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Resoconto della seduta n. 210 del 18/05/2022

Bozza provvisoria

CCX SEDUTA

(POMERIDIANA)

Mercoledì 18 maggio 2022

Presidenza del Presidente Michele PAIS

Indi

Del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

Indi

Presidente Michele PAIS

Indi

Del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

Indi

Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 16 e 35.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 17 febbraio 2022 (199), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. I consiglieri regionali regionali Sara Canu, Daniele Secondo Cocco, Roberto Deriu, Rossella Pinna, Andrea Piras, Gian Franco Satta e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 18 maggio 2022.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Ora, in discussione avremmo la mozione numero 588 a firma dell'onorevole Moriconi e più, inerente lo stato di attuazione del PNRR, quello che devo purtroppo evidenziare è la scarsità di colleghi presenti anche per la discussione di un tema così importante, che deve vedere interessato il Consiglio regionale stesso, al di là del fatto di maggioranza e di opposizione. Il PNRR non riguarda la maggioranza, non riguarda l'opposizione, ma riguarda la Sardegna. Nel senso che io purtroppo devo constatare l'assenza del numero legale, però probabilmente, così come mi consiglia qualche collega, è troppo presto.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Talanas. Ne ha facoltà.

TALANAS GIUSEPPE (FI). Presidente, io ne approfitto per intervenire sull'ordine dei lavori, su un altro tema molto importante, non ne posso fare a meno perché c'è una problematica che voglio portare all'attenzione dell'Aula, o meglio non c'è bisogno di portarla all'attenzione perché la conosciamo bene tutti, è il problema della Piana di Ottana, della Piana del Marghine di Noragugume, non possiamo fare finta di niente perché ci sono decine e decine di aziende in ginocchio. Guardi, Presidente, io voglio dire soltanto questo…

PRESIDENTE. Onrevole Talanas, però mi aiuti! Ascolti!

TALANAS GIUSEPPE (FI). Sì, io la aiuto se lei mi aiuta!

Allora, mi ascolti, onorevole Talanas, io prego sempre i colleghi consiglieri di non utilizzare gli interventi sull'ordine dei lavori surrettiziamente per svolgere delle brevi segnalazioni, che sono certamente importanti e opportune, ma che non trovano accesso con questo strumento, cioè con gli interventi sull'ordine dei lavori. Perché non è diciamo malanimo nel non farla intervenire, è che altrimenti diventa una seduta a tema libero, che diventa difficile da gestire. Quindi lei ha fatto certamente questa segnalazione sulla Piana di Ottana, avrà e certamente ha strumenti per poter inserire l'argomento all'ordine del giorno del Consiglio regionale, con una seduta che sia magari destinata, e con un argomento che sia destinato a trattare in maniera compiuta questo argomento. Quindi…

(Interruzione del consigliere Talanas.)

No, ma infatti ha perfettamente ragione. Però, onorevole Talanas, allora il problema delle cavallette che lei oggi sta ponendo, l'ha posto, anche con uno strumento che non è quello adeguato, però è giusto che l'abbia posto, merita una trattazione compiuta e un intervento adeguato che non sia solamente quello limitato, opportuno e limitato…

(Interruzione del consigliere Talanas.)

Grazie. Io vi chiedo collaborazione. Onorevole Talanas, lei è persona di grande sensibilità, faccio appello alla sua sensibilità per comprendere il fatto che diventa difficile.

(Interruzione del consigliere Talanas.)

Questa è la regola. No, però gliel'ho fatto svolgere!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desiré Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' ALMA (M5S). Presidente, però io condivido quello che ha detto il collega Talanas, perché in tre anni, no guardi non voglio riaprire il discorso, però è vero quello che lui afferma, cioè in tre anni che noi siamo stati eletti, guardi, qua, sono interventi tutti, hanno approfittato dell'ordine dei lavori per proporre vari argomenti. E ci sono state occasioni, Presidente, e questo insomma, menomale che tutte le sedute del Consiglio regionale sono registrate, no, però ci sono state occasioni in cui lei ha interrotto alcuni consiglieri perché l'interruzione, o comunque l'intervento sull'ordine dei lavori non erano effettivamente oggetto dell'ordine dei lavori e, invece, altri interventi dove lei prontamente non ha interrotto, dove si trattavano altri argomenti che non erano inerenti all'ordine dei lavori, all'oggetto del lavori del Consiglio regionale. Per cui quello che afferma il consigliere Talanas è giusto, e fa bene quando dice, guardi lui è dalla maggioranza, io sono in opposizione, però effettivamente è vero. Quindi lei, a discrezione sua, e per carità lei è libero di fare ciò che vuole, ci mancherebbe altro, però lei ad alcuni fa intervenire e altri decide di non intervenire.

Quello delle cavallette è un problema urgentissimo e ha ragione, e su questo argomento ci sono delle mozioni con delle proposte ferme, che giacciono, come quelle di tre anni fa che non sono mai state discusse, anche sulle cavallette ci sono delle mozioni ferme, che nessuno di voi, compreso lei Presidente, ha la volontà di portare in Consiglio regionale per trattare l'argomento e per magari trovare una soluzione, insieme alla Giunta, per risolvere questo problema.

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori!

MANCA DESIRE' ALMA (M5S). Detto questo, Presidente, mi attengo all'ordine dei lavori. Allora, Presidente, noi oggi abbiamo un argomento importantissimo che è quello del PNRR, ce lo faccia discutere Presidente, c'è, guardi, ci siamo, opposizione e maggioranza, almeno su questo ci dia la possibilità di discutere.

PRESIDENTE. Onorevole Desiré Manca, se l'ho iscritto all'ordine del giorno e perché ne auspicavo la discussione, quindi mi sembra una richiesta pleonastica, ridondante!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, io non parlerò di cavallette, perché molte volte ho detto che il politico è più dannoso della cavalletta, quindi parliamo di una cosa molto più seria, perché a me sorprende veramente, poi parliamo della maggioranza, ma mi sorprende veramente che anche dalla parte dell'opposizione, di chi ha firmato la mozione di un argomento così importante e quest'aula è mezza vuota, non è che sto chiedendo a voi, ci basta guardare anche da questa parte. Quindi, Presidente, io una riflessione seria la farei, anzi le chiederei cinque minuti di sospensione per cercare di capire, ognuno si attiverà, per vedere se anche i nostri colleghi hanno voglia o non hanno voglia. Capisco che abbiamo lavorato tanto anche oggi, quindi siamo anche affaticati, però vorremmo capire se vogliamo continuare a lavorare, oppure dobbiamo stare seduti qui ad aspettare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, mi pare che il numero legale sia abbondantemente raggiunto, quindi non c'è nessun motivo per interrompere la seduta e per non iniziare la discussione.

PRESIDENTE. Ora c'è il numero legale, quando ho iniziato il mio intervento non c'era, poi è risicato.

Ha domandato di parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA).Presidente, senza voler correre il pericolo di essere ridondante anche io, considerato che c'è il numero legale, considerato che il nostro Gruppo è presente e che il tema è un tema importante, sul quale credo ciascuno di noi ha la necessità di partecipare al confronto, non vedo per quale motivo non si debba andare avanti, quindi il mio invito è a procedere coi lavori, anche perché, come si ricordava prima, è l'oggetto principale dell'ordine del giorno di oggi e mi auguro proprio che lo si voglia e lo si debba discutere.

PRESIDENTE. No, ma, perfetto, lo discutiamo senz'altro. Abbiamo preso tempo per consentire ai colleghi di arrivare.

Discussione della mozione: Moriconi - Ganau - Comandini - Corrias - Deriu - Meloni - Pinna - Piscedda - Lai - Cocco - Agus - Loi - Orrù - Caddeo - Piu - Satta Gian Franco - Zedda Massimo - Li Gioi - Solinas Alessandro - Ciusa - Manca Desiré Alma sul rischio del fallimento della Regione Sardegna rispetto all'occasione del PNRR e le azioni politiche per un Recovery plan di compensazione: una nuova alleanza col sistema delle autonomie locali e con le organizzazioni economiche e sindacali sarde, per nuovo accordo con lo Stato, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (588).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 588.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

MORICONI CESARE (PD). Presidente, Assessori e colleghi, l'analisi dei dati relativi alla ripartizione delle risorse del PNRR e del Piano nazionale complementare assegnati al MIMS, e cioè il Ministero delle infrastrutture della mobilità sostenibile, e pubblicati nel sito del Governo, definisce una posizione di preoccupante marginalità della nostra isola rispetto a tutte le altre regioni d'Italia, lo diciamo da mesi. E siccome nulla, proprio nulla succede per caso, neppure la programmazione dei fondi per la ripresa del Paese è ovvio che per chi fa il nostro lavoro voltare lo sguardo altrove per non vedere sarebbe un atto di grave irresponsabilità e insipienza politica che non ci possiamo permettere.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue MORICONI.) In quella iniqua suddivisione delle opportunità ci sono chiaramente gravi motivi riconducibili alla responsabilità del Governo nazionale, ma soprattutto ci sono imperdonabili negligenze ascrivibili alle competenze del Presidente della Regione, poi della Giunta e del Consiglio regionale, mai coinvolti. E la protesta del presidente Solinas di ieri in Commissione trasporti al Senato appare oltreché tardiva, estremamente goffa e non credibile. Ma siccome non si può pensare al futuro chiusi nella contemplazione degli errori di chi li ha compiuti, noi ci siamo portati avanti col lavoro da tempo e abbiamo ritenuto che ci fossero da valutare e condividere con urgenza le soluzioni, non le solite minacce, gli annunci roboanti e demagogici come quelli di ieri, ma le possibili iniziative che andrebbero intraprese immediatamente per limitare i danni. La mozione che discutiamo oggi sta all'interno di questa cornice e la nostra proposta e di confrontarci in Consiglio regionale con tutti i protagonisti rappresentativi delle istituzioni democratiche della società sarda, per dare adeguatezza, qualità e forza ad un'azione politica che, a meno che non si preferisca l'esercizio del piagnisteo, dovrà essere condotta unitariamente, con quella determinazione e quella chiarezza di obiettivi, dei modi e dei tempi che non lasci spazio al rischio di alcuna ulteriore approssimazione. Tra gli obiettivi quello principale che proponiamo oggi, con questa mozione, è la scrittura di un vero e proprio piano complementare al PNRR per la Sardegna, una sorta di recovery plan per la nostra Isola da portare sul tavolo del Governo nazionale e che racchiude in sé tutti gli strumenti compensativi più idonei alla rimozione degli svantaggi strutturali derivanti dalla nostra condizione di insularità, perseguita, quella rimozione degli svantaggi strutturali, perseguita dalla Costituzione della nostra Repubblica, dalle sentenze della Corte Costituzionale e dalle leggi dello Stato ad essa conseguenti; e ancora perseguita dal tavolo dell'accordo del novembre 2019, mai insediato, nonostante l'ordine del giorno approvato all'unanimità da questo Consiglio il 12 febbraio del 2020 e poi perseguita ancora dal decreto legge 121 del settembre 2021 che sulle norme in materia di perequazione infrastrutturali legati al PNRR con particolare ed esplicito riferimento alle specificità insulari della Sardegna dispone che i criteri di priorità per la ripartizione delle risorse debbano tener conto degli esiti proprio di quel tavolo mai esistito. Ecco nonostante non abbiate mai letto, mai, Assessori e colleghi della maggioranza, neppure una riga delle nostre mozioni abbiamo ritenuto riproporre il nostro contributo sempre leale nei confronti dei sardi e nei confronti del Consiglio per provare sino a che ci sarà un barlume di speranza a favorire l'iniziativa politica necessaria per fronteggiare con adeguatezza i temi dirimenti dell'emergenza e della ripresa E lo facciamo senza strumentalizzazione alcuna, ma anche senza esimerci dall'esprimere tutto il nostro sdegno per quanto non è stato fatto e si sarebbe potuto e dovuto fare. Eppure quando c'era da fare demagogia siete stati campioni del mondo! Infatti, nel sito della Regione Sardegna nella rubrica notizie campeggia ancora il titolone con la scritta aperte virgolette: congresso Cisl il Presidente della Regione Sardegna Christian Solinas dice "sindacato e governo regionale uniti nell'individuare scelte condivise e strategie comuni per lo sviluppo". Era l'8 marzo scorso, sono trascorsi più di due mesi e non è successo nulla né prima né dopo di quanto promesso. Lo stupore, per usare un eufemismo, è stato però più nell'apprendere di tale entusiastica dichiarazione di buona volontà come se folgorato sulla via di Damasco il Presidente avesse colto improvvisamente l'importanza delle scelte condivise e delle strategie comuni per lo sviluppo che è esattamente ciò che noi proponiamo di fare e sollecitiamo instancabilmente dal dicembre del 2019 con una serie lunghissima di iniziative consiliari sempre totalmente ignorate e snobbate dalla Giunta e dalla sua maggioranza. L'azione politica che in questi anni, oggettivamente difficili per tutti, abbiamo condotto dall'opposizione sul particolare fronte delle emergenze è stata caratterizzata come ampiamente riconosciuto dalla stessa Giunta e della maggioranza che la sostiene, quando faceva comodo evidentemente, da un alto senso di responsabilità e da un profilo rigorosamente istituzionale che abbiamo adottato per senso civico e per la totale condivisione dell'appello che il Presidente della Repubblica nel periodo più critico ha ritenuto di dover rivolgere a tutte le forze politiche del Paese indistintamente. L'interesse dell'Italia e degli italiani al di sopra di qualsiasi altro interesse di parte. E pur nelle distinzioni abbiamo scelto giustamente che fosse da escludere nelle dinamiche del confronto politico regionale il pericolo di uno scontro sterile, pregiudiziale, propagandistico tra parti politiche avverse al fine di privilegiare in modo esclusivo gli interessi della collettività in un periodo così drammatico, il risultato è stato zero. Da parte vostra tante pacche sulle spalle, solo pacche sulle spalle alle quali peraltro non eravamo neppure interessati e poi tanta propaganda, come quella di ieri. Nella sostanza invece neanche uno straccio di confronto né con noi né con nessun altro, neanche una delle nostre mozioni depositate agli atti di questo Consiglio sui temi della crisi economica, dei fondi europei della ripresa è mai stata calendarizzata nei lavori dell'Aula, persino in totale e grave violazione dell'articolo 54 del Regolamento interno tanto non ne volevate parlare. Ma neppure un atto della Giunta e neanche una chiacchierata ai margini di qualcosa. Perché, Assessore? Perché? In quell'azione politica che abbiamo provato invano son contenute, depositati agli atti richiamate in questa mozione, tutte le nostre iniziative promosse per provare ad aprire una nuova importante stagione di rinascita per la nostra Isola. E invece tutte le nostre proposte sono finite lì tristemente depositate agli atti a futura memoria. Altro che scelte condivise e strategie comuni. Così sono arrivati inevitabilmente i primi inconfutabili dati, quelli pubblicati sul sito del Governo sulla ripartizione delle risorse del PNRR e del PNC con la Sardegna inevitabilmente ai margini. Unire l'Italia, unire l'Italia per uniformare nelle diverse aree del Paese in sviluppo e progresso ed essere più forti e competitivi insieme è la missione principale del PNRR con particolare attenzione al Sud, la Sardegna è fuori! È fuori da questa straordinaria e irripetibile opportunità, abbagliata da quella quota parte del miliardo e 200 milioni di euro delle risorse regionalizzabili che è più di zero certamente ma anche, come non aveva capito chi la raccontava con toni quasi trionfalistici, solo l'1,99 per cento dei complessivi 60,1 miliardi di euro del MINS. L'esclusione della nostra Regione dall'alta velocità cioè per intenderci del 41,3 per cento delle risorse disponibili al MINS è evidentemente l'elemento meglio rappresentativo, il tipo di considerazione che della Sardegna si è avuto in sede di pianificazione degli investimenti per la ripresa del nostro Paese, da cui ti attendi che nonostante la sperequazione da qualche altra parte arrivino le compensazioni necessarie e dovute che però non ci sono state. Eppure nei tavoli delle Conferenze Stato - Regioni dove venivano condivisi preliminarmente le bozze dei decreti ministeriali sulla ripartizione delle risorse c'era seduta la delegazione della Giunta ma nessuno se n'era accorto. E così succederà che per intenderci a dare qualche cifra entro il 2026 Napoli - Bari potrà essere percorsa in appena 2 ore, 1 ora e mezzo in meno rispetto a prima, esattamente come la Salerno Reggio Calabria 400 chilometri e le tratte a Palermo - Messina - Catania, Taranto -Potenza - Battipaglia con l'aumento per ciascuna di queste tratte della capacità da 4 a 10 treni l'ora, 15 miliardi, 15 miliardi di euro complessivi per quelle Regioni ai quali sono stati aggiunti ulteriori 4,64 miliardi di euro per consentire un maggiore transito dei treni merci verso Gioia Tauro, e sono 20 miliardi di euro. Tutto ciò nel frattempo che i sardi potranno continuare ad andare a Nuoro da Cagliari, 180 chilometri circa in 4 ore, 2 per andare a Macomer, 1 per andare da Macomer a Nuoro con lo stesso numero di treni l'ora, aggiungendoci poi l'orario per lo scambio siamo a più o meno quattro ore. Nei documenti illustrativi il PNRR, il PNC è scritto che i principali benefici di questi interventi, cioè quelli che ho appena citato, sono una più rapida connettività tra nord e sud, noi siamo sud, un minore isolamento per gli abitanti del Mezzogiorno, noi saremmo Mezzogiorno, un collegamento più efficiente per il porto di Gioia Tauro, minori tempi di percorrenza per l'aumento del numero dei treni per il trasporto sia di passeggeri che di merci, la creazione di posti di lavoro, opportunità di sviluppo per le aziende del sud. La Sardegna non c'è, se il problema è che siamo un'isola anche la Sicilia è un'isola, se è perché non avevamo la dotazione progettuale pronta per stare nei termini dei rigorosi criteri stabiliti dalla Commissione europea c'è da dire che neanche la Salerno - Reggio Calabria stava dentro quei limiti, tant'è che il Governo prima e il Parlamento poi hanno ben deciso di stanziare ulteriori altri 9 miliardi e mezzo di euro per realizzare quei lotti non realizzabili nei tempi e nei termini previsti dal PNRR, esattamente ciò che si sarebbe potuto e dovuto fare per la Sardegna. Il risultato curioso è tenuto dalla somma degli stanziamenti assegnati alle 10 misure delle risorse regionalizzabili di cui alle tabelle del MINS destinati a Ferrovie, treni e autobus riserva alla Sardegna la cifra di 773,49 milioni di euro, la Sicilia 2 miliardi e rotti, la Puglia 1 miliardo e 7 circa, la Campania 1 miliardo e 6 circa, la Calabria 750, la Sardegna sempre 600 e rotti. Senza dimenticare che a quelle va anche i benefici della ripartizione delle risorse dell'alta velocità, a noi no! Sul trasporto rapido di massa con i 3,6 miliardi di euro stanziati si realizzano infrastrutture di trasporto pubblico nelle aree metropolitane d'Italia tranne che per le nostre, 0 euro per Cagliari, 0 euro per Sassari però tra i beneficiari ci sono Pozzuoli, Rimini, Taranto, Bari, Genova, Padova, Trieste e tante altre città d'Italia. Nel sito del Governo c'è scritto che l'obiettivo di questo investimento è ridurre il traffico delle auto private di almeno il 10 per cento a favore del trasporto pubblico per diminuire l'impatto sull'ambiente e il congestionamento delle strade. Dalle nostre parti l'impatto sull'ambiente lo si riduce soltanto con distese sterminate di pale eoliche e di pannelli fotovoltaici. Eppure la Sardegna è la regione con i peggiori indici in termini di dotazioni infrastrutturali di trasporto stradale e ferroviario, oltre che in porti, aeroporti e sanità ultimi! (Supinqua) risorse a bando abbiamo incassato 42 milioni di euro, la Puglia a 400 milioni per la Sardegna son stati ammessi al finanziamento quattro progetti presentati dai Comuni di Sassari, Olbia, Oristano e Quartu la Puglia 21! 10 milioni per la nostra ZES, 136 per la Campania, 118 per la Sicilia, 111 per la Puglia, noi 10! È il prezzo che paghiamo per il ritardo nella sua istituzione ultima la nostra tra le ZES d'Italia istituita a distanza di anni dalle altre. Che facciamo ci opponiamo anche su questo in tutte le sedi? Si potrebbe continuare su aree interne, strutture penitenziarie, infrastrutture idriche primarie, agro sistemi irrigui eccetera ma in conclusione per limitare i danni, in conclusione, Assessore, per limitare i danni sarebbe bastato quel tavolo di cui al punto 10 dell'accordo del 2019, sarebbe bastato dare attuazione a quell'ordine del giorno del febbraio del 2020, sarebbe bastato discutere una sola di quelle mozioni depositate a partire dal 10 giugno 2020, per condividere con le parti politiche e sociali dell'Isola le scelte condivise, le strategie comuni che tanto piacciono al presidente Solinas a parole. Ora proviamo almeno a lavorare su questa nuova e ultima occasione, colleghi, Assessori, proviamoci condividiamo insieme l'analisi sullo stato di attuazione degli interventi finanziati al sistema delle autonomie locali per verificare il sostegno di cui potrebbero avere bisogno ed evitare la restituzione delle risorse non spese, creiamo sinergie col mondo produttivo e sindacale, verifichiamo lo stato di attuazione di ogni singolo intervento finanziato e gestito dall'Amministrazione regionale, condividiamo lo stato di attuazione e la relativa ripartizione delle risorse del PNRR e del PNC, verifichiamo il rispetto delle disposizioni, elaboriamo soprattutto un piano complementare al PNRR per la Sardegna, facciamolo subito, Assessore, facciamolo subito chiamando a raccolta in quest'Aula gli stati generali della nostra Isola per condividere nei fatti, non a parole, scelte e strategie che decidono il futuro di tutti i Sardi non il destino di una parte politica temporaneamente al governo di questa Regione. Poi il tempo sarà irrimediabilmente scaduto.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

