al governo del territorio questi interventi ammessi. A me pare che l'eliminazione di questo comma porti a galla il fatto che non esiste un piano strategico per lo sviluppo turistico della Sardegna e quindi la volontà di ragionare insieme e capire verso quale proposta di sviluppo si voglia andare, è proprio un lavorare in solitario, nel senso che probabilmente le decisioni sono state già prese, sono state prese probabilmente in altri tavoli, da altre parti, e oggi anche dall'Assessore del turismo che è in aula mi aspetterei un intervento, perché è chiaro che le politiche che derivano dall'applicazione di questo articolo determinano proprio una visione di sviluppo per il turismo in Sardegna. Allora a questo punto le domande sono queste: che tipo di turismo, in che modo lo vogliamo portare avanti e perché non si è creata una sinergia tra le parti, anzi si cerca di eliminare questa proposta di sinergia che era stata inserita all'interno della legge numero 8. Inoltre, viene anche eliminata questa volontà di comprendere come un singolo intervento sia adeguato anche per quanto riguarda il paesaggio. È chiaro che in un testo di legge dove si cerca di bypassare gli strumenti sovraordinati come il Piano paesaggistico regionale, dove non c'è un'idea di fondo sullo sviluppo turistico della Sardegna, dove non si capisce realmente in che direzione si voglia andare, eccetera, mi pare proprio che questo articolo chiarisca in pieno che non c'è un'idea precisa, non c'è una volontà di lavorare per il bene comune, ma costantemente per alcuni interessi particolari che possono diventare pericolosi per il futuro della nostra isola.

PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Comunico il rientro dal congedo dell'onorevole Lai.

Metto in votazione l'emendamento numero 659. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 659.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento sostitutivo parziale numero 217, a pagina, 266. Ritirato.

Passiamo al "218". Anche quello è ritirato.

Passiamo al "655", pagina 271, a firma di Li Gioi e più.

Il numero 655, articolo 1, lettera b).

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Questo emendamento ci è sembrato giusto presentarlo in quanto abbiamo voluto dare una veste a nostro parere più adeguata alle percentuali di incremento previsto, in quanto noi abbiamo pensato che il testo così come presentato dalla Giunta debba essere sostituito con queste parole, lettera A): "il 25 per cento riservato all'adeguamento delle camere agli standard internazionali, all'incremento del numero complessivo delle stanze, al miglioramento del livello di classificazione ai sensi dell'articolo 17, legge regionale numero 16, 2017. E il 25 per cento è riservato all'ampliamento delle zone comuni nelle strutture ricettive turistico-alberghiere quali hall, sale convegni, e spazi comuni in considerazione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 che detta nuove regole sul distanziamento personale. Noi con questo emendamento abbiamo voluto dare sostanza al titolo della vostra norma, dove si parla di interventi tesi a far fronte alle conseguenze negative dell'epidemia da coronavirus consentendo anche che una parte degli ampliamenti previsti riguardi le zone comuni. Tuttavia questa vostra volontà è limitata soltanto a un 10 per cento. Quindi noi ci siamo chiesti che senso ha mettere nel titolo che si fa riferimento all'emergenza del coronavirus quando poi gli ampliamenti previsti per quella finalità sono soltanto una percentuale residuale. Quindi questo nostro emendamento serve appunto per dare sostanza alla vostra norma, cioè per darle la veste che il titolo dice che abbia, perché d'altra parte il 25 per cento relativo all'adeguamento delle camere di standard internazionale, all'incremento del numero complessivo delle stanze, al miglioramento del livello di classificazione per quanto riguarda le stelle, questo, come ho già detto stamattina, è fondamentale per riadeguare le nostre strutture ricettive al target e al livello delle strutture ricettive dei Mondiali per quanto riguarda il mercato del turismo, perché altrimenti c'è il rischio forte che perdano determinate fette di mercato che in questa fase sarebbe poi molto difficile recuperare. E quindi lo stesso discorso vale anche per l'ampliamento delle zone comuni, sempre che effettivamente questa Giunta voglia che questa norma riguardi l'emergenza coronavirus, oppure si sia limitata a scriverlo soltanto nel titolo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Rinuncio.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 655.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 655.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 222, pagina 272. Ritirato.

Emendamento numero 223, pagina successiva. Ritirato.

Emendamento numero 229, pagina 279. Ritirato.

Emendamento numero 765, pagina 81, c'è un invito al ritiro.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

PRESIDENTE. Grazie, quindi ritirato anche il numero 765.

Emendamento numero 1232, così come era stato ammesso in precedenza, non so se voglia intervenire l'onorevole Ganau oppure lo mettiamo direttamente in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie. Per chiedere di apportare un'ulteriore modifica dove dice: "sono consentiti anche per le comunità integrate", inserire "sono consentiti anche per le strutture socio assistenziali, quali le Comunità integrate e le comunità alloggio", in maniera da riprendere il testo dell'articolo.

PRESIDENTE. Quindi, "sono consentiti anche per le strutture socio assistenziali quali le comunità integrate e le comunità alloggio". Mettiamo al voto oppure deve intervenire?

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Per quanto io non condivida moltissimo gli incrementi sugli incrementi, però "per la realizzazione di idonei spazi protetti e le cosiddette zone di isolamento in considerazione dell'emergenza epidemiologica da Covid 19"; ora, io capisco tutto, però secondo me questa cosa dell'emergenza, perché, veramente, ci sono persone che stanno soffrendo, persone ricoverate, persone che sono morte, ma veramente pensiamo di lasciare in questo testo che gli aumenti volumetrici li stiamo facendo oggi per il distanziamento sul Covid? E poi li facciamo sparire? Cioè dopo, finisce l'epidemia… o vi augurata che l'epidemia duri in eterno, o c'è una convinzione che l'epidemia possa durare in eterno oppure, secondo me, dovremmo togliere da tutti i testi l'aspetto dell'emergenza epidemiologica; chi caspita realizzerà alcunché nell'arco dei prossimi mesi, augurandoci che nei prossimi mesi sparirà l'emergenza epidemiologica. Quindi suggerirei di toglierlo da tutto il testo per una questione di garbo, guardate, prima che di legge.

PRESIDENTE. Sta proponendo un emendamento orale all'emendamento del…

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie, Presidente. Io vorrei capire adesso quello che stava proponendo il collega Zedda, perché quello che adesso ha proposto il collega Ganau, insomma, noi avevamo preso un accordo del tipo che questo emendamento per noi andava bene, anzi, per quanto ci riguarda come Gruppo PSd'Az, ho sentito anche gli altri colleghi, avremmo chiesto di apporre tutte le firme dei Gruppi consiliari, e adesso non lo so quello che ha proposto di fatto il collega Zedda rispetto a quello che ha detto il collega Ganau; se non ho capito male, oltre alle comunità integrate e comunità alloggio, anche le strutture socio assistenziali… quindi lo stiamo specificando… va bene. Allora direi, per quanto ci riguarda e credo anche i colleghi non solo lo votiamo, ma ci mettiamo anche tutte le nostre firme.

PRESIDENTE. Allora, l'onorevole Zedda si riferiva al fatto di elidere, togliere diciamo la parte che si riferiva al Covid, nel senso che è una norma a regime indipendentemente dal Covid, questo è il concetto, nel senso che stiamo prevedendo un incremento, punto, cioè senza legarlo o giustificarlo dal fatto che ci sia il Covid, anche perché tutti quanti noi speriamo che l'emergenza passi il prima possibile, cioè individuiamo in questa esigenza un'esigenza reale, indipendentemente dal fatto che ci sia il Covid. onorevole Granau, mi dica lei, se lo vogliamo togliere…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Allora, per me va bene, si può togliere, ma il testo che viene riportato, la motivazione che viene riportata è anche per le strutture ricettive, quindi per me va bene, si può togliere da questo testo, non c'è problema.

PRESIDENTE. Scusate, possiamo farlo anche alla fine per tutto, nel senso che altrimenti esce fuori un testo scoordinato, in cui in alcune parti vi la giustificazione alle esigenze del Covid in altre no, quindi probabilmente conviene fare una cosa sistemica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Stavo suggerendo una soluzione di questo tipo però credo che si debba fare prima della votazione dell'articolo, perché è solo in questo articolo che si fa riferimento all'aumento della dimensione delle hall in relazione all'emergenza Covid, è qualcosa che si può fare facilmente, però se approviamo l'articolo dopo non può essere un mero coordinamento finale, perché in questo caso è un tema di concetto, poi i colleghi ovviamente l'hanno scritto perché intendono equiparare le comunità integrate alle comunità alloggio, però con quella giustificazione il rischio realmente è quello di accendere un riflettore, cioè, stiamo utilizzando un qualcosa che non può essere utilizzato per creare un bene che poi supererà per durata l'emergenza.

PRESIDENTE. Onorevole Agus, potremmo fare così, potremmo approvare il principio, adesso lo togliamo e questo vale come principio che a cascata si porta dietro tutte le altre parti in cui viene richiamato. Quindi approviamo adesso l'emendamento 1232, però prima direi di approvare il principio… lo mettiamo assieme, perfetto, nel senso che approviamo il 1232 con il principio dell'esclusione della motivazione del Covid 19; "in considerazione dell'emergenza epidemiologica da Covid 19" diventa il principio che poi si porta dietro tutte le altre volte in cui viene citato, e l'emendamento 1232 così come specificato dall'onorevole Ganau, nel senso che "per le strutture socio assistenziali quali le comunità integrate e le comunità alloggio". È aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1232.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Emendamento 658.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Vorrei intervenire perché vorrei dare maggiore importanza a una volontà della maggioranza, noi con questo emendamento vogliamo dare maggiore importanza a questo, perché nella lettera a) del comma 1 dell'articolo 3 le parole "almeno due delle seguenti ipotesi" sono sostituite con le parole "almeno tre delle seguenti ipotesi", e le parole "35 per cento" con le parole "50 per cento", perché lì ci stiamo riferendo all'ipotesi con cui si prevede un ulteriore incremento volumetrico del 10 per cento del volume urbanistico esistente, e quindi ci è sembrato giusto far sì che in un'ottica green, come spesso stiamo dicendo in questa giornata, e quindi di sviluppo ambientale e allo stesso tempo di tutela dei manufatti prodotti nella nostra Isola e delle materie prime, che ugualmente provengono dalla nostra Isola, sia giusto che questo incremento volumetrico sia concesso qualora almeno tre di queste opzioni siano utilizzate dall'eventuale soggetto che intraprende un'attività costruttiva o comunque di ampliamento della struttura ricettiva esistente, e questo perché e in tal modo c'è una sorta di maggiore responsabilizzazione del soggetto stesso e si segue anche in pratica, oltre che sulla carta, quella che è un'idea di tutela l'ambiente che noi sappiamo, per quanto ci riguarda, per come la pensiamo, che non è tutelata da questa norma, ma che perlomeno questa norma a parole, a pensiero vuole perseguire, quindi è questo l'intento del nostro emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Mi ricollego a ciò che diceva l'onorevole Li Gioi. Sì, è vero, cioè l'aver inserito tante possibilità ma poi l'aver previsto che sia sufficiente una sola di queste e non un complesso tra le tante per poter beneficiare di questi incrementi ha vanificato di fatto l'inserimento, nel senso che alcune, come abbiamo detto altre volte nel corso del dibattito sul testo, prevedono delle complicazioni, perché oggettivamente il recupero e il riutilizzo di componenti costituenti l'edificio nella misura almeno del 20 per cento complica, anche perché, cerco di spiegarlo innanzitutto a me stesso, ma se la demolizione riguarda un edificio degli anni settanta in un contesto del centro storico, che cosa gli facciamo recuperare e riutilizzare? Sarebbe stato opportuno che neanche all'inizio, negli anni settanta, avessero utilizzato il cemento e inserimento di quel tipo di ringhiere, di oggetti architettonici che non c'entrano nulla col contesto del centro storico, e noi gli chiediamo che a fronte della bruttura realizzata un 20 per cento della bruttura venga riutilizzata e recuperata, dovrebbe essere specificato nel momento in cui quei materiali siano materiali compatibili o comunque di quella provenienza, cioè granito sardo, materiali sardi e via dicendo, e quindi ci sia una un bisogno di recupero per non disperdere un patrimonio di laterizi o altro che hanno un contesto storico esatto col contesto urbanistico nel quale si inseriscono, in questo caso invece no, quindi anche su questo punto ci sarebbe una serie di correzioni da fare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). No, perdonami, non volevo intervenire, però mi stavo leggendo l'emendamento che è veramente particolare come emendamento, cioè della serie che stiamo facendo delle premialità alle intenzioni, perché nel nostro testo di legge si parlava "se ricorrono almeno due condizioni e quindi una premialità del 30, invece l'emendamento dice: no, non due, se ne ricorrono tre, però aumentiamo anche al 50 per cento, quindi siamo magnanimi; è scritto così, caro collega.

(Intervento fuori microfono del consigliere Roberto Li Gioi)

MULA FRANCESCO (PSd'Az). …sì, però nella lettera e) del comma 1 dell'articolo 3 le parole "almeno due delle seguenti ipotesi" noi diciamo "almeno tre" voi dite "almeno tre", e poi dite "le parole 35 sono sostituite con le parole 50", perché il testo della legge dice "se ricorrono due condizioni… 35", e noi diciamo "se ne ricorrono tre tenendo 50", be', così è scritto…

(Intervento fuori microfono del consigliere Roberto Li Gioi)

MULA FRANCESCO (PSd'Az). … abbiamo capito male?

