Versione per la stampa http://www.consregsardegna.it/wp-content/plugins/print-o-matic/css/print-icon-small-black.png

Resoconto della seduta n. 180 del 27/10/2021

CLXXX SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 27 ottobre 2021

Presidenza del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

indi

del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

indi

del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

indi

del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

La seduta è aperta alle ore 11 e 57.

CERA EMANUELE, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 1° ottobre 2021 (169), che è approvato.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Sara Canu, Michele Cossa, Carla Cuccu, Michele Ennas, Annalisa Mele, Pietro Moro e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 27 ottobre 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Allora riprendiamo i lavori. Quindi da votare il testo dell'articolo 21 emendamenti, sì ma si era sospesa la votazione dell'articolo 21.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, siccome si sono succeduti nei giorni scorsi alcune richieste di intervento urgente del Presidente in Aula, possibilmente sulla situazione sanitaria soprattutto in riferimento all'ospedale di Nuoro. Io chiedo che oggi si possa sapere quando sarà possibile che l'intero Consiglio regionale possa incontrare il Presidente per parlare della sanità non solo di Nuoro ma di tutta la Regione. Siccome gli appelli sono arrivati da più parti da questi banchi e anche dai banchi dei colleghi della maggioranza, io credo che noi oggi abbiamo il diritto di sapere, di conoscere il momento in cui potremo discutere del drammatico problema della sanità in quest'Aula, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (Psd'Az). Grazie Presidente, sull'ordine dei lavori per diciamo integrare la richiesta che ha fatto poco fa il collega, per quanto riguarda la problematica sanità in generale, ma soprattutto sulla situazione di Nuoro, dove ogni giorno vediamo che la situazione sicuramente non sta migliorando e quindi naturalmente noi non solo siamo preoccupati, però vorremmo fare anche qualcosa di operativo nella sede opportuna. Stiamo chiedendo, l'abbiamo già chiesto chiedendo alla Vicepresidente di non solo prenderne nota ma di comunicare all'Assessore competente e al Presidente della Regione, un incontro da tenersi quanto prima. Il Presidente della Commissione sanità aveva già predisposto un incontro dove venivano invitati anche i sindaci rappresentanti di quel territorio. Io chiedo, e lo chiedo formalmente anche al Presidente della Commissione, perché sta succedendo che il Presidente sta organizzando l'incontro, però c'è qualche difficoltà, uno dice a me non va bene, possiamo chiedere che venga fissata quanto prima poi chi c'è, c'è! L'urgenza credo che meriti e non accettiamo assolutamente ulteriori rinvii.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Mario Mundula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MUNDULA ANTONIO MARIO (FdI). Grazie Presidente, no era solo per comunicare che la Commissione si riunirà il 3, mercoledì credo che sia, come convenuto con l'Assessore presente, il direttore della ATS presente, l'ANCI, CAL e tutti i direttori dei distretti che potranno rispondere su quella che non è la medicina ospedaliera ma la medicina territoriale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Ne approfitto perché, visto che si sta parlando di Nuoro, premetto che l'Assessore alla sanità è qui da circa mezz'ora, ho avuto modo di avere delle lamentele, perché noi ci siamo interessati in questi giorni della sclerosi multipla e si è ritenuto opportuno dare questo contributo sia a Sassari sia al Businco di Cagliari, Businco di Cagliari è ATS, è stato trasferito dal Binaghi. Ci siamo dimenticati, questa è grave, di due realtà territoriali: del Brotzu, al Brotzu ci sono 800 pazienti giornalieri, e Nuoro, Nuoro sono un po' meno, sono circa 650. L'Assessore dice però non ci sono le figure dei medici, però c'è una graduatoria aperta lo dirà meglio di me probabilmente l'amico Saiu e in qualsiasi caso visto che si stanno facendo un sacco di concorsi, che fa l'ATS ovviamente, si facciano anche quelli per Nuoro, possono essere prese dalla graduatoria e dare risposte per la sclerosi multipla, non si può dare da una parte sì dall'altra no. Credo di essere in condizioni il poter spendere una parola a favore di Nuoro stante la situazione di gravità nel quale si trova.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Sì Presidente, perché come i colleghi che sono intervenuti prima di me anche io sento forte la necessità di intervenire e di riportare all'interno del Consiglio regionale il dibattito su quella che oggi è l'emergenza prima in Sardegna. E non è solo l'emergenza del sistema sanitario, è soprattutto l'emergenza del sistema sanitario nel Nuorese. Quindi il mio appello all'Aula al di là delle proposte, per quanto nobili, di confronto, di dialogo, di discussione io chiedo a quest'Aula che tutti i consiglieri regionali eletti si impegnino attivamente per trovare le soluzioni che servono, perché di incontri, di confronti, di commissioni ne abbiamo avute abbastanza adesso serve, e lo dico con tutta l'energia di cui posso disporre nel dibattito in quest'aula, chiedo un piano di emergenza straordinario per l'ospedale San Francesco di Nuoro e la sanità Nuorese, perché noi oggi abbiamo l'esigenza, la priorità, l'emergenza di consentire ai reparti di riaprire, di consentire all'ospedale di funzionare e a questo piano straordinario di emergenza devono partecipare tutte le aree della Sardegna. Perché l'emergenza, chiedo scusa Presidente lei ha fatto parlare tutti, la pregherei di farmi terminare, quindi quello che io sto chiedendo a quest'Aula è che si discuta di soluzioni, di un piano con azioni una dietro l'altra individuate con dei termini, degli obiettivi e dei risultati altrimenti noi stiamo solo perdendo tempo e io non ho voglia di perdere altro tempo, a Nuoro non abbiamo voglia di perdere altro tempo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, credo che quanto detto in particolare il collega Oppi in relazione alla sclerosi multipla segnali in maniera netta il fatto che in alcuni casi non si tratta di una crisi di territorio ma una crisi di sistema, nelle crisi di sistema non si salva nessuno, un caso, fammi finire il ragionamento perché magari lo condividi, se riesci a trovare il modo di farmi concludere, lo dimostra il fatto plastico che la cura della sclerosi multipla sia in crisi nera nel centro Sardegna, quindi il polo di Nuoro, che come è già stato detto è in una crisi epocale, il fatto che però sia in crisi quello non può non avere ripercussioni sugli altri territori che ugualmente non reggono più. Questo è uno dei tanti casi, ma è tutto così, oggi non si salva niente e nessuno. Riguardo alla sclerosi multipla tra l'altro condivido il fatto che in questo caso la discussione sia arrivata in Aula non con un piano organico e omogeneo per intaccare i problemi a livello regionale e risolverli ma con emendamenti che ovviamente l'Aula ha votato perché ha ritenuto buoni. Ora credo che qualcosa si possa fare per omogeneizzare l'assistenza sanitaria, ma si deve partire da un investimento che non può essere quel milione di euro ripartito tra due poli che abbiamo visto quest'anno e solo per un'annualità, serve un investimento molto più serio e serve soprattutto l'ascolto di chi tutti i giorni si occupa della cura della patologia al Brotzu, al Binaghi sperando che ci torni prima o poi a Sassari, a Nuoro, e anche per creare il modo per cui i pazienti delle altre province abbiano la stessa parità di trattamento. Sono cose però, Presidente, che questo Consiglio ha già approvato in una mozione di un anno e mezzo fa che è rimasta lettera morta, siccome noi qui possiamo al massimo approvare mozioni, sono altri che dovrebbero prendere quegli atti e farne tesoro ed applicarli. Su questo, e chiudo, verranno presentate anche delle mozioni, in alcuni casi già presentate, in altre in procinto di esserlo nei prossimi giorni, e la discussione tornerà in maniera organica e esaustiva in Consiglio regionale tra 15 giorni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Sì per dire che mi trovo perfettamente d'accordo col mio collega Saiu sulla necessità di una discussione franca, precisa, puntuale e severa sullo stato della sanità a Nuoro, ma devo dire purtroppo non solo a Nuoro. Caro collega, la lista della spesa oggi delle cose che non funzionano nella sanità in Sardegna sono più lunghe di quello del territorio Nuorese. Purtroppo è giunto il momento non soltanto di fare l'elenco delle cose che non funzionano, io le potrei dire di Isili, le potrei dire di Muravera, di San Gavino, le potrei dire di Sorgono, le potrei dire di Sassari, le potrei dire della situazione dell'ospedale Microcitemico, le potrei fare un elenco lunghissimo. Il problema quindi non è di aggiungere cose che non funzionano a cose che non funzionano, è forse giunto il momento di prendersi le responsabilità politiche che hanno un nome un cognome. Chi governa la sanità oggi in Sardegna è il suo partito, chi governa la sanità in Sardegna è il suo Partito Sardo leghista, e lei deve prendere le responsabilità in capo e dire che il Governo è a guida lombarda in quell'assessorato. È inutile sparare nel mucchio, siete tre anni che governate la Sardegna, è giunto il momento di smettere dire che è colpa degli altri, da tre anni, gli altri non ci sono più, ci siete voi a governare la sanità in Sardegna.