Il tempo a disposizione è di 6 minuti.

È iscritto a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, per lo meno quelli che sono in Aula in questo momento, dispiace davvero moltissimo dover essere qui oggi con un grandissimo ritardo per denunciare questo fatto gravissimo espresso in maniera esaustiva e perfetta dal collega Moriconi. Per non ripetere i concetti che sono comunque già stati espressi sottoscrivo totalmente quello che è stato detto e faccio l'intervento del collega mio. E soprattutto sottolineo il fatto che questa può essere la più grande occasione persa per la Sardegna e per tutti i sardi. Eppure i problemi e le criticità che caratterizzano la nostra Regione sono tante e c'era solo l'imbarazzo della scelta e non si potrà neanche dire che non c'abbiamo provato, abbiamo chiesto più volte di riunirci, di incontrarci, di discutere, di provare a mettere in campo quell'idea di Sardegna che ormai è lontana un po' per tutti. E poi volevo sottolineare, diciamo quello che viene a mancare sono prevalentemente una cornice di sviluppo strategico che era necessaria per poter aggredire, mettiamola così, i bandi del piano nazionale di ripresa e resilienza con un disegno preciso per la Sardegna e non rincorrerli in base alle loro scadenze, che sono anche molto strette. Serviva mettere in campo le priorità, perché se è vero che di priorità dobbiamo parlare e ne abbiamo parlato spesso, quelle non erano priorità erano emergenze, e il momento in cui bisognava provare a cambiare finalmente il destino della nostra Isola era questo, è questo! Così come stanno facendo le altre Regioni in Sardegna. Tra l'altro c'è un problema grossissimo legato proprio all'alta velocità e al trasporto pubblico che per noi è fondamentale per aggredire quel fenomeno dello spopolamento di cui tutti ci riempiamo la bocca ma poi quando è necessario intervenire per risolverlo lasciamo correre quel treno, facciamo sì che quel treno passi, lo guardiamo e ce ne andiamo. Questo non va bene ecco. Oppure dalle risorse si potevano mettere in campo quelli che sono i diritti dell'abitazione, di questo parliamo ad esempio domani nella Quarta Commissione, ma di che cosa parliamo se il problema cronico di AREA è la povertà delle risorse del suo bilancio che è costituito per la quasi totalità dalle entrate dei canoni riscossi che derivano proprio dalle persone che sono più in difficoltà. Una situazione che il Piano nazionale di ripresa e resilienza poteva aiutare a sostenere e che invece per la superficialità con cui state affrontando questo importante momento storico noi andremo a perdere quella grande possibilità per dare delle risposte a chi è più sofferente. Chi amministra dei Comuni, un po' come sta succedendo a me, si rende conto di quanto è aumentato il problema, di quanto sono aumentate le difficoltà per le cittadine e i cittadini che dopo una pandemia che hanno vissuto, hanno difficoltà spesso anche ad avere un tozzo di pane. Ecco bisogna dirlo poi ai sardi, bisognerà spiegarlo ai sardi, che se noi non siamo stati capaci di mettere in campo politiche per garantire quel trasporto efficiente e capillare o per, diciamo così, avere la possibilità di dare quelle risposte che poi tutti si attendono. E bisogna dirlo che l'assenza di questa Regione si manifesta poi in tutti i campi compreso il rapporto con gli enti locali; per i comuni sono state messe a disposizione delle risorse, molte risorse ma per andare incontro alla possibilità di portare a casa il risultato complessivo è necessario un supporto, serviva una regia da parte della Regione, servono risorse per mettere in campo progetti e per poter finalmente poter realizzare quelle opere, perché gli Uffici dei Comuni da soli non ce la fanno, non ce la fanno e non potranno farcela perché mancano le risorse umane capaci di far sì che poi quelle risorse non portino a dei progetti che siano delle incompiute. Perché il cronoprogramma è molto stretto, perché il 2026 è domani e se noi non agiamo oggi, anzi avremmo dovuto agire molto prima, il rischio è che oltre a non aver messo in campo le politiche di larga scala che erano prerogativa della Regione, che voi non avete fatto, anche i Comuni si troveranno in difficoltà e lo abbiamo sottolineato, l'abbiamo detto più volte, l'ho detto anche in quest'Aula, c'è un problema gigantesco nella centrale unica di committenza. La centrale unica di committenza della Regione Sardegna ha detto che non potrà portare in appalto i progetti dei Comuni perché non ha una dotazione di personale. E non lo potrà fare la centrale unica di committenza della città metropolitana è ancora in alto mare. Come fanno i comuni a poter a bandire gli appalti e poter andare in gara con un'assenza di personale capace di rispondere alle necessità. Ecco io spero che ci sia un momento di riflessione importante in quest'Aula, tra l'altro mi dispiace doverlo sottolineare, ma non è pensabile che in un momento delicato come questo, nell'unico momento in cui abbiamo la possibilità di discutere non c'è la maggioranza, vi stiamo garantendo il numero legale, questo è impensabile, questo sottoscrive il vuoto che voi state lasciando e state creando e quest'Aula ne è l'esempio. Ecco quindi niente spero davvero che ci sia un momento di riflessione e una mano sulla coscienza e dalla mozione che l'onorevole Moriconi ha presentato e firmato da tutti i Gruppi di opposizione è chiaro che vi stiamo cercando di dare una mano. Provate a coglierla non trattate questo momento come un grande omnibus per fare gli interessi personali.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Schirru. Ne ha facoltà.

SCHIRRU STEFANO (Psd'Az). Signor Presidente, colleghe e colleghi consiglieri, mi piacerebbe poter fare un breve intervento oggi valicando finalmente i confini che ci sono imposti dai ruoli e dalle logiche di appartenenza, mi piacerebbe confrontarmi con i colleghi della maggioranza e delle opposizioni con un vero spirito costruttivo, però, purtroppo, non posso farlo da solo, per poter fare un intervento come quello che mi sarebbe piaciuto fare anche tutti i colleghi si sarebbero dovuti unire in uno sforzo condiviso di superare steccati ideologici e posizioni precostituite. La mozione che oggi discutiamo è una corposa congerie di cose vere e di cose fasulle, di cose giuste e di gravi ingiustizie, di buoni propositi e di cattive interpretazioni. Allora voglio seguire l'insegnamento evangelico e separare per quanto posso il grano dal loglio. Per questo comincio con l'ammettere che questa maggioranza di governo non è immune da errori ed è responsabile di alcune lentezze, e può migliorare le sue performance, non c'è dubbio. Ma questo non serve a farci progredire nel dibattito e non serve a migliorare le cose, così come non servirebbe ricordare che le opposizioni di oggi ieri erano al Governo e sono state responsabili di ritardi gravi e di inefficienze, così più gravi da essere state sanzionate duramente dal popolo sardo che ha deciso di cambiare e di premiare il centrodestra. Ma dobbiamo venire fuori dall'ossessivo scambio di accuse reciproche perché questo non porta a nulla e la campagna elettorale, anche se pare vicina, è ancora lontana. Quello che invece non ritengo giusto dimenticare è che nel bene e nel male questo Consiglio regionale ha tenuto il timone saldo durante una delle più angoscianti e terribili tempeste della storia recente della Sardegna e del pianeta ovviamente. Elencare, cari amici e colleghi del centrosinistra, le mozioni e gli atti di indirizzo del 2019 significa parlare di un mondo fa, un mondo che non esiste più, e significa non ricordare che abbiamo fatto con pochissimi e poverissimi strumenti tutto quello che era possibile fare. Lamentate i ritardi dell'attuazione degli interventi, giusto, è vero, ma perché non fate un plauso all'avere intrapreso quegli interventi che sono stati l'unica luce nel tunnel del Covid per le famiglie e per le imprese sarde. Riconoscere che questo Governo regionale ha fatto molto giova ad un reciproco riconoscimento e giova, è bene dirlo, alle possibilità che si dia corpo, pur parzialmente, alle istanze manifestate nella mozione. Cerco di essere più chiaro. Ritengo giusto coinvolgere la classe dirigente sarda in un ampio, profondo e fattivo dibattito sul PNRR e sulle sfide che ci attendono. La Sardegna ha bisogno di risolvere alcuni nodi strutturali che per me sono rappresentati in primo luogo da un'efficace politica sulla natalità, perché non possiamo pensare di attivare qualsiasi intervento in una regione che sta lentamente, e neanche troppo lentamente, scomparendo, quindi sulle politiche dei trasporti interni e da e per l'Isola, il che vuol dire sommariamente avere finalmente una ferrovia degna di questo nome che colleghi tutti, dico tutti i paesi dell'isola. Cioè in Svizzera, che ha condizioni geografiche ben più difficili rispetto alle nostre, ci potrà essere qui, quindi il nodo degli aeroporti, quello che sta avvenendo intorno ai nostri aeroporti è oscuro. Non so quale sia la scelta migliore perché non sono un esperto, ma questo è il segno che dobbiamo ascoltare gli esperti, acquisire informazioni e scegliere, ma le scelte su questi argomenti le deve fare il Consiglio regionale e non potentati di natura non nota e ben oscura. Senza una politica efficace che porti persone in Sardegna e che consenta ai sardi di muoversi esercitando liberamente e facilmente il costituzionale diritto al movimento nessun'altra politica potrà avere successo. Sono queste le azioni che da sole saranno capaci di cambiare radicalmente il volto della Sardegna e di portarla alla modernità, natalità, trasporti interni, trasporti da e per il mondo. Il resto delle politiche, a mio modesto avviso, viene da sé e sarà importantissimo, ma derivato. Senza i giovani e senza la possibilità di muoversi in Sardegna nulla potrà farsi, ed evidentemente queste scelte saranno figlie dei nostri tempi, e cioè saranno improntate alla moderna coscienza ecologica, alle energie alternative, alla sostenibilità, all'equità, ma queste sono le direttrici. Vogliamo occuparcene in un'Assemblea che coinvolga le associazioni di categoria, sindacati, agenzie sociali e informazione? Benissimo, basta che si tratti di una sessione di lavori efficace, efficiente, rapida, fattiva, che avrà lo scopo fondamentale di ascoltare la società sarda del 2022, di sentire proposte, di elaborare un piano agile di indirizzo politico per questa maggioranza e per qualsiasi altra prossima del 2024. Ma se si comincia, come leggo, a cercare di affardellare l'azione esecutiva ed amministrativa con ulteriori controlli e vincoli da parte di organi non legittimati costituzionalmente a farlo, allora, colleghi, vi richiamo allo spirito di serietà e vi dico non facciamo operazioni populiste e demagogiche, lo Statuto c'è, funziona benissimo e prevede che il Consiglio legiferi e la Giunta esegua. Le opposizioni giustissimamente controllano e fanno da pungolo, ma non si sostituiscano alla maggioranza. Per fare questo occorreranno delle libere elezioni che ci saranno fra due anni. Dunque sessione straordinaria sia, e urgente, condivisa, fattiva, seria e approfondita, ma questo non si sostituisca al lavoro ordinario che prevede che in queste settimane si faccia una legge di assestamento e rimodulazione delle politiche e nuovi interventi per il rilancio delle aziende sarde, dei consumi a sostegno valido alle famiglie. Allora mi permetto a titolo personale, ma sperando che la maggioranza mi sia consona, di sfidare i colleghi delle opposizioni, approviamo in tempi rapidi, appena si conoscerà l'entità dell'avanzo, l'assestamento di bilancio, e la settimana successiva cominciamo una sessione straordinaria del Consiglio con i Parlamentari, le forze economiche e sociali, fissiamo un calendario dei lavori, elaboriamo un documento comune, poi presentiamolo a Roma e a Bruxelles con tutta la forza della Sardegna e con tutta la nostra unità, entro la pausa estiva si può fare tutto.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schirru.

È iscritto a parlare il consigliere Michele Ciusa. Ne ha facoltà.