PRESIDENTE. Guardi, l'onorevole Mula ha capito benissimo, è già intervenuto, onorevole. Mettiamo in votazione l'emendamento numero 658.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, l'emendamento numero 658.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 236.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. In questo caso l'emendamento si inserisce nell'ambito del comma 5 ter dell'articolo 31 della numero 8, e poi interviene per quanto riguarda i criteri di percentuali incrementi e diminuisce da venticinque a dieci. Ora, il discorso è sempre quello legato al fatto che gli incrementi fuori da un impianto urbanistico, dalle previsioni dei PUC, dall'inquadramento urbanistico, è sempre sbagliato, perché non tiene conto di una serie di questioni, compresa oggettivamente una concorrenza, lo ribadisco, sleale, cioè ci sono persone che hanno acquistato immobili, perché dovevano mettere una attività di un certo tipo, spendendo ingenti risorse, e a un certo punto si sono e si ritroveranno ad avere in concorrenza sleale un vicino che ha speso molto meno e che ha deciso di attendere, a un certo punto una manna dal cielo arriva grazie a questa legge e rispetto a quello che a fianco ha fatto un investimento di un certo tipo lui, per il fatto solo di aver atteso, avrà lo stesso beneficio volumetrico in termini di spazi dall'altro, che ha fatto investimenti molto più ingenti nel passato completamente in regola. È anche un'alterazione veramente della libera concorrenza tra soggetti, cioè è fesso chi ha fatto l'investimento correttamente, che ha cercato un immobile capace di ospitare, in termini di metri quadri, l'attività che aveva intenzione di impiantare ed è stato invece furbo, perché tanto passa per furbo, colui che ha atteso e oggi verrà da voi premiato con questo incremento, che determinerà una concorrenza sleale per colui che, invece, ha fatto gli investimenti a suo tempo spendendo ingenti risorse di molto superiori rispetto a colui che attende questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Ritiro la richiesta di votazione elettronica.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 236. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 548, a pagina 296.

Magari può intervenire l'Assessore, onorevole Ganau? Non so. Assessore, su questo magari potrebbe intervenire lei. Ne volete parlare e passiamo a un altro 'emendamento?

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCDDA VALTER (PD). Giusto per inquadrare il tema. Sostanzialmente si tratta reintrodurre il concetto che era già presente nella legge numero 8, di una pianificazione demandata alla Giunta che entro una determinata data, qui abbiamo previsto 60 giorni, esca con una delibera che contempli i principi applicativi di questa norma. Per certi versi l'avete già detto voi in tutte le salse che già così non si capisce granché, quindi ci sarà bisogno di intervenire con un documento suppletivo o una direttiva assessoriale, o quant'altro, per cercare di far capire che cosa abbiamo legiferato, però, ecco, noi chiedevamo che magari l'Assessorato al turismo uscisse con una propria delibera di Giunta per spiegare come attuare queste previsioni che sino adesso abbiamo fatto e ovviamente dicendo che sino ad allora non si non si debba far nulla perché sennò il rischio è che ognuno si muova come meglio crede. Invece no, aspettiamo un intervento univoco con una delibera di Giunta, quello dovrebbe far chiarezza e da lì in poi tutti si muovono in base a quello.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Talanas. Ne ha facoltà.

TALANAS GIUSEPPE (FI). Sull'ordine lavori. Chiedo una sospensione di due minuti.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 22, viene ripresa alle ore 18 e 41.)

PRESIDENTE. Prego i Consiglieri di prendere posto. Riprendiamo i lavori dell'Aula. Credo che l'Assessore dovesse intervenire sull'emendamento numero 548, un breve inciso e poi procediamo alla votazione.

Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. Sì, per dire che si potrebbe intervenire anche nel Regolamento edilizio qua per specificare meglio.

PRESIDENTE. Onorevole Ganau, c'è stato l'intervento. Non so se lo ritiriamo o lo mettiamo in votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). È ritirato.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 238.

Metto in votazione l'emendamento numero 238. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 239.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). È ritirato.

PRESIDENTE. Adesso dobbiamo passare al testo dell'articolo, però si propone un emendamento verbale sempre all'articolo 3 lettera e), che recita così: "dopo il terzo comma è inserito il seguente". Attualmente la lettera prosegue in questo modo: "3 bis) nei casi previsti dal comma 1 è concesso un ulteriore incremento volumetrico del…

(Interruzione)

Attualmente è così, sto leggendo com'è attualmente poi propongo l'emendamento. "Nei casi previsti dal comma 1 è concesso un ulteriore incremento volumetrico del 10 per cento del volume urbanistico esistente con conseguente proporzionale aumento della soglia volumetrica massima nel caso si verifichi almeno due delle seguenti ipotesi". Questo è il testo della Commissione. Si propongono le seguenti modifiche: "Nei casi previsti dal comma 1 è concesso un incremento" - quindi si toglie la parola "ulteriore" - "volumetrico del 10 per cento così suddiviso: 5 per cento nei casi di cui alla lettera a), 3 per cento nei casi di cui alla lettera b), 2 per cento nei casi in cui alla lettera c) e comunque nel limite dell'aumento del 50 per cento di cui al presente articolo", cioè il 10 per cento viene comunque contemplato nel 50 per cento, e poi prosegue "nel caso si verifichino almeno due delle seguenti ipotesi". Questa è la proposta di emendamento verbale che è contenitivo rispetto a quello previsto attualmente nel testo della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Sì, grazie. C'erano gli altri emendamenti, ne abbiamo discusso prima con i colleghi, sono degli emendamenti orali correttivi del testo. Praticamente sempre all'articolo 3, lettera 2, dopo il c bis), viene abolita la lettera 3 dove c'è scritto "ricadono nella stessa zona omogenea" perché c'era scritto precedentemente "nella stessa lottizzazione", quindi è superfluo dire "ricadono nella stessa zona omogenea", e invece si aggiunge… poi diremo in ogni caso per la fattispecie di cui ai punti 1 e 2, perché avevamo escluso, se vi ricordate, il punto 1 per puro errore. Quindi il punto 1 e 2, togliamo 3 perché parliamo di zona omogenea, non serve perché abbiamo detto "ricadono in diversi comparti facenti parte della stessa lottizzazione", quindi non serve mettere "nella stessa zona omogenea", ci sarebbe più confusione. Poi all'articolo 31 della legge numero 8, così come vi avevo prima enunciato, il comma 2, la lettera a) è soppressa, perché noi stiamo facendo una modifica alla 8 dove diciamo dal 25 passiamo al 30, però prima abbiamo parlato del 50, è un controsenso, quindi stiamo abrogando la lettera a) del comma 2 della 8, articolo 31. Poi avevamo l'ultima modifica, sempre all'articolo 3, dei crediti volumetrici il c bis famoso, che ne abbiamo discusso, quindi diventerebbe: "I crediti volumetrici possono essere ceduti con atto pubblico di asservimento dai proprietari aventi diritto ai proprietari di altre unità immobiliari di cui al presente articolo". Anche questa era un'altra precisazione non di poco conto. Perché "di cui al presente articolo"? Perché stiamo parlando delle strutture turistico-ricettive, quindi è mirato solo per. Se è chiaro, Presidente, io ho finito.

PRESIDENTE. Il secondo emendamento è quello che incide direttamente sulla 8… siccome andrebbe riscritto… gli altri sono chiari.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Sì, ho capito, lo spieghiamo meglio così. Ho capito benissimo quello che intendono gli uffici. Allora il testo così modificato dall'emendamento numero 751, quindi dove diciamo nel comma 2, lettera 1, che l'emendamento prima recitava "la lettera a) le parole 25 sono sostituite", noi diciamo, invece, "la lettera a) è soppressa", quindi stiamo intervenendo su quell'emendamento che noi avevamo già votato, sul 751, che modificava di fatto la 8, e c'è la soppressione, all'interno di questo, della lettera a). È più chiaro adesso?

PRESIDENTE. Va bene, quindi mettiamo in votazione l'articolo con gli emendamenti così come predisposti dall'onorevole Mula e anche così come ho specificato io poc'anzi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3 emendato.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

È rimasto un emendamento, non so se se è ritirato anche questo, il 571.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Questa è semplicemente l'applicazione, anche a questo sistema di bonus, di quello che abbiamo approvato prima. Cioè prima abbiamo detto che c'era un pezzo dell'articolato che diceva che dove c'erano pavimentazioni, se si sostituivano ripristinando materiale drenante, avevano un bonus; questa è la stessa cosa, solo che è su un altro punto del testo. C'era in due punti…

PRESIDENTE. Quello riguardava le residenze, questo il ricettivo, è lo stesso. Quindi lo mettiamo in votazione.

Metto in votazione l'emendamento numero 571. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore di maggioranza. La Commissione ha espresso il parere negativo sui seguenti emendamenti all'articolo 4, e precisamente al 6, 99, 660, 100, 580, 584, 585, 588, 586, 587, 589, 590, 591, 594,101, 592, 595, 102, 581, 103, 582, 583, 661, 596, 593, 597, 598 e c'è un invito al ritiro al 768.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica.

Il parere della Giunta è conforme al relatore.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione dell'intervento dell'onorevole Orrù.

ORRU MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente. Articolo 4: interventi per il riuso e per il recupero con incremento volumetrico dei sottotetti esistenti. È chiaro che, all'interno di un ragionamento generale e nello specifico all'interno di una legge che dovrebbe essere una legge organica di riorganizzazione, e partendo dal presupposto che l'obiettivo principale che dovrebbero avere tutte le amministrazioni regionali, e in generale tutti gli organi di governo, è quello del non consumo di suolo, è chiaro che su questo tema si poteva aprire, si apre, e si dovrebbe aprire una riflessione profonda per comprendere che in diverse zone, soprattutto anche all'interno delle città, esistono quelle volumetrie passive, chiamiamole così, ovvero delle volumetrie nella zona dei sottotetti che spesso possano essere in qualche maniera recuperate, e per consentire appunto l'abitabilità, e quindi i criteri igienico-sanitari, e tutte le norme prescritte, delle volte questo non può avvenire perché mancano spesso le altezze, ci sono problemi di illuminazione, ci possono essere problemi in generale legati proprio all'igienico sanitario che è prescritto dalle norme. Quindi in una visione più ampia può essere ritenuto un intervento interessante ed ammissibile. Entreremo poi nel dettaglio, comma per comma, delle modifiche che si sono presentate, che si sono portate sia in Commissione che adesso in Aula, e potremo approfondire il ragionamento proprio in questi termini. E' chiaro che però per fare un lavoro importante non si possono definire in maniera generale tutte le zone allo stesso modo, faccio un esempio, se nelle zone A spesso è sufficiente l'apertura di una finestra piuttosto che una porta finestra, o comunque fare dei minimi interventi, oppure addirittura la possibilità di sollevare per qualche centimetro l'intradosso al fine di ottenere quelle altezze minime per consentire un'abitabilità e una vivibilità degli spazi, diverso può essere in zone in cui l'altezza può essere già al limite di quanto è prescritto nei regolamenti, di solito all'interno dei regolamenti comunali, e quindi è un lavoro che si deve fare in parallelo a una pianificazione, e quindi a un regolamento comunale che prevede, conoscendo il territorio, dove alcuni interventi è più semplice che si possano fare e dove invece non si possono fare. Anche perché non tutti i Comuni sono uguali, ci sono comuni che sono in zona aeroportuale, dove ci sono anche delle regole da rispettare, per esempio ci sono degli edifici che non possono avere un'altezza superiore per una sicurezza anche aerea, ci sono zone di alcuni Comuni che sono su fasce di rispetto, che magari anche l'impatto visivo è già abbastanza alto, e quindi si cerca di contenere queste altezze. E quindi è chiaro che all'interno di una norma che cerca di eliminare un po' la pianificazione territoriale diventa complicato in una legge derogatoria, come quella che stiamo portando avanti, inserire tutto e il contrario di tutto, ma sono dell'idea che all'interno di una riorganizzazione, e quindi all'interno di una legge urbanistica pensata bene, pensata con il tempo dovuto anche per l'approvazione di una legge urbanistica, si possano aprire alcuni ragionamenti che vedano anche la possibilità di riutilizzare queste volumetrie passive, che vanno però proprio nella direzione del non consumo di suolo.