(Interruzioni)

Lo abbiamo capito? È inutile che urliate siete voi i responsabili, il colore è ben preciso…

PRESIDENTE. La seduta è sospesa!

Vi sembrava il tono da utilizzare all'interno di un'Aula questo? Infatti ho sospeso i lavori, onorevole Solinas, ho sospeso i lavori, forse qualcuno non si è accorto.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 11, viene ripresa alle ore 12 e 14.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto.

Ha domandato di parlare la consigliera Elena Fancello. Ne ha facoltà.

FANCELLO ELENA (PSd'Az). Grazie Presidente. Abbiamo chiesto con una mozione depositata lunedì scorso la convocazione straordinaria di un Consiglio alla presenza dei parlamentari di ANCI…

PRESIDENTE. Onorevole, la devo interrompere, queste richieste si introducono con atto formale, non con brevi segnalazioni, le tolgo la parola. Onorevole Desirè Manca, deve intervenire lei?

Va bene, come volete. Rispettiamo, rispettiamo, rispettiamo… purtroppo devo mantenere l'ordine in aula, se io sull'ordine dei lavori…

(Interruzioni del consigliere Giovanni Satta)

PRESIDENTE. Onorevole Satta, non alzi la voce, non alzi la voce, se io consento a tutti di introdurre argomenti che non riguardano la discussione di questo documento, c'è il caos. Mi dispiace, non è un problema nei confronti dei consiglieri, ma si rispettano le regole per tutti, maggioranza e opposizione, maggioranza e opposizione.

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge Giagoni - Mula - Sechi - Mura - Cera - Canu - Caredda: Disposizioni di carattere istituzionale-finanziario e in materia di sviluppo economico e sociale (284/A).

Siamo arrivati all'articolo 21. Comma 617.

Eravamo rimasti al numero 583.

Metto in votazione il testo dell'articolo. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 617. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 136. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 137 è decaduto. Il numero 587 è ritirato, il 578, a pagina 552… prestate attenzione, l'ho già detta, signori, io ripeto dieci volte, però non sono a disposizione di qualsiasi consigliere che chiede di ripetere le cose cento volte, pagina 552, l'avete sentito, 552.

Metto in votazione l'emendamento numero 578. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

L'emendamento numero 473 risulta decaduto.

Il Consiglio è sospeso per trenta secondi.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 21, viene ripresa alle ore 12 e 27.)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 24. Ricordate, sino all'articolo 23… il 23 è stato votato, assolutamente sì. All'articolo 24 sono stati presentati degli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Valerio De Giorgi, relatore.

DE GIORGI VALERIO, relatore. Per i soppressivi totali parere negativo, quindi sul 306 e 504, e gli altri sono rinviati all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Grazie Presidente. Chiederei la presenza anche dell'Assessore dell'istruzione, visto che stiamo parlando di un comma dove si tratta questo argomento.

PRESIDENTE. Ha un problema di salute, è in ospedale.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Non lo sapevo, perfetto.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 29, viene ripresa alle ore 12 e 39.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Grazie Presidente. Intervengo sull'articolo 24 e chiedo, per quanto è possibile, l'attenzione dell'Aula e l'attenzione della Giunta su un articolo 24 che probabilmente, secondo alcuni, ha poco interesse, però io proprio ritengo che sia uno degli articoli più identitari di questa legge omnibus. Ricordo ai colleghi che riguarda la legge regionale numero 22 del 2018, che detta norme in politica linguistica regionale. È stata una delle leggi più discusse nella scorsa legislatura che ha visto l'impegno della seconda Commissione, che ha visto l'impegno di diversi uomini di cultura del mondo della scuola, e che dopo tanti anni ha dato alla Regione sarda la possibilità di avere una legge condivisa, sottolineo condivisa in tutto il territorio regionale, in materia linguistica. È stato un lavoro duro, difficile, però su uno degli elementi più divisivi che avevamo in Sardegna, che abbiamo in Sardegna, che è il discorso su quale sia la lingua sarda, noi dopo due anni di lavoro siamo riusciti ad ottenere un testo condiviso. Oggi ci sorprende e ci sorprende molto, e mi rivolgo al mio amico Capogruppo del Partito Sardo d'Azione, che probabilmente in un momento di distrazione si proponga la lettera a) dell'articolo 24. Leggendo la lettera a) dell'articolo 24, in qualche modo voi state riconoscendo soltanto due macroaree di lingua: quella logudorese e campidanese. Io credo che questo sia un errore, sia un errore forte soprattutto quando è fatto da un partito al governo, come il Partito Sardo d'Azione, che non ha mai detto che la lingua sarda si può in qualche modo soltanto definire in due macro varietà, ma che è una cosa molto più complessa e sulla quale la lingua deve rappresentare tutto il popolo sardo e ha tutta una serie di sfumature, ampie, diverse, varie componenti politiche, sociali, culturali e perfino artistiche. Per cui dire che la lingua sarda, al comma a) dell'articolo 24, nelle sue macro varietà, campidanese e logudorese, è un'offesa al lavoro fatto nella scorsa legislatura, è un'offesa nei confronti di tutti quelli che ritengono che le varietà della lingua sarda siano più diffuse, siano diverse e devono in qualche modo essere rappresentate da tutte le componenti di cui la Sardegna è ricca. Per cui non basta, come è successo, fare le dichiarazioni programmatiche in sardo, basta rispettare quello che è stato deciso dagli uomini che ci hanno lavorato. Per cui noi all'articolo 24 abbiamo presentato un emendamento soppressivo che dal relatore è stato bocciato, però è stato accolto quello della maggioranza, e anche su questo, cari colleghi, ci possiamo dividere su tutto, ci siamo divisi ieri sui comitati di amministrazione, stamattina ci siamo riscaldati sulla sanità, però sulla lingua sarda, cari colleghi, che è un patrimonio di tutti io vi chiederei di non dividerci. Per cui non capisco come il nostro emendamento sia stato bocciato e il vostro, che è identico al nostro, è stato dichiarato ammissibile. Ci sono poche cose che ci dividono, la politica ad esempio, il modo che avete di rappresentare i problemi dei sardi, ma così come il territorio, così come l'identità, così come la cultura, e così come la lingua, che ci devono unire, io vi chiedo, cari colleghi, di essere uniti su questo emendamento, di essere uniti su questa volontà di sopprimere l'articolo 24, e di ritornare all'origine del motivo per cui siamo qui, per lavorare tutti insieme. Allora, cari colleghi, mi rivolgo soprattutto agli amici del Partito Sardo d'Azione, ritorniamo in quella identità forte che ci ha permesso di approvare la legge numero 22 del 2018, abbandoniamo un attimo lo spirito difensivo, e riconosciamo almeno sulla lingua l'unità che i Sardi si aspettano da noi.