CIUSA MICHELE (M5S). Grazie Presidente. La discussione sul PNRR è un atto dovuto da questo Consiglio regionale, discussione che doveva approdare in Consiglio ben prima di oggi e che solo grazie all'insistenza delle forze di opposizione finalmente possiamo affrontare questo dibattito che è al centro del futuro della Sardegna, della pianificazione. Il momento storico ci consegna questa sfida epocale, una sfida che oggi investe questa Giunta e questo Consiglio regionale, ma è una sfida che andrà avanti sino al 2026, quindi oltre questa legislatura. Ma se oggi non verranno poste le basi di questo piano, il rischio è di perdere questo treno e il costo sarà altissimo per le imprese e le famiglie sarde, pertanto i ritardi che sino ad ora questa Giunta ha accumulato rappresentano una minaccia per il futuro dell'isola. Finora avete dimostrato di non avere una visione, un progetto, un'idea per il rilancio della Sardegna, e nonostante ciò non avete coinvolto, non dico noi consiglieri di opposizione, ma nemmeno tutte le parti istituzionali e sociali della nostra Regione, e parlo dei sindaci, delle università, delle associazioni di categoria, e tante altre figure che devono essere coinvolte in quanto il PNRR coinvolge tutti, ci coinvolge tutti, questo perché il PNRR ha sei missioni ben definite, ma a mio avviso serve un progetto unico di insieme, altrimenti quello che verrà programmato sarà solo una grande finanziaria dalla quale non si genererà alcun tipo di sviluppo nel lungo periodo, e questo rischio va evitato assolutamente. Ad esempio i cittadini delle zone interne oggi lamentano la mancanza di servizi, servizi essenziali come quelli della sanità, ma non solo, la difficoltà dei tempi di percorrenza delle strade, problematiche serie che contribuiscono all'abbandono di questi luoghi. Posso fare l'esempio delle comunità della Barbagia e di Seulo, che hanno individuato un progetto stradale per ridurre i tempi di percorrenza e raggiungere più agilmente Cagliari, loro stanno chiedendo solo di essere ascoltate per portare il loro contributo. Rimanendo sul tema della mobilità non possiamo certo ignorare che per ridurre i tempi di percorrenza, ma soprattutto per migliorare la mobilità interna sarda, è necessario dotare la Sardegna di collegamenti ferroviari degni di questo nome, anche la tratta principale, la Cagliari-Sassari, non è minimamente adeguata allo standard di un paese industrializzato, e anche su questo fronte non c'è nulla. Per avere un progetto di ampio respiro dobbiamo prima di tutto fare in modo di aumentare il livello di formazione delle nuove generazioni, i numeri della dispersione scolastica rimangono ancora troppo elevati e gli istituti scolastici sono inadeguati, basti pensare il liceo artistico di Cagliari che da anni è alla ricerca di una sede stabile dotata di tutti i laboratori necessari per fornire un adeguato insegnamento didattico, e nonostante ciò le richieste di iscrizione sono costantemente in crescita, ma non possono essere soddisfatte per carenza di spazi. È necessario anche coinvolgere le Università di Cagliari e Sassari per avviare il maggior numero di corsi di laurea per i lavori del domani, e spiegare ai giovani l'importanza di intraprendere strade che possano dare maggiori possibilità di sbocco lavorativo. Colpisce infatti il paradosso del dipartimento di agraria dell'Ateneo di Sassari, che nell'ultimo anno accademico ha visto il numero degli iscritti calare drasticamente a fronte di un'offerta formativa che consente di creare figure professionali attualmente molto richieste sul mercato. Una missione del PNRR molto importante è quella sulla transizione ecologica e rivoluzione verde. La Sardegna su questo tema ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo da protagonista, ma è sicuramente necessario che ai tavoli di concertazione con lo Stato si arrivi preparati per non subire poi progetti calati dall'alto. Dobbiamo come Regione essere attivi in questo processo di rivoluzione energetica. Da tempo si parla delle pale eoliche che verranno messe al largo delle coste sarde, molti Comuni stanno chiedendo alla Regione un confronto sul tema per capire quali vantaggi avrebbero avuto sul proprio territorio. La transizione ecologica non si deve trasformare in un processo a vantaggio di pochi sulle spalle dei sardi, per questo ora più che mai la Regione deve dimostrare di saper governare questo passaggio storico che sarà lungo e complesso. Non ultimo c'è il tema della sanità, che sappiamo tutti le difficoltà in cui versa e anche su questo fronte non è solo un fattore di strutture, ma serve anche ragionare con gli operatori sanitari che lamentano tante problematiche quando vanno sul posto di lavoro, bisogna anche con loro dialogare e comprendere i problemi. E, non ultimo, sappiamo tutti che arriverà una montagna di soldi, un sacco di risorse, ma per dare risposte a tutte le esigenze della nostra terra serve una macchina amministrativa regionale forte e rodata per affrontare questa sfida, ma oggi questa situazione non c'è, bisognava immediatamente rafforzare gli organici amministrativi con concorsi pubblici e far scorrere le graduatorie già esse presenti in Regione. In questi tre anni abbiamo sentito di tutto e temo che pagheremo a caro prezzo tutto questo, questi ritardi sul potenziamento della macchina amministrativa saranno devastanti a mio avviso. In breve sintesi la sfida è questa, molto complessa e difficile, nella quale oggi la Regione Sardegna parte senza idee e senza una macchina amministrativa equipaggiata, dobbiamo fare in fretta, dobbiamo non correre, ma volare se si ha a cuore il futuro della nostra terra.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (MISTO). Rinuncio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Grazie Presidente. Volevo dire, stando nel campo delle sue analogie, all'onorevole Schirru che non sappia la tua destra quel che fa la tua sinistra, quindi continuare a richiamare le esperienze passate non giova alla nostra evangelica causa. E per stare ancora in questo campo con evangelico spirito ringrazierei il collega Moriconi che, da buon samaritano, ci sta indicando la retta via. Esco però dal campo delle analogie per tornare al campo della realtà. Siamo uomini di pace noi, Assessore, questo alla fine della celebrazione, però siccome non vogliamo profanare ciò che è sacro, e vorrei davvero dare manforte al collega Moriconi, che con garbo consueto e con certosina attenzione ha fatto un'operazione che da tempi ha tentato e intentato, ma non con successo, e le dirò, onorevole Schirru, che le conclusioni del suo intervento ci possono anche incoraggiare nonostante le premesse del suo intervento. Perché, ancor prima della pandemia, l'accordo Stato-Regione sottoscritto il 7 di novembre 2019 e poi richiamato nei suoi presupposti fondamentali, laddove si richiama storicamente la condizione di insularità e quindi gli svantaggi strutturali che ne conseguono, li ha fatti propri quei presupposti la sentenza numero 6 del 2019 della Corte costituzionale, per essere poi richiamati in un tempo recente, mi riferisco al settembre scorso del 2021, dal decreto legge numero 121, che richiama il punto 10 già richiamato appunto dal collega Moriconi, laddove si dice che è necessario far lavorare il tavolo tecnico istituito con quell'accordo del novembre del 2019. Questo è l'interrogativo di fondo ed è là che il collega Moriconi ci vuole ricondurre sulla retta via, laddove pone un interrogativo legittimo, che lo stesso governatore, tra ieri e oggi, ha altrettanto legittimamente e pubblicamente posto, c'è qualcosa che non funziona. Io credo che su questo gli stessi gruppi di maggioranza concordino, ovvero sulla necessità di riaprirlo questo tavolo a beneficio della Sardegna, perché c'è qualcosa che non ha funzionato, che ha funzionato male nel merito. Non ci siamo sui fondi sull'alta velocità, quelli non regionalizzabili, non territorializzati; non ci siamo sul trasporto rapido di massa; ci siamo ma solo in parte, assessore Salaris, sugli investimenti stradali, 117 milioni di cui siamo destinatari sono poco meno della Basilicata, e se vale il criterio svizzero, morfologico, geografico, la Sardegna, viva Dio, di spazi ne ha di gran lunga maggiori rispetto alla stessa Basilicata; non ci siamo o ci siamo poco sulla portualità, e qua addirittura la Calabria ha preso poco più di noi, e la Calabria di mare ne ha, ma la Sardegna di mare ne ha di più, e contestualmente c'è troppo poco per le ZES, 10 milioni di euro; così come non ci siamo, o ci siamo molto poco, sui fondi Pinqua, sui fondi SNAI, e il tema dello spopolamento delle zone interne ci è oltremodo familiare e consueto; non ci siamo sulle infrastrutture idriche primarie, mi riferisco ai fondi React-EU, uno dei pilastri di next generation, ovvero su ciò che riguarda gli interventi di digitalizzazione e di monitoraggio delle reti di adduzione idrica, lì non ci siamo proprio; non ci siamo sull'agro sistema irriguo, su sette progetti presentati da altrettanti Consorzi di bonifica solo due sono stati finanziati. Insomma c'è molto da fare, io auspico, ma sono convinto che sarà così, che l'appello che questa mozione contiene sarà davvero un ricondurci a quella via che rischiamo di perdere? Perché non è nell'animo del primo firmatario e nemmeno nel nostro animo che sia uno Spoon River di mancate interlocuzioni e di morti annunciate, ma è per stare ancora, prima che la celebrazione si concluda, un vademecum di redenzione del quale io ringrazio il primo firmatario, e l'Aula, se saprà riceverlo. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente. devo dire che ho qualche difficoltà a intervenire in quanto in alcuni momenti, sia in questo dibattito che anche in quest'Aula, il più delle volte mi è sembrato di parlare a chi non vuole ascoltare, a dei sordi, a chi non si rende conto in quale situazione noi viviamo, cosa è accaduto e cosa sta accadendo. Perché, cari colleghi della maggioranza, in questa mozione sul PNRR illustrata dal collega Moriconi e in tanti atti di programmazione che abbiamo cercato di fare in questi anni c'era l'idea, la voglia, la consapevolezza non di indicare una strada, una via, anche perché avete dimostrato di essere stati molte volte ciechi ed esservi persi più di una volta, ma era quella di capire il momento che il Paese, la Sardegna stava vivendo e sta vivendo e di scrivere i momenti più importanti per il futuro della nostra Isola. Guardate, il PNRR è nato in piena pandemia, è nato in piena pandemia su una intuizione del Governo Draghi, che molti di voi non volevate, per cercare di superare quella crisi economica che il Paese Italia, più di ogni altro Paese in Europa, ha vissuto per colpa della pandemia, e oggi, per quello che sta succedendo a Est e per la guerra fra la Russia e l'Ucraina, rischia che anche il PNRR non sia più sufficiente per vivere la futura crisi strutturale che vivrà l'Europa, perché la guerra, l'invasione della Russia in Ucraina ha cambiato la geopolitica e quei soldi, i tanti soldi che l'Italia ha avuto più di ogni altro Paese d'Europa e che dovevano servire, una volta per tutte, per superare la grave crisi e il gap infrastrutturale e di riforme del Paese, probabilmente non saranno più sufficienti perché è peggiorata la situazione dell'Europa, è peggiorata la situazione dell'Italia e, purtroppo, è molto peggiorata la situazione della Sardegna per quello che è successo in questi 24 mesi. Guardate, sono successe più cose in questi 24 mesi, dalla pandemia alla guerra, che negli ultimi quarant'anni in Europa. Allora, dico questo come premessa perché credo che la responsabilità politica di chi vive in quest'Aula sia quella di programmare non da qui alle elezioni regionali, ma di programmare una visione della Sardegna per i prossimi trent'anni, perché questo dovremmo noi in questo momento capire e saper fare, programmare il futuro della Sardegna per i prossimi trent'anni. E allora perché noi abbiamo chiesto oggi, come abbiamo chiesto 24 mesi fa, dodici mesi fa, la possibilità di discutere? Perché ogni centesimo che spendiamo su questi fondi e sugli altri fondi messi a disposizione, dovrebbero essere soldi che risolvono strutturalmente il grave deficit che ha la Sardegna, non dal punto di vista del vedere se è colpa di chi governava prima o è colpa di chi governa adesso, ma è quella di avere la coscienza, l'intelligenza e la capacità di scrivere oggi, tutti insieme, per lo sviluppo dell'Isola e sapere quali sono le opere, cosa serve alla nostra Regione Sardegna. È per questo che noi abbiamo presentato la mozione sul PNRR, è per questo che abbiamo cercato di indicarvi un metodo di lavoro, che è quello di sederci tutti insieme intorno a un tavolo, insieme alle parti sociali perché, guardate, io troppo spesso, e anche stasera da qualche intervento, ho colto quasi la consapevolezza che questi sono soldi che ci vengono regalati; questo è un prestito, questi non sono soldi che ci vengono regalati e possiamo fare quello che vogliamo, possiamo fare la piazzetta sotto casa, parte di queste risorse dovranno essere restituite dai nostri figli, molto di più del 20 per cento, molti di questi soldi dovranno essere restituiti dai nostri figli, è per quello che la responsabilità politica dovrebbe essere maggiore per capire cosa serve. E invece, cari colleghi della maggioranza, quello che abbiamo visto noi in questi mesi è stato quello di una esclusione, e non soltanto di quest'Aula ma anche delle parti sociali, nello scrivere insieme il futuro Piano di sviluppo della Sardegna. E, guardate, io vi ricordo che noi per conoscere i progetti, il "parco giochi" che avete presentato al Governo nazionale, siamo dovuti ricorrere all'accesso agli atti, per conoscere i famosi 207 progetti che sembravano più i progetti di un parco giochi che le linee di indirizzo attraverso le quali scrivere il futuro della Sardegna. Allora, guardate, noi l'abbiamo dimostrato, l'abbiamo dimostrato durante la pandemia, approvando la finanziaria durante la pandemia in 15 minuti, lo abbiamo dimostrato durante l'approvazione degli atti di programmazione, dove non abbiamo voluto far vedere i muscoli, però dovete smetterla voi di continuare a fare campagna elettorale, perché se c'è qualcuno che sta facendo campagna elettorale, in questi tre anni siete stati voi! È stato il presidente Solinas! Che sia quando parliamo di energia (…) a un decreto che lui ha scritto essendo rappresentato dai due Assessori…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Comandini.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). …quel decreto, oggi, per quanto riguarda lo scippo che c'è stato per quanto riguarda i fondi delle Ferrovie si appella sempre a un ricorso contro il Governo, non è così che si agisce da lungimiranti e da politici che hanno in testa e una visione del futuro della Sardegna, che è quella di alzare l'asticella contro uno scontro col Governo, perché quella è una campagna elettorale e non è un Governo di quelli che sono i bisogni dell'Isola e la prospettiva futura per i nostri giovani a cui noi stiamo regalando debiti e non un futuro certo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Intanto un ringraziamento all'onorevole Moriconi per aver messo nero su bianco in un corposo documento una serie di questioni che stiamo cercando di porre alla vostra attenzione da due anni. Nell'estate del 2020 chiedemmo a voi di iniziare un ragionamento, col coinvolgimento del Consiglio regionale e delle Commissioni, su una serie di questioni legate ai progetti di sviluppo da presentare al Governo. Successivamente, a fronte della inerzia della Giunta regionale, facendo un accesso agli atti abbiamo scoperto che la Presidenza della Regione ha chiesto a tutti gli Assessorati di mandare, entro quattro giorni, quattro giorni! I progetti alla Presidenza della Regione da mandare al Governo, e lì nascono, o meglio riemergono, sarebbe meglio dire, i 200 progetti tirati fuori dai cassetti: cose datate anni 80 e 90, elementi irrealizzabili e non in sintonia con la mobilità sostenibile e tutte le linee d'azione del PNR, progetti alla fin fine irricevibili. Successivamente abbiamo chiesto al Presidente di coinvolgere il Consiglio sui diversi passaggi per quanto riguarda progetti, idee, visto il ritardo e vista la pochezza dei progetti presentati. La faccio breve; tutti gli appelli, le sollecitazioni, le dimostrazioni di interesse per un progetto condiviso e comune per la nostra Isola sono caduti nel vuoto! Io non me la prendo con la maggioranza, intesa per maggioranza il singolo Consigliere regionale che siede in quest'Aula e, in particolar modo, non me la prendo con coloro che sono presenti oggi, perché sono all'incirca quelli sempre presenti mentre quelli che mancano sono sistematicamente assenti; al netto, lo voglio dire, del Gruppo rappresentato dal collega Oppi, che per motivi politici è assente, motivi politici legati al ritardo anche lì, l'ennesimo, sulla Giunta. In occasione de "Sa Die de sa Sardigna" è stato suonato insieme all'inno sardo e a tanti altri canti e suoni della nostra Terra anche Mozart; Mozart a cinque anni componeva, il Presidente della Regione a 45 non compone una Giunta, questo è il disastro che abbiamo davanti agli occhi. E non sarebbe dovuta essere un'iniziativa dell'opposizione ma un'esigenza della maggioranza; penso che ognuno di voi sia per legge, o debba essere per legge, messo nelle condizioni di conoscere le azioni del Governo regionale, e invece persino voi non venite coinvolti, non solo noi non veniamo ascoltati, sarebbe dovuto essere un obbligo per il Presidente della Regione non una gentile concessione. Andate a sfogliare nella pagina "Stato-regioni.it" quante volte il Presidente della Regione ha sostenuto le ragioni della Sardegna in occasione delle decine e decine di Conferenze Stato-Regioni che si sono svolte: "28/01/2021, sud e coesione territoriale, Piano triennale, 'assente'; 09/02/2021, Città metropolitane, finanziamenti, 'assente'; 25/03/2021, rinnovo del materiale rotabile, 'assente'; 21/04/2021, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, 4 miliardi, 'assente'; 5/05/2021, Piano operativo complementare di azione e coesione inclusione, Sud e coesione, 'assente'; 20/05/2021, siccome so già che cosa potrebbe rispondere, 'ma lì andavano in rappresentanza delle regioni alcuni Presidenti in rappresentanza di tutti', 20/05/2021, presenti in dieci lui assente"; non delegano neanche una volta a rappresentare le Regioni d'Italia. Dopodiché arriviamo ai giorni nostri; un Ministro, vostro, non nostro, firma un decreto che giaceva da mesi per quanto riguarda l'energia, il Presidente della Regione dice: "Non lo deve firmare, non ci ha coinvolto". L'altro giorno firmano un decreto che attribuisce risorse per miliardi di euro ad altre regioni sul ferro, sulle ferrovie, il Presidente della Regione risponde: "Non ne sapevo niente, non sono stato coinvolto". C'è un'esercitazione militare che sulle pagine dei quotidiani viene rappresentata come l'impossibilità per sardi e per turisti di accedere nelle spiagge e di poter trasferire un gommone preso in affitto da Cagliari a Villasimius, da Villasimius a Cagliari, da Capitana verso Villasimius verso Cagliari, tre sistemi (…) presenti in quel territorio, e il Presidente della Regione dice: "Non ne sapevo niente". Delle due l'una, o non lo informano perché considerano talmente inutile spendere una telefonata perché poi è inconcludente la fase successiva, oppure è talmente assente e conta così poco che non viene coinvolto per questo motivo; non ci sono molte variabili. E non è vero che non sapeva, la verità è che se guardo l'onorevole Mula lavorare si stanca, se lavora lui eh; questa è la verità. Vogliamo proseguire così? Perché non la faccio lunga su ogni singolo tema, sui beni comuni, sulle esigenze di vita delle persone… il problema nostro, non vostro, è che essendo la scadenza, ho terminato, Presidente, del 2026, con le elezioni e la scadenza delle elezioni nel 24, salvo elezioni anticipate per la candidatura del Presidente della Regione alle politiche, neanche gli altri, coloro che verranno, noi o altri, noi con altri, non avremmo il tempo per elaborare strategie e progetti per spendere le risorse in tempo. Questo è il vero dramma della Sardegna e il disastro.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie, Presidente. Ascoltavo il mio collega quando poi menzionava le assenze del "Presidentissimo", sono stata anche ripresa dal presidente Pais perché, insomma, oso nominare il Presidente della Regione Sardegna, votato da tutti i sardi, "Presidentissimo", allora il "Presidentissimo" è assente anche oggi, è assente anche oggi perché si parla di un argomento importante per tutti i sardi, quello della Programmazione dei progetti per il futuro rilancio della Regione Sardegna. E allora vede, caro collega Zedda, personalmente ho presentato una richiesta di accesso agli atti cinque mesi fa, dove ho chiesto di sapere esattamente a quante Giunte il Presidente fosse stato presente in tre anni di consiliatura, ho presentato una richiesta di accesso agli atti per sapere in quanti Consigli regionali il "Presidentissimo" fosse stato presente, ma anche in queste richieste di accesso agli atti purtroppo gli Uffici non hanno avuto il tempo in quattro mesi di rispondere per cui non hanno risposto, e guardando dai documenti che si possono evincere dal sito della Regione Sardegna c'è sempre la Vicepresidente della Regione che è presente e, ahimè, anche mi dispiace, Vicepresidente Zedda, lei deve fare un po' le veci del Presidente della Regione Sardegna. Detto questo, noi parliamo dei progetti del PNRR però, Presidente, io vorrei chiedere, vorrei ribadire, vorrei richiedere di che cosa stiamo parlando, cioè, questi famosi progetti per il rilancio della Regione Sardegna noi non li conosciamo, e va bene, noi siamo in opposizione, ma io le poche volte che ho parlato, interloquito con i consiglieri di maggioranza, ai quali ho chiesto di parlarmene loro dei progetti, quale fosse la visione programmatica per il rilancio della Regione Sardegna io non ho ricevuto nessuna risposta, perché la realtà è che non è che i consiglieri regionali di opposizione non conoscono i progetti e quelli di maggioranza li conoscono e magari partecipano alla stesura dei progetti, la verità è che nessuno sa niente! E allora l'innominabile, che è il "Presidentissimo", non solo non coinvolge la parte di opposizione, ma non coinvolge neanche i propri Consiglieri. Quello che allora mi domando, essendo io consigliere regionale di minoranza, però dico questo, voi avete una grandissima responsabilità, che è quella di mantenere e sostenere il vostro Presidente alla guida della Regione Sardegna, e allora non solo i consiglieri di minoranza presentano questa mozione e purtroppo il "Presidentissimo", l'innominabile Presidente della Regione Sardegna si offende, ci rimane male, lo leggo dagli articoli sul giornale, non voleva che questa mozione arrivasse in Consiglio regionale, e perché? Perché nessuno l'avrebbe difeso, e infatti lui prova ne è che non c'è; come si potrebbe difendere sul nulla, su quello che fa, niente! Però i Commissari e i consiglieri di maggioranza che la sostengono, lui è lì, seduto, o in teoria dovrebbe essere seduto, perché non c'è mai, quindi la sedia è sempre vuota, continua a non fare niente perché ci siete voi che lo sostenete, e voi sostenete il nulla, quindi siete responsabili! Responsabili di quello che succede. E vede, onorevole Schirru, quando lei parla del passato, lei parla del passato non tenendo presente che ci sono anche dei partiti che non sono mai stati, mai stati rappresentati in Consiglio regionale, quindi non parliamo solo del passato, a me non piace solo parlare del passato, parliamo del presente, e a me piacerebbe parlare del presente parlando e discutendo sui progetti, progetti sulla digitalizzazione, sull'innovazione, che cosa avete presentato? Che cosa avete preparato sulla competitività del sistema produttivo? Mi parlate dei progetti! Mi parlate dei progetti che avete presentato per la rivoluzione verde e della transizione ecologica? Mi parlate dei progetti che avete presentato per le infrastrutture della mobilità oppure sulla salute? E allora non parliamo… le voci, le parole, parliamo di fatti, di progetti, quali sono! Sono due anni che ve lo chiediamo! E voi non ci presentate niente, perché la verità è che non avete niente. E allora non parliamo del passato, parliamo del presente e parliamo del futuro; noi siamo non pronti, prontissimi, disponibilissimi a collaborare nella stesura di progetti condivisi, e come ha detto il collega, che non abbiano un colore politico… parliamo di azioni che possano andare a migliorare e a rilanciare la vita di tutti i sardi, però sono due anni che ve lo chiedo, quali sono queste azioni? Presentatecele! Non dico in Consiglio, e allora richiedete una Commissione, parliamone in Commissione, ma la verità è che neanche voi sapete di che cosa state parlando.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Prima di tutto vorrei ringraziare l'onorevole Moriconi per il dossier che ha preparato perché è una mozione che ci ha consentito di conoscere anche i dettagli che non conoscevamo o quantomeno io non conoscevo e che sono ovviamente frutto di una ricerca fatta da lui in maniera direi certosina, quindi per questo lo ringrazio.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue LAURA CADDEO). Per il resto vorrei approfittare di questa occasione per porre degli interrogativi, perché io do per scontato che i progetti siano stati presentati, siano stati scritti e dopo presentati, e quindi tenendo presente che il PNRR ha in sé tre priorità o quantomeno i progetti presentati dalle diverse nazioni per fruire di questi fondi straordinari, devono rispettare tre priorità che sono trasversali dell'intero pacchetto di misure ma anche interdipendenti tra loro. Allora dicevo, sono tre priorità che riguardano la parità di genere, la parità territoriale e la parità generazionale. Mi sembra molto importante capire se fra questi progetti che abbiamo presentato saremo in grado di rispettare queste priorità che ci vengono indicate, se non imposte. Si tratta a mio avviso di una opportunità unica che ci consentirà in modo particolare attraverso tutto un sottotesto che riguarda l'occupazione, in questo caso di giovani e di donne, ma anche in generale se poi parliamo della parità territoriale, cioè quella tra Nord e Sud della nazione, tra centri urbani e invece zone più interne, più rurali, ecco, mi pare che si sia avuta o si avrà, dipende da quello che abbiamo già progettato o che andremo a progettare, e dovrebbe costruirsi quasi un ricamo fatto di intenzioni, fatto di progetti, fatto di obiettivi chiari e anche di prospettive di riuscita. Tra i documenti pubblicati dalla Ragioneria dello Stato si può verificare quanto si siano rispettate queste tre priorità, per quanto riguarda sia la condizione dei giovani e delle donne ancora ancora non si ha accesso per quanto riguarda la parità territoriale che mi sembra molto importante e penso che gli Assessori, e se ci fosse stato il Presidente, avrebbero potuto dirci così di prima mano e in diretta se a livello regionale queste priorità le abbiamo considerate, le abbiamo valorizzate, le abbiamo rispettate, perché non possiamo continuare a riempirci la bocca dell'importanza del superamento di tutte le disuguaglianze e di tutte le disparità che purtroppo animano le nostre comunità e la nostra società in generale. Dobbiamo invece provare ad intervenire a contrastarli oltre che con aspetti di cui abbiamo sempre parlato moltissimo in questo Consiglio, di tipo culturale ed educativo, però poi ci sono gli aspetti concreti, quelli che consentano alle donne di poter lavorare, che consentano ai giovani che non studiano di poter scegliere di lavorare, che consentano ai ragazzi che non studiano e non lavorano di poter anche tornare agli studi con una prospettiva occupazionale chiara, nitida e questo col PNRR noi potremmo farlo. Quello che vorrei chiedere agli Assessori presenti, ma se si farà un altro dibattito più approfondito su questi temi, se si ragionerà, ad esempio, sapere se esiste, quanto e come è composta una task force rispetto al PNRR, ecco a me piacerebbe capire se esistono delle proiezioni… dicevo appunto che sarebbe molto importante conoscere direttamente dagli Assessori e o da chi si è occupato di gestire e di coordinare tutto l'impianto del PNRR in Sardegna, capire se esistono già delle proiezioni sull'impatto che questa progettazione avrà su quelle tre priorità che abbiamo e che ho indicato all'inizio, e cioè la parità di genere, la parità generazionale e la parità territoriale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giovanni Antonio Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI ANTONIO (MISTO). Voglio iniziare il mio intervento con un proverbio sardo che dice: "Chie non potete iscutere su caddu, iscutiti sa sedda.". È un modo di dire che si usa dalle nostre parti per definire chi non potendo prendersela con chi meriterebbe si sfoga con chi viene ritenuto un bersaglio facile, debole e poco protetto. Questo è quanto si percepisce dagli interventi oggi in quest'Aula, anziché contestare l'operato del Governo romano, sostenuto in maggioranza dalle forze politiche italianiste a Roma, ci si scaglia contro questa Amministrazione rea di non aver ostacolato o di non avere adeguatamente informato l'azione del Governo romano quando lo stesso allestiva i progetti da inserire nel PNRR. Grazie a questo strabismo politico sta sfuggendo ai più che il Governo italiano, in materia di PNRR, ha fatto tutto in perfetta solitudine e che nessuna forma di coinvolgimento si è registrata a favore delle autonomie regionali. Non bisogna dimenticare che nella corsa sconsiderata verso l'approvazione del piano, il Governo italiano ha evitato ogni e qualunque confronto con tutto il sistema delle autonomie locali, tanto da far registrare numerosissime iniziative politiche di contestazione, atteggiamento che il Governo ha mantenuto con lo stesso Parlamento, ingenerando molti momenti di tensione dovuti al mancato coinvolgimento dei parlamentari in ogni e qualsiasi decisione che abbia riguardato l'allestimento del piano, relegando gli eletti in Parlamento a meri alzatori di mano al momento dell'approvazione del documento in Aula. Basta accedere alle rassegne stampa del mese di aprile dell'anno scorso e verificare quante proteste giunsero al Governo da tutti i settori dal Parlamento per la mancanza totale di coinvolgimento dei Gruppi parlamentari nelle fasi di avvio, di allestimento e di perfezionamento del PNRR. In momenti come questo credo sia indispensabile coltivare la memoria, anche per evitare di fare da un lato la figura degli utili stolti che si scannano per fare un favore a chi da sempre si prende gioco della gente e della politica sarda e dall'altro la figura di chi attribuisce a Caio le responsabilità di Sempronio. Il malvezzo di scaricare le responsabilità della politica italiana del Governo romano su chi governa la Sardegna è un gioco tragico che ha segnato e continua a segnare la storia recente della nostra Isola. Un sistema caratterizzato da cercare il nemico tra di noi anziché vederlo in quello della politica italiana che ha poco di democratico e molto di coloniale. Sarebbe sufficiente vedere il trattamento riservato alla Sardegna in materia di impianti eolici e fotovoltaici per capire che nessuna forma di coinvolgimento ante e post è stato cercato dal decisore italiano e statale che non solo ha scelto dove e quando installare gli impianti, ma per agevolare l'attuazione immediata del disegno politico romano, ha addirittura stabilito in perfetta solitudine, senza darne preavviso alcuno, norme procedurali di favore per l'esecuzione degli interventi. Noi per quella politica dobbiamo stare mudos e chietos, e non dobbiamo disturbare il manovratore tricolore. E allora, cosa ci resta da fare? Certo, qualcuno può prendersela con il Presidente, con la Giunta o con questa maggioranza, ma sbaglia, sbaglia perché questo è un atteggiamento improduttivo, che non va nella direzione giusta per sostenere le ragioni della nostra gente, se le volessero sostenere veramente le ragioni del popolo sardo, quanti oggi battono la sella per non picchiare il cavallo dovrebbero avere il coraggio di chiedere ai loro referenti romani il perché di un piano non condiviso con le regioni e con il sistema delle autonomie, il perché di un PNRR da attuare a bando, il perché di una sotto considerazione della Sardegna nelle scelte governative e tanti altri perché, che vi risparmio per il momento, ma che sicuramente voi stessi vi siete ripetutamente posti anche oggi. Sia ben chiaro, io non voglio apparire come quello che ritiene che il PNRR sia roba da pochi, anzi sono convinto che su questi temi potremo avviare ragionamenti e discussioni mirati a sostenere l'azione della Regione, con iniziative politiche e proposte programmatiche. Tra l'altro, mi pare di capire che ci sia una concreta possibilità di rimodulazione del PNRR e di una sua variazione richiesta da più parti in relazione ai nuovi e pressanti scenari introdotti sull'Europa e sul mondo intero dal conflitto russo-ucraino. Potrebbe essere anche questa un'occasione per far fruttare a favore della ragione della nostra terra e del nostro popolo, motivo in più per stare uniti. Non è dividendoci che rinforzeremo l'azione a difesa dei nostri progetti di sviluppo, la contrapposizione facilita il compito di chi sistematicamente ci vuole divisi e in perenne conflitto fra di noi, in attuazione dell'arcinota regola del divide et impera. È dalla notte dei tempi infatti che il popolo sardo agisce per dividerci anziché unirci attorno ad iniziative utili per la nostra terra, un buon esempio potrebbe venire da quest'Aula se anche in chiave pedagogica iniziassimo ad assumere atteggiamenti che tendono all'unità d'intenti nel supremo interesse della nostra gente, forse anche fra i sardi se iniziassimo a dare l'esempio potrebbe scomparire l'energia distruttiva della divisione e affermarsi il germe costruttivo della collaborazione e dell'unità.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Dicevo prima che non è semplice intervenire in quest'Aula a parlare di un tema così delicato e importante con l'assenza del Presidente della Regione, principale destinatario di questa mozione e a mio parere quello che oggi potrebbe essere considerato l'imputato che si sarebbe potuto difendere rispetto alle accuse che gli vengono mosse. Invece ancora una volta è contumace e voi colleghi della maggioranza, prendendo posizioni deboli, difensive d'ufficio, che appunto assumete senza troppa convinzione, ma lo dovete fare perché il ruolo ve lo impone, rischiate di passare dalla parte dei difensori a quella di imputati voi stessi per favoreggiamento.

