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Resoconto della seduta n. 94 del 09/01/2021

XCIV SEDUTA

Venerdì 9 gennaio 2021

(Pomeridiana)

Presidenza del Presidente Michele PAIS

Indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio Satta

Indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 16 e 02.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 29 dicembre 2020 (88), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Andrea Biancareddu, Daniele Secondo Cocco, Giampietro Comandini, Francesco Paolo Mula, Antonio Mario Mundula, Stefano Schirru e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 9 gennaio 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 812, 814, 816.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. È stata presentata la mozione numero 384.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017 (108/A)

PRESIDENTE. Grazie signor Segretario, ora dovremmo procedere con la votazione dei commi dell'emendamenti all'articolo 2, o meglio all'emendamento 750 della Giunta. Prima di questo però io darei la parola all'assessore Nieddu, che chiedo ai commessi di chiamare, perché riferisca sulla situazione vaccinale, del piano vaccinale in Sardegna, assegnandogli dieci minuti. Preciso che al termine non sarà aperta nessuna discussione, ma naturalmente si trattano di comunicazioni in ordine a un tema che è di strettissima e di grande attualità. Penso che stia arrivando adesso lo stanno contattando, sì sta arrivando. Mi segnalano che l'Assessore stia arrivando. Assessore le do la parola, deve rimanere nel limite massimo di dieci minuti, anche meno, anche 5, perfetto. Sulla situazione della politica vaccinale italiana.

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene sanità e dell'assistenza sociale.

NIEDDU MARIO, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente, basteranno anche molto meno di cinque minuti, perché si tratta di un aggiornamento, ovviamente…

PRESIDENTE. Allora non si sente per due ragioni, uno perché abbiamo un impianto che va a ammodernato, ma soprattutto perché si fa chiasso in Aula…

Quindi invito i colleghi a consentire di intervenire all'Assessore, prego.

NIEDDU MARIO, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Riproviamo si sente? Così si sente meglio? Mi devo abbassare la mascherina, Ale, allontanati. Allora come sapete la prima consegna dei vaccini, oltre a quella del vax day famoso del 27, che abbiamo avuto 180 dosi per vaccinare insieme a tutto il resto dell'Europa, abbiamo avuto poi la ulteriore consegna, realmente l'abbiamo avuta il 31, quindi è vero siamo partiti un po' in ritardo rispetto alle altre Regioni…

PRESIDENTE. Scusi, Assessore, vi chiederei un minimo di silenzio perché non so se sia il tono di voce dell'Assessore o l'impianto, poi viene difficile, è difficile, grazie.

NIEDDU MARIO, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Dicevo la consegna, la prima consegna reale di dosi utilizzabili per una campagna un po' più intensa l'abbiamo avuta il 31, quindi un giorno in ritardo rispetto agli altri, poi sapete ovviamente c'erano di mezzo i festivi, non che abbiamo chiuso gli ospedali nei giorni di festa ma le presenze erano un pochino ridotte e comunque abbiamo iniziato anche noi il 31 a vaccinare, poi abbiamo vaccinato, ovviamente un po' in ritardo, ma siamo partiti in ritardo, ma stiamo recuperando in maniera abbastanza importante. Tanto è vero che a seguito della ulteriore consegna che abbiamo avuto due consegne una il 31 e una il 4 di gennaio, per un totale di 19.680 dosi, fino al 6 di gennaio avevamo inoculato 3564 dosi e negli ulteriori giorni dal giorno dell'Epifania in poi ne abbiamo inoculato in totale 6392, raggiungendo in pochi giorni, partendo da una percentuale del 3,2 per cento, che ci vedeva fanalino di coda a livello nazionale, siamo arrivati al 32,8 per cento, dati di ieri sera, oggi sicuramente supereremo il 40 per cento delle dosi inoculate e quindi abbiamo raggiunto il target medio delle regioni italiane, quindi siamo perfettamente in linea con quello che sta accadendo nelle altre Regioni d'Italia, quindi il recupero è stato anche abbastanza rapido e importante. Le problematiche sono dovute, oltre a quello che vi ho esposto prima, anche al fatto che purtroppo la Pfizer biontech non è in grado di garantire ancora oggi la consegna puntuale delle dosi in base al piano previsto, perché abbiamo comunque delle difficoltà, anche l'ultima consegna per noi è arrivata in ritardo, e non c'è effettivamente la certezza della consegna, perché la Pfizer ha fatto sapere che essendoci una pressione notevole, essendo fino a ieri l'unico vaccino autorizzato sia dall'EMA che dall'AIFA mentre vi ricordo che avantieri l'EMA ha autorizzato il vaccino moderna e l'AIFA, l'ha autorizzato a sua volta perché sempre con un giorno di ritardo l'AIFA autorizza quello che ha autorizzato l'EMA, però quello della Moderna voi capite che il numero di dosi è un minimo rispetto a quello della Pfizer perché non arriva nemmeno un milione e mezzo di dosi nel 2021, la Moderna, quindi quantomeno nel primo trimestre, per cui dobbiamo fare il conto per il grosso della vaccinazione almeno per il primo trimestre sicuramente solo sul vaccino della Pfizer e questo ci crea un po' di problemi, perché la Pfizer ha detto che non è in grado almeno di garantire con tempestività le consegne che sono state magari programmate, quanto meno non abbiamo la certezza assoluta di questo. Se voi considerate che dobbiamo mantenere una scorta di magazzino di almeno il 30 per cento delle dosi assegnate, perché non avendo contezza della sicurezza del fatto che ci arrivino se non siamo in grado di inoculare la seconda dose tra il ventunesimo e il quarantesimo giorno, il quarantaduesimo giorno dalla inoculazione della prima la vaccinazione del soggetto rischia di essere vanificata e quindi dobbiamo per forza mantenere il 30 per cento delle dosi in magazzino per questo motivo, per cui se voi fate conto che abbiamo 19.682 dosi, il 30 per cento, dovete considerare che non è inoculabile, quindi stiamo parlando del 32 per cento che abbiamo inoculato, rispetto al totale, ma se andiamo a considerare lo sfrido del 30 per cento siamo ovviamente in una percentuale di vaccinazione degli aventi, per adesso, titolo molto più alta anche già da adesso. Quello che adesso ci ha comunicato poi la struttura commissariale di Arcuri è il piano, il famoso Piano del fabbisogno del personale che è dedicato alle vaccinazioni. Si era previsto, almeno a livello nazionale, la struttura commissariale aveva previsto 3000 medici e 12.000 infermieri, più assistenti sanitari per dare una mano alle regioni e potenziare la campagna vaccinale, peraltro vi ricordo che siamo la seconda nazione, l'Italia è la seconda dopo la Germania come numero di vaccini già inoculati, quindi anche tutte le polemiche a cui abbiamo assistito a livello nazionale ormai sono direi fuori luogo, lo erano prima ma a maggior ragione visto i risultati lo sono adesso. Quindi l'Italia non è la Cenerentola d'Europa assolutamente anzi, siamo come dire la seconda nazione, per cui credo che i risultati siano sotto gli occhi di tutti. Purtroppo le previsioni della struttura commissariale non si sono avverate perché a fronte della necessità stabilita di 3000 medici e di 11.000 infermieri abbiamo avuto un numero di risposte completamente diverso, le domande a livello nazionale sono 19.196, quelle già istruite, rispetto a quelli che hanno manifestato la disponibilità ad aderire a questo bando, però di questi 14.808 sono medici e 3980 solamente sono infermieri e 408 assistenti sanitari. Quindi si è ribaltata completamente la previsione che era stata fatta, però si utilizzeranno le figure che sono disponibili. Alla Sardegna è stata assegnata, a ogni gruppo di regione è stata assegnata un'agenzia a cui fare capo poi per la contrattualizzazione di queste figure e la Sardegna, l'agenzia cui fa capo la Sardegna è la Manpower, e ci sono stati assegnati 40 figure di questo bando che vi ho appena illustrato per il modello freez, cioè quello della Pfizer biontech, perché l'altro è il modello cold per la quale invece avremmo diritto nel tempo a un numero di personale chiaramente maggiore perché è quello che poi dovrà sviluppare il numero di vaccini che dovranno tendere a immunizzare tutto il resto della popolazione, quindi partiremo da gennaio con tre figure, a febbraio ne avremo 20, a marzo 17 proprio per stabilizzarci per il secondo trimestre con 197 figure e poi nella tornata di luglio, agosto, settembre che è quella in cui si vaccinerà il resto della popolazione, e quindi l'impegno più massiccio che dovremmo mettere in campo, avremmo 409 figure per il modello cold. Speriamo di superare il modello freez, perché ovviamente, come avete potuto vedere, i motivi dei ritardi nella vaccinazione sono dovuti, oltre a quello che vi ho detto prima, anche al fatto che è un vaccino poco maneggevole, perché sapete che arriva a meno 75 gradi, va conservato in un certo modo, va trattato in un certo modo prima dell'inoculazione, perché va scongelato, va diluito in una certa maniera, tra l'altro abbiamo avuto anche il programma delle siringhe, perché anche a noi hanno mandato siringhe inadeguate, ci hanno mandato anziché quelle per fare la titolazione ci hanno mandato quelle da 5 ml che ovviamente voi capite che, chiunque conosce una siringa sa benissimo, che titolare a quei livelli di millilitri con una siringa da 5 è impossibile. Poi sono arrivate per fortuna almeno in parte sono arrivate le nuove e abbiamo sopperito. E questo è quanto per il resto vi potrei aggiornare sulla tempistica dei vari vaccini, come vi ho detto prima abbiamo la Moderna che è stata appena autorizzata alla messa in commercio, mentre abbiamo problemi con tutte le altre linee vaccinali, che sono sei in tutto, vi ricordo, oltre Pfizer biontech e Moderna ci sono quelle della Astra Zeneca, per le quali si prevede entro il 2021 l'invio di 40 milioni di dosi, però non abbiamo contezza del momento esatto in cui arriveranno, anche perché ancora il percorso di autorizzazione da parte dell'EMA non è nemmeno iniziato. Poi abbiamo quella della Johnson e Johnson che prevede di inviarci da marzo, sempre ovviamente che veda il processo autorizzativo compiersi, 14.810.000 dosi nel secondo trimestre, 32 milioni di dosi nel terzo e 6 milioni 73 nel quarto. Quello della Curevac prevede invece un invio di 21 milioni entro il 2021, non sappiamo quando anche questo, e 8 milioni nel primo trimestre del 2022. La Moderna invece, come ho detto prima, purtroppo, solo 1 milione e tre nel primo trimestre e poi nel secondo trimestre 4 milioni e 650.000 dosi, quasi 8 milioni di dosi nel terzo trimestre, 7 milioni e mezzo nel quarto trimestre. Quello della Pfizer biontech, che è quello che col quale abbiamo già iniziato a vaccinare a dicembre, ha mandato 0,48 milioni di dosi, 1 e 88 a gennaio, 3,36 a febbraio, a marzo 4,76 e poi nel secondo trimestre 12 milioni, nel terzo 14, nel quarto 3 milioni. In tutto avremo un totale generale entro il 2021 di 62 milioni di dosi. Andremo a regime nel 2022, con oltre 202 milioni di dosi se si avvereranno le previsioni di tutte le sei linee vaccinali.

PRESIDENTE. Grazie Signor Assessore.

L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 108/A.