PRESIDENTE. Grazie. Prima di dare la parola all'onorevole Desirè Manca, saluto l'onorevole Massimo Zedda. Bentornato, come diciamo dalle nostre parti, "a non nde bidere pius, a chent'annos un'attera".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Grazie, in modo particolare alla collega Manca. Io mi ero iscritta già da prima, ma non ha importanza perché sicuramente il discorso che ha già ha fatto l'onorevole Comandini, e sicuramente anche l'onorevole Manca, avrebbe continuato su quel solco e io anche, soprattutto perché già in discussione generale della legge, della proposta di legge… Presidente, forse, se vuole sospendere un minuto, così abbiamo l'opportunità di salutare il collega Zedda

PRESIDENTE. Sì, sospendo i lavori.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 46, viene ripresa alle ore 12 e 47.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, doverosamente sospesi perché è rientrato in Aula l'onorevole Massimo Zedda, a cui rinnoviamo tutti i migliori auguri di una prontissima e totale guarigione, però il fatto che sia già in Aula è un motivo di grandissima soddisfazione, quindi era importante sospendere per consentire ai consiglieri di salutarlo, io stesso l'ho fatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Dicevo che rispetto all'articolo 24, anche in discussione generale dell'intero disegno di legge, avevo espresso le mie perplessità sul fatto che, contrariamente a quanto si era suggerito in seconda Commissione e sul quale suggerimento l'assessore Biancareddu si era pronunciato per uno stralcio proprio dei commi in modo particolare a) ed f) che introducono la dicitura nella variante campidanese e logudorese, ecco, ci dispiace naturalmente vedere che questo stralcio non è stato effettuato a monte, ci dispiace perché quando si chiede un parere a una Commissione è evidente a tutti noi che si tratta di un parere non vincolante, però la discussione che si fece in Commissione, anche con la maggioranza, fu proprio quella di riflettere su una modifica ad una legge così importante per tutti noi sardi, che avrebbe meritato un percorso e un iter legislativo dignitoso, cioè tornando se è necessario sulla legge 22, chiamando ancora in audizione gli esperti che già sono stati sicuramente consultati per la legge 22 e conferendo a questa legge e ad eventuali modifiche una dignità diversa da quella di una modifica frettolosa e anche un po', scusate l'espressione, ma un po' posticcia, che stiamo facendo in una legge di assestamento di bilancio. Ecco, ci dispiace moltissimo dover verificare che i discorsi fatti da persone a mio avviso che dovrebbero mantenere la parola data nelle sedi istituzionali come una Commissione non venga mantenuta. Questo ovviamente personalmente, oltre a dispiacermi, mi lascia anche molto perplessa e penso ancora una volta a chi ci legge da fuori, a chi ci ascolta da fuori, e vede alcune azioni incomprensibili che sembrano voler introdurre in un ambito che non gli appartiene, quello ripeto di un bilancio che introduce modifiche di cultura, modifiche profonde per la cultura sarda, ecco, per usare un'espressione cara al nostro Presidente del Consiglio, mi pare si voglia introdurre surrettiziamente qualcosa in un ambito inadeguato, inopportuno. Anche io quindi invito alla riflessione i colleghi della maggioranza, invito allo stralcio ancora possibile del comma a) dal comma f), ecco perché mi concentro su questi due commi, perché sugli altri avevamo concesso, proprio a causa del Covid che rendeva difficile le certificazioni delle competenze degli esperti e dei docenti, avevamo concesso ancora per un anno la deroga alle certificazioni, così come previste dalla legge, con l'autocertificazione; ci dispiace che rispetto a una certa concessione si siano allargate invece le maglie e, continuo a insistere, inspiegabilmente. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caddeo. Peraltro Io, in occasione dell'intervento dell'onorevole Fancello, sono sembrato un po' brusco, naturalmente non c'è nessuna intenzione di togliere la parola a nessuno, però c'è l'esigenza di far rispettare purtroppo le regole il cui rispetto non deve mai consentire e autorizzare nessuno a inserire argomenti, che sono importanti, ma che purtroppo non sono all'ordine del giorno. Mi sembrava doveroso anche sottolineare questo nei confronti dell'onorevole Fancello che, giustamente, ha pensato di sentirsi risentita, ma non era mia intenzione assolutamente togliere la parola nei suoi confronti, come non la tolgo a nessuno quando intervengono sull'argomento in discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie, Presidente. Alla luce delle considerazioni fatte sull'articolo 24 io volevo ricordare che c'era intenzione da parte di questa maggioranza di votare l'emendamento 504 che è il soppressivo dell'articolo; perché? Perché c'è stato un impegno da parte dell'Assessore, non solo in Commissione, ma quello al quale sta già lavorando per presentare un disegno di legge organica, e in quell'occasione rivedremo tutte le perplessità che sono state dette dai colleghi, quale lingua eccetera. Quindi, noi siamo favorevoli sul 504 che, di fatto, sopprime l'intero articolo 24, e siamo in attesa che venga presentato il disegno di legge organica sul quale naturalmente tutti quanti noi potremo dire la nostra, sostanzialmente.

PRESIDENTE. Assolutamente condivisibili le osservazioni dell'onorevole Mula e dell'onorevole Caddeo.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Chiedo scusa, giusto per spiegare due cose facendo una premessa. Anche questo articolo così scritto e l'emendamento proposto dalla maggioranza andrebbe in qualche modo collegato al lavoro fatto dalla seconda Commissione, in quanto se è abrogativo l'emendamento presentato dalla maggioranza abroga tutti i commi, sino al comma f), i commi contestati sono il comma a) e il comma f), i commi b), c) d) ed e) permettono l'applicazione della legge in una situazione particolarmente difficile, complicata ed economica come questa, relativamente all'insegnamento della lingua all'interno delle scuole. Quello che chiedevamo noi era l'abrogazione del comma a) e del comma f) che introducono un ragionamento linguistico riducendolo soltanto alle macro aree campidanese e logudorese, e lasciando le parti sane dell'articolo, che abbiamo visto anche in Commissione, che permettono l'applicazione della legge in questo momento di pandemia e di difficoltà. Fra l'altro era una deroga che era stata già approvata nel 2020, la autocertificazione, le ore settimanali, perché altrimenti si rischierebbe anche nelle scuole per quest'anno scolastico di non poter in qualche modo proporre l'insegnamento della lingua. Per cui se vogliamo, trenta secondi, coordiniamo, se siete d'accordo, almeno per continuare a rendere applicabile la legge stessa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). È comprensibile la preoccupazione del collega, io chiederei, perché abbiamo oggi l'indisponibilità da parte dell'Assessore per un problema di salute quindi potremmo anche… allora, noi ci fidiamo e ne siamo pienamente convinti che quello che sta preparando l'Assessore vada nella direzione penso di quella che è la volontà dell'intera Aula, se poi le perplessità sollevate dal collega, per quanto riguarda invece alcuni articoli che di fatto potrebbero interferire, io chiedo Presidente magari se possiamo rinviare, nel mentre possiamo sentire il Direttore generale per cercare di capire che effettivamente non ci sia qualche problema di tipo tecnico abrogando l'intero articolo.

PRESIDENTE. Io, se posso introdurre un argomento magari dirimente, anche per quanto riguarda le osservazioni dell'onorevole Comandini, che sono corrette, però all'articolo 20, secondo comma, che abbiamo già approvato, di fatto vanno incontro a quelle che sono le corrette osservazioni dell'onorevole Comandini e quindi possiamo procedere all'approvazione, così come suggerito dall'onorevole Caddeo e dall'onorevole Mula, per fare diciamo un intervento organico e maggiormente pertinente. Quindi, emendamenti 306 e 504.

Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Ovviamente decadono tutti quanti gli emendamenti all'articolo 24. Passiamo all'esame dell'articolo 25 a cui sono stati presentati degli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Valerio De Giorgi, relatore di maggioranza.

DE GIORGI VALERIO (MISTO), relatore di maggioranza. Rinvio all'Aula.

PRESIDENTE. La Giunta è conforme. Emendamento 604 sostitutivo. Qui praticamente c'è una congiunzione solamente in più.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Articolo 25. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento 313. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 26, a cui sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Valerio De Giorgi, relatore di maggioranza.