E su questo abbiamo espresso anche alcune considerazioni in Commissione, non abbiamo creato le barricate che sono state fatte invece sugli altri articoli, su molti altri articoli che non condividevamo, e quindi invitiamo anche l'Assessore ad aprire anche un ragionamento successivo nella stesura poi eventualmente della legge urbanistica per capire…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASIMO (Progressisti). Presidente, mi aiuta molto il fatto che prima del mio intervento sia intervenuta la collega Orrù, in quanto componente della Commissione e anche professionista che possiede la materia, dà sempre indicazioni puntuali e consente a noi di poter avere un quadro più dettagliato e anche tecnicamente illustrato in modo opportuno, cosa che a dire il vero avrebbe dovuto fare la Giunta, non la collega Orrù, al di là della opinione che la collega Orrù esprime sui diversi punti ai diversi articoli, quindi di contrarietà rispetto all'impianto della legge, però gli spunti, le sollecitazioni e i suggerimenti che arrivano sono sempre interessanti. E il suggerimento alla fin fine è sempre lo stesso, cioè l'inserimento di norme di questo tipo, per quanto si possano anche alcune valutare in modo laico come utili, o comunque volendo anche con beneficio del dubbio e senza avere una ipocrita come dire contrarietà su tutto, in ogni caso andrebbero inserite nella legge urbanistica, che è la legge che poi dovrebbe tenere insieme il tutto. Invece l'individuazione con emendamenti, correzioni, successive modifiche, interventi che sono stati fatti in legge, poi modificati, scomposti, stravolti, dà ad intendere che proprio non ci sia alcun tipo di legame tra un articolo e l'altro, e non ci sia alcun tipo di correlazione tra gli interventi e una filosofia di fondo della legge, perché non è la legge urbanistica, perché è una legge che interviene su tanti punti ma senza avere nessun tipo di quadro di insieme di riferimento, e soprattutto è completamente slegata dalle idee di sviluppo. Si dà ad intendere che c'è un'idea di sviluppo sotto questa legge, poi alla fine anche all'esterno la maggior parte delle persone sono realmente convinte che noi oggi si stia discutendo del solo piano casa e sia bloccato il Piano casa, che è quello che molte persone conoscono, altri hanno atteso prima di intervenire, aspettavano la proroga, eccetera. La verità è che non c'è nulla di tutto ciò, è il vero nodo sarebbe invece l'intervento collegi con legge urbanistica per dipanare la matassa delle tante problematiche create e dei tanti interventi che dovrebbero guardare alla contingenza e al futuro, rispetto alla legge urbanistica nostra che è oggettivamente datata, non tiene conto di una serie di cambi anche nell'edilizia o nell'uso dei materiali, nelle tecniche costruttive che sono state. Arrivo che probabilmente sarebbe anche necessario guardare ancor più avanti e inserire in legge urbanistica una sorta di apertura anche a possibili ulteriori miglioramenti che le tecniche costruttive potranno avere. Basti pensare ai pannelli fotovoltaici che tra poco verranno inseriti, oggi ancora costano molto quel tipo di pannelli, arretra tema nelle vetrate, nelle finestre, o le coperture in tegole che tra poco diventeranno piccoli pannelli fotovoltaici, e addirittura probabilmente con un colore differente quindi molto similare al mattone, al cotto, quindi al colore della terra, a quel rosso che si vede dall'alto guardando i nostri centri storici. Ecco avrei anche inserito delle modifiche di questo tipo per consentire, anche senza modifiche di legge, l'utilizzo delle innovazioni tecnologiche applicate all'edilizia che arriveranno, non solo quelle che abbiamo di fronte di fronte a noi. Però per fare tutto questo sarebbe stato indispensabile avviare un lavoro sulla legge urbanistica e invece che cimentarsi nell'approvazione di norme, normette, codicilli che non servono a nulla, spendere un po' di tempo in più, approfondire meglio e avere una legge urbanistica compiuta, e non uno spezzatino che risulterà indigesto in particolar modo ai professionisti e a chi vorrà utilizzare questa legge nel futuro.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 6.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, dopo l'emendamento numero 6 sono ritirati tutti quanti gli emendamenti a prima firma Ganau.

PRESIDENTE. Bene.

Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 660 è ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 661, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 768 è ritirato.

Passiamo al testo dell'articolo 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, qui emerge nell'articolo lo stesso problema che avevamo avuto nel corso dell'articolo precedente, in particolar modo l'aspetto delle terrazze coperte e aperte su 1, 2, 3 o 4 lati. In questo caso stiamo parlando di che cosa? Cosa vuol dire terrazze coperte? Terrazze coperte da una struttura in legno? Terrazze coperte da pilastri con una copertura in cemento, quindi un solaio? Chi ha un solaio aperto su quattro lati, che svolge da copertura per una terrazza? O stiamo parlando di un gazebo? Cioè se ciò che governa l'elemento della possibilità di fare sono le terrazze coperte e aperte su 1, 2, 3 o 4 lati, non rilevante ai fini volumetrici, quindi proprio sembrerebbe una struttura facilmente amovibile, gli spazi e volumi anche non urbanisticamente rilevanti… cioè sa veramente la possibilità di intervento per sviluppare cubatura e chiudere una terrazza coperta con un gazebo, che è la classica struttura che copre e che è aperta sui quattro lati. Non lo so se in Commissione questo dubbio sia stato chiarito, ma lasciandolo così in modo generico, temo che veramente la questione possa riguardare tutto. Cioè sorgeranno tensostrutture giusto per dimostrare una copertura come funghi nel corso dei prossimi giorni. Che cosa intendete? Cioè questo aspetto che non venga chiarito mai l'intendimento vostro nella presentazione e nell'illustrazione dei singoli articoli, ogni volta crea una confusione, perché consente a tutti noi di interpretarlo liberamente come si vuole, anche perché non viene esclusa un'interpretazione di questo tipo. Quindi finché si tratta di sottotetti va beh, si capisce, si può essere in disaccordo o in accordo ma si capisce, ma quando si tratta delle terrazze coperte e aperte su 1, 2, 3 o 4 lati, questa o è una terrazza, oppure…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, per sottolineare quanto ha espresso l'onorevole Zedda e per invitarvi anche a riflettere su questo, ovvero sul punto b), le terrazze coperte e aperte su 1, 2, 3 o 4 lati non rilevanti ai fini volumetrici delle vigenti disposizioni di legge regionali e regolamenti comunali. E' chiaro che ci sono elementi che cubano ed elementi che non cubano, è chiaro che una struttura coperta su quattro lati diventa abbastanza pericoloso secondo me inserirlo in legge così, anche perché non rientra… io onestamente ho fatto fatica a comprenderlo, ne abbiamo parlato in Commissione, e poi vedo che è stato comunque lasciato nel testo, e l'avevamo sottolineato più volte durante la Commissione. Non ha molto senso, come diceva l'onorevole Zedda, il rischio è che è sufficiente una copertura con quattro pilastrini ad aumentare quel volume su cui si calcolano poi gli ampliamenti, non la trovo una cosa possibile, è abbastanza improbabile che questo passi così in maniera così semplicistica. Quindi invito la maggioranza a rifletterci e ad eliminarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, a chiusura di quanto detto dai colleghi, a me sembra che la riflessione sia ragionevole, tra l'altro incide su un tema su cui già i Comuni, in assenza di un regolamento edilizio regionale, stanno già applicando nella sostanza la norma esistente in maniera molto diversa, se per di più noi inseriamo con norma regionale il fatto che diventi cubatura qualcosa che cubatura non è, perché le terrazze coperte vengono lasciate aperte su 1, 2, o 3, o addirittura 4, di solito per ovviare il fatto che non ci sia cubatura disponibile. Quindi dove non lo si può fare addirittura esistono soluzioni, come le termo tende, soluzioni che non creano cubatura, o tende o vetri di solito si utilizzano, però consentono ugualmente di creare un ambiente riparato. Lì non può essere equiparato al sottotetto, che invece è qualcosa di molto diverso, è qualcosa che di solito non è accatastato come residenziale, di solito sono locali di sgombero o qualcosa di simile, ma che poi nella prassi viene utilizzato alla stregua di un immobile residenziale, o di una parte di immobile residenziale. Per cui in questo caso io invito i colleghi a riflettere, perché la presenza di un errore così evidente rischia poi di far venir meno la tenuta di un articolo che con qualche correzione potrebbe essere sostenibile, e quindi alla fine rischia di creare un ulteriore problema sempre a chi nei prossimi giorni vorrà applicare questa legge e non sempre con intenti speculativi, anzi, nella stragrande maggioranza dei casi semplicemente per soddisfare l'esigenza magari di vivere meglio a casa propria. Per cui mi chiedo perché non sia stata fatta una riflessione prima e per l'ennesima volta chiedo alla maggioranza di ripensarci e magari di prendersi qualche ora, o qualche giorno in più per correggere questi errori materiali, e in caso non lo si voglia fare non posso che semplicemente sottolineare che per l'ennesima volta si sta lasciando un chiaro avviso in una legge che non potrà che essere oggetto in tutto o in parte di una sanzione poi da chiunque dovrà controllarla nel prossimo futuro.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Talanas, relatore di maggioranza.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore di maggioranza. Presidente, abbiamo parere favorevole per il "752", per l'emendamento all'articolo 5, poi abbiamo un invito al ritiro per il "772", su tutti gli altri parere negativo. Se va bene così, non li elenco. Mentre invece sugli emendamenti agli emendamenti c'è per tutti parere negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme al relatore.

PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. Questo è un altro articolo che vi sareste dovuti evitare e avreste dovuto evitare di sottoporlo all'Aula. Io non so quale sia il caso dal quale nasce l'esigenza di scrivere in legge questo, immagino ci siano diversi casi, anche perché era naturale che a un articolo di questo tipo fossero abbinate polemiche di un certo tipo, d'altronde era già successo perché un articolo simile, già più di cinque anni fa, due legislature fa, aveva fatto parte dell'ordinamento regionale.

Interventi di recupero dei seminterrati, dei piani piloti e dei locali al piano terra. Già quando si parla di seminterrati e si abbina a questo tema la possibilità di interventi che consentano la sanatoria, o comunque la trasformazione di locali che non sono nati con quello scopo per la trasformazione verso le strutture residenziali, verso l'utilizzo residenziale, è qualcosa che a prescindere da tutto quello che riguarda anche la salute delle persone che ci andranno a vivere dovrebbe farci riflettere. Si sta ragionando in tutto il mondo, comunque sicuramente nella Comunità europea, anche in virtù dei finanziamenti che vengono messi a disposizione degli enti pubblici, si sta ragionando a livello nazionale sulla riqualificazione energetica, sulla sostenibilità anche della qualità abitativa, noi invece pensiamo che la gente possa vivere nei sottani, nei piani pilotis, che in questo caso potrebbero essere chiusi e trasformati, e che questo possa essere un buon modo di abitare nel futuro. Io voglio capire qual è il ragionamento che c'è dietro, io dubito che ci sia un volano economico o che il mondo dell'edilizia in crisi necessiti di interventi di questo tipo per ripartire. Cosa stiamo vendendo? Questa è edilizia di serie c, forse, una qualità architettonica che ovviamente sarà scarsissima, di risulta, di ripiego, è anche un'immagine che dovremmo non dare. Io ribadisco, qualche giorno fa abbiamo unanimemente detto che la Sardegna dovrebbe caratterizzarsi come l'Isola della qualità e questo è un modo di abitare di qualità, pensare che, con una norma poi, quindi con un qualcosa che domani sarà legge, e varrà da Santa Teresa di Gallura a Villasimius con tutto quello che c'è in mezzo, con una legge che sancisce che i seminterrati, piani siti ai piedi dell'edificio e parzialmente interrati, quando la superficie dalle pareti perimetrali comprese al di sotto della linea (…) superiore al 50 per cento della superficie totale delle stesse pareti perimetrali possono essere recuperati, lo stesso vale per i piani pilotis e per i piani terra. Sono consentiti gli interventi di riuso per questa fattispecie di locali con l'obiettivo di contenere il consumo di nuovo territorio e di favorire la messa in opera di interventi tecnologici per il contenimento dei consumi energetici. Anche questo aspetto, Assessore, dovrebbe declinarlo, perché ci farebbe piacere sentire dalla sua voce, che sicuramente ha già istruito anche la seconda fase di questa legge, quindi la sua applicazione, cosa intende davvero fare per consentire il recupero. Si parla di aperture per la ventilazione naturale, perché ovviamente non vorremmo mai creare delle gabbie, e addirittura si pensa al recupero anche per lo scopo commerciale e sociosanitario. Riguardo la destinazione sociosanitaria credo che la collega Pinna non veda l'ora di dire la sua, quindi non entro nel merito, però quello che mi chiedo, e chiudo, è se realmente sia questa l'immagine che vogliamo dare di noi. Questa legge farà la stessa fine di quella che anni fa sanciva più o meno le stesse cose, quindi non credo che abbia vita lunga. Però mi chiedo, ne vale la pena? Di quello che è avvenuto c'è, è vero, una chiosa, un distinguo per quanto riguarda le zone ad alto rischio idrogeologico, e vorrei ben vedere, però ricordo che anche in zone…