Voi state favorendo questa situazione, e questa situazione noi l'avevamo annunciata da più di due anni, in particolare il perseverante collega Moriconi ha assunto iniziative, non solo lui per la verità, però in particolare lui, iniziative con mozioni, soprattutto mozioni e interventi in quest'Aula, nei quali si chiedevano lumi rispetto a quello che stava accadendo sulla distribuzione e la modalità di distribuzione delle risorse del PNRR. Per la verità iniziò già, lo ricorderà bene l'assessore Fasolino, quando si discusse dell'accordo sulle entrate, lo contestammo pure, nonostante un accordo concluso con un Governo vicino a noi, quindi per sgombrare il campo rispetto al fatto che noi non avremmo atteggiamenti accusatori se fosse necessario nei confronti di chi a Roma pro tempore governa eventualmente fosse legato a noi. Nulla di tutto ciò e semmai l'avessimo fatto abbiamo sbagliato. Ma io credo che noi non l'abbiamo fatto e non dovremmo farlo, così come non dovreste farlo voi, così come voi non dovreste difendere sempre d'ufficio il vostro Presidente, ma dovreste non solo pretendere che proceda velocemente con la distribuzione degli Assessorati e incarichi vari, ma dovreste pretendere che quella velocità sia funzionale poi all'attività che debba essere svolta rapidamente, la rapidità è quello che vi manca. Io non so se questa situazione sia vittima di quel silenzio operoso del quale ha menato vanto il Presidente della Regione recentemente con riferimento alla questione della continuità territoriale aerea, perché se i risultati sono questi del suo silenzio operoso, è veramente un disastro. Quel silenzio operoso ha riguardato la situazione di Air Italy, io ricordo bene quando il Presidente della Regione ci chiedeva di tenere un profilo basso a noi della minoranza quando chiedevamo lumi pubblicamente su come stesse andando quella vertenza, profilo basso, profilo basso, profilo basso, stiamo lavorando, silenzio operoso, abbiamo visto il risultato di quel silenzio operoso. Non hanno più nemmeno la cassa integrazione quei 600 dipendenti sardi di Air Italy. Ora io credo che voi dobbiate apprezzare lo sforzo che la minoranza sta facendo e in particolare il Vicepresidente della Commissione bilancio Moriconi, è ancora una volta quello di tendere la mano, il contrario di quello a cui faceva riferimento adesso il collega Giovanni Antonio Satta che pure ha avuto il coraggio insieme al collega Schirru di alzarsi e difendere l'operato del Presidente. Voi dovreste capire che quando noi vi abbiamo ammonito su quello che stava accadendo, per la verità non solo su questo tema, vale sulla sanità e vale su tantissimi altri temi, l'abbiamo fatto perché era palese, era agli atti che la situazione si stava mettendo male per questa Isola e quando non è stata data attuazione a quel tavolo, la mia domanda che avrei voluto rivolgere a oggi al Presidente, perché si sarebbe potuto difendere in quest'Aula se avesse presenziato, avremmo sentito le sue difese e le sue posizioni, ora invece voi non sapete nemmeno cosa dire, perché probabilmente non le conoscete nemmeno voi le sue posizioni.

Ecco, avremmo potuto dibattere, come è giusto che sia, nell'Aula, nel luogo giusto in questa Regione, e sentire da lui per quale motivo ha snobbato quel tavolo, quel tavolo a cui ha fatto riferimento e fa riferimento la mozione che abbiamo presentato. Quel tavolo che è determinante perché, badate bene colleghi, chi è stato Sindaco lo sa, le processioni per quanto riguarda la Sardegna a Cagliari, e l'autorevolezza che ci vuole per poter poi anche chiedere alla Regione un'attenzione rispetto al proprio territorio. Ecco, se manca l'autorevolezza, se non si va a Roma, se si è puntualmente assenti, come possiamo pretendere che poi ci sia quell'attenzione perché noi siamo l'ombelico del mondo? Noi non siamo l'ombelico del mondo. Noi per poter pretendere dobbiamo dare, dobbiamo mostrare serietà e dobbiamo tenere degli atteggiamenti che siano consoni a questo comportamento. Credo che ci sia pochissimo tempo e questo è veramente l'ultimo campanello che suona. Spero che ci sia ancora del tempo. Cercate di cogliere l'essenza di questa mozione e cercate di non rinchiudervi nel vostro fortino ancora una volta, per difendere un Presidente che scapperà prima di quanto voi possiate pensare.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola ai Capigruppo, chiedo se è opportuna magari una breve sospensione del Consiglio per fare una Capigruppo.