DE GIORGI VALERIO (MISTO), relatore di maggioranza. Tutto rinviato all'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS SALVATORE (PD). Grazie, Presidente. L'articolo 26 dentro l'omnibus è un articolo di non poco conto, io ho posto la questione sia in Commissione prima che in Commissione quinta, tanto da portare in Aula l'emendamento 138, che è un soppressivo parziale. La questione qual è? Qua si sta modificando la legge regionale 12 del 94 che, ricordo all'Aula, tratta di usi civici, inserendo dopo il comma 2 bis dell'articolo 17 della stessa legge il comma 2 ter che, in sostanza, apporta delle modifiche alla ratio della stessa legge laddove indica, cosa che ritengo buona e giusta, che per i mutamenti di destinazione che sono insiti al fatto che i territori concessi dai Comuni o da chi per essi a Forestas siano chiaramente sottoposti all'istituto di sospensione o di altra natura previsti dalla stessa legge numero 12, vengano indennizzati dall'agenzia Forestas in una maniera inedita e nuova che condivido, cosa finora mai verificatasi. Ma dov'è il soppressivo parziale? Riguarda l'espunzione di fatto di questo breve periodo: "Le Amministrazioni comunali sono tenute a reinvestire le cifre trasferite ai sensi del presente comma nel miglioramento dei terreni concessi a questo fine". Io credo che sia una contraddizione in termini, nel senso che si tratterebbe di una mera e semplice partita di giro. Credo piuttosto che sopprimere parzialmente l'articolo, quindi espungere questa parte, significhi rispettare la ratio originaria della legge numero 12 e consentire che ciò che i Comuni, che fra l'altro hanno bisogno di risorse, introitano da Forestas possa essere reinvestito anche al di fuori dei compendi di Forestas specie laddove insiste l'uso civico. Si tratterebbe appunto, in questo caso, di poter investire su opere di interesse generale. Bene, questo emendamento contiene in sostanza questa nostra aspettativa che ho già condiviso informalmente con diversi colleghi di questo emiciclo e che ad essi rimando per una valutazione condivisa.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Fra i colleghi di cui stava accennando il collega Corrias, stamattina abbiamo fatto un ragionamento. Io inviterei in quest'aula i sindaci, l'emendamento dico che è pertinente perché noi l'abbiamo vissuto in prima persona per quanto riguarda la situazione di Orosei, quindi presumo che anche gli altri Comuni si trovino nella stessa condizione. Cioè se l'ente Foreste versa un canone al Comune, noi diciamo: No, tu sei obbligato questi soldi a investirli in quel bene. Già sappiamo che i bilanci comunali sono ridotti all'osso, io penso che se un canone mi arriva da parte di un bene del Comune, io devo avere anche la libertà di poterlo investire in un altro bene, cosa diversa è se un terreno è gravato da uso civico.

Allora possiamo dire che se io introito delle somme, il che vuol dire che quel Comune ha adottato un piano di valorizzazione delle terre civiche, che è stato approvato non solo dall'Amministrazione ma anche dalla Giunta regionale, se io introito delle somme le posso reinvestire anche in un altro terreno che è gravato da uso civico, ma se il terreno è libero e io introito degli oneri è naturale che io amministrazione posso utilizzare per fare delle migliorie anche in un altro terreno, non deve essere vincolato a utilizzarlo per forza su quel terreno. Quindi io ne condivido assolutamente la ratio e inviterei i colleghi di farci un ragionamento e se serve ci possiamo fermare anche qualche minuto, perché ripeto, ne va dell'economia dei Comuni che in questo caso ogni giorno giustamente si lamentano di non avere le risorse e poi di fatto si trovano anche vincolati da leggi che noi facciamo e che forse non abbiamo valutato bene.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Il tema degli usi civici, ne abbiamo discusso in varie occasioni, è un tema sicuramente che genera problematiche e genera difficoltà di gestione nell'ambito delle comunità della Sardegna e in particolar modo sulla difficoltà attraverso la quale la gestione dell'ordinario, del rapporto non solo tra i beni pubblici concessi, come appunto si discuteva poco fa, ma anche quelli che riguardano le proprietà private, sono una grande problematica. Io credo, come abbiamo avuto modo di discutere con alcuni colleghi anche della maggioranza, che il tema possa essere certamente oggetto di un approfondimento e di una revisione globale laddove ci si possa spingere nell'ambito di questa urgenza che non è solo quella che condivido pienamente, rispetto all'emendamento numero 138 di cui ha parlato poc'anzi il collega onorevole Corrias, specie per chi appunto ha dato in gestione, quindi in concessione i terreni a Forestas e quindi che già sono oggetto di valorizzazione, che già sono oggetto di interventi, ma come veniva detto prima nella forte limitatezza dei bilanci comunali, soprattutto dei piccoli comuni, avere qualche risorsa che possa essere destinata sempre alla collettività ma anche in altri ambiti è molto importante. Ma richiamo l'attenzione sull'emendamento numero 390 che abbiamo proposto e su cui abbiamo avuto modo anche di discutere che recepisce sostanzialmente le previsioni della legge numero 108 del luglio scorso insomma, l'articolo 63 bis in sede di conversione del DL 77 del 31 maggio che sostanzialmente in poche parole consente ai Comuni di poter gestire meglio i trasferimenti del diritto di uso civico e le permute che quotidianamente sono oggetto di grandi problematiche. Ora la valutazione che volevo sottoporre all'Aula, sulla quale evidentemente saremmo anche disponibili a ragionare, è quella di valutare se proprio in ragione di questa grande urgenza, in ragione delle tante problematiche che i Comuni hanno anche in materia di contratti già posti in essere, di documenti che riguardano i privati che sono già in essere e che non consentono in realtà di disporre anche dell'immobile, non possa essere valutata magari la possibilità di ragionare già in questa sede a questa modifica che contribuirebbe a migliorare e a risolvere una serie di problematiche, oppure se ci possa essere comunque l'impegno a prendere in carico quanto prima una revisione globale del tema, ma quanto prima vuol dire veramente subito, perché ripeto le comunità della Sardegna, molti comuni, hanno impellenti problemi anche talvolta cause pendenti su questioni legate ai terreni di uso civico e sicuramente può essere un modo anche questo per aiutare la ripresa dell'economia della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Sempre naturalmente attinente a quello, ho avuto informazioni, Presidente, non solo dall'Assessore ma anche dall'Assessorato e dagli Uffici che quello che noi stiamo dicendo non solo è corretto ma è anche pertinente e anche applicabile. Quindi se l'Aula è d'accordo, io chiederei che l'emendamento potrebbe andar bene in questi termini.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Solo per unirmi intanto a quanto detto dai colleghi, perché si tratta di un tema caro alle Comunità e alle Amministrazioni comunali e quando dico caro dico lo dico anche nell'accezione che sta per costoso perché anche in questo periodo questo tema viene purtroppo dibattuto nei tribunali in cause che coinvolgono anche privati. Sottopongo però all'Aula una questione, pochi mesi fa è stata approvata a livello nazionale una legge in materia di usi civici, io ricordo che spesso leggi regionali che insistevano su questa materia sono state oggetto di impugnazione, non entro nel merito del fatto che fosse o meno giusta perché lo farà la Corte Costituzionale quando sarà il momento, ritengo però sia importante fare una ricognizione chiara di quello che sta avvenendo a livello nazionale, perché a quanto mi risulta ci sono regioni che sono riuscite a superare in maniera tale da rimanere indenne ai ricorsi, i problemi che si verificano nella nostra Regione. Tra l'altro alcuni tra i promotori, uno sicuramente l'onorevole Alberto Manca, di quella legge, è sardo e sarebbe utile se la Commissione che si occupa di ambiente e territorio promuovesse un'audizione con i parlamentari in modo da evitare che la mano destra non sappia quello che fa la sinistra, magari anche utilizzando le esperienze comuni è possibile ottenere un risultato ed evitare magari l'ennesima buona intenzione che poi si scontra contro il fatto che magari non sia competenza regionale, che ci siano già norme dello Stato capace di arrivare allo stesso risultato. Lo dico anche perché ARGEA nella catalogazione era apparsa critica, quella fatta anni fa per diversi territori, oggi però i tempi sono maturi anche vista la presenza di una norma statale per affrontare il tema e magari risolverlo. Teniamo conto, e chiudo, che i tempi non possono essere lunghissimi, si tratta di qualcosa che secondo me questo Consiglio regionale e in particolare la Commissione ambiente e territorio deve essere in grado di mettere in campo già nel prossimo periodo. A volte si ha in mano la soluzione, magari si cercano altre strade pur avendo una via preferenziale per raggiungere lo stesso risultato. Per cui, Presidente, io le chiederei di caldeggiare questa iniziativa e magari in quell'occasione anche coinvolgere attorno al tavolo tutti i soggetti direttamente coinvolti, in primo luogo ARGEA sicuramente, però anche altri.