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie. Premesso che a mio avviso sui seminterrati bisogna chiarire esattamente la parola seminterrato, in secondo luogo bisognerebbe capire che il territorio non è tutto uguale e che un seminterrato a Castello non è il seminterrato che sta a Bitti, o in zone un po' più esposte, e considerato il fatto che l'aggiornamento dei piani del PAI, dei piani di dissesto idrogeologico non avvengono purtroppo continuamente e spesso e volentieri il nostro territorio, anche laddove si pensava fosse in una condizione di sicurezza effettivamente non lo era, anche perché sappiamo tutti che i cambiamenti climatici stanno portando a delle bombe d'acqua sempre più costanti, che determinano anche dei pericoli in zone in cui magari quel pericolo non c'è mai stato - apro e chiudo parentesi, basta vedere quello che sta succedendo nei nostri campi agricoli in questi giorni, che stanno soffrendo per l'eccessiva quantità d'acqua, chiudo parentesi - e considerato il fatto che sui seminterrati se si volesse intervenire è necessaria una legge specifica e ad hoc, che non vada in deroga e che stia all'interno di un'analisi puntuale e precisa del territorio, e non in una legge che lavora in deroga, e sottolineato anche il fatto che è successo nel nostro territorio, ma in tutta Italia, zone che delle volte non si pensava fossero zone di pericolo sono ultimamente zone di forte pericolo, anche perché l'acqua si riprende i suoi spazi anche laddove siamo intervenuti fisicamente, io onestamente sul principio potrei aprire un ragionamento, ma su questo articolo in questa legge e con questi modi non apro nessun tipo di ragionamento e direi che andrebbe eliminato tutto per precauzione, anche perché, l'abbiamo detto più volte, il Piano casa dovrebbe occuparsi dell'edilizia abitativa, del miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini, del miglioramento della vita di tutti, e dovrebbe essere una legge equa, che non consenta ampliamenti volumetrici sui piani alti delle abitazioni che sono probabilmente di qualcuno che economicamente sta molto bene, e allo stesso tempo chiudere alcuni seminterrati che possono diventare certamente pericolosi e sicuramente sono anche degli stessi proprietari, ma che sicuramente daranno in affitto a delle persone che probabilmente non hanno altre possibilità. Spesso studenti, spesso migranti, spesso persone in difficoltà economica, e quindi il ragionamento è un ragionamento che non può essere inserito in maniera celere all'interno di una legge che va in deroga a tutto ed il contrario di tutto, ma dovrebbe essere una legge pensata bene. La Regione Lombardia ha approvato una legge sui seminterrati precisa e puntuale, ma lo fa attraverso un'analisi puntuale del suo territorio, lo fa valutando le zone montane, le zone di pianura, le città, le città come Olbia che invece soffrono in un certo modo e che sono a rischio, lo sappiamo benissimo, e le città invece come Cagliari che magari in una zona alta come Castello vivono diversamente. A me pare che aprire dei ragionamenti in questa direzione e in questo modo sia pericoloso, l'ha detto bene il mio Capogruppo, politicamente noi non condividiamo questo modo di operare e sicuramente non siamo d'accordo. Inoltre c'è un problema che abbiamo ritrovato anche in altri articoli, ovvero è sempre possibile la monetizzazione delle superfici di parcheggio non rinvenibili all'interno del lotto, perché è ovvio che aumentando la volumetria si debbano garantire alcuni standard di parcheggio, ma la maggior parte delle volte i comuni prendono questi contributi e non si preoccupano di creare i parcheggi, tant'è che nelle nostre città spesso e volentieri per trovare un parcheggio, un parcheggio sta diventando più prezioso di qualsiasi altra cosa. Perché? Perché a furia di monetizzare e non creare nuovi parcheggi quello che succede è che quando uno si muove con il mezzo e non vengono portate avanti politiche incentivanti l'utilizzo del mezzo pubblico, dei mezzi sostenibili come la bicicletta, le gambe, per andare a piedi, è chiaro che questo porta ad una congestione di traffico non indifferente. Quindi anche su questo aprirei un ragionamento. E poi…

PRESIDENTE. Passiamo quindi all'emendamento…

(Interruzione del consigliere Roberto Li Gioi)

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Li Gioi, senza che urli, lei doveva alzare la mano prima della conclusione del primo intervento, è intervenuto l'onorevole Agus e né il Segretario d'aula né il Segretario generale hanno preso la sua prenotazione. Non è un dispetto, ma è la verità.

Emendamento numero 7, pagina 332.

Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Intervengo per dichiarazione di voto, Presidente. Il mio voto è favorevole a questo emendamento, all'emendamento numero 7, perché ritengo che questo articolo sia spaventosamente pericoloso. Non so se chi l'ha scritto si sia reso conto dell'enormità e della gravità di quello che stava andando a consentire, di quello che state andando a consentire, e non mi riferisco tanto ai piani terra e ai piani pilotis, ma mi riferisco al recupero dei seminterrati in maniera particolare per quanto riguarda i servizi e le strutture con finalità sociosanitaria. Avete scelto una caratteristica dei servizi, fortunatamente o sfortunatamente avete individuato i servizi sociosanitari lasciando fuori i servizi socio-assistenziali, quindi togliendo la possibilità di realizzare asili nido nei seminterrati, di realizzare ludoteche nei seminterrati, ma avete deciso… non è facile…

PRESIDENTE. Scusate, se qualcuno deve chiacchierare può farlo anche fuori, però consentiamo a chi vuole intervenire di farlo quantomeno in una condizione di praticabilità dell'Aula. Prego, onorevole Pinna.

PINNA ROSSELLA (PD). Dicevo, forse fortunatamente avete evitato di scrivere e di consentire che vengano realizzati i servizi socio assistenziali, sociali in generale, all'interno dei seminterrati, quindi escludendo tutti quei servizi che non hanno a che fare con la patologia ma hanno a che fare con la normalità, quindi avete scientemente deciso di sistemare le persone ammalate e più bisognose di cure e di attenzione nei seminterrati; io trovo questa cosa di una gravità inaudita, di una scelleratezza senza limiti e, come hanno detto prima di me gli onorevoli Agus e Orrù, perdonami, mi veniva Maria Laura ma non il cognome, e la collega Orrù, attenzione alle caratterizzazioni e alle specificazioni delle mappe di pericolosità idraulica o geologica, perché ci vuole un attimo. Io da Sindaco ho avuto la fortuna di non vedere un morto, una donna che nel 2011 abitava stabilmente in un seminterrato; una bomba d'acqua in attesa…

PRESIDENTE. Guardi, eccezionalmente la faccio terminare, così almeno sfatiamo il fatto di cui lei mi accusa di una mia mal disposizione nei suoi confronti. Prego, onorevole Pinna, concluda.

PINNA ROSSELLA (PD). Va bene, le sono grata Presidente, sta guadagnando punti, Grazie. E dicevo; nel 2011 una bomba d'acqua ha colpito una parte del Paese e soltanto per un caso fortuito, perché la signora anziana, disabile, che abitava stabilmente nel seminterrato era stata quel giorno stesso ricoverata in ospedale, abbiamo evitato una tragedia. Pensateci finché siete ancora in tempo. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Sintetizzerò in tre minuti l'intervento che dovevo fare in sei minuti, però così è andata e così facciamo. Allora, con l'emendamento 752 voi state rendendo legali illegalità conclamate, che vanno contro il comune vivere civile e contro il diritto alla salute dei cittadini, perché sappiamo benissimo che l'altezza di 2 metri e 40 nei seminterrati dal punto di vista igienico-sanitario non è legale, e lo sanno anche i muri, però voi lo state scrivendo, tanto che, per quanto riguarda le pratiche di finanziamento di mutuo, quando c'è un'altezza di due metri e quaranta non è consentito concedere un mutuo; voi questo lo sapete? Se non lo sapete ve lo sto dicendo io, e voi lo state mettendo in legge. State mettendo in legge anche l'abitabilità di seminterrati dove non c'è ventilazione naturale, basta la ventilazione meccanica, praticamente loculi, loculi senza nessuna apertura, neanche uno spioncino, loculi dove andranno chiaramente, come ha detto l'onorevole Orrù, abitare soggetti con disponibilità economica molto bassa, magari in nero, e dove andranno a morire magari, come è successo ad Arzachena, Assessore Sanna, dove nel 2013 è morta un'intera famiglia di brasiliani che abitava in un loculo, chiaro? E voi state legiferando questo, state dando valore di legge ai loculi. Se lo ricorda nel 2013 la famiglia brasiliana di Arzachena? È morta in un loculo…

(Intervento fuori microfono)

LI GIOI ROBERTO (PD). …sicuramente, però è successo, e tra l'altro, per terminare, voi consentite il recupero dei piani seminterrati soltanto dove non c'è un rischio idrogeologico elevato e molto elevato, non lo consentite, mentre lo consentite dove è medio-basso, ma oggi come oggi chi lo stabilisce se è medio o elevato? Quando ci sono queste bombe d'acqua che passano da una parte all'altra del mondo e sfiorano anche la mia città, Olbia, dove purtroppo è stato impedito che un piano di mitigazione rischio idrogeologico potesse prendere via; mi risponda a queste cose, Assessore, è una cosa vergognosa! Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Trattando l'articolo 5 non ho capito perché qualcuno storca il naso se si riportano alla memoria collettiva di tutti noi i infatti legati alle alluvioni e alle morti. Sono morte persone nei seminterrati perché abusivamente quei seminterrati venivano affittati e perché, in barba alle norme che non consentivano l'abitabilità di quei seminterrati, c'erano persone che vivevano in quei seminterrati e altre persone che lucravano su coloro che vivevano in quei seminterrati, e sono morte le persone in quei seminterrati. Perché si storce il naso se si collega la possibilità di vivere in un seminterrato e di morire in quel seminterrato con una norma che…

(Intervento fuori microfono del consigliere Francesco Mura)

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, mi rivolgo a lei perché è inutile rivolgersi a chi i neuroni li ha persi da tempo. Io vorrei capire qual è il problema per alcuni sul fatto che in una legge che dice che nei seminterrati si potrà vivere… cos'è che storce il naso, che non corrisponde a una correlazione di fatti, il fatto che si dica che nei seminterrati si è morti? È un evidenza purtroppo storica della storia recente delle alluvioni, non è un'invenzione eh, non è che stiamo mettendo in correlazione cose che non c'entrano niente l'una con l'altra; quando abbiamo iniziato la discussione di questa legge sono morte persone addirittura nei piani terra corrispondenti al piano di calpestio della strada, perché l'acqua è entrata e ha impedito loro di uscire e trovare la salvezza! Affacciandosi sull'uscio una signora è stata portata via dall'acqua, bisognerebbe mettere norme dicendo che in alcuni luoghi si deve vivere solo al primo piano, come hanno fatto né più né meno nelle zone dopo le alluvioni persino in Louisiana, le abitazioni distrutte le hanno sopraelevate e costruite su collinette artificiali, casa per casa, proprio perché l'acqua non possa arrivare dentro le case a uccidere le persone, l'esatto opposto, esattamente l'esatto opposto! E noi, con mezzo Campidano allagato, con mezzo Sulcis allagato, con le alluvioni che hanno toccato il Sarrabus Gerrei l'altro giorno, il nuorese qualche settimana fa, noi, in assenza totale di verifica puntuale sulla sicurezza e la vita delle persone, autorizziamo…