Allora proseguiamo con la votazione, siamo arrivati al emendamenti 945 e 823.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, ci riferiamo in questo emendamento alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 2, quella che riguarda la parte forse più controversa, lo abbiamo citato negli interventi di questa mattina, il tema della cessione dei crediti volumetrici. In questo caso addirittura crediti volumetrici di edifici ricadenti nella stessa lottizzazione, quindi non solo nello stesso edificio, non solo nello stesso complesso edilizio ma anche nella stessa lottizzazione. Un termine che in urbanistica ed edilizia ha un significato molto ampio, che di fatto rende monetizzabile qualcosa che invece è strettamente connesso all'unità immobiliare. Non è un diritto intrinseco proprio del titolare di quell'unità la possibilità di monetizzare e di cedere, perché in questo caso ceduti con atto pubblico da asservimento rende aperte anche altre ipotesi, che probabilmente vanno specificate o ancora meglio smentite in quest'Aula. In questo caso si sta creando un diritto laddove questo diritto invece è in palese contrasto con l'ordinamento. Il modo migliore per rendere vano lo sforzo di chi vorrebbe approvare questa legge è quello di inserire queste polpette avvelenate. So che dopo l'approvazione in Commissione, la Commissione si era lasciata anche con l'impegno di capire se effettivamente ci fosse un problema, se effettivamente fosse una strada percorribile, i proponenti non erano molto convinti e ne hanno cercato in alcun modo di convincere gli altri, quindi questo è quello che almeno ci consegnano gli atti, anche a molti colleghi della maggioranza, autorevoli, estremamente autorevoli avevano dubbi su questo punto e anche sulla base di questi dubbi al termine dell'anno scorso ci si è detti che qualche giorno in più di riflessione avrebbe potuto portare il Consiglio nell'eliminazione di queste storture. Io continuo a non capire il perché si stia continuando ad andare avanti in questo tentativo, credo però che su questo punto, Assessore, sia utile un suo chiarimento. Qui si parla di un qualcosa che non è previsto da nessun codice, stiamo introducendo questo nuovo diritto, se veramente questa è la vostra idea, che almeno sia rivendicata, sia spiegata. Domani questa legge verrà interpretata in dieci modi diversi o in cento modi diversi e siccome parliamo di soldi, di possibilità…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Leggendo questo emendamento non posso non notare, non so se sia stato già detto, se siano stati adottati dei correttivi in merito, perché l'emendamento già approvato dalla Giunta il 1117 si riferisce a un comma precedente, ma qua c'è un ulteriore refuso rispetto al 3 bis cioè nell'emendamento 750 c'è sempre riferimento all'articolo 3 bis, quindi al comma 3 bis nei casi previsti dai commi 3 e 3 bis dell'articolo 30 della legge numero 8. Quindi è per far notare che c'è sempre un refuso con riferimento al comma 3 bis. Perché lo dico? Perché paradossalmente la prima considerazione che mi è sembrato giusto fare, corretto fare è che esistono delle lottizzazioni, in zona F e non solo, però parliamo delle zone F, che insistono in parte nei 300 metri e in parte oltre i 300 metri. Può essere fatto un trasferimento oltre i 300 metri rispetto alla fascia dei 300 metri nell'ambito della stessa lottizzazione? Ritengo di no, ritengo che sia chiaro, però non dimentichiamo che c'è un refuso rispetto al quale non mi pare che ci sia un emendamento soppressivo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Sarei curioso di conoscere la normativa nazionale alla quale vi siete ispirati perché semplicemente non esiste, nel senso che non esiste nessuna ipotesi di questo tipo in nessun ordinamento e in nessuna legge del nostro Paese. Cioè lo scambio di volumetrie che possono essere cedute con atto pubblico dai proprietari aventi diritto ai proprietari di altre unità immobiliari, cioè volumetrie che non esistono, che non sono state neanche autorizzate, che esistono sulla carta vengono trasferite ad altri in un'estensione anche dello stesso complesso edilizio, la stessa lottizzazione. Cosa significa la stessa lottizzazione? Significa tutte le lottizzazioni da migliaia di seconde case nell'ambito della costa? Sono lottizzazioni uniche, sono condomini, così addirittura in alcuni casi vengono definiti, condomini, in tante parti della Sardegna. È una follia, cioè un inquadramento urbanistico prevede che il Comune nel PUC fotografi quelle cubature in quel determinato luogo che deve avere quegli standard e via dicendo, voi lo spostate altrove, aggiungendo volumetrie e concessioni. Io non oso immaginare che cosa potrà scatenare questo comma, nel momento in cui verrà impugnata la legge e uno dovesse aver acquistato la volumetria da un altro e poi nella presentazione della domanda per costruire dovesse essere negata perché cade la legge quel pover'uomo o povera donna che dovessero aver fatto quell'investimento nell'acquisto di volumetria cosa se ne fanno? È l'attivazione di contenziosi e di follie dal punto di vista giuridico e urbanistico, questa cosa non esiste, non esiste da nessuna parte, non esiste una norma, una legge, non esiste nella giurisprudenza un caso di questo tipo. Voi darete da lavorare altro che alle imprese edili, voi darete da lavorare agli avvocati e ai tribunali, l'unico lavoro che si attiverà sarà parcelle per gli avvocati, manco un mattone e manco una maestranza al lavoro, avvocati e tribunali con contenziosi che ricadranno sulle pubbliche amministrazioni e sul singolo cittadino che farà affidamento su questa follia di norme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. Questa è veramente una polpetta avvelenata, come ha detto l'onorevole Agus, è un rimasuglio dolosamente inserito e mantenuto malgrado l'opera di ripulitura che il presidente Solinas ha tentato di fare in quella gestazione travagliata che più volte ho richiamato negli interventi di questi giorni. Io ritengo che l'onorevole Giuseppe Meloni sia contento dell'inserimento di questo in quanto lui è avvocato, e come giustamente ha detto l'onorevole Zedda avrà sicuramente molto lavoro che gli verrà da… ovviamente la mia è una battuta. Perché trovare questo comma 4 bis che inserisce un concetto giuridico che non esiste, che va a considerare beni i crediti volumetrici, barattabili, con modalità che stamattina ho sottolineato potrebbero essere anche frutto di eventuali tentativi malavitosi di riciclaggio di danaro sfruttando lo stato di necessità di altre persone, è veramente qualcosa di abominevole. Ho usato questo termine nel mio intervento in Commissione quando siamo riusciti a non far perdere una settimana di tempo nell'analisi della legge numero 108 che era già stata superata dai primi emendamenti, poi superati gli altri emendamenti, superati gli altri emendamenti agli emendamenti. Però questa cosa è rimasta intatta nonostante, come è stato sottolineato precedentemente, l'ostilità da parte di un autorevolissimo esponente della maggioranza, probabilmente il decano di questo emiciclo, che si è espresso in Commissione in maniera chiara contro questa porcheria. Però, nonostante questo, nonostante il parere autorevole del decano di questo emiciclo, evidentemente ci sono determinate altre forze che riescono a far sì che questa norma non venga esclusa da questo pseudo Piano casa. Io veramente non so che dire, questo forse è il vertice di questo scatafascio perché oltre a questo non so cosa ci potrebbe essere, e vorrei proprio sapere a chi è venuta l'idea di creare questo nuovo mercato, il mercato dei crediti volumetrici, sarei proprio curioso di saperlo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente. Effettivamente quello che fa specie è che questo emendamento che è presentato dalla Giunta riporti questo tema che è assolutamente incomprensibile. Io onestamente a memoria non riesco a pensare ad una legge che ipotizzi un beneficio a carico di un individuo, di una società e che preveda la possibilità di trasferire questo a terzi. Credo che sia un abominio in termini giuridici che non trova riscontro nella legislazione nazionale e credo in quella internazionale. Se io ho un titolo per avere un credito, come è possibile che io possa cedere questo titolo a uno che non ha neanche questo diritto e queste caratteristiche per avere questi vantaggi? Tra l'altro, il credito volumetrico evidentemente è cumulabile, e porta sino al 50 per cento dei volumi effettivamente realizzati, cioè è una cosa incredibile, noi consentiamo aumenti volumetrici fino alla metà dell'edificato a gente che non ha nessun titolo per avere questi crediti. Io credo che sia, scusatemi colleghi, una cosa che non può stare dentro una legge che noi esitiamo in questo in questo Consiglio, io invito davvero tutti quanti a riflettere e a pensare di modificare questo comma di questo articolo che è veramente imbarazzante. Quindi lo faccio spassionatamente, se non volete votare questo emendamento, pensate poi a una votazione per parti e cassatelo nella fase finale di votazione dell'emendamento numero 750. Ma davvero è imbarazzante esitare una legge che prevede un meccanismo di questo genere. Io, ripeto, non ho presente una cosa simile in nessun altro tipo di articolato legislativo, mi pare assolutamente una cosa che non esiste, non esiste, creiamo un mercato dei crediti volumetrici che è completamente fuori da ogni schema e da ogni razionalizzazione di tipo urbanistico, cioè così veramente creiamo un disastro. Se consentiamo anche a chi non ha titolo di aumentare fino al 50 per cento dell'edificato credo che siamo proprio fuori da ogni schema e ogni regola urbanistica sostenibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente. Sempre in merito alla famosissima certezza del diritto di cui il presidente Solinas si è espresso più volte, entriamo nel merito, in questo articolo, in questo comma, dell'inestricabile interpretazione del combinato disposto dei due commi che afferiscono ad articoli diversi. Vi si trattano immobili a destinazioni d'uso eterogenee, il primo residenziale e il secondo turistico-ricettivo. Successivamente ci si riferisce estensivamente ad un pubblico di asservimento dai proprietari aventi diritto ai proprietari di altre unità immobiliari, al di là della inestricabile comprensione testuale appare di dubbia fattibilità oltre che legittimità. È noto che la pubblicità immobiliare è regolata dal libro sesto del Codice civile, e in particolare la trascrizione dell'articolo 2643, il quale puntualmente elenca dal comma 1 al comma 14 tutte le tipologie di atti che si devono rendere pubblici mediante la trascrizione stessa. Quindi, se è pur vero che tra tali contratti sono compresi quelli che trasferiscono, costituiscono, modificano i diritti edificatori comunque denominati previsti da normative statali o regionali, ovvero da strumenti di pianificazione territoriale, non si comprende come possa essere trasferito un diritto edificatorio che si acquisisce in virtù di una disposizione normativa volta al recupero e al riuso di una specifica unità immobiliare, ovvero interventi alla stessa intimamente ed esclusivamente collegati, resi possibili da deroghe pianificatorie ed estesi ad un arco temporale illimitato. La evidente forzatura della normativa civilistica trova una sua ratio nel già asserito principio di sgoverno del territorio, cui il dl sembra ispirarsi, consentendo col trasferimento delle cubature incrementi volumetrici che prescindano dal limite fisico degli involucri e determinando in tal modo un'incontrollata ed abnorme deformazione delle forme urbane esistenti. Questi sono parte dei contributi che ci sono stati forniti dai vari soggetti con cui abbiamo avuto modo di interloquire, che ringrazio anche per la collaborazione strettissima, e che probabilmente sono anche nelle vostre mani. Io vi consiglio di eliminare questo 4 bis, soprattutto col punto a) e b), perché determinano davvero un problema gravissimo che va anche ben oltre l'incostituzionalità di un testo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente. Questa è la parte della legge che onestamente mi piace di più, la trovo quasi simpatica, fa quasi ridere, Assessore. Ricapitoliamo un po' la storia di questa legge che arriva in Commissione e arriva facendo un boom, un boom destando scalpore perché comunque contenuti in questa legge ci sono dei provvedimenti che sono diversi, chiamiamoli diversi rispetto a quello che fino adesso ha rappresentato l'urbanistica della Sardegna. Allora siete partiti con "costruiamo nelle coste" e poi siete tornati indietro, poi avete presentato l'emendamento numero 750, e nell'articolo 9 bis avete dimenticato o avete omesso di indicare esattamente che nelle zone urbanistiche omogenee F non si potesse effettivamente ampliare, e questa è una dimenticanza, l'ha sottolineato poi ieri l'Assessore. Però, veramente, questo ha quasi del ridicolo. Io farei una proposta, io domani uscirò con un post dove scriverò: possiedo area edificabile, la vendo, chi mi propone di più? Questo io lo farò, esisterà, si amplierà e si costituirà proprio il mercato delle aree edificabili, che ha l'area edificabile a chi offre di più, questo è quello che voi state facendo. E allora mi domando qual è la ratio con la quale io vado e ho il coraggio di presentare una proposta, inserisco in legge la possibilità di vendere e di acquistare una volumetria. E allora io voglio sapere qual è la vostra visione dell'urbanistica in tutta la Sardegna, che cos'è che va a combaciare con la compatibilità ambientale, qual è. Date la possibilità di vendere le aree edificabili, la volumetria in cambio di soldi, soldi, il mercato dell'area edificabile, il mercato del credito volumetrico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Grazie Presidente. Si fa fatica a prenotare l'intervento, era la terza volta che chiedevo.

Intervengo su questo emendamento per dire che, come la collega Desirè Manca diceva, questa è la questione più fantasiosa che siete riusciti a inserire in una legge. Siete riusciti a dare fondo a tutta la vostra creatività, io veramente faccio i complimenti perché state aprendo un mercato nuovo, sconosciuto alla Sardegna, e quindi ben vengano gli incentivi alle attività economiche, un nuovo mercato, peccato che sia un mercato molto pericoloso che lascia aperta la speculazione economica, perché non sarà soltanto una cessione a titolo gratuito tra familiari, tra amici, tra parenti, sarà qualcosa di più, sarà anche una corsa all'accaparramento. Anche perché se andiamo a verificare che cosa succede in altre regioni, non sui volumi del Piano casa, ma sui volumi edificabili, che è cosa ben diversa, dei fondi, vediamo che esiste anche un volume che decolla, c'è scritto proprio così, che decolla dal fondo sorgente, è un credito volumetrico appunto, che poi può restare sospeso in volo prima di atterrare sul fondo sull'edificio ricevente. A parte le questioni che possiamo collegare alla legge navicella, ed ecco probabilmente il fatto per cui l'Assessore l'ha chiamata navicella, perché resta sospesa per aria chissà per quanto tempo, qui ci sarà anche la possibilità da parte di qualcuno di accaparrarsi dei volumi per poi rivenderli successivamente quando magari, acquistati a una cifra bassissima o strappati per fame, si rivenderanno a prezzi elevatissimi. Proseguo dopo perché il tempo è terminato, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie Presidente. Da quando sono entrato in Consiglio come novello giurista, quale ancora sono, mi sono talvolta trovato ad interrogarmi su molte cose per quanto riguarda la natura giuridica del vostro agire, piccola parentesi, e ci tengo a scusarmi con la collega Pinna per aver sbagliato prima il suo nome, perché giustamente ogni tanto la memoria fa le bizze. Dicevo, su quale base giuridica voi abbiate pensato di fare una simile forzatura, continuo ad arrovellarmi su questa cosa, ed è evidente che anche i miei colleghi che sono intervenuti prima di me stiano facendo la stessa cosa, e non mi pare che ancora qualcuno si sia dato una risposta perché una risposta effettivamente, probabilmente, anzi quasi sicuramente, non c'è. È stato definito un abominio dal collega Li Gioi, ed è vero, questo è un record a livello contenutistico, dove sembra che si faccia di tutto per poter attirare le attenzioni negative dei Ministeri competenti. È già stato menzionato quali potrebbero essere le eventuali ripercussioni dell'approvazione di questa particolare parte del provvedimento: pratiche abusive, elusive, pratiche speculative e anche, perché no, pratiche estorsive, io posso immaginarmi, nel momento in cui vi siano degli interessi poco trasparenti al di sopra di… colleghi, purtroppo può succedere anche questo…va be', non intendevo scatenare la sua ira, mi scusi, ma, comunque sia, penso mi sia permesso dirlo, poi lei potrà replicare, anzi, la invito a farlo, perché comunque sia non sono l'unico che sta chiedendo spiegazioni su questo tema, Assessore.

SANNA QUIRICO, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. È un reato!