(Interruzioni.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, imbarazzante e surreale è la discussione odierna su un tema dirimente per le sorti della nostra isola, forse unico nel panorama degli ultimi trent'anni a livello politico. Imbarazzante e surreale perché quest'Aula di fronte a una discussione di tale importanza è semivuota, i colleghi della maggioranza si sono alternati per tutta la durata della discussione con una media di dieci consiglieri al massimo quando si stava discutendo e, allo stesso tempo, nessun intervento finora, lo sentiremo probabilmente dei Capigruppo, è arrivato sul tema. E allora è imbarazzante e surreale anche l'assenza quest'oggi del presidente Solinas, perché qui si gioca una grande fetta dello sviluppo dell'isola, una grande fetta della ripartenza. Perché badate ho sentito il Presidente della Commissione bilancio annunciare a gran voce gli interventi sul fondo Resisto, o gli interventi fatti durante la pandemia, andate a chiedere alle imprese, andate a chiedere a tutti coloro che sono risultati beneficiari se hanno visto fino ad oggi un euro di quelle risorse che avete promesso. E tutti quanti ci eravamo riempiti la bocca sul tempo che non era una variabile indipendente in una situazione di forte crisi. E allora oggi il merito della mozione e il merito della collega Moriconi è quello di porre al centro l'epilogo del fallimento del presidente Solinas e della sua Giunta. L'epilogo di un Presidente e di una Giunta che non programma. E' scritto nero su bianco con dati di prima mano, che sono rinvenibili da tutti nei siti del Governo. Un Presidente e una Giunta regionale che non spende le risorse. Un Presidente e una Giunta regionale che si sottrae alla discussione sul futuro della nostra isola, perché non si parla di sviluppo, perché non si parla di che idea di Sardegna ci dovrà essere tra vent'anni. Si parla e forse si sta parlando anche male, visti i risultati quest'oggi in Aula, solo ed esclusivamente del vostro rimpasto, che diventa l'argomento principe di una legislatura che da tre anni a questa parte non ha prodotto praticamente nulla. E se dovessimo andare a verificare i risultati politici oggi potremmo dire che a fronte di questa discussione la legislatura da un punto di vista politico è morta, è finita, perché non solo non si ha la consapevolezza di che cosa si è fatto e dei problemi che ci sono al di fuori di quest'aula, ma non si ha la consapevolezza di che cosa si vuole porre in essere per provare a risolvere, con un Presidente che si sottrae al confronto, ho detto prima, che non convoca le parti sociali, che non convoca i parlamentari e i senatori sardi, che non convoca lo stesso Consiglio regionale, non sente l'esigenza di venire qui a relazionare su un tema così importante per la nostra isola. Vedete, la mozione parte con ciò che non si è fatto, o ciò che ci saremmo aspettati che si facesse, perché noi non siamo quelli che avete provato a descrivere come i distruttori della nostra isola. La mozione non tifa per la disfatta dell'isola. La mozione prova a fornire soluzioni per una scossa che ci attendiamo nell'interesse di tutta la Sardegna. Perché non discutere di questi temi, non sapere che cosa si è presentato in termini di progetti, non sapere qual è il punto d'arrivo della nostra isola, è perdere un'occasione storica e, badate, non la state perdendo voi, la state facendo perdere ai sardi. Nella mozione si cita il tavolo sull'insularità, una Commissione che ha funzionato alla perfezione, al di là degli schieramenti politici, che ha una rivendicazione forte, ma allora allo stesso Presidente della Commissione insularità, che stimo, chiedo che cosa è servito il grande lavoro delle parti politiche prodotte da quest'Aula, se il Presidente della Regione non ha ancora istituito il tavolo tecnico? Se il Presidente della Regione non ha sentito l'esigenza di convocare la Commissione per l'insularità una volta, o di confrontarsi una volta con la Commissione per l'insularità per capire quali erano gli esiti del lavoro svolto? Citato nella mozione il tema delle ZES, che è un tema fondamentale che avete trattato all'interno della vostra campagna elettorale. Siete andati in giro a promettere la zona franca integrale per l'isola, quando sapevate fin dal principio che era una bufala. Siete andati a promettere la zona franca integrale e non siete neanche riusciti ad applicare l'articolo 10 del nostro Statuto quando parla di autonomia di programmazione delle risorse: aree interne; continuità territoriale ed esterna; i fondi per la salute, con l'assessore Nieddu che continua dopo tre anni imperterrito, non sapendo spendere le risorse che il Ministero e il Governo centrale ha messo a disposizione, a provare a dare responsabilità ad altri. E' finito quel tempo. Dovete imparare ad assumervi le responsabilità del Governo di quest'isola. E responsabilità significa iniziare un lavoro serio nelle Commissioni, che non stanno lavorando, significa iniziare a svolgere un lavoro serissimo all'interno di questo Consiglio regionale che deve confrontarsi sui temi ed individuare le risposte, anche in maniera comune su determinate rivendicazioni. E allora per far sì che questa discussione non termini nel vuoto, Presidente Pais, faccio un appello a lei, il Presidente Ganau quando svolgeva il suo ruolo convocò il Presidente della Giunta, per far sì che questo Consiglio regionale riacquisti quel suo ruolo istituzionale e degno di una politica con la "P" maiuscola, lo convochi, si apra una discussione reale sul futuro della nostra isola, perché non possiamo assistere solo ed esclusivamente al vostro fallimento, perché può diventare anche il fallimento dei sardi.

PRESIDENTE. Grazie Onorevole Lai. Intanto mi comunicano che è rientrato l'onorevole Piras dal congedo.

E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Presidente, la storia ha consegnato alla nostra isola un'occasione impensabile per risalire la china, recuperare quel divario socioeconomico che ci ha sempre costretto a triplicare le forze per poter raggiungere traguardi ad altri consentiti con sforzi nettamente inferiori. Un'occasione nata da una tragedia epocale e dalla caparbietà di un uomo, Giuseppe Conte, non Draghi come citato, e me ne dispiace, da un esperto compagno dell'opposizione, che ha parlato di fantomatiche "intuizioni di Drghi". Ripeto, dalla caparbietà di un uomo, Giuseppe Conte, che nel dileggio di forze politiche ben identificate, ha strappato all'ingordigia degli Stati del nord Europa oltre 200 miliardi di euro, la quota italiana del Next Generation eu, strumento destinato a delineare un futuro degno di essere vissuto per le nuove generazioni, sulle ceneri lasciate dallo tsunami pandemico. La Commissione europea il 27 maggio 2020 ha chiarito in maniera netta che per accedere a quelle preziose risorse era necessario presentare progetti coerenti con gli obiettivi di crescita, resilienza e coesione, verso una transizione verde e digitale. Insomma non era possibile né ammissibile procedere all'italiana, con proposte disparate e prive di un'adeguata linea conduttrice. Consapevoli di questo, come minoranza, abbiamo più volte sollecitato la vostra Giunta e la vostra maggioranza per un coinvolgimento di tutto il Consiglio al fine di elaborare un recovery plan per la Sardegna. Ci rendevamo conto che l'opportunità era irripetibile e che il rischio che si trasformasse nella più grande occasione persa dalla nostra storia fosse molto alto. La risposta alle nostre sollecitazione è stato un comunicato stampa del presidente Solinas del 12 dicembre 2020 con cui, esautorando in un sol colpo Giunta, Consiglio e parti sociali, comunicava di aver inviato a Roma 206 progetti per un valore di circa 7 miliardi e 700 milioni, nessuna specificazione sulla loro natura, sui loro contenuti e sulle loro finalità, salvo scoprire immediatamente dopo che si trattava di progetti chiusi ad impolverarsi da anni e anni, forse da decenni, nei cassetti della Regione, impacchettati in tutta fretta per togliersi il pensiero. Un delitto dettato da superficialità, insipienza e pressappochismo, un atto imperdonabile dalle conseguenze devastanti, seguito, dopo che il 12 gennaio 2021 l'esecutivo Conte ha approvato il PNRR, dalla incresciosa inerzia che ha portato alla mancata partecipazione della Regione Sardegna alla programmazione delle risorse del fondo complementare. Questo anche alla luce degli impietosi dati sugli indicatori infrastrutturali, pubblicati da Bankitalia a luglio scorso, che vedano la Sardegna ultima tra le regioni italiane in termini di adeguatezza di strade, ferrovie, porti, aeroporti, ospedali. Un ultimo posto che fa il paio con il penultimo del presidente Solinas nel recentissimo sondaggio di SWG sull'operato dei governatori dello stivale. Ma questa è un'altra storia, anzi a pensarci bene è proprio la stessa storia, una tristissima storia. La mozione oggi all'ordine del giorno descrive in maniera dettagliata tutte le mortificanti conseguenze derivanti dal comportamento omissivo di chi governa la nostra isola, mettendo all'angolo il colpevole di questo misfatto e offrendogli, al contempo, l'ultima ciambella di salvataggio, nell'interesse esclusivo dei sardi, vittime innocenti di una condotta fallimentare di cui tutti i sardi devono essere a conoscenza. La contingenza storica, quella economica e quella sociale, impongono decisioni importanti, responsabili e condivise, la nostra richiesta di convocazione immediata di un Consiglio regionale aperto a tutte le parti politiche, sindacali e produttive, per elaborare un progetto unitario che ci consenta di sederci con cognizione di causa ad un tavolo di confronto con il Governo è l'ultima ciambella di salvataggio per evitare che la nostra amata isola, anziché essere messa in grado di provare a recuperare quel maledetto gap, che da sempre la penalizza nei confronti delle altre regioni, sprofondi definitivamente in un mare di pensieri repressi, parole e comunicati a mezzo stampa, opere ipotetiche e conclamate omissioni. Fate questa benedetto mea culpa, lo dovete ai Sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, qualche considerazione, se avessimo detto queste cose, se i colleghi della minoranza che hanno parlato oggi avessero osato dire queste cose appena due anni fa, probabilmente l'Aula, lei Presidente sarebbe stato costretto a interrompere i lavori per tumulti, perché forse i toni utilizzati oggi, nonostante la legislatura sia stata una legislatura accesa, e non se le sia mandata a dire alcune cose, oggi si è raggiunto forse il punto di non ritorno, perché i toni usati nei confronti della Presidenza della Regione, badate bene, non nei confronti dei componenti della Giunta, su cui i colleghi hanno speso anche belle parole, apprezzando l'impegno di alcuni, non di tutti, e anche verso i colleghi di maggioranza, nei confronti del Presidente invece, da parte dei banchi dove sediamo noi i toni sono stati pesantissimi, nessuno ha avuto di che lamentarsene, e questo forse è il segno più evidente che questa legislatura dal punto di vista politico sia finita. Anche perché non ci troviamo in un mondo normale, in un mondo normale non è l'opposizione per quattro volte, o cinque, a implorare che la maggioranza finalmente parli di cosa ha intenzione di fare su un piano che determinerà sviluppo o sottosviluppo per i prossimi dieci anni. Mozione numero 282, 349, 377, 450 e ultima la mozione numero 588, da mezz'ora prima, non mezz'ora dopo, mezz'ora prima della firma della sottoscrizione di quello che poi sarebbe diventato PNRR noi chiediamo che quest'Aula discuta e discuta in seduta aperta, coinvolgendo i Sindaci, coinvolgendo i parlamentari.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue AGUS). Ma queste sedute c'è sempre un convitato di pietra, che però non è uno tra noi, è un altro organo, è anche un Consigliere regionale, è anche un componente della Giunta, ma nello Statuto vengono riconosciuti al Presidente della Regione poteri diversi, superiori a quelli di tutti noi, se manca lui, se manca quella connessione, tutto quello che abbiamo scritto è destinato a rimanere carta straccia. Ora che lo dica io ci sta, sarebbe anche nel gioco delle parti, è più grave che non lo difendiate voi, anche perché queste mura, quest'Aula, è forse l'unico posto in Sardegna dove oggi c'è una maggioranza disposta a difenderlo, tre sardi su quattro non hanno stima del suo operato, lo dicono i sondaggi, due sondaggi. Se vi fate un giro in qualunque bar, dai peggiori ai migliori dell'isola, l'umore è lo stesso, e credo che lo sappiate visto che vivete tra la gente, come viviamo noi. Nonostante qui ci sia una maggioranza di ferro e qui, unico posto nell'isola, lui abbia di che sentirsi protetto, non si presenta. Le assenze. Qui non siamo tutti uguali, però è anche vero che le ripercussioni di quello che verrà deciso o non verrà deciso qui ricadranno su tutti. Sul PNRR, lo hanno detto bene i colleghi, a livello nazionale e internazionale paga la serietà, paga la puntualità, paga la precisione con la quale ci si presenta ai bandi, che sono uguali per tutti. Io non sopporto l'idea che ogni volta che la Sardegna prende la parola in un consesso un po' più ampio rispetto a quello che vediamo oggi lo faccia sempre per trovare un alibi o per chiedere un rallentamento dei termini, non è concepibile, non è pensabile che le milestone, le scadenze, i criteri, che valgono per le regioni lituane, portoghesi o greche, non debbano valere per noi, che ogni volta rivendichiamo invece di essere inseriti in una classe differenziale, o perché isola, o perché sottosviluppati, o perché in ritardo per chissà quale verso, non è così che ci si può presentare, quello è il modo peggiore. In un mondo normale non è l'opposizione a chiedervi finalmente di venire qui e discutere di questi tempi, in un mondo normale il Presidente della Regione ci avrebbe chiamato mezz'ora dopo per dire in Consiglio regionale: io ho queste idee, quali sono le vostre perché le scriviamo insieme, approviamo una mozione il giorno dopo tutti insieme e io vado a Roma a rappresentare tutti i sardi, no la mia maggioranza o il 25 per cento scarso della società sarda che ancora lo sopporta. Non è successo e ormai è finita, perché mentre si può intervenire per aggiustare qualche progetto, per esempio, Assessore, mi rivolgo all'Assessore ai Lavori Pubblici verificate che i capitolati riguardo principalmente la questione che riguarda le Case della salute siano adeguati ai prezziari attuali, perché se sono stati presentati elaborati con riferimento a prezziari del 2018, come tutti sanno, i prezziari del 2018 oggi vanno adeguati del 20, 30 per cento a seconda dei materiali utilizzati. Il rischio è che con le risorse con cui voi pensate di fare cinquanta case della salute forse ne escano… concludo Presidente riallacciandomi all'ultimo tema questo delle case della salute, allo stesso modo è preoccupante il pressappochismo con cui ci si è approssimati a quel tema. C'è un piano di edilizia sanitaria la prima domanda che vi verrà fatta a Roma riguarda i medici che ci lavoreranno o avete una risposta a quella domanda, e non l'avete perché non l'avete mai detto qui, non perché vogliate riservarci qualche colpo a sorpresa, ma perché la risposta non ce l'avete, oppure il rischio è quello che le risorse destinate alla Sardegna domani utilizzando degli stratagemmi burocratici, perché guardate quando vogliono fregarci il sistema che si utilizza è sempre il rispetto delle date, rispetto dei termini e poi alla fine della fiera si scopre sempre che le risorse destinate al Sud e alle Isole in parte vengono destinate al Nord e alle Regioni più popolose e con un'economia più importante rispetto alla nostra. Ciò detto io dichiaro anche il mio voto favorevole a questa mozione, ringrazio il collega Cesare Moriconi per il lavoro compilativo che rende onore anche al lavoro che l'opposizione ha fatto in questi anni e ringrazio anche i colleghi della maggioranza che oggi sono presenti in questo momento alla discussione e sono stati presenti per la maggior parte della durata del dibattito. Sono pochi ma credo che meritino un ringraziamento.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Voglio ringraziare due volte l'onorevole Agus, intanto per aver riconosciuto come a questo dibattito abbia partecipato solo una parte del Consiglio regionale e per evidenziare come con una punta di orgoglio dico che il mio Gruppo ha partecipato interamente a tutta la seduta. E lo voglio ringraziare anche perché in un passaggio ha evidenziato il vero elemento di debolezza degli interventi delle opposizioni su questo tema, ponendo una domanda nient'affatto retorica che provo a estrapolare dal suo intervento in questi termini. In un mondo normale il Presidente della Regione a seguito della presentazione della nostra proposta ci avrebbe convocato per chiederci quali sono le nostre idee. Quali sono le vostre idee? In un dibattito sul PNRR che voi avete richiesto e che si svolge per volontà della maggioranza, che si svolge per volontà anche del Gruppo della Lega, che si svolge perché nella Conferenza dei Capigruppo noi abbiamo fornito il nostro assenso, che si svolge anche perché noi all'inizio di questa seduta abbiamo chiesto che si svolgesse e che si svolge perché vogliamo parlare di PNRR, non abbiamo mai sentito una volta dalle vostre parole qual è l'idea che avete. Si sono sommate accuse sulle assenze, si sono sommate accuse alla maggioranza, si sono sommate accuse al Presidente della Regione tutte le volte che voi denunciate l'assenza di qualcuno era la denuncia dell'assenza delle vostre proposte, era la denuncia dell'assenza delle vostre idee. E allora questo tema, quello del PNRR non può essere sacrificato sull'altare della semplice polemica politica, della semplice strumentalità degli attacchi di una parte contro l'altra, della minoranza contro la maggioranza. Questa è invece piuttosto l'occasione per discutere di quelle che sono le priorità per il futuro della Sardegna, dell'idea di Sardegna. E allora cominciamo a dire una cosa semplice e banale, parliamo di numeri. Io spero di avere il tempo sufficiente per dirli tutti probabilmente no perché è un tema complesso e che in sei minuti d'intervento non può essere esaurito però iniziamo con il dire che i progetti del PNRR per la nostra Regione valgono 1 miliardo e 200 milioni di euro. Non l'ha detto nessuno di voi, sembrava che noi sul tema del Piano nazionale di ripresa e resilienza abbiamo passato il tempo a guardare le Regioni, le altre quello che hanno fatto gli altri, e invece ci sono 1 miliardo e 200 milioni di progetti, di interventi. Guardate, sulle sei missioni componente 1 Progetto mille esperti, componenti 3 attrattività dei borghi in linea A, componente 2 ciclovia dalla Sardegna 50 milioni di euro, costruzione edifici scolastici 23 milioni di euro, tutela del territorio e della risorsa idrica 203 milioni di euro, bonifica dei suoli e dei siti orfani 267 milioni di euro, rete ferroviaria alta velocità 368 milioni di euro, potenziamento dell'offerta dei servizi di istruzione di asili nido e università 118 milioni di euro, politica del lavoro programma Gold la quota che riguarda la Sardegna 53 milioni e mezzo di euro, sostegno a persone non autosufficienti housing temporaneo 36 milioni di euro, case e ospedali di comunità interconnessioni aziendale Device quasi 112 milioni di euro, parco tecnologico digitale ospedaliero Ospedale sicuro e sostenibile 108 milioni di euro, fondi complementari agli assessorati 45 milioni di euro Assessorato Lavori Pubblici, 231 milioni all'Assessorato dei trasporti, 47 milioni all'Assessorato della sanità. Questi numeri questi numeri sono la sintesi di quello che abbiamo fatto, di quello che la Giunta ha fatto, di quelle idee, di quella idea di Sardegna che noi aspettavamo di sentire da voi in questo dibattito e che invece è contenuta in queste azioni. Voglio essere rapidissimo sul tema della sanità perché non dimentichiamolo il PNRR nasce come strumento per far fronte all'emergenza sanitaria e ai suoi riflessi sull'economia, per questo nasce, e allora sono fondamentali gli investimenti sulla sanità. Beh allora quali sono le finalità delle PNRR su questo due sono gli obiettivi fondamentali: potenziare la capacità di prevenzione e cura del sistema sanitario e promuovere l'utilizzo di tecnologie innovative nella medicina. Allora un po' di numeri diciamoli anche qui il totale delle risorse ammonta a quasi 300 milioni di euro, 292.852.602 euro, più di 40 milioni per gli ospedali di comunità, più di 76 milioni per le case della comunità, quasi 6 milioni per le centrali operative territoriali, quasi 50 milioni per la digitalizzazione di DEA di primo e di secondo livello, 50 milioni per l'ammodernamento tecnologico digitale Ospedaliero, interventi di adeguamento delle strutture per quasi 70 milioni di euro. Vado veloce perché i numeri sono tanti e in questi numeri c'è l'idea di Sardegna che abbiamo. E la domanda che io vi faccio è questa: rispetto alle scelte che sono state fatte da questo Governo regionale voi avevate un'idea diversa? Rispetto alle scelte che sono state fatte da questa Giunta, da questa maggioranza voi avevate un'idea diversa? Rispetto al fatto che è stato scelto il progetto dell'Einstein Telescope come progetto bandiera voi avevate un'idea diversa? Rispetto al fatto che la Sardegna è coordinatrice del tavolo a livello nazionale della Commissione energia della Conferenza delle regioni sulle quali ci sono tre linee di intervento: idrogeno 20 milioni euro per la Sardegna, Comunità Energetica 140 milioni di euro per la Sardegna, 140 milioni di euro su un totale di 2 miliardi e 2 per 316 comuni al di sotto dei 5000 abitanti, bando idrogeno già pubblicato, bando comunità energetiche in via di pubblicazione. Voi avete ripetuto fino alla nausea, avete parlato di assenza, di assenza di idee, di assenza di proposte io ho potuto utilizzare i sei minuti che mi sono stati messi a disposizione per indicarvi con un po' di numeri dove e quanto state sbagliando. State sbagliando anche nella maniera che avete scelto di approcciarsi a questo confronto che ha evidenziato una volta di più l'assenza delle vostre idee e ha evidenziato una volta di più la carenza della vostra proposta, ha evidenziato ancora e una volta di più il vostro modo di agire contro qualcuno e non per qualcosa, non per la Sardegna. Allora siccome noi abbiamo la responsabilità non di essere maggioranza a sostegno di un Presidente della Regione ma di essere maggioranza che rappresenta i sardi, siamo anche disposti, e lo dico a nome del mio Gruppo, ad accogliere le due idee essenziali che vengono espresse nella mozione, se questa viene liberata della retorica e della propaganda di cui è carica ahimè. Vogliamo discutere di un Consiglio regionale aperto noi ci siamo, vogliamo discutere di un piano complementare noi ci siamo, noi c'eravamo prima, noi ci siamo adesso, noi ci saremo dopo non è un annuncio lo abbiamo dimostrato anche adesso, anche oggi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Grazie Presidente, devo dire che ho seguito con attenzione tutti gli interventi che ci sono stati oggi e devo anche riconoscere che come maggioranza abbiamo avuto dico coraggio nell'accettare comunque di entrare in Aula a discutere una mozione, l'unico argomento all'ordine del giorno dopo la surroga, dove siamo qui a parlare di PNRR. E qualcuno pensava che noi dovevamo entrare in quest'Aula per farci crocifiggere dalle opposizioni e che qualcuno, e noi ci saremo nascosti, invece assolutamente non è così, e non siamo qui manco per difendere le cose che non si possono difendere, ma siamo qui per fare un'analisi seria, per ricordarci a noi in primis, a noi! Che questa battaglia è una battaglia di tutti che noi continuiamo a dire: è colpa vostra, è colpa nostra, perché poi vi dico anche alcune cose, e spero mi basterà il tempo, che se noi non vinciamo questa battaglia ma tutti insieme non è che lo sconfitto sarà Franco Mula o Francesco Agus o chi che sia. Perdiamo tutti insieme perché chi governerà la Sardegna fra due anni che non sappiamo chi sarà, quale soggetto politico ci sarà, checché ne dica qualcuno, ci troveremo, ci potremmo trovare nelle condizioni di non avere quelle risorse che ci servono veramente a rispettare quello che è stato lo spirito del PNRR, che vorrei ricordare che è nato sotto pandemia e che ci sono stati due mesi di tempo da maggio fino a luglio quando è stato approvato, meno di due mesi di tempo perché il Governo ha chiesto di mandare tutti quei progetti che qualche collega ha citato. Allora cosa si poteva fare, che cosa si può fare? Io vi chiedo scusa perché sono sensibile su un argomento che in questi ultimi giorni, in quest'ultimo periodo stiamo seguendo come Gruppo, come Partito per quanto riguarda il discorso ferrovia di quella povera Provincia di Nuoro. E vi racconto il perché, perché mi son reso conto di persona come ragionano oltremare, sono state presentate le schede, vi posso assicurare che sono state presentate le schede, il progetto. Però non riuscivamo a capire perché questo progetto non è stato preso in considerazione, ci siamo e mi son preso la briga di andare a capire che cosa sta succedendo avendo interlocuzioni col Ministero e con FSI Ferrovie di Stato italiano e siamo riusciti a capire delle cose che sono fuori da ogni logica. Voi sapete che questi signori stanno ancora ragionando sulla fattibilità dell'intervento, sui costi benefici. E io l'altro giorno mi sono, scusate il termine, "incazzato" per dire: ma di che cosa state parlando di costi e benefici. Lo spirito del PNRR è nato proprio per riportare tutte le Regioni italiane allo stesso livello più o meno, ma la provincia di Nuoro che è l'ultima provincia italiana che non ha uno straccio di ferrovia e continuano a dirci che il tratto Macomer - Nuoro a scartamento ridotto, che ieri avrete seguito il Presidente ha anche citato e anche illustri rappresentanti i nostri mi dispiace che non c'erano tutti, perché abbiamo provveduto a mandare una nota a tutti i nostri parlamentari, ma non per dire cosa state facendo, per dire aiutateci! Perché abbiamo bisogno del loro aiuto. E dico questi stanno ancora ragionando su costi e benefici, e questo signore che naturalmente non faccio nomi per riservatezza, continua a dirmi: ma lei si rende conto che quel tratto Macomer - Nuoro quanti milioni costerebbe. Io gli ho anche ricordato ma lei si rende conto che cosa vuol dire il tratto Nuoro - Macomer a scartamento ridotto e vorrei ricordare agli amici dell'opposizione quando la Giunta precedente aveva investito in quel tratto di strada, quando avevano portato il famoso trenino che dice che doveva essere un'eccellenza che continua e viaggiare a 40 chilometri orari se non ricordo male mi sa che non abbiamo neanche i servizi igienici, cioè il povero viaggiatore deve entrare in quel treno cosa fa se ha necessità di andare in bagno, scusate il termine, ha tutto il tempo di poter scendere trovarsi un cespuglio stai tranquillo che riesce a recuperarsi anche il treno. Stiamo parlando di questo è questo il collegamento che serve a questa terra? E continuano a parlare di costi e benefici. Ma devo dirvi anche un'altra cosa che mi sembra che potrebbe essere il ragionamento che quest'Aula secondo me dovrebbe fare, intanto che non serve dividerci, perché lo stesso Ministero continua a dire: guardate, che noi siamo ancora in tempo per poterci ragionare e a me fa piacere, e cito le parole del ministro Giorgetti, che non è perché sia della Lega, poteva essere chiunque, quando dice considerata la necessità di una fase concertativa più appropriata che consenta alle Regioni di prospettare in modo più puntuale le esigenze che provengono dai rispettivi territori al fine di proseguire le azioni già avviate e di programmare nuove iniziative indispensabili per la ripresa dello sviluppo. Questi signori sapete che cosa ci hanno detto, chiedete immediatamente di riaprire un tavolo, immediatamente. Riapriamo un tavolo e su questo tavolo ci sediamo, ecco perché io dico e noi ci siamo e spero che ci siate anche voi e su un argomento così importante non serve… noi abbiamo presentato un ordine del giorno per dire ci dobbiamo dividere, dobbiamo trovare in questo momento il motivo, l'anello, quello che vi pare per essere uniti dobbiamo uscire da quest'Aula per dire signori non ci siamo e chiedere immediatamente un incontro, riaprire il tavolo al Ministero, chiedere ai nostri Parlamentari di supportarci perché a me ieri quando ho sentito il Presidente della Regione che è intervenuto lasciamo perdere ognuno può fare le sue considerazioni e trovare 3, 4 mi sembra che erano, cioè ma di che cosa stiamo parlando, i nostri rappresentanti dove sono di destra e di sinistra? E io mi son preso la briga anche in questi giorni di chiamarli ad uno ad uno e non solo quelli di centrodestra, ho chiamato un po' tutti della serie dateci una mano, perché da soli non andiamo da nessuna parte.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Grazie Presidente, ma io parto proprio da quest'ultima affermazione del collega Mula, da soli non andiamo da nessuna parte, e questo è il tema centrale della discussione che stiamo facendo oggi, che abbiamo cercato di fare da due anni a questa parte, da soli non andiamo da nessuna parte. E infatti i risultati lo dicono. Vede onorevole Saiu, i numeri che lei ha citato sono la dimostrazione del fallimento, perché è inutile che lei citi qualche centinaio di migliaio di milioni di euro che arrivano qua rispetto alla complessità delle risorse che erano disponibili e che noi abbiamo avuto in quantità infinitamente inferiore rispetto a tutte le altre Regioni del Meridione, sta certificando il fallimento. Allora oggi discutiamo su una mozione che è frutto del lavoro certosino cui ci ha abituato l'onorevole Moriconi che certifica e documenta puntualmente tutti gli interventi che sono stati fatti dal Governo e che sono arrivati poi a livello regionale. Un atto che mostra in modo inequivocabile una inadeguatezza e un'incapacità del Presidente della Regione e della Giunta regionale di conseguenza di rappresentare e difendere gli interessi e di vedere riconosciuti i diritti dei Sardi. Una Giunta regionale ed una maggioranza ancora una volta autoreferenziali volutamente che hanno disatteso ogni discussione sulle decine di mozioni propositive della minoranza e gli stessi ordini del giorno del Consiglio. Onorevole Saiu, noi abbiamo provato a proporre i temi che secondo noi erano strategici per il recupero del gap infrastrutturale dell'isola, glieli ricordo: ferrovia, assetto viario, connessione digitale, sanità, politiche di genere, forestazione. Questi sono alcuni dei temi che sono venuti fuori dalla discussione unica che abbiamo avuto in Consiglio, non abbiamo avuto la possibilità di articolarli in alcuna maniera nonostante le decine e decine di sollecitazioni per una scelta che è appunto quella dell'autoreferenzialità. Io faccio da solo, sbaglio, ma faccio da solo, e ha sbagliato, è evidente che c'è un errore di base nell'impostazione generale. Quella che risulta evidente è una debolezza nei confronti del Governo, che ha prodotto quello che era un esito che si può definire semplicemente un disastro, leggendo i dati, in gran parte dovuto al voluto mancato coinvolgimento di tutte le forze politiche e sociali delle rappresentanze di categoria e dei parlamentari sardi che abbiamo chiesto di coinvolgere più volte, che avrebbero dato il giusto peso e la necessaria forza alle rivendicazioni dell'isola. Il tutto è aggravato dal fatto che esiste una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 19, che è stata più volte citata, che ha riconosciuto il diritto della Sardegna di avere risorse aggiuntive per il superamento degli svantaggi strutturali legati alla condizione di insularità, cui è conseguito un accordo di governo del 7 novembre del '19 con l'istituzione di un tavolo tecnico politico che doveva definire gli interventi, e che soltanto nel febbraio '22 è stato insediato. Invece ci troviamo oggi esclusi da risorse sostanziali del PNRR e del Piano nazionale complementare che spostava i termini e dava più spazio all'utilizzo di queste risorse rispetto ai termini rigidi del PNRR. E siamo fuori o riceviamo poche risorse rispetto al resto delle regioni per quanto riguarda l'alta velocità su cui non prendiamo niente, poca cosa sul trasporto rapido di massa, sulla transizione energetica per quanto riguarda la mobilità marittima, per quanto riguarda la dotazione di treni e autobus, per quanto riguarda gli interventi su strutture penitenziarie, per quanto riguarda le ZES, per quanto riguarda l'accessibilità e il miglioramento dell'accessibilità alle aree interne. Alla fine, anziché ridurre il deficit infrastrutturale legato all'insularità, ci troveremo ancora più distanti dalle altre regioni, dagli standard delle altre regioni, questo è il dato di fatto e questa è la certificazione del fallimento dell'azione portata avanti dal Presidente della Regione. Ci troviamo ultimi e saremo ancora ultimi, ma più distanziati rispetto alle altre regioni d'Italia per quanto riguarda la viabilità stradale, le ferrovie, i porti, gli aeroporti e gli ospedali, lo dice un report della Banca d'Italia che è già noto e che abbiamo utilizzato più volte nelle rivendicazioni dell'isola per quanto riguarda il tema insularità. Serve a poco oggi, credo, il presidente Solinas che batte i pugni nei confronti del Governo, che è una dimostrazione tardiva e anche un segno di debolezza perché non ha voluto utilizzare quegli strumenti che noi avevamo suggerito, che gli avrebbero dato forza nella contrattazione con il Governo. Quello che proponiamo oggi rappresenta secondo noi l'ultima spiaggia, un tentativo in extremis di colmare gli evidenti limiti mostrati dall'azione della Giunta mediante il coinvolgimento di tutte le rappresentanze presenti nella Regione, forze politiche e sindacali, rappresentanze di categoria, enti locali, università, parlamentari e senatori sardi. Per la definizione di un piano straordinario complementare per la Sardegna stiamo indicando una strada che secondo noi è l'ultima e l'unica possibile, a voi decidere se cogliere o meno quest'ultima opportunità che noi riteniamo di vitale importanza per la nostra isola, grazie.