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 7 e 104.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Emendamento 752, al quale sono stati presentati però gli emendamenti all'emendamento, quindi passiamo all'emendamento 1043; 1043 è il fascicoletto che riguarda gli emendamenti all'emendamento di Giunta, il 752. È rientrato dal congedo l'onorevole Salaris.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Io vorrei sapere, Presidente, chi di noi vive in un seminterrato, vorrei sapere chi di noi andrebbe a vivere in un seminterrato, per libera scelta, non per impossibilità economica ma per libera scelta, avendo disponibilità economica la scelta di andare a vivere in un seminterrato; chi di noi viva in un seminterrato? Chi ha la passione per vedere, senza luce, senza aria, le mura semplicemente del proprio appartamento e neanche la luce! Vorrei capire chi ha la passione di voi e chi sta vivendo oggi in un seminterrato, o se verrebbe ritenuta da ognuno di noi una sfortuna e una sciagura se per qualcuno di noi o per un nostro figlio o nipote sapessimo che la vita sua si svolge in un seminterrato senza luce. Quanti dei vostri figli vivono nel seminterrato o gli avete acquistato un seminterrato per il futuro di vita loro e della propria famiglia! Solo gli sfortunati vivranno in quei seminterrati! Perché in assenza di disponibilità di case e coi prezzi alti delle case saranno gli sfortunati ad andare a vivere in quel seminterrato, non i benestanti, coloro che moriranno ma in questo caso il proprietario che glielo ha affittato non sarà più perseguibile; saranno gli sfortunati, gli ultimi, come sempre! Le signore che vivono nelle abitazioni al piano terra, che vivono con una modesta pensione o vivono nella casa che era dei genitori e dei nonni nei Paesi, ragazze, ragazzi, giovani coppie, immigrati, poveri sardi che vivranno e sceglieranno di andare a vivere, pur di vivere da qualche parte e avere un tetto, in un seminterrato. Nessuno dei nostri figli e dei nostri nipoti andranno a vivere nei seminterrati, nessuno di noi sceglierà di vivere nei seminterrati!... non c'entra nulla? Io mi auguro e lo auguro a tutti noi che non ci siano altri morti da piangere nei seminterrati, perché una volta che avrete autorizzato quello ce li dovreste avere sulla coscienza, e dovreste almeno avere un briciolo di coscienza ed eliminare questa norma, a poche settimane dalle morti per le alluvioni addirittura nei piani terra, neanche seminterrati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie, Presidente. Io non sono intervenuta quasi tutto il giorno, ma perché avevo il mio collega che in Commissione ha studiato benissimo questa legge, ha portato tante proposte anche migliorative, siamo arrivati però a questo articolo che, purtroppo, è come che venga spinta, quasi costretta ad intervenire. E allora su questo articolo, Assessore, mi vengono in mente le immagini del sopralluogo che avete effettuato a Bitti, e mi vengono in mente le immagini di una Commissione che è andata ad effettuare questo sopralluogo e che mi è piaciuta davvero tanto perché ha visto una Commissione unita, dei componenti del Consiglio regionale che, a prescindere dalla destra, sinistra o centro, erano lì per dare sostegno alla popolazione che aveva subito un danno incalcolabile, in termini di perdita non solo economica ma di vite umane, e io ho apprezzato tantissimo, tantissimo quella Commissione, ho apprezzato tantissimo quel sopralluogo, fino ad oggi, che arriva questa proposta di legge, questo articolo, dove gli stessi Consiglieri, la stessa Commissione, lo stesso Governatore, la stessa Giunta decide deliberatamente di dare seguito, di fare in modo che tutti, tutti i seminterrati possano essere abitabili… sì, ci sono, certo, certo, ci sono le caratteristiche tecniche ma, Assessore, sono seminterrati, sono seminterrati! E la storia insegna che nei seminterrati vanno ad abitare le persone più fragili, vanno ad abitare le persone che non hanno soldi, vanno ad abitare le persone più povere, e lei al posto di tutelare queste persone cosa fa? Da loro la possibilità non solo di andare ancora ad abitare in quei seminterrati, ma addirittura in legge garantisce loro l'abitabilità. E allora io mi domando, Assessore, a che pro, per quale motivo siete andati a fare quel sopralluogo per dare solidarietà; solidarietà a cosa, se poi lo mettete in legge? Trascrivete esattamente che possono continuare a vivere e se arriva e capita una frana, un'inondazione, chi se ne frega se muoiono, tanto comunque l'avete messo in legge! Ma con quale criterio? Con quale buon senso, con quale animo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Non insisto sulle motivazioni che ci vedono così contrari a questo articolo del vostro disegno di legge, mi permetto di fare una considerazione di contesto, e mi rivolgo in modo particolare alla Giunta, a lei, assessore Sanna. In tutti questi giorni l'opposizione ha dimostrato di intervenire non in quella modalità di ostruzionismo che conosciamo, ma in una modalità di contributo, di collaborazione, e sottolineando molto spesso che è anche difficile da emendare questa legge. Ora io mi domando, e in modo particolare me lo chiedo su questo articolo che ci vede così ostili, come si farà, come riuscirete voi, a parte il rischio di impugnazione, la difficoltà di applicare questa legge, ma come faremo, come faremo come Consiglio, ma in modo particolare voi come Giunta, a giustificare presso l'opinione pubblica questa incapacità di riflettere sui suggerimenti, sulle cose che stiamo da giorni ripetendo e che voi non state confutando. Io penso che un dibattito, per quanto credo che se qualcuno ci sta seguendo oltre che avere molta pazienza avrà sicuramente una buona dose di masochismo, però io so che qualcuno ascolta e ci segue, e penso soprattutto ai giovani, ai giovani che si affacciano al mondo della politica, al mondo della gestione della cosa pubblica, cosa possono pensare rispetto a un Consiglio nel quale qualcuno fa delle eccezioni e l'altra parte non confuta, non giustifica, anzi, è tutto il pomeriggio che stiamo cercando di rattoppare, che è meritorio da parte della maggioranza, ma che comunque dimostra che forse stiamo lavorando in maniera molto frettolosa, molto frettolosa e forse pericolosa; questo articolo 5, secondo me, è la dimostrazione. Assessore, un moto di responsabilità, o quantomeno di dubbio, lo tolga, lo tolga! Si può fare una legge ad hoc, potete tornarci in un altro momento, ma perché fare qualcosa che prima di tutto ci mette in una situazione di pericolo, mette in una situazione di pericolo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. L'ho già detto negli articoli precedenti, questo diciamo che fa parte della stessa galleria degli orrori, quindi merita lo stesso discorso, su certi temi, anche di fronte a certe critiche, il silenzio pesa. A me sorprende che in tutta la maggioranza, per non parlare della Giunta, nessuno abbia trovato la necessità di chiedere la parola e giustificare, o almeno spiegare, il fatto che non è questa l'intenzione della maggioranza. Lasciare agli atti un silenzio così pesante su temi come questo è qualcosa di grave, anche perché i colleghi hanno citato le recenti tragedie e quelle un po' meno recenti, hanno citato anche il fatto che ci sia il ragionevole dubbio, ci sia una ragionevole preoccupazione, sono temi che meritano quantomeno una risposta. Poi può anche essere una risposta negativa, può anche essere semplicemente il solito sempre più opaco e sempre meno convinto "noi abbiamo la risposta e voi non capite niente", anzi è da un po' che non si sente in quest'Aula questa retorica, però non può essere il silenzio, non può essere il chiacchiericcio, non possono essere le frecciatine che colleghi mandano in questa direzione. Si abbia il coraggio di premere quel tasto e di lasciare agli atti le proprie dichiarazioni e i propri pensieri, perché non siamo a scuola e sono comportamenti inaccettabili questi. Io capisco che ci siano idee diverse, è lecito, e sono anche pronto a ricredermi sulle mie, però non è possibile che passi l'idea che si possa dileggiare l'idea altrui. Questo non lo posso sopportare, soprattutto quando si parla di tematiche che se ci spingono ad alzare la voce evidentemente stuzzicano, incidono su qualcosa che consideriamo sopra la normale contrapposizione politica. Evidentemente ci sono dei temi che sono più alti. Su quei temi se abbiamo qualche dubbio deve essere vostro dovere fugare i nostri dubbi, non scrollare le spalle. Questo non è accettabile!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Stara per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

STARA FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. Assessore, io non sono intervenuto in questo dibattito, ho ascoltato in modo silenzioso, però vi chiedo una cosa. Quest'articolo secondo me deve essere ritirato. Non è segno di debolezza ritirare un articolo, anzi è segno di buon senso, perché va bene tutto, ma i seminterrati mi sembra un pochino azzardata come scelta. Io la invito, comunque, a levare quest'articolo. Il mio voto sarà contrario all'articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, mi sembra doveroso dire due cose perché ho sentito un po' di tutto su questo argomento. Vorrei ricordare a qualcuno che non è che tutti i seminterrati possono essere abitabili, perché è pur vero che in legge stiamo scrivendo alcune cose che andranno rispettate e poi spetterà ai Comuni andare a verificare se ci sono le condizioni per l'agibilità. E non è vero che tutte le disgrazie che sono successe a Bitti sono successe perché la gente era nei seminterrati. Forse dovremmo ragionare che non si può così continuare a costruire e tombare i canali, quelli che ci servivano per gli scoli, che così negli anni nostri avi avevano progettato, e l'ingordigia del cemento in quel caso ha punito, e non dico solo Bitti, vi vorrei ricordare Villagrande, quello che è successo nel 94, eppure quelle morti non erano nei piani seminterrati, ma perché lì dentro sono scoppiati i canali. È sempre l'ingordigia dell'uomo. Quindi nelle zone che sono a rischio idrogeologico io credo che non ci sia nessun Sindaco che possa dare un'autorizzazione per l'agibilità, per poterci abitare lì sotto. Quindi riportiamo un attimino la discussione perché sembra che in quest'Aula ci sia da parte di questa maggioranza chissà quale macellaio che vuole portare i nostri figli ad abitare lì sotto non so in quale tugurio. No, non è così. Io penso che ci sono delle condizioni chiare a norma di legge. I tecnici del Comune sono in grado di dare le autorizzazioni dove le autorizzazioni devono essere date, quindi non è assolutamente vero che la gente sta morendo perché muore nei piani seminterrati. Sta morendo per altri motivi!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Grazie Presidente. Colgo l'invito di alcuni Consiglieri, anche se è velato, a un intervento per lasciare agli atti qualcosa su questo argomento perché, come ha detto il Capogruppo dei Progressisti, onorevole Agus, c'è stato un battibecco qua fuori dai microfoni, ma il mio battibecco era rivolto a una persona che ritengo una persona di grande caratura, come Roberto Di Gioi, che non mi aspetto da lui che si possa utilizzare un argomento come quello, che c'entra in maniera distorta con questo argomento, perché ho già avuto occasione di dire in quest'Aula la Sardegna è stata oggetto di uno studio, di un piano di assetto idrogeologico che vincola metà del territorio regionale all'impossibilità di agire ed è impossibilitato ad agire anche chiunque volesse agire con questa norma. Pertanto dobbiamo decidere: o non serve quello studio che mette al sicuro le zone a rischio e ad alto rischio, e quindi vincoliamo tutto e non facciamo più niente, oppure prendiamo per buono quello studio che è stato fatto prendendo il vincolo per eccesso, non per difetto, e quindi lavoriamo sulle zone dove il rischio non c'è, e questo si può fare, anche per dare la possibilità a chi purtroppo non ha la possibilità di vivere in un attico di poter avere una casa da abitare. Questa è la questione. E la questione fuori dai microfoni era per rilevare il fatto che io ritengo tantissime persone di questa opposizione persone meritevoli e che siano di un'intelligenza superiore a quella che ho sentito oggi in questi interventi che hanno preceduto il mio. È ovvio che non ritengo questo per tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, per fatto personale!

PRESIDENTE. Alla fine dell'articolo.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente. Io su questo emendamento non sono ancora intervenuta, ma intervengo molto volentieri per chiarire alcune questioni. Intanto un progetto di Piano Casa va in autocertificazione, non c'è nessuna concessione edilizia da rilasciare, i tecnici presentano il progetto al SUAP, il SUAP interviene, è in autocertificazione e il progetto viene fatto. Keep calm. Seconda cosa, il problema non è neanche tutto qua. Se prendete l'articolo 20 di questa legge che state presentando il comma 2 dice che "anche attraverso la semplificazione delle procedure sono cogenti e di immediata applicazione e prevalgono sugli atti di pianificazione, anche settoriale, e sugli strumenti urbanistici generali e attuativi e sulle altre vigenti disposizioni normative e regionali", cioè questo testo va in deroga a tutto! Ciò significa che se il Comune ha prescritto una norma di salvaguardia su una zona specifica il progettista o il proprietario che presenta un progetto in una zona, anche a rischio, oggi quel progetto viene approvato e avrà possibilità di abitare immediatamente quelle zone che consideriamo a rischio. Io ho già detto nel mio intervento precedente che sono d'accordo sul fatto che si possa analizzare puntualmente il territorio e fare una legge ad hoc sui seminterrati, ma non lavorare in questa maniera, perché lavorare in questa maniera significa non avere minimamente in testa la possibilità di creare alcun tipo di sviluppo. Ho già fatto il mio intervento precedentemente. Inoltre io non condivido assolutamente il fatto che esista un piano idrogeologico, e tutto quello che è stato detto. È chiaro, esiste, ma il tema è quanto spesso viene aggiornato e soprattutto quante volte capita che nonostante una zona non sia né in zona Hi3 o Hi4 succedano dei problemi gravi?

(Interruzione del consigliere Francesco Mura)

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Quante volte? Vai a vedere! Basta andare a Pirri, non è che devi andare molto lontano! Io capisco che tu abiti a Nughedu Santa Vittoria, ma…

(Interruzioni)

Ma di che cosa stai parlando? Va bene, la legge è vostra, assumetevi tutte le responsabilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente, perché rimanga agli atti. Ho sentito alcuni colleghi della maggioranza che provavano a giustificare la scelta sul fatto "ma quelle non sono zone a rischio, stiamo consentendo l'abitabilità nei seminterrati solo ed esclusivamente nelle zone che non sono a rischio idrogeologico". Basterebbe andare a verificare il cambiamento climatico e gli eventi meteorologici che stanno accadendo per capire che questa giustificazione non è ammissibile quando si sta discutendo di sicurezza delle persone e ancor di più non lo è quando, a fronte di un Piano regionale sul rischio idrogeologico, anche in questo caso non si incentivano i comuni nella realizzazione, nell'aggiornamento di quei piani di sicurezza, ma si danno le deroghe a tutti quanti, a tutti i cittadini, per poter usufruire dei seminterrati, di tutti gli aspetti che un legislatore pensasse un solo minuto probabilmente tornerebbe indietro. Perché pensare che si dia l'ok anche per quanto riguarda il sociosanitario e residenziale, esponendo solo condizioni di altezza, badate, colleghi, si sta omettendo di fare un ragionamento ben più ampio che è il ragionamento sulla sicurezza delle persone, al di là delle questioni particolari che ognuno che ognuno di voi ha in mente, però la Sardegna è talmente ampia che non è solo la questione particolare che voi avete in testa, ma è una visione decisamente più complicata e complessa, e soprattutto con questo articolo state mettendo le persone in una condizione di poca sicurezza. E allora solo perché rimanga agli atti naturalmente noi voteremo contrario all'articolo 5 e voteremo a favore degli emendamenti che sono rimasti per la soppressione di questo articolo perché sulla sicurezza delle persone non c'è speculazione economico-finanziaria che tenga, al di là delle giustificazioni di alcuni colleghi di maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie Presidente, anche io perché rimanga agli atti la netta contrarietà alla possibilità che quest'Aula licenzi, con una approvazione da parte della maggioranza, questo articolo che a ben vedere ha una storia nel passato di quest'Aula, perché lo stesso articolo venne proposto dopo l'alluvione di Capoterra. Allora furono quattro i morti e venne proposto lo stesso articolo dall'allora assessore Asunis; venne poi ritirato con la responsabilità dell'Aula di allora; venne poi riproposto dall'allora assessore Rassu nel 2011 e poi la Giunta Cappellacci, in questo caso, non lo portò neanche alla discussione della Commissione allora che era presieduta dall'onorevole Sanna, allora consigliere regionale della Gallura. Quindi io veramente vi inviterei perché quest'Aula su questo articolo si è presa tutta una serie di responsabilità. Evitate, ed eviti, Assessore, di portare quest'Aula all'approvazione di un articolo che potrebbero in qualche modo generare in futuro, così come lo è stato in passato, morti nei seminterrati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Allora sull'ordine dei lavori per ritirare tutti gli emendamenti a firma Agus modificativi e per chiedere il voto elettronico su…

PRESIDENTE. Aspetti, onorevole Agus, altrimenti non la seguo. Gli emendamenti modificativi all'articolo decadono…

AGUS FRANCESCO (Progressisti). No, gli emendamenti all'emendamento.

