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Resoconto della seduta n. 173 del 20/10/2021

CLXXIII SEDUTA

(POMERIDIANA)

Mercoledì 20 ottobre 2021

Presidenza del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 15 e 53.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 27 luglio 2021 (162), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Piero Maieli, Annalisa Mele, Francesco Mura e Fabio Usai hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 20 ottobre 2021.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1234, 1235, 1236, 1237, 1238.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

CUCCU CARLA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 518, 519.

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge Giagoni - Mula - Sechi - Mura - Cera - Canu - Caredda: Disposizioni di carattere istituzionale-finanziario e in materia di sviluppo economico e sociale (284/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della proposta di legge numero 284/A, disposizioni di carattere istituzionale e finanziario in materia di sviluppo economico e sociale.

Non ci sono altre comunicazioni. Non so se sempre sull'articolo vi siano degli interventi, altrimenti io andrei direttamente alla votazione degli emendamenti e poi all'emendamento di sintesi.

Metto in votazione l'emendamento…

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Per chiedere la votazione elettronica su tutti gli emendamenti all'articolo 1, a cominciare dal primo che verrà messo in votazione.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, siccome ho chiesto in precedenza di parlare, naturalmente la domanda è: c'era un impegno a presentare un emendamento unitario, c'era un qualcosa, sì, questo emendamento va bene, però c'era un impegno anche a rivisitare il testo dell'articolo. Non so se questo impegno c'è ancora, oppure se è stato rimandato, se si vota l'articolo, quale emendamento si vota. Spiegateci, almeno capiamo su quale articolo dobbiamo intervenire e su quale emendamento dobbiamo parlare, questo è il tema.

PRESIDENTE. Onorevole Lai, io ho qua come emendamento il numero 628 come emendamento di sintesi.

LAI EUGENIO (LEU). Possiamo girarci e rigirarci, ci siamo fermati due ore prima proprio per discutere di una questione, e adesso vogliamo capire almeno come opposizione se questa questione è risolta oppure no.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, sull'emendamento credo che abbiamo fatto un approfondimento anche abbastanza importante, e siamo giunti alla conclusione che modificare quello che c'è in legge non è assolutamente possibile, nel senso che dare e affidare alla Protezione civile per avere una procedura di urgenza un similare di quello che è successo a Bitti, e l'ho spiegato anche a qualche collega, vorrebbe dire che immediatamente queste risorse vengono messe subito in circolo; al contrario dandolo ai Comuni noi attiviamo una procedura che diventerebbe molto complicata. La proposta che noi facciamo anche con un emendamento orale sarebbe, quando facciamo… se mi da un secondo, Presidente, perché… eccolo qua, al comma 2, è la legge, aggiungere, quando parliamo di Protezione civile: "con la collaborazione dei Comuni", e mi sembra che andasse in quella direzione. Quindi dire che non solo con la Protezione civile, ma in collaborazione con i Comuni vedranno quali sono le procedure da mettere in campo, questo si può fare, Presidente. Se l'Aula è d'accordo, la proposta è di un emendamento orale dove diciamo: "in capo sia alla Protezione civile che in collaborazione con i Comuni, eccetera, eccetera".

PRESIDENTE. Quindi un emendamento orale con la collaborazione dei Comuni interessati.

Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Grazie Presidente. Siccome ne abbiamo discusso abbondantemente anche con l'onorevole Mula poc'anzi, è per capire bene. La modifica rispetto al tema "con la collaborazione delle Unioni dei Comuni, eccetera, eccetera" riguarda il testo dell'emendamento numero 387 o l'intenzione è quella di emendare il testo della legge? Perché diventa determinante questo.

PRESIDENTE. Si aggiungerebbe al comma 2 dell'articolo 1, sarebbe così: "per le medesime finalità è istituito" - per come ho capito io - "per l'anno 2021, presso le Direzioni delle Regioni competenti in materia di Protezione civile e di tutela della natura e del patrimonio boschivo, in collaborazione con i Comuni interessati, un fondo pari a…", e continua. Un inciso tra due virgole con cui si da atto del coinvolgimento delle comunità locali. No?

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC - Cambiamo). Io ho avuto una delega per parlare col collega Satta per poter valutare l'emendamento proposto, ovviamente da voi, e abbiamo raggiunto un accordo. Qual è quell'accordo però? Abbiamo parlato di 6 milioni, eccetera, che erano una parte, venivano in collaborazione con gli enti locali. Perché, scusate, stiamo parlando di altro? E se è quello, non vorrei che chi lo ha proposto fosse in una posizione difforme, sennò stiamo giocando a bussolotti, al gioco delle tre carte, quindi non so chi stia sbagliando, se una parte o l'altra. Noi abbiamo detto che quell'emendamento andava bene.

PRESIDENTE. Sempre sull'ordine dei lavori? Va bene.

Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Giusto per chiarire o per provare a chiarire. La direzione nella quale si era arrivati, almeno mi sembrava di capire anche da quanto era stato stabilito durante la Commissione, è che l'emendamento proposto, avendo la sola finalità di orientare meglio secondo la visione nostra quelli che erano gli interventi a favore appunto dell'emergenza incendi del 24 luglio e successivi, è quella di dare una risposta immediata ad una serie di esigenze che abbiamo già detto. Nel testo dell'emendamento di cui si discuteva stamattina, il "387", poi emendato con una specifica, è stato durante… però, Presidente, se non mi ascoltano rischio di…

PRESIDENTE. Io sto ascoltando benissimo e sto cercando l'emendamento numero 387.

LOI DIEGO (Progressisti). Dicevo, nel chiarimento che è stato fatto stamattina con l'onorevole Mula rispetto al comma 2 dell'emendamento numero 387, essendo la preoccupazione quella che i Comuni che sono coloro che stanno realizzando gli interventi di mitigazione del rischio, di emergenza delle bonifiche, eccetera, quindi l'esigenza di essere ristorati sui provvedimenti e sulle spese che stanno già facendo, è stato chiarito che per il tramite della Protezione civile le risorse sarebbero arrivate, mediante rendicontazione dei Comuni e della Protezione civile, probabilmente con più celerità di quanto avverrebbero nello stanziamento della Regione a favore dei Comuni. Quindi io, ragionando però sull'emendamento come ricordava anche prima l'onorevole Oppi, ho detto che andrebbe bene che al comma 2 dell'emendamento numero 387, dopo la cifra di 6 milioni di euro si scrivesse "alla Direzione generale della Protezione civile anche con la collaborazione delle Unioni di Comuni e Comuni", perché così si chiude il quadro. Dopodiché, gli altri interventi che vanno nella direzione di porre in essere le attività per la bonifica, soprattutto il ripristino delle condizioni forestali mediante i cantieri comunali, per noi quello è un modo molto importante di poter anche coinvolgere le comunità in un processo di devastazione e di ricostruzione che ha colpito in maniera molto forte, e l'ultima parte, che mi pare che se si ritorna alla legge si voglia in maniera unidirezionale non prendere in considerazione, è il tema del ristoro delle imprese e dei privati. Perché al comma quinto della legge, onorevole Mula, si trasferiscono 3 milioni di euro ai Comuni per gestire le procedure di rimborso alle imprese agricole, che è una cosa che è fuori dal mondo.

PRESIDENTE. Onorevole Loi, il punto è questo, stiamo andando in maniera un po' confusa. Adesso entriamo sui singoli emendamenti e in occasione degli interventi sui singoli emendamenti ognuno prende posizione e si chiarisce le idee, perché altrimenti surrettiziamente facciamo una discussione sull'ordine dei lavori, ma in realtà stiamo discutendo sugli emendamenti.

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge Giagoni - Mula - Sechi - Mura - Cera - Canu - Caredda: Disposizioni di carattere istituzionale-finanziario e in materia di sviluppo economico e sociale (284/A).

PRESIDENTE. Quindi, emendamento numero 619, che è un emendamento all'emendamento presentato sempre da lei.

Ha domandato di parlare il consigliere Diego Loi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). La dichiarazione di voto è evidentemente a favore, su questo sinteticamente si pone l'accento rispetto al comma 3 previsto dall'emendamento numero 387 rispetto alla necessità, appunto, di coinvolgere e di rafforzare i sistemi e le organizzazioni locali di Protezione civile, ma soprattutto il comma 5 introduce la necessità di attribuire all'Assessorato dell'agricoltura tutto il tema del ristori, chiamiamoli così, a favore delle attività agricole del territorio, e questo perché ho provato in questi due mesi e passa a rappresentarlo, i Comuni non sono in grado di gestire procedure a favore delle imprese agricole. Peraltro, sì, mi parrebbe abiuri al ruolo principale che l'Assessorato e le agenzie hanno, e poi vi è il tema fondamentale che è stato sollevato da pressoché tutti coloro che hanno competenze, ivi comprese le organizzazioni di categoria sul tema dell'agricoltura, evidenziando la criticità del ricorso alla norma "de minimis" che, oltre ad avere un tetto molto limitato, andrebbe probabilmente a produrre l'effetto di non riuscire a compensare e a dare la risposta a tutte quelle aziende che hanno bennotevoli danni superiori, abbondantemente superiori al tetto previsto dal de minimis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, ci siamo lasciati questa mattina con una lunghissima sospensione che avrebbe dovuto consentire all'Aula di arrivare a una soluzione unitaria, torniamo in Aula e la soluzione unitaria, trovata dalle diverse forze politiche, riguarda solamente la parte aggiuntiva rispetto a quello previsto dal testo; si trova una soluzione per i territori non compresi dal disegno presentato nella proposta di legge 284, non si trova però nessuna soluzione per correggere gli errori evidenti presenti nel testo licenziato dalla Commissione e presentato il 13 agosto dai Capigruppo di maggioranza. Ci sono, in alcuni casi, errori grandi come una casa! Io dico: considerando la nostra disponibilità, avreste potuto approfittarne almeno per correggere gli errori, cioè io vi chiedo, colleghi, visto che siete intenzionati a votarlo così come è scritto, qual è la direzione della Regione competente in materia di Protezione civile e di tutela della natura e del patrimonio boschivo? Qual è? Perché non mi risulta che ci sia una direzione con queste competenze; sono diverse direzioni generali, diverse! E quando si scrive in una legge un errore di questo tipo, mezz'ora dopo non è possibile costruire una struttura in una direzione, perché…