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). …Anche la speculazione, sotto certi punti di vista, anche l'abuso edilizio è un reato, insomma… c'è la Segretaria che sta intervenendo, non ho sentito bene. Però, Presidente, guardi concludo, non volevo scatenare tutta questa parapiglia, ma è vero, non è governo del territorio, l'ha detto prima la collega Orrù usando anche un neologismo, "sgoverno", che non è sbagliato, perché non è governo del territorio è svendita del territorio, svendita del proprio patrimonio, perché il buon amministratore il patrimonio lo amministra poiché questo si accresca o comunque si mantenga, e non lo svende, questo no, mai.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Il problema reale di questo articolo, così come di tutto l'emendamento che stiamo andando a discutere, il numero 750, è che voi, Assessore, partite dai casi specifici, cioè non avete in testa una pianificazione generale della nostra Isola, voi pensate a una determinata zona e pensate a quali sono i problemi da risolvere in quella determinata zona, ma il tema è decisamente più ampio, perché se noi dovessimo andare, come succederà, ad applicare questo comma, che riguarda la cessione dei crediti, a tutte le zone B e C, andremo a vedere delle differenze enormi in tutta la Sardegna. Lei, per esempio, non saprà, tra un video e l'altro che si fa su Facebook attaccando l'opposizione, lei probabilmente non saprà che tutto il Poetto è zona B, non saprà che questo comma che state andando ad approvare sulle cessioni dei crediti volumetrici interessa tutta la fascia del Poetto, per esempio, e lei sa che effetto avrà questo comma delle cessioni volumetriche su quella determinata zona, su quel determinato quartiere che è stato completamente riqualificato dalla alloro amministrazione? Oppure, le faccio un altro un'altra domanda; chi andrà ad acquistare i crediti volumetrici? La povera famiglia, che ha bisogno magari di ampliare una piccola camera per il proprio bambino e che quasi quasi non arriva a fine mese, oppure andrà il grosso imprenditore nelle zone di espansione C ad acquistare tutti di crediti volumetrici per farci quella determinata speculazione economica e finanziaria? Questi sono i reali problemi, a voi non interessa la pianificazione generale della nostra Isola, a voi non interessa che permettiate che questi interventi avvengano senza nessuna pianificazione o senza neanche la possibilità di far intervenire i comuni nella pianificazione, a voi interessa che qualche soggetto si implementi le proprie zone di espansione, qualche soggetto possa commercializzare questi crediti volumetrici, e per che cosa? Per farci una speculazione economica o finanziaria? È forse questa la visione di Sardegna che avete in mente? È forse questa è la visione di sviluppo economico che si basa sull'agroalimentare, che si basa sul turismo? Dove è il turismo in questa cessione dei crediti volumetrici? Voi state solo ed esclusivamente permettendo a tutti di fare la deregulation, anche a coloro che non hanno titoli, anche coloro che non potranno neanche realizzarlo, perché probabilmente non avranno neanche lo spazio a disposizione, però voi permettete a tutti, tanto l'importante è dare qualche metro quadro a tutti in più, perché così…

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione gli emendamenti numero 945 uguale all'823.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 945 uguale all'823.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 964.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, Presidente. In questo caso ci riferiamo solo la lettera a) del comma 4 bis. Intanto bisognerebbe chiedersi se tra tutti questi bis non ci sia un altro errore materiale, prova materiale della pochezza materiale con cui è stata scritta questa legge, e mi sembra sia anche questo il caso. Ovviamente, siccome per l'ennesima volta non avete voluto ragionare, avete preferito andare dritti, se aveste ascoltato le nostre parole forse vi sareste accorti del problema; c'è un altro errore, l'ennesimo. Detto questo, nel caso della lettera a) si parla di unità immobiliari facenti parte dello stesso edificio, parliamo poi dei casi previsti da quei commi, quindi dalle zone B e C anche nei comuni costieri dove il comune non ha adeguata il PUC al PPR; sino all'altro giorno, sino a oggi, anzi, sino al 31 dicembre era possibile in quei casi avere un aumento di cubatura del 20 per cento, che poteva aumentare del 5 per cento ulteriore in quei determinati casi, oggi la stessa unità immobiliare può passare dal 25 al 50 per cento acquistando, perché dubito che lo si faccia per beneficenza, anzi, si parla di un atto di asservimento e su questo, Assessore, la sua parola serve, come si immagina questa trattativa futura in cui la persona che non può farlo perché ha un limite, avrebbe un limite del 25 per cento, compra un diritto che ancora non esiste da un suo vicino di casa, in questo caso nello stesso edificio o complesso edilizio, poi vedremo anche gli altri casi, e dal 25 per cento di cubatura ulteriore che potrebbe legittimamente proporre, arriva a realizzarne il 50 per cento; un'altra mezza casa sopra quella che non ha urbanisticamente le condizioni per supportare quell'aumento di cubatura. Il tema è quello sollevato poco fa dall'onorevole Zedda, si parla di un diritto che non è previsto nei codici, ho cercato anche, stiamo cercando di capire se esistano dei precedenti o qualcosa di minimamente assimilabile, e non esiste, semplicemente non esiste, e in questo caso sarebbe stato più utile direttamente passare dal 25 al 50 per cento; se dovete tentarvela tentatevela bene, fatela grossa, darebbe meno nell'occhio scrivere una cosa del genere piuttosto che scrivere una assurdità di questo tipo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Sempre su questo tema io continuo, nel tentativo probabilmente inutile… non condividiamo il testo, questo si capisce, noi avremmo preferito una proroga, difficile, perché oltretutto la proroga era già in sé molto complessa, del Piano casa, meglio ancora se inserite norme modificate, riviste, corrette, anche in sintonia con la sensibilità ambientale che si deve avere, la riqualificazione energetica eccetera, nell'ambito della legge urbanistica, voi state vanificando questo e state inserendo norme che indubbiamente determineranno il fallimento dell'intero complesso degli articoli presenti. Come si fa a scambiare cubature che sono di pertinenza di un lotto, di un singolo immobile addirittura, e appiccicarli e attribuirli a un altro, con uno scambio di volumetria con criteri che non esistono, tant'è vero che qui non avete richiamato nessun tipo di legge, non esiste un richiamo ad una legge esistente che ha, diciamo, fatto diversamente ma ha aperto una strada, una possibilità in questa direzione; è una creazione, è una novità nell'ordinamento giuridico! Io non lo so, alcuni di voi hanno studiato diritto, sono avvocati, chiedano, approfondiscano, verifichino negli studi se hanno all'interno degli studi persone competenti in termini di diritto amministrativo, di vicende urbanistiche, non esiste una cosa di questo tipo! Addirittura lo applicate a lotti non ancora edificati che potrebbero sviluppare cubatura solo per il fatto di essere stati inseriti come lotti edificabili ma non avendo il titolo edilizio; e cosa si scambia? Ma neanche Totò era arrivato a questo, bene o male tentava di vendere una fontana esistente, quella di Trevi, visibile, visitata dai turisti, qua si vende ciò che non c'è. Ricordo che si è dovuti intervenire con legge con la compravendita delle licenze commerciali perché era divenuto un sottobosco di follie totali e si è dovuti intervenire perché c'era gente che accumulava licenze e bloccava il mercato, qua ci saranno persone che faranno man bassa di cubature e volumetrie inesistenti senza pagarla, con la promessa del pagherò, attenzione, con la promessa del pagherò.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Grazie, Presidente. Io credo che, Assessore, sia il caso che lei intervenga, io non ho partecipato ai lavori della Commissione e quindi non sono in grado di capire come sia nato questo comma, però io credo che sia necessario che lei intervenga perché se veramente si vuole dare efficacia a quello che scriviamo, e quindi se veramente deve essere messo in pratica, se veramente gli uffici tecnici dei comuni poi lo debbono mettere in pratica, occorre che si chiarisca bene come deve funzionare. L'hanno detto adesso i colleghi, io, soprattutto gli ultimi due interventi li condivido in pieno perché quando si parla di credito volumetrico, che creditore è il volumetrico? È una concessione già ottenuta? È volumetria rispetto alla quale è già stata fatta una richiesta e quindi si decide di poterla cedere, c'è una contabilità rispetto a tutto questo scambio di volumetria perché altrimenti può succedere anche che la volumetria può essere venduta più volte senza nessuno che controlli? Ecco, su questo io credo che sia necessario, ma senza fare da parte nostra attività ostruzionistica, veramente, è necessario che lei, Assessore, chiarisca bene, perché poi i lavori preparatori sono fondamentali delle leggi quando poi debbono essere applicate, e quindi anche quello che noi diciamo è fondamentale, oltre che naturalmente quello che poi scriviamo, che lei chiarisca bene qual è il significato che si vuole dare a questa norma. altrimenti a mio modo di vedere è completamente inapplicabili. io sfido chiunque a rendere applicabile poi agli effetti pratici questa norma così come è scritta. laddove poi deve essere applicata e deve funzionare, cioè nei comuni quando devono rilasciare le autorizzazioni. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Grazie, presidente. Con l'emendamento numero 964 si vuole sopprimere la lettera a), non perché la lettera b) sia apprezzabile, ma semplicemente perché la lettera b) è oggetto di un altro emendamento che discuteremo dopo, avremo modo di approfondire dopo. E per chiarire anche la base del mio intervento di prima, non volevo paventare alcun tipo di reato in capo a chi che sia, ci mancherebbe, però è anche vero che nel momento in cui tu non solo rendi un bene soggetto a mercificazione, nel modo più commerciale del termine, ma questo bene anche lo stai creando, nel senso che comunque sia prima non era suscettibile di scambio, è normale che poi questo bene possa ricadere nel novero dei beni possibili per l'ottenimento dei quali chi che sia possa compiere un qualsiasi tipo di reato teso al loro ottenimento illegittimo; gliela spiego così la mia posizione. A livello normativo io poi apprezzo la sua audacia, Assessore, perché anche se spesso non è supportata da basi giuridica… Presidente, forse vogliamo sospendere per lasciarli… se volete agire "de iure condendo" e non "de iure condito", ce lo dice, ne discutiamo, comunque ci rappresentate la vostra volontà di cambiare il diritto, di darci dei nuovi spunti, perché non è la prima volta, mi ricordo come abbiamo recentemente parlato di elezioni di primo grado per le province, in barba a qualsiasi norma nazionale che ne prevede le elezioni di primo grado; una cosa è la volontà di cambiare le regole, un'altra cosa è però l'agire, pensando che le regole siano diverse da quelle che sono e soprattutto pensare di poter compiere delle mosse che però non sono permesse astrattamente dalle basi giuridiche, all'interno delle quali e al di sopra delle quali noi ci dobbiamo muovere, in maniera gentile, però, senza calpestarle. Quindi, io anch'io mi associo alla richiesta del collega Meloni nel sollecitare un intervento del proponente, così da capire effettivamente quali le vostre intenzioni siano, in modo anche da mitigare anche i contenuti dei nostri interventi, che sono sicuro potrebbero essere anche sconfessati, chi lo sa, dall'intervento di un membro della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Satta Gian Franco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie, Presidente. io credo che dopo la norma che trattava le costruzioni disseminate nell'agro, questa sia la porcata per eccellenza, Assessore, veramente, dove si snaturano completamente i Piani urbanistici dei comuni, quelli che sono stati aggiornati e quelli che sono ancora in vigore, che sono i vecchi Piani di fabbricazione, saltano tutte le zonizzazioni di tutti i comuni, quindi di superfici coperte, volumetrie e quant'altro, cioè io veramente… poi potrei anche capire se la cessione di queste volumetrie in qualche modo è identificata nel fabbricato, ma qua addirittura andiamo verso un indirizzo estensivo, l'applichiamo anche all'intero comparto, quindi alla lottizzazione, con la capacità di cedere volumi da quella lottizzazione ad un'altra, e non diciamo magari che possiamo cederla a quella lottizzazione che è prossima, che è confinante. No, non mettiamo nessun limite, ovviamente quella cessione di quelle volumetrie può essere ceduta anche oltre il confine attraverso atti farlocchi magari per cercare di alimentare il mercato malato dell'immobiliare in questo caso, così come stiamo facendo in agro dove anche pubblicazioni recenti di avvisi al pubblico di cessione e disponibilità di terreni, di stazzi, l'abbiamo letto in qualche quotidiano sardo qualche giorno fa, quindi è vero che voi state alimentando il mercato malato dell'immobiliare, lo state facendo attraverso queste norme che sono veramente al limite della comprensione non solo di noi legislatori di questa Regione, ma credo che saranno poco comprensibili anche fuori dai confini della nostra Sardegna perché non trova applicazione in nessuna norma, tra l'altro senza neanche fare riferimento alle distanze tra immobili, cioè noi cediamo la volumetria e le distanze tra immobili come rimangono? Uguali? Possiamo superare anche quelle?

PRESIDENTE. Onorevole Satta, il tempo a sua disposizione è terminato.

Non vedo altri iscritti a parlare. Metto in votazione l'emendamento numero 964.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 964.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 963.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Si tratta dell'emendamento che vorrebbe "la lettera b) del comma 4 bis della legge regionale numero 8 del 2015, così come introdotto dalla lettera d) del comma 1 dell'articolo 2 di cui all'emendamento numero 750, è soppresso" e siamo sempre nell'ambito dello stesso ragionamento, cioè gli scambi di volumetria. Uno dei principi, vado a memoria, che ancora ricordo e che viene insegnato ai giovani iscritti in giurisprudenza nei primi esami al primo anno, che è il principio che deriva dalle istituzioni fondamentali, gli istituti principali di diritto romano, è che nessuno può trasferire ciò che non ha o oltre ciò che possiede: nemo transferre potest quam ipse habet. È un principio generale che vale per tutti. Qua stiamo violando i principi fondamentali che sono le fondamenta, per stare a termini edilizi, del diritto nel nostro Paese, che è parte fondamentale dei principi cardine del diritto a livello mondiale, al di là dei sistemi processuali differenti. Il fatto che uno possa vendere, trasferire ciò che non ha, non è di sua competenza, non lo possiede, per legge gli si crea una sorta di patrimonio inesistente di percentuali ipotetiche di volumetrie che possono essere cedute. Io voglio capire che cosa dovesse accadere in termini di vendita di volumetrie non possedute e non autorizzabili. Noi abbiamo già visto casi come questo, dove è stato dato addirittura il diritto ad edificare con nulla osta regionali e che hanno determinato serissimi problemi per coloro che hanno acquistato quegli immobili. Se si dovesse creare una condizione di quel tipo, cioè di illegittimità successiva, in assenza di sanatorie avremmo volumi illegittimi, abusivi, su immobili che precedentemente erano in regola, vanificando mutui, ipoteche. Io voglio proprio capire chi è l'istituto bancario che, a fronte di una normativa inesistente in campo internazionale, oltre che nazionale, darà ipoteche e mutuo su cubature inesistenti e su cessioni di questo tipo. Andate a chiedere, informatevi con gli uffici legali del Banco di Sardegna, visto che abbiamo la Tesoreria affidata anche in Consiglio regionale al Banco di Sardegna…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Per completare il ragionamento iniziato dall'onorevole Zedda, io vorrei cercare di sensibilizzare l'Aula soprattutto in ragione di come si potrebbero poi trovare gli uffici tecnici delle nostre amministrazioni in una situazione di questo tipo, quindi applicare questa norma nel momento in cui magari a usufruire di questo credito sono lottizzazioni datate, lottizzazioni che hanno avuto magari una sanatoria, quindi con volumi già oltre quello che è previsto nel piano, come sia possibile che un ufficio tecnico, un dirigente di un ufficio tecnico di un Comune possa in qualche modo concedere ulteriori volumetrie a una lottizzazione datata, che ha avuto già un permesso, una sanatoria rispetto alle volumetrie realizzate e non consentite, quindi io su questa cosa vi chiederei in qualche modo di tornare indietro. Insomma già state eccedendo rispetto a quello che è l'aspetto della proroga del Piano casa, che dovrebbe riguardare solo eventualmente quegli articoli e quelle norme che sono previste nel Piano Casa oggetto di proroga, ci stiamo anche inserendo adesso la possibilità di cedere volumetrie senza una un minimo controllo, una verifica, anche se attuabile a una norma del genere, quindi su questa cosa veramente evitate di fare brutte figure all'esterno, e soprattutto evitateci, a noi, a questo Consiglio regionale, di fare brutte figure con il resto della nazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. Io volevo chiedere, anche alla luce delle riflessioni fatte dai miei colleghi ultimamente, se l'Assessore Quirico Sanna, che professionalmente è un avvocato e quindi opera nel mondo giuridico, si è mai fatto le domande o si è mai posto gli interrogativi che ci stiamo ponendo noi, perché ritengo che un professionista del foro debba metterseli dei problemi sulla fattibilità e sull'applicabilità di questa norma e sulle conseguenze che inevitabilmente ci saranno, sia dal punto di vista giudiziario che amministrativo. Ecco, questo, non so se avrà la cortesia di rispondermi, Assessore, io vorrei proprio saperlo, perché se lei facesse un'altra professione potrei anche capirlo, però dato che si occupa di cose giuridiche sarebbe giusto che ci dica che lei è assolutamente certo che quanto state scolpendo in questa pseudo legge poi non porti alcun problema applicativo e quindi non determini un blocco delle attività edilizie e anche conseguenze giudiziarie difficilmente quantificabili in questo momento, ma che fa anche paura pensare a quanto potrebbero essere quantificabili o quantificate.