PRESIDENTE. Perfetto, questo infatti volevo capire. Di cosa stiamo parlando quindi, di tutti i modificativi?

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Li posso elencare: 1056, 1057, 1059, 1061, 1062, 1063.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Sono ritirati tutti gli emendamenti a firma Ganau esclusi il 1038, 1039, 1040, 1061 e 1041.

PRESIDENTE. Va bene. Metto intanto in votazione l'emendamento numero 1043.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1043.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 1044 e 1045, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. "L'abitabilità dei seminterrati è da criminali". Franco Gabrielli. Non sono io, Franco Gabrielli in audizione in Parlamento alla Commissione che chiedeva, dopo i morti in Sardegna, di poter essere informata circa la situazione della Sardegna che cosa era accaduto, era a capo della Protezione civile, oggi è come alcuni sapranno il capo della polizia, e cosa diceva? Che non esiste una cultura della Protezione civile nel nostro Paese, troppi condoni, troppi abusi e anche ci mancherebbe che non ci fosse il vincolo di in edificabilità, o di impossibilità di poter autorizzare la vita nei seminterrati nelle zone anche qua. Il vero tema è che fino all'altro giorno il calcolo del piano di assetto idrogeologico veniva fatto con modelli che non tenevano conto dell'abitato. Lo sapete com'era il calcolo? Il calcolo era come se tutta la città di Cagliari, tutta Olbia, fosse un grande catino naturale, un'oasi, i calcoli non tenevano conto e non tengono conto, perché ancora non stati aggiornati, dei nuovi modelli che oggi devono tener conto di ogni singolo impedimento che l'acqua trova: asfalto, pali della luce, palazzi e via dicendo. I calcoli del Piano fino all'altro ieri non tenevano conto di nulla di tutto ciò. Si sono allagate zone delle nostre città e dei nostri paesi che a nostra memoria non si erano mai allagate, mai, è andata sott'acqua a Cagliari tutto il fronte di viale Diaz persino nei punti più estremi dove mai si era allagata, per l'intensità delle piogge. Il clima sta cambiando, è inutile pensare che oggi laddove non è mai successo nulla non possa accadere nulla domani. Il Capogruppo del PSd'Az, Franco Mula, purtroppo sono morte addirittura al piano terra, neanche in un seminterrato, se vogliamo è ancora peggio no? Perché dal piano terra sarebbero potuti salire al primo piano se l'immobile fosse stato collegato, perché questo è il vero problema, non è dare l'abitabilità perché uno possa usare un seminterrato come cantina, ma il problema è…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, lo ha detto il collega Zedda, ma io vivo in questa città, Cagliari, da 37 anni, quasi 38, mai avevo visto l'acqua ristagnava in viale Diaz, quindi una delle arterie principali della città, perché è un cambiamento che non siamo in grado né di controllare, né di prevedere. Nel 2008 quando l'assessore Carlo Mannoni parlava a Capoterra dopo l'alluvione del 2008 aveva descritto una situazione imprevedibile, quindi l'allora Governo della Regione parlava di una situazione che mai si sarebbe potuta prevedere, non era possibile che in poche ore cadesse tutta quell'acqua e si potessero raggiungere quei livelli di pioggia in così poco tempo. Nel 2013 l'allora Assessore disse la stessa cosa per l'alluvione a Olbia. Nelle due recenti tragedie che hanno colpito il paese di Bitti, per entrambi i casi si riscomodò il fatto che non fosse prevedibile che fosse un evento raro, e fosse la prima volta dopo così tanto tempo che tanta acqua era caduta in così poco tempo. Questo cosa ci insegna? Che alcune cose sono prevedibili, sono inserite nei Piani, di alcune cose ne stiamo tenendo conto, di altre però non possiamo avere cognizione di causa, possiamo fare una previsione più o meno realistica, possiamo scongiurare alcune cose, non possiamo scongiurare tutto. E allora mi chiedo, ne vale la pena? Vale la pena di rischiare così tanto per così poco? Anche perché, intendiamoci, questa legge non è frutto di uno studio accurato e approfondito, colleghi, raccontiamo ad altri, noi sappiamo che questa legge non è figlia di uno studio accurato, è una legge strapiena di errori, lo state ammettendo anche voi che di volta in volta, quando vi accorgete, provvedete a un emendamento sostitutivo, che a volte fa più danno del precedente. Su un tema come questo vale la pena? State normando altro, c'è tanto su cui discutere, ha senso inserire questa piccolezza, che poi piccolezza non è perché nella vita dei singoli rischia di diventare molto più di una piccolezza? Forse non ha senso, forse è meglio rivedere questo tema, accogliere il suggerimento della collega Orrù, e magari…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' MARIA LAURA (Progressisti). Presidente, per sottolineare una questione. Voi in questa legge avete inserito, adesso non ricordo se anche nella modifica del titolo, ma certamente avete utilizzato spesso l'emergenza sanitaria da Covid 19, e non siamo ancora usciti dalla pandemia, e sappiamo bene che abbiamo avuto dei lockdown, fermi, significa zona rossa, spesso e volentieri ha significato dover stare chiusi in casa per giorni, ed è capitato in un periodo primaverile effettivamente, in un periodo anche abbastanza soleggiato, ma è chiaro che se è vero quello che si dice, che scrivono, che gli studiosi vanno raccontando, le epidemie potrebbero essere qualche cosa con cui noi dobbiamo convivere. E allora il tema di un'abitazione di qualità, di un posto sicuro, di luogo sicuro è ancora più importante oggi, per quello che vi invito ancora una volta una riflessione. Anche perché dopo la pandemia ci saranno molte persone in difficoltà, si sentono le urla disperate già adesso, e pensare che le difficoltà delle persone potrebbero essere anche condizionate in futuro da una precarietà nella serenità anche di vivere in casa e lo spazio in cui si dovrebbe vivere proprio la famiglia, quindi le cose più belle, le condivisioni più belle, i momenti più suggestivi, e poi quando ci sono le allerta meteo le scuole vengono chiuse, i bambini stanno in casa, e mi sembra alquanto improbabile pensare che noi chiudiamo una scuola e costringiamo i nostri bambini ad andare magari a vivere in un seminterrato, che probabilmente sono luoghi meno sicuri delle scuole stesse.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione, nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1044, uguale al 1045.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 1046, uguale al 1018.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, nessuno mette in dubbio il fatto che si possono usare seminterrati, ce l'abbiamo noi, le nostre auto sono ospitate in un interrato addirittura nel piano sotto, una è un seminterrato e l'altro interrato. Nessuno mette in dubbio l'utilizzo di alcuni luoghi.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue MASSIMO ZEDDA.) Il tema è la residenza, la vita, questo è il tema. Se uno in una casa, come è accaduto, accade, in un seminterrato ha la cosiddetta cantina, il luogo dove ospita amiche e amici non c'è nessun problema, il problema è vita. E in quell'unico luogo e l'ammissione dell'incapacità della politica, chi parla così "diamo una casa a qualcuno", io ricordavo che c'era ancora fino a qualche giorno fa, o ora fa, l'Agenzia regionale per la casa, in teoria dovrebbe essere attivata con tutti i soldi che ha in pancia e non spende, perché ha più dirigenti che personale, andrebbe attivata per costruire qualche abitazione, riqualificare gli immobili. E andiamo a vedere i piani, anche i piani pilotis, andiamo a mappare i luoghi, potrebbe dirlo l'onorevole Ganau per Sassari, per Carbonia, per i luoghi dove ci sono grandi insediamenti di edilizia residenziale pubblica, in alcuni di quei luoghi si è pensato a far le case e non i servizi, quindi sui piani pilotis in alcuni casi probabilmente sarebbe giusto chiuderli per attività commerciali, perché quei quartieri sono sprovvisti di immobili che possono essere affittati, ma non per la residenza. A Sant'Elia non si riesce a insediare nulla, perché i piani pilotis sono gli unici piani al piano terra e non c'è la possibilità per nessuno di poter mettere un ufficio, estendere la farmacia, ampliare e mettere un ufficio postale, non c'è la possibilità perché quei piani pilotis sono inutilizzati. Lì sì che si potrebbe fare un ragionamento su qualche chiusura per intervenire in modo tale da avere immobili commerciali, ma non la residenza, non la vita delle persone. Ci mancherebbe poi per quanto riguarda i seminterrati. E poi l'altro elemento è questo del se non vi siano adeguati standard legati alla ventilazione si può mettere una ventilazione artificiale. Infatti sappiamo tutti anche con questa emergenza del Covid quanto è sana la diffusione di aria solo con sistemi artificiali, senza poter aprire una finestra, è sanissimo. Chiedete a qualche vostro collega medico, la maggior parte delle patologie sono proprio strettamente legate a chi vive in luoghi che difficilmente hanno areazione che sono umidi, non riescono a risolvere i problemi di umidità, e quelle persone respirano quelle…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione, nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1046, uguale al 1018.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 1048.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Per mantenere l'emendamento numero 1048 e ritirare gli emendamenti numero 1050, 1051 e 1061.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, poi anche il sistema che avete inserito che anche nel caso di assenza di luce nell'ambito degli standard minimi si può usare una lampadina. Ma insomma tutti noi viviamo in un palazzo, questo, dove nei nostri uffici non si vede nulla e bisogna accendere la luce, e tutti noi ci lamentiamo perché dobbiamo tenere le luci accese, e stiamo parlando di uffici non di case, perché sul lato di via Cavour devi tenere accesa la luce tutto il giorno perché le stanze sono buie, perché le finestre sono schermate, per cui d'inverno devi tenere aperta la finestra per poter avere un minimo di luce e sopportare il freddo, e noi ciò che non sopportiamo nei nostri uffici lo vorremmo attribuire alla vita delle persone nei seminterrati. Per non parlare dei porticati. Il recupero dei porticati e dei locali a piano terra o piano rialzato è consentito ad uso direzionale, commerciale, sociosanitario e residenziale, cioè se non fossimo in centro storico si potrebbero chiudere i portici di via Roma e viverci. I portici sono solitamente strada, c'è una servitù di passaggio pubblica nei porticati, in relazione al fatto che nella maggior parte dei casi si sono realizzati i porticati per estendere la superficie del palazzo fino alla strada, e siano stati creati i porticati, in particolar modo a Bologna, non tanto da noi, da noi di meno oggettivamente, ma sono stati realizzati i porticati per ampliare la superficie edificabile di quel palazzo, ma lasciare un marciapiede, se chiudiamo i porticati le persone dovranno passare in strada in alcuni luoghi, perché non c'è manco il marciapiede, perché il marciapiede è inserito nel contesto del porticato. Io non lo so a chi siano venute in mente queste norme. E oltretutto in alcuni casi non conosco tutta la casistica di tutta la Sardegna, ma direzionale, commerciale, sociosanitario, e poi anche nei seminterrati, nei loculi, vorrò vedere la ASL dare le autorizzazioni. Cioè inserite come premessa di questa legge il Covid, e nel frattempo in luoghi che non possono neanche aprire una finestra consentite che questi siano trasformati in luoghi sociosanitari, e poi il residenziale, cioè la residenza sulla strada, sul marciapiede. Un conto è in un Paese dove davanti hai strade poco frequentate, ma avete presente nelle città cosa significa vivere a quel livello strada con l'inquinamento, nel respirare quotidianamente…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione, nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1048.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 1023.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. Emendamento numero 1023, non ci sono le pagine. Stavamo ripercorrendo insieme ai colleghi quanto è accaduto nel 2013, è stato citato più volte. Una delle conseguenze nel 2013 fu portare il Presidente della Regione a presentare in aula due emendamenti per intervenire proprio sulla legge passata pochi mesi prima. Ci fu un ripensamento, io adesso pensavo che fosse saltata per altri motivi, la realtà è che il Presidente della Regione mise anche una sorta di fiducia sulla rimozione dell'abitabilità dei seminterrati, e disse testualmente, ci sono le interviste: "Se non passano gli emendamenti" - che poco prima erano stati considerati inammissibili dall'allora Presidente del Consiglio - "io mi dimetto". Cosa vuol dire questo? Che all'epoca qualcuno cambiò idea, anche all'epoca non fu il Presidente della Regione, che ovviamente se ne guarda bene dal sottoscrivere questa proposta, anzi così come ha fatto altre volte, almeno due volte, anche con gli Assessori presenti oggi, probabilmente anche su questi temi si riserverà in futuro di dire che chi ha approvato la legge ha sbagliato, accadrà né più né meno quello che è già accaduto in passato nel 2013. Io ribadisco che, mentre sull'utilizzo non residenziale in determinati contesti è possibile ragionare e applicare la normativa esistente a quello che è realmente un miglioramento degli edifici, l'hanno detto i colleghi bene e credo che sia agli atti, per quanto riguarda il residenziale nessuno di noi è in grado di garantire sulla sicurezza altrui in queste condizioni, non lo era in grado nemmeno il Consiglio regionale di quegli anni e in quegli anni si dovette tornare indietro, anche sul piano politico facendosi male. Credo che basti la storia recente anche di quest'Aula per spiegare efficacemente il perché, magari non a pezzi approvando questi emendamenti, ma in un blocco unico, questo articolo debba essere cancellato dall'ordinamento regionale.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1023. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1023.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 1052 uguale al 1235. Il primo a firma di Agus e il secondo a firma di Mula. Se questo non è ritirato…