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che è rientrata dal congedo l'onorevole Pinna.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, onorevoli presenti, onorevole Moriconi, io nella sua mozione che ho letto all'indomani della vostra presentazione ho notato e ho letto tra le righe la voglia di guardare al futuro, nonostante delle premesse sulle quali posso non essere d'accordo o delle imprecisioni molto spesso dovute anche alla mancanza di conoscenza di atti fatti dalla Giunta o dalla maggioranza, però io quello che ho apprezzato e quello che ho intravisto nella sua mozione era un "sediamoci per parlare di futuro", che è quello che secondo me è stato detto anche dai banchi della maggioranza, che è quello che ha fatto sì, onorevole Agus, che la maggioranza fosse in silenzio, perché la maggioranza si era preparata alla mozione, quindi all'obiettivo che la mozione si stava ponendo. Cosa diversa è la discussione che c'è stata in Aula perché si è parlato di tutto, si è parlato di qualsiasi problema, per alcuni è stata l'occasione per attaccare la maggioranza, per continuare ad attaccare il Presidente, e questo a volte crea il dubbio di poterci sedere intorno a un tavolo liberi dalle proprie appartenenze politiche. Questo a volte fa sì che ci possa essere quel dubbio perché, vede, la sua mozione subito è stata presa e portata in Consiglio in tempi abbastanza brevi ed è stata portata come unico punto all'ordine del giorno da discutere. Perché? Perché c'era la volontà da parte della maggioranza di aderire a quella voglia di parlare di futuro. Così, ripeto, non è stato poi durante la discussione. Ma qualcuno di voi ha controllato quali sono stati i progetti presentati dalle altre regioni? Ma le altre regioni hanno presentato una strategia di sviluppo della loro economia e della loro regione? O hanno presentato, come ha fatto la Sardegna, i progetti che erano facilmente cantierabili? Perché quello chiedevano. La concertazione per il PNRR non c'è stata. Onorevole Mula, lei non ha riportato le dichiarazioni, durante l'intervista al "Sole 24 Ore", dell'onorevole Giorgetti, del Ministro, nella prima parte, quando diceva: "Dobbiamo chiedere scusa alle regioni perché non c'è stata la possibilità di una concertazione", e questo noi lo abbiamo denunciato dall'inizio. Non c'è stata la possibilità di concertare con le regioni quelli che erano i progetti di sviluppo e strategici per l'economia delle stesse, però ha detto, unendo alle ultime parole che lei ha riportato: "Nella fase attuativa dello stesso vogliamo dare più spazio alla concertazione con le regioni". E questa è un'apertura a quello che può essere il futuro. Ma l'errore è stato del Presidente della Regione che ha presentato il progetto delle ferrovie per Nuoro o del Governo che non l'ha neanche considerato? Ma l'errore, al di là della giustezza o meno di un progetto che è stato presentato, è stato da parte del Presidente della Regione di presentare duecentosessanta progetti o da parte del Governo di non prendere in considerazione quei duecentosessanta progetti? Non ho sentito una parola da voi che rappresentate anche persone che sono all'interno del Governo, non ho sentito una parola di critica nei confronti del Governo. Onorevole Agus, a me piace meno di lei dovermi sedere intorno a un tavolo, anzi non lo sopporto, e dovermi lamentare intorno a un tavolo istituzionale. Ma cosa devo fare quando, grazie alla Regione Sardegna, abbiamo ottenuto 4 miliardi e 6 per il riparto a livello regionale per diminuire quello che era il gap infrastrutturale delle regioni e nel tavolo regionale mi vedo una suddivisione di queste in proporzione ai residenti e agli abitanti? Che non aiuterebbe a diminuire il gap, ma lo accentuerebbe, ed è lo stesso sistema che hanno utilizzato con il PNRR. Io non mi nascondo di fronte a quelli che sono le nostre lacune, i nostri errori, e non voglio parlare di metodo se il metodo che è stato utilizzato sia quello corretto o se avremmo potuto utilizzare un metodo diverso, come richiamato dalla mozione, e che il risultato sarebbe stato diverso rispetto a quello che abbiamo, giusto, sbagliato, tanto o poco.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue ASSESSORE FASOLINO.) Il Presidente della Regione si sta lamentando del risultato che abbiamo ottenuto. In coscienza ognuno di noi deve sapere, deve capire e deve essere almeno con se stesso sincero e dire: "Ma realmente se avessimo fatto o avessimo utilizzato un metodo diverso il risultato sarebbe stato diverso, ci avrebbero ascoltato di più?". E qui voglio tornare, dobbiamo riunire gli stati generali e dire ai parlamentari che non ci sta bene il risultato che abbiamo ottenuto. Ma il ruolo del parlamentare lo attiviamo noi convocando lo Stato generale? Ma i parlamentari non hanno visto quali sono i risultati? È necessario che vengano convocati dal Presidente della Regione per dire che non vanno bene quelli che sono i risultati che la Regione Sardegna ha ottenuto?