Poi per quanto riguarda la lettera b) addirittura si prevede la cessione di crediti volumetrici ricadenti in diversi comparti facenti parte della stessa lottizzazione, quindi anche con un cambio destinazione d'uso, da servizi o terziario a residenziale così, tanto perché sono nello stesso comparto, però noi l'abbiamo scritto in questa pseudo legge e quindi va bene, quindi un altro éscamotage, un'altra maniera per eludere la legge. Questa è una norma elusiva, quindi la legge che è illegittima; una legge illegittima è praticamente un'assurdità solo dirla, però è così. Quindi sono tutte cose che veramente mi fanno pensare e ci fanno pensare. A voi non vi fanno pensare e questo ci fa pensare ancora ulteriormente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Grazie Presidente. I colleghi hanno già illustrato ampiamente i contorni di questa vicenda. A me preme provare a dire alcune cose che non sono state dette. L'articolo 3 ter introdotto dall'emendamento da voi proposto dice così: "Ai fini dell'ammissibilità degli interventi di cui ai commi 1, 2 e 3", però i commi 1, 2 e 3 erano quelli preesistenti, nel senso che c'è anche il 3 bis, quindi bisognerebbe capire in sede di armonizzazione se anche il 3 bis va inglobato in questa previsione oppure no. Questo da un lato puramente tecnico e formale. Per quanto riguarda il discorso generale che riguarda lo spostamento delle volumetrie, la vendita delle volumetrie, l'abbiamo già ampiamente detto in Commissione, non c'è il collega Mula ma c'è il collega Peru e sicuramente ne coglie la portata, così come qualcuno dei colleghi ha provato a dire e mi riferisco all'onorevole Lai, cioè quando si parla di compravendite di volumetrie non si deve pensare al caso specifico, ma si deve provare a pensare in astratto. Lo si sta limitando alle zone B e C. Ora casa mia è in una zona B, le possibilità sono molto limitate, ma immaginatevi una zona C, magari non del tutto edificata, che nel suo piano terra è pieno di attività commerciali, che potrebbero godere di bonus volumetrici di cui non usufruiranno mai, ovviamente, perché non se ne fanno nulla. Io me li compro, mi sollevo di un piano, mi faccio il mio attico e me lo vendo; compro a 10 e vendo a 100. Ora, è sicuramente legittimo se lo mettiamo nella norma…

(Interruzione)

No perché nell'articolo finale di questa legge voi scrivete che passa sopra i Piani urbanistici comunali e ovviamente anche di un regolamento edilizio, nel senso che una legge ha più potere di un regolamento edilizio. Sono i Comuni e i regolamenti edilizi che si dovranno adeguare a questa normativa, quindi io diciamo che ormai ho smesso in questo anno e mezzo di scandalizzarmi, quindi non lo dico per scandalo, lo dico solo per chiarezza, perché anche a voi sia chiaro che cosa state consentendo che venga fatto. Io sono uno che non usufruirà del Piano Casa? Benissimo, viene l'onorevole Lai, compra le mie volumetrie, se le accorpa e si fa il suo bell'investimento. Se è questo che voi volevate ottenere…

PRESIDENTE. Onorevole Piscedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Grazie Presidente. Io a differenza del collega Piscedda non ho ancora finito di scandalizzarmi e non ho finito perché francamente ritengo che a parte che questa norma sia fantasiosa, sia creativa, sia anche abbastanza azzardata, insisto nel dire che è molto pericolosa. Insisto nel dire che la volumetria acquisita da cessione, quindi prelevata da un edificio che non necessariamente poi atterra su un altro edificio immediatamente, può restare appunto in volo, può restare sospesa sino a che il titolare di quei volumi non decida di alienarla o di sfruttarla a sua volta.

PRESIDENTE. Chiedo di far svolgere l'intervento, per cortesia. Si sente un brusio che dà fastidio, non sto sentendo neanche io. Mi scusi onorevole, può continuare, recupera il tempo perduto.

PINNA ROSSELLA (PD). Grazie Presidente, la ringrazio per la sollecitudine. Possiamo, invece, pure immaginare uno scenario in cui si vada a formare davvero un vero e proprio borsino di diritti volumetrici, di crediti volumetrici, quindi avremo forse nuovi finanzieri, nuovi costruttori, nuovi speculatori che si cimentano in questo nuovo mercato dei crediti volumetrici. Allora non ho smesso di scandalizzarmi perché addirittura voi non prevedete nemmeno delle limitazioni, non prevedete nemmeno che gli edifici siano almeno contigui, che facciano parte degli stessi standard urbanistici. Così facendo state oltremodo alterando nel territorio anche le volumetrie assegnate dagli standard urbanistici, cioè è proprio una deregolamentazione completa. Ora io vi invito a riflettere su questo emendamento e invito la maggioranza a votarlo a favore come farò io.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, per chiedere cinque minuti di sospensione e la convocazione di una breve Capigruppo. Ho necessità di parlare con i Capigruppo.

PRESIDENTE. È stata richiesta una sospensione per una riunione generale dei Capigruppo. Il Consiglio è sospeso per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 21, viene ripresa alle ore 17 e 45.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 963.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 837.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Questo merita una breve ma compiuta riflessione, perché si tratta "ricadente in diversi comparti". Mica viene indicato "comparti edilizi inseriti nello stesso Piano urbanistico comunale", in diversi comparti può essere un comparto di lottizzazione nel Comune di Arborea e un comparto di lottizzazione nel Comune di Sassari e trasferiamo premi volumetrici di volumi inesistenti di Arborea a Sassari, snaturando totalmente l'idea stessa di pianificazione urbanistica ed evidenza delle cubature nei piani urbanistici comunali.

E se anche fosse "comparti dello stesso Comune", i Comuni hanno, piccoli o grandi, delle caratteristiche diverse da zona a zona e si chiama comparto proprio perché quel comparto sviluppa quell'indice volumetrico e quella cubatura in relazione alle dimensioni del lotto e via dicendo. Non c'è manco un limite, se un gruppo di proprietari dovessero acquistare proprietà di volumi da altri in altri comparti, avremmo svuotato i comparti esistenti di cubatura per realizzare un macro comparto con cubature illegittime provenienti da altri, è una cosa che non è mai accaduta. Ci può essere la cessione in un lotto con proprietà indivisa che sviluppa ancora cubatura, quindi attinente in termini di proprietà a tutti coloro che sono proprietari di quel lotto, uno può decidere su quel comparto di sviluppare quella cubatura ancora residua, acquistando cubatura e volumetria da coloro che sono proprietari di un volume da realizzare indiviso, ma non può acquistare volumetrie da altri comparti, perché viene meno l'idea stessa del comparto. Io non so più come dirlo, più si va avanti proprio su questo articolo, non che sugli altri ci sia, come dire, una chiarezza normativa, ma su questo veramente tra lottizzazioni, complessi edilizi e comparti è una confusione giuridica e urbanistica impressionante. Non ne caverete piede, ma soprattutto avrete determinato una confusione impressionante nell'ambito dell'edilizia privata, vedremo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 837.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Io voterò a favore di questo emendamento perché il disegno, dietro questi emendamenti, è quello di abrogare pezzo dopo pezzo una legge che consideriamo assolutamente fuori da qualunque canone. Mi permetto però di dare un consiglio, in questo comma, il comma che noi con questo emendamento vogliamo abrogare unitamente a tutto il resto, si cita una chiosa finale in cui si specifica che in ogni caso per la fattispecie di cui alla lettera b) e quindi gli immobili ricadenti in diversi comparti all'interno della stessa lottizzazione, l'ampliamento complessivo non può essere superiore al 50 per cento della volumetria legittimamente realizzata. Credo che estendere questa fattispecie anche alla lettera a), quindi alle unità immobiliari facenti parte dello stesso edificio o dello stesso complesso edilizio, eliminerebbe qualche problema, qualche rischio speculativo, qualche ambiguità, o la possibilità che magari partendo da un immobile a cubatura a zero si possa semplicemente attraverso l'acquisto di credito ricavare un immobile con cubatura, cioè ricavare dal niente un appartamento. Siccome in questa fase appunto si sta legiferando, però non si hanno in mano tutti gli strumenti per capire quali possono essere le ripercussioni di una legge o di una proposta come questa, un blocco del genere che sancirebbe anche in un contesto su cui non possiamo assolutamente in alcun modo tollerare i presupposti, perché il tema stesso del credito edilizio ci vede contrari, risolverebbe però alcuni problemi. Mi chiedo perché non sia stato possibile, cioè nel disegno della maggioranza c'era la possibilità di creare cubatura dal nulla? Il proprietario, quello che acquista o a cui vengono ceduti i crediti edilizi, magari del vicino di casa, può costruire anche se non ha un metro cubo di sua proprietà? In questo caso senza questa specifica lo può fare, perché la specifica del 50 per cento riguarda solo l'acquisto di cubatura nello stesso comparto o nella stessa lottizzazione, non nello stesso edificio. Ci vuole poco per risolverla, io vi chiedo di pensarci, perché contrariamente a quanto facciamo di solito, se ci fosse quella specifica, anche un emendamento orale potrebbe essere tollerato e concesso, in caso contrario la legge ha già mille problemi, questo ne aggiungerebbe uno…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Ci tenevo a continuare il ragionamento dell'onorevole collega che mi ha preceduto, del collega Agus, nel senso che le previsioni di questa compravendita di volumetrie, io ne ho discusso con lui e mi son permesso di dirgli che non stava interpretando nel modo corretto. Cioè per capirci, il centro commerciale I Mulini è un complesso edilizio che ricade peraltro nello stesso comparto e che ha più corpi di fabbrica, la lettera a) parla di edifici che stiano nello stesso complesso edilizio, quelli godono della fattispecie di cui sta parlando questo emendamento. Quindi se questa è la volontà, state scrivendo correttamente, se voi pensate che in quella casistica non si possa andare oltre il 50 per cento di ciò che già uno ha fatto, state sbagliando, non è scritto nel modo corretto. La fattispecie del 50 per cento è solo per gli edifici che ricadono in comparti diversi che fanno parte della stessa lottizzazione, ma se stiamo parlando dello stesso comparto e di corpi di fabbrica diversi questo è possibile, lettera a), e non c'è il limite del 50 per cento. Per chiarezza, volevo continuare il discorso dell'onorevole Agus, perché a lui il tempo è scaduto e siccome l'ho detto all'inizio, l'ha detto bene anche il collega Lai, non è detto che sia chiaro a tutti quello che si sta facendo perché molte volte le parole scritte non corrispondono esattamente a quella che è la volontà del legislatore, si sappia che in questo caso si sta consentendo a uno che non è proprietario di neanche un metro cubo, di poter scaricare comprandoli tutti i suoi metri cubi in un corpo di fabbrica nuovo, completamente nuovo.

PRESIDENTE. Quindi il suo voto è contrario?