(Intervento fuori microfono del consigliere Francesco Mula)

(Segue AGUS FRANCESCO). …È giusto, è giusto! Però nella legge che state per approvare c'è scritto un'altra cosa; al comma 2: "per le medesime finalità è istituito presso le Direzioni della Regione competenti in materia di Protezione civile, di tutela della natura e della direzione generale dell'Assessorato dell'ambiente e del patrimonio boschivo"… dove magari c'è anche il Corpo forestale. Sono tematiche importanti che forse meritavano almeno una lettura. Allo stesso modo, e ve l'ho detto prima, al comma 4: "con la deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore competente in materia di Protezione civile e ambiente"; andava bene a inizio legislatura quando era lo stesso Assessore, oggi la Protezione civile è in capo alla Presidenza, quella delibera chi la porta in Giunta, l'Assessore dell'ambiente o il Presidente della Regione? Abbiamo avuto sei ore, almeno queste cose mi aspettavo di vederle scritte, se poi ogni volta che si propone qualcosa sembra sempre che ci si offenda o che si voglia rimarcare chissà che cosa�� mi aspettavo un emendamento correttivo almeno su questi temi. Abbiamo avuto modo e tempo di approfondirla, credo che non ci sia più tempo per approfondire queste cose, ormai le scelte sono due: o si approva un emendamento, e noi approveremo l'emendamento, voteremo l'emendamento, oppure vi tenete il testo com'è, però vuol dire tra 15-20 giorni magari dover tornare in Aula e non c'è più tempo di ristorare quelle popolazioni. Io credo che non ci sia più nemmeno il tempo per invitare alla riflessione, vi invito ad approvare gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti) Grazie, Presidente. Abbiamo provato prima in Commissione a cercare di sensibilizzare la maggioranza affinché questo articolo, che un po' è l'aspetto più politico all'interno di questa legge, potesse essere in qualche modo condiviso soprattutto all'interno di quest'Aula, c'è stato diciamo un consenso all'unanimità all'interno della Commissione, abbiamo riportato gli emendamenti e quindi la possibilità di intervenire su questo articolo in Aula, abbiamo sospeso la seduta per cercare una sintesi tra i rappresentanti della maggioranza e della minoranza, abbiamo proposto un emendamento scritto, per quanto ci riguarda diciamo bene, e che andasse incontro anche a quelle che sono le esigenze dei territori e dei comuni colpiti, abbiamo chiesto di soddisfare anche le esigenze che venivano da altri territori, anch'essi colpiti dagli incendi, si è raggiunti su quello una sintesi, quindi un emendamento firmato da tutti. Abbiamo chiesto semplicemente di modificare il comma 2, dove la Protezione civile rimaneva beneficiaria degli interventi con l'accordo con i Comuni o le Unioni dei Comuni; perché? Per quale motivo? Perché questi Comuni hanno già anticipato risorse per mettere da subito in sicurezza il territorio, quindi, per quanto mi riguarda, questa era una possibilità che andava certamente ricercata. Lo stesso collega, l'onorevole Oppi, ha detto in maniera molto onesta che probabilmente quell'articolo era scritto male, era scritto male, l'ha ripetuto più volte in quest'Aula, e allora adesso quell'articolo rischia di non essere applicato e quindi di non raggiungere i beneficiari, lo diceva l'onorevole Loi, Presidente. Noi andiamo a ristorare i beneficiari sulla base del de minimis. Voi sapete che le imprese agricole, lo saprà l'Assessore dell'agricoltura, gran parte dei finanziamenti a superficie vengono erogati sul de minimis? Il massimale per gli agricoltori sapete quant'è? È 20 mila euro, e allora, in aggiunta ai contributi che già prendono…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, noi siamo stati chiari, credo, cioè mi sembra, e anche gli altri colleghi dell'opposizione erano d'accordo, tutt'al più, su quello che stavo dicendo poco fa il collega Agus, dovesse servire affinché non ci sia motivo di confusione possiamo lasciare "Protezione civile" sempre, comunque e ovunque, perché è stata delegata dal Presidente, che è il Commissario straordinario per l'emergenza… sì, ma lì c'è scritto anche "boschiva" eccetera,, se dovesse o crea qualche… possiamo lasciare sempre e comunque "Protezione civile", che comunque è una garanzia certificata che l'erogazione dei contributi arrivano in maniera celere rispetto a quella di dare il finanziamento ai comuni o alle Unioni dei comuni. Quindi su questo siamo certi che c'è una garanzia, se voi siete d'accordo io direi, se crea qualche perplessità, di lasciare "sempre e comunque Protezione civile", che è quella che è stata delegata.

PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento all'emendamento 619 non quello sintesi, il numero 628. Se non ci sono ulteriori interventi, sospendo il Consiglio per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 18, viene ripresa alle ore 16 e 45)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Prima di riprendere i lavori, vi ricordo che l'utilizzo del Green Pass deve essere accompagnato anche dall'utilizzo di altre misure per contrastare la diffusione del Covid, quindi chiedo che durante la seduta si mantenga la mascherina. Eravamo rimasti all'emendamento 619 che, è un emendamento all'emendamento presentato dall'onorevole Loi e più.

Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie, Presidente. Siamo riusciti a trovare un accordo, giustamente condiviso, tra la maggioranza e la minoranza, e sono tre emendamenti orali. Per quanto riguarda il comma 2 all'articolo 1, dopo la parola "fondo pari a complessivi euro 7 milioni, euro 2 milioni di questi vengono destinati ai comuni per l'attivazione dei cantieri forestali sul patrimonio boschivo e a difesa idrogeologica", per il rischio idrogeologico, poi saranno gli Uffici… poi segue, "i restanti 5 milioni sono destinati alla concessione di contributi a favore degli enti locali e dall'Agenzia forestale", e segue poi tutto l'articolo. Al comma 5 viene depennata la frase al secondo rigo "a favore degli enti locali", quindi il comma è così scritto: "È autorizzata per l'anno 2021 la spesa di euro 3 milioni, destinata ai primi urgenti interventi", e segue l'articolo. Lo rileggo: "È autorizzata per l'anno 2021 la spesa di euro 3 milioni destinati ai primi urgenti interventi per gli imprenditori agricoli che hanno subito danni alle scorte a seguito dell'incendio di cui al comma 1, con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessorato dell'agricoltura", quindi competente in materia di agricoltura, "sono definiti i criteri e le modalità di attuazione dell'intervento. Missione 16, Programma 1, Titolo 1". Viene tolto "a favore degli enti locali".

PRESIDENTE. Onorevole Giagoni, poiché l'emendamento non può essere considerato un emendamento verbale perché va riscritto l'articolo, è necessario che lei produca l'emendamento perché va riscritto, perché dobbiamo capire poi che fine fanno gli emendamenti 619, 387, 628 e 242.

GIAGONI DARIO (LEGA). Il numero 619 viene ritirato.

PRESIDENTE. Sì, ma l'emendamento di sintesi 628?

GIAGONI DARIO (LEGA). Non è di sintesi, Presidente, è integrativo di euro 4 milioni che vengono destinate a quelle aree che sono al di fuori dell'oristanese.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Sì, è tutto quanto chiarissimo, però abbiamo necessità di avere un documento scritto.

GIAGONI DARIO (LEGA). Presidente, volevo leggere l'ultimo emendamento orale in modo che l'Aula sapesse cosa stiamo facendo, perché altrimenti si crea confusione. Allora, il comma 6 viene sostituito così: "l'intervento di cui al comma 5 è concesso nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie di riferimento.". Grazie.

PRESIDENTE. Ecco, va scritto. Benissimo, abbiamo detto che sono stati ritirati gli emendamenti 619 e 387, quindi mettiamo in votazione l'emendamento di sintesi 628.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, prima di tutto dobbiamo essere tutti d'accordo sull'emendamento orale; noi siamo d'accordo, se non c'è nessuno che contrario sono accolti, così funzionava, ancora così funziona?... No?

(Interruzioni)

COCCO DANIELE (LEU). … quelli che ha fatto lui adesso… e quindi lì dobbiamo dare l'assenso unanime?...

PRESIDENTE. Sì, certo.

COCCO DANIELE (LEU). Io non l'ho dato

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Certo… l'avevo dato per scontato, se l'onorevole Giagoni ha in esordio della sua lettura detto che c'era un accordo sugli emendamenti che avrebbe letto, lo davo per scontato, perché se le parole hanno un senso…

COCCO DANIELE (LEU). No, Presidente, siccome è capitato moltissime volte che insieme abbiamo trovato l'accordo per degli emendamenti orali e poi capita che un solo Consigliere su 60 dica che non è d'accordo quindi va messo comunque, per Regolamento va chiesto assolutamente all'Aula se c'è l'accordo unanime.