PRESIDENTE. Condivido onorevole Agus, perché il tema degli usi civici è un tema rispetto al quale la Regione probabilmente anzi sicuramente non ha mano libera.

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

MURGIA GABRIELLA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Per informare l'Aula appunto che gli Uffici stanno predisponendo le direttive, proprio in virtù del fatto che c'è stata una variazione della normativa nazionale e quindi a tempi tecnici giusto per le ultime verifiche giuridiche, però ci sarà una delibera che è già predisposta con allegate le nuove direttive per gli usi civici.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fausto Piga. Ne ha facoltà.

PIGA FAUSTO (FdI). Intervengo anch'io su questo articolo 26 condividendo il pensiero dei colleghi, ma portando all'attenzione dell'Aula anche un problema che non è stato toccato e che in precedenza avevo avuto modo di interloquire sia con l'Assessorato dell'ambiente con i vertici di Forestas. Perché questo emendamento o meglio questo articolo parte anche dalla considerazione che in questo momento c'è una situazione di stallo anche per le convenzioni per la gestione dei cantieri forestali tra i comuni e l'Agenzia Forestas, proprio perché c'è un problema di quantificazione delle varie indennità. Pertanto qualsiasi modifica che comunque debba essere fatta a questo articolato, cerchiamo di valutarla attentamente con gli Uffici perché da questo articolo noi sblocchiamo le convenzioni e quindi si dà possibilità all'Agenzia Forestas di rinnovare nuovamente le convenzioni ventennali che per molti Comuni sono scadute, non vorrei che comunque anche nella confusione dei lavori nell'aula, venga tolto qualche aspetto che poi vada nuovamente a ingessare questa situazione.

Perché ci sono numerosi comuni che in questo momento hanno il cantiere forestale praticamente da gestire in modo autonomo, che non possono assolutamente fare e che devono in tempi brevi nuovamente rinnovare la convenzione con Forestas.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alessandro Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S), Non potevo non intervenire sulla questione usi civici dato che anche noi abbiamo cercato di dare impulso all'attività della Regione in varie occasioni, tra cui mozioni, abbiamo presentato anche un emendamento a questa legge. Prendiamo atto dell'impegno che la maggioranza e la Giunta stanno prendendo in quest'Aula oggi relativamente alla redazione di una normativa organica sul tema, non starò a ripetere qui quanto è importante la tematica degli usi civici per la Sardegna ed ugualmente quanto è importante avere adesso la possibilità, grazie anche all'emendamento presentato dal deputato Manca alla legge nazionale, di poterlo fare su base regionale senza dover subire le lungaggini della necessità di interfacciarsi con l'attività ministeriale.

Quindi noi prendiamo atto di questo impegno, sicuramente vigileremo e continueremo a dare impulso in tutta la misura che sarà necessaria per poter dare ora effettivamente risposta, essendo ora in nostro potere, a tutte le comunità e a tutti i cittadini che hanno problematiche o necessità relativamente agli usi civici.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Per comunicare il ritiro dell'emendamento numero 390 a seguito dei chiarimenti che sono stati dati e sui quali, anche grazie ai chiarimenti e alle specifiche dell'Assessora, confidiamo che questo possa avvenire quanto prima.

Chiederei, sempre nell'ambito dell'ordine dei lavori, che l'Aula possa accogliere l'emendamento numero 138 perché nell'ambito del tema, sia delle convenzioni esistenti, sia dei rinnovi, e conosciamo molto bene il tema per il quale poi comunque in caso di esistenza di piano di valorizzazione degli usi civici approvato comunque consente di realizzare e di sottoscrivere le convenzioni con Forestas, e lo dico per esperienza personale, comunque cogliendo il vantaggio superiore e l'obiettivo superiore rispetto a quanto è stato detto e auspicando la pubblicazione quanto prima delle linee guida che annunciava l'Assessora, ritiriamo l'emendamento numero 390.

PRESIDENTE. Emendamento numero 138.

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

MURGIA GABRIELLA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il parere sull'emendamento è favorevole per quello che ci siamo detti prima.

Metto in votazione l'emendamento numero 138. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'articolo 26. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 314. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 390 è stato ritirato.

Passiamo all'esame dell'articolo 27 e dei relativi emendamenti.

Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Valerio De Giorgi, relatore di maggioranza.

DE GIORGI VALERIO (MISTO), relatore di maggioranza. Il parere è contrario per gli emendamenti soppressivi totali numero 35 uguale al 116 e al 218, rinviati all'aula gli altri.

PRESIDENTE. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

Metto in votazione l'emendamento numero 35, uguale al 116 e al 218.

Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 117. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 27. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 398. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 399. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 400. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 28 e dei relativi emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Valerio De Giorgi, relatore di maggioranza.

DE GIORGI VALERIO (MISTO), relatore di maggioranza. Allora, per gli emendamenti soppressivi totali il parere è contrario; per tutti gli altri emendamenti c'è il rinvio all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme.

PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'articolo 28 e sugli emendamenti.

È iscritta a parlare la consigliera Desiré Alma Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ ALMA (M5S). Presidente, non si può non intervenire su questo articolo, forse uno dei più importanti di tutta la proposta di legge che è stata presentata dai colleghi. Ed è significativo anche leggere che cercate di mettere una pezza con questo articolo su una riforma sanitaria che avevate scritto, che vi siete votati e che non siete stati in grado poi neanche di metterla in pratica. E allora in questo articolo scegliete di istituire un nuovo ente, che è l'ente di gestione regionale sanitaria liquidatoria. Cioè, voi scegliete, visto che non siete stati in grado di mettere in pratica la riforma sanitaria che avete portato in quest'Aula, che vi siete votati anche in quel momento con la massima urgenza, io mi ricordo nel periodo della pandemia, dove si doveva parlare di tutto, trovare le soluzioni a tutto, voi con la massima urgenza avete portato questa riforma sanitaria perché dovevate votarla subito, perché sarebbe stata la riforma sanitaria in grado di risolvere i veri problemi sanitari della Sardegna. E invece, poi, a distanza di più di un anno in questo articolo cercate di istituire questo nuovo ente liquidatorio che costerà ai sardi la modica cifra di 2 milioni di euro, minimo. Quindi i sardi dovranno pagare 2 milioni di euro per permettervi di chiudere la situazione creata dalla vecchia ATS, per cui chiudere le partite dell'ATS, formare finalmente le vostre ASL che avete così venduto mediaticamente a tutti i sardi, e per fare questo naturalmente ci vorranno solo 2 milioni di euro, minimo. Ma siccome non siete stati in grado di applicare quella legge che vi siete votati, e prova ne sia che a distanza di più di un anno io sento anche tutte le lamentele e gli accorati appelli che ci arrivano addirittura dalla forza politica che esprime l'Assessore alla Sanità. Io stamattina sono arrivata e ho sentito l'accorato appello del collega della Lega, il quale ha chiesto a tutto il Consiglio di unirsi per cercare di trovare le soluzioni e per risolvere il problema sanitario della Sardegna, lui indicava specificatamente un territorio che era quello di Nuoro, e ha fatto appello a tutti noi, ha detto noi non possiamo stare zitti, non possiamo stare fermi, però vorrei ricordare al collega che forse si dimentica un particolare, che al governo di questa Regione, caro collega, ci siete voi, siete voi che dovete trovare le soluzioni, siete voi che dovete mettere in campo tutte quelle azioni per risolvere il problema anche del suo territorio, caro collega, e quando lei fa un accorato appello a tutti, per l'unione dell'aula e di tutti i partiti, lei mi trova assolutamente d'accordo, però caro collega le vorrei ricordare che non solo questa parte ha detto che non funzionava e che purtroppo la sanità sarda anche e soprattutto nel territorio dell'oristanese e del nuorese è totalmente assente, è totalmente in crisi, ma cosa ha fatto questa parte politica, caro collega? Ha presentato anche delle proposte con delle proposte di legge, con delle mozioni. Caro collega, le ricordo che queste mozioni e queste proposte di legge sono ferme nei vostri cassetti da due anni e mezzo. Se molto probabilmente ci fosse stata la vostra volontà politica di unirci tutti insieme per risolvere anche il problema di Nuoro, quelle proposte molto probabilmente sarebbero già arrivate in Commissione, per essere discusse tutti insieme, come lei chiede di fare. Unione di intenti, lei lo chiede, però lei lo chiede a parole, nei fatti poi, nel momento in cui vengono presentate le proposte, fatti, non parole, siete i primi a non portarle in discussione. E allora quando si parla, caro collega, io le ricordo che da due anni e mezzo ci siete voi a decidere le sorti della sanità sarda. Voi, non noi! Noi possiamo contribuire, possiamo proporre, ma nel momento in cui noi proponiamo, voi neanche ci ascoltate perché tenete tutte le proposte nel cassetto, e allora, qualche problema, caro collega, c'è. Non può andare a dare la colpa a chi la colpa purtroppo non ce l'ha. E, vede, le viene anche male dire che la colpa è anche nostra, perché noi prima non c'eravamo, non ci siamo mai stati, è la prima volta che sediamo nei banchi di quest'Aula. Detto, questo, quindi il problema della sanità non è solo un problema di Nuoro…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). Presidente, è soltanto per dire che alcune cose sono imprecise. Innanzitutto non c'è la quattordicesima azienda sanitaria, non esiste, c'è un emendamento che è conosciuto da tutti. Non ci sono i 2 milioni, e c'è praticamente una modalità diversa. Non esistono i 2 milioni, l'ARES è già nell'articolo 3, esiste l'ARES, l'ARES deve provvedere praticamente a fare tutto il lavoro perché è sua competenza, sennò non farebbe niente. Perché l'ARES, molti di voi sono distratti, ma scusate l'ARES si è impadronita, innanzitutto la sede dell'ATS è a Sassari, invece si sono appollaiati a Cagliari, l'ATS e l'ARES, occupando lo spazio che è di un'altra struttura, della "8". Quindi bisogna valutarlo questo.