PISCEDDA VALTER (PD). No, il mio voto è favorevole all'emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 838.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 824.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Il comma 4 bis, quindi stiamo parlando di tutto il comma che riguarda praticamente gli aspetti dei quali abbiamo parlato fino ad ora, con questo emendamento lo vorremmo sopprimere, lo sopprimerà, come dire, l'intervento del giudizio della Corte costituzionale a seguito dell'impugnazione da parte del Governo. Ma quello che è il problema principale che noi dovremmo avere presente, è la finestra temporale tra l'approvazione della legge, l'impugnazione e la decisione della Corte, in quel frangente si verificheranno in buona fede casi di persone che useranno la legge per avviare una serie di compravendita di cubatura nei complessi edilizi, nelle stesse lottizzazioni o nell'ambito degli stessi edifici o comunque anche nell'ambito, come abbiamo detto nel corso della discussione dell'emendamento precedente, dei comparti. Chi li risarcirà mai? Chi interverrà nel dare sollievo a coloro che in buonafede hanno comprato cubature e poi non la potranno utilizzare? Questo è il vero problema e soprattutto chi in Regione autorizzerà questo? Voglio proprio vederlo il dirigente che firmerà, dando il via libera, il nulla osta paesaggistico su questioni di questo tipo. E nei comuni ci troveremo in casi classici dove un dirigente manderà avanti una pratica, un altro dirigente dirà che la legge è impugnata dal Governo e quindi la bloccherà, per cui con una serie di confusioni, più i tribunali amministrativi. Ogni titolo assegnato a colui che realizzerà queste volumetrie con questo meccanismo verrà portato davanti al TAR, ogni autorizzazione, dal proprietario che un tempo aveva un po' di luce e un po' di vista e a breve, grazie a questa legge, non avrà più la luce, non avrà più la vista, ma vedrà l'interno della casa del vicino realizzata con questi premi di volumetria. Quello farà la stessa identica cosa che è stata fatta dai proprietari delle ville a fianco alla lottizzazione in via Gallinara a Cagliari. Interverranno in tutte le sedi di giudizio, creeranno un problema gigantesco e in quel caso, attenzione, venne dato un nullaosta paesaggistico, quindi in totale buonafede venne realizzato l'edificio, in questo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Per confermare e sottoscrivere quanto hanno espresso i colleghi prima di me e le preoccupazioni che sono emerse in merito a questo 4 bis. Il tema è sempre lo stesso, quando noi legiferiamo dovremmo sempre porci come domanda, a chi è rivolta, e soprattutto quali sono i benefici comuni dei provvedimenti che andiamo a scrivere, delle leggi che andiamo a scrivere. Perché è chiaro che se questo Piano casa tutto vuole fare tranne che effettivamente occuparsi del tema del diritto dell'abitazione, quindi del "rivolto a tutti", qui è chiaro l'intento di agevolare alcune parti, soprattutto le parti che hanno anche più possibilità dal punto di vista economico. È chiaro che per una persona che in questo momento, soprattutto dopo una crisi pandemica come quella che abbiamo vissuto, potrebbe avere necessità di qualche soldo, potrebbe facilmente mettere in vendita alcuni volumi, chi poi invece andrebbe ad acquistare questo tipo di volumi sono le persone che hanno più risorse in questo momento. Mi sembra sbagliato e mi sembra assurdo che in un momento storico come quello che stiamo vivendo, non ci stiamo ponendo il problema di chi realmente sta male, di chi realmente ha delle difficoltà e continuiamo a perseguire la strada, a mio avviso sbagliata, senza neanche un ragionamento complessivo che porta dei benefici particolari e soprattutto di chi probabilmente non ne avrebbe neanche così tanto bisogno. Questa compravendita di volumi è a mio avviso anche difficilissima da tenere in memoria, cioè chi si deve occupare di questo database che dovrebbe generare il tutto? I Comuni, le Amministrazioni comunali? Chi, come e soprattutto perché. L'ha detto bene l'onorevole Zedda, i problemi che si raccoglieranno a seguito dell'approvazione di questo testo saranno molteplici e non vorrei mai trovarmi nella condizione o nella situazione di un funzionario che davvero non so come potrà e dovrà interpretare questo, a questo punto direi funzionari, perché possono essere coinvolti anche Comuni diversi. Non ne condivido per niente i contenuti, i modi, i metodi con cui vengono presentate questo tipo di leggi.

Per adesso mi fermo qua, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Era inevitabile, dopo aver tentato di fermare questo abominio con gli emendamenti alle singole parti di questo 4 bis, sostenere un emendamento dei colleghi dell'opposizione che riguarda la soppressione dell'intero comma 4 bis, non prima di aver individuato un'altra discrasia, un'altra parte di norma scritta malissimo che crea ulteriori interrogativi circa l'effettiva applicabilità della stessa, o la modalità di applicazione della stessa, perché laddove si dice "in ogni caso per la fattispecie di cui alla precedente lettera b) l'ampliamento complessivo non può essere superiore al 50 per cento della volumetria legittimamente realizzata", si fa intendere che per quanto riguarda la lettera a) questo limite del 50 per cento non c'è, almeno io ho capito così, può darsi che abbia capito male e che voi siate nel giusto, però chiaramente la sfera di cristallo non ce l'ho né io né voi. Però in ogni caso è chiaro che questo, come abbiamo sottolineato più volte e da un paio d'ore a questa parte stiamo continuando a fare, è probabilmente la parte peggiore di una legge illegittima, quindi per questo ci stiamo opponendo in maniera così determinata e decisa e questo è l'ultimo tentativo ovviamente per far sì che almeno questa parte non passi e che possiate rivedere le vostre convinzioni, sempre che le convinzioni siano le forze e non di qualcun altro.

Cosa dire? È veramente incredibile quello che state ponendo in essere, facendolo nella consapevolezza che questa legge non potrà mai trovare applicazione se non nei primissimi mesi prima che sia impugnata, determinando poi successivamente delle conseguenze catastrofiche non soltanto per il mercato immobiliare ma soprattutto per i soggetti che entreranno in controversia per quanto riguarda eventuali accordi posti in essere o rogiti già sottoscritti. È veramente una novità per il mondo giuridico del nostro Paese, e sicuramente non è una novità positiva ma è qualcosa di assolutamente devastante.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 824.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 946, identico al numero 825.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Siamo passati alla parte che riguarda i capannoni con destinazione industriale, io ribadisco l'invito (abbiamo a disposizione tutta la discussione di questo articolo per intervenire ancora con un emendamento orale), nella riga precedente semplicemente la rimozione della frase "per la fattispecie di cui alla precedente lettera b) l'ampliamento…" cioè sino alla lettera b), potrebbe risolvere alcuni problemi ed evitare fraintendimenti o pericoli. Per cui, su questo io continuo a insistere affinché ci sia un ragionamento e un ripensamento, o nel caso opposto, anche da parte dell'Assessore un chiarimento su quello che realmente è possibile fare con la cessione di crediti all'interno dello stesso edificio, perché qui è normata la parte che riguarda le lottizzazioni, non è normato invece quello che sembra più banale ma è banale solo in apparenza. In questa parte invece si interviene sui capannoni con destinazione industriale, anche in questo caso la legge tuttora in vigore consentiva interventi, consentiva modifiche, erano possibili deroghe ed erano possibili aumenti di cubatura, non si capisce perché si sia voluto intervenire su qualcosa che oggettivamente non aveva da parte del mondo all'esterno di quest'Aula nessuna richiesta e nessuna sollecitazione. Ho provato a leggere anche i documenti delle parti che sono state audite in Commissione e non mi ricordo grandi sollecitazioni in questa direzione; magari ci fosse in Sardegna in questo momento il desiderio e il bisogno di ampliare la cubatura dei capannoni industriali, dobbiamo chiederci come fare per sostenere i capannoni ancora in funzione e come dare aria a quelli che anche in queste ore stanno pensando di chiudere baracca mentre questo Consiglio regionale sta ragionando di tutt'altro. Non vorrei che qualcuno abbia preso i desiderata degli ultimi vent'anni, quando l'economia era diversa, i bisogni erano diversi, anche la società della Sardegna era diversa, e abbia cercato di infilarlo in una legge che in alcuni casi arriva fuori tempo massimo. Magari non era utile vent'anni fa, oggi rischia di diventare quasi frustrante, perché pensare che questo oggi è il bisogno dei settori industriali e artigianali della Sardegna significa vivere in un pianeta lontano da questo: tutto ci stanno chiedendo tranne che questo. Probabilmente non farà nemmeno danni, perché non credo che ci siano grandi interventi in questo momento di aumento di cubatura di capannoni industriali, probabilmente il danno…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Agus, il tempo a sua disposizione è terminato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 946 e 825, di identico contenuto.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 826, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 826.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 828, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 828.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 947, uguale al numero 827.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). "La lettera f) del comma 1 dell'articolo 2 è soppressa". La lettera f ) dice "Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente 6 bis: "Nei capannoni con destinazione commerciale ubicati nelle zone urbanistiche D, in alternativa agli incrementi del 25 per cento di cui al comma 5, sono ammessi incrementi della superficie utile nella misura del 30 per cento che prevedano la realizzazione di un solaio interno oppure incrementi misti di volume e di superficie, a condizione che l'incremento complessivo della superficie utile non ecceda il 30 per cento di quella originaria". Premesso che è anche ragionevole, nel senso che è chiaro che nel momento in cui, piuttosto che andare a consumare nuovo territorio, qua si fa un ragionamento secondo me anche plausibile, si utilizzano parti del volume già esistente per la realizzazione di un soppalco, è stato spiegato in Commissione, anche per far sì che un ufficio possa essere dislocato al piano superiore, e quindi in alternativa all'ampliamento volumetrico di un edificio si può utilizzare, essendo i capannoni molto alti, una parte di quel capannone. Se voi avete verificato tutte le questioni tecniche relative a questo, onestamente noi non stiamo neanche intervenendo su questo punto perché effettivamente non è, diciamo, grave come il resto del testo che ha che avete portato. Anche per far capire che quando qualcosa è condivisibile noi abbiamo anche dato il nostro parere positivo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 947 e 827, di identico contenuto.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 948, uguale al numero 829, li metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 948 e 829, di identico contenuto.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 831.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Su questo non possiamo astenerci dal rimarcare i problemi sorti, anche perché se ne è parlato stamattina. Il tema è questo, voi proponete che "negli ambiti extraurbani così come individuati dalla strumentazione urbanistica vigente, classificati quali zone urbanistiche omogenee F, sono consentiti tutti gli interventi di cui al presente articolo. Gli incrementi volumetrici per le strutture residenziali ricadenti oltre i 300 metri dalla linea di battigia marina non potranno superare il 35 per cento del volume urbanistico legittimamente esistente, compresi quelli già realizzati in ottemperanza dell'articolo 5 della legge regionale 4 del 2009 e successive modifiche ed integrazioni".

È palese che, scritto così, crea davvero tanta confusione, anche perché "sono consentiti tutti gli interventi di cui al presente articolo" nella zona F, che tra l'altro sono zone vincolate dal Piano paesaggistico regionale alcune, e qui non si fa nessun tipo di distinzione; e poi "gli incrementi volumetrici per le strutture residenziali ricadenti oltre i 300 metri" scritto così è chiaro che crea davvero moltissima confusione, quasi come se gli altri fossero consentiti. E' scritta male, non ricalca assolutamente alcune dichiarazioni che sono state fatte dal presidente Solinas nei giorni scorsi e dall'Assessore in maniera confusa a seguire, e a mio avviso non porta assolutamente nessun tipo di certezza e di chiarezza nella norma. Io consiglio di eliminare il 9 bis completamente e riprendere le parole del presidente Solinas, che, ripeto, non si è espresso, quindi probabilmente in merito a questo testo e soprattutto a questa parte della legge non ha condiviso con voi il passaggio, se così non fosse magari può venire a chiarirci di che cosa si tratta e perché comunque la maggioranza lo vuole portare avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Anche in questo caso noi ci troviamo davanti a un comma… questo è il tipico caso dove un paio di righe possono definire, se scritte bene, elementi di sviluppo, se scritte male, come in questo caso, la distruzione dell'economia turistica di un'Isola. Questo comma significa che tutte le seconde case che già ospitano turisti in molti casi in barba alle regole e senza alcun tipo di contratto regolare d'affitto, potendo aumentare la volumetria e quindi di conseguenza i metri quadri della disponibilità di superfici, e anche rendendo poi indipendenti o parzialmente indipendenti con servizi igienici autonomi per una camera e via dicendo, sarà la certificazione per legge della fine di un'economia turistica fondata sul pernottamento in hotel e la proliferazione di seconde case adibite ad ospitare turisti, vedrete che cosa accadrà e come Federalberghi interverrà su questo tema. Già oggi è una grave perdita per il settore, e anche in termini di occupazione, l'aspetto della concorrenza sleale, se non in assenza totale di rispetto delle regole, di tanti che fanno anche collezione di edifici immobili e poi vengono subaffittati a terzi, circa il fatto che questi aspetti di moltiplicazione delle cubature per le seconde case priveranno di presenze in particolar modo gli alberghi. Quindi è la distruzione di un'economia che pure era in crescita, almeno fino alla presenza del virus nella nostra isola, e che rischia di determinare un serio problema per quanto riguarda lo sviluppo futuro della nostra isola.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, questo comma era già stato oggetto era stato attenzionato anche durante queste giornate già grazie all'acume dell'onorevole Piscedda che aveva individuato l'incongruenza tra le prime due righe e le ultime tre. Nella giornata di ieri l'Assessore Sanna annuiva quando noi gli dicevamo che effettivamente c'era questa incongruenza e ci aveva assicurato, almeno annuendo, quindi neanche a parole, che si sarebbe venuto a risolvere questo problema e che quindi la norma sarebbe stata riscritta in un altro modo, perché scritta in questo modo vuol dire che le parole del presidente Solinas che ha detto, ripetuto e ribadito in varie circostanze, che i 300 metri non si toccano, viene completamente a cadere questa opinione del presidente Solinas, perché nelle prime due righe c'è scritto esattamente il contrario come i miei colleghi hanno sottolineato. Come ho detto nell'intervento di ieri qui tertium non datur, o incapacità a scrivere o è malafede. Lei ieri giustamente ci aveva detto che malafede non era, era incapacità, però è chiaro che dovete intervenire in qualche modo per suffragare l'opinione del presidente Solinas, altrimenti i dubbi diventano certezze circa la malafede, e noi non vorremmo che questo fosse. Quindi o intervenite con un emendamento orale, fate voi, oppure cassate completamente, come ha proposto la mia collega Orrù, questo comma, perché altrimenti siete in un cul de sac, e non so in che maniera potete uscirne. Vedo che dai movimenti quasi tellurici che stanno svolgendo in Giunta qualcosa forse si sta muovendo, perché mi sembra che non potete negare che qua qualcosa di strano c'è. Per cui trovate la soluzione per intervenire, perché penso che sia uno dei tanti "sconsigli" che fanno bene al vostro futuro legislativo in questa legislatura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (Progressisti). Stavo per dire che non c'è il collega Peru, invece ho visto che c'è, e quindi mi rivolgo soprattutto a lui. Ciò di cui stiamo parlando è il comma 9 bis, questo emendamento ne prevede la soppressione. L'articolo 9 bis è quello di cui si è parlato ieri, quello che reintroduce i bonus volumetrici nei 300 metri per le residenze in una determinata percentuale, e oltre i 300 metri in una determinata altra percentuale. Rispetto alla parte cassata dall'emendamento numero 750 che parlava nella sua versione originaria della possibilità di godere dei premi volumetrici nei 300 metri, questa è iscritta sicuramente peggio, era scritta meglio quella. Quindi a noi è sembrato che questa previsione del 9 bis in qualche modo, che è composta di due righe fino al punto e di tre righe dopo il punto, non sia sufficiente a chiarire che cosa si sta facendo. Noi abbiamo inteso dalle parole dell'Assessore che riportava quelle del Presidente, che la filosofia della legge non andava a colpire le residenze in zona F, né nei 300 metri né oltre, invece ci sembra che questo comma 9 bis le ripristini. È legittimo tutto, lo sto solo dicendo per chiarezza, si tratta di capire che cosa si vuol fare. A noi è rimasto il dubbio che si tratti di una previsione non voluta e che quindi questa roba sia rimasta qua. Io penso di poterlo dire anche a nome dei colleghi, cioè se ci fosse necessità o di qualche minuto per prevederne una eventuale modifica, o di un emendamento orale che lo modifichi penso di poter dire anche a nome dei colleghi che noi siamo disponibili a darvi questa possibilità, perché così come è scritto mi verrebbe quasi da dire, paradossalmente, che era meglio come era scritto prima. Perché questo 9 bis incarta la situazione, cioè ripristina nelle prime due righe i bonus volumetrici nei 300 metri di residenza in zona F, nel negli ultimi tre righi lo ripristina nelle zone F residenziale oltre i 300 metri. Quindi la filosofia tornerebbe quella originaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Io condivido quanto detto dai colleghi e mi associo all'appello del collega Piscedda, scopritore dell'inghippo, perché già in tempi non sospetti ha avanzato dubbi sull'ultima stesura. Non credo che basti la votazione per parti, anche perché nella votazione per parti non potrebbe che saltare l'esplicitazione degli interventi consentiti. Qua si parla di incrementi volumetrici in una zona che viene toccata solo da questo articolo, perché il resto della norma non cita le zone F, se realmente si volesse eliminare quella parte, o addirittura le prime due righe, apparirebbero totalmente campate per aria le altre tre. Cioè gli incrementi volumetrici per le strutture residenziali ricadenti in quale zona? Nelle altre zone normate. In questi casi la cosa migliore, se vuole intervenire anche su questo emendamento può essere utile Assessore, le spiego anche perché, perché con il taglia e cuci, quest'Aula tra l'altro è stata anche protagonista a inizio legislatura di un taglia e cuci, perché vi ricorderete quel referendum che questo Consiglio regionale chiese insieme ad altri nove o dieci Consigli regionali in Italia, era una richiesta di referendum che fu rigettata non perché la Corte Costituzionale è brutta, sporca e cattiva, ma perché fare le leggi, o addirittura in quel caso le leggi elettorali, con il taglia e cuci o con il collage è un'operazione impossibile. Parliamo di una materia raffinata e complicata che appare già difficile quando si ha una scrittura organica, quando come in questi casi si è costretti a una scrittura che deve per forza tagliare o incollare, perché non può fare altro in questa fase, si trova a complicare ulteriormente le cose a chi dovrà occuparsene. Per cui in questo caso, più che escludere le due righe, io consiglio di riformulare l'intero testo, magari prendendosi anche il tempo necessario per farlo. Perché già il rischio è quello paventato dall'onorevole Zedda e agli altri colleghi, quindi quello di un degrado delle zone F, poi io condivido il fatto che la Sardegna non sia tutta uguale, una cosa sono le zone F del Comune di Arzachena un'altra magari su quelle del Comune di Quartu Sant'Elena per citarne uno vicino al capoluogo, le conosciamo e sappiamo che sono diverse, però in questo caso la legge deve essere valida per tutta la Sardegna.