PRESIDENTE. È in votazione l'emendamento di sintesi numero 628.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Intervengo per confermare il nostro assenso agli emendamenti orali proposti dal l'onorevole Giagoni e per ricordare all'Aula e all'Assessore, o a chi rappresenta in questo momento la Giunta, che in discussione generale, sia in Commissione ma anche negli interventi che si sono succeduti nella discussione generale prima della votazione sul passaggio all'esame degli articoli, si era detto, e mi sembra che c'era condivisione da parte di tutti, che occorreva fare uno sforzo affinché tutte le compagnie barracellari e le associazioni di volontariato, o comunque tutti gli enti locali che avessero a disposizione degli strumenti per prevenire e comunque combattere gli incendi, venissero messi in condizioni e messe in condizioni di avere dei supporti strumentali per poter fare questo. Sarò ancora più chiaro; quest'anno è successo che l'80 per cento delle associazioni o delle compagnie barracellari o delle sedi delle Protezioni civili, fossero sprovviste di mezzi idonei… con chi parlo? Se se c'è l'Assessore della programmazione che deve dare delle risposte… o l'uno o l'altro.

PRESIDENTE. Sì, la stiamo ascoltando, onorevole

COCCO DANIELE (LEU). E quindi dicevo, siccome mi era parso di capire, ma credo che tutti abbiamo detto la stessa cosa, che andavano fatti degli interventi in tal senso, quindi a me va benissimo quello che per ora si è deciso tutti insieme, però vorrei che si tenesse a mente per interventi che devono essere portati avanti immediatamente, che la stagione a venire, perché speriamo che la stagione degli incendi che ancora non è terminata termini presto, che per l'anno prossimo già da aprile e maggio le associazioni di categorie, i barracelli, le sezioni di Protezione civile che hanno a disposizione i volontari e non i mezzi, vengano messe in condizioni di poter svolgere adeguatamente l'attività di prevenzione e di lotta agli incendi boschivi e non. Quindi su questo dovremo ragionare seriamente per acquistare o mettere a disposizione questi mezzi che ancora servono e l'altra questione che va affrontata immediatamente, siccome mi risulta che siano depositate delle leggi per la riforma della normativa ormai dell'88 che governa l'attività delle compagnie barracellari, che quelle leggi depositate in Commissione vengano al più presto esitate…

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Volevo intervenire sulla questione che ha giustamente evidenziato l'onorevole Cocco, perché nella tabella B noi abbiamo inserito 12 milioni, 12 milioni nel triennio per l'acquisto di mezzi antincendio, quindi proprio per fare una programmazione e per non trovarci più in una condizione di disagio per affrontare gli incendi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Per completare il ragionamento fatto, quindi ringraziamo l'Assessore, era un accordo che poi era stato preso, è sperabile che non succeda quello che è successo quest'anno quando abbiamo provato a dare mezzi dismessi dalla Forestale e dalla Protezione civile che li stavamo dando ai Comuni e che hanno pregato gentilmente di rottamarli noi anziché farli rottamare a loro.

PRESIDENTE. È aperta la votazione sull'emendamento di sintesi numero 628.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Innanzitutto per ritirare la richiesta di voto elettronico, ovviamente poi se i colleghi vorranno reiterarla si vedrà emendamento per emendamento e poi per chiedere perché non si voti prima l'emendamento relativo all'unione dei tre emendamenti orali. Noi stiamo votando prima di tutto questo aggiuntivo, questo emendamento di sintesi che in realtà è un aggiuntivo, quindi stiamo considerando questo emendamento di sintesi e poi in un secondo momento, se ho capito bene, voteremo…

PRESIDENTE. In realtà siccome è collegato al "242" che è un sostitutivo parziale, lo stiamo considerando quindi anteriore alla votazione dell'articolo che sarà votato con gli emendamenti così come letti dall'onorevole Giagoni. Quindi prima mettiamo in votazione questo emendamento di sintesi, poi metterò in votazione l'articolo così come emendato dagli emendamenti letti dall'onorevole Giagoni.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Stiamo quindi considerandoli tacitamente approvati quando verrà approvato l'articolo, cioè questa �� la procedura se ho capito, cioè non ci sarà un voto solo sugli emendamenti.

PRESIDENTE. No, facciamo così. È un emendamento orale, naturalmente è stato letto, c'è un processo verbale…

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Era solo per avere chiarezza rispetto alla questione.

PRESIDENTE. Per una questione di economia facciamo così.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Detto questo sarebbe contestualmente da ritirare sicuramente il "387" che a questo punto in parte sarebbe incluso nell'emendamento orale. Credo però che a prescindere dal fatto che si sia riusciti a trovare una quadra insperata appena un'ora fa, penso si debba riflettere sul modo in cui sta lavorando il Consiglio regionale e le Commissioni di merito. Oggi abbiamo discusso di un tema fondamentale su cui da settimane ciascuno di noi ha avuto modo di interloquire anche con la stampa e le televisioni oltre che con le popolazioni interessate e per l'ennesima volta ci si è trovati a dover prendere decisioni importantissime senza avere l'apporto degli Uffici, senza avere certezza degli effetti e in alcuni casi anche sino all'ultimo momento a serio rischio di mandare un rigore non sul palo o in corner ma in fallo laterale, perché alcuni errori, evitabilissimi, sarebbero stati scongiurabili con una semplice lettura attenta del testo. Io invito i colleghi pertanto a iniziare un esame anche di tutto quello che verrà discusso nelle prossime ore e nei prossimi giorni, perché tematiche così importanti e così difficili ce ne saranno altre, credo che la Commissione abbia dimostrato anche…

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento di sintesi numero 628.

Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'articolo 1 così emendato.

Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Credo che l'emendamento numero 39 sia stato ritirato. Non è stato ritirato.

Allora, sono tutti decaduti, in realtà il numero 39 dando un'applicazione abbastanza stringente e garantista nei confronti del proponente, riguardando le piogge non l'ho dichiarato decaduto, però l'ho considerato ritirato. Mi sembra che abbiamo discusso un'intera giornata, abbiamo trovato una sintesi…

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). È stato posto ieri in Commissione bilancio un principio che era quello di riportare alcune delibere della Giunta che riguardava la valutazione dei criteri e delle modalità dei fondi nelle Commissioni competenti per materia Presidente… stavo dicendo che ieri è stato posto da tutti i commissari della Commissione bilancio, ed erano presenti anche la Vicepresidente e l'Assessore del bilancio Fasolino, un principio che era quello di riportare nelle Commissioni competenti per materia le delibere di Giunta laddove dovevano essere definiti i criteri e le modalità di utilizzo dei fondi, articolo per articolo. Per cui in questo primo articolo, l'emendamento numero 2 inizia a porre il problema di riportare nelle Commissioni competenti per materia in qualche modo quelli che sono i criteri e le modalità di utilizzo dei fondi. Ricordo a me per primo ma ai colleghi, che in questa legge omnibus sono moltissime le deleghe che vengono date alla Giunta per l'individuazione dei criteri e come spendere le risorse, quindi per riportare la centralità del Consiglio e delle Commissioni ritenevamo e riteniamo opportuno che le delibere possono tornare una settimana, dieci giorni, lo valutiamo, in Commissione.

Per cui vorremmo che l'emendamento aggiuntivo numero 2 potesse essere messo in votazione, il 2 e il 3 potessero essere messi in votazione e poi se ci fosse una dichiarazione della Giunta che accettasse questo principio diventerebbe automatico che tutte le delibere che prevedono la definizione di criteri e le modalità di spesa potessero tornare in Commissione anche da poter in qualche modo riportare la centralità delle Commissioni e del Consiglio.

PRESIDENTE. Io apprezzo e anzi condivido il senso, la ratio e le finalità dell'emendamento, tuttavia sono stati dichiarati decaduti quindi passerei all'articolo…

(Interruzioni del consigliere Gianfranco Ganau)

Sì, sono stati dichiarati decaduti gli emendamenti numero 172, 37, 241, 38, 2, 3, 366 ed è rimasto in piedi come dicevo l'emendamento numero 39 perché parlando di piogge naturalmente non poteva essere annoverato negli interventi per il fuoco, quindi parliamo di piogge.

GANAU GIANFRANCO (PD). Sono attinenti al testo che abbiamo approvato, quindi non possono essere decaduti, sono uguali al testo che abbiamo approvato, quindi vanno in quel capitolo lì ed è semplicemente la richiesta di questo Consiglio di esercitare le proprie competenze nelle Commissioni competenti dopo che la Giunta ha espresso il proprio parere sugli indirizzi, i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi, mi pare una cosa ovvia.

PRESIDENTE. Però l'emendamento di sintesi numero 628 è l'emendamento di sintesi tra il 242, 243, 172, 37, 241, 366 e quindi a strettissimo diciamo che il ragionamento se vale vale per tutti oppure non vale per nessuno.

(Interruzioni del consigliere Gianfranco Ganau)

PRESIDENTE. Abbiamo fatto un emendamento di sintesi, onorevole Ganau.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). È accettabile che l'aula decida di votare in un'altra maniera, di liquidare la questione in un minuto, non è accettabile che un emendamento venga considerato inammissibile quando non ci sono ragioni per la sua inammissibilità. Si tratta semplicemente dei due emendamenti.