Secondo. La maggioranza ha presentato un emendamento, esattamente lo ha presentato nel 28, e lo ha presentato riferendosi al comma 6, che testualmente dice, potrei leggerlo, potete leggerlo anche voi, è dotata di personalità giuridica, di autonomia regionale, competente nella liquidazione di tutte le posizioni attive e passive, eccetera, sia per le ASL che per le USL.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue OPPI GIORGIO.) In funzione di questo mi sono permesso, mi sia consentito, di dire che siccome nell'industria il liquidatore normalmente dura quindici anni, sedici anni, sempre, lì poteva durare vent'anni, quindi abbiamo detto fare il lavoro l'ARES, perché ha portato via tutte le migliori intelligenze, tutti i dirigenti, addirittura attraverso un documento arrivava a circa 500, roba del genere, non esisteva più, hanno portato via i dirigenti dalle varie ASL, per poi dire a regime poi ve ne daremo qualcuno, cioè gliel'hanno tolti. E continuano questi giorni a farlo. Quindi noi diciamo che innanzitutto non esiste un quattordicesimo, non esistono risorse finanziarie, sono quelle dell'ARES, inserite nell'ARES, e terza e ed ultima cosa la durata è di tre anni, può essere portata a cinque, ma il liquidatore deve durare tre anni. E questo emendamento è stato sottoscritto da tutti i Capigruppo della maggioranza. Quindi voglio precisare che quella idea malsana di qualcuno che voleva in effetti fare una cosa che noi non possiamo accettare è stata praticamente annullata dall'emendamento della maggioranza.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Presidente, questo articolo 28 è secondo me l'articolo dei ripensamenti e dei pentimenti. L'articolo dei ripensamenti perché decidete, contrariamente a quello che noi avevamo visto e salutato come finalmente la sperimentazione, l'apertura da parte della sanità regionale, della sanità sarda, l'apertura e l'attenzione alla componente psicologica della salute. Decidete che i servizi sanitari in via sperimentale, in particolare il Dipartimento di Psicologia di cure primarie non deve andare avanti, e questo nonostante la delibera del 31 agosto del 2021 che prevede e che conferma l'istituzione sperimentale del dipartimento. Forse nessuno si rende conto qua dentro, perché evidentemente nessuno di noi ha subito il dramma della pandemia così come l'hanno subita i cittadini fuori da quest'Aula, che la pandemia, casomai ce ne fosse stato bisogno, ha aperto una voragine nella mente e nella psiche delle persone, una voragine così grande che ha colpito la salute mentale di tanti cittadini, indipendentemente dall'età, anziani, giovani, studenti, lavoratori, chi ha perso il lavoro, le madri che hanno dovuto inventarsi di tutto dentro casa, per fare le insegnanti, le infermiere, le assistenti, per conciliare il lavoro chi aveva la fortuna di averlo, ma stando dentro casa. Non vi siete resi conto di quanto ci sia bisogno di salute mentale.

Così come il pentimento e il ripensamento relativamente a un'ennesima azienda sanitaria. Io apprendo davvero con piacere che l'amico, Onorevole Giorgio Oppi, ci abbia preannunciato che quell'emendamento passerà, noi non lo sappiamo ancora visto che gli emendamenti non sono stati come dire battezzati, annunciati, sono stati soltanto letti ma non sappiamo l'esito, ma ci chiediamo, e ci saremmo aspettati dentro questo articolo, di vedere qualche novità relativamente alla rete ospedaliera: ma questa rete ospedaliera, assessore Nieddu, è vigente o non è vigente? A me sembra che non sia vigente, un esempio per tutti è l'ospedale di San Gavino, istituito come DEA di primo livello, non è un DEA di primo livello: l'ospedale di San Gavino sta per chiudere, l'ospedale di San Gavino è destinato allo stesso destino dell'ospedale di Nuoro.

Guardate, il fatto che qua da sola rappresenti in qualche modo il territorio del Medio Campidano, non significa che il territorio del Medio Campidano e la sanità di quel territorio sia messa meglio rispetto alla sanità nuorese, o alla sanità sassarese, o alla sanità del centro della Sardegna o di Oristano: non abbiamo la voce, semplicemente questo. La rete ospedaliera, Assessore, se applicata avrebbe dovuto vedere il centro di riabilitazione Santa Maria Assunta già nato come stabilimento di riabilitazione e come hospice, stabilimento complementare all'ospedale di San Gavino, e invece non se ne vede nulla.

Allora, dire che chi vi ha preceduto ha fatto uno sfascio è oltremodo ingeneroso, Assessore, è ingeneroso perché voi non avete nemmeno applicato quello che la riforma del precedente Governo regionale prevedeva, se l'aveste applicato, partendo ad esempio dalla rete ospedaliera, non ci troveremmo in questa situazione.

Concludo dicendo che il ripensamento ulteriore è un ripensamento in qualche modo obbligato, perché siete stati costretti dalla impugnazione della legge n. 24 a tornare sui vostri passi, e noi vi abbiamo avvisato in quel momento: "attenzione la regola che state utilizzando per la nomina dei direttori generali non è la regola esatta, anzi state procedendo in violazione della norma".

L'articolo 28 è un articolo che contiene pochi elementi da salvare, il resto sono pentimenti, ripensamenti e nella direzione sbagliata.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Non entro in alcun modo nella polemica, mi riferisco a quella che abbiamo sentito all'inizio dei lavori, anche perché credo che le posizioni sulla sanità del gruppo dei Progressisti siano note e coerenti, per cui non devo dimostrare ora di essere all'opposizione rispetto all'attuale gestione della sanità, e non è necessario neanche alzare la voce, perché in questi mesi e in questi anni la voce è stata alta, gli atti presentati sono tanti e circostanziati, le domande sono state all'ordine del giorno, le risposte non sono mai arrivate. Ma non ha alcun senso e non attiene appunto al tono di voce di chi parla l'effettiva riuscita rispetto a risposte che a quanto pare non esistono.