Abbiamo pensato a quelle che possono essere le ripercussioni così? Senza contare il fatto che noi stiamo ancora ragionando di un testo che presenta le firme della Giunta, che oggi permetterebbe anche incrementi nella fascia dei 300 metri. Quello era una promessa e stava rientrando dalla finestra, il fatto che fosse escluso…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, ma insomma questo comma contraddice le dichiarazioni che ha fatto il presidente Solinas in maniera clamorosa, lui ha dichiarato al La Nuova Sardegna, in un'intervista pubblica evidentemente, che non sarebbero stati fatti interventi sulle zone F entro i 300 e oltre 300 metri, né dal punto di vista residenziale né dal punto di vista ricettivo. Se lo rilegga Assessore, io l'ho letta molto bene quell'intervista. E allora qua bisogna chiarire che cosa volete fare perché così come è scritto voi consentite gli interventi nella zona F entro i 300 metri per tutto quello che è presente nel presente articolo, e invece fate una specifica successiva agli incrementi volumetrici per le strutture residenziali cadenti oltre i 300 metri dalla linea di battigia marittima non potranno superare il 35 per cento. Questo è quello che dice l'articolo. L'articolo consente di fatto gli interventi che sono previsti in tutto l'articolo nella fascia all'interno dei 300 metri e pone una limitazione soltanto per quanto riguarda la fascia oltre i 300 metri. È evidente che serve un chiarimento, poi se voi volete sostenere questo va bene, ditelo, abbiate il coraggio di dirlo, non mascheratevi dietro un emendamento pasticciato. Quindi siamo qui per sentire dalla sua voce qual è l'intenzione di questa Giunta, di questa maggioranza. Volete consentire l'edificazione anche all'interno dei 300 metri, come c'è scritto qui? No? Allora diteci quali sono gli strumenti per correggere questa schifezza che è scritta invece nel testo che avete presentato come Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Presidente, solo per aggiungere un'altra un altro elemento che non è stato toccato dai colleghi che hanno già esplicitato tutte le loro riserve rispetto a questo articolo che va indubbiamente a intervenire sul carico antropico e urbanistico dei Comuni, ma soprattutto questo è pensato per i Comuni ovviamente costieri. Ma l'ulteriore incremento è anche quello relativo all'efficientamento energetico, quindi a questa percentuale va anche computato un ulteriore incremento per l'efficientamento energetico del 10 per cento. Quindi complessivamente possono usufruire di questo incremento previsto nell'articolo del 35 per cento, più del 10 dell'efficientamento energetico. Quindi è veramente una cosa da respingere e invito l'Assessore a fare un'ulteriore valutazione su questa cosa, perché andremo veramente a contraddire innanzitutto le dichiarazioni del Presidente, Assessore. Allora o veramente lei vuole mettere in discussione il suo ruolo, perché magari ritiene insomma di non poter portare avanti questo peso delle responsabilità, e vuole evidentemente suscitare nel Presidente effetti contrari alla sua eventualmente continuità nell'incarico, o non me lo spiego veramente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, in punta di diritto italiano e non spagnolo i colleghi Ganau e Piscedda hanno detto bene quello che la Giunta e l'Assessore Sanna intende fare anche nella fascia dei 300 metri dal mare. Il fatto che proviate a riportare dalla finestra ciò che il vostro Presidente della Giunta regionale vi ha costretto a far uscire dalla porta lascia alquanto a desiderare. Io non so come proverete a correggere il tiro, anche perché non so come l'abbia presa il presidente Solinas a fronte di un emendamento che dice l'opposto di quello che lui ha annunciato sulla stampa a firma dell'Assessore Sanna. Non è presente in Aula il collega Mula che ieri ha annunciato un emendamento orale soppressivo, oppure una votazione per parti dello stesso articolo, non so neanche quanto possa bastare per provare a sanare la situazione che state andando a creare, resta però il fatto che due sono le cose, e le continuo a ripetere, o l'Assessore non legge ciò che firma, e questo mi preoccupa, perché un Assessore regionale che ha già visto tutte le sue leggi impugnate dal Governo potrebbe leggere meglio ciò che firma, oppure l'assessore regionale Quirico Sanna voleva andare in questa direzione. Perché è vecchia quanto la storia la favoletta che la colpa è degli uffici, la colpa è di qualche funzionario, la colpa è di chi firma, la colpa è di chi presenta l'emendamento, non di chi lo scrive. E se c'è bisogno anche di qualcuno che lo scrive, badate, siamo davvero legislatori di basso rango. Per questo, Assessore, c'è bisogno di un chiarimento, c'è bisogno di un chiarimento non come quello che ha fatto prima, perché la legge che ha citato non era completamente applicabile al caso ed è stato anche in quel momento l'onorevole Piscedda a smentirlo, andremo a vederlo successivamente, e mi auguro così come hanno già detto altri colleghi che andrete a correggere anche il tema dei crediti commerciabili. E se dovessimo applicare tutto emendamento numero 750, quello che lei ha detto nel suo video…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Presidente, ma per rinnovare all'Assessore la richiesta di un intervento in merito a questo comma e in merito a questo articolo, perché credo che sia l'articolo 2 purtroppo uno degli articoli principali di questo disegno di legge e ha bisogno insomma di chiarimenti. Noi lo abbiamo già detto e ripetuto più volte, quello della dei 300 metri, ma il fatto soprattutto di concedere volumetrie a zone residenziali e turistiche andrà a danneggiare fortemente il comparto alberghiero. Lo abbiamo detto, continuiamo a ripetere che questa non è la direzione giusta per far sì che nelle zone residenziali si possa continuare ad ampliare. Quindi io politicamente chiedo una risposta e una visione da parte dell'Assessore, perché sarebbe realmente importante ai fini della prosecuzione di questa seduta. Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione, nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 831.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 949 e 830, uguali.

Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente. Per rimanere in tema volevo sottolineare una questione che non abbiamo analizzato adesso, perché oltre quanto espresso voi sottolineate, alla fine, l'ultimo pezzo del 9 bis: "compresi quelli già realizzati in ottemperanza dell'articolo 5 della legge regionale 4 del 2009 e successive modifiche ed integrazioni". L'articolo 5 della legge regionale numero 4 se andiamo a vederlo, composto da diversi commi, parla proprio del rinnovo del patrimonio edilizio ad uso residenziale e di quello destinato a servizi connessi alla residenza, turistico-ricettivo e produttivo esistente mediante interventi di demolizione e ricostruzione senza l'obbligo del rispetto dell'aspetto della forma e dell'orientamento dell'edificio originario all'interno del lotto delle costruzioni ultimate entro il 31 dicembre del 1989, che necessitano di essere adeguate in relazione ai requisiti qualitativi, architettonici, energetici, eccetera. Poi il comma 3 dice questo: "Nel caso di immobili insistenti nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia, ridotta a 150 metri nelle isole minori, ed in aree di particolare valore paesaggistico o in prossimità di emergenze ambientali, architettoniche, eccetera, al fine di conseguire la riqualificazione del contesto, è consentita, previa approvazione del Consiglio comunale e stipula di apposita convenzione, l'integrale demolizione degli stessi ed il trasferimento della volumetria preesistente in altra area situata oltre la fascia dei 300 metri dalla linea di battigia, ridotta a 150 nelle isole minori" e continua in questo senso. Se leggiamo nel complesso il 9 bis, io condivido pienamente quanto espresso in precedenza dai colleghi e l'onorevole Ganau l'ha espresso bene, avete mascherato una volontà perché probabilmente non avevate un accordo comune, avete cercato di rimescolare le carte per nascondere un po' alcune questioni che riguardano proprio la possibilità di ampliamenti nelle fasce dei 300 metri. Io rinnovo l'invito…

PRESIDENTE. Onorevole Orrù, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. Io volevo aggiungermi all'appello dell'onorevole Ganau che ha chiesto all'assessore Sanna di battere un colpo, cioè di dirci finalmente qual è la sua opinione su questo emendamento. Non è neanche una richiesta scandalosa perché lei continua ad annuire però, a meno che non si stia muovendo qualcosa a livello di funzionari per modificare questo testo, nulla è stato fatto da ieri a oggi e ora sta continuando ad annuire, e quindi io vorrei che questo suo annuire si traducesse innanzitutto in una dichiarazione all'Aula, perché penso che sia una cosa normale da fare, e successivamente in un concretizzarsi di queste sue parole perché altrimenti qua salta tutto. Tutto quello che si è detto in questi mesi sui giornali e nelle televisioni salta e torniamo alla prima idea che avevate…

(Interruzione dell'assessore Quirico Sanna)

LI GIOI ROBERTO (M5S). Quindi mi sta dicendo sì? Benissimo assessore Sanna, però lo dovete mettere per iscritto, non basta dirlo. Mi sta dicendo che state preparando un emendamento orale su questo o comunque una modifica del testo così come è stato redatto? Benissimo, noi chiaramente vorremmo vederlo

PRESIDENTE. È stato già depositato.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Perfetto. Grazie. Sarò ben lieto di leggerlo.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Una cortesia sull'ordine dei lavori. Siccome non si sente molto in quest'Aula, non si capisce attraverso la mimica facciale dietro le mascherine, specie dell'Assessore, ci può dire se questo chiarimento arriverà o no? Perché io non l'ho capito.

PRESIDENTE. Assolutamente si. È stato depositato un emendamento per rendere intellegibile il comma che altrimenti non avrebbe avuto senso.

LOI DIEGO (Progressisti). Ok, che vedremo quando? Perché altrimenti noi continuiamo a parlare rispetto a una cosa che è già risolta.

PRESIDENTE. L'ho fatto preparare, ve lo stanno distribuendo perché così com'è il testo del comma non significa niente in italiano, dal punto di vista lessicale prima di tutto.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Sì, sull'ordine dei lavori, per capire quando è stato presentato l'emendamento e soprattutto dov'è questo emendamento, perché se è stato presentato…

PRESIDENTE. Lo stanno distribuendo.

LAI EUGENIO (LEU). Quindi sarà un emendamento orale?

PRESIDENTE. No.

LAI EUGENIO (LEU). È stato presentato un'ora prima dell'inizio della discussione?

PRESIDENTE. Allora è un emendamento ai sensi dell'articolo 84, comma 11, che consente al Presidente di ammettere emendamenti per una migliore comprensione del comma. Siccome il comma così come è scritto non significa niente in italiano, va scritto meglio.