PRESIDENTE. Non ho detto però che è inammissibile!

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Però non lo stiamo votando, l'emendamento può essere messo in votazione, approvato o respinto!

PRESIDENTE. L'ho ritenuto sussunto nell'emendamento di sintesi.

Emendamento di sintesi significa che fa la sintesi di emendamenti successivi.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Allora l'emendamento di sintesi è il 628.

PRESIDENTE. L'emendamento di sintesi se doveva contemplare anche il parere della Commissione, avrebbe previsto nell'emendamento di sintesi anche il parere della Commissione, questa è logica generale, non giuridica, logica generale! Se io nell'emendamento di sintesi non trovo il parere della Commissione, vuol dire che la sintesi ha portato il fatto che non ci dovesse essere il parere della Commissione, questo è italiano, questo è italiano! Però detto questo, perché va bene tutto, accetto tutto, sto lasciando al Consiglio di trovare la migliore sintesi possibile, però non giochiamo sui termini e non giochiamo sulla conduzione dell'Aula che sto cercando di fare garantendo le prerogative di tutti e credetemi che non è facile, credetemi che non è facile. Dopodiché se l'emendamento di sintesi è di mezza sintesi, allora lo consideriamo di mezza sintesi e parliamo anche del parere della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Non vorrei insistere considerando che lei ha sussunto, però nel documento che ci è stato consegnato dagli uffici o dall'Assemblea, credo dai suoi collaboratori, c'è scritto: "emendamento di sintesi degli emendamenti numero 242, 243, 172, 37, 241, 366", documento appena consegnato.

Detto questo, visto che vogliamo dare una mano a lei e ai lavori dell'Aula, quello che chiediamo ai colleghi dell'Aula rivolgendoci alla maggioranza, se troviamo corretto che il Consiglio regionale attraverso le sue Commissioni possa svolgere la funzione principale che è quella di indirizzo e di controllo relativamente alle delibere di Giunta che prevedono la definizione di criteri e di spesa, così come accade per tutte le altre delibere di Giunta che hanno necessità di pareri. Quindi al di là che lei ha sussunto, questa è la richiesta, credo da parte nostra ma da parte di tutti i colleghi che siedono in quest'aula di poter svolgere il ruolo per cui si è eletti ponendo anche un tempo, signor Presidente, che non è quello di venti giorni, quindici giorni, va bene anche una settimana però vogliamo svolgere questo ruolo.

Credo che questo sia meno sussunto di quello che dice lei, ma forse è più chiaro su quello che vogliamo fare.

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, poiché lo ribadisco sono d'accordo sulla ratio, sugli obiettivi e sulle finalità dell'articolo, ma ritenevo che dovesse essere inserito nell'emendamento di sintesi perché tutta la mattina e tutta la giornata probabilmente non è servita per fare una sintesi completa, poiché ritengo giusto il suo intervento chiedo se il Consiglio è d'accordo a inserire il parere della Commissione entro sette giorni.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). A mio modesto parere mi sembra che stiamo perdendo troppo tempo per un parere che riguarda la Commissione. Sappiamo che è sempre consultivo e non vincolante, mi sembra che non cade il mondo a mio modesto parere, se gli altri colleghi sono d'accordo, per me mi sembra che sia accoglibile.

PRESIDENTE. L'ho appena detto.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Cambiamo). Scusate, se c'è un accordo, di fatto stanno ritirando gli emendamenti, si mette l'emendamento di sintesi e quindi si fa questo che è stato chiesto, ma ovviamente non diciamo che è stato bocciato, diciamo ritirato, e di fatto stiamo votando per alzata di mano, se però è questo noi siamo d'accordo.

PRESIDENTE. Allora, per entrambe le delibere il parere è di sette giorni, quindi si metta a verbale che l'articolo prevederà per entrambe le delibere il parere da esprimere da parte della Commissione nel termine di sette giorni. Sarebbero l'emendamento numero 2 e l'emendamento numero 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Volevo intervenire sulla discussione generale, le chiedo scusa, non volevo interrompere.

Continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge Giagoni - Mula - Sechi - Mura - Cera - Canu - Caredda: Disposizioni di carattere istituzionale-finanziario e in materia di sviluppo economico e sociale (284/A).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Valerio De Giorgi, relatore di maggioranza.

DE GIORGI VALERIO (MISTO), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole su entrambi gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, noi ci siamo soffermati a discutere molto su questioni importanti, ma non importanti come quella che è contenuta nell'articolo 2 e nel successivo articolo 2 bis, che la Giunta regionale con un proprio emendamento chiede di aggiungere, perché l'articolo 2 reca "Disposizioni di attuazione dell'accordo quadro del 20 maggio 2021 tra il Governo e le autonomie speciali, e l'articolo 2 bis "Disposizioni di attuazione dell'accordo tra il Governo e la Regione Sardegna relativo al contributo alla finanza pubblica della Regione Sardegna". Due articoli molto importanti, perché come abbiamo appreso in queste ultime ore rappresentano un primo riconoscimento da parte dello Stato di quanto la condizione di insularità pesi sullo sviluppo della Sicilia e della Sardegna, anche della Sicilia, ma della Sicilia si preoccuperanno loro. Capita però nello stesso tempo, caro Presidente e cari colleghi, che nella nota di aggiornamento del Documento economico e finanziario, approvato dal Governo alcune settimane fa, uno dei decreti collegati prevede la attuazione della cosiddetta autonomia differenziata. Cioè tre Regioni, due delle quali si sono sottoposte a referendum proprio mirati a questo, e in più l'Emilia Romagna, chiedono di applicare la norma costituzionale che prevede la possibilità di realizzare forme di autonomia differenziata. Sappiamo che si sta aggiungendo il Lazio, sappiamo che si sta aggiungendo la Campania, sappiamo che piano piano si accoderanno tutte le Regioni a statuto ordinario. Perché questo, onorevoli colleghi, ci deve spingere a prestare un supplemento di attenzione, perché quello che sta accadendo a livello costituzionale è la riduzione…

(Interruzioni.)

Presidente, è il solito consigliere Cossa che in maniera fastidiosa insiste su questi problemi marginali.

PRESIDENTE. No, ma c'è un brusio insopportabile!

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). No, ma infatti, la ringrazio per questo. Però io penso che il Consiglio regionale si debba occupare anche, secondo me principalmente, ma è un'opinione personale non molto condivisa purtroppo in quest'Aula, di quello che sta accadendo, che cioè la forbice tra le Regioni ordinarie le Regioni speciali si sta riducendo, e la riduzione della forbice costituzionale comporta l'aumento della forbice dello sviluppo. Per cui, Presidente, io volevo preannunciare la presentazione, in relazione a questo articolo, di un ordine del giorno voto, sottoscritto da tutti i componenti della Commissione speciale per il riconoscimento dell'insularità, che chiede un impegno al Parlamento, nel momento in cui il Parlamento si accinge a dare gambe alla legittima aspettativa delle Regioni più ricche d'Italia di avere forme di autonomia differenziata, legittima aspettativa sancita da un voto popolare nel caso della Lombardia e del Veneto, un ordine del giorno che chiede al Parlamento di tenere conto nel momento in cui parlerà di questo, nel momento in cui ci sarà il dibattito parlamentare su questo aspetto, che rimane come questione di interesse nazionale, vicenda che abbiamo sperimentato brutalmente quando negli scorsi giorni sembrava che dovesse spegnersi la continuità territoriale, rimane la vicenda di un pezzo dello Stato, che si chiama Sardegna, di cui lo Stato deve tenere conto. Quello che la Giunta regionale ha ottenuto ieri è un risultato importantissimo, soprattutto dal punto di vista qualitativo se non quantitativo, anche quantitativo, perch�� poi sono risorse che con l'emendamento che ha presentato la Giunta regionale noi ci troviamo in questo provvedimento, ma dal punto di vista contenutistico è un primo piccolo passo avanti. I senatori sardi mi hanno comunicato che giovedì della settimana prossima andrà in Aula la proposta di legge di iniziativa popolare e di revisione costituzionale dell'articolo 119, un passaggio cruciale per la nostra isola. Per cui, Presidente, onorevoli colleghi, chiudo l'intervento per richiamare l'attenzione sul tema e sull'ordine del giorno voto che depositeremo, rinviando eventualmente, Presidente, ad un dibattito anche interno, ad un approfondimento anche nostro su un tema così importante e delicato, perché credo che non possiamo abbassare la guardia in un momento storico così importante.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, l'intervento dell'onorevole Cossa ha ben introdotto quanto contenuto nell'articolo 2, anche se in realtà buona parte delle tematiche sono state trasmesse al Consiglio regionale a mezzo stampa riguardo la conclusione, o meglio una parziale conclusione del dibattito attorno alla restituzione parziale dei costi dell'insularità. Io ricordo che in Commissione si è discusso in merito al famoso rapporto dell'Istituto Bruno Leoni dei costi connessi con lo stato di insularità, ebbene, per ora, considerato il costo che ogni singolo cittadino sardo supporta appunto per il suo stato di abitante di un'isola, per ora i 77 milioni all'anno stanziati dal Governo coprirebbero il costo sostenuto dagli abitanti della sola Quartucciu o della sola Tempio. Questo per far capire qual è la differenza tra quello che ci servirebbe, stando appunto ai report degli istituti scientifici che studiano la materia, e quello che per ora lo Stato è stato in grado di concederci, tra l'altro con una formula che ricorda un po' le partite di giro che in ogni finanziaria nazionale si vedono, un giorno si chiama Patto di stabilità, un giorno si chiama trasferimenti, un altro giorno si chiama risorse da tesaurizzare in maniera obbligatoria, ci sono sempre delle somme che ballano, a questo giro ballano con un nome che ricorda appunto la rivendicazione che questo Consiglio regionale in maniera unitaria da anni porta avanti, ma lo ricordano solo un po' come il gatto può ricordare il leone perché è della famiglia dei felini. La rivendicazione va molto più avanti, e io condivido quanto detto dall'onorevole Cossa riguardo al fatto che le altre regioni sono più organizzate di noi e, in queste ore, si stanno attrezzando per portare avanti una battaglia in maniera molto più incisiva rispetto a quello che stiamo facendo noi. Le Regioni del nord Italia, in particolare quindi quelle che hanno una economia più sviluppata, partono in vantaggio, hanno una trasversalità anche nella loro guida che in determinate battaglie è capace di andare al di là delle appartenenze politiche, a portare nelle sedi decisionali della capitale una battaglia unitaria, noi siamo molto più indietro e, ultimamente, non siamo nemmeno in grado di portare dei buoni esempi di governo tali da giustificare un maggiore esborso di risorse pubbliche per la nostra Regione. Leggevo oggi un fondo del Corriere della Sera, un giornale autorevole che spesso si occupa anche dei nostri affari, per niente benevolo nei confronti di quello che la nostra Regione appare agli occhi degli altri. Siccome si tratta di partite importantissime, che possono vedere per noi un risultato positivo, ma non per forza vedranno per noi un risultato positivo, sia chiaro a tutti che in merito alle rivendicazioni, e anche ai bilanci, e anche i ragionamenti sulle entrate si possono fare passi avanti, ma si possono fare anche passi indietro. Ed è ovvio che in un momento in cui le Regioni più ricche sembrano destinate a fare passi in avanti è altamente probabile che la nostra, se non si organizza, sia condannata a fare qualche passo indietro, magari mascherato, magari celato da una finanziaria dello Stato che con una mano ti dà 70 e con l'altra in parallelo ti toglie 500, 600, 700. A questo proposito, e chiudo, credo che di questi temi si debba parlare, oggi non si può fare a meno di parlarne, perché stiamo discutendo un omnibus che contiene misure che incidono sul bilancio e non possiamo far finta di non vedere una tematica così importante come questa, però la sede deve essere quella della manovra finanziaria 2022. A questo proposito credo però che, dato anche l'importanza, sia impraticabile uno scenario che veda anche nel 2022 una manovra finanziaria approvata a marzo, magari in forma tecnica, per poi rimandare la discussione vera a poche settimane dalla chiusura della Ragioneria. Capiamo bene che se la battaglia e se le aspettative sono quelle citate anche dai banchi della maggioranza non è questo il metodo per raggiungerle.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cesare Moriconi. Ne ha facoltà.