Sulla riforma è già stato detto tutto: quando la vostra maggioranza ha deciso di andare avanti nel percorso di riforma, era l'agosto del 2020, la riforma fu esitata a settembre, il mondo si preparava per contrastare la terza ondata e questo Consiglio regionale discuteva del monta e rimonta tra leAziende sanitarie locali.

C'è chi dice che non è un problema che nasce oggi, è vero, e voglio anche dire che probabilmente negli ultimi cinque anni il 90 per cento del tempo che la gestione politica, che la gestione degli Esecutivi ha dedicato alla sanità è stato proprio per montare e smontare Aziende sanitarie: forse se avessimo dedicato l'attenzione spasmodica ai contenitori, ai contenuti invece che i contenitori, probabilmente non tutti ma alcuni problemi sarebbero stati risolti, anche perché quando si toccano i contenitori si parla a volte di una riga di una legge, di una tabella allegata, di cose apparentemente semplici ma che poi per essere calate nella realtà richiedono tempo, richiedono energie, richiedono soldi, richiedono uomini, richiedono a volte delle forze non moltiplicabili. Questo ha portato ora la Regione Sardegna, in un momento come quello che viviamo in cui si pagano anche i conti di un passato decennale, quindi non soltanto colpe di oggi… la colpa di oggi è l'essersi presentati sguarniti di fronte a problemi così importanti e di aver rivolto la concentrazione al superfluo tralasciando il necessario, questa è la grave colpa di oggi, e di averlo fatto con un pressappochismo inaccettabile, perché oggi ci troviamo a discutere di correzioni di una legge di un anno e mezzo fa nella grandissima parte dei casi - l'ha detto bene la collega Pinna - ampiamente prevedibili: si trattava di violazioni di legge, si trattava in alcuni casi di norme che erano già state oggetto di impugnazione e che avrebbero subito quella sorte. Il problema non è tanto che voi abbiate voluto fare l'anno scorso una riforma brutta, il problema è che non siete riusciti a farlo, il problema è che dopo quel voto del Consiglio di settembre la sanità sarda sia stata collocata in mezzo a un guado in cui l'ATS è morta, o almeno così c'è scritto nella legge, le ASL ancora non sono nate, tutta la gestione delle Aziende a affidata a Commissari, che quindi hanno in alcuni casi le mani legate e in altri invece le mani molto agili, la situazione d'emergenza è diventata stabile e in mezzo a questo tumulto i pezzi più fragili iniziano a cadere, la sanità territoriale è un esempio, gli ospedali del territorio sono l'esempio più doloroso, dove si arriva addirittura a chiudere interi reparti.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue AGUS.) Ma è altrettanto doloroso il caso del Microcitemico di Cagliari: il Brotzu, l'ARNAS non può più programmare il futuro del Microcitemico perché tutti sappiamo che in quella legge la sua gestione è assegnata ad una ASL che ancora non esiste, l'ATS non ne ha titolarità, la nuova ASL Cagliari che subentrerà, forse, prima o poi, dovrà occuparsi di un ospedale che però quando inizierà il suo lavoro sarà già in piena crisi, ed è un ospedale che cura malati di tutta la Sardegna per patologie rare e gravi e che rischiamo di perdere, rischiamo di perdere perché si tratta in alcuni casi di professionalità che non sono reperibili facilmente sul mercato: o riescono a formare altre persone, oppure quei reparti chiudono. Penso a chi cura i talassemici, penso al diabete, penso alla all'oncologia pediatrica, penso a una serie di realtà che oggi scricchiolano, e scricchiolano anche perché in questa fase non esiste una direzione dell'Azienda chiara e che possa fare progetti per il lungo periodo.

Lo dico con questi toni perché credo che non sia oggi obiettivo di questa minoranza chiarire qualcosa che ormai è chiaro a tutti, anche ai vostri consiglieri regionali, occorre però capire quali soluzioni mettere in campo subito, perché la situazione non è in procinto di crollare, la situazione è già crollata: interveniamo subito ed evitiamo di rilanciare la palla all'infinito, in riforme colossali che magari non vedranno mai la luce, e cito per esempio quello che leggo sul giornale in relazione a una riforma della sanità territoriale di cui nessun consigliere regionale ha ancora letto una riga, e che difficilmente vedrà la luce in tempi brevi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Questo è un argomento ovviamente delicato, come ha dimostrato l'apertura di questo Consiglio, su cui ci sono tantissime attenzioni, io voglio provare ad attenermi al testo dell'articolo che contiene innanzitutto una serie di aggiustamenti, di modifiche alla riforma sanitaria, modifiche che peraltro sono state oggetto dell'impugnazione, del blocco dell'attivazione della riforma, ma che noi avevamo già evidenziato in fase di discussione un anno e mezzo fa quando è arrivata in Aula la riforma. Perché era evidente che erano delle forzature che andavano contro le regole nazionali, ma ancora una volta la maggioranza ha fatto orecchie da mercante ed è andata avanti sulla sua strada, andando incontro ad una impugnazione certa, ed oggi con questi interventi si punta a rimediare a quegli errori clamorosi che sono stati fatti volutamente, secondo me, nella fase di approvazione della legge. Quello che non fa è mettere mano alle risposte che la sanità sta richiedendo con urgenza; ancora una volta si parla di cose che la precedente amministrazione non avrebbe fatto, che sarebbero la causa di tutti i disastri, io penso al riordino della rete ospedaliera, ed invito tutti quanti ad andare a vedere che cos'è il riordino della rete ospedaliera. Siete stati abilissimi a far passare che stavamo chiudendo ospedali, in realtà del riordino della rete ospedaliera non c'è una sola struttura ospedaliera in Sardegna che venga chiusa, ma c'è anzi un potenziamento oltre alle norme del DM 70 di quegli ospedali periferici che, se fosse stata attuata, avrebbe dato quelle risposte che oggi i cittadini stanno richiedendo. Quindi questa mi pare una evidenza che dovrebbe essere espressa in maniera chiara anche da parte della maggioranza.

Sul riordino della rete territoriale non abbiamo a questo momento notizie, anche qua ci dicono che è pronto un piano di riordino della rete territoriale, siamo in attesa di vederlo, io spero che non sia un riordino della rete territoriale che si basa sul'attivazione di strutture di edilizia sanitaria senza avere una strategia ed una logica di funzionamento precisa: all'interno delle Case della salute chi deve esserci, quali sono le figure e come si reclutano queste figure, in maniera tale da adattarle davvero alla situazione regionale.

Sulla gestione commissariale, liquidatoria che è prevista, è vero che non si fa la quattordicesima Asl ma si fa una ASL dentro l'ASL, nel senso che è previsto che ci sia un commissario liquidatore, che utilizza il personale dell'ARES in forma esclusiva, o quasi, e che ci sia un capitolo di spesa a parte che finanzia l'attività liquidatoria, da decidere all'interno della Giunta regionale. Quindi anche qua stiamo dicendo le cose a metà, in realtà si fa un ulteriore intervento sulla sanità proponendo un commissario liquidatore ed una struttura che avrà un finanziamento ad hoc, quindi non è la quattordicesima ASL ma è la quattordicesima ASL dentro l'ARES, quindi di fatto non stiamo modificando sostanzialmente il progetto originario. Io sono convinto che queste funzioni potessero essere sviluppate direttamente dall'ARES e sia una competenza propria dell'ARES, con le responsabilità all'interno di questa che possono essere regolarmente svolte e possono dare i risultati.