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusate, non attiviamo le solite risse, non attiviamo le solite pietose risse.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Scusate, l'obiettivo era quello di una riflessione generale, era solo quello di una riflessione generale, di una premessa, per arrivare poi a quello che è l'obiettivo della mozione, di stare compatti, perché l'obiettivo è superiore anche al nostro ruolo, l'obiettivo è superiore anche alla nostra visione magari di sviluppo della Regione, e quindi abbiamo l'onere di sederci intorno a un tavolo e di chiedere eventualmente anche aiuto a quelli che sono i parlamentari. Alcune precisazioni però le devo fare, e purtroppo anche se non mi piace leggere alcune cose le dovrò leggere per non dimenticare o per non sbagliare alcune date. Avete detto che la base e che il fondo di tutto è l'apertura del tavolo, l'insediamento del tavolo in base all'articolo 10 dell'accordo fatto nel 2019, se parliamo di tempi sono d'accordo, ma il tavolo è aperto, il tavolo è aperto, ed è stato aperto grazie alle sollecitazioni del Presidente della Regione, perché il Presidente della Regione più volte ha sollecitato nei confronti del Ministro, nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri l'apertura del tavolo come accordo siglato nel 2019. E solo nel mese di febbraio il tavolo si è riunito e all'interno dello stesso tavolo si stanno ponendo quelle basi che sono le stesse che ci sono all'interno di questa mozione per far sì che si possa, nella fase attuativa del PNRR, avere un ruolo diverso per la nostra isola. Io ero presente quando il Presidente della Regione all'amministratore delegato di RFI, che presentava i progetti per la Sardegna, ha detto: "Non sono quelli i progetti che noi vogliamo per la Sardegna, noi per la Sardegna vogliamo l'alta velocità", e ha fatto perdere l'entusiasmo all'amministratore delegato che presentava dei progetti che erano veramente briciole in confronto a quelle che sono le esigenze della nostra Regione, e gli ha detto: "Trattate la Regione Sardegna come trattate la Regione Lazio, come trattate la Regione Toscana, come trattate l'Emilia Romagna e come trattate la Lombardia", perché l'alta velocità in quelle regioni non l'hanno fatta le regioni, l'alta velocità e quelle regioni l'ha fatta il Governo centrale, l'ha fatta lo Stato, e noi meritiamo che lo Stato faccia l'alta velocità anche per la Sardegna e per la nostra isola. E queste sono verità che noi dobbiamo mettere alla base di una discussione unitaria, però delle verità ce le dobbiamo dire, altrimenti partiamo soltanto da un punto di vista che non è il punto di vista che ci può fare arrivare al risultato e non dobbiamo difendere a tutti i costi le nostre bandiere, dobbiamo sederci, partire da quella che è la realtà, vedere quale può essere l'obiettivo e parlare davvero di futuro. Io sono convinto che ce la possiamo fare, sono convinto che ce la possiamo fare, ma dobbiamo ammettere che molto spesso all'interno dei tavoli istituzionali, seppur non ci piace, le valutazioni che vengono fatte danneggiano volontariamente o involontariamente la nostra isola. Questa purtroppo è una costante che io in questi tre anni ho potuto toccare con mano perché, ripeto, quando si vogliono dividere i 4 miliardi e 600 milioni di euro ottenuti grazie a un lavoro fatto dalla Sardegna, il Governo ha detto alle Regioni: "Effettuate voi la divisione in maniera tale che sia più veloce perché il Governo avrà dei tempi lunghi", quando ci sediamo per fare la divisione di queste risorse tirano fuori lo stesso sistema che hanno utilizzato per il fondo sanitario nazionale, cioè in funzione agli abitanti. E questo danneggia le regioni più piccole, avvantaggia le regioni più grandi, e noi ci troveremo, abbiamo fatto un riparto con la direzione generale del mio Assessorato, regioni che non hanno problemi infrastrutturali ad avere di questo riparto i 4,6 miliardi sei volte in più rispetto alla Sardegna, quando l'obiettivo del riparto di quelle risorse era per diminuire quel gap che noi abbiamo e avevamo con quelle regioni. Allora davvero è necessario unirci, allora davvero è fondamentale prendere per buona questa mozione, cercare di limare, di prendere gli aspetti che sono propositivi all'interno di questa mozione e far sì che il Consiglio regionale possa avere un ruolo determinante per unire tutte le parti, comprese le parti sociali, e vedere il futuro. Perché io sono convinto che la partita è davvero importante, al di là, come diceva l'onorevole Mula, di chi amministrerà questa Regione nei prossimi anni. Oggi noi dobbiamo far sì che lasceremo a chiunque amministrerà questa Regione le basi fondamentali per un progetto futuro, per un'idea di Regione Sardegna. Purtroppo non abbiamo avuto l'opportunità di fare un piano strategico, abbiamo avuto l'opportunità di inserire in pochi giorni i progetti facilmente cantierabili. Lo voglio ripetere perché questo è fondamentale, ed è la stessa cosa che hanno fatto tutte le regioni d'Italia, non solo la Sardegna, perché non c'è stata per niente concertazione. Adesso in questa fase, che sarà una fase attuativa, siamo ancora in tempo per chiedere quello che è giusto, per chiedere quello che merita la nostra Regione e per far sì che il PNRR possa essere una grande opportunità e possa diminuire quel gap infrastrutturale che noi abbiamo con il resto della nostra isola. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, assessore Fasolino.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

ZEDDA ALESSANDRA (FI), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Grazie Presidente, solo per dire che intanto sottoscrivo quanto appena detto dal collega Fasolino semplicemente perché è la verità, e per aggiungere che questa Regione, quando deve rispettare dei tempi, dei programmi, non manca e non ritarda di un giorno. E lo voglio dire in ordine a quella parte di PNRR che ovviamente riguarda le competenze del mio Assessorato, per dire e per dare anche la buona notizia che il 12 di maggio è stato approvato il programma GOL. E come noi abbiamo, io personalmente ho detto alla Commissione consiliare che approvata la delibera di Giunta, che come vedete è questa, è pronta, e quindi andrà in approvazione alla prossima Giunta, il piano seguirà correttamente la procedura del parere consiliare e quindi qui un po' smentisco chi affermava prima che è un rapporto tra Presidente e Ministri. No, cari colleghi, il rapporto è delle Regioni che sono rappresentate nella Conferenza delle Regioni, dai Presidenti, ma è soprattutto nelle Commissioni degli Assessori regionali per competenza. Tant'è vero che, per esempio, il programma PNRR GOL che afferisce a tutte le politiche del lavoro e alle tematiche del lavoro e dell'inclusione sociale è stato trattato, discusso, organizzato, prodotto dalla Commissione degli Assessori regionali, non foss'altro anche perché la competenza è una competenza primaria delle regioni. A questo punto voglio anche aggiungere che ad oggi, e dovevano arrivare a novembre, mancano ancora le linee guida ministeriali e di ANPAL, perché è l'Istituto che deve guidare il programma GOL insieme alle regioni, ma mancano ancora le linee guida, quindi noi abbiamo costruito il programma, e qui lo voglio sottolineare, grazie alla capacità di elaborazione dei programmi che ha l'Assessorato del lavoro in concerto con Aspal, perché non ci hanno dato uno straccio di indicazione e questo, cari colleghi, vi assicuro, ve lo potranno confermare tutti gli altri nostri colleghi delle altre regioni. Questo è un modus operandi che purtroppo "si poteva fare di più e meglio", probabilmente, ma noi abbiamo lavorato con queste condizioni e quando si tratta di investimenti la materia è ancora più complessa, non a caso si sta pensando di allungare i tempi; sappiamo che il premier Draghi non è d'accordo, perché giustamente, questo sì, qualcuno in apertura ha detto "non è un regalo il PNR", è un debito delle future generazioni", è la parte a fondo perduto è un'inezia in confronto invece al debito che dovremo sopportare tutti, ma soprattutto, appunto, chi dovrà pensare a una Sardegna e a un'Italia del domani. Su questo voglio chiudere davvero provando a fare una piccola analisi consuntiva; colleghi, smettiamola di parlare con frasi fatte o con posizioni precostituite, gli schemi della politica di ieri, della programmazione e pianificazione di ieri non esistono più, la pandemia e la guerra ci insegnano che amministrare, governare, soprattutto, è materia complessa e difficile e che invece dobbiamo essere pronti ed è per questo che anche io sottolineo l'esigenza che questo Consiglio regionale lavori di concerto, lavori insieme, lavori unito, perché purtroppo a volte le nostre scelte sono inficiate, cambiate, modificate radicalmente dagli eventi e dagli strumenti che vengono messi nella nostra disponibilità, su quelli dobbiamo essere capaci di intercettare le opportunità per lo sviluppo davvero della nostra Regione, ma che purtroppo non possiamo più permetterci, credetemi, con filosofia, di pensarlo a lungo termine, dobbiamo essere operativi nel presente e nell'immediato futuro, anche perché l'immediato futuro spesso e volentieri viene deciso altrove e soprattutto con decisioni che molte volte per noi diventano difficili da modificare, e le nostre richieste sono spesso inascoltate. Quindi, ecco perché credo che dobbiamo oggi riprendere un lavoro insieme, di concerto, ma basandoci sui documenti e sui programmi e i piani concreti, quelli che realmente sono ritenuti attuabili e non basarci invece su frasi o situazioni del fatto che alla Sardegna non è arrivato nulla sul PNRR, come qualcuno spesso ha rimarcato, no, colleghi, guardiamo esattamente quello che ci spetta, quello che ci è stato assegnato, ma impegniamoci a spenderlo, ad attuarlo, perché è davvero difficile capire alcune logiche. Noi stiamo parlando, e lo dico per le mie competenze, di un Programma, il GOL, che viene fatto sulla base di un sistema di accreditamento obsoleto, di un catalogo delle professioni che per essere modificato ha necessità di tempi lunghissimi, di assegnazione di scelta del contraente che è veramente materia complessa se non ci sono delle linee guida chiare che consentano davvero di attuare i programmi. Il PNRR è uno strumento straordinario e io credo che anche le norme e le procedure amministrative debbano essere al pari di questa misura straordinaria, che non combacia con le procedure esistenti e con la tempistica a nostra disposizione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dei lavori pubblici.

SALARIS ALDO, Assessore dei lavori pubblici. Grazie, Presidente, Assessore, onorevoli colleghi. Beh, per le parti che mi competono ho analizzato dettagliatamente quella che è la mozione a prima firma Moriconi e mi sembra veramente un estratto conto consuntivo dettagliato di quello che effettivamente oggi si è realizzato, di quello che oggi si è compiuto, di quello che oggi possiamo tangibilmente osservare, soprattutto grazie a meccanismi di trasparenza a nessuno può sfuggire quanto è contenuto in questa mozione. Perché è un resoconto consuntivo in maniera terza, imparziale, obiettiva e oggettiva? Perché riporta esattamente quello che da Roma ci è stato calato, perché è così, perché è un cammino iniziato con un Governo presieduto dal Presidente Conte e continuano poi col Presidente Draghi, oggi è un cammino che aveva delle tempistiche dettate dall'Europa con tempi brevi e certi e noi, che a cascata subiamo queste decisioni, abbiamo dovuto ammortizzare nella velocità della decisione che abbiamo dovuto adottare questi tempi che altrove sono stati persi e sprecati, non certo qui in Sardegna. E allora, vede, inizio punto per punto a dettagliare quelle che sono le osservazioni contenute in questo preciso e dettagliato resoconto. Per quanto riguarda la il Piano Pinqua stiamo parlando di una legge del Governo nazionale del dicembre 2019, perché scandire i tempi è molto importante. Nel dicembre 2019 viene promosso il Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare Pinqua, vengono destinati 3 miliardi per questo programma, e vengono stabiliti a livello romano centrale, senza alcuna concertazione, dal basso quelli che sono i criteri di partecipazione di Regioni, Città metropolitane, Comuni, sedi capoluogo di provincia, città di Aosta e Comuni con più di 60.000 abitanti, con una clausola inserita dal Governo di allora nel 2019 che dice che le regioni sono in quel caso dei soggetti aggregatori di strategie, e ad individuare la Regione come soggetto aggregatore di strategia in quel Programma dovevano essere i comuni, cioè i comuni che non raggiungevano i 60.000 abitanti per poter partecipare a quel programma avrebbero dovuto dire: "La Regione deve essere il nostro soggetto aggregatore". Nessuno a livello centrale ha mai contattato i comuni, nessuno a livello centrale ha mai sensibilizzato neppure le regioni, men che meno le province e le città metropolitane. Chi si è avvantaggiato di questo, e giustamente ben venga che lo abbia fatto, sono coloro che non avevano l'obbligo di indicare la Regione come soggetto aggregatore, ossia il Comune di Sassari, come l'onorevole Moriconi ha indicato, il Comune di Olbia, di Oristano, il Comune di Quartu Sant'Elena, per complessivi 56 milioni 528.188,90. Per quanto riguarda la Riqualificazione edilizia residenziale pubblica, sempre con Decreto Legge 59 nel maggio del 2021, viene approvato il Piano nazionale per gli interventi complementari, cioè un fondo complementare, al PNRR, per la riqualificazione dell'edilizia residenziale pubblica sicuro verde e sociale. Partendo da un risultato fondamentale, che noi riusciamo ad ottenere 45 milioni 188. 323, che mettiamo subito a bando per i comuni, e dico riusciamo in maniera molto dispiaciuta perché quando abbiamo visto quelli che sono i criteri che il Governo centrale ha posto senza alcuna interpellanza al basso, senza alcun confronto né con le regioni e né con altri enti, ci dice che il numero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica presenti in ciascuna Regione, immaginatevi quale è la nostra densità di popolazione e quella di altre regioni, equivale al 50 per cento del buon risultato della domanda al bando, che l'entità della popolazione residente nella Regione equivale per l'altro 20 per cento e che l'entità della popolazione residente in zone sismiche 1 e 2 equivale al 30 per cento, pensate a cosa, calandoli a terra, significano questi parametri per la nostra Regione, e malgrado questo siamo veramente riusciti ad ottenere quasi 46 milioni di risorse. Abbiamo interpellato immediatamente il Governo centrale per chiedere come mai anche la Regione venisse contemplata, la Regione Sardegna venisse contemplata in un criterio come quello che vede il rapporto tra entità di popolazione regionale e zona sismica e ci hanno detto che il Governo tratta provvedimenti di natura generale e nazionale e che non potevano essere applicati dei provvedimenti ad hoc, soprattutto in quello che era un Piano complementare al PNRR. Cioè, già persino nel Piano complementare non c'è stata nessuna correzione di criteri che invece avrebbero dovuto perequare quella che era la distribuzione delle risorse in questo momento storico, tutto questo stabilito e definito a livello centrale senza nessuna interpellanza. Per quanto riguarda le infrastrutture idriche primarie, beh, su queste diciamo che abbiamo scatenato le ire di regioni molto più importanti della nostra a livello di numero di abitanti e a livello di PIL, di Prodotto Interno Lordo, si parla di un totale di 203 milioni 237.900 e si tratta di opere di infrastrutture idriche a tutela della sicurezza dell'approvvigionamento idrico. Non sto ad elencarvi tutti gli interventi, però siamo riusciti ad ottenere 96 milioni e 500 dal PNRR, siamo riusciti ad ottenere, attraverso fondi complementari, altri 55 milioni, e siamo riusciti ad ottenere altri 51milioni tramite risorse statali, andando ad approfondire quello che era il meccanismo malato che il Governo centrale stava adoperando, nel senso che proprio in riferimento alla riduzione dei tempi, tempi che sono maturati alla fine, che ci hanno portato a una condizione di Last Time, come si suol dire, non per causa nostra, ripeto, sempre per motivazioni politiche di alternanza, di instabilità politica, perché questa è stata e questo stiamo vivendo a livello centrale, e oggi abbiamo dovuto ammortizzare questi tempi e ci hanno detto in sostanza con i numeri, attraverso mere procedure contabili, non certo attraverso circolari esplicative, che molte delle opere che già avevamo compreso come opere realizzabili in altre linee di finanziamento ci venivano asseverate come opere cantierabili e tecnicamente spondate sul PNRR. In sostanza ci stanno dando da una mano e ce ne stanno riprendendo dall'altra. Meccanismi di pura contabilità? Certo, meccanismi di pura contabilità dove a farne le spese sempre di decisioni non concordate con i livelli regionali subiamo noi, tutti, dentro e fuori da questo Palazzo, però possiamo essere soddisfatti e siamo soddisfatti, ripeto, perché abbiamo ottenuto su 225 milioni di opere 203 attraverso il finanziamento tra PNRR e Fondi complementari su opere per la salvaguardia e la messa in sicurezza dell'approvvigionamento idrico, rispetto a quello che sono i 203 dati dallo Stato e la differenza messi in cofinanziamento della Regione. Abbiamo tenuto più della Lombardia, nella Conferenza delle Regioni la Lombardia si è scatenata, non riusciva a capire le ragioni per cui la Sardegna veramente stesse ottenendo molto di più della Lombardia, e abbiamo ottenuto più del Lazio, voi solo sapete quanto è il Prodotto Interno Lordo di queste Regioni, rapportato ovviamente a quella che è la loro densità abitativa. Perché dobbiamo imparare a dirci la verità anche quando le cose vanno bene, non solo quando le cose non vanno bene. Questi sono dati. Continuando a esaminare nel dettaglio quelle che sono le osservazioni poste, ripeto, come un preciso rendiconto degli interventi, si segnalano anche la Programmazione fondi REACT-EU, dove si dice che i fondi sono stati destinati alla Basilicata, alla Calabria, alla Campania, alla Puglia, alla Sicilia attraverso il Piano operativo nazionale, i cosiddetti PON, e non sono destinati alla Sardegna, perché nel momento in cui il Governo si esprime su questo, la Sardegna non era nell'Obiettivo 1, è rientrata successivamente nell'Obiettivo 1 ed era troppo tardi rispetto a quello che era l'atto deliberativo di questo schema di regioni, al momento queste erano le regioni dell'Obiettivo 1, la Sardegna non era nell'Obiettivo 1. Per quanto riguarda interventi che non sono stati compresi nella mozione, ricordiamoci che siamo la seconda Regione in Italia che ha ottenuto su 410 milioni di euro a livello nazionale, 33 milioni di euro dal PNRR per la rete delle ciclovie della Sardegna, un progetto ambizioso che nasce nel 2015 e che stiamo portando avanti con orgoglio. Il Governo ci ha chiamato nel mese di luglio e ci ha detto: "O a settembre ci presentate uno studio di fattibilità tecnico-economico, o questi soldi sono persi"; ci siamo messi al lavoro, perché questo è un impegno che prese il Presidente della Conferenza Stato-Regioni, e insieme a lui anche io, ci siamo messi al lavoro e abbiamo portato a casa il risultato, i secondi in Italia. Per quanto riguarda l'onorevole Corrias; lei sa bene che, avendone già parlato, la questione viabilità purtroppo è un argomento che non è entrato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, appena abbiamo visto che era escluso, il sottoscritto insieme al presidente Christian Solinas abbiamo immediatamente sollecitato il Governo e lo abbiamo fatto immediatamente con il Ministro Giovannini, il quale ci ha detto che proprio per la questione, per quel minimo comune denominatore che caratterizza il Piano di rinascita sull'esperienza di altri Piani di rinascita, per i quali la storia ci ha insegnato che a volte sono andati ad essere destinati in "cattedrali del deserto", questa invece era una grande occasione storica ed è una grande occasione storica che non dobbiamo sprecare, era necessario avere a disposizione progetti immediatamente cantierabili, immaginatevi, in base all'orografia e alla fisiologia dei territori della nostra Regione, quelle che sono le caratteristiche geografiche nei nostri territori, cosa avrebbe significato, ci hanno spiegato, portare avanti una progettazione di nuove strade, senza considerare quella che è attualmente la normativa e le normative urbanistiche in vigore. Dunque, hanno pensato che, e non per non solo per noi, ma a livello nazionale, il tema strade potesse essere abbandonato. Non ci siamo arresi, non ci siamo arresi e siamo andati via dal Ministro Giovannini e siamo andati dalla Ministra del Sud, dall'onorevole Mara Carfagna, non ci siamo arresi e siamo andati da altri Ministri e abbiamo detto che uno dei nostri principali gap, uno dei nostri principali deficit era quello di avere un'infrastrutturazione stradale, ci mettiamo in mezzo anche i porti, perché sono le nostre strade, perché oggi nel resto della penisola hanno la possibilità di trafficare tranquillamente su un'autostrada da una regione all'altra, per noi il porto è il proseguimento della nostra strada, è la nostra strada, dunque hanno mantenuto la promessa, ci hanno garantito un fondo complementare e dentro quel fondo complementare siamo riusciti, nel giro di 26 giorni, a portare a casa 127 milioni di euro sulla viabilità stradale. Ovviamente escludiamo tutto quello che riguarda la viabilità che è in capo al Governo tramite la sua Società di gestione ANAS; va bene? Per quanto riguarda l'onorevole Agus; onorevole Agus, mi sarei aspettato una domanda diversa da lei per la precisione che la contraddistingue, per due serie di motivi: il primo è che l'Assessorato dei lavori pubblici regionale della Regione Sardegna non si occupa di edilizia sanitaria, però le darò una spiegazione, le do comunque una spiegazione perché è il ruolo che me lo richiede. Per quanto riguarda la questione dei prezzi noi abbiamo trovato nel 2019 un prezziario che era completamente da rifare, perché è uno strumento, non vorrei utilizzare il termine appropriato in quest'Aula, inadeguato; ci siamo messi subito al lavoro, il mio povero predecessore si è messo subito al lavoro per creare i tavoli con gli addetti preposti e soprattutto per seguire quello che è un processo che viene determinato dal Ministero competente, è il Ministero che ci dice quali sono i criteri che dobbiamo seguire, chi sono gli attori che dobbiamo invitare al tavolo e quali sono i margini di composizione di un prezzo da un minimo a un massimo entro il quale possiamo oscillare. Mah, vede, il lavoro era quasi chiuso, se non che poi siamo entrati in una pandemia mondiale, nessuno al mondo ha dato una soluzione a questa pandemia, dunque non dobbiamo.. credo che siamo nelle condizioni di non rimproverarci nulla. ma non noi, persino voi, nessuno di noi, tutti quanti, perché abbiamo fatto il possibile, e a volte abbiamo cercato di fare anche l'impossibile. Dunque pandemia, caro prezzi, irreperibilità di materiali, abbiamo dovuto stoppare perché c'era la creazione di bolle, si usa dire in linguaggio tecnico finanziario, abbiamo ripreso i lavori del prezziario e ci siamo trovati di fronte altri due fattori: il primo, un primo decreto da parte del Governo che dava delle direttive molto distorte di quello che era il famoso superbonus 110, lei sa e può immaginare qual è la bolla speculativa creata all'inizio da una mancata legiferazione appropriata di questo fenomeno sui prezzi di mercato, e poi la crisi ucraina, che ha portato a un mancato approvvigionamento delle risorse. Oggi, che stiamo cercando di chiudere attraverso la concertazione con le associazioni sindacali e quelle datoriali, stiamo cercando di chiudere uno strumento di programmazione e di definizione che comunque non ci consentirà di affrontare il problema a cui lei si riferiva, l'unico strumento che ci consentirà di affrontare quel problema è questo famoso decreto che è stato approvato dal Consiglio dei ministri, per il quale ancora non se ne ha pubblicazione, perché nell'articolo 26 o 27, se non erro, è il Governo nazionale che ci darà le direttive su quello che è l'indirizzo di una gestione della politica dei prezzi a livello regionale.