MORICONI CESARE (PD). Presidente, Assessore, quando parliamo di riduzione delle quote di partecipazione della nostra Regione al contributo, alla finanza pubblica, evidentemente non possiamo che rappresentare una sensazione di sollievo. Lei sa, la Giunta, e i colleghi sanno quanto avremmo voluto parlare dell'accordo del 2019, quanto ne avremmo voluto parlare prima e quanto avremmo voluto anche intervenire successivamente per perfezionare ciò che l'accordo prevedeva, ai fini voglio dire di una spendita razionale, anche potenziando l'intesa che a suo tempo è stata raggiunta. Oggi noi leggiamo, attraverso i media, attraverso i nostri quotidiani, leggiamo del nuovo accordo, lo leggiamo attraverso i giornali, lo sentiamo attraverso le televisioni, eppure questo è un Consiglio regionale. E allora io per dare meglio il senso di ciò che voglio rappresentare leggo le dichiarazioni del Presidente del Friuli Venezia Giulia, il quale dice che "Il Governo, viste le palesi disparità, ha riconosciuto a Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia una riduzione della quota di compartecipazione alla finanza pubblica", all'interno chiaramente di un ragionamento più ampio che evidentemente non vede la Sardegna combattere in solitudine per ottenere un impegno del Governo nei confronti delle Regioni a Statuto speciale. Lo ha detto il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia rivolgendosi al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, il quale Consiglio regionale ha discusso e approvato all'unanimità un ordine del giorno attraverso il quale, condividendone nel merito, nel metodo, nella forma, la proposta fatta dal Presidente della Regione ha approvato all'unanimità quell'ordine del giorno. Dalla maggioranza e dalla opposizione sono arrivate le espressioni di approvazione. Il risultato è stato un risparmio per la Regione Friuli-Venezia Giulia di 2 miliardi e 400 milioni di euro nei cinque anni successivi. Il risparmio per la Regione Sardegna è importante, è di 574 milioni per i quattro anni successivi. Noi non conosciamo i termini dell'accordo, noi abbiamo letto attraverso i giornali che c'è stata un'intesa, un patto tra la Regione Sardegna e il Governo, non conosciamo probabilmente anche gli eventuali ulteriori vantaggi, parte dei quali vanno a beneficio importantissimo della riduzione di quel gap che ci deriva dalla nostra condizione di insularità. Ma 574 milioni sono una cifra, 2 miliardi e 400 milioni sono un'altra cifra! Io sono convinto del fatto che c'è una ragione che può essere spiegata e può essere compresa dal Consiglio. Soprattutto c'è una ragione politica che invece noi non riusciamo a rappresentare al Presidente della Regione, e la ragione politica è che il Consiglio regionale non può leggere, così come è successo per il precedente accordo di decisioni così importanti attraverso i media, ma ha la necessità il Consiglio, l'obbligo il Presidente della Regione, di condividere con l'Assemblea legislativa regionale i termini di decisioni così importanti dalle quali dipendono e dipende il futuro non di un piccolo settore, ma dell'intera comunità dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, onorevoli consiglieri, allora il tema è un tema fondamentale e delicato, sicuramente si sarebbe potuto dibattere, si sarebbe dovuto dibattere magari nell'aula consiliare. Però partirei da quello che è il risultato precedente per poi arrivare a quello che è invece il risultato attuale che sono due cose completamente diverse e partirei da quello che è il risultato del Friuli. Il risultato del Friuli è un po' il risultato dell'accordo che abbiamo tenuto nel 2019, quindi un accordo più importante, perché loro ancora non erano riusciti a chiudere quella vertenza uguale, simile a quella che aveva la nostra Regione. Quindi l'approccio del Presidente del Friuli era motivato da un accordo diverso rispetto a quello che stava facendo la Sardegna o che stava facendo la Sicilia come importi, perché veniva da una cifra molto più importante rispetto al passato, e poi anche perché aveva un'altra partita fondamentale che per loro era importante, che era legata all'acconto dei 200 milioni che il Governo aveva riconosciuto per tre motivazioni diverse alle tre regioni a Statuto speciale. Siccome quell'accordo prevedeva che al Friuli Venezia Giulia e alla Sicilia dovessero andare risorse superiori a quelle della Sardegna a luglio c'è stato proposto che questi 200 milioni dovevano essere divisi 100 milioni al Friuli, perché aveva delle motivazioni diverse rispetto agli accordi del passato, 80 milioni alla Sicilia e 20 milioni alla Sardegna. Poi le hanno ricambiate su proposta della Sicilia, dove hanno proposto 100 milioni alla Sicilia, 80 milioni al Friuli e sempre 20 milioni alla Sardegna. A quel punto io non ho accettato la divisione di quella proposta, in quanto era un acconto rispetto a noi "tema dell'insularità", e a loro altri temi, e si stava rischiando di perdere le risorse. Quando si è arrivati all'ultimo giorno, dove noi abbiamo fatto la proposta di dividere un terzo, un terzo e un terzo perché si trattava di un acconto, e le due Regioni mi hanno risposto di no, noi abbiamo tenuto fede a quello rischiando anche di perdere, perché noi avremmo perso 20 milioni, ma loro avrebbero perso 80 e 100 milioni. Arrivati all'ultimo giorno utile le due Regioni hanno accettato la proposta fatta dalla Regione Sardegna. Questo in una call che io ho fatto con il vicepresidente della Sicilia e l'Assessore del Friuli-Venezia Giulia, mi dicevano, questo ci impone a noi di dover affrontare il Consiglio regionale, perché noi stiamo prendendo una decisione che ci porta a un taglio rispetto alla proposta iniziale di diversi milioni di euro. Una delle motivazioni che li ha portati a doversi confrontare con il Consiglio è anche questa. Questo per dare spiegazioni all'atteggiamento diverso rispetto a noi. Poi c'è un'altra motivazione che è legata alla tempistica. Noi pensavamo di doverci portare per più tempo questa trattativa col Governo, cosa è successo? Il Governo siccome vuole avere i conti lineari, vuole approvare la legge entro dicembre senza nessun problema, ci ha fatto la proposta prima di chiudere la loro, ed è arrivato tutto nell'ultima settimana, infatti se voi vedete non c'era nel testo precedente la proposta di inserire queste risorse, che non sono 76 milioni ma bensì sono 100 milioni come acconto per l'insularità, 100 milioni a regime come acconto per l'insularità. Gli altri 76 milioni sono un'altra cosa, sono una questione che è molto importante e noi abbiamo ottenuto dal Governo, con un lavoro fatto dal mio Direttore generale, la dottoressa Marchioni, che io per l'ennesima volta ringrazio, e con il Presidente abbiamo ottenuto che dal 2022 in poi, e non solo per il 2022 come precedentemente proposto, ci fosse una riduzione degli accantonamenti per la nostra Regione e per tutte le Regioni a Statuto speciale, perché la proposta iniziale era una riduzione per una prospettiva di minori entrate per il 2022, ci siamo riuniti con le Regioni a Statuto speciale e abbiamo chiesto che fosse una riduzione degli accantonamenti a regime del 20 per cento dal 2022 in poi. È logico che questa riduzione del 20 per cento, avendo noi già ottenuto con l'accordo del 2019 una forte riduzione degli accantonamenti, ci porta a una cifra inferiore rispetto al Friuli che invece non aveva ancora definito quella battaglia, ecco perché la differenza di importi, è come se oggi il Friuli stesse portando in Aula l'accordo che noi abbiamo fatto nel 2019 più quest'accordo siglato in queste in queste settimane. Questo però non vuol dire che non bisogna affrontare il dibattito in Aula, assolutamente, questo deve esserci per migliorare quelle che sono le proposte che la Giunta può portare avanti, perché un conto è andare a portare avanti delle proposte solo come Giunta o solo come maggioranza, altra cosa è avere la forza da parte anche del Consiglio: sicuramente hai una forza, un atteggiamento diverso, quando vai a dibattere con il Governo. Però io penso che questo sia qualcosa di importante che si è ottenuto, un punto di partenza; il punto di partenza fondamentale è il riconoscimento dell'insularità, questo è il punto di partenza fondamentale che abbiamo ottenuto noi come Regione Sardegna, ci è stato dato un acconto dove ci riconoscono il gap dell'insularità, questo è un riconoscimento importante. Poi non bisogna accontentarsi, come è venuto fuori dai banchi sia della maggioranza che dell'opposizione, bisogna da qui partire e ripartire per quantificare quelli che sono i veri costi dell'insularità per la Sardegna e per noi sardi, per raggiungere quell'obiettivo che abbiamo prefissato, e questo deve essere un lavoro che non può fare solo la Giunta, che non può fare solo il Presidente, che non può fare solo la maggioranza ma che deve essere fatto dall'intero Consiglio e da chi siede in questi banchi. Solo così questa battaglia la si può vincere, perché è una battaglia, guardate, come l'accordo del 2019: nato da un colore politico, concluso da un altro colore politico, nato da un Presidente, concluso dall'altro Presidente, ma che ha portato un risultato importante ai sardi, e questo deve essere l'obiettivo. Quindi oggi noi gioiamo non per il risultato economico ma gioiamo per il riconoscimento, e gioiamo perché si è fatto il primo passo per poter fare una battaglia tutti insieme per ottenere quelli che sono i gap dell'insularità per la nostra Isola. Questo �� il punto di partenza, prendendo per buono tutto ciò che è stato detto dai consiglieri che sono intervenuti. L'obiettivo è molto più ambizioso, oggi però gioiamo per un punto di partenza e per un riconoscimento che ci è stato dato da parte del Governo.