(Interruzione)

Perché obiettivamente il testo leggendolo era inapplicabile.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017 (108/A)

PRESIDENTE. Siamo in votazione degli emendamenti numero 949 e 830, uguali. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, sono intervenuto diverse volte ma non su questo. Anch'io esprimo la mia preoccupazione circa l'aspetto della fascia oltre i 300 metri perché ribadisco, al netto delle questioni che sono già state evidenziate dagli onorevoli Ganau, Orrù e da altre colleghe e colleghi che sono intervenuti, c'è un serissimo problema per quanto riguarda il danno arrecato alle strutture alberghiere rispetto a un aumento volumetrico oltre la fascia dei 300 metri che riguarda tutto l'esistente che in particolar modo è composto, purtroppo, da seconde case. Guardate, è sufficiente verificare l'andamento degli alberghi ubicati all'interno di alcune lottizzazioni o condomini nell'ambito della costa e verificare come quegli alberghi subiscono sistematicamente una flessione di presenze, se non una difficoltà a stare sul mercato, perché circondati da tante seconde case che vengono poi affittate e che determinano un impoverimento del tessuto economico produttivo legato al turismo. Mentre gli alberghi sviluppano occupazione, le seconde case non determinano occupazione se non un beneficio economico per quanto riguarda i proprietari. Già oggi i dati di presenze turistiche e di arrivi nell'isola, se prendiamo il dato storico e prendiamo poi il dato di occupazione, almeno nei mesi estivi, degli alberghi è impressionante il numero degli arrivi rispetto all'occupazione degli alberghi, che già sta a significare che abbiamo un problema serissimo di turisti che, invece di determinare un beneficio economico, arrivano in molti casi addirittura con le auto piene di generi alimentari acquistati nella penisola in funzione dell'utilizzo di una seconda casa che è dotata anche di cucina, e quindi determinando una ricaduta economica sul territorio inesistente o comunque molto, molto più bassa rispetto a quella determinata dagli alberghi. Quindi su questo andrebbe preso il dato. Io immagino che questo articolo sia stato visto con l'Assessorato al turismo e l'Assessorato al turismo vi abbia dato il via libera su questo perché è a beneficio dei flussi turistici. Se aveste chiesto i dati all'Assessorato al Turismo vi avrebbe detto che questa cosa avrebbe arrecato un danno e arrecherà un danno al settore turistico per le motivazioni che ho detto poc'anzi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 949 e 830, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 832.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, io la ringrazio sull'ordine dei lavori. Seguo il suo ragionamento circa la correzione di un testo. Io vorrei capire se la dicitura "negli ambiti extraurbani, così come individuati dalla strumentazione urbanistica". Io "strumentazione urbanistica" non l'avevo mai sentito nella mia vita. Già è un concerto di corbellerie legislative, ma strumentazione urbanistica cos'è?

Presidente, mentre lei discute con il dottor Cocco e con gli Uffici io proseguo nel mio ragionamento circa l'ordine dei lavori. Il chiarimento nella sostanza doveva essere di tutela della fascia di 300 metri, cioè il chiarimento è diventato una conferma dell'utilizzo ai fini residenziali con incrementi volumetrici nelle seconde case nella fascia oltre i 300 metri. Cioè il chiarimento che veniva chiesto all'Assessore non era in termini lessicali, cioè correggiamo una parola eccetera; era se, rispetto agli annunci del voler tutelare la fascia costiera, che non è solo quella di 300 metri, si andava nella direzione di essere conseguenti rispetto alle affermazioni, e quindi un emendamento che correggeva, metteva dei paletti, dei correttivi, eccetera, così ci era sembrato di capire, oppure no. In questo caso né più né meno l'impianto normativo dell'utilizzo degli incrementi per tutto ciò che esiste, comprese le seconde case, oltre i 300 metri è confermato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Intervengo sull'emendamento, ma citerò anche l'emendamento che lei ha ammesso secondo il Regolamento, perché continua a confermare ciò che abbiamo detto per tutta la sera, cioè o c'è un problema di scrittura corretta in italiano oppure c'è l'intenzione di intervenire dentro la fascia dei 300 metri, perché, Assessore, qui non è chiaro per niente che è vietato nei 300 metri l'incremento volumetrico, non è scritto da nessuna parte, e se voi citate solo ed esclusivamente che si può fare oltre 300 metri, dentro i 300 metri…

PRESIDENTE. Onorevole Lai, io penso che sia opportuno fare una sospensione. Sospendiamo per cinque minuti, ci troviamo e vediamo di trovare una composizione lessicale, grammaticale…

LAI EUGENIO (LEU). Io il consiglio che do non è un'ora prima o un'ora dopo. Il fatto è scrivere in italiano corretto, secondo il diritto italiano. Conviene a tutti.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per una Conferenza dei Capigruppo nella saletta qua affianco. Grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 02, viene ripresa alle ore 19 e 08.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, prego i consiglieri di prendere posto.

Siamo in fase di votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Io ho necessità di capire qual è l'ordine dei lavori rispetto a questo emendamento che verrà presentato corretto da lei. Lo voteremo prima oppure dopo tutto questo mazzo di emendamenti che ancora sono rimasti qui?

PRESIDENTE. Ora dobbiamo procedere alla votazione per forza dell'emendamento numero 832, dopodiché verrà distribuito l'emendamento che si è concordato e quello dipenderà poi dalla disponibilità dei colleghi a ritirare gli emendamenti.

MURA FRANCESCO (FdI). Allora io farei la proposta di attendere la stesura di questo emendamento corretto così come dalla Capigruppo che si è appena conclusa, così per vedere anche di trovare una via d'uscita a questa impasse.

PRESIDENTE. Sì, nel senso che l'emendamento fa chiarezza rispetto alla inedificabilità nella fascia dei 300 metri a cui gli emendamenti agli emendamenti tendono, quindi si va verso un obiettivo che mi pare essere comune. Intanto io devo per forza mettere in votazione l'emendamento numero 832.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 832.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Io darei lettura, anche per consentire magari una prosecuzione nel senso illustrato dall'onorevole Mura, dell'emendamento che abbiamo predisposto di modo da non appesantire i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Soltanto per chiedere chi è il presentatore dell'emendamento.

PRESIDENTE. La Giunta. Io darei lettura dell'emendamento: "Negli ambiti extraurbani così come individuati dagli strumenti urbanistici vigenti, classificati quali zone urbanistiche omogenee F, gli incrementi volumetrici per le strutture residenziali possono essere realizzati esclusivamente oltre 300 metri dalla linea di battigia marina e non possono superare il 35 per cento del volume urbanistico legittimamente esistente, compresi quelli già realizzati in ottemperanza all'articolo 5 della legge regionale numero 4 del 2009 e successive modifiche e integrazioni".

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). In attesa che arrivi il testo, ma ho seguito la lettura che lei ha fatto, mi pare però di dover dire ulteriormente, l'elemento che avevamo posto come questione che poteva dipanare la matassa. E' stato affermato che c'era la volontà della Giunta e anche il Presidente in questa direzione si era spinto ad affermare la volontà di tutelare le coste, e l'Assessore in modo similare aveva detto che le coste sono tutelate, quindi pensavamo che nell'ambito della fascia oltre i 300 metri gli incrementi volumetrici potessero essere fatti solo da coloro che avevano attività alberghiere o altri tipi di attività comunque strettamente connesse al lavoro e invece pare che la conferma dell'emendamento anche della Giunta, cioè la seconda stesura per quanto siano state fatte delle correzioni, ma solo limitatamente a termini e quindi un elemento che ha determinato una chiarezza solo terminologica, riguardi sempre lo stesso argomento cioè gli incrementi volumetrici per tutto ciò che c'è nella fascia dei 300 metri. Quindi, siccome purtroppo sono pochi gli alberghi e molte di più le seconde case, l'incremento andrà a beneficio delle seconde case, non degli alberghi, tenendo conto che molte strutture alberghiere, anche volendo beneficiare paradossalmente di questo emendamento, non hanno neanche gli spazi fisici per aumentare così tanto, a differenza invece delle seconde case che con pertinenze legate a giardini perimetrali, sia questi davanti o in molti casi sia sulla parte del prospetto principale che nella parte retrostante del prospetto secondario, anche se case, come dire a schiera, o addirittura nelle case che hanno un giardino che circonda per 180 o 360 gradi l'intero immobile, saranno quelli che beneficeranno realmente di questi interventi. Voi dovrete correre ai ripari, lo dico per voi, tra qualche settimana appena si vedrà il testo, le associazioni di categoria, Confindustria Federalberghi, vi porranno una tale questione per cui sarete tra l'incudine e il martello di dover ritornare in Aula e impedire una speculazione impressionante nell'ambito delle seconde case, e loro a quel punto diventeranno di dimensioni molto, ma molto più grandi degli alberghi, saranno tutte stanze veramente delle dimensioni che voi dicevate, saranno tutte stanze da 50 metri quadri come chiedevano gli alberghi e non potranno fare. Basti pensare, guardi Presidente, anche nelle località che cito sempre dalle quali lei proviene, lei immagini le lottizzazioni, gli alberghi presenti, paradossalmente la maggior parte degli alberghi da voi è concentrato addirittura nell'abitato di Alghero…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Presidente, io do ragione all'onorevole Zedda. Credo che il centrodestra debba farla una valutazione sull'industria turistica, perché sono imprenditori che se hanno anche la concorrenza sleale delle seconde case, in questo momento hanno delle difficoltà grandissime, aiuti noi ne abbiamo dato solo agli alberghi più grandi, mi pare che siano cinque, ci sono tante strutture, magari a conduzione familiare, che in questo momento hanno una crisi grossa, bisogna fare una piccola riflessione, abbiamo fatto delle correzioni, io vi consiglio di tentare una correzione anche su questo. Fate una breve, però intensa, riflessione su questo argomento, perché qui c'è un contenuto economico immediato, una conseguenza economica immediata.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per cinque minuti per una Conferenza dei Capigruppo di maggioranza.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 21, viene ripresa alle ore 19 e 30.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, prego i consiglieri di riprendere posto.

Avete tutti l'emendamento, io ringrazio i colleghi dell'opposizione che hanno fatto una segnalazione che prima facie poteva essere obiettivamente condivisibile, tuttavia gli incrementi volumetrici o comunque le norme che si applicano alle strutture ricettive sono all'articolo 3. Ora stiamo parlando solo degli immobili a destinazione residenziale, naturalmente se non ci fosse stata una norma che trattasse le strutture residenziali, certamente bisognava modificarla perché le zone F sono naturalmente destinate per le strutture ricettive. Quindi il comma è corretto in questo modo perché poi per le strutture ricettive lo vediamo all'articolo 3.

L'emendamento che vi hanno distribuito e che parla di incrementi volumetrici per le strutture residenziali in zona F è corretto, perché giustamente la vostra segnalazione che tendeva a dire: "state escludendo le strutture ricettive", di fatto viene previsto all'articolo 3, è l'articolo 3 che norma le strutture ricettive.

(Intervento a microfono spento del consigliere Roberto Li Gioi)

PRESIDENTE. E' quella che avete voi, la rileggo. Non è la penultima, è stata distribuita l'ultima, quella senza firma, adesso lo rileggo, quello che ha in mano il suo collega Ciusa e Solinas. "Negli ambiti extra urbani, così come individuati dagli strumenti urbanistici vigenti classificati quali zone urbanistiche omogenee F, gli incrementi volumetrici per le strutture residenziali possono essere realizzati esclusivamente oltre i 300 metri dalla linea di battigia marina e non possono superare il 35 per cento del volume urbanistico legittimamente esistente, compresi quelli già realizzati in ottemperanza all'articolo 5 della legge regionale numero 4 del 2009 e successive modifiche ed integrazioni". Questo è l'emendamento.

Passiamo all'emendamento numero 953.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Ora noi abbiamo una traduzione che non fa a botte con l'italiano e la logica, di quelle che sono le intenzioni della Giunta.

Forse siamo usciti da un'ambiguità, una ambiguità che era in piedi però, perché il linguaggio verbale e non verbale di alcuni colleghi, testimoniano il fatto che quell'ambiguità fosse in piedi sino a cinque minuti fa; ambiguità che a voler leggere bene quest'articolo continua a rimanere, ovviamente non riguardo la fascia dei 300 metri però riguardo, per esempio, quelle strutture residenziali che ricadono in parte nella fascia di 300 metri e in parte al di fuori: in questo caso, per esempio, sarebbe possibile utilizzare il premio nella parte…

(Interruzioni)

"Gli incrementi volumetrici per le strutture residenziali possono essere realizzati esclusivamente oltre i 300 metri", li puoi fare nella parte esterna. L'articolo però, questa parte, rimane quella più problematica perchè anche la fascia oltre i 300 metri è una fascia di tutela. In questo caso tra l'altro spicca un'assenza, manca il limite di metri cubi, c'è per la zona B, c'è per la zona A, c'è per tutte le altre zone, nella zona F non c'è limite di metri cubi: 35 per cento di qualunque cosa. Avete in mente un paio di villoni accanto a cui costruire altri villoni, perché altrimenti il limite di metri cubi è qualcosa di logico… tra l'altro non è che c'è per un vezzo, c'è perché ci deve essere il limite di metri cubi. Il 35 per cento di un castello, significa un terzo di un castello, siccome in Sardegna qualche castello c'è - i proprietari non sono tanti ma non sono nemmeno pochi, e sono anche ben individuati - io credo che un tetto in questo caso sia coerente col resto della norma… si tolga il tetto di metri cubi anche a tutto il resto. In questo caso spicca il fatto che ci sia per tutto il resto e non c'è per questa norma, perché evidentemente è una norma costruita per favorire Tizio, Caio e Sempronio. Aggiungo, invece di creare qualcosa che questo Consiglio non in grado di capire, inseriamo i singoli casi, inserite i nomi dei tizi, dei cai e dei semproni che potrebbero beneficiarne…

PRESIDENTE. Onorevole Agus, guardi, la modifica e l'adeguamento dell'emendamento certifica la circostanza che non solo la maggioranza ma la Giunta è aperta al dialogo e sui suggerimenti dell'opposizione. Io adesso non so a quali casi lei si riferisca, io non li conosco, lei ha detto ben specifici, io sinceramente non li conosco però sinceramente l'obiettivo che il Consiglio unanimemente aveva era quello di preservare la fascia costiera dei 300 metri e consentire gli incrementi solo oltre questa fascia, lei adesso aggiunge un ulteriore elemento…

(Interruzione del consigliere Francesco Agus)

PRESIDENTE. Sì, ma è stato chiarissimo. Prego, onorevole Agus.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Noi siamo entrati in Aula sapendo che quel problema non esisteva più, oggi quel problema è diventato attuale, questo emendamento della Giunta lo supera, rimangono in piedi tutti gli altri problemi: ho iniziato a dirne qualcuno, i colleghi avevano già iniziato prima, ce ne sono anche altri, ne parleremo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (Fratelli d'Italia). Sull'ordine dei lavori, per capire. In sostanza con questa modifica all'emendamento abbiamo cercato di far venir meno tutti i dubbi che c'erano sull'edificato dei 300 metri, ovviamente non ci riconosciamo nella descrizione dell'onorevole Agus quando dice che vogliamo favorire Tizio, Caio e Sempronio. Noi abbiamo cercato di fare una legge che fosse quanto più generica possibile, però con questa modifica si sono o no tolti quei dubbi che si erano creati nella fase che ha preceduto questa piccola, breve discussione?