Ovvio che ci deve far trovare pronti ad avere uno strumento esecutivo effettivo, ed è quello che stiamo facendo nonostante, ripeto, pandemia, 110 e crisi ucraina, lo stiamo portando a termine, però ripeto, stiamo veramente aspettando che il Governo nazionale ci metta in condizioni di avere quelli che sono gli indirizzi, le compensazioni che attraverso il decreto dovrebbero essere finanziate e dovranno essere finanziate dal governo. Volevo chiudere dicendo, mi voglio rifare a una frase dell'onorevole Ganau; non è: "Io faccio da solo", dice l'onorevole Ganau, guardi onorevole, io credo che il Presidente della Giunta, l'onorevole Christian Solinas, abbia fatto quello che ognuno di noi, dotato di buonsenso potesse fare, quando prima sotto il Governo Conte e poi sotto il governo Draghi arrivavano delle richieste di invio, di invio di progetti cantierabili, non di idee progettuali da discutere, non di tavoli da aprire, di invio di progetti cantierabili per non perdere questa grande occasione, perché era l'unico modo per poterci dire tutti quanti e l'abbiamo fatto tutti e dodici Assessori, cerchiamo di realizzare il realizzabile. E non mi prendo la responsabilità di offendere nessuno di quei progetti che avevamo in cassaforte, nessuno, sono progetti che ci arrivano dalla vostra Amministrazione regionale, sono progetti che ci arrivano dai primi anni del nostro Governo, non offendo nessuno di quei progetti perché sono progetti che ci arrivano dai territori, sono progetti che ci arrivano dagli amministratori locali e continuo a considerarli come i maggiori e migliori conoscitori delle esigenze delle loro comunità. Dunque, bene ha fatto il presidente Solinas a sollecitare l'immediato invio dei progetti a tutti noi, e bene sta facendo l'intera Giunta e l'intero Consiglio a parlarne e di questo vi ringrazio, però sappiate bene che, onorevole ripeto, non è: "Io faccio da solo", ma da Roma ci è stato detto: "Dovete fare così." Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'industria.

PILI ANITA, Assessore tecnico dell'industria. Solo un minuto per dire che in realtà la Regione Sardegna nell'ambito del ruolo di coordinatore della Commissione ambiente energia della Conferenza delle regioni, svolge quel delicato ruolo di coordinamento per le tre priorità relative alla missione 2, rivoluzione verde e transizione ecologica. In particolare, insieme al Ministero della transizione ecologica, gestisce il coordinamento dei fondi di oltre 450 milioni relativi all'idrogeno, per cui la Sardegna ha già pubblicato il bando destinato ai privati. Inoltre ha il coordinamento dei 2,2 miliardi relativi all'implementazione delle comunità energetiche nei Comuni al di sotto dei 5000 abitanti e ha il coordinamento attraverso la parte ambiente della Commissione ambiente energia dei progetti di economia circolare. È molto vero quello che è stato detto dai miei colleghi, in particolare relativamente al fatto che il quadro entro cui tutti i bandi, gli avvisi e la progettualità deve in qualche modo espletarsi, è decisa a livello centrale da parte del Ministero.

Questo è chiaramente un difetto di questa programmazione che più volte abbiamo lamentato nell'ambito della Conferenza delle regioni, perché chiaramente relegare le regioni a subire dei quadri regolatori che di fatto non sono condivisi, ma sono imposti, per il nostro piccolo spazio abbiamo cercato di rendere i bandi più adeguati a quelle che sono le esigenze dei nostri territori regionali, perché in questo caso abbiamo svolto il lavoro per tutte le regioni, la tempistica che è stata richiamata dalla Vicepresidente è una tempistica che purtroppo non ci consente di essere maggiormente incisivi. Questo perché il Governo ha necessità di spendere le risorse entro delle date stabilite e pertanto entro quelle date noi dovremo aver pubblicato gli avvisi e anche stilato le graduatorie. Di fatto buona parte di queste risorse rappresenta dei finanziamenti ai nostri Comuni che dovranno quindi essere in grado di cogliere un'importantissima opportunità, proprio per questo abbiamo costituito qualche settimana fa insieme al coordinamento dell'ANCI e del CAL e insieme all'università un tavolo tecnico per coordinarci nell'ambito delle misure del PNRR che riguardano la transizione energetica nello specifico, ma che andranno a riguardare poi la programmazione, il lavoro e anche la transizione ecologica nella sua interezza, quindi l'ambiente, per poter mettere nelle migliori condizioni i nostri Comuni e soprattutto le nostre Comunità di poter cogliere le opportunità che questa straordinaria dimensione finanziaria che viene rivolta alla nostra Regione possa essere davvero proficua per la prospettiva di sviluppo del nostro territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Cesare Moriconi. Ne ha facoltà.

MORICONI CESARE (PD). Grazie Presidente e grazie soprattutto all'Aula, in modo particolare in questa fase conclusiva della discussione, che ha aperto un confronto importante che noi abbiamo proposto, sollecitato e auspicato tempo fa.

Facciamo analisi diverse e ci sta, abbiamo una lettura diversa di ciò che sta succedendo e ci sta assolutamente, poi chiaramente i dati tu puoi tirarli sino ad un certo punto perché quelli sono, sono oggettivi, e c'è un punto di caduta che io non ho capito se può essere lo stesso. L'assessore Fasolino non esclude l'ipotesi di una conclusione che preveda, un po' anche come negli auspici del Presidente della Regione, io ho fatto nella relazione il richiamo al suo impegno in occasione del congresso della CISL delle scelte condivise e delle strategie comuni, cioè le scelte condivise e le strategie comuni che sono pubblicate tra l'altro nel sito della Regione, sono una dichiarazione di volontà di coinvolgimento degli Stati generali. Qualcuno ha fatto riferimento alla necessità ecco che ci fosse una manifestazione più chiara, evidentemente forse non è stata colta, della volontà invece di perseguire quell'obiettivo di condivisione finale perché solo unitariamente anche i colleghi che sono intervenuti dell'opposizione hanno rimarcato, possono essere realizzati o realizzate delle soluzioni utili per la Sardegna. E io penso che per chiunque si sia letto quella mozione che i Gruppi delle opposizioni hanno sottoscritto, non c'è che questo, la ricerca della condivisione di una soluzione che riguardasse il coinvolgimento di tutte le parti istituzionali e sociali della nostra Regione per fare esattamente ciò che io penso debba esser fatto e possa esser fatto, dall'analisi dello stato di attuazione sugli interventi che riguardano le autonomie locali, le loro difficoltà e il supporto di cui potrebbero beneficiare dalla Regione, al di là voglio dire degli stanziamenti già impegnati, della verifica dello stato di attuazione sugli interventi che invece riguardano l'Amministrazione regionale, alla condivisione di un piano complementare al PNRR per la Sardegna per fare esattamente ciò che sta nelle dichiarazioni anche del Presidente della Regione di ieri che io considero tardive e che però voglio dire lamentano l'insoddisfazione di tutto ciò che ci si aspettava potesse arrivare e non è arrivato in ottemperanza agli impegni che lo Stato ha più volte certificato, negli impegni che ha assunto nei confronti della Regione Sardegna e che non ha ottemperato. E io penso che quella dichiarazione di insoddisfazione di tutto ciò che non c'è stato sino ad oggi nella ripartizione delle risorse del PNRR che quel miliardo e 200 milioni, io l'ho detto collega Saiu, ci siamo illusi o qualcuno evidentemente si è illuso che fosse qualcosa, certo è più di zero, ma è l'1,99 per cento ho detto delle risorse del MIMS e che noi siamo esclusi da molte di quelle risorse e poi è anche vero che a livello centrale si è deciso più di quanto non si dovesse fare perché è mancato il tempo e la possibilità di rendere partecipe tutte le regioni, ma è altrettanto vero che ci sono dei passaggi importanti che noi consideriamo nella nostra analisi, bypassati, il Consiglio regionale non è mai stato coinvolto. Oggi la discussione si apre se ci fosse stata da mesi fa, in questo modo sarebbe stata utilissima perché il parlamentare a Roma è più debole se non c'è la Regione, e la Regione è più debole se non ci sono i parlamentari, e se siamo assieme la battaglia combattuta in Parlamento e più efficace e i risultati che ha dato, importantissimi, l'assessore Salaris, sono nella mozione letti in quel modo, non in modo diverso, perché i 203 milioni che arrivano sull'idrico sono di più, rapportati in proporzione sono di più rispetto a quanto la Regione Sardegna potesse attendersi. Poi è vero, noi eravamo fuori dall'obiettivo 1, ciò che arriva in REACT-EU è ciò che sembra poi un intervento di compensazione che noi non troviamo a favore, voglio dire, della Regione Sardegna da nessuna parte. Noi avevamo dalla nostra parte quel tavolo che è vero è stato avviato lo scorso febbraio, è vero che è stato avviato mesi dopo i giorni nei quali quelle risorse del PNRR sono ripartite, quindi a tempo scaduto, e che il decreto legge numero 121 del 2021 è del settembre scorso, quel giorno lì quel decreto diceva che i criteri di priorità per la ripartizione delle risorse del PNRR dovevano tener conto degli esiti di quel tavolo e non poteva essere una questione di corrispondenza tra la Giunta regionale e il Governo, non è una questione burocratica, è una battaglia politica e se non bastavano le lettere avremmo dovuto agire politicamente con iniziative politiche fortissime con tutto il Consiglio, la Regione, le parti sociali, i parlamentari impegnati a Roma a rivendicare per ottenere tutto ciò che noi avevamo il diritto di ottenere. Per cui noi consideriamo la nostra analisi la giusta rappresentazione di ciò che leggiamo in ciò che è successo a Roma e pensiamo che per quanto comprensibile anche il senso di ciò che ci avete rappresentato, della difficoltà delle relazioni con il Governo romano, io penso che noi avremmo potuto combattere una battaglia diversa. Allora, per combattere la battaglia che ci resta da combattere, non possiamo organizzare una delegazione presso i Ministeri di turno, noi dobbiamo organizzare ciò che non esclude l'assessore Fasolino, ciò su cui si è impegnato il Presidente della Regione nel congresso della CISL, ciò che tutti noi credo non vogliamo evitare, io sono convinto che in quest'aula nessuno voglia evitare di incontrare gli Stati o di condividere con gli Stati generali un lavoro che possa produrre quegli effetti di recupero del gap che altrimenti si divaricherà ulteriormente tra la regione Sardegna e le altre regioni d'Italia attraverso la condivisione di un'iniziativa forte. Quel piano complementare nostro, e concludo Presidente, per fare della Sardegna o per fare nei rapporti con il Governo ciò che è stato fatto per la Salerno-Reggio Calabria che non era nelle condizioni di adeguatezza nei termini e nei tempi previsti dalle regole e dai criteri della Commissione europea, è stato risolto con uno stanziamento di risorse aggiuntive di quasi 10 miliardi di euro sul fondo complementare e io penso che quel fondo complementare può essere ampliato per ciò che spetta alla Regione, per tutto ciò che nel rispetto delle previsioni anche normative che accompagnano la programmazione del PNRR, la ripartizione di quelle risorse alla Sardegna tocchi. Ecco perché il nostro punto di caduta, quello che pensiamo il Consiglio debba condividere, non può che essere la condivisione del dispositivo finale della mozione. Abbiamo analisi diverse, premesse diverse, considerazioni diverse, però io penso che possiamo condividere il dispositivo finale di quella mozione che non propone niente di più, io sono convinto, questo Consiglio non può rinunciare a realizzare.

PRESIDENTE. Mi pare che i toni e anche il merito della discussione, soprattutto nella parte finale del dibattito, abbiano messo nel giusto binario il tema che è quello dei progetti della Sardegna e di uno strumento che purtroppo è di emergenza, è verticistico, io vi porto la testimonianza della Conferenza delle Assemblee legislative, trova la lamentela unanime delle regioni nei confronti del Governo che non ha consentito quegli spazi di concertazione che a sua volta non ha avuto dall'Europa. Però noi ovviamente non dobbiamo guardare le altre regioni, dobbiamo naturalmente guardare la nostra e mi pare che la discussione, soprattutto ribadisco nella parte conclusiva di questa seduta, si sia rimessa nel binario corretto.

Ringrazio naturalmente gli Assessori che hanno risposto in maniera puntuale alle osservazioni contenute nella mozione, altrettanto puntuale dell'onorevole Moriconi e quindi dando quel contributo di conoscenza di cui il Consiglio ha necessità. Non è un problema della Giunta, non è un problema del Presidente, non è un problema degli assessori, ma è un problema del Consiglio della Sardegna quello del PNRR. Ora siamo arrivati alla fase conclusiva, quindi alla votazione, alle dichiarazioni di voto della mozione, sempre che non ci sia, come io mi auguro, e quindi suggerisco una sospensione del Consiglio, la volontà di addivenire a una mozione che faccia tesoro degli interventi soprattutto della parte conclusiva del dibattito e produca un documento unitario come il Consiglio regionale secondo me ha il dovere di produrre. Ci sono state nella seduta le varie posizioni caratterizzate dalle diversità politiche, però adesso c'è la possibilità di arrivare a un provvedimento unitario, così come ha detto per parafrasare l'onorevole Moriconi, un punto di caduta unitario. Sospendo la seduta per esperire questo tentativo di responsabilità e maturità.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 48, viene ripresa alle ore 19 e 58.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula. Il punto di caduta è stato questo, nel senso che provvederò a fare un gruppo di lavoro, una delegazione del Consiglio regionale, equamente rappresentata, che proverà insomma a redigere un testo condiviso, partendo da quelle che sono state le analisi, ma soprattutto le conclusioni di questo dibattito che comunque io ritengo positivo e certamente utile. Quindi un testo che verrà depurato da quelle che sono le considerazioni che abbiamo svolto in quest'Aula e chiederà una prospettiva di futuro al programma fondamentale della Sardegna del domani, tenendo presente i tempi ristrettissimi che la tempistica del PNRR impone, che sono 2023 giugno e 2026 per quanto riguarda l'esecuzione dell'opera. Quindi sarà mia cura costituire questo gruppo di lavoro e sono certo, confido, che si possa arrivare a una soluzione e un documento condiviso, non per una parte o l'altra politica, ma per la Sardegna. La seduta è tolta. Il Consiglio sarà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 20.

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