Le tempistiche, ve ne ho parlato e mi dispiace averlo fatto anche con urgenza, oltretutto abbiamo inserito, e dovremmo modificare l'emendamento, anche ai 76 milioni del minor gettito nei confronti del dello Stato che invece, anche se c'è l'accordo firmato, dobbiamo aspettare che venga approvata la legge finanziaria da parte del Governo, quindi questi li dobbiamo per il momento stralciare e ce li ritroveremo in Finanziaria. Poi eventualmente interverrò successivamente per correggere l'emendamento.

Grazie a tutti per il contributo, che sarà fondamentale, cioè io penso che possiamo partire, se tutti sarete d'accordo, dall'ordine del giorno di cui parlava l'onorevole Cossa per definire quella che è la strada insieme alla Commissione da lei presieduta per arrivare all'obiettivo che ci siamo prefissati.

PRESIDENTE. Metto in votazione il testo dell'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'emendamento numero 550.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'emendamento numero 340.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito, e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito, e assetto del territorio. Come ho annunciato dobbiamo aspettare per iscrivere i 76 milioni e 600 mila euro l'approvazione da parte del Governo della legge di finanza pubblica, anche se abbiamo già l'accordo firmato. Quindi rimangono i 100 milioni e i 66 milioni che sono all'interno della legge, quindi verranno poi di seguito modificati anche gli importi al comma 2, che saranno diversi rispetto ai 306 milioni che abbiamo già iscritto.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare sull'emendamento numero 340, lo metto in votazione, con le specificazioni dell'Assessore. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(É approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3, al quale sono stati presentati diversi emendamenti.

Per esprimere parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Valerio De Giorgi, relatore di maggioranza.

DE GIORGI VALERIO (UDC-Cambiamo), relatore di maggioranza. Il parere è contrario su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito, e assetto del territorio.

FASOLINO GIUSEPPE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito, e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 3 e sui relativi emendamenti.

Poiché nessun è iscritto a parlare, metto in votazione gli emendamenti numero 199 e 248, di identico contenuto. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Poiché nessuno domanda di parlare sugli emendamenti numero 200 e 249, di identico contenuto, li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Poiché nessuno domanda di parlare sugli emendamenti numero 201 e 250, di identico contenuto, li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Poiché nessuno domanda di a parlare sull'emendamento numero 251, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 343.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Cambiamo). Soltanto perché nessuno faccia il procacciatore di buone intenzioni. In tutti questi anni si è cercato sempre di intervenire a favore dei Comuni perché si consentisse di dare contributi alle famiglie per il pagamento delle RSA e Case protette, e in effetti non abbiamo sentito nessuno, ma siamo dieci anni che lo diciamo.

Innanzitutto non si tratta di parlare genericamente così, a vanvera, perché per poter andare in una RSA dove sin dall'inizio si pagava 135 euro, suddivisi il 50 per cento la Regione e il 50 per cento gli interessati, bisogna avere una caratteristica, non ci può andare chiunque, ci può andare uno che non è autosufficiente, vuol dire che ha l'invalidità civile e l'accompagnamento, e quindi prendono circa 900-1000 euro. Abbiamo sempre detto, ma abbiamo trovato gente sorda (qualcuno oggi si è svegliato), si faceva una proposta, che siccome non possono avere 2100 euro al mese (le due pensioni sono meno della metà) che se la Regione anziché 50 avesse messo il 60 o 65 per cento, i non autosufficienti che hanno diritto di andare avevano già di per sé le risorse finanziarie.

Quindi se c'è questa volontà ricordiamoci che questo emendamento può essere oggi magari bocciato ma in un prossimo futuro, se c'è questa volontà comune, possiamo aiutare la povera gente a poter accedere nelle strutture, quindi l'invito mio è quello che domani assieme possiamo contribuire a fare quello che poteva essere fatto prima, perché certamente in una famiglia 1000 euro disponibili non ce li ha nessuno e nessuno vuole dare 1000 euro a un proprio parente non autosufficiente. Quindi l'invito mio è, se non lo fate voi lo faremo noi, a presentare magari assieme una proposta che tenga conto di quello che oggi noi facciamo ma che ha un significato preciso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). A noi fa piacere aver portato in Aula un tema che è forse tra i più trascurati, si parla di chi oggi necessita di un ricovero in RSA, e spesso, molto più di quanto avveniva in passato, non può permetterselo, e l'apertura da parte della maggioranza è importante e ci porta a ritirare l'emendamento che non merita di essere bocciato, perché a volte si utilizza questo stratagemma di mettere di fronte allo scudo umano il voto contrario della maggioranza e non penso sia questo l'interesse. In questo momento viceversa è importante riflettere su quanto sta avvenendo in Sardegna, sulle cifre anche riguardanti le persone che hanno necessità di un ricovero in queste strutture, e scopriremo che si tratta di numeri molto diversi rispetto a quelli di 10-15 anni fa, a causa dell'aumento dell'età media della nostra popolazione e anche a causa di una diminuzione dei redditi che portava appunto fino a 10-15 anni fa persone a potersi permettere di pagare parte della retta, quando anche i Comuni avevano altre risorse, oggi rimane la Regione unico ente in grado di pagare e spesso gli altri enti non sono in grado nemmeno di cofinanziare così come non lo sono le famiglie.

Questo tema tra i più dimenticati merita una discussione approfondita, e mi fa piacere che sia stato preso un impegno in questo senso.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 343 è ritirato.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 176, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 244, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 93.

Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Mi rivolgo all'Assessore, questo emendamento chiede di incrementare l'importo disponibile per il fondo "Ritornare a casa". Guardavo dalla documentazione che ci avete consegnato quanto questo fondo in questi anni sia sceso, la Giunta ha scelto di mettere a disposizione 40 milioni l'anno scorso e invece adesso prevedete di mettere 37 milioni nel 2021, 37 milioni del 2022 e 37 milioni nel 2023. C'è un problema, Assessore, che erano pochi questi 41 milioni già l'anno scorso, ora non solo non sono cresciuti ma addirittura avete pensato bene di togliere 4 milioni di euro, e allora, Assessore, io le ricordo che cosa dovrebbe prevedere questo programma così importante di cui usufruiscono purtroppo tanti sardi, e purtroppo sono all'ordine del giorno le segnalazioni che ci arrivano da malati gravi, parliamo di malati con la SLA che mi contattano e che ci chiedono aiuto. Io proprio due giorni fa ero da uno di loro, venerdì dovrò andare invece da un altro purtroppo sfortunato che mi ha contattato, perché carte alla mano mi dimostrano che, nonostante il fondo a disposizione del programma "Ritornare a casa", le spese da loro sostenute sono notevolmente più alte, e allora sono disperati perché non sanno come fare, e allora cercano aiuto tra la popolazione cercando di racimolare soldi, ma Assessore questo non è un metodo corretto! Parliamo di malati di SLA, malati allettati che hanno necessità di un'assistenza h 24, e allora, Assessore, che cosa prevedeva questo programma che è stato istituito nel 2006? La permanenza nel proprio domicilio di persone in situazioni di gravissima non autosufficienza, e allora, Assessore, quello che ci lascia veramente basiti è che già le risorse messe a disposizione l'anno scorso non bastavano, ora addirittura le diminuite di 4 milioni!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressiti). L'esigenza che ha espresso ora la consigliera Manca è un'esigenza credo da parte di tanti consiglieri e del Consiglio tutto, proprio perché quello che stiamo vivendo in questo caso sono le tante richieste che a ognuno di noi arrivano di persone che non possono permettersi assolutamente delle cure adeguate h 24 nella propria abitazione. Io credo che una proposta di aumento di spesa per "ritornare a casa" credo che possa essere condivisa da parte di tutti. Quindi, o c'è un aumento delle risorse su questo assestamento oppure l'intervento dell'Assessore diventa assolutamente necessario per capire se nella finanziaria che ci appresteremo poi ad approvare nei prossimi mesi possano essere inserite quelle risorse che servono appunto per colmare un gap che singolarmente chi oggi soffre di SLA o di malattie degenerative purtroppo non riesce a coprire quel tetto di spesa, e generalmente viene coperto allo stato attuale da circa il 70 per cento, manca il 30 per cento per avere una copertura totale. Quindi nella sua risposta magari potrebbe essere o assestamento o finanziaria, però, Assessore, le richieste davvero sono tante e credo che sia uno di quei problemi di cui l'Aula si possa fare carico, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Credo che parlare di questa situazione sia un atto doveroso da parte di tutti noi. Ha detto bene la collega Desirè Manca, abbiamo quotidianamente delle chiamate da parte dei parenti, perché purtroppo i pazienti non possono neanche parlare, che ci rappresentano la drammatica situazione a cui sono sottoposti appunto quei pazienti con la patologia di cui stiamo parlando, con la SLA. Però, nelle more, io direi che assolutamente, se chi di dovere potesse e dovesse ascoltare, forse qualche volta le interrogazioni e gli interventi che facciamo in aula potrebbero anche rappresentare qualche proposta di soluzione, perché poi si dice che non lo sapevamo. Assessore Fasolino, non mi rivolgo a lei, non c'entra nulla lei, non c'entra niente, mi rivolgo a chi inopinatamente ha modificato le linee guida di "ritornare a casa", e chi era in Commissione sanità ben si ricorda quello che era stato detto in quelle occasioni, che saremmo andati a peggiorare in maniera sensibilissima le condizioni di quei malati, e questo è avvenuto. Vi chiedo di andare a leggere l'articolo che è stato pubblicato qualche giorno fa su dei quotidiani locali e su alcuni quotidiani territoriali. C'è un paziente di Pattada che racconta la quotidianità della sua giornata, e racconta dell'aspetto poco dignitoso a cui devono essere sottoposti con una rendicontazione mensile delle spese che loro affrontano giorno dopo giorno per poter respirare, per poter mangiare qualcosa, per poter essere lavati da qualcuno. Quindi, nelle more… parleremo col prossimo Assessore della sanità se ci sarà, visto e considerato che evidentemente questi non sono problemi che riguardano la sanità.

PRESIDENTE. Onorevole Cocco, stiamo ascoltando attentamente…

COCCO DANIELE (LEU). Lei è un superuomo, lei è un Superman, ascolta, parla, io voglio rispetto. Io sto rappresentando una situazione che riguarda dei malati di SLA, sa chi sono i malati di SLA?

PRESIDENTE. Non faccia… non glielo consento di fare sarcasmo e le tolgo la parola, basta! Non glielo consento! Si vergogni, si vergogni, non glielo consento! Lei si deve vergognare, non le consento di fare sarcasmo su queste malattie, non le consento di fare sarcasmo su queste malattie, faccia sarcasmo su tutto, ma non su queste malattie.

(Interruzioni del consigliere Daniele Cocco)

PRESIDENTE. Basta, non rilanci, non rilanci, non rilanci, basta, le ho tolto la parola. Io ho parlato, si ascolti lei, è lei che non si riascolta. Basta! Se lei smette di intervenire in maniera sarcastica, sarcastica su un argomento sul quale il sarcasmo non è concesso, va bene, sul quale il sarcasmo non è concesso…

(Interruzioni del consigliere Daniele Cocco)

PRESIDENTE. La smetta, la smetta! Non ha la parola, la smetta, la smetta, sta facendo brutta figura, la smetta! Adesso se si calma le ridò la parola, senza fare sarcasmo, altrimenti gliela tolgo. Prego, continui.

COCCO DANIELE (LEU). Io non sto facendo sarcasmo e mai mi permetterei di fare sarcasmo su quelle persone, e mai mi permetterò, perché stiamo parlando di persone deboli, indifese, ultime…

PRESIDENTE. Chiedere scusa non è disonorevole, è molto onorevole. Prego.

COCCO DANIELE (LEU). Mi fa parlare? È stato assunto alla Stasi anche lei per dirmi quello che devo dire?

PRESIDENTE. Stasi?

COCCO DANIELE (LEU). Sì, quello sto dicendo.

PRESIDENTE. Le tolgo la parola.

(Interruzioni del consigliere Daniele Cocco)

PRESIDENTE. Non glielo permetto, non glielo permetto, caro onorevole Cocco, non glielo permetto, caro onorevole Cocco.

Metto in votazione l'emendamento numero 93.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC - Cambiamo). Questo è un argomento molto importante, questo è come quello precedente, certamente è un argomento sul quale non si può votare contro, e io non voterò contro in qualunque caso. Questo è da ritirare e da approfondire, magari con rapporti diversi con l'Assessore, ma dobbiamo smetterla, perché io parlo per esempio della terza struttura, quella che riguarda i malati gravi, prima legge fatta in Italia, questo lo sanno tutti, e ogni anno si tenta, ed è tutto criptato, sempre di ridurre quelle che sono le esigenze reali in termini economici, e tutti gli anni veniva a lamentarsi, neanche da voi, Espa, che è il presidente della ABC, a difendere quei poveri giovani che dovevano essere operati, eccetera. Questa è la cosa fondamentale, e quindi è chiaro che le risorse bisogna metterle, maggiori risorse perché sono insufficienti, per quanto riguarda questi tre problemi. Quindi anche qui, se abbiamo buona volontà da questo punto di vista, evitiamo queste conflittualità. Probabilmente Cocco si riferiva ad un suo collega che è andato di là a parlare con la schiena dalla parte sua, e ha impedito a lui di fare il discorso, forse non era nei suoi confronti, Presidente, quindi cerchiamo di creare un clima diverso, perché non voleva offendere lei nella prima parte del suo discorso. Allora se siamo persone che tengono a determinate categorie che sono le più disagiate, che sono non autosufficienti, che hanno mille problemi, che soffrono tutti i giorni, mi rivolgo all'Assessore, dobbiamo trovare risorse finanziarie e concordare in modo che queste tre competenze specifiche vengano soddisfatte da legittime esigenze degli ammalati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Signor Presidente, per provare a far tornare la calma all'interno di quest'Aula. Io credo che il collega Cocco, visto il tema che si stava trattando, non gradiva il fatto che l'Assessore continuamente andava e tornava nell'aula senza ascoltare o addirittura dando le spalle a chi stava intervenendo. È un atteggiamento scorretto, da parte sua ci saremmo aspettati il fatto che dicesse all'Assessore di sedersi e di ascoltare l'intervento, invece ha redarguito l'onorevole Cocco che faceva presente questo aspetto, e credo che il malinteso si sia creato su questo tema. Nessuno stava facendo sarcasmo, ha ragione l'onorevole Oppi, il tema è estremamente serio, merita attenzione e merita di essere trattato. Quello che è successo con l'approvazione, con la modifica delle linee guida, Assessore, ha complicato con la sua delibera ulteriormente la gestione dei progetti di "ritornare a casa", è questo che si stava provando a dire, aggiunto al fatto che le risorse, così come è stato detto in precedenza anche dall'onorevole Oppi, non sono sufficienti. Ci saremmo aspettati che in questa normativa, in questa legge omnibus si fosse trattato il tema, e da questo punto di vista ci sono due emendamenti, uno che è stato presentato in questo momento dall'onorevole Manca e che è in discussione, l'altro che è più strettamente legato alla questione delle linee guida, alla risoluzione dei problemi di chi deve gestire effettivamente progetti di "ritornare a casa", ma siamo certi che quello che sta accadendo e che è stato modificato anche attraverso le linee guida ha peggiorato la situazione. Quindi l'auspicio è che ci sia un impegno da parte della Giunta di modificare le linee guida in tempi utili, perché è semplice modificarle, per far tornare ai Comuni la gestione dei progetti di "ritornare a casa", che in quel modo potevano anche anticipare le risorse e coprire anche i ritardi della Regione, cosa che non fanno i Plus, e allo stesso tempo provare ad aumentare le risorse, nel caso ce ne fosse bisogno con un altro provvedimento se riusciamo a trovare le risorse anche con questo, per dare delle risposte immediate. Nessuno stava facendo sarcasmo, nessuno stava provando ad alzare il tono, io credo che in una discussione come questa sulla legge omnibus tutti quanti facciamo bene ad ascoltarci perché sui problemi le soluzioni vanno trovate, ne va anche un po' della dignità della politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Domenico Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO (PSd'Az). Grazie Presidente, signori della Giunta, onorevoli colleghi. Io ovviamente intervengo in questo caso per sottoscrivere le parole dette precedentemente sul fatto di trovare, reperire fondi per i Comuni o meglio per i familiari, poi ci pensano appunto i Comuni per quanto riguarda coloro che sono in difficoltà e hanno dei parenti o degli affini nelle RSA, e altrettanto lo sono perché è stato importantissimo l'emendamento per cui, ovviamente, invito al ritiro chi l'ha presentato perché c'è già la disponibilità da parte dell'Assessore, da parte della maggioranza a reinserirlo quanto prima come una un argomento preminente e importante. Ma intervengo questa volta in qualità di ex Presidente della Commissione sanità non per difendere un collega, ma per sottolinearne invece il suo atteggiamento, che ha sempre tenuto a questi temi e a queste patologie purtroppo gravi, e sto parlando del collega Cocco, che è stato con me, come mio Vicepresidente, per due anni, e vi posso assicurare che ogni qualvolta c'è stato un argomento che potesse in qualche modo interessare e potesse essere condiviso da tutti, e soprattutto vi posso assicurare che è una persona di grande sensibilità, forse ha usato il sarcasmo, la parola sarcasmo, l'ha usato il sarcasmo, è vero, ma non a fini assolutamente negativi. Quindi, ripeto, non ha bisogno di essere difeso perché in aula lo conosciamo tutti, io lo conosco da oltre dieci anni e posso assicurare che il sarcasmo non lo ha mai usato per questi argomenti serissimi e qualche volta anche per quelli meno seri, ma come tutti gli esseri umani si può sbagliare, ci mancherebbe altro. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gallus, anche per le sue parole di saggezza.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie Presidente, solo per fare una proposta operativa a quest'Aula. Io chiederei, se è fattibile, di non mettere momentaneamente in votazione l'emendamento numero 93, posticipiamo un attimo perché c'è la possibilità, dopo l'intervento dell'Assessore, di fare anche qualcosa, abbiamo capito. E inviterei il collega Oppi, insieme a chi ha presentato l'emendamento, di lavorarci su perché magari un piccolo correttivo può essere anche fatto. Quindi, per quanto ci riguarda chiediamo un attimino di valutarlo, di incontrarsi, e noi nel mentre procediamo, Presidente, andiamo avanti se siete d'accordo.