Sul riordino della rete territoriale a cui ho fatto cenno prima, mi preoccupa il fatto che il primo atto formale del riordino della rete territoriale sia l'abolizione del Dipartimento di cure psicologiche primarie. Questa è una cosa che non sta né in cielo né in terra, noi abbiamo recepito una norma nazionale con la legge attuativa precedente, adesso cancelliamo il Dipartimento sperimentale di cure primarie psicologiche, non si capisce esattamente con quale logica, non si capisce perché, visto che questa è una delle attività che più è stata incentivata dall'emergenza Covid: la richiesta di oltre 200 per cento di prestazioni aggiuntive di assistenza di tipo psicologico è documentata da tutte quanti le fonti scientifiche che lavorano sul campo, quindi anche questo è un atto che noi chiediamo che sia rimesso all'Aula, che l'Aula bocci perché non è pensabile che si facciano azioni di questo tipo senza una gestione complessiva della situazione. Chiediamo insomma un'attenzione particolare a questo argomento, dopodiché siamo qui per procedere con la discussione ed entrare nel merito dei problemi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Non voglio aggiungere niente a quanto hanno espresso i colleghi prima di me nella discussione sull'articolo e sulle complessità che sta vivendo il sistema sanitario in linea generale, le riflessioni che in teoria bisognerebbe aprire molto velocemente, ma volevo aggiungere e rimarcare alcune questioni che ha messo in luce la collega Pinna, perché effettivamente durante la riforma che è stata apportata un anno e mezzo fa era stato fatto anche un piccolo passo avanti per quelle politiche legate alle cure primarie per il Dipartimento di psicologia delle cure primarie, e dopo una pandemia come quella che abbiamo vissuto mi aspettavo la volontà da parte vostra almeno di portarla avanti, e di poter dare quelle risposte effettivamente che da tanto si chiedono: lo psicologo di base non è una cosa di cui si parla negli ultimi dieci minuti ma è una cosa di cui si parla da tanti anni e che viene richiesta sia a livello nazionale che a livello regionale. Quindi la sperimentazione in campo in Sardegna sarebbe stata una risposta importante, da utilizzare magari anche come modello per altre Regioni: non lo state facendo, non capisco bene le questioni, sicuramente avrete fatto le vostre scelte ma vi invito a riflettere su questo, perché ovviamente i temi sono collegati, e se ieri abbiamo parlato di Centri antiviolenza per le donne e parliamo spesso di investire risorse per venire incontro alle famiglie che hanno difficoltà, queste possono essere intrecciate tra loro e dare davvero delle risposte alle cittadine e ai cittadini. In questa legge abbiamo visto di tutto, abbiamo visto proposte con investimenti anche molto grandi di risorse, e penso che su questi temi su cui noi dovremmo contraddistinguerci non possiamo assolutamente chiudere gli occhi e far finta di niente. Mi premeva sottolineare questo, anche perché siamo in contatto tutti con chi di questa materia occupa quotidianamente, e aver fatto prima un passo in avanti e oggi un passo indietro non mi sembra assolutamente la strategia migliore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (Lega). Io chiederei all'Aula un po' di attenzione su questo tema, perché le norme che stiamo discutendo adesso all'articolo 28 della proposta di legge attengono a quella che è oggi l'emergenza numero 1 in Sardegna e cioè la sanità e stiamo discutendo delle riforme, di norme scusatemi, che consentono di applicare la controriforma alla vostra idea di sanità. Sono quelle norme che consentono finalmente di superare quella che, dal mio punto di vista, è una delle cause più gravi della crisi del sistema sanitario regionale: e cioè l'ATS.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue SAIU PIERLUIGI.) Quell'azienda che ha strappato a Nuoro il potere di decidere su Nuoro portandolo a Cagliari, questo è quello che stiamo discutendo. Ritardi… non serve che io ricordi che c'è stata una pandemia. Serve però che io ricordi a quest'Aula che l'ATS è l'azienda, è la scelta politica, è la vostra scelta politica che ha messo in ginocchio la sanità Nuorese. E chiederei ai colleghi, a tutti i colleghi del Consiglio regionale non solo a quelli di Nuoro, a quelli di Sassari, a quelli di Cagliari in particolare di fare, uno sforzo se siete in grado e cioè di riconoscere che oggi la prima emergenza che deve affrontare il sistema sanitario regionale è quella di Nuoro. Mi dispiace non averlo sentito dalla collega sassarese del Movimento 5 Stelle che ci dice di avere molte idee, molte proposte ma ha avuto perfino la difficoltà a riconoscere che oggi la situazione di ruolo non è paragonabile a quella delle altre situazioni in Sardegna. Mia cara collega sassarese dal Movimento Cinque Stelle, se vuole davvero parlare di Nuoro inizi a dire che è la situazione di nuova e diversa da tutte le altre, riconosciamo la specialità e l'emergenza della situazione di Nuoro. Ecco perché io ho chiesto un piano di emergenza per Nuoro. Inizi a dire questo! Inizi a riconoscere che Nuoro non è come Sassari e come Cagliari, e che oggi su Nuoro serve un'attenzione diversa.

Io capisco che questa posizione a qualche collega non piaccia, lo dirò con tutta la franchezza che mi è consentita, non me ne frega nulla! Oggi, oggi se questo Consiglio regionale davvero vuole occuparsi di sanità, se questo Consiglio regionale davvero vuole occuparsi di sanità e non vuole limitarsi a dire che qualcun altro lo deve fare, perché è una responsabilità politica di chi oggi ha la funzione di rappresentare il popolo sardo, tutto il popolo sardo, deve dire cosa vuole fare. Noi cari, colleghi, cara collega sassarese del Movimento 5 Stelle, a Nuoro abbiamo il dovere di recuperare vent'anni di malgoverno nella sanità, vent'anni di malgoverno nella sanità non un giorno, non un mese, vent'anni di malgoverno della sanità. E lo riconosco, ci vuole una bella faccia tosta ad andare in piazza per chi ha avuto gravissime responsabilità nel malgoverno della sanità nuorese negli ultimi vent'anni questo è vero lo riconosco. Sfido però chiunque a dire in quest'Aula che qualcuno di noi ha usato la sanità per costruire sacche di consenso, sfido chiunque di voi a dire che qualcuno di noi ha usato la sanità per costruire sacche di consenso. Dobbiamo invece noi, dobbiamo invece noi affrontare i problemi lasciati da chi la sanità l'ha usata come un bancomat elettorale, noi! Posso chiedere, Presidente, un po' di silenzio, perché anche io come gli altri colleghi di Cagliari, di Sassari e gli altri territori ho il pieno diritto, e lo voglio esercitare, a dire la mia opinione, a difendere il mio territorio perché questa è la mia funzione. Allora la proposta che io faccio al Consiglio regionale è di condividere un piano di emergenza per Nuoro, un piano di emergenza che sia fatto di provvedimenti relativi, guardate, questo aspetto è fondamentale per capire una delle ragioni della crisi della sanità nuorese, perché tutti a parole siete disposti a occuparvene, poi quando venite sfidati a farlo davvero vi tirate indietro, questo è uno dei problemi che avete voi. Io al mio ruolo non rinuncio, io alla difesa del mio territorio non rinuncio, e quindi pretendo che il Consiglio regionale non è caduta di un piano di emergenza per la sanità nuorese è l'emergenza del sistema sanitario questo sto chiedendo.

PRESIDENTE. Onorevole Saiu, si rivolga verso la presidenza ed eviti di fare dialoghi con gli altri consiglieri, altrimenti non riesce neanche a svolgere bene il suo intervento, è un consiglio che le do, è un suggerimento, grazie.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Davvero vogliamo affrontare seriamente il tema? Allora iniziamo a discutere di questa procedure, ditecele, dite che ne avete, io sono disposto ad ascoltare e a condividere ogni buona idea, però non sono disposto ad accettare che si parli di sanità nuorese senza avere la minima idea di cosa fare, ed è quello che quello che state proponendo voi è proprio questo. Da una parte chi ha avuto la responsabilità di metterle in ginocchio la sanità nuorese dall'altra chi invece responsabilità non ne vuole proprio. E invece io voglio, pretendo, esigo che questo Consiglio regionale affronti come emergenza quella che si sta vivendo a Nuoro, perché la situazione della sanità nuorese non ha eguali nel resto della Sardegna. Iniziamo a riconoscere questo, iniziamo a discutere di un piano di emergenza per la sanità nuorese e allora forse e riconoscerò la buona fede nelle parole di alcuni di voi. Fino a che fino a che questo non succederà vi chiedo per favore di evitare la retorica. Noi non abbiamo più voglia di riunioni, di Assemblee, di commissioni non ci serve, serve un piano di emergenza per la sanità nuorese che indichi che indichi obiettivi e tempi…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Saiu! Ha concluso i lavori! allora Il Consiglio il Consiglio è aggiornato a stasera alle ore 16. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 14 e 09.

Aumenta dimensioni caratteri
Alto contrasto