Si sono tolti, pertanto l'invito che vi facciamo è quello di valutare di cercare di andare avanti in maniera un pochino più spedita, rispetto almeno a questo articolo 4. Questa è la valutazione che vi chiediamo di fare, nient'altro, poi non pretendiamo di trovare convergenza sui temi di questa legge, che è ormai da giorni e da settimane che discutiamo e sappiamo benissimo che la pensate in maniera diametralmente opposta alla nostra, questo è solo per il bene dei lavori di quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Il problema è che stiamo continuando a porvi problemi, perché se non c'è una limitazione volumetrica vuol dire che se io ho mille metri cubi posso edificare fino a mille metri cubi, e anche oltre se questo non lo specifichiamo. Quindi stiamo ponendo ulteriori problemi che sono all'interno di questo testo, quindi stiamo dicendo che sarebbe opportuno individuare un tetto massimo di volumetria consentito nelle zone F. Questo stiamo dicendo.

PRESIDENTE. Possiamo trovare una soluzione.

(Interruzioni)

Scusate, c'è l'Assessore. Io mi riferisco all'Assessore… l'Assessore ovviamente…

La seduta è sospesa per un minuto

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 42, viene ripresa alle ore 19 e 46.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula. La proposta di emendamento per rendere più coerente la stessa disposizione normativa con il resto del testo potrebbe essere così: "Gli incrementi volumetrici per le strutture residenziali possono essere realizzati esclusivamente oltre i 300 metri dalla linea di battigia marina e non possono superare il 35 per cento del volume urbanistico legittimamente esistente, sino a un massimo di 150 metri cubi".

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusate, il testo prevedeva il limite a 150 metri cubi, io do la parola all'Assessore. Signor Assessore, per cortesia facciamo chiarezza!

SANNA QUIRICO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze e urbanistica. La Giunta insiste per inserire i 150 metri cubi come limite.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (Fratelli d'Italia). Grazie Presidente, però c'è da chiarire una questione, questa qui non è una interpretazione di una questione che non si era capita bene, questo qui è un nuovo inserimento di un limite al tetto volumetrico per il quale io personalmente non sono d'accordo. Questo è bene che rimanga agli atti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Talanas. Ne ha facoltà.

TALANAS GIUSEPPE (FI), relatore di maggioranza. Chiedo una sospensione per una riunione di maggioranza.

(Proteste dai banchi della minoranza)

PRESIDENTE. Onorevole Lai, stiamo cercando di trovare una composizione, non stiamo perdendo tempo.

La seduta è sospesa per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 49, viene ripresa alle ore19 e 54)

(RC/41-42-43-44) PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, volevamo sapere se deve dare lettura del testo correzioni delle correzioni all'emendamento. Nell'ambito delle correzioni le vorrei segnalare quest'altro aspetto, laddove la frase recita "oltre i 300 metri dalla linea di battigia marina…", ora nell'ambito del Dizionario, sopratutto la Treccani, la battigia non è lunare, eccetera, è solo Marina. Cioè nel senso che la definizione di battigia è "laddove l'onda batte sulla spiaggia".

L'altro elemento che esiste, perché altrimenti qualcuno può dire non è vero c'è un'altra definizione, esiste un'altra definizione ormai non usata, cioè battigia intendendo le convulsioni dei bambini, che battevano…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, la ringrazio della segnalazione opportuna.

Allora, leggo l'emendamento all'emendamento: "Negli ambiti extraurbani, così come individuati dagli strumenti urbanistici vigenti, classificati quali zone urbanistiche omogenee F, gli incrementi volumetrici per le strutture residenziali possono essere realizzati esclusivamente oltre i 300 metri dalla linea di battigia marina e non possono superare il 35 per cento del volume urbanistico legittimamente esistente, e comunque sino a un massimo di 150 metri cubi, compresi quelli già realizzati in ottemperanza all'articolo 5 della legge regionale 4 del 2009 e successive modifiche ed integrazioni.". Questo è l'emendamento che fa decadere tutti gli altri emendamenti all'emendamento, si approva questo, e si passa all'emendamento numero 750.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione, nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento testé letto.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 750.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, intanto per specificare un passaggio dell'ultimo mio intervento, che non vorrei fosse frainteso. Quando ho detto che c'erano nomi, cognomi e indirizzi l'ho detto per un motivo evidente. Senza un limite i maggiori beneficiari di quell'incremento volumetrico sarebbero stati quelli con case molto ampie in zona F. E' chiaro che un aumento di 150 metri cubi è già un aumento considerevole, vuol dire due stanze ampie, in un posto che di solito è una seconda casa, perché nelle zone F la stragrande maggioranza delle abitazioni sono case per vacanza. Capisco che fa piacere il fatto che quegli interventi abbiano creato una riflessione autentica nella maggioranza e siano stati accolti. Dopodiché in questo articolo, e in particolare sull'ultima parte, faccio mie le considerazioni del collega Deriu. Attorno a queste modifiche urbanistiche non c'è stata una riflessione su quello che vogliamo per il settore turistico. Tutto il resto del pianeta in queste ore purtroppo a causa della crisi sta ripensando i prossimi anni, sta cercando di capire come adattare l'offerta turistica al mondo che verrà dopo la pandemia, noi siamo gli unici a ragionare di piccolissimo cabotaggio, addirittura cercando di incrementare, perché questo è quello che sta avvenendo, la concorrenza extra alberghiera.

Presidente, io la invito, son convinto che lo abbia già fatto, perché lei come tutti i colleghi non cagliaritani dovendo dormire in città nei giorni del Consiglio spesso alloggiano in alberghi e spesso alloggiano nell'extra alberghiero, la qualità dell'extra alberghiero cagliaritana ad esempio è in salita ed è di estrema qualità, a differenza di quella alberghiera che invece risulta essere molto più statica, eccezion fatta per qualche nuovo complesso, soprattutto nel centro gli alberghi sono pochi e invece stanno nascendo strutture extralberghiere di grande pregio. Nelle coste è molto più forte questa spinta, attenzione perché o la politica regola questo passaggio, e non lo sta facendo con questa legge, anzi sta lasciando le porte blande, oppure è chiaro che l'anno prossimo il settore alberghiero verrà a chiederci altro, e non saranno cubature doveva mettere turisti che non verranno, saranno un'altra volta aiuti economici. Per cui appunto il voto sarà fortemente contrario a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN VALERIO (Progressisti). Presidente, perché stiamo votando l'emendamento numero 750. No, perché probabilmente è passato quasi inosservato perché bisognerebbe girare la pagina, ma c'è il 9 ter che tratta di aree aeree non pianificate, cosiddette zone bianche. Io non so se qualcuno di voi sa a cosa si riferisce questo articolo, ma le zone bianche non pianificate sono tutte quelle aree che sono previste negli strumenti urbanistici dai Comuni per espropri, cioè stiamo parlando di strade, che dopo cinque anni se non sono acquisite al patrimonio dell'ente, quindi ai Comuni, diventano zone E, possono essere edificate con la percentuale del 30 per cento. Quindi se questa cosa è nelle intenzioni di questa maggioranza e quindi continuare ad appesantire aree che non sono urbanizzate, perché stiamo parlando di strade che non sono state acquisite al patrimonio dell'ente. E' così, le zone bianche sono queste. Agro… quindi… certo. Dove non è previsto voi volete edificare anche dove gli strumenti urbanistici prevedeno la possibilità di esproprio di strade… le zone bianche sono queste!

Il mio voto è naturalmente contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Li Gioi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, mi fa piacere tra virgolette che la pantomima che è andata avanti per due giorni si sia conclusa.

PRESIDENTE. No, scusi, onorevole Li Gioi, non c'è nessuna pantomima, il Consiglio regionale ha lavorato, io penso si è trovato d'accordo su una ipotesi che è assolutamente positiva. venderla Quindi non offenda l'attività del Consiglio. Grazie.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Ha perfettamente ragione. Ho sbagliato termine.

Mi fa piacere che quanto auspicavamo in questi due giorni si sia concluso in una maniera perlomeno accettabile, tra virgolette, e comunque anche per questo confermiamo il nostro voto negativo all'emendamento numero 750.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, trattandosi di un emendamento che di fatto sostituisce completamente l'articolo 2 merita un approfondimento e una prosecuzione della del ragionamento fatto dalle colleghe e dai colleghi. Questo aspetto arrecherà oggettivamente un danno. Anche con la limitazione il tema vero è che la Sardegna non è tutta uguale. Siccome stiamo parlando di urbanistica, perché viene valutato caso per caso con gli strumenti urbanistici la possibilità di fare e dei Comuni di poter lavorare nella direzione di pianificare dal punto di vista urbanistico l'utilizzo del territorio? Perché la Sardegna non è tutta uguale. Ad esempio fossi stato in voi avrei posto alla base del ragionamento sulla legge urbanistica e su questi incrementi l'elemento di conoscenza della situazione. E faccio l'esempio del Sulcis-Iglesiente che ha una bassissima dotazione di seconde case e una bassa dotazione di alberghi, ha un alta però presenza di immobili anche nella fascia oltre i 300 metri di cubature esistenti ma da riqualificare, che probabilmente nell'ambito di una possibilità di trasformazione di queste in alberghi c'è una seria difficoltà per la conformazione dei luoghi e perché sono soprattutto insediamenti di immobili legati all'attività mineraria, ma è anche vero che forse con qualche accorgimento valutato bene caso per caso, o la situazione dei comparti edilizi poteva essere uno stimolo, mentre in altre realtà dove la presenza di seconde case e di alberghi, o comunque di seconde case era già un elemento come abbiamo detto che interveniva sul mercato turistico, ma che comunque dota quei luoghi di servizi per quanto riguarda l'ospitalità e il pernottamento sufficienti per le presenze turistiche che noi abbiamo, sarebbe stato invece uno strumento utilissimo per correggere alcune storture e determinare per alcuni territori della Sardegna degli incentivi e dei benefici per la vocazione turistica. Vale per l'oristanese, vale per alcune zone dell'Ogliastra, vale per quanto riguarda altre zone del Sulcis-Iglesiente. Indicando situazioni identiche o meglio norme che guardano a tutta la Sardegna noi rischiamo che l'incremento dei flussi turistici addirittura in questo caso nelle seconde case, non negli alberghi, sia strettamente come ricaduta legato solo ad alcuni ambiti costieri della nostra isola, mortificando la valenza turistica e le possibilità date da altre zone della nostra isola. Avrei usato lo strumento di legge in questa direzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (PD). Presidente, è per la storia, e mi rivolgo ancora all'onorevole Peru. Financo un'ora fa tu mi hai detto quegli emendamenti li recuperiamo. Decaduti! Quindi togliere le pavimentazioni cementate dai terreni, decaduto, nonostante il tuo impegno. Non stiamo consentendo di soppalcare e di portare sopra gli uffici e quant'altro, decaduto. Questo per dirti il livello di mantenimento degli impegni non dico della maggioranza perché non hanno colpa, io l'ho detto a te. Io per dirti le cose buone che noi vi abbiamo proposto non è stata accettata ancora nemmeno una, manco togliere il cemento da un lastricato di un cortile, giusto per capire di che cosa stiamo parlando. Sì, ho ragione, però me la porto a casa la ragione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Maria Laura Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' MARAIA LAURA (Progressisti). Presidente, sarò breve, però per chiarire la posizione sull'emendamento numero 750 che poi alla fine è l'articolo 2 in sostanza. Il mio voto sarà un voto comunque all'emendamento 750, così come modificato nelle tante proposte, sarà un voto negativo, sarà un voto rosso, perché non ne ho condiviso il modo, il metodo che si è utilizzato per portarlo, e non è neanche stato condivisibile questo tentativo di mascherare all'interno di una norma scritta abbastanza male la volontà anche di costruire poi alla fine nella fascia dei 300 metri. Inoltre sottolineo che ci sono alcune criticità anche in merito alla vostra proposta di demolizione e ricostruzione, perché esiste una sentenza che l'onorevole Peru conosce, emessa sul Comune di La Maddalena, la sentenza è la numero 305 del 2017, che chiarisce una volta per tutte le questioni relative alle demolizioni e le ricostruzioni nelle fasce costiere, soprattutto la fascia costiera e non solo i 300 metri. Io ricordo a tutti quanti che oltre i 300 metri esistono delle fasce vincolate che voi volete bypassare perché l'obiettivo è scavalcare il PPR, una cosa che noi in questo modo non condividiamo e quindi niente il mio voto sarà un voto negativo. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione, nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 750.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 782, che è un aggiuntivo.

Poi vediamo cosa dice l'Assessore.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Noi non facciamo nessun passo indietro, sulle modalità di votazione chiediamo il voto segreto di questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, perché vorrei capire con che modalità son stati fatti decadere gli altri emendamenti, gli emendamenti sostitutivi parziali e gli aggiuntivi. E naturalmente chiedo una Conferenza dei capigruppo, a questo punto, per reinserire gli emendamenti erroneamente esclusi e per discuterli e votarli.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 17, viene ripresa alle ore 20 e 21.)

Riprendiamo i lavori. La seduta è tolta.

I lavori del Consiglio regionale sono aggiornati a lunedì alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 20 e 23.

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