PRESIDENTE. Ha domando di parlare il consigliere Pietro Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO PIETRO (UDC - Cambiamo). Grazie Presidente, cari colleghi e Assessori. Volevo chiedere all'Assessore se fosse possibile evitare che, per avere un "ritorno a casa", i pazienti debbano essere anche in ADI, è una cosa che non ha importanza e che non deve essere, perché sono delle forzature che non hanno riscontro, perché l'ADI va attivata nei casi in cui è necessario attivarla, parlo di infusioni, parlo di cure per ulcere e quant'altro. Attivare un'ADI è togliere lavoro e sprecare dei danari che possono essere portati da un'altra parte. Il progetto "ritornare a casa" va snellito burocraticamente perché è vergognoso che un paziente che ha necessità del progetto "ritornare a casa" passi un tempo così lungo. Quindi l'ADI è una cosa che va scorporata dal progetto "ritornare a casa". Assessore, se ne faccia carico ed evitiamo queste cose che non servono, perché l'infermiera viene solamente per misurare la pressione perché non ha da infondere e non ha da curare piaghe né niente. Grazie.

PRESIDENTE. Bene, credo che ci sia la richiesta… sull'ordine dei lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie Presidente. Soltanto per spiegare meglio la mia richiesta. Chiedo una sospensione di cinque minuti, Presidente.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 12, viene ripresa alle ore 18 e 22.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Con i Capigruppo si è deciso di rinviare all'articolo 5.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, era semplicemente per chiedere, stavamo cercando di concordarlo, di chiedere alla collega che ha presentato l'emendamento di poterlo ritirare; noi ci lavoriamo, perché bisogna correggere non solo le coperture, ma probabilmente avremo anche qualche risorsa in più che ci potremo mettere, presenteremo un emendamento all'emendamento, tanto non esauriremo stasera l'argomento sanità, e domani credo che l'emendamento arriverà in Aula con la firma di tutti i Capigruppo. Questa era la nostra proposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desiré Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÉ (M5S). Sì, ci stavamo confrontando poco fa con il collega Mula, assolutamente d'accordo con voi, il l'importante è ottenere poi il risultato e l'obiettivo; se c'è la possibilit�� di avere anche più fondi per il progetto Ritornare a casa noi lo volentieri lo ritiriamo, aspettiamo questo emendamento che arriverà presumibilmente domani e magari anche con più fondi a disposizione. Per cui assolutamente sì e aspettiamo domani.

PRESIDENTE. Assolutamente, sarà naturalmente un emendamento presentato unanimemente.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). L'onorevole Cocco, però, ha segnalato due ordini di problemi: il primo è di tipo finanziario, e da quello che ho capito c'è la volontà unanime del Consiglio regionale di risolvere il problema, perché di fronte a certe situazioni e a certe persone non esiste colore politico e non esistono scuse, le risorse si trovano, si tolgono dai capitoli destinati al superfluo, ma non si lascia chi necessita del necessario senza quello che serve. Permangono, però, i problemi citati dall'onorevole Cocco riguardo l'organizzazione, i criteri, i plus che hanno delle difficoltà. Parallelamente, posto che ovviamente ci sarà la nostra firma e anche l'entusiasmo nel sostenere l'emendamento che verrà condiviso con i colleghi, io invito anche l'Assessorato alla sanità a fornire al Consiglio regionale le informazioni necessarie per intervenire e anche ascoltare eventualmente le segnalazioni che dal Consiglio regionale arriveranno in questa fase e sono già arrivate nei mesi scorsi, perché questo non è un problema che ci è capitato tra capo e collo e che abbiamo scoperto solo grazie all'ottimo emendamento presentato dai colleghi, i colleghi hanno portato in Aula meritoriamente una situazione che purtroppo era già stata affrontata, era già stata sollevata, ed era anche stata portata all'attenzione della Giunta prima che esplodesse in questa misura. Sui plus non è l'unico problema aperto, questo è forse il più evidente però, per cui o noi affrontiamo, lo dico consapevole di non uscire fuori tema, perché non si tratta di una manovra di bilancio che stanzia solo le risorse, ma si tratta di un testo omnibus che contiene anche capitoli destinati alla sanità, per cui è perfettamente adatto anche l'intervento che io, che l'onorevole Cocco, che gli onorevoli che mi hanno preceduto hanno fatto sul tema. Può essere questo il momento per accelerare quella riflessione, quella discussione, e magari portare all'intera Aula domani a risolvere due problemi in uno: stanziare le risorse e iniziare l'iter per superare le criticità amministrative che altrimenti renderanno vano ogni sforzo economico e politico di questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Bene, quindi l'emendamento numero 93 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 185.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 169.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 346.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 347.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 186.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 3.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento numero 245 uguale al 396. Lo metto in votazione.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 333.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 330.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 331.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 341.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non �� approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 246.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 328.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 247 uguale al 395.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 139.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie, Presidente. Approfitto della presenza dell'Assessore Salaris. Io ho presentato questo emendamento che riguarda la strada 129, la famigerata strada della morte, che sarebbe la strada che da Macomer porta a Nuoro che, purtroppo, da troppo tempo miete vittime tutti gli anni. A dire la verità l'onorevole Salaris già si è impegnato, anche in maniera ufficiale, perché c'era un problema in riferimento al via, che sembra sia stato superato, con ANAS; quella è una strada statale. Io credo anche, vorrei avere conferma dall'Assessore Salaris, che comunque i fondi ci siano per l'eliminazione in primis della famosa curva della morte, che in questo momento è l'aspetto più preoccupante di tutta quella strada. Per cui l'emendamento Presidente io lo ritiro, era una, tra virgolette, provocazione per poter avere conferme dall'Assessore sullo stato dell'arte e sulle procedure in essere rispetto alla cantierabilità e all'inizio dei lavori, perché mi risulta che ci fosse un ultimo problema relativo a un piccolo esproprio che ci sarebbe da fare l��, proprio in prossimità di quella curva, e quindi ritiro la l'emendamento. Se poi l'Assessore Salaris volesse darci risposta, siamo qui per ascoltarlo. Grazie.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 147.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 148.

Sull'ordine dei lavori

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, abbiamo bisogno di una sospensione di due minuti.

PRESIDENTE. Il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 31, viene ripresa alle ore 18 e 47.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. La seduta di oggi è tolta e i lavori sono aggiornati a domani mattina alle ore 10 e 30. Probabilmente ci potrebbe essere una Conferenza dei Capigruppo prima, alle 10, però verrete avvisati con un messaggio. Buona serata a tutti, la seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 18 e 47.

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