L'onorevole Gianfranco Ganau mi fa notare che abbiamo saltato il "1038", che per noi era ritirato e invece a quanto pare non lo è, quindi bisogna prima trattare il 1038.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie. Ci pare di capire che sulle destinazioni dei seminterrati ci sia poco da discutere, sulle destinazioni commerciali, dirigenziali e residenziali noi abbiamo detto le nostre ragioni e le nostre motivazioni, credo che però sia possibile trovare un'intesa sull'eliminazione della destinazione sociosanitaria per questo tipo di strutture, perché davvero credo che sia una forzatura che possiamo evitare, quello di mettere nei seminterrati strutture che abbiano caratteristiche di tipo sociosanitario. Quindi invito l'Aula a prendere in considerazione questo emendamento e a votarlo favorevolmente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie, Presidente. Solo per dire che voto favorevole da parte di tutta la maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, signor Presidente. È opportuno l'emendamento che almeno corregge, o meglio elimina alcune possibilità. Fatela una valutazione sulla questione della residenza, pensateci prima di approvare l'articolo un minuto in più sulla questione di attivare nell'ambito dei seminterrati la possibilità della residenza. Su quello fate una riflessione, ma poi a cosa serve una forzatura di questo tipo quando poi le norme sanitarie saranno prevalenti e rischiate un'altra figuraccia? Perché c'è un limite anche per voi anche nella legislazione regionale e nella potestà legislativa di alcune norme superiori, sovraordinate ai criteri addirittura che attengono alla salute delle persone, sono principi addirittura che sono incardinati nella Costituzione: la salute, il benessere delle persone e la qualità della vita prevalgono su tutto. Quindi su questo fate un ulteriore approfondimento in modo tale da non dovermi pentire un domani. È stato citato l'episodio del presidente Cappellacci, che poi intervenne eliminando questa possibilità, è un aspetto sul quale ci fu una riflessione e poi alla fine ci fu un intervento per correggere, in modo tale da migliorare un testo che difficilmente può essere migliorato, ma almeno potrebbe non produrre ulteriori danni, giusto per non produrre ulteriori danni. Così come nell'aspetto successivo, quello dei porticati, provate a fare mente locale di che cosa si sta parlando sui porticati e quale stravolgimento urbanistico determinereste con un provvedimento di questo tipo.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento numero 1038. Votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1038.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Emendamento numero 1039.

Metto in votazione l'emendamento numero 1039. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 1040.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente, io vorrei capire se nell'ambito delle intenzioni vostre in via Mameli a Cagliari, faccio esempi che verosimilmente anche coloro che non sono cagliaritani possono conoscere in relazione al fatto che sono ubicati lungo il percorso tra la via Roma, viale Diaz e viale Trieste la maggior parte degli uffici regionali e compresi anche alcuni uffici nell'ambito di via Mameli, alcuni di questi sono addirittura uffici ubicati nei palazzi che hanno il porticato, dove il marciapiede è di 30 centimetri e il porticato è il percorso. Quelli sono immobili relativamente recenti, non hanno un pregio dal punto di vista né architettonico né storico, hanno un beneficio per chi ci vive soprattutto ai piani alti perché hanno una vista su tutto il Golfo. Ma al netto di questo nella vostra intenzione si possono chiudere quei porticati e fare abitazioni? Io vorrei veramente capire se vi siete applicati anche in termini di curiosità, non dico nella tecnica, non arrivo a questo, ma di curiosità che cosa accade? Approvando la legge in questo modo che cosa accadrebbe in alcune situazioni. Più vicini a noi rispetto al Palazzo della Regione e più distanti in altre zone della Sardegna. Io temo che voi abbiate in testa un singolo caso che ha determinato l'emergere di un articolo di questo tipo, e che in base a quel singolo caso che magari, voglio dare credito a voi, non determina chissà quale sciagura dal punto di vista urbanistico, e stiate invece sottovalutando la casistica ampia che nessuno di noi possiede, perché nessuno di noi conosce ogni singolo seminterrato e ogni singolo porticato della nostra Sardegna, e veramente comprendere e da voi conoscere se siete nelle condizioni di dirci che cosa causerà questo in tutta la Sardegna, in alcune zone delle città e nei paesi. Tutti i municipi in teoria possono cedere porzioni del municipio perché la maggior parte dei municipi costruiti negli anni Settanta sono fatti in cemento armato con piani pilotis e porticati, soprattutto nei piccoli Comuni purtroppo, nel senso che sono stati stravolti molti degli edifici dei comuni nei piccoli centri, e sono brutture in cemento armato e non edifici di pregio, li possono vendere e creare abitazioni in quei porticati. Al di là del paradosso della sede del Comune nei singoli enti, veramente ci sono casi come quelli che ho citato in via Mameli e altri. Rifletteteci, anche perché stiamo arrivando alla fine, veramente vi convince quest'idea di mettere la residenza in quei luoghi, seminterrati, piani pilotis e porticati, con le…

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1040. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 1235, Mula. È aperta la votazione, non c'è la pagina perché…

Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Intervengo per dichiarazione di voto su questo emendamento che ritengo veramente scellerato, perché mentre si cercava nell'emendamento numero 752 di mantenere quanto meno la quota del pavimento all'altezza pari o superiore al piano stradale, qui addirittura ci ritroviamo con la possibilità che il piano stradale della residenza sia addirittura seminterrato. Cioè, state veramente peggiorando una situazione che era già grave di per sé e che state andando addirittura a rendere ancora peggiore e più grave, più pericolosa di quanto già non lo fosse. Tutti gli interventi fatti dai colleghi precedentemente al mio sono stati abbastanza chiari, se voi ritenete in coscienza di assumervi la responsabilità di approvare anche questo emendamento che è peggiorativo dal punto di vista della sicurezza rispetto al testo della Giunta al "752", fate pure, è una vostra responsabilità. Io voterò sicuramente contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Onorevole Mula, questo emendamento complica ulteriormente la situazione, nel senso che, che cosa si intendeva prima? Prima si intendeva un immobile collocato al piano terra, lo stesso livello del piano stradale almeno, che avesse una porzione perché entra dentro la terra, dentro la roccia, penetra nel territorio, una porzione seminterrata. Così voi state autorizzando gli interrati, non i seminterrati, perché a questo punto sarà sufficiente togliere un po' di terra sul lato, togliere un po' di terra dall'altro, e c'è un interrato trasformato in seminterrato, falsamente perché qui c'è sempre un muro davanti, hai solo sbancato un po' di terra, e siccome però quella porzione ti consente, anche di un metro, perché non ci sono manco le distanze, di aver creato un vano per aprire poi una finestra e quindi avere almeno quella minima superficie di vetrata, voi state autorizzando la vita negli interrati a questo punto,neanche più nei seminterrati, lo dice la parola stessa, "semi", una parte interrata e una parte no. Con questa cosa, cioè non il livello di calpestio del piano stradale, è chiaro che si sta parlando di ciò che addirittura sta nel sottosuolo, e quindi stiamo parlando degli interrati che falsamente verranno trasformati in seminterrati semplicemente avendo una minima superficie davanti libera, e quindi non un contatto della terra col muro perimetrale, basteranno alcuni centimetri fondamentalmente, perché non c'è scritto da nessuna parte che per dichiararsi seminterrato la finestra davanti debba avere una distanza di un metro e mezzo, due metri, state autorizzando gli interrati, cioè le talpe vivono sottoterra, le talpe, non gli esseri umani. Io non l'ho capita questa cosa di quelli che non hanno soldi per comprarsi la casa. Presidente, è un continuo di queste cose qua. Guardi, la dichiarazione patrimoniale di ognuno di noi è depositata, invece che andare a vedere video o giocare in continuazione coi telefonini, cosa che suggerisco di smettere di fare perché da lì vi vedono quando c'è pubblico, ok? Perché ovviamente non sono andato io a curiosare, a guardare cosa fate, ma lì il pubblico è abbastanza imbarazzato quando vi vede sistematicamente giocare col telefonino, coi giochi elettronici, intendo, durante la seduta non durante le pause, quindi, se hanno qualche problema vadano a vedere lo stato patrimoniale di ognuno di noi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie, Presidente. Io, fino a questo momento, ricordavo la parola "interrati" pronunciata dall'onorevole Oppi durante una delle Commissioni propedeutiche all'Aula, e mi sembrava che avesse fatto una battuta, perché poi in una pausa dei lavori, sappiamo come lui sia ironico e molto spesso faccio battute abbastanza interessanti, e ha parlato di interrati, io me lo sono guardato e mi sono messo a ridere, e anche lui si è messo a ridere, però vedendo questo emendamento c'è da piangere, cioè non riesco a capire come gli onorevoli Mula, Giagoni e Mura abbiano potuto, abbiamo avuto il coraggio di presentare un simile emendamento, veramente sono scioccato, qui stiamo andando oltre l'immaginabile, poi ciascuno si prende ovviamente, noi e voi ci prendiamo e vi prendete la responsabilità di cosa firmate, di cosa presentate, ma anche vi vota, ma questa non è neanche una vergogna, è una cosa improponibile… e allora voi mi dovete spiegare perché è proponibile, e così, è chiaro, spiegatemi perché è proponibile questa cosa, e voglio sapere chi di voi andrebbe ad abitare, a prendersi la residenza in un interrato, perché è bello ridere qua, ci divertiamo tutti, con lo stipendio che abbiamo, però poi bisogna vedere chi ci va a vivere in questi interrati. Chiaro? Ci siamo? Qua ci divertiamo ma c'è gente che poi, con quello che succede, rischia tantissimo in questi interrati, non seminterrati, voi ridete, ridete, continuate a ridere, se vi fa ridere ridete, a me viene da piangere. Io non capisco qual è il vostro obiettivo; qual è l'obiettivo? Dove volete arrivare? Non c'è limite alla schifezza, non c'è proprio limite! Io non so che cosa vi sta guidando, non riesco a capirlo, ma dove volete arrivare?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie, Presidente. Mah, io vorrei tranquillizzare il collega Li Gioi, perché probabilmente quando dice se "abbiamo il coraggio" bisogna studiarsi le leggi che cosa dicono, e se vai a vederti, te lo dico subito, il comma 4 alla lettera a) del riferimento accordo Stato-Regioni del 2016 pubblicate in Gazzetta Ufficiale, ti dà la definizione di che cos'è il piano seminterrato…

(Intervento fuori microfono)

MULA FRANCESCO (PSd'Az). …E infatti di quelli stiamo parlando…

(Intervento fuori microfono)

PRESIDENTE. Onorevole Li Gioi, dopo questa spiegazione riguardo i nomi, anche chiarissima, però faccia finire.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Il recupero dei seminterrati è consentito a uso residenziale, perché stiamo intervenendo su un emendamento della Giunta, ok? Seminterrato, non interrato,

(Intervento fuori microfono)

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Mamma mia!

PRESIDENTE. Onorevole Mula, si rivolga all'Aula.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). No, vabbè, mi perdoni Presidente, allora, va beh, stiamo parlando due lingue diverse, noi diciamo che la definizione del piano seminterrato non l'ho inventata io, lo dice, ed è pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che cosa si intende, ed è descritto, l'accordo che è stato fatto Stato e Regione, e vi ho dato anche gli estremi, andiamo a vedere, siccome è una cosa illegittima messa così, poi non è che stiamo autorizzando, stessa cosa che ha detto qualcuno, nuovamente perché la gente deve morire lì sotto, di che cosa stiamo parlando? Ma di che cosa stiamo parlando! Caro collega Massimo Zedda, tu hai fatto il Sindaco come l'ho fatto io, tu hai mai dato autorizzazioni a uso residenziale di piani seminterrati se per caso quell'area è non solo gravata da rischio idrogeologico ma si trova all'interno del piano stralcio delle fasce fluviali? Qualcuno sa che cosa vorrebbe dire? Ve lo dico io, ci sono tutti quei Comuni che negli anni hanno avuto problemi con le alluvioni, e anche non solo con le alluvioni, quindi, per dirla in parole povere, tipo la bassa Baronia, da noi non si possono dare queste autorizzazioni, perché sei all'interno di quel piano, quindi stiamo parlando di aree dove si può essere solo ed esclusivamente autorizzati, ai sensi della legge, non perché ce li inventiamo noi o perché li vogliamo mandare lì sotto a morire; sembra che stiamo parlando di lavori forzati e a qualcuno lo stiamo chiedendo lì dentro, se arriva l'acqua quello muore, e questa è la definizione per legge, non è che ce lo siamo inventati noi. Altra cosa e chiudo, bisognerebbe avere anche il coraggio di quello che dice o quello che fa la mano destra con quello che fa la mano sinistra, perché non ce lo siamo inventati. E qui mi fermo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie, Presidente. Testo dell'emendamento: "La lettera a) del comma 4 di cui all'emendamento numero 752 è soppresso". Quindi vado a leggere testualmente cosa c'è scritto nella lettera a) dell'articolo 4 del testo dell'emendamento 752, lettera a): "Per l'uso residenziale le quote del pavimento siano ad un'altezza pari o superiore al piano stradale"; che cosa prevede questo emendamento soppressivo parziale? Che venga soppressa questa lettera a). Allora, onorevole Mula, io la l'ho ascoltata, però siccome questa non è interpretativa, c'è scritto, io capisco ciò che c'è scritto…

(Intervento fuori microfono)

MANCA DESIRÈ (M5S). Mi faccia finire, io non l'ho interrotta onorevole Mula, scusi collega, io veramente ogni volta che voi parlate non mi permetto di interrompere. Allora io chiedo, siccome lei ha dato una definizione e una giustificazione io sto leggendo esattamente cosa c'è scritto, qua c'è scritto che lei, Giagoni e l'onorevole Mura chiedete, presentate questo emendamento dove chiedete la soppressione di questa lettera a), dove c'è scritto che le quote del pavimento sia ad un'altezza pari o superiore al piano stradale, quindi se lei chiede che la quota del pavimento sia a un'altezza uguale o superiore e chiede che questo venga soppresso, cioè non esista più questa lettera, vuol dire che il seminterrato con l'intenzione, è partita dell'intenzione del seminterrato ma diventa a tutti gli effetti un interrato, e non lo dico! Allora, lasciando perdere… ma cosa sta dicendo lei!.. ascolti, Presidente, io parlo con lei, va bene, perché ho cercato un dialogo ma evidentemente questo dialogo non c'è. Allora, quindi dicevo, se mi chiedete di togliere questa lettera vuol dire che il pavimento non deve più essere all'altezza del piano o superiore, ma può essere anche inferiore, perché l'italiano non è un'opinione, non è un'opinione! Vuol dire che è interrato, a questo punto mi sta autorizzando gli interrati.

PRESIDENTE. Beh, è un seminterrato.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente. Questa discussione onestamente mi fa sorridere. Io tranquillizzerei tutti i colleghi di opposizione, perché tanto non ci sono i presupposti tali per cui questo articolo possa avere vita lunga. Non ho capito il riferimento dell'onorevole Mula, ha parlato del 2016?

(Intervento fuori microfono)

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). cioè se mi può dare il riferimento preciso… e che cosa dice questa definizione?

PRESIDENTE. No però, onorevole Orrù, non si può, ascolti, parli con me, se deve concludere il suo intervento la lascio concludere, altrimenti esprima la sua dichiarazione di voto e metto in votazione.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Ha ragione Presidente, mi scusi. Però, siccome ho ascoltato l'onorevole Mula che ha espresso un documento e volevo capire di quale documento stesse parlando, cioè nel senso che abbiamo tutti in mano degli strumenti anche tecnologici abbastanza avanzati, tali per cui capiamo subito che i seminterrati vengono classificati, ma così è sempre stato anche in edilizia, come zona interrate, nel senso che si parte da un presupposto di conoscenza del testo. Ad ogni modo volevo solo intervenire per confermare quanto hanno espresso i colleghi in precedenza, nel senso che non riesco a comprendere quale sia l'agitazione su questo punto, perché onestamente ci sono alcune declinazioni dell'edilizia che sono scritte, normate, è chiaro che una legge del genere potrebbe mettere in difficoltà, ma mette in difficoltà i tecnici, questo è l'ennesimo modo di creare confusione e non vorrei mai di nuovo trovarmi in un ufficio o anche un ingegnere o un architetto che deve applicare questo tipo di norme così confuse che possano davvero portare…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Giusto per ricostruire gli ultimi passaggi attorno a questo tema. La Commissione ha approvato un testo in cui non si menzionava questo limite e quindi il recupero dei seminterrati nel testo approvato dalla Commissione era consentito con il rispetto di due condizioni: l'illuminazione e la ventilazione. La Giunta decide di presentare un emendamento al testo introducendo un criterio, cioè, il pavimento dev'essere a livello strada, sarebbero stati esclusi, per esempio, le case di alcuni centri storici, anche di quello di Cagliari, i locali artigianali più che case, perché così nascono, che prevedono per l'ingresso nell'unità immobiliare qualche gradino per esempio, quindi il piano è sotto. Questa era la volontà della Giunta regionale che ha presentato il sostitutivo totale all'emendamento. Tre colleghi Capogruppo di maggioranza decidono di presentare un emendamento per rimuovere questo blocco, quindi dicono "si può vivere anche qualche gradino, non sappiamo quanti, sotto il livello stradale". La domanda adesso è: la Giunta è pienamente consapevole di questa modifica e che parere ha riguardo a questo emendamento? Perché in questo caso c'è stata una aggiunta, che l'Assessore regionale e il Presidente, che ha comunque assunto la piena responsabilità politica di quegli emendamenti sostitutivi, se ne è assunto la responsabilità anche nei confronti della maggioranza che sappiamo aveva un'altra idea su molti punti, per cui su questo, Assessore, è lecito chiederle se avete cambiato idea rispetto invece a quella norma che avevate trovato importante inserire nell'emendamento sostitutivo, e in quel caso, giacché ci siamo, le chiederei anche il perché.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento 1239.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1239.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Emendamento numero 1217. Onorevole Li Gioi, lo vuole ritirare?... Va bene.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Mi ricollego, perché io ascolto sempre le parole dell'onorevole Mula, e mi ricollego a quello che lui ha detto; nessuno di noi ha mai autorizzato, ma perché non si può autorizzare in un seminterrato in zona H, in zona diciamo tutelata, al di là poi delle percentuali di tutela legate al rischio idrogeologico, alcunché. Io non entro su questo, noi non stiamo dicendo questo, noi stiamo dicendo che la fase storica, climatica che stiamo vivendo, per i cambiamenti che sono in corso e per i fatti devastanti che stanno interessando il pianeta, dovrebbe con lungimiranza determinare degli interventi di maggior cautela anche nei luoghi che ancora oggi non sono classificati in un determinato modo, perché sappiamo tutti che i piani non sono aggiornati con la dovuta cautela, non c'è quel continuo e meticoloso lavoro perché gli Uffici sono in sofferenza, in particolar modo quelli dei comuni. E l'altro aspetto, ho sentito lei, onorevole Mula dire "va bè, ma insomma, se è un po' più basso di alcuni centimetri rispetto alla strada, perché non autorizzarlo", ma voi non avete scritto questo, non avete scritto "il seminterrato, anche se non è a livello della strada per 60 centimetri, 80", insomma, giusto quei tre gradini che portano al seminterrato, in questo caso può essere interrato per 2-3 metri, 4, ma sapete la definizione di seminterrato? Non nelle follie urbanistiche create nel Paese dove si muore quando piove, "essi sono tipicamente utilizzati come spazi in cui riporre oggetti vari, quindi come magazzino, ma anche per parcheggiare veicoli o a installare apparecchi, accessori di servizio, elettrodomestici come caldaie e sistemi di condizionamento. Nelle case più grandi si può allestire nel seminterrato un ambiente abitabile"; nelle case più grandi, quindi la vita non si svolge lì, si svolge ai piani superiori ma è consentito l'utilizzo di un piano inferiore, per il resto sono depositi e garage, ma non avete l'ambizione di creare nuove case, di impostare la politica sull'abitare per quanto riguarda le case popolari, dando una casa vera a giovani, giovani coppie. Io mi sarei aspettato questo, anche avendo ingenti risorse e potendone ottenere nuove anche sulla riqualificazione di molti edifici a valere sui benefit energetici che stanno arrivando con le risorse europee, io mi sarei immaginato questo, non la trasformazione dei seminterrati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. Con questo emendamento ritorniamo su una parte del mio intervento precedente, quello che accendeva i riflettori sul fatto che voi considerate praticamente abitabile un seminterrato con un'altezza di 2 metri e 40. Io ribadisco che minimo per l'abitabilità di una residenza - parlo di residenze ed evito di parlare delle altre tipologie di utilizzo dei locali - minimo si parla di 2 metri e 70 per legge, quindi io mi chiedo perché voi avete scritto 2 metri e 40, ammesso e non concesso che questi locali siano abitabili, perché ne stiamo parlando da più di un'ora, a nostro parere si tratta di locali che non possono essere assolutamente adibiti alla residenza di persone civili e che hanno diritto di vivere in una casa salubre che abbia le caratteristiche per consentire l'assoluto rispetto del diritto alla salute e il diritto a una vita normale, civile. Vi ricordo, inoltre, che nella norma che riguarda il finanziamento del mutuo regionale i locali non abitabili è vero che hanno un'altezza massima di 2 metri e 40, ma non sono ad uso residenziale, che è diverso, perché una cosa è se ci fai giustamente una cantina, come diceva l'onorevole Zedda, un ricovero di attrezzi o di qualcos'altro, un'altra cosa è abitarci costantemente di giorno e di notte.

(Interruzione del consigliere Dario Giagoni)

LI GIOI ROBERTO (M5S). Bellissima questa battuta, onorevole Giagoni, splendida! Complimenti.

Quindi in questo modo diamo la possibilità di affittare o vendere locali che non hanno le caratteristiche di abitabilità, lo state facendo voi! É la verità, assessore Sanna, è la verità! E la responsabilità ve la prenderete tutta voi perché tanto qualcosa, prima o poi, purtroppo, con questi cambiamenti climatici succede. Purtroppo qualcosa succede e non possiamo sempre pregare di essere sfiorati dalle bombe d'acqua, qualche volta arrivano.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1217.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Gli emendamenti numero 1216 e 1017 sono stati ritirati.

Passiamo all'emendamento numero 1233.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Su questo si divertirà l'onorevole Orrù. Le parole "un'altezza minima interna" sono sostituite dalle parole "un'altezza media interna", cioè quindi ci potrebbe essere, a seconda della dimensione del soffitto, facciamo il calcolo, poi se dal calcolo viene fuori che uno in quell'abitazione ha 2 metri e 70 o 2 metri e 40 in un determinato punto e poi negli altri deve andare gattoni, sulle ginocchia, noi gli diamo l'autorizzazione? Cosa vuol dire un'altezza media interna? L'altezza minima deve avere l'altezza minima, l'altezza media vuol dire che ci sono alcuni punti di quel loculo, perché ormai stiamo parlando di loculi, che avrà addirittura un'altezza al di sotto di 2 e 40! Avete già fatto una forzatura sulle altezze minime che sono anche in legge… lo sappiamo cosa significa altezza media, no? Ci può essere un punto dove c'è mezzo metro, un metro, a un certo punto una dimensione maggiore, fai la media e vivranno inchinati, vivranno sempre seduti dentro questi seminterrati.

PRESIDENTE. È chiarissimo. Il suo voto è contrario.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica.

Insisto con l'onorevole Cocciu per il ritiro, diversamente, qualora non venga ritirato, il parere della Giunta è negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Cocciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Onorevole Zedda, si tratta di alcune situazioni già esistenti…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Ecco, lì volevamo arrivare!

COCCIU ANGELO (FI). E qual è il problema?

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Non dirlo! Non dirlo!

COCCIU ANGELO (FI). Ma cosa sta dicendo? Perché lei è talmente attaccato alle sue posizioni che dove il tetto scende leggermente inferiore a 2 e 40 si chiude sotto e la casa dalle altre parti 2 e 40 li raggiunge. O vogliamo parlare anche dei piani pilotis dove abbiamo messo 2 e 20? Fate quello che volete. È una situazione per recuperare dei vecchi fabbricati esistenti. Non siamo all'interno dei piani interrati, siamo tranquillamente fuori terra, al piano terra. Altrimenti dobbiamo cancellare anche i 2 e 20 dei piani pilotis perché abbiamo messo 2 e 20. Fate quello che volete.

PRESIDENTE. No, scusate, c'è un invito al ritiro, per cortesia.

COCCIU ANGELO (FI). Io non ritiro niente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, chiedo due minuti di sospensione in Aula.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per due minuti in Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 25, viene ripresa alle ore 21 e 37.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ricordo che stiamo concludendo la votazione degli emendamenti all'articolo 5. Prego i Consiglieri di prendere posto. Quindi il parere della Giunta è contrario.

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Come è previsto l'andamento dei lavori rispetto a questa sera? Perché se abbiamo la possibilità di…

PRESIDENTE. Dobbiamo definire l'articolo 5 e sospendiamo.

MURA FRANCESCO (FdI). Siccome alle 10…

PRESIDENTE. In effetti… altrimenti sospendo qua e ci vediamo…

MURA FRANCESCO (FdI). Non sarebbe una cosa così… vediamo un po'. Volevamo solo capire perché mancano venti minuti alle 10 e ci saremmo organizzati.

PRESIDENTE. Definiamo l'articolo 5, sospendiamo e riaggiorniamo la seduta a domani.

(Interruzioni)

La seduta è tolta. Il Consiglio è aggiornato a domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 21 e 